Registro emodialisi Regione Marche: caratteristiche dei pazienti e trattamenti

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1 Registro emodialisi Regione Marche: caratteristiche dei pazienti e trattamenti L insufficienza renale cronica (IRC), raggiungendo lo stadio di uremia terminale, determina la necessità di ricorrere al trattamento sostitutivo della funzione renale mediante la dialisi (nelle due forme extracorporea e peritoneale) ed il trapianto renale. In Italia gli ultimi dati del Registro Nazionale di Dialisi e Trapianto si riferiscono al 1996 e stimano una popolazione globale di circa pazienti sottoposti ai differenti trattamenti sostitutivi, corrispondenti a una prevalenza di 666 pazienti /milione di abitanti. Dal 1995 è operativo anche nelle Marche il Registro di Dialisi e Trapianto, strumento che consente di valutare, anche se a posteriori, l impatto delle nefropatie uremizzanti sulla popolazione. Nelle strutture dialitiche della regione, al erano seguiti complessivamente pazienti, dei quali 971 (79,9%) in trattamento dialitico e 244 (20,1%) sottoposti a trapianto. La prevalenza dei pazienti in trattamento dialitico è 669,2 per milione di abitanti, in aumento rispetto al 1996 (625,1) e al 1995 (600,8). L incidenza di nuovi casi nel 1997 è stata di 137,8 per milione di abitanti (200 nuovi casi). Da un punto di vista epidemiologico, la popolazione uremica vede un rapporto M/ F di 1.5/1, sia nei prevalenti che negli incidenti del 1997, con una distribuzione per età che si sta spostando sempre più verso le fasce più anziane; nonostante ciò il tasso grezzo di mortalità è l 8.6%, simile a quello della popolazione generale. Fonte informativa - Registro emodialisi Regione Marche, U.O. Nefrologia e Dialisi Az. Osp Torrette-Umberto I di Ancona 118

2 La figura 1 rappresenta l andamento dei pazienti seguiti dai centri dialisi della regione Marche nel triennio N Pz. Fig.1 Pazienti seguiti dai centri dialisi negli anni Caratteristiche dei pazienti in trattamento La figura 2 mostra la distribuzione per età e sesso dei pazienti seguiti. L età media generale è rimasta nel triennio pressochè stabile a 60.5 anni. L anzianità dialitica media di tutti i pazienti in trattamento, compresi i nuovi ingressi del 1997, è N Pz. Fig.2 Distribuzione per età e sesso dei pazienti dializzati. Anno

3 di 74,3 mesi, con un 3,29% di pazienti che ha superato i 20 anni di trattamento ed un paziente che ha raggiunto i 348 mesi. Nella tabella seguente sono riportate, per tutti i casi sottoposti a dialisi o a trapianto nell anno 1997, le nefropatie causali e la loro distribuzione percentuale. Tab.1 Distribuzione percentuale delle nefropatie causali nei soggetti sottoposti a dialisi. Anno Nel 1997 vi sono stati 200 nuovi ingressi (125 M, 75 F) pari ad una incidenza di 137,8 pazienti per milione di abitanti. L età media di questi pazienti è 70,1 anni (range 14-90) e le nefropatie causali hanno una distribuzione che si discosta dalla popolazione prevalente del registro soprattutto per quanto riguarda le forme vascolari, più tipiche dell età avanzata. Nella tabella 2 sono riportate per tutti i nuovi casi dell anno 1997 le nefropatie causali e la loro distribuzione percentuale. Tab.2 Distribuzione percentuale delle nefropatie causali nei nuovi casi sottoposti a dialisi. Anno

4 La figura seguente mette a confronto per il 1997 la distribuzione per classi di età dei nuovi casi e dei casi prevalenti. Fig.3 Distribuzione per classi di età dei casi incidenti e prevalenti nell anno La figura 4 evidenzia la tendenza in crescita dei nuovi casi per milione di abitanti dal 1990 al 1997 Fig.4 Nuovi casi per milione di abitanti. Anni Nuovi Casi p.m.a. 121

5 Mortalità Nel 1997 sono deceduti 115 pazienti ( 69 M, 46 F) su complessivamente trattati (8,64%). I pazienti deceduti avevano un età media di 73,6 anni ( range 48-90) ed un anzianità dialitica media di 65,5 mesi (range 4-288). L analisi della mortalità per fasce d età è illustrata nella figura 5. Fig 5 % decessi per fasce d età 122

