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4 Pubblicato nel novembre 2008 da Time & Mind Press Via Riccardo Sineo 7/ Torino Tutti i diritti riservati ISBN

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7 INDICE INTRODUZIONE. OBIETTIVI DELLA RICERCA... DESCRIZIONE SINTETICA DELL ATTIVITÀ DI RICERCA..... METODOLOGIA DI LAVORO ADOTTATA..... VII VII IX XI PARTE 1 - DEFINIZIONE DELLO SCENARIO 1 CONCETTO DI SVILUPPO SOSTENIBILE SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE NELL ARCHITETTURA E NEL DESIGN ECOCOMPATIBILITÀ NEL MONDO INDUSTRIALE E NEL DESIGN Life Cycle Thinking Approach Ecodesign Design per componenti ECOCOMPATIBILITÀ NEL SETTORE EDILIZIO Ciclo di vita dell edificio Edificio ecocompatibile Paradigma della complessità nella progettazione del sistema-edificio. 13 ARCHITETTURA E INDUSTRIA. PRODUZIONE INDUSTRIALE DI COMPONENTI EDILIZI Il componente edilizio Dalla prefabbricazione pesante a quella leggera Tecnologie di stratificazione a secco e uso di componenti edilizi industriali La modificazione del concetto tradizionale di cantiere e dell attività progettuale Situazione italiana ed europea. Alcuni esempi di costruzioni stratificate a secco PARTE 2 - STRUMENTI PER LA VALUTAZIONE DELL ECOCOMPATIBILITÀ. 23 CONCURRENT ECODESIGN 24 ECOTOOL METODOLOGIA DI LIFE CYCLE ASSESSMENT LCA.. 29 Metodologia di LCA in dettaglio STRUMENTI SEMPLIFICATI DI LCA. 45 INDICE - I

8 Eco-indicator Approach.. 46 Matrici di valutazione, MET Matrix LIFE CYCLE COST O TOTAL COST ASSESSMENT 53 STRATEGIE DI LIFE CYCLE DESIGN LCD. 59 SISTEMI DI GESTIONE AMBIENTALE. 69 EMAS. 70 ISO CERTIFICAZIONE ED ECO-ETICHETTATURA DI PRODOTTO. 74 TIPO I Eco-label Europeo TIPO II Auto-dichiarazione. 76 TIPO III EDP - dichiarazione ambientale di prodotto. 77 PARTE 3 ECOSOFTWARE.. 83 STRUMENTI OPERATIVI. 84 SISTEMA DI ANALISI DEI SINGOLI SOFTWARE.. 86 Scheda di esempio Athena software 89 Scheda di esempio - SimaPrò software 93 PARTE 4 - DELINEAZIONE DEI RISULTATI.. 97 TIPOLOGIE DI ECOSOFTWARE ANALYSIS SOFTWARE LCI Life Cycle Inventory software LCA Life Cycle Assessment software Abridged LCA Abridged Life Cycle Assessment software LCC Life Cycle Cost software FOCUSED ANALYSIS SOFTWARE DFA - Design For Assembly software DFL - Design For Life software DFD - Design For Disassembly software M&P- Materials and Processes selection software UTILITÀ DEGLI STRUMENTI II - INDICE

9 Utilità degli strumenti nel percorso progettuale Ipotesi di travaso e impiego degli Ecodesign software nel percorso progettuale dell edificio. 121 Tipologie di utenza a cui sono destinati gli strumenti software CONSIDERAZIONI ECONOMICHE EFFETTI AMBIENTALI. 129 DATABASE A CONFRONTO Rilevanza rispetto al settore edilizio Importazione dati da altri database o applicazioni. 141 Esportazioni dati in altre applicazioni Inserimento dati specifici relativi all oggetto indagato o ad uno specifico settore merceologico Possibilità di acquistare dati aggiuntivi inerenti altri settori merceologici Dati espressi secondo i mix energetici caratteristici dei diversi paese Indicazioni sulla qualità dei dati MATRICE SINERGICO COMPARATIVA CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE BIBLIOGRAFIA RAGIONATA 163 INDICE - III

