COSA FARE AFFINCHÉ UN COMITATO FUNZIONI?

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1 COMIITATO GENIITORII IISSTIITUTO SSUPPERIIORE G.. FFALCONE COORDIINAMENTO DEII COMIITATII GENIITORII DELLE SCUOLE SUPPERIIORII DELLA PPROVIINCIIA DII BERGAMO ((COOR..)).CO.GE. Comitato Genitori Associazione Genitori Cosa fare affinché un Comitato funzioni? COSA FARE AFFINCHÉ UN COMITATO - A cura di Antonia Crippa (Coor.Co.Ge. Bergamo) pag. 1 di 19

2 COSA FARE AFFINCHÉ UN COMITATO - A cura di Antonia Crippa (Coor.Co.Ge. Bergamo) pag. 2 di 19

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4 NIENTE CONFUSIONE Il termine Comitato viene utilizzato negli Istituti in modi differenziati, non sempre giuridicamente corretti. Formalmente il Comitato Genitori è costituito dai Rappresentanti di classe eletti nell anno: il suo scopo è rafforzare i compiti connessi al ruolo di rappresentante anche mediante il confronto fra genitori. Il Comitato NON può gestire fondi perché privo di identità giuridica. Negli anni molti Comitati sono divenuti di fatto un associazione non registrata: hanno uno Statuto, un direttivo, un presidente, raccolgono fondi e li destinano a progetti per la scuola e con la scuola. Spesso il direttivo del Comitato e il direttivo dell Associazione coincidono, oppure si intrecciano: l Associazione è in pratica il braccio economico del Comitato. Tuttavia la differenza è sostanziale: fanno parte dell associazione tutti coloro che vi aderiscono volontariamente, fanno parte del Comitato solo i rappresentanti di classe eletti. In qualche caso accanto o al posto dei Comitati sono nate Associazioni Genitori formalmente costituite e registrate, dotate di Atto Costitutivo, Statuto e codice fiscale depositati presso l Agenzia delle Entrate (circa 300 euro di spesa). Questa forma, oltre a garantire l associazione, consente di iscriversi al registro provinciale e regionale dell associazionismo. Non serve l autenticazione da parte di un notaio. Ancora poche associazioni hanno richiesto l iscrizione al Registro Provinciale e Regionale delle Associazioni senza scopo di lucro: l iscrizione permette di partecipare a bandi provinciali e regionali per l erogazione di contributi a sostegno di propri progetti. In ogni caso, per rispondere al meglio ai bisogni maggiormente sentiti, occorre avere canali di ascolto con chi nelle classi sperimenta la vita dell istituto con le sue positività e criticità, per potenziare e diffondere le prime e analizzare/migliorare le seconde. L opera attiva dei rappresentanti di classe è e rimane indispensabile per ogni Comitato o Associazione Genitori. È auspicabile dunque che Comitato e Associazione operino in sinergia per non creare confusione o contrasti. a) PROCEDERE PER GRADI Innanzi tutto è necessario capire quale ruolo si vuole svolgere all interno della scuola, perché si può stare nella scuola in tanti modi: come organo di vigilanza portavoce dei bisogni e tutore degli interessi dei genitori-utenti, come divulgatori di informazioni, come erogatori di fondi, come propositori che COSA FARE AFFINCHÉ UN COMITATO - A cura di Antonia Crippa (Coor.Co.Ge. Bergamo) pag. 4 di 19

5 condividono da partner educativi la formazione dei figli-studenti, ecc. ecc. ecc. Chiarito ciò, è necessario dotarsi di una buona organizzazione: essa permetterà ad ogni Comitato, indipendentemente dalla spinta motivazionale, di lavorare con tranquillità anche nei momenti critici. COSA FARE AFFINCHÉ UN COMITATO - A cura di Antonia Crippa (Coor.Co.Ge. Bergamo) pag. 5 di 19

