World Wide Web 1 Sito web 7 Browser 11 HTML 16 CSS (informatica) 21 Collegamento ipertestuale 30

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1 Conoscere il Web 2.0 PDF generato attraverso il toolkit opensource ''mwlib''. Per maggiori informazioni, vedi [[http://code.pediapress.com/ PDF generated at: Fri, 17 Sep :52:15 UTC

2 Indice Voci Introduzione 1 World Wide Web 1 Sito web 7 Browser 11 HTML 16 CSS (informatica) 21 Collegamento ipertestuale 30 Interazione 33 Usabilità del web 33 Commercio elettronico 35 Contenuto generato dagli utenti 42 Rete sociale 44 Content management system 47 Blog 53 Esempi 58 Google 58 Google documenti e fogli di lavoro 67 Google Maps 68 Blogger (piattaforma) 71 Wikipedia 73 WordPress 89 Reti Sociali 92 Note Facebook 92 Tumblr 99 Twitter 101 YouTube 103 Fonti e autori delle voci 117 Fonti, licenze e autori delle immagini 119

3 Licenze della voce Licenza 121

4 1 Introduzione World Wide Web «Il World Wide Web ha le potenzialità per svilupparsi in un'enciclopedia universale che copra tutti i campi della conoscenza e in una biblioteca completa di corsi per la formazione. [1]» (Richard Stallman) Il World Wide Web (nome di origine inglese), in sigla WWW, più spesso abbreviato in Web, [3] anche conosciuto come Grande Ragnatela Mondiale, [4] è un servizio di Internet [5] consistente in un insieme vastissimo di contenuti multimediali e di servizi accessibili a tutti o ad una parte selezionata degli utenti di Internet. Caratteristica principale del Web è che i suoi contenuti sono tra loro collegati (formando un ipertesto, tramite i cosiddetti link, collegamenti). E i suoi servizi possono essere resi disponibili dagli stessi utenti di Immagine dell'home page del primo sito web [2] Internet. [6] Per quanto riguarda i contenuti quindi, essendo Internet una rete di computer ad accesso pubblico, il Web possiede la straordinaria peculiarità di offrire a chiunque la possibilità di diventare editore e, con una spesa estremamente esigua, di raggiungere un pubblico potenzialmente vastissimo distribuito in tutto il mondo. [7] Il Web è stato inizialmente implementato da Tim Berners-Lee mentre era ricercatore al CERN, sulla base di idee dello stesso Berners-Lee e di un suo collega, Robert Cailliau, e oggi gli standard su cui è basato, in continua evoluzione, sono mantenuti dal World Wide Web Consortium (W3C). La nascita del Web risale al 6 agosto 1991, giorno in cui Berners-Lee mise on-line su Internet il primo sito Web. Inizialmente utilizzato solo dalla comunità scientifica, il 30 aprile 1993 il CERN decide di rendere pubblica la tecnologia alla base del Web. A tale decisione fa seguito un immediato e ampio successo del Web in virtù della possibilità offerta a chiunque di diventare editore, della sua efficienza e, non ultima, della sua semplicità. Con il successo del Web ha inizio la crescita esponenziale e inarrestabile di Internet ancora oggi in atto, nonché la cosiddetta "era del Web".

5 World Wide Web 2 Descrizione Il Web è uno spazio elettronico e digitale di Internet destinato alla pubblicazione di contenuti multimediali (testi, immagini, audio, video, ipertesti, ipermedia, ecc.) nonché uno strumento per implementare particolari servizi come ad esempio il download di software (programmi, dati, applicazioni, videogiochi, ecc.). Tale spazio elettronico e tali servizi sono resi disponibili attraverso particolari computer di Internet chiamati server web. Chiunque disponga di un computer, di un accesso ad Internet, degli opportuni programmi e del cosiddetto spazio web, porzione di memoria di un server web destinata alla memorizzazione di contenuti web e all'implementazione di servizi web, può, nel rispetto delle leggi vigenti nel Paese in cui risiede il server web, pubblicare contenuti multimediali sul Web e fornire particolari servizi attraverso il Web. I contenuti del Web sono infatti costantemente on-line quindi costantemente fruibili da chiunque disponga di un computer, di un accesso a Internet, e degli opportuni programmi (in particolare del cosiddetto browser web, il programma che permette, come si dice in gergo, di "navigare" nel Web, cioè di fruire dei contenuti e dei servizi del Web.) Non tutti i contenuti e i servizi del Web sono però disponibili a chiunque in quanto il proprietario dello spazio web, o chi ne ha delega di utilizzo, può renderli disponibili solo a determinati utenti, gratuitamente o a pagamento, utilizzando il sistema degli account. I contenuti I contenuti principali del Web sono costituiti da testo e grafica rappresentati in un insieme ristretto di standard definito dal W3C. Tali contenuti sono quelli che tutti i browser web devono essere in grado di fruire autonomamente, cioè senza software aggiuntivo. I contenuti pubblicati sul Web possono essere però di qualunque tipo e in qualunque standard. Alcuni di questi contenuti sono pubblicati per essere fruiti attraverso il browser web e, non essendo in uno degli standard appartenenti all'insieme definito dal W3C, per poterli fruire attraverso il browser web questo deve essere integrato con i cosiddetti plug-in, software che integrano le funzionalità di un programma i quali, per quanto riguarda il browser web, normalmente sono scaricabili dal Web. Il resto dei contenuti del Web è utilizzabile con programmi autonomi. Ad esempio si può trattare di un file eseguibile sul sistema operativo che si sta utilizzando o di un documento di testo in formato Microsoft Word. L'organizzazione dei contenuti I contenuti del Web sono organizzati nei cosiddetti siti web a loro volta strutturati nelle cosiddette pagine web le quali si presentano come composizioni di testo e/o grafica visualizzate sullo schermo del computer dal browser web. Le pagine web, anche appartenenti a siti diversi, sono collegate fra loro in modo non sequenziale attraverso i cosiddetti link (anche chiamati collegamenti), parti di testo e/o grafica di una pagina web che permettono di accedere ad un'altra pagina web, di scaricare particolari contenuti, o di accedere a particolari funzionalità, cliccandoci sopra con il mouse, creando così un ipertesto. Rappresentazione grafica di una piccola sezione di World Wide Web

6 World Wide Web 3 Tutti i siti web, sono identificati dal cosiddetto indirizzo web, una sequenza di caratteri univoca chiamata in termini tecnici URL che ne permette la rintracciabilità nel Web. Non è previsto un indice aggiornato in tempo reale dei contenuti del Web, quindi nel corso degli anni sono nati ed hanno riscosso notevole successo i cosiddetti motori di ricerca, siti web da cui è possibile ricercare contenuti nel Web in modo automatico sulla base di parole chiave inserite dall'utente, e i cosiddetti portali web, siti web da cui è possibile accedere ad ampie quantità di contenuti del Web selezionati dai redattori del portale web attraverso l'utilizzo di motori di ricerca o su segnalazione dei redattori dei siti web. I servizi Oltre alla pubblicazione di contenuti multimediali il Web permette di offrire servizi particolari implementabili dagli stessi utenti del Web. I servizi implementabili sono innumerevoli, in pratica limitati solo dalla velocità della linea di telecomunicazioni con cui l'utente e chi fornisce il servizio sono collegati e dalla potenza di calcolo dei loro computer. Di seguito quindi sono elencati solo quelli contraddistinti da una denominazione generica: download: la distribuzione di software; web mail: la gestione della casella di posta elettronica attraverso il Web; streaming: la distribuzione di audio/video in tempo reale; web TV: la televisione fruita attraverso il Web; web radio: la radio fruita attraverso il Web; web chat: la comunicazione testuale in tempo reale tra più utenti di Internet, tramite pagine web; Implementazione Il Web è implementato attraverso un insieme di standard, i principali dei quali sono i seguenti: HTML (e suoi derivati): il linguaggio di markup con cui sono scritte e descritte le pagine web; HTTP: il protocollo di rete appartenente al livello di applicazione del modello ISO/OSI su cui è basato il Web; URL: lo schema di identificazione, e quindi di rintracciabilità, dei contenuti e dei servizi del Web. La peculiarità dei contenuti del Web è quella di non essere memorizzati su un unico computer ma di essere distribuiti su più computer, caratteristica da cui discende efficienza in quanto non vincolati ad una particolare localizzazione fisica. Tale peculiarità è realizzata dal protocollo di rete HTTP il quale permette di vedere i contenuti del Web come un unico insieme di contenuti anche se fisicamente risiedono su una moltitudine di computer di Internet sparsi per il pianeta. Funzionamento La visione di una pagina web inizia digitandone l'url nell'apposito campo del browser web oppure cliccando su un collegamento ipertestuale presente in una pagina web precedentemente visualizzata o in altra risorsa come ad esempio un' . Il browser web a quel punto dietro le quinte inizia una serie di messaggi di comunicazione con il web server che ospita quella pagina con lo scopo di visualizzarla sul terminale utente. Per prima cosa la porzione di server-name dell'url è risolta in un indirizzo IP usando il database globale e distribuito conosciuto come Domain Name System (in sigla DNS). Questo indirizzo IP è necessario per inviare e ricevere pacchetti dal server web. A questo punto il browser richiede le informazioni inviando una richiesta a quell'indirizzo. In caso di una tipica pagina web, il testo HTML di una pagina è richiesto per primo ed immediatamente interpretato dal browser web che, successivamente, richiede eventuali immagini o file che serviranno per formare la pagina definitiva. Una volta ricevuti i file richiesti dal web server, il browser formatta la pagina sullo schermo seguendo le specifiche HTML, CSS, o di altri linguaggi web. Ogni immagine e le altre risorse sono incorporate per produrre la pagina web che l'utente vedrà.

