Prestazioni di lavoro occasionale di tipo accessorio e buoni lavoro (voucher)

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1 Guida tematica Prestazioni di lavoro occasionale di tipo accessorio e buoni lavoro (voucher) Supporti documentali ed informativi per la governance e la qualificazione dei sistemi a cura di Andrea Fontanesi Marzo 2010

2 Prestazioni di lavoro occasionale di tipo accessorio e buoni lavoro (voucher) Introduzione Per prestazioni di lavoro occasionale di tipo accessorio, si intendono le attività lavorative di natura occasionale, definite accessorie, non riconducibili ad un contratto di lavoro tipico, subordinato o autonomo, ma mere prestazioni di lavoro svolte in modo discontinuo o saltuario. Le modifiche della normativa che le riguarda, intervenute ultimamente con la Legge Finanziaria 2010 e con le Leggi n. 33 dell aprile 2009 e n. 133 dell agosto 2008, hanno ampliato in modo significativo il campo di applicazione oggettivo e soggettivo dell istituto e ne hanno semplificato l utilizzazione, allo scopo di far emergere dal lavoro nero e irregolare, attività occasionali ed accessorie espressamente indicate dalla legge e di far valere a fini assicurativi e previdenziali, piccole attività lavorative che altrimenti andrebbero disperse. La disciplina in materia è prevista dagli articoli da 70 a 73 del Decreto Legislativo n. 276/03 (Decreto attuativo della Legge n. 30/03), così come modificati da successivi interventi del legislatore, da ultimo attraverso le tre Leggi sopra indicate. Si tratta quindi di prestazioni introdotte dalla Legge Biagi (art. 4, c. 1, lett. d) e remunerate attraverso i buoni lavoro (voucher) che inglobano anche la copertura previdenziale presso l INPS e quella assicurativa presso l INAIL. La prima rilevante applicazione dell istituto, si è avuta però solo in relazione alla vendemmia 2008 (limitatamente a studenti e pensionati) ed è stata estesa poi a tutte le attività agricole. Con sue Circolari, l INPS ha esteso l applicazione dell istituto ad altri settori (1 dicembre 2008, n. 104, settori del commercio, del turismo e dei servizi; 24 marzo 2009, n. 44, lavori domestici; 26 maggio 2009 n. 76, impresa familiare operante nei settori ex Circolare 104/08). Come illustrato rispettivamente dalla Circolari dell INPS del 9 luglio 2009, n. 88, e del 3 febbraio 2010, n. 17, la Legge n. 33 del 9 aprile 2009, di conversione del DL n. 5 del 10 febbraio 2009, e la Legge 23 dicembre 2009, n. 191 (Finanziaria 2010) hanno apportato significative modifiche all art. 70 del DLgs n. 276/03. Il nuovo dettato normativo ha infatti ampliato l ambito di applicazione delle prestazioni occasionali ed accessorie, aggiungendo altre attività e nuovi committenti. La natura accessoria comporta che le attività di cui si tratta, devono essere svolte dal prestatore direttamente a favore dell utilizzatore finale della prestazione, senza il tramite di intermediari. È quindi escluso che un impresa, sia essa una cooperativa o un agenzia del 1

3 lavoro, possa reclutare e retribuire lavoratori per svolgere prestazioni a favore di terzi, come nel caso dell appalto o della somministrazione. Le prestazioni occasionali accessorie, sono attività lavorative di natura occasionale e accessorie la cui finalità è quella di garantire le tutele minime previdenziali e assicurative e non sono riconducibili a tipologie contrattuali tipiche di lavoro subordinato o di lavoro autonomo. Le novità introdotte dalla Legge n. 33/09, con riferimento all ambito soggettivo, riguardano gli studenti, le casalinghe, i pensionati ed i percettori di prestazioni integrative del salario o sostegno al reddito. La Finanziaria 2010, ha introdotto la possibilità di impiegare, nell ambito di qualsiasi settore produttivo, anche i lavoratori part time. Inoltre gli studenti universitari con meno di 25 anni possono svolgere lavoro occasionale ed accessorio durante tutto l anno, in qualsiasi settore produttivo, compresi gli Enti Locali, le scuole e le Università. Se invece si considerano i committenti, si deve tener presente che già la Legge n. 33/09 aveva introdotto un eccezione esplicita all esclusione della PA dall applicazione del Decreto n. 276/03, consentendo ai committenti pubblici di utilizzare i buoni lavoro per le prestazioni relative a manifestazioni sportive, culturali, fieristiche o caritatevoli e di lavori di emergenza o di solidarietà (comma 12 dell art. 7-ter della Legge n. 33/09 che ha riformulato la lettera d) dell articolo 70 del DLgs n. 276/03). La Finanziaria 2010 è andata oltre. Vediamo quindi le novità introdotte dalla Legge n. 191/09. Importanti disposizioni riguardano infatti le prestazioni di lavoro occasionale ed accessorio (Art. 2, commi 148 e 149), con una ulteriore estensione soggettiva ed oggettiva dell istituto. Se si considerano infatti i committenti, con la Finanziaria 2010, vi è un ulteriore ampliamento alla PA, dato che il ricorso a prestazioni di lavoro accessorio da parte di un committente pubblico e degli Enti Locali (Comuni, Province, Città metropolitane, Comunità montane, Comunità isolane, le Unioni dei Comuni e i Consorzi cui partecipano Enti Locali) è consentito, in determinate ipotesi, nel rispetto dei vincoli previsti dalla vigente disciplina in materia di contenimento delle spese di personale e ove previsto dal patto di stabilità interno. Più precisamente si può osservare che: - la lettera b), comma 1, art. 70 del DLgs n. 276/03, prevede ora che le prestazioni occasionali accessorie sono le attività lavorative rese nell ambito di lavori di giardinaggio, pulizia e manutenzione di edifici, strade, parchi e monumenti, anche (oltre a privati ed aziende) nel caso in cui il committente sia un Ente Locale; - la successiva lettera e) dispone inoltre che, per prestazioni di lavoro accessorio, si intendono quelle attività di natura occasionale rese nell ambito di qualsiasi settore produttivo, compresi gli Enti Locali, le scuole e le università (oltre a privati ed aziende), il sabato e la domenica e 2