10 ELENCO DELLE ILLUSTRAZIONI PARTE 1: DEFINIZIONE DELLO SCENARIO Fig. 1 Aspetti caratterizzanti il settore delle costruzioni oggi Fig. 2 Schema rappresentativo del sistema-prodotto Fig. 3 Confronto tra ciclo di vita del sistema-prodotto e del sistema-edificio Fig. 4 Ciclo di vita del sistema-edificio Fig. 5 La flessibilità tecnologica dell edificio Fig. 6 Esempi di edifici costruiti con la tecnologia stratificata a secco PARTE 2: STRUMENTI PER L ECOCOMPATIBILITÀ Fig. 7 Schema concettuale del Concurrent Ecodesign Fig. 8 Distinzione degli Ecotool in teorici e operativi Fig. 9 Le quattro fasi della procedura di LCA Fig. 10 Schema procedurale di LCA: definizione degli obiettivi Fig. 11 Schema procedurale di LCA: analisi di inventario, LCI Fig. 12 Modalità di raccolta dei dati energetici raccolti durante la fase d inventario Fig. 13 Schema procedurale di LCA: analisi degli impatti, LCIA Fig. 14 Indicatori di categoria dei principali effetti ambientali considerati in un analisi di LCA Fig. 15 Esempio di conversione delle emissioni rilevate da un processo in emissioni equivalenti di CO 2. Fig. 16 Principali sistemi di valutazione adottabili durante la fase di LCIA in un analisi di LCA Fig. 17 Schema procedurale di LCA: individuazione aree di miglioramento Fig. 18 Descrizione dei principali effetti ambientali Fig. 19 Procedura di calcolo di un Eco-indicator Fig. 20 Cinque archetipi del comportamento umano secondo la teoria di Thompson Fig. 21 Tre archetipi e relativi giudizi di valore assunti nel metodo degli Eco-indicator Fig. 22 MET Matrix: esempio di matrice per l analisi della fase di produzione Fig. 23 MET Matrix: valutazione dell intero ciclo di vita Fig. 24 Diverse tipologie di costo considerate in un analisi di LCC Fig. 25 Strategie di LCD e fasi del ciclo di vita del sistema-prodotto Fig. 26 Interazioni tra guidelines di LCD e fasi del ciclo di vita del sistema-prodotto Fig. 27 Interazioni tra guidelines di LCD e fasi del ciclo di vita del sistema-edificio Fig. 28 Schema organizzativo di un Sistema di Gestione Ambientale (SGA) Fig. 29 EMAS e ISO a confronto Fig. 30 Caratteristiche distintive delle tre diverse tipologie di certificazione di prodotto Fig. 31 Logo Eco-label Fig. 32 Logo EPD Fig. 33 Schema riassuntivo dei principali strumenti teorici applicabili al processo edilizio IV - INDICE

