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1 La famiglia si ingrandisce Servizio Gender Università della Svizzera Italiana (USI) Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana (SUPSI) Contatto SUPSI t. +41 (0) f. +41 (0) Contatto USI t. + 41(0) f. +41 (0)

2 Indice 1 Premessa Introduzione Gravidanza e maternità: regolamentazione nel mondo del lavoro Assunzione Protezione contro il licenziamento Consenso all occupazione e limitazione della durata del lavoro Protezione della salute Vacanze Assenza dal lavoro e riposo Disdetta del rapporto di lavoro Aiuti ai quali hanno diritto i genitori Assenze e congedi Allattamento Congedi Maternità Adozione Malattia dei figli Altri congedi pagati in relazione ai figli Organizzazione del tempo di lavoro Proposte di accoglienza per la prima infanzia Strutture d accoglienza per la prima infanzia Baby sitting 2 Prestazioni della cassa malati Indennità di maternità Condizioni di diritto Durata del diritto Importo Aiuti familiari Aiuti sociali Assegno di base Indirizzi utili Aiuti finanziari Preparazione al parto e allattamento Problemi giuridici Strutture di accoglienza infantile Associazioni Assegno per giovani in formazione o per giovani invalidi Assegno integrativo Assegno di prima infanzia

3 Servizio Gender USI SUPSI Premessa Il Servizio Gender USI SUPSI mette a disposizione queste schede per le persone che studiano o lavorano all Università della Svizzera italiana (USI) e alla Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana (SUPSI) e che aspettano un bambino o sono da poco genitori. L obiettivo è quello di riassumere in un solo fascicolo le normative in vigore all USI e alla SUPSI. Le informazioni in esse contenute riguardano la legislazione vigente a livello federale, cantonale e dei due istituti universitari ticinesi. Le schede, costantemente aggiornate, sono consultabili anche nei siti del Servizio gender USI SUPSI agli indirizzi URL: per l USI: per la SUPSI: Il Servizio gender USI SUPSI o il servizio del personale del vostro istituto universitario di appartenenza sono a vostra completa disposizione per ulteriori informazioni. Per un maggiore approfondimento del tema, si consiglia la lettura della pubblicazione del Segretariato di Stato dell economia (SECO), Maternità Protezione delle lavoratrici, ottenibile in versione pdf digitando l indirizzo: 36/01563/index.html?lang=it In omaggio, allegata a questo fascicolo, La Guida del Bébé. La sicurezza, tu e il tuo bambino, a cura dell Associazione consumatrici della Svizzera italiana e dell Ufficio svizzero per la prevenzione degli infortuni. Introduzione A partire dal 1. luglio 2005 le donne salariate, indipendenti o che lavorano nell azienda del coniuge con un salario in contanti hanno diritto a un indennità di maternità. Questa importante conquista risolve però solo in parte i numerosi interrogativi riguardo ai diritti e doveri dei (futuri) genitori, rispettivamente delle datrici e dei datori di lavoro. I diritti legati alla genitorialità (rispettivamente maternità e paternità) sono trattati in Svizzera da ben sei normative diverse: la legge federale sul lavoro che fissa la durata del lavoro e del riposo, la protezione delle donne incinte e delle madri che allattano (art. 35 e segg.) e Ordinanza 1 concernente la legge sul lavoro (art. 61 OLL 1); la legge federale sulle indennità di perdita di guadagno che introduce il diritto all indennità in caso di maternità (art. 16b e segg. LIPG) e Ordinanza sulle indennità di perdita di guadagno (art. 23 e segg. OIPG); il Codice delle obbligazioni che regola il diritto al congedo, la protezione contro il licenziamento e la durata delle vacanze (art. 319 e segg. CO); la legge federale sull assicurazione malattia, che fissa le prestazioni minime che devono essere coperte dalle casse malati in caso di maternità (art. 29, art. 30 e art. 74 LAMal); la legge federale sulla parità dei sessi (art. 3 cpv. 1, art. 5, art. 6, art. 8, art. 10 LPar); le convenzioni collettive e i contratti individuali di lavoro che possono prevedere condizioni migliori-ma mai peggiori-del minimo garantito dalle leggi. All USI e alla SUPSI, le normative riguardanti la genitorialità sono presenti: nel Regolamento sulle condizioni generali di lavoro per il corpo accademico (art. 15, art. 16, art.16 bis, art. 33, art. 33 bis, art. 37). nel Regolamento sulle condizioni generali di lavoro per il personale amministrativo, bibliotecario, tecnico e ausiliario (art. 18, art. 19, art. 19 bis, art. 29 bis, art. 39, art. 39 bis, art. 43). 1