4 durante i periodi di vacanza da parte di giovani con meno di venticinque anni di età se regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso un istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado, compatibilmente con gli impegni scolastici, ovvero in qualunque periodo dell'anno se regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso l'università. Qui vi è quindi da sottolineare non solo l estensione oggettiva, con la previsione di qualsiasi settore produttivo, compresi gli Enti Locali, le scuole e le università, ma anche la novità soggettiva, introdotta rispetto ai giovani universitari con meno di venticinque anni, ai quali è consentito di svolgere attività occasionali ed accessorie durante tutto l anno ed in tutti i settori. Sempre con riferimento all estensione agli Enti Locali, va segnalato che la lettera h-bis) del comma 1, art. 70 del DLgs n. 276/03, nell attuale configurazione, rende possibili le attività lavorative occasionali ed accessorie, in qualsiasi settore produttivo, compresi gli Enti Locali, da parte di pensionati. Stesso discorso vale (come vedremo subito sotto) per i percettori di prestazioni integrative del salario o di sostegno al reddito. Importante in considerazione della crisi occupazionale attuale, è infatti la previsione del comma 1-bis dell art. 70 DLgs n. 276/03 come modificato dalla Finanziaria 2010, che proroga a tutto il 2010, la disposizione introdotta dall art. 7-ter (comma 12), della Legge n. 33/09, relativa ai percettori di prestazioni integrative del salario o di prestazioni connesse con lo stato di disoccupazione (disoccupazione ordinaria, mobilità, trattamenti speciali di disoccupazione edili). In via sperimentale già per l anno 2009 e ora anche per il 2010, le prestazioni di lavoro occasionale ed accessorio, possono infatti essere rese, in tutti i settori produttivi, compresi gli Enti Locali (altra novità), e nel limite massimo di euro netti complessivi per anno solare (e non per singolo committente come avviene nelle altre ipotesi delle prestazioni di lavoro occasionali ed accessorie), che corrispondono per il/i committente/i, a Euro lordi, da percettori di prestazioni integrative del salario o di sostegno al reddito, compatibilmente con quanto stabilito dall articolo 19, c. 10, del DL n. 185/08, convertito, con modificazioni, dalla Legge n. 2/09, che subordina il diritto a percepire qualsiasi trattamento di sostegno al reddito, previsto dalla legislazione vigente in materia di ammortizzatori sociali, alla dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro o, a seconda della specifica tipologia di sussidio, a un percorso di riqualificazione professionale. L INPS provvede a sottrarre dalla contribuzione figurativa relativa alle prestazioni integrative del salario o di sostegno al reddito gli accrediti contributivi derivanti dalle prestazioni di lavoro accessorio (art. 70, c. 1-bis). La Circolare INPS n. 17/10, sottolinea un aspetto importante correlato al fatto che i lavoratori compresi nella categoria in esame, possono svolgere prestazioni di lavoro accessorio anche in 3

5 favore degli Enti Locali. Gli Enti Locali potranno pertanto affiancare le politiche a sostegno del reddito, con iniziative di politica attiva del lavoro a favore degli stessi percettori di ammortizzatori sociali. Altre estensione riguarda le imprese familiari (lettera g dell art. 70). Sono considerate attività lavorative di natura occasionale accessoria, anche quelle rese nell'ambito dell'impresa familiare di cui all'articolo 230-bis del Codice Civile. Ora si fa riferimento a tutte le imprese familiari, essendo stato soppresso il precedente riferimento limitatamente al commercio, al turismo e ai servizi. La Circolare INPS n. 17/10 sottolinea quanto segue: l ambito di applicazione della norma sul lavoro occasionale di tipo accessorio considera le imprese familiari nella qualità di datori di lavoro nei riguardi di soggetti estranei all imprenditore e all impresa familiare stessa. Pertanto nel caso di specie con riferimento all impiego dei buoni lavoro da parte delle imprese familiari si confermano le due seguenti situazioni: A) qualora l impresa familiare utilizzi prestatori all interno dell attività normalmente esercitata nel campo delle proprie attività specifiche ai sensi della lettera g), dell art. 70 potrà ampiamente fare ricorso ai buoni alla sola condizione di applicare il regime contributivo e assicurativo del lavoro subordinato (comma 4-bis art. 72 del DLgs n. 276/03). In questo caso non opereranno limitazioni in ordine alle modalità dell attività esercitata, salvo il fatto che essa sia svolta da soggetti estranei all imprenditore e all impresa familiare stessa, nei cui confronti, anzi, l impresa familiare appare in veste di datrice di lavoro, con esclusione, pertanto di attività inquadrabili in quelle proprie dei collaboratori autonomi o delle altre figure residuali dell articolo 230-bis; B) nei casi, invece, in cui l impresa familiare intenda avvalersi del lavoro occasionale accessorio secondo le altre tipologie di attività previste dalle restanti lettere del comma 1 dell articolo 70, potrà utilizzare i buoni lavoro ordinari con il regime contributivo e assicurativo agevolato, il quale prevede la contribuzione pari al 13% da versare alla gestione separata, come previsto per tutti i settori e tutte le tipologie di imprese. In entrambi i casi, sia per le prestazioni di lavoro accessorio rese nei confronti dell impresa familiare di cui all art. 230-bis per le proprie attività specifiche sia nel caso di impresa familiare che si avvale di prestazioni di lavoro accessorio ai sensi delle altre tipologie del comma 1 dell articolo 70, in qualsiasi settore resta fermo il limite stabilito al comma 2-bis dell articolo 70 dell importo complessivo dei compensi per singola impresa familiare non superiore, nel corso di ciascun anno fiscale, a 10 mila euro. 4

