Studio di Economia e consulenza Aziendale s.r.l. Nuovo regime forfettario: calcoli di convenienza. (DDL Legge di stabilità 2015)

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1 News per i Clienti dello studio del 19 Dicembre 2014 Ai gentili clienti Loro sedi Nuovo regime forfettario: calcoli di convenienza (DDL Legge di stabilità 2015) La legge di stabilità per il 2015, in materia di agevolazioni, ha previsto i) l introduzione a partire dal di un nuovo regime forfettario; ii) l abrogazione del regime dei minimi, delle nuove iniziative produttive nonché del regime contabile agevolato a decorrere dalla stessa data. Coloro che possiedono i requisiti per accedere al nuovo regime potranno beneficiare di un aliquota sostitutiva delle imposte sui redditi (comprese le addizionali) del 15% e della disapplicazione di IVA ed IRAP. Il reddito viene determinato sul totale dei ricavi, a cui viene applicato un coefficiente di redditività diversificato a seconda dell attività svolta (non rientrano, quindi, nella determinazione del reddito i costi effettivamente sostenuti dal contribuente). Coloro che accedono al nuovo regime forfettario, al pari dei minimi, saranno esonerati dagli studi di settore. In riferimento al periodo transitorio viene prevista una disciplina ad hoc per i soggetti che alla data del stanno applicando uno degli oramai abrogati regimi fiscali di vantaggio: per coloro che hanno aderito al regime dei minimi viene prevista la possibilità di proseguire nella fruizione del regime agevolato, mentre per i restanti due regimi (regime delle nuove iniziative e regime contabile agevolato) viene previsto il passaggio al nuovo regime in alternativa all opzione al regime ordinario. Con la presente trattazione analizziamo la convenienza del nuovo regime fiscale rispetto: i) al regime dei minimi, considerata la possibilità di poter accedere a tale regime entro il e proseguire oltre tale data; ii) al regime ordinario, per i contribuenti che devono optare tra uno dei due regimi. 1

2 Premessa Con la legge di stabilità per il 2014 viene prevista l abrogazione di tre regimi agevolati e la loro sostituzione con un nuovo regime forfettario. Le disposizioni attualmente contenute nel disegno di legge per la stabilità 2015 prevedono l istituzione di un nuovo regime forfettario per le attività di minori dimensioni: qualora il contribuente rispetti i requisiti previsti, potrà accedere al nuovo regime che prevede l applicazione di un aliquota sostitutiva delle imposte sui redditi (15%), la disapplicazione di IVA, IRAP e degli studi di settore e l introduzione di un regime agevolato anche ai fini contributivi. Viene in ogni caso previsto un regime transitorio che consente la prosecuzione del regime dei minimi fino al raggiungimento del quinquennio o dei 35 anni da parte del contribuente. Ambito soggettivo Il nuovo regime forfetario sarà riservato a tutte le persone fisiche che svolgono o iniziano un attività d impresa, arte o professione non in forma associata, e che possiedono determinati requisiti previsti dalla norma. Si tratta di un regime naturale, che significa che se si possiedono i requisiti si rientra automaticamente nel nuovo regime sia nel caso in cui si debba aprire una nuova partita IVA, sia nel caso in cui la posizione sia già aperta. Nel caso in cui si voglia, invece, applicare la tassazione ordinaria, sarà prevista una specifica opzione da esercitare in dichiarazione. Per chi ha già una partita IVA e l aveva aperta con il regime dei nuovi minimi la questione è capire se è più conveniente scegliere, dal 2015, il nuovo regime forfetario, oppure aspettare la naturale scadenza dei 5 anni o il compimento dei 35 anni di età ed, inoltre, capire se potrebbe anche essere conveniente a chi invece deve ancora aprire una posizione, e aspettava il 1 gennaio 2015, anticipare la data e iniziare entro il 31 dicembre Vediamo dunque di capire di che tipo di regime stiamo parlando. Condizioni I requisiti per l accesso al nuovo regime, che devono sussistere contemporaneamente nell anno precedente, sono: i ricavi o compensi percepiti, ragguagliati ad anno, non devono essere superiori a quelli individuati nella tabella di seguito riportata (compreso tra 2

