DOPO IL 2000 L IMPATTO DELLE POLITICHE PER IL GIUBILEO. (Rapporto finale) A ROMA E NEL LAZIO

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "DOPO IL 2000 L IMPATTO DELLE POLITICHE PER IL GIUBILEO. (Rapporto finale) A ROMA E NEL LAZIO"

Transcript

1 DOPO IL 2000 L IMPATTO DELLE POLITICHE PER IL GIUBILEO A ROMA E NEL LAZIO (Rapporto finale) Dicembre 2003

2 La ricerca è stata realizzata da un gruppo di lavoro diretto da Francesco Benevolo e composto da Paolo Jannini, Franco Rasetta e Corrado Rajola.

3 INDICE 1. Considerazioni di sintesi Pag Il Piano degli interventi e l articolazione delle realizzazioni per settore, territorio e soggetto beneficiario Natura, compiti e organizzazione dei principali soggetti coinvolti La definizione del Piano degli interventi e la gestione finanziaria e amministrativa 2.3 Settori, territori e soggetti beneficiari La gestione del Giubileo: una valutazione d insieme L impatto strutturale degli interventi giubilari sul territorio e l economia di Roma e del Lazio Accoglienza, beni culturali e arredo urbano: l eredità del Giubileo per il comparto turistico La crescita del trasporto pubblico e l occasione mancata dalla sicurezza stradale Servizi speciali e sicurezza: gli effetti sulla criminalità Informazione e comunicazione del Giubileo: lo stimolo alla crescita della New Economy laziale L impatto trasversale: valore aggiunto, imprese e imprenditori 92

4 1. CONSIDERAZIONI DI SINTESI Un Piano di azione rimodulato in itinere ventitré volte miliardi delle vecchie lire di investimenti. 801 interventi al dicembre 2000, contro gli originari 500 previsti nel settembre del Realizzazioni nei campi del sociale e dell accoglienza, dei beni culturali, dell arredo urbano, della mobilità e dei trasporti, dei servizi speciali, dell informazione e comunicazione volontari all opera. Sono questi, tra gli altri, alcuni dei numeri principali che contrassegnano il bilancio del Giubileo avvenuto nell anno Un Giubileo che ha riscosso, come noto, un notevole successo in termini di immagine e ritorno diretto degli eventi organizzati, ma di cui ancora non si sa moltissimo sul relativo impatto congiunturale e strutturale che ha sortito sul territorio, in particolare su Roma e sul Lazio. Da qui la finalità di questo studio, che ha l ambizione, nel suo piccolo, di fare il punto, a distanza di tre anni, su ciò che è realmente accaduto in occasione del Giubileo a Roma e nel Lazio, e soprattutto l obiettivo di provare a definire l impatto che le scelte e le politiche per il Giubileo hanno esercitato proprio su Roma e sul Lazio. Il compito prefissato, è bene dirlo sin da subito, non è stato agevole. L ambizione dell obiettivo, infatti, mal si sposa con la disponibilità di dati realistici ed aggiornati delle principali variabili che si dovrebbero monitorare per riuscire a cogliere appieno tutti gli aspetti afferenti ad un impatto di così rilevante ed ampio significato sul territorio. Ciononostante, nella convinzione che un contributo fosse comunque possibile fornirlo, ed in modo serio e metodologicamente significativo, si è potuto procedere ad analizzare alcune questioni importanti ai fini delle valutazioni da esprimere, e dunque, attraverso un lavoro di analisi, giungere ad alcune conclusioni inerenti al tema affrontato. Rimandando ai capitoli che seguono per una lettura di dettaglio delle singole questioni affrontate (in particolare nel secondo capitolo viene proposta la verifica dei Piani per il Giubileo e degli interventi realizzati, mentre nel terzo è stato effettuato un monitoraggio statistico degli impatti rilevabili per ciascun fronte di azione attivato), in questa prima sezione del testo si può accennare brevemente a quelli che sono stati i risultati complessivi della ricerca e, conseguentemente, a quali possono essere le principali riflessioni ricavabili nel merito dell impatto delle politiche del Giubileo a Roma e nel Lazio e, più in generale, del verso e dell intensità dell impatto che grandi 1

5 eventi del genere possono avere su aree come Roma e il Lazio, anche nella prospettiva di futuri e altrettanto significanti avvenimenti di carattere internazionale. Riassumendo, con tutte le forzature del caso, le numerosissime osservazioni prodotte nello studio, si può affermare che il Giubileo del 2000 abbia prodotto almeno sei differenti e per certi versi complementari effetti sul territorio laziale, certamente fortemente concentrati in una fase iniziale sulla Capitale (peraltro destinataria di circa il 70% degli interventi corrispondenti a circa il 75% degli investimenti effettuati), ma che però hanno lasciato traccia di sé, nell immediato e anche nel seguito, nel resto del Lazio. Nel dettaglio, il Giubileo ha prodotto su Roma e sul Lazio un impatto costituito da sei diversi effetti: l effetto immagine; l effetto diretto; l effetto trascinamento; l effetto spinta; l effetto innovazione; l effetto accompagnamento. In primo luogo l effetto immagine. Il Giubileo ha rappresentato innanzitutto una vetrina di comunicazione di carattere così ampio e capillare nel mondo da fornire al territorio su cui si è concentrato un supporto di rilevantissime proporzioni in termini di conoscenza, immagine, identità. Pubblicità diretta ed indiretta, televisioni, stampa, Internet, altri sistemi della comunicazione, grandi e piccoli eventi organizzati, sono stati tutti vettori di immagine per Roma e per il proprio hinterland regionale, garantendo a larga parte della popolazione mondiale di confrontarsi con queste aree o in misura diretta (la visita della città, il pernottamento nella regione, etc.) o più semplicemente indiretta, sia per le notizie e le immagini diffuse che per i resoconti di quanti, tornati nel proprio Paese, hanno potuto raccontare le proprie esperienze. C è poi un secondo effetto, forse quello più banalmente atteso: l effetto diretto. In chiave congiunturale, tutte le operazioni gestite attraverso il Giubileo (sia in termini di eventi che di interventi preparatori e realizzativi) hanno evidentemente mosso sul campo risorse, lavori, investimenti, con conseguente altrettanto evidente ricaduta sull economia e sugli aspetti insediativi e culturali di Roma e del Lazio. 2

6 Quel che resta del Giubileo, dunque, sono in prima istanza le cose fatte, gli 801 interventi nei diversi settori e territori; un patrimonio fatto di opere concrete (dal sottopassaggio di San Pietro al potenziamento del Raccordo Anulare fino ai singoli restauri di beni culturali a Roma e nel Lazio). Non è cosa da poco questa, anche se non si può non segnalare in questa sede come il Piano degli interventi originari, sviluppato nel duplice binario, da una parte delle azioni di hardware (la metropolitana, le strade, etc.), dall altro più di software (gli autobus, i restauri, la comunicazione, etc.), in realtà abbia subito progressivamente uno sbilanciamento verso la seconda componente (le azioni leggere di software), tralasciando azioni più impegnative e strutturali che avrebbero apportato una azione di grande interesse per la città e il suo territorio. Ma gli 801 interventi, oltre a sé stessi, hanno anche dato a Roma ed al Lazio importanti contributi economici e sociali, misurabili attraverso la lettura degli indicatori statistici disponibili. In termini congiunturali, infatti, calcolabili negli scostamenti su base annuale immediatamente precedente o successiva al 2000 degli indicatori selezionati, le evidenze empiriche riferiscono di risultati di grande rilievo. Trenta milioni di presenze nel 2000 rispetto ai ventidue milioni dell anno precedente (presenze sostanzialmente confermate anche nell anno successivo, il 2001, in cui se ne sono contate ventinove milioni nonostante i noti tragici eventi dell 11 settembre che hanno solo influito sulla composizione interna delle presenze), forte riduzione del fenomeno dell incidentalità stradale nel 2000 rispetto al 1999 (ma che poi si è riincrementato nel 2001), contrazione più che significativa della criminalità comune, sono soltanto alcuni dei dati citabili. Vi sono, infatti, poi i dati economici, in particolare legati alla creazione di valore aggiunto e alle imprese: la quota di valore aggiunto prodotta dalla provincia di Roma sul Lazio è passata dal 78,4% del 1998 al 79,2% del 2000 al 79,0% del 2001, aumento imputabile per buona parte proprio al settore dei servizi. Tra il 1998 ed il 2001 il terziario legato all accoglienza si è sviluppato, rispettivamente a Roma, nel Lazio e in Italia, del 31,6%, 20,4% e soltanto 12,6%. L andamento delle costruzioni ha sortito un balzo nel 1998 e poi si è mantenuto sugli stessi livelli nel 1999, quello dei servizi è stato più amplificato nel 2000 e Il trasporto pubblico locale si è articolato e diffuso nella sua offerta così come nella sua domanda, a ulteriore testimonianza dell impatto generato dalle politiche per il Giubileo. 3

7 Tutti questi effetti diretti hanno chiaramente insistito in linea prioritaria sulla Capitale, ma si sono ugualmente, anche se in misura minore, allargati al resto del territorio laziale. L effetto diretto congiunturale, pertanto, è stato rilevante e si è alimentato lungo tutte le filiere e segmenti di intervento legati all evento giubilare. Il terzo effetto menzionabile è il cosiddetto effetto trascinamento, ovvero quell impatto più strutturale e di medio-lungo periodo che è stato innestato dalle politiche per il Giubileo ma che sta liberando i suoi frutti lentamente ma gradualmente nel tempo. L aver rimodulato il piano delle azioni in itinere nella direzione di un affievolimento progressivo degli interventi più infrastrutturali a vantaggio di quelli più funzionali (ad esempio la rimodulazione delle azioni per la mobilità spostando fondi da infrastrutture pesanti come la Metropolitana a strutture più leggere come l acquisto degli autobus) non ha certo giovato molto a promuovere effetti strutturali sostanziosi. Tuttavia, due settori nel particolare, hanno beneficiato della lunga deriva di ritorno dell evento Giubileo: il sistema dell accoglienza (strutture ricettive, servizi, turismo) e quello della mobilità dolce, ovvero del rilancio sostenuto del trasporto pubblico locale. Il primo, più nello specifico, ha continuato a liberare positivi effetti di medio-lungo periodo nelle sue diverse componenti, dimostrando come l organizzazione del grande evento dell anno 2000 abbia potuto influenzare positivamente andamento e dinamiche di processi già molto evoluti sul territorio romano e laziale. La citata capillarità delle azioni a favore dei beni culturali in tutte le aree del Lazio ha poi favorito la stabilizzazione di flussi turistici di un certo interesse, nonché la fruibilità di molti siti di valore storico e culturale per il Paese intero. Non si può, ancora, non menzionare un quarto effetto del Giubileo, quello che si può denominare effetto spinta. L aver accantonato grandi azioni infrastrutturali con l avanzare delle rimodulazioni dei Piani di intervento, infatti, ha comunque apportato ai medesimi una spinta propulsiva che ne ha certamente favorito l inserimento costante nella progettualità romana e laziale, a tutto vantaggio della loro prosecuzione di percorso realizzativo, come si può osservare direttamente oggi, a distanza di tre anni dal Giubileo. Annoverare, dunque, azioni di hardware nei Piani, nonostante poi non siano state realizzate, ha comunque sortito l effetto di rilanciarne senso e strategicità nei programmi più ordinari delle gestioni istituzionali e amministrative. 4

