Le bonifiche ambientali dei siti nucleari e la gestione dei rifiuti radioattivi. Sintesi degli interventi

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Le bonifiche ambientali dei siti nucleari e la gestione dei rifiuti radioattivi. Sintesi degli interventi"

Transcript

1 Le bonifiche ambientali dei siti nucleari e la gestione dei rifiuti radioattivi Sintesi degli interventi

2 Le bonifiche ambientali dei siti nucleari e la gestione dei rifiuti radioattivi Sintesi degli interventi Martedì 13 Marzo 2012 Università Politecnico di Milano - Campus Bovisa Sala 009 Dipartimento di energia Via Lambruschini, 4 - Milano 2

3 Indice Introduzione Mario MARIANI Coordinatore della Sezione di Ingegneria Nucleare Ce.S.N.E.F., Politecnico di Milano..p.4 Missione del Gruppo Sogin: indicatori economici, Parco Tecnologico e Deposito Nazionale Giuseppe NUCCI Amministratore Delegato, Sogin....p.5 Il quadro dei rifiuti radioattivi in Italia Giorgio TRENTA Presidente, AIRM......p.8 Il decommissioning degli impianti nucleari e la gestione dei rifiuti radioattivi: la prospettiva Internazionale Ivo TRIPPUTI Chairman, OECD/NEA/CPD.p.15 Claudio PESCATORE Membro, OECD/NEA.....p.23 Le competenze di Nucleco Sandro RIZZO Responsabile Gestione sito, Nucleco.p.30 3

4 Mario MARIANI Coordinatore della Sezione di Ingegneria Nucleare Ce.S.N.E.F., Politecnico di Milano Sebbene il popolo italiano per ben due volte e sempre a ridosso di due gravi incidenti si sia espresso in maniera contraria all ipotesi di produrre energia da fonte nucleare restano attive all interno del Paese importanti competenze tecnologiche e culturali sul nucleare. Lo dimostrano sia l attività del Laboratorio Energia Nucleare di EnergyLab sia il Dipartimento di Energia del Politecnico. A proposito del mantenimento dell interesse per l ingegneria nucleare e il proseguimento della formazione in questo settore, il Politecnico sta costruendo nel campus di Milano Bovisa un edificio destinato ad ospitare i laboratori tecnologici integrati di ingegneria nucleare e di processi chimici. Nascerà un edificio-laboratorio di 1500 m 2 distribuito su tre piani e un area di 2500 m 2 al piano terra che oltre all edificio-laboratorio ospiterà laboratorio-bunker per radiazioni ionizzanti e per le alte pressioni. Nello specifico, l edificio-laboratori ospiterà: la zona di radiochimica e migrazioni contaminanti, la fisica sanitaria e la radioprotezione, il bunker di irraggiamento e il bunker destinato a ospitare sorgenti di tipo neutronico e gamma, il Laboratorio per le misure di radiazione ed elettronica nucleare. 4

5 Giuseppe NUCCI Amministratore Delegato, SOGIN SpA Sogin è la Società di Stato incaricata della bonifica ambientale dei siti nucleari italiani e della gestione e messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi provenienti dalle attività medico-sanitarie, industriali e di ricerca. È impegnata nella più grande opera di bonifica ambientale nella storia d Italia per garantire la sicurezza dei cittadini, salvaguardare l ambiente e tutelare le generazioni future. Oltre alle quattro centrali nucleari di Trino, Caorso, Latina e Garigliano e all impianto Fabbricazioni Nucleari di Bosco Marengo, Sogin gestisce gli impianti Enea di Saluggia, Casaccia e Rotondella. Ha, inoltre, il compito di localizzare, realizzare e gestire il Parco Tecnologico, comprensivo del Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi. La Società, interamente partecipata dal Ministero dell Economia e delle Finanze, opera in base agli indirizzi strategici del Governo italiano. Sogin, operativa dal 2001, diventa Gruppo nel 2004 con l acquisizione della quota di maggioranza, del 60%, della società Nucleco, l operatore nazionale incaricato della raccolta, del condizionamento e dello stoccaggio temporaneo dei rifiuti e delle sorgenti radioattive provenienti dalle attività medico-sanitarie e di ricerca scientifica e tecnologica. Le 900 persone che costituiscono il Gruppo, selezionate e formate secondo standard di eccellenza, rappresentano il più significativo presidio di competenze professionali nella bonifica ambientale degli impianti nucleari e nella gestione dei rifiuti radioattivi. La bonifica ambientale di un sito nucleare rappresenta l ultima fase del suo ciclo di vita. Questa attività viene definita decommissioning parola che riassume le operazioni di allontanamento del combustibile nucleare, di decontaminazione e smantellamento delle strutture e di gestione e messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi, in attesa del loro trasferimento al Deposito Nazionale. L obiettivo dei lavori di bonifica di un sito nucleare è di riportare l area a prato verde, cioè ad una condizione priva di vincoli legati alla radioattività, rendendola disponibile per il suo futuro riutilizzo. Si tratta di un attività ad alto valore sociale ed ambientale, che viene svolta con l impiego di tecnologie avanzate e nel rispetto dei più elevati standard nazionali ed internazionali per garantire la massima sicurezza in ogni fase dei lavori. Tutte le attività che Sogin svolge sono autorizzate dagli enti, locali e nazionali, preposti a sovrintendere, ciascuno per la propria competenza, allo svolgimento della bonifica ambientale dei siti e alla gestione dei rifiuti radioattivi. Il decreto liberalizzazioni, in questi giorni all attenzione del Parlamento, prevede al suo interno una norma che, se approvata, sosterrà in modo più incisivo le attività di bonifica. È infatti prevista un accelerazione degli 5

6 iter autorizzativi per i lavori sui siti, senza compromettere il rispetto di procedure e standard di sicurezza per le popolazioni e l ambiente. Negli ultimi dieci anni Sogin ha speso 1,7 miliardi di euro. Nel piano industriale , per terminare lo smantellamento e arrivare al prato verde dei siti sono previste attività per circa 4,8 miliardi di euro, comprensivi dei costi di trasferimento dei rifiuti al futuro Deposito Nazionale. Il nuovo piano intende ottimizzare tempi e costi, incrementando l efficienza delle attività di bonifica, rispetto alle risorse umane impiegate, del 150%. La stima degli investimenti previsti per la realizzazione del Parco Tecnologico, comprensivo del Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi, è pari a circa 2,5 miliardi di euro. Il lavoro di bonifica di tutti i siti nucleari terminerà entro il Nei prossimi anni verranno anticipate le demolizioni delle parti convenzionali. Un programma già avviato nell agosto del 2011 con la demolizione del pontile della centrale di Latina. Una struttura in cemento armato che si allungava in mare per 750 metri. Un risultato ottenuto tenendo il cantiere aperto 24 ore su 24, che ci ha permesso di restituire alla cittadinanza l utilizzo della costa e del tratto di mare antistante la centrale. Nel 2011, Sogin ha realizzato attività di bonifica pari a oltre due volte il valore medio del periodo , il miglior risultato da quando la Società è stata costituita. Sono state, inoltre, contrattualizzate attività per circa 123 milioni di euro, con un incremento del 53% rispetto al La percentuale dei contratti assegnati tramite gara è passata dal 34% del 2010 all 80% del 2011, con tendenza in aumento nel Sono stati ottenuti 18 milioni di risparmio nell assegnazione di lavori. Sogin svolge il proprio lavoro in maniera sostenibile e responsabile. I rapporti con gli stakeholder sono fondati sul dialogo, la condivisione degli obiettivi e la trasparenza. A tale proposito, Sogin sta sviluppando una politica di attenzione alle esigenze dei propri interlocutori avviando e consolidando un processo di coinvolgimento strutturato, che nel 2011 si è concentrato sui rapporti con le imprese. Lo scorso anno abbiamo perfezionato 15 protocolli con tutte le associazioni territoriali di categoria quali Confindustria, Api, Ance, della Lega delle Cooperative e Confcooperative interessate dai lavori di bonifica dei siti nucleari e con l Assistal, l Associazione nazionale costruttori di impianti. Alla base del lavoro della società vi è la sicurezza. Le misure e le modalità operative adottate nell ambito della protezione sanitaria, della gestione dei residui radioattivi e convenzionali e del mantenimento in sicurezza degli impianti sono in linea con i migliori standard internazionali. In tal senso, le imprese e gli operatori che a vario titolo partecipano ai lavori di bonifica dei siti nucleari devono attenersi alle prescrizioni previste. Inoltre, per garantire che le attività si svolgano ai più alti livelli di qualità e sicurezza, gli operatori economici che si qualificano per lavorare nei siti nucleari devono partecipare ad appositi corsi di formazione, organizzati presso la Scuola italiana di radioprotezione, sicurezza e ambiente di Sogin. Alle imprese che intendono partecipare alla più grande bonifica ambientale della storia italiana si offre, dunque, una specifica formazione e opportunità di partnership per 6

