LE FRONTIERE DELLA MICROECONOMIA

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1 22 LE FRONTIERE DELLA MICROECONOMIA L economia studia le scelte degli individui e le loro reciproche interazioni. Questo studio assume molte forme, come abbiamo visto nei capitoli precedenti. Ma sarebbe sbagliato pensare che tutte queste sfaccettature compongano un gioiello finito, perfetto e immutabile. Come tutti gli scienziati, anche gli economisti sono sempre alla ricerca di nuove aree di studio e nuovi fenomeni da analizzare. Questo ultimo capitolo dedicato alla microeconomia presenta una panoramica su tre tematiche di frontiera, ai fini di illustrare come gli economisti stiano cercando di espandere la propria comprensione del comportamento umano e della società. Il primo argomento è l economia dell informazione asimmetrica. In molte situazioni alcuni dispongono di informazioni migliori di altri, e questa differenza può condizionare le scelte che gli individui compiono e le interazioni reciproche. La riflessione sulle asimmetrie informative può gettare luce su molti aspetti della vita quotidiana, dal mercato delle automobili usate all abitudine di scambiarsi regali. La seconda tematica che affronteremo in questo capitolo è l economia politica. Fin dall inizio del libro abbiamo fatto riferimento ai fallimenti del mercato e agli strumenti a disposizione del potere esecutivo e legislativo per migliorare potenzialmente la situazione. La parola chiave, in questo contesto, è «potenzialmente»: la realizzazione di questa potenzialità dipende il larga misura dal buon funzionamento delle istituzioni politiche. Il campo dell economia politica utilizza gli strumenti dell economia per comprendere il funzionamento del governo. Il terzo e ultimo argomento è l economia comportamentale. Si tratta di un campo che appartiene più al mondo delle discipline psicologiche che a quelle economiche, avendo come obiettivo l analisi di comportamenti umani più complessi e sofisticati di quelli che formano convenzionalmente l oggetto della teoria economica. Questo capitolo, dunque, spazia su territori molto vasti. Per poterlo fare, rinuncia alla completezza propria dei capitoli precedenti a favore di una visione d insieme, quindi forzatamente parziale. L obiettivo, d altra parte, è mostrare in quali direzioni si stia espandendo la conoscenza del funzionamento dell economia. Obiettivo secondario è suscitare in voi l interesse per i corsi più avanzati di teoria economica. L INFORMAZIONE ASIMMETRICA «Io lo so e tu no». I bambini sembrano ripetere in continuazione questa frase, come una cantilena. Eppure questa affermazione ha una enorme importanza anche nelle interazioni tra adulti: sono infinite le occasioni in cui una persona dispone di informazioni migliori degli altri su quanto sta accadendo. Tale differenza nell accesso a conoscenze rilevanti è detta asimmetria informativa. Gli esempi abbondano. Un lavoratore sa meglio del proprio datore di lavoro quanto impe-

2 Le frontiere della microeconomia 355 gno profonde nello svolgere la mansione che gli è stata affidata. Chi vende un auto usata ne conosce meglio dell acquirente le condizioni meccaniche. Il primo è un esempio di azione nascosta, il secondo di caratteristica nascosta. In entrambi i casi la parte che è all oscuro (il datore di lavoro, l acquirente dell auto usata) vorrebbe conoscere le informazioni rilevanti, ma la parte informata (il lavoratore, il venditore dell auto usata) potrebbe avere un incentivo a nascondergliele. L informazione asimmetrica è prevalente al punto che, negli ultimi decenni, gli economisti hanno dedicato molte energie intellettuali a studiarne gli effetti. Nel 2001 il premio Nobel per l economia è stato assegnato a tre economisti (George Akerlof, Michael Spence e Joseph Stiglitz) per i loro lavori pionieristici su questa tematica. Discuteremo qui alcuni elementi emersi da questi studi. Le azioni nascoste: principali, agenti e rischio morale Il rischio morale è il problema che sorge quando un individuo, detto agente, esegue un compito per conto di un altro, detto principale. Se