SVILUPPO SOSTENIBILE AL LAGO TRASIMENO

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1 L E G A M B I E N T E U M B R I SVILUPPO SOSTENIBILE AL LAGO TRASIMENO Perugia, 3 giugno 2008 A

2 : iniziative e proposte Le proposte elaborate da Legambiente fanno riferimento al Piano di sviluppo sostenibile area Trasimeno approvato dalla Provincia di Perugia. Il documento costituisce un importante riferimento programmatico per l adozione di iniziative che affrontano la sfida di conciliare gli interessi relativi allo sfruttamento delle risorse con la loro conservazione. I motivi di attenzione suscitati dal Lago Trasimeno sono numerosi. Il Trasimeno è un area più volte protetta: rientra nel sistema delle aree protette regionali, è un sito di interesse comunitario, in passato, per le sue rilevanti caratteristiche naturalistiche, è stato segnalato nella lista delle aree umide della convenzione di Ramsar. A fronte di tali caratteristiche il lago suscita un notevole interesse turistico da sempre riconosciuto, insieme alla pesca, come l unico vettore socioeconomico compatibile. Tuttavia il mantenimento di tali attività suscita spesso preoccupazioni e problemi connessi al mantenimento del patrimonio della biodiversità. Valgano come esempio tutte le questioni connesse alla creazione e alla gestione di infrastrutture turistiche o all esercizio della navigazione pubblica. Quest ultima, in particolare, soprattutto nei periodi di crisi idrica, fa emergere, anche in modo drammatico, posizioni di frontiera che per certi aspetti fanno parte di una cultura sorpassata basata sulla convinzione che le risorse infinite, che tutto è possibile, che non importa considerare i costi ambientali, che è fondamentale solo produrre e sostenere i profitti convenzionali. Per gli elementi sopra riportati il Trasimeno può essere considerato un importante laboratorio di sperimentazione e di applicazione avanzata di politiche di economia ecologica. La sua storia e il suo stato, le vicende politicheamministrative, le tante discussioni, il susseguirsi di scontri e incontri tra portatori di interessi apparentemente contrastanti, ma di fatto comuni, hanno sempre finito per riconoscere e riaffermare le peculiari caratteristiche di tutto l ecosistema lacustre. Tuttavia, ogni volta che si presentano problemi di conciliazione di interessi apparentemente contrastanti, si ripete la fase di conflittualità che per essere superata comporta la ripetizione delle stesse procedure di chiarimento e di faticoso confronto con pesanti perdite di tempo e persistenza di strascichi

3 polemici. Ne risulta una evidente limitazione alla progettualità e alla operatività e alle conseguenti ricadute socio-economiche. Questo limite comporta la necessità di fare un deciso passo in avanti, una decisa presa di posizione per affrontare in modo preventivo il problema della conflittualità derivante da interessi contrapposti, ma soprattutto la sperimentazione di soluzioni di gestione avanzata che coniughino in modo reale i principi affermati nel documento approvato dalla Provincia di Perugia sullo sviluppo sostenibile. La considerazione generale da cui muove la proposta di Legambiente Umbria per la sperimentazione di iniziative circa la gestione di alcune problematiche di rilevante interesse socio-economico nel Lago Trasimeno valorizza uno dei concetti fondamentali di economia ecologica affermatisi negli ultimi anni. Lo sviluppo sostenibile è prima di tutto l affermazione della democrazia e ci può essere democrazia solo a condizione che sia assicurata la libertà. La libertà è diritto di partecipare alle scelte e alle decisioni che concernono la propria esistenza, la vita associata e le condizioni di benessere conseguenti dal rispetto e dalla conservazione delle risorse naturali. Tutto ciò fa aumentare la consapevolezza del proprio ruolo e dei possibili contributi, singoli e collettivi, alla gestione e da ciò deriva una sensibilizzazione diffusa rispetto alle risorse naturali e all ambiente vissuto che induce cambiamenti positivi dei comportamenti. In questo ambito vanno delineati diritti e doveri di tutti i soggetti coinvolti. Nello specifico è bene chiarire che ai cittadini, ai movimenti e alle associazioni va delegata la possibilità di far proposte, indicare scelte, opzioni e alternative. Alla pubblicazione amministrazione il diritto/dovere di trasformare in progetti tali indicazioni. Legambiente ritiene che la situazione del Trasimeno sia la più avanzata e la più sensibile alla sperimentazione di iniziative che promuovano lo sviluppo sostenibile e in questo ambito si collocano le proposte che qui di seguito vengono avanzarte.