4 1 Gravidanza e maternità: regolamentazione nel mondo del lavoro Assunzione In generale la donna non è tenuta a comunicare spontaneamente la sua gravidanza. Se in occasione del colloquio di assunzione le vengono poste domande come è incinta? o ha intenzione di avere figli? e se la gravidanza non ha conseguenze di rilievo sulle prestazioni lavorative, la donna non è tenuta a dare informazioni. Per contro la donna deve comunicare il suo stato di gravidanza nei casi in cui la stessa possa ostacolare l attività lavorativa. Vedi anche Scheda 1, Protezione della salute. Protezione contro il licenziamento La protezione contro il licenziamento si estende a tutta la durata della gravidanza e nelle sedici settimane dopo il parto. Un licenziamento da parte del datore di lavoro durante questo periodo è nullo e non esplica nessun effetto giuridico. Se il licenziamento è avvenuto prima della gravidanza, il termine di disdetta viene sospeso durante la gravidanza e riprende a decorrere solo dopo la sedicesima settimana che segue il parto. In questo periodo, se lo desidera, la donna può dare le dimissioni tenendo conto dei termini di disdetta. Vedi anche Scheda 1, Disdetta del rapporto di lavoro. Il Codice delle obbligazioni disciplina la protezione dal licenziamento, il termine di disdetta e l obbligo di continuare a versare il salario in caso di gravidanza e parto. Consenso all occupazione e limitazione della durata del lavoro Dopo il periodo di otto settimane di divieto di occupazione, le puerpere devono dare il loro consenso per essere occupate. Nel periodo durante la gravidanza e l allattamento, la durata ordinaria della giornata lavorativa prevista dal contratto non può essere prolungata e non può in nessun caso superare le nove ore di lavoro, neppure se il contratto prevede una durata superiore. Protezione della salute Le donne incinte e le madri allattanti possono essere occupate solo in modo e in condizioni di lavoro tali che la loro salute o la salute della bambina/del bambino non sia pregiudicata. Tra i lavori considerati pericolosi, vi sono in particolare lo spostamento manuale di carichi pesanti, i lavori che provocano urti, scosse o vibrazioni e i lavori che espongono al freddo, al caldo, all umidità, al contatto con sostanze tossiche o con malattie contagiose o a rumori intensi. In questi casi, se il datore/la datrice di lavoro non è in grado di offrire alla donna un lavoro equivalente1, questa ha diritto di rimanere a casa usufruendo dell 80% del salario. 1 Un lavoro è considerato equivalente se comporta un salario, requisiti intellettuali e competenze paragonabili a quelli del lavoro esercitato fino a quel momento. Vacanze La riduzione delle vacanze è possibile solo se l assenza durante la gravidanza si protrae oltre i due mesi. Le vacanze non possono essere ridotte per assenze dovute al congedo di maternità ai sensi della legge sull indennità di perdita di guadagno. Assenza dal lavoro e riposo Le donne incinte possono assentarsi o non presentarsi al lavoro mediante semplice avviso. Il datore/la datrice di lavoro può subordinare il versamento del salario alla presentazione di un certificato medico. Sul posto di lavoro la donna incinta deve avere la possibilità di ritirarsi durante la pausa in un locale di riposo e potersi rilassare. Le donne incinte che lavorano in piedi hanno diritto di beneficiare di una pausa di dieci minuti ogni due ore. A partire dal sesto mese di gravidanza, il lavoro esercitato in piedi non può superare complessivamente le quattro ore giornaliere. 2