6 Un altra novità interessante riguarda i lavoratori a tempo parziale. Al comma 1 è aggiunto il seguente periodo: in via sperimentale per l'anno 2010, per prestazioni di lavoro accessorio si intendono anche le attività lavorative di natura occasionale rese nell'ambito di qualsiasi settore produttivo da parte di prestatori di lavoro titolari di contratti di lavoro a tempo parziale, con esclusione della possibilità di utilizzare i buoni lavoro presso il datore di lavoro titolare del contratto a tempo parziale. Infine, relativamente alle novità introdotte nella disciplina delle prestazioni di lavoro occasionale e accessorie, va segnalato che esse possono ora anche essere svolte, (lettera h- ter) nei maneggi e nelle scuderie. Il significato dell occasionalità delle prestazioni è indicato dallo stesso legislatore, all art. 70, c. 2, DLgs n. 276/03, dove stabilisce che le attività lavorative ( ), anche se svolte a favore di più beneficiari, configurano rapporti di natura meramente occasionale e accessoria, intendendosi per tali le attività che non danno complessivamente luogo con riferimento al medesimo committente, a compensi superiori a euro nel corso di un anno solare. Il limite del compenso erogabile dal singolo committente va inteso per il prestatore come netto. Quindi il limite di importo lordo per il committente è di euro (corrispondente a euro netti). Per quanto riguarda le imprese familiari, invece, il legislatore, come abbiamo visto, ha previsto che esse possano utilizzare prestazioni di lavoro accessorio per un importo complessivo non superiore, nel corso di ciascun anno fiscale, a euro. Anche questo limite economico è da netto, corrispondente ad un importo lordo di euro. Va sottolineato che l istituto non è più rivolto, come era originariamente previsto (ex art. 71, DLgs n. 276/03, che è stato abrogato dall art. 22 del DL n. 112/08, convertito in Legge n. 133/08), solo ai soggetti a rischio di esclusione sociale o non ancora entrati nel mondo del lavoro (giovani/studenti) o in procinto di uscirne (pensionati), ma riguarda tutte le attività lavorative di natura occasionali che non danno luogo a compensi nel corso di un anno solare, per ogni singolo committente superiori a euro ( euro per le imprese familiari per anno fiscale), rese nell ambito: Di lavori domestici (art. 70, c. 1, lett. a, DLgs n. 276/03); Di Lavori di giardinaggio, pulizia, manutenzione di edifici, strade, parchi e monumenti anche nel caso in cui il committente sia un Ente Locale (art. 70, c. 1, lett. b); 5

7 Dell insegnamento privato supplementare (art. 70, c. 1, lett. c); Di manifestazioni sportive, culturali fieristiche o caritatevoli e lavori di emergenza o solidarietà anche in caso di committente pubblico (art. 70, c. 1, lett. d); Di qualsiasi settore produttivo, compresi gli Enti Locali, le scuole e le università, il sabato e la domenica e durante i periodi di vacanza da parte di giovani con meno di 25 anni, se regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso un Istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado, compatibilmente con gli impegni scolastici, ovvero in qualunque periodo dell anno, se regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso l Università (Art. 70, c. 1, lett. e), Di attività agricole di carattere stagionale es. vendemmia, raccolta delle olive, etc. - effettuate da pensionati, da casalinghe e da giovani di cui alla lettera e), ovvero delle attività agricole svolte a favore di produttori agricoli aventi un volume di affari annuo non superiore a Euro (Art. 70, c. 1, lett. f); Dell impresa familiare di cui all art. 230-bis del Codice Civile (Art. 70, c. 1, lett. g); Della consegna porta a porta e della vendita ambulante di stampa quotidiana e periodica (Art. 70, c. 1, lett. h); Di qualsiasi settore produttivo, compresi gli Enti Locali, da parte di pensionati (Art. 70, c. 1, lett. h-bis); Di attività di lavoro svolte nei maneggi e nelle scuderie (Art. 70, c. 1, lett. h-ter); In via sperimentale per l'anno 2010, per prestazioni di lavoro accessorio si intendono anche le attività lavorative di natura occasionale rese nell'ambito di qualsiasi settore produttivo da parte di prestatori di lavoro titolari di contratti di lavoro a tempo parziale, con esclusione della possibilità di utilizzare i buoni lavoro presso il datore di lavoro titolare del contratto a tempo parziale. In via sperimentale per gli anni 2009 e 2010, prestazioni di lavoro accessorio possono essere rese, in tutti i settori produttivi, compresi gli Enti Locali, e nel limite massimo di euro per anno solare, da percettori di prestazioni integrative del salario o di sostegno al reddito compatibilmente con quanto stabilito dall articolo 19, c. 10, del DL 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla Legge 28 gennaio 2009, n. 2 (Art. 70, c. 1-bis). Le attività occasionali accessorie, non danno titolo alle prestazioni a sostegno al reddito dell INPS: malattia, maternità, disoccupazione, assegno per il nucleo familiare, ecc., ma sono riconosciute ai fini del diritto alla pensione. 6

8 Il compenso del prestatore/lavoratore che ha svolto le attività occasionali accessorie è esente da ogni imposizione fiscale, non incide sullo stato di disoccupazione o inoccupazione (Art. 72, c. 3, DLgs n. 276/03) e, con riferimento ai cittadini extracomunitari, non consente né il rilascio né il rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di lavoro (Circolare INPS del 24 marzo 2009, n. 44). La remunerazione delle prestazioni avviene attraverso i buoni lavoro (voucher) cartacei o telematici. Il valore nominale dei buoni è pari a 10 euro, ma sono anche previsti buoni multipli del valore di 20 o 50 euro, equivalenti a due o cinque buoni non separabili. Il valore nominale comprende la contribuzione a favore della gestione separata INPS (13%), accreditata sulla posizione contributiva del prestatore, di quella in favore dell INAIL (7%), per l assicurazione anti infortuni e di una quota pari al 5% a favore del concessionario del servizio (INPS). Il valore netto del voucher da 10 euro nominali, a favore del prestatore è quindi pari a 7,50 euro. Il valore netto della prestazione del buono multiplo da 50 euro è pari a 37,50 euro. I buoni possono essere acquistati su tutto il territorio nazionale, presso le sedi provinciali dell INPS. L acquisto dei buoni lavoro può essere effettuata attraverso una procedura che può essere cartacea o telematica (vedi sotto). La riscossione dei buoni cartacei da parte dei prestatori di lavoro può avvenire presso tutti gli Uffici postali sul territorio nazionale. Nel caso delle prestazioni di lavoro occasionale accessorio resi a favore delle imprese familiari, di cui all art. 70, c. 1, lett. g), trova invece applicazione l aliquota di finanziamento del regime pensionistico previsto per i lavoratori dipendenti e fissata nella misura complessiva del 33%, di cui il 9,19% a carico del lavoratore. Il valore nominale del buono da 10 euro o del multiplo da 50, è quindi nel caso delle imprese familiari, comprensivo della contribuzione del 33% a favore del Fondo pensione lavoratori dipendenti, di quella in favore dell INAIL (4%) e di una quota pari al 5% per la gestione del servizio. Il valore netto del voucher da 10 euro, è quindi pari a 5,80 euro, mentre quello da 50 euro da luogo ad un corrispettivo netto della prestazione pari a 29 euro. Nel caso delle imprese familiari che utilizzano prestazioni occasionali accessorie, è prevista esclusivamente l utilizzo della procedura con voucher telematico. L introduzione delle prestazioni di lavoro occasionale di tipo accessorio nel nostro ordinamento (una intuizione di Marco Biagi), sta assumendo dal 2009, una dimensione significativa nel nostro mercato del lavoro, soprattutto in settori produttivi quali in particolare - l agricoltura, che rappresenta il 51,9% dell intero numero dei buoni cartacei venduti al 21 agosto 2009, ma anche il commercio 13,6%, i servizi 10,2% ed il turismo 9,7%. I voucher venduti tra l avvio della prima sperimentazione, con la vendemmia del 2008 e la fine del 2009, sono infatti oltre 7

