La stele di Rosetta di SAS, R, SPSS e STATA

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1 La stele di osetta di,, e Versione Aprile 2007 Silvia Sartorelli Dipartimento di Scienze Statistiche, Università degli Studi di Padova 1

2 Questa opera viene rilasciata sotto la licenza Creative Commons: Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 2.5 Italia. Il fruitore è libero di riprodurre, distribuire, comunicare al pubblico, esporre in pubblico, rappresentare, eseguire e recitare quest'opera e di modificare quest'opera. Alle seguenti condizioni: deve attribuire la paternità dell'opera nei modi indicati dall'autore o da chi ha dato l'opera in licenza; non si può usare quest'opera per fini commerciali; se si altera o trasforma quest'opera, o se la si usa per crearne un'altra, si può distribuire l'opera risultante solo con una licenza identica a questa. Ogni volta che si usa o si distribuisce quest'opera, si deve farlo secondo i termini di questa licenza, che va comunicata con chiarezza. In ogni caso, si può concordare col titolare dei diritti d'autore utilizzi di quest'opera non consentiti da questa licenza. Nothing in this license impairs or restricts the author's moral rights. 2

3 Introduzione Una delle cose più belle del mio lavoro è che imparo tante cose. Una di quelle più brutte è che le cose da imparare sono così tante e da imparare così in fretta che poi è facile dimenticarle. Ho raccolto in questa dispensa alcune cose che ho imparato a proposito dei principali pacchetti statistici usati nella Facoltà di Scienze Statistiche; è una specie di riassunto delle operazioni più frequenti, tradotte nei vari linguaggi. Nelle mie intenzioni dovrebbe essere uno strumento schematico, agile e di veloce consultazione per dare al lettore che già conosce (almeno un po', almeno uno tra) i pacchetti un suggerimento che gli permetta di procedere velocemente nel proprio lavoro. L'ho strutturato avendo in mente chi, come me, conosce abbastanza bene un pacchetto ma deve usarne (o vuole impararne) anche altri, nella speranza di dare una spinta a chi si trova nelle fasi di approccio ad un nuovo strumento, ma desidera lavorare subito (o quasi). I programmi che ho preso in considerazione sono: 9.1: pacchetto molto potente e complesso basato su un modulo Base e diversi moduli aggiuntivi (ad esempio STAT, IML, GAPH, ETS, etc). ichiede la conoscenza del proprio linguaggio di programmazione perché l'attuale gestione a finestre di dialogo secondo me non è ancora sufficientemente completa e amichevole. 2.3: pacchetto a linea comando, open source, completo e interessante; carica all'avvio una serie di funzioni base a cui si possono aggiungere funzioni tramite librerie aggiuntive di interesse; ha notevoli potenzialità grafiche complesse ed eleganti. 9: nasce a linea comando con il proprio linguaggio ma attualmente può essere utilizzato ampiamente tramite l'interfaccia a menù e finestre di dialogo. 14: pacchetto amichevole che ormai viene utilizzato quasi unicamente tramite l'interfaccia a menù e finestre di dialogo e per questo privilegiato in molti ambienti in cui c'è scarsa preparazione statistico-informatica. ingrazio quanti mi hanno già aiutato con suggerimenti, consigli e correzioni e quanti lo faranno in futuro; in particolare ringrazio Alberto Cammozzo, Stefano Mazzuco e Guido Masarotto, al quale devo anche l'idea per il bellissimo titolo. Notazione La dispensa è formata da schede; ogni scheda presenta un titolo che riporta l'operazione che verrà presa in considerazione, quindi una breve descrizione dell'operazione e infine come svolgerla nei quattro programmi presi in considerazione. Il codice è scritto in courier new e per riferirmi agli argomenti dei comandi ho cercato di inventare dei nomi autoesplicativi. I percorsi tra le voci dei menù sono evidenziati tramite una sottolineatura ed i passaggi da una voce all'altra tramite un doppio segno maggiore (>>). L'ultima scheda funge anche da indice. 3