il principale non può controllare perfettamente il comportamento dell agente, questi tende a profondere un impegno inferiore a quello che il principale ritiene adeguato. La locuzione rischio morale si riferisce al rischio che l agente tenga un comportamento inadeguato, o altrimenti «immorale». In tale situazione il principale ha a disposizione diversi sistemi per incoraggiare l agente ad agire con più responsabilità. Il rischio morale può portare alla selezione avversa. Ciò significa che il processo di mercato può sfociare in esiti «sfavorevoli» a causa dell informazione asimmetrica. La selezione avversa è una caratteristica tipica dei settori bancario, finanziario e assicurativo. Per esempio, le regole stabilite da una banca per l apertura di un conto corrente possono indurre alcuni individui, che la banca preferirebbe non avere come clienti in quanto non redditizi, ad aprire un conto presso la banca e dunque a operare una selezione a lei avversa. Nel caso delle assicurazioni, una persona che desidera una copertura assicurativa possiede maggiori informazioni sulla propria situazione rispetto all assicuratore. Un soggetto che sa di essere ad alto rischio cercherà di acquistare una polizza assicurativa senza tuttavia rivelare il grado di rischio che ciò comporta per la società di assicurazione. Come può quest ultima distinguere tra i clienti ad alto rischio e quelli a basso rischio? La società di assicurazione preferirebbe vendere polizze solo ai clienti a basso rischio, ma quelli ad alto rischio operano una selezione avversa per la società. Nel settore finanziario, alcune banche d investimen- to sono state accusate di aver introdotto attività molto rischiose nei prodotti finanziari che offrivano alla clientela. Gli investitori che hanno acquistato questi prodotti non conoscevano la vera entità del rischio che si assumevano; in altre parole, avrebbero fatto meglio a non acquistare tali prodotti da queste banche. In situazioni come quelle descritte, il principale cerca in vari modi di incoraggiare l agente ad agire in maniera più responsabile (per esempio, richiedendo ai clienti ad alto rischio un premio assicurativo più alto di quello richiesto ai clienti meno rischiosi). Il rapporto di lavoro subordinato è un esempio classico. Il datore di lavoro è il principale e il lavoratore dipendente è l agente. Il problema del rischio morale scaturisce dal fatto che un dipendente non adeguatamente controllato può avere la tentazione di sottrarsi, anche parzialmente, alle proprie responsabilità. I datori di lavoro possono rispondere al problema in diversi modi. Migliori controlli. I genitori che assumono una bambinaia spesso utilizzano telecamere nascoste per controllarne il comportamento quando sono fuori casa. L obiettivo è rilevare e sanzionare il comportamento irresponsabile. Salari elevati. Secondo la teoria del salario di efficienza (presentata nel capitolo 19), alcuni datori di lavoro decidono di corrispondere ai propri dipendenti un salario superiore a quello di equilibrio. Questo, a loro avviso, dovrebbe incentivare i comportamenti responsabili, dal momento che il dipendente, se fosse licenziato, non riuscirebbe a trovare un lavoro altrettanto ben pagato. Remunerazione differita. Le imprese possono differire nel tempo parte della remunerazione, in modo che il lavoratore che non soddisfa le aspettative aziendali sia particolarmente penalizzato in caso di licenziamento. Un esempio classico è la gratifica di fine anno. Analogamente un impresa potrebbe decidere di differire più a lungo una parte della remunerazione dei propri lavoratori, facendo sì che gli aumenti retributivi che il lavoratore percepisce nel tempo non siano solo il riflesso di una maggiore anzianità di servizio, ma anche di un più blando rischio morale. Questi diversi meccanismi per ridurre il problema del rischio morale non devono necessariamente essere utilizzati separatamente. I datori di lavoro possono utilizzarli in combinazione tra loro. Oltre al rapporto di lavoro dipendente, ci sono altri esempi di rischio morale. Il proprietario di un immobile che stipula una polizza contro gli incendi molto probabilmente non acquista un RISCHIO MORALE la tendenza di un individuo non perfettamente controllato a tenere un comportamento disonesto o altrimenti indesiderabile AGENTE un individuo che agisce per conto di un altro individuo, detto principale PRINCIPALE l individuo per conto del quale un altro individuo, detto agente, compie un azione

