Sapori. aderenti ai bordi, e si procede successivamente

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2 Sapori La cucina emiliana si caratterizza per piatti e sapori di derivazione popolare, autentici capolavori alimentari. Una grande varietà di ricette nate dalla disponibilità di pochi generi di base; una tradizione riscoperta e rilanciata negli ultimi anni sull onda di un ritorno all autentico. Principali ingredienti sono il maiale, il formaggio e la farina. In particolare la cucina si contraddistingue per alcuni elementi fondamentali: la pasta all uovo tirata a mano, la macellazione e la conservazione dei salumi ed insaccati, la produzione e la stagionatura del Parmigiano Reggiano. La particolare attenzione che, da sempre, si ripone nell arte culinaria e nel mantenimento delle tradizioni è confermata nelle ricette proposte di seguito, esempio tipico di una sapienza, che ancora oggi viene tramandata da genitori a figli. da CAMPOGALLIANO: Torta di tagliatelle Tagliatelle fatte con tre uova di sfoglia gialla tirata a mano 250 gr di mandorle 350 gr di zucchero 250 gr di burro 50 gr di cioccolato 1 limone grattugiato Le mandorle vanno tostate e pestate fini e si uniscono allo zucchero, si copre lo stampo con la pasta frolla e uno strato del composto e uno di tagliatelle; si taglia a fettine il burro e, una volta cotta, si bagna la torta col liquore. da CARPI: Maccheroni al pettine 400 gr farina bianca 4 uova un pizzico di sale Disporre la farina a fontana, mettervi le uova e il sale e con una forchetta o meglio le punte delle dita, amalgamare le uova fra di loro come una frittata. Poco alla volta impastare la farina cominciando da quella interna della fontana. Lavorare il composto con energia, tirandolo, riavvolgendolo, schiacciandolo con i pugni fino a che diventi liscio ed elastico e piuttosto sodo. Occorreranno circa dai 20 ai 30 minuti. Avvolgere l impasto a palla, coprirlo e lasciarlo riposare per 30 minuti, per far distendere le fibre. Tirare la pasta con il mattarello e fare tanti quadrati di circa 5 cm di lato, stenderli sopra l apposito pettine di legno per dargli la caratteristica rigatura che serve a trattenere meglio il sugo. Avvolgere la pasta attorno ad un bastoncino di legno del diametro di circa 1 cm e unire i due lembi del quadrato facendo attenzione che non si sovrappongano troppo. Sfilare il bastoncino e stenderli su di una tovaglia infarinata. Cuocerli per qualche minuto in acqua bollente e salata. Questo tipo di pasta può essere condita con un ragù di fegatini di pollo, di coniglio, di maiale, oppure di piccione, o di fagiano o di lepre. da NOVI DI MODENA: Al pein (il ripieno) Piatto tipico della cucina povera, veniva utilizzato per migliorare il brodo di carne quando era realizzato con pochissima carne e molto osso. 2 tazze di pane grattugiato 1 tazza di parmigiano-reggiano lardo 1 spicchio d aglio 1 uovo 3 cucchiai di prezzemolo tritato noce moscata sale Latte o brodo q.b. In una terrina lavorare insieme: il pane grattugiato, il formaggio, il lardo battuto, l aglio, l uovo, il sale, la noce moscata e il prezzemolo; aggiungere brodo o latte quanto basta per avere un impasto consistente, ma morbido. Dare la forma di un salame all impasto e immergerlo in brodo di carne bollente. Una volta affiorato in superficie, lasciarlo cuocere per circa 8-10 minuti, poi toglierlo e servirlo con salsa di prezzemolo. da SOLIERA: Tortellone Balsamico o di Soliera 4 uova 400 gr farina tipo 00 Per il ripieno: 400 gr di ricotta di mucca 100 gr di parmigiano reggiano 80 gr di prosciutto crudo di Modena 60 gr di noci sgusciate e tritate 20 gr di rucola 2 cucchiai di aceto balsamico tradizionale di Modena sale Dopo aver impastato gli ingredienti tirare la pasta e ritagliare quadrati di cm 10 di lato. Su ognuno di questi quadrati si mettono gr 20/30 di ripieno, e si ricopre con un altro quadrato di sfoglia di uguale dimensioni. Si premono con le mani i 2 quadrati di pasta sovrapposti affinché siano ben aderenti ai bordi, e si procede successivamente a imprimere la forma desiderata al tortello ottenuto con lo stampo a forma di sole o in alternativa si richiude il quadrato a forma di triangolo. Per il ripieno: Tagliare il prosciutto crudo a fettine sottilissime eliminando il grasso, sovrapporre le fettine e ottenere piccoli dadini. Tritare le noci finemente, mondare la rucola del gambo e tagliarla a julienne. Grattugiare il parmigiano reggiano amalgamare poi tutti questi componenti alla ricotta, aggiungere un pizzico di sale. Il ripieno così ottenuto deve essere completato alla fine con 2 cucchiai di aceto balsamico. Condire con burro fuso mescolato a un cucchiaio di aceto balsamico.

