ITINERARI CONNETTIVI ARTISTI IN RETE

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1 ITINERARI CONNETTIVI ARTISTI IN RETE FRANCESCO COLONNELLI CARLO CIFARELLI RODRIGO BLANCO IUCU GIANMATTEO RONA WALTER PAOLETTI NICOLA ALESSANDRINI ALLEGRA CORBO LELE PICÀ ALESSANDRO D AQUILA STEFANIA GIULIANI MARCO MONTENOVI HERNAN CHAVAR LORENZO BARTOLUCCI JESSICA PELUCCHINI 31 AGOSTO 30 SETTEMBRE 2014 MOLE VANVITELLIANA SALA TAMBURI

2 La mostra ITINERARI CONNETTIVI nasce con il proposito di focalizzare l attenzione sui percorsi di ricerca intrapresi da alcuni artisti italiani che hanno assunto, nel panorama nazionale, la funzione di nodi estetici della rete globale. Le loro opere sono attraversate da storie, ideologie, ambientazioni di questo tempo e hanno la prerogativa comune di appartenere per loro genealogia alla dimensione della globalità, la dimensione in cui la totalità delle relazioni umane abita sincronicamente un unica casa chiamata mondo, i cui i confini geografici, culturali, spazio-temporali si sono riposizionati in una prospettiva nuova. Le opere presentate sviluppano un percorso intorno al concetto di connessione interpretato a diversi livelli semantici e filosofici. La digitalizzazione della realtà e il suo trasferimento nella rete informatica globale - che poggia sulla rete delle connessioni umane - apre nuovi scenari sulla prospettiva di abitazioni di nuove dimensioni con cui il contemporaneo si confronta in varie declinazioni e nei diversi ambiti semantici. Lo scopo della mostra è proprio quello di rintracciare i legami, occuti, impensati o ostentatamente palesi, nella Babele culturare che si chiama Contemporaneo, perché l arte ha la prerogativa di manipolare la realtà attingendo da essa e da se stessa forme concettuali per farne ogni volta qualcosa di nuovo e anticipare la direzione dello spirito. Nell arte niente è più vero di qualcos altro e soprattutto niente è storicamente più falso di qualcos altro.

3 Gott ist tot. La soppressione della regola verticale, sopra le parti, che garantiva l imparzialità delle relazioni umane, apre infinite possibilità performative, oppure scandisce la fine di ogni possibile gioco? Se non c è una regola esterna a cui riferirsi i giochi umani sono finiti. È impossibile relazionarsi. Babele fu distrutta perché ognuno voleva darsi il suo nome da sé. E la punizione fu l impossibilità di comunicare. Foglio bianco. Quando cade la regola verticale, niente è impossibile. L universo è un foglio bianco in cui la creatività umana può scrivere e riscrivere di nuovo. E l arte non è più la torsione dello stesso, ma un fiume che sgorga dal nuovo e di nuovo su strade mai percorse. Tutto è vero, niente è vero. Ma il tutto possibile genera ansia. Se tutto è possibile, che cosa sceglierò, con che bisogno, con che criterio, con che ragione. Allora è più facile non scegliere, votarsi all immobilità. La società della stanchezza. Che festività del perdono, che sacro gioco dovremo inventarci? La rete è la metafora della festa della perdonanza. La ricostruzione della regola della connessione umana. Questa volta con andamento orizzontale. Veicola informazioni, sentimenti, immagini, allucinazioni, ma anche conflitti che nessuno può redimere. Dobbiamo conferire a noi stessi gli attributi che assegnavamo a Dio. E allora nacquero i Narcisi. I riferimenti sono : Friedrich Nietzsche, La gaia scienza Jaques Lacan, XI seminario Byung-Chul Han, La società della stanchezza Marvi Maroni Intelligenza connettiva, arte connettiva Viviamo di connessioni. Una parte rilevante, almeno dal punto di vista quantitativo, delle nostre relazioni passa attraverso connessioni digitali. Il computer, il tablet, ma soprattutto il cellulare costituiscono appendici da cui difficilmente ci stacchiamo. E non si tratta di fenomeni adolescenziali: lo smartphone per gli adulti non è, come indicato con una bella immagine utilizzata da Pier Cesare Rivoltella, solo un semplice guinzaglio elettronico. Per quanto, anni fa, il web sia stato inteso come un non-luogo, privo di storia e di identità, la diffusione dei social network mostra come sia un ambiente vivo, popolato e con tutti i tratti, positivi e negativi, della specie umana. Certamente il web, e con esso chi lo utilizza, si è evoluto: da immenso archivio da cui trarre le più disparate informazioni si è trasformato, grazie ad utenti non più semplici fruitori ma creatori di contenuti, in luogo di produzione della conoscenza. Le prime metafore utilizzate per descriverlo rinviano ad un approccio statico: la biblioteca, l archivio. Le metafore, per lungo tempo utilizzate, dell autostrada e del bazar, pur aggiungendo l aspetto dinamico, rimangono nella logica dello scambio di qualcosa creato altrove. Pierre Lèvy e Derrick de Kerckhove sono i primi a presentare il web come intelligenza: fare riferimento al cervello, l organo legato per antonomasia all apprendimento e alla conoscenza, implica pensare al web come luogo vivo in cui in il sapere umano cresce in modo esponenziale grazie ad una spirale di scambi e di connessioni, che sembrano poter crescere all infinito. Ma come intendere tali connessioni? Non è questo il momento di ricostruire le differenze tra la metafora proposta da Lèvy, quella dell intelligenza collettiva, e quella, proposta da de Kerckhove, di intelligenza connettiva. Quello che qui può interessare, riprendendo la proposta di de Kerckhove, è di trovare un equilibrio, partendo dalla condivisa visione del web come realtà organica in cui l insieme è qualcosa di più della somma delle sue parti, tra l apporto dell individuo, la sua originalità e creatività, da un lato e i processi e i risultati finali del web dall altro lato: le connessioni presuppongono comunque soggetti liberi ed autonomi. Certamente la moltiplicazione crescente delle connessioni e delle informazioni sottolinea la complessità dei nostri tempi: pur avendo ben presenti forme di opacità e di controllo, censure, interessi di natura commerciale, emerge con immediatezza il sovraccarico dei dati, la difficoltà a discernere quelli effettivamente funzionali alle scelte personali e sociali. Il web è un grande ipertesto e le teorie dell ipertesto - nell individuarne i due componenti essenziali, i nodi, i dati informativi da un lato e i legami, le connessioni dall altro avevano, nei decenni passati, forse più sottolineato la