11 PARTE 3: ECOSOFTWARE Fig. 34 Ecosoftware tratti dai diversi contesti geografici Fig. 35 Scheda tipo impiegata per l analisi dei diversi ecosoftware esaminati PARTE 4: DELINEAZIONE DEI RISULTATI Fig. 36 Schema concettuale impiegato per la delineazione dei risultati articolati nella matrice sinergico - comparativa finale Fig. 37 Classificazione degli ecosoftware in due categorie, Analysis software e Focused Analysis software, contraddistinte da diverse tipologie di strumenti all interno di ognuna Fig. 38 Classificazione degli Analysis software Fig. 39 Classificazione dei Focused Analysis software Fig. 40 Schema del Process Design Fig. 41 Utilità nel Process Design Fig. 42 Ipotesi di travaso degli strumenti di Ecodesign nel Process Design dell edificio Fig. 43 Analisi dei diversi tipi di utenti che possono trarre utilità dalle analisi condotte dagli ecosoftware Fig. 44 Tipologie e sistemi di valutazione economica degli ecosoftware Fig. 45 Sistemi di valutazione degli effetti ambientali adottati dagli ecosoftware Fig. 46 Correlazione sistemi di valutazione-effetti ambientali sulle diverse scale Fig. 47 Correlazione ecosoftware-effetti ambientali sulle diverse scale Fig. 48 Database e relative fonti annessi ai software Fig. 49 Dati inclusi all interno dei database dei software Fig. 50 Confronto tra i database annessi agli ecosoftware Fig. 51 Criteri su cui si articolano i dati espressi secondo lo SPOLD Format Fig. 52 Legenda della matrice sinergico - comparativa finale Fig. 53 Matrice sinergico - comparativa finale che illustra i principali fattori caratterizzanti i diversi software in relazione a tutte le fasi del ciclo di vita dell edificio. Fig. 54 Matrice sinergico - comparativa relativa alla fase di pre-produzione dell edificio Fig. 55 Matrice sinergico-comparativa relativa alla fase di produzione fuori opera dell edificio Fig. 56 Matrice sinergico-comparativa relativa alla fase di produzione in opera dell edificio Fig. 57 Matrice sinergico-comparativa relativa alla fase di vita utile dell edificio Fig. 58 Matrice sinergico-comparativa relativa alla fase di vita utile dei componenti costituenti l edificio Fig. 59 Matrice sinergico-comparativa relativa alla fase di fine vita dell edificio Fig. 60 Matrice sinergico-comparativa relativa alla fase di fine vita dei componenti costituenti l edificio INDICE - V

12 VI - INDICE

13 INTRODUZIONE OBIETTIVI DELLA RICERCA La presente ricerca è nata dalla volontà di completare un precedente studio, la cui finalità era quella di aumentare la consapevolezza ambientale durante la progettazione ordinaria, in quanto la necessità di armonizzare le esigenze abitative e i conseguenti criteri di qualità architettonica con i fragili equilibri dell ecosistema, è un tema che solo negli ultimi anni si è posto come prioritario nella cultura del progetto e che, di conseguenza, sia a livello tecnologico che architettonico molti sono ancora gli aspetti da approfondire 1. Condividendo questa finalità, obiettivo generale di questo lavoro di ricerca è stato allora quello di sperimentare nuove forme di ibridazione culturale tra Ecodesign e Architettura, con lo scopo di individuare i punti di contatto concettuali tra le due culture e traslare in concreto da un campo all altro, strumenti e metodologie, utili ai fini del perseguimento dello Sviluppo Sostenibile. Il mondo industriale, e di conseguenza anche quello del disegno industriale, è stato uno dei primi settori in cui è stata affrontata la questione ambientale. Anche se spesso spinti principalmente da motivi economici, nel mondo dell industria da alcuni anni infatti si cerca di perseguire una maggiore ecoefficienza nei processi di produzione e di realizzare prodotti maggiormente ecocompatibili, rendendo possibile la diffusione ed il consolidamento di approcci, competenze e strumentazioni atte a questo controllo. Approcci e strumenti, che, sono diventati un punto di riferimento anche per altri settori e i cui benefici derivanti dal loro impiego ci inducono a verificarne una loro possibile applicazione anche nel settore delle costruzioni, dove invece si ritiene che sia ancora ridotto il numero delle sperimentazioni a cui fare riferimento e quello delle strumentazioni da utilizzare per il controllo degli impatti energetico-ambientali dell edificio. A questo scopo si pensa che per estendere la diffusione dei principi dello sviluppo sostenibile all ambito edilizio, discipline quali, Architettura, Tecnologia, Scienza Ambientali ed Industriali potrebbero sviluppare, a fianco delle operazioni di cooperazione già in atto, forme inedite di dialogo e di interazione 2. A complicare questo trasferimento di know-how, c è però il fatto che l edificio, a differenza del prodotto industriale, è un prodotto unico, come unici sono i processi che di volta in volta portano alla sua costruzione, rendendo complessa l applicazione di questi strumenti che invece per il loro impiego necessitano invece di procedure realizzative comuni e standardizzate. Alla luce di queste considerazioni, i componenti edilizi, possono allora assumere un ruolo centrale, diventando il potenziale fulcro, attorno a cui ruotare il perseguimento della sostenibilità architettonica, il trait d union tra mondo dell edilizia e quello della produzione industriale. Essi di fatto costituiscono l anello di congiunzione tra le scelte espressive frutto dell attività progettuale e la realtà della produzione industriale disponibile sul mercato. 1. LANZAVECCHIA, C., Ciclo di vita dell edificio e sostenibilità ambientale. Il possibile ruolo degli elementi componenti ottenuti da post-produzione, della progettazione edilizia per disassemblaggio e del possibile riuso/reimpiego di interi edifici o di alcune parti di esse, tesi di ricerca presso il Dottorato di ricerca in Tecnologia dell Architettura e dell Ambiente, XIV ciclo, Politecnico di Milano, LANZAVECCHIA, C., Op. cit. INTRODUZIONE - VII