3 CAMPOGALLIANO Importante nodo stradale, posto sul raccordo che unisce l Autostrada del Sole a quella del Brennero, Campogalliano, pur mantenendo viva l attività agricola, è un rilevante polo industriale e commerciale. Una tradizione illustre è quella della fabbricazione di bilance, che iniziata alla fine dell 800, raggiunge oggi, con la produzione di strumenti di precisione per misurare e pesare, il mercato internazionale. Ciò caratterizza l economia locale e assegna a Campogalliano l appellativo di Città della bilancia. Dai primi insediamenti preistorici all età delle macchine, il centro urbano di Campogalliano, un tempo fortificato da muro e fossato, ha perduto l aspetto romanico e rinascimentale di un tempo, pur mantenendo alcune fisionomie medioevali. MERITANO UNA VISITA Santuario della Beata Vergine della Sassola CHIESA PARROCCHIALE DI SANT ORSOLA si trova in Piazza Vittorio Emanuele II, fronteggiata da un ampio sagrato circondato da alberi. La posizione centrale odierna era, al momento della sua edificazione in epoca rinascimentale, sicuramente esterna all abitato medievale. L attuale aspetto della chiesa è il frutto di successive opere di restauro ( ). PIAZZA CASTELLO E ORATO- RIO SAN ROCCO: cuore della Campogalliano medievale in cui le case, addossate l una all altra, erano circondate da un muro con funzioni difensive. Sul lato nord di Piazza Castello, sorge l Oratorio San Rocco. Edificato durante l epidemia di peste del 1576, è ricostruito nel XVII secolo. Grazie ad un attento restauro da parte del Comune che ne ha la proprietà dal 1983, è tornato al suo decoro ed è sede di mostre e concerti. MUSEO DELLA BILANCIA accoglie oltre 9000 pezzi tra fonti storiche e iconografiche, di cui 800 strumenti tutti funzionanti databili dall epoca romana ai giorni nostri. E indubbiamente un istituto unico in Italia, nato per conservare e valorizzare gli strumenti di pesatura nazionali e internazionali, dalle antiche bilance a bracci uguali a quelle elettroniche di epoca contemporanea. PIAZZA DELLA BILANCIA, inaugurata nel 1993, si caratterizza per una particolare pavimentazione disegnata da Luigi Veronesi in cui si inserisce la fontana La misura nel peso di Raffaele Biolchini. Al limite del centro urbano si trova il parco LE MONTAGNOLE. Questa area fu abitata fin dall antichità (lo testimoniano documenti d archivio e rinvenimenti archeologici), infatti, il particolare rialzamento del terreno, la rendeva sicura dalle inondazioni. Il visitatore di oggi può godersi un immenso giardino, caratterizzato dalla disposizione geometrica delle piante più antiche e irregolare per le nuove piantumazioni. Fra la vegetazione sono presenti: sambuchi, olmi, aceri di monte, noci, querce, pioppi e gelsi. SANTUARIO DELLA BEATA VERGINE DELLA SASSOLA (nell immediata periferia), costruito nel 1745 per volontà popolare, allo scopo di dare adeguato rifugio all immagine della Madonna,

4 ritrovata dopo alcune apparizioni, è ristrutturato alla fine del secolo scorso. ALCUNI APPUNTAMENTI ANNUALI FIERA DI LUGLIO, la settimana antecedente l ultimo martedì del mese di luglio, musica, spettacoli, mostre, divertimenti, spazio bimbi, stand, esposizioni, luna park, fuochi d artificio. CONCORSO FOTOGRAFICO INTERNAZIONALE LA QUER- CIA D ORO biennale (anni pari) nel mese di luglio od ottobre. I GIORNI DELLA BILANCIA dal 23 settembre al 22 ottobre, iniziative, spettacoli, incontri presso il Museo della Bilancia e nelle vie di Campogalliano. FIERA DI SANT ORSOLA si svolge in occasione della ricorrenza del patrono il 21 ottobre, cottura del mosto, assaggi, stand, esposizioni. PREMIO BILANCIA D ORO: a fine ottobre, si svolge presso il Museo della Bilancia. Il percorso ha inizio da Piazzale Allende, dove è disponibile un ampio parcheggio. Per raggiungere il piazzale è necessario, se si proviene dall uscita Campogalliano dell A22, imboccare Via del Lavoro e da qui, superato l incrocio, proseguire per Via Barchetta. Attraversato il cavalcavia sull autostrada proseguire e raggiungere sulla destra il piazzale. Si percorre Via Barchetta in direzione centro, in fondo sulla sinistra, nel piazzale antistante la Scuola Media, si può ammirare la scultura La Pensatrice di Daniela Sighicelli. La statua, nata da un blocco di marmo bianco di Carrara, è stata realizzata nel Rappresenta una donna nuda, simbolo della perfezione, colta nell atto del pensare. All incrocio si svolta a sinistra per Via Rubiera e poi ancora per Via Madonna; dopo circa 800 metri, all incrocio con Via Magnagallo ovest, merita una visita il Santuario della Beata Vergine della Sassola. Superato il cavalcavia sull autostrada A1, a destra, si trova una pista ciclabile che porta direttamente ai Laghi Curiel. Dopo averla percorsa si ITINERARIO (Per realizzare il percorso è necessario utilizzare la bicicletta) Km 16 A22 Campogalliano via Albone via Carandini Ponte Barchetta A1 parco fluviale A22