7 World Wide Web 4 Storia La nascita La prima proposta di un sistema ipertestuale si può far risalire agli studi di Vannevar Bush, poi pubblicati nell'articolo As We May Think (in italiano "Come potremmo pensare") del La data di nascita del World Wide Web viene comunemente indicata nel 6 agosto 1991, giorno in cui l'informatico inglese Tim Berners-Lee pubblicò il primo sito web dando così vita al fenomeno "WWW" (detto anche "della tripla W"). L'idea del World Wide Web era nata due anni prima, nel 1989, presso il CERN (Conseil Européen pour la Recherche Nucléaire) di Ginevra, Il computer utilizzato da Tim Berners-Lee per il più importante laboratorio di fisica europeo. Il 13 marzo 1989 Tim realizzare il primo server web Berners-Lee presentò infatti al proprio supervisore il documento Information Management: a Proposal che fu valutato «vago ma interessante». Alla sua base vi era il progetto dello stesso Berners-Lee e di un suo collega, Robert Cailliau, di elaborare un software per la condivisione di documentazione scientifica in formato elettronico indipendentemente dalla piattaforma informatica utilizzata, con il fine di migliorare la comunicazione, e quindi la cooperarazione, tra i ricercatori dell'istituto. A lato della creazione del software, iniziò anche la definizione di standard e protocolli per scambiare documenti su reti di calcolatori: il linguaggio HTML e il protocollo di rete HTTP. Questi standard e protocolli supportavano inizialmente la sola gestione di pagine HTML statiche, vale a dire file ipertestuali -preparati precedentemente- visualizzabili e, soprattutto, navigabili utilizzando opportune applicazioni (browser web). Dopo i primi anni in cui era stato usato solo dalla comunità scientifica, il 30 aprile 1993 il CERN decise di mettere il WWW a disposizione del pubblico rinunciando ad ogni diritto d'autore. La semplicità della tecnologia decretò un immediato successo: in pochi anni il WWW divenne la modalità più diffusa al mondo per inviare e ricevere dati su Internet, facendo nascere quella che oggi è nota come "era del web". Dal web statico ai web service Per superare le limitazioni del progetto iniziale, furono subito definiti strumenti capaci di generare pagine HTML dinamiche (ad es. utilizzando dati estratti da un database). La prima soluzione di questo tipo furono le CGI (Common Gateway Interface). Attraverso una CGI è possibile richiedere ad un Web server di invocare un'applicazione esterna e presentare il risultato come una qualsiasi pagina HTML. Questa soluzione, sebbene molto semplice da realizzare, presenta numerose limitazioni di progetto (l'applicativo esterno viene eseguito ad ogni richiesta utente e non è prevista alcuna ottimizzazione, non vi è alcuna gestione dello stato della sessione, etc.). Per dare al web una maggiore interattività e dinamicità sono state perseguite due strade. Da un lato sono state aumentate le funzionalità dei browser attraverso un'evoluzione del linguaggio HTML e la possibilità d'interpretazione di linguaggi di scripting (come il JavaScript). Dall'altro, si è migliorata la qualità di elaborazione dei server attraverso una nuova generazione di linguaggi integrati con il Web Server (come JSP, PHP, ASP, etc.), trasformando i Web Server in quelli che sono oggi più propriamente noti come Application Server. La diffusione di queste soluzioni ha consentito di avviare l'utilizzo del web come piattaforma applicativa che oggi trova la sua massima espressione nei Web Service, alla cui realizzazione e diffusione sta lavorando l'intera industria mondiale del software per la gestione d'azienda, dai grandi nomi commerciali (come SAP e Oracle) fino alle comunità Open Source. L'utilizzo dei web-service all'interno dell'architettura di integrazione SOA permetterà anche alle piccole imprese di gestire senza grandi sforzi i propri processi aziendali.

8 World Wide Web 5 Scopo dei Web Service è di limitare il più possibile le attività di implementazione, consentendo di accedere a servizi software resi disponibili in rete, assemblarli secondo le proprie necessità e pagarli soltanto per il loro utilizzo effettivo, metodologia individuata nella terminologia anglosassone come pay per use, on demand software, just in time software, on tap software, etc. È chiaro, quindi, che i web-service ed il loro successo hanno ed avranno un legame strutturale ed intrinseco con i processi aziendali che dovranno supportare nell'ambito di una nuova organizzazione basata sui processi. Dal web statico al web semantico Nonostante tutte queste evoluzioni, il web rimane, ancora e soprattutto, una gigantesca biblioteca di pagine HTML statiche on-line. Però, lo standard HTML se da un lato con la sua semplicità ha contribuito all'affermazione del web, dall'altro ha la grossa limitazione di occuparsi solo ed esclusivamente della formattazione dei documenti, tralasciando del tutto la struttura ed il significato del contenuto. Questo pone notevoli difficoltà nel reperimento e riutilizzo delle informazioni. Per rendersi conto di questo è sufficiente eseguire una ricerca utilizzando uno dei molti motori disponibili in rete e ci si accorgerà che, delle migliaia di documenti risultanti dalla query, spesso solo una piccola percentuale è d'interesse per la ricerca che s'intendeva fare. Ad esempio, per un qualsiasi motore di ricerca, non esiste alcuna differenza fra il termine Rossi nel contesto Il Sig. Rossi ed il termine rossi nel contesto capelli rossi, rendendo la ricerca molto difficile. La risposta a questo problema è venuta, ancora una volta, dal fisico inglese Tim Berners-Lee, che, abbandonato il CERN, ha fondato il consorzio W3C che ha assunto il ruolo di governo nello sviluppo di standard e protocolli legati al web. Egli nel 1998 ha definito lo standard XML (extensible Markup Language), un metalinguaggio derivante dall'sgml, che consente la creazione di nuovi linguaggi di marcatura (ad es. lo stesso HTML è stato ridefinito in XML come XHTML). Sua caratteristica innovativa è la possibilità di aggiungere informazioni semantiche sui contenuti attraverso la definizione di opportuni tag. I principali obiettivi di XML, dichiarati nella prima specifica ufficiale [8] (ottobre 1998), sono pochi ed espliciti: utilizzo del linguaggio su Internet, facilità di creazione dei documenti, supporto di più applicazioni, chiarezza e comprensibilità. Con queste semplici caratteristiche l'xml fornisce un modo comune di rappresentare i dati, cosicché i programmi software sono in grado di eseguire meglio ricerche, visualizzare e manipolare informazioni nascoste nell'oscurità contestuale. È per questo che, nonostante la sua giovane età, l'xml è alla base di tutte le nuove specifiche tecnologiche rilasciate dal W3C ed è stato adottato come standard di rappresentazione dati da tutta l'industria informatica (dai file di configurazione delle applicazioni alla definizione di formati di interscambio dei dati). Le specifiche XML hanno però una lacuna molto importante: non definiscono alcun meccanismo univoco e condiviso per specificare relazioni tra informazioni espresse sul web per una loro elaborazione automatica (ad es. più documenti che parlano dello stesso argomento, persona, organizzazione, oggetto), rendendo molto difficile la condivisione delle informazioni. Anche in questo caso la soluzione al problema è venuta dal W3C di Berners-Lee, attraverso la formalizzazione del web semantico. Il W3C considera l'ideale evoluzione del web dal machine-representable al machine-understandable. L'idea è di generare documenti che possano non solo essere letti ed apprezzati da esseri umani, ma anche accessibili ed interpretabili da agenti automatici per la ricerca di contenuti. A tale scopo sono stati definiti alcuni linguaggi, quali Resource Description Framework (RDF) e Web Ontology Language (OWL), entrambi basati su XML, che consentono di esprimere le relazioni tra le informazioni rifacendosi alla logica dei predicati mutuata dall'intelligenza artificiale. [9] Questi standard sono già disponibili, ma continuano ad essere ulteriormente sviluppati insieme a formalismi e strumenti per dotare il web di capacità di inferenza. Quello appena esposto è un processo solo apparentemente tecnico, ma ben visibile nella sua portata, che ha come obiettivo l'approdo all'intelligenza condivisa del web che promette, a breve, l'uso più efficiente dei siti internet e, a

9 World Wide Web 6 più lungo termine, una autentica trasformazione nella natura del software e dei servizi. Tanto interesse per queste tecnologie è da ravvisare nel fatto che tutti (utenti, produttori di software e di servizi piccoli e grandi) hanno da avvantaggiarsi dalla diffusione piena di questi standard. La formazione nel corpo del web di una vasta rete "semantica" è, infatti, la condizione chiave per il decollo di un nuovo modo di intendere ed usare il web. Limiti e critiche al Web Molti critici della Rete sottolineano la tendenza del Web ad assumere le sembianze di un gigantesco calderone o pattumiera di informazioni spesso non di alto livello ovvero non adeguatamente filtrate e controllate cui solo l'occhio attento e critico dell'utente può ovviare. Altri invece ne esaltano la portata informativa a libera scelta dell'utente. Voci correlate Rete a invarianza di scala W3C Web semantico Web Service Social media Altri progetti Articolo su Wikinotizie: Ecco i quindici siti web che hanno cambiato il mondo Wikiquote contiene citazioni sul World Wide Web Wikimedia Commons contiene file multimediali su World Wide Web Wikinotizie contiene notizie di attualità su World Wide Web Collegamenti esterni Sito ufficiale del W3C [10] Sito ufficiale del CERN [11] Note [1] L'enciclopedia universale libera e le risorse per l'apprendimento (http:// www. gnu. org/ encyclopedia/ free-encyclopedia. it. html) [2] Primo (in ordine cronologico) sito web (http:// www. w3. org/ History/ hypertext/ hypertext/ WWW/ TheProject. html) (al tempo l'indirizzo web era diverso). È stato messo online il 6 agosto 1991 da Tim Berners-Lee. [3] "Web" essendo l'abbreviazione di un nome proprio andrebbe scritto con l'iniziale maiuscola, vista però la sua ormai ampissima diffusione nel linguaggio comune è accettata anche la grafia con l'iniziale minuscola. [4] "Grande Ragnatela Mondiale" è un appellativo italiano che nasce come traduzione letterale italiana di "World Wide Web", anche se la traduzione letterale italiana più accurata sarebbe "ragnatela grande quanto il mondo". L'appellativo si è diffuso nei primi anni di affermazione del World Wide Web e oggi è in forte disuso. [5] In particolare il World Wide Web è uno dei principali servizi di Internet: assieme alla posta elettronica certamente il servizio di Internet più utilizzato e conosciuto. [6] Ovviamente sono necessarie opportune risorse (un computer, opportuni software, un accesso a Internet, ecc.) e conoscenze. Se i contenuti da pubblicare sul Web non sono troppo complessi le risorse e conoscenze necessarie sono comunque di esigua entità. Ad esempio, già dotandosi di un comune personal computer attualmente disponibile in commercio e sottoscrivendo un servizio di accesso a Internet con uno dei più popolari Internet service provider, si ha a disposizione tutto il necessario per poter pubblicare sul Web contenuti non troppo complessi. I più popolari Internet service provider offrono infatti la possibilità di pubblicare sul Web contenuti non troppo complessi attraverso il Web stesso senza la necessità di conoscere il linguaggio di markup del Web. Lo stesso vale anche per i blog, molti sono infatti i siti web che offrono gratuitamente la possibilità di creare un blog in modo semplice e immediato attraverso il Web stesso. In caso invece di contenuti più complessi è necessario dotarsi anche di un editor web 'WYSIWYG se si vuole evitare, o almeno semplificare, l'apprendimento del linguaggio di markup del Web.

