La nuova organizzazione del Ministero dell Interno a livello centrale e sul territorio (*)

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1 La nuova organizzazione del Ministero dell Interno a livello centrale e sul territorio (*) Claudio SCAJOLA È la prima volta che ho l occasione di incontrare tutti i Prefetti della Repubblica e ritengo che questa opportunità debba essere utilizzata al meglio per avviare un percorso di riflessione comune sul ruolo del Ministero dell Interno, sulle sue missioni fondamentali nei diversi comparti di attività, sui processi di ammodernamento attuati e in corso, sulle esigenze di adeguamento delle risorse disponibili. Il nostro Paese sta attraversando una intensa fase di transizione istituzionale il cui obbiettivo è quello di realizzare un nuovo modello di amministrazione pubblica, più efficiente, più snella e veloce, più vicina ai cittadini. Il Ministero dell Interno vuole e deve essere un protagonista di questo cambiamento, ponendosi esso stesso in una prospettiva di profondo rinnovamento. La mia concezione dell Amministrazione dell Interno è che essa sia l Amministrazione che deve garantire ai cittadini l esercizio dei diritti di libertà costituzionale protetti. Sin dal primo momento ho infatti rifiutato la logica di un Ministero di polizia, tutto votato a svolgere un attività di polizia, con un unica finalità: quella della sicurezza. Questo rischio vi è stato soprattutto per la pericolosa recrudescenza negli anni settanta e ottanta del terrorismo e della mafia, fenomeni che non hanno abbandonato il nostro Paese neanche negli anni novanta e in quelli (*) Intervento del Ministro dell Interno in occasione dell incontro con i Prefetti tenutosi il 10 dicembre 2001 presso la Scuola Superiore dell Amministrazione dell Interno. 883

2 INTERVENTI che viviamo e che richiedono evidentemente la massima allerta e vigilanza. La necessità di reagire nel modo più incisivo possibile agli attacchi del crimine e del terrorismo non significa però trasferire nella concezione del Ministero dell Interno una esclusiva logica di polizia. Va respinta conseguentemente qualsiasi ipotesi di considerare il Ministro dell Interno come Ministro di polizia. Sarebbe pernicioso per la democrazia. Il Ministro dell Interno è, e deve essere, un Ministro di garanzie. La sicurezza in questa prospettiva è sì bene fondamentale di tutti, ma essa è strumentale alla garanzia delle libertà e dei diritti che i nostri Padri costituenti hanno, poco più di cinquanta anni fa, consacrato nella Carta dei valori fondamentali della nostra Repubblica. Senza la sicurezza non vi può essere la libertà e non vi può essere una giustizia giusta, ma è l affermazione e l espansione dei diritti, la missione essenziale del Ministero dell Interno, un dicastero sentito e vissuto dai suoi funzionari e impiegati di ogni livello come Ministero degli affari interni civili cioè dei cives. Non intendo ulteriormente soffermarmi su questo mio convincimento, ma è questo il quadro entro cui si muove la mia azione, tesa a sollecitare e riscoprire l antica vocazione e visione di questa amministrazione generale di sintesi destinata ad attuare le politiche della sicurezza, della difesa e della protezione civile, del sostegno e del supporto ad ogni autonomia territoriale e funzionale, un Amministrazione tutta orientata a tutelare il funzionamento della democrazia, assicurando l unitarietà del sistema e la coesione sociale nel suo complesso. Si tratta di confermare in tal senso la logica di un centro unitario di imputazione degli interessi generali, di essere così rete delle reti in grado di attivare il cambiamento con una nuova cultura al centro e sul territorio, offrendo un valore aggiunto alla società nella risoluzione dei problemi dei cittadini. In questa direzione si pone il lavoro che abbiamo intrapreso per rinnovare l organizzazione centrale e periferica della nostra amministrazione. Con l accorpamento delle Direzioni generali nei tre nuovi Diparti- 884

3 Claudio SCAJOLA menti per gli affari interni e territoriali, per le libertà civili e l immigrazioni, dei Vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile - cui si aggiunge il preesistente Dipartimento della pubblica sicurezza - l organizzazione centrale è diventata più snella e omogeneamente strutturata. La nuova configurazione, entrata in vigore pochi giorni fa, ha completato la riforma dell intera amministrazione iniziata con l attivazione degli Uffici territoriali di Governo, eredi delle antiche prefetture e che potrà nel suo complesso fare affidamento sulla nuova strutturazione e sul rilancio della carriera del Corpo prefettorale. Questo complesso di azioni agevolerà un salto di qualità dell intera macchina amministrativa che deve sentirsi vincolata a condizioni di efficacia, efficienza ed economicità di gestione, che deve rendere gli apparati fortemente flessibili e capaci di adattarsi costantemente all evoluzione dei bisogni, che deve misurarsi con la cultura dei risultati troppo spesso soffocata dalla cultura del formalismo giuridico di per sé importante, ma insufficiente per soddisfare le esigenze di una società complessa quale l attuale. Sono impegnato in tal senso a conferire vigore a questa nuova articolazione anche per ciò che concerne l individuazione del secondo livello di organizzazione, quello della managerialità operativa. Mi propongo questi obiettivi: A) conseguire, nella distinzione tra funzioni di risultato e quelle di supporto, la flessibilità delle articolazioni negli uffici e l impiego delle risorse umane mediante una mobilità di quest ultime per motivarle e arricchirle professionalmente; B) snellire le procedure e la produzione di atti e servizi; C) razionalizzare l utilizzo delle risorse strumentali con un forte investimento nell informatica; D) potenziare la comunicazione interna per far condividere le strategie di cambiamento e la comunicazione esterna per rendere un migliore servizio alla comunità nazionale; E) puntare maggiormente sulla formazione ad ogni livello come imprescindibile premessa alla partecipazione dei processi di innovazione. 885