8 Il quinto effetto di cui si può parlare è l effetto innovazione. A tale riguardo la gestione e organizzazione del Giubileo ha consentito di sperimentare, probabilmente per la prima volta in Italia, un modello ed un architettura istituzionale che, oltre a ben funzionare nell immediato, hanno lasciato in eredità al territorio un riferimento pratico di assoluto rilievo. Le modalità di gestione delle criticità, la capacità di seguire in itinere i lavori ed i progetti concorrendo così alla rimodulazione graduale dei Piani, la funzione di monitoraggio svolta da un soggetto esterno al quadro istituzionale, la capacità di spesa dimostrata, le modalità di coordinamento di tutti i soggetti coinvolti, rappresentano un utile modello cui relazionarsi per la gestione futura anche di eventi di portata così ampia e complessa come il Giubileo. Da ultimo, e non certo per ordine di importanza, si segnala in questa sintesi l effetto accompagnamento. La concentrazione degli interventi e delle realizzazioni su Roma e su segmenti quali la mobilità, l arredo urbano, l accoglienza, i beni culturali, non ha impedito all evento giubilare, ed alle politiche ad esso collegate, di diffondere un effetto di accompagnamento degli impatti economici e sociali sia su tutto il territorio laziale che sulla popolazione. In particolare, quello che si vuole qui evidenziare è come Roma abbia fatto si la cosiddetta parte del leone nelle azioni e nel piano, ma l impatto generato da tali azioni si sia, in seconda battuta, certamente riversato anche sull intero Lazio. Inoltre, dato non insignificante, con il Giubileo si sono incrementate anche le esperienze di neoimprenditorialità: i dati, in questo senso, sono inequivocabili, anche se certamente tengono conto anche di altre politiche avviate dagli Enti Locali in merito. Dal 1998 al 2000 i nuovi imprenditori che hanno creato nuove imprese a Roma sono cresciuti del 18,2%, nel Lazio del 10,4%, mentre in Italia sono diminuiti nel complesso del 4,7%. E si noti che circa il 60% di queste nuove esperienze riguarda, in generale, giovani al di sotto dei trentasei anni. Dunque le politiche per il Giubileo hanno fatto da apripista a Roma e nel Lazio per il rilancio e la diffusione degli effetti economici e sociali, primo tra tutti quello della neoimprenditorialità giovanile. Giunti a questo punto delle analisi, dunque, sembrerebbe possibile affermare che l impatto delle politiche del Giubileo a Roma e nel Lazio ci sia stato, sia stato multiforme, intenso, trasversale, certamente positivo e comunque dinamico. Ma la riflessione non può fermarsi qui. Sarebbe riduttivo, probabilmente anche troppo superficiale. Bisogna, infatti, chiedersi, a questo punto del 5

9 ragionamento, se questo impatto, anche se positivo e diffuso, sia stato quello atteso o preventivabile, e, ancora, se quindi la logica dei grandi eventi, a Roma e nel Lazio, sia una logica vincente tout court oppure risulti condizionata da alcuni particolari fattori di crescita e di sviluppo, o addirittura da determinate politiche di crescita e sviluppo. Se non era facile rispondere al quesito originario sulla natura e dimensione dell impatto del Giubileo, è facile immaginarsi le difficoltà che si possono incontrare addentrandosi in questa seconda, e più complicata, riflessione. Tuttavia, nel merito, vale la pena di spendere alcune parole per declinare alcuni concetti tratti dall esperienza di studio condotta in questa ricerca. L impatto delle politiche del Giubileo a Roma e nel Lazio è stato quello atteso, o comunque preventivabile? Prima importante domanda, questa. Verrebbe da rispondere di no, forse più a sensazione che sulla base di dati oggettivi, peraltro difficilmente quantificabili. Resta il fatto che l originario impianto progettuale ben si equilibrava sulle due gambe delle azioni infrastrutturali di medio-lungo periodo e quelle più congiunturali legate alla più o meno diretta organizzazione dell evento giubilare, ma che le sue successive rimodulazioni ne hanno inquinato le prospettive a favore degli interventi più leggeri e flessibili. L esito finale, dunque, non ha potuto sortire tutti i suoi benefici effetti di medio-lungo periodo, soprattutto sul sistema della mobilità, dal momento che si sono avvertite importanti modifiche strada facendo. Ecco allora che, pur nell ottica di una valutazione sostanzialmente positiva delle politiche per il Giubileo, si innesca nella riflessione un ombra rilevante che afferisce al potenziale impatto che è stato, in qualche modo, ridotto dal progressivo mutamento di rotta dei Piani. Sorge allora spontaneo, seguendo la logica del ragionamento, un ennesimo collegato interrogativo: la logica del grande evento è premiante per lo sviluppo di Roma e del Lazio? E, in caso affermativo, esistono delle particolari condizioni che ne vincolano il dispiegamento dell impatto? Seconda, e altrettanto importante, questione. E chiaro che organizzare un evento della portata globale quale quello del Giubileo, o similari, riveste di per sé già un ruolo estremamente favorevole per chi lo ospiti, quindi si possono tralasciare considerazioni immediate attinenti alla domanda. Ma per città come Roma, immerse a 6

10 trecentosessantagradi in un percorso di sviluppo articolato e imponente forse la risposta non è poi così scontata e banale. Certamente anche aree come Roma possono beneficiare dei positivi influssi di moltiplicatore di grandi vetrine internazionali, ma con uguale certezza non possono e non debbono fondare il proprio sviluppo contando troppo su di esse. In realtà, infatti, per la Capitale la logica del grande evento può risultare vincente, e particolarmente vincente, solo e soltanto se si riesce ad innestarla nella più lunga deriva programmatica di uno sviluppo ordinario gestito nella quotidianità. Roma non è Bilbao né Barcellona. E piuttosto come Londra e Parigi, capitali mondiali di riferimento per vari sistemi produttivi e culturali. Ecco allora che per città come Roma l evento può giocare un ruolo di grande moltiplicatore dello sviluppo e della crescita se viene inserito all interno di un itinerario di progettualità predefinito e reimpostato, andando ad incrementare, come effetto di acceleratore, quelle realizzazioni infrastrutturali e funzionali che meglio possono supportare i piani esistenti, andando a colmare le eventuali lacune cui non si riesce a far fronte con le forze ordinarie. L effetto vetrina è ovviamente ben accetto sempre, e serve a lucidare marchio, simbolo e prestigio internazionale. Ma da solo non basta, se non è accompagnato anche da quell apparato di progetti che consolidano la sua identità oltre che la sua immagine. In questo senso, pertanto, le politiche per il Giubileo, come anche precedentemente ricordato, non hanno probabilmente saputo esprimere il loro meglio in quanto troppo deviate verso l evento, la congiuntura, l azione flessibile. Differente discorso vale per il Lazio, a parte Roma. Aree più periferiche come le province di Rieti, Viterbo, Latina e Frosinone, così come l hinterland provinciale della Capitale, seguono logiche di sviluppo diverse da Roma, e per esse l evento, l immagine, l occasione, possono convogliare nuove energie imprenditoriali e nuovi flussi produttivi e commerciali, oltre che turistici, di grande valore per le economie locali. Così come la manutenzione straordinaria dei luoghi della cultura può risultare strategica per rilanciare il territorio e la sua capacità di accoglienza. In conclusione, per chiudere questa prima sintesi di concetti ed analisi (rimandando comunque ad una attenta lettura dell intero testo, ricco di spunti, riflessioni, informazioni e statistiche) si può affermare che le politiche per il Giubileo abbiano garantito un impatto rilevante per Roma e per il Lazio, differenziato sul territorio per diffusione, entità e destinazione degli interventi, inserendosi bene nel contesto delle politiche di sviluppo di 7

11 ciascuna area coinvolta, essendo state peraltro ben coordinate e realizzate anche grazie ad un innovativo modello di gestione delle criticità e della capacità di spesa. Ma con ogni probabilità esse non sono riuscite a dispiegare tutto il loro effetto di potenziale moltiplicatore di impatto socioeconomico perché delle due gambe strategiche necessarie quella delle azioni infrastrutturali di medio-lungo periodo e quella delle azioni funzionali e strutturali più congiunturali esse hanno privilegiato sostanzialmente soltanto la seconda. In aggiunta, la naturale inerzia delle linee politiche dello sviluppo locale, almeno per Roma, ha proseguito in questo approccio un po sbilanciato, amplificando così l esito finale del processo: esaltazione delle caratteristiche di immagine e comunicazione, nonché del software di gestione urbano, ma arrancamento della trasformazione strutturale della città. Nel resto del Lazio, invece, sembra di poter osservare un percorso differente, di lettura e promozione dei contesti locali di sviluppo, al cui interno l evento giubilare ha costituito un favorevole momento di accelerazione. 8

12 2. IL PIANO DEGLI INTERVENTI E L ARTICOLAZIONE DELLE REALIZZAZIONI PER SETTORE, TERRITORIO E SOGGETTO BENEFICIARIO Durante il 2000 Roma e la sua provincia sono state visitate da diversi milioni di persone. A memoria d uomo non si ricorda nessun altro evento che sia durato per tanto tempo, che sia stato così pregno di avvenimenti e cerimonie, con flussi così consistenti di visitatori e che si sia svolto con uguale regolarità e ordine in una città d arte tanto vasta, complessa e difficile come Roma. Molti temevano che il Giubileo avrebbe pesantemente interferito con le abitudini della città, vista la marcata dimensione internazionale dell evento che come epicentro delle celebrazioni, e meta di tutti i pellegrini, avrebbe avuto sicuramente la Basilica di San Pietro, cuore dello Stato della Città del Vaticano. Per tutto l anno 2000, invece, i cittadini romani hanno ben convissuto con il pellegrinaggio giubilare, senza mai interrompere la loro vita quotidiana e le loro abitudini, grazie al lungo e accurato lavoro preparatorio che ha interessato, come si può ben intuire, una pluralità di Soggetti, Enti, Istituzioni, pubbliche e private, laiche e religiose, che, competenti per territorio o per materia, hanno svolto un ruolo in veste di beneficiari dei fondi stanziati per il grande evento o in qualità di supervisori a vari livelli. Si va dal Governo alla Santa Sede, in primo luogo, alle varie Amministrazioni centrali e periferiche (Ministero dei Lavori Pubblici, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Ministero dell Interno, Regioni, Province e Comuni), e vari Enti (Anas, Ferrovie dello Stato, ecc.), compresi quelli ecclesiastici, quali strutture maggiormente impegnate nella realizzazione del Piano degli interventi. Nelle pagine che seguono si focalizza in particolare l attenzione su quelle Istituzioni laiche affidatarie del compito di coordinare (Ufficio Roma Capitale per conto della Presidenza del Consiglio dei Ministri e Commissario straordinario del Governo per la città di Roma), di realizzare in parte (Agenzia romana per la preparazione del Giubileo), e di monitorare i lavori giubilari nella regione Lazio e nella città di Roma. 9

13 2.1 Natura, compiti e organizzazione dei principali soggetti coinvolti L Agenzia Romana per la preparazione del Giubileo Se l organizzazione del pellegrinaggio giubilare e la sua dimensione spirituale sono tutte della Santa Sede, la responsabilità della materiale accoglienza dei pellegrini ricade in gran parte sulle Istituzioni Pubbliche italiane. E proprio per far fronte a questo surplus organizzativo che nel 1995 viene costituita l Agenzia romana per la preparazione del Giubileo. L intento è quello di creare una struttura operativa ad hoc che faciliti il coordinamento interistituzionale, con garanzie di flessibilità organizzativa e quale espressione congiunta delle competenze delle numerose istituzioni coinvolte come il Comune di Roma, ma anche lo Stato italiano, la Regione Lazio, la Provincia di Roma e molti altri soggetti pubblici e privati. L Agenzia avrebbe, quindi, dovuto fungere da cabina di regia nell organizzazione e preparazione dell evento giubilare non gravando l Amministrazione pubblica ordinaria di nuove funzioni destinate a cessare con la fine del Giubileo stesso. Essa verrà, infatti, sciolta il 6 gennaio 2001, data di chiusura dell Anno Santo. Una società per azioni interamente pubblica, con una composizione azionaria ripartita tra i principali soggetti coinvolti dalle celebrazioni giubilari: a livello locale, Comune e Provincia di Roma, Camera di Commercio, Regione Lazio; a livello statale la Cassa Depositi e Prestiti; e infine i Comuni di Napoli e Firenze, che ne hanno fatto parte in considerazione dell ampia portata del prevedibile bacino di accoglienza dei pellegrini (fig. 1). Fig. 1 Composizione Azionaria dell Agenzia Romana per la preparazione del Giubileo Cassa Depositi e Prestiti 23,6% Comune di Napoli 3,5% Comune di Firenze 2,1% Comune di Roma 35,0% Regione Lazio 21,4% Camera di Commercio Roma 7,2% Provincia di Roma 7,2% Fonte: elaborazione Fondazione Einaudi su dati dell Ufficio Roma Capitale e Grandi Eventi (URCGE) 10

