APPROFONDIMENTI DI TEORIA E PROGETTAZIONE EDUCATIVA

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1 APPROFONDIMENTI DI TEORIA E PROGETTAZIONE EDUCATIVA Tiziana Monticone 1 Tiziana Monticone

2 l emergere di un sé e di un identità professionale è il risultato di un rapporto complesso tra: la formazione la biografia (attitudini e motivazioni) il curriculum esperienziale Competenza: i tre saperi SAPERE SAPER FARE SAPER ESSERE Tiziana Monticone 2

3 La competenza pedagogica è un insieme complesso e dinamico di conoscenze, abilità, procedure metodologiche, esperienze consolidate e ordinate fondate sulla riflessione e sulla teorizzazione pedagogica (Milani) meta-competenze competenze trasversali (o attitudini) competenza cardine (la relazione educativa) cinque tipologie di competenze competenze di base competenze specifiche Tiziana Monticone 3

4 La competenza pedagogica è un insieme complesso e dinamico di conoscenze, abilità, procedure metodologiche, esperienze consolidate e ordinate fondate sulla riflessione e sulla teorizzazione pedagogica (Milani) meta-competenze: Intenzionalità educativa competenze trasversali (o attitudini) competenze di base capacità cognitiva generale di carattere riflessivo, che prescinde da specificità di mansioni di contesti di lavoro competenza cardine (la relazione educativa) cinque tipologie di competenze competenze specifiche Tiziana Monticone 4

5 Intenzionalità educativa L intenzionalità pedagogica distingue l agire del professionista da quanti interagiscono con il soggetto informazione senza una precisa volontà di educare e determina il crinale oltre il quale l educazione da intenzionale si fa funzionale operatore pedagogico = tecnico dell intenzionalità Tiziana Monticone 5

6 L intenzionalità pedagogica Si trasforma sul piano metodologico pedagogia = scienza pratico - progettuale PROGETTO = LANCIARE IN AVANTI attività rivolta al futuro Tiziana Monticone 6

7 PROGETTO IDEA di una TRASFORMAZIONE POSSIBILE del REALE Il progetto è una trasformazione mentale Siamo noi che diamo corpo ad una nostra idea di come potrebbe avvenire quel dato cambiamento COERENZA ADEGUATEZZA FATTIBILITA Costruito o ricostruito dalla attività mentale attraverso alcune categorie Tiziana Monticone 7

8 PROGETTO come PREFIGURAZIONE PIANO DICHIARATIVO PROCEDURA COME DAR VITA AL CAMBIAMENTO IDEA DI UNA TRASFORMAZIONE POSSIBILE DEL REALE Tiziana Monticone 8

9 PROGETTO PIANO DICHIARATIVO PIANO OPERATIVO PREFIGURAZIONE Pro: anticipazione Gettare lo sguardo avanti: direzione verso la quale l azione è tesa Cambiamento: mi prefiguro una trasformazione PROCEDURA Insieme delle operazioni che rendono possibile il cambiamento Sequenza ordinata di atti Tiziana Monticone 9

10 dichiarazione di intenti in cui si prefigura il cambiamento desiderato progetto processo complessivo di ideazione, si prendono delle decisioni (è la fase della programma-azione), cioè della realizzazione e concretizzazione delle idee realizzazione e verifica Il progetto è un sogno con delle scadenze Tiziana Monticone 10

11 LOGICA PROGETTUALE SI MUOVE FRA DUE POLI IL PROBLEMA LO SCOPO SITUAZIONE NON SODDISFACENTE DOVE INIZIA IL PROBLEMA FINALITA DOVE SI INDIRIZZA IL PROGETTO INDICANDO GLI ASPETTI PROCEDURALI Tiziana Monticone 11

12 LOGICA PROGETTUALE SI MUOVE FRA DUE POLI POLO SITUAZIONE PROBLEMATICA POLO DELLO SCOPO IL PROGETTO FA RIFERIMENTO AL PROCESSO COMPLESSIVO DI IDEAZIONE, REALIZZAZIONE E VERIFICA LA PROGETTAZIONE DEL SERVIZIO 3 LIVELLI DI PROGETTAZIONE LA PROGETTAZIONE DI UN ATTIVITA LA PROGETTAZIONE EDUCATIVA INDIVIDUALE Tiziana Monticone 12