3 Le frontiere della microeconomia SELEZIONE AVVERSA la tendenza delle caratteristiche non osservate a diventare indesiderabili dal punto di vista della parte meno informata 1 Akerlof, G. (1970), «The Market for Lemons: Quality, Uncertainty and the Market Mechanism», Quarterly Journal of Economics 84, pp numero sufficiente di estintori, perché ne sopporterebbe il costo mentre sarebbe la compagnia di assicurazione a ricavarne il maggiore beneficio. Una famiglia può decidere di abitare sulla riva di un fiume, esponendosi al rischio delle inondazioni: si gode il panorama, ma scarica sullo Stato il costo dei provvedimenti di emergenza in caso di alluvione. La crisi finanziaria del ha posto il problema dei bonus offerti ai banchieri. Una delle tesi avanzate a quel tempo è che le banche agivano in modo imprudente, poiché offrivano ai dipendenti bonus elevati che incoraggiavano investimenti inappropriati e rischiosi. Questo comportamento veniva incentivato perché le banche «sapevano» che i governi sarebbero intervenuti per scongiurare un loro fallimento. Sono molte le leggi e le regole che puntano a ridurre problemi del genere: una compagnia di assicurazioni può obbligare o incentivare i propri assicurati ad acquistare estintori, e lo Stato può proibire di costruire case in aree ad alto rischio idro-geologico. Tuttavia resta il fatto che le compagnie di assicurazione non hanno una perfetta informazione sulla prudenza dei propri assicurati, lo Stato non può conoscere tutti i rischi a cui le famiglie si espongono quando scelgono il luogo dove costruire una casa, e le autorità di vigilanza non conoscono tutti i rischi a cui le banche si espongono con le loro decisioni di investimento; di conseguenza, il problema del rischio morale persiste. Le caratteristiche nascoste: la selezione avversa e il problema del «bidone» La selezione avversa è un problema che sorge in tutti i mercati in cui il venditore può conoscere meglio dell acquirente le caratteristiche del bene che offre. A causa di ciò, l acquirente corre il rischio di acquistare un bene di qualità scadente. In altre parole, la «selezione» del bene venduto potrebbe essere «avversa» dal punto di vista di un acquirente non informato. L esempio classico di selezione avversa è il mercato delle automobili usate. Diversamente dall acquirente, chi vende un auto usata conosce i difetti di quel che offre. I potenziali acquirenti temono di comprare un auto scadente, perché sanno che un auto usata in cattive condizioni ha maggiori probabilità di essere offerta sul mercato rispetto a un auto perfettamente funzionante. Se una persona è tanto sfortunata da comprare un auto di cattiva qualità, si dice che ha acquistato un «bidone». Il termine inglese corrispondente, «lemon» (limone), è stato usato per la prima volta dal premio Nobel per l economia George Akerlof nel famoso saggio «The Market for Lemons». 1 Anche Joseph Stiglitz e Michael Spence, insigniti del premio Nobel per l economia nel Compreresti un auto usata da quest uomo? 2001, hanno usato il termine «lemon» nel contesto dell asimmetria informativa. L espressione deriva dalle vecchie slot machine usate nelle case da gioco di un tempo, costituite da tre ruote con immagini di frutti, a ciascuno dei quali corrispondeva una diversa vincita: il limone, di solito, non dava diritto ad alcun premio, e dunque era considerato un immagine sfortunata. In conseguenza di questa asimmetria informativa, sono in molti a rifiutare a priori l acquisto di auto usate. Il problema del «bidone» spiega la ragione per cui un automobile usata anche solo per pochi giorni abbia un prezzo sensibilmente più basso di un automobile nuova di modello identico. Il potenziale compratore