RASSEGNA STAMPA CGIL FVG giovedì 13 novembre 2014

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1 RASSEGNA STAMPA CGIL FVG giovedì 13 novembre 2014 (Gli articoli di questa rassegna, dedicata prevalentemente ad argomenti di carattere economico e sindacale, sono scaricati dal sito internet del quotidiano. La Cgil Fvg declina ogni responsabilità per i loro contenuti) Indice articoli ATTUALITÀ (pag. 2) La Cgil: 5 dicembre sciopero generale. Scontro sulla data (M. Veneto) REGIONE (pag. 3) La Finanziaria blinda i fondi ai Comuni (Piccolo) Più entrate fiscali nel 2015 corteggiando le aziende (M. Veneto) Subito 40 milioni all'industria (Gazzettino) Panariti rassicura sulla consistenza delle poste per il lavoro (Piccolo) Prevenzione contro i disastri, nuove richieste al Governo (Gazzettino) Dirigenti scolastici, protesta dopo i tagli al fondo per la retribuzione accessoria (Gazzettino) «No ad un doppio binario sul Fap per disabili e anziani» (Gazzettino) CRONACHE LOCALI (pag. 7) Evraz, presentato il piano industriale (Gazzettino Udine) «Liberazione, dibattito surreale» (Piccolo Trieste) Ater, famiglie in lista di attesa (Piccolo Trieste) Pulizie, appalto del Comune. Cgil in piazza con le scope (Piccolo Trieste) Le Acli difendono il ruolo dei Patronati (Piccolo Gorizia Monfalcone) Svuotata l ex concessionaria, 108 profughi trasferiti a Milano (Piccolo Gorizia Monfalcone) Ospedale, primi traslochi il 25 novembre (M. Veneto Pordenone) Comprensivo, sdoppiamento rinviato (Gazzettino Pordenone)

2 ATTUALITÀ La Cgil: 5 dicembre sciopero generale. Scontro sulla data (M. Veneto) ROMA Dopo la manifestazione del 25 ottobre, la Cgil rompe gli indugi e alza il livello dello scontro col governo. Il 5 dicembre si svolgeranno otto ore di sciopero generale dei settori pubblici e privati contro le scelte dell esecutivo su occupazione, diritti del lavoro, contratti e contro il jobs act. La Cgil ha proclamato anche altre quattro ore di mobilitazione da decidere nei territori. La giornata del 5 seguirà lo sciopero Fiom e la protesta del pubblico impiego. Cisl e Uil, però, non aderiscono. Lo sciopero generale è occasione di un nuovo scontro col governo e con la maggioranza del Pd. Non solo sui contenuti della protesta ma anche per la data scelta. Infatti, dopo la sua proclamazione sulla rete raffiche di tweet di esponenti renziani hanno bocciato l iniziativa: «Il 5 dicembre è un venerdì poi sabato, domenica e lunedì 8 dicembre che è festivo... il ponte è servito. Coincidenze» ironizza Ernesto Carbone della segreteria nazionale Pd. È uno sciopero contro Renzi «che strizza l occhio al calendario. È una decisione che rende l idea della debolezza della Cgil» attacca il senatore democratico, Francesco Scalia. Camusso «si allunga il week end» accusa anche il deputato di Scelta civica Librandi. Toni che non sono piaciuti a tutto il Pd. Ironizzare sulla data dello sciopero «che non condivido», replica Matteo Orfini presidente del partito, «è un inutile offesa». Dura anche Rosi Bindi: «È triste che nel mio partito ci sia chi pur di delegittimare il sindacato attacca il diritto di sciopero previsto dalla Costituzione, alimentando il qualunquismo peggiore». Il ministro Poletti non usa toni irridenti perché «rispetta la scelta del sindacato» aggiungendo però che non ci sono motivi per indire uno sciopero. Con la Cgil si schiera subito Sel. «Benvenuto allo sciopero generale» commenta Nichi Vendola ricordando a Renzi «che lo schianto del sindacato significa che dal giorno dopo gli interlocutori sono i forconi». Per il Pdci lo sciopero «è necessario». In Fvg le modalità dello sciopero terranno conto dei disagi della popolazione che ha subito i danni delle alluvioni. Nei prossimi giorni si riunirà il direttivo regionale per deciderne specifiche articolazioni. «Bisogna contrastare - dice il segretario regionale della Cgil Belci le politiche del governo che ancora una volta scaricano sui lavoratori gli effetti della crisi e non danno quelle risposte alle giovani generazioni che il governo stesso aveva promesso. Inoltre la legge di stabilità cambia di giorno in giorno, basti pensare alla grottesca vicenda del Tfr, e i provvedimenti assunti sono già stati giudicati inefficaci dalla stessa Bankitalia. Gli impegni non mantenuti e la politica degli annunci stanno portando il Paese ad uno dei punti più bassi della crisi, come attestano purtroppo in questi giorni molti indicatori».