7 sviluppare specifiche expertise in questo settore industriale nel quale l Italia detiene un vantaggio competitivo. Smantellare bene e velocemente i siti nucleari consentirà di giocare un ruolo da protagonista sul mercato estero del decommissioning stimato nei prossimi anni in centinaia di miliardi di euro. Il nuovo contesto normativo ha affidato a Sogin la localizzazione, realizzazione e gestione del Parco Tecnologico, comprensivo del Deposito Nazionale per i rifiuti radioattivi, che amplia il perimetro aziendale. Il Deposito Nazionale permetterà di mettere in massima sicurezza i rifiuti radioattivi prodotti dalla bonifica ambientale dei vecchi impianti nucleari italiani e dalle quotidiane attività industriali, di ricerca e medico-sanitarie, che ogni anno producono circa 500 m 3 di rifiuti. Questa struttura consentirà, infatti, la sistemazione definitiva di circa 80 mila metri cubi di rifiuti di bassa e media attività e la custodia temporanea per circa 13 mila metri cubi di rifiuti di alta attività. Degli oltre 90 mila metri cubi di rifiuti il 70% proverrà dagli impianti nucleari in dismissione mentre il restante 30% dalle quotidiane attività medico-sanitarie, industriali e di ricerca. Il trasferimento dei rifiuti in un unica struttura garantirà la massima sicurezza per i cittadini e l ambiente e permetterà di completare le attività di bonifica, ottimizzando tempi e costi ed eliminando la necessità di immagazzinamento temporaneo dei rifiuti sui siti. La sua realizzazione rappresenta, dunque, una priorità per l Italia e un diritto dei cittadini. Il Deposito sarà una struttura di superficie, progettata sulla base delle migliori esperienze internazionali, e verrà realizzato all interno di un Parco Tecnologico, un centro di eccellenza con laboratori dedicati alle attività di ricerca e formazione nelle operazioni di bonifica ambientale dei siti nucleari e di gestione dei rifiuti radioattivi, che garantiranno in questo campo la necessaria trasmissione della conoscenza. La collaborazione con enti di ricerca, università e operatori industriali, sia nazionali che esteri, permetterà al Parco Tecnologico di integrarsi con il sistema economico e di ricerca. Non si tratterà, dunque, di un cimitero dei rifiuti, ma di un polo di ricerca, dotato delle più moderne tecnologie, che occuperà centinaia di tecnici altamente qualificati. In tal modo, la struttura contribuirà allo sviluppo sostenibile del territorio nel quale verrà costruita. Tutti i principali Paesi occidentali si sono dotati di depositi per rifiuti di bassa e media attività che funzionano da lungo tempo. La necessità di realizzare il Deposito Nazionale è, peraltro, riconosciuta anche dalla Direttiva Europea 2011/70 Euratom del luglio 2011, che stabilisce un quadro comunitario per la gestione responsabile e sicura del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi. Secondo l iter tracciato dalla norma, gli Stati membri devono recepire la direttiva entro agosto 2013 e comunicare alla Commissione il contenuto dei loro programmi nazionali entro agosto

8 Giorgio TRENTA Presidente, AIRM I rifiuti radioattivi possono spesso essere denominati scarti radioattivi di lavorazione e provengono, oltre che dagli impieghi energetici, da impieghi industriali, dalla ricerca, dalla sicurezza e strumentazione di sicurezza, da impieghi medici. L ENEA-DISP, oggi Ispra, aveva formulato dei criteri di classificazione dei rifiuti in base alla loro attività radioattiva. Erano state individuate tre categorie: rifiuti a bassa, intermedia ed alta attività. I rifiuti della prima categoria, a causa del basso contenuto di radionuclidi, non richiedono schermaggio durante le normali manipolazioni e il trasporto. Essi comprendono: indumenti protettivi contaminati, utensili, filtri, stracci, dispositivi medici impiegati per trattamenti sanitari e molti altri oggetti. I rifiuti della seconda categoria sono caratterizzati da un periodo di dimezzamento più lungo, richiedono uno schermaggio, ma necessitano di un modesto o nessuno accorgimento per la dissipazione del calore nel corso delle manipolazioni e del trasporto. Infine, i rifiuti della terza categoria comprendono: i rifiuti radioattivi liquidi di alta attività, contenenti principalmente prodotti di fissione o anche alcuni attinidi che vengono separati durante il riprocessamento chimico del combustibile irraggiato (rifiuto acquoso dal primo ciclo di estrazione con solvente e flussi di rifiuti combinati con essi); ogni altro rifiuto con livelli di radioattività sufficientemente elevati da generare significative quantità di calore a causa del decadimento radioattivo; combustibile spento del reattore, se è dichiarato come rifiuto. Figura 1. Classificazione dei rifiuti radioattivi (ENEA-DISP) 8

9 La IAEA ha fatto una classificazione dei rifiuti radioattivi che tiene conto non solo della loro attività ma anche di quello che potrebbe essere il loro trattamento. Questa classificazione comprende i rifiuti destinati al Deposito geologico profondo, quelli che richiedono depositi sotterranei di livello intermedio, quelli destinati a depositi superficiali e i rifiuti che possono essere direttamente smaltiti nell ambiente. Figura 2. Classificazione dei rifiuti radioattivi secondo la IAEA I rifiuti radioattivi presenti in Italia sono riconducibili a tutte le categorie citate, esse sono gestite da strutture e istituzioni differenti generando quindi una certa dispersione della radioattività nel territorio italiano. Figura 3. La disseminazione dei rifiuti radioattivi in Italia 9

10 L ente di controllo italiano, ISPRA, ha fatto una ricognizione dei rifiuti radioattivi presenti nel territorio italiano. Tabella 1. Combustibile esaurito (fonte: ISPRA - Third Italian National Report 2011) *Frazione in % non condizionato Tabella 2. Rifiuti radioattivi e combustibile esaurito 10

11 (fonte: ISPRA - Third Italian National Report 2011) *Frazione in % non condizionato Tabella 3. Rifiuti radioattivi di gestori vari (fonte: ISPRA - Third Italian National Report 2011) Accanto ai rifiuti censiti vi sono quelli provenienti da impieghi industriali. In Italia 123 aziende possiedono circa 368 strumenti radiografici contenenti circa 1000 sorgenti radioattive (Cesio, Cobalto, Ittrio, ). Altri rifiuti sono costituiti da misuratori di livello, usati anche per tarare il livello di acqua in certi recipienti o in impieghi militari, vi sono poi sorgenti parasanitarie, come parafulmini e rivelatori di fumo, ed infine sorgenti utilizzate per la sterilizzazione di materiali sanitari e presidi chirurgici. Un altra attività che produce rifiuti radioattivi è quella agroalimentare che si occupa dell irradiazione di alimenti deperibili tramite distruzione di insetti, muffe e batteri per la conservazione o per finalità antigerminative. In Italia esiste un solo impianto di questo tipo che peraltro per tutto il 2010 non è stato utilizzato. Gli acceleratori di ricerca (Dafne, Catena, CNAO, ELETTRA, etc.) non costituiscono al momento rifiuti radioattivi ma, per l elevata energia delle particelle che accelerano, producono dei neutroni che attivano le strutture circostanti rendendole radioattive. Pertanto la strumentazione e i materiali che li costituiscono, a fine esercizio, dovranno trovare un adeguata collocazione. Sempre nel campo della ricerca le attività di introspezione mineraria, tramite l utilizzo di sorgenti di Americio-Berillio, e di ricerca radiometabolica costituiscono fonti di produzione di materiale radioattivo. Al momento la fonte principale di rifiuti è costituita dall impiego medico delle radiazione, provenienti quindi dalla medicina nucleare, dalla RIA, dalla TELE- e Brachiterapia, da acceleratori lineari, betatroni e sincrotroni, ed infine sorgenti orfane o dimenticate di cui ne esistono alcuni esempi in Italia. Le materie radioattive impiegate in medicina nucleare portano un contributo determinante alla diagnosi e alla terapia di molte malattie. I radionuclidi utilizzati sono normalmente a breve e media emivita. Dopo essere state utilizzate le materie radioattive vengono trattate come rifiuti, confinate temporaneamente nel sito di utilizzo e raccolte periodicamente da società, che provvedono allo stoccaggio e allo smaltimento. 11

12 In Italia vi sono circa 220 strutture di medicina nucleare, in circa 110 delle quali viene attuata anche radioterapia metabolica. La quantità di attività che mediamente viene utilizzata settimanalmente in una unità di medicina nucleare è di circa 20 GBq. I radioisotopi provengono tutti dall estero poiché in Italia non ne vengono prodotti per questa attività. L UNSCEAR ha stabilito che nel 2008 nei paesi a standard sanitario elevato (un medico ogni 1000 abitanti circa) circa 5,1 persone su 1000 hanno subito un trattamento diagnostico con medicina nucleare. Ad esempio in Italia (un medico ogni 200 abitanti circa), già nel 1998 documenti ufficiali dell UE riportano che ben erano state sottoposte a trattamenti diagnostici nucleari. La ricerca farmacologica e biomedica utilizza radioisotopi soprattutto come traccianti, allo scopo di identificare il metabolismo o il percorso biologico di particolari molecole nel processo vitale di assimilazione. Le materie radioattive impiegate contengono frequentemente nuclidi a vita media - lunga, a bassa - media attività. Figura 4. La diagnostica in medicina nucleare La RIA (RadioImmunoAssay) è una tecnica di laboratorio utilizzata per dosare qualsiasi composto immunogenico disponibile, marcabile con radionuclidi. Possiede elevata: sensibilità (ordine dei pg/ml); specificità; precisione. 12

13 Dopo essere state impiegate, le materie radioattive vengono trattate come rifiuti, confinate temporaneamente nel sito di produzione e raccolte periodicamente da società autorizzate. Tra i rifiuti radioattivi provenienti dalla ricerca biomedica o farmacologica possono trovarsi anche carogne di animali contaminate da elementi radioattivi. La ricerca farmacologica e biomedica è svolta in un numero imprecisato di strutture (tra 50 e 100) che mediamente impiegano qualche GBq/anno di radioisotopi. La RIA (circa 60 strutture) richiede l utilizzo di qualche MBq/anno di radioisotopi. La terapia radiometabolica tratta alcune particolari patologie sfruttando specifiche caratteristiche degli isotopi radioattivi nativi o di alcuni farmaci, che vengono poi marcati con isotopi appropriati (di norma beta-emittitori emittitori puri, ma talvolta emettitori alfa o emettitori di elettroni monocromatici Auger o di conversione interna). Secondo l UNSCEAR nel 2008 sono stati svolti 0,47 trattamenti radiometabolici ogni 1000 persone. Figura 5. Patologie trattate in medicina nucleare e radionuclidi impiegati in radioterapia metabolica La PET (Positron Emission Tomography) si avvale di radioisotopi che emettono positroni che incontrando gli elettroni si annichilano emettendo raggi gamma che vengono rilevati da opportune strutture. La PET fornisce informazioni di tipo fisiologico, a differenza di TAC e RMN che invece forniscono informazioni di tipo anatomo-morfologico. La PET è usata estensivamente in oncologia clinica: per avere localizzazioni e dimensioni dei tumori; per la ricerca di metastasi; per indagini cardiologiche; per indagini neurologiche In Italia vi sono circa 100 strutture con PET (non altrettanti ciclotroni). La quantità di attività che mediamente viene utilizzata settimanalmente è di 2-3 TBq. I rifiuti che ne derivano vengono ovviamente raccolti in depositi endospedalieri in attesa di essere trasferiti in un deposito definitivo. In questo intervallo temporale ci sono rischi di 13