10 World Wide Web 7 [7] Gli utenti di Internet nel 2008 hanno superato il miliardo e cinquecento milioni, quasi un quarto della popolazione mondiale (fonte: Internet: 2,2 miliardi di utenti nel Asia e Cina guideranno la crescita mentre l Italia risulta ancora tra i Paesi poco connessi (http:// www. key4biz. it/ News/ 2009/ 07/ 21/ e-society/ forrester_internet_zia_daniell_wigder. html)). [8] (http:// www. w3. org/ TR/ html4/ ). [9] (http:// www. w3. org/ 2001/ sw/ ). [10] / www. w3. org/ [11] / public. web. cern. ch/ Public/ Welcome. html Sito web Un sito web, o sito Internet, anche abbreviati in sito se chiaro il contesto informatico, è un insieme di pagine web correlate, ovvero una struttura ipertestuale di documenti che risiede, tramite hosting, su un web server e accessibile all'utente che ne fa richiesta tramite un web browser sul World Wide Web della rete Internet. Il progetto, la realizzazione e la gestione di un sito web fa ampio uso di tecniche e conoscenze proprie della programmazione Web. Tipologie di siti web Dal punto di vista della struttura e della tecnologia utilizzata, i siti web si possono distinguere sommariamente in due tipologie principali: siti statici siti dinamici I siti web statici formati da pagine statiche presentano contenuti di sola ed esclusiva lettura. Solitamente vengono aggiornati con una bassa frequenza e sono mantenuti da una o più persone che agiscono direttamente sul codice HTML della pagina (tramite appositi editor web). Si tratta storicamente della prima generazione di siti web. I siti web dinamici formati da pagine web dinamiche presentano invece contenuti redatti dinamicamente (in genere grazie al collegamento con un database) e forniscono contenuti che possono variare in base a più fattori. I siti web dinamici sono caratterizzati da un'alta interazione fra La home page della versione italiana del sito web Wikipedia.org sito e utente; alcuni elementi che caratterizzano la dinamicità di un sito possono essere: l'interazione con uno o più database, la presenza di moduli per l'invio di o altre operazioni, la visualizzazione dell'ora server, operazioni varie sul file system (tipo creazione dinamica di documenti, ecc.), il cloaking basandosi su vari parametri (tra i quali l'user agent, o il browser, o la risoluzione... dell'utente), la visualizzazione o stampa o catalogazione degli indirizzi IP degli utenti, e molto altro. Essi possono essere scritti tramite linguaggi di scripting come ASP, PHP e molti altri linguaggi web. La modifica dei contenuti, che spesso possono essere aggiornati grazie ad alcuni editor grafici (detti WYSIWYG) anche senza agire direttamente sul codice, è generalmente frequente. Un chiaro esempio di sito dinamico è [1].

11 Sito web 8 Categorie I siti web vengono poi comunemente divisi in categorie per inquadrarne il settore di operatività o i servizi offerti: sito personale - condotto da individui o piccoli gruppi di persone (come una famiglia), che contiene informazioni prevalentemente autobiografiche o focalizzate sui propri interessi personali (ad es. un blog) sito aziendale - funzionale alla promozione di un'azienda o di un servizio sito di commercio elettronico (o "e-commerce") - specializzato nella vendita di beni e/o servizi via internet sito comunità - un sito in cui utenti possono comunicare fra loro, per esempio tramite chat o forum, formando una comunità virtuale sito di download - ampie raccolte di link per scaricare software (dimostrativi di videogiochi, immagini, ecc.) forum: luogo in cui discutere tramite la pubblicazione e la lettura di messaggi, organizzati per discussioni (thread) e messaggi (post) sito informativo - con contenuti tesi a informare l'utente, ma non strettamente per scopi commerciali motore di ricerca - registra i contenuti degli altri siti e li rende disponibili per la ricerca database - un sito il cui utilizzo principale è di ricercare e mostrare il contenuto di uno specifico database (ad esempio l'internet Movie Database per i film) sito ludico - un sito che è in sé un gioco oppure serve da arena per permettere a più persone di giocare aggregatore di notizie - presenta contenuti prelevandoli automaticamente dalla rete da molte fonti contemporaneamente, ed è simile in questo ai motori di ricerca che sfruttano i risultati delle ricerche degli utenti aggregandoli e immagazzinandoli in un database con criteri quali la tipologia dei media (foto, video, testo etc.) e il contenuto testuale. Il risultato è un sito che cresce esponenzialmente e si arricchisce all'infinito di pagine con contenuto inerente all'argomento di base, definito in fase di installazione ma affinato sulle preferenze degli utenti, il tutto in modo automatico. link farm - siti creati unicamente per proporre collegamenti verso altri siti a scopo pubblicitario (spesso in cambio di canoni in denaro) Molti siti sono un incrocio tra due o più delle precedenti categorie. Ad esempio, un sito aziendale può allo stesso tempo pubblicizzare i propri prodotti e pubblicare materiale informativo. Prende il nome di portale un sito web che ha assunto dimensioni tali da costituire un punto di partenza, una porta di ingresso ad un gruppo consistente di risorse per gli utenti del web; l'argomento del portale può essere più o meno generalista oppure specializzato (portale verticale). Taluni siti web presentano aree riservate, ovvero sezioni accessibili solamente previo pagamento di un canone, registrazione, o assegnazione di una password. I linguaggi Il linguaggio più diffuso con cui i siti web sono costruiti è l'html (Hyper Text Markup Language) e suoi derivati. L'HTML viene interpretato da particolari software chiamati web browser: tra i più celebri si annoverano Firefox e Internet Explorer. Alcuni plugin per i browser permettono la visualizzazione di contenuti animati, come Flash, Shockwave o applet Java. Alcuni contenuti possono essere generati dinamicamente sul browser dell'utente, ad esempio tramite JavaScript o Dynamic HTML, tecnologie supportate per impostazione predefinita da tutti i browser recenti (programmazione web client-side). Per la costruzione di siti web dinamici in grado di estrapolare dati da database, inviare , gestire informazioni, ecc., i linguaggi di scripting più diffusi sono PHP e ASP (programmazione web server-side). Per la creazione di siti internet molti webmaster utilizzano comunemente strumenti automatizzati, chiamati webeditor, grazie ai quali redigere il codice anche senza averne un'approfondita conoscenza.

12 Sito web 9 Sempre più la realizzazione e la gestione di siti web complessi e ricchi di contenuti passa attraverso l'uso di Content Managment System CMS, delle vere piattaforme web (sorta di evoluzione dei web editor) per le quali non è richiesta alcuna conoscenza di tecniche di programmazione web ed utili anche per forum, blog e portali di e-commerce. Accesso alle pagine web Le pagine di un sito web sono accessibili tramite una radice comune (detta "nome di dominio", per esempio "www.kernel.org"), seguita da una serie opzionale di "sotto cartelle" e dal nome della pagina. Il nome completo di ogni pagina è detto "indirizzo web" o, più tecnicamente, URI (o URL). L'home page di un sito è la prima pagina che si ottiene digitando il solo nome di dominio. Per esempio, nell'indirizzo è la radice, o nome di dominio Consortium/Offices/ sono le sottocartelle, separate dal simbolo "/" role.html è il nome della pagina Solitamente le pagine di un sito risiedono tutte sullo stesso Web server, e la ramificazione in sottocartelle dell'indirizzo corrisponde ad una uguale ramificazione nell'hard disk dello stesso server. Aspetti giuridici Gli aspetti giuridici relativi alla pubblicazione di documenti su un sito web sono spesso controversi, poiché documenti siti in una determinata nazione sono resi accessibili anche da luoghi con leggi ed usi del tutto differenti, ma anche perché le stesse leggi delle singole nazioni seguono con fatica la continua e rapida evoluzione del Web. In linea generale i contenuti di un sito sono sottoposti alle condizioni di utilizzo del fornitore dello spazio web (hosting) e alle leggi della nazione in cui esso è situato (ad esempio leggi sul copyright, sulla pornografia, ecc.). Controversie nella legislazione italiana In Italia sono sorte polemiche se il mondo dei siti web debba rimanere senza vincoli legislativi e soggetta solo ad una autoregolamentazione, oppure in alternativa se debbano essere applicate le norme sulla stampa. Nell'ottobre del 2007, e successivamente nel novembre 2008, il governo italiano ha presentato un disegno di legge sulla riforma dell'editoria in cui aveva stabilito per i blog l'obbligo della registrazione. La dura replica del mondo web ha portato alla precisazione da parte del sottosegretario Levi che la norma non avrebbe trovato applicazione ai blog. La disputa si è trasferita sul piano giudiziario quando il tribunale di Modica ha condannato lo storico Carlo Ruta per il reato di stampa clandestina [2] Figure professionali Tra le figure professionali legate alla creazione dei siti web vi sono: il webdesigner, che progetta il sito dall'aspetto grafico (layout) ai contenuti il webmaster, che amministra il sito in generale e ne è il responsabile l'esperto di architettura dell'informazione (information architect), che è responsabile dell'organizzazione dell'intero sito e della struttura di navigazione il content manager, che è responsabile della redazione del contenuto e della struttura logica il programmatore o sviluppatore, che è responsabile del comportamento delle pagine l'esperto di webmarketing, che si occupa della promozione del sito nel web il responsabile SEO (search engine optimization), che si occupa del posizionamento del sito all'interno degli indici dei motori di ricerca.