14 Di conseguenza è lecito pensare che se i componenti edilizi non possiedono in partenza le necessarie caratteristiche di sostenibilità ambientale, nonostante un accorta attività progettuale, l edificio non potrà risultare ecocompatibile nel suo complesso. Ne consegue che i componenti edilizi, possono essere un nuovo canale di dialogo tra Architettura, Ecodesign e mondo industriale, una sorta di ponte attraverso cui veicolare, in un senso e nell altro, informazioni, approcci progettuali, metodologie e saperi. Allo stato attuale nel settore edilizio, malgrado gli esperti sottolineino l urgenza della problematica ambientale, manca ancora una metodologia unificata che sappia affrontare la questione in tutta la sua complessità. Di conseguenza, sebbene siano molti gli approcci e gli strumenti proposti, al singolo progettista (e al ricercatore) non resta che avventurarsi in territori poco battuti al fine di mettere a fuoco la problematica, tramite la raccolta e sistematizzazione di dati, strumenti, metodologie, teorie e approcci progettuali ritenuti più significativi, che possano costituire una sorta di cassetta per gli attrezzi ad uso del progettista. In coerenza con quanto detto e, sulla falsariga del Concurrent Ecodesign 3, approccio ideato nel settore dell Ecodesign per integrare la questione ambientale nel mondo industriale e produttivo ed il cui risultato concreto è stata la delineazione di una Toolbox per il progettista-designer, obiettivo specifico di questo lavoro di ricerca è stato proprio quello di sviluppare un analoga Toolbox per l architettura, che svolga la funzione di bussola orientativa per il progettista-architetto, dalla quale potrà attingere facilmente gli strumenti più adatti per l analisi delle prestazioni ambientali dei componenti edilizi, e quindi dell edificio intero, in relazione ai diversi contesti progettuali. 3. L approccio metodologico del Concurrent Ecodesign, ideato da Bistagnino, L., Lanzavecchia, C., Micheletti, G.F., è un approccio progettuale per certi aspetti ipermetodologico, finalizzato al perseguimento dell ecocompatibilità delle produzioni industriali e per questo con lo scopo dichiarato di fare dialogare e interagire retroterra culturali diversi, parametri qualitativi e quantitativi, indicatori economici ed esigenze ambientali. Per la descrizione operativa di tale approccio si rimanda ai paragrafi successivi. VIII - INTRODUZIONE