3 REGIONE La Finanziaria blinda i fondi ai Comuni (Piccolo) di Marco Ballico TRIESTE La cifra di un anno fa, praticamente in fotocopia: 391 milioni di euro. Gli enti locali del Friuli Venezia Giulia si ritroveranno in Finanziaria 2015 gli stessi trasferimenti del Una stabilità che, in attesa delle verifiche nella riunione odierna del Consiglio delle Autonomie, può far tirare un sospiro di sollievo a sindaci e presidenti di Provincia. È l articolo 10 del disegno di legge di bilancio a decidere le sorti della periferia, cui spettano i due decimi delle quote di compartecipazione tributaria attribuita statutariamente al Friuli Venezia Giulia. Per il 2015 le casse regionali devolvono agli enti locali 366,6 milioni di euro, cui si aggiunge una posta straordinaria di 25 milioni (come nel 2014), che rappresenta una compensazione a favore delle Province e dei Comuni per il minor gettito conseguente all abrogazione delle addizionali sul consumo di energia elettrica. «Viste le macrocifre annunciate dalla Regione - commenta il presidente del Cal e sindaco di Gorizia Ettore Romoli - possiamo essere soddisfatti. Mi auguro che la prima analisi venga confermata dai fatti e si possa così predisporre bilanci preventivi che ci consentano da un lato di far sopravvivere enti sempre più in difficoltà, dall altro di mantenere i servizi a favore delle fasce deboli della popolazione, oltre che di incrementare il sostegno, ove possibile, alle attività produttive». Nel dettaglio il fondo ordinario a favore dei Comuni è di 317,6 milioni. Una previsione che tiene già conto della riforma che la maggioranza intende approvare entro novembre. La somma è infatti divisa in due parti: 222,3 milioni sono destinati a tutti i Comuni, mentre i restanti 95,3 milioni vengono indirizzati a favore dei soli Comuni facenti parte di un Unione territoriale intercomunale, la nuova ripartizione geografica introdotta dal ddl Panontin. Con queste premesse viene a mancare il fondo di 5 milioni di euro che un anno fa servì a sollecitare l'esercizio coordinato di funzioni, per la gestione associata di servizi tra enti locali e per il finanziamento dei Comuni risultanti da fusione. Quei soldi però non spariscono. Una parte viene infilata nel fondo ordinario, un altra (2 milioni) è mirata al concorso regionale agli oneri corrispondenti alle penalità di Cassa depositi e prestiti connesse alla chiusura anticipata dei debiti comunali. Nella Finanziaria 2014 il fondo ordinario dei Comuni era pari a 287 milioni (30 milioni in meno di oggi), ma il confronto non è omogeneo. Un anno fa infatti la voce comparto unico, 32 milioni, era considerata a parte. La manovra 2015, con gli obiettivi della trasparenza e della semplificazione, considera invece all interno del trasferimento anche i costi per il personale. Alle Province viene poi assegnato un fondo ordinario di 35,3 milioni (il 30% verrà erogato entro il 31 marzo). La Regione è anche autorizzata ad assegnare alle Province 8,3 milioni per lo svolgimento delle funzioni in materia di politiche del lavoro. Alle Comunità montane spettano infine 5,8 milioni, ma sono previsti stanziamenti anche per la Comunità collinare del Friuli (60mila euro) e per alcune unioni: 100mila euro ciascuna all Isontina e a Buja-Treppo Grande, 140mila euro alla Fiumicello-Villa Vicentina. Oggi la Finanziaria, con uno specifico approfondimento sull articolo 10, sarà all attenzione del Cal. L'organismo consultivo del sistema delle autonomie viene chiamato a raggiungere l'intesa sulle disposizioni del ddl in merito ai trasferimenti, oltre che a esprimere il parere sul bilancio complessivo 2015 e sul triennio All ordine del giorno anche il voto sulla programmazione dell'utilizzo delle risorse del Fondo nazionale per le politiche sociali per il 2014 e quello sulla determinazione della distanza dai luoghi sensibili per la nuova collocazione di apparecchi per il gioco d'azzardo lecito, in attuazione della legge regionale 1/2014 che detta disposizioni per la prevenzione, la cura e il contrasto delle dipendenze.