6 Il diabete Il diabete mellito è una patologia cronica che, a causa del suo carattere di gravità e delle importanti e talvolta invalidanti complicanze che ne aggravano la storia clinica, costituisce una delle più rilevanti e costose malattie sociali. Per diabete mellito si intende un insieme di condizioni morbose tutte caratterizzate dalla presenza nel sangue di elevate concentrazioni di glucosio (iperglicemia), e altre alterazioni metaboliche, conseguenti ad una carenza assoluta (Diabete tipo 1) o relativa (Diabete tipo 2) di insulina, ormone che rappresenta il principale regolatore del metabolismo degli zuccheri. Secondo l Associazione Italiana Diabetici il diabete interessa circa il 5% della popolazione in Italia (tre milioni di soggetti, molti dei quali sono portatori ignari). Ogni anno sono in aumento anche i nuovi casi di diabete, in particolare del tipo 2, sia per il progredire dell età media e della sopravvivenza media, che per la più diffusa sedentarietà della popolazione e maggiore accuratezza diagnostica. La rilevanza della patologia evidenzia la necessità di effettuare, anche a livello regionale, un monitoraggio continuo della malattia e delle sue complicanze croniche, attraverso l integrazione delle informazioni delle diverse figure professionali coinvolte, mediante la registrazione e lo scambio di dati. Uno studio epidemiologico sistematico del diabete è utile non solo per la programmazione sanitaria ma anche per facilitare la prevenzione primaria e secondaria delle complicanze e delle malattie cardiovascolari associate. Fonte informativa I dati relativi al diabete sono stati forniti dai servizi di diabetologia delle Marche e riguardano: 1. il numero di pazienti seguiti negli anni 1996, 1997, 1998; 2. il numero dei pazienti presi in carico nei medesimi anni; 3. la suddivisione degli utenti per tipologia di diabete, età, sesso; Le informazioni relative al punto 3 sono incomplete per la non disponibilità, in alcuni centri, negli anni considerati, di archivi informatizzati. La prevalenza del diabete del 3-5% nella popolazione generale, con punte del 15% nei soggetti con più di 65 anni (dati di letteratura relativi alle nazioni occidentali), stima per la regione Marche un numero di diabetici che oscilla tra I dati regionali disponibili, relativi al numero di pazienti diabetici seguiti nei servizi di diabetologia, evidenziano, negli anni un valore medio di unità. I dati disaggregati per sesso individuano un rapporto maschi/femmine che varia da 0,96 nel 1996 al 1,02 nel Riguardo la tipologia di diabete, i dati forniti dai servizi fanno riferimento alla classificazione ed ai criteri per la diagnosi di tale malattia proposti nel 1997 dagli esperti della American diabetes association, sulla base di più recenti evidenze scientifiche. La percentuale di marchigiani con diabete tipo 1 (definito nel recente passato anche come diabete insulino-dipendente) è stata di 6,5% nel 1996, 7,3% nel 1997, e 6,8% nel 1998, in linea con i dati di letteratura (5-7%). Il diabete tipo 2, forma dovuta ad insulino-resistenza ed ancora nota come diabete non isulino-dipendente, rappresenta la quasi totalità dei quadri iperglicemici essendo presente nel 92,6% dei casi seguiti nel 1996, nel 91,8% di quelli seguiti nel 1997 e nel 92,7% del Gli altri tipi di diabete non sono stati considerati. La suddivisione dei pazienti per classi di età (dato relativo al centro di riferimento regionale) evidenzia, in tutti e tre gli anni considerati, una maggiore frequenza nella classe (rispettivamente 31,7%, 32% e 31,6%) seguita dalle classi e