14 Tale modello organizzativo, sostanzialmente nuovo per la realtà italiana, mutua in qualche misura analoghe esperienze internazionali; non esistevano, infatti, organismi operativi adottati nei precedenti Giubilei ai quali ispirarsi. Le funzioni dell Agenzia vengono fissate dallo Statuto, seppur in forma generica. In particolare, con l articolo 3, le si assegna il compito di svolgere attività di progettazione, coordinamento progettuale ed esecutivo, gestione, controllo e assistenza tecnica, nonché informazione delle opere e dei servizi disposti in previsione delle celebrazioni dell Anno E solo con l approvazione del Piano degli interventi (DPCM 18 settembre 1996) che vengono definite le funzioni e l attribuzione del relativo finanziamento statale affidate all Agenzia, ai sensi della legge n. 651 del 23 dicembre 1996 (che convertiva il decreto legge n. 551 del 23 ottobre 1996, recante Misure urgenti per il Grande Giubileo del 2000 ). Funzioni tutte riconducibili alle aree dell informazione e della cultura e soprattutto alla predisposizione e realizzazione del piano di accoglienza. Funzioni queste che nel tempo vengono più volte modificate ed integrate sottraendo all Agenzia Romana la responsabilità del coordinamento degli interventi, che viene ripartito, come vedremo, tra l Ufficio Roma Capitale e il Commissario Straordinario del Governo, facendole assumere un ruolo in maggior misura di supporto tecnico/organizzativo. A tali attività si sono poi aggiunti ulteriori incarichi di consulenza e di assistenza tecnica affidati da soggetti terzi (dal Comune di Roma e in piccola quota dal Ministero per i Beni Culturali, con assegnazione di ulteriori risorse finanziarie non comprese nel Piano degli interventi), sicché alla data del 6 gennaio 2001 l Agenzia ha gestito finanziamenti e realizzato attività per complessivi milioni di lire come di seguito riepilogato. Tab. 1 - Riepilogo dei finanziamenti pubblici assegnati all Agenzia Ente erogatore Ambito Importo (Milioni di Lire) Piano degli interventi Presidenza del Consiglio Piano di accoglienza Maggiori costi per la gestione del Comune di Roma Servizi specifici richiesti Ministero per i Beni Culturali Servizi specifici richiesti 216 TOTALE Fonte: elaborazione Fondazione Einaudi su dati dell Ufficio Roma Capitale e Grandi Eventi (URCGE) 11

15 L Agenzia ha realizzato complessivamente 16 interventi (circa il 2,0% rispetto al totale degli interventi indicati nel Piano con un assorbimento del 5,1% delle relative risorse finanziarie) tutti sostanzialmente riconducibili: all organizzazione e al miglioramento delle condizioni di accoglienza (progettando e realizzando la Sala Situazione dalla quale per l intero anno 2000, sotto la guida del Prefetto di Roma, sono stati diretti tutti i servizi di accoglienza; formando e coordinando l attività di volontari a disposizione dei più anziani e i più deboli e utilizzati in parte per il Giubileo dei giovani; migliorando la pianificazione della mobilità lungo gli itinerari giubilari); ai servizi telematici e informativi ai visitatori e ai pellegrini (predisponendo: Agenda 2000 e Banca Dati dell accoglienza, archivi informatizzati con migliaia di informazioni su luoghi, servizi e eventi di interesse per le istituzioni e i visitatori; un Sistema unitario di prenotazione; un Centro Stampa, d intesa con la Sala Stampa della Santa Sede e Rai-Giubileo; Centri e Punti informativi dislocati in diverse zone della città di Roma); alla preparazione degli eventi (in particolare la Giornata mondiale della gioventù a Tor Vergata); e alla cultura (promuovendo numerose iniziative culturali, tra le quali le grandi mostre alle ex Scuderie Papali al Quirinale). In particolare, nell ambito del Piano degli interventi approvato ai sensi della legge n.651 del 23 dicembre 1996 (e successive modifiche ed integrazioni), ha avuto assegnati compiti e relative risorse finanziare ( milioni in totale) per realizzare: specifici interventi nel settore dell accoglienza, della cultura, dell informazione e dell informatica ( milioni di lire, tab. 2); attività organizzative legate al Piano di accoglienza per conto del Comune di Roma, della Provincia di Roma e della Regione Lazio, ai sensi dell art. 1 comma 4 della citata legge n.651 del 1996 ( milioni di lire a titolo di contributo 1, tab. 3). 1 L art. 1 comma 4 della legge 651/96 indicava Comune di Roma, Provincia di Roma e Regione Lazio come destinatari del finanziamento, con la possibilità di avvalersi dell Agenzia per la realizzazione del piano di accoglienza. I tre Enti hanno evidentemente usufruito di questa possibilità. 12

16 Tab. 2 Riepilogo degli interventi e progetti realizzati con le risorse ex lege 651/96 Codice Piano Titolo Risorse finanziarie (Milioni di Lire) F Centro informativo del Museo del Risorgimento F Centro Informativo di Via della Conciliazione F01.02 Centro Servizi Stampa F01.03 Informazione al pellegrino e al turista su scala metropolitana provinciale e regionale. Progetto generale 614 di promozione dell informazione F05.01 Sistema di previsione dei flussi turistici F05.02 Sistema di monitoraggio e gestione della mobilità F05.03 Sistema unitario di prenotazione F05.04 Sistema informativo e di comunicazione F05.05 Modello di supporto alle decisioni per la preparazione e gestione del Giubileo B Programma di esposizioni d arte da svolgersi nelle Scuderie Papali di Roma ed interventi necessari per adeguare gli impianti tecnici alle esigenze d allestimento e conservazione delle opere d arte e per il miglioramento delle funzionalità degli spazi espositivi B Convegni ed iniziative artistiche e culturali B Iniziative finalizzate all arricchimento del patrimonio culturale di Comune, Provincia e Regione B Iniziative e mostre d arte contemporanea a Roma e nel Lazio da destinare al patrimonio dello Stato D Organizzazione delle manifestazioni nell area dei grandi eventi TOTALE Fonte: elaborazione Fondazione Einaudi su dati dell Ufficio Roma Capitale e Grandi Eventi (URCGE) 13

17 Tab. 3 Evoluzione dei Finanziamenti assegnati come contributo per la realizzazione del piano di accoglienza Decreto della Presidenza Importo del Consiglio dei Ministri (Milioni di Lire) 18 settembre aprile maggio maggio agosto marzo TOTALE I valori negativi rappresentano i definanziamenti causati dalla necessità di dedicare risorse finanziarie ad altri Enti per interventi prioritari. Fonte: elaborazione Fondazione Einaudi su dati dell Ufficio Roma Capitale e Grandi Eventi (URCGE) Per gli incarichi di consulenza e assistenza tecnica affidati dal Comune di Roma e dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, le risorse finanziarie (non comprese nel Piano) messe a disposizione dell Agenzia sono ammontate a complessivi milioni di lire (tab. 4). Tab. 4 Riepilogo dei finanziamenti assegnati per servizi ulteriori richiesti all Agenzia Ente erogatore Ambito Importo (Milioni di Lire) Comune di Roma Prodotto informativo in multivisione sugli Anni Santi 202 Comune di Roma Progetto Informatico e telematico per attività del Giubileo Comune di Roma Piani di coordinamento e gestione delle aree basilicali Comune di Roma Assistenza tecnica alla amministrazione comunale Comune di Roma Coordinamento operativo dei cantieri sul territorio di Roma Comune di Roma Attività di coordinamento tra Regione, Provincia e Comune 792 Ministero per i Beni Progetto sistema informatico di biglietteria elettronica Culturali dei musei 216 TOTALE Fonte: elaborazione Fondazione Einaudi su dati dell Ufficio Roma Capitale e Grandi Eventi (URCGE) Infine, a seguito della pubblicazione della legge n.488 del 23 dicembre 1999 (finanziaria per l anno 2000) che prevedeva lo stanziamento di 80 miliardi di lire per la copertura di maggiori costi di gestione conseguenti all aumento della domanda di strutture e servizi connessi all accoglienza dei pellegrini nell anno 2000, con Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri sono stati assegnati all Agenzia 35 miliardi di lire. 14

18 2.1.2 L Ufficio Roma Capitale e Grandi Eventi L attenzione del governo centrale al grande evento giubilare si manifesta nel corso del 1996 con la legge n. 651 del 23 dicembre, che disciplina le iniziative connesse alle celebrazioni dell Anno Santo con esclusivo riferimento alla città di Roma ed alle altre località della Regione Lazio. Attività enucleate nel Piano degli interventi, adottato il mese di settembre dello stesso anno 2. L attuazione della legge 651, e la formulazione del Piano di interventi, vengono affidati alla Commissione per Roma Capitale 3, istituita presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri con legge n. 396 del 15 dicembre 1990, per la realizzazione del Programma per Roma Capitale. Programma contenente gli interventi relativi alla dotazione infrastrutturale e dei servizi, di riqualificazione dell ambiente e del territorio, nonché di conservazione e valorizzazione del patrimonio monumentale, archeologico e artistico, funzionali all assolvimento da parte della città di Roma del ruolo di Capitale della Repubblica. La gestione dei suddetti interventi è invece demandata all Ufficio per Roma Capitale, istituito con medesima legge presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri 4. Tra i suoi compiti istituzionali, l Ufficio oltre alla gestione del Programma per Roma capitale, per il quale svolge funzioni di programmazione (avvalendosi anche di strumenti di concertazione e di snellimento procedurale), di gestione finanziaria e di vigilanza e controllo sullo stato di attuazione, si occupa anche della rilevazione e rilocalizzazione di sedi della P.A. La legge 651/96 e la legge 270/97, relative agli interventi giubilari rispettivamente per Lazio (compresa Roma) e fuori Lazio, ampliano le competenze dell Ufficio Roma Capitale (oltre a consentirne l ampliamento dell organico), il quale adesso cambia denominazione in Ufficio Roma Capitale e Grandi Eventi (URCGE). All Ufficio verranno attribuite funzioni 2 Nell agosto del 1997 sarà licenziata la legge n. 270, relativa ai medesimi interventi sul restante territorio nazionale. 3 La Commissione è presieduta dal Presidente del Consiglio dei ministri e composta dai Ministri dei Lavori pubblici, dei Trasporti, dell Ambiente e per i Beni culturali, dal Presidente della Regione Lazio, dal Presidente della Provincia di Roma e dal Sindaco di Roma. Per il fuori Lazio sarà invece istituita apposita Commissione, sempre presso la Presidenza del Consiglio, composta da nove membri, di cui uno di nomina dello stesso Presidente del Consiglio, cinque di nomina ministeriale e altri tre in rappresentanza delle province e dei comuni italiani. 4 L Ufficio è un organo a configurazione tecnica, composto da un coordinatore di grado non inferiore a dirigente generale, tre dirigenti tecnici, due dirigenti amministrativi, nonché sei esperti anche estranei alla P.A., più altro personale scelto fra i dipendenti dello Stato, degli enti locali e altri enti pubblici. 15

19 generali di coordinamento amministrativo, di verifica e controllo, nonché di monitoraggio degli interventi (fig. 2). In merito all ultima funzione, quella del coordinamento del monitoraggio, è doveroso segnalare la metodologia messa a punto dall Ufficio circa i parametri di valutazione per il supporto alle attività di gestione e monitoraggio ai fini della riprogrammazione del Piano e il recupero di risorse finanziarie già impegnate. Metodologia che costituisce un significativo punto di riferimento in merito al controllo sugli investimenti pubblici. Fig. 2 Funzioni attribuite all Ufficio Roma Capitale e Grandi Eventi (URCGE) Legge dicembre 1999 Istituzione dell Ufficio presso la Presidenza del Consiglio Legge dicembre 1996 (Roma e Lazio) Legge agosto 1997 (fuori Lazio) Ampliano le competenze dell Ufficio ai fini di gestione del Giubileo Ufficio Roma Capitale L Ufficio cambia denominazione Rilevazione e Rilo_ calizzazione Sedi P.A Ufficio Roma Capitale e Grandi Eventi (URCGE) Compiti istituzionali Programmazione Gestione Finanziaria Vigilanza Monitoraggio Gestione interventi - Giubileo Lazio - Giubileo fuori Lazio - Roma Capitale Sviluppo parametri di valutazione a fini di riprogrammazione Fonte: elaborazione Fondazione Einaudi su dati dell Ufficio Roma Capitale e Grandi Eventi (URCGE) 16