14 esposizione e contaminazione per i lavoratori, la popolazione (parenti, visitatori, pazienti) e l ambiente nel caso di incidente. Figura 6. Radioisotopi impiegati nella PET La teleradioterapia è un altra tecnica diagnostica nata negli anni cinquanta. Il termine indica le diverse forme di radioterapia in relazione alla distanza cui la sorgente di radiazioni si trova rispetto al paziente. Il termine, in rapporto al tipo di radiazioni impiegate, comprendeva: la telecurieterapia, la telegammaterapia e la teleroentgenterapia Fino agli anni 50, la sorgente è stato il radio, quindi sono subentrati il cobalto 60 e il cesio 137. Gli acceleratori sono successivamente divenuti le principali sorgenti di radiazioni per la radioterapia. Figura 7. Sorgenti utilizzate in passato (a sinistra) e oggi (a destra) per la teleradioterapia La brachiterapia consiste nell immettere all interno del corpo delle strutture contenenti radioisotopi, un tempo manualmente oggi tramite l utilizzo di strumentazioni che permettono una maggior protezione dalle radiazioni. 14

15 Figura 8. Brachiterapia: sorgenti utilizzate e tipologie di organi da trattare La diagnostica e la terapia medica non possono fare a meno dei radionuclidi (è la salute che lo chiede: i benefici superano i rischi). In Italia 6 o 7 soggetti autorizzati provvedono al ritiro, stoccaggio e smaltimento dei rifiuti radioattivi. I vantaggi di un sito unico sono svariati: migliori garanzie di prevenzione ( safety ); tracciabilità dei rifiuti; riduzione dei costi (trasporto, personale, etc.); semplificazione delle procedure di consegna; migliori garanzie per la security. Ivo TRIPPUTI Chairman, OECD/NEA/CPD MB Il quadro internazionale del decommissioning e delle bonifiche ambientali Il decommissioning è il processo inverso del commissioning ovvero della messa in esercizio di un impianto. In senso esteso per decommissioning si intendono anche tutte le operazioni necessarie: alla messa e mantenimento nto in sicurezza dell impianto; 15

16 alla sua decontaminazione ed al suo smantellamento (totale o parziale); fino al raggiungimento dello stato finale prestabilito, in cui il sito è bonificato da ogni vincolo radiologico. Il conseguimento di questo obiettivo passa attraverso alcune fasi principali, che richiedono competenze diverse e in molti casi di elevata specializzazione: predisposizione di un progetto organico di intervento; predisposizione di una completa analisi di sicurezza che ottimizzi anche i rischi di tipo convenzionale; richiesta delle autorizzazioni previste dalla normativa nazionale; gestione ed allontanamento del combustibile nucleare esaurito (irraggiato) presente ancora sugli impianti; caratterizzazione radiologica e chimica dell impianto; trattamento, condizionamento e avvio al deposito dei rifiuti radioattivi accumulati in fase di esercizio; decontaminazione e smantellamento delle apparecchiature, degli impianti e degli edifici; trattamento, condizionamento e avvio al deposito (se radioattivi) o allo smaltimento per via ordinaria dei materiali derivanti dalle operazioni di smantellamento; caratterizzazione, riqualificazione e rilascio del sito per altri usi. Le possibili condizioni finali di processi di decommissioning sono: Prato Verde o Green Field è la condizione finale del sito che permette il suo ritorno allo stato iniziale dal punto di vista radiologico e che ne consente l uso senza vincolo alcuno anche per usi ricreativi e residenziali; Brown Field è invece la condizione per cui il sito può essere riutilizzato a fini industriali sia di tipo nucleare che convenzionale. In questo caso devono essere mantenuti alcuni controlli e monitoraggi per assicurare il mantenimento delle condizioni di sicurezza. Il decommissioning è un attività sostanzialmente industriale in quanto è già stata svolta con successo in molti casi e in diverse tipologie di impianto. A volte è chiamata decostruzione per indicare che è un operazione di ingegneria con problematiche simili a quelle costruttive e viene gestita come un cantiere. Come tutte le attività e prodotti industriali può e deve essere migliorata sulla base dell esperienza acquisita e della ricerca. Esistono diverse tipologie di impianti che possono essere decommissionati. In Italia non sono presenti tutte le tipologie come ad esempio i reattori militari che sono al contrario numerosi nel mondo. Sogin partecipa, attraverso il G8 Global Partnership, alle attività di smantellamento dei sottomarini russi. 16

17 Secondo i dati IAEA, a marzo 2012, nel mondo è stato completato il decommisioning di 11 reattori di potenza, 431 reattori di ricerca e 172 impianti del ciclo del combustibile nucleare a riprova che il decommissioning non è un attività di ricerca e sviluppo, ma un attività industriale. In esercizio Fermati definitivamente o in decommissioning Decommissioning completato Reattori di potenza Reattori di ricerca Impianti del ciclo del combustibile nucleare n.d Tabella 4. Reattori per produzione di energia elettrica nel mondo (fonte: IAEA, Marzo 2012) Paese Numero reattori Potenza elettrica tot [MWe] Armenia Belgio 1 10 Bulgaria Canada Francia Germania Italia Giappone Kazakistan 1 52 Lituania Olanda 1 55 Russia Slovacchia Spagna Svezia Svizzera 1 6 Ukraina United Kingdom USA Total

18 Tabella 5. Reattori fermati definitivamente o in decommissioning nel mondo Il maggior numero di reattori di potenza decommissionati sono presenti nel Regno Unito (28), negli Stati Uniti (28) e in Germania (27). Le prospettive future del decommissioning mondiale vedono in testa l Europa Occidentale e il Nord America, in particolare gli Stati Uniti, per numero di reattori da smantellare. Figura 9. La dimensione del business mondiale del decommissioning (fonte: IAEA, 2011) Il numero di reattori che entrerà in decommissioning dipende dall adozione di procedure della cosiddetta life extention dei reattori da parte delle singole nazioni per cui è possibile prospettare diversi scenari. Figura 10. Numero di reattori in funzione nel mondo e da sottoporre a decommissioning tra il 2006 e il

19 La dimensione del business mondiale del decommissioning di reattori nucleari risulta comunque maggiore rispetto agli impianti di ciclo del combustibile e agli impianti di ricerca che risultano più semplici da smantellare e hanno un costo di decommissioning più basso. Nelle Figure 11 e 12 sono riportati rispettivamente alcuni esempi di decommissioning recentemente completati negli Stati Uniti e in corso in Franciaa (dove si utilizza il termine deconstruction proprio perché non si parla di brutale smantellamento, ma bensì di un opera di ingegneria). Figura 11. Decommissioning in USA, progetti terminati Esiste nei diversi paesi un ampia varietà di punti di vista sui modi e sui tempi per giungere al risultato finale, cui corrispondono diverse strategie di intervento. Esistono sostanzialmente tre strategie principali o un mix di esse: 1) Smantellamento immediato: le attività vengono sviluppate senza soluzione di continuità fino alla condizione finale; le attività vengono svolte nei tempi più brevi compatibilmente con le problematiche tecniche e con le risorse umane e finanziarie; i rifiuti radioattivi residui sono trattati, condizionati e quindi trasportati in un altro sito per lo stoccaggio temporaneo o per lo smaltimento definitivo dei rifiuti. 19

20 Lo smantellamento immediato offre il vantaggio di disporre rapidamente dell impianto e del sito per altri fini e consente di incaricare delle attività di decommissioning operatori dotati dell esperienza operativa dell impianto. 2) Custodia protettiva passiva (Safe Enclosure): vengono effettuate le operazioni di decontaminazione e smantellamento sulle parti di impianto meno contaminate e viene ridotta l impronta dell impianto; le parti residue vengono messe in condizioni ioni di sicurezza che richiedono un limitato monitoraggio; lo smantellamento definitivo avviene dopo un periodo che va da 30 a 100 anni. Nel corso del periodo di custodia il decadimento naturale riduce la quantità di materiali contaminati e radioattivi da trattare e smaltire nel corso delle successive attività di decommissioning. 3) Incapsulamento: le strutture, i sistemi e i componenti radioattivi sono racchiusi in una struttura resistente e durevole nel lungo periodo, ad esempio in calcestruzzo; la struttura risultante è poi sottoposta a un programma di manutenzione e sorvegliata permanentemente, finché il decadimento delle sostanze radioattive non consente l eliminazione dei controlli normativi; rispetto alle altre strategie, i suoi vantaggi sono collegati alla limitata quantità di lavoro necessaria per incapsulare l impianto, alla diminuzione delle dosi professionali ed alla limitata produzione di rifiuti radioattivi da smaltire. Figura 12. Decommissioning in Francia, progetti in corso 20