6 Se il Comitato/Associazione è andato spegnendosi negli anni è necessario ricostruire la sua storia recuperando tutti i documenti che lo/la riguardano (verbali, lettere, documenti, timbri, ecc.) e raccogliendo informazioni tra gli ex rappresentanti, i docenti, il dirigente; se era attivo un conto corrente verificare il bilancio e fare le opportune variazioni per la gestione dei fondi (cambio firme, ad esempio). b) CONTATTARE IL DIRIGENTE SCOLASTICO Il rapporto con il DS è indispensabile per capire come ci si può muovere nell istituto (il livello di formalità richiesto, gli spazi disponibili, le aspettative reciproche, ). Va chiarito, ad esempio, come fare per reperire informazioni, per comunicare con i genitori e fra rappresentanti, se si prevedono incontri di informazione/formazione/valutazione, se sono attive commissioni miste, se è prevista una procedura per portare proposte o temi all attenzione del Collegio Docenti o del Consiglio di Istituto, e via dicendo. Solitamente il rapporto con il DS viene mantenuto dal presidente del Comitato, ma è importante che il Dirigente possa incontrare tutto il Direttivo e confrontarsi con il Comitato periodicamente. Nel caso in cui il Direttivo abbia proposte da fare al DS è ovvio, anche se non scontato, che tali istanze debbano essere già state discusse in precedenza, in modo da proporre una linea comune e condivisa: sarebbe infatti assai deplorevole dare vita, durante la riunione con il preside, a discussioni interne perché il Direttivo si presenta disunito. Per il passaggio ufficiale delle consegne il Direttivo uscente dovrebbe presentare quello nuovo al Dirigente: se questo non è possibile sarà il neopresidente del Co.Ge. a richiedere un colloquio al Dirigente per presentare se stesso e i nuovi membri del Direttivo. Se il DS mostrasse una certa ritrosia verso il Comitato è necessario scoprirne il perché: forse ci sono stati scontri e incompatibilità con i precedenti referenti del Co.Ge. In ogni caso è opportuno cercare sempre la mediazione anche attraverso la disponibilità dei docenti (vicepreside, referenti di progetti, ecc.) che potranno mediare le vostre posizioni con quelle del DS. Alcune scuole nominano un referente per i rapporti con i genitori: in questo caso è a lui che ci si deve rivolgere. c) CURARE LA VISIBILITÀ E LA COMUNICAZIONE Questa è una fase importantissima da gestire con particolare attenzione, perché una comunicazione capillare ed efficace dà visibilità all azione del Comitato. COSA FARE AFFINCHÉ UN COMITATO - A cura di Antonia Crippa (Coor.Co.Ge. Bergamo) pag. 6 di 19

7 Per raggiungere il maggior numero di persone è indispensabile dotarsi almeno di una bacheca e di una cassetta postale (basta una semplice scatola) da lasciare a COSA FARE AFFINCHÉ UN COMITATO - A cura di Antonia Crippa (Coor.Co.Ge. Bergamo) pag. 7 di 19