20 2.1.3 Il Commissario straordinario del Governo per il Giubileo Man mano che le rimodulazioni del Piano degli interventi riducono le competenze dell Agenzia romana per la preparazione del Giubileo, per focalizzarli nella realizzazione del Piano di accoglienza, viene sempre più sentita la necessità di una cabina di regia unica riguardo i lavori giubilari nella città di Roma, al fine di imprimere maggiore speditezza in vista dell approssimarsi dell Anno Santo. Rapidità che una molteplicità di interlocutori, con conseguente rivalità e confusione di ruoli, fino ad allora non era riuscita a garantire. È così che con DPCM del 31 dicembre 1997 viene nominato il Commissario straordinario del Governo per il Giubileo nella figura di Francesco Rutelli, in qualità di Sindaco di Roma. Con tale provvedimento al Sindaco, affiancato da un Comitato di coordinamento composto da 15 membri e costituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri e da un nucleo di 5 esperti, viene affidato il compito di coordinare i soggetti titolari di interventi localizzati nel Comune di Roma. Al Commissario viene altresì affidato il compito di assicurare l attuazione delle indicazioni della Commissione mista tra lo Stato italiano e la Santa Sede. Il mandato si è concretizzato attraverso un coordinamento operativo tra le esigenze dei cantieri, dei soggetti beneficiari e dei cittadini romani, che ha dato certamente buoni risultati in quanto lo stanziamento per il Comune di Roma, che era pari a circa 717 miliardi di lire per corrispondenti 151 interventi, alla data del 31 dicembre 1999 era stato utilizzato per circa il 95% Il ruolo dell Italconsult S.p.A. Il Piano degli interventi, sin dall entrata in vigore della legge 651/96, è stato sempre concepito come un documento suscettibile di variazioni e integrazioni sulla base delle nuove esigenze che sarebbero emerse e/o sulla base delle risultanze dell attività di monitoraggio. All art. 1 comma 2 della stessa legge si dice che il piano può essere modificato e integrato anche sulla base dei risultati del monitoraggio, stabilendo pertanto un collegamento organico tra tale attività e la riprogrammazione del Piano. Si è già detto che il compito di coordinare ed elaborare uno schema unitario dei criteri di monitoraggio (con l individuazione di livelli di criticità che in 5 In Capitolivm, Marzo

21 relazione a costi e durata di esecuzione, complessità dell intervento e tempo residuo, definissero la priorità e l eventuale opportunità di realizzazione dell obiettivo) da sottoporre all approvazione della Commissione per Roma Capitale viene affidato all URCGE. Benché la competenza ad assicurare il monitoraggio materiale degli interventi spettasse, naturalmente, ai singoli soggetti beneficiari dei finanziamenti, per il Piano giubilare si è inteso far ricorso ad una rilevazione sistematica unitaria circa lo stato di avanzamento degli interventi, da affidare ad un soggetto monitore esterno (vale a dire, a prescindere dalla titolarità degli stessi). Con DM del 24 giugno 1997 viene inserito nel Piano, senza codice di riferimento, l intervento denominato Monitoraggio degli interventi inclusi nel Piano per il Giubileo, con una dotazione finanziaria di 6 miliardi di lire. A seguito dell espletamento di apposita gara, il servizio viene appaltato, in data 18 dicembre 1997 all ATI avente come mandataria la Italconsult S.p.A. 6. Servizio dal quale vengono escluse alcune voci, vuoi per la posizione extraterritoriale di alcune (p.es. il parcheggio sotto il Gianicolo), vuoi per la proiezione nel futuro di alcuni interventi (p.es. programmi di musica o di prosa nella Capitale legati al Giubileo). Vengono inoltre esclusi dal controllo anche i fondi per il funzionamento dell Agenzia romana per la preparazione del Giubileo in quanto S.p.A. di diritto privato 7. A tale attività di monitoraggio si affianca, oltre alla già ricordata supervisione dell URCGE, anche quella del Ministro dei lavori pubblici relativamente alle opere pubbliche di competenza dello Stato, della BEI (Banca Europea per gli Investimenti) per avere in parte garantito i fondi messi a disposizione del Ministero del Tesoro per il Giubileo nell ambito del Financing of Urban Development Projects in the EU, nonché quella di tutti gli altri soggetti a vario titolo coinvolti nella realizzazione del Piano. 6 Altri associati erano la SIM (Società Italiana per il Monitoraggio) e la Infraplan S.A. 7 L Agenzia ha assunto invece la qualifica di organismo di diritto pubblico ai fini delle procedure per l affidamento di opere, forniture di beni e servizi il cui importo eccedesse la soglia stabilita dalla normativa comunitaria 18

22 2.2 La definizione del Piano degli interventi e la gestione finanziaria ed amministrativa La definizione e l attuazione del Piano degli Interventi Con DPCM in data 18 settembre 1996 viene adottato il Piano degli Interventi per il Grande Giubileo del 2000, definito dalla Commissione con delibera n. 2 dell 8 luglio Il Piano viene articolato nei settori di seguito elencati, suddivisi, a loro volta, in sotto-settori riferiti a gruppi di interventi fra loro tipologicamente omogenei. A. Sociale e accoglienza: il Settore A comprende tutti quegli interventi inerenti le strutture di assistenza ed accoglienza delle categorie disagiate e la rete degli ostelli e campeggi nella città di Roma e in tutta la Regione, nonché gli interventi attinenti la riqualificazione e l'adeguamento delle strutture ricettive, alberghiere ed extra alberghiere. In esso rientrano anche quegli incentivi all iniziativa privata nel settore dell accoglienza, che fungessero da investimenti integrativi a quelli delle Amministrazioni Pubbliche; B. Beni Culturali: nel Settore B rientrano tutti gli interventi di tutela, restauro, conservazione e valorizzazione del patrimonio storico, archeologico, artistico e architettonico, e di realizzazione e risistemazione di strutture deputate ad ospitare manifestazioni ed eventi culturali; C. Manutenzione e arredo urbano, patrimonio ambientale: il Settore C raccoglie tutte le attività di manutenzione straordinaria e di risistemazione degli spazi pubblici (percorsi pedonali, piazze, in particolare la sistemazione della Aree delle basiliche ), di arredo urbano (segnaletica, illuminazione pubblica, restauro facciate), e anche gli interventi di salvaguardia e riqualificazione ambientale (parchi archeologici e aree verdi); D. Accessibilità e mobilità nell area metropolitana: il Settore D raggruppa tutti quegli interventi relativi alla accessibilità e alla mobilità (pedonale, veicolare, su ferro, su gomma, fluviale, aerea) urbana ed extraurbana, ivi compresa la sosta e la realizzazione di parcheggi di scambio; 19

23 E. Sicurezza, protezione civile, servizi speciali e formazione: con tale denominazione, il Settore E indica tutti quei piani straordinari di prevenzione e di emergenza per l'anno Santo (potenziamento dei mezzi di soccorso e del pronto soccorso ospedaliero, sicurezza, smaltimento rifiuti, ecc.), comprese le iniziative di formazione delle risorse umane coinvolte nelle attività di preparazione all evento giubilare. Con il D.M. 8 maggio 1998, di nona rimodulazione del Piano, il settore E cambia successivamente denominazione in Sicurezza, protezione civile, servizi speciali e formazione in modo da essere congruente ai numerosi nuovi interventi in esso iscritti, promossi dal Ministero dell Interno, finalizzati a garantire un ordinato svolgimento delle celebrazioni soprattutto nelle aree giubilari, oltre che a potenziare le strutture logistiche delle forze dell ordine; F. Informazione, comunicazione, preparazione e gestione dell evento: il Settore F è quello dei programmi di gestione e controllo dello svolgimento delle manifestazioni giubilari (programmi destinati ad informare i cittadini e i visitatori circa le condizioni del traffico, eventi culturali, servizi pubblici e privati, ecc.), con l allestimento di una sala stampa e di punti informativi telematici e non. Interventi quasi tutti di titolarità dell Agenzia Romana per la preparazione del Giubileo. Il Piano nel corso della sua realizzazione subisce numerose rimodulazioni che ne modificano la composizione in termini sia qualitativi che quantitativi Il maggior numero di variazioni avviene tra la metà del 1997 e la metà del 1998 (fig. 3). Fig.3 - Sintesi dei decreti di rimodulazione dei Piani di intervento N interventi Piano 1 DM 18/09/96 Piano 2 DM 05/11/96 Piano 3 DM 11/12/96 Piano 4 DM 21/12/96 Piano 5 DM 18/04/97 Piano 6 DM 24/06/97 Piano 7 DM 04/08/97 Piano 8 DM 22/12/97 Piano 9 DM 05/02/98 Piano 10 DM 08/05/98 Piano 11 DM 15/05/98 Piano 12 DM 16/07/98 Piano 13 DM 07/01/99 Piano 14 DM 18/05/99 Piano 15 DM 05/08/99 Piano 16 DM 07/03/00 Piano 17 DM 24/03/00 Piano 18 DM 19/04/00 Piano 19 DM 28/06/00 Piano 20 DM 28/08/00 Piano 21 DM 21/12/00 Piano 22 DM 21/12/00 A.Sociale ed accoglienza B. Beni Culturali C. Manutenz. Arredo Urbano Patrimonio Amb. D. Accessibilità e Mobilità Area Metropol. E. Servizi Speciali e Formazione F. Inf. Comp. Prep. Gestione Evento Fonte: elaborazione Fondazione Einaudi su dati dell Ufficio Roma Capitale e Grandi Eventi (URCGE) 20

24 La ragione è che il Piano viene formulato dalla Commissione per Roma Capitale nella sua prima e fondamentale versione l 8 luglio 1996 e approvato con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) il 18 settembre Nell arco del 1996 subisce ben tre rimodulazioni diventando efficace soltanto il 5 marzo del 1997 (data della sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale). Da quel momento il Piano comincia ad andare effettivamente a regime ed iniziano ad arrivare i primi finanziamenti ai soggetti beneficiari. Solo nella seconda metà del 1998 esso assume una configurazione abbastanza stabile per poi diventare definitivo tra il 1999 e gli inizi dell Anno Santo. Il Piano Ufficiale, quindi, diventa il n 22 approvato con DM del 21/12/00, il quale consta di ben 801 interventi per un costo complessivo di circa miliardi di lire. Interventi che riguardano soprattutto i settori della mobilità urbana ed extra urbana, della sanità, dei servizi speciali, dell accoglienza e della ricettività alberghiera ed extra alberghiera, della manutenzione e dell arredo urbano nonché quello della valorizzazione e conservazione del patrimonio culturale ed ambientale (fig. 4). Fig. 4 Riepilogo degli interventi del Piano per Settore A - Sociale ed Accoglienza B - Beni Culturali C - Manutenzione e Arredo Urbano D - Accessibilità e Mobilità E - Sicurezza, Protezione Civile, Servizi Speciali e Formazione F - Informazione, Comunicazione, Preparazione e Gestione dell'evento Fonte: elaborazione Fondazione Einaudi su dati dell Ufficio Roma Capitale e Grandi Eventi (URCGE) 21