4 prima dimensione: quella del nodo, del frammento. In qualche modo ha prevalso il gusto - talvolta fine a se stesso, si pensi a Jacques Deridda - per la decostruzione. In questi anni emerge il desiderio per un approccio olistico, per una valorizzazione delle connessioni, per l individuazione di criteri che permettano forme di ricomposizione: la semplessità di Alain Berthoz, le leggi della semplicità di John Maeda sono segnali eloquenti di una ricerca centrata sull esigenza di ricostruire visioni unitarie. Se si tratta di riconnettere quanto si è troppo frammentato, va messo sotto osservazione anche il senso della connessione. Non è solo l esigenza di allontanarsi da quelle forme di narcisismo a cui il web offre incredibili strumenti di amplificazione, con impressionanti quantità di post a malapena letti dallo steso autore, ma di cogliere nuovi equilibri tra connessioni reali e connessioni virtuali. Spesso si ragiona in termini di contrapposizione: Sherry Turkle segnala che paradossalmente le tecnologie digitali ci fanno stare insieme ma ci lasciano comunque soli. Di fronte alla possibilità di un incontro reale ci si rifugia in consolatorie e gratificanti relazioni virtuali: piuttosto che una domanda diretta ad un interlocutore fisicamente presente si preferisce il messaggio o il tweet. Si tratta di un monito critico importante, ma forse è meglio muoversi in una logica di complementarietà, ricordando, come osserva Roberto Diodato nel suo importante lavoro sull estetica del virtuale, che esistono elementi per pensare la struttura del mondo virtuale come essenzialmente relazionale, o [ ] come luogo ch esiste solo nell incontro. Di fronte a tali questioni che continuano ad attirare attenzione, nonostante il web e le connessioni digitali siano ormai una realtà affermata da decenni, non è sufficiente un ormai tradizionale approccio multidisciplinare: servono visioni ed intuizioni che solo l arte può fornire. La metafora di intelligenza connettiva in relazione al web è frutto di un suggerimento di Ross Harley, un Australian technology artist come lo indica de Kerckhove. Sarebbe interessante ricostruire, come fa ad esempio Lorenzo Canova, il rapporto tra tecnologia ed arte per arrivare alle suggestioni elaborate sotto la sigla spesso ambigua del post-umano. Ma, lasciando aperta la prospettiva, può essere utile una osservazione di Franco Vaccari: la fotografia è veramente tale se ci aiuta a scoprire quello che non sappiamo invece che a confermarci in quello che già conosciamo. L indicazione di Vaccari, elaborata in relazione alla fotografia, va ripresa in relaziona all arte in tutte le sue espressioni. Filippo Bruni ITINERARI CONNETTIVI

