PROGETTO SULLA COSTRUZIONE DI IMPIANTI PER LO SMALTIMENTO/CONSERVAZIONE DEI RIFIUTI RADIOATTIVI DI I, II E III CATEGORIA

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1 PROGETTO SULLA COSTRUZIONE DI IMPIANTI PER LO SMALTIMENTO/CONSERVAZIONE DEI RIFIUTI RADIOATTIVI DI I, II E III CATEGORIA

2 INDICE I. INTRODUZIONE I. Il rifiuto radioattivo pag. 3 II. Classificazione dei rifiuti radioattivi pag. 4 III. Il periodo radioattivo pag. 5 IV. Effetti della radioattività pag. 8 V. Origine dei rifiuti radioattivi pag. 10 VI. La gestione dei rifiuti radioattivi pag. 11 VII. Smaltimento dei rifiuti radioattivi pag. 11 VIII. La situazione italiana a riguardo dello smaltimento pag. 12 II. ANALISI DEL PROGETTO I. Committenti, Clienti ed altri interessati pag. 14 II. Obiettivi pag. 14 III. Strategia pag. 14 IV. Attività pag. 15 V. Valutazioni pag. 15 VI. Riferimenti normativi pag. 15 III. PROGETTAZIONE I. Scelta ed individuazione, ubicazione del sito pag. 17 II. Descrizione della struttura pag. 17 III. Tipologia e tecnica di deposito pag. 18 IV. Analisi dei costi pag. 21 IV. CONCLUSIONI pag. 24 2

3 INTRODUZIONE Il rifiuto radioattivo In ingegneria nucleare si definisce rifiuto radioattivo o scoria radioattiva lo scarto di combustibile nucleare esausto derivante dalla fissione nucleare nel nocciolo o nel nucleo del reattore nucleare a fissione. Il combustibile esausto è infatti considerato scoria nucleare di III categoria (scorie di alta radiotossicità e di grande persistenza nell ambiente). I prodotti contaminati o i rifiuti radiologici da ambito nucleare, industriale e radioterapico(radioattività medio-bassa) sono considerati scoria nucleare di I e II categoria. La legge italiana definisce il rifiuto radioattivo come qualsiasi materia radioattiva, ancorché contenuta in apparecchiature o dispositivi in genere, di cui non è previsto il riciclo o la riutilizzazione. 1 Definizioni in ambito internazionale descrivono il rifiuto radioattivo come qualsiasi materiale che contiene o è contaminato da radionuclidi a concentrazioni o livelli di radioattività superiori alle quantità esenti stabilite dall Autorità Competenti e per i quali non è previsto alcun uso 2 oppure materiale radioattivo in forma solida, liquida o gassosa per il quale non è previsto alcun ulteriore uso e che è tenuto sotto controllo come rifiuto radioattivo dall Organismo Nazionale a ciò preposto secondo le norme e le leggi nazionali 3. E importante sapere che le scorie nucleari, non vengono prodotte solo da centrali nucleari, ma vengono prodotte da diverse fonti, quali centrali nucleari (maggiore fonte di scorie nucleari al mondo, medicina (prodotte principalmente da alcuni macchinari per analisi), industriali (prodotte sia per analisi produttive di parti metalliche, che da altre applicazioni di analisi e ricerca). 1 Decreto Legislativo 17 marzo 1995 n. 230 modificato dall art.4, comma 3/i del D.lgs 241/00. 2 Dal Glossario IAEA (International Atomic Energy Agency). 3 Art. 2 punto h della Joint Convention on the Safety of Spent Fuel Management and on the Safety of Radioactive Waste Management. 3