3 euro e ). In caso di più attività cui risultano applicabili soglie di ricavi / compensi diversi, va fatto riferimento alla soglia più elevata. Non concorre al superamento del limite l eventuale adeguamento agli studi/parametri; il soggetto non deve aver sostenuto spese per l impiego di lavoratori superiori a lordi annui a titolo di lavoro dipendente, co.co.pro., lavoro accessorio, associazione in partecipazione, lavoro prestato dai familiari dell imprenditore ex art. 60, TUIR; il costo complessivo dei beni strumentali al (al lordo dell ammortamento) non deve essere superiore a Rispetto al regime previgente il limite non è più calcolato sugli acquisti effettuati nel triennio precedente ma sul valore degli stessi alla fine dell esercizio precedente. I soggetti già in attività nel 2014 dovranno verificare lo stock di beni strumentali alla data del 31 dicembre. OSSERVA Non si considerano i beni di costo pari o inferiore a euro 516,46. Si considerano, invece, i beni ad uso promiscuo (autovetture, telefoni cellulari, altri beni utilizzati promiscuamente), anche se nella misura ridotta del 50%. Per i beni in locazione o in comodato si considera il valore normale. I beni immobili non hanno comunque rilevanza, qualsiasi sia il titolo di possesso. In altre parole, nel limite dei euro sono inclusi: i beni in leasing, che rilevano in base al costo sostenuto dal concedente; i beni in locazione e noleggio, che rilevano per il valore normale (non vengono, quindi, più computati i canoni, come accade nel regime di vantaggio); i beni in comodato, che rilevano per il valore normale (nel regime di vantaggio, invece, tali beni erano irrilevanti); il 50% dei beni ad uso promiscuo; la relazione illustrativa indica che tale previsione riguarda anche i beni a deducibilità limitata, come autovetture e telefonia. Sono, invece, esclusi dal limite dei euro i beni di costo unitario non superiore a 516,46 euro e gli immobili, comunque acquisiti, utilizzati nell esercizio dell impresa, arte o professione. 3

4 La verifica dei requisiti di accesso va effettuata, come accennato, avendo riguardo all anno precedente quello di riferimento (per esempio per l anno 2015, primo anno di applicazione del regime, le condizioni di accesso vanno verificate nel 2014). Come per il regime dei minimi, le condizioni d accesso dovranno poi essere verificate anno per anno. Esclusioni Le disposizioni contenute nel ddl di stabilità 2015 prevedono alcune circostanze che precludono l accesso dei contribuenti al nuovo regime forfettario. Non possono accedere al nuovo regime forfettario i contribuenti che rientrano in una delle seguenti ipotesi (1): ESCLUSIONE DAL REGIME FORFETTARIO I Il contribuente che si avvale di regimi speciali IVA, come quello per la cessione di generi di monopolio, vendita di beni usati, ecc. II Il contribuente che non risiede in Italia, anche se tale circostanza non preclude totalmente le possibilità di accesso al regime. I residenti in uno stato UE o aderenti allo SEE che assicurino un adeguato scambio di informazioni e che producono almeno il 75% dei redditi in Italia, infatti, possano comunque adottare il regime forfetario. III Il contribuente che effettua in via esclusiva o prevalente cessioni di immobili e di mezzi di trasporto nuovi. IV Il contribuente che è socio/associato di società di persone, associazioni professionali o SRL trasparenti. OSSERVA Va tenuto presente che, come specificato nella Relazione illustrativa al ddl, in caso di inizio attività è possibile accedere al regime anche nelle ipotesi in cui la partecipazione in una società di persone o in una S.r.l. trasparente venga ceduta nel corso dello stesso periodo d imposta, ma prima dell accesso al regime forfetario o, nel caso opposto, di acquisizione della partecipazione nello stesso periodo d imposta 1 La norma in rassegna non ripropone, quale elemento preclusivo del regime forfetario, l effettuazione di cessioni all esportazione che consentono dunque l accesso al regime. 4