5 NICOLA ALESSANDRINI Connessioni: carne, corpi, ossa, muscoli, sangue, pelle, pori, nervi, sinapsi, pensieri, desideri, bisogni, fame, carne. Il lavoro di Nicola Alessandrini parla di umanità; racconta, attraverso figure e personaggi a-narrativi e a-metaforici, nella precaria tensione di qualcosa che sta iniziando ad accadere, del rapporto fra Uomo e Società e l inevitabile scontro che ne consegue. Una battaglia fra spazio intimo, privato, luogo segreto di desiderio, pulsione, perversione, ego, e spazio pubblico, luogo dell apparire, del mostrarsi, del gioco e della politica. Le sue opere si situano negli spazi connettivi fra questi due mondi, nelle pieghe di carne e pensiero segnati dal dolore, dalla fame, ma anche dall adrenalina e dalla folle gioia di questa battaglia, i suoi corpi ibridati non sono frutto di metamorfosi, ma sono carne che come materia primigenia sta ancora cercando, nell eterno disequilibrio fra ragione e pulsione, di trovare una forma a se più congeniale, sono esseri imperfetti e divini al tempo stesso perchè l Incompiuto e l Incerto sono le forme più alte a cui si è stati in grado di assurgere e, al contempo, spazio infinito di possibilità evolutive. PierPaolo Padelle, Corpi dis-organizzati

6 DELLAMIACARNE 2014 Le strade dele Paesaggio, Museo civico, Cosenza Alterazioni festival, intervento murale cittadino, Arcidosso, Grosseto Pink Pop Pig, Metropoliz Roma La pericolosità dell arte, Galleria Galeotti, Macerata Sconfinamenti, Nicola Alessandrini, Lorenzo Bartolucci, Fidia Falaschetti, Palazzo Santoni, Jesi 2013 Bipersonale Nicola Alessandrini + Gio Pistone, Metropoliz, Roma Hic Sunt Leones, Casa dell Architettura, Roma Censured, Visiva, Roma Caco festival, Socrate Occupato, Bari 20x20, Studio d Ars, Milano Il piacere Dissoluto, Art Kitchen - Superground Studio, Milano Womade, Chiostri di San Barnaba, Milano Urban super star, Galleria provinciale d arte, Cosenza Take Place, Punto Gallery, Macerata 2012 Blooms of Dafne, Fabrica Fluxus, Bari Taetrum et Dulce, Distinction Gallery, Escondido, California, Usa Artaq Paris 2012, Paris, Francia In art we trust, Spazio Seicentro, Milano Il Perimetro del Pensiero, live painting, Palazzo Buonaccorsi, Macerata Pubblicazione Quiet Magazine, vol 2, Bassano del Grappa Pubblicazione in Watt Magazine, vol 0.5 Artaq prize 2012, Anger, Francia Micro-Macro, collettiva Adam, Istituto di cultura italiana, Berlino, Germania M.U.RO, Museo Urbano di Roma, Quadraro, Roma Nicola Alessandrini è nato il 31 dicembre del 1977 a Macerata. Ha frequentato la scuola materna di via Panfilo, di fianco al mattatoio comunale: nei ricordi le ricreazioni in giardino fra risa di bambini e pianti di animali. Le scuole elementari le ha fatte al De Amicis, il gruppo dei maschi non lo voleva perchè non giocava a calcio e quello delle femmine perchè era maschio. Durante le medie al Verdi leggeva Buzzati per antologia e disegnava carcerati per educazione artistica. Al liceo Leopardi andava senza libri e senza compiti solo per vedere la ragazza di cui era di volta in volta innamorato. Poi durante l accademia di belle arti è diventato padre; ha fatto varie mostre e cose belle, nella testa sempre e comunque pianti di bambini e risa di animali.

7 RODRIGO BLANCO Fila il tempo Passeggiando nella rete Il pensiero che sottende la produzione di Rodrigo Blanco è molto profondo, ha le sue radici nel concetto di fluidità e continuità dell esistenza, richiama il concetto di carne elaborato dal filosofo francese Merleau Ponty. Rodrigo elimina ogni dualismo, la sua arte è un continuum materico che prende ogni volta una forma diversa, è una emanazione di una sostanza comune. Non c è quindi una separazione tra soggetto ed oggetto, né divisione tra pensiero cognitivo e esperienza empirica, sensitiva. C è l essere al mondo. Essere in comunicazione col mondo, questo apre l accesso alla possibilità. La percezione è relazione vissuta e ambigua degli elementi soggettivi e oggettivi. se volessi tradurre esattamente l esperienza percettiva, dovrei dire che si percepisce in me e non che io percepisco (M. Merleau-Ponty, Fenomenologia della percezione). La percezione quindi è il momento più importante dell esperienza esistenziale, è quello in cui l uomo sente e vive il sé e l altro da sé. Rodrigo Blanco non ammette la verità assoluta. Nell unica soluzione sta la morte della continuità, della vita. Tutte le opere di Blanco sono ambigue, aperte a interpretazioni e mutazioni. Se tutto è fatto di una stessa sostanza, di una stessa carne allora possiamo prevedere anche delle emanazioni dal corpo, che non sono protesi, ma continuità dell essenza, che nel contatto con qualcosa di nuovo, aggiuntivo, ne diviene parte. Marianna Cozzuto