tende a sospettare che il proprietario se ne voglia liberare, essendo a conoscenza di qualcosa che il compratore non può sapere. Un secondo esempio di selezione avversa riguarda il mercato del lavoro. Secondo un altra teoria del salario di efficienza, i lavoratori hanno capacità e talenti diversi, e li conoscono meglio delle imprese che li vogliono assumere. Se un impresa abbassa i salari, i lavoratori migliori sono i primi ad andarsene, dal momento che possono trovare un occupazione alternativa con più facilità. Viceversa, un impresa potrebbe offrire retribuzioni più elevate della norma per attrarre i lavoratori migliori. In alternativa, immaginiamo che un impresa si trovi in difficoltà e che debba ridurre il monte retribuzioni. Per far questo, può scegliere di tagliare i salari oppure di mantenere le retribuzioni inalterate e di mettere i lavoratori in mobilità, in maniera casuale, per alcune settimane. Se taglia i salari i lavoratori migliori daranno le dimissioni, sapendo di poter trovare

4 Le frontiere della microeconomia 357 un occupazione migliore altrove. Naturalmente, i lavoratori migliori che vengono selezionati a caso quando l impresa decide di mettere una parte della forza lavoro in mobilità potrebbero comunque decidere di lasciare l impresa e trovare un occupazione più stabile da qualche altra parte. Ma in questo caso soltanto alcuni dei lavoratori migliori abbandonano l impresa (dato che i lavoratori messi in mobilità vengono selezionati a caso), mentre se l impresa taglia i salari tutti i lavoratori migliori danno le dimissioni. Un terzo esempio di selezione avversa è il mercato delle polizze assicurative. Chi sottoscrive una polizza sanitaria conosce il proprio stato di salute meglio della compagnia assicurativa con cui vuole stipulare una polizza. E dato che gli individui con seri problemi di salute tendono a sottoscrivere una polizza sanitaria con più probabilità degli individui sani, il prezzo delle polizze riflette i costi di assicurare individui meno sani della media. Di conseguenza, persone mediamente in salute sono scoraggiate dal sottoscrivere polizze sanitarie a causa del prezzo elevato. Se in un mercato si manifesta il problema della selezione avversa, la mano invisibile può non essere in grado di compiere il miracolo. Nel mercato delle automobili usate, chi possiede una vettura in buone condizioni può decidere di non metterla in vendita, dato il prezzo ridotto che i compratori, scettici, sono disposti a pagare. Nel mercato del lavoro, i salari possono rimanere bloccati a un livello superiore a quello di equilibrio, provocando disoccupazione. Nel mercato delle polizze assicurative, gli individui a basso rischio possono decidere di non assicurarsi, dato che il prezzo delle polizze non riflette adeguatamente le loro caratteristiche. I sostenitori dei sistemi sanitari pubblici considerano spesso il problema della selezione avversa una delle ragioni per le quali non ci si può affidare alle polizze private per garantire il giusto livello di assistenza sanitaria a tutti. L invio di segnali per fornire informazioni private L asimmetria informativa è in molti casi una buona ragione per un intervento pubblico, ma è anche motivo di comportamenti privati che in assenza di tali asimmetrie sarebbe difficile spiegare. I mercati reagiscono al problema dell informazione asimmetrica in molti modi. Uno di questi è il l invio di segnali (signalling), cioè l azione intrapresa da una parte informata all unico scopo di rivelare credibilmente le proprie informazioni private a una parte non informata. Nei capitoli precedenti abbiamo già visto esempi di signalling. Nel capitolo 16 abbiamo stabilito che le aziende investono in pubblicità per segnalare l elevata qualità dei propri prodotti a potenziali acquirenti. Nel capitolo 19 abbiamo visto che i titoli di studio sono a volte considerati dai datori di lavoro un segnale delle capacità e dei talenti degli studenti. Ricordiamo che la teoria dell istruzione come segnale contrasta con quella del capitale umano, secondo la quale l istruzione migliora la produttività dell