5 successivamente alla cessazione dell attività. Dunque, i predetti requisiti vanno verificati in costanza di applicazione del regime. Si deve sottolineare che non sono previste ulteriori preclusioni all accesso al regime (diversamente dal regime dei minimi), pertanto il nuovo regime forfettario può essere applicato anche ai soggetti già in attività. Qualora il contribuente decida di accedere al regime forfettario ad avvio dell attività potrà accedere ad un abbattimento forfettario del reddito di un terzo. Agevolazioni Prima di illustrare nel dettaglio le modalità di calcolo del reddito imponibile e le aliquote di imposta applicabili, illustriamo le semplificazioni a cui i contribuenti possono accedere attraverso il nuovo regime forfettario. In materia IVA, si segnalano le seguenti: non va addebitata l IVA a titolo di rivalsa; nessun diritto alla detrazione dell IVA sugli acquisti; cessioni intraue di beni considerate cessioni interne ex art. 41, comma 2- bis, DL n.331/93; acquisti intraue di beni fino ad tassati nello Stato UE del cedente; prestazioni ricevute da soggetti non residenti e rese agli stessi con applicazione degli artt. 7-ter e seguenti, DPR n. 633/72; importazioni / esportazioni rispettivamente con IVA assolta in Dogana ovvero non imponibili (senza possibilità di acquistare beni e servizi con utilizzo del plafond). Con riferimento, invece, alle imposte sui redditi si segnala l esonero dagli obblighi di registrazione e tenuta delle scritture contabili. Coloro che accedono al regime sono tenuti all obbligo di conservazione dei documenti ricevuti ed emessi. In riferimento alle ritenute d imposta, i contribuenti forfetari non subiscono la ritenuta alla fonte e a tal fine rilasciano apposita dichiarazione che può essere inserita anche nella fattura. Inoltre, non deve essere effettuata alcuna ritenuta alla fonte (sussiste comunque l obbligo di indicare in dichiarazione dei redditi il codice fiscale del percettore delle somme che non sono state assoggettate a ritenuta). In materia di studi di settore e IRAP si segnala l esclusione (al pari dei contribuenti minimi). 5

6 ESONERI/OBBLIGHI Obblighi Numerare e conservare le fatture di acquisto / bollette doganali. Certificare i corrispettivi. Indicare in fattura il riferimento normativo del regime applicato. Esoneri Registrazione fatture emesse, corrispettivi e fatture di acquisto. Tenuta e conservazione dei registri. Dichiarazione annuale e comunicazione dati IVA. Compilazione della comunicazione clienti / fornitori (spesometro). Compilazione della comunicazione black-list. Calcolo imposta Ai fini della determinazione del reddito il nuovo regime forfettario non tiene in considerazione l importo compressivo dei costi, ma prevede l applicazione di un coefficiente di redditività distinto per ogni tipologia di attività. In altre parole, il reddito imponibile (sul quale si applica l imposta) viene calcolato applicando ai ricavi e ai compensi un coefficiente di redditività in funzione del codice ATECO che contraddistingue la vostra attività (si veda tabella successiva). Sull imponibile, poi, si applica un imposta sostitutiva di imposta sui redditi, addizionali regionali e comunali e IRAP in misura pari al 15%. In più, se l attività è una nuova attività (non si è mai esercitato nei tre anni precedenti attività artistica, professionale ovvero d impresa; l attività non è mera prosecuzione di altra attività già svolta in precedenza sotto altra forma; l attività è prosecuzione di una attività svolta in precedenza da altri ma i ricavi non sono superiori ai limiti di cui alla tabella sotto riportata) allora il reddito imponibile, per i primi 3 anni, è ridotto di un terzo. LIMITI RICAVI E COEFFICIENTI Attività Industrie alimentari e delle bevande Commercio all ingrosso e al dettaglio Commercio ambulante e di prodotti alimentari e bevande Codice attività ATECO Coefficiente di redditività Limite ricavi e compensi (10 11) 40% (da 46.2 a 46.9) (da 47.1 a 47.7) % % Commercio ambulante di %