21 Le tecnologie, i costi, le sfide Nel decomissioning sono da considerare anche le sfide non tecniche. Il decommissioning è diverso dall esercizio dell impianto; è una combinazione di mantenimento in sicurezza dell impianto e di de-costruzione perciò occorrono capacità di gestione dei progetti e capacità di gestire fornitori ed appaltatori. I modelli organizzativi adottati sono molto vari nel mondo, da contratti chiavi in mano (USA, Energy Solutions, Zion) con utilizzazione minima del personale di impianto, a contratti chiusi per periodi di alcuni anni con uso limitato del personale di impianto (UK, NDA), a società più simili alla Sogin, che integra pienamente l ex personale di esercizio. È necessario inoltre sviluppare un programma di addestramento e riqualificazione del personale. Sul singolo sito il numero del personale tende a diminuire rispetto alla fase di esercizio e occorre ben pianificare le fasi per ridurre l impatto sociale. Occorre inoltre sviluppare un programma di motivazione del personale e di sensibilizzazione ai nuovi problemi di sicurezza in questa nuova fase dell impianto, stimolando anche la cultura della sicurezza. Occorre sviluppare e mantenere un dialogo aperto con le comunità locali e centrali, e con tutti gli altri stakeholder (come associazioni di cittadini ed ambientaliste, ecc.). È necessario garantire infine il necessario flusso di denaro per finanziare tutte le attività necessarie. Una volta che il combustibile è stato rimosso dall impianto la radioattività totale è ridotta all 1% di quella presente in esercizio. Inoltre non esistono più sistemi che operano ad alta temperatura e pressione e, quindi, sia la probabilità di un incidente che le sue potenziali conseguenze sono molto ridotti. Tuttavia: i rischi collegati alla sicurezza convenzionale aumentano considerevolmente ed alcuni aspetti di prevenzione potrebbero andare in conflitto con quelli della sicurezza nucleare; l impianto diventa un cantiere e la configurazione di impianto cambia continuamente rendendo l acquiescenza sulla prassi e la mancanza di attenzione una premessa pericolosa; i sistemi di sicurezza non sempre forniscono lo stesso livello di protezione rispetto al periodo di esercizio (modifiche in corso, riduzione delle ridondanze, ecc.); i contaminanti radioattivi possono essere diversi da quelli con cui si viene a contatto durante l esercizio; la presenza massiccia di personale di appaltatori, se non opportunamente addestrato e sensibilizzato, può creare condizioni di maggiore pericolo. In una centrale nucleare in decommissioning i rischi nucleari e radiologici sono di gran lunga inferiori a quelli ipotetici durante l esercizio dell impianto per i motivi già descritti. Tuttavia la centrale diventa un cantiere con una serie di operazioni che aumentano la necessità di porre attenzione ai rischi di tipo convenzionale come: 21

ATTIVITÀ NUCLECO PER LA GESTIONE DEI RIFIUTI RADIOATTIVI

ATTIVITÀ NUCLECO PER LA GESTIONE DEI RIFIUTI RADIOATTIVI ATTIVITÀ NUCLECO PER LA GESTIONE DEI RIFIUTI RADIOATTIVI La storia ed il territorio 1981 Costituzione della Nucleco come società per la gestione dei rifiuti radioattivi e nei servizi radiologici 1985 Incarico

Dettagli

Audizione in Commissione Industria, commercio, turismo del Senato della Repubblica Indagine conoscitiva sulla strategia energetica Nazionale

Audizione in Commissione Industria, commercio, turismo del Senato della Repubblica Indagine conoscitiva sulla strategia energetica Nazionale Audizione in Commissione Industria, commercio, turismo del Senato della Repubblica Indagine conoscitiva sulla strategia energetica Nazionale Roma, 10 luglio 2012 Sogin Sogin è la Società di Stato incaricata

Dettagli

IL DECOMMISSIONING DELLA CENTRALE DI LATINA. Latina 20 febbraio 2015

IL DECOMMISSIONING DELLA CENTRALE DI LATINA. Latina 20 febbraio 2015 1 IL DECOMMISSIONING DELLA CENTRALE DI LATINA Latina 20 febbraio 2015 Sogin 2 Sogin è la società pubblica responsabile del decommissioning degli impianti nucleari italiani e della gestione dei rifiuti

Dettagli

Sicurezza degli impianti e gestione dei rifiuti radioattivi

Sicurezza degli impianti e gestione dei rifiuti radioattivi Sicurezza degli impianti e gestione dei rifiuti radioattivi di Giancarlo Bolognini* In tutto il mondo sono state a oggi costruite e messe in funzione oltre 500 centrali nucleari; la maggior parte di esse

Dettagli

MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE DECRETO 7 agosto 2015

MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE DECRETO 7 agosto 2015 MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE DECRETO 7 agosto 2015 Classificazione dei rifiuti radioattivi, ai sensi dell'articolo 5 del decreto legislativo 4 marzo 2014, n. 45. (15A06407)

Dettagli

Data firma: 14/01/2014 Elenco dei co-firmatari dell'atto. Nominativo co-firmatario

Data firma: 14/01/2014 Elenco dei co-firmatari dell'atto. Nominativo co-firmatario ATTO CAMERA RISOLUZIONE IN COMMISSIONE CONCLUSIVA DI DIBATTITO 8/00032 Dati di presentazione dell'atto Legislatura: 17 Seduta di annuncio: del / / Firmatari Primo firmatario: BENAMATI GIANLUCA Gruppo:

Dettagli

Il progetto nazionale per la gestione dei rifiuti radioattivi

Il progetto nazionale per la gestione dei rifiuti radioattivi Il progetto nazionale per la gestione dei rifiuti radioattivi IL DEPOSITO NAZIONALE PER LO SMALTIMENTO DEI RIFIUTI RADIOATTIVI: ASPETTI GEOLOGICI ED AMBIENTALI FABIO CHIARAVALLI Direttore Deposito Nazionale

Dettagli

RADIAZIONI IONIZZANTI: origine, prevenzione dai rischi e impieghi

RADIAZIONI IONIZZANTI: origine, prevenzione dai rischi e impieghi 1 Irraggiamento derrate alimentari Somministrazione di radiazioni a prodotti alimentari (dosi minori rispetto alla sterilizzazione dei presidi medici) Inibisce la germinazione e ritarda il processo di

Dettagli

Smantellamento degli impianti nucleari e gestione dei rifiuti radioattivi

Smantellamento degli impianti nucleari e gestione dei rifiuti radioattivi 1 Giuseppe Bolla, SOGIN 2 CONTENUTI DELLA PRESENTAZIONE Centrali ed impianti nucleari oggi presenti in Italia Cos è il decommissioning I programmi di decommissioning in altri paesi europei La gestione

Dettagli

tutela. Il richiedente deve altresì dimostrare di conoscere gli elementi essenziali della sorveglianza fisica della protezione.

tutela. Il richiedente deve altresì dimostrare di conoscere gli elementi essenziali della sorveglianza fisica della protezione. ALLEGATO V ISTITUZIONE DEGLI ELENCHI DEGLI ESPERTI QUALIFICATI E DEI MEDICI AUTORIZZATI E DETERMINAZIONE AI SENSI DEGLI ARTICOLI 78 E 88 DELLE MODALITÀ, TITOLI DI STUDIO, ACCERTAMENTO DELLA CAPACITÀ TECNICO-PROFESSIONALE

Dettagli

Incontro con i cittadini di Caorso. 14 marzo 2008

Incontro con i cittadini di Caorso. 14 marzo 2008 1 Incontro con i cittadini di Caorso 14 marzo 2008 2 Sommario Piano industriale Il piano industriale 2007-2011 L accelerazione Il recupero di efficienza Il modello organizzativo Il progetto sicurezza Il

Dettagli

I SISTEMI DI RADIOPROTEZIONE NELLA STRUTTURA DI MEDICINA NUCLEARE

I SISTEMI DI RADIOPROTEZIONE NELLA STRUTTURA DI MEDICINA NUCLEARE Ufficio Stampa I SISTEMI DI RADIOPROTEZIONE NELLA STRUTTURA DI MEDICINA NUCLEARE VALUTAZIONE DEL RISCHIO E STRATEGIE PER RIDURLO In generale, la somministrazione di materiale radioattivo a pazienti sottoposti

Dettagli

RADIAZIONI IONIZZANTI

RADIAZIONI IONIZZANTI OBIETTIVI Determinare la presenza di materie radioattive e di macchine generatrici di radiazioni ionizzanti Sorvegliare l esposizione della popolazione a radionuclidi presenti in matrici ambientali Proteggere

Dettagli

E possibile una ripresa dell impegno nucleare in Italia?