15 DESCRIZIONE SINTETICA DELL ATTIVITÀ DI RICERCA L attività di ricerca descritta in questo testo è articolata in quattro parti, corrispondenti ai quattro principali momenti in cui si è articolato il lavoro di ricerca stesso. 1. DEFINIZIONE DELLO SCENARIO: in questa prima parte sono state approfondite: le tematiche legate al concetto di sostenibilità, evidenziando come tali principi abbiano influito sia nel design che nell architettura, imponendo un cambiamento dell approccio progettuale e di considerare l oggetto progettuale durante il suo intero ciclo di vita secondo il concetto di Life Cycle Thinking; le relazioni sempre più strette tra Ecodesign e Architettura, grazie all impiego di componenti edilizi equiparabili sempre di più a veri e propri prodotti industriali, evidenziandone analogie e differenze. 2. ANALISI DEGLI ECOTOOL: una volta definito lo scenario della ricerca nella seconda parte di questa ricerca, sono stati analizzati gli Ecotool, oggetto principale di questo studio, da intendersi come gli strumenti, le metodologie e gli approcci progettuali, che agevolano il soddisfacimento dei requisiti ambientali sia nell architettura che nel design. A questo scopo è stato approfondito l approccio metodologico-progettuale del Concurrent Ecodesign, da cui si è attinto il principio ispiratore per la delineazione della cassetta degli attrezzi per l architettura, e sono stati esaminati i più diffusi Ecotool diffusi in ambito industriale, come la metodologia di valutazione di Life Cycle Assessment (LCA) nelle sue diverse forme semplificate o meno, le parallele procedure di Life Cycle Cost (LCC), le strategie e le linee guida progettuali basate sull approccio di Life Cycle Thinking e i diversi sistemi di certificazione ambientale. Strumenti e procedure, già diffusi con un certo successo in ambito industriale e che possono trovare un utile impiego anche in ambito edilizio. 3. ANALISI DEGLI ECOSOFTWARE: in questa terza parte l attenzione si è focalizzata in particolare sugli strumenti operativi, gli Ecosoftware, che derivando direttamente dalle teorie e metodologie analizzate nella seconda parte ne agevolano la loro applicazione. Gli Ecotool infatti, in coerenza con lo sviluppo informatico dei nostri tempi, hanno trovato nelle tecnologie informatiche il loro migliore modo di essere, perché consentono, in tempi abbastanza ridotti, la gestione e l elaborazione di un gran numero di dati e informazioni, quali sono quelli che entrano in gioco nelle diverse procedure di valutazione e analisi ambientale. Ponendosi nei panni del progettista, questi strumenti software possono essere un valido ausilio per la previsione e il controllo anticipato delle prestazioni di eco-compatibilità dell edificio. A questo scopo sono stati selezionati ed esaminati, sulla base di una scheda tipo comune, gli ecosoftware maggiormente diffusi e impiegati nei diversi contesti geografici, evidenziando vantaggi e svantaggi di ognuno, le cui singole schede analisi sono riportate in Appendice DELINEAZIONE DEI RISULTATI: in questa quarta e ultima parte sono riportate le considerazioni conclusive derivanti dall analisi svolta dei diversi ecosoftware indagati, dalle quali è possibile individuare quali tra questi strumenti, nati per l analisi di un prodotto industriale, possono anche essere impiegati in ambito edilizio a fianco dei pochi strumenti già presenti in questo settore. Nello specifico, in questa parte sono state svolte una serie di comparazioni tra i diversi ecosoftware, che ci consentono di individuare potenziali sinergie d uso o eventuali lacune, basate sui seguenti aspetti: sistema di classificazione adottabile per distinguere i diversi strumenti e basato sul fatto che sia considerato l intero ciclo di vita o solo alcune fasi di esso; finalità degli strumenti, evidenziando sia l utente tipo per cui sono stati sviluppati sia la loro diversa utilità nei vari momenti del Process Design; INTRODUZIONE - IX

16 sistemi di valutazione ambientale adottati, per prevedere ed individuare le prestazioni ambientali dei componenti edilizi o dell edificio stesso durante il ciclo di vita e quindi anche le conseguenze, in termini di effetti ambientali; sistemi di valutazione economica adottati o meno da questi strumenti per l analisi delle conseguenze economiche legate alle prestazioni ambientali dell oggetto di studio; database e tipologia di dati e informazioni disponibili nei diversi strumenti software analizzati. Da queste comparazioni e riflessioni conclusive è stato così possibile riassumere i caratteri peculiari visti sopra, in una matrice finale di tipo sinergico-comparativa che può essere intesa come la cassetta degli attrezzi operativi per l architettura, che ci si prefiggeva di elaborare all inizio di questo lavoro di ricerca. Comparativa perché tramite essa è infatti possibile correlare tutti i diversi ecosoftware analizzati e i loro caratteri peculiari sulla base di un unico e comune denominatore, il ciclo di vita dell edificio. Sinergica perché tramite la sua lettura è possibile individuare potenziali sinergie d uso di questi strumenti ed eventuali lacune o criticità. Lo scopo finale di questa analisi, infatti, non è tanto lo sviluppo di un ulteriore strumento, quanto piuttosto, vista la moltitudine di software già presenti, quello di fornire una bussola orientativa al progettista, che, oltre a descrivere lo stato dell arte di questi strumenti, gli indichi in che modo questi strumenti possono interagire tra loro e quali sono quelli che più si addicono al suo scopo. X - INTRODUZIONE