7 altri prodotti Costruzioni e attività immobiliari ( ) (68) 86% Intermediari del commercio % Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione Attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione, servizi finanziari ed assicurativi (55 56) 40% ( ) ( ) (85) ( ) Altre attività economiche ( ) ( ) ( ) (35) ( ) ( ) ( ) ( ) (84) ( ) ( ) (97 98) (99) 78% % Viene previsto, inoltre, che i contributi previdenziali si deducono dal reddito determinato secondo i criteri appena esposti. Complessivamente, quindi, la determinazione del reddito imponibile deve essere effettuata sulla base del seguente calcolo: (Ricavi/Compensi * coefficiente forfettario) MENO Contributi previdenziali UGUALE Reddito imponibile (2) 2 In riferimento al trattamento fiscale delle perdite, i contribuenti forfettari possono utilizzare le perdite dei periodi precedenti (considerato che il regime, con la tassazione su coefficienti forfettari, non prevede la produzione di perdite) secondo le disposizioni del TUIR. I 7

8 In riferimento alla determinazione del reddito imponibile si devono segnalare le seguenti ipotesi: in caso di impresa familiare, l imposta sostitutiva, calcolata sul reddito al lordo della quota imputata ai familiari, è dovuta dal titolare; ai fini del riconoscimento delle detrazioni per carichi di famiglia rileva anche il reddito forfetario. Tabella di sintesi Esclusioni NUOVO REGIME FORFETTARIO Il contribuente che si avvale di regimi speciali IVA, come quello per la cessione di generi di monopolio, vendita di beni usati, ecc. Il contribuente che non risiede in Italia, anche se tale circostanza non preclude totalmente le possibilità di accesso al regime. I residenti in uno stato UE o aderenti allo SEE che assicurino un adeguato scambio di informazioni e che producono almeno il 75% dei redditi in Italia, infatti, possano comunque adottare il regime forfetario. Il contribuente che effettua in via esclusiva o prevalente cessioni di immobili e di mezzi di trasporto nuovi. Il contribuente che è socio/associato di società di persone, associazioni professionali o SRL trasparenti. Condizioni che devono sussistere l anno precedente Condizioni (Relative all anno precedente) Spese per l impiego di lavoratori non superiori a lordi annui Ricavi o compensi, ragguagliati ad anno, non superiori a quelli che saranno individuati Costo complessivo dei beni strumentali non superiore a contribuenti potranno scomputare dal reddito forfetario le perdite prodotte durante il regime dei minimi, nonché quelle derivanti da imprese o da partecipazioni in società in contabilità ordinaria. 8

