Una piastra logistica verde per l Italia Centrale. Progetti strategici per il Territorio Snodo di Jesi Territorial Center Claudio Calvaresi

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1 Progetti strategici per il Territorio Snodo di Jesi Territorial Center Claudio Calvaresi TAVOLO TECNICO ALLARGATO Jesi, 19 novembre 2009

2 Una immagine emergente, un futuro aperto Il territorio che abbiamo di fronte sta cercando di costruire nuove relazioni tra dotazioni esistenti e progetti in atto e dare un quadro di senso a processi di trasformazione che seguono logiche più che locali Un territorio che non è il semplice accostarsi di più centri e che non può essere descritto attraverso la riproposizione di geografie consuete (Ancona e la sua area vasta) Stiamo assistendo alla formazione di un nuovo sistema urbano, che rappresenta una forte potenzialità a servizio dello sviluppo dell intera regione Marche.

3 Due scenari possibili Questa potenzialità, se non efficacemente pilotata da una consapevole strategia di governance, rischia di prefigurare uno scenario drammatico, in termini di saturazione e di progressivo intasamento degli spazi ancora liberi (il modello Shangai, nel senso di uno sviluppo indifferente al contesto). Vi è tuttavia anche un altro scenario possibile, che è quello basato sulla messa a punto di una strategia di qualificazione delle dotazioni esistenti e sull incremento e cura della qualità ambientale e paesaggistica (il modello Ruhr, nel senso di un modello che fa convivere sviluppo economico e riqualificazione dei patrimoni naturali e culturali esistenti). Questo modello è nella possibilità del sistema locale, per la disponibilità di risorse presenti, per consapevolezza degli attori, per iniziative in atto coerenti con tale scenario.

4 Modelli di governance Ma la Ruhr è anche un riferimento alla modalità di governance di un territorio complesso, questa regione rappresentandosi oggi come una unica grande città, un unico sistema urbano fatto di diverse polarità. Anche nel caso del nostro territorio occorre definire una modalità di governance fortemente sperimentale: no ovviamente a nuovi enti, ma neppure forme di coordinamento stabili tra Comuni riconosciuti sulla base di una comune appartenenza (comprensori, circondari, aree vaste, ecc.), per le quali prima si traccia il perimetro e poi si identificano i problemi da affrontare. La sfida che abbiamo di fronte è: determinare una modalità di governo delle politiche di sviluppo per questo territorio adeguata alla complessità che esso manifesta Il Territorial center (uno dei nuovi progetti proposti) può essere una risposta a questa sfida

5 Cos è un Territorial Center L idea del Territorial Center nasce da iniziative analoghe, ormai numerose anche in Italia, di strutture che si occupano principalmente di comunicazione pubblica sui progetti e le politiche per le città: mostre permanenti, esposizioni temporanee, attività di formazione, Spesso, tali iniziative servono ad istruire un filone parallelo di attività orientato a: alimentare la discussione tra gli attori e una riflessione strategica sul futuro della città; far maturare le condizioni per un confronto pubblico consapevole sulle decisioni di trasformazione; far emergere posizioni argomentate; (fino a) costruire coalizioni di attori.

6 L esempio di Spur San Francisco Planning and Urban Research Association Fondata nel: 1960 Staff: 3 (Executive Director, Programs Director, Segretaria) Soci: circa 1500 Finanziamento: quote associative, contributi da fondazioni ATTIVITA' I LIVELLO RIUNIONI PER I SOCI SPUR NEWS (Education) 12:30-13:30 Bollettino della Uno o più relatori, discussione associazione 8/9 incontri al mese II LIVELLO ISTRUTTORIA DELLE "QUESTIONI" Standing Committees (esperti): City Planning & Development City Management & Finance Education Housing Waterfront Regional Issues Transportation Social Issues III LIVELLO (Advocacy) COSTRUZIONE DELLE "POSIZIONI" Board, 60 membri: 1/3 rappresentanti della Business Community 1/3 esperti 1/3 rappresentanti dell'associazionismo locale Executive Committee: 10 membri del Board