9 3,5 milioni, con più di 50 mila lavoratori coinvolti, per lo più pensionati e studenti 1. Il monitoraggio effettuato dal Ministero del Lavoro, con riferimento ai voucher cartacei (situazione vendite al 21 agosto 2009), mette in evidenza i diversi settori produttivi interessati: SETTORI PRODUTTIVI VALORE PERCENTUALE Imprese agricole 51,9 Giardinaggio, pulizia e manutenzione di 4,9 edifici, strade, parchi e monumenti Manifestazioni sportive, culturali o caritatevoli 8,7 o lavori di emergenza o di solidarietà Consegna porta a porta e vendita ambulante 1,0 di stampa quotidiana e periodica Commercio 13,6 Turismo 9,7 Servizi 10,2 Un contributo alla diffusione delle prestazioni occasionali di tipo accessorio, deriverà anche dall applicazione del piano d'azione Italia 2020 Programma di azioni per l inclusione delle donne nel mercato del lavoro, che prevede un piano strategico di azione per la conciliazione e le pari opportunità, articolato in cinque linee di azione. La prime riguarda il potenziamento dei servizi di assistenza per la prima infanzia e la sperimentazione dei buoni lavoro per la strutturazione dei servizi privati di cura e assistenza alla persona. In relazione a questa linea viene osservato che: Per la strutturazione dei servizi di cura e assistenza alla persona riteniamo altresì decisivo investire sull utilizzo di uno strumento agile come i buoni lavoro della Legge Biagi, che uniscono semplicità gestionale dei rapporti di lavoro a una adeguata tutela previdenziale e assicurativa degli operatori del settore entro limiti prestabiliti di compensi con il singolo committente. I buoni lavoro potranno essere utilizzati per prestazioni occasionali di tipo accessorio e, in particolare, per l avvio, in collaborazione con cooperative sociali e di servizio e associazioni del non profit, di nidi familiari con non più di cinque / sei bambini assistiti da personale che opera presso il proprio domicilio o in altro ambiente adeguato a offrire cure familiari. In questa prospettiva ci proponiamo di avviare una prima sperimentazione dei buoni infanzia su base locale entro cui cercare di canalizzare in una logica positiva di co-finanziamento 1 La ricetta-voucher contro il sommerso. Di Michele Tiraboschi. 5 febbraio

10 risorse locali tanto pubbliche che private. Le iniziative potranno essere incardinate nel programma di diffusione del lavoro accessorio di cui al PON Nella medesima direzione è rivolto il Piano di interventi del Dipartimento per le Pari Opportunità a valere sulle risorse del Fondo per i diritti e le pari opportunità, pari a 40 milioni di euro, per favorire la conciliazione attraverso quattro linee di intervento: a) sperimentazione diffusa dei nuovi modelli di servizi di assistenza all infanzia che consentano di innalzarne la disponibilità; b) sperimentazione dei buoni lavoro della Legge Biagi; c) incentivazione del telelavoro; d) sostegno al rientro dal congedo di maternità. All esito della sperimentazione potremo valutare, sentite le parti sociali e le associazioni interessate, sia il concreto impatto sulle dinamiche del mercato dei servizi di cura sia l opportunità o meno di eventuali interventi normativi rispetto alla attuale regolazione dei buoni lavoro nell ambito dei servizi di cura e assistenza alla persona. Per avere una lettura della situazione del lavoro occasionale accessorio, è utile considerare il quadro riassuntivo del monitoraggio dei voucher cartacei e telematici, realizzato dal Ministero del Lavoro, che da conto della situazione delle vendite fino al 21 agosto 2009 e che mostra una significativa crescita nel corso del

11 Il Ministero del Lavoro, ha fornito inoltre un quadro di genere relativo ai voucher cartacei, relativo al periodo agosto 2008 luglio Si tratta ora di valorizzarla ulteriormente in settori, quali ad esempio proprio quello dei servizi di cura, dove potrebbe avere un grandissimo sviluppo (come avviene in Francia), contribuendo a far incontrare utilmente una gran parte della domanda/offerta di lavoro, in modo agile e proficuo. Ovviamente - è stato osservato - non può essere questo un lavoro per tutti. E soprattutto non può essere questo lo strumento per destrutturare forme di lavoro standard e tipiche 2. Un quadro riassuntivo delle prestazioni occasionali di tipo accessorio in Italia, è stato realizzato dall INPS, con riferimento: all ambito/settore di attività; alle categorie di prestatori; ai committenti; al regime contributivo. Credo sia utile proporlo. INPS - Tabella riepilogativa delle prestazioni occasionali di tipo accessorio di cui al DLgs 10 settembre 2003, n. 276 (Allegato 2 alla Circolare INPS del 3 febbraio 2010, n. 17) 2 La ricetta-voucher contro il sommerso. Di Michele Tiraboschi. 5 febbraio

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13 Abbiamo visto che i buoni lavoro (voucher) rappresentano il sistema di pagamento delle prestazioni occasionali accessorie. Come risulta dal Vademecum Buoni Lavoro per lavoro occasionale accessorio (Ministero del Lavoro INPS, 2009), e dal sito dell INPS che ha successivamente integrato quelle disposizioni, le modalità di acquisto dei buoni lavoro da parte dei committenti e di riscossione da parte dei prestatori variano a seconda che si scelgano buoni cartacei o telematici. Buoni cartacei Se sceglie di utilizzare i buoni cartacei, il committente può ritirarli presso tutte le sedi provinciali Inps, esibendo la ricevuta di pagamento del relativo importo su conto corrente postale intestato a INPS DG LAVORO OCCASIONALE ACC. Tale importo deve necessariamente essere un multiplo di 10 o in caso di acquisto di voucher multipli del valore di 50 euro o di 20 euro un multiplo di 50 o di 20. I buoni possono essere ritirati anche dalle Associazioni maggiormente rappresentative, fornite di delega da parte dei singoli datori di lavoro, onde consentire all Istituto l identificazione degli effettivi utilizzatori dei buoni. 12