9 Condizioni ulteriori (per abbattimento reddito di 1/3) il contribuente non deve aver esercitato, nei 3 anni precedenti, attività artistica, professionale o d impresa, anche in forma associata o familiare; l attività da esercitare non costituisca, in nessun modo, mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, escluso il caso in cui tale attività costituisca un periodo di pratica obbligatoria ai fini dell esercizio dell arte / professione; qualora l attività sia il proseguimento di un attività esercitata da un altro soggetto, l ammontare dei ricavi / compensi del periodo d imposta precedente non sia superiore ai limiti di ricavi / compensi previsti per il regime forfetario. Entrata ed uscita Diversamente dal regime dei minimi, nel caso di mancato rispetto delle condizioni di applicazione non viene prevista alcuna ipotesi di immediata fuoriuscita dal regime (come invece avviene in riferimento al regime dei minimi, qualora il contribuente producesse ricavi o compensi superando il massimale di almeno il 50%). Al venir meno delle condizioni che consentono l applicazione del regime, il contribuente, dall anno successivo, applica il regime ordinario, potendo successivamente ritornare al regime forfetario, ovviamente se rispetta nuovamente i parametri stabiliti. Va rilevato, nuovamente, che il regime forfetario costituisce il regime naturale che sarà applicato a partire dal 2015, se sono rispettate le condizioni nel 2014 di cui sopra e non si verificano le fattispecie di esclusione nel Naturalmente è possibile non applicare il regime in esame esercitando l opzione per il regime ordinario ai fini IVA e redditi con una opzione che, tuttavia, è vincolante per almeno un triennio e si estende successivamente di anno in anno. L opzione andrà comunicata nella dichiarazione annuale relativa all anno in cui è operata la scelta. In riferimento alle regole di passaggio, si segnalano le seguenti problematiche: in materia IVA, il passaggio dal regime ordinario al forfettario comporta la rettifica della detrazione a sfavore del contribuente. Viceversa, nel caso di uscita dal regime forfettario la rettifica è a favore del contribuente; 9

10 OSSERVA Le regole di passaggio, così come per il regime dei minimi, sono applicabili in relazione al regime di provenienza. Dunque, le disposizioni in materia di rettifica della detrazione IVA si applicheranno in caso di passaggio dal regime ordinario IVA a quello forfetario ma non nel passaggio dal regime dei minimi al regime forfetario in quanto non si verifica alcun mutamento di regime. in materia di imposte dirette, il passaggio al regime forfettario comporta, in ogni caso, l applicazione delle disposizioni che prevedono la tassazione o la deduzione di componenti positivi o negativi di reddito prodotto negli anni precedenti. In particolare, I componenti positivi e negativi di reddito riferiti ad anni precedenti a quello da cui ha effetto il regime forfetario, la cui tassazione o deduzione è stata rinviata in conformità alle disposizioni del [TUIR] che dispongono o consentono il rinvio, partecipano per le quote residue alla formazione del reddito dell esercizio precedente a quello di efficacia del predetto regime. Analoghe disposizioni si applicano ai fini della determinazione del valore della produzione netta. Dunque, nell ultimo anno prima dell ingresso nel nuovo regime forfetario, si dovranno far concorrere al reddito, ad esempio, le quote di manutenzione e riparazione eccedenti il 5%, le plusvalenze rateizza ecc. OSSERVA In riferimento alle plusvalenze, per i beni acquistati prima dell ingresso nel regime forfetario e ceduti dopo la fuoriuscita, si assume come costo non ammortizzato quello risultante alla fine dell esercizio precedente a quello dal quale decorre il regime. Per i beni acquistati nel corso del regime forfetario e ceduti dopo la fuoriuscita dal regime si assume come costo non ammortizzato il prezzo di acquisto. 10