4 Scheda 1 - Avvertenze sull'uso dei programmi all'avvio si aprono 5 finestre tra cui l'editor che è l'area in cui scrivere e/o caricare i programmi in linguaggio da mandare successivamente in esecuzione tramite il tasto F8 oppure l'icona dell'omino che corre oppure dal menù Esegui>>Sottometti 1 non è case-sensitive ogni riga di comando deve finire con un ; (punto e virgola) comandi diversi possono essere scritti sulla stessa riga, oppure un comando può continuare sulla riga successiva ma le parole non devono essere spezzate il codice può iniziare in qualsiasi colonna dell'editor le parole che compongono un comando devono essere isolate da uno spazio o da un operatore i nomi di variabili e dataset possono essere formati con un numero di caratteri da 1 a 32, il primo carattere deve essere una lettera o il sottolineato (_) ed i caratteri seguenti possono essere lettere, numeri o sottolineati, non vi possono invece comparire spazi all'interno ci si riferisce ai comandi che riguardano la manipolazione dei dataset (e che costituiscono il linguaggio vero e proprio) come comandi di DATA STEP mentre le procedure vengono genericamente definite POC STEP I comandi opzionali sono riportati tra i segni di maggiore e minore (<...>) all'avvio si apre una sola finestra che propone un prompt (>) per l'immissione di linee di comando che si mandano in esecuzione con l'invio ( ). E' possibile anche caricare programmi già memorizzati in un file è case-sensitive per i nomi delle variabili sono permesse lettere, numeri, il punto (.) e il sottolineato (_) con la restrizione che il primo carattere dev'essere il punto o una lettera e, nel caso del punto, il secondo carattere non può essere un numero; inoltre sono escluse alcune parole che sono parole riservate è basato su un linguaggio orientato agli oggetti che può essere arricchito anche dall'utente finale l'area di lavoro per si chiama workspace e contiene tutti gli oggetti necessari (dati, risultati delle elaborazioni, etc.) per lavorare; ogni cosa in è un oggetto e ogni oggetto ha delle proprietà (modo, lunghezza,...) ed appartiene ad una classe in particolare ci riferiremo agli oggetti data.frame che sono matrici di dati in cui le colonne sono di tipi non necessariamente uguali 1 Traduzione dell'inglese Submit 4

5 Scheda 1 - Avvertenze sull'uso dei programmi all'avvio si aprono 4 finestre tra cui Command in cui si scrivono le linee di comando che si mandano in esecuzione con l'invio ( ). E' possibile caricare programmi già memorizzati in un file oppure ottenere le stesse funzioni tramite menù e finestre di dialogo è case-sensitive e quasi tutti i comandi sono in minuscolo i nomi di comandi e variabili devono essere al massimo di 32 caratteri (caratteri, numeri e il sottolineato in cui il primo elemento è preferibilmente un carattere) è possibile usare abbreviazioni fintanto che non si creino ambiguità su ciò a cui ci si riferisce (il comando describe si può abbreviare con d, la finestra di sintassi di ciascun comando indica l'abbreviazione minima consentita tramite una sottolineatura) all'avvio si apre la finestra dei dati che si presenta vuota. Attualmente in ci si muove prevalentemente tramite menù e finestre di dialogo ma è possibile accedere ad una finestra di sintassi (File>>Nuovo>>Sintassi) in cui scrivere e/o caricare programmi in codice da mandare in esecuzione tramite menù: Esegui>>... oppure con l'icona con la freccetta (che corrisponde a Esegui>>Corrente) non è case-sensitive i nomi delle variabili possono essere formati con un numero di caratteri da 1 a 64, devono iniziare con una lettera e i caratteri successivi possono essere lettere, numeri o simboli, esclusi!,?,',* e lo spazio; inoltre sono escluse alcune parole che sono parole riservate ciascun comando deve terminare con un punto oppure deve essere seguito da una linea vuota per specificare un singolo comando è possibile utilizzare un numero illimitato di righe; è possibile aggiungere uno spazio o delle interruzioni di riga in qualsiasi punto in cui sia ammesso l'utilizzo di un singolo spazio vuoto, come prima e dopo le barre, le parentesi e gli operatori aritmetici o tra i nomi di variabili la maggior parte dei sottocomandi vengono separati da barre (/). La barra che precede il primo sottocomando di un comando è in genere opzionale 5