4 Più entrate fiscali nel 2015 corteggiando le aziende (M. Veneto) di Anna Buttazzoni UDINE In Fvg aumentano i grandi contribuenti. Diminuisce l Irap. Cresce l Iva. Il risultato? Il contenitore delle entrate regionali mantiene gli stessi livelli di un anno fa. Un sollievo per la giunta di Debora Serracchiani che può garantire la tenuta dei servizi, e pensare a come migliorarne il livello, e ideare nuove operazioni, come il sostegno ai redditi minimi. Con la Finanziaria 2015, approvata in via preliminare, la giunta può distribuire 3,5 miliardi, mentre 4,1 è il valore delle entrate. Crescono i grandi contribuenti Si chiamano così e si identificano con i grandi Gruppi, nazionali e non, che hanno un attività anche in regione e ai quali si chiede di aprire un conto corrente in Fvg. Perché? Perché il datore di lavoro è sostituto d imposta e se gli stipendi dei dipendenti transitano dal Fvg ciò consente all amministrazione di incassare i 6 decimi delle imposte. È una strategia precisa, individuata proprio dalla giunta Serracchiani, e poco reclamizzata per questioni di concorrenza e riservatezza. I nomi dei Gruppi che hanno aperto in regione un conto corrente resta quindi top secret, ma un esempio è un numero possono essere svelati. Nella gara europea per il trasporto pubblico locale, pubblicata di recente, è stabilito che l azienda vincitrice debba aprire un conto corrente in Fvg, soprattutto se si tratterà di un grande Gruppo. L investimento sul Tpl è di 130 milioni per dieci anni più cinque opzionali, quindi quasi due miliardi. Con la manovra del conto corrente la Regione stima di incassare 13 milioni l anno, solo per il Tpl. Nessun aumento di tasse La bozza della Finanziaria 2015 che oggi sarà al vaglio dei sindaci e delle parti sociali e che venerdì sarà approvata dalla giunta in via definitiva non prevede alcun incremento delle tasse. Per comporre il bilancio di previsione l amministrazione stima entrate complessive per 4 miliardi e 100 milioni (come riportato in tabella). Del gruzzolo 600 milioni sono già impegnati, perché si tratta di spese vincolate, come rate di ammortamento sui mutui (della Regione o dei Comuni), accantonamenti obbligatori per il programma europeo 2014/20 o riserve tecniche. I restanti 3,5 miliardi sono stati distribuiti secondo lo schema che la giunta ha già diffuso. La Finanziaria 2015 sarà dedicata al welfare. Ben 2 miliardi 358 milioni saranno assorbiti da sanità e politiche sociali, mentre (tanto per ricordare i numeri più importanti) 390 milioni saranno riservati agli enti locali, 250 alle infrastrutture e ai lavori pubblici, 51,2 alle politiche del lavoro, 46 alle Attività produttive. Meno Irap e più Iva Il Fvg incassa meno Irap imposta regionale sulle attività produttive, perché il governo di Matteo Renzi ha stabilito il taglio dell imposta per le imprese, tagli che in Fvg dovrebbero tradursi in circa 41 milioni. L Iva imposta sul valore aggiunto è invece in salita, per effetto delle operazioni romane che hanno portato all aumento dell Iva al 22 per cento, soglia che potrebbe essere alzata ancora, se (è un esempio) la revisione della spesa ideata a Roma non dovesse produrre gli effetti sperati. L Iva grava solo sul consumatore finale, perché ogni bene costa di più. Fatti due conti, quindi, le entrate in Fvg tengono e permettono maggiori margini di manovra.

5 Subito 40 milioni all'industria (Gazzettino) Antonella Lanfrit UDINE - Quaranta milioni nel 2015 e venti milioni nel 2016 e nel 2017, con l'auspicio di portare queste due annualità a 30 milioni l'una. Inoltre, la Regione per la prima volta strutturerà all'interno della direzione delle Attività produttive un ufficio dedicato alle strategie per attrarre investimenti nazionali e internazionali sul territorio, in collaborazione con le future Unioni dei Comuni, il sistema camerale, i consorzi industriali, i parchi scientifici e altri soggetti di settore. Sono alcuni degli elementi chiave che caratterizzano il disegno di legge per la nuova politica industriale della Regione che ieri sera il vice presidente della Regione e assessore dedicato, Sergio Bolzonello, ha illustrato alla maggioranza di governo e che questa mattina a Udine presenterà agli attori economici. È in piena elaborazione normativa, dunque, anche la terza importante riforma della Giunta Serracchiani, dopo quella già varata della sanità e quella degli enti locali al vaglio del Consiglio. Le nuove prospettive di politica industriale nascono dunque accompagnate da una dota finanziaria che per il prossimo triennio si attesta almeno sugli 80 milioni e si articolano su quattro punti cardine che si tengono insieme e interagiscono: misure per attrarre investimenti (non prevista l'attivazione della leva fiscale); riordino dei Consorzi industriali ed Ezit; organizzazione di distretti e filiere; misure di semplificazione e sostegno. Sarà perciò la Regione a guidare, e non solo a coordinare, le misure per attrarre capitali e aziende, avendo un po come modello operativo l'agenzia che in materia ha creato la Carinzia. Quanto ai Consorzi industriali, avranno 6 mesi di tempo per decidere in autonomia aggregazioni e fusioni secondo parametri stabiliti. Se non agiranno, interverrà la Regione. I distretti industriali restano come sistema, ma all'interno si promuoveranno le filiere produttive e scompariranno le Asdi con soggetti pubblici quali soci. Resteranno, se lo vorranno, come organizzazioni private. «Su questi processi di ammodernamento chiediamo che in Consiglio si crei un dibattito aperto e senza pregiudizi», ha commentato al termine il consigliere Pd Enio Agnola, vicepresidente della 2. Commissione che per prima affronterà l'iter consiliare. Agnola ha anche evidenziato che la riforma «sarà accompagnata da un dibattito aperto sui territori e tra le categorie». Panariti rassicura sulla consistenza delle poste per il lavoro (Piccolo) TRIESTE Nessuna sottovalutazione dell emergenza lavoro in sede di redazione della Finanziaria È la rassicurazione dell assessore Loredana Panatiti in vista del confronto con le parti sociali e in sede di Consiglio delle Autonomie locali sul bilancio. «L attenzione della giunta su questo tema rimane sempre altissima. Considerando tutti gli impegni delle risorse, non vi è alcuna riduzione». Panariti ricorda poi che la Finanziaria riserva anche un fondo globale di 10 milioni di euro a nuove forme di sostegno al reddito, da individuare attraverso un'apposita normativa da mettere a punto nei prossimi mesi. «Le nuove forme di sostegno al reddito su cui l amministrazione regionale sta ragionando non dovranno essere un mero strumento assistenziale, ma dovranno rappresentare il segnale dell attenzione della Regione verso le categorie più deboli, favorendone l'inclusione e quindi ridando fiducia e speranza. In una fase economicamente molto difficile e con risorse pubbliche calanti - prosegue Panariti - immaginiamo un insieme di interventi diretti e indiretti innovativi che offrano opportunità autentiche a chi ne ha veramente diritto. Per arrivarci confidiamo nella possibilità di dar vita ad un percorso partecipato e responsabile. E in questo senso è positivo che forze sociali e politiche si interroghino su questi temi», conclude l assessore, precisando, tuttavia, come nella comunicazione andrebbero pure citati «i quotidiani rapporti dell assessorato con le segreterie regionali, gli incontri individuali e le frequenti riunioni di concertazione e i dati forniti ogni qual volta vengono richiesti come parte di un positivo rapporto di confronto e di interlocuzione». «In sostanza - conclude - la Regione punta ad azioni realmente efficaci, sulla scia di quelle che stiamo sperimentando nel campo delle politiche attive del lavoro, come Garanzia giovani, in cui siamo tra i primi in Italia per adesioni».