8 scuola, previo assenso del Dirigente. È consigliabile stampare un proprio notiziario o, in alternativa, chiedere uno spazio su quello della scuola (ove esistente). Se c è qualche genitore esperto lo si può coinvolgere per creare il sito web del Comitato da tenere ovviamente sempre aggiornato: in alternativa è possibile chiedere uno spazio su quello della scuola. La partecipazione alle riunioni del Comitato potrà opportunamente essere consentita anche ai genitori non rappresentanti. Comunicare mediante una mailing list è il mezzo più immediato, pratico e meno costoso per diffondere notizie, informazioni, documenti. Mentre è d obbligo comunicare il recapito telefonico e l dei membri del Direttivo non è invece permesso divulgare i recapiti degli altri genitori, se non dietro espressa autorizzazione degli interessati. I rappresentanti di classe dovranno essere sensibilizzati affinché diffondano le notizie e le informazioni che riceveranno. La gestione della mailing list e di tutta la parte informativa (bacheca, giornalino, avvisi, ecc.) sarà affidata al presidente del Comitato o ad un efficiente segretario. Fonti da cui trarre le informazioni che possono interessare i genitori sono: il Dirigente, i referenti della scuola, i genitori stessi, gli studenti, siti web e riviste specializzate, i quotidiani, i referenti dei Comitati di altre scuole. d) FORMAZIONE Curare il sostegno e la formazione dei rappresentanti tramite corsi, manuali, incontri collegiali: un compito che spesso cercano di assumersi i genitori esperti, ma che dovrebbe essere interesse della stessa scuola. Poiché nessuno nasce rappresentante e tutti imparano il mestiere facendolo, il confronto con i rappresentanti anziani potrà essere d aiuto in molte situazioni critiche. L analisi collettiva di alcune situazioni tipo (per es. difficoltà di relazione con un docente) può portare a suggerimenti utili e ad azioni comuni se il problema è presente anche in altre classi. Un ipotesi da sperimentare prevede una giornata della rappresentanza organizzata in collaborazione con la scuola durante la quale docenti, genitori e studenti possano parlarsi condividendo una comune lettura del ruolo da riconoscere al rappresentante a livello di classe e di istituto. Tutto ciò che si costruisce assieme è, infatti, un tassello verso il dialogo e la collaborazione efficace e pone le basi per buone prassi condivise. Altre tematiche formative possono riguardare: la conoscenza dell istituto, della sua organizzazione e dei suoi progetti (con particolare attenzione al P.O.F.), aspetti di COSA FARE AFFINCHÉ UN COMITATO - A cura di Antonia Crippa (Coor.Co.Ge. Bergamo) pag. 8 di 19

9 genitorialità legati all educazione e alla crescita degli studenti, il processo di orientamento, oltre che approfondimenti culturali aperti alle componenti, secondo ciò che il programma annuale del Comitato/Associazione stabilisce. COSA FARE AFFINCHÉ UN COMITATO - A cura di Antonia Crippa (Coor.Co.Ge. Bergamo) pag. 9 di 19

10 e) RAPPORTARSI CON IL C.d.I. I rappresentanti eletti in Consiglio d Istituto sono la voce dei genitori istituzionalmente riconosciuta all interno della scuola ed è quindi indispensabile tenere con loro stretti rapporti: dovrebbero partecipare alle riunioni di Comitato o, almeno, tenersi in contatto con il presidente del Co.Ge. Il Genitore che partecipa alle riunioni di Giunta può anche portare le istanze del Comitato all attenzione del Consiglio inserendole come punti di trattazione nell ordine del giorno. f) TRASPARENZA Il bollettino per il versamento della quota associativa va consegnato ad inizio anno a tutti i genitori, insieme con una nota che motivi la richiesta del versamento e illustri il lavoro svolto l anno precedente e il programma di lavoro per il nuovo anno (si aderisce più volentieri se si sa a cosa sono destinate le quote che si versano). Il bilancio deve essere reso pubblico, così come pubblici dovrebbero essere i verbali delle riunioni. g) DARSI OBIETTIVI RAGGIUNGIBILI Per un Comitato costretto a partire da zero la fase relativa all organizzazione può richiedere molto tempo (anche più di un anno); se il Dirigente si oppone alle iniziative, le cose si complicano e i tempi si allungano ulteriormente. Quando questa fase è conclusa si può diventare operativi e avviare il programma di lavoro: si possono creare gruppi di studio, progettare percorsi formativi, gestire uno Sportello genitori all interno della scuola, collaborare con i docenti in vari progetti scolastici, avviare sondaggi e via dicendo. Il programma di lavoro deve essere adeguato alle risorse umane (numero dei genitori effettivamente attivi ) e finanziarie: è inutile, e dannoso, porsi obiettivi non raggiungibili. Molto di quello che si potrà fare, come si è già detto, dipenderà anche dal Dirigente. È opportuno curare i rapporti con i Docenti, senza MAI ENTRARE NELLE QUESTIONI CHE RIGUARDANO LA DIDATTICA (metodi d insegnamento e affini). Se vi sono disfunzioni nella scuola (progetti annullati, difficoltà con insegnanti, POF non attuato, ecc.) rivolgersi al Referente Qualità dell istituto e sporgere reclami COSA FARE AFFINCHÉ UN COMITATO - A cura di Antonia Crippa (Coor.Co.Ge. Bergamo) pag. 10 di 19