25 2.2.2 La gestione finanziaria del Piano degli interventi Le risorse finanziarie necessarie per la preparazione del Giubileo vengono stanziate dallo Stato italiano con la legge finanziaria del 1996, ma lo stanziamento si rende effettivamente disponibile con l entrata in vigore della legge n. 651 del 23 dicembre 1996, che converte, con delle modificazioni ulteriori, il decreto legge n. 551 del 23 ottobre 1996 recante Misure urgenti per il Grande Giubileo del Decreto, tra l altro, già reiterato per la quarta volta (il primo datava 26 aprile 1996) per decorrenza dei termini di conversione. La legge 651/96 si limita, però, a dettare gli indirizzi programmatici di ordine generale, senza fornire indicazioni di dettaglio sulla destinazione dei fondi 8. Le modalità che regolano le procedure per l erogazione dei finanziamenti, ovvero la utilizzazione e ripartizione delle risorse, sono contenute, invece, nel Piano degli interventi, la cui redazione è demandata alla Commissione per Roma Capitale sulla base delle proposte delle amministrazioni interessate ai sensi della stessa legge 651/96. Il valore complessivo del fondo di dotazione ex lege 651/96 è di miliardi di lire, costituito mediante la stipula, con alcuni primari istituti di credito, di un mutuo quindicennale di pari importo a favore del Ministero del Tesoro e utilizzante in parte una provvista proveniente da un finanziamento della Banca Europea per gli Investimenti (BEI) per un importo pari a circa miliardi di lire 9. Tale somma non copre, tuttavia, il valore complessivo degli interventi e quindi si ricorre a delle quote di cofinanziamento o autofinanziamento a carico degli stessi soggetti beneficiari (Amministrazioni Centrali, Amministrazione Regionale e Provinciale, Amministrazioni Comunali e altri soggetti). Il valore complessivo dell investimento (pari a miliardi di lire) risulta, quindi, coperto da miliardi derivanti dal finanziamento pubblico statale e da circa 198 miliardi (mediamente pari a circa il 6% del costo totale 8 Importante è sottolineare, che la legge 651/96, pur nella sua natura di legge speciale, non ha inteso introdurre alcuna deroga in materia di procedure riguardanti i lavori pubblici. È stato, quindi, necessario, per l attuazione degli interventi giubilari, fare ricorso alle procedure ordinarie previste dalla legge 109/94 (legge quadro sui lavori pubblici) e sue successive modifiche e integrazioni. In particolare è stato fatto ampio ricorso agli istituti della conferenza dei servizi e dell accordo di programma, già utilizzati in relazione agli interventi ricompresi nel Programma per Roma Capitale. 9 La Legge che, invece, ha definito l impegno finanziario dello Stato per gli interventi effettuati sul restante territorio nazionale è la n. 270 del 7 agosto 1997, intitolata al Piano degli interventi di interesse nazionale relativi a percorsi giubilari e pellegrinaggi in località al di fuori del Lazio. Le risorse complessivamente messe a disposizione da questa legge sono pari a circa 2000 miliardi di lire. 22

Alla c.a. Sindaco/Presidente Segretario Generale Dirigente competente

Alla c.a. Sindaco/Presidente Segretario Generale Dirigente competente Alla c.a. Sindaco/Presidente Segretario Generale Dirigente competente Controllo di Gestione e Misurazione delle Performance: l integrazione delle competenze, la valorizzazione delle differenze e la tecnologia

Dettagli

REGOLAMENTO PER LA PROMOZIONE DELLA SOLIDARIETA INTERNAZIONALE E DEI DIRITTI UMANI. Art. 1 Finalità

REGOLAMENTO PER LA PROMOZIONE DELLA SOLIDARIETA INTERNAZIONALE E DEI DIRITTI UMANI. Art. 1 Finalità REGOLAMENTO PER LA PROMOZIONE DELLA SOLIDARIETA INTERNAZIONALE E DEI DIRITTI UMANI Art. 1 Finalità La Provincia di Genova, in attuazione di quanto previsto dal proprio Statuto, promuove la cultura della

Dettagli

Legge accesso disabili agli strumenti informatici

Legge accesso disabili agli strumenti informatici Legge accesso disabili agli strumenti informatici da Newsletter Giuridica: Numero 81-26 gennaio 2004 Pubblicata sulla Gazzetta la Legge in materia di accesso dei disabili agli strumenti informatici, approvata

Dettagli

ALLEGATO 1. Specifiche del Budget di spesa riportato al Capitolo III del formulario di candidatura.

ALLEGATO 1. Specifiche del Budget di spesa riportato al Capitolo III del formulario di candidatura. ALLEGATO 1. Specifiche del Budget di spesa riportato al Capitolo III del formulario di candidatura. 1. Criteri economico-finanziari utilizzati per l elaborazione del budget. L imputazione delle spese di

Dettagli

CONSIGLIO NAZIONALE DELLE RICERCHE

CONSIGLIO NAZIONALE DELLE RICERCHE CONSIGLIO NAZIONALE DELLE RICERCHE REGOLAMENTO DI DISCIPLINA DELLE ATTIVITA' DI PROMOZIONE E SOSTEGNO DELLA RICERCA DEL CONSIGLIO NAZIONALE DELLE RICERCHE Approvato dal Consiglio direttivo nella seduta

Dettagli

REGOLAMENTO DI VALUTAZIONE DEL PERSONALE DIPENDENTE

REGOLAMENTO DI VALUTAZIONE DEL PERSONALE DIPENDENTE REGOLAMENTO DI VALUTAZIONE DEL PERSONALE DIPENDENTE Approvato con Determinazione del Direttore Generale n. 244 del 20/07/2010 L importanza di un sistema operativo di valutazione comune e riconoscibile

Dettagli

Volontariato. Sulle delibera della regione Marche che trasferisce al Centro servizi volontariato risorse per sostenere progetti delle associazioni

Volontariato. Sulle delibera della regione Marche che trasferisce al Centro servizi volontariato risorse per sostenere progetti delle associazioni Fabio Ragaini, Gruppo Solidarietà Volontariato. Sulle delibera della regione Marche che trasferisce al Centro servizi volontariato risorse per sostenere progetti delle associazioni Quale valutazione dare

Dettagli

LEGGE REGIONALE N. 16 DEL 3 AGOSTO 2001 REGIONE VENETO

LEGGE REGIONALE N. 16 DEL 3 AGOSTO 2001 REGIONE VENETO LEGGE REGIONALE N. 16 DEL 3 AGOSTO 2001 REGIONE VENETO Norme per il diritto al lavoro delle persone disabili in attuazione della legge 12 marzo 1999, n. 68 e istituzione servizio integrazione lavorativa

Dettagli

Norme per la sorveglianza e la prevenzione degli incidenti domestici

Norme per la sorveglianza e la prevenzione degli incidenti domestici Legge Regionale 28 aprile 2009, n. 15 Norme per la sorveglianza e la prevenzione degli incidenti domestici ( B.U. REGIONE BASILICATA N.22 del 2 maggio 2009 Articolo 1 Finalità 1. La presente legge, in

Dettagli

Disposizioni per favorire l accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici

Disposizioni per favorire l accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici Disposizioni per favorire l accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici DISEGNO DI LEGGE Art. 1. (Obiettivi e finalità) 1. La Repubblica riconosce e tutela il diritto di ogni persona ad accedere

Dettagli

COMUNE DI VENTOTENE PROVINCIA DI LATINA REGOLAMENTO SUL SISTEMA DEI CONTROLLI INTERNI

COMUNE DI VENTOTENE PROVINCIA DI LATINA REGOLAMENTO SUL SISTEMA DEI CONTROLLI INTERNI COMUNE DI VENTOTENE PROVINCIA DI LATINA REGOLAMENTO SUL SISTEMA DEI CONTROLLI INTERNI Approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 3 del 26.04.2013 1 CAPO I Art.1 Art.2 Art.3 Art.4 PRINCIPI GENERALI

Dettagli

Presidenza del Consiglio dei Ministri

Presidenza del Consiglio dei Ministri Presidenza del Consiglio dei Ministri IL MINISTRO PER LE POLITICHE GIOVANILI E LE ATTIVITA SPORTIVE Visto il decreto legge 18 maggio 2006, n. 181, convertito con modificazioni dalla legge 17 luglio 2006,

Dettagli

CONTRATTO DEL LAGO DI BOLSENA. Accordo di Programmazione Negoziata PROTOCOLLO DI INTESA

CONTRATTO DEL LAGO DI BOLSENA. Accordo di Programmazione Negoziata PROTOCOLLO DI INTESA CONTRATTO DEL LAGO DI BOLSENA Accordo di Programmazione Negoziata PROTOCOLLO DI INTESA Protocollo d Intesa per l attuazione del Contratto del Lago di Bolsena PREMESSO CHE la Direttiva 2000/60/CE del Parlamento

Dettagli

REGOLAMENTO PER LA GESTIONE DEL PATRIMONIO

REGOLAMENTO PER LA GESTIONE DEL PATRIMONIO REGOLAMENTO PER LA GESTIONE DEL PATRIMONIO APPROVATO DAL CONSIGLIO GENERALE NELL ADUNANZA DEL 28/06/2013 Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro 1 INDICE AMBITO DI APPLICAZIONE p. 3 TITOLO I: PRINCIPI

Dettagli

LEGGE REGIONALE N. 40 DEL 10-04-1990 REGIONE LAZIO

LEGGE REGIONALE N. 40 DEL 10-04-1990 REGIONE LAZIO Legge 1990040 Pagina 1 di 6 LEGGE REGIONALE N. 40 DEL 10-04-1990 REGIONE LAZIO Istituzione dell' osservatorio del sistema abitativo laziale e provvidenze per il recupero del patrimonio edilizio esistente.

Dettagli

REGIONE PIEMONTE. Legge regionale 13 aprile 2015, n. 7. Norme per la realizzazione del servizio civile nella Regione Piemonte.

REGIONE PIEMONTE. Legge regionale 13 aprile 2015, n. 7. Norme per la realizzazione del servizio civile nella Regione Piemonte. REGIONE PIEMONTE Legge regionale 13 aprile 2015, n. 7. Norme per la realizzazione del servizio civile nella Regione Piemonte. (B.U. 16 aprile 2015, n. 15) Il Consiglio regionale ha approvato IL PRESIDENTE

Dettagli

PROTOCOLLO D'INTESA MINISTERO PUBBLICA ISTRUZIONE. DE AGOSTINI SCUOLA S.p.A

PROTOCOLLO D'INTESA MINISTERO PUBBLICA ISTRUZIONE. DE AGOSTINI SCUOLA S.p.A PROTOCOLLO D'INTESA TRA MINISTERO PUBBLICA ISTRUZIONE (di seguito denominato Ministero) E DE AGOSTINI SCUOLA S.p.A (di seguito denominata Casa Editrice) VISTO il decreto legislativo 16 aprile 1994, n.

Dettagli

Comune di San Martino Buon Albergo

Comune di San Martino Buon Albergo Comune di San Martino Buon Albergo Provincia di Verona - C.A.P. 37036 SISTEMA DI VALUTAZIONE DELLE POSIZIONI DIRIGENZIALI Approvato dalla Giunta Comunale il 31.07.2012 INDICE PREMESSA A) LA VALUTAZIONE

Dettagli

A.I.N.I. Associazione Imprenditoriale della Nazionalità Italiana Udruga Poduzetnika Talijanske Narodnosti

A.I.N.I. Associazione Imprenditoriale della Nazionalità Italiana Udruga Poduzetnika Talijanske Narodnosti L AINI ( ) è un Associazione di artigiani e di piccole e medie imprese appartenenti ai diversi settori merceologici i cui proprietari sono appartenenti alla Comunità Nazionale Italiana in Croazia (CNI),

Dettagli

Progetto IDENTITAS: Formazione agli operatori di Bilancio di Competenze

Progetto IDENTITAS: Formazione agli operatori di Bilancio di Competenze Progetto IDENTITAS: Formazione agli operatori di Bilancio di Competenze Provincia di Roma Anno 2005 Indice Il problema affrontato...3 Obiettivi attesi/risultati raggiunti...3 Soggetti coinvolti...3 Il

Dettagli

CAPO I PROGETTAZIONE DI OPERE E LAVORI PUBBLICI

CAPO I PROGETTAZIONE DI OPERE E LAVORI PUBBLICI DISCIPLINA PER LA RIPARTIZIONE DELL INCENTIVO PER LA PROGETTAZIONE O PER LA REDAZIONE DI ATTI DI PIANIFICAZIONE EX. ART. 18 LEGGE 109/94 E SUCCESSIVE INTEGRAZIONI AGGIORNATO ALLA LEGGE 415/98 e s.m.i.