6 Prevenzione contro i disastri, nuove richieste al Governo (Gazzettino) Antonella Lanfrit Tappa alla centrale operativa della Protezione civile regionale a Palmanova per una riunione di programmazione e poi via per un sopralluogo nei punti regionali maggiormente colpiti dall'imponente massa d'acqua caduta in questi giorni. Ma lo sguardo è già oltre l'emergenza da gestire in queste ore. È rivolto alla prevenzione. Così la giornata di ieri della presidente della Regione, Debora Serracchiani, che dopo aver riconosciuto quanto si è fatto sul territorio in questi anni, e che ha «permesso di superare comunque le criticità», in serata ha annunciato: «Abbiamo già chiesto e sollecitato il Governo nazionale per un secondo, più articolato, accordo contro il dissesto idrogeologico. Ci dobbiamo impegnare con le nostre risorse finanziarie, ma anche attingendo a fondi nazionali». Raccolto e rilanciato, dunque, l'appello diramato ieri dai costruttori edili dell'ance, che con il presidente Roberto Contessi hanno sollecitato perché «la sicurezza del territorio sia prioritaria», poiché «così facendo si risolverebbero molte situazioni di criticità, attribuendo nuove occasioni di lavoro alle imprese locali». Serracchiani ha infatti aggiunto di «voler valutare insieme ai sindaci e alle strutture regionali della Protezione civile e dell'ambiente un'agenda di ulteriori interventi da attuare nel prossimo periodo, per rispondere a tutte le emergenze nel frattempo maturate». In questo frangente, però, c'è l'emergenza da gestire e «ancora una volta la Protezione civile del Friuli Venezia Giulia ha dimostrato professionalità, organizzazione e impegno straordinario», ha detto Serracchiani mentre si trovava nella centrale operativa di Palmanova e sui monitor scorreva il flusso continuo di dati con il monitoraggio di fiumi e territorio. «Le precipitazioni che dal 4 novembre imperversano anche nella nostra regione hanno dell'eccezionale, con punte anche superiori o doppie rispetto ad altre regioni italiane», ha affermato Serracchiani, ma «pur con alcune criticità, non abbiamo registrato i disastri di altre regioni». Nei due momenti più difficili di questa emergenza maltempo - tra il 4 e il 9 novembre e tra l'11 e il 12 - sono stati impiegati 157 gruppi comunali della Protezione civile regionale con volontari sul campo. «A loro va il mio ringraziamento», così come alla struttura operativa che «ha risposto alla grande», ha detto Serracchiani, al contempo categorica nel rispedire al mittente le critiche mosse martedì dal vicepresidente della Provincia di Udine, Franco Mattiussi, secondo il quale «la Protezione civile regionale ha rifiutato di collaborare con il personale della Provincia di Udine alla prese con una criticità sulla P.P. 104 bis». Secondo la presidente «si vuole far pensare che la soppressione delle Province sia un fatto disastroso per l'umanità, ma non è così». Dirigenti scolastici, protesta dopo i tagli al fondo per la retribuzione accessoria (Gazzettino) UDINE - Congelate le paghe dei dirigenti scolastici. È l'effetto del taglio dell'11per cento alla dotazione del fondo per il salario accessorio deciso dal ministero. La scelta, denunciano i sindacati Anp-Cida, Snals-Confsal, Flc-Cgil, Cisl e Uil scuola del Friuli Venezia Giulia, ha congelato gli aumenti del contratto integrativo regionale e si somma al blocco del contratto nazionale, fermo al «No ad un doppio binario sul Fap per disabili e anziani» (Gazzettino) UDINE - Un solo regolamento per gli interventi del Fondo per l autonomia possibile. Questa la posizione delle segreterie regionali dei sindacati pensionati di Cgil, Cisl e Uil, contrari all introduzione di una doppia disciplina per anziani e disabili, come invece richiesto dalla Consulta regionale delle associazioni dei disabili. I sindacati considerano questa logica «inaccettabile».