individuo, invece di rivelare notizie sui suoi talenti innati. Questi due esempi di segnali (la pubblicità e i titoli di studio) possono sembrare molto differenti, ma sotto la superficie sono molto simili. In entrambi i casi la parte informata (l impresa, lo studente) ricorre a un segnale per convincere la parte non informata (il cliente, il datore di lavoro) che quel che offre è di qualità elevata. Quali caratteristiche sono necessarie affinché un azione costituisca un segnale efficace? Ovviamente, deve rappresentare un costo per chi la intraprende: se le azioni-segnale avessero costo nullo, tutti vi ricorrerebbero, privandole di ogni significato. La medesima ragione è alla base di un ulteriore caratteristica: l azione deve avere il minimo costo per, o apportare il massimo beneficio a, chi detiene il bene di più alta qualità. In alternativa, tutti avrebbero il medesimo incentivo a utilizzare il segnale, che perderebbe di significato. Torniamo ai nostri esempi. Nel caso della pubblicità, un azienda con un prodotto di buona qualità può trarre maggior beneficio dalla pubblicità perché il consumatore che è stato convinto a provare il prodotto ha più probabilità di diventarne un acquirente abituale. Dunque, per l impresa che ha un prodotto di qualità è razionale sostenere il costo del segnale (la pubblicità), ed è altrettanto razionale per il consumatore utilizzare il segnale come informazione sulla qualità del prodotto. Nel caso dei titoli di studio, uno studente dotato riesce a ottenere il titolo di studio più facilmente di uno studente non dotato. Dunque, per gli studenti dotati è razionale sostenere il costo del segnale (il titolo di studio) ed è altrettanto razionale per i datori di lavoro utilizzare il segnale come informazione sul talento dei candidati. Il mondo è pieno di esempi di invio di segnali. Negli Stati Uniti gli annunci pubblicitari sulla stampa riportano spesso la frase «apparso in TV». Perché un azienda che promuove la vendita del proprio prodotto sulla stampa sente la necessità di fare una simile affermazione? Probabilmente l azienda sta cercando di rendere nota la propria disponibilità a sostenere costi più elevati (come uno spot televisivo) nella speranza che il consumatore ne tragga la conclusione che il prodotto è di qualità elevata. Per la stessa ragione, chi si laurea nelle università più prestigiose ha cura di indicarlo con estrema chiarezza nel proprio curriculum. INVIO DI SEGNALI un azione intrapresa dalla parte informata in modo da rivelare informazioni private a parti non informate

5 Le frontiere della microeconomia ANALISI DI UN CASO Il dono come segnale Un pessimo studente di economia si tormenta su cosa regalare alla sua ragazza per il suo compleanno. «Ho trovato», si dice. «Le darò dei soldi. Dopotutto, non conosco i suoi gusti quanto li conosce lei. E con i soldi che le darò, potrà comprare quel che più le piace». Risultato: la ragazza si offende, si convince di non essere amata a sufficienza e tronca la relazione. Dove ha sbagliato il nostro sfortunato studente di economia? Sotto molti aspetti, quella dei doni è un usanza strana. Come giustamente pensa il protagonista della nostra storia, ciascun individuo conosce le proprie preferenze meglio di chiunque altro, per cui ci dovremmo aspettare che preferisca il denaro a un trasferimento in natura. Se un datore di lavoro decidesse di remunerare i propri dipendenti in natura, questi probabilmente sarebbero contrari alla proposta. Ma la reazione delle stesse persone sarebbe molto diversa nel caso di un regalo di compleanno. Una possibile interpretazione è che il dono rifletta l asimmetria informativa e l invio di segnali. Il nostro sfortunato amico sa qualcosa che la sua ragazza vorrebbe tanto sapere: la ama veramente? Scegliere per lei un regalo è un segnale del suo amore, ovviamente a condizione che scelga un regalo con le caratteristiche opportune. Questo presenta un costo (perché richiede tempo e denaro), che dipende dall informazione in suo possesso (quanto la ama). Se la ama davvero, scegliere il regalo giusto gli è facile, perché lo