E possibile una ripresa dell impegno nucleare in Italia? 1 E possibile una ripresa dell impegno nucleare in Italia? L organizzazione del decommissioning italiano Università Bocconi 7 maggio 2008 2 Il mercato Numero di reattori* in decommissioning 300 26 3 2

Dettagli

Elementi di risposta alle domande poste nel corso dell audizione del 10 luglio 2012

Elementi di risposta alle domande poste nel corso dell audizione del 10 luglio 2012 Elementi di risposta alle domande poste nel corso dell audizione del 10 luglio 2012 1. Sullo svolgimento di attività all estero e sui rapporti con gli operatori e gli stakeholder internazionali Le competenze

Dettagli

Gestione dei rifiuti radioattivi

Gestione dei rifiuti radioattivi Gestione dei Ing. Esperto Qualificato grado III Gestione e smaltimento dei. Obiettivi Fornire il tessuto regolatorio per la Gestione dei Rifiuti Radioattivi Fornire le linee guida base per una corretta

Dettagli

L inventario dei rifiuti radioattivi di II categoria presenti sul territorio nazionale e da conferire al deposito definitivo comprende:

L inventario dei rifiuti radioattivi di II categoria presenti sul territorio nazionale e da conferire al deposito definitivo comprende: Pag. 36 di 114 6 INVENTARIO DI II CATEGORIA 6.1 Premessa La Guida Tecnica n. 26 definisce come rifiuti di II categoria i rifiuti a bassa e media attività che contengono essenzialmente radionuclidi con

Dettagli

AGENZIA NAZIONALE PER LE NUOVE TECNOLOGIE, L ENERGIA E LO SVILUPPO ECONOMICO SOSTENIBILE - ENEA

AGENZIA NAZIONALE PER LE NUOVE TECNOLOGIE, L ENERGIA E LO SVILUPPO ECONOMICO SOSTENIBILE - ENEA AGENZIA NAZIONALE PER LE NUOVE TECNOLOGIE, L ENERGIA E LO SVILUPPO ECONOMICO SOSTENIBILE - ENEA POSITION PAPER ENEA SULLO SCHEMA DI DECRETO LEGISLATIVO RECANTE ATTUAZIONE DELLA DIRETTIVA 2011/70 EURATOM

Dettagli

Il Decommissioning. degli Impianti Nucleari. Si può, ed è stato fatto

Il Decommissioning. degli Impianti Nucleari. Si può, ed è stato fatto Il Decommissioning degli Impianti Nucleari Si può, ed è stato fatto La notevole esperienza internazionale acquisita negli ultimi venti anni dimostra che gli impianti nucleari possono essere disattivati

Dettagli

SEGNALAZIONE 416/2014/I/EEL

SEGNALAZIONE 416/2014/I/EEL SEGNALAZIONE 416/2014/I/EEL SEGNALAZIONE AL GOVERNO E AL PARLAMENTO IN MATERIA DI COPERTURA DEI COSTI CONNESSI ALLA MESSA IN SICUREZZA DEI RIFIUTI RADIOATTIVI NON DI PERTINENZA DELL ATTUALE PERIMETRO DEGLI

Dettagli

Paleontologia. Archeologia. Radioisotopi. Industria. Biologia. Medicina

Paleontologia. Archeologia. Radioisotopi. Industria. Biologia. Medicina Paleontologia Industria Radioisotopi Archeologia Medicina Biologia I radioisotopi I radioisotopi (o radionuclidi), sono dei nuclidi instabili che decadono emettendo energia sottoforma di radiazioni, da

Dettagli

RADIAZIONI IONIZZANTI: origine, prevenzione dai rischi e impieghi. RADIAZIONI IONIZZANTI Origine, prevenzione dai rischi e impieghi

RADIAZIONI IONIZZANTI: origine, prevenzione dai rischi e impieghi. RADIAZIONI IONIZZANTI Origine, prevenzione dai rischi e impieghi RADIAZIONI IONIZZANTI Origine, prevenzione dai rischi e impieghi RADIAZIONI IONIZZANTI e rischi connessi 2 La struttura dell atomo nucleo elettrone protone neutrone 3 Numero di protoni (e di elettroni)

Dettagli

Valutazione dei rischi ai sensi del D.Lgs. 81/08 connessi con la Radioprotezione dalle radiazioni ionizzanti

Valutazione dei rischi ai sensi del D.Lgs. 81/08 connessi con la Radioprotezione dalle radiazioni ionizzanti Valutazione dei rischi ai sensi del D.Lgs. 81/08 connessi con la Radioprotezione dalle radiazioni ionizzanti Luca Moro Servizio di Fisica Sanitaria, Fondazione Salvatore Maugeri - IRCCS, Pavia Il ruolo

Dettagli

Struttura Complessa Fisica Sanitaria

Struttura Complessa Fisica Sanitaria Struttura Complessa Fisica Sanitaria DIPARTIMENTO AD ATTIVITA INTEGRATA DI DIAGNOSTICA PER IMMAGINI Direttore: prof.ssa Maria Assunta Cova STRUTTURA COMPLESSA DI FISICA SANITARIA Direttore: dott. Mario

Dettagli

LE RADIAZIONI. E = h. in cui è la frequenza ed h una costante, detta costante di Plank.

LE RADIAZIONI. E = h. in cui è la frequenza ed h una costante, detta costante di Plank. LE RADIAZIONI Nel campo specifico di nostro interesse la radiazione è un flusso di energia elettromagnetica o di particelle, generato da processi fisici che si producono nell atomo o nel nucleo atomico.

Dettagli

Standard di sicurezza e nuove frontiere tecnologiche per l energia nucleare

Standard di sicurezza e nuove frontiere tecnologiche per l energia nucleare FRANCESCO TROIANI, ENEA. Signor presidente, per prima cosa voglio rivolgere un doveroso saluto da parte del presidente dell ENEA, il professor Luigi Paganetto, che non può essere qui per via di altri impegni

Dettagli

Disattivazione e Smantellamento

Disattivazione e Smantellamento Gestione dei Rifiuti Radioattivi OECD Disattivazione e Smantellamento degli Impianti Nucleari Stato dell arte, strategie, problematiche N U C L E A R E N E R G Y A G E N C Y Gestione dei Rifiuti Radioattivi

Dettagli

Ambiente e territorio

Ambiente e territorio Ambiente e territorio I vantaggi del nucleare A parità di elettricità prodotta, l'energia nucleare viene considerata una delle risorse a minor impatto ambientale. Infatti, non è fonte di emissioni inquinanti,

Dettagli

LA RADIOATTIVITA AMBIENTALE:

LA RADIOATTIVITA AMBIENTALE: LA RADIOATTIVITA AMBIENTALE: PRINCIPALI ASPETTI ED ELEMENTI DI CONOSCENZA TERRITORIALE Daniela de Bartolo Settore Aria ed Agenti Fisici U.O. Agenti Fisici ed Energia ARPA Lombardia Sede Centrale Viale

Dettagli

1 - IL REGIME AUTORIZZATIVO PER LE INSTALLAZIONI CHE IMPIEGANO RADIAZIONI IONIZZANTI

1 - IL REGIME AUTORIZZATIVO PER LE INSTALLAZIONI CHE IMPIEGANO RADIAZIONI IONIZZANTI 1 - IL REGIME AUTORIZZATIVO PER LE INSTALLAZIONI CHE IMPIEGANO RADIAZIONI IONIZZANTI La normativa di riferimento in materia di protezione contro i rischi derivanti dalle radiazioni ionizzanti è rappresentato

Dettagli

Le macchine radiogene sono apparecchiature in grado di produrre ed emettere radiazioni ionizzanti, tipicamente raggi X.

Le macchine radiogene sono apparecchiature in grado di produrre ed emettere radiazioni ionizzanti, tipicamente raggi X. Macchine radiogene Le macchine radiogene sono apparecchiature in grado di produrre ed emettere radiazioni ionizzanti, tipicamente raggi X. Analogamente ad una lampadina che emette luce solamente quando

Dettagli

Breve excursus sulla recente normativa in materia di energia nucleare

Breve excursus sulla recente normativa in materia di energia nucleare Francesca Scardina Università di Palermo f.scardina@libero.it Data di pubblicazione: 21 dicembre Rivista di Diritto dell Economia, dei Trasporti e dell Ambiente Francesca Scardina Breve excursus sulla

Dettagli

Approvvigionamento radiofarmaci e gestione dei rifiuti. Vincenzo Rizzo AORN S G Moscati AV

Approvvigionamento radiofarmaci e gestione dei rifiuti. Vincenzo Rizzo AORN S G Moscati AV Approvvigionamento radiofarmaci e gestione dei rifiuti Vincenzo Rizzo AORN S G Moscati AV LEGGE 31 gennaio 1983, n. 25 (Gazz. Uff. n. 38-9 febbraio 1983) ART.8 3) Servizio di medicina nucleare I tecnici

Dettagli

GESTIONE DEI RIFIUTI RADIOATTIVI

GESTIONE DEI RIFIUTI RADIOATTIVI GUIDA TECNICA N. 26 GESTIONE DEI RIFIUTI RADIOATTIVI I. INTRODUZIONE I.1 Premessa I principi fondamentali a cui si deve far riferimento per la gestione dei rifiuti radioattivi sono quelli della protezione

Dettagli

RADIAZIONI RADIAZIONI IONIZZANTI RADIAZIONI IONIZZANTI

RADIAZIONI RADIAZIONI IONIZZANTI RADIAZIONI IONIZZANTI RADIAZIONI Le radiazioni ionizzanti sono quelle onde elettromagnetiche in grado di produrre coppie di ioni al loro passaggio nella materia (raggi X, raggi gamma, raggi corpuscolari). Le radiazioni non

Dettagli

Organizzazione della radioprotezione Dott.ssa Alessandra Bernardini

Organizzazione della radioprotezione Dott.ssa Alessandra Bernardini Organizzazione della radioprotezione Dott.ssa Alessandra Bernardini 1 Compiti e responsabilità L organizzazione della radioprotezione è strutturata in modo da distribuire alle varie figure di riferimento

Dettagli

PET. Radionuclidi più utilizzati nella PET. Elemento prodotto T 1/2 in minuti primi B5 20 C6 10 N7 2 F 9 O8 110

PET. Radionuclidi più utilizzati nella PET. Elemento prodotto T 1/2 in minuti primi B5 20 C6 10 N7 2 F 9 O8 110 PET L acronimo PET sta per Positron Emission Tomography. Come per la SPECT, anche in questo caso si ha a che fare con una tecnica tomografica d indagine di tipo emissivo in quanto la sorgente di radiazione

Dettagli

PERCHÉ IL NUCLEARE È NECESSARIO

PERCHÉ IL NUCLEARE È NECESSARIO PERCHÉ IL NUCLEARE È NECESSARIO Il referendum del 1987, che ha determinato l uscita dell Italia dal nucleare, è costato all Italia oltre 50 miliardi di euro, soprattutto per la trasformazione e lo smantellamento