8 PASSEGGIANDO NELLA RETE Rodrigo Blanco nasce il 23 maggio 1975 a Latina. A scuola riceve una formazione che lo avvia alla professione di perito tecnico industriale. Nel 2001 in concomitanza con il suo trasferimento nella città di Ancona inizia a dipingere. Principali mostre tenute di recente: 2011 Sinte-X personale a due con Walter Paoletti - Associazione Galleria Puccini Ancona giugno Genovarte 2011 (collettiva) Biennale d Arte Contemporanea, Curatore Mario Napoli Palazzo Stella Genova 18 giugno 3 luglio Biblia Pauperum (collettiva) Congresso Eucaristico, Curatore Prof. Armando Ginesi Museo Diocesano, Jesi dal 27 agosto al 26 settembre Mare Mostrum - Festival Adriatico Mediterraneo (collettiva) Quartiere San Pietro Ancona 27 agosto 11 settembre 2012 Umanovacuo personale a cura del Prof. Marcello Monaldi Università degli Studi di Trieste, dal 1 al 22 giugno Beyond personale a due con Massimiliano Orlandoni, presentazione a cura del Prof. Antonio Luccarini - Mole Vanvitelliana Ancona, dal 9 giugno al 1 luglio Biennale d Arte Contemporanea di Ferrara (collettiva) Ferrara, Castello Estense 3-11 novembre. Biennale Premio Artemisia (collettiva) Ancona, Mole Vanvitelliana novembre 2013 Guardiani e figure involute nello spazio personale a due con Francesco Lozzi galleria Studio d Arte Andromeda Trento, dal 16 al 29 marzo 2014 Fiera Arte Genova - stand galleria Satura Genova, dal 14 al 17 febbraio Segnali residui progressivi personale a cura di Marianna Cozzuto Spazio Comel Latina, dal 28 giugno al 13 luglio

9 CARLO CIFARELLI Alone Parlami ALONE è una riflessione sull evoluzione dell uomo e del rapporto con la sua estensione tecnologica nell era digitale. All interno di una black box, un sistema sensibile all interazione con l ambiente circostante attende l ingresso del fruitore al fine di stabilire una connessione di mutuo scambio con esso. Il volume interno della black box è occupato da uno schermo su cui si delinea l essenza digitale di un avatar, generato da puro codice di programmazione, che è dotato di vita propria ed è in grado di reagire e rispondere all interazione vocale con l astante. La dicotomia tra lo spazio esterno e il volume interno tratteggia il dialogo tra l uomo e la macchina, servo strumento che mette in comunicazione due nodi di un rete sociale, evidenziandone il particolare stato emozionale generato dall alienazione che ne consegue, il distacco dal mondo reale esterno.

