LE PINETE DEMANIALI RAVENNATI STORIA E PROSPETTIVE

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1 LE PINETE DEMANIALI RAVENNATI STORIA E PROSPETTIVE Relatore: Primo Dirigente del CFS Dr. Giovanni NACCARATO Comandante Provinciale del Corpo Forestale dello Stato per la Provincia di Ravenna

2 I terreni costieri che il processo alluvionale è andato formando negli ultimi millenni a levante della città di Ravenna hanno costituito un ambiente assai favorevole alla crescita del bosco. Di un bosco xerofilo lungo le strisce paleodunali formate da terreni permeabili,ben drenati e relativamente elevati e parimenti di un bosco igrofilo a querceto con prevalenza di farnia nelle depressioni interdunali.

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5 Le quattro abbazie concessionarie della fascia costiera ravennate erano : L abbazia benedettina di San Vitale ; L abbazia di Santa Maria in Porto,dell ordine dei Canonici Regolari Lateranensi; L abbazia di Sant Apollinare in Classe dell ordine dei Benedettini Camaldolesi ; L abbazia di San Giovanni Evangelista dei Canonici Regolari della Congregazione di San Salvatore.

6 Importante passo per il mantenimento ed ampliamento della pineta ravennate fu quello effettuato grazie all intervento del ravennate Luigi Rava insigne studioso,ministro dell Agricoltura, Industria e Commercio dal 1903 al 1905 e poi successivamente Ministro della Pubblica Istruzione e Ministro delle Finanze e Vice Presidente della Camera dei Deputati che fu promotore della Legge n 411 del 16 Luglio 1905 che prenderà il nome di Legge Rava dove :

7 all art.1 recita : Sono dichiarati inalienabili i relitti marittimi posti nella provincia di Ravenna,pervenuti al Demanio dello Stato in forza dell atto di transazione 30 giugno 1904 fra il Demanio stesso e le signore PergamiBelluzzi, e quegli altri che si formeranno in avvenire oltre la detta zona. Sono escluse quelle parti di relitti stessi,che trovansi attualmente già a coltura agraria od occupati da fabbricati ; all art.2 recita : I relitti presenti e futuri,di cui all articolo precedente,sono amministrati,a scopo di rimboschimento,dal Ministero dell Agricoltura,Industria e Commercio, con le forme e nei modi stabiliti per gli altri boschi demaniali a norma della Legge 20 giugno 1871 n 283.

8 Nel 1934 Pietro Zangheri scriveva : oggi i territori in possesso del demanio forestale ascendono alla ben cospicua area di 1500 Ha. Sempre a Pietro Zangheri si deve la descrizione della flora delle pinete di Ravenna nel volume Flora e vegetazione delle pinete di Ravenna pubblicato nel 1936 e che resta un opera fondamentale. Lo studio di Zangheri interessò particolarmente le pinete di Classe e San Vitale,ma le indagini ed i risultati possono,senza dubbio,estendersi a quelle demaniali,data la breve distanza che intercorre tra i rispettivi complessi.qualche riserva potrebbe farsi soltanto per la maggiore influenza del mare e per la più recente costituzione dei terreni della pineta demaniale. E su questi per una superficie di circa 750 la pineta di Stato vi vegeta rigogliosa su una lunghezza di poco meno di 40 Km. Fra Reno e Savio.

9 Alla pineta venivano assegnate due funzioni essenziali : Diretta di carattere economico con la produzione di legname,pinoli ed altri prodotti del sottobosco e del bosco; Indiretta nel caso in esame ben più importante di carattere sociale con protezione del suolo su cui è stato effettuato l impianto e delle zone retrostanti con valorizzazione panoramica e paesaggistica del litorale ravennate.

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13 Nel 1977 con il passaggio alle Regioni di parte del Demanio forestale dello Stato, avvenuto in applicazione del D.P.R. 616/77 non si è avuta una significativa variazione della superficie, in quanto sono state trasferite alla Regione Emilia-Romagna solo piccole porzioni di terreno. Nel 1977 viene istituita la Riserva Naturale dello Stato Pineta di Ravenna (D.M. 13 luglio 1977) su una superficie di 709 Ha.circa in quanto trattasi di fasce boscate litoranee che esplicano funzione di protezione dal vento e dal sorrenamento sui terreni retrostanti caratterizzata da una grande permeabilità,forte dilavamento e mancanza di evaporazione ora amministrata dal Corpo Forestale dello Stato- Ufficio Territoriale per la Biodiversità di Punta Marina Terme.

14 Il territorio in cui è presente la pineta demaniale è stato interessato a partire dagli anni da due fenomeni alquanto problematici che hanno condizionato la gestione del popolamento forestale stesso: La subsidenza del suolo (fra il 1949 ed il 1977 si sono misurati abbassamenti del suolo di ben 25 cm. con punte di cm. in diverse zone del litorale- CasalborsettiMarina di Ravenna Lido Adriano) L erosione del litorale Per questi motivi il rimboschimento di queste aree era sempre difficile ed in particolare la sopravvivenza e la crescita delle piante era totalmente condizionata dalla presenza della salsedine e dalle condizioni meteo avverse.

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20 Le specie vegetali arboree dominanti presenti sono : Pino Domestico (Pinus Pinea) Pino Marittimo ( Pinus Pinaster) Oltre ad altre specie quali : Fraxinus Excelsior Fraxinus Ornus Ulmus Campestris Alnus Cordata Quecus Ilex Acer Pseudoplatanus Ulmus Pumila Acer Negundo

21 Di origine spontanea possiamo annoverare: Quercus Peduncolata Populus Alba Populus Nigra Alnus Glutinosa Robinia Pseudoacacia Pyrus Communis Frangula Alnus

22 Fra gli arbusti più comuni ricordiamo : Juniperus Communis Rubus Fruticosa Crataegus Monogyna Amorpha Fruticosa Ligustrum vulgare Prunus Spinosa Phillirea Angustifolia ecc.

23 Il piano di gestione della pineta demaniale del 1950 ben presto indirizzò la stessa verso le funzioni di produzione di pinoli,di frangivento e di carattere estetico-ricreativo. Nel successivo piano di gestione del 1969 per il decennio a causa del cambiamento delle condizioni climatiche, dell innalzamento della falda freatica e delle mutate condizioni della pineta si ha un cambiamento di indirizzo improntato ad un piano colturale di miglioramento e conservazione.

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