4 INTERVENTI In ciò la volontà di contribuire alla crescita di una dirigenza amministrativa che si qualifichi sempre più come guida ai processi di cambiamento, orientata e responsabile dei risultati, culturalmente attrezzata per accreditare un nuovo modello di Amministrazione. È questo un postulato che si rivela fondamentale proprio in ragione della insufficiente funzionalità degli apparati pubblici che devono essere motori dei processi di trasformazione del Paese. Va in sostanza affermata la tesi che ogni soggetto operante nell ambito dell Amministrazione, al centro come sul territorio, abbia una legittimazione non solo normativa ma sostanziale con riferimento all utilità della funzione svolta e della sua rispondenza alle esigenze dell utenza. L aver del resto riposizionato lo Stato sul territorio significa accreditare un Ufficio territoriale di Governo il più prossimo al cittadino per soddisfare le sue esigenze, il più vicino possibile alle istituzioni pubbliche e private che sul territorio agiscono, strumento di rete con tutto quanto si muove sul territorio in maniera da costituire un valore per lo stesso territorio in grado di realizzare un ambiente sociale coeso favorevole allo sviluppo, capace di avviare azioni che garantiscano la regolare vita associativa ed economica. Un Ufficio territoriale di Governo che sia così facilitatore di processi di aggregazione e soluzione dei problemi della gente, nel rispetto delle sfere di competenza e di autonomia che rendono le diversità una ricchezza quando esse si ritrovano in un riferimento unitario. La linea di azione relativa all organizzazione centrale e territoriale dell Amministrazione dell Interno è dunque chiara: trasformare un antica Amministrazione ricca di tradizioni, di risorse umane e strumentali, di valori di servizio in un Amministrazione più moderna e più capace di rispondere, nei vari settori di attività, alle esigenze della complessità che non si accontenta di risposte semplici e che misura la bontà delle istituzioni dalla qualità dei risultati raggiunti. Dai cambiamenti fin qui delineati emerge per il Prefetto una missione profondamente rinnovata nei suoi valori di fondo. 886

5 Claudio SCAJOLA Il nuovo Prefetto dovrà essere un funzionario sensibile al dialogo con le istituzioni locali e con le forze della società civile; un interprete attento alle esigenze del territorio e pronto a tradurre in progetti operativi ogni fattore di crescita e di sviluppo; un funzionario animato da un autentico spirito manageriale per la costruzione di un amministrazione moderna ed efficiente e che deve misurarsi continuamente con la cultura dei risultati. L obiettivo è quello di rafforzare il corpo prefettoriale coinvolgendo i funzionari, sin dall ingresso in carriera, nell esercizio di questi nuovi compiti e rendendoli sempre più consapevoli dell importanza della missione loro affidata. La nuova carriera prefettizia - di cui è ormai prossima la completa attuazione con l individuazione per ciascun funzionario di precisi ambiti di responsabilità dirigenziale nell organizzazione centrale e periferica - è espressione di questo profondo cambiamento. È un progetto ambizioso, che va accompagnato da un attenta riflessione sulle politiche di formazione, a cominciare da quella iniziale che dovrà essere improntata, come si è più volte sottolineato, alla cultura dei fatti e dei risultati piuttosto che a quella degli atti meramente formali, ma che dovrà interessare anche la formazione permanente, ora obbligatoria, perché la modernizzazione si persegue con l aggiornamento continuo e con la capacità di sapersi sintonizzare con la comunità. Un progetto globale che sarà supportato da un apposito sistema di pianificazione e controllo interno correlato a una valutazione basata su quanto concretamente si è riuscito a realizzare e sulle competenze amministrative dimostrate. Un progetto perfettamente in linea con la recente Direttiva del Presidente del Consiglio, che ha fissato gli indirizzi generali da tradurre in puntuali programmi attuativi per la realizzazione delle politiche di Governo, per dare piena visibilità all azione dello stesso e ai risultati raggiunti. Nella direttiva annuale, che verrà emanata all inizio del 2002, saranno precisati i contenuti della programmazione strategica del Ministro finalizzata al cambiamento organizzativo e alla modernizzazione tecnologica. 887

6 INTERVENTI Questo è lo scenario in cui i Prefetti saranno chiamati a operare nell immediato futuro. Questa è la nuova sfida che li attende e a cui dovranno saper rispondere aggiungendo al loro tradizionale ruolo di cerniera degli apparati pubblici anche quello di promotori e attori di una nuova cultura amministrativa, imprenditoriale, sociale; aperta all innovazione e garante dell esercizio delle libertà. 888

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