10 BinaryCodedBrain, alias Carlo Cifarelli. Sin dai primi anni della sua vita inizia a giocare con i linguaggi di programmazione. Dopo la laurea in Informatica si trasferisce a Roma dove inizia ad esplorare il mondo dell Arte Generativa tramite il framework Processing. Dietro lo pseudonimo BinaryCodedBrain si esibisce come Artista Visuale Generativo fondendo la sua passione per la geometria, il codice e il suono in un singolo gesto, una estensione di se stesso esibita in tempo reale tramite una perfetta sincronizzazione tra grafica generata dal computer e atmosfere sonore. Installazioni 2014 Reverse Project Rome Wasn T Built In A Way : installazione sitespecific di generative visual art site- specific che reagisce ai suoni ambientali Animal 21, Roma 2013 Romaeuropa Festival: DIAMOND VERSION feat. ALVA NOTO & BYETONE (labels D Mute/Raster- Noton) installazione di generative visual art che reagisce ai suoni ambientali e al movimento del pubblico Brancaleone, Roma Live A/V 2014 CortonaOnTheMove 2014 graefenberg feat BinaryCodedBrain, set audio/video composto da musica elettronica sperimentale e generative visual art Chiesa San Antonio, Cortona (AR) Radiolevano 2014 akamoi feat BinaryCodedBrain, set audio/ video composto da musica deathambient e generative visual art Parco dell Acqua Santa, Olevano Romano (RM) Radiolevano 2014 Hatori Yumi feat BinaryCodedBrain, set audio/video composto da musica elettronica sperimentale e generative visual art Parco dell Acqua Santa, Olevano Romano (RM) Pigneto Città Aperta Rocco Cavalera feat BinaryCodedBrain, set audio/video composto da musica drone/ noise/industrial/techno e generative visual art Art Gallery B>49, Roma Scala C.ALL Ynaktera feat BinaryCodedBrain, set audio/video composto da musica elettronica sperimentale e generative visual art Scala C, Roma TERRACAVA - Echi E Visioni Dagli Abissi Rocco Cavalera feat BinaryCodedBrain, set audio/video composto da musica drone/noise/industrial/techno e generative visual art ESC Atelier, Roma STRATI: KANGDING RAY Ynaktera feat BinaryCodedBrain, set audio/video composto da musica elettronica sperimentale e generative visual art Brancaleone, Roma 2013 Hatori Yumi feat BinaryCodedBrain Hatori Yumi feat BinaryCodedBrain, set audio/video composto da musica elettronica sperimentale e generative visual art SONAR, Palermo MainOFF congresso delle musiche e delle arti elettroniche indipendenti akamoi feat BinaryCodedBrain, set audio/video composto da musica deathambient e generative visual art Real Fonderia alla Cala, Palermo Drammaturgie Visioni: SuperSymmetry Ynaktera feat BinaryCodedBrain, set audio/video composto da musica elettronica sperimentale e generative visual art Teatro dei Marsi, Avezzano (AQ) STRATI: Opening Ynaktera feat BinaryCodedBrain, set audio/video composto da musica elettronica sperimentale e generative visual art Brancaleone, Roma Il Pagliaio: Reopening akamoi feat BinaryCodedBrain, set audio/video composto da musica deathambient e generative visual art Il Pagliaio, Roma ReMedium: ATOM Hatori Yumi feat BinaryCodedBrain, set audio/video composto da musica elettronica sperimentale e generative visual art Università di Salerno, Fisciano (SA) White Noise Generator - Experiment #1_4 White Noise Generator, The Nihilist Fisherman, Marcello Magliocchi, Adriano Orrù feat BinaryCodedBrain, improvvisazione audio/ video composto da musica electronica e jazz e generative visual art Galleria BLUorG, Bari Stochastic Resonance: Permutation.a Release akamoi feat BinaryCodedBrain, set audio/video composto da musica deathambient e generative visual art Cinema America Occupato, Roma White Noise Generator - Experiment #1_3 Maresuke Okamoto, Gianni Lenoci, Marcello Magliocchi, Marco Malasomma feat BinaryCodedBrain, improvvisazione audio/video composto da musica electronica e jazz e generative visual art Galleria BLUorG, Bari White Noise Generator - Experiment #1_2 Eraser feat BinaryCodedBrain, improvvisazione audio/video composto da musica electronica con hardware circuit banding e generative visual art Galleria BLUorG, Bari

11 FRANCESCO COLONNELLI Per mare è il titolo dell installazione proposta all interno della mostra Itinerari connettivi e prende il nome dal video che dialoga, con il lavoro pittorico su tavola Cristoforo, ispirato al dipinto di Lorenzo Lotto, raffigurante San Cristoforo. mare metafora di Conoscenza. Per mare vanno testimoni di umanità estreme, di storie contemporanee e mitologiche, individuali e universali. Il Santo nell iconografia cristiana, è il traghettatore che regge sulle spalle il Cristo bambino e lo conduce attraverso le acque. Solo quando lo vedrà sopraffatto dal peso, il Cristo gli rivelerà, che aveva portato sulle spalle il peso del mondo intero. Così come scritto nella presentazione della mostra la dimensione della globalità, la dimensione in cui la totalità delle relazioni umane abita sincronicamente un unica casa chiamata mondo, i cui confini geografici si sono riposizionati in una prospettiva nuova. Il viaggio per mare richiede coraggio, è percorso iniziatico, evoca il cambiamento, la trasformazione, l incontro con l Altro la crescita di consapevolezza. Le acque, dicevo tra me e me, scorrono di continuo, scorrono il giorno, scorrono la notte, sino a tanto che si riuniscono a tutte le altre, in seno al vasto mare. (Confucio) Omnia pontus erat Il mare come connettore - il mare che unisce il