13 LA PROGETTAZIONE EDUCATIVA LA PROGETTAZIONE DEL SERVIZIO PROGETTAZIONE / PROGRAMMAZIONE DELLE ATTIVITA I PROGETTI EDUCATIVI INDIVIDUALI Tiziana Monticone 13

14 LESSICO OGGETTO DI RIFERIMENTO PECULIARITA LIVELLO TEMPI PIANIFICAZIONE Contesto globale Negoziazione Macro Medio-lunghi PROGETTAZIONE Problema individuato Problema / Scopo Intermedio Medi o brevi In relazione al problema PROGRAMMAZIONE Procedure Attività da realizzare Organizzazione attività Micro Brevi: Settimanali, quotidiani Tiziana Monticone 14

15 PERCHE PROGETTARE Serve a sottrarre l individuo dall impulsività, dallo spontaneismo e dalla casualità Per evitare di fornire prestazioni frammentate Diventa uno strumento di lavoro che serve per guidare l agire intenzionale e stabilire delle priorità Flessibile e dinamico (alla luce delle variabili in gioco) processo in continua evoluzione Raccorda le azioni con gli obiettivi Permette una verifica ed una valutazione Deriva dalle osservazioni / conoscenze acquisite (progettare CON e non progettare PER) Tiziana Monticone 15

16 IL PROCESSO DI PROGETTAZIONE IL PROCESSO DI PROGETTAZIONE SI STRUTTURA COME UN COMPLESSO PROCESSO IN CONTINUA EVOLUZIONE Esplicitazione sistema di premesse Ricercare Progettare Programmare Intervenire Verifica finale VP VP VP VP Tiziana Monticone 16

17 IL PROCESSO DI PROGETTAZIONE 1] RICERCARE FASE DI CONOSCENZA / OSSERVAZIONE RAPPRESENTAZIONE DELLA REALTA (ANALISI DEL BISOGNO) 2] PROGETTARE DALLA SITUAZIONE PROBLEMATICA ALLO SCOPO (IL CAMBIAMENTO AUSPICATO) Finalità e obiettivi Tiziana Monticone 17

18 IL PROCESSO DI PROGETTAZIONE 3] PROGRAMMARE Le variabili nella progettazione CHI FA CHE COSA COME E QUANDO CHI COSA COME QUANDO Soggetti protagonisti dell intervento Tipo di intervento: (possibilità di scindere gli obiettivi generali in obiettivi particolari e collocarli nei compiti di ogni singola figura) Metodologie strumenti e tecniche Tempi dell intervento: - Inizio - Scadenza - Frequenza FIGURE PROFESSIONALI FIGURE NON PROFESSIONALI Natural Helper Tiziana Monticone 18

19 IL PROCESSO DI PROGETTAZIONE 4] INTERVENIRE VALUTARE OSSERVARE INTERVENIRE 5] VERIFICARE ABBRACCIANDO LA GLOBALITA DEL PROCESSO Verifica permanente (lettura e decodifica dei feed-back durante lo svolgimento delle singole azioni ) Verifica finale (nel lungo periodo come analisi complessa della differenza del processo) DIFFERENZA CAMBIAMENTI DESIDERATI E CAMBIAMENTI OTTENUTI Tiziana Monticone 19

20 definizione della strategia operativa individuazione risorse, vincoli e opportunità individuazione azioni (metodi, strumenti e attività) individuazione della tempistica 6 TAPPE LOGICHE DEL PROGETTO EDUCATIVO INDIVIDUALIZZATO identificazione dei bisogni educativi e analisi della situazione definizione degli obiettivi generali specificazione degli obiettivi generali in obiettivi operativi verifica e valutazione dei risultati attesi realizzazione dell intervento educativo Tiziana Monticone 20 UNIVERSITA