7 Le attività del Territorial Center Il Territorial Center potrebbe articolare il proprio programma di attività su due filoni: 1. Attività di riflessione strategica sullo sviluppo del territorio: sede di discussione e confronto pubblico per i progetti e le politiche strategiche di ambito territoriale; iniziative volte a creare e rafforzare reti di relazioni con realtà nazionali ed internazionali attive su missioni analoghe, in modo da coinvolgerle come partner di progetti congiunti 2. Attività di formazione e informazione: promozione e organizzazione di convegni, mostre, cicli di seminari, conferenze aventi contenuto divulgativo o scientifico anche verso il pubblico dei non addetti creazione e gestione di un archivio con la documentazione (in forma scritta ed in forma grafica e visiva) relativa ai progetti di trasformazione in atto

8 Gli obiettivi del Territorial Center 1. definire una strategia di sviluppo per la Piastra logistica verde dell Italia centrale, favorendo la cooperazione su progetti a scala territoriale; 2. realizzare iniziative volte a creare e rafforzare reti di relazioni con realtà nazionali e internazionali attive su missioni analoghe, in modo da coinvolgerle come partner di iniziative congiunte; 3. svolgere attività di ricerca e di formazione sui temi delle politiche urbane e territoriali; 4. promuovere comunicazione pubblica e disseminazione sui temi delle politiche territoriali.

9 Caratteristiche operative_1 Promotori e partecipanti Il Territorial Center potrebbe essere promosso da istituzioni pubbliche, autonomie funzionali e organizzazioni degli interessi. Costituito un gruppo iniziale di fondatori, vi si potrebbero nel tempo aggregare altri soci intenzionati a contribuire alle attività (associazioni, altri enti territoriali, singoli operatori, ) Forma giuridica Il Territorial Center potrebbe costituirsi come fondazione di partecipazione, una forma giuridica ormai ampiamente sperimentata in Italia, che coniuga la solidità di una fondazione con l elasticità e la volontarietà propria di una associazione. L atto costitutivo e lo statuto dovranno da un lato definire la struttura che sarà in grado di garantire stabilità e continuità all azione dell ente, ma dall altro dovranno essere sufficientemente flessibili da consentire il successivo ingresso di nuovi partecipanti.

10 Caratteristiche operative_2 Struttura operativa Il Territorial Center potrebbe impiegare un Presidente (una figura di riferimento cui affidare un ruolo di garanzia e una funzione di visibilità della struttura), un responsabile dello sviluppo della struttura, un addetto all amministrazione e figure più junior da impegnare sulle singole attività Sede Requisiti: oltre alla disponibilità di spazi adeguati per le attività espositive e per gli incontri pubblici, la sede dovrebbe rappresentare un elemento di riconoscibilità per il TC, in termini di rappresentatività e/o di prossimità rispetto agli ambiti in cui stanno maturando le trasformazioni

11 Caratteristiche operative_3 Organi 1. La struttura di governo raccoglie i promotori iniziali del T.C. Definisce le attività del T.C e si occupa del suo sviluppo. 2. Una assemblea ampia degli attori locali, rappresentativa sia del gruppo dei promotori che dei soggetti che successivamente vorranno farne parte Si riunisce in occasione di appuntamenti definiti: discussione sullo statuto, sulle regole e sul bilancio; valutazione delle attività svolte e impostazione delle attività future; discussione sui progetti strategici e sui loro livelli di attuazione.

12 E ora? Un percorso soltanto avviato Progettazione esecutiva del Territorial Center Raccolta di interesse da parte degli attori locali Prima identificazione del gruppo dei promotori Definizione delle condizioni di fattibilità dell operazione Prodotti intermedi Protocollo di intesa tra i soggetti locali per la implementazione della Piastra logistica verde dell Italia centrale Conferenza territoriale di lancio della Piastra logistica verde dell Italia centrale

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