4 Classificazione dei rifiuti radioattivi I rifiuti radioattivi sono classificati in tre categorie di attività radioattiva, per la classificazione dei rifiuti radiogeni sono presi in considerazione vari parametri quali: il contenuto in radionuclidi; l origine; lo stato fisico; il tipo di radiazione emessa; il tempo di dimezzamento dei radionuclidi presenti; la radio tossicità dei radionuclidi presenti; l attività specifica; l intensità della dose; la modalità di gestione; la destinazione finale (tipo di smaltimento definitivo). Relativamente allo stato fisico i rifiuti sono classificati in: Rifiuti gassosi Sono prodotti essenzialmente nel ciclo del combustibile nucleare (reattore, riprocessamento) e sono costituiti da gas nobili quali ad esempio Kr-85 (tempo di dimezzamento 11 anni c.ca), Xe-133 (tempo di dimezzamento 5 gg c.ca), I-129 (tempo di dimezzamento 15 milioni di anni c.ca), Cs-137 (tempo di dimezzamento 30 anni c.ca). Per tutti questi deve essere previsto un efficace sistema di intrappolamento, con conseguente produzione di rifiuti solidi o liquidi, a seconda delle tecniche impiegate. Rifiuti liquidi Sono prodotti in tutte le attività che implicano la produzione e l impiego di radionuclidi e costituiti essenzialmente da soluzioni acquose, più o meno concentrati in sali. Le quantità e le qualità di radionuclidi in essi contenuti posso appartenere a tutte le categorie di classificazione. I volumi più importanti, anche se relativamente a bassa radioattività, sono prodotti nelle operazioni di lavaggio e decontaminazione. Sono raccolti e contenuti in serbatoi di caratteristiche adeguate, in attesa di essere sottoposti ai processi di trattamento e condizionamento. Questo tipo di rifiuti riguardano anche i solventi organici usati nel riprocessamento, oli lubrificanti o miscele di composti organici usati per scopi analitici. Rifiuti solidi Sono prodotti in tutte le attività che implicano la produzione e l impiego di radionuclidi e possono appartenere a tutte le categorie di classificazione. 4

5 CLASSIFICAZIONE ITALIANA DEI RIFIUTI RADIOATTIVI 4 CATEGORIA DEFINIZIONE ESEMPI I II III Rifiuti la cui radioattività decade in tempi dell ordine di mesi o al massimo di qualche anno Rifiuti la cui radioattività decade in tempi dell ordine delle centinaia di anni a livelli di radioattività di alcune centinaia di Bq/g e che contengono radionuclidi a lunghissima vita media a livelli di attività inferiori a 3700 Bq/g nel prodotto condizionato Rifiuti che decadono in tempi dell ordine delle migliaia di anni a livelli di radioattività di alcune centinaia di Bq/g e che contengono radionuclidi a lunghissima vita media a livelli di attività superiori a 3700 Bq/g nel prodotto condizionato Rifiuti da impieghi medici o di ricerca, con tempi di dimezzamento pari o inferiori a 75 gg. Rifiuti da reattori di ricerca e di potenza e da disattivazione d impianti Rifiuti vetrificati e cementati prodotti dal riprocessamento; combustibile irraggiato se non riprocessato; rifiuti contenenti plutonio, torio, uranio. SMALTIMENTO DEFINITIVO Come i rifiuti convenzionali In superficie o a bassa profondità con strutture ingegneristiche In formazioni geologiche a grande profondità. Il periodo radioattivo Si definisce periodo radioattivo il tempo necessario perché il 50% degli atomi di un elemento si siano disintegrati. Si stima che la radioattività sia quasi del tutto scomparsa dopo dieci periodi. Basti pensare che dopo i primi due periodi ne resta il 25%, dopo tre periodi ne resta il 12,5%, e cosi via. Radon giorni Iodio giorni Cesio anni Carbonio anni Plutonio anni Uranio anni Uranio milioni di anni Uranio 238 4,5 miliardi di anni La radioattività, o decadimento radioattivo, è un insieme di processi fisico-atomici attraverso i quali alcuni nuclei atomici instabili o radioattivi (radionuclidi) decadono (trasmutano) in un certo periodo aleatorio detto tempo di decadimento. Il decadimento radioattivo è la trasformazione di un atomo radioattivo che decade in un altro atomo, il quale può essere anch esso radioattivo oppure stabile. 4 Guida Tecnica n. 26 fonte A.N.P.A (Agenzia Nazionale Protezione Ambientale) 5

6 Storicamente i decadimenti nucleari sono raggruppati in tre classi principali: α decadimento alfa Il processo è accompagnato dall'emissione di radiazioni ionizzanti. β decadimento beta Nel processo sono coinvolte le cosiddette forze nucleari deboli γ decadimento gamma Il processo consiste nell emissione di fotoni ad alta energia 6