5 giunge in Via Albone, e proseguendo a sinistra si raggiunge il passaggio pedonale sull argine che immette nell Area Protetta delle Casse d Espansione del Secchia. Il Parco fluviale del Secchia, nato nel 1982 dalla collaborazione dei Comuni di Rubiera, Campogalliano, Modena e Carpi con lo scopo principale di regolare, attraverso le casse di espansione, le piene del fiume, si estende su oltre duecentosessanta ettari. Esso comprende in realtà aree con caratteristiche e finalità diverse. La zona umida (i laghi) nasce dalle cave di ghiaia svuotate, che hanno formato ampi bacini, nei quali è affiorata acqua di Parco fluviale del Secchia falda, diventando presto sede di una ricca vegetazione palustre che accoglie circa 120 varietà di uccelli (la gallinella d acqua, la folaga, il tuffetto, il germano reale, il martin pescatore e l airone cinerino). Fra le specie che vengono a svernare e nidificare, ricordiamo la sterna, la garzetta, l airone rosso, il cormorano. Le zone umide sono il regno di anfibi come rane e tritoni. Rara, ma presente, è anche la tartaruga palustre. Molto ricca anche la fauna ittica, fra cui il luccio, la tinca e l alborella. Per difendere al meglio questo patrimonio è vietata la caccia, rigorosamente regolamentata la pesca, mentre sono disponibili per i visitatori due punti di osservazione dai quali si possono osservare la garzaia e le acque aperte. Ricca è anche la flora, ontani neri, aceri campestri e frassini. L arbusto più diffuso è l amorfa, ampiamente presenti sono anche il biancospino, la rosa canina ed il sambuco. Molte sono anche le piante medicinali, il tarassaco, la malva, l equiseto e la menta. Nelle acque ferme vi sono splendidi cuscini di ninfee. Numerose sono le attività sportive che è possibile praticare all interno del parco, oltre a vari punti di ristoro e zone adibite a picnic. Da Via Albone, si ritorna in direzione centro. Dopo aver percorso circa 3 chilometri, sulla destra si trova Via Carandini, interdetta da uno sbarramento al traffico di automobili, si percorre fino all incrocio con Via Madonna, in cui s intravede a sinistra Casino Ricchi. Dimora padronale, costruita probabilmente nel 1600, è introdotta da due filari di pioppi: da notare nel giardino un enorme magnolia. Proseguendo per Via Madonna, si arriva in Via Magnagallo ovest. Avanti 300 metri a destra si percorrono Via Bosco e Stradello Carobbio; si attraversa l autostrada superando il sottopassaggio. Ci si ritrova su Via Magnagallo est, raggiunto l incrocio con Via Barchetta si raggiunge il Ponte della Barchetta. Inaugurato nell aprile del 2000, è il portale di accesso da Modena a Campogalliano per i ciclisti, gli scooteristi ed i pedoni. La struttura attuale pesa 75 tonnellate ed è lunga 55 metri. Non ha strutture nell alveo del fiume e si nota da lontano per l arco di ferro, leggermente inclinato (15 ), che sorregge una passerella di legno pronta ad affrontare le piene del Secchia, dal quale è sollevata di 9 metri (livello medio). Ritornati sulla strada si percorre tutta Via Barchetta, si supera l incrocio con Via del Lavoro, oltre il cavalcavia sull autostrada, si prosegue e si giunge a Piazzale Allende.

6 CARPI Immersa nella Bassa Pianura Padana, Carpi presenta una situazione geofisica che ne ha da sempre orientato le attività economiche, le scelte politiche, l assetto sociale. Sebbene tracce di insediamenti umani siano presenti già dall età preistorica, Carpi raggiunge il suo massimo splendore durante la Signoria dei Pio di Savoia ( ), che iniziarono un radicale rinnovamento del borgo, soprattutto con l ultimo signore Alberto III, trasformando Carpi in un gioiello rinascimentale, ancora riconoscibile nell attuale centro storico. Già a partire dal Sei-Settecento, Carpi si caratterizza per una vivace produzione artigianale, in particolare nell arte della scagliola (mischia di gesso e colla di origine animale, che, una volta cotta e lucidata, attraverso una particolare procedura, permette di ottenere lastre a perfetta imitazione del marmo) e del truciolo (fabbricazione di cappelli ottenuti dall intreccio di paglie di salice o di pioppo). Nel corso del 900 si avvia un intenso sviluppo economico e industriale, che raggiunge la fase di maggior splendore dopo le due guerre. In particolare le 1800 imprese di maglieria, confezioni e della tessitura rappresentano, oggi, il motore primario del distretto produttivo carpigiano. MERITANO UNA VISITA La CARPI ROMANICA è racchiusa all interno di Piazzale Re Astolfo, in cui domina la Pieve di Santa Maria in Castello, detta La Sagra. Fondata secondo la tradizione in età longobarda, fu ricostruita tra XI e XII secolo, con le forme architettoniche e decorative di stile romanico ancora riconoscibili sui muri esterni e nella torre campanaria. La facciata è realizzata nel 1515 su progetto di Baldassarre Peruzzi, il noto architetto senese al lavoro nei cantieri romani che partecipò alla riorganizzazione urbanistica di età rinascimentale di Carpi. PIAZZA MARTIRI Nata per volontà di Alberto III Pio, con i suoi mq., rappresenta, ancora oggi, il centro politico, religioso e amministrativo di Carpi. Sulla piazza si affacciano: Palazzo dei Pio, la Cattedrale, il Portico Lungo, oltre al Teatro, al Palazzo Comunale e al Portico del Mercato del Grano. BASILICA CATTEDRALE DEL- L ASSUNTA (DUOMO) Iniziata a partire dal 1515, fu conclusa solo con la decorazione interna alla fine dell Ottocento. La Pieve di Santa Maria in Castello