7 CRONACHE LOCALI Evraz, presentato il piano industriale (Gazzettino Udine) Paola Treppo L'amministratore dello stabilimento della "Evraz Palini&Bertoli" di San Giorgio, Elio Pantanali, ha presentato ieri il piano industriale per il rilancio dell'opificio insediato nell'aussa Corno, fermo da più di un anno. Lo ha fatto in occasione di un incontro tenutosi nella sede di Udine della Regione cui hanno preso parte organizzazioni sindacali, Confindustria e l'assessore regionale alle attività produttive Sergio Bolzonello. Rispetto al piano illustrato a fine ottobre, si è constatata l'apertura dell'azienda - una società satellite del Gruppo Abramovich - ad anticipare da dicembre 3 mensilità della cassa integrazione e la disponibilità a farsi carico di un'ulteriore serie di manutenzioni e approvvigionamenti di materie prime in fase di avvio, per oltre 40 milioni di euro. Pantanali ha specificato l'entità degli investimenti per far ripartire la produzione: 650mila euro per impianti e formazione, 520mila per manutenzione propedeutica al riavvio e 240mila extra budget per manutenzione di 12 mesi, oltre ai costi fissi. È stata confermata, inoltre, la proposta di ripartenza del sito entro novembre del «A fronte della presentazione da parte di Evraz di un piano industriale aggiornato - ha detto Bolzonello - e considerando l'imminente scadenza della cigs, il 24 novembre, è stato sottoscritto un accordo per la richiesta urgente di un tavolo presso il Ministero del lavoro, per verificare la tenuta dei livelli occupazionali e l'utilizzo della cassa per riorganizzazione per i 134 addetti». «Liberazione, dibattito surreale» (Piccolo Trieste) «Trieste sta fornendo l'ennesima dimostrazione di saper guardare indietro e non avanti. Il dibattito che si è aperto su quale sia stata la "vera" liberazione della città ha del surreale. Da giorni non si parla d'altro. Sono passati settant'anni, si va a studiare a Lubiana o da Lubiana a Trieste, i triestini mettono su casa oltre confine, si va a prendere il caffè a Capodistria, bambini italiani vengono iscritti alle scuole slovene, eppure su questo dibattito si dividono e si appassionano pure (in parte, per fortuna) le nuove generazioni». Così sostiene Franco Belci, segretario regionale della Cgil, che prosegue: «Sarebbe forse ora di riconoscere che ci sono memorie diverse, una minoritaria, l'altra maggioritaria. Si lascino quelle memorie a chi ha vissuto quei giorni dolorosi, senza brandirle come arma di lotta politica. Si abbassino le bandiere e si guardi finalmente al futuro della città. La politica, a mio giudizio, ha altri compiti e funzioni. Si lasci il resto alle analisi degli studiosi. Forse una mozione in Consiglio comunale che dicesse tutto questo sarebbe più utile. Chissà che a qualcuno non possa venire in mente...»

8 Ater, famiglie in lista di attesa (Piccolo Trieste) di Fabio Dorigo Il caso Trieste. L ottavo bilancio sociale dell Ater di Trieste fotografa un emergenza sociale. Che è non solo abitativa. E soprattutto unica e diversa diversa dal resto della Regione Friuli Venezia Giulia e dell Italia. Sono i numeri a parlare. Nel 2013 ci sono state richieste di riduzione del canone che hanno portato ad una decremento dei canoni apri 905 mila euro (contro i 539 mila del 2012). Quasi un milione in meno a causa della riduzione della capacità economica degli inquilini. Un scivolamento progressivo nella povertà. Il 63% delle richieste sono motivate dalla perdita del posto di lavoro (54% nel 2012), mentre il 18% delle richieste sono motivate da pensionamento, decesso o trasferimento o separazione. Il 59% dei contratti Ater, inoltre, sono collocati in fascia A (nel 2012 era il 56%) che indica una capacità economica inferiore ai 15mila euro anno. Ma non basta. Il canone minimo di 18 euro viene corrisposto dal 28% degli inquilini di fascia A(26% nel 2012). Il canone medio mensile complessivo è di 137 euro (nel 2012 era di 143 euro). Non sono rassicuranti i numeri di quello che è l ultimo bilancio sociale dell Ater di Trieste in vista della riforma regionale che dovrebbe andare in porto entro giugno 2015 e che «omologherà il trattamento degli inquilini delle 5 aziende territoriali del Friuli Venezia Giulia» (come assicura l assessore regionale ai Lavori pubblici Mariagrazia Santoro). Con tutti i rischi che ciò comporta per la specificità di Trieste. «I dati di questo bilancio sociale offrono la fotografia di una realtà sociale che risente, in maniera più significativa rispetto ad altre situazioni territoriali, della persistente crisi economica» introduce l amministratore unico Raffaele Leo. Dati impressionanti. La Provincia di Trieste è la quarta per densità della popolazione ed è la provincia italiana ad avere l indice di vecchiaia più alto: 1096 abitanti per chilometro quadrato; 301 nel goriziano; 137 nel pordenonese 109 nell udinese e Alto Friuli. «L indice di vecchiaia è superiore del 10% rispetto alla media regionale - continua l avvocato Leo - con una forte presenza negli alloggi Ater (34% sul totale della popolazione over 65 della provincia)». Tra gli utenti dell Ater di Trieste, inoltre, è elevata la percentuale di nuclei con un solo componente (47%) prevalentemente anziano e di sesso femminile. «Il ricorso alla casa popolare a Trieste è endemico» spiega l amministratore unico. Gli alloggi gestiti dall Ater Trieste sono (circa 600 quegli sfitti). La cosa più incredibile è che il 42% ( su 48,008) della popolazione che vive in affitto nella provincia giuliana è inquilino Ater di edilizia sovvenzionata contro una percentuale a livello regionale del 24% ( su ). Praticamente il 9% della popolazione rispetto al 3% regionale (in linea con la media italiana). Ad essa si rivolge il 9% del totale della popolazione residente; più del 40% dei residenti in