7 La radioattività presente nell ambiente può essere di natura sia artificiale che naturale: il contributo principale alla dose assorbita annualmente da ciascun individuo deriva dalla radioattività naturale, che è responsabile di circa l 80% della dose totale. Di questa, circa il 30% è dovuta al potassio (generato per irraggiamento del potassio naturale dai raggi cosmici che riescono ad arrivare al suolo), il 15% al gas radon emanato dal sottosuolo, il 15% dai materiali da costruzione e il 13% (al livello del mare) dalla radiazione cosmica. Si consideri che più si sale in quota, più la radiazione cosmica aumenta, perché si assottiglia lo strato di aria che ne assorbe la maggior parte a: 5500 metri di altitudine la dose annuale assorbita sale a circa il doppio di quella al livello del mare. La radioattività presente nell ambiente da fonti artificiali (o tecnologiche) sono principalmente legate all impiego di radioisotopi in medicina a scopo diagnostico (scintigrafia) o terapeutico (Brachiterapia, cobaltoterapia, Terapia radio metabolica). FORMA DI RADIOATTIVITA, PARTICELLE COINVOLTE, DISTANZA PERCORSA E CAPACITA O MENO DI PROVOCARE FISSIONE E TRASMUTAZIONE. 5 TIPO DI EMISSIONE PARTICELLA DISTANZA PERCORSA IN ARIA TRASMUTAZIONE FISSIONE Raggi alfa α 4 He 2 c.ca 6 7 cm Si Si Raggi beta β elettroni (beta -) positroni (beta + ) c.ca 5 7 mt No No Raggi gamma γ fotoni provenienti dal nucleo (onde elettromagnetiche) qualche Km No No fotoni provenienti Raggi X dagli orbitali elettronici (K): onde qualche Km No No elettromagnetiche Neutroni liberi neutroni da 30 a 300 mt Si Si 5 it.wikipedia.org/wiki/radioattivit%c3%a0#fonti_di_radioattivit.c3.a0 7

8 Fermare completamente emissioni di raggi alfa (α) e beta (β) è molto semplice e richiede pochi millimetri di un qualunque materiale solido o qualche decina di centimetri di aria mentre un efficace schermo contro i fotoni costituenti dei raggi X e gamma (γ) deve essere più spesso, e di materiale molto denso, come acciaio o piombo. Resta più complesso invece schermare una radiazione neutronica, poiché queste particelle penetrano e vanno molto in profondità: i neutroni, a seconda della loro energia e del materiale, possono reagire con i nuclei in diversi modi e per progettare uno schermo efficace si usano schermature multistrato; la parte interna è costruita con materiali pesanti (es. ferro), mentre la parte esterna con materiali leggeri. Effetti della radioattività. L effetto delle radiazioni nucleari su materiale non vivente è dovuto sostanzialmente a due cause: la ionizzazione e conseguente rottura dei legami chimici e la trasmutazione di alcuni nuclei in altri elementi. La trasmutazione rende necessaria un attenta scelta degli acciai e delle altre leghe metalliche destinate a operare in ambienti radioattivi, perché l accumulo radioattivo ne cambia la composizione chimica e fisica e può far loro perdere le necessarie caratteristiche di resistenza meccanica, stabilità e durata nel tempo, chimica e fisica; anche il cemento va incontro agli stessi inconvenienti, seppure in modo meno marcato. Inoltre, i nuclei trasmutati sono in parte anch essi radioattivi; perciò il materiale, se esposto in via permanente alle radiazioni, con il passare del tempo accumula al suo interno isotopi instabili e diventa sempre più radioattivo. Questo è il motivo principale per cui le centrali nucleari hanno un limite di vita operativa prefissato (alcuni decenni), al termine del quale devono essere smantellate. 8