6 Scheda 2 - Help Per ottenere aiuto sui comandi L'intera documentazione riguardante è adesso accessibile dal programma stesso. Scegliendo dal menù?>>guida e documentazione viene avviata una apposita finestra con le schede Sommario (l'intero help per capitoli), Indice (tutti i comandi e la maggior parte delle problematiche d'interesse in ordine alfabetico con finestra di ricerca) e Cerca (finestra di ricerca che poi riporterà tutti gli argomenti collegati alla stringa richiesta). Data la vastità della documentazione, spesso le operazioni di ricerca riportano centinaia di argomenti ed è necessario particolarizzare la stringa di ricerca collegando più termini tramite gli operatori logici. help(comando), ed il suo equivalente?comando, aprono una nuova finestra che contiene una guida sul comando specificato. Altri comandi di aiuto interessanti sono: apropos( stringa ) che restituisce una lista di tutti gli oggetti il cui nome contiene la stringa richiesta e help.search( stringa ) che cerca la stringa specificata in tutta la documentazione ossia tra nomi, titoli, concetti e parole chiave. Una via alternativa è scegliere dalla barra dei menù Aiuto>>Guida Html che apre l'help in un browser e comprende un motore di ricerca (Search Engine & Keywords). 6

7 Scheda 2 - Help Per ottenere aiuto sui comandi Digitando: help argomento si apre la finestra chiamata Viewer con la lista delle voci inerenti l'argomento specificato, che deve essere un comando; le voci sono link a corrispondenti pagine di help, che a loro volta possono contenere link ad ulteriori pagine. Se non trova una corrispondenza, il programma propone di cercare su tutta la documentazione con il comando search stringa che invece riporta nella finestra esults descrizioni di comandi relativi al termine specificato nella stringa. Il risultato comprende anche articoli dello Technical Bulletin e programmi ottenibili dagli archivi di. Via menù, si può ottenere l'intera guida (Help>>Contents) oppure l'analogo di search (Help>>Search...) o l'analogo di help (Help>>Stata Command...) Scegliendo dal menù?>>argomenti si accede ad una finestra che presenta le schede Sommario (l'intero help per capitoli), Indice (tutti i comandi e la maggior parte delle problematiche d'interesse in ordine alfabetico con finestra di ricerca) e Cerca (finestra di ricerca che poi riporterà tutti gli argomenti collegati alla stringa richiesta). Esiste anche una Guida apida cliccando con il tasto destro sugli elementi di interesse delle varie finestre di lavoro. Infine, scegliendo altre voci del menù d'aiuto è possibile visualizzare esempi, analisi guidate, casi pratici, un aiuto specifico sulla sintassi e documentazione sugli algoritmi implementati. 7

8 Scheda 3 - Diario della sessione di lavoro Ogni programma permette di mantenere traccia delle operazioni compiute durante una sessione di lavoro La finestra di Log riporta tutte le linee di codice mandate in esecuzione, eventuali messaggi di errore oppure la comunicazione del corretto svolgimento delle operazioni richieste. La finestra è di sola lettura ed il contenuto va perduto alla chiusura del programma ma si può salvare in qualunque momento come testo con le consuete operazioni di Salva o Salva con nome. La sequenza dei comandi mandati in esecuzione durante una sessione di lavoro è memorizzata ed accessibile tramite i tasti cursore (Freccia su e Freccia giù). L'intera sequenza di comandi dati, inoltre, è memorizzata in un file di testo con estensione.history che può anche essere riproposta tramite copia e incolla al prompt dei comandi. La sequenza dei comandi mandati in esecuzione durante una sessione di lavoro è memorizzata ed accessibile tramite i tasti Pag+ e Pag-. La finestra esults riporta tutte le linee di codice mandate in esecuzione, eventuali messaggi di errore oppure i risultati delle funzioni richieste. La finestra è di sola lettura ed il contenuto va perduto alla chiusura del programma ma si possono memorizzare tutti comandi inviati ed il relativo output in un file di testo esterno chiamato log-file. La sintassi per la creazione di un file di log è: log using nomefiledilog Si può interrompere e far riprendere la memorizzazione più tardi, riaprirlo e aggiungere o rimpiazzare le informazioni. Le stesse operazioni si possono richiedere via menù: File>>Log>>Begin... Nella finestra Generale evocata dal menù Modifica>>Opzioni è possibile configurare un giornale di sessione (con estensione.jnl) che memorizza tutte le richieste fatte durante una sessione di lavoro, tradotte nel linguaggio di. E' possibile scegliere se sovrascriverlo ad ogni sessione o aggiungere le nuove informazioni che quindi vengono distinte da un titolo che riporta la data in cui sono state memorizzate. 8