13 Sito web 10 il sistemista, che gestisce la rete, l'hardware e il software di base del web server in cui è ospitato il sito. Il web strategist, che si occupa di gestire la presenza sul web delle aziende. Voci correlate Web 1.0 Web 2.0 Web 3.0 Aggregatore Bounce Rate Collegamento ipertestuale Lista di editor HTML Pagina web Pagina web dinamica Pagina web statica Portale web World Wide Web Hot-link Collegamenti esterni Sito del World Wide Web Consortium [3], pubblica le grammatiche formali dei linguaggi di marcatura più diffusi Oscon.it [4] Oscon, facsimile di contratto per la vendita di Altri progetti Wikisource contiene Sentenza tribunale di Modica su Sito web Note [1] / www. wikipedia. org [2] Sicily News (http:// www. sicily-news. com/ news. cfm?id=3023) [3] / www. w3c. org [4] / www. oscon. it

14 Browser 11 Browser Un browser (/ˈbraʊzər/) o navigatore è un programma che consente di visualizzare i contenuti delle pagine dei siti web e di interagire con essi, permettendo così all'utente di navigare in internet. Il browser è infatti in grado di interpretare l'html - il codice con il quale sono scritte la maggior parte delle pagine web - e di visualizzarlo in forma di ipertesto. I browser vengono principalmente utilizzati su personal computer, ma anche su altri dispositivi che consentono la navigazione in internet, come i palmari e gli smartphone. Quelli più noti e diffusi sono Internet Explorer, Mozilla Firefox, Google Chrome, Safari e Opera. Storia Anno Browser Utenti Internet (in milioni) [1] 1991 WorldWideWeb (Nexus) 1992 ViolaWWW, Erwise, MidasWWW, MacWWW (Samba) 1993 Mosaic, Cello [2], Lynx 2.0, Arena, AMosaic IBM WebExplorer, Netscape Navigator, SlipKnot 1.0, MacWeb, IBrowse, Agora (Argo), Minuet Internet Explorer 1, Netscape Navigator 2.0, OmniWeb, UdiWWW [3], WebRouser [4], Internet Explorer 2, Grail Arachne 1.0, Internet Explorer 3.0, Netscape Navigator 3.0, Opera 2.0, PowerBrowser 1.5 [5], Cyberdog, Amaya 0.9 [6], AWeb, Voyager Internet Explorer 4.0, Netscape Navigator 4.0, Netscape Communicator 4.0, Opera 3.0 [7], Amaya 1.0 [6] Internet Explorer 5.0 Beta 1, icab, Mozilla Amaya 2.0 [6], Mozilla M3, Internet Explorer Konqueror, Netscape 6, Opera 4 [8], Opera 5 [9], K-Meleon 0.2, Amaya 3.0 [6], Amaya 4.0 [6] 361 Internet Explorer 6, Galeon 1.0, Opera 6 [10], Amaya 5.0 [6] 513 Netscape 7, Mozilla 1.0, Phoenix 0.1, Links 2.0, Amaya 6.0 [6], Amaya 7.0 [6] 587 Opera 7 [11], Safari 1.0, Epiphany 1.0, Amaya 8.0 [6] Firefox 1.0, Netscape Browser, OmniWeb Safari 2.0, Netscape Browser 8.0, Opera 8. [12], Epiphany 1.8, Amaya 9.0 [6], AOL Explorer 1.0, Maxthon 1.0, Shiira 1.0 SeaMonkey 1.0, K-Meleon 1.0, Galeon 2.0, Camino 1.0, Firefox 2.0, Avant 11, icab 3, Opera 9 [13], Internet Explorer 7, Sputnik Maxthon 2.0, Netscape Navigator 9, NetSurf 1.0, Flock 1.0, Safari 3.0, Conkeror Konqueror 4, Safari 3.1, Opera 9.5 [14], Firefox 3, Amaya 10.0 [6], Flock 2, Chrome 1, Amaya 11.0 [6] Internet Explorer 8, Chrome 2, Safari 4, Opera 10 [15], Chrome 3, SeaMonkey 2, Camino 2, Firefox 3.5 Firefox 3.6, Chrome 4, Opera [16], Chrome 5, Safari 5, Chrome

15 Browser 12 Il primo browser fu sviluppato da Tim Berners-Lee (tra i primi precursori del concetto di WWW e fondatore del W3C), e venne chiamato WorldWideWeb. Serviva a scopi dimostrativi, era disponibile solo per sistema operativo NeXT e perciò in seguito fu chiamato Nexus. Il primo browser a raggiungere un'apprezzabile popolarità internazionale fu Mosaic, sviluppato da NCSA, seguito poi da Netscape Navigator, che crebbe in fretta e fu la piattaforma su cui vennero messe a punto alcune innovazioni oggi comunissime (come ad esempio JavaScript). La netta prevalenza di Netscape presso l'utenza, a metà degli anni novanta, fu incrinata dalla cosiddetta guerra dei browser, una competizione inizialmente commerciale e poi di immagine cominciata da Microsoft quando le innovazioni introdotte da Netscape divennero così sofisticate da costituire una minaccia potenziale per i propri interessi. Per vincere la concorrenza, Microsoft incluse Internet Explorer nel proprio sistema operativo Windows (il più diffuso al mondo), stroncando sul nascere i possibili concorrenti. Questa mossa fu motivo di numerose cause legali per la difesa della libera concorrenza e contro la nascita di monopoli informatici. Netscape reagì rilasciando nel 1998 il proprio codice con una licenza open source. Il progetto Mozilla che ne derivò fornisce il codice che è alla base di diversi browser, fra i quali Netscape, Mozilla Suite, Galeon, Firefox e uno dei programmi di accesso della AOL. La presenza di browser diversi con funzioni differenti, ha portato alcuni webmaster a realizzare siti web destinati a essere visitati con un browser preferenziale, talvolta impedendo l'accesso a utenti che utilizzassero un browser differente da quello scelto. Questa consuetudine, oltre a essere contro la filosofia portante del World Wide Web, che vede l'accessibilità come uno dei pilastri portanti e aver quindi suscitato forti critiche e campagne di protesta e sensibilizzazione (come Campaign for a Non-Browser Specific WWW), ha costretto browser molto comuni (tra i quali Opera) a "fingersi" un altro browser (modificando il proprio user agent), per poter aver accesso a un maggior numero di documenti. Il browser più diffuso a livello mondiale è Internet Explorer, prodotto da Microsoft, che viene fornito gratuitamente e "di serie" con ogni sistema operativo Windows (dati al 2006). Il secondo browser in ordine di utilizzo è Mozilla nelle sue varianti (e in particolare Firefox), prodotto e distribuito gratuitamente dalla Mozilla Foundation; il terzo è Safari di Apple [17], distribuito assieme al sistema operativo Mac OS X (di cui più recentemente è stata messa a disposizione una versione gratuita anche per Windows). Altri browser molto diffusi sono Opera (terzo in Italia nel 2006) e il già citato Netscape Navigator, il cui sviluppo è ormai sospeso. Fra le principali funzionalità dei browser disponibili, si possono ricordare: navigazione a schede (Tabbed browsing), supporto alla navigazione off-line tramite la memoria cache e plugin dedicati per mantenere i link tra le pagine salvate, funzione di download manager con arresto/ripresa sempre tramite la memoria cache, anteprima delle pagine da scaricare, sintesi vocale, integrazione dei feed RSS e di client di posta elettronica. Porzioni di mercato dei principali browser in Europa Browser Maggio 2007 [18] Maggio 2008 [19] Maggio 2009 [20] Maggio 2010 [21] Internet Explorer 66,7% 61,6% 57,4% 45,7% Mozilla Firefox 24,5% 28,9% 31,0% 32,2% Google Chrome 0,6% 8,4% Safari 1,8% 2,2% 2,2% 5,3% Opera 1,2% 1,1% 0,5% 2,0%

16 Browser 13 Elenco di navigatori (browser) Amaya Arachne Arora Avant Browser Camino Chromium Cyberdog Dillo Enigma Browser Epiphany ELinks Flock Galeon Gnu IceCat Google Chrome GreenBrowser IceWeasel Internet Explorer K-Meleon Kazehakase Kirix Strata Konqueror Kiwe (per bambini [22] ) Links (testuale) Lunascape Lynx (testuale) Maxthon (prima noto come Myie2) Midori Minimo Mosaic Mozilla Mozilla Firefox Netscape Netsurf Omniweb Opera RealPlayer Safari SeaMonkey Sleipnir Slim Browser [23] SRWare Iron w3m (testuale)

17 Browser 14 Evoluzione temporale dei web browser (clic per ingrandire) [24] Voci correlate Connessione Navigazione off-line Guerra dei browser Usabilità del web Altri progetti Wikimedia Commons contiene file multimediali su Browser Collegamenti esterni Elenco di browser su useragents.org [25] Ballot Screen per scelta browser [26] Note [1] [ dataarchivio = History and Growth of the Internet]. Internet World Stats, 9 May URL consultato il (archiviato dall'url originale) [2] Elaine Brennan. [ dataarchivio = World Wibe Web Browser: Ms-Windows (Beta) (1/149)] in Humanist Archives Vol. 7. Sun, 13 Jun URL consultato il 27 March (archiviato dall'url originale) [3] Prof. Dr. Hans Peter Großmann. [ dataarchivio = Department of Information Resource Management]. University of Ulm. URL consultato il 22 March (archiviato dall'url originale)