14 Prima dell inizio delle attività di lavoro accessorio, i committenti devono effettuare la comunicazione preventiva verso l INAIL. Perché i buoni siano validi per la riscossione, è necessario che vengano correttamente intestati, scrivendo negli appositi spazi il periodo della prestazione e i codici fiscali del committente e del prestatore. Una volta firmati da entrambi, i buoni possono essere incassati dal prestatore presso qualsiasi ufficio postale esibendo un valido documento di riconoscimento. Non appena ricevuta la comunicazione da parte delle poste dell avvenuto pagamento, l Inps provvede all accredito dei contributi presso la Gestione separata e al versamento all Inail della quota assicurativa. Buoni telematici Per il pagamento tramite buoni telematici è necessaria anzitutto la registrazione presso l Inps. I prestatori possono registrarsi: chiamando il contact center Inps/Inail al numero gratuito ; su internet, tramite il sito nella sezione Servizi On Line/Per il cittadino/lavoro occasionale accessorio; presso gli sportelli Inps. Il prestatore riceve da Poste Italiane, a cui sono inviati i dati così registrati: - La carta (INPS card), sulla quale è possibile accreditare gli importi delle prestazioni eseguite, l accreditamento del compenso sulla carta richiede la sua attivazione presso qualunque ufficio postale con un caricamento minimo di 5 euro; - il materiale informativo; - i prestampati delle ricevute da utilizzare a fine rapporto. I committenti possono registrarsi: presso gli sportelli Inps (canale obbligatorio se il proprio nominativo non è ancora registrato negli archivi dell Istituto); sul sito internet se il nominativo è già presente e si è in possesso del codice PIN, nella sezione Servizi On line/per il cittadino/ Lavoro occasionale accessorio; chiamando il contact center Inps/Inail al numero gratuito (se il nominativo è già presente in archivio); tramite le Associazioni di categoria dei datori di lavoro. 13

15 Una volta effettuato l accreditamento e prima dell inizio delle attività di lavoro accessorio, il committente può richiedere all Inps i buoni lavoro virtuali. Il committente dovrà inoltre inviare comunicazione preventiva all INAIL. L importo dei buoni (virtuali) acquistati deve essere versato dal committente prima dell inizio della prestazione, per consentire un tempestivo pagamento del corrispettivo della prestazione stessa al lavoratore. Il prestatore riceve gli importi guadagnati direttamente con accredito sulla carta magnetica Inps card, che gli viene fornita al momento della registrazione o tramite bonifico domiciliato. Al termine del lavoro il committente deve comunicare all INPS, per ciascun prestatore, l entità della prestazione svolta e, quindi, l effettivo utilizzo dei buoni lavoro. L Inps, dopo avere verificato che siano state versate le somme necessarie a garantire la copertura economica, avvia la procedura di pagamento del lavoratore e procede all accredito dei contributi presso la Gestione separata. Con riferimento al nostro Paese, va infine sottolineato, come fa ugualmente il Vademecum appena citato, che il lavoro occasionale accessorio, offre importanti vantaggi: per il committente (datore di lavoro) Il committente può beneficiare di prestazioni nella completa legalità, con copertura assicurativa INAIL per eventuali incidenti sul lavoro, senza dover stipulare alcun tipo di contratto, senza dover effettuare la comunicazione anticipata on-line al Centro per l Impiego e senza dover inserire alcuna scritturazione sul Libro Unico del Lavoro. per il prestatore (lavoratore) Il prestatore può integrare le sue entrate attraverso le prestazioni occasionali, il cui compenso è esente da ogni imposizione fiscale e non incide sullo stato di disoccupato o inoccupato. Il compenso dei buoni lavoro dà diritto all accantonamento previdenziale presso l Inps e alla copertura assicurativa presso l Inail ed è totalmente cumulabile con i trattamenti pensionistici. 14

16 Per uno sguardo europeo delle prestazioni che si avvicinano (almeno in parte) a quanto noi in Italia indichiamo come occasionali ed accessorie, si può proporre il seguente schema 3. Belgio Sono previsti i servizi di prossimità che comprendono tutte le prestazioni lavorative rese in ambito domestico o al di fuori (acquisti, accompagnamento di persone disabili, ecc.) per la soddisfazione di piccole necessità quotidiane. Sono retribuite attraverso buoni-servizio (cartacei o elettronici) del valore di 20,80 euro per ogni ora di servizio, che viene pagato dai privati 7,50 euro. Il resto è finanziato dallo Stato. I privati beneficiano anche di una detrazione fiscale del 30%, con un costo reale per il cittadino di ciascun buono di 5,25 euro. Il buono-servizio consiste quindi in un titolo di pagamento emesso da una società emittente a ciò autorizzata, che permette all utente di regolare, con un aiuto finanziario da parte dello Stato, la prestazione di opere o servizi di prossimità prestati da un impresa autorizzata. Il numero massimo di buoni-servizio acquistabili in un anno da parte di un singolo utilizzatore è di 750. Tale limite è stato portato a per determinate categorie di persone: famiglie monoparentali, portatori di handicap, genitori di minorenni portatori di handicap, persone anziane titolari di indennità di accompagnamento. Francia Il lavoro accessorio viene inteso esclusivamente come insieme di servizi alla persona. Il sistema poggia su un rapporto di natura trilaterale: oltre al prestatore e all utilizzatore del servizio, è sempre presente un organismo accreditato presso il quale il prestatore deve essere contrattualizzato. Le prestazioni sono retribuite attraverso il CESU, bancario o prepagato. Il CESU bancario è una sorta di libretto di assegni di cui diviene titolare il richiedente. Quelli prepagati sono finanziati da finanziatori privati, quali ad esempio le imprese che li offrono ai propri dipendenti gratuitamente o a un valore inferiore a quello nominale. Sono previsti vantaggi fiscali sia per i datori di lavoro che per i dipendenti beneficiari del CESU. Germania Rispetto a ciò che in Italia chiamiamo prestazione occasionale di tipo accessorio, la Legge Hartz, disciplina una forma di prestazione occasionale, introducendo la tipologia dei Mini jobs e dei Midi jobs. I Mini Jobs occupano il 16,3% degli occupati e sono uno strumento per la 3 Estratto dalle Schede di Benchmarking su voucher e servizi alla persona in Europa. AA.VV. Pubblicate da Italia Lavoro S.p.A. 15