5 Disdetta del rapporto di lavoro Il datore/la datrice di lavoro non può disdire il rapporto di lavoro di durata indeterminata di una lavoratrice, né durante la gravidanza, né durante le 16 settimane dopo il parto. Questo divieto vale indipendentemente dal motivo della disdetta (legato o meno alla maternità). Un licenziamento dato durante questo periodo di protezione è nullo, ossia privo di effetto. Se il datore/la datrice di lavoro disdice il contratto prima dell inizio del periodo di protezione (quindi prima che la lavoratrice rimanga incinta) per una data successiva all inizio della gravidanza, il termine di disdetta è sospeso durante tutto il periodo di protezione. Il termine di disdetta ricomincia a decorrere al termine della protezione (a partire dalla diciassettesima settimana dopo il parto). Se la data di cessazione del rapporto di lavoro così prorogata non coincide con un termine ordinario di disdetta (in generale alla fine del mese), la cessazione del rapporto è automaticamente rinviata a questo termine. Il periodo di divieto di licenziamento non si applica nei seguenti casi: se il rapporto di lavoro viene disdetto con effetto immediato per cause gravi; se la disdetta giunge durante il tempo di prova, durante la gravidanza, anche per una data successiva al tempo di prova; se le parti pongono fine al rapporto di lavoro di comune accordo; se il rapporto di lavoro ha durata determinata e scade alla data convenuta, senza che sia necessario disdirlo. Il divieto di licenziamento vale unicamente per il datore/la datrice di lavoro. La lavoratrice incinta, la puerpera o la madre allattante può disdire il rapporto di lavoro in qualsiasi momento,purché rispetti i termini di preavviso e di disdetta previsti dal contratto di lavoro, dal contratto collettivo di lavoro o dal Codice delle obbligazioni. Attenzione: lo scioglimento del rapporto di lavoro mediante disdetta da parte della lavoratrice o di comune accordo, per una data anteriore al parto, priva la lavoratrice del diritto di percepire indennità di perdita di guadagno in caso di maternità. Essa vi ha invece diritto se il contratto è disdetto per una data successiva al parto. 3

6 2 Aiuti ai quali hanno diritto i genitori Prestazioni della cassa malati L assicurazione obbligatoria contro le malattie copre tutte le spese mediche, quelle del parto e quelle della bambina/del bambino e in particolare: i controlli effettuati dal medico e dalla levatrice; franchi per un corso di preparazione al parto; il parto e il puerperio nel reparto comune di un ospedale o clinica, oppure il parto in casa e la copertura delle spese della levatrice sul luogo del parto; la visita a casa da parte della levatrice dopo il parto; un controllo 6 settimane dopo il parto; 3 consulenze sull allattamento. Queste prestazioni vengono assunte al 100% dalla cassa malati. Indennità di maternità All USI e alla SUPSI hanno diritto all indennità di maternità le donne che al momento della nascita della bambina /del bambino: hanno un contratto di lavoro valido con almeno una delle due istituzioni universitarie; hanno un contratto di lavoro valido, ma il cui diritto alla continuazione del versamento del salario o al versamento di indennità giornaliere è giunto a termine. Durata del diritto All USI e alla SUPSI il diritto inizia il giorno del parto e terminerà al più tardi dopo 16 settimane o 112 giorni. La collaboratrice può effettuare al massimo 6 settimane di congedo immediatamente prima del parto. In caso di degenza ospedaliera prolungata del neonato (almeno tre settimane dopo la nascita), la madre può chiedere che l indennità sia versata soltanto a partire dal giorno in cui il bambino è accolto a casa. Durante questo periodo però la madre rischia di essere privata del reddito. Importo All USI e alla SUPSI l indennità di maternità è versata come indennità giornaliera e ammonta al 100% del salario. Il formulario per la richiesta, rubrica Prestazioni IPG e maternità, è ottenibile presso il Servizio del personale dei due istituti universitari oppure può essere scaricato direttamente dall indirizzo: php&tipo=prestazioni Condizioni di diritto essere assicurata obbligatoriamente ai sensi della legge sull AVS durante i nove mesi immediatamente precedenti la nascita della bambina/del bambino. In caso di parto prematuro questo periodo è ridotto a: 6 mesi in caso di parto prima del settimo mese di gravidanza; 7 mesi in caso di parto prima dell ottavo mese di gravidanza; 8 mesi in caso di parto prima del nono mese di gravidanza; durante questo periodo ha esercitato un attività lucrativa per almeno cinque mesi. Sono computati anche i periodi di assicurazione o di lavoro in un paese UE/AELS. 4