9 Scheda 4 - Apri File Per caricare un file di dati che è già nel formato interno del programma L'estensione dei file in formato è.sas7bdat 2. Per accedere ad un file in.sas7bdat è sufficiente usare il comando che crea un collegamento tra e la directory in cui il file si trova: LIBNAME nomelib 'x:\percorsocompletodelladirectory'; Da quel momento si può accedere direttamente al file dalla finestra Explorer del, in cui sarà comparsa un'icona corrispondente a nomelib. Per caricare un file.sas7bdat in un DATA STEP il comando è SET: DATA (nomelib.)nuovofile; SET (nomelib.)filesistente; UN; Per specificare su quale file.sas7bdat vogliamo applicare le operazioni di una data procedura bisogna usare l'opzione DATA= in un POC STEP: POC nomeprocedura DATA=(nomelib.)filesistente;...codice procedura... UN; In non si carica il dataset ma un oggetto (workspace area di lavoro) che contiene anche i dati e ha estensione.data: load( x:\\percorsodirectory\\nome.data ) All'avvio carica l'area di lavoro (e anche la.history) della directory corrente, se esiste. L'ideale è che ciascun progetto abbia una directory dedicata e aprire di volta in volta dove interessa, ritrovando così tutto e solo ciò che si è fatto sul relativo progetto. L'estensione dei file in formato è.dta. Per caricare un file tramite codice bisogna digitare nella finestra Command il comando: use "x:\percorsodirectory\nomefile.dta" Oppure da menù tramite File>>Open... L'estensione dei file in formato è.sav e si può scegliere di aprire il file dal menù File>>Apri>>Dati. Per caricare un file tramite codice bisogna evocare la finestra di sintassi (dalla barra dei menù: File>>Nuovo>>Sintassi) e dare i comandi: GET FILE='x:\percorsodirectory\nomefile.sav'. 2 Nella versione 6 era.sd2 e precedentemente.ssd 9

10 Scheda 5 - Acquisizione File ASCII - formato libero Per acquisire file ASCII che si presentano in formato libero oppure in formato colonna ma con un delimitatore ed un simbolo per i dati mancanti. In tutti i casi è sufficiente specificare la lista dei nomi (validi) delle variabili nella giusta sequenza. Per acquisire dati in formato libero in : DATA nomedatset; INFILE 'x:\percorso\filedaacquisire.txt' ; INPUT v1 v2 v3...; UN; nomedati<-read.table("x:\\percorso\\filedaacquisire.txt") Se la prima riga presenta i nomi delle variabili e la prima colonna un'etichetta di riga non occorrono ulteriori specificazioni altrimenti bisogna utilizzare le opzioni opportune (vedi scheda 6). Il comando read.table() non è il comando giusto per acquisire grandi matrici, soprattutto quelle con molte colonne; read.table() infatti è stato pensato per leggere dataset che presentano colonne di classi differenti (e infatti nomedati sarà di classe data.frame). Negli altri casi è meglio usare scan(). Si noti che l'operatore di assegnazione è formato dai due caratteri < e -. In molti contesti, però, è possibile utilizzare il più comune operatore =. Il comando è: infile v1 v2 v3 using "x:\percorso\filedaacquisire.txt", clear Oppure si può usare il menù File>>Import>>Unformatted ASCII data, che evoca una finestra di dialogo da compilare. Si può scegliere dal menù File>>Leggi dati testo... che evoca un wizard in cui specificare le caratteristiche del file da acquisire. Il corrispondente codice è: GET DATA /TYPE = TXT /FILE = 'x:\percorsofiledaacquisire.txt' /VAIABLES = v1 v2 v3.... EXECUTE. 10