11 circostanziati, mai vaghi o generici. Se, per esempio, c è un problema sulla comunicazione scuola/famiglia, nel modulo di reclamo non si deve scrivere: nella scuola la comunicazione è carente. Occorre invece indicare data e classe in cui si è ravvisata la non conformità e descrivere il problema rilevato (circolare non letta, oppure non pervenuta, oppure diffusa con ritardo, ecc.). COSA FARE AFFINCHÉ UN COMITATO - A cura di Antonia Crippa (Coor.Co.Ge. Bergamo) pag. 11 di 19

12 h) ESSERE PROPOSITIVI Con la scuola dell autonomia e della riforma le famiglie entrano nella definizione del progetto educativo della scuola e supportano la scuola nel raggiungimento del successo formativo. La normativa, che prevede la presenza di un Comitato Genitori (DL 297/94, art. 15 comma 2: "I rappresentanti dei genitori nei consigli di intersezione, di interclasse o di classe possono esprimere un comitato dei genitori del circolo o dell'istituto ), prevede anche che il Comitato possa esprimere proposte e pareri sul POF e sui progetti di sperimentazione (DPR 275/99, art. 3 comma 3: "Il Piano dell'offerta formativa è elaborato dal collegio dei docenti sulla base degli indirizzi generali per le attività della scuola e delle scelte generali di gestione e di amministrazione definiti dal consiglio di circolo o di istituto, tenuto conto delle proposte e dei pareri formulati dagli organismi e dalle associazioni anche di fatto dei genitori... ). Offrite pertanto la vostra collaborazione alla scuola: sarebbe ottima cosa entrare a far parte delle commissioni scolastiche dove si può acquisire conoscenza diretta dei temi in discussione, comprendere le difficoltà e le motivazioni delle scelte, portare bisogni raccolti e proposte da valutare. Non ci si sovrappone ai docenti, ma si concorre a determinare decisioni maggiormente consapevoli e motivate: se i genitori sono presenti, viene naturale spiegare - o chiedere di spiegare - la situazione, le opportunità in campo, i perché delle scelte Si può collaborare anche sostenendo economicamente i progetti scolastici oppure offrendo aiuto nelle iniziative extra o para scolastiche: settimana di flessibilità, svolgimento di sondaggi, spettacoli teatrali, fornitura di materiali, ecc. i) PENSARE AL FUTURO Spesso il Comitato è visto dai genitori come organismo di raccolta delle lamentele o come semplice organo di informazione. La creatività, il confronto, la partecipazione e l attenzione ai mutamenti del territorio e della società permettono invece al Comitato di rafforzarsi e di assumere quel ruolo propositivo che gli è proprio. Per non perdere tutta la ricchezza e l esperienza maturate negli anni è però fondamentale trovare per tempo i sostituti, affinché il lavoro del Comitato possa proseguire senza intoppi ed il progetto iniziale possa essere portato a compimento. Non è sempre facile trovare genitori sufficientemente motivati che si affianchino al Direttivo uscente e ne prendano gradualmente il posto. La situazione ideale vede il Direttivo in carica composto contemporaneamente da genitori esperti e da forze nuove (meglio se delle classi prime o seconde) in modo che il passaggio delle consegne tra il vecchio e il nuovo avvenga in modo del tutto naturale e indolore, arricchito dalle idee apportate dai nuovi membri. In alternativa, i COSA FARE AFFINCHÉ UN COMITATO - A cura di Antonia Crippa (Coor.Co.Ge. Bergamo) pag. 12 di 19

13 genitori uscenti possono fornire la propria consulenza fino a quando i nuovi membri abbiano acquisito sufficiente autonomia e sicurezza. COSA FARE AFFINCHÉ UN COMITATO - A cura di Antonia Crippa (Coor.Co.Ge. Bergamo) pag. 13 di 19

