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1 L'ANVU E LA SICUREZZA STRADALE..IDEE PEDALABILI RAPOLANO TERME SIENA 27 ottobre 2012 Organizzata dal Bici Club Terre di Siena, si è svolto a Rapolano Terme (SI) un seminario in cui si è discusso della sicurezza stradale in bicicletta. L'ANVU è stata invitata a portare il proprio contributo, in ragione del suo impegno decennale, per la promozione della sicurezza stradale. Interessanti gli interventi che si sono succeduti nell'arco della giornata e che hanno visto protagonisti i diretti interessati: i ciclisti; molte le idee avanzate, ma altrettante sono state le criticità esposte per un settore della viabilità che, seppur massiccia, non riesce a far comprendere alle Istituzioni i pericoli che questi affrontano durante la loro mobilità. Da sn. Luca Bonechi (BiciClub Terre di Siena) Carmine Di Berardino (Segretario Generale ANVU) Marco Bonarrigo (giornalista de La Gazzetta dello Sport ) Simone Bezzini (Presidente Provincia Siena) Gianluca Santilli (procuratore Federazione Ciclistica Italiana) Da parte sua l'anvu ha illustrato la sua decennale attività svolta a favore della promozione della sicurezza stradale, in modo particolare con progetti che vengono realizzati a partire dalle scuole dell'infanzia (3 anni) per giungere alle scuole secondarie (18/19 anni). Tra le proposte avanzate dal Segretario Generale ANVU

2 Carmine Di Berardino vi è quella di rendere obbligatorio l'uso del casco protettivo, almeno fino a 14 anni, così come fu proposta in sede di modifiche al Codice della Strada, al fine di prevenire i violenti traumi alla testa causati dalle cadute dai velocipedi; proposta che ha fatto infuriare il rappresentante della FIAB che ritiene inutile il suo utilizzo, visto che nel nord europa, dove l'uso della bicicletta è maggiore rispetto all'italia, non vi è nessun obbligo. Proseguendo nel suo intervento, il Segretario Generale ha evidenziato l'attività svolta dalla Polizia Locale Italiana a favore, ed in sostegno, della viabilità ciclabile, non solo con l'assistenza alle innumerevoli manifestazioni ciclistiche, ma anche con il presidio del territorio, prevenendo comportamenti pericolosi da parte di tutti gli altri utenti della strada, ma anche segnalando agli Enti proprietari delle strade i pericoli e le insidie rilevate. "La strada è un bene pubblico e luogo indispensabile per lo spostamento ed il viaggio di persone che allo scopo utilizzano vari mezzi ( motorizzati e non) e con finalità diverse che vanno dal lavoro alle attività turistiche, sportive o di semplice svago." Da questo messaggio parte l'opera di sensibilizzazione da parte di tutti gli intervenuti, mediante la proposizione di un documento conclusivo denominato patto di civiltà da sottoporre alle Istituzioni Locali, Provinciali, Regionali, Statali ed Europee. "Con l avanzare della moderna infrastrutturazione si è creata una vasta rete di strade extraurbane ad uso esclusivo dei veicoli a motore mentre molto meno sviluppata è la rete urbana ed extraurbana di corsie, piste ciclabili e/o ciclopedonali e sentieri completamente dedicati alle biciclette o ai pedoni." Nell evidenziare questa criticità che prosegue il documento riassuntivo dell'evento: "La normativa italiana (Codice della Strada) è carente relativamente alla definizione di strade per ciclisti diverse dalla pista ciclabile o dalla corsia ciclabile, uniche strutture, queste ultime, realmente protette. Il resto della viabilità secondaria, anche a basso traffico veicolare, è priva di specifica definizione e non riconosciuta istituzionalmente e normativamente come possibile strada ad elevata ciclabilità ed in quanto tale particolarmente adatta all uso della bicicletta. Tali strade sono frequentate da una utenza variegata ma sono prive di una segnaletica specifica a tutela dell utente più debole (ciclisti ed altri non motorizzati) non costituendo oggetto di particolare attenzione da parte delle autorità preposte sia sul piano della sicurezza che della loro valorizzazione." Da un'attenta analisi delle statistiche emerge che gli incidenti che coinvolgono ciclisti ed automobilisti sono in progressivo aumento per tre fattori principali:

