Progetto per il centenario della Prima Guerra Mondiale

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1 COMUN GENERAL DE FASCIA PROVINCIA DI TRENTO COMUN GENERAL DE FASCIA PROVINZIA DE TRENT Strada di Pré de gejia, POZZA DI FASSA/POZA (Trento) Tel Fax C.F P.IVA Internet: - Progetto per il centenario della Prima Guerra Mondiale

2 INDICE 1. PREMESSA p INTERVENTI SULLE INFRASTRUTTURE p EVENTI CULTURALI p UN ARCHIVIO BASE VIA WEB p PROMOZIONE TURISTICA E DIDATTICA p PRIORITÀ p BIBLIOGRAFIA p ALLEGATI p. 27 2

3 1. PREMESSA Sarebbe riduttivo, in questa sede, presentare un mero resoconto degli eventi bellici, che hanno trascinato il territorio della Val di Fassa nel turbinio della guerra. Un'imponente linea di confine tra l'austria e l'italia correva lungo i ripidi versanti delle Dolomiti, un conflitto combattuto in alta quota, un gioco architettonico di postazioni e di trincee, culminato nell'abile e impressionante costruzione della Città di Ghiaccio sulla Marmolada. Militari impegnati a combattere sul fronte, non solo verso gli altri soldati, ma contro il freddo, la fame, la morte. La celebrazione del Centenario vuole essere un monito a ricordare quell'evento eccezionale, testificando attraverso i manufatti e le memorie lasciate dai soldati, gli aspetti strategici e devastanti della grande guerra. I progetti e le idee spiegate in seguito non vogliono valorizzare le vestigia belliche solo in un'ottica turistica, ma soprattutto in una prospettiva formativa e culturale, al fine di trasmetterne il loro intrinseco valore storico. 2. INTERVENTI SULLE INFRASTRUTTURE COMUNE DI MOENA Gli interventi proposti in seguito, volti al ripristino dell'ospizio di San Pellegrino e all'installazione presso la Ciasa Tòfol di Moena della collezione inerente alla grande guerra conservata presso l'archivio del Museo Ladin de Fascia, vanno letti come un progetto organico. Infatti, la necessità di illustrare ogni punto separatamente, non deve distogliere l'attenzione del lettore dallo scopo principale del progetto: la volontà di creare una sorta di percorso unificato sui diversi spazi espositivi presenti in Valle. A questo punto è d'obbligo richiamare l'attenzione anche sull'associazione Sul fronte dei ricordi di Moena, in quanto il Museo della guerra di Someda, da essa fondato, potrebbe diventare parte integrante del percorso prima citato. Proprio lo spazio di Ciasa Tòfol potrebbe fungere, all interno del progetto, da punto nevralgico, dal quale fare dunque scaturire, mediante uno studio idoneo, una rete unificata di percorsi sul territorio. 1. Ospizio di San Pellegrino L'antico ospizio di San Pellegrino venne fondato nel 1358 dalla Regola di Moena per volontà di Frate Gualtiero della confraternita dei frati bianchi di San Pellegrino in Alpe; nel 1420, con la soppressione dell'ordine dei frati, la gestione della struttura venne affidata alla Regola di Moena. Con l'avvento della Prima Guerra mondiale l'ospizio venne bruciato dall'armata austriaca; ricostruito poco dopo la fine del conflitto, già nel 1924 divenne un luogo fruibile. Purtroppo, da diversi anni, la struttura staziona in uno stato d'abbandono meritevole di rifacimento Il Comune di Moena ha proposto il seguente intervento, suddividendo la struttura in due spazi, uno adibito a hospitale e uno a luogo culturale: 3

4 LO SPAZIO HOSPITALE LO SPAZIO CULTURALE - le camere, i cameroni - il museo della guerra - la cucina e la sala da pranzo - le mostre temporanee - il lager, rifugio gratuito - gli spazi per la didattica - il bar - l'appartamento per il gestore - lo spazio per la Croce Rossa - lo spazio multifunzionale per gli sportivi La stima dell'intervento ammonta a L'Istitut Cultural Ladin ha ipotizzato una seconda possibilità di riutilizzo dell'edificio: pur mantenendo l'idea di destinare il primo spazio a hospitale, ha pensato di designare il secondo a centro visite, sollecitando, in particolare per i percorsi e le attività didattiche, la partecipazione del Museo Ladin de Fascia, del Museo Geologico di Predazzo e dell'associazione Sul fronte dei Ricordi di Moena. CENTRO VISITE: STRUTTURA ESPOSITIVA E INFORMATIVA PER L'ESPLORAZIONE DEL TERRITORIO TEMATICHE ESPO/INFO VISITE A RIMANDI A - storia le antiche vie e l'ospizio storie di confini il fronte della Grande Guerra chiesetta cippi confinari luoghi del fronte Museo Ladin de Fascia/ Associazione Sul fronte dei ricordi - ambiente geologia flora e fauna alpina territorio territorio Museo Geologico di Predazzo - cultura leggende dolomitiche la malga alpina malga comunale Museo Ladin de Fascia 2. Sezione Museo Ladino La Grande Guerra, Moena: Ciasa Tòfol Il Museo Ladin de Fascia conserva all'interno del proprio archivio un'importante raccolta di oggetti relativi alla Prima Guerra Mondiale, provenienti in misura maggiore dal territorio di Moena, nello 4