14 IL COMITATO IN CINQUE MOSSE (RIASSUNTO DELLE PUNTATE PRECEDENTI) 1) ORGANIZZAZIONE: CHI FA COSA QUANDO COME L approssimazione ed il pressappochismo fanno sprecare tempo ed energie: è necessario stabilire all interno del Comitato ruoli, compiti e responsabilità di ciascuno dei componenti (ciò può essere fatto mediante uno statuto o un regolamento, ma niente funziona meglio dell intesa di gruppo). - All interno del Direttivo o in caso di iniziative particolari (per esempio organizzazione di corsi di formazione) chiarire sempre chi fa cosa quando come per evitare sovrapposizioni, malintesi, dispendio di risorse. - Il Presidente del Co.Ge. dovrebbe svolgere essenzialmente funzioni di coordinamento e di relazione con l esterno (membri C.d.I., dirigenza scolastica, referenti progetti, enti territoriali, Coor.Co.Ge. ecc.) nonché curare che le attività del Comitato abbiano un buon svolgimento. Naturalmente il suo ruolo è delicato ed impegnativo ed è auspicabile che possa contare sull aiuto di altri componenti del Direttivo. Il presidente deve saper fare gruppo, esserne il collante, essere diplomatico ma dotato del giusto grado di fermezza; deve innanzi tutto aver ben chiari gli obiettivi da perseguire ed essere capace di una visione complessiva del mondo scuola. Talvolta il presidente del Comitato è anche presidente del C.d.I.: sistema sicuramente vantaggioso ma che richiede molta disponibilità e flessibilità per non lasciarsi travolgere dagli impegni o rischiare di diventare autoreferenziali. - È consigliabile avere un direttivo composto da 7-8 persone e puntare ad avere tanti collaboratori. Ciascun componente del Direttivo, tenuto conto della storia e delle necessità dell istituto, può divenire referente di un settore specifico (P.O.F., libri, recupero, informazione e comunicazione, formazione genitori, handicap, salute, alunni stranieri, valutazione della qualità, analisi dei verbali dei Consigli di Classe, ecc.); egli sarà a capo della commissione relativa, composta a sua volta da quattro/cinque genitori (anche non rappresentanti). Il referente riporterà all interno del Direttivo le proposte e le idee sviluppate dalla commissione e sarà anche colui che potrà entrare a far parte della corrispondente commissione scolastica qualora l istituto preveda commissioni miste, o comunque sarà la persona che contatterà docenti e studenti per confrontarsi sul tema. Il cambiamento è possibile se si costruisce nella scuola un linguaggio comune fra le varie componenti con occasioni di lavoro insieme, perciò è auspicabile che la rete di relazioni non si esaurisca con il passaggio informativo fra pochi membri del Direttivo, il presidente e il Dirigente. Con una struttura a rete di questo tipo si possono coinvolgere più genitori aggregando anche coloro che non si sentono all altezza per assumere un ruolo di responsabilità e preferiscono operare in modo più anonimo (e comunque prezioso). Se le risorse umane sono poche, basta scegliere un tema prioritario e convogliare su quello le energie del gruppo. COSA FARE AFFINCHÉ UN COMITATO - A cura di Antonia Crippa (Coor.Co.Ge. Bergamo) pag. 14 di 19