Dettagli

La questione dei rifiuti radioattivi in Italia Vent anni dopo

La questione dei rifiuti radioattivi in Italia Vent anni dopo Allegato 1 Tratto da l Astrolabio Newsletter degli Amici della Terra La questione dei rifiuti radioattivi in Italia Vent anni dopo Roberto Mezzanotte Sono passati quasi venti anni da quando l ANPA, all

Dettagli

Rifiuti radioattivi derivanti da situazioni incidentali relative alla fusione di sorgenti orfane. Ing. Pietro Bitonti APAT Ing. Sandro Rizzo NUCLECO

Rifiuti radioattivi derivanti da situazioni incidentali relative alla fusione di sorgenti orfane. Ing. Pietro Bitonti APAT Ing. Sandro Rizzo NUCLECO Rifiuti radioattivi derivanti da situazioni incidentali relative alla fusione di sorgenti orfane. Ing. Pietro Bitonti APAT Ing. Sandro Rizzo NUCLECO Produzione, gestione e confinamento dei rifiuti radioattivi

Dettagli

La radioattività e la datazione al radio-carbonio

La radioattività e la datazione al radio-carbonio 1 Espansione 2.2 La radioattività e la datazione al radio-carbonio Henry Becquerel. I coniugi Pierre e Marie Curie. La radioattività La radioattività è un fenomeno naturale provocato dai nuclei atomici

Dettagli

attività lavorative sorgenti di radiazioni naturali

attività lavorative sorgenti di radiazioni naturali Per una presentazione più dettagliata della tematica del radon, presentiamo un contributo di Flavia Groppi, che incomincia con l attuale regolamentazione: La normativa Italiana di Radioprotezione, in attuazione

Dettagli

Presidente NUCLECO S.p.A. ENEA: Assistente Scientifico del Direttore del Dipartimento Fusione, Tecnologie e Presidio Nucleare

Presidente NUCLECO S.p.A. ENEA: Assistente Scientifico del Direttore del Dipartimento Fusione, Tecnologie e Presidio Nucleare 1 Politecnico di Milano L ENERGIA NUCLEARE: PROBLEMI E POTENZIALITA Materiali radioattivi Francesc esco o Troiani Presidente NUCLECO S.p.A. ENEA: Assistente Scientifico del Direttore del Dipartimento Fusione,

Dettagli

PRODUZIONE DI ENERGIA DA FONTE FOSSILE E NUCLEARE

PRODUZIONE DI ENERGIA DA FONTE FOSSILE E NUCLEARE PRODUZIONE DI ENERGIA DA FONTE FOSSILE E NUCLEARE Ing. Mauro Venturini Ing. Mauro Venturini Dipartimento di Ingegneria Sommario Produzione di energia da fonte fossile Impianti a vapore d acqua Turbine

Dettagli

Requisiti Specifici per l accreditamento delle Strutture di Fisica Sanitaria

Requisiti Specifici per l accreditamento delle Strutture di Fisica Sanitaria 8.25 Requisiti Specifici per l accreditamento delle Strutture di Fisica Sanitaria 1 Premessa Nell ambito dell Azienda Sanitaria il Servizio di Fisica Sanitaria è una struttura che svolge attività specialistiche

Dettagli

COMUNE DI TRIESTE AREA SERVIZI DI DIREZIONE GENERALE E PROTEZIONE CIVILE

COMUNE DI TRIESTE AREA SERVIZI DI DIREZIONE GENERALE E PROTEZIONE CIVILE COMUNE DI TRIESTE AREA SERVIZI DI DIREZIONE GENERALE E PROTEZIONE CIVILE INFORMAZIONE PER LA POPOLAZIONE IN CASO DI SOSTA DI NAVI MILITARI A PROPULSIONE NUCLEARE Trieste, Luglio 2007 INFORMAZIONE PER LA

Dettagli

Dott. Mario Maina Medico Chirurgo Specialista in Medicina del Lavoro Medico Autorizzato in Radioprotezione. Dott. Mario Maina

Dott. Mario Maina Medico Chirurgo Specialista in Medicina del Lavoro Medico Autorizzato in Radioprotezione. Dott. Mario Maina Medico Chirurgo Specialista in Medicina del Lavoro Medico Autorizzato in Radioprotezione La Radioprotezione è quella disciplina che si occupa della protezione dei lavoratori e della popolazione dalle radiazioni

Dettagli

IL RISCHIO NUCLEARE. Il rischio nucleare deriva dalla propagazione di radiazioni ionizzanti nell'aria, emanate da sostanze

IL RISCHIO NUCLEARE. Il rischio nucleare deriva dalla propagazione di radiazioni ionizzanti nell'aria, emanate da sostanze IL RISCHIO NUCLEARE Il rischio nucleare deriva dalla propagazione di radiazioni ionizzanti nell'aria, emanate da sostanze radioattive o in seguito a esplosioni di centrali o armi nucleari. L'esposizione

Dettagli

Che cos'è il radon? Il gas radon è rilevabile con i sensi?

Che cos'è il radon? Il gas radon è rilevabile con i sensi? Che cos'è il radon? Il Radon è un gas inodore e incolore presente in natura. Il suo isotopo (atomo di uno stesso elemento chimico con numero di protoni fisso e numero di neutroni variabile) 222Rn è radioattivo

Dettagli

TECNICO SUPERIORE PER I SISTEMI DI RACCOLTA E SMALTIMENTO DEI RIFIUTI

TECNICO SUPERIORE PER I SISTEMI DI RACCOLTA E SMALTIMENTO DEI RIFIUTI SETTORE AMBIENTE TECNICO SUPERIORE PER I SISTEMI DI RACCOLTA E SMALTIMENTO DEI RIFIUTI STANDARD MINIMI DELLE COMPETENZE TECNICO PROFESSIONALI TECNICO SUPERIORE PER I SISTEMI DI RACCOLTA E SMALTIMENTO DEI

Dettagli

Decommissioning degli Impianti Nucleari

Decommissioning degli Impianti Nucleari 2004 Decommissioning degli Impianti Nucleari Si può fare ed è stato fatto Una delle preoccupazioni più diffuse in tema di produzione di energia elettrica da fonte nucleare è che la disattivazione degli

Dettagli

Relatore: Consigliere Ugo Montella. Ha collaborato per l istruttoria e l analisi gestionale il Funzionario Maria Paola Consoli

Relatore: Consigliere Ugo Montella. Ha collaborato per l istruttoria e l analisi gestionale il Funzionario Maria Paola Consoli Determinazione e relazione della Sezione del controllo sugli enti sul risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria Società gestione impianti nucleari (SO.G.I.N.) per gli esercizi 2009-2010

Dettagli

AREA ECCELLENZA RADIOATTIVITA AMBIENTALE

AREA ECCELLENZA RADIOATTIVITA AMBIENTALE AREA ECCELLENZA RADIOATTIVITA AMBIENTALE Relazione tecnica trasporti CAOR I/1-07/01 e CAOR I/2-07/02 VALUTAZIONE DELL IMPATTO RADIOLOGICO AMBIENTALE RELATIVO AL PRIMO TRASPORTO (16/12/2007) DI COMBUSTIBILE

Dettagli

Attività delle ARPA/APPA in materia di rifiuti radioattivi

Attività delle ARPA/APPA in materia di rifiuti radioattivi CONVEGNO Produzione, gestione e confinamento dei rifiuti radioattivi Piacenza 6 Dicembre 2005 Attività delle ARPA/APPA in materia di rifiuti radioattivi Flavio Trotti, Elena Caldognetto (ARPA Veneto) Rosella

Dettagli

La sicurezza delle centrali nuclear

La sicurezza delle centrali nuclear La sicurezza delle centrali nuclear Milano, 5 maggio 2011 Giuseppe Bolla, Senior Advisor Fondazione EnergyLab EnergyLab - Laboratorio dell Energia Il sistema integrato di gestione in campo nu La sicurezza

Dettagli

Applicazione dei principi e delle metodologie della Fisica alla medicina. F. Paolo Gentile FISICA MEDICA. Canale Monterano (RM)

Applicazione dei principi e delle metodologie della Fisica alla medicina. F. Paolo Gentile FISICA MEDICA. Canale Monterano (RM) F. Paolo Gentile Canale Monterano (RM) FISICA MEDICA Applicazione dei principi e delle metodologie della Fisica alla medicina 1 Chi è il Fisico medico? Il Fisico medico è una figura professionale che applica

Dettagli

VALUTAZIONI RADIOLOGICHE E PROCEDURE DI BONIFICA A SEGUITO DELLA FUSIONE DI UNA SORGENTE DI Cs-137 IN UNA FONDERIA DELLA VALLE DI SUSA

VALUTAZIONI RADIOLOGICHE E PROCEDURE DI BONIFICA A SEGUITO DELLA FUSIONE DI UNA SORGENTE DI Cs-137 IN UNA FONDERIA DELLA VALLE DI SUSA VALUTAZIONI RADIOLOGICHE E PROCEDURE DI BONIFICA A SEGUITO DELLA FUSIONE DI UNA SORGENTE DI Cs-137 IN UNA FONDERIA DELLA VALLE DI SUSA M.Magnoni, S.Bertino, F.Righino, M.Ghione, M.C.Losana, E.Chiaberto,

Dettagli

Manuale sensore di radioattività

Manuale sensore di radioattività Manuale sensore di radioattività Introduzione allo strumento Questo strumento ha la funzione di monitorare la radioattività ambientale in particolare di registrare eventuali anomalie dovute a fallout di

Dettagli

RIFIUTI RADIOATTIVI: UN PROBLEMA SOPRAVVALUTATO La gestione dei materiali

RIFIUTI RADIOATTIVI: UN PROBLEMA SOPRAVVALUTATO La gestione dei materiali QUADERNO AIN n. 4 21 mo SECOLO SCIENZA E TECNOLOGIA n. 5-2009 AIN ASSOCIAZIONE ITALIANA NUCLEARE QUADERNO N. 4 LA PERCEZIONE E LA REALTÀ SCIENTIFICA RIFIUTI RADIOATTIVI: UN PROBLEMA SOPRAVVALUTATO La gestione

Dettagli

Azienda Ospedaliera Policlinico di Tor Vergata - Roma

Azienda Ospedaliera Policlinico di Tor Vergata - Roma Azienda Ospedaliera Policlinico di Tor Vergata - Roma Corso di formazione obbligatoria sulla sicurezza e salute sui luoghi di lavoro La sicurezza ed il lavoro con le Radiazioni Ionizzanti (Art. 22, D.Lgs.