7 Aiuti familiari Aiuti sociali La legge sugli assegni di famiglia prevede il versamento dell assegno di famiglia (assegno di base; assegno per giovani in formazione o per giovani invalidi; assegno integrativo; assegno di prima infanzia) al genitore con il quale la figlia/il figlio ha un vincolo di filiazione ai sensi del Codice civile svizzero, al futuro genitore adottivo, al genitore biologico. Assegno di base Ha diritto all assegno di base, per la figlia/il figlio, la collaboratrice / il collaboratore dell USI e della SUPSI che ha un contratto di lavoro valido. La salariata/il salariato ha diritto all assegno, per la figlia /il figlio, in proporzione al suo grado di occupazione. Ogni figlia / figlio dà diritto ad un solo assegno. Il diritto all assegno sorge il primo giorno del mese in cui nasce la figlia/il figlio e si estingue alla fine del mese di compimento dei 15 anni della figlia /del figlio o quando non sono più assolte le condizioni stabilite dalla legge. Assegno di prima infanzia Obiettivo di questo assegno è di garantire il minimo vitale dell economia domestica fino al compimento di 3 anni della figlia/del figlio più giovane. I criteri di base sono il domicilio in Ticino da almeno 3 anni, senza interruzioni consecutive superiori ai 12 mesi, di uno dei due genitori, e la coabitazione costante con la figlia/il figlio. La/il dipendente che ha figlie/figli inoltra la richiesta attraverso l apposito formulario che si può scaricare dal sito dell Istituto delle assicurazioni sociali del Cantone Ticino, rubrica Assegni di famiglia: php&tipo=prestazioni Assegno per giovani in formazione o per giovani invalidi La collaboratrice/il collaboratore dell USI e della SUPSI ha diritto all assegno, per la figlia/il figlio che ha compiuto i 15 anni,se la figlia/il figlio segue una formazione in Svizzera o se la figlia/il figlio segue una formazione speciale, a causa di un danno alla salute fisica o psichica. Il diritto a questo assegno, sorge il primo giorno del mese successivo a quello in cui si verifica quanto sopra. Nel caso di una formazione della figlia/del figlio in Svizzera, il diritto all assegno può durare fino alla fine della formazione, ma al più tardi fino alla fine del mese in cui la figlia/il figlio compie i 20 anni. Nel caso di una formazione speciale della figlia/del figlio a causa di un danno alla salute fisica o psichica, il diritto all assegno si estingue al momento in cui alla figlia/al figlio è riconosciuto un diritto ad una rendita intera dell assicurazione invalidità. Assegno integrativo Obiettivo di questo assegno è di garantire il minimo vitale per i figli e le figlie di età inferiore ai 15 anni. I criteri di base sono il domicilio in Ticino da almeno 3 anni, senza interruzioni consecutive superiori ai 12 mesi, di uno dei due genitori, e la coabitazione con la figlia/il figlio. 5