11 Scheda 6 - Acquisizione File ASCII - formato colonna Per acquisire file ASCII che si presentano in formato colonna. Subito dopo il nome della variabile va specificato il numero di colonna o il range di colonne corrispondenti nel dataset ASCII. DATA nomedataset; INFILE 'x:\percorso\filedaacquisire.txt' ; INPUT var1 1-2 var2 5 var ; UN; Il comando è read.fwf() (dove fwf sta per fixed-width-format) nomedati<-read.fwf("x:\\percorso\\filedaacquisire.txt", widths, sep= ) Con width=c(dim1, dim2,...) si definiscono le dimensioni delle variabili nell'ordine in cui si presentano e con sep qual è il separatore tra loro. Il comando è: infix var1 1-3 var2 4 using "x:\percorso\filedaacquisire.txt" Oppure da menù File>>Import>>ASCII data in fixed format, che evoca una finestra di dialogo da compilare. Dal menù File>>Leggi dati testo... evoca un wizard in cui specificare le caratteristiche del file da acquisire. Per indicare il range delle colonne, al quarto passo (dei sei) del wizard si inserisce una freccetta (cliccando con il mouse) tra le colonne di numeri 3. Il corrispondente codice è: GET DATA /TYPE = TXT /FILE = 'x:\percorso\filedaacquisire.txt' /AANGEMENT = FIXED /VAIABLES = var1 0-4 var2 5-6 var EXECUTE. 3 Quando le variabili sono di una sola colonna è molto difficile ottenerle correttamente con lo strumento grafico del wizard, meglio (o addiruttura necessario) passare per la sintassi. 11

12 Scheda 7 - Opzioni per l'acquisizione di file ASCII Se la prima osservazione non è sulla prima riga FISTOBS= numero di riga (opzione di INFILE) skip=numero righe da saltare /FISTCASE= numero di riga Variabili carattere 4 $ dopo il nome della variabile. La dimensione di default è 8, altrimenti bisogna usare il modificatore di formato :#. 5 str# prima del nome della variabile A# dopo il nome della variabile Le date 6 Si usa il modificatore di formato nell'istruzione INPUT dopo il nome della variabile :formatodata. La variabile si acquisisce come fattore e poi si trasforma in data con la funzione as.date() La data viene memorizzata come stringa e poi trasformata con il comando generate e la funzione date() Il formato va specificato dopo il nome della variabile Se c'è una riga con i nomi delle variabili Va saltata indicando dov'è la prima osservazione con FI STOBS= header=t La riga NON deve esserci con infile e infix, DEVE esserci con insheet /EADNAMES = on/off solo con file.xls e il default è on Delimitatore carattere DELIMITE='char' (opzione di INFILE) sep= char /DELIMITES = "char" Delimitatore tabulazione DELIMITE='09'x (opzione di INFILE) sep='\t' read.delim()) (con..., tab (con insheet) /DELIMITES = "\t" 4 # indica il numero che definisce il formato della variabile 5 sia i due punti che il punto fanno parte della sintassi 6 Per i dettagli sui formati si rimanda ai rispettivi manuali 12