7 Piazza Martiri A destra il complesso di Palazzo Pio e, sullo sfondo, la Cattedrale La struttura deriva dal modello classicheggiante della Basilica di San Pietro a Roma realizzata da Raffaello, con pianta a tre navate, transetto e cupola. Nel 1525, prima della sospensione dei lavori, erano stati costruiti la parte absidale, il transetto e le fondamenta dell intero edificio; la facciata (barocca) e le navate vennero realizzate a partire dal 1606, mentre la cupola, è di fine 700. PALAZZO PIO, detto Il Castello composto da differenti edifici databili fra l età medioevale e il XVIII secolo, si trasforma in dimora principesca, secondo i canoni rinascimentali, nei primissimi anni del 500. I restauri degli ultimi anni nelle stanze dell Appartamento nobile del Palazzo hanno messo in luce importanti cicli d affreschi databili tra Quattrocento e Cinquecento opera di Bernardino Loschi e Giovanni del Sega. L intero complesso è parzialmente chiuso al pubblico a causa di un complesso e articolato progetto di recupero e riorganizzazione degli spazi interni. Il nuovo progetto museologico intende valorizzare gli ambienti, in particolare dli Appartamenti del piano nobile, e offrire una giusta collocazione al corposo patrimonio museale esistente, tra questi i paliotti in scagliola, incisioni di Ugo da Carpi realizzate con la tecnica della xilografia, dipinti di Mattia Preti, Palma il Giovane della scuola emiliana vicina ai Carracci, di Bernardino Loschi e Giovanni del Sega e la quadreria dei pittori locali vissuti tra Otto e primo Novecento (Lelio Rossi, Fermo Forti, Albano Lugli, Carlo Grossi, Andrea Becchi). Il Palazzo, a piano terra, è anche sede del Museo Monumento al Deportato, inaugurato nell ottobre del All interno grandi immagini, graffite alle pareti, di importanti artisti italiani e stranieri, quali Guttuso, Legér, Longoni, Picasso e brani scelti da Lettere dei Condannati a morte della Resistenza Europea accompagnano il visitatore lungo l intero percorso, che si conclude all esterno nel Cortile delle Stele. La visita al Museo e all Ex Campo di Concentramento di Fossoli (frazione di Carpi) rappresentano un Percorso della Memoria, che ricorda i tragici avvenimenti della deportazione nazifascista nei lager del Reich. Nel progetto di trasformazione di Carpi in sede principesca, il principe Alberto Pio realizza nelle immediate vicinanze del centro IL TEM- PIO DI SAN NICOLÒ costruito sui resti di una precedente chiesa medioevale, mantiene ancora nella parte absidale a pianta centrale, la traccia dell originario progetto di ispirazione bramantesca, su cui si innestarono le navate peruzziane. Di notevole interesse i paliotti in scagliola e le tavole di Bernardino Loschi, oltre agli affreschi quattro e cinquecenteschi. SINAGOGA la comunità ebraica di Carpi, presente dal XV secolo, aveva realizzato nel tempo due sinagoghe. La più antica (1722) è venuta alla luce dopo recenti lavori di ristrutturazione, presenta

8 ancora intatta la sala di preghiera, ma spoglia di ogni arredo. Nel 1859 viene inaugurata la nuova Sinagoga, progettata da Achille Sammarini, che rispecchia canoni di tardo gusto neoclassico. Il vasto ambiente di culto è decorato di stucchi e rivestimenti parietali in scagliola. Il tempio è stato utilizzato fino al ALCUNI APPUNTAMENTI ANNUALI MARATONA D ITALIA MEMO- RIAL ENZO FERRARI: seconda domenica di ottobre, maratona a livello internazionale con iniziative collaterali. BIENNALE DI XILOGRAFIA: si svolge negli anni pari nel mese di dicembre, ha carattere internazionale. IN MAGGIO CARPI IN FESTA: nel corso del mese si svolgono alcune importanti iniziative, Con il Patrono Carpi in festa: (in occasione del patrono San Bernardino da Siena, il 20 maggio). Una Città da giocare (festa dei bambini e delle bambine), Festa dell Europa (settimana dedicata a conoscere la realtà europea). FESTIVAL DI FILOSOFIA: si svolge nel mese di settembre. Incontri, dibattiti, mostre a Carpi, Modena e Sassuolo. LA GASTRONOMIA: sono due i principali appuntamenti La Sagra della Lasagna e del Lambrusco (la prima o seconda domenica di settembre) e Carpi a Tavola: (in periodo autunnale) fiera enogastronomica dei prodotti tipici. ITINERARIO Km 20 L itinerario parte da Via Tre Ponti (nella zona est di Carpi) subito dopo aver superato il passaggio a livello sulla linea ferroviaria Modena-Mantova. La prima casa che si vede sulla destra è una villa signorile di fine ottocento ingentilita dalla torretta belvedere. Da notare sui fossati, a destra e sinistra, siepi in prevalenza di biancospino. Si costeggiano campi suddivisi da fossatelli lungo i quali crescono varie specie di arbusti. Arrivati al Ponte sulla Lama dal quale si diparte una fitta vegetazione arbustiva, Via Tre Ponti diviene Via Lametta. Si imbocca lo stradello che a sinistra in prossimità di Via Pratazzola conduce ad un antica tenuta denominata nell 800 Casino Rossi e ora Villa Brani, che presenta alcuni elementi particolari: l oratorio posto all esterno, il fossato che circonda tutta la proprietà e sul quale si sviluppa una fitta vegetazione d alto fusto e, all interno, la villa padronale con i rustici annessi. Ritornati su Via Pratazzola, (strada bianca), la si percorre fino all impianto idrovoro sul canale Lama. Superato il ponte, si raggiunge Via Svolto Donella e successivamente Stradello Donella. Si passa a fianco al fabbricato della ex scuola elementare Villa Benassi, circondato da pioppi molto alti. Proseguendo si costeggia l argine fino all incrocio con Via Rocchini, punto privilegiato dal quale la vista è incanalata tra le quinte visive dei pioppi cipressini di Via Griduzza, che creano un effetto prospettico, evidenziato dal diversivo Cavata. Percorrendo la strada per un centi- Il mercato ambulante in piazza Martiri