18 Browser 15 [4] [ dataarchivio = Eolas releases WebRouser via the Internet]. Eolas Information, September 18, URL consultato il (archiviato dall'url originale) [5] [ dataarchivio = Oracle Introduces PowerBrowser]. Oracle Corporation, June 18, URL consultato il (archiviato dall'url originale) [6] [ dataarchivio = Release history]. W3C. URL consultato il (archiviato dall'url originale) [7] Opera Software Releases 3.60 (http:// www. opera. com/ pressreleases/ en/ 1999/ 05/ dml). Opera Software, URL consultato il [8] Opera 4.0 for Windows Released (http:// www. opera. com/ press/ releases/ 2000/ 06/ 27/ ). Opera Software, URL consultato il [9] The Browser War Lights Up in Europe (http:// www. opera. com/ press/ releases/ 2000/ 12/ 06_2/ ) URL consultato il [10] Opera 6.0 for Windows launched after record-breaking beta (http:// www. opera. com/ pressreleases/ en/ 2001/ 11/ dml). Opera Software, URL consultato il [11] Opera 7 Ready to Rock the Web (http:// www. opera. com/ pressreleases/ en/ 2003/ 01/ 28/ ). Opera Software, URL consultato il [12] Speed, Security and Simplicity: Opera 8 Web Browser Released Today (http:// www. opera. com/ pressreleases/ en/ 2005/ 04/ 19/ ). Opera Software, URL consultato il [13] Your Web, Your Choice: Opera 9 Gives You the Control (http:// www. opera. com/ press/ releases/ 2006/ 06/ 20/ ). Opera Software, URL consultato il [14] Opera redefines Web browsing yet again (http:// www. opera. com/ pressreleases/ en/ 2008/ 06/ 12/ ). Opera Software, URL consultato il [15] Turbocharge your Web experience with Opera 10 (http:// www. opera. com/ press/ releases/ 2009/ 09/ 01/ ). Opera Software, September 1, URL consultato il 2 January [16] The world's fastest browser for Windows (http:// www. opera. com/ press/ releases/ 2010/ 03/ 02/ ). Opera Software, March 2, URL consultato il 28 March [17] / www. macitynet. it/ macity/ aa24315/ index. shtml [18] W3Counter - Global Web Stats, May 2007 (http:// www. w3counter. com/ globalstats. php?date= ) [19] W3Counter - Global Web Stats, May 2008 (http:// www. w3counter. com/ globalstats. php?date= ) [20] W3Counter - Global Web Stats, May 2009 (http:// www. w3counter. com/ globalstats. php?date= ) [21] W3Counter - Global Web Stats, May 2010 (http:// www. w3counter. com/ globalstats. php?year=2010& month=5) [22] Kiwe (http:// www. kiwe. it) [23] Slim Browser (http:// www. flashpeak. com/ ) [24] / upload. wikimedia. org/ wikipedia/ commons/ 7/ 74/ Timeline_of_web_browsers. svg [25] / www. useragents. org/ database-list. asp?id=5 [26] / www. browserchoice. eu/ BrowserChoice/ browserchoice_it. htm

19 HTML 16 HTML HTML Estensione Tipo MIME.html,.htm,.shtml,.shtm text/html Sviluppato da W3C Tipo Estensione di Esteso a Linguaggio di markup SGML XHTML Standard ISO/IEC L'HyperText Markup Language (HTML) (traduzione letterale: linguaggio di descrizione per ipertesti) è un linguaggio usato per controllare la struttura dei documenti ipertestuali disponibili nel World Wide Web. Tutti i siti web sono scritti o passano attraverso il formato HTML, codice che viene letto (interpretato) dal web browser, il quale, a seguito dell'elaborazione, genera la visualizzazione della pagina desiderata sullo schermo del computer dopo la preventiva richiesta al web server da parte dell'utente. L'HTML non è un linguaggio di programmazione, ma un linguaggio di markup, ossia descrive le modalità di impaginazione, formattazione o visualizzazione grafica (layout) del contenuto, testuale e non, di una pagina web ma non supporta nessuna gestione di istruzioni, di variabili, di sequenze o di strutture di comando. Punto HTML (.html) o punto HTM (.htm) è anche l'estensione comune dei documenti HTML. Descrizione generale L'HTML è un linguaggio di pubblico dominio la cui sintassi è stabilita dal World Wide Web Consortium (W3C), e che è basato su un altro linguaggio avente scopi più generici, l'sgml. È stato sviluppato alla fine degli anni ottanta da Tim Berners-Lee al CERN di Ginevra. Verso il 1994 ha avuto una forte diffusione, in seguito ai primi utilizzi commerciali del web. Nel corso degli anni, seguendo lo sviluppo di Internet, l'html ha subito molte revisioni, ampliamenti e miglioramenti, che sono stati indicati secondo la classica numerazione usata per descrivere le Un esempio di codice HTML con sintassi evidenziata. Questa funzione viene solitamente eseguita da un editor di pagine web o da alcuni browser, come ad versioni dei software. Attualmente l'ultima esempio Mozilla Firefox. versione disponibile è la versione 4.01, resa pubblica il 24 dicembre Dopo un periodo di sospensione, in cui il W3C si è focalizzato soprattutto sulle definizioni di XHTML (applicazione a

20 HTML 17 HTML di regole e sintassi in stile XML) e dei fogli di stile (CSS), nel 2007 è ricominciata l'attività di specifica con la definizione, ancora in corso, di HTML5, attualmente allo stato di bozza (draft). Un'ulteriore ed importante caratteristica di HTML è che esso è stato concepito per definire il contenuto logico e non l'aspetto finale del documento. I dispositivi che possono accedere ad un documento HTML sono molteplici e non sempre dotati di potenti capacità grafiche. Proprio per questo gli sviluppatori di HTML hanno optato per un linguaggio che descrivesse dal punto di vista logico, piuttosto che grafico il contenuto dei documenti. Questo significa che non esiste alcuna garanzia che uno stesso documento venga visualizzato in egual modo su due dispositivi. Se da una parte questo ha imposto in passato dei forti limiti agli sviluppatori di pagine Web, ha dall'altro garantito la massima diffusione di Internet ed evitato che essa diventasse un medium di élite. Attualmente i documenti HTML sono in grado di incorporare molte tecnologie, che offrono la possibilità di aggiungere al documento ipertestuale controlli più sofisticati sulla resa grafica, interazioni dinamiche con l'utente, animazioni interattive e contenuti multimediali. Si tratta di linguaggi come CSS, JavaScript o Java, o di altre applicazioni multimediali di animazione vettoriale o di streaming audio o video. Al giorno d'oggi molti web designer delegano la scrittura del codice HTML ad applicazioni specifiche, come per esempio i cosiddetti editor WYSIWYG che permettono al designer di occuparsi dell'aspetto grafico finale della pagina mentre il codice vero e proprio viene generato automaticamente. Gli sviluppatori puri preferiscono invece utilizzare direttamente il codice HTML, in modo da avere un maggior controllo sul risultato finale e sulla pulizia del codice scritto, cosa che gli editor WYSIWYG odierni nonostante siano sempre più avanzati non possono sempre garantire. Accesso via Internet I documenti HTML vengono immagazzinati di solito sui dischi rigidi di macchine elaboratrici (computer-server) costantemente collegate alla rete Internet. Su queste macchine è installato un software specifico detto web server che si occupa di produrre e inviare i documenti ai browser degli utenti che ne fanno richiesta usando il protocollo HTTP per il trasferimento dati. Spesso il documento HTML viene generato del tutto o parzialmente tramite un codice eseguibile residente sul server Internet in grado di interagire con altre applicazioni presenti sul server stesso, come per esempio un database, e inviare poi al browser il risultato finale, realizzando le cosiddette pagine dinamiche con cui un utente può compiere operazioni interattive avanzate (per esempio, filtrare gli articoli all'interno di un catalogo on-line). È il caso dei documenti scritti in linguaggi come ASP, PHP o Perl. Elementi sintattici Ogni documento ipertestuale scritto in HTML deve essere contenuto in un file, la cui estensione è tipicamente.htm o.html. Il componente principale della sintassi di questo linguaggio è l'elemento, inteso come struttura di base a cui è delegata la funzione di formattare i dati o indicare al browser delle informazioni. Ogni elemento è racchiuso all'interno di marcature dette tag, costituite da una sequenza di caratteri racchiusa tra due parentesi angolari, cioè i segni minore e maggiore (Esempio: <br>; il tag di questo esempio serve per indicare un ritorno a capo). Quando il tag deve essere applicato a una sezione di testo o di codice, l'ambito di applicazione deve essere delimitato fra un tag di apertura ed uno di chiusura (chiusura esplicita), che coincide col tag di apertura preceduto da una barra (/) dopo la parentesi angolare aperta (Esempio: <b>testo testo testo</b>. In questo caso, il testo compreso tra questi due tag verrà visualizzato in grassetto dal browser). Alcuni tag presentano un'applicazione puntuale, come per esempio il tag <img> che serve per inserire un'immagine in un determinato punto della pagina, e in quanto tali non richiedono il tag di chiusura; in questo caso si parla di tag a chiusura implicita. In XHTML, invece, la chiusura implicita è proibita e tutti i tag devono essere sempre chiusi

21 HTML 18 esplicitamente tramite un tag di chiusura o, nel caso dei tag puntuali, usando il carattere '/' alla fine del tag stesso (per esempio <br />). Per questi tag, i browser sono in grado di accettare entrambe le modalità, per motivi di compatibilità. Struttura di un documento HTML Un documento HTML comincia con l'indicazione della definizione del tipo di documento (Document Type Definition o DTD), la quale segnala al browser l'url delle specifiche HTML utilizzate per il documento, indicando quindi, implicitamente, quali elementi, attributi ed entità si possono utilizzare e a quale versione di HTML si fa riferimento. Di fatto, questa informazione serve al browser per identificare le regole di interpretazione e visualizzazione appropriate per lo specifico documento. Questa definizione deve pertanto precedere tutti i tag relativi al documento stesso. Dopo il DTD, il documento HTML presenta una struttura ad albero annidato, composta da sezioni delimitate da tag opportuni che al loro interno contengono a loro volta sottosezioni più piccole, sempre delimitate da tag. La struttura più esterna è quella che delimita l'intero documento, eccetto la DTD, ed è compresa tra i tag <html> e </html>. Struttura generale di un documento HTML. All'interno dei tag <html> lo standard prevede sempre la definizione di due sezioni ben distinte e disposte in sequenza ordinata: la sezione di intestazione o header, delimitata tra i tag <head> e </head>, che contiene informazioni di controllo normalmente non visualizzate dal browser, con l'eccezione di alcuni elementi la sezione del corpo o body, delimitata tra i tag <body> e </body>, che contiene la parte informativa vera e propria, ossia il testo, le immagini e i collegamenti che costituiscono la parte visualizzata dal browser. Al di sotto di questa suddivisione generale, lo standard non prevede particolari obblighi per quanto riguarda l'ordine e il posizionamento delle ulteriori sottosezioni all'interno dell'header o del body, a parte l'indicazione del rispetto dei corretti annidamenti (le sottosezioni non si devono sovrapporre, ossia ogni sottosezione deve essere chiusa prima di iniziare la sottosezione successiva), lasciando così completa libertà allo sviluppatore o al progettista per quanto riguarda la strutturazione e l'organizzazione successive.