13 Scheda 8 - Acquisizione File di altro formato Per acquisire file di formati diversi come ad esempio.xls,.dbf, etc. Il wizard evocato da File>>Importa dati... permette di importare automaticamente dati che siano in formato di varie versioni di Excel, Access, Lotus e dbase. Specularmente, il wizard evocato da File>>Esporta dati... permette di esportare automaticamente dati da in formati di varie versioni di Excel, Access, Lotus e dbase. Il pacchetto aggiuntivo (library) foreign fornisce delle utili funzioni per importare dati da EpiInfo, Minitab, S-PLUS,,, e Systat. Va caricata la libreria e poi utilizzata la funzione necessaria, ad esempio: library(foreign) read.spss() Con write.foreign() è possibile anche esportare in altri formati, attualmente in, e. Per approfondimenti si veda Data Import/Export nella Guida Html oppure dal menù Aiuto>>Manuali (in PDF)>> Data Import/Export. C'è la possibilità di leggere i XPOT Transport format files con fdause. Per altri casi presuppone che si passi per Excel oppure si usi un programma specifico per la trasformazione dei dati da un formato all'altro. Tramite il comando File>>Apri>>Dati... è possibile aprire automaticamente dati di vari formati tra cui file Excel, Lotus, dbase, e. Il comando File>>Salva con nome... invece, permette anche di esportare i dati da in altri formati tra cui Excel, Lotus, dbase, e scegliendo opportunamente l'estensione nel box Salva come. 13

14 Scheda 9 - I dati mancanti considera i dati mancanti come il valore più piccolo memorizzabile e come tale viene considerato nei confronti logici. Operazioni con dati mancanti restituiscono dati mancanti. Di default, nelle procedure le osservazioni con dati mancanti vengono eliminate e le operazioni svolte solo sui dati validi. rappresenta i valori mancanti con NA, ossia Not Available. Operazioni con dati mancanti restituiscono dati mancanti. Le varie funzioni prevedono un'opzione (na.action) tramite la quale si indica come vanno considerati i dati mancanti; il default va verificato caso per caso ed è possibile modificarlo. considera i dati mancanti come il valore più grande memorizzabile e come tale viene considerato nei confronti logici. Operazioni con dati mancanti restituiscono dati mancanti. La maggior parte dei comandi agisce ignorando le osservazioni con uno o più dati mancanti. Operazioni con dati mancanti restituiscono dati mancanti. Di default, nelle procedure le osservazioni con dati mancanti vengono eliminate e le operazioni svolte solo sui dati validi. 14

15 Scheda 10 - inominare Variabili Per cambiare il nome di una variabile in un dataset che è stato acquisito Il comando è: ENAME vecchionome=nuovonome; e va usato in un DATA STEP. Si può ripetere l'istruzione quante volte si desidera oppure scrivere un elenco separato da spazi prima del ;. Tra i molti modi per cambiare i nomi in, forse vale la pena sottolineare quello che richiama la diversa organizzazione e struttura dei dati rispetto agli altri programmi. In questo esempio prima si salvano i nomi delle variabili in un vettore a cui si accede tramite gli indici e poi si riassegna il nuovo vettore di nomi al dataframe a cui si riferiscono: nomivar<-names(dataframe) nomivar[j]<- nuovonome names(dataframe)<-nomivar Naturalmente si possono cambiare anche tutti i nomi definendo il contenuto di nomivar. Se si desidera rinominare una variabile esistente il comando è rename: rename vecchionome nuovonome e si può rinominare una sola variabile alla volta. Nel foglio di Visualizzazione variabili è sufficiente sostituire il vecchio nome con quello nuovo nella colonna che riporta il nome delle variabili. Il codice corrispondente è: ENAME VAIABLES (vecchionome=nuovonome). Si può scrivere un elenco di coppie separato da spazi e ciascuna racchiusa tra parentesi. 15