4 I laboratori di progettazione Lo schema di riferimento è il seguente Iniziativa: costituzione dei laboratori di progettazione territoriale Protagonisti: Provincia, Comuni, Ente parco, associazioni economiche e ambientaliste, operatori turistici, cittadini movimenti Valenza dell iniziativa: socio-economica ed ambientale Obiettivi: raccogliere idee e proposte di interesse generale da sottoporre all amministrazione provinciale ai fini di una possibile iniziativa amministrativa e successiva adozione di provvedimenti. Promuovere processi di sensibilizzazione e formazione. Attività: individuare ed elencare le associazioni coinvolte; promuovere la formazione di rappresentanze; costituire il comitato di coordinamento

5 Gestione delle risorse naturali: sfruttamento-conservazione Lo schema di riferimento è il seguente Iniziativa: banca dati biodiversità finalizzata ad una gestione ecocompatibile del Trasimeno Protagonisti: provincia di Perugia, comuni del Trasimeno, parco del Trasimeno, Università, Scuole, associazioni ambientaliste, operatori turistici, cittadini, movimenti Valenza dell iniziativa: socio-economica ed ambientale Obiettivi: realizzazione della banca dati della biodiversità del Trasimeno associata ai diversi ecosistemi, associazione alla banca dati delle indicazioni di esigenze d habitat e di quelle ecologiche; indicazione delle tipologie e dell entità dei carichi sostenibili da ogni habitat e dalle specie; individuazione delle azioni ammesse per la conservazione; individuazione delle azioni non ammesse o che richiedono valutazione di incidenza o VIA; individuazione delle azioni di rilevante interesse socio-economico per le quali possono essere adottate misure di

6 compensazione e che come tali richiedono l adozione di uno specifico protocollo attuativo; definizione dei protocolli attuativi Attività: acquisire il materiale informativo egli studi concernenti il piano di estione del Lago trasimeno; definire la griglia del database così da obiettivi dell iniziativa, realizzazione del database; elaborazioni ai fini della gestione delle attività che comportano rischi per gli ecosistemi del Trasimeno Prodotti realizzazione di materiale informativo (guide naturalistiche e divulgative) in collaborazione con le associazioni e con le scuole

7 Ipotesi di applicazione del protocollo: Interventi connessi alla navigazione pubblica nel Lago Trasimeno Stante la ricorrente criticità della situazione idrica del lago, si precisa che Legambiente ritiene prioritario risolvere la questione adottando imbarcazioni a fondo piatto o basso pescaggio. Solo in questo modo si potrebbero evitare i dragaggi e le risosrse risparmiate potrebbero essere destinate ad altri interventi urgenti quali ad esempio restauro naturalistico, protezione della biodiversità, ecc. Per la fase attuale, unicamente allo scopo di risolvere le situazioni critiche, lo schema che può essere adottato è il seguente.

8 Presupposti: si dà per scontato che siano a disposizione tutte le informazioni riguardanti gli ecosistemi acquatici e quelli riguardanti la fascia neritica Iniziativa: individuazione delle modalità di intervento per consentire la navigazione di interesse pubblico Protagonisti: provincia di Perugia, comuni del Trasimeno, parco del Trasimeno, Università, associazioni ambientaliste, operatori turistici, cittadini, movimenti Valenza dell iniziativa: socio-economica ed ambientale Obiettivi: elencare le specie caratterizzanti gli ecosistemi acquatici e di quelli della fascia neritica; individuare le esigenze d habitat ed ecologiche; elencare le specie caratterizzanti gli ecosistemi acquatici e di quelli della fascia neritica nelle aree individuate per gli interventi di dragaggio; individuare le specie indicatrici per la visualizzazione degli interventi prodotti dagli impatti; individuare le soluzioni proposte per la mitigazione degli effetti prodotti dall intervento; adottate eventuali misure di compensazione per gli effetti irreversibili Attività: aggiornamento e consultazione della banca dati; definizione del protocollo operativo; monitoraggio prima dell intervento; monitoragiio successivo all interno; bilancio costi-benefici. Prodotti protocollo operativo per la gestione degli interventi

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