22 HTML 19 I tag Tag dell'header I tag utilizzati nella sezione header sono tipicamente di tipo diverso da quelli utilizzati nella sezione body, essendo destinati a scopi differenti. I tag utilizzati nella sezione header normalmente non vengono visualizzati dal browser ma servono come informazioni di controllo e di servizio quali: metadata per convogliare informazioni utili ad applicazioni esterne (es. motori di ricerca) o al browser (es. codifica dei caratteri, utile per la visualizzazione di alfabeti non latini) metadata di tipo http-equiv per controllare informazioni aggiuntive nel protocollo HTTP collegamenti verso file di servizio esterni (CSS, script, icone visualizzabili nella barra degli indirizzi del browser) inserimento di script (codice eseguibile) utilizzati dal documento informazioni di stile (CSS locali) il titolo associato alla pagina e visualizzato nella finestra principale del browser Tag del body All'interno della sezione di body, che racchiude la parte visualizzabile del documento, si utilizzano i tag specifici previsti per la formattazione dei contenuti accessibili all'utente finale, ossia per il controllo di: intestazioni (titoli di capitoli, di paragrafi eccetera) strutture di testo (testo indentato, paragrafi, eccetera) aspetto del testo (grassetto, corsivo, eccetera) elenchi e liste (numerate, generiche, di definizione) tabelle moduli elettronici (campi compilabili dall'utente, campi selezionabili, menu a tendina, pulsanti eccetera) collegamenti ipertestuali e ancore layout generico del documento inserimento di immagini inserimento di contenuti multimediali (audio, video, animazioni eccetera) inserimento di contenuti interattivi (script, applicazioni esterne) Tra quelli elencati sopra, il tag <a> è quello che gioca un ruolo chiave in quanto descrive un collegamento (o link) ad un altro documento ipertestuale e consente, con un click del mouse o con un'operazione da tastiera, di abbandonare la pagina o il sito che si sta visualizzando e caricare quella indicata dal link, realizzando così la funzione di navigazione tipica dell'uso di Internet. Voci correlate Document Type Definition Elemento HTML HTML5 HTML Tidy XHTML Applicazione HTML CSS

23 HTML 20 Altri progetti Wikibooks contiene testi o manuali su HTML Wikimedia Commons contiene file multimediali su HTML Collegamenti esterni (IT) Guida HTML [1] (EN) Specifiche ufficiali HTML [2] del World Wide Web Consortium (W3C) (IT) W3C - ufficio italiano [3] (IT) Tabella di tutti i Caratteri Speciali HTML [4] (IT) HTML [5] su Open Directory Project ( Segnala [6] su DMoz un collegamento pertinente all'argomento "HTML") Note [1] / xhtml. html. it/ guide/ leggi/ 51/ guida-html [2] / www. w3. org/ html/ [3] / www. w3c. it/ [4] / www. caratterispecialihtml. com/ [5] / www. dmoz. org/ World/ Italiano/ Computer/ Formato_Dati/ Linguaggi_di_Marcatura/ Html/ [6] / www. dmoz. org/ cgi-bin/ add. cgi?where=world/ Italiano/ Computer/ Formato_Dati/ Linguaggi_di_Marcatura/ Html/

24 CSS (informatica) 21 CSS (informatica) Cascading Style Sheets Estensione Tipo MIME.css text/css Sviluppato da W3C 1º rilascio 17 dicembre 1996 Sito web [1] Il CSS (Cascading Style Sheets), è un linguaggio usato per definire la rappresentazione di documenti HTML, XHTML e XML. Le regole per comporre il CSS sono contenute in un insieme di direttive (Recommendations) emanate a partire dal 1996 dal W3C. L'introduzione del CSS si è resa necessaria per separare i contenuti dalla formattazione e permettere una programmazione più chiara e facile da utilizzare, sia per gli autori delle pagine HTML che per gli utenti. Motivi ed evoluzione dei CSS Prima dei CSS Una pagina web è formata fondamentalmente da due elementi: i contenuti veri e propri e la formattazione ovvero l'aspetto con cui i contenuti sono mostrati all'utente. Il linguaggio HTML (e la sua evoluzione XHTML) ha come scopo quello di gestire i contenuti associandone o specificandone allo stesso tempo la struttura grafica (layout) all'interno della pagina web da realizzare grazie all'utilizzo di tag diversi. Ogni tag (ad esempio <h1> o <p>) specifica un diverso ruolo dei contenuti che esso contrassegna (quindi il tag <h1> definirà un'importanza maggiore del tag <p>). I browser che interpretano il codice (X)HTML mostrano all'utente formattazioni predefinite per ogni tag che incontrano (così ad esempio i contenuti marcati con il tag <h1> avranno carattere 18pt e i contenuti marcati da <p> avranno carattere 12pt). Tuttavia questa formattazione è completamente sotto il controllo dell'utente, che può modificarla nelle Impostazioni del suo browser. Per permettere agli autori di definire l'aspetto delle loro pagine, dal 1993 in poi Netscape Navigator ed Internet Explorer, i due browser che si disputavano gli utenti nella nota guerra dei browser, presentarono tag proprietari,

25 CSS (informatica) 22 ovvero non aderenti agli standard e non compatibili con i browser concorrenti. Un esempio di questi tag è <font> che va a definire il font. Questi tag proprietari di formattazione erano l'unico modo per gli autori di definire la formattazione e così il loro uso è diventato massiccio. Tuttavia questi tag presentano tre problemi: 1. Il primo problema è costituito dalla lunghezza di questi tag. Se confrontata con una pagina che adotta il linguaggio CSS, una pagina che non lo adotta è in genere più pesante (in termini di bit) in un rapporto che spesso raggiunge il 200%. Inoltre le istruzioni CSS possono essere raccolte in un file esterno che rimane memorizzato nella cache del browser, riducendo ulteriormente la quantità di dati che i server devono trasmettere. 2. Il secondo problema risiede nella mancanza di logica del codice (X)HTML. Un codice non aderente agli standard, ridondante e confuso comporta infatti molto lavoro aggiuntivo per i browser, che devono cercare di correggere ed interpretare (quando possibile) direttive arbitrarie. 3. Il terzo problema comincia a diventare sempre più rilevante ed è la mancanza di compatibilità con i nuovi computer palmari e gli smartphone. Queste pagine infatti sono progettate per schermi con risoluzione minima 800x600 pixel. I palmari, che hanno una risoluzione inferiore ed una forma dello schermo ben diversa dal rapporto 4:3 dei monitor per computer, si trovano quindi impossibilitati a visualizzare correttamente la pagina e l'utente dovrà tentare di "decodificarla", operazione spesso molto scomoda. Si tende ad evidenziare anche un'ulteriore questione, nelle pagine web non standard, ovvero l'uso del tag <table> (le tabelle) per realizzare l'impaginazione delle pagine web. Questo viene considerato dai puristi come inaccettabile in quanto le tabelle sono pensate per impaginare dati tabulari e non layout web. In realtà l'unico svantaggio serio di questo sistema è l'incredibile peso delle pagine, come già indicato al problema 1. CSS 1 Per tentare di risolvere questa situazione, nel 1996 il W3C emanò le specifiche CSS 1. I CSS 1 erano un interessante sistema per separare contenuto da formattazione. La base di questo linguaggio, infatti, consisteva nel fatto che il contenuto sarebbe stato sempre definito dal codice (X)HTML, mentre la formattazione si sarebbe trasferita su un codice completamente separato, il CSS appunto. I richiami tra i due codici venivano effettuati tramite due particolari attributi: class e ID. Queste specifiche: 1. Erano un'efficace soluzione al primo problema (escludendo la questione del tag <table>) perché riducevano notevolmente le dimensioni della pagine. 2. Risolvevano il secondo in modo parziale perché consentivano al codice (X)HTML di ritornare in gran parte semplice ed essenziale, ma presentavano qualche mancanza che costringeva a ricorrere ai tag HTML. 3. Non prendevano però in considerazione il terzo, dato che nel 1996 i PDA (i palmari) erano scarsamente diffusi. I CSS 1 sviluppavano un'idea semplice ma efficace, ma nonostante le loro grandi potenzialità non ebbero successo a causa della mancanza di browser in grado di supportarli. CSS 2 e CSS 2.1 Per includere nuove funzionalità e rendere i CSS un linguaggio ben supportato, nel 1998 il W3C emanò le specifiche CSS 2 e nel 2004 le specifiche CSS 2.1. I CSS 2 sono la naturale evoluzione dei CSS 1 ed offrono potenti soluzioni per risolvere soprattutto il problema tre, con la possibilità di creare fogli di stile separati per i dispositivi portatili. Anche il problema due è ormai pienamente risolvibile, scrivendo una pagina (X)HTML esclusivamente indirizzata alla struttura e ai contenuti e manovrandola poi esclusivamente con i CSS per impaginarla. Con la comparsa di Internet Explorer 5, di Firefox e di Opera 7, i CSS 2 hanno potuto avvalersi di browser in grado di interpretarli e sono quindi entrati a far parte del codice di molti siti web.

26 CSS (informatica) 23 CSS 3 Le specifiche CSS 3 non sono state ancora rilasciate, sebbene il W3C pubblichi costantemente informazioni [2] sulle novità in fase di sviluppo. I CSS 3 dovrebbero presentare soluzioni per la correzione di alcuni bug di interpretazione di Internet Explorer, migliorie nella gestione degli sfondi e una soluzione per realizzare i bordi arrotondati la cui realizzazione affligge i webdesigner da tempo. Il codice CSS Inserire il codice L'inserimento di codice CSS nelle pagine web può essere effettuato in quattro modi: Inserendo nel tag <head> della pagina in codice HTML un collegamento ad un foglio di stile esterno, cioè un file contrassegnato dall'estensione.css come negli esempi seguenti, tramite direttiva importo o tramite link: <html> <head> <title>esempio</title> <link rel="stylesheet" type="text/css" href="'''foglio_di_stile.css'''"> </head> o <html> <head> <title>esempio</title> <style url(foglio_di_stile.css); </style> </head> Inserendo, sempre all'interno dell'<head> tra gli specifici tag <style> e </style> le dichiarazioni css. <html> <head> <title>esempio</title> <style type="text/css"> codice css </style> </head> Inline all'interno degli elementi Una regola CSS Le regole CSS sono strutturate secondo il seguente schema (gli spazi sono tutti facoltativi): selettore { proprietà1 : valore1; proprietà2 : valore2, valore3; } Gli elementi sono illustrati di seguito.