8 3 Assenze e congedi Allattamento Come durante la gravidanza, il datore/la datrice di lavoro deve occupare le madri allattanti in modo e in condizioni di lavoro tali che la loro salute e la salute della bambina/del bambino non sia pregiudicata. La madre ha diritto di disporre del tempo necessario per l allattamento. Durante il primo anno di vita della bambina/del bambino, il tempo dedicato all allattamento è considerato come tempo di lavoro secondo i seguenti principi: se la lavoratrice allatta all interno dei campus USI e SUPSI: tutto il tempo dedicato all allattamento è considerato tempo di lavoro; se la lavoratrice lascia il posto di lavoro per allattare: la metà del tempo di assenza va riconosciuto come tempo di lavoro; il tempo restante dedicato all allattamento non deve essere compensato. Il tempo necessario all allattamento non è considerato come riposo e non può essere dedotto né da un saldo di ore supplementari né dalle vacanze. Congedi Maternità Congedo pagato: vedi Scheda 2, Indennità di maternità. Congedo non pagato: la collaboratrice può beneficiare in caso di parto di un congedo non pagato, totale o parziale, per un massimo di 9 mesi; in alternativa, il congedo può essere ottenuto interamente o parzialmente dal padre. Adozione In caso di adozione di bambini estranei alla famiglia, di età non superiore ai 10 anni, la/il dipendente, per giustificati motivi, ha diritto a un congedo pagato fino ad un massimo di 8 settimane. In caso di adozione la/il dipendente può beneficiare di un congedo, totale o parziale, non pagato per un massimo di 9 mesi. Altri congedi pagati in relazione ai figli il padre, di 1 giorno in caso di nascita di un figlio/una figlia. di 2 giorni in caso di decesso di un figlio/una figlia. La/il dipendente deve sempre informare la sua/il suo diretta/o superiore. Ulteriori congedi pagati o non pagati devono essere autorizzati dalla direzione amministrativa. Per situazioni d emergenza, la Croce Rossa Svizzera offre servizi di sorveglianza a domicilio in caso di bambini malati. Vedi anche Scheda 4, Baby sitting. Organizzazione del tempo di lavoro Le forme d organizzazione del lavoro evolvono e esistono al giorno d oggi nuovi modelli d orario di lavoro che rispondono meglio alle esigenze dei genitori che esercitano un attività lucrativa. Questi modelli non sono necessariamente applicabili a tutti i posti offerti dall USI e dalla SUPSI. Vale tuttavia la pena di informarsi sulle possibilità esistenti e di prendere l iniziativa di proporre degli aggiustamenti se si presenta l occasione (p.es. nel corso del rinnovo contrattuale). La maternità e la paternità sono tra i motivi che possono giustificare una ridefinizione del modello di organizzazione del lavoro: congedo sabbatico, tempo parziale, job sharing, telelavoro, lavoro a domicilio, annualizzazione della durata del lavoro. Questo discorso si applica anche ai genitori che studiano. All USI, studentesse e studenti possono chiedere di poter ottenere un congedo durante gli studi (semestri sabbatici) o di effettuare per un periodo lo studio a tempo parziale con diminuzione delle tasse d iscrizione. Alla SUPSI, oltre alla possibilità di congedo, vi sono corsi di laurea paralleli agli impegni familiari. Per informazioni: Malattia dei figli È un obbligo legale quello di occuparsi della propria figlia /del proprio figlio malato, il datore/la datrice di lavoro deve quindi accordarvi il tempo necessario per gestire questo genere di situazioni. La/il dipendente può beneficiare,nel momento stesso in cui si manifesta l evento, previa presentazione di un certificato medico, di un congedo pagato: 6 di al massimo 10 giorni all anno per malattia di figli/figlie in età inferiore ai 15 anni compiuti; di al massimo 10 giorni all anno per grave malattia dei figli / delle figlie;

9 4 Proposte di accoglienza per la prima infanzia Strutture d accoglienza per la prima infanzia L USI non ha un asilo nido interno ai suoi due campus (Lugano e Mendrisio), ma si appoggia sull offerta privata e pubblica esistente sul territorio (asili nido e famiglie diurne). I genitori che hanno difficoltà finanziarie possono richiedere un sostegno per il pagamento delle rette. Alla pagina servizi/asilinido.htm trovate informazioni sempre aggiornate. La SUPSI dispone di un asilo nido per favorire la conciliazione tra gli impegni familiari, professionali e/o di studio di collaboratrici, collaboratori, studentesse e studenti. SUPSInido accoglie bambine/i di età compresa tra i 4 mesi e i 3 anni, prioritariamente figli del personale e del corpo studentesco SUPSI. Alla pagina php trovate utili informazioni sull ubicazione del nido, gli orari, le attività educative, il personale educativo. Ulteriori informazioni possono essere richieste a : SUPSInido Baby sitting La Croce Rossa Svizzera, Sezione del Luganese, offre servizi di: Baby Help, nel caso di bambini malati (età da 3 mesi a 12 anni). Si tratta di interventi a domicilio rapidi e di durata limitata; Mamy Help, a domicilio, nel caso di genitore malato e momentaneamente impossibilitato a curare i figli; Baby Sitting Diurno, a domicilio, nel caso di genitore che deve assentarsi per poche ore o per una giornata; Baby Sitting Serale, a domicilio; Mini Club, struttura che accoglie bambine/i dai 2 ai 4 anni, nel caso il genitore debba assentarsi per qualche ora durante la mattinata; Centro Insieme, struttura per il dopo scuola per bambine/i e ragazze/i da 6 a 11 anni. L USI può contribuire al pagamento del costo della prestazione (Baby Help o Mamy Help) se questa è richiesta da genitori che fanno già capo al sostegno per il pagamento delle rette in asili nido o in famiglie diurne. Vedi anche Scheda 4, Strutture d accoglienza per la prima infanzia Stabile Suglio Via Cantonale Manno Tel. +41 (0)