15 - Le decisioni prese dal Direttivo devono essere sempre divulgate e relazionate periodicamente all assemblea dei genitori: è infatti l'assemblea che fornisce al Direttivo indirizzi e obiettivi per il proprio lavoro. L'assemblea discute e ratifica il programma delle attività, la destinazione dei fondi, le priorità, discute la relazione finale del Direttivo, ecc. Questi momenti di confronto, di scambio di idee e di osservazioni rendono viva la partecipazione. E' possibile stendere regolamenti di funzionamento (che stabiliscano, ad esempio, il grado di autonomia decisionale del Direttivo), darsi regole organizzative facilitanti, avere procedure collaudate, ma NON È QUESTO che rende certa una partecipazione efficace. Molto dipende dal materiale umano disponibile, dalla motivazione e dall'interesse che scuola e genitori scoprono e coltivano insieme per migliorare e raggiungere obiettivi condivisi. - Verificare periodicamente l attività del Comitato e del Direttivo: chi siamo, quanti siamo, cosa vogliamo, dove andiamo, come ci andiamo sono le domande fondamentali che ci si deve porre in sede di revisione dell attività svolta e programmazione dell attività futura (riunione di consuntivo e di pianificazione). È utile svolgere ogni tanto sondaggi tra i genitori per capire le loro esigenze e le aspettative e poter così operare in modo mirato. Se è previsto un verbale per i consigli di classe, è possibile prevedere uno spazio in cui i genitori possano scrivere le positività osservate, le criticità rilevate, le iniziative suggerite: può essere un utile strumento di rilevazione dei bisogni - Tenere aggiornato il libro dei verbali: oltre ad essere un valido strumento in caso di contestazioni, consente di ricostruire la storia del Comitato anche a distanza di anni, facilitando il compito di chi verrà dopo di noi. 2) COMUNICAZIONE La comunicazione e la diffusione capillare delle informazioni sono i capisaldi su cui si poggia la metodologia di lavoro di un Comitato. - Prepararsi per tempo alle elezioni per il rinnovo degli OO.CC. soprattutto se si deve rinnovare il Consiglio d Istituto (vedi documento Guida al C.d.I. pubblicata sul sito del Falcone, link Bacheca Genitori). - Possono essere comunicazioni importanti da divulgare: bandi delle borse di studio, notizie ed eventi riguardanti la scuola, convocazione riunioni, corsi e incontri di formazione per genitori, progetti scolastici, ecc. Per fare ciò è ovviamente necessario aggiornarsi e guardare all esterno: il P.O.F., l organigramma d istituto, i regolamenti e le procedure della scuola sono i principali documenti da conoscere. Conoscere ciò che invece avviene negli altri istituti e sul territorio, partecipare a convegni, riunioni o semplicemente leggere di scuola allarga gli orizzonti, aiuta a diventare sempre più propositivi e ad acquisire l esperienza necessaria per migliorare e divenire risorsa preziosa e qualificata. Gli strumenti non mancano: siti internet e riviste specializzate, COSA FARE AFFINCHÉ UN COMITATO - A cura di Antonia Crippa (Coor.Co.Ge. Bergamo) pag. 15 di 19

16 corsi, convegni, incontri organizzati da Coor.Co.Ge. e USP, sportelli genitori, mailing list sindacati e associazioni, manuali, ecc. ecc. ecc. - Divulgare i verbali delle riunioni del Comitato nel modo più capillare possibile: distribuendoli ai rappresentanti di classe, appendendoli in bacheca, pubblicandoli sul sito. Sfruttare al massimo la mailing list, ma ricordate che non tutti hanno dimestichezza con i mezzi informatici: gli avvisi e i documenti più importanti dovranno quindi essere distribuiti ancora in formato cartaceo (per approfondimenti vedi Manuale rappresentante genitori, alla voce Fotocopie). La convocazione delle riunioni di Comitato deve pervenire ai rappresentanti in formato cartaceo in tempo utile (almeno una settimana prima della data stabilita o secondo quanto stabilito dallo statuto). - I rappresentanti sono il punto d unione tra Comitato e genitori. Per questo è utile inserire in ogni comunicazione la seguente dicitura: I rappresentanti di classe sono pregati di diffondere questo documento tra i genitori delle classi da loro rappresentate utilizzando le modalità e gli strumenti che ritengono più opportuni. - Il Presidente deve avere l elenco aggiornato dei rappresentanti (da richiedere in Segreteria didattica dopo le elezioni). Si possono registrare le presenze ad ogni riunione utilizzando un foglio-presenza che i partecipanti dovranno firmare: questa registrazione è utile anche per valutare statisticamente il grado di partecipazione in quell istituto. 3) ACCOGLIENZA Curare l accoglienza dei genitori, soprattutto delle classi prime, significa rendersi visibili e dare il sostegno necessario nel momento difficile della transizione e dell inserimento in una realtà sconosciuta. Ciò significa: - Essere presenti alla riunione che solitamente il Dirigente scolastico indice con i genitori delle prime (se non è prevista, richiederla) - Divulgare una piccola guida per facilitare l approccio con la nuova scuola (vedi ad esempio il documento Vademecum per genitori ). Un sistema molto semplice è chiedersi sempre: Cosa avrei dovuto sapere e non mi è stato detto? Cosa mi sarebbe piaciuto trovare? e agire di conseguenza. - Fornire nomi e recapiti dei referenti del Comitato (o almeno del Presidente). - Essere presenti agli open day organizzati dalla scuola. 4) TRASPARENZA Se si gestiscono fondi è fondamentale tenere sotto controllo la situazione contabile (versamenti, estratti conto, scontrini fiscali, fondo cassa, ecc.). COSA FARE AFFINCHÉ UN COMITATO - A cura di Antonia Crippa (Coor.Co.Ge. Bergamo) pag. 16 di 19