27 CSS (informatica) 24 Selettori Selettori di tipo I selettori di tipo applicano la regola a tutti gli elementi della pagina del tipo determinato. Esempi: body { [...] } o p { [...] } Classi Le classi applicano la regola a tutti gli elementi della pagina che presentano la proprietà class="nome_classe". La sintassi CSS è la seguente:.nome_classe { [...] } Identificatori Gli identificatori (comunemente ID) applicano la regola a quell'elemento della pagina che presenta la proprietà id="nome_identificatore". Gli ID contraddistinguono elementi unici. La sintassi CSS è la seguente: #nome_identificatore { [...] } Pseudoclassi Le pseudoclassi identificano elementi in base alle loro proprietà. first-child individua un elemento solo se è il primo figlio dell'elemento padre. Così quindi p:first-child { [...] } individuerà nel codice (X)HTML sottostante solo il primo paragrafo. <body> <p>lorem ipsum</p> <p>lorem ipsum</p> <p>lorem ipsum</p> </body> link e visited si applicano ai collegamenti. La prima identifica i collegamenti non visitati, la seconda quelli visitati. La sintassi CSS è: a:link { [...] }

28 CSS (informatica) 25 active, focus e hover identificano gli elementi solo in particolari condizioni, la prima se l'elemento è attivo, la seconda se è selezionato, la terza se il puntatore è sopra di lui. Quindi p:hover { [...] } si applicherà solo se il puntatore del mouse andrà sopra un paragrafo e solo per il tempo che vi rimarrà. lang si utilizza per identificare gli elementi di una certa lingua ma il suo supporto è esiguo. Pseudoelementi Gli pseudoelementi identificano solo una parte di un elemento, senza la necessità di utilizzare la marcatura (X)HTML. first-line individua solo la prima linea di un paragrafo. Se la finestra del browser cambia dimensione si adatterà automaticamente alla nuova dimensione della linea. La sintassi CSS è la seguente: p:first-line { [...] } first-letter individua solo il primo carattere di un elemento. before e after sono due pseudoclassi utilizzate nella creazione dei contenuti generati. Non individuano un elemento, ma una posizione dove creare i contenuti. Sono poco utilizzate, dato il mancato supporto di Internet Explorer. Selettore di discendenza, figlio e fratello Identificano solamente gli elementi che si trovino in una particolare condizione di discendenza nella struttura (X)HTML della pagina. Il selettore di discendenza identifica solo gli elementi contenuti in altri elementi. Così p span { [...] } identifica solo gli elementi <span> contenuti in elementi <p>. Il selettore figlio identifica invece solo gli elementi che siano contenuti direttamente nell'elemento padre. Così div > p { [...] } individua solo i <p> contenuti direttamente in un <div>. Il selettore fratello identifica il primo elemento immediatamente successivo ad un altro con cui condivida lo stesso padre. Così h1 + p { [...] } individua solo il primo <p> fratello di <h1>

29 CSS (informatica) 26 Selettore di attributi Il selettore di attributi permette, tramite la sintassi che segue, di identificare elementi (X)HTML in base ai loro attributi. a[title=esempio]{ [...] } Questa regola si applica solo agli elementi <a> che presentano l'attributo title="esempio". I selettori di attributi sono molti e permetterebbero un controllo eccellente della pagina, ma Internet Explorer non li supporta ed il loro uso è quindi molto limitato. Proprietà Le proprietà CSS sono molto numerose, circa 60. Le più utilizzate sono: background. Definisce lo sfondo di un elemento. È una scorciatoia (shorthand properties) per background-attachment, background-color, background-image, background-position e background-repeat. border. Definisce il bordo di un elemento. È una scorciatoia (shorthand properties) per 'border-color, border-style e border-width. color. Definisce il colore del testo di un elemento. Per definire lo sfondo si utilizza la proprietà background. float. Questa proprietà definisce un blocco flottante, ovvero che permette la disposizione di altri elementi ai suoi lati. font. Definisce le proprietà del carattere. È una scorciatoia (shorthand properties) per font-family, font-size e font-weight. margin e padding. Definiscono lo spazio circostante gli elementi. La prima lo spazio esterno ai bordi, la seconda quello interno. text-align. Definisce l'allineamento degli elementi, tra cui il testo. Valori Se non specificata, una proprietà assume i valori predefiniti di ogni browser, o in seconda istanza lo stile utente scelto, altrimenti può assumere uno dei seguenti: inherit auto numero percentuale colore URI font altri valori tipici di ogni proprietà La stringa inherit specifica che la proprietà deve ereditare il valore dagli elementi da cui l'elemento discende. La stringa auto ha significati molto diversi a seconda della properietà a cui viene assegnata. Se i numeri sono contraddistinti da un'unità di misura è necessario che tale unità sia espressa (tranne che nel caso dello zero). Tra il numero e l'unità non devono esserci spazi, come nell'esempio che segue. p { margin : 5px; border: 1em; padding: 0;

30 CSS (informatica) 27 } I colori possono essere indicati con più di un sistema. Ad esempio il colore arancione può essere indicato con #ff6600 #f60 rgb(255,102,0) rgb(100%,40%,0%) L'URL viene indicato nelle forme url(http://esempio.it/file.html) url("http://esempio.it/file.html") I CSS permettono di indicare nella proprietà font-family più di un font, o una famiglia di font (serif e sans). In questo modo il browser utilizzerà il primo che troverà installato sul sistema operativo. La dichiarazione utilizza questa sintassi: p { font-family : "Arial", "Verdana", serif; } Browser e CSS Il supporto completo e corretto delle specifiche CSS non è offerto da nessun browser attuale. Tuttavia esistono browser che si avvicinano molto a questo risultato ed altri che invece ne sono molto lontani. La lista che segue è di motori di rendering perché a loro è assegnato il compito di formattare la pagina secondo le istruzioni CSS. Trident (Internet Explorer e AOL Browser): Internet Explorer è attualmente il browser più diffuso e il suo supporto molto scarso dei CSS è probabilmente il maggior freno al loro sviluppo. Explorer presenta infatti molti bachi nella formattazione delle pagine, che le rendono diverse da quelle ottenute con altri browser. In aggiunta ai bachi, Explorer non supporta assolutamente alcune porzioni delle specifiche CSS 2. Le mancanze più gravi sono l'assenza di supporto per i contenuti generati e per il selettore di attributo. Gli unici strumenti a disposizione dei webdesigner sono i commenti condizionali, una particolare funzionalità di Explorer che consente di inviare istruzioni solo a questo browser. La sintassi dei commenti condizionali è la seguente: <!--[if IE]> codice esclusivamente per Internet Explorer <![endif]--> poiché <!-- introduce di norma un commento, i browser diversi da Explorer 5.0 o superiori non interpretano il codice. I commenti condizionali permettono di specificare un foglio di stile specifico per Internet Explorer nel modo che segue: <!--[if IE]> <link rel="stylesheet" type="text/css" href="'''foglio_di_stile_per_ie.css'''"> <![endif]--> Gecko (Firefox e Netscape): Gecko ha un ottimo supporto dei CSS 1 e 2 ed è per questo spesso utilizzato nella verifica della resa delle pagine web. Presto (Opera): anche Presto offre un ottimo supporto dei CSS 1 e 2. Opera offre inoltre un'opzione che permette all'utente di disattivare i fogli di stile o usarne di propri.

31 CSS (informatica) 28 KHTML e WebKit (Safari, Chrome e Konqueror): KHTML è attualmente il motore che offre il maggior supporto ai CSS, offrendo una parziale interpretazione anche dei CSS 3. Oltre alle differenze di compatibilità, ogni motore di rendering aggiunge ai css standard nuovi elementi o proprietà. Esempi di queste situazioni sono tutti i css che offre gecko che iniziano con "-moz", come per esempio : -moz-border-radius(una proprietà per arrotondare i bordi di un elemento) o -moz-grabbing (un valore di cursor che fa apparire il mouse come una manina). CSS sui diversi dispositivi Una utilissima funzione dei CSS è la possibilità di essere applicati solo sui dispositivi (media) specificati dall'autore. La sintassi (X)HTML da utilizzare è la seguente. <link rel="stylesheet" type="text/css" href="foglio.css" '''media="screen"'''> Il codice precedente associa il foglio di stile solo (in teoria) ai browser standard per computer desktop e portatili. I valori dell'attributo media sono i seguenti: screen (desktop e laptop) handheld (PDA e smartphone) print (stampanti) braille (browser braille) embossed (stampanti braille) projection (proiezioni) speech o aural (sintetizzatori vocali) tty (telescriventi) tv (televisori) all (qualsiasi dispositivo) Sebbene il numero dei dispositivi gestibili tramite CSS sia notevole, soltanto i primi tre sono supportati in maniera sufficiente. Il media screen è quello standard cui si fa riferimento. Il media handheld è specifico per i palmari, ma alcuni browser per palmari tentano, spesso con scarso successo, di interpretare anche i fogli marcati con screen, per cui si preferisce in genere marcare con handheld sia il foglio per lo schermo che quello per il palmare e poi usare quest'ultimo per sovrascrivere le istruzioni del primo. Il media print codifica la pagina per la stampa, è supportato discretamente. Un supporto completo è garantito da Opera. Fogli di stile preferiti e alternativi Come descritto, ad ogni pagina si possono collegare più fogli di stile. Tuttavia è anche possibile far scegliere all'utente quali applicare. Per farlo si definiscono innanzitutto i fogli di stile permanenti, cioè non disattivabili, secondo la sintassi già vista. Poi si definiscono i fogli preferiti, cioè attivi al caricamento della pagina, ma disattivabili, aggiungendo l'attributo <title> come nell'esempio che segue: <link rel="stylesheet" type="text/css" href="foglio_preferito.css" '''title="esempio1"'''> A questo punto possiamo specificare fogli di stile alternativi cioè non attivi al caricamento, ma attivabili dall'utente, come nell'esempio che segue: <link rel="'''alternate''' stylesheet" type="text/css" href="foglio_alternativo.css" '''title="esempio2"'''> Per attivare e disattivare i fogli di stile l'utente può ricorrere all'apposito menu del suo browser, tuttavia Internet Explorer non offre questa possibilità quindi è necessario creare uno script Javascript che svolga la funzione di sostituire i fogli. Il codice è stato pubblicato la prima volta su (EN) A List Apart [3] ed è ora comunemente utilizzato. Tuttavia se questo script è facile da mettere in opera per gli sviluppatori, richiede un browser moderno con un buon