5 specifico dalla collezione Simonetti Federspiel. L'intera raccolta si compone di circa pezzi, accuratamente schedati mediante un adeguato software di catalogazione. L'Istitut Cultural Ladin propone di collocare la collezione presso la Ciasa Tòfol di Moena, destinando l'edificio alla funzione di: centro anziani, struttura sociale - ricreativa sezione del Museo Ladin de Fascia La Grande Guerra La proposta di installare il museo a Moena è legata alle seguenti motivazioni: provenienza di gran parte della collezione dal territorio di Moena attiva presenza dell'associazione Sul fronte dei ricordi, che potrebbe eventualmente far confluire nella nuova mostra anche l attuale Museo di Someda vicinanza al Passo San Pellegrino, quindi ai 7 anelli storici La collocazione si dimostra notevolmente strategica: per la posizione centrale, quindi per la contiguità con l'uffico APT, con il Teatro Navalge e con l'ampio parcheggio per la vicinanza al Passo San Pellegrino per la presenza del centro anziani, i quali potrebbero fungere da supporto ai visitatori e custodire le stanze museali 3. A nord di Fango recupero e restauro conservativo dei ruderi dell'osservatorio austroungarico delle Zigolade (edificio e galleria in roccia) La proposta di intervento è volta al recupero di un edificio in muratura (pietra/cemento), che venne utilizzato dagli austriaci come punto di osservazione, e di una galleria in roccia. I siti sono dislocati sul versante occidentale di uno sperone roccioso, il quale sovrasta quelle che furono le postazioni di difesa austriache di Fango. L'edificio (composto da tre sale che in totale misurano 24x4 m.) e la galleria (lunga m.), a causa dello stato di degrado, dovuto al trascorrere del tempo, ma in misura maggiore dalle difficili condizioni climatiche, necessitano di urgenti lavori di recupero. L'intervento prevede una fase preliminare conoscitiva, alla quale farà seguito uno stadio progettuale, volto al recupero dei beni. 2.1 Fase preliminare conoscitiva: ricerca storica, per interpretare al meglio le funzionalità originali dell'edificio rilievo strumentale e fotografico 2.2 Fase progettuale e lavori di recupero dell'edificio: consolidamento delle murature dell'edificio mediante tecniche e materiali che permettano la conservazione originale del sito ricostruzione delle murature utilizzando le stesse pietre crollate asportazione del materiale crollato nell'edificio, conseguente analisi dei frammenti, al fine di eludere la perdita di testimonianze belliche 5

6 asportazione della vegetazione che è cresciuta all'interno dell'edificio valutazione della proposta di realizzare una copertura (ad esempio un tetto in legno) almeno per una delle tre stanze dell'edificio 2.3 Fase progettuale e lavori di recupero della galleria: verifica della stabilità della roccia, ed eventuale previsione di sostegno o rimozione delle parti instabili collocazione, al termine della galleria, quindi nel punto più suggestivo, di una fotografia panoramica con la toponomastica, situata su di un sostegno a leggio in corten studio di un'opportuna segnaletica e di essenziali pannelli esplicativi La stima dell'intervento, considerando anche che la zona non è raggiungibile da nessun mezzo, ad esclusione dell'elicottero, ammonta a ,00 4. Recupero dei manufatti nei pressi del Doss di Colvere (a sud di Fango) L'intervento, volto al ripristino di alcune postazioni belliche situate sul versante nord di col di Colvere, ha come scopo la realizzazione di un piccolo percorso escursionistico. Considerando la folta vegetazione che circonda i siti, e tenendo conto dei continui crolli dei materiali, è auspicabile un'azione di recupero a breve termine, onde evitare l'ulteriore degrado di questi importanti manufatti storici, e un eccessivo aumento dei costi di recupero. L'intervento prevede una fase preliminare conoscitiva, alla quale farà seguito uno stadio progettuale, volto al recupero dei beni. 3.1 Fase preliminare conoscitiva: ricerca storica, per interpretare al meglio le funzionalità originali dell'edificio rilievo strumentale e fotografico 3.2 Fase progettuale e lavori di recupero dei manufatti: rimozione del materiale crollato, ripristino delle vestigia di due cannoniere situate vicino a Malga Colvere rimozione del materiale crollato, ripristino delle postazioni di osservazione e artiglieria in roccia rimozione della vegetazione dalle feritoie e delle bocche rimozione della vegetazione antistante i siti, al fine di rendere accessibile alla vista il panorama di San Pellegrino studio di un'opportuna segnaletica con essenziali pannelli esplicativi La stima dell'intervento ammonta a ,00 6