3 - la straordinaria crescita dell uso della bicicletta che prevalentemente percorre strade cittadine o secondarie a traffico promiscuo. Questo dovuto anche alla forte crisi economica che ne ha rilanciato le vendite; - la cultura diffusa di un utilizzo della strada per utenti privilegiati (automobili e autocarri) che considerano gli altri come intrusi e spesso come un incomodo che rallenta ed intralcia. Non bisogna, tuttavia, sottovalutare i frequenti comportamenti scorretti degli stessi ciclisti; - il lento ed inarrestabile degrado delle strade secondarie dove fondo stradale e segnaletica, sia verticale che orizzontale che, salvo qualche eccezione, sono carenti di cura e manutenzione da parte degli enti proprietari. Il patto di civiltà proposto dagli intervenuti prosegue con la volontà di respingere ogni tentativo di etichettamento, degli utenti della strada, secondo la categoria di buoni e cattivi e solo sulla base del mezzo utilizzato per la propria mobilità, e con l'impegno di "diffonderne i contenuti, a sviluppare tutte le iniziative possibili nei confronti del legislatore e dei soggetti proprietari nonché a collaborare con le autorità preposte alla sicurezza stradale. Ciò a tutela in particolare degli utenti più deboli utilizzatori di mezzi ecosostenibili quali la bicicletta". Diverse le tematiche sulle quali gli intervenuti hanno inteso proseguire un confronto con le varie Istituzioni ed in particolare: - la necessità di promuovere azioni affinché la bicicletta sia considerata a pieno titolo veicolo con pari dignità rispetto a tutti gli altri veicoli, specie a motore; - l urgenza che gli enti proprietari di strade secondarie a traffico promiscuo si adoperino per l individuazione, classificazione, mappatura, regolazione, manutenzione e promozione di una rete di ciclovie (percorsi ad elevata ciclabilità) attraverso i propri strumenti di programmazione (masterplan, piani urbanistici, piani per la mobilità dolce ect). Tali strade dovrebbero costituire, una rete ciclabile protetta, rete di percorsi adatti alla bici facilmente identificabili, muniti di specifica segnaletica che ne garantisca la sicurezza e l appeal dal punto di vista turistico; - la necessità di costituire le zone 30 sia in prossimità che all interno dei centri abitati; - la limitazione della velocità nelle strade secondarie che dovrebbero essere maggiormente dotate di strumenti dissuasori che allo stato trovano il maggiore utilizzo nelle autostrade o strade ad alta velocità; - l utilità di affrontare la sicurezza nelle strade secondarie a traffico più elevato anche attraverso adeguamenti strutturali che rendano percorribili le banchine stradali; - la promozione di comportamenti adeguati da parte di tutti gli utenti della strada, nel pieno rispetto del Codice della Strada, al fine di favorire la fluidità del traffico motorizzato che utilizza le strade secondarie e garantire il massimo della sicurezza per gli utenti più deboli;

4 - il coinvolgimento della Pubblica Istruzione per insegnare fin dalla prima infanzia la cultura dell utilizzo della strada ad elevata ciclabilità; - l adozione da parte dei ciclisti di accorgimenti per garantire la loro piena visibilità e protezione; - la promozione, a partire dall infanzia, di materiale educativo e la distribuzione di bande rifrangenti da indossare in qualunque momento di utilizzo della bicicletta; - l apposizione nei veicoli a motore, a cominciare dagli autocarri, di specchietti e sensori; - il finanziamento da parte dello Stato, delle Regioni e degli enti locali di progetti (anche reperendo risorse provenienti dalla gestione di autostrade e dalle contravvenzioni) coerenti con il concetto di Mobilità Dolce che prevedano: la realizzazione di ciclovie costituite da una coerente rete di strade di diverso grado di protezione (dalle ciclabili alle strade a basso traffico o elevata ciclabilità). Da parte dell'anvu è stata annunciata la massima collaborazione alle iniziative che saranno intraprese a favore della mobilità ciclistica. Consci che l'attuale crisi economica, che investe anche gli Enti Locali, renderà problematica la realizzazione di opere che prevedono l'investimento di somme consistenti, l'anvu provvederà, tuttavia, a sensibilizzarli tramite le Polizie Locali affinché venga realizzata una segnaletica stradale verticale di tipo turistico, segnalati i percorsi ciclabili nelle strade extraurbane secondarie che abbiano un basso traffico veicolare; ciò affinché la presenza dei ciclisti sia segnalata ed evidenziata preventivamente a tutti gli utenti della strada. Inoltre non va sottovalutato il notevole incremento che ci sarà della mobilità ciclistica a seguito del caro carburante: la Polizia Locale deve essere pronta ad affrontare questa che sarà un'emergenza in contesti urbani non adeguatamente predisposti per la circolazione di biciclette. Un piccolo ed economico intervento per una maggiore sicurezza stradale, oltre che importante e cospicuo risparmio sociale in vite umane.

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