sceglierebbe pensando a lei; se non l ama è più difficile. Quindi, scegliere un regalo gradito alla persona che si ama è un modo per farle sapere quanto la si ama. Sostituendo il denaro al dono, il nostro sfortunato amico dimostra solo di non volere neppure provarci. Un esempio calzante è la ricorrenza di San Valentino, giorno in cui milioni di donne si aspettano di ricevere un piccolo gesto di attenzione come segnale di amore e di tenerezza da parte dei loro compagni. (Naturalmente non sono solo le donne ad attendersi un dono, ma ai fini della nostra analisi ipotizzeremo che una donna si aspetti un regalo dal proprio compagno.) Le due parti della transazione sono la donna e l uomo. La donna si aspetta un gesto di affetto e un segnale dell amore che il compagno prova nei suoi confronti, sotto forma di un regalo di qualche tipo. Ipotizziamo che il regalo sia una classica rosa rossa. Per l uomo, l intera questione è alquanto complessa. Da un lato, l uomo sa per certo che, a causa delle leggi della domanda e dell offerta, il prezzo delle rose sarà elevato. Potrebbe aspettare ancora qualche giorno e comprarle a un prezzo più vantaggioso, ma sa che questa decisione non verrà accolta bene. Di conseguenza, deve accettare il fatto di dover comprare alcune rose alla sua donna come gesto di amore e di affetto, pur sapendo, dentro di sé, quanto ami la sua compagna. La donna, dal canto suo, valuterà l amore e l affetto del suo compagno anche sulla base delle dimensioni del mazzo di rose che da lui si aspetta di ricevere. In questo sta l asimmetria informativa. La donna sa che il prezzo delle rose aumenterà a dismisura il giorno di San Valentino, ma in fondo è ulteriore motivo di piacere. Quanto più sarà grande il mazzo di rose, tanto maggiore sarà la spesa che l uomo «Adesso vedremo quanto mi ama.» Foto Isifa Image Service S.R.O./Alamy. avrà sostenuto per lei, e ciò le darà una misura dell amore e dell affetto che l uomo prova nei suoi confronti. L uomo si trova adesso in imbarazzo. Se compra un grosso mazzo di rose sa che potrà spendere una somma compresa tra i 10 e i 100 euro, a seconda del numero e della qualità dei fiori e del luogo dove li acquista. Se li acquista in un supermercato, che ne sarà della sua credibilità in termini di romanticismo? Se invece compra le rose da un fiorista, potrebbe guadagnarci in credibilità, ma al costo di un prezzo molto più elevato. La credibilità è il segnale che l uomo invia alla compagna, l indicazione che ha fatto un grande sforzo per trovare il fiorista e scegliere i fiori, a dimostrazione della sua devozione e del suo affetto. L uomo potrebbe decidere di giocare d astuzia e optare per una singola rosa rossa: un gesto molto romantico e sicuramente azzeccato in un qualsiasi giorno dell anno, ma a San Valentino? Potrebbe essere terribilmente controproducente. Oppure potrebbe scegliere di comprare altri fiori, ma quella non sembra un alternativa praticabile. Allora, quante rose servono per inviare un segnale adeguato del suo amore? Una, due, tre, quattro dozzine? È proprio una decisione spinosa. Un consiglio a tutti gli uomini romantici: quando porgete il mazzo di rose alla vostra donna, osservate attentamente l espressione sul suo viso appena lo vede. Se scorgete un ombra di delusione, vuol dire che avete sbagliato segnale; un sorriso radioso, invece, vi dirà che siete riusciti a ridurre il grado di asimmetria dell informazione. In alternativa, potete decidere di far consegnare le rose a domicilio e aspettare di rivederla per sapere se la vostra decisione è stata corretta. La teoria dei segnali applicata ai regali è coerente anche con un altra osservazione: le persone tendono ad attribuire una maggiore importanza al dono quanto più la forza del sentimento è incerta. La stessa ragazza che si offende per il denaro ricevuto dal ragazzo che ama non farebbe altrettante difficoltà se la stessa somma le fosse donata dai genitori o dai nonni. Questo perché di solito si hanno meno incertezze rispetto all affetto dei genitori, e il dono in denaro non sarebbe percepito come una mancanza di attenzione.

