SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE - REGIONE PIEMONTE A.S.L. 1 TORINO DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE S.C. PREVENZIONE E SICUREZZA DEGLI AMBIENTI DI LAVORO

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1 SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE - REGIONE PIEMONTE A.S.L. 1 TORINO DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE S.C. PREVENZIONE E SICUREZZA DEGLI AMBIENTI DI LAVORO via Alassio, n. 36/E TORINO Tel Fax AA.SS.LL LINEE GUIDA PER LA REALIZZAZIONE DEL SISTEMA DELLE DELEGHE Torino, 22 giugno

2 INDICE 1) INTRODUZIONE pag. 3 2) UNITA PRODUTTIVE pag. 4 3) AUTONOMI POTERI DI SPESA pag. 4 4) DIRETTORE GENERALE DELL AZIENDA pag. 5 5) DIRETTORE SANITARIO E AMMINISTRATIVO pag. 5 6) DATORE DI LAVORO DELEGATO pag. 6 7) DIRIGENTE pag. 7 8) PREPOSTO pag. 7 9) MODELLO DI DELEGA PER DATORE DI LAVORO pag. 8 10) MODELLO DI ATTRIBUZIONE DELLA QUALIFICA DI PREPOSTO pag. 10 2

3 INTRODUZIONE In data XXXXX la Regione Piemonte con circolare del Presidente n. del, emanò le Linee Guida per l organizzazione del sistema di prevenzione aziendale e di definizione delle responsabilità nelle Aziende Sanitarie Regionali. Sulla scorta delle Linee guida molte Aziende hanno formalizzato il sistema di prevenzione aziendale. Il futuro assetto che verrà realizzato con la creazione delle nuove Aziende rende necessario e opportuno proseguire nel percorso intrapreso affrontando la seconda tappa rappresentata dalla definizione di una linea guida per la realizzazione del sistema delle deleghe. Per costruire omogeneità nel bacino di utenza sul quale hanno competenza, rappresentato dal territorio della Città di Torino, la A.S.L. 1 e 2, hanno definito un modello di riferimento per il conferimento delle deleghe nella strutturazione dei rispettivi sistemi. I riferimenti generali per individuare i Datori di lavoro delegati e formulare le deleghe sono già contenuti nelle citate Linee guida regionali; di seguito vengono illustrati i criteri e le modalità in base alle quali formulare le deleghe con la proposta dei relativi modelli. Si ricorda che gli obblighi prevenzionali sono sanzionati penalmente e che l obbligato può liberarsi dalla responsabilità penale solo se può dimostrare che gli stessi sono stati delegati. In queste Linee guida verrà indicato come Datore di lavoro il Direttore Generale e come Datore di lavoro delegato la figura di Direttore al quale viene e affidata la gestione delle materie delegate nella specifica unità produttiva. Sarà ovviamente cura dei Datori di lavoro delle Aziende individuare le concrete modalità di attuazione del sistema delle deleghe in considerazione delle specificità delle stesse. Il percorso delineato trova riscontro anche nelle Linee Guida prodotte dal Coordinamento Tecnico per la prevenzione degli Assessorati alla Sanità delle Regioni e Province Autonome di Trento e Bolzano relativa a Applicazione del D.Lgs 626/94 nella pubblica Amministrazione, nelle quali al punto 3, titolo Il datore di lavoro in materia di sicurezza nelle Pubbliche Amministrazioni vengono date le seguenti indicazioni: - Gli organi di direzione politica o, comunque, di vertice delle amministrazioni pubbliche dovevano procedere alla individuazione dei dirigenti/funzionari destinati ad assumere la qualifica di datore di lavoro tenendo conto dell ubicazione e dell ambito funzionale degli uffici nei quali viene svolta l attività; - il soggetto, espressione di rappresentanza politica o nella sua veste di organo di vertice cui spetta la determinazione degli indirizzi politico amministrativi, possa e debba occuparsi, nell ambito degli obiettivi e programmi dell attività amministrativa nel suo complesso e, sopratutto, nell approvazione dei documenti di bilancio, anche del peculiare aspetto dell igiene e sicurezza del lavoro indicando, obiettivi e programmi da attivare e vigilando sulla corretta applicazione. In questa Linea guida vengono illustrati i criteri e le attribuzioni relativi a: - individuazione delle unità produttive; - conferimento degli autonomi poteri di spesa; - compiti che rimangono in capo al Datore di lavoro; - delega da conferire ai Datori di lavoro delegati; - attribuzioni da conferire ai Dirigenti; - attribuzioni da conferire ai Preposti. In ultimo si vuole ricordare che la squadra interna, Datore di lavoro, Datore di lavoro delegato, R.S.P.P., Medico competente, R.L.S., rappresenta l elemento centrale per costruire e mantenere, attraverso il dialogo con i lavoratori, una condivisa cultura della prevenzione. 3