11 In riferimento alla disciplina IVA, si deve precisare che la soglia di reddito ai fini dell inclusione nel regime potrebbe essere sufficiente per garantire l ingresso ma, a parità quantitativa, insufficiente per il mantenimento dei requisiti. Per effetto del passaggio da regime IVA all esclusione dall imposta prevista dal regime forfettario, il limite di reddito per accedere al regime viene incrementato notevolmente (del 22% se i prezzi praticati sono identici dopo l ingresso al regime, qualora ovviamente si applichi l aliquota ordinaria). Quindi: il contribuente che vuole accedere al regime non dovrà considerare l importo richiesto a titolo di rivalsa IVA per la determinazione del reddito-soglia; il contribuente che già ha avuto accesso e intende mantenere il regime forfettario deve considerare, quale reddito imponibile, l intero importo fatturato (non applicandosi l IVA, deve essere considerato tutto l importo addebitato in fattura); qualora il contribuente abbia mantenuto lo stesso volume d affari e gli stessi prezzi (anche non applicando più l IVA dopo l ingresso al regime), potrebbe verificarsi la possibilità che il reddito dichiarato sia troppo alto per mantenere il regime agevolato. Un contribuente, applicando il regime ordinario, effettua 190 prestazioni per un importo di 100 euro + IVA al 22%. Considerando che il reddito soglia per l accesso al regime è pari a euro e che il contribuente ha un reddito di euro, l anno successivo decide di accedere al nuovo regime forfettario. Il contribuente, pur mantenendo lo stesso volume d affari (e praticando un prezzo di 122 euro, questa volta senza applicazione dell IVA) si trova l anno successivo a dover disapplicare il regime in quanto il reddito di riferimento ora è pari a 122*190 = euro. Dopo il primo anno, quindi, il contribuente si vede costretto a rinunciare al regime forfettario. Qualora, invece, il contribuente decida di praticare un prezzo di 105 euro, il reddito totale sarebbe pari a 105*190 = euro e quindi potrebbe accedere anche per il secondo anno al nuovo regime. 11

12 Regime contributivo Il nuovo regime forfettario prevede l applicazione di un regime contributivo ad hoc, sulla base del quale i contribuenti potranno derogare il minimale contributivo previsto dalla legge n. 233/90. Pertanto, i contribuenti iscritti alla gestione IVS artigiani e commercianti non dovranno versare i contributi sul reddito minimale ma solo sul reddito effettivo (o meglio, il reddito risultante per effetto dell applicazione dei coefficienti di redditività previsti dal ddl stabilità 2015). L applicazione del regime contributivo agevolato non è automatica: gli interessati dovranno provvedere entro il dell anno di decorrenza dell agevolazione contributiva a presentare una comunicazione telematica all INPS. In contropartita, coloro che accedono al regime agevolato non possono beneficiare della riduzione di aliquota prevista per i collaboratori di età inferiore a 21 anni, né la riduzione alla metà per i contribuenti ultra 65enni. REGIME CONTRIBUTIVO AGEVOLATO Caratteristiche Disapplicazione del minimale contributivo. Disapplicazione delle riduzioni per i giovani. Disapplicazione della riduzione per i contribuenti ultra 65enni. Va rilevato che al venir meno del regime forfetario, si decade anche dal regime agevolato contributivo e non è più possibile accedervi nuovamente, anche se risulta possibile, come detto, rientrare nel regime forfetario. Ed, inoltre, in caso di sussistenza della cause di fuoriuscita dal regime forfetario dall anno successivo, il regime agevolato contributivo viene meno dall anno stesso. Il passaggio Come anticipato in premessa, l introduzione di tale nuovo regime prevede l abrogazione di alcune agevolazioni previste dal nostro ordinamento. Ci si riferisce, in particolare, al nuovo regime dei minimi, al regime delle nuove iniziative ed al regime contabile agevolato. Secondo le disposizioni transitorie previste dalla legge di stabilità 2015, i contribuenti che rientrano al nell ambito di applicazione di tali regimi hanno a disposizione le seguenti opzioni: Minimi (art.27, comma 1 e 2, DL n.98/2011) Se si rispettano i requisiti, si può rientrare nel nuovo regime forfettario. Si può applicare il regime dei minimi fino a scadenza del 12