17 promozione di forme di attivazione al lavoro verso i disoccupati e nei confronti degli occupati a basso reddito. I settori nei quali risultano più diffusi sono l assistenza domiciliare e lavoro di cura, edilizia, ecc. Sono remunerati fino a 400 euro mensili, con la contribuzione previdenziale e sanitaria a carico del datore di lavoro. Per il lavoro domestico l aliquota è pari al 14,27%. I Midi Jobs hanno una retribuzione tra i 400 e gli 800 euro, con un aliquota a carico del datore di lavoro del 20%. Non esistono buoni lavoro. I voucher sono solo per la formazione professionale. Spagna Non esiste il lavoro occasionale accessorio. Al lavoro di tipo occasionale si applica la normativa relativa ai contratti di lavoro in generale. Per quanto riguarda i servizi alla persona si può fare riferimento al contratto di lavoro previsto per i prestatori d opera a domicilio. Il contratto può avere forma scritta o orale, a tempo determinato o indeterminato, a tempo pieno o parziale. La durata, se non espressa nel contratto, si intende di un anno. Non esiste alcun sistema che preveda l utilizzo si strumenti tipo voucher o buoni lavoro per il pagamento di servizi o lavori di tipo occasionale. Danimarca Il Governo nel 1994 ha disciplinato i servizi domestici, istituendo un sussidio corrisposto alle famiglie per le spese per lavori domestici non specialistici e il giardinaggio. A partire dal 2004 il sussidio è stato ridotto al 40% del costo del servizio e viene riconosciuto solo alle famiglie con bambini o anziani a carico. I prestatori di lavori domestici e di giardinaggio, sono soggetti che prestano la loro opera attraverso le agenzie di somministrazione accreditate, presso la quale sono contrattualizzati. Il cittadino richiede la prestazione all agenzia di somministrazione che invia il prestatore al cliente. Svezia Non esiste il concetto di lavoro accessorio così come viene inteso in Italia. La realtà svedese è ben diversa e l assistenza alle persone è gratuita. Esiste una rete estesa di centri diurni, servizi domiciliari, nursing home e centri di riabilitazione. Ecco perché in questo Paese non ha molto senso parlare di lavoro accessorio o servizi alla persona. Il voucher viene utilizzato nel settore scolastico. Regno Unito 16

18 Non esistono specifiche disposizioni in materia di contratti di lavoro del tipo del lavoro occasionale o accessorio. Una forma di utilizzo di voucher per il pagamento di servizi alla persona è stato introdotto a partire dal 2005, nell ambito della Strategia nazionale per i servizi all infanzia. Il sistema prevede che le imprese possano offrire ai propri dipendenti dei voucher, per un importo massimo prestabilito, dal 2007: 55 sterline settimanali o 243 mensili, da spendere in servizi regolari per l infanzia. L opzione preferita dai dipendenti consiste nell acquistare i buoni detraendoli dallo stipendio, riducendo in tal modo la quota soggetta ad imposizione fiscale. Dei voucher possono usufruire solo i genitori che lavorano, con figli fino a 15 anni (16 se disabili). I sistemi Paese più interessanti e vicini al nostro, sono quindi la Francia e il Belgio. La realtà degli altri Paesi è diversa e l assistenza alle persone ad esempio in Svezia è gratuita. In Svezia e in Danimarca esiste una rete estesa di centri diurni, servizi domiciliari, nursing home e centri di riabilitazione a degenza breve. Ecco perché in questi Paesi non ha molto senso parlare di lavoro accessorio o servizi alla persona così come vengono intesi in Francia, in Belgio ed in Italia, dove il problema viene affrontato in maniera totalmente diversa a causa del sistema pubblico che non si assume l onere di questo tipo di servizi. In particolare merita attenzione la Francia. Il legislatore francese ha voluto stimolare la domanda di servizi alla persona attraverso sgravi fiscali, semplificando le procedure attraverso la creazione dell Agenzia Nazionale dei Servizi alla Persona (ANSP) e sviluppando la professionalizzazione del settore. Un esempio interessante per l osservatore italiano. Nel 2006 è entrato in vigore lo Chèque Emploi Service Universel (CESU), che può essere bancario o prepagato. Nel 2007 i servizi alla persona hanno generato un volume d affari pari a 4,6 miliardi di euro e le attività sono oggi in rapida crescita (11% nello stesso 2007). Il soggetto che viene retribuito per un lavoro nel campo dei servizi alla persona, ha il duplice vantaggio di svolgere un attività non in nero e beneficiare quindi di tutti i vantaggi contributivi e previdenziali previsti per il lavoro regolare e di svolgere un attività non perdendo il diritto al sussidio (nel caso si tratti di un disoccupato). Ma è soprattutto il beneficiario della prestazione a trarre vantaggio dal punto di vista fiscale. In caso di scelta di contrattualizzazione tramite agenzia accreditata: 50% di riduzione o credito d imposta sul reddito, per le somme versate a titolo di pagamento di servizi alla persona; 17

19 50% di credito d imposta sul reddito riguardante le somme versate a fronte di prestazioni relative a sorveglianza ed assistenza di bambini con meno di sei anni al di fuori del domicilio; 5,5% di IVA esclusivamente sulle prestazioni considerate. Il CESU bancario può essere in tutto o in parte finanziato da una persona fisica o giuridica a favore dei propri dipendenti. In questo caso, al momento della sua emissione gli viene attribuito un valore nominale che non può essere superiore a 99,99 euro. Sono previsti vantaggi sociali e fiscali sia per i datori di lavoro che per i dipendenti beneficiari del CESU: per i primi, il cofinanziamento del CESU è attraente in quanto il loro apporto nel finanziamento dei Servizi alla Persona non è soggetto al versamento di contributi sociali nel limite di un tetto annuale di euro per beneficiario. In pratica il contributo versato dal datore di lavoro per finanziare in tutto o in parte il valore del CESU prepagato a favore dei propri dipendenti viene sgravato dagli oneri sociali. Le imprese beneficiano di un credito d imposta pari al 25% del loro apporto nel finanziamento dei CESU. Tale credito d imposta, che non può essere superiore a euro per esercizio, prende in considerazione le spese sostenute dall impresa, da un lato per offrire ai propri dipendenti dei servizi sul luogo di lavoro (asilo nido aziendale, servizio portineria ecc ), dall altro per finanziare in tutto o in parte il valore dei CESU prepagati attribuiti a ciascun dipendente. Per il beneficiario, le somme corrispondenti alla partecipazione del datore di lavoro o del comitato d impresa al valore totale dei CESU prepagati che gli sono stati attribuiti, non sono assoggettate all imposta sul reddito delle persone fisiche con un tetto massimo pari a euro l anno. Per concludere si può menzionare una recente ed interessante ricerca 4, sui limiti ed i potenziali dei voucher per i servizi alla persona, con riferimento ai titres-services in Belgio e ai CESU in Francia. Vengono presentate le possibili motivazioni alla base dello sviluppo dei voucher: la graduale terziarizzazione dell'economia, l'accresciuta partecipazione al mercato del lavoro delle donne, 4 "Limits and potential of the use of vouchers for personal services. An evaluation of titresservices in Belgium and the CESU in France". Di Anna Maria Sansoni. 25 giugno