4 Anche i migliori apprestamenti preventivi che il progresso tecnico e l esperienza propongono non trovano seguito se non entrano nella cultura dei singoli per guidarne i comportamenti condivisi. UNITA PRODUTTIVE Il primo obiettivo per la realizzazione del sistema delle deleghe consiste nell individuazione delle unità produttive nelle quali conferire la delega. Le unità produttive dovranno essere individuate secondo i seguenti criteri: 1) le deleghe non devono rappresentare una polverizzazione del sistema aziendale ma al contrario un momento di revisione e razionalizzazione del sistema di gestione; 2) più funzioni aziendali possono essere ricondotte all interno di un unico contenitore; 3) sono strutture di adeguata grandezza; 4) sono strutture dell azienda produttrice di beni o di servizi dotate di autonomia tecnicofunzionale; A titolo di esempio le unità produttive sono rappresentate da presidi ospedalieri, Distretti e possono essere rappresentate anche dal Dipartimento. In altri termini il riferimento proposto è quello dei complessi che costituiscono l Azienda e, all interno di questi, dagli alloggi che li compongono. Nelle nostre realtà il padrone di casa è unico mentre vi sono più gestori dei singoli alloggi, ogni gestore è responsabile della corretta manutenzione e conduzione dello stesso alla stregua del buon capofamiglia. AUTONOMI POTERI DI SPESA Affinché la delega sia completa occorre che il datore di lavoro delegato riceva il budget per la prevenzione. Gli autonomi poteri di spesa si collocano all interno del documento elaborato dal Datore di lavoro. Nel documento assume particolare rilevanza il programma delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza che, essendo contenuto nell art. 4, comma 2, non è delegabile. Le misure ritenute opportune possono riguardare la parte strutturale, impiantistica, la dotazione di attrezzature e la parte comportamentale. Sulla scorta della valutazione dei rischi pertanto verranno individuate le priorità dell Azienda. In funzione delle priorità verrà definito il programma di lungo termine, triennale, e quello annuale con il relativo impegno di risorse. Occorre prevedere all interno del programma delle misure ritenute opportune l impegno di spesa dedicato a migliorare i livelli di igiene e sicurezza del lavoro. Si suggerisce che il programma ed il relativo budget vengano illustrati a tutti i datori di lavoro delegati in modo tale che le priorità siano condivise. La previsione relativa alla necessità di risorse, qualora le stesse non possano essere reperite all interno dell Azienda, dovranno essere rappresentate e richieste alla Regione. All interno di questo quadro il budget assume la connotazione di: - impegno di risorse totalmente programmabili; - impegno di risorse per le situazioni di emergenza. 4