Dettagli

MIUR.AOODGEFID.REGISTRO DEI DECRETI DIRETTORIALI.0000050.25-11-2015

MIUR.AOODGEFID.REGISTRO DEI DECRETI DIRETTORIALI.0000050.25-11-2015 MIUR.AOODGEFID.REGISTRO DEI DECRETI DIRETTORIALI.0000050.25-11-2015 Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca IL DIRETTORE GENERALE VISTA la legge 18 dicembre 1997, n. 440, recante istituzione

Dettagli

Regolamento Approvato dal Consiglio di Amministrazione del CSI-Piemonte il 16 luglio 2007

Regolamento Approvato dal Consiglio di Amministrazione del CSI-Piemonte il 16 luglio 2007 Regolamento Approvato dal Consiglio di Amministrazione del CSI-Piemonte il 16 luglio 2007 REGOLAMENTO CENTRO ON LINE STORIA E CULTURA DELL INDUSTRIA: IL NORD OVEST DAL 1850 ARTICOLO 1 Obiettivi e finalità

Dettagli

DECRETI PRESIDENZIALI

DECRETI PRESIDENZIALI DECRETI PRESIDENZIALI DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 24 luglio 2014. Ripartizione delle risorse relative al «Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità» 2013-2014

Dettagli

www.lavoripubblici.it

www.lavoripubblici.it RELAZIONE TECNICA Il presente decreto legislativo specifica sostanzialmente obblighi cui i datori di lavoro sono già tenuti, in base alla disciplina generale del corrispondente Titolo I del decreto legislativo

Dettagli

II.11 LA BANCA D ITALIA

II.11 LA BANCA D ITALIA Provvedimento del 24 marzo 2010. Regolamento recante la disciplina dell adozione degli atti di natura normativa o di contenuto generale della Banca d Italia nell esercizio delle funzioni di vigilanza bancaria

Dettagli

RISOLUZIONE N.100/E QUESITO

RISOLUZIONE N.100/E QUESITO RISOLUZIONE N.100/E Roma, 19 ottobre 2011 Direzione Centrale Normativa OGGETTO: Interpello ai sensi dell articolo 11 della legge n. 212 del 2000 Articolo 1, commi 280-283, della legge 27 dicembre 2006,

Dettagli

Quadro normativo delle Regioni e Province Autonome sulla VAS LIGURIA. Disciplina della valutazione di impatto ambientale.

Quadro normativo delle Regioni e Province Autonome sulla VAS LIGURIA. Disciplina della valutazione di impatto ambientale. L.R. 4/09/1997, n. 36. Pubblicata nel B.U. Liguria 17 settembre 1997, n. 16, L.R. 30/12/1998, n. 38. Pubblicata nel B.U. Liguria 20 gennaio 1999, n. 1. L.R. 4/08/2006, n. 20. Pubblicata nel B.U. Liguria

Dettagli

REGOLAMENTO PER GLI IMPIEGHI DEL PATRIMONIO

REGOLAMENTO PER GLI IMPIEGHI DEL PATRIMONIO REGOLAMENTO PER GLI IMPIEGHI DEL PATRIMONIO (approvato dalla Commissione Centrale di Beneficenza nella riunione del 28 febbraio 2005; coordinato con le modifiche deliberate il 24 luglio 2007, il 16 dicembre

Dettagli

LA GIUNTA REGIONALE. VISTA la legge regionale 24 Dicembre 2010, n. 8 Bilancio di previsione della Regione Lazio per l'esercizio 2011;

LA GIUNTA REGIONALE. VISTA la legge regionale 24 Dicembre 2010, n. 8 Bilancio di previsione della Regione Lazio per l'esercizio 2011; Oggetto: Percorsi triennali di IeFP Sistema di finanziamento e piano di riparto delle risorse finanziarie da erogare alle Province per l anno scolastico e formativo 2011-2012. LA GIUNTA REGIONALE SU PROPOSTA

Dettagli

Il volontariato: ruolo e impegni per la Conferenza dei Servizi

Il volontariato: ruolo e impegni per la Conferenza dei Servizi Il volontariato: ruolo e impegni per la Conferenza dei Servizi Rel. sig. Giancarlo Cavallin Volontarinsieme Coordinamento delle Associazioni di volontariato della provincia di Treviso. Gruppo Salute, ospedale

Dettagli

Delega al Governo in materia di riordino degli enti di ricerca - - Art. 1. Art. 1.

Delega al Governo in materia di riordino degli enti di ricerca - - Art. 1. Art. 1. DISEGNO DI LEGGE presentato dal Ministro dell università e della ricerca (MUSSI) di concerto col Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione (NICOLAIS) e col Ministro dell economia

Dettagli

COMUNE DI RAVENNA GUIDA ALLA VALUTAZIONE DELLE POSIZIONI (FAMIGLIE, FATTORI, LIVELLI)

COMUNE DI RAVENNA GUIDA ALLA VALUTAZIONE DELLE POSIZIONI (FAMIGLIE, FATTORI, LIVELLI) COMUNE DI RAVENNA Il sistema di valutazione delle posizioni del personale dirigente GUIDA ALLA VALUTAZIONE DELLE POSIZIONI (FAMIGLIE, FATTORI, LIVELLI) Ravenna, Settembre 2004 SCHEMA DI SINTESI PER LA

Dettagli

REGOLAMENTO PER LA CONSULTA COMUNALE DEI GIOVANI

REGOLAMENTO PER LA CONSULTA COMUNALE DEI GIOVANI C O M U N E D I D E R U T A PROVINCIA DI PERUGIA REGOLAMENTO PER LA CONSULTA COMUNALE DEI GIOVANI CAPO I NORME ISTITUTIVE E ATTRIBUZIONI. Art. 1 Istituzione.. Art. 2 Attribuzioni.. CAPO II ORGANI DELLA

Dettagli

Capo I disposizioni comuni. art. 1 contenuti e finalità. art. 2 struttura competente

Capo I disposizioni comuni. art. 1 contenuti e finalità. art. 2 struttura competente Regolamento per la concessione e l erogazione dei contributi per la realizzazione di alloggi o residenze per studenti universitari, ai sensi della legge regionale 23 gennaio 2007, n. 1, art. 7, comma 18

Dettagli

CREDITO E SVILUPPO delle PMI nel Lazio: opportunità, vincoli e proposte per il sistema regionale

CREDITO E SVILUPPO delle PMI nel Lazio: opportunità, vincoli e proposte per il sistema regionale CREDITO E SVILUPPO delle PMI nel Lazio: opportunità, vincoli e proposte per il sistema regionale Realizzato dall EURES Ricerche Economiche e Sociali in collaborazione con il Consiglio Regionale dell Economia

Dettagli

R e g i o n e L a z i

R e g i o n e L a z i o R e g i o n e L a z i Titolo del Progetto o del programma: Siamo sicuri che si può lavorare sicuri Identificativo della linea o delle linee di intervento generale/i: Prevenzione degli eventi infortunistici

Dettagli

LEGGE REGIONALE N. 88 DEL 26-06-1980 REGIONE LAZIO. Norme in materia di opere e lavori pubblici.

LEGGE REGIONALE N. 88 DEL 26-06-1980 REGIONE LAZIO. Norme in materia di opere e lavori pubblici. LEGGE REGIONALE N. 88 DEL 26-06-1980 REGIONE LAZIO Norme in materia di opere e lavori pubblici. Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO N. 21 del 30 luglio 1980 Il Consiglio regionale ha approvato.

Dettagli

d) i criteri di valutazione dei progetti da parte del Comitato, tra i quali: 1) la riduzione di fenomeni di marginalizzazione e degrado sociale;

d) i criteri di valutazione dei progetti da parte del Comitato, tra i quali: 1) la riduzione di fenomeni di marginalizzazione e degrado sociale; IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI SULLA PROPOSTA DEL MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI DI CONCERTO CON IL MINISTRO DELL ECONOMIA E DELLE FINANZE E CON IL MINISTRO DEI BENI E DELLE ATTIVITA

Dettagli

RISOLUZIONE N. 123/E

RISOLUZIONE N. 123/E RISOLUZIONE N. 123/E Direzione Centrale Normativa Roma, 30 novembre 2010 OGGETTO: Interpello ai sensi dell articolo 11 della legge n. 212 del 2000 Riportabilità delle perdite dei contribuenti minimi in

Dettagli

CONVENZIONE PER LO SVOLGIMENTO ASSOCIATO DI FUNZIONI COMUNALI

CONVENZIONE PER LO SVOLGIMENTO ASSOCIATO DI FUNZIONI COMUNALI Comune di Bellino Comune di Brossasco Comune di Costigliole Saluzzo Comune di Frassino Comune di Isasca Comune di Melle Comune di Valmala Comune di Venasca CONVENZIONE PER LO SVOLGIMENTO ASSOCIATO DI FUNZIONI

Dettagli

DISTRIBUZIONE PERCENTUALE PER TIPOLOGIA DI ATTIVITÀ/INFRASTRUTTURE DELLE SORGENTI CONTROLLATE NEL LAZIO

DISTRIBUZIONE PERCENTUALE PER TIPOLOGIA DI ATTIVITÀ/INFRASTRUTTURE DELLE SORGENTI CONTROLLATE NEL LAZIO DISTRIBUZIONE PERCENTUALE PER TIPOLOGIA DI ATTIVITÀ/INFRASTRUTTURE DELLE SORGENTI CONTROLLATE NEL LAZIO Anno 2014 Inquadramento del tema Il rumore è fra le principali cause del peggioramento della qualità

Dettagli

PROGRAMMA PROVINCIALE SPERIMENTALE SULLA DISABILITA (L.R. 41/96 ARTT. 5 21) TRIENNIO 2011 2013 PIANO DI ATTUAZIONE

PROGRAMMA PROVINCIALE SPERIMENTALE SULLA DISABILITA (L.R. 41/96 ARTT. 5 21) TRIENNIO 2011 2013 PIANO DI ATTUAZIONE PROGRAMMA PROVINCIALE SPERIMENTALE SULLA DISABILITA (L.R. 41/96 ARTT. 5 21) TRIENNIO 2011 2013 PIANO DI ATTUAZIONE Definizione obiettivi: descrizione degli obiettivi di piano riferiti agli obiettivi generali

Dettagli

Bandi 2015 ARTE E CULTURA. Protagonismo culturale dei cittadini. www.fondazionecariplo.it

Bandi 2015 ARTE E CULTURA. Protagonismo culturale dei cittadini. www.fondazionecariplo.it Bandi 2015 ARTE E CULTURA Protagonismo culturale dei cittadini BENESSERE COMUNITÀ www.fondazionecariplo.it BANDI 2015 1 Bando senza scadenza Protagonismo culturale dei cittadini Il problema La partecipazione

Dettagli

BANDO A TEMA RESTAURO BENI MOBILI

BANDO A TEMA RESTAURO BENI MOBILI BANDO A TEMA RESTAURO BENI MOBILI Emanato ai sensi dell art. 2 let. d) del Regolamento per il perseguimento delle finalità istituzionali ed in attuazione del Documento Programmatico Previsionale 2014.

Dettagli

ha approvato IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE promulga la seguente legge: ARTICOLO 1 (Finalità)

ha approvato IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE promulga la seguente legge: ARTICOLO 1 (Finalità) LEGGE REGIONALE N. 15 DEL 5-07-2001 REGIONE LAZIO Promozione di interventi volti a favorire un sistema integrato di sicurezza nell ambito del territorio regionale. Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE

Dettagli

visto il Contratto collettivo nazionale di lavoro relativo al personale dipendente del comparto Scuola sottoscritto il 26 maggio 1999;

visto il Contratto collettivo nazionale di lavoro relativo al personale dipendente del comparto Scuola sottoscritto il 26 maggio 1999; Protocollo d intesa tra Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca (di seguito denominato Ministero) e Istituto Nazionale per l Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (di seguito

Dettagli

Ministero dell Economia e delle Finanze

Ministero dell Economia e delle Finanze Prot: DT 97060-19/12/2014 Ogni riproduzione su supporto cartaceo costituisce una copia del documento elettronico originale firmato digitalmente e conservato presso MEF ai sensi della normativa vigente.

Dettagli

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI D.P.C.M. 30 marzo 2001: ATTO DI INDIRIZZO E COORDINAMENTO SUI SISTEMI DI AFFIDAMENTO DEI SERVIZI ALLA PERSONA PREVISTI DALL ART. 5 DELLA LEGGE 8 novembre 2000, n. 328 IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Dettagli

Regolamento sui limiti al cumulo degli incarichi ricoperti dagli Amministratori del Gruppo Banco Popolare

Regolamento sui limiti al cumulo degli incarichi ricoperti dagli Amministratori del Gruppo Banco Popolare Regolamento sui limiti al cumulo degli incarichi ricoperti dagli Amministratori del Gruppo Banco Popolare febbraio 2013 1 1 PREMESSA... 3 1.1 Oggetto... 3 1.2 Perimetro di applicazione e modalità di recepimento...

Dettagli

Regione Lazio. Atti della Giunta Regionale e degli Assessori. 14/10/2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 82 - Supplemento n.