13 periodo agevolato (quinquennio o raggiungimento dei 35 anni). Si può applicare il regime ordinario. Regime delle nuove iniziative (art.13,legge 388/2000) Se si rispettano i requisiti, si può rientrare nel nuovo regime forfettario. Se si possiedono i requisiti per l applicazione del nuovo regime forfettario, si può applicare l agevolazione prevista per le nuove attività, ossia l abbattimento di un terzo del reddito imponibile fino al completamento del triennio agevolato. Si può applicare il regime ordinario. Regime contabile agevolato (art.27, comma 3, DL n.98/2011) Se si rispettano i requisiti, si può rientrare nel nuovo regime forfettario. Si può applicare il regime ordinario. FINO AL DAL 2015 Regime delle nuove iniziative Regime contabile agevolato NUOVO REGIME FORFETTARIO o REGIME ORDINARIO Regime dei minimi (Possibilità di prosecuzione) e la convenienza In riferimento alla possibilità di scelta che si pone ai contribuenti tra regime dei minimi e nuovo regime forfettario (da effettuare entro la fine dell anno), bisogna considerare una serie di fattori, tra cui la differenza di aliquota d imposta, le spese sostenute e il coefficiente di redditività applicabile. In via generale, considerate le disposizioni appena illustrate, si deve considerare il regime dei minimi tendenzialmente più conveniente rispetto al nuovo regime forfettario. Anche qualora il contribuente minimo sostenga meno spese di quelle determinate forfettariamente a favore del contribuente che applica il 13

14 nuovo regime, l aliquota d imposta risulta in ogni caso triplicata per il nuovo regime. Un contribuente intermediario del commercio ha un reddito annuo di euro. La situazione reddituale del contribuente è la seguente: Compensi Spese 500 Altri redditi Contributi Confrontando i due regimi applicabili si ha il seguente risultato: Regime dei minimi Regime forfettario Reddito da lavoro autonomo Coefficiente 62% Spese e contributi Reddito imponibile Aliquota 5% 15% Imposta Un contribuente che si occupa di costruzioni e attività immobiliari ha un reddito annuo di euro. La situazione reddituale del contribuente è la seguente: Compensi Spese

15 Altri redditi Contributi Confrontando i due regimi applicabili si ha il seguente risultato: Regime dei minimi Regime forfettario Reddito da lavoro autonomo Coefficiente 86% Spese e contributi Reddito imponibile Aliquota 5% 15% Imposta Anche considerando una situazione ipotetica in cui il contribuente non ha sostenuto spese, risulta in ogni caso più conveniente il regime dei minimi. Regime dei minimi Regime forfettario Reddito da lavoro autonomo Spese e contributi Coefficiente 86% Reddito imponibile Aliquota 5% 15% Imposta 600 (+906) In riferimento alla scelta tra regime forfettario e regime ordinario, invece, risulta preferibile considerato l alto livello di tassazione previsto per il secondo regime il nuovo regime forfettario. Come anticipato sopra, ai fini della valutazione dei regimi fiscali applicabili bisogna tenere in considerazione se il prezzo praticato durante il regime comprenda o meno l importo che prima veniva 15

16 richiesto a titolo di rivalsa IVA. In via generale, si deve considerare più vantaggiosa l applicazione del regime agevolato. Un contribuente che svolge attività professionale si trova nella seguente posizione (si ipotizza IRAP azzerata per deduzioni): Compensi Spese Contributi Addizionale regionale 1,23% Addizionale comunale 0,5% IVA debito IVA credito 360 IVA dovuta Regime ordinario Regime forfettario Reddito da lavoro autonomo Coefficiente 78% Spese Contributi Reddito imponibile Aliquota 23% 15% Imposta Addizionali 173 TOTALE (+535) IVA netta incamerata (+2.420) 0 16

17 Un contribuente che gestisce un bar si trova nella seguente posizione (si ipotizza IRAP azzerata per deduzioni): Compensi Spese Contributi Addizionale regionale 1,23% Addizionale comunale 0,5% IVA debito IVA credito IVA dovuta Regime ordinario Regime forfettario Reddito da lavoro autonomo Coefficiente 40% Spese contributi Reddito imponibile Aliquota 23% 15% Imposta addizionali 251 TOTALE (+1.831) IVA netta incamerata (+1.800) Lo Studio rimane a disposizione per ogni ulteriore chiarimento e approfondimento di Vostro interesse. Cordiali saluti 17

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