affitto nella Provincia di Trieste vive in un alloggio Ater. «Ne risulta che nel capoluogo regionale e nella sua provincia si concentra quasi la metà del patrimonio di edilizia sovvenzionata del Friuli Venezia Giulia» sottolinea Leo. E la domanda? Esplosa. «La recessione economica dell ultimo quinquennio ha accentuato questa tendenza comportando un forte incremento della domanda: sono i nuclei familiari in attesa di alloggio popolare, ovvero quasi la metà delle richieste presentate in tutto il territorio regionale (circa 10 mila)» aggiunge l amministratore. Un aumento del 21% rispetto al 2006: i richiedenti sono quasi il 2% dei residenti in provincia di Trieste. Rispetto agli inquilini attuali, i richiedenti sono donne per il 50,5% (57% tra gli inquilini). Nel 29% dei nuclei sono presenti figli minorenni (12% tra gli attuali inquilini) e tra questi i nuclei mono genitoriali sono 31%, il 10% dei totali richiedenti (il 5% tra gli attuali inquilini). Il 29% dei richiedenti si trova in stato di bisogno, ossia con una situazione economica complessiva non superiore a 3.942,25 euro se formate da un solo soggetto. Ma la cosa più drammatica è che i i richiedenti che dichiarano una capacita economica complessiva inferiore al limite di fascia A (15mila euro) sono il 72%. Un autentica emergenza sociale. Come il bilancio.

9 Pulizie, appalto del Comune. Cgil in piazza con le scope (Piccolo Trieste) Una piccola scopa e una pattumiera in confezione regalo, con tanto di dedica personale. Questo il provocatorio omaggio che ieri i rappresentanti della Cgil per la funzione pubblica hanno consegnato a ciascuno degli assessori della giunta Cosolini per esprimere il secco no della sigla sindacale alla recente gara, bandita dall'amministrazione, per l'affidamento dei servizi di pulizia nel locali del Comune e degli edifici di sua competenza. «Siamo stufi ha spiegato Rossana Giacaz, della segreteria della Cgil di queste gare al massimo ribasso, che comportano una netta riduzione dei già bassi stipendi percepiti dai dipendenti dell'impresa vincitrice, e un peggioramento complessivo nei servizi resi». «Mai si era arrivati a un ribasso del 36 per cento rispetto al costo di partenza come in questa occasione ha aggiunto e va sottolineato che il servizio di pulizie che rientra in questa gara riguarda non solo gli uffici del Comune, ma anche le scuole materne, i nidi d'infanzia, i ricreatori». La rabbia della Cgil per il comportamento assunto dalla giunta è accresciuto dal fatto che «esiste un preciso protocollo sottoscritto dal Comune e delle organizzazioni sindacali ha ripreso Giacaz che dovrebbe impedire che si facciano gare di questo tipo. Ebbene l'accordo è stato del tutto disatteso, superando quella matrice che avevamo definito di concerto con l'amministrazione, proprio per evitare che potessero ripetersi situazioni come questa». La consegna dello speciale omaggio agli assessori è stata preceduta da una manifestazione svoltasi davanti al Municipio, nel corso della quale i rappresentanti della Cgil hanno chiesto al sindaco Roberto Cosolini due cose: «In primo luogo il rispetto del protocollo e dei lavoratori del settore, che fra l'altro sono in maggioranza donne. Non è possibile ha osservato Giacaz che queste pulitrici, che finora percepivano 600 euro al mese, siano costrette a incassare d'ora in poi una paga di poco superiore ai 300 euro». «Dall'altra parte ha aggiunto Giacaz vorremmo che fosse rifatta la gara ma restando all'interno dei limiti delineati nel protocollo». La soluzione per il futuro proposta dalla Cgil è «la centralizzazione del meccanismo delle gare, in modo che ci sia un solo e unico schema da seguire, nel rispetto del protocollo firmato a suo tempo». Destinatari della richiesta della sigla sindacale sono soprattutto Cosolini e l'assessore Matteo Montesano. «È a quest'ultimo ha concluso Giacaz che spetta dal definizione dei bandi perciò è a lui che ci appelliamo». Ugo Salvini Le Acli difendono il ruolo dei Patronati (Piccolo Gorizia Monfalcone) «L'abbattimento al fondo di sostentamento dei Patronati è un taglio ai diritti dei cittadini»: a sostenerlo le Acli provinciali. La notizia della previsione di un sostanzioso taglio ( euro, circa 1/3 dell'attuale finanziamento) al fondo di sostentamento per i Patronati si sta spargendo tra la popolazione. Ci si rende conto che Patronati, che hanno già recentemente subito un taglio di 30 milioni, si troverebbero nella condizione di chiudere molti sportelli e licenziare molti lavoratori. «Le migliaia di persone - si legge in una nota delle Acli - che giornalmente ricevono assistenza gratuita in materia di pensioni, disoccupazione, invalidità, infortuni ed immigrazione dovrebbero trovare un'alternativa alla certezza di un'assistenza a titolo gratuito. L'Inps stesso ha ammesso che se dovesse gestire in proprio il lavoro svolto dai Patronati dovrebbe affrontare costi molto più alti ( euro all'anno) di quelli previsti con il mantenimento dell'attuale finanziamento ai Patronati ( euro). Per evitare ciò molte persone si stanno spontaneamente rivolgendo agli sportelli del Patronato Acli e di quelli dell'inas, Inca ed Italuil per sottoscrivere una petizione affinchè il capitolo di questo taglio venga abolito o almeno considerevolmente ridotto. Le sedi isontine dei Patronati con l'appoggio della associazione Acli e delle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil hanno anche organizzato una serie di presenze esterne alle proprie sedi per una più agevole raccolta delle firme di sostegno. Si potrà quindi sostenere il proprio Patronato a Gorizia nella mattinata odierna davanti ai giardini pubblici, domattina a Cormons nei pressi del mercato e sabato mattina a Monfalcone in Piazza della Repubblica e a Gradisca d'isonzo nei pressi del mercato».