9 L effetto biologico è dovuto invece in massima parte alle proprietà inonizzanti: distruggendo i legami fra molecole, le radiazioni danneggiano le cellule alterando le grandi macromolecole del DNA e dell RNA, causando danni somatici e genetici; tale effetto è prodotto principalmente dalle radiazioni gamma, più energiche e penetranti delle particelle alfa e beta. A livello dell intero organismo invece, sia nell uomo che negli animali superiori si nota un precoce invecchiamento dell organismo correlato alla dose totale di radiazione assorbita, sia con forti dosi istantanee che con l esposizione prolungata a bassi livelli di radioattività. Infatti il tessuto del corpo umano resta il più colpito. La prima conseguenza dell irraggiamento è la diminuzione dei globuli bianchi nel sangue (leucopenia), seguita dalla diminuzione delle piastrine, che causa le emorragie e, se il danno è molto grave, da quella dei globuli rossi (anemia). Se il danno non stermina completamente le cellule staminali emopoietiche questo tessuto si riprende più in fretta dopo l irraggiamento. Dopo l irraggiamento, il DNA potrà essere danneggiato in maniera reversibile o irreversibile; nel caso in cui la struttura del DNA non venisse riparata (o riparata in maniera errata) la cellula darebbe vita a una progenie di cellule geneticamente modificate che dopo un certo periodo di latenza potranno dar luogo a patologie come tumori o leucemie. Aumenta pertanto la probabilità che il corpo umano, prima o poi, venga colpito da certi tipi di tumore. 9

10 Origine dei rifiuti radioattivi. I rifiuti radioattivi hanno origine da tutte le attività che comportano l uso e la manipolazione di sorgenti e sostanze radioattive. Le principali fonti di produzione dei rifiuti radioattivi, distinte per concentrazioni di bassa, media ed alta attività radioattiva sono: Ospedali Industrie Laboratori di ricerca Centrali nucleari, impianti di riprocessamento e reattori Ed includono generalmente a queste fonti di produzione tutto ciò che viene prodotto al loro interno ivi compresi i materiali utilizzati ovvero carta, stracci, indumenti, guanti, filtri, scarti di lavorazione, rottami metallici, liquidi (soluzioni acquose o organiche), fanghi, resine esaurite, ceneri e combustibile (prodotte dal bruciamento che avviene di solito nei reattori). 10

11 La gestione dei rifiuti radioattivi. Per quanto riguarda lo stato di avanzamento del programma italiano di gestione dei rifiuti radioattivi, attualmente i rifiuti prodotti in Italia sono immagazzinati negli stessi siti in cui sono stati generati ma, con un Decreto Ministeriale del Ministero dello Sviluppo Economico (MSE) del 25 febbraio 2008, sono state avviate azioni volte a localizzare un area idonea per ospitare un Deposito Nazionale Unico, dove sistemare in via definitiva i rifiuti di I e II categoria e, temporaneamente, i rifiuti di III categoria. Il tipo di insediamento del deposito / impianto di smaltimento richiede che la scelta del sito sia guidata da criteri analoghi a quelli per le installazioni nucleari e con finalità di radioprotezione. Il decreto ha costituito un gruppo di lavoro misto Stato-Regioni composto da rappresentanti del Governo (MSE, MATT, Salute), delle Regioni (Basilicata, Lombardia, Piemonte, Veneto, Marche, Campania), dell APAT e dell ENEA, con il compito di mettere a punto e proporre una procedura per l individuazione di un area idonea al Deposito Nazionale, attraverso il coinvolgimento delle Amministrazioni e delle comunità locali affinché ci sia l interesse ad ospitare il deposito, in mancanza della manifestazione di interesse l insediamento del deposito non avrà luogo. Smaltimento dei rifiuti radioattivi I casi di smaltimento dei rifiuti radioattivi sono due: nei due casi, ad ogni modo, l isolamento della biosfera viene realizzato interponendo tra la sostanza pericolosa e l ambiente esterno un sistema di barriere la cui funzione è di impedire la fuoriuscita degli isotopi radioattivi dal deposito in ogni circostanza prevedibile, incluse quelle di carattere incidentale. Siccome l unico mezzo che può veicolare le sostanze radioattive verso l esterno è l acqua, attraverso un meccanismo di solubilizzazione o semplicemente di trascinamento, la funzione delle barriere del deposito è in pratica quella di prevenire che qualsiasi mezzo acquoso possa entrare in contatto con il materiale radioattivo. La sicurezza del deposito sia nel breve che nel lungo periodo si basa quindi sull affidabilità di queste barriere la cui natura dipende ovviamente da quanto a lungo dovrà essere mantenuto l isolamento. 11

