UNIVERSITA DEGLI STUDI DI CAMERINO FACOLTA DI MEDICINA VETERINARIA Corso di Laurea in Medicina Veterinaria Dipartimento di Scienze Veterinarie

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1 UNIVERSITA DEGLI STUDI DI CAMERINO FACOLTA DI MEDICINA VETERINARIA Corso di Laurea in Medicina Veterinaria Dipartimento di Scienze Veterinarie TESI DI LAUREA IN ZOOTECNICA GENERALE E MIGLIORAMENTO GENETICO AGR 17 INDAGINE ZOOTECNICA IN UN AREA DEL PARCO NAZIONALE DEI MONTI SIBILLINI Tesi sperimentale Laureanda Relatore Orazi Noemi Prof. Renieri Carlo ANNO ACCADEMICO 2000/2001 1

2 Relazione sintetica INDAGINE ZOOTECNICA IN UN AREA DEL PARCO NAZIONALE DEI MONTI SIBILLINI Tesi sperimentale Finalità del lavoro: Questa tesi è rivolta alla conoscenza del patrimonio Zootecnico di un'area del Parco Nazionale dei Monti Sibillini. L'area che è stata scelta nel mio studio è costituita dai Comuni della Provincia di Macerata all'interno dell'area protetta. La superficie analizzata è di ha sui del Parco, con abitanti con densità per ettaro di 0.09 abitanti. La ricerca è stata effettuata nell'arco dell'anno 2001,da cui sono stati presi anche i dati anagrafici nei Comuni esaminati. Sapere quali e quanti sono gli animali che si allevano. Come sono strutturati gli allevamenti. Se gli animali sono tutti censiti o no. Conoscere la densità per ettaro. Fare un raffronto tra gli animali che esistono in questo territorio e quelli che venivano allevati negli anni passati. Per effettuare ciò, mi sono munita di un questionario da porre agli allevatori recandomi di persona in ogni allevamento e controllando che quello che mi veniva detto corrispondesse alla realtà. Ho raggiunto gli allevatori nelle loro stalle ed i transumanti in montagna nelle loro zone di pascolo. 2

3 I Risultati: La numerosità totale dell'area analizzata è rappresentata da Ovini e Galline ovaiole per un 95%. Scende all'1,70% l'allevamento Bovino All'1,24% per i Conigli All'0,90% dei Cavalli All'0,52% delle Capre Fino a percentuali bassissime di Polli, Suini ed Asini Densità per ettaro: Nell'area campionata per un totale di , l'area adibita a pascolo è di ha , questo dato è stato estrapolato togliendo le aree boschive, i fossi, i fumi e le aree urbanizzate. Sono stati lasciati i pascoli di alta montagna ed i campi coltivati a fieno che vengono utilizzati come pascolo in autunno e primavera. Il totale degli animali che utilizzano questi pascoli è di La densità normalizzata in (UBA/ha) 0,34. L'UBA è un dato che serve a normalizzare i nisultatiju13a corrisponde ad un Bovino o un Cavallo,a 5 pecore 3 suini. Per cui il totale di capi normalizzata in UBA corrisponde a 3.473,5. Tra i comuni analizzati non esistono differenze significative, tra quantità e qualità di animali allevati, di conseguenza anche la densità è pressoché uguale. Specializzazione dell'allevatore: La razza più allevata è l'ovina con 22 allevatori. 3

4 Seguono in ordine: Allevatori di bovini 6 Allevatori di Cavalli 3 Allevatori di Api 2 Allevatori di Conigli,Capre e Galline 1 Allevatori misti 2 Tra gli allevatori policolturali le combinazioni sono diverse. Per il 28% si allevano Ovini e Cavalli. Per il 19% si allevano Ovini e Bovini. Per il 14% si allevano Bovini e Cavalli. Per il 9% si allevano Ovini e Caprini. Seguono al 5% Ovini,Cavalli,Asini Ovini,Caprini,Api Ovini,Cavalli,Bovini Ovini,Caprini,Bovini e Cavalli Conigli, Polli, Suini. Razze Negli Ovini ho trovato un 71% di razze meticcie principalmente ad attitudine latte e 29% iscritte. Nei Bovini si ha un 36% di bestiame iscritto e 64% Meticcia. Nei Cavalli il 3 1 % è iscritto ed il restante 69% è meticcia. Capre ed Asini tutti meticci. 4