12 CRISTOFORO Nato ad Osimo (An) il 5 dicembre 1952, diplomato presso l Istituto Statale d Arte di Ancona, diretto dallo scultore Edgardo Mannucci e successivamente all Accademia di Belle Arti di Roma e Macerata sotto la guida degli scultori Umberto Mastroianni e Valeriano Trubbiani. Artista eclettico, è citato nel volume La Pittura in Italia, Il novecento/3 Le ultime ricerche edizioni Electa Espone per la prima volta nel 1973 a Roma, con il critico d arte Enrico Crispolti, presso la Galleria il Grifo. Nel 1977 con l opera Uno spettro si aggira per l Europa è invitato alla Settimana Internazionale della Performance, curata da Renato Barilli, presso la Galleria d Arte Moderna di Bologna. (La Performance, edizioni La Nuova Foglio 1977). Nel 1981 con Performer è a Ferrara alla Sala Polivalente - Scuderia Massari, invitato dalla direttrice artistica Lola Bonora. Nel 1987 e nel 1991 è all International Audiovisuel Festival di Arnhem nei Paesi Bassi, prima con il video Concomello, poi con la videoinstallazione Al volo. Nel 1989 con la videoinstallazione Azzurro ionico è al Festival di Arte Elettronica al Palazzo Ducale di Camerino e nel 1991 con la stessa opera è invitato alla mostra Caos e Bellezza-Immagini del neobarocco, curata da Omar Calabrese, presso il Palazzo Serra Gerace di Genova (edizioni Domus Academy) Nel 1993 con la videoinstallazione Silenziose carogne di rapaci omaggio a Pasolini - è al Festival della Performance di Madrid. Nel 2003, il trentennale rapporto di amicizia artistica con Magdalo Mussio confluisce nella mostra Erratico bellosguardo di Pennabilli. Nagli ultimi anni, indaga il tema dell ascolto attraverso lo strumento pittorico e filmico: realizzo il quadro come se fossi dietro la telecamera, con l occhio dell operatore, e nel filmare, mantengo un occhio pittorico. Nel 2005, in occasione dell esposizione di Calamita cosmica di Gino De Dominicis, all interno del Lazzaretto vanvitelliano di Ancona, realizza il video l Orecchio al silenzio. Con questa opera, viene invitato a Bergamo e Pavia nelle mostre Nowheremen e Estetica dei non luoghi curate da Omar Calabrese (Estetica dei non luoghi, edizioni Skira, 2007), seguono altre installazioni nella chiesa si San Bernardo a Jesi e nelle Grotte del Cantinone a Osimo. Tra gli ultimi lavori Operalieta, video sull interpretazione pasoliniana di Giotto.

13 ALLEGRA CORBO Gli oggetti che costruisco dicono la verità, così posso connettermi agli uomini e donne.altrimenti no. Con il mio corpo di umano racconto la biografia, lui mi porta qua, ma riesce a dire solo una parte di vero.... Dopo un passato connotato da azioni teatrali e performances, l artista negli ultimi anni si dedica maggiormente al disegno, alla pittura su carta e stoffa, al collage, alle sculture di fuoco.la presentazione che ci offre delle sue opere è di sovente un lavoro in site specific. Per Allegra Corbo infatti, le istallazioni sono delle performances immobili dove l invisibile presenza dell artista si manifesta nell aurea lasciata dal suo passaggio, nell aspetto sensibile, negli odori e i suoni, dello spazio espositivo investito. Le sue opere non si leggono completamente al primo sguardo, così facilmente come siamo abituati a fare con le immagini più convenzionali. Come per sciogliere l enigma di un rebus, lo sguardo circola, ripercorre più volte i segni, le forme, le lettere: lo spettatore riflette sulle analogie, sulle contraddizioni, sulle anomalie visive che Allegra ci propone. Un rebus che assomiglia all enigma di un oracolo, una visione che supera il reale per svelarci ciò che infondo già percepiamo ma che non vogliamo riconoscere, sul quale non siamo disposti a riflettere. Lo spettatore, come in un procedimento euristico, si trova affidato al suo intuito allo stato temporaneo delle circostanze, chiamato a generare una nuova conoscenza senza indicazione di strade concrete né operative per conseguirla. L esperienza che ne consegue ha qualcosa del sacro, di quello sforzo compiuto dall uomo per costruire un mondo, fatto di oggetti e forme ordinarie, che abbia un significato. Tamara Vignati