7 5. Recupero e manutenzione straordinaria dei manufatti e postazioni belliche lungo i 7 itinerari storici attualmente esistenti Il Comune di Moena assieme all'associazione storica Sul fronte dei ricordi ripristinò e propose, nei primi anni del 2000, sette differenti itinerari storici che, ripercorrendo ed illustrando i luoghi del conflitto, soddisfano, nelle loro svariate configurazioni, diverse tipologie di escursionisti. Attualmente i percorsi si articolano in: Itinerario 1: Museo, Finestrola e Forte Someda. Il percorso permette di visitare la Mostra-Museo di Someda, che espone numerosi reperti relativi alla Prima Guerra Mondiale; la località Finestrola, dove si può esplorare una caverna munita di feritoia per fucili o mitragliatrice, e i resti del Forte. Itinerario 2: Fango-Galleria di Ricoleta. Il percorso si compone dei resti delle trincee relative alla seconda linea difensiva austriaca, inoltre è visibile anche una galleria riferibile alla prima linea. Itinerario 3: Anelli sui pascoli della Campagnacia. Il percorso propone un labirinto di trincee e mulattiere parzialmente conservate. Itinerario 4: Alta via dei Monzoni. Il percorso presenta numerosi residui bellici quali ricoveri, cannoniere, trincee, fondamenta di baracca, strutture in ferro infisse nella roccia, i ruderi dell'osservatorio delle Zigolade. Itinerario 5: Alta via Creste Costabella. Il percorso, arricchito da caverne, trincee, postazioni e fondamenta di baracche, è contrassegnato all'inizio dalla camerata austriaca dei Kaiserschützen, mentre alla fine dalla preziosa mostra Guerra alla Guerra. Itinerario 6: Col Margherita-Alta Via della Mariota. Il percorso si articola in numerose gallerie ben conservate. Itinerario 7: Lusia-Gronton. Cima Bocche. Il percorso è caratterizzato da trincee, postazioni, scalinate e fondamenta di baracche. Nonostante i lavori di recupero e di ordinaria manutenzione, il trascorrere del tempo ha inevitabilmente causato il parziale degrado dei manufatti storici, per i quali in breve si richiedono i seguenti interventi: rilievo strumentale e fotografico rimozione della vegetazione d'alto fusto cresciuta all'interno di alcuni resti di baracche rimozione del materiale crollato all'interno dei manufatti recupero dei nuovi manufatti rinvenuti, al fine di inserirli all'interno dei percorsi necessità di mettere a sicurezza i diversi siti studio di un'opportuna segnaletica e di essenziali pannelli esplicativi La stima degli 'interventi ammonta a ,00 7

8 6. Censimento e rilevamento delle opere belliche sul territorio secondo le linee guida dettate dal Servizio della Soprintendenza per i Beni Architettonici Il Parco Naturale di Paneveggio Pale di San Martino ha proposto al Comune di Moena, membro dello stesso, un censimento delle opere belliche costruite durante la Prima Guerra Mondiale attorno ai 7 anelli storici prima citati. L'intervento prevede: raccolta di dati storici concernente il territorio da censire attenta ricerca dell'esistente in loco rilievo strumentale e fotografico dei manufatti mirata schedatura dei reperti storici La stima degli 'interventi ammonta a ,00 7. Il Forte di Someda Il Forte di Someda, presso San Pellegrino, è un'importante testimonianza storica che attesta, con la sua immensa mole, i segni lasciati dalla Prima Guerra Mondiale. Purtroppo, il bene, essendo di proprietà privata, è lasciato completamente al suo stato d'abbandono. Considerando la situazione, per il Forte non è stato avanzato alcun progetto volto al recupero dello stesso, tuttavia in questa sede è quasi d'obbligo segnalare la circostanza, auspicando un meritevole intervento di recupero e di conservazione. COMUNE DI SORAGA 8. Recupero e manutenzione di una strada militare, presso la località Fuciade Nei pressi della località Fuciade è tuttora visibile quel che resta di un sentiero militare ciottolato. La via, lasciata completamente al suo stato di abbandono, avrebbe bisogno di essere ripristinata e valorizzata, per renderla maggiormente percorribile, non solo dagli appassionati della guerra, ma dai numerosi turisti che durante l'anno raggiungono gli splendidi posti di Fuciade. L'intervento prevede: rilievo strumentale e fotografico pulizia del percorso intervento di ripristino e manutenzione realizzazione di segnaletica direzionale e descrittiva 9. Cimitero Code In tempo di guerra, presso la località Fuciade, alla sinistra dell'inizio della strada Code, venne edificato un cimitero militare. Attualmente non esistono sufficienti testimonianze documentabili e 8

9 mancano dei residui di materiali costruttivi che permettano una qualche ricostruzione storica. Sarebbe interessante approfondire la circostanza. L'intervento prevede: un'attenta ricerca d'archivio un sopralluogo un'indagine del terreno per valutare se vi è la possibilità di recuperare, anche mediante scavo, qualche testimonianza storica 10. Recupero baracche Baic de Cela, località Soraga Nel Comune di Soraga, sotto la zona Palua, sono visibili dei residui di alcune baracche, Baic de Cela, costruite dalla popolazione locale durante il periodo del primo conflitto. In sintesi, la funzione era quella di nascondere il bestiame dai soldati, onde evitare la detrazione dello stesso. Si potrebbe azzardare un recupero delle strutture, sia a scopo didattico/divulgativo, sia per evitare la completa estinzione di queste testimonianze. L'intervento prevede: un approfondimento storico e documentativo rilievo strumentale e fotografico pulizia dall'area della vegetazione intervento di ricostruzione realizzazione di segnaletica direzionale e descrittiva COMUNE DI POZZA 11. Recupero di due cippi commemorativi nella Valle San Nicolò La Val San Nicolò rivestì una funzione strategica durante la Prima Guerra Mondiale, in quanto sul territorio vi erano dislocati i numerosi accampamenti delle riserve austriache e le stazioni delle teleferiche che fornivano le postazioni situate sul Costabella. In corrispondenza del villaggio di baracche austriaco, in ricordo dei comandanti di questo settore e dei caduti, furono eretti due cippi commemorativi. Nel 1988 la compagnia degli Schützen restaurò i due monumenti, ma, inevitabilmente, il trascorrere del tempo ha causato un deterioramento delle parti che costituiscono i manufatti. Alcune parti risultano mancanti, le incisioni, oltre a non essere più chiaramente leggibili, in certe zone sono state ripassate con il pennarello. Inoltre, la struttura dei cippi, che richiama quella di una piccola montagnola, viene spiacevolmente scambiata dai bambini come un divertimento: un masso da scalare. L'intervento prevede: intervento di ripristino e di manutenzione dei cippi ricostruzione di due piccole cortine, poste a protezione dei monumenti posa della segnaletica e dei pannelli esplicativi 9