10 5 Indirizzi utili Aiuti finanziari Assegni familiari Istituto delle assicurazioni sociali Via Ghiringhelli 15a, CH-6500 Bellinzona tel. +41 (0) Altri aiuti finanziari Fondo di solidarietà madre e bambino CP 2297, CH-6500 Bellinzona tel. +41 (0) Optima (Opera ticinese della Maternità) CH-6900 Lugano tel. +41(0) Servizio cantonale SOS Madri in difficoltà Sì alla vita + Pro Filia CH-6900 Lugano tel +41 (0) Preparazione al parto e allattamento Federazione svizzera delle Levatrici Sezione Ticino Permanenza telefonica tel. +41 (0) Lega Leche Ticino CH-6500 Bellinzona tel. +41 (0) Strutture di accoglienza infantile SUPSInido Stabile Suglio Via Cantonale 18, CH-6928 Manno tel. +41 (0) USI Croce Rossa Svizzera Via Alla Campagna 9, CP 4064, CH-6900 Lugano tel. +41 (0) Famiglie diurne Associazione famiglie diurne del Mendrisiotto CP 72, CH-6833 Vacallo tel. +41 (0) /79 fax +41 (0) Associazione famiglie diurne del Sopraceneri Vicolo della Torre 5, CH-6600 Locarno tel. +41 (0) fax +41 (0) Associazione luganese famiglie diurne Via Daldini 4, 6943 Vezia tel. +41 (0) fax +41 (0) Problemi giuridici Consultorio giuridico donna e lavoro Federazione Associazioni Femminili Ticino Via Foletti 23, CH-6900 Massagno tel. +41 (0) Ufficio di conciliazione in materia di parità dei sessi c/o Segreteria Divisione della Giustizia Palazzo Governativo, CH-6501 Bellinzona tel. +41 (0) Associazioni Associazione famiglie monoparentali e ricostituite (ATFMR) CP 50, 6833 Vacallo tel./fax +41 (0) Associazione ticinese famiglie affidatarie (ATFA) Via Daldini 4, cp 40, CH-6943 Vezia tel. +41 (0) fax +41 (0) CEMEA Centri di esercitazione ai metodi dell educazione attiva Via Agostino Maspoli 37, CH-6850 Mendrisio tel. +41 (0)

11 Indirizzi URL dove trovare le leggi di riferimento LL LIPG CO LAMal LPar OLL 1 Legge federale sul lavoro nell industria, nell artigianato e nel commercio; Legge federale sulle indennità di perdita di guadagno per chi presta servizio e in caso di maternità; Codice delle obbligazioni; Legge federale sull assicurazione malattia; Legge federale sulla parità dei sessi; Ordinanza 1 concernente la LL; Legge cantonale sugli assegni di famiglia; 06_06.htm Regolamento sulle condizioni generali di lavoro per il corpo accademico dell USI e della SUPSI; vi_regcorpoaccademico.pdf Regolamento sulle condizioni generali di lavoro per il personale amministrativo, bibliotecario, tecnico e ausiliario dell USI e della SUPSI; nistrativi_regcorpoamministrativo.pdf OLL 3 OIPG OProMa Ordinanza 3 concernente la LL (igiene); Ordinanza d esecuzione della LIPG; Ordinanza del DFE sui lavori pericolosi o gravosi durante la gravidanza e la maternità (Ordinanza sulla protezione della maternità); 9

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