9 naio di metri, si raggiunge l incrocio con Via Canalvecchio, svoltati a destra si prosegue fino all immissione sulla S.S. 468, rimarcata da un bellissimo esemplare di farnia. Giunti all incrocio con Via San Lorenzo, sulla sinistra, si nota, costruita verso la metà del XIX secolo, Villa Scacchetti, a pianta quadrata ed elevata su tre piani, è sormontata da un altana. Proseguendo si imbocca Via Cavi, sul lato destro della strada, si trova l oratorio settecentesco di San Lorenzo, arricchito da un portico ad unica arcata, chiuso da parapetti che fungevano da sedili di sosta. Proseguendo a sinistra si imbocca Via Bertuzza dove si possono vedere due filari di pioppi in successione, di cui uno misto a salici. Proseguendo ci si immette in Via Ivano Martinelli, la casa colonica posta sulla destra rappresenta una tipica struttura massiccia arricchita da una cornice in cotto a denti di sega, si imbocca a destra lo stradello Fassi, e qui ci si immerge in una fitta vegetazione di alberi ad alto fusto: querce, salici, olmi, sul lato destro della strada si stende un filare di 14 farnie vincolate dalla Regione. Raggiunto l incrocio S.S. 413 FERROVIA via Tre Ponti 2 via Lametta A Casino Rossi 3 via Svolto Donella 4 via Donella 5 via Griduzza 1 villa Scacchetti 2 Oratorio di S. Lorenzo 6 via Bertuzza via Ivano Martinelli 7 via Remesina S.S. 413 FERROVIA MO/MN ex Campo di concentramento di Fossoli 8 via Remesina 9 via S. Antonio 10 pista ciclabile 11 via Roosevelt

10 con Via Remesina si mantiene la destra e si percorre la strada transitando davanti all ex campo di Concentramento di Fossoli (aperto come Campo di internamento per prigionieri del regime fascista, nel corso del 44 diviene lager nazista per politici ed ebrei destinati ai Campi di Concentramento e di Sterminio del Reich). Riutilizzato come villaggio abitativo, dalla fine degli anni 40 fino alla metà degli anni 60, il Campo, nel quale sono ancora visibili gruppi di baracche in stato di profondo degrado, è sede di una fitta vegetazione spontanea o frutto di impianti colturali in seguito abbandonati. Si ritorna indietro e si prosegue su Via Remesina in direzione Carpi, si svolta a sinistra in Via S. Antonio e superato l incrocio con Via Martinelli, dopo circa 300 metri sulla destra si imbocca una pista ciclabile parallela all argine del Canale di Carpi costeggiata da una siepe di specie autoctone, fino a raggiungere la Chiesa di Cibeno (la cui costruzione risale alla fine del XVI secolo, anche se nei secoli successivi fu più volte rimaneggiata). Imboccata Via Roosevelt, che presenta sul lato una pista ciclabile, si raggiunge la città e il punto di inizio del percorso intrapreso. Di particolare interesse è una estensione lungo tutta Via Remesina fino al confine con il Territorio del Comune di Novi. ESTENSIONE Km 6 Superato il Campo di Fossoli si prosegue lungo Via Remesina, il tragitto si inoltra per terreni costituiti in prevalenza da laghetti adibiti ad acquacoltura, accompagnati da siepi formate da olmi o da salici. In questo tratto è possibile effettuare una sosta per vedere l avifauna tipica di queste zone umide: in particolare aironi cinerini, nitticore, garzette, folaghe, svassi, tarabusini. All incrocio con Via Gruppo si incontra una edicola votiva e subito sulla destra il complesso di Gruppo, antica tenuta agricola che dal XV secolo è appartenuta ai beni dei Pio, poi degli Estensi. Dalla strada è visibile la Torre della Sacchella (in pieno territorio comunale di Novi di Modena) punto di avvistamento costruito dai Pio, per il controllo dei propri territori. Si presenta come una bella costruzione in cotto, a pianta quadrata, oggi purtroppo spezzata e diroccata. Proseguendo lungo Via Remesina sulla destra, prima del confine con Novi, è possibile ammirare un estesa garzaia, di aironi cinerini e nitticore, nascosta tra la fitta vegetazione di salici e pioppi che costeggiano alcuni laghetti, si tratta della più numerosa colonia stanziale di aironi della zona, i cui nidi si osservano anche dalla strada.