14 Allegra Corbo Si diploma come Maestro d Arte in Oreficeria e arte dei Metalli, presso la Scuola d Arte Mannucci di Ancona e in pittura all Accademia di Belle arti di Bologna. Dal 1988 al 2002 collabora come attrice, performer, scenografo, scultrice e tecnico con la compagnia teatrale Societas Raffaello Sanzio, il circo cyberpunk Mutoid Waste Co., poi Mutek di Joe Rush, con Officine Alchemiche e Mama Ferox. Dal 1996 espone a livello nazionale e internazionale in gallerie, happening e festival di arte contemporanea e della scena di arte visionary, underground e pop e partecipa ad eventi di arte urbana con murales, grandi collage, stendardi, sculture di fuoco, performance, editoria. Dal 2008 segue la direzione artistica di Pop UP! Arte Contemporanea nello Spazio Urbano ( a cura di MAC) ad Ancona dove presenta artisti italiani e internazionali in sperimentazioni istallative e wall painting di grandi misure. Con MAC-Manifestazioni Artistiche Contemporanee è nel team di progettazione, cura e allestimento di eventi di arte contemporanea (Pop UP! Arte contemporanea nello spazio urbano, Videodromo, Area Spazio, Jasad, Hanging, Officine del Colore, ecc). Art director e Tutor nei workshop, con studenti ed artisti (Pop Up!, Design University di Seoul, Area Spazio, Officine del Colore). Nel 2010, pubblica il libro illustrato Aletheya (in collaborazione con Andreco), stampato a mano in serigrafia da Strane Dizioni, e nel 2011 il libro Two Way Project, Italy/Lebanon (progetto collettivo tra artisti italiani e libanesi, a Beirut) ; dal 1996 pubblicazioni su riviste, magazine e fanzine. Lavora come scenografo e tecnico con teatri, festival e compagnie di teatro. E mamma di Ezra e Lola. facebook.com/pages/allegra-corbo/

15 GRUPPO FU*TURISTA IUCU ALESSANDRO D AQUILA LELE PICÀ GIAMMATTEO RONA

16 IUCU Connettività di due cervelli a cielo aperto Per la Mostra ITINERARI CONNETTIVI porterò una tela molto grande (2mx2m) che rappresenterà la connettività di due cervelli a cielo aperto. Protagonisti, come spesso accade nelle mie opere, saranno i raccoglitori di stelle che tra invidia e ingordigia troveranno, forse, un punto di incontro: La stella, allegoria del sogno, è l unica cosa che conti per loro; il consumismo moderno non è più quello delle cose ma, oggi che le cose sono accessibili a tutti, il desiderio diventa astratto ed effimero e le persone diventano involucri di nulla, privi di coscienza e personalità. La metafora NON vuole essere negativa per retorica ma SOLO una visione realistica moderna.

17 LA GRANDE MADRE CI OSSERVA TUTTI IUCU (PAVIA ) >GRUPPO FU*TURISTA Inizia la sua carriera creativa nell ambito della scultura e della pittura, applicata all arredamento d interni. Negl anni lavora nella moda e nell arte spaziando dall organizzatore non solo delle proprie esposizioni ma anche di eventi atti a coinvolgere altri artisti, scrivendo critiche su diversi blog e riviste di settore. Tiene ormai da diversi anni una rubrica di arte per il magazine WAIT, di cui in passato è stato art director ed una di arte/filatelia per la rivista d arte VERNICE. Nel 2014 fonda con il gruppo il FU*TURISTA, inserto culturale del settimanale IL PUNTO, inserto di cui è direttore irresponsabile. Il scrive e pubblica il MANIFESTO FU*TURISTA, che diventerà bandiera di quello che, in breve tempo, diverrà un gruppo di artisti molto attivo a livello nazionale; oltre 80 location (expo/performance) in due anni. Il movimento, sia artistico che letterario, ha come missione la riqualifica dell arte italiana, in ogni sua forma estetico/concettuale, attraverso la narrazione come percorso personale e distinguibile e la promozione di artisti ed eventi interni ed esterni al Gruppo. Il gruppo FU*TURISTA si cimenta in esposizioni sempre più articolate e performance pittorico/ letterarie. Degna di nota è l INCURSIONE ALLA 55^ BIENNALE DI VENEZIA in cui il gruppo ha girato indisturbato, per le sale espositive, animando la curiosità degli spettatori per la presenza di un quadro (con cornice) cucito sulla maglia di ogni artista e il live painting realizzato in una sala del CASINÒ DI VENEZIA, performance estemporanea svoltasi durante una cena in maschera in pieno clima veneziano. Sempre alla ricerca di nuovi supporti, tecniche, materiali e superfici l artista è però fedele alla narrazione intrapresa da tempo, incentrata su due figure : Una donna tentacolare, che in una sorta di sviluppo vegetale, è mossa e vigilata da una stella e un uomo moderno, che quella stella, per un principio consu/mistico, la divora. Nel suo percorso espositivo ha esposto a Pavia, Milano, Roma, Venezia, Firenze, Chiari, Cremona, Bologna, Bari, Pescara, Vigevano, Chieti, Zurigo.