10 Svuotata l ex concessionaria, 108 profughi trasferiti a Milano (Piccolo Gorizia Monfalcone) di Francesco Fain Operazione a sorpresa ieri mattina a Gorizia. Che ha quasi dimezzato, in un solo colpo, la presenza di richiedenti-asilo a Gorizia. I 108 ospiti dell ex concessionaria Lancia di via Trieste sono stati trasferiti a bordo di tre corriere a noleggio in un centro-immigrati di Bresso, in provincia di Milano. L operazione, dicevamo, è avvenuta senza alcun preavviso e in maniera silenziosa : questo, però, non ci ha impedito di presenziare alla partenza e di scattare più di qualche foto. «Decisivo è stato il lavoro del ministero dell Interno che è riuscito ad individuare una struttura alternativa fuori provincia e fuori regione - commenta il viceprefetto vicario Gloria Allegretto -. Non appena arrivata la conferma che il trasferimento si poteva effettuare, abbiamo messo in moto la macchina organizzativa». Ma la struttura rimarrà a disposizione di eventuali (e prevedibili) nuovi arrivi? «L ex concessionaria Lancia chiude e la porta rimarrà sbarrata. Credo che in questo momento sia importante evidenziare questo successo senza pensare troppo al dopo. Vi dico comunque che stiamo lavorando su altre soluzioni, qualora il flusso di immigrati dovesse continuare», la risposta della viceprefetto. Insomma, l esperienza di quello che l assessore provinciale Ilaria Cecot definì Campo Francesco 2 è definitivamente conclusa. La soddisfazione del sindaco Intanto, interviene sull argomento il sindaco Ettore Romoli che, sin dalla prima ora, si è detto contrario a vedere trasformata Gorizia nella città dei profughi. Non a caso ha scritto nei giorni scorsi ben due lettere al ministro dell Interno Alfano di cui abbiamo dato puntualmente conto. «Non posso che esprimere soddisfazione per il trasferimento dei profughi in un sito diverso da Gorizia: ha vinto la fermezza che abbiamo avuto fin dall inizio senza mai cedere al buonismo di facciata che, purtroppo, ha solo accentuato il problema». Questo il cuore del commento del sindaco Ettore Romoli alla notizia che i richiedenti-asilo hanno lasciato ieri mattina il capannone di via Trieste per essere trasferiti in provincia di Milano. «Non è una soluzione casuale - evidenzia il sindaco - in quanto diverse persone hanno lavorato per evitare che Gorizia si trasformi in un centro-profughi e voglio ringraziare, in tal senso, il ministro dell Interno Angelino Alfano che ci ha ascoltato e il prefetto Vittorio Zappalorto che ha preso una posizione coraggiosa, senza lasciarsi intimidire da nessuno. Un apprezzamento anche al questore e ai comandi di carabinieri e finanza per l apporto dato in questa occasione, oltre al corpo della polizia municipale». Romoli approfitta per affondare il colpo. «Come detto, si tratta di una vittoria della fermezza con cui il sottoscritto e l amministrazione comunale hanno affrontato l emergenza in buona parte creata da ben identificati piccoli e miserabili interessi (non specifica quali ma è facile immaginarli, ndr) che, purtroppo, non esistono solo a Gorizia ma hanno un respiro più ampio. Certo - conclude il sindaco - il problema non si esaurisce con questa azione, però è importante lanciare il messaggio che Gorizia non è e non diventerà mai la città dei profughi ma resterà un luogo in cui è piacevole vivere». Le parole dell assessore Cecot Rompe il silenzio, per l occasione, anche l assessore provinciale al Welfare Ilaria Cecot. «Durante la difficile esperienza del Campo Francesco, ho potuto apprezzare il coraggio e la determinazione del presidente Gherghetta, che mi ha assecondato, al di là dell opportunità politica, mosso da princìpi che dovrebbero essere inviolabili indipendentemente dal colore politico di appartenenza. E se oggi il tema dell immigrazione sul nostro territorio viene finalmente trattato con responsabilità e determinazione dagli organi competenti, è anche grazie al coraggio che a suo tempo dimostrò il presidente Gherghetta», le sue parole.