6 Le frontiere della microeconomia 359 Lo screening per indurre la rivelazione di informazioni Si ha l invio di segnali quando una parte informata intraprende un azione atta a rivelare le informazioni in suo possesso. Nel caso in cui, invece, sia la parte meno informata a intraprendere un azione volta a indurre la parte informata a rivelare le notizie in suo possesso, siamo in presenza di un fenomeno detto screening. Lo screening, spesso, è solo una questione di buon senso. Chi acquista un automobile usata può chiedere al venditore di far controllare la vettura da un meccanico. Se il venditore rifiuta, rivela implicitamente l informazione in suo possesso: l automobile è un «bidone». A questo punto l acquirente può offrire un prezzo inferiore, o cercare un altra automobile. Altri esempi di screening sono più articolati. Si consideri, per esempio, una compagnia di assicurazione specializzata nel ramo automobilistico. La compagnia vorrebbe applicare tariffe basse ai guidatori più prudenti e tariffe alte ai guidatori più spericolati, ma come distinguere le due categorie? Ciascun automobilista sa di essere prudente o spericolato, ma gli spericolati si guardano bene dall ammetterlo. La storia dell automobilista è un elemento di informazione (che le compagnie di assicurazione utilizzano), ma, a causa dell intrinseca casualità degli incidenti automobilistici, il numero di incidenti passati è un indicatore imperfetto del rischio futuro. La compagnia di assicurazione potrebbe riuscire a distinguere le due categorie di automobilisti offrendo polizze differenziate che li inducono a rivelarsi. Una polizza potrebbe avere una tariffa elevata e coprire completamente i danni in caso di sinistro di qualsiasi genere, l altra potrebbe avere una tariffa più vantaggiosa a fronte di una franchigia di 1000 euro (cioè, l automobilista si farebbe carico dei primi 1000 euro di danni per ogni sinistro, e la compagnia assicurerebbe solo il rischio successivo). Si noti che la franchigia rappresenta un onere superiore per un conducente spericolato, data la sua più elevata probabilità di essere coinvolto in un incidente. Se la franchigia fosse sufficientemente elevata, l offerta di una tariffa bassa associata alla franchigia attirerebbe solo gli automobilisti più prudenti, mentre l offerta di una tariffa alta senza franchigia sarebbe sottoscritta dagli automobilisti più spericolati. Attraverso la propria scelta, un automobilista rivelerebbe così l informazione che lo riguarda. Informazione asimmetrica e intervento pubblico Abbiamo preso in esame due tipi di informazione asimmetrica: il rischio morale e la selezione avversa; e abbiamo visto che gli individui posso- no reagire al problema attraverso l invio di segnali e lo screening. Consideriamo ora le conseguenze dell informazione asimmetrica per la formulazione di provvedimenti di politica economica. Nella microeconomia la tensione tra successo del mercato e fallimento del mercato è fondamentale. Come abbiamo appreso nel capitolo 7, l equilibrio tra domanda e offerta è efficiente, nel senso che massimizza il surplus totale che la società può ricavare dal mercato. La mano invisibile di Adam Smith sembra regnare sovrana. Questa conclusione è stata però temperata dallo studio delle esternalità (cap. 10), dei beni pubblici (cap. 11), della concorrenza imperfetta (capp ) e della povertà (cap. 20). Tutti questi esempi di fallimento del mercato dimostrano che lo Stato, a volte, può migliorare il risultato del mercato. Lo studio delle asimmetrie informative ci offre nuove ragioni per limitare la nostra fiducia nel meccanismo del mercato. Se qualcuno ha più informazioni degli altri, il mercato potrebbe non riuscire ad allocare al meglio le risorse. Chi ha una buona automobile da vendere può avere difficoltà nel trovare un acquirente, data la preoccupazione di quest ultimo di essere vittima di un «bidone». Chi gode di buona salute può avere difficoltà nel trovare un assicurazione sanitaria a tariffa contenuta, perché le compagnie di assicurazione non riescono a distinguere chi è ragionevolmente sano da chi è malato (e lo nasconde). Si direbbe dunque che l esistenza di asimmetrie informative sia un ulteriore ragione per l intervento pubblico. Ma ci sono tre fatti che complicano la situazione. Innanzitutto, come abbiamo visto, il mercato spesso è in grado di gestire l asimmetria dell informazione attraverso una combinazione di azioni di segnalazione e di screening. Inoltre, difficilmente lo Stato dispone di informazioni più accurate e complete dei privati. Per quanto l allocazione determinata dal mercato possa non essere quella ottimale, essa è probabilmente la migliore ottenibile. Ovvero, per quanto il risultato del mercato sia imperfetto, in presenza di asimmetria dell informazione è difficile che lo Stato possa migliorarla. Infine, lo Stato è un istituzione imperfetta (un argomento che approfondiremo nel prossimo paragrafo). VERIFICA L APPRENDIMENTO Chi sottoscrive una polizza di assicurazione sulla vita, paga un premio annuale per garantire alla propria famiglia il pagamento di una somma di denaro elevata nell eventualità del proprio decesso. Ti aspetti che i sottoscrittori di polizze vita abbiano un tasso di mortalità più basso o più alto della media? In che modo questa situazione può rappresentare un esempio di rischio morale? E di selezione avversa? In che modo una compagnia di assicurazione può reagire alla situazione? SCREENING un azione intrapresa da una parte non informata al fine di indurre la parte informata a rivelare le informazioni in suo possesso

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