7 Riguardo ai casi incidenti, i soggetti diabetici presi in carico nel triennio dai servizi di diabetologia sono stati rispettivamente 2.465, e rappresentando circa il 12,3% della popolazione seguita. La stratificazione in classi di età di questi utenti (dati relativi al centro di Fermo) confermano una maggiore frequenza nella classe negli anni 1996 (31,9%) e 1998 (26,6%). Ricoveri per Complicanze del diabete (codice ICD IX ) Il numero complessivo di ricoveri di residenti è stato di nel 1996, nel 1997 e nel 1998 con un tasso grezzo rispettivamente di 75,05, 72,66 e 75,87 per (Tab allegato statistico). Il rapporto maschi/femmine ha evidenziato valori pari a 1 nei tre anni. La classe modale di età è stata per i maschi compresa tra 45 e 64 e per le femmine maggiore di 75 anni nel triennio. SHR Le province di Pesaro ed Ascoli Piceno mostrano un eccesso significativo di ricoveri di residenti rispetto lo standard regionale. La provincia di Macerata evidenzia un valore superiore mentre quella di Ancona è al di sotto del riferimento regionale. Fig.1 SHR e Intervalli di confidenza al 95% per ricoveri: Diabete: complicanze. Anni Dall integrazione dei dati forniti dai servizi con quelli delle schede di dimissione ospedaliera emerge una diversità nelle classi modali dei pazienti (casi incidenti) che afferiscono ai servizi di diabetologia (61-70 anni) con quelle dei ricoveri per complicanze (45-64 anni). Si nota inoltre una maggiore prevalenza di complicanze in alcune province rispetto ad altre nonostante la disponibilità di servizi su tutto il territorio regionale. 124

8 Il Registro d incidenza del Diabete Infantile di Tipo 1 Organizzazione del Registro Il Registro è stato istituito il 1 gennaio L archivio contiene i casi di diabete di tipo 1 insorti nel 1989 e raccolti in modo retrospettivo. La registrazione dei nuovi casi riguarda la popolazione residente nella regione Marche nella classe di età 0-14 anni per il periodo , e nella classe di età 0-29 anni dall I casi vengono individuati attraverso due fonti di segnalazione indipendenti tra loro (Centri di diabetologia e di pediatria, archivi dei presidi sanitari). La data di insorgenza della malattia (utilizzata per la stima dell incidenza) è rappresentata dalla data della prima somministrazione di insulina. I Centri che collaborano con il Registro inviano alla sede del Registro una apposita scheda di segnalazione contenete le informazioni anagrafiche, anamnestiche e diagnostiche. Presso la Sede del Registro viene effettuato l incrocio delle due fonti di segnalazione e l archiviazione dei casi confermati su supporto magnetico utilizzando il software nazionale RIDI. Il Registro è inserito nel progetto nazionale RIDI (Registro Italiano Diabete mellito Insulinodipendente) e nel progetto internazionale DIAMOND (DIAbetes MONDiale). Il tasso medio di incidenza standardizzato per età sulla popolazione mondiale nel periodo , per la classe di età 0-14 anni, è risultato del 9,6 per anni-persona (Intervallo di Confidenza, IC, al 95%: ). Rispetto al resto d Italia, l incidenza della Regione Marche è posizionata tra i valori centrali della distribuzione dei tassi di incidenza dell Italia peninsulare (Fig. 1). Nella regione, non sono state osservate differenze statisticamente significative nell incidenza di diabete di tipo 1 per classi di età (Fig. 2), sesso (Fig. 3) e provincia di residenza (Fig. 4). L analisi dell andamento temporale della malattia (attraverso l analisi della regressione di Poisson), non evidenzia un incremento statisticamente significativo nei 10 anni considerati (Fig. 5). Suddividendo i casi per classi di età si osserva come la classe più giovane (0-4 anni) sia caratterizzata da un incremento dell incidenza medio annuale del 12%, statisticamente significativo (Fig. 6). Per quanto riguarda la classe di età anni, il tasso medio annuale di incidenza standardizzato per età sulla popolazione mondiale è risultato del 6.01 per anni-persona, senza sostanziali differenze per sesso. Fig.1 Tassi di incidenza di diabete tipo 1 standardizzati sulla popolazione mondiale per anni-persona in Italia, età 0-14 anni 125

9 Fig.2 Tassi di incidenza età specifici del diabete di tipo 1 per anni persona, Fig.3 Tassi di incidenza di diabete di tipo 1, standardizzati sulla popolazione mondiale per anni persona, età 0-14 anni, , distinti per sesso. 126

10 Fig.4 Tassi di incidenza di diabete di tipo 1, standardizzati sulla popolazione mondiale, età 0-14 anni, , per provincia di residenza e sesso. Fig.5 Tassi d incidenza di diabete tipo 1, standardizzati sulla popolazione mondiale per anni-persona nella classe di età 0-14 anni in funzione dell anno di diagnosi. 127

11 Fig.6 Tassi di incidenza di diabete tipo 1 per anni persona per classi di età in funzione dell anno di diagnosi. 0-4 anni 5-9 anni anni Fig.7 Tassi d incidenza di diabete di tipo 1 standardizzati per anni-persona per classi d età,

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