11 NOVI DI MODENA Il territorio di Novi di Modena, situato sulle direttrici Carpi-Reggio-Mantova, presenta molte caratteristiche comuni agli altri centri agricoli della bassa pianura modenese. Novi, il cui toponimo pare collegarsi al numero latino novem, confermato dalla presenza nello stemma di nove fasce policrome orizzontali (anche se non è da escludere l origine da novum = nuovo), fu senz altro abitato dai romani, com è attestato dai ritrovamenti relativi ad insediamenti rurali e dalle persistenze della centuriazione. Il Castrum Nove, prima castello dotato di sommarie palizzate e muraglie, si configurò nei secoli XII e XIII come una vera e propria fortezza, documentata da molteplici fonti, che in epoca comunale fu più volte attaccato, subendo ripetuti danni. Conquistato dopo un ennesimo assedio dal duca di Modena nel 1537, fu fatto radere al suolo. Per questo motivo non sono presenti nel centro storico, oggi, tracce o elementi architettonici attribuibili a questa periodo. La principale vocazione di centro agricolo (ricordiamo la produzione di cereali, vite e riso) favorita dalla fertilità del terreno, è stata affiancata da una profonda trasformazione del tessuto economico a partire dalla seconda metà del XX secolo. A tale proposito va segnalato che Novi di Modena detiene un primato: il 50% della La Torre dell Orologio produzione italiana di scale. MERITANO UNA VISITA PALAZZO COMUNALE Risalente al 1840 è un edificio a due piani, con un largo porticato, sorto come stazione di posta per il cambio dei cavalli e come abitazione del capo posta. TORRE DELL OROLO- GIO Troneggia nel centro cittadino, è il rifacimento novecentesco di una struttura preesistente. All interno vi è situata la campana fatta fondere da Alberto III Pio. PARROCCHIALE DI SAN MICHELE ARCAN- GELO L attuale struttura risale alla metà del 1600, ma si inserisce sull antica pieve di S. Maria Maddalena datata 980. A testimonianza sono conservati e visibili i resti absidali della fondazione preromanica (poligonale) e di quella romanica (semicircolare). VILLA DELLE ROSE (a fianco della parrocchiale) Ricco complesso con grande palazzo centrale. La dimora signorile si articola su tre piani, con un altana posizionata sul tetto. La villa sorge su un area estesa poco più di 13

12 biolche, destinata principalmente a parco e giardino, con edifici di servizio e un oratorio neoclassico. VILLA FACCI Nei pressi di Ponte Garbese, alle porte dell abitato di Novi, sulla direttrice che porta a Rolo (RE) sorge un palazzo signorile, edificato ad iniziare dal La facciata principale ha nella parte centrale un aggetto di forma semiesagonale. I due fronti della villa sono decorati da un motivo a bugnato piatto. Ai lati del palazzo sorgono i fabbricati di servizio. D aspetto austero, conserva alcune sale riccamente affrescate. PALAZZO PIO DI SAVOIA (Nella frazione di Sant Antonio in Mercadello presso Via Mazzarana) Costruito dai Pio di Savoia, come fortilizio rettangolare, protetto da quattro torri angolari è databile alla metà del 1400 circa. Sul finire del 700 il palazzo fu trasformato in villa fattoria con l aggiunta del grande corpo frontale, terminante in due bassi torrioni. Di fronte al palazzo fu eretto nel 1605 un oratorio, dedicato all Immacolata Concezione. ALCUNI APPUNTAMENTI ANNUALI FESTA PRIME ROSE : la seconda domenica del mese di maggio. La primavera è l occasione per mostre d arte, hobbistica, mercati ecc. SAGRA DI SANT ANTONIO: nella località S. Antonio in Mercadello, in occasione del patrono (13 giugno) si organizzano iniziative e spettacoli vari. FIERA DI LUGLIO: la seconda domenica del mese di luglio, prevede oltre al luna-park, spettacoli e concerti. SAGRA DI SAN LUIGI: si festeggia nella frazione di Rovereto l ultima domenica del mese di agosto. Mostre, spettacoli, funzioni religiose, si concludono l ultima sera (lunedì) con un particolare spettacolo pirotecnico che richiama migliaia di persone per l effetto e l imponenza. SAGRA DI SAN MICHELE ARCANGELO E FERA D UTO- BER : a partire dalla seconda domenica del mese di ottobre, la fiera, nata dalla volontà di riscoprire le tradizioni locali, riproponendo antichi mestieri, sapori e curiosità, riunisce anche i festeggiamenti religiosi e ricreativi per il patrono (29 settembre). ITINERARIO Parrocchiale di San Michele Arcangelo Km 15 L itinerario proposto ha tra gli obiettivi quello di porre l attenzione su alcune aree protette presenti nella campagna novese. Per oltre 6 chilometri si snoda un sistema di siepi spontanee, divenute importanti ambienti di rifugio per molte specie vegetali e animali ormai rare nella restante pianura. Il percorso ha inizio da Piazza I maggio, in centro a Novi, dove si trova il Palazzo Comunale ed un ampia area adibita a parcheggio. Imboccata la Strada provinciale per Modena in direzione Carpi, si raggiunge dopo circa 400 metri una piccola strada sulla destra: Via Ponte Tintore. Imme- La Torre della Sacchella (vedi estensione itinerario di Carpi)

13 diatamente sulla sinistra è possibile scorgere un complesso di strutture risalenti all inizio dell 800: Corte Ferrari, circondata da un muro di cinta. Poco più avanti sulla destra, Palazzo Ottaviani, edificato probabilmente agli inizi del 700, si distingue per l imponenza e l eleganza. Coevo al palazzo si trova un oratorio posto in prossimità della strada dedicato alla Vergine del Buon Consiglio. Raggiungendo il ponte in cotto (costruito nel 1903) sul canale Fossa Raso è possibile scorgere nei terreni a lato della strada, alcuni residui di piantata. La zona, caratterizzata dalla presenza di vaste aree coltivabili, prende il nome di Coccapana, dove è possibile individuare una siepe spontanea, raggiungibile dalla strada. Proseguendo per Via Ponte Tintore, merita attenzione la presenza della linea ferroviaria Modena- Mantova costruita a partire dal giugno Lungo il percorso proposto è possibile scorgere sulla sinistra il collettore acque basse reggiane, canale scavato tra gli anni 20 e 30, per favorire l agricoltura e la produzione dei terreni circos t a n t i. Il collettore lungo circa 29 km si congiunge a quello delle acque basse modenesi in territorio novese. Parallelo ad esso, scorre il Canale Parmigiana Moglia, utilizzato nel tempo, come via navigabile, mentre attualmente raccoglie le acque che vengono impiegate per l irrigazione. Arrivati ad un trivio, si seguono le indicazioni per Moglia e si percorrere Via Ponte Nuovo (le indicazioni stradali sono molto scarse), per circa 1 chilometro, sulla destra si giunge ad una strada bianca, dopo circa 3 chilometri, si arriva all area di siepi denominata il Foresto. Proseguendo sulla strada bianca,