12 Il contatto con la biosfera deve essere escluso almeno per tutto il periodo in cui permane la pericolosità dei rifiuti. Considerando che per i rifiuti di bassa e media attività radioattiva è sufficiente assicurare un periodo di isolamento dell ordine di qualche secolo perché essi diventino radiologicamente innocui ed il confinamento può essere assicurato efficacemente da delle barriere artificiali di norma in calcestruzzo/cemento e il sistema si può comunque costruire in superficie; mentre per i rifiuti ad alta attività il periodo di isolamento può essere di decine o centinaia di migliaia di anni e si usano come barriere giacimenti geologici profondi, che per le loro particolari proprietà possono dare le garanzie richieste di durabilità sul lunghissimo periodo. Depositi per rifiuti a vita breve sono stati realizzati praticamente in tutti i paesi che fanno ricorso all energia nucleare. Installazioni sperimentali di questo tipo sono state costruite in Belgio, Germania, Svezia, Svizzera, Francia. I depositi veri e propri sono ancora nella fase di realizzazione pilota o di progetto. Secondo le attuali ricerche, il primo deposito geologico di tipo commerciale è quello svedese e finlandese, e la sua messa in operatività è prevista a partire dal La situazione italiana a riguardo dello smaltimento. I rifiuti radioattivi presenti in Italia sono attualmente immagazzinati negli stessi siti in cui furono prodotti. La maggior parte di essi è costituita da quelli di II categoria e possono essere quindi smaltiti, come descritto in precedenza, in un deposito superficiale o comunque prossimo alla superficie, mentre quelli di III categoria sono in quantitativi contenuti per cui non risulta necessario avviare una procedura di installazione di un area adibita allo smaltimento geologico nazionale, anche per i costi ingentissimi che comporterebbe. Il problema nel nostro paese è il reperimento di un sito per la localizzazione di un deposito idoneo definitivo di tipo superficiale anche a causa delle opposizioni dell opinione pubblica allo stoccaggio di scorie radioattive sul proprio territorio. 12

13 IL NUCLEARE IN ITALIA 6 Impianto nucleare (ubicazione del sito) Destinazione Data arresto e Stato attuale Rifiuti stoccati Combustibile irraggiato stoccato Trino (VC) Produzione elettricità Arresto 1987 Disattivazione 800 mc 2 TBq 47 elementi (14,5 ton) Caorso (PC) Produzione elettricità Arresto 1986 Disattivazione 2000 mc 5 TBq 1032 elementi (187 ton) Latina (LT) Produzione elettricità Arresto 1986 Disattivazione 850 mc 40 TBq nessuno 6 13

14 ANALISI DEL PROGETTO Committenti, Clienti ed altri interessati COMMITTENTI Enti Statali Aziende e/o Enti privati CLIENTI ED ALTRI INTERESSATI Enti preposti per la tutela dell ambiente Cittadini Obiettivi GENERALI Realizzazione di un impianto per lo smaltimento dei rifiuti radioattivi. SPECIFICI Costruzione e collocazione dell impianto di smaltimento dei rifiuti radioattivi di I,II e III categoria Strategia Investire sulla ricerca di laboratorio per trasmutare una parte degli elementi radioattivi in atomi stabili dalla vita più corta. Sensibilizzazione sui controlli nelle procedure di smaltimento. Controllo rigido e a tappeto dei terreni. Formare maggiori ispettori preposti al controllo. Potenziamento degli studi di natura geologica. 14