17 METODOLOGIA DI LAVORO ADOTTATA In mancanza di una metodologia di lavoro consolidata e per orientarsi alla ricerca di percorsi alternativi, durante il lavoro di ricerca è stato adottato un approccio allo studio in divenire, un atteggiamento di ricerca e analisi aperto alla possibilità di essere rimesso continuamente in discussione. Inoltre durante gli anni in cui è stata condotta questa ricerca di dottorato, come ulteriore metodo di validazione del lavoro svolto, si è ricorso ad un costante confronto con la comunità scientifica internazionale, partecipando ad una serie di convegni e conferenze internazionali dove è stato presentato il lavoro svolto e sono stati pubblicati nei relativi atti i diversi avanzamenti e la conclusione di questo lavoro di ricerca. Nello specifico sono state svolte presentazioni e pubblicazioni negli atti dei seguenti convegni: LMC 2005: Innovation By Life Cycle Management - 2nd International Conference on Life Cycle Management, organizzato da Catalan LCA Network and Spanish LCA Network, con la collaborazione del Centre per a l Empresa i el Medi Ambient and ALCAN, Barcelona, 5-7 settembre 2005 (platform presentation) Quantified Eco-Efficiency Analysis For Sustainability, organizzato dalla CML Leiden University (Netherlands) e dalla Kobe University (Japan), Egmond aan Zee, giugno, (platform presentation) Environmental Product Declaration, SETAC Europe 13th LCA Case Study Symposium organizzato da SETAC Europe e UNEP Life Cycle Initiative, Stuttgart, 7-8 dicembre 2006 (poster presentation) LMC From Analysis to implementation, 3rd international Conference on Life Cycle management, organizzata da ETH Zurich in collaborazione con The Journal of Life Cycle Assessment, Life Cycle Initiative, International Society for Industrial Ecology e SETAC, Zurigo, agosto (poster presentation) SB07 - Sustainable Building South Europe, sessione parallela LCA Buildings,organizzato da Environment Park Associazione Empirica Progetti in collaborazione con iisbe Italia, CNR, Politecnico di Torino e SiTi con il patrocinio di ITACA, Federal Association of the Italian Regions, Torino, 7-8 giugno La selezione di questi paper, sintesi di questo lavoro, da parte di comitati scientifici accreditati a livello internazione e la stessa partecipazione a questi convegni, è stata così colta, da parte chi scrive, come un importante occasione di verifica del lavoro svolto, ma soprattutto come un opportunità di confronto con la comunità scientifica internazionale per orientare nella maniera più corretta la direzione e gli obiettivi di questa ricerca. INTRODUZIONE - XI