14 si giunge ad un altra area di siepi denominata Resega. Area di confine fra le province di Reggio, Modena e Mantova. La caratteristica particolare di queste aree, protette a partire dal 1988 dalla Regione, è quella di essere costituite dalle medesime essenze vegetali, che caratterizzavano il paesaggio agrario dell inizio del secolo. In particolare se la siepe della Coccapana si caratterizza per la presenza dell olmo campestre, dell acero campestre e della vite selvatica, legate ad un recente passato (la vite maritata con olmo o acero), la siepe della Resega, con una presenza numerosa di farnie, rende l area vicina alle caratteristiche della vegetazione originaria. Il sistema complessivo di siepi è diventato un rifugio sicuro per numerose specie botaniche, ormai sempre più rare nella pianura modenese, tra questi ricordiamo il salice bianco, il salice grigio, il pioppo bianco, il pioppo nero, l ontano nero, il gelso bianco, il rovo bluastro, il ciliegio selvatico, il biancospino, la rosa canina, il sanguinello e il sambuco. La presenza di due ecosistemi, quello forestale e quello aperto ha favorito la diffusione di una ricca e varia fauna: dagli anfibi, ai sauri, ad una enorme varietà di uccelli (germano reale, airone cinerino, gabbiano, sparviero, poiana, gheppio, barbagianni, allocco, gufo, cornacchia, gazza, picchio, fringuello, capinera) e di micromammiferi (riccio, toporagno, mustiolo). Raggiunto un ponte, lo si supera e si imbocca a destra Via Resega (strada bianca), arrivando dopo circa 2 chilometri alla S.S. 413, svoltati a sinistra e subito dopo alla prima traversa a destra, si raggiunge Via Valle Bassa. L intera area viene bonificata a partire dalla metà degli anni 20, si costruiscono nel corso di una decina di anni circa 1460 nuovi edifici rurali. Molte case presentano, infatti, tutte lo stesso modello strutturale, con l abitazione di mattoni rosso scuro destinata alla famiglia colonica, accanto alla stalla-fienile. Percorsa per 2 km circa Via Valle Bassa, si imbocca a destra una strada bianca che conduce verso la Corte Siltada, il cui toponimo starebbe ad indicare una località colpita da silte (fulmini). Enorme corte, la cui esistenza è testimoniata già a partire dalla metà del 500. Per raggiungere il punto iniziale del percorso, una volta superata la corte si imbocca Via Gazzoli, a destra Via Gavello, sulla sinistra Via Torchio fino ad immettersi in Via Carrobbio. E da qui al centro del paese. L aia della Villa della Rose

15 SOLIERA Rocca Campori natura, spesso dimenticata, che ci circonda. MERITANO UNA VISITA Già nel sole che campeggia nello stemma comunale, Soliera, situata ad una decina di chilometri dal capoluogo, sulla direttrice Modena Carpi, si propone come una località ridente e radiosa. Oltre che al nome del sole, il toponimo è riconducibile al latino solarium, cioè al solaio aperto in cui si essiccava il grano. Con i suoi oltre abitanti, Soliera ha conosciuto una trasformazione decisa dalla metà degli anni 60, favorendo lo sviluppo dell attività agricola (per le produzioni di vino, parmigiano-reggiano, frutta, barbabietole da zucchero, cereali e allevamento suinicolo) e la continua crescita di altri settori dell industria, dalla meccanica di precisione alla produzione delle macchine per la lavorazione del legno. La tranquillità e la pace del luogo, decantate anche dal letterato Ludovico Antonio Muratori, rendono Soliera una cittadina piacevole, dove gustare i prodotti tipici della tradizione gastronomica modenese a contatto con un ambiente interessante e ricco di stimoli, e riportano l attenzione verso quella ROCCA CAMPORI Il castello è la struttura architettonica che maggiormente caratterizza il tessuto urbano di Soliera. E chiamato Rocca Campori, anche se la sua costruzione risale agli Estensi che lo fecero realizzare intorno al XII secolo a scopo difensivo. Successivi rimaneggiamenti ne hanno alterato l aspetto originario, che resta però imponente e maestoso. Dell edificio di un tempo rimangono due torrioni quattrocenteschi e, sul voltone d ingresso, gli stemmi della famiglia Campori. I discendenti della nobile famiglia ricevettero in concessione, nel 1636 dal duca di Modena Francesco I, il marchesato di Soliera, e ne rimasero feudatari fino al Attualmente il Castello è di proprietà del Comune di Soliera, che ne sta completando il restauro. CHIESA DI SAN GIOVANNI BAT- TISTA il rifacimento di epoca barocca ha cancellato le tracce dell originario impianto romanico della parrocchiale, che è arricchita al suo interno da un imponente decorazione a stucco. In particolare sono da segnalare preziosi manufatti in scagliola: paliotti di scuola carpigiana risalenti al XVII secolo e una prezioso dipinto, L Annunciazione, attribuito a Ludovico Lana. CHIESA DI SAN MICHELE ARCANGELO delle pievi romaniche del territorio la sola che abbia conservato l aspetto originario è la Chiesa di S. Michele Arcangelo, posta extra moenia ed affiancata da una torre campanaria anch essa di epoca romanica. Il ritrovamento di una immagine sacra, Madonna delle Grazie, databile al