5 Situazione Etnozootecnica: Tra gli Ovini di razza troviamo al primo posto la Sarda, seguita dalla Comisana e dalla Massese, la loro specializzazione è la produzione di latte. I Bovini di razza sono la Marchigiana e i Cavalli è Il T PR (Tiro Pesante Rapido), la loro specializzazione è la produzione di carne. Sistemi di allevamento: Tra gli allevatori 40 hanno una stalla privata ed 11 le stalle Comunitarie. L'allevamento è effettuato allo stato Semi-brado da 3 allevatori, Stato Brado 8 e a stabulazione fissa 3. In riguardo all'alimentazione praticata negli erbivori, 58 allevatori fanno uso di fieno 31(53%) lo producono per conto loro 15(26%) lo comprano in parte 12 (21%) lo comprano tutto all'esterno del Parco 18 (39%) Allevatori sfalciano terreni di proprietà 24 (52%) Allevatori che hanno terreni in parte in affitto 4 (9%) Allevatori che hanno solo terreni in affitto. Per quanto riguarda l'attrezzature 38 sono proprietari dell'attrezzatura completa, mentre 8 solo in parte. La rarefazione Zootecnica dell'area considerata può essere facilmente dedotta confrontando i dati relativi ad epoche diverse nei vari Comuni analizzati. Riguardo al Comune di Ussita, per il quale i dati sono particolarmente ben documentati,vediamo che nel 1881 la numerosità annua animale era di capi nel capi, la differenza è di

6 Un'analisi più recente è stata effettuata nel Comune di Castelsantangelo sul Nera. Il numero totale degli animali è scesa dai del 1955 ai nel 1977 per attestarsi agli attuali (2001). La popolazione residente è passata, negli stessi periodi,da a 556 per attestarsi ora su 382. La percentuale degli animali in rapporto alle specie allevate è rimasta pressoché invariata,nonostante il calo demografico. Alcune specie come Muli e Suini sono scomparse, mentre altre come Cavalli e Capre hanno presentato un leggero incremento. CONCLUSIONI Ci troviamo di fronte ad una rarefazione zootecnica cospicua ed allarmante: Il numero degli ovini che vengono allevati nel Parco sono il 10% di quelli che venivano allevati nel La densità animale è dello 0,24(UBA/ha) per cui un quarto di animale per ettaro di pascolo. Questo ci fa capire come i pascoli, specialmente quelli di alta quota siano usati inadeguatamente CONSIDERAZIONI PERSONALI. La popolazione zootecnica nell'area da me analizzata del Parco Nazionale dei Monti Sibillini potrebbe essere incrementata senza recare danno alcuno alla attuale morfologia del paesaggio. 6

7 Anzi si potrebbe pensare ad un loro utilizzo per migliorare i pascoli rendendo i terreni più fertili, ed incrementando anche la vita degli animali selvatici. Facciamo un esempio, dove stazzano le pecore aumentano gli insetti, di conseguenza gli uccelli che se ne nutrono, aumentano i roditori e di conseguenza i rapaci che si nutrono di loro. Il terreno più fertile dà la possibilità a più qualità di erbe di sussistere, anche incrementate dalla presenza di semi con le deiezioni animali. Introdurre animali in via di estinzione come gli Asini che mangiano le più svariate erbe e cardi che stanno infestando i prati. Orazi Dott. Noemi Medico Veterinario. 7

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