18 XII - INTRODUZIONE

19 PARTE 1 DEFINIZIONE DELLO SCENARIO Prima di avventurarsi nel travaso di know-how tra il settore dell Ecodesign e quello dell Architettura degli strumenti, metodi o procedure che in qualche modo possono contribuire a migliorare le prestazioni ambientali di un componente edilizio o dell intero edificio, innanzitutto si è partiti dalla delineazione dello scenario in cui si colloca il settore dell architettura oggi. Scenario caratterizzato e influenzato dai seguenti aspetti (Fig. 1): i principi di sostenibilità ambientale: che sia nel design che nell architettura hanno introdotto l esigenza di cambiamento nell approccio culturale alla base del progetto, imponendo la necessità di ripensare i prodotti o i componenti edilizi prodotti industrialmente, se non l edificio stesso, lungo l intero loro ciclo di vita; i sempre più stretti rapporti tra industria e architettura: nel settore edilizio è una pratica sempre più diffusa l impiego di componenti o elementi edilizi, equiparabili a veri e propri prodotti industriali, che arrivano in cantiere pronti per essere assemblati tramite innovativi sistemi tecnologici di assemblaggio a secco. Di conseguenza l impiego sempre più frequente di questi componenti ci porta a considerare l edificio stesso come un sofisticato e complesso prodotto industriale, dato dalla sommatoria di una di una serie di componenti edilizi, le cui prestazioni ambientali influiranno sulle prestazioni ambientali dell intero manufatto architettonico. SETTORE EDILIZIO BUILDING LIFE CYCLE THINKING APPROACH Visione sistemica del manufatto edilizio, orientata a pianificare ogni processo del suo ciclo di vita, per soddisfare sia i requisiti tradizionali che quelli energetico-ambientali PRINCIPI DI SOSTENIBILITÀ PROCESSI INDUSTRIALI COMPONENTI EDILIZI COME PRODOTTI INDUSTRALI Componenti che arrivano in cantiere come prodotti finiti o semifiniti, pronti per la loro messa in opera e che, una volta assemblati con altri, costituiscono elementi tecnici e unità tecnologiche Compostaggio Trattamento acque Riciclaggio Incenerimento Riuso Discarica DEMOLIZIONE DISASSEMBLAGGIO PRE- PRODUZIONE Riuso Riciclaggio FINE VITA VITA UTILE PRODUZIONE FUORI OPERA PRODUZIONE IN OPERA EDIFICIO SOFISTICATO PRODOTTO INDUSTRIALE Fig. 1 Aspetti caratterizzanti il settore delle costruzioni oggi. PARTE 1: DEFINIZIONE DELLO SCENARIO - 1

20 Sotto questa luce il componente edilizio, diventa quindi il trait d union tra i due settori disciplinari, tramite il quale veicolare e trasferire le strumentazioni per il controllo delle prestazioni ambientali da un settore all altro e indurre le diverse figure coinvolte durante il processo edilizio (amministrazioni centrali e locali del territorio, produttori di componenti edilizi, imprese e i progettisti stessi) ad aderire e adottare strategie mirate al miglioramento ambientale. È bene però sottolineare, da subito che, sebbene tra edificio e prodotto esistano molte analogie, come l approccio progettuale di tipo esigenzial-prestazionale, l urgenza della questione ambientale e i rapporti sempre più stretti con il settore industriale, l ecocompatibilità di un edificio, rispetto ad un prodotto industriale, non è data solo dalle interazioni tra i diversi componenti edilizi e gli elementi tecnici che lo costituiscono, ma anche dalle interazioni che l organismo edilizio avrà nel tempo con il contesto ambientale in cui si inserisce e con gli occupanti. Solo sulla base di questi tre parametri un edificio potrà dirsi veramente eco-compatibile. 2 - PARTE 1: DEFINIZIONE DELLO SCENARIO