10 COMUNE DI CAMPITELLO 12. Risanamento conservativo del Casino del Bersaglio comunale Non si sa con esattezza l'anno in cui venne costruito il Casino del Bersaglio comunale, tuttavia alcune storiche fotografie, di Franz Dantone Pascalin, permettono di collocare l'edificazione in un arco temporale che spazia dal 1890 al Probabilmente, la struttura aveva la funzione sia di postazione da tiro, sia di magazzino, ove venivano conservate le armi e i bersagli. Attualmente l'edificio è in disuso e in un evidente stato di degrado; circostanze che richiedono tempestivi lavori di consolidamento. L'obiettivo del risanamento è quello di realizzare all'interno della struttura un punto informativo sui siti della guerra, sui musei e sulle mostre tematiche, nonché sulle iniziative turistico/culturali, attinenti al tema del conflitto organizzate in Valle di Fassa. Potrebbe essere interessante creare all'interno del Casino un allestimento che associ una parte storica con una tecnologica: ad esempio, si potrebbero collocare accanto a delle fotografie storiche illustranti i luoghi del conflitto sul Fedaia e sul Passo San Pellegrino, degli schermi touchscreen che illustrino i posti attualmente visitabili. Questo, per avvalorare anche il fatto che tutta la Valle possa diventare, in occasione del Centenario, un unico intreccio di percorsi diversi. L'intervento prevede: pulitura e restauro non invasivo degli intonaci esterni, qualora possibile è preferibile il mantenimento dell'intonaco esistente rifacimento parziale del tetto, procedendo con la sostituzione dei travetti danneggiati e della lamiera con delle lastre in ardesia, già presenti su di una falda sostituzione degli infissi danneggiati sistemazione degli interni, mediante il restauro degli intonaci e del soppalco in legno e tramite la realizzazione della pavimentazione (ora non presente) studio dell'allestimento La stima degli interventi ammonta a ,00 COMUNE DI CANAZEI 13. Il Museo della Grande Guerra a Passo Fedaia Il Museo della Grande Guerra a Passo Fedaia è un museo di modeste dimensioni, allestito e curato dalla famiglia De Bernardin. Il materiale esposto è una fonte preziosa che ben documenta gli eventi della Prima Guerra in montagna. Nell'attesa del Centenario, il museo avrebbe bisogno di un potenziamento, considerando anche il reale successo turistico che vanta: circa visitatori nella sola stagione estiva. L'intervento prevede: l'ampliamento della superficie espositiva l'ammodernamento dei supporti espositivi la predisposizione di una sala multimediale la predisposizione di pannelli esplicativi 10

11 la predisposizione di un punto informativo che illustri i luoghi della grande guerra in Marmolada l'elaborazione di un adeguato software di catalogazione, per schedare opportunamente l'importante patrimonio conservato 14. Recupero e valorizzazione della Tricea del Nido (postazione bellica della Fedaia Occidentale) La Trincea del Nido è dislocata a pochi minuti dal Museo della Grande Guerra di Fedaia. La struttura è in un evidente stato di degrado, nonostante che nel corso del 2002 e del 2003 la Società Storica della Grande Guerra di Bolzano abbia intrapreso alcuni lavori di recupero. L'intervento prevede: approfondimento storico presso il Kriegsarchiv di Vienna, o presso altri archivi che conservano documenti militari, fotografie, cartine pulizia dell'area dalla vegetazione circostante ripulitura e ricostruzione della trincea, magari utilizzando la tecnica originale e le pietre crollate nella struttura nella trincea è presente una zona utilizzata come cucina da campo che merita di essere ripulita e restaurata posa della segnaletica e dei pannelli esplicativi 15. Parziale recupero de Il Ciamp de Stanzon (postazione bellica della zona a nord del Passo Fedaia) Il sito è raggiungibile dal Passo Fedaia seguendo a piedi la strada sterrata presente sopra la galleria. La zona è ricca di manufatti bellici quali: una complessa rete di trinceramenti punto di osservazione scavato in un blocco di roccia dai soldati italiani ad est, una postazione dotata da massicce mura di protezione poco lontano, il cippo confinario datato 1778 L'intervento prevede: pulizia dalla vegetazione circostante ripristino, ai fini turistici, di alcuni tratti di trincea posa della segnaletica posa di pannelli esplicativi 16. Sentiero divulgativo dalla zona del Col de Bous e del Gran Poz alla zona del Sass da le Doudesc e del Sass da le Undesc (postazione bellica sul versante nord del Fedaia) I siti non conservano importanti reperti bellici, ma durante il conflitto erano luoghi strategici e attivi: nella zona del Gran Poz erano dislocati vari baraccamenti e rappresentava uno dei più importanti centri di smistamento austriaci la zona del Sass da le Doudesc e del Sass da le Undesc è costellata dalle gallerie e dalle caverne delle postazioni la zona del Sass da le Doudesc presentava storicamente la Postazione D e la maggiore sede dei baraccamenti della Città di Ghiaccio 11