Regione Lazio. Atti della Giunta Regionale e degli Assessori. 14/10/2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 82 - Supplemento n. Regione Lazio Atti della Giunta Regionale e degli Assessori Deliberazione 7 ottobre 2014, n. 647 Istituzione dell'osservatorio regionale per l'attuazione della legge 7 aprile 2014, n. 56 «Disposizioni

Dettagli

MISURE DI SOSTEGNO A FAVORE DEI PICCOLI COMUNI DELLA LOMBARDIA.

MISURE DI SOSTEGNO A FAVORE DEI PICCOLI COMUNI DELLA LOMBARDIA. LEGGE REGIONALE N. 11 DEL 05-05-2004 REGIONE LOMBARDIA MISURE DI SOSTEGNO A FAVORE DEI PICCOLI COMUNI DELLA LOMBARDIA. Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LOMBARDIA N. 19 del 7 maggio 2004 SUPPLEMENTO

Dettagli

ONLUS e pubblici esercizi, attività polisportive dilettantistiche e commercio su aree pubbliche: i chiarimenti del MISE

ONLUS e pubblici esercizi, attività polisportive dilettantistiche e commercio su aree pubbliche: i chiarimenti del MISE CIRCOLARE A.F. N. 34 del 6 Marzo 2014 Ai gentili clienti Loro sedi ONLUS e pubblici esercizi, attività polisportive dilettantistiche e commercio su aree pubbliche: i chiarimenti del MISE Premessa Il Ministero

Dettagli

RELAZIONE DEL TESORIERE ALLA PROPOSTA DI BILANCIO DI PREVISIONE PER L ANNO 2014

RELAZIONE DEL TESORIERE ALLA PROPOSTA DI BILANCIO DI PREVISIONE PER L ANNO 2014 RELAZIONE DEL TESORIERE ALLA PROPOSTA DI BILANCIO DI PREVISIONE PER L ANNO 2014 Il presente bilancio è stato redatto in linea con le indicazioni deliberate dal Consiglio e tiene conto delle disposizioni

Dettagli

SISTEMA DI INFORMAZIONE SUL CONSOLIDAMENTO DEGLI OBIETTIVI DELLA PREMIALITÀ

SISTEMA DI INFORMAZIONE SUL CONSOLIDAMENTO DEGLI OBIETTIVI DELLA PREMIALITÀ SISTEMA DI INFORMAZIONE SUL CONSOLIDAMENTO DEGLI OBIETTIVI DELLA PREMIALITÀ PAR.6.6.1 QCS 2000/06 TAVOLA DI MONITORAGGIO AMMINISTRAZIONI CENTRALI Legenda a fondo pagina PON TRASPORTI -Ministero delle Infrastrutture

Dettagli

COMUNE DI PERUGIA AREA DEL PERSONALE DEL COMPARTO DELLE POSIZIONI ORGANIZZATIVE E DELLE ALTE PROFESSIONALITA

COMUNE DI PERUGIA AREA DEL PERSONALE DEL COMPARTO DELLE POSIZIONI ORGANIZZATIVE E DELLE ALTE PROFESSIONALITA COMUNE DI PERUGIA AREA DEL PERSONALE DEL COMPARTO DELLE POSIZIONI ORGANIZZATIVE E DELLE ALTE PROFESSIONALITA METODOLOGIA DI VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE Approvato con atto G.C. n. 492 del 07.12.2011 1

Dettagli

COMUNE DI PALERMO SERVIZIO MUSEI E SPAZI ESPOSITIVI GALLERIA D ARTE MODERNA E. RESTIVO. Proposta di Determinazione Sindacale n. 1 del _25 /_01 /2013

COMUNE DI PALERMO SERVIZIO MUSEI E SPAZI ESPOSITIVI GALLERIA D ARTE MODERNA E. RESTIVO. Proposta di Determinazione Sindacale n. 1 del _25 /_01 /2013 . COMUNE DI PALERMO SERVIZIO MUSEI E SPAZI ESPOSITIVI GALLERIA D ARTE MODERNA E. RESTIVO Determinazione Sindacale n. _31 del _6 /_2 /2013 Proposta di Determinazione Sindacale n. 1 del _25 /_01 /2013 OGGETTO:

Dettagli

REGOLAMENTO PER LE EROGAZIONI EMBLEMATICHE DELLA FONDAZIONE CARIPLO

REGOLAMENTO PER LE EROGAZIONI EMBLEMATICHE DELLA FONDAZIONE CARIPLO REGOLAMENTO PER LE EROGAZIONI EMBLEMATICHE DELLA FONDAZIONE CARIPLO 1. Finalità degli interventi emblematici 2 2. Ammontare delle assegnazioni e soggetti destinatari 2 3. Aree filantropiche di pertinenza

Dettagli

REGOLAMENTO PER LA GESTIONE DEL PATRIMONIO FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI FANO

REGOLAMENTO PER LA GESTIONE DEL PATRIMONIO FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI FANO REGOLAMENTO PER LA GESTIONE DEL PATRIMONIO FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI FANO 1 INDICE AMBITO DI APPLICAZIONE p. 3 TITOLO I: PRINCIPI GENERALI Art. 1 Finalità del processo di gestione del patrimonio

Dettagli

DGR 399 DD. 20.2.2004 LA GIUNTA REGIONALE

DGR 399 DD. 20.2.2004 LA GIUNTA REGIONALE DGR 399 DD. 20.2.2004 LA GIUNTA REGIONALE VISTA la legge regionale 27 marzo 1996, n. 18 e successive modificazioni ed integrazioni ed in particolare l articolo 6, comma 1 della stessa; VISTA la legge 8

Dettagli

PROTOCOLLO D INTESA. Per la realizzazione di interventi di sviluppo dei sistemi informativi della Giustizia Amministrativa

PROTOCOLLO D INTESA. Per la realizzazione di interventi di sviluppo dei sistemi informativi della Giustizia Amministrativa Il Ministro per le Riforme e le Innovazioni nella pubblica amministrazione Il Presidente del Consiglio di Stato PROTOCOLLO D INTESA Per la realizzazione di interventi di sviluppo dei sistemi informativi

Dettagli

Riunione del Comitato di gestione Monitoraggio APQ - 18/12/03

Riunione del Comitato di gestione Monitoraggio APQ - 18/12/03 Riunione del Comitato di gestione Monitoraggio APQ - 18/12/03 Roma, 18 dicembre 2003 Agenda dell'incontro Approvazione del regolamento interno Stato di avanzamento del "Progetto Monitoraggio" Prossimi

Dettagli

I GRUPPI TRANSFRONTALIERI.

I GRUPPI TRANSFRONTALIERI. I GRUPPI TRANSFRONTALIERI. 1. Premessa. Per effetto della globalizzazione dei mercati è sempre più frequente la creazione di gruppi transfrontalieri, di gruppi cioè in cui le diverse imprese sono localizzate

Dettagli

Il Ministro dello Sviluppo Economico. il Ministro dell Economia e delle Finanze. di concerto con

Il Ministro dello Sviluppo Economico. il Ministro dell Economia e delle Finanze. di concerto con Il Ministro dello Sviluppo Economico di concerto con il Ministro dell Economia e delle Finanze MISURA E MODALITÀ DI VERSAMENTO DEL CONTRIBUTO DOVUTO DAI SOGGETTI OPERANTI NEL SETTORE POSTALE ALL AUTORITÀ

Dettagli

Comune di Firenze Direzione Servizi Sociali

Comune di Firenze Direzione Servizi Sociali Comune di Firenze Direzione Servizi Sociali Avviso pubblico esplorativo per la ricerca e la selezione di proposte progettuali, ai sensi dell art. 60 del Regolamento generale per l attività contrattuale

Dettagli

REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEL SERVIZIO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE

REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEL SERVIZIO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE COMUNE DI CASTENASO (Bologna) REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEL SERVIZIO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE Adottato con delibera consiliare n. 92 del 20/12/01 INDICE : art. 1 Finalità art.2 Obiettivi comunali

Dettagli

Documento di economia e finanza 2015. Dossier 1 La finanza delle amministrazioni comunali

Documento di economia e finanza 2015. Dossier 1 La finanza delle amministrazioni comunali Documento di economia e finanza 2015 Dossier 1 La finanza delle amministrazioni comunali Audizione del Presidente dell Istituto nazionale di statistica, Giorgio Alleva Commissioni riunite V Commissione

Dettagli

LA GIUNTA REGIONALE. VISTA la legge regionale 7 dicembre 2001, n. 32 concernente Interventi a sostegno della famiglia ;

LA GIUNTA REGIONALE. VISTA la legge regionale 7 dicembre 2001, n. 32 concernente Interventi a sostegno della famiglia ; DELIBERAZIONE N.1177 DEL 23/12/2005 Oggetto: L.r. 7 dicembre 2001, n. 32 Interventi a sostegno della famiglia. Individuazione degli interventi prioritari, nonché delle modalità e dei criteri di riparto

Dettagli

D. LGS 81/2008. Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza

D. LGS 81/2008. Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza D. LGS 81/2008 I RAPPORTI CON I RAPPRESENTANTI DEI LAVORATORI Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza 1. Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza è istituito a livello territoriale o di

Dettagli

REGOLAMENTO PER GLI STAGE

REGOLAMENTO PER GLI STAGE REGOLAMENTO PER GLI STAGE emanato con D.R. n. 5146 del 2000, successivamente modificato con D.R. n. 9 del 16 gennaio 2007 e D.R. n. 198 del 29 novembre 2011 1/5 ART. 1 Ambito di applicazione 1.1 Il presente

Dettagli

Art. 1 (Finalità) Art. 2 (Funzioni della Regione)

Art. 1 (Finalità) Art. 2 (Funzioni della Regione) LEGGE REGIONE MARCHE 11 NOVEMBRE 2008, N. 32 Art. 1 (Finalità) Art. 2 (Funzioni della Regione) Art. 3 (Istituzione del Forum permanente) Art. 4 (Iniziative di prevenzione) Art. 5 (Informazione) Art. 6

Dettagli

SISTEMI DI MISURAZIONE DELLA PERFORMANCE

SISTEMI DI MISURAZIONE DELLA PERFORMANCE SISTEMI DI MISURAZIONE DELLA PERFORMANCE Dicembre, 2014 Il Sistema di misurazione e valutazione della performance... 3 Il Ciclo di gestione della performance... 5 Il Sistema di misurazione e valutazione

Dettagli

PROTOCOLLO D INTESA PREMESSO CHE

PROTOCOLLO D INTESA PREMESSO CHE REGIONE AUTONOMA FRIULI VENEZIA GIULIA AGENZIA NAZIONALE PER I GIOVANI PROTOCOLLO D INTESA Tra la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e l Agenzia Nazionale per i Giovani in relazione alle attività e

Dettagli

L.R. 12/2006, art. 6, commi da 82 a 89 B.U.R. 3/1/2007, n. 1. DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE 12 dicembre 2006, n. 0381/Pres.