21 Identificazione dei bisogni educativi Il bisogno = punto di partenza del processo di progettazione Spesso i bisogni sono impliciti Periodo di osservazione iniziale: si tratta di acquisire le conoscenze del soggetto e del suo sistema vitale. LE AREE DI CONOSCENZA DELL EDUCATORE 1. OSSERVAZIONE PARTECIPANTE O SISTEMATICA 2. I DATI DATI 3. LA CONOSCENZA CHE NON ABBIAMO Le prime due aree contribuiscono a formulare una prima valutazione sul caso Tiziana Monticone 21

22 OSSERVAZIONE SISTEMATICA Identificazione dei bisogni educativi Osservazione partecipante o sistematica E diverso dal semplice guardare E guidata da uno specifico obiettivo conoscitivo ATTIVITA ORGANIZZATA L osservazione sistematica deve rispondere a: PER CHI QUANDO DOVE COME CHE COSA COME E CHE COSA DOCUMENTARE Tiziana Monticone 22

23 Identificazione dei bisogni educativi Osservazione partecipante o sistematica COME E CHE COSA DOCUMENTARE (strumenti) Esempio di descrizione interpretativa: Anna è contenta di vedere la madre; Esempio di descrizione basata sui fatti: Anna si è messa a saltellare e ha riso quando la madre è entrata Registrazione o Report Resoconto scritto dell osservazione in cui si evidenziano le azioni, i fatti, i comportamenti e le interazioni. Si precisa: La data e la durata dell osservazione Il luogo, l ambiente dell osservazione Gli attori coinvolti Tiziana Monticone 23

24 Identificazione dei bisogni educativi Osservazione partecipante o sistematica Griglia di osservazione la griglia o scheda di osservazione ci aiuta, invece, a focalizzare il nostro interesse su quei comportamenti che, precedentemente, abbiamo deciso essere rilevanti per il particolare scopo a cui l osservazione è finalizzata E costruita in base allo scopo (che dati mi servono in relazione all obiettivo) Inoltre riduce la complessità della realtà Tiziana Monticone 24

25 Identificazione dei bisogni educativi I dati dati Archivio di testi relativi al caso Scheda di segnalazione I verbali delle riunioni (con assistente sociale, le mini equipe, i colloqui con gli insegnanti, con i genitori, ecc.) Foto Tiziana Monticone 25

26 Definizione degli obiettivi generali Sono gli obiettivi che consentono di definire uno scenario di sfondo verso il quale orientare tutte le risorse del servizio educativo. Sono l esplicitazione degli intenti educativi, che orientano e danno unità logica agli obiettivi operativi (ad es. favorire l autonomia ed il benessere del bambino, promuovere la relazione tra pari e tra adulti e bambini, stimolare l apprendimento di, la conoscenza di sé e del mondo, ). Spesso sono predeterminati ai diversi livelli (leggi, progetto del servizio, ). Tiziana Monticone 26

27 Specificazione degli obiettivi generali in obiettivi operativi Si tratta di individuare e di definire degli obiettivi pragmaticamente perseguibili e controllabili. Indicano i risultati concreti che si vogliono raggiungere (il cambiamento perseguito), verificabili e misurabili. Possono essere classificati per tipologie (obiettivo cognitivo, affettivo, motorio, relazionale, ). ESEMPI Obiettivo Cognitivo: saper acquisire, riconoscere, classificare, illustrare, definire, spiegare, ecc Obiettivo affettivo: saper partecipare, accettare, rafforzamento dell autostima, saper rivedere una propria posizione, ecc Obiettivo psico-motorio: saper manipolare, coordinare i movimenti, discriminare percezioni (visive, tattili, uditive), autonomie pedonali, ecc Obiettivo relazionale: costruzione di una relazione di fiducia, ascolto reciproco, rispetto dei turni, facilitare la soluzione condivisa di problemi, ecc Tiziana Monticone 27