20 l'invecchiamento della popolazione, la considerazione circa il potenziale economico e sociale che sono in grado di offrire. Quest'ultimo elemento appare importante nei due Paesi oggetto di analisi: in Francia esiste la convinzione che i voucher presentano un enorme potenziale, necessario da utilizzare per promuovere l'emersione di un nuovo mercato del lavoro, in grado di fungere da volano alla crescita economica. In Belgio si è radicata l'idea che tale tipologia possa formare una componente importante nello sviluppo di nuove e più attive forme di stato sociale. Viene inoltre sottolineato che la semplificazione amministrativa, assieme alla facilità d'uso, costituiscono i punti di forza dei buoni lavoro nei Paesi oggetto d'indagine. Si tratta di realtà ed esperienze quindi sicuramente interessanti, anche in un ottica di benchmarking. 19

21 Guida ai materiali presenti nella Banca Dati Documentale DOCUMENTA Direttiva del Ministro per la Pubblica Amministrazione e l'innovazione del 16 febbraio 2010, n. 2 La Direttiva in commento preliminarmente afferma che un tema di grande rilevanza che merita l approfondimento è quello dell utilizzo delle tipologie di lavoro flessibile da parte delle PA, non solo per gli aspetti connessi con l organizzazione del lavoro e degli uffici, ma anche in ragione delle implicazioni che ne derivano sul piano politico, economico e sociale. Ciò premesso la Direttiva chiarisce che l'art. 36 del DLgs n. 165/2001 novellato oltre ad introdurre il monitoraggio risponde alla necessità di rendere omogenea, ove possibile, la disciplina in materia di durata massima dei contratti di lavoro flessibile nelle PA con quella del settore privato, sia per soddisfare esigenze organizzative della PA sia per il fatto che la normativa del settore privato, se applicata correttamente dal datore di lavoro pubblico, garantisce e tutela il lavoratore dall'utilizzo distorto dei contratti atipici. La Direttiva specifica, poi, che il legislatore per combattere gli abusi nell'utilizzo del lavoro flessibile, con il novellato art. 36, prevede la comminazione della sanzione al dirigente responsabile di irregolarità nell'utilizzo del lavoro flessibile a seguito di giudizio negativo emerso dall'esame del rapporto informativo del dirigente sulle tipologie di lavoro flessibile utilizzate. Tanto il monitoraggio che la responsabilità del dirigente e la conseguente sanzione si applicano anche qualora l'utilizzo improprio si riferisca ai contratti flessibili relativi a rapporti di lavoro autonomo, nella forma di collaborazione di natura coordinata e continuativa. Con specifico riguardo al monitoraggio la Direttiva chiarisce che lo stesso si svolgerà, non appena sarà pronta la relativa applicazione informatica, attraverso la compilazione on line, da parte delle PA, di un analitico rapporto informativo sulle tipologie di lavoro flessibile utilizzate che dovrà essere sottoposto agli Organismi indipendenti di valutazione della performance, i quali redigeranno una relazione. Sulla base dei dati ricevuti la Presidenza del Consiglio dei Ministri redigerà una relazione al Parlamento. La portata di un indagine di questo tipo è resa molto complessa dall'ampiezza dei destinatari coinvolti dalla rilevazione che sono le PA di cui all'art. 1, c. 2 del DLgs n. 165/2001, rimanendo escluso solo il personale del comparto scuola, ed il personale in regime di diritto pubblico, ai sensi dell art. 3, del DLgs 165/2001, nonché dall'elevato numero delle tipologie di lavoro flessibile oggetto della rilevazione, anche in questo caso rimanendo esclusi unicamente le collaborazioni occasionali, il patrocinio e la rappresentanza in giudizio dell amministrazione, i 20

22 contratti e gli incarichi conferiti nell ambito delle materie regolate dal Codice degli Appalti Pubblici (DLgs 163/2006 e successive modificazioni) e gli incarichi di docenza. La Direttiva rileva che la finalità del monitoraggio risponde da un lato all'esigenza di rafforzare la responsabilità della dirigenza al fine di migliorarne le performance, il merito, la trasparenza e l'integrità, dall'altro la conoscenza del fenomeno potrà favorire l'adozione di misure mirate dal punto di vista normativo, organizzativo e di controllo, ricorrendo, ove necessario all'ispettorato per la Funzione Pubblica. In ultimo la Direttiva informa le PA in indirizzo che non appena l'applicativo informatico sarà completato, saranno emanate le istruzioni tecniche e fornite le indicazioni necessarie all'adempimento di quanto previsto dall'art. 36, c. 3 del DLgs n. 165/2001, pertanto, per questo primo monitoraggio le scadenze subiranno uno slittamento temporale. 16/02/2010 Benchmarking su voucher e servizi alla persona in Europa. Italia A cura di Andrea Fontanesi. In Italia i voucher sono previsti come remunerazione del lavoro occasionale ed accessorio, che non ha però per oggetto solo i servizi alle persone, ma una serie di attività previste dall art. 70 del DLgs n. 276/03. Per la peculiarità del caso italiano, concentreremo la nostra attenzione sul lavoro occasionale ed accessorio. Per prestazioni di lavoro occasionale di tipo accessorio, si intendono le attività lavorative di natura occasionale, definite accessorie, non riconducibili ad un normale contratto di lavoro in quanto svolte in modo discontinuo o saltuario. Le modifiche della normativa che le riguarda, intervenute ultimamente con la Legge Finanziaria 2010, con la Legge n. 133/08 e con la Legge n. 33/09, hanno ampliato in modo significativo il campo di applicazione oggettivo e soggettivo dell istituto e ne hanno semplificato l utilizzazione, allo scopo di far emergere dal lavoro nero attività occasionali espressamente indicate dalla legge e di far valere a fini assicurativi e previdenziali, piccole attività lavorative che altrimenti andrebbero disperse. La disciplina in materia è prevista dagli articoli da 70 a 73 del Decreto Legislativo n. 276/03, così come modificati da successivi interventi del legislatore, da ultimo attraverso le tre Leggi sopra indicate. Si tratta quindi di prestazioni introdotte dalla Legge Biagi (art. 4, c. 1, lett. d) e remunerate attraverso i buoni lavoro (voucher) che inglobano anche la copertura previdenziale presso l INPS e quella assicurativa presso l INAIL. La prima rilevante applicazione dell istituto, si è avuta però solo in relazione alla vendemmia 2008 (limitatamente a studenti e pensionati) ed è stata estesa poi a tutte le attività agricole. 21