5 Pertanto i criteri in base ai quali determinare l autonomia finanziaria del Datore di lavoro delegato sono rappresentati da: 1) individuazione ed assegnazione del budget per la realizzazione degli obiettivi del programma delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza e per mantenerle; 2) individuare ed assegnare un budget per le situazioni di emergenza o non previste nel programma. Il budget indicato al punto 1) verrà direttamente e autonomamente gestito dal Datore di lavoro delegato che dovrà garantire la realizzazione degli obiettivi fissati. Il budget indicato al punto 2) verrà gestito direttamente dal Datore di lavoro delegato e l autonomia deve essere intesa come: 1) la situazione di emergenza è riferita esclusivamente al rispetto della normativa in materia di igiene e sicurezza del lavoro; 2) verifica se la situazione di emergenza può essere soddisfatta dalle competenti Strutture Complesse aziendali; 3) verifica della tempestività di risposta delle competenti Strutture Complesse aziendali; 4) verifica con R.S.P.P. e Medico Competente delle possibili soluzioni. Se la situazione di emergenza non trova risposta nelle competenti Strutture Complesse aziendali provvedere alla soluzione utilizzando direttamente il budget messo a disposizione. Eventuali sforamenti relativi al budget assegnato dovranno essere immediatamente segnalati al Datore di lavoro per le valutazioni di merito. DIRETTORE GENERALE DELL AZIENDA Rimangono in capo al Datore di Lavoro, il Direttore Generale, i seguenti compiti: 1) conferire le deleghe ad esclusione delle funzioni non delegabili rappresentate dall elaborazione del documento, nomina del R.S.P.P., convocazione della riunione periodica; 2) definire e assegnare il budget per la prevenzione; 3) attuare la particolare informazione e formazione dei R.L.S.; 4) attuare l informazione e formazione della squadra di emergenza, squadra di evacuazione e squadra di pronto soccorso; 5) assicurare l adeguata informazione e formazione dei lavoratori; 6) verificare nel tempo l attuazione delle misure previste per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza. DIRETTORE SANITARIO DIRETTORE AMMINISTRATIVO Il Direttore Generale, ai sensi dell art. 3, comma 6 e 7, D.Lgs 30 dicembre 1991, n. 502, può delegare tutte le sue funzioni al Direttore Sanitario o al Direttore Amministrativo. Il Direttore Sanitario ed il Direttore Amministrativo dirigono i Servizi relativi alle materie di competenza e sono, ai sensi dell art. 2, comma 1, D.Lgs 626/94, considerati lavoratori a tutti gli effetti ai fini dell applicazione della normativa in materia di igiene e sicurezza del lavoro anche se con rapporto di lavoro subordinato speciale. 5

6 Nelle citate Linee guida regionali per la realizzazione del sistema di prevenzione aziendale erano già state previste al punto 4.2 Soggetti della delega le figure del Direttore sanitario e del Direttore Amministrativo. Ai due Direttori potranno essere delegate le funzioni di vigilanza, secondo le rispettive competenze, sul corretto operato dei Datori di lavoro delegati rappresentato dal rispetto degli obiettivi e dei tempi fissati nella realizzazione del programma di attuazione delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza ed il loro mantenimento. DATORE DI LAVORO DELEGATO I criteri per la formulazione delle deleghe di Datore di lavoro sono rappresentati da: 1) presa d atto delle dimensioni dell Azienda e individuazione delle unità produttive sulle quali viene conferita la delega; 2) presa d atto che la persona è tecnicamente preparata e capace e dei corsi ai quali ha partecipato; 3) elencazione dei compiti delegati; 4) consegna di copia del documento che riguarda: - valutazione dei rischi per la sicurezza e la salute durante il lavoro, nella quale sono specificati i criteri adottati per la valutazione; - l individuazione delle misure di prevenzione e protezione e dei dispositivi di protezione individuale, conseguente alla valutazione di cui al punto precedente; - il programma delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza; 5) possibilità di avvalersi della collaborazione del R.S.P.P.; 6) possibilità di avvalersi della collaborazione del Medico Competente; 7) attuare la specifica informazione e formazione degli addetti alla squadra di emergenza, squadra di evacuazione e squadra di pronto soccorso; 8) verificare l avvenuta informazione e formazione del personale assegnato in particolare in occasione dell assunzione, del trasferimento o cambiamento di mansione, dell introduzione di nuove attrezzature di lavoro o di nuove tecnologie, di nuove sostanze e preparati pericolosi; 9) individuare i lavoratori che devono ricevere un adeguata informazione e formazione e assicura la partecipazione ai percorsi formativi che dovranno essere concordati con i Referenti per la formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro ; 10) garantire la dotazione di idonei dispositivi di protezione collettiva e individuale sentito il R.S.P.P.; 11) custodire le cartelle sanitarie di rischio; 12) tenere il Registro Infortuni ed inoltrare le denunce di infortunio agli enti competenti; 13) ricevere e successivamente trasmettere gli atti redatti da e per gli Organi di Vigilanza; 14) predisporre il piano di lavoro per l attuazione delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza individuate nel Documento; 15) assolvere puntualmente ai compiti previsti dall art. 7, D.Lgs 626/94; 16) verificare la regolare attuazione delle misure previste nel programma, relazionare semestralmente al Direttore Sanitario e al Direttore Amministrativo sul lavoro svolto nell ambito della delega ricevuta e segnalare tempestivamente agli stessi ogni anomalia; 6