15 Attività Analisi, sopralluoghi e ricerca delle zone più appropriate per la costruzione e collocazione degli impianti. Studio di laboratorio per trasmutare una parte degli elementi radioattivi in atomi stabili dalla vita più corta. Confinamento a grandi profondità ed in modo sicuro del materiale che rimarrà attivo e pericoloso per migliaia di anni. Valutazioni La soluzione della problematica di smaltimento di questo tipo di rifiuti non è facile in quanto i costi per la conservazione delle scorie sono enormi. Nel settore si sono poi ramificate sempre più condizioni di illecito che associate nel tempo hanno determinato una distorsione del mercato imprenditoriale generando associazioni malavitose che governano l intero sistema. FATTORI DI RISCHIO Perché possono costituire pericolo 1 OPINIONE PUBBLICA Scarsa conoscenza degli aspetti tecnici elementari relativi all'energia nucleare. Nonché la sfiducia da parte dei cittadini nella capacità di tenere sotto controllo le infrastrutture collocate a questo tipo di operazioni. In questo caso l'accettazione di un deposito di rifiuti è propedeutica all'accettazione delle centrali nucleari nel Paese. 2 TEMPISTICA Tempistica: generalmente il pubblico ha difficoltà a comprendere i periodi lunghissimi associati soprattutto allo smaltimento dei rifiuti radioattivi ad alta attività (III categoria) FATTORI FAVOREVOLI Perché possono favorire l'iniziativa 1 ATTIVITA' DELL'IMPIANTO soluzione di un problema di interesse nazionale 2 COSTRUZIONE DELL'IMPIANTO occupazione ed avanzamento tecnologico 3 SMALTIMENTO DEI RIFIUTI smaltimento sicuro, con rischi contenuti e nel pieno rispetto del contesto ambientale, legale 15

16 PUNTI DI FORZA 1 Soluzioni tecniche consolidate e affidabili 1 PUNTI DI DEBOLEZZA Presenza dell'ecomafia nel settore. Lo smaltimento illegale delle scorie radioattive è un lucroso affare ed è quindi nel loro totale interesse impedire all'imprenditoria legale di ottenere appalti per la gestione dei rifiuti radioattivi. 2 E' un contributo alla soluzione di un problema di interesse nazionale 2 Molti cittadini sentono la necessità di realizzare depositi di smaltimento dei rifiuti radioattivi ma tuttavia si oppongono allo stoccaggio di rifiuti radioattivi sul proprio territorio. 3 Include un presidio tecnologico con laboratori avanzati con evidenti vantaggi per il territorio, anche in termini di occupazione ed avanzamento tecnologico 3 Mancanza di fondi pubblici nell'investimento sul settore poiché l'italia da questo punto di vista è un paese arretrato e sempre con poca o quasi totale assenza di disponibilità di denaro. 4 Smaltimento sicuro, con rischi contenuti e nel pieno rispetto del contesto ambientale, legale, culturale e storico del Paese 4 Enormi "buchi neri" nella legislazione vigente che difficilmente ti mettono in condizione di poter costruire su zone adibite a discarica legale. 5 Interesse di proteggere l'uomo e la natura da eventuali danni derivanti da sostanze radioattive 6 Maggiore sicurezza ed integrazione con le tecniche degli altri paesi nel mondo 7 Massimo livello possibile di franchezza e trasparenza sui processi di smaltimento e conservazione Riferimenti normativi Guida Tecnica N. 26 D.Lgs. 26 maggio 2000, n.241 D.Lgs Testo Unico Ambientale 2010 D.Lgs 152/06 art. 185 comma 1 lettera d 16