16 Scheda 11 - Selezione Variabili Per creare un dataset costituito da un sottoinsieme delle variabili originarie Si può scegliere se usare KEEP e/o DOP come comandi, ad esempio: DATA nuovo; SET vecchio; DOP varchenonvoglio1 varchenonvoglio2; UN; oppure come opzioni (in questo caso posso anche creare più dataset contemporaneamente): DATA nuovo1 (KEEP=varchevoglio1 varchevoglio2) nuovo2 (KEEP=varchevoglio1 varchevoglio3); SET vecchio; UN; Considerando di avere i dati in un oggetto di classe data.frame: subset(oggettodataframe,select=c(varchevoglio1, varchevoglio2,...)) Si può procedere anche utilizzando gli indici di colonna: nuovodataframe<-dataframe[,-n] Le parentesi quadre racchiudono gli indici di riga e colonna; nella scrittura riportata n indica il numero della colonna da cancellare e il segno meno (-) prima del numero indica che venga cancellata anziché selezionata. I comandi sono keep e/o drop di seguito ai quali specificare le variabili rispettivamente da tenere o da eliminare: keep varchevoglio1 varchevoglio2 oppure drop varchenonvoglio1 varchenonvoglio2 Oppure da menù Data>>Variable utilities>>keep or drop variables. Lavorando sulla matrice di dati nella finestra principale le variabili si possono eliminare dando il comando di cancella dal menù dopo averle selezionate. In fase di acquisizione è sottointesa l'opzione di tenere tutte le variabili che si presentano ma si può decidere di selezionare quelle di interesse: GET FILE='file.sav' /DOP=varlist 16

17 Scheda 12 - Selezione Osservazioni Per creare un dataset costituito da un sottoinsieme delle osservazioni originarie All'interno di un DATA STEP si scrive la condizione che individua le osservazioni di interesse e si dà il comando per tenerle o per cancellarle: IF condizione <THEN OUTPUT>; /*per tenerle*/ IF condizione THEN DELETE; /*per cancellarle*/ Considerando di avere i dati in un oggetto di classe data.frame: subset(oggettodataframe, condizione) verranno tenute le osservazioni per le quali è vera la condizione specificata. Si può procedere anche utilizzando gli indici di riga: nuovodataframe<-dataframe[condizione,] Le parentesi quadre racchiudono gli indici di riga e colonna; nella scrittura riportata condizione indica la condizione che deve essere verificata perché l'osservazione venga memorizzata in nuovodataframe. Si usano i comandi keep e drop, ponendo una condizione; verranno tenute (o eliminate) le osservazioni per le quali è vera la condizione specificata: keep if condizione drop if condizione Oppure da menù Data>>Variable utilities>>keep or drop observations. Evocando dal menù Dati>>Seleziona casi... si apre una finestra in cui specificare la condizione desiderata. A questo punto si può scegliere tra le varie opzioni, ossia che vengano eliminate le osservazioni non selezionate o che quelle selezionate vengano copiate in un nuovo file o che venga creata una variabile filtro (filter_$) che distingue i casi a seconda che la condizione sia verificata o meno. A questo punto sarà segnalato che il filtro è attivo (sulla barra di stato, in fondo alla finestra dei dati) e qualsiasi operazione successiva avrà effetto sulle osservazioni per le quali la variabile filtro è uguale a 1. Per disattivare il filtro occorre tornare nella finestra di Seleziona casi... e scegliere Tutti i casi. 17

18 Scheda 13 - Condizioni Per specificare condizioni che devono essere verificate prima di compiere una determinata operazione Esistono due possibilità: il comando IF ed il comando SELECT (all'interno di un DATA STEP): IF condizione THEN operazione1;<else operazione2>; oppure: SELECT; WHEN (condizione1) operazione1; WHEN (condizione2) operazione2;... OTHEWISE altraoperazione; END; Se invece si vuole porre la condizione all'interno di un POC STEP si usa il comando: WHEE condizione; Il comando which() restituisce gli indici degli elementi che soddisfano una determinata condizione; possiamo salvarli in un vettore da utilizzare in comandi successivi: which(condizione)->z dataframe$nomevar[z] Qualsiasi condizione inoltre può essere specificata tra parentesi quadre come indicatore di riga e/o colonna. I risultati dell'espressione che indica la condizione saranno appunto gli indicatori di riga e/o colonna per l'oggetto considerato. Un altro comando interessante è ifelse() in cui si specificano una condizione ed il valore da sostituire agli elementi dell'oggetto che la soddisfano e uno per quelli che non la soddisfano. ifelse(condizione,nuovovaloresesì,nuovovaloreseno) 18