18 ALESSANDRO D AQUILA Connettiamo gli occhi al cervello, e il cervello al cuore. Prima che sia troppo tardi. La comunicazione dei nostri giorni non dà spazio e tempo alle interpretazioni. Per questo motivo realizzo paesaggi sintetici ridotti a semplici forme di colore, ossia come descritti ad un non vedente. Viene così stabilita, mettendoli sullo stesso piano, una sorta di parità tra chi possiede un senso e chi no. Tento, inoltre, di provocare nell osservatore un senso di smarrimento, utilizzando la lingua italiana scritta però in linguaggio braille, incomprensibile per la maggior parte delle persone vedenti, ma paradossalmente di grande impatto visivo. Il braille diventa una criptica decorazione di grande impatto visivo, a prescindere dalla sua decifrabilità. L instalazione, costituita da 16 Paesaggi Sintetici, simula la ripetitività di immagini alla quale siamo costantemente sovraesposti dai media ma, questa volta, con caratteristiche non comuni: si cerca di spronare l osservatore a trovare un proprio senso della realtà e una sua personale e critica chiave di lettura. Ammesso che riesca a leggere qualcosa.

19 PAESAGGIO ANEMICO omaggio a Mario Schifano EGOISMO Ultime mostre: Dal 15 al 24/02/ ATERNINO OCCUPATO - Circolo Aternino - PESCARA Dal 17/03/ BABELE FU*TURISTA - Torre Civica - PAVIA Dal 02/04 al 08/05/ Esposizione - Spazio RAL8022 per il Fuorisalone - MILANO 06/04/ ALFABETI DIFFERENTI - Performance Fu*turista - PAVIA Dal 12 al 13/04/ PAVIART Palazzo delle Esposizioni - PAVIA Dal 12/04/ HAPPY DAYS - Live Boscaccio - PAVIA Dal 13/04/ PERFORMANCE LIVE - RAL MILANO CIELO, ARBUSTI E ACQUA IDEA Alessandro D Aquila, nato ad Atri (Teramo) il 30/10/1989, cresciuto a Chieti. Laureato in economia e commercio e ora Web National Editor per IKEA Italia. Ho sempre pensato che il marketing sia il giusto compromesso tra le mie passioni per l economia e per l arte. A lavoro cerco di comunicare nel modo migliore il valore di un prodotto, nelle mie opere cerco di comunicare il valore della vita.

20 LELE PICÀ Connessione e appartenenza L UOMO COL CAPPELLO E CAPPOTTO L artista si identifica nel personaggio rappresentato nelle sue opere ed al quale affida il ruolo di narratore del suo percorso artistico. Un ombra statica ed immobile impressa sulla tela, un uomo con il cappello e il cappotto dai gesti eleganti capace di divenire portatore di sogni e turista in lunghi viaggi. Nasce un percorso visivo nel quale il surreale trasforma il reale e che l artista sceglie di intraprendere con chi, come lui, sceglie di immedesimarsi in quell uomo dalle forme semplificate che, come un buon amico, guida lo spettatore in un viaggio soggettivo ed immaginario. In quest opera l unicità del segno diviene molteplicità cromatica nell ossessiva ripetizione dello stesso. L uomo, gentile, si espone all occhio di chi osserva, coinvolgendo la platea di astanti ad esprimere il proprio sogno che nell insieme diviene un concetto molteplice. Nella scena la ripetizione dell uomo spacca l unicità del gesto singolo dell artista; il contrasto di colori e la moltiplicazione dei punti di vista creano molteplici connessioni tra l uomo e gli spettatori che divengono un insieme infinito di individui e di molteplici sogni. LA LUCE ATTRAVERSO LA MATERIA La luce è da sempre massima espressione ed icona indissolubile di Verità e Divinità. Lele Picà impronta la propria ricerca proprio su questo principio formale, aggiungendo luce alla luce, per svelare più di quanto la superficie lasci credere: le opere, talvolta astratte, talvolta figurative sono realizzate con matericità fortemente gestuale. Nel suo lavoro è percepibile la lezione spazialista e la retorica illusionista, proprio del gioco di prestigio. L artista svela con la luce artificiale ciò che la luce naturale concede solo in parte, trasformando l opera materiale in una metafora di respiro neoclassico.

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