Dettagli

Risorse energetiche, consumi globali e l ambiente: la produzione di energia elettrica. Alessandro Clerici

Risorse energetiche, consumi globali e l ambiente: la produzione di energia elettrica. Alessandro Clerici Risorse energetiche, consumi globali e l ambiente: la produzione di energia elettrica Alessandro Clerici Presidente FAST e Presidente Onorario WEC Italia Premessa La popolazione mondiale è ora di 6,7 miliardi

Dettagli

Audizione di So.g.i.n Spa

Audizione di So.g.i.n Spa Audizione di So.g.i.n Spa presso le Commissioni XIII (territorio ambiente e beni ambientali) e X (Industria, commercio e turismo) del Senato della Repubblica XVII Legislatura Atto del Governo n 58 (Gestione

Dettagli

orfane Le sorgenti Il problema delle sorgenti orfane e della contaminazione dei materiali ferrosi obiettivo sicurezza ANGOLO TECNICO Renato Riggio

orfane Le sorgenti Il problema delle sorgenti orfane e della contaminazione dei materiali ferrosi obiettivo sicurezza ANGOLO TECNICO Renato Riggio Renato Riggio Le sorgenti Il problema delle sorgenti e della contaminazione dei materiali ferrosi Le sorgenti di radiazioni ionizzanti vengono utilizzate per numerose applicazioni nell industria, nella

Dettagli

Milano, 4 giugno 2015 Le politiche energetiche ambientali: nuovi obiettivi occupazionali Lavoro Formazione Sicurezza INTRODUZIONE

Milano, 4 giugno 2015 Le politiche energetiche ambientali: nuovi obiettivi occupazionali Lavoro Formazione Sicurezza INTRODUZIONE Milano, 4 giugno 2015 Le politiche energetiche ambientali: nuovi obiettivi occupazionali Lavoro Formazione Sicurezza INTRODUZIONE La liberalizzazione del mercato dell energia elettrica e del gas in Italia

Dettagli

IL RADON. Decadimento del Radon. protone Radon 222 neutrone. elettrone. radiazione alfa

IL RADON. Decadimento del Radon. protone Radon 222 neutrone. elettrone. radiazione alfa IL RADON Il Radon è un gas radioattivo presente nel suolo e nei materiali da costruzione. La presenza di Radon è legata all abbondanza di minerali radioattivi naturali nella crosta terrestre: le due forme

Dettagli

LA RADIOATTIVITA. Nel caso degli isotopi dell idrogeno: Nel caso degli isotopi del Carbonio:

LA RADIOATTIVITA. Nel caso degli isotopi dell idrogeno: Nel caso degli isotopi del Carbonio: LA RADIOATTIVITA Gli atomi di un elemento non sono in realtà tutti uguali, una piccola percentuale di essi ha un numero di neutroni differente, questi atomi si chiamano isotopi di quell elemento. Il 99,9%

Dettagli

Una rivoluzione nella diagnosi e nel trattamento del cancro: la PET

Una rivoluzione nella diagnosi e nel trattamento del cancro: la PET Una rivoluzione nella diagnosi e nel trattamento del cancro: la PET Introdotta circa tre decadi fa da Phelps e Hoffman la Tomografia ad Emissione di Positroni (PET) solo recentemente è divenuta lo strumento

Dettagli

1. B - Caratteristiche essenziali e modalità applicative del Sistema di Gestione Responsible Care

1. B - Caratteristiche essenziali e modalità applicative del Sistema di Gestione Responsible Care 1. B - Caratteristiche essenziali e modalità applicative del Sistema di Gestione Responsible Care 20 gennaio 2009 INDICE Sezione Contenuto 1. Il programma Responsible Care: scopo e campo di applicazione

Dettagli

2012 Scenari Energetici al 2040

2012 Scenari Energetici al 2040 212 Scenari Energetici al Sommario Fondamentali a livello globale 2 Settore residenziale e commerciale 3 Settore dei trasporti 4 Settore industriale 5 Produzione di energia elettrica 6 Emissioni 7 Offerta

Dettagli

LA CHIMICA IN MEDICINA NUCLEARE

LA CHIMICA IN MEDICINA NUCLEARE Parma 22 Maggio 2003 LA CHIMICA IN MEDICINA NUCLEARE Dr. Asti Mattia Servizio di Medicina Nucleare Arcispedale Santa Maria Nuova RE LA MEDICINA NUCLEARE CHE COS E : branca specialistica che si avvale dell

Dettagli

Il Protocollo Aggiuntivo Allegati 1 e 2: Attività ed apparecchiature. Ing. Giuseppe Sedda

Il Protocollo Aggiuntivo Allegati 1 e 2: Attività ed apparecchiature. Ing. Giuseppe Sedda Il Protocollo Aggiuntivo Allegati 1 e 2: Attività ed apparecchiature Ing. Giuseppe Sedda Allegato I: Attività di cui all articolo 2, lettera a, punto iv Ciascuno Stato rilascia all Agenzia.: iv) una descrizione

Dettagli

DELLA REALIZZAZIONE DI UN SISTEMA DI SORVEGLIANZA AMBIENTALE E DI INFORMAZIONE

DELLA REALIZZAZIONE DI UN SISTEMA DI SORVEGLIANZA AMBIENTALE E DI INFORMAZIONE PROTOCOLLO D INTESA TRA PROVINCIA DI PIACENZA, COMUNE DI CAORSO E AGENZIA REGIONALE PER LA PREVENZIONE E L'AMBIENTE DELL'EMILIA-ROMAGNA (ARPA) AI FINI DELLA REALIZZAZIONE DI UN SISTEMA DI SORVEGLIANZA

Dettagli

Gruppo di Fisica Medica

Gruppo di Fisica Medica Gruppo di Fisica Medica Prof. Mauro Gambaccini (stanza 307, gambaccini@fe.infn.it) Dott. Giovanni Di Domenico Dott. Michele Marziani Dott. Angelo Taibi Dott. Francesco Sisini Dott. Paolo Cardarelli Gaia

Dettagli

LA RADIOPROTEZIONE NELL AMBIENTE SANITARIO

LA RADIOPROTEZIONE NELL AMBIENTE SANITARIO LA RADIOPROTEZIONE NELL AMBIENTE SANITARIO NORME E LEGGI DI RADIOPROTEZIONE E. Richetta MASTER DI PRIMO LIVELLO PER LE FUNZIONI DI COORDINAMENTO DELLE PROFESSIONI SANITARIE In questo modulo saranno presentati

Dettagli

CAPO III PROTEZIONE DAI RISCHI CONNESSI ALL ESPOSIZIONE ALL AMIANTO Sezione I Disposizioni generali Art. 246.

CAPO III PROTEZIONE DAI RISCHI CONNESSI ALL ESPOSIZIONE ALL AMIANTO Sezione I Disposizioni generali Art. 246. CAPO III PROTEZIONE DAI RISCHI CONNESSI ALL ESPOSIZIONE ALL AMIANTO Sezione I Disposizioni generali Art. 246. Campo di applicazione 1. Fermo restando quanto previsto dalla legge 27 marzo 1992, n. 257,

Dettagli

Camera dei Deputati 17 Senato della Repubblica

Camera dei Deputati 17 Senato della Repubblica Camera dei Deputati 17 Senato della Repubblica stabilite le condizioni necessarie affinché l autorizzazione possa essere concessa: si tratta esattamente dei due criteri per i quali la direttiva europea

Dettagli

RIFIUTI RADIOATTIVI. Servizio di Fisica Sanitaria AOU di Parma. Comacchio, 23 ottobre 2009

RIFIUTI RADIOATTIVI. Servizio di Fisica Sanitaria AOU di Parma. Comacchio, 23 ottobre 2009 RIFIUTI RADIOATTIVI Servizio di Fisica Sanitaria AOU di Parma Comacchio, 23 ottobre 2009 Quadro conoscitivo Indagine sui rifiuti radioattivi prodotti nelle 17 Aziende sanitarie della Regione nel 2007,

Dettagli

Articolo 1 (Autorizzazione alla ratifica)

Articolo 1 (Autorizzazione alla ratifica) Schema di disegno di legge recante Ratifica ed esecuzione della convenzione internazionale per la repressione di atti di terrorismo nucleare, adottata a New York il 13 aprile 2005. Articolo 1 (Autorizzazione

Dettagli

Energia in Italia: problemi e prospettive (1990-2020)

Energia in Italia: problemi e prospettive (1990-2020) Energia in Italia: problemi e prospettive (1990-2020) Enzo De Sanctis Società Italiana di Fisica - Bologna Con questo titolo, all inizio del 2008, la Società Italiana di Fisica (SIF) ha pubblicato un libro

Dettagli

Accelerator-Based Neutron Capture Therapy presso i Laboratori Nazionali di Legnaro:

Accelerator-Based Neutron Capture Therapy presso i Laboratori Nazionali di Legnaro: ISTITUTO NAZIONALE DI FISICA NUCLEARE LABORATORI NAZIONALI DI LEGNARO INFN - LNL Accelerator-Based Neutron Capture Therapy presso i Laboratori Nazionali di Legnaro: previsione dei costi e dei tempi A.