12 L'intervento prevede: la postazione di segnaletica, al fine di creare un itinerario sui sentieri della guerra la posa di pannelli esplicativi sugli avvenimenti della guerra che hanno trasformato quei luoghi 17. Valorizzazione del Museo della Grande Guerra in Marmolada Il Museo della Grande Guerra in Marmolada è collocato in un piano dell'edificio della stazione funiviaria di Forcella Serata. L'importanza del patrimonio esposto è notevole, tuttavia manca di un'adeguata valorizzazione, considerando, come per il museo del Passo Fedaia, l'abbondante numero di visitatori. L'intervento prevede: un possibile ampliamento della superficie espositiva la valorizzazione degli oggetti esposti mediante un ammodernamento delle strutture espositive la predisposizione di una piccola sala multimediale l'elaborazione di un adeguato software di catalogazione, per schedare opportunamente il patrimonio conservato 18. Recupero dei siti bellici nella zona della Serauta Forcella a Vu Il percorso che si sviluppa dalla cresta della Punta Serauta fino alla Forcella a Vu, per giungere alla Quota 3153, è quello che maggiormente attesta le testimonianze della guerra. Gli interventi prevedono: Il recupero di due gallerie situate nella spalla orientale della forcella, quella del cannone e quella dello scavo di mina, mediante: verifica delle condizioni dei manufatti rilievo strumentale e fotografico eventualmente recupero e restauro dei manufatti posa di segnaletica e di pannelli esplicativi Di ovviare al vano tentativo di recupero dei resti delle salme del gruppo di soldati del Tenente Flavio Rosso, mediante: l'allestimento di un cippo commemorativo, in onore dei caduti; tuttavia le modalità sono da definirsi Il recupero delle baracche per l'alloggiamento dei militari. Tenendo conto della precaria situazione di stabilità del sito, si propone di intervenire mediante: il coinvolgimento di enti specializzati nel restauro dei manufatti bellici, come ad esempio il Museo della Guerra di Rovereto 12

13 un'approfondita valutazione delle condizioni delle baracche programmazione delle azioni necessarie per il recupero delle baracche eventuale coinvolgimento delle guide alpine, al fine di pianificare il recupero nella maniera più idonea possibile 19. Valorizzazione dei siti bellici del Padon Nella zona Mesolina-Bivacco Bontadini sarebbe auspicabile intervenire mediante: rilievo strumentale e fotografico, al fine di delineare una mappatura completa dell'esistente pulizia dei trinceramenti predisposizione di un sistema di drenaggio, ove le trincee presentano delle infiltrazioni messa in sicurezza dei percorsi se possibile, allestimento di un impianto di illuminazione nelle trincee posa della segnaletica e dei pannelli esplicativi Nella zona denominata La Collinetta della Morte l'intervento prevede: rilievo strumentale e fotografico pulizia dalla vegetazione circostante controllo della sicurezza del sito Nella zona Bech de Mesdì, contrassegnata dai resti dei baraccamenti austriaci, l'intervento prevede: il coinvolgimento di uno storico o di un appassionato di reperti bellici, al fine di valutare le azioni necessarie per il ripristino del sito 20. Ripristino di alcuni siti bellici della zona del Contrìn Per alcune gallerie militari situate sul fianco del Col Ombert, l'intervento prevede: un sopralluogo per valutare la situazione conservativa eventuale ripristino, ai fini della visita, almeno di un tratto di trincea posa di segnaletica e di pannelli esplicativi Sulla cresta che separa il Ciamp da Mez dalla Val San Nicolò sono presenti, oltre ad una galleria agibile, anche alcuni residui murali bellici. L'intervento prevede: rilievo strumentale e fotografico recupero e consolidamento dei resti basali delle murature, al fine di evitare un ulteriore degrado realizzazione di una tabella esplicativa del sito Nella zona del Passo Pasché sono visibili una trincea e alcune strutture in muratura conservate relativamente bene. Tuttavia nel sito sono presenti anche dei resti di gallerie di roccia in parte franate. L'intervento prevede: rilievo strumentale e fotografico 13