17 - Il sistema più pratico per gestire i fondi è aprire un conto corrente postale: con modica spesa (circa 60 euro per 2000 bollettini) è possibile ottenere dalle Poste bollettini prestampati con l indicazione dell importo e della causale. - L invito a versare la quota a favore dell Associazione va distribuito ad inizio anno scolastico tra tutti i genitori, allegando il bollettino e motivando la richiesta: per fare ciò è ovviamente necessario aver già elaborato a giugno il programma di lavoro per il successivo anno scolastico, almeno nelle sue linee generali. - Redigere sempre il bilancio e renderlo pubblico. È necessario mantenere la massima trasparenza sulle risorse economiche del Comitato/Associazione e sul loro utilizzo. I fondi vanno gestiti secondo quanto stabilito dallo Statuto dell Associazione o dal suo regolamento che possono prevedere, per esempio, un budget di poche centinaia di euro a disposizione del Direttivo o del Presidente per le piccole spese. In ogni caso tutte le spese, e ovviamente il bilancio annuale, devono essere approvate e/o ratificate dall assemblea. - Gestire un Associazione comporta degli obblighi di legge precisi: è consigliabile rivolgersi ad esperti del settore sia per la costituzione sia per la redazione dello Statuto: il CSV (Centro Servizi Volontariato) offre consulenza gratuita alle associazioni. 5) ESSERE SQUADRA Il fine ultimo di un Comitato è quello di lavorare per una scuola che offra sempre il meglio agli studenti, che sono poi i veri destinatari del nostro mettersi in gioco. Quindi: - Imparare a fare gioco di squadra, non solo tra genitori ma soprattutto con la scuola; i docenti, il dirigente, il personale ATA non devono essere visti come il nemico da abbattere ma come alleati preziosi con i quali collaborare per raggiungere l obiettivo primario: una scuola di qualità. - Stimolare la scuola ad utilizzare strumenti di valutazione del grado di soddisfazione (la cosiddetta customer satisfaction ). Analizzare insieme i dati raccolti, specchio delle aspettative, speranze, ansie, critiche e, si spera, anche fonte di proposte costruttive. - Ascoltare i ragazzi, confrontarsi con loro: spesso il modello di scuola che i genitori hanno in mente non coincide con quello degli studenti. I ragazzi che vivono la scuola dall interno sanno cogliere molto bene i punti di forza e quelli di debolezza: talvolta una sede fatiscente che fa inorridire i genitori diviene un problema secondario se quell istituto sa offrire molto in termini di accoglienza, ascolto, attenzione, professionalità, offerta formativa, vivacità culturale, opportunità. - Responsabilizziamo i ragazzi - e sproniamo la scuola a farlo - dando loro spazio per iniziative, proposte e progetti magari direttamente gestiti da loro. L esperienza dimostra che quando i ragazzi sono chiamati direttamente in gioco acquistano COSA FARE AFFINCHÉ UN COMITATO - A cura di Antonia Crippa (Coor.Co.Ge. Bergamo) pag. 17 di 19