Dettagli

Impianto di combustione rifiuti di stabilimento. Opuscolo informativo. Fabbrica Italiana Sintetici Stabilimento di Montecchio Maggiore (VI)

Impianto di combustione rifiuti di stabilimento. Opuscolo informativo. Fabbrica Italiana Sintetici Stabilimento di Montecchio Maggiore (VI) Impianto di combustione rifiuti di stabilimento Opuscolo informativo Fabbrica Italiana Sintetici Stabilimento di Montecchio Maggiore (VI) Impianto di combustione rifiuti stabilimento Introduzione F.I.S.

Dettagli

Norme per il risanamento dell ambiente, bonifica e smaltimento dell amianto

Norme per il risanamento dell ambiente, bonifica e smaltimento dell amianto LEGGE REGIONALE 29 settembre 2003, N. 17 Norme per il risanamento dell ambiente, bonifica e smaltimento dell amianto (BURL n. 40, 1º suppl. ord. del 03 Ottobre 2003 ) urn:nir:regione.lombardia:legge:2003-09-29;17

Dettagli

La bonifica dei materiali con amianto Incontro rivolto ai Tecnici dei Comuni

La bonifica dei materiali con amianto Incontro rivolto ai Tecnici dei Comuni La bonifica dei materiali con amianto Incontro rivolto ai Tecnici dei Comuni Piacenza, 13 novembre 2014 A cura di Marco De Marzo Dipartimento Sanità Pubblica AUSL di Piacenza La bonifica RIMOZIONE il manufatto

Dettagli

MASTER DI 1 LIVELLO IN RADIOFARMACI: GESTIONE, PREPARAZIONE E ASSICURAZIONE DI QUALITA

MASTER DI 1 LIVELLO IN RADIOFARMACI: GESTIONE, PREPARAZIONE E ASSICURAZIONE DI QUALITA MASTER DI 1 LIVELLO IN RAD ASSIC Facoltà Univer Diretto F.U. Ed. XII (D.M. 30/03/2005) in vigore dal 1 luglio 2011 Sistema di Assicurazione della Qualità un RADIOFARMACO sicuro e conforme alle specifiche

Dettagli

ADEMPIMENTI NORMATIVI PER LO STUDIO ODONTOIATRICO

ADEMPIMENTI NORMATIVI PER LO STUDIO ODONTOIATRICO ADEMPIMENTI NORMATIVI PER LO STUDIO ODONTOIATRICO 1) Impianto elettrico nello studio odontoiatrico 2) Smaltimento dei rifiuti sanitari 3) Apparecchiature radiologiche 4)Direttiva europea 93/42 conformità

Dettagli

814.501.261 Ordinanza concernente le formazioni e le attività permesse in materia di radioprotezione

814.501.261 Ordinanza concernente le formazioni e le attività permesse in materia di radioprotezione Ordinanza concernente le formazioni e le attività permesse in materia di radioprotezione (Ordinanza sulla formazione in radioprotezione) del 15 settembre 1998 (Stato 1 gennaio 2013) Il Dipartimento federale

Dettagli

Energia nucleare: convenienza economica, gas serra e liberalizzazione del mercato elettrico

Energia nucleare: convenienza economica, gas serra e liberalizzazione del mercato elettrico Energia nucleare: convenienza economica, gas serra e liberalizzazione del mercato elettrico Luigi De Paoli, Università Bocconi, Milano RITORNO AL NUCLEARE. Conviene? Risolve? Convegno promosso da Parlamentari

Dettagli

Problematiche relative alla sicurezza del condizionamento e dello stoccaggio dei rifiuti nucleari

Problematiche relative alla sicurezza del condizionamento e dello stoccaggio dei rifiuti nucleari La Trasmutazione ed i Cicli Innovativi del Combustibile Nucleare Problematiche relative alla sicurezza del condizionamento e dello stoccaggio dei rifiuti nucleari Francesco Troiani ENEA ISPESL - Roma,

Dettagli

07/04/2015 GLI SCHEMI DI CERTIFICAZIONE IN AMBITO PACKAGING PER ALIMENTI: UNI EN 15593, BRC/IOP E GMP FEFCO

07/04/2015 GLI SCHEMI DI CERTIFICAZIONE IN AMBITO PACKAGING PER ALIMENTI: UNI EN 15593, BRC/IOP E GMP FEFCO 07/04/2015 GLI SCHEMI DI CERTIFICAZIONE IN AMBITO PACKAGING PER ALIMENTI: UNI EN 15593, BRC/IOP E GMP FEFCO Perché Certificarsi Ottemperare agli obblighi di legge Soddisfare le richieste dei clienti Perché

Dettagli

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PARMA DOCUMENTO UNICO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI DA INTERFERENZE PER LA FORNITURA IN ESCLUSIVA DI AZOTO LIQUIDO, GAS TECNICI, PURI, PURISSIMI E MISCELE SPECIALI, COMPRENSIVA DEL

Dettagli

RAPPRESENTAZIONE E E GESTIONE DEL CORE KNOWLEDGE

RAPPRESENTAZIONE E E GESTIONE DEL CORE KNOWLEDGE KNOWLEDGE MANAGEMENT Seminario Tematico Università di Milano-Bicocca RAPPRESENTAZIONE E E GESTIONE DEL CORE KNOWLEDGE Stefania Bandini Dipartimento di Informatica, Sistemistica e Comunicazione Università

Dettagli

I nostri impegni per l ambiente

I nostri impegni per l ambiente I nostri impegni per l ambiente Il Sole e la Luna ha scelto di impegnarsi quotidianamente per l ambiente, puntando sull eccellenza ambientale del marchio Ecolabel europeo per ridurre gli impatti generati

Dettagli

Claudio Boldori Responsabile Segreteria Tecnica A.ATO Provincia di Cremona NORMATIVA SULLE ACQUE

Claudio Boldori Responsabile Segreteria Tecnica A.ATO Provincia di Cremona NORMATIVA SULLE ACQUE Claudio Boldori Responsabile Segreteria Tecnica A.ATO Provincia di Cremona NORMATIVA SULLE ACQUE Evoluzione della normativa sulle acque in Italia RIFERIMENTO NORMATIVO APPROCCIO ALLA TUTELA L. 319/76 Limiti

Dettagli

0.732.11. Convenzione comune sulla sicurezza dello smaltimento di combustibile esaurito e sulla sicurezza dello smaltimento di rifiuti radioattivi

0.732.11. Convenzione comune sulla sicurezza dello smaltimento di combustibile esaurito e sulla sicurezza dello smaltimento di rifiuti radioattivi Traduzione 1 0.732.11 Convenzione comune sulla sicurezza dello smaltimento di combustibile esaurito e sulla sicurezza dello smaltimento di rifiuti radioattivi Conclusa a Vienna il 5 settembre 1997 Approvata

Dettagli

E evidente che il sistema di protezione sarà diverso a seconda del tipo di esposizione. Non vi è alcun beneficio diretto dell individuo

E evidente che il sistema di protezione sarà diverso a seconda del tipo di esposizione. Non vi è alcun beneficio diretto dell individuo RISCHIO DA ESPOSIZIONE L attenzione, la valutazione e la conseguente gestione del rischio va posta con la moderna pratica clinica anche al di fuori dei reparti solitamente ritenuti a rischio di Radiazioni

Dettagli

CORSI E.N.E.A. DI FORMAZIONE ED AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE PER ENERGY MANAGERS

CORSI E.N.E.A. DI FORMAZIONE ED AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE PER ENERGY MANAGERS CORSI E.N.E.A. DI FORMAZIONE ED AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE PER ENERGY MANAGERS Ing. Sandro Picchiolutto IL SISTEMA DI GESTIONE DELL ENERGIA PREMESSE I Servizi costituiscono il 70% del PIL e della occupazione

Dettagli

AIR LIQUIDE ITALIA. Prodotti trasparenti, soluzioni chiare per crescere insieme

AIR LIQUIDE ITALIA. Prodotti trasparenti, soluzioni chiare per crescere insieme AIR LIQUIDE ITALIA Prodotti trasparenti, soluzioni chiare per crescere insieme TM Oltre la forma trasformiamo i gas dell aria in prodotti e servizi Ambiente, Sicurezza e Risorse Umane: il nostro vero capitale

Dettagli

Rapporto finale del Gruppo di Lavoro ex DM 25 Febbraio 2008 del Ministro dello Sviluppo Economico

Rapporto finale del Gruppo di Lavoro ex DM 25 Febbraio 2008 del Ministro dello Sviluppo Economico INDIVIDUAZIONE DI PROCEDURE E METODOLOGIA PER LA SCELTA DI UN SITO NAZIONALE PER LA LOCALIZZAZIONE DEL DEPOSITO DEI MATERIALI RADIOATTIVI E DI STRUTTURE DI RICERCA TECNOLOGICA DI ALTO LIVELLO Rapporto

Dettagli

Manager ambientale per la gestione del decommissioning e dei rifiuti radioattivi in ambito sanitario, industriale e di ricerca

Manager ambientale per la gestione del decommissioning e dei rifiuti radioattivi in ambito sanitario, industriale e di ricerca Manager ambientale per la gestione del decommissioning e dei rifiuti radioattivi in ambito sanitario, industriale e di ricerca MASTER DI I LIVELLO NOVARA SETTEMBRE 2015 LUGLIO 2016 Manager ambientale per

Dettagli

www.laboratoriolarian.it

www.laboratoriolarian.it LA.RI.AN. Norme in materia ambientale RIFIUTI Dr. ssa Elena Rizzo www.laboratoriolarian.it Decreto Legislativo n. 152 Principi La gestione dei rifiuti è effettuata conformemente ai principi di precauzione,

Dettagli