14 se possibile, procedere con un'azione di recupero conservativo 1. Monumento commemorativo nella località Fango 3. EVENTI CELEBRATIVI E CULTURALI In memoria dei combattimenti avvenuti durante la Prima Guerra Mondiale sul Passo San Pellegrino, l'associazione d'arma Kaiserschützenbund TIROL 1921, grazie al presidente (Obmann) Hans-Peter Gärtner, ha espresso la sua disponibilità ad ubicare nella zona del Passo o del Fango un monumento commemorativo. La Dott.ssa Maria Piccolin, membro dell'associazione storica Sul fronte dei ricordi, avendo fatto da interprete e da intermediario per questa iniziativa, ha sottolineato che fino ad ora la proposta non ha avuto un riscontro positivo. Tuttavia, la celebrazione del Centenario potrebbe essere un'occasione singolare per concretizzare questo progetto. L'intervento prevede: l'approvazione comunale, essendo il suolo di proprietà del Comune di Moena il posizionamento dell'obelisco, che solitamente consta di un monumento in pietra bianca dell'altezza di m.1,50 circa, su cui possono venir fatte incidere alcune parole o frasi significative la continua collaborazione dell'associazione storica Sul fronte dei ricordi il coinvolgimento del Gruppo degli Alpini o degli Schützen Ladins de Fascia, al fine di promuovere la celebrazione a una sorta di monumento alla pace e simbolo di amicizia tra i popoli, nel segno dell'europa Unita 2. Uh sta guerra maledetta e bestia, spettacolo a cura dell'istitut Cultural Ladin Lo spettacolo Uh sta guerra maledetta e bestia, Pagine di soldati fassani dal fronte orientale e oltre ( ), memorie, suoni, immagini, è una piece teatrale ideata dal Direttore dell'icl Fabio Chiocchetti e allestita dalla compagnia I Amisc del teater di Moena e dalla Compagnia Zampanò di Trento. La rappresentazione, proposta nell'estate del 2004 per l'iniziativa Le Notti dei Musei, si sposa perfettamente con il programma previsto per la celebrazione del Centenario dalla Prima Guerra Mondiale. Infatti, la lettura dei testi tratti dalle memorie che i soldati di Moena spedirono dal fronte sovietico ai loro cari, assieme alla proiezione delle immagini di guerra e alla suggestione della musica, sono fattori che, inevitabilmente, trascinano idealmente il fruitore nel dramma vissuto dai soldati, spingendoli a riflettere sul ruolo della guerra. In sintesi l'iniziativa prevede: la disposizione di una sala teatrale l'accompagnamento musicale, coinvolgendo la Compagnia Zampanò il coinvolgimento della compagnia I Amisc del teater, per la lettura delle memorie La stima dell'iniziativa ammonta a circa

15 3. Aneta, spettacolo a cura dell'istitut Cultural Ladin L'Istitut Cultural Ladin propone la messa in scena dello spettacolo Aneta, un'opera lirica divisa in due atti e tredici scene, tratta dal romanzo di Franz Tumler Das Tal von Lausa und Duron. Il tema della guerra, del dolore, ma al tempo stesso della speranza, muove gli argomenti della tragedia, ambientata in una piccola comunità montana, che idealmente potrebbe corrispondere ad un paese della Val di Fassa (come, ad esempio, Penia). L'iniziativa abbraccia un ampio progetto: pensare ad una composizione dell'opera e alla sua messinscena in ladino, al fine di valorizzare e di offrire ai fruitori un'idea originale di utilizzo della lingua programmare una tournée teatrale che comprenda non solo il territorio della Val di Fassa, ma tutto il Trentino 4. Mostra inedita di lastre fotografiche relative alle Standschützen di Pozza L'idea, in previsione del Centenario, è quella di organizzare un percorso di mostre tematiche e itineranti: uno stesso allestimento potrebbe venir ospitato in diversi paesi della Val di Fassa, al fine di trasmettere ai turisti la conoscenza, e di invogliare la popolazione locale a contribuire, con il materiale che potrebbero serbare in casa, ad organizzare esclusive esposizioni o nuove pubblicazioni. L'Istitut Cultural Ladin conserva una raccolta inedita di lastre fotografiche relative agli Standschützen di Pozza; la circostanza è un buon proposito per l'allestimento di una mostra. L'iniziativa prevede: la collaborazione di studiosi, specializzati e competenti, in grado di interpretare i soggetti fotografici, quali ad esempio le divise degli Standschützen, gli stemmi... catalogazione specifica del materiale coinvolgimento anche di privati appassionati, disposti ad accrescere con il loro materiale l'esposizione, (ad esempio esaminando l'archivio della Frazion de Gries) predisposizione di uno spazio adeguato per l'esposizione, magari nel locale dell'istitut che normalmente viene adibito a delle mostre temporanee studio dell'allestimento per l'esposizione: sistema d'illuminazione, pannelli esplicativi, bacheche... acquisto degli elementi necessari per l'allestimento della mostra realizzazione del materiale pubblicitario 5. Mostra tematica con materiale documentario e fotografico offerto da privati Si propone l'allestimento di una mostra fotografica e documentaria sul tema della guerra, mediante l'esposizione di materiale concesso da privati. 15

16 L'iniziativa prevede: ricerca del materiale catalogazione del materiale predisposizione di un locale per l'esposizione studio dell'allestimento acquisto degli elementi necessari per l'allestimento della mostra promozione 6. Dalla Galizia al Ciaut de Ciasa Per rievocare la tragicità causata dalla guerra si propongono, nel periodo estivo, due serate tematiche in due luoghi suggestivi: l'una nei pressi del Forte di Someda, l'altra in una zona da destinarsi, che potrebbe essere ad esempio sul Passo San Pellegrino, aspro luogo di combattimenti e di ricordi. La manifestazione in sintesi prevede: la lettura delle memorie da parte di Stefano Dellantonio, Marco Soraperra e Marianna Romanin la partecipazione musicale predisposizione di un sistema di illuminazione allestimento di un palcoscenico organizzazione delle sedute per i fruitori 7. Incontri a tema Per il Centenario sarebbe formativo organizzare una serie di incontri con storici o ricercatori, ad esempio: serate tematiche con la la Dott.ssa Maria Piccolin che potrebbe proiettare delle immagini relative alla grande guerra rinvenute durante il lavoro di ricerca per la stesura del volume M. Piccolin, Per no desmentièr...gardolo 2007 presentazione della Grande Guerra combattuta sulla Marmolada, con il coinvolgimento di Andrea De Bernardin, curatore del Museo della Grande Guerra sito al Passo Fedaia, il quale, considerando anche i volumi scritti, potrebbe intrattenere il pubblico, ad esempio illustrando la particolarità della Città di Ghiaccio 4. UN ARCHIVIO BASE VIA WEB 1. Sarebbe interessante creare un unico sito web (in più lingue: ladino, italiano, tedesco, inglese), nel quale far confluire tutte le informazioni digitalizzate riguardanti i beni inerenti alla Prima Guerra Mondiale, dislocati e conservati in Val di Fassa. L'idea sarebbe quella di creare una pagina iniziale 16