19 Scheda 13 Condizioni Per specificare condizioni che devono essere verificate prima di compiere una determinata operazione Ogni comando di prevede l'opzione per specificare una condizione: comando if condizione in questo modo si restringe l'esecuzione di comando a quelle osservazioni per le quali il valore dell'espressione specificata è vera. In tutte le finestre è offerta la possibilità di porre delle condizioni (sottofinestra by/if/in ). Evocando dal menù Dati>>Seleziona casi... si apre una finestra in cui specificare la condizione desiderata. Viene creata una variabile filtro (filter_$) che distingue i casi a seconda che la condizione sia verificata o meno. A questo punto sarà segnalato che il filtro è attivo (sulla barra di stato, in fondo alla finestra dei dati) e qualsiasi operazione successiva avrà effetto sulle osservazioni per le quali la variabile filtro è uguale a 1. Per disattivare il filtro occorre tornare nella finestra di Seleziona casi... e scegliere Tutti i casi. 19

20 Scheda 14 - Ordinamento Per ordinare un dataset secondo una (o più) variabili. La procedura è la POC SOT: POC SOT DATA=originario OUT=ordinato; BY <DESCENDING> variabile1 <variabile2>...; UN; Si può ordinare il dataset secondo più variabili nidificate. Per default l'ordinamento sarà crescente o in ordine alfabetico; l'opzione DESCEN DING prima del nome della variabile indica se l'ordinamento debba essere fatto al contrario. Per ordinare vettori o fattori il comando è sort(). Il default è in ordine crescente, per invertire l'ordine c'è l'opzione descreasing, ad esempio: sort(nomevettore, decreasing=tue) Se invece si desidera ordinare un data.frame secondo una delle variabili presenti il comando è order(): datiordinati<-dataframe[order(dataframe$variabile),] Il comando sort ordina le osservazioni del dataset attivo solo in ordine crescente, secondo la variabile specificata: sort variabile Si può ordinare il dataset secondo più variabili nidificate. Per scegliere se ordinare in modo crescente o decrescente: gsort -variabile Il segno meno davanti al nome della variabile indica che si desidera l'ordine descrescente. Oppure dal menù Data>>Sort>>Ascending sort (per l'ordine crescente) e Data>>Sort>>Ascending e descending sort (per poter scegliere tra ordine crescente e decrescente). Dal menù si può scegliere Dati>> Ordina casi... Il codice corrispondente è: SOT CASES BY variabile (A). (A) indica che l'ordinamento sarà crescente (ascending) ma si può scegliere che sia decrescente (D - descending) 20

21 Scheda 15 - Unione Dataset (aggiungere nuove osservazioni) Per unire in un unico dataset informazioni che vengono da dataset diversi: in questo caso per aggiungere ad un primo dataset nuove osservazioni su cui sono state rilevate le stesse variabili Supponiamo che le stesse variabili siano state rilevate su osservazioni memorizzate in diversi dataset di nome dati1, dati2, etc. DATA nuovo; SET dati1 dati2...; UN; Sia dati1 che dati2 devono essere già in formato.sas7bdat Si possono collegare informazioni memorizzate in oggetti diversi tramite il comando: rbind(dati1, dati2) Se sono data.frame occorre che le variabili abbiano lo stesso nome. Si supponga di avere caricato in memoria dati1 e di voler aggiungere le informazioni memorizzate in dati2: append using dati2 dati2 deve essere già in formato.dta Oppure dal menù Data>>Combine Datasets>>Append datasets. Dal menù Dati>>Unisci file>>aggiungi casi... che evoca una finestra in cui specificare il dataset (caricato o esterno) da aggiungere ed ulteriori dettagli riguardo alle variabili. Il codice corrispondente è: ADD FILES /FILE=* /FILE='x:\percorso\filedaaggiungere.sav'. L'asterisco (*) indica il file corrente. Un'alternativa pratica consiste nell'aggiungere dati da un dataset all'altro utilizzando semplicemente il copia-incolla delle osservazioni di interesse dopo aver aperto i dataset in due finestre. Bisogna però selezionare nel file di destinazione un'area congrua (cioè il numero di righe necessarie). 21

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