17 PROGETTAZIONE Scelta ed individuazione, ubicazione del sito Le caratteristiche idrogeologiche del sito devono essere tali da minimizzare la possibilità di lisciviazione dei rifiuti da parte delle acque sotterranee e del ritorno delle acque eventualmente contaminate in superficie o comunque nella biosfera. Le caratteristiche climatiche, geografiche e geomorfologiche del sito devono essere tali da escludere significativi processi di erosione, specie ad opera di acque meteoriche e superficiali. Si devono anche escludere possibilità di dissesti ed inondazioni. Devono essere escluse le aree dove sono in atto significativi processi tettonici, sismici o vulcanici che possano compromettere il confinamento dei rifiuti. Ai fini del rispetto degli obiettivi di protezione sanitaria e della tutela dell ambiente, devono essere previste sul deposito, opere ingegneristiche atte a prevenire o ritardare il contatto diretto fra rifiuti e ambiente ospitante, con conseguente possibile rilascio di radioattività. In ogni caso una volta scelto il sito bisogna sottoporlo all attenzione dell APAT (organo di controllo in Italia) in modo tale di ottenere una valutazione preventiva e preliminare delle scelte di base per lo smaltimento in sicurezza dei rifiuti radioattivi operati dal progettista. Descrizione della struttura Il centro di deposito e smaltimento dei rifiuti viene diviso in due aree distinte, al fine della protezione del personale che opera all interno dell area e del personale che recapita il materiale da smaltire, quindi un area recintata ad accesso limitato e una area ad accesso illimitato. AREA AD ACCESSO ILLIMITATO Zona Amministrativa: comprende gli edifici amministrativi ed il centro di accoglienza. AREA AD ACCESSO LIMITATO Zona Logistica: dove vengono ispezionati i mezzi di trasporto e i contenitori. Viene effettuato un esame visivo e tecnico con apposita strumentazione di rilevazione. Zona Operativa: dove avviene il ricevimento dei rifiuti, confezionamento, ricoprimento, condizionamento aggiuntivo, decontaminazione del materiale. 17

18 Zona Tecnologica: dove vengono eseguite le operazioni di compattazione o di incenerimento per ridurre il volume dei rifiuti. Zona Deposito: dove vengono eseguite le operazioni di smaltimento, la movimentazione dei manufatti ed il loro stoccaggio nelle strutture di deposito nonché i sistemi multi barriera da adottare che spiegherò di seguito. Tipologia e tecnica di deposito La tipologia e la tecnica di deposito ha come obiettivo quello di proteggere le presenti e future generazioni dall esposizione alle radiazioni e dal riciclo nella biosfera di radionuclidi attraverso il sistema multi barriera. Questo sistema è costituito da un insieme di barriere, poste in serie tra il rifiuto radioattivo e l ambiente esterno, per assicurare l immobilizzazione dei radionuclidi a fronte di un loro possibile trasporto nella biosfera. Le barriere fungono da scheromo nei confronti delle radiazioni emesse dai rifiuti ed impediscono la migrazione dei radionuclidi, in modo tale da garantire il non raggiungimento nella biosfera prima che essi siano completamente decaduti. Occorre quindi depositare i rifiuti in modo tale: rendere il rifiuto stabile per tutto il periodo di vita; rendere il rifiuto resistente al terremoto e all erosione; minimizzarlo dall infiltrazione delle acque. 18

19 Si realizzano sistemi di contenimento della radioattività utilizzando le seguenti barriere: Condizionamento (inglobamento dei radionuclidi in una matrice solida e inserimento in un involucro: fusto metallico) Riempimento: inserire i fusti di metallo (come trattati sopra) all interno di containers appositi che a loro volta verranno riempiti da malta cementizia. 19

20 La precedente tecnica permette la messa in deposito (sistemazione dei rifiuti in speciali contenitori in calcestruzzo armato in sistema multibarriera) in superficie. I contenitori vengono quindi poi riposti nelle celle in più strati e quest ultime vengo chiuse, sigillate ed impermeabilizzate. Posti in dimora nel deposito definitivo, la messa in dimora viene effettuata in modo che non sia preclusa la reversibilità del deposito. Il periodo di custodia si protrae fino a quando sarà possibile rilasciare il sito senza restrizioni d uso (controllo istituzionale). 20

21 Analisi dei costi PIANO DEGLI INVESTIMENTI DESCRIZIONE DEI BENI INDIVIDUATI E LORO FUNZIONALITA' ALLO SVOLGIMENTO DELL'ATTIVITA' N BENI DI INVESTIMENTO DESCRIZIONE TECNICA IMPORTO ANNO REALIZZAZIONE Terreni e Fabbricati 1 Terreno edificabile 100 ettari , Caricatore meccanico Attrezzature, macchinari, impianti e allacciamenti Gru idraulica per autocarro marca Atlas modello AK 80. Capacità di sollevamento 8,00 t - braccio 7,20 mt. Costo unitario , , Lavatrice industriale 1 Vasca di lavaggio lavatrice tunnel con trasportatore a tappeto. Costo unitario 3.000,00 vasca di lavaggio mezzi con sistema di raccolta acqua e separatore fanghi e olii con recupero dell'80% di acqua utilizzata. Con attacco per collegamento idropulitrice. Costo unitario 8.000, , , Sistemi di pavimentazione in lamiera i sistemi di pavimentazione in lamiera per la manipolazione di sostanze pericolose x 1400 x 53. Costo al mq 100, , Polveri polveri assorbenti per fuoriuscite di sostanze pericolose. Costo a sacco da 7 Kg 63,00 630, Mezzo meccanico per movimentazione muletto meccanico con cestello inforcabile per la movimentazione dei fusti e materiali. Costo unitario , , Beni immateriali ad utilità pluriennale 1 Progettazione progettazione e costruzione ingegneristica dell'impianto ed eventuali altri beni ed attrezzature richieste per la costruzione TOTALE PIANO INVESTIMENTO , ,00 21