17 essenziale, magari rappresentata da una mappa o da una foto satellitare della Valle, sulla quale verranno contrassegnati tutti i punti e i percorsi che abbiano una qualche relazione con la Prima Guerra Mondiale. Ogni punto potrà poi essere approfondito con un semplice clic, fino nel dettaglio. Ad esempio nella zona del Fedaia, cliccando sul logo del Museo della Grande Guerra, sarà possibile conoscere la storia del museo, gli orari d'apertura, il prezzo del biglietto, i volumi disponibili nel bookshop. Si potrebbe creare un piccolo archivio digitale, nel quale rendere disponibili le schede di catalogazione degli oggetti posseduti, affiancati da foto a bassa risoluzione. Per i forti, le trincee o la città di ghiaccio, sarebbe interessante creare una ricostruzione virtuale in 3D, con la documentazione fotografica originale, al fine di comprenderne l'architettura e il loro ruolo tattico. Il progetto mira a soddisfare un'ampia fascia di utenti, dagli studiosi, ai turisti più curiosi, alle scuole. Infine, sarebbe importante che i percorsi inseriti nel siti, relativi alla Prima Guerra, fossero resi rintracciabili mediante le strumentazioni di tipo GPS. L'intervento prevede: rilievo strumentale e fotografico dei manufatti censimento del posseduto catalogazione specifica dei beni relativi alla guerra, creando una scheda differenziata per ogni dissimile tipologia di bene, quale può essere una trincea, un forte, una bomba, una divisa... creazione di un unico sito web che raccolga per tutta la Val di Fassa le notizie riguardanti i beni, i sentieri, i musei, le iniziative culturali, i percorsi didattici e turistici... un collegamento con gli altri luoghi e musei della guerra in Trentino Il progetto implica: la progettazione del sito la disponibilità di un ente/istituzione che se ne occupi la cura e il costante aggiornamento dello stesso 5. PROMOZIONE TURISTICA E DIDATTICA 1. Gli enti culturali e territoriali, le APT e le Guide Alpine fanno sinergia per: promuovere, in relazione ai siti della Prima Guerra Mondiale, la creazione di differenziati itinerari escursionistici, per soddisfare le richieste dei turisti e dei gruppi scolastici programmare gite inusuali, come visite notturne ai siti bellici predisporre cartine, guide rilegate, dépliant informativi sui manufatti della guerra presenti in Valle da distribuire agli alberghi, ai musei, e in tutte le occasioni possibili incuriosire e invogliare gli studenti ad approfondire la conoscenza del proprio territorio, degli avvenimenti storici e delle potenzialità che esso offre 2. In particolare, in questa sede, si vuole sottolineare la necessità di creare per i siti d'interesse bellico della Marmolada una rete di sentieri, opportunamente segnalati e differenziati, al fine di soddisfare le esigenze di una tipologia di turisti diversificata. Parametro di riferimento potrebbe essere rappresentato dai 7 itinerari storici che il Comune di Moena propose e attuò nei primi anni del

18 L'intervento, non tralasciando una adeguata documentazione storica, prevede: la realizzazione dei punti elencati in sintesi al paragrafo 2, numeri la progettazione della rete dei sentieri lo studio analitico e funzionale di pannelli esplicativi, utilizzando lingue differenti (ladino, italiano, tedesco/inglese) la predisposizione di determinati percorsi a tema 3. Il compimento degli interventi sulle infrastrutture, e la seguente organizzazione di escursioni o visite guidate, sottintende il coinvolgimento di persone specializzate, in grado di guidare il turista lungo i siti in Valle interessati dalla Prima Guerra Mondiale. L'idea è dunque di proporre, magari tramite l'organizzazione da parte della Provincia, un corso volto alla formazione di accompagnatori sul territorio. 6. PRIORITÀ PRIORITÀ SULLE INFRASTRUTTURE 1. In occasione del Centenario, sulla località del Passo Fedaia, sarebbe auspicabile almeno il recupero e la valorizzazione della Trincea del Nido e della zona gravitante attorno a Il Ciamp de Stanzon (si vedano nel paragrafo 2, i punti 14 e 15). Le ragioni si possono sintetizzare come segue: i siti sono dislocati in una posizione facilmente raggiungibile, sia da chi si occuperà dei lavori, sia dai turisti ne conseguirebbe una valorizzazione anche del Museo della Grande Guerra sito al Passo Fedaia i luoghi potrebbero rappresentare l'inizio di un percorso, che poi proseguirebbe a quote più elevate Il costo degli interventi ammonta a circa Si ritiene inoltre necessario un finanziamento destinato allo studio di fattibilità del percorso descritto nell'introduzione al paragrafo 2, con l obiettivo di creare un progetto organico che includa l'ospizio di San Pellegrino, la Ciasa Tòfol e il Museo di Someda, valorizzando le competenze dell'associazione Sul fronte dei ricordi di Moena. Nella proposta dovrebbe essere compreso anche il Forte di Someda, per l'importante testimonianza storica che rappresenta. La stima dello studio di fattibilità ammonta a circa Considerando che il Comune di Moena propone nella località del Passo San Pellegrino 7 itinerari storici (si veda nel paragrafo 2, il punto 5), si ritiene fattibile con risorse non ingenti accrescere il numero dei percorsi ad 8, includendo l'intervento sullo studio del territorio di Fuciade, dove in tempo di guerra sorgeva il cimitero militare (si veda sempre nel paragrafo 2 il punto 9). 18