21 CONCETTO DI SVILUPPO SOSTENIBILE SETTORE EDILIZIO Il neologismo sostenibilità fu impiegato per la prima volta nei primi anni 80 da Lester Brown, fondatore del WorldWatch Institute, che definì una società sostenibile quella capace di soddisfare i bisogni presenti, senza compromettere la possibilità per le generazioni future di soddisfare i propri bisogni. PRINCIPI DI SOSTENIBILITÀ Alcuni anni più tardi questa definizione fu introdotta nel rapporto della Commissione Mondiale per lo Sviluppo e l Ambiente istituita dall Organizzazione delle Nazioni Unite (UNCED United Conference on Environmental and Development), denominato Our Common Future del 1987 e firmato dalla sua presidente Gro Harem Brundtland, dove con il concetto di Sviluppo Sostenibile ci si riferisce alle condizioni sistemiche per cui a livello planetario e a livello regionale, le attività umane non disturbino i cicli naturali su cui si basano più di quanto la resilienza 4 del pianeta lo permetta e, allo stesso tempo, non impoveriscano il capitale naturale 5 che verrà trasmesso alle generazioni future 6. Da questa definizione, la sostenibilità viene quindi intesa non solo come una questione morale, ma come una serie di azioni sinergiche e complesse da intraprendere, che fanno riferimento all ambito economico, a quello sociale e a quello ambientale e che rispondono alla necessità di conciliare crescita economica ed equa distribuzione delle risorse in un nuovo modello di sviluppo. Alla luce di questo principio, si è messo in discussione il nostro sistema di produzione e consumo, sottolineando l esigenza di un cambiamento anche piuttosto radicale delle nostre abitudini. Cambiamento, che coinvolge, oltre alle tematiche legate all esaurimento delle risorse e alla sopravvivenza di interi ecosistemi, anche tutta una serie di questioni come: la crescita demografica, la fornitura di cibo, il debito delle nazioni in via di sviluppo, lo sviluppo industriale, il mercato globalizzato, l ineguaglianza economica, geografica e transgenerazionale nella distribuzione e nella disponibilità dei beni e delle risorse. In altri termini perseguire un modello di sviluppo sostenibile significa andare molto al là dello specifico campo di azione delle attività progettuali, sino ad interfacciarsi con gli aspetti socio-economici della nostra società e del nostro modo di vivere, in modo trasversale e in una prospettiva a lunghissimo termine. Tale concetto fu così recepito nel 1992 dalla Conferenza delle Nazioni Unite tenutasi a Rio de Janeiro del 1992, dove si riconobbe che le problematiche ambientali dovevano essere affrontate in maniera universale coinvolgendo tutti i paesi. Durante questa conferenza venne istituita la Commissione per lo Sviluppo Sostenibile, con il mandato di elaborare indirizzi politici per le future attività e dove per la prima volta vennero dibattuti a scala internazionale questioni ambientali aventi ripercussioni su tutto il pianeta, quali l effetto serra, il degrado degli habitat naturali, il deficit idrico, l aggravamento degli squilibri abitanti/risorse, il rischio di estinzione di molte specie viventi e la eccessiva produzione di rifiuti e le problematiche connesse al loro smaltimento. Ed è in seguito all attenzione posta in questo conferenza per le questioni ambientali, che si cominciarono così a delineare programmi e politiche ambientali congiunte a livello mondiale. Come il noto protocollo di Kyoto 7, che stabilisce orientamenti comuni per le strategie industriali e comporta una revisione dei piani di sviluppo e consumo energetico dei diversi paesi industrializzati o l Agenda 21, cioè il 4. La Resilienza di un ecosistema è la sua capacità di subire un azione di disturbo senza uscire irreversibilmente dalla condizione di equilibrio. Lo stesso concetto esteso al Pianeta conduce all idea che il sistema naturale sul quale si fonda l attività umana abbia dei limiti di resilienza, oltre i quali iniziano degli irreversibili fenomeni di degrado. 5. Per capitale naturale si intende l insieme delle risorse non rinnovabili e delle capacità sistemiche dell ambiente di riprodurre le risorse rinnovabili, comprendendo anche la varietà delle specie viventi sul Pianeta. 6. LANZA, A, Lo sviluppo sostenibile, il Mulino, Bologna Il protocollo di Kyoto fu redatto durante la Conferenza delle Nazioni Unite del In questo documento vengono fissati degli obiettivi internazionali per la diminuzione dei gas serra nell atmosfera ritenuti responsabili del riscaldamento globale del pianeta (noto come effetto serra). Obiettivi di riduzione non inferiori al 5,2% nel periodo , rispetto alle emissioni rispettivamente registrate negli stessi paesi nel 1990 (considerato come anno base). Tuttavia ad oggi il protocollo, sebbene sia stato ratificato da più di 55 nazioni che producono più del 55% di emissioni inquinanti, non è ancora stato sottoscritto da paesi come gli Stati Uniti, che lo considerano non PARTE 1: DEFINIZIONE DELLO SCENARIO - 3

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