22 COSTI DELLE RISORSE UMANE QUANTIFICAZIONE COSTO DEL PERSONALE QUALIFICHE Impiegati Operai Altre forme di collaborazione MANSIONI COSTO UNITARIO (retribuzione lorda mensile) COSTO TOTALE RISORSE N. Risorse Costo annuale risorse logistica e amministrazione 1.229, ,05 trasporto e trattamento 2.278, ,13 consulenza 1 ingegneristica 5.000, ,00 varie 5.000, ,00 COSTO TOTALE ANNUO ,18 Nota.: Le qualifiche citate considerano l assunzione di Impiegati che svolgono incarichi prettamente amministrativi e di segreteria e di Operai che svolgono compiti operativamente autonomi e/o funzioni di coordinamento e controllo, nonché il personale che esplica la propria attività nell ambito di una specifica professionalità tecnica e/o scientifica nel 2 livello di collocazione. Le retribuzioni sono calcolate come da tabelle del Contratto Nazionale del Lavoro su retribuzione base, 13 mensilità + indennità per esposizione a radiazioni come da normativa contrattuale vigente in materia di rischio radiologico (per quanto riguarda gli Operai che esplicano mansioni di trasporto e trattamento dei rifiuti). Per Altre forme di collaborazione ci si riferisce alla consulenza ingegneristica per la progettazione dell impianto da costruire. 22

23 COSTI SMALTIMENTO DEI RIFIUTI RADIOATTIVI 7 RIFIUTI SOLIDI A B, C G CATEGORIA RIFIUTI CAPACITA CONTENITORE COSTO DEL CONTENITORE ( IVA esclusa) I 60 litri 310,00 I 200 litri 1.005,00 II 60 litri 540,00 II 200 litri 1.785,00 III fino a 7,4 MBq 60 litri 1.443,00 da 7,4 MBq a 370 MBq 60 litri 3.313,00 da 370 MBq a 925 MBq 60 litri ,00 da 925 MBq a 1850 MBq 60 litri ,00 da 1850 MBq a 3145 MBq 60 litri ,00 da 3145 MBq a 4070 MBq 60 litri ,00 da 4070 MBq a 6290 MBq 60 litri ,00 da 6290 MBq a 9435 MBq 60 litri ,00 da 9435 MBq a MBq 60 litri ,00 RIFIUTI LIQUIDI CATEGORIA RIFIUTI CAPACITA' CONTENITORE COSTO DEL CONTENITORE ( IVA esclusa) D I 60 litri 310,00 E II - acquosi 60 litri 872,00 F II - organici 60 litri 1.026,00 III fino a 7,4 MBq 60 litri 1.770,00 da 7,4 MBq a 370 MBq 60 litri 2.436,00 da 370 MBq a 925 MBq 60 litri ,00 G da 925 MBq a 1850 MBq 60 litri ,00 da 1850 MBq a 3145 MBq 60 litri ,00 da 3145 MBq a 4070 MBq 60 litri ,00 da 4070 MBq a 6290 MBq 60 litri ,00 da 6290 MBq a 9435 MBq 60 litri ,00 da 9435 MBq a MBq 60 litri ,00 Costi di servizio in vigore da Marzo 2012 (adeguamento ISTAT FOI : + 3,2%) 7 Preventivo di riferimento della Società Campoverde S.r.l. Milano (MI) 23

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