11 Ospedale, primi traslochi il 25 novembre (M. Veneto Pordenone) C è già una data per le operazioni di avvio dell iter per la costruzione del nuovo ospedale di Pordenone: è il 25 novembre quando comincerà il trasloco del personale dell azienda ospedaliera verso il centro direzionale Galvani. Ieri i trasferimenti sono stati al centro di un vertice tra aziende sanitarie, rappresentate dai direttori generali Paolo Bordon e Fabio Samani, e sindacati, Paolo Florean della Cisl e Pierluigi Benvenuto della Cgil. Da liberare sono gli edifici T, U e V che saranno demoliti nella prima quindicina di gennaio, perché non considerati più strategici. Nei mesi scorsi le due aziende, ospedaliera e sanitaria, hanno individuato una nuova collocazione per i servizi ospitati negli edifici da demolire. Ma lo spostamento si intreccia con gli effetti della riforma sanitaria, che prevede l accorpamento delle due aziende. Azienda ospedaliera. Deve trasferire gli uffici delle risorse umane e della ragioneria, che lasceranno spazi per il Sert e l alcologia del servizio sanitario. La nuova collocazione è il quarto piano del palazzo dell Inail al Centro Direzionale Galvani in via della Vecchia Ceramica, a fianco dell attuale Ass 6. Ieri è stato firmato il protocollo d intesa con l Inail e, tra i lavori di adattamento, sarà abbattuto un muro in cartongesso che divide gli spazi da quelli dell azienda territoriale per farne un unico locale. Dagli uffici dell ospedale di via Montereale si sposteranno in questa prima fase 26 persone, delle risorse umane e della ragioneria. Un trasferimento a scaglioni perché deve essere garantito il funzionamento degli uffici, ma che si stima di concludere in venti giorni. Al quinto piano dello stesso edificio andranno nei prossimi mesi la direzione generale dell Azienda sanitaria 5 Friuli Occidentale che nascerà il primo gennaio prossimo, gli affari generali e il controllo di gestione. Decisioni che saranno prese dal nuovo direttore generale dell azienda unica che sarà nominato a dicembre. Azienda sanitaria. Anche l azienda territoriale è alle prese con spostamenti: interessati il Sert, l alcologia e il dipartimento di salute mentale, ospitati nei padiglioni da abbattere. Una volta che gli uffici ospedalieri lasceranno liberi gli spazi del padiglione D, vi saranno trasferiti il Sert e Alcologia, dopo alcuni interventi di adattamento. Il terzo, il dipartimento di salute mentale, andrà alla vecchia sede della Caritas di via Revedole, dove sono cominciati i lavori di sistemazione. Il trasloco per questo servizio comincerà nei primi giorni di dicembre e anche in questo caso di procederà in diverse fasi così da garantire la continuità del servizio. Sindacati. Da parte dei rappresentanti dei lavoratori sono stati posti alcuni quesiti, uno legato alle modalità di abbattimento dei padiglioni, chiedendo se siano state previste misure per limitare i disagi per i pazienti. Da risolvere anche una serie di problematiche legate al parcheggio dei dipendenti che sarà spostato nella zona della protezione civile. Ma, nel dettaglio, la questione sarà affrontata al momento dei trasferimenti. Donatella Schettini

12 Comprensivo, sdoppiamento rinviato (Gazzettino Pordenone) SACILE - (ms) Via libera al nuovo indirizzo Grafica e comunicazione per l'istituto di Istruzione scolastica superiore Sacile-Brugnera; necessità invece,di un attento approfondimento sul piano tecnico e amministrativo, per il richiesto sdoppiamento dell'istituto Comprensivo. Questo l'esito dell'incontro svoltosi in Provincia al quale hanno partecipato l'assessore all'istruzione Carlo Spagnol e il dirigente scolastico dell'istituto comprensivo Claudio Morotti, dove è iniziato il percorso che porterà a definire il dimensionamento della rete scolastica provinciale per il prossimo anno scolastico. Per quanto riguarda la richiesta di sdoppiamento dell'istituto Comprensivo suffragata da una utenza di 1700 alunni, nel corso dell'analisi della proposta fatta dal Consiglio di Istituto, sono emersi elementi di criticità già portati del resto all'evidenza quando la richiesta era stata formulata e che riguardano in particolare problemi legati all impossibilità di avere due dirigenti data la mancanza di tali figure e pertanto due Istituti in reggenza. Criticità anche tecniche riguardanti i locali da mettere a disposizione. Sulla scorta di tali considerazioni è stato unanimemente deciso di non prendere decisioni affrettate, ma di dare la possibilità di "approfondire - sottolinea l'assessore Spagnol - le tematiche emerse. Il Comune quindi compartecipa al progetto avendo ben chiaro ciò che è di sua competenza e avvierà una serie di incontri con la dirigenza per definire tempi e modi in cui attuare lo sdoppiamento che potrebbe anche richiedere un percorso più lungo di un anno scolastico per rispondere alle vere esigenze e non creare alcun problema".

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