28 Specificazione degli obiettivi generali in obiettivi operativi L Obiettivo operativo dovrebbe avere le seguenti caratteristiche: Condiviso da tutti gli attori coinvolti, si tratta di arrivare alla formulazione di un obiettivo comune Formulato in positivo, seguendo i criteri e i valori del soggetto Concreto e chiaro (l obiettivo è il punto di partenza per la definizione delle strategie operative per raggiungerlo, deve essere descritto minuziosamente in modo da coinvolgere la rappresentazione mentale dei soggetti a livello di tutti i canali sensoriali. Concretezza inoltre significa considerare quali sono le risorse che il soggetto ha a disposizione, di quali dovrebbe disporre per poter raggiungere l obiettivo e quali mezzi sono necessari.) Deve coinvolgere la responsabilità dei soggetti Verificabile e misurabile (l obiettivo è il punto di partenza per la definizione degli indicatori di verifica, deve avere un tempo: entro quanto tempo voglio raggiungere l obiettivo prescelto?) Ecosistemico (deve cioè essere in armonia con i sistemi individuali e vitali, vale a dire il sistema affettivamente significativo, che per lo più è la famiglia.) Il rischio è di individuare obiettivi troppo generici o troppo particolari (cioè si individuano delle azioni anziché degli obiettivi). Tiziana Monticone 28

29 Definizione della strategia operativa Si tratta di individuare la strategia d azione, il COME raggiungere i singoli obiettivi operativi. Le azioni devono essere congrue agli obiettivi. Si tratta di individuare le risorse (necessarie, disponibili, attivabili), i metodi e gli strumenti di lavoro (attività, laboratori, routine, rapporto con le famiglie ed il territorio, ), le strategie di intervento, i tempi e gli spazi. Tiziana Monticone 29

30 Realizzazione del intervento Durante questa fase si rilevano e si appuntano i dati che costituiscono l apparato di aggiornamento utile ad effettuare l operazione di verifica (diario, schede presenze, verbali riunioni e supervisione,schede di osservazione, ). Tiziana Monticone 30

31 Verifica e valutazione dei risultati attesi Fare verifica: effettuare una differenza tra un prima ed un dopo rilevare se il cambiamento desiderato è avvenuto e in quali termini si manifesta. In assenza di verifica: trasformarsi in obiettivi. le azioni, le attività rischiano di diventare delle routine e di Individuare, per ogni obiettivo, gli elementi, i segnali, gli indicatori, i dati per l osservazione (elementi concreti, misurabili e quantificabili) capaci di indicare se si sta andando nella direzione voluta. Definire gli strumenti per la rilevazione dei dati di cui sopra (es. riunioni, colloqui, schede di rilevazione, griglie, questionari di soddisfazione, relazioni,..) ed i tempi di verifica. processo ciclico di ritorno con l individuazione di una nuova rappresentazione della situazione e del bisogno e/o la definizione di nuovi obiettivi e/o di nuove strategie operative. Tiziana Monticone 31

32 Verifica e valutazione dei risultati attesi Secondo ambito di verifica: valutazione. Si tratta di operazioni che connettono costi e benefici, vale a dire un espressione critica circa le risorse (umane, strumentali, temporali, finanziarie) impiegate per il perseguimento e/o conseguimento di un determinato obiettivo, al fine di ri-progettare l intervento. Dire quali elementi del servizio saranno persistenti e quali devono essere modificati per lo sviluppo del servizio stesso. Dire se gli attori in gioco (educatori, destinatari dell intervento, comunità, committenza) esprimono o meno soddisfazione. Una valutazione efficace e veritiera è imprescindibile da una continua riflessione e un eventuale rielaborazione degli strumenti che dovrebbero renderla possibile. Tiziana Monticone 32

33 Verifica e valutazione dei risultati attesi Sarebbe preferibile, anziché parlare di progettazione educativa utilizzare l espressione co-progettazione, che significa scagliare insieme fuori, prefigurare congiuntamente agli attori coinvolti il futuro di ogni singolo utente, di ogni realtà locale, nel rispetto dei ruoli di ciascuno. Tiziana Monticone 33

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