19 4. Nel Comune di Campitello sarebbe fondamentale il recupero del Casino del Bersaglio, in quanto potrebbe fungere da struttura direzionale per i siti di interesse bellico di tutta la Valle, dal Passo Fedaia, fino al Passo San Pellegrino (si veda nel paragrafo 2 il punto 12). La stima dell'intervento ammonta a ,00 PRIORITA SULLE INFRASTRUTTURE PER IL COMUNE DI MOENA Visto l impegno che il comune di Moena e l associazione Sul fronte dei ricordi hanno portato avanti nel corso degli ultimi anni ( l associazione lavora sul territorio dal 1992) e visti i lavori già fatti sul territorio in val San Pellegrino, in occasione del centenario è auspicabile che vengano finanziati i seguenti lavori inserendoli come priorità: 1. Recupero e manutenzione straordinaria dei manufatti e postazioni belliche lungo i 7 itinerari storici attualmente esistenti. (Vedi punto 5 di pag 7). L intervento ha lo scopo di mettere in sicurezza e valorizzare i 7 percorsi storici che vanno a toccare le principali opere belliche in val San Pellegrino dando al visitatore la possibilità di scegliere l itinerario più adatto alle sue esigenze. Si sottolinea che all interno di questi percorsi fanno parte i sentieri attrezzati Federspiel e Bepi Zac lungo i quali si snoda uno tra i più bei percorsi storici dell intero sentiero della pace e probabilmente di tutto il fronte dolomitico. L associazione storica assieme al Comune da anni lavora al fine di mantenere questo patrimonio ma in 20 anni non sono mai stati dati contributi significativi per i lavori fatti. La stima degli interventi ammonta a , ,00 2. A nord di Fango si ritiene necessario l intervento di recupero e restauro dei ruderi dell osservatorio austroungarigo delle Zigolade (vedi punto 3 pag 5). Si tratta di un edificio in muratura di 24x4m con relativa galleria di osservazione e piazzola di arrivo della teleferica. L edificio ha urgente bisogno di lavori di recupero. Tutto il complesso è situato sul percorso storico alta via Federspiel ; a livello provinciale è una delle poche strutture di questo genere ancora così ben conservata, urge però di interventi perché l intera struttura sta cedendo. Stima dell intervento ,00 3. Al fine di avere un quadro realistico su ciò che tuttora rimane e riuscendo a programmare al meglio gli interventi futuri è necessario un censimento delle opere belliche. A correzione di quanto scritto nel paragrafo 6 di pag 8 nel progetto per il centenario della Grande Guerra si sottolinea il fatto che nel territorio comunale di Moena è già stato fatto questo tipo di censimento per la porzione di territorio che ricade all interno del Parco di Paneveggio Pale di S.Martino. Si tratta quindi di continuare questo tipo di lavoro ampliandolo alla val San Pellegrino attorno ai 7 percorsi storici. La stima dell intervento ammonta a ,00 3. Intervento sulle postazioni belliche a Colvere. Questo intervento consiste nel recupero di alcune postazioni belliche (vedi punto 4 pag 6) in una zona comoda adiacente ad una baita comunale 19

20 servita da una strada forestale lungo la quale si snoda un sentiero naturalistico. L intervento andrebbe a valorizzare la zona che è facilmente raggiungibile. La stima dell intervento è di ,00 PRIORITÀ SUGLI EVENTI CULTURALI 1. Al fine di giungere preparati al Centenario, si ritiene indispensabile l'elaborazione di un percorso espositivo che implica la raccolta di materiale fotografico e documentario, l'ideazione di spettacoli e l'organizzazione di conferenze e manifestazioni di carattere storico, turistico e culturale (si veda il paragrafo 3). La stima totale degli interventi ammonta a BIBLIOGRAFIA MEMORIE DI GUERRA 1976 Lettere di prigionieri di guerra italiani: , a cura di Leo Spitzer, Boringhieri, Torino Sti egn a Moena, a cura di Carlo Jellici del Garber, Grop Ladin da Moena, Moena 1986 (1^ ed.) 1991 Un Kaiserjäger d'ampezzo. Diario di guerra di Silvio Zardini Polizioto per Iddio, la famiglia, l'imperatore e la patria, La Cooperativa di Cortina, Cortina d'ampezzo Mario Bartoli, Dalla Marmolada al Piave: diari e testimonianze della Grande Guerra , Edizioni turismo veneto, Mestre 1995 Piccolo Diario di Caterina : dalla Pace alla Grande Guerra, a cura di Michele Simonetti Federspiel, Grop Ladin da Moena, Moena 1995 Memorie della guerra Austro-Russa 1914, Battista Chiocchetti di Moena, val di Fiemme Süd-Tirol Austria, a cura di Mario Gallarati-Claudio Boselli, Istitut Cultural Ladin, Vigo di Fassa Scritture di guerra n. 6, Simone Chiocchetti, Vigilio Iellico, Giacomo Sommavilla, Albino Soratroi, a cura di Luciana Palla, Museo storico italiano della guerra, Rovereto

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