18 maggiore fiducia in loro stessi, aumentano il loro grado di applicazione (in genere migliora anche l approccio allo studio) e, più in generale, passano dall atteggiamento passivo e svogliato di chi la scuola la subisce a quello attivo e propositivo di chi la scuola la vive con entusiasmo. - Svolgiamo anche noi il nostro lavoro con entusiasmo: ci saranno sicuramente momenti di sconforto, arrabbiature, intoppi, ma non bisogna mollare. Se ciò che facciamo diventa un peso insostenibile oppure non ci gratifica più, è meglio passare il testimone ad altri, ritirarsi per un po dalle scene, ricaricarsi e tornare più pimpanti di prima. - L esperienza insegna che la tattica della collaborazione e della condivisione degli obiettivi si rivela sempre la scelta vincente: Con la scuola, per la Scuola quella con la esse maiuscola. COSA FARE AFFINCHÉ UN COMITATO - A cura di Antonia Crippa (Coor.Co.Ge. Bergamo) pag. 18 di 19

19 DOCUMENTI REPERIBILI SUL SITO link Bacheca genitori Manuale del rappresentate dei genitori Vademecum per i genitori Guida al Consiglio d'istituto UN PO DI INDIRIZZI UTILI Coor.Co.Ge. (Coordinamento Comitati Genitori delle scuole superiori della provincia di Bergamo) Indirizzo: all attenzione di Crippa Antonia, c/o Liceo Falcone - Via Dunant 1, Bergamo Per scopi e finalità si veda la voce omonima nel Manuale del rappresentante dei genitori. Il Coor.Co.Ge. si riunisce mensilmente presso l ITIS P. Paleocapa (ex Esperia) - via Gavazzeni, Bergamo Sportello Genitori CGIL - Via Garibaldi 3, Bergamo - Tel: /380 Iscrivendovi alla mailing list dello Sportello Genitori riceverete notizie e commenti direttamente sul vostro computer Centro IN.CON.TRA. per la genitorialità c/o Centro Famiglia - Comune e Provincia di Bergamo, via S. Martino della Pigrizia (angolo Via Strada Vecchia, 52) BERGAMO Tel: 035/ Fax: 035/ Tra le tante attività del Centro ci sono la diffusione di notizie riguardanti corsi e incontri su tematiche genitoriali in ogni ambito territoriale della Provincia e la consulenza per organizzarne. I Comitati possono inviare informazione delle iniziative formative da loro promosse per darne pubblicità sul calendario mensile pubblicato anche sul sito dell USP. E ANCHE UN PO DI LINK UTILI Sito del Ministero dell Istruzione. Sito dell Ufficio Scolastico Regionale dal quale è possibile attingere informazioni anche riguardo i bandi dei buoni scuola e delle borse di studio Sito dell Ufficio Scolastico Provinciale (ex CSA, ex Provveditorato) di Bergamo. Per essere informati su quanto succede nelle scuole della nostra provincia e reperire informazioni utili per genitori e studenti Sito aggiornatissimo sulla normativa più recente e non solo Newsletter che propone le novità del pianeta scuola Sito gestito da genitori riuniti in Associazione che ha la finalità di costruire una rete di aiuto e discussione via Internet richiamando normative ed esperienze Associazione Italiana Genitori (A.Ge.) Associazione Italiana Genitori Scuole Cattoliche (A.Ge.S.C.) Coordinamento Genitori Democratici (C.G.D.) AGe, AGeSC e CGD sono le Associazioni nazionali riconosciute ufficialmente dal Ministero e costituiscono il FoPAGS (Forum Provinciale delle Associazioni Genitori). COSA FARE AFFINCHÉ UN COMITATO - A cura di Antonia Crippa (Coor.Co.Ge. Bergamo) pag. 19 di 19

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