L.R. 12/2006, art. 6, commi da 82 a 89 B.U.R. 3/1/2007, n. 1. DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE 12 dicembre 2006, n. 0381/Pres. L.R. 12/2006, art. 6, commi da 82 a 89 B.U.R. 3/1/2007, n. 1 DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE 12 dicembre 2006, n. 0381/Pres. LR 12/2006, articolo 6, commi da 82 a 89. Regolamento concernente i criteri

Dettagli

MONITORAGGIO SULL AVVIO DEL CICLO DI GESTIONE DELLA PERFORMANCE 2013 DELL ISTITUTO NAZIONALE DELLA PREVIDENZA SOCIALE

MONITORAGGIO SULL AVVIO DEL CICLO DI GESTIONE DELLA PERFORMANCE 2013 DELL ISTITUTO NAZIONALE DELLA PREVIDENZA SOCIALE Istituto Nazionale Previdenza Sociale MONITORAGGIO SULL AVVIO DEL CICLO DI GESTIONE DELLA PERFORMANCE 2013 DELL ISTITUTO NAZIONALE DELLA PREVIDENZA SOCIALE ORGANISMO INDIPENDENTE DI VALUTAZIONE 1 INDICE

Dettagli

LEGISLAZIONE SU RICERCA E INNOVAZIONE. VENETO Legge Regionale n.3 del 28/1/1997

LEGISLAZIONE SU RICERCA E INNOVAZIONE. VENETO Legge Regionale n.3 del 28/1/1997 LEGISLAZIONE SU RICERCA E INNOVAZIONE VENETO Legge Regionale n.3 del 28/1/1997 Anno legislazione:1997 Oggetto legislazione: promozione della diffusione di strumenti, metodologie e sistemi finalizzati a

Dettagli

Avviso n. 3/ 2008 Sostegno alla presentazione dei piani formativi sul Conto Formazione delle imprese aderenti di dimensioni minori

Avviso n. 3/ 2008 Sostegno alla presentazione dei piani formativi sul Conto Formazione delle imprese aderenti di dimensioni minori Avviso n. 3/ 2008 Sostegno alla presentazione dei piani formativi sul Conto Formazione delle imprese aderenti di dimensioni minori Avviso n. 3/2008 1 1 Finalità Il Fondo paritetico interprofessionale Fondimpresa

Dettagli

SCHEMA di PROTOCOLLO D INTESA. fra

SCHEMA di PROTOCOLLO D INTESA. fra Regione Campania SCHEMA di PROTOCOLLO D INTESA fra L Ente Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano La Provincia di Salerno Le Comunità Montane..., La Comunità Montana..., La Comunità Montana..., Ecc

Dettagli

DM.9 agosto 2000 LINEE GUIDA PER L ATTUAZIONE DEL SISTEMA DI GESTIONE DELLA SICUREZZA TITOLO I POLITICA DI PREVENZIONE DEGLI INCIDENTI RILEVANTI

DM.9 agosto 2000 LINEE GUIDA PER L ATTUAZIONE DEL SISTEMA DI GESTIONE DELLA SICUREZZA TITOLO I POLITICA DI PREVENZIONE DEGLI INCIDENTI RILEVANTI DM.9 agosto 2000 LINEE GUIDA PER L ATTUAZIONE DEL SISTEMA DI GESTIONE DELLA SICUREZZA TITOLO I POLITICA DI PREVENZIONE DEGLI INCIDENTI RILEVANTI Articolo 1 (Campo di applicazione) Il presente decreto si

Dettagli

Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca

Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Dipartimento per l Istruzione Direzione Generale per lo Studente, l Integrazione, la Partecipazione e la Comunicazione S.I.C.E.S. SrL Società

Dettagli

Sezione Industria del Turismo e del Tempo Libero

Sezione Industria del Turismo e del Tempo Libero Sezione Industria del Turismo e del Tempo Libero Programma di Attività 2011-2015 2015 ROBERTO N. RAJATA 12 maggio 2011 Introduzione Il turismo nella Regione Lazio è profondamente mutato nel corso degli

Dettagli

PON FESR AMBIENTI PER L APPRENDIMENTO PRESENTAZIONE DEL RAPPORTO ANNUALE DI ESECUZIONE - ANNO 2011

PON FESR AMBIENTI PER L APPRENDIMENTO PRESENTAZIONE DEL RAPPORTO ANNUALE DI ESECUZIONE - ANNO 2011 PON FESR AMBIENTI PER L APPRENDIMENTO PRESENTAZIONE DEL RAPPORTO ANNUALE DI ESECUZIONE - ANNO 2011 L avanzamento del PON FESR nel 2011 in sintesi L attuazione del PON FESR mantiene e rafforza gli elementi

Dettagli

REGOLAMENTO DELLA CONSULTA DEL VOLONTARIATO E DELL ASSOCIAZIONISMO

REGOLAMENTO DELLA CONSULTA DEL VOLONTARIATO E DELL ASSOCIAZIONISMO REGOLAMENTO DELLA CONSULTA DEL VOLONTARIATO E DELL ASSOCIAZIONISMO Approvato con deliberazione di Consiglio Comunale n. 36 del 04.05.2006 Indice ART. 1 - OBIETTIVI...2 ART. 2 - FUNZIONI DELLA CONSULTA...2

Dettagli

Il Direttore DISCIPLINARE DEL PROCESSO DI BUDGET 2015

Il Direttore DISCIPLINARE DEL PROCESSO DI BUDGET 2015 Il Direttore DISCIPLINARE DEL PROCESSO DI BUDGET 2015 DEFINIZIONE DI BUDGET Il Budget è lo strumento per attuare la pianificazione operativa che l Istituto intende intraprendere nell anno di esercizio

Dettagli

REGOLAMENTO PER LA CONCESSIONE DEI CONTRIBUTI PER L ABBATTIMENTO DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE

REGOLAMENTO PER LA CONCESSIONE DEI CONTRIBUTI PER L ABBATTIMENTO DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE SERVIZIO AMBIENTE REGOLAMENTO PER LA CONCESSIONE DEI CONTRIBUTI PER L ABBATTIMENTO DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE Approvato con Delibera di Consiglio Comunale n.63 del 09.08.2012 1 Sommario ART. 1 - Finalità

Dettagli

PROTOCOLLO DI INTESA PER LA REALIZZAZIONE DEL PROGETTO: "MANTENIMENTO E SVILUPPO DELL ATTIVITA DEL LABORATORIO TERRITORIALE PROVINCIALE NODO IN.F.E.

PROTOCOLLO DI INTESA PER LA REALIZZAZIONE DEL PROGETTO: MANTENIMENTO E SVILUPPO DELL ATTIVITA DEL LABORATORIO TERRITORIALE PROVINCIALE NODO IN.F.E. PROTOCOLLO DI INTESA PER LA REALIZZAZIONE DEL PROGETTO: "MANTENIMENTO E SVILUPPO DELL ATTIVITA DEL LABORATORIO TERRITORIALE PROVINCIALE NODO IN.F.E.A. DELLA PROVINCIA DI ROVIGO E IL POTENZIAMENTO DELLA

Dettagli

PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA TRIENNIO 2014-2016

PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA TRIENNIO 2014-2016 PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA TRIENNIO 2014-2016 Approvato con delibera del CdA num. 39 del 13 ottobre 2014 Il presente programma fa riferimento alle deliberazioni di Consiglio di

Dettagli

il medesimo art. 204, al comma 1, fissa la percentuale del limite di indebitamento degli enti locali al 10% a decorrere dall anno 2015;

il medesimo art. 204, al comma 1, fissa la percentuale del limite di indebitamento degli enti locali al 10% a decorrere dall anno 2015; PROPOSTA DI DELIBERAZIONE OGGETTO: Rinegoziazione dei prestiti concessi alle Province e alle Città Metropolitane dalla Cassa Depositi e Prestiti società per azioni, ai sensi dell art. 1, comma 430, della

Dettagli

REGOLAMENTO PROGETTO METANO

REGOLAMENTO PROGETTO METANO REGOLAMENTO PER LA COSTITUZIONE ED IL FUNZIONAMENTO DELL UFFICIO OPERATIVO DELLA CONVENZIONE DI COMUNI PROGETTO METANO Ufficio Progetto Metano - Comune di Torino 1 Art. 1 FINALITA 1. Il presente Regolamento,

Dettagli

LA PROGRAMMAZIONE COMUNITARIA 2014 2020 OPPORTUNITA E SFIDE PER ROMA CAPITALE ESPERIENZE FATTE E PROSPETTIVE APERTE ROMA 14 LUGLIO 2015

LA PROGRAMMAZIONE COMUNITARIA 2014 2020 OPPORTUNITA E SFIDE PER ROMA CAPITALE ESPERIENZE FATTE E PROSPETTIVE APERTE ROMA 14 LUGLIO 2015 LA PROGRAMMAZIONE COMUNITARIA 2014 2020 OPPORTUNITA E SFIDE PER ROMA CAPITALE ESPERIENZE FATTE E PROSPETTIVE APERTE ROMA 14 LUGLIO 2015 Le opportunità: due grandi filoni diversi ma complementari I programmi

Dettagli

IL CONSIGLIO REGIONALE ha approvato. IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE Promulga

IL CONSIGLIO REGIONALE ha approvato. IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE Promulga Parte I N. 4 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE BASILICATA - 31-1-2015 253 Parte I LEGGI, DECRETI E REGOLAMENTI DELLA REGIONE Legge Regionale 27 gennaio 2015, n. 6 BILANCIO DI PREVISIONE PLURIENNALE

Dettagli

Note per la corretta compilazione dell analisi finanziaria

Note per la corretta compilazione dell analisi finanziaria !"#$%&'()* +,,-+,,./001%+,,./+,,.* 2 Note per la corretta compilazione dell analisi finanziaria Il piano economico e finanziario è uno studio previsionale che prende in considerazione le diverse azioni

Dettagli

L ALTRA PA. STRATEGIE DI INNOVAZIONE PER LA QUALITA NELL ENTE LOCALE

L ALTRA PA. STRATEGIE DI INNOVAZIONE PER LA QUALITA NELL ENTE LOCALE Convegno L ALTRA PA. STRATEGIE DI INNOVAZIONE PER LA QUALITA NELL ENTE LOCALE Catania, 5 dicembre 2002 SINTESI INTERVENTO DR. GAETANO SCOGNAMIGLIO Corporate Governance tradotto letteralmente significa

Dettagli

Circolare N.34 del 6 Marzo 2014

Circolare N.34 del 6 Marzo 2014 Circolare N.34 del 6 Marzo 2014 ONLUS e pubblici esercizi, attività polisportive dilettantistiche e commercio su aree pubbliche. I chiarimenti del MISE Gentile cliente, con la presente desideriamo informarla

Dettagli

ARTICOLO 100, DPR 917/1986

ARTICOLO 100, DPR 917/1986 ARTICOLO 100, DPR 917/1986 Titolo del provvedimento: Testo unico delle imposte sui redditi. art. 100 Titolo: Oneri di utilità sociale. Testo: in vigore dal 15/05/2005 modificato da: DL del 14/03/2005 n.

Dettagli

Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca

Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Protocollo d Intesa per la tutela dei minori Rom, Sinti e Camminanti tra Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca e Opera Nomadi VISTO il decreto del Presidente della Repubblica 26 marzo

Dettagli

NORME IN MATERIA DI SOSTEGNO ALLA INNOVAZIONE DELLE ATTIVITÀ PROFESSIONALI INTELLETTUALI

NORME IN MATERIA DI SOSTEGNO ALLA INNOVAZIONE DELLE ATTIVITÀ PROFESSIONALI INTELLETTUALI NORME IN MATERIA DI SOSTEGNO ALLA INNOVAZIONE DELLE ATTIVITÀ PROFESSIONALI INTELLETTUALI Art. 1 (Finalità e oggetto della legge) 1. La presente legge, nel rispetto del decreto legislativo 2 febbraio 2006,

Dettagli

Legge regionale 19 gennaio 2010, n.2 Tutela del patrimonio e dei valori storici, sociali e culturali delle Società di Mutuo Soccorso

Legge regionale 19 gennaio 2010, n.2 Tutela del patrimonio e dei valori storici, sociali e culturali delle Società di Mutuo Soccorso Legge regionale 19 gennaio 2010, n.2 Tutela del patrimonio e dei valori storici, sociali e culturali delle Società di Mutuo Soccorso ( B.U. REGIONE BASILICATA n. 3 del 19 gennaio 2010 ) Art. 1 Finalità

Dettagli

Le pillole di. TURISMO Come la crisi ha cambiato le vacanze degli italiani. (maggio 2014) Ufficio studi. Notizie, commenti, istruzioni ed altro

Le pillole di. TURISMO Come la crisi ha cambiato le vacanze degli italiani. (maggio 2014) Ufficio studi. Notizie, commenti, istruzioni ed altro Le pillole di Notizie, commenti, istruzioni ed altro TURISMO Come la crisi ha cambiato le vacanze degli italiani (maggio 2014) Ufficio studi a cura di : Luciano Sbraga Giulia R. Erba PREMESSA La rilevazione

Dettagli

COMUNE DI LONDA Provincia di Firenze REGOLAMENTO DELLA CONSULTA DELLE ASSOCIAZIONI

COMUNE DI LONDA Provincia di Firenze REGOLAMENTO DELLA CONSULTA DELLE ASSOCIAZIONI REGOLAMENTO DELLA CONSULTA DELLE ASSOCIAZIONI Approvato con deliberazione del Consiglio Comunale N. 35 del 29.04.2010 1 INDICE ART. 1: Oggetto del regolamento ART. 2: Valorizzazione della partecipazione

Dettagli