16 XV secolo, rende possibile l attribuzione di tutte le decorazioni presenti a Fedele di Maroncello Petrazzani. CHIESA DI SAN PIETRO (località Limidi), la presenza di una chiesa o pieve dedicata a San Pietro è documentata a partire dal 1113, anche se successivi rifacimenti e restauri hanno trasformato il suo aspetto, fino a quello definitivo di fine settecento. La decorazione parietale visibile oggi è attribuibile al XV secolo. CHIESA DI SAN BARTOLOMEO (località Sozzigalli), l attuale parrocchiale, più volte ricostruita, fu realizzata nel 1916 ad opera dell architetto Carlo Barberi. Gli arredi e i quadri presenti sono databili tra fine ottocento e inizio novecento. ALCUNI APPUNTAMENTI ANNUALI FIERA DI SOLIERA: si svolge nella settimana del 24 giugno, ricorrenza del patrono San Giovanni Battista. Fiera all insegna delle tradizioni e dei sapori locali. Numerose le iniziative gastronomiche e culturali, le conferenze e gli spettacoli, le mostre di prodotti artigianali e le gare sportive. IL PROFUMO DEL MOSTO COTTO: terza domenica di ottobre, la festa, promossa dal Comune in collaborazione con la Comunità dell aceto balsamico tradizionale di Modena, ripropone la cottura del mosto d uva da destinare all Acetaia comunale. ITINERARIO Il Comune di Soliera ha favorito la conoscenza del territorio e dell ambiente locale, organizzando e segnalando, attraverso una cartellonistica, i percorsi naturalistici. Ricordiamo in questo opuscolo l Itinerario Secchia. VARIANTE 1 Km 16 Dal centro di Soliera, si imbocca Via A. Grandi, oltrepassata la Rocca, si raggiunge l incrocio con Via Arginetto. Dopo aver svoltato a destra, si prosegue fino a raggiungere sulla sinistra Via G. Marconi, e da qui la prima a sinistra Via A. Volta, che diventa Via Serrasina. Superata la traversa Via S. Michele si raggiunge Via Canale, da notare il complesso sette-ottocentesco FERROVIA MO/MN Secchia S.S Ponte dell Uccellino

17 Bassana-Villa Razzaboni che sorge in prossimità del bivio Via Serrasina - Via Bassana. Via Serrasina e Via Canale, a differenza di molte altre strade solieresi che risentono del tracciato risalente alla centuriazione romana, hanno un andamento non rettilineo in quanto seguono le anse del fiume Secchia. Via Canale percorsa in direzione nord, conduce fino a Sozzigalli (frazione di Soliera) attraversando: l antico oratorio dell ex Villa Manzina, i campi coltivati, gli allevamenti e i pochi alberi e arbusti spontanei sfuggiti al taglio e alle coltivazioni sistematiche. All interno delle aziende, ai margini s t r a d a l i, vi sono numerose farnie, ed alcuni esempi di piantata modenese (quell organizzazione colturale arborea promiscua in cui la vite viene maritata a tutori vivi, quasi sempre costituiti da olmi, aceri, pioppi). Giunti a Sozzigalli si attraversa la Via Carpi-Ravarino e si prosegue fino a raggiungere Via Foschieri nella quale ci si immette. All incrocio con Via Piga trovano ubicazione: l oratorio Foschieri e Villa Rossi, risalente all ottocento, il cui parco è circondato da pioppi cipressini. In origine il giardino era composto essenzialmente da alberi locali, in particolare pioppi e salici, poi successivamente sostituiti con specie più pregiate. Dopo aver percorso Via Foschieri si raggiunge Via Chiesa Cortile e si svolta a sinistra fino all incrocio con Via Carpi-Ravarino, una volta superato, la strada diventa Via Arginetto. In prossimità del centro abitato sulla destra si trova l ottocentesca Villa Feltri, ben nascosta dal suo parco e delimitata da alcuni pioppi piantati intorno alla fine dell ottocento. VARIANTE 2 Km 11,6 L itinerario prevede di percorrere via Serrasina, attraversando la località Secchia fino al Passo dell Uccellino (ponte sul fiume Secchia), da dove si svolta in direzione Ovest e si percorre Via Morello Confine fino alla strada S. Michele. Interessanti, a lato della strada, sono le tradizionali piantate ancora visibili. In particolare in prossimità del ponte si trova uno degli esempi più qualificanti di dimora signorile rurale della bassa pianura modenese, si tratta di Villa Benvenuti Messerotti. La dimora, articolata in un corpo di fabbrica chiuso da due torrioni, dimostra una ricerca di signorilità improntata allo stile neoclassico, anche grazie alla facciata verso il fiume, preceduta da un ampio viale d accesso introdotto da due filari di pioppi. Imboccata Via Morello Confine, sull angolo si trova un area definita olmaccio grazie alla presenza, non più visibile, di una vetusta quercia. Raggiunta Via S. Michele si notano lungo il percorso alcuni filari di olmo ciliato, inserito nelle nostre campagne quando la coltura dell olmo come sostegno alla vite e per il foraggio era ancora usuale. Oltrepassato l incrocio con Via Cà Vecchia, si intravede alla sinistra una villa con parco risalente all inizio del secolo. Proseguendo si raggiunge Stradello Arginetto, percorso nella sua interezza si ritorna a Via A. Volta.

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