7 17) segnalare agli organi aziendali competenti l inadempienza a disposizioni di sicurezza impartite; 18) segnalare tempestiva al R.S.P.P. di ogni possibile: - variazione della destinazione d uso dei locali; - mutamenti organizzativi e/o produttivi; 19) l autonomia conferita; 20) il budget assegnato; 21) la presa d atto che il delegato è messo in condizione di assolvere ai compiti delegati; 22) il ruolo di vigilanza esercitato da parte del Datore di lavoro; 23) l accettazione della delega. DIRIGENTE Il Dirigente ha il potere ed il dovere di predisporre strutture, mezzi e procedure per garantire il concreto svolgimento dell attività nel rispetto delle misure di igiene e sicurezza decise dal Datore di Lavoro. Il Dirigente individua il preposto secondo le indicazioni già contenute nelle Linee guida per l organizzazione del sistema di prevenzione aziendale emanate dalla regione Piemonte nell anno L art. 4 del D.Lgs 626/94, e tutte le sue applicazione, prevede le stesse contravvenzioni per Datore di Lavoro e Dirigente ad esclusione delle materie non delegabili. PREPOSTO L attribuzione della qualifica di preposto non è materia di delega, in quanto definita dall art. 90, D.Lgs 626/94, e deve essere conferita in forma scritta. 7

8 DELEGA AL DATORE DI LAVORO DELEGATO IL DIRETTORE GENERALE Considerato che occorre dare compiuta realizzazione ai dettati del D.Lgs 626/94 ed alle Linee Guida emanate dalla Regione Piemonte con circolare del Presidente del giorno XX, protocollo XX; Considerate le dimensioni di questa Azienda nella quale operano XXXXX addetti. Considerato che questa Azienda è funzionalmente divisa nelle seguenti unità produttive: - Direzione aziendale con XX addetti; - Presidio Ospedaliero con XX addetti; - Distretto territoriale con XX addetti; - Distretto territoriale con XX addetti; - Altri con XX addetti. Considerato che il dr. XX è persona tecnicamente preparata e capace in quanto dirige ed ha partecipato ai corsi di formazione ; Considerato che in pari data viene consegnato al dr. XX copia del documento, relativo all Unità produttiva XX, rappresentato da: - valutazione dei rischi per la sicurezza e la salute durante il lavoro, nella quale sono specificati i criteri adottati per la valutazione; - l individuazione delle misure di prevenzione e protezione e dei dispositivi di protezione individuale, conseguente alla valutazione di cui al punto precedente; - il programma delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza; Considerate le funzioni indicate nel documento che possono essere oggetto di delega; Il dr. XX, in qualità di Datore di lavoro delegato, potrà avvalersi del R.S.P.P. dr. XX; Il dr. XX, in qualità di Datore di lavoro delegato, potrà avvalersi del Medico Competente dr. XX; Il dr. XX, in qualità di Datore di lavoro delegato, produrrà una relazione semestrale ed una annuale sul lavoro svolto; Al dr. XX viene garantita: - completa autonomia nell organizzazione e gestione delle materie delegate; - completa autonomia sulle decisioni relative all impegno di tempo da dedicare alla realizzazione degli obiettivi affidati. Al dr. XX viene assegnato il budget stimato per la realizzazione degli obiettivi da realizzare, qualora si rendesse necessaria una variazione del budget la stessa verrà proposta al Datore di lavoro per le necessarie valutazioni; Il Datore di lavoro si riserva di verificare l attività svolta dal dr. XX, in quanto Datore di lavoro delegato, avvalendosi del Direttore Sanitario (o Amministrativo) che a tale proposito ha ricevuto specifica delega; 8