23 Con sue Circolari, l INPS ha esteso l applicazione dell istituto ad altri settori (settori del commercio, del turismo e dei servizi; lavori domestici; impresa familiare operante nei settori ex Circolare 104/08). Come bene illustrato dalle Circolari dell INPS n. 88/09 e 17/10, la Legge n. 33 del 9 aprile 2009, di conversione del DL n. 5 del 10 febbraio 2009, e la Finanziaria 2010, hanno da ultimo apportato significative modifiche all art. 70 del DLgs n. 276/03. Il nuovo dettato normativo ha infatti ampliato l ambito di applicazione delle prestazioni occasionali accessorie, aggiungendo altre attività e nuovi committenti. La natura accessoria comporta che le attività di cui si tratta, devono essere svolte dal prestatore direttamente a favore dell utilizzatore finale della prestazione, senza il tramite di intermediari. È quindi escluso che un impresa possa reclutare e retribuire lavoratori per svolgere prestazioni a favore di terzi, come nel caso dell appalto o della somministrazione. Le prestazioni occasionali accessorie, sono attività lavorative di natura occasionale e accessorie la cui finalità è quella di garantire le tutele minime previdenziali e assicurative e non sono riconducibili a tipologie contrattuali tipiche di lavoro subordinato o di lavoro autonomo. Le novità introdotte dalla Legge n. 33/09, con riferimento all ambito soggettivo, riguardano gli studenti, le casalinghe, i pensionati ed i percettori di prestazioni integrative del salario o sostegno al reddito. Riguardo all ambito soggettivo, l art. 70, c. 1, lett. d) del DLgs n. 276/03, è stato modificato introducendo i lavoratori part time e, anche per il 2010, i percettori di sostegno al reddito. Se invece si considerano i committenti, si deve tener presente che la Legge n. 33/09 introduce un eccezione esplicita all esclusione della PA dall applicazione del Decreto n. 276/03, consentendo ai committenti pubblici di utilizzare i buoni lavoro per le prestazioni relative a manifestazioni sportive, culturali, fieristiche o caritatevoli e di lavori di emergenza o di solidarietà. La Finanziaria 2010 ha introdotto anche gli Enti Locali. 15/02/2010 La ricetta - voucher contro il sommerso Di Michele Tiraboschi. I buoni lavoro iniziano a diventare una realtà importante anche in Italia, sono infatti oltre 3,5 milioni i voucher venduti tra l avvio della prima sperimentazione, che si è avuta con la vendemmia 2008 e la fine del 2009, con più di 50 mila lavoratori coinvolti, in larghissima prevalenza pensionati e studenti. Nel tentativo di far emergere ancora di più spezzoni di lavoro accessorio oggi relegati nel lavoro nero, la Finanziaria 2010, ne ha esteso l ambito di applicazione. 22

24 Le innovazioni più importanti riguardano l estensione della platea dei prestatori di lavoro e dei committenti. Significativa è la possibilità del ricorso al lavoro accessorio per prestazioni rese in ogni settore produttivo, compresi ora gli enti locali, le scuole e le università, da giovani con meno di 25 anni. Due sono le ipotesi previste: - giovani regolarmente iscritti ad un istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado, compatibilmente con gli impegni scolastici, nei periodi di vacanza e, durante l anno, il sabato e la domenica; - studenti universitari con meno di 25 anni per le prestazioni rese durante l intero anno. L intento è di intercettare prestazioni marginali sino ad oggi svolte nella più totale informalità, ma anche di utilizzare i buoni lavoro presso le scuole e le università per i compiti accessori alla didattica e all insegnamento (traduzioni, supporto all organizzazione di convegni, ecc.). I committenti pubblici possono inoltre ricorrere ai voucher per alcune specifiche attività rese in occasione di manifestazioni sportive, culturali, fieristiche o caritatevoli e di lavori di emergenza o di solidarietà, a cui si aggiungono ora, per gli enti locali, i lavori di giardinaggio, pulizia e manutenzione di edifici, strade, parchi e monumenti. Le autonomie locali poi, possono utilizzare i buoni lavoro per tutte le attività, quando i prestatori sono studenti under 25, pensionati e, in via sperimentale fino alla fine del 2010 e nel limite di euro annui, anche i percettori di prestazioni integrative del salario o con sostegno al reddito. L Autore sottolinea che in questo modo gli enti locali potranno avvalersi dei voucher in ipotesi tassative, ma non eccezionali e che alla tipica funzione volta a favorire l emersione del lavoro nero se ne combinano altre, quale ad esempio quella di offrire agli enti locali un utile strumento di politica attiva del lavoro e di inclusione sociale. Altra importante novità introdotta dalla Finanziari 2010, è l estensione dei buoni lavoro, ai lavoratori part time in ogni settore di attività (con esclusione del proprio datore di lavoro). Viene infine segnalato, rispetto ai committenti, l eliminazione della limitazione oggettiva, riferita al settore di attività, sinora prevista per le imprese familiari. L Autore sottolinea infine che ovviamente non può essere questo un lavoro per tutti e soprattutto non può essere questo lo strumento per destrutturare forme di lavoro standard e tipiche e conclude che il prossimo terreno di sperimentazione dovrà essere quello dei servizi alla persona. 05/02/2010 Circolare INPS del 3 Febbraio 2010, n. 17 "Lavoro occasionale di tipo accessorio. Legge Finanziaria Modifiche all'art. 70, DLgs n. n. 276/03". 23

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