9 Considerato che il dr. XX, preso atto dei contenuti di questa delibera, ha accettato di svolgere la funzione di Datore di lavoro delegato; si DELIBERA di delegare al dr. XX i compiti di Datore delegato per l Unità produttiva di., rappresentati da: 1) predisporre un piano di lavoro per realizzare il programma operativo per la realizzazione delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza e per il loro mantenimento; 2) assegnazione di un budget di XXX, di cui. XXX per la autonoma realizzazione del programma e di. XXX per la autonoma gestione degli imprevisti relativi all igiene e sicurezza del lavoro; 3) assolvimento puntuale dei compiti previsti dall art. 7, D.lgs 626/94; 4) nominare il preposto; 5) attuare la specifica informazione e formazione dei designati alle squadre di emergenza, evacuazione e pronto soccorso; 6) verificare l avvenuta informazione e formazione del personale assegnato in particolare in occasione dell assunzione, trasferimento o cambio di mansione, dell introduzione di nuove attrezzature di lavoro o di nuove tecnologie, di nuove sostanze o preparati pericolosi; 7) individuare i lavoratori che devono ricevere un adeguata informazione e formazione e assicurare la loro partecipazione ai percorsi informativi e formativi concordati con i referenti interni; 8) vigilare sulla verifica delle misure di prevenzione e protezione messe in atto; 9) vigilare sulla verifica relativa a dotazione, sentito il R.S.P.P., e utilizzo dei dispositivi di protezione individuale conseguenti alla valutazione dei rischi; 10) conservare le cartelle cliniche; 11) ricevere e trasmettere gli atti redatti da e per gli Organi di Vigilanza; 12) tenere il Registro Infortuni e inoltrare le denunce di infortunio; 13) segnalare ogni possibile ulteriore rischio, violazione o miglioria. 14) segnalare agli organi aziendali competenti le inadempienze a disposizioni di igiene o sicurezza impartite; 15) segnalare al R.S.P.P. ogni possibile variazione della destinazione d uso di locali o mutamenti organizzativi e/o produttivi; 16) relazionare semestralmente circa il lavoro svolto nell ambito della delega ricevuta al Direttore Sanitario (o al Direttore Amministrativo); La presente delega letta e accettata viene sottoscritta dal Il Direttore Generale della A.S.L. 9

10 ATTRIBUZIONE DELLA QUALIFICA DI PREPOSTO Visto il D.Lgs 19 settembre 1994, n. 626; IL DIRETTORE Vista la nomina a Datore di Lavoro delegato conferita in data ; Viste le misure di igiene e di sicurezza adottate; Viste le misure procedurali definite; Visto il piano di manutenzione delle attrezzature; Viste le dotazioni di D.P.I.; Considerato che il Preposto ha l obbligo di vigilare affinché i lavoratori osservino le misure e usino i dispositivi di sicurezza e gli altri mezzi di protezione e si comportino in modo da non creare pericolo per sé e per gli altri; Considerato che il Preposto è responsabile di: - attuare le misure di sicurezza decise dal datore di lavoro ed organizzate dai Dirigenti per il concreto svolgimento dell attività; - ricordare ai lavoratori i rischi cui sono soggetti; - vigilare sull uso dei D.P.I.; - prendere i necessari provvedimenti affinché in caso di pericolo grave ed immediato vengano attuate le misure di sicurezza previste per evitare le conseguenze di tale pericolo; - controllare che il piano di manutenzione delle attrezzature, rappresentato da verifiche e controlli sulle stesse per garantirne la perfetta efficienza, sia tempestivamente attuato; - impedire l utilizzazione delle attrezzature che, per qualsiasi causa sopravvenuta, siano pericolose per l incolumità dei lavoratori; Considerato il ruolo ricoperto presso la S.C. ; Vista la disponibilità dell incaricato; attribuisce la qualifica di PREPOSTO al Sig. per il presidio di via, n.. In particolare sarà responsabilità del Preposto vigilare su: - le misure di sicurezza decise dal datore di lavoro ed organizzate dai Dirigenti per il concreto svolgimento dell attività; - ricordare ai lavoratori i rischi cui sono soggetti; - vigilare sull uso dei D.P.I.; 10

11 - prendere i necessari provvedimenti affinché in caso di pericolo grave ed immediato vengano attuate le misure di sicurezza previste per evitare le conseguenze di tale pericolo; - controllare che il piano di manutenzione delle attrezzature, rappresentato da verifiche e controlli sulle stesse per garantirne la perfetta efficienza, sia tempestivamente attuato; - impedire l utilizzazione delle attrezzature che, per qualsiasi causa sopravvenuta, siano pericolose per l incolumità dei lavoratori; Al fine di garantire la continuità e regolarità dell attività di vigilanza viene istituito il Registro delle verifiche sul quale dovranno essere annotate, per ogni verifica, giorno, mese, anno di effettuazione, oggetto della verifica e firma. Sarà cura del Preposto segnalare al Datore di Lavoro delegato le possibili soluzioni strutturali, impiantistiche e procedurali atte a migliorare le misure di igiene e di sicurezza. Sarà altresì cura del Preposto provvedere al ripristino delle misure di sicurezza, qualora siano state compromesse, e darne comunicazione al Datore di Lavoro delegato per l adozione degli eventuali provvedimenti del caso. Il Direttore Datore di Lavoro delegato 11

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