32 CSS (informatica) 29 supporto del DOM, oltre che avere attivati sia Javascript e i cookie. Un sistema più complesso ma molto più robusto può essere uno script lato server come PHP. Un esempio è disponibile sempre sullo stesso sito [4]. Voci correlate Accessibilità Browser Pagina web W3C HTML Altri progetti Wikibooks contiene testi o manuali sui CSS Collegamenti esterni Specifiche e strumenti (EN) Specifiche CSS 1 [5] Traduzione in italiano [6] (EN) Specifiche CSS 2 [7] e CSS 2.1 [8] Traduzione in italiano della CSS 2 [9] (EN) Progetto CSS 3 [2] (EN) Validatore CSS [10] del W3C Guide ed esempi CSS.HTML.it [11] Guide, articoli di approfondimento e tutorial sui CSS - di HTML.it CSS 3 - tutti gli approfondimenti [12] di HTML.it Il posizionamento CSS (prima parte) [13] Organizziamoci al meglio per progettare un foglio di stile CSS [14] (EN) CSS Town [15] - CSS portale & galleria. constile.org [16] - Sito dedicato all'uso dei CSS Proprietà CSS2 [17] - Lista completa delle proprietà CSS2 con descrizione delle funzionalità, valori e supporto dei browser (a cura del Laboratorio di accessibilità e usabilità). CSS Zen Garden [18] - Esempi avanzati di siti disegnati con i fogli di stile. CSS Zen Sentiero [19] - l'omologo italiano di CSS Zen Garden. (EN) Css W3c Schools [20] - Tutorial, Esempi, Reference. Tutorial ed esempi pratici [21] HTML.net [22] Impara i CSS

33 CSS (informatica) 30 Note [1] / www. w3. org/ TR/ CSS [2] / www. w3. org/ Style/ CSS/ current-work [3] / www. alistapart. com/ articles/ alternate [4] / www. alistapart. com/ articles/ phpswitch/ [5] / www. w3. org/ TR/ CSS1 [6] / www. osservatoriosullacomunicazione. com/ w3c/ rec-css1. html [7] / www. w3. org/ TR/ 1998/ REC-CSS / [8] / www. w3. org/ TR/ CSS21 [9] / www. diodati. org/ w3c/ css2/ cover. html [10] / jigsaw. w3. org/ css-validator/ [11] / css. html. it/ [12] / css. html. it/ articoli/ lista/ 179/ css-3/ [13] / read. melodycode. com/ tutorials/ 593/ il_posizionamento_css_prima_parte. html [14] / read. melodycode. com/ tutorials/ 243/ organizziamoci_al_meglio_per_progettare_un_foglio_di_stile_css. html [15] / www. csstown. com [16] / www. constile. org [17] / lau. csi. it/ risorse/ CSS2/ index. shtml [18] / www. csszengarden. com/ tr/ italiano [19] / www. sentieroimpresa. it/ csszensentiero. htm [20] / www. w3schools. com/ css/ default. asp [21] / www. webmasterpoint. org/ webdesign/ css/ home. asp [22] / it. html. net/ tutorials/ css/ introduction. asp Collegamento ipertestuale In informatica, un collegamento ipertestuale (in inglese hyperlink, spesso abbreviato in link, usato anche in italiano) è un rinvio da un'unità informativa su supporto digitale ad un'altra. È ciò che caratterizza la non linearità dell'informazione propria di un ipertesto. Un collegamento ipertestuale ha lo scopo di condurre ad ulteriori unità informative (documenti, immagini, etc.) a partire da una prima unità ad esse correlata. Collegamento ipertestuale a Wikipedia Un collegamento ipertestuale normalmente può essere distinto dal resto del documento per qualche sua peculiarità grafica; la più tipica è una sottolineatura (vedi immagine). L'attivazione di un collegamento viene effettuata attraverso un clic del mouse, cui segue la visualizzazione della destinazione del collegamento. Storia e società I collegamenti ipertestuali furono concepiti negli anni sessanta; la loro diffusione tuttavia esplose veramente solo con l'espansione di Internet, dove i collegamenti ipertestuali uniscono come una miriade di fili gli innumerevoli siti della rete. Senza i collegamenti, infatti, gran parte della funzionalità e praticità di Internet verrebbe a mancare, allontanando gli utenti meno pratici. Con la diffusione di massa di Internet, i collegamenti ipertestuali sono stati associati indissolubilmente al tag <a>, che si usa nel linguaggio HTML per generarli in un browser, come in questo esempio: <a href="http://it.wikipedia.org">wikipedia</a> che diventa semplicemente: Wikipedia. Al giorno d'oggi, i collegamenti sono anche un'unità di misura della notorietà di un sito (Link popularity): tanti più collegamenti ipertestuali conducono ad un sito, tanto più alta deve essere la sua qualità. Su questo principio si basa

34 Collegamento ipertestuale 31 anche Google. Con il diffondersi di siti amatoriali/non profit, che quindi tipicamente non possono permettersi costose pubblicità ma che devono sostenere le spese di mantenimento del sito stesso, si è andata diffondendo la pratica dello scambio di link: due o più siti, spesso con tematiche comuni, si pubblicizzano l'un l'altro, gratuitamente; lo scopo di ciò è il tentativo di unire il parco visitatori, che potrebbero così divenire utenti sia dell'uno che dell'altro sito, aumentando così il flusso di traffico dei siti coinvolti e quindi la visibilità, la notorietà e gli incassi derivanti da banner. Collegamenti profondi (deep linking) L'approccio, molto diffuso, di pubblicare in un sito dei collegamenti diretti a pagine interne di un altro sito è detto deep linking, e non sempre è pratica permessa: ci sono alcuni siti che vietano i collegamenti profondi [1], costringendo quindi i visitatori a cercare la pagina dove sarebbero dovuti venir rimandati dal sito di provenienza. I motivi di questo tipo di divieti possono essere facilmente di natura economica, dal momento che un utente, se costretto a trovare un articolo in un sito (anziché avere il collegamento già pronto), probabilmente vedrà più pagine di quello stesso sito, e quindi più pubblicità (in forma di banner), comportando quindi più guadagni per il gestore del sito contenente la pagina desiderata. Collegamenti permanenti A volte, specie in siti aggiornati di frequente (tipicamente i Blog), viene reso disponibile un collegamento permanente, abbreviato in permalink; questo è un collegamento garantito per durare nel tempo, e che porterà all'articolo desiderato anche quando questo sarà considerato "vecchio" e quindi non più facilmente raggiungibile perché sostituito in visibilità da altri articoli più recenti. Collegamenti ipertestuali in Wikipedia Wikipedia ha proprio nei collegamenti ipertestuali uno dei suoi punti di forza rispetto ad una enciclopedia cartacea: i collegamenti permettono di passare con facilità da un argomento all'altro, aumentando considerevolmente la fruibilità dei contenuti. Attualmente, i tipi di collegamento in Wikipedia sono tre: collegamenti interni (wikilink), cioè tra pagine di una stessa Wikipedia; collegamenti interwiki, cioè tra pagine di Wikipedia in lingue diversa ma uguale argomento; collegamenti interprogetto, cioè tra voci di diversi progetti Wikimedia che hanno argomento comune. Voci correlate Aiuto:Link Ipertesto Permalink Deep linking Scambio di link Hot-link Landing page Mappa immagine

35 Collegamento ipertestuale 32 Note [1] Vedi ad esempio (FR, NL, EN) Irisnet (http:/ / www. stib. irisnet. be/ msgn. htm).

36 33 Interazione Usabilità del web L'usabilità del web o web usability è l'applicazione dei principi dell'usabilità in quegli ambiti in cui la navigazione del web può essere considerata come un paradigma generale (o "metafora") per costruire una interfaccia grafica (GUI). La web usability è un approccio della progettazione per rendere i siti web facili da usare per l'utente finale, senza richiedere all'utente di sottostare a una formazione specifica. L'utente deve essere in grado di mettere in relazione in modo intuitivo le azioni che ha bisogno di compiere nella pagina web con altre interazioni che svolge fisicamente nella vita quotidiana, come ad esempio premere un pulsante per ottenere un'azione. L'obiettivo principale della web usability è in sintesi: 1. Presentare l'informazione all'utente in modo chiaro e conciso 2. Offrire all'utente le scelte corrette, in una maniera che risulti ovvia 3. Eliminare ogni ambiguità relativa alle conseguenze di un'azione (es. fare clic su cancella/rimuovi/compra) 4. Mettere la cosa più importante nella posizione giusta della pagina web o dell'applicazione web. Metodologia Grazie ai risultati derivanti dalla ricerca nel campo dell'usabilità è possibile sviluppare metodologie per migliorare l'usabilità del web stessa. ecommerce Nel contesto dei siti di ecommerce (commercio elettronico), il significato di usabilità del web è limitato all'efficienza: effettuare vendite e/o eseguire altre operazioni importanti nel campo affaristico. La web usability ha ricevuto una rinnovata attenzione quando molti dei primi siti di ecommerce hanno iniziato a fallire nel Mentre durante l'emergenza di internet negli anni novanta furono considerati indispensabili complicati design grafici per un'applicazione di e-businness di successo, i protagonisti della web-usability dicevano praticamente che era vero il contrario. Essi sostenevano il "KISS principle" (Keep It Simple, Stupid, ossia "falla semplice, stupido"), che aveva dato prova di avere effetto nell'attirare l'attenzione dell'utente. Bibliografia Francesca Anzalone, Filippo Caburlotto, Comunicare in rete l'usabilità, Milano, Lupetti - Editori di comunicazione, 2002 Paolo Bottazzini, Roberto Fietta, Dario Fonti, Sergio Mandelli, Laura Ponasso, Web usability, Tecniche Nuove, Milano, 2003 Luisa Carrada, Scrivere per Internet, Lupetti, Milano, 2000 Steve Krug, Don't make me think, Hops libri, Milano, 2001 Jakob Nielsen, Web usability, Apogeo, Milano, 2000, ISBN Jakob Nielsen, Homepage usability. 50 siti Web analizzati, Apogeo, Milano, 2002, ISBN Jakob Nielsen, Hoa Loranger, Web usability 2.0. L'usabilità che conta, Apogeo, Milano, 2006 Sofia Postai, Siti che funzionano 2.0, Hops Libri, Milano, 2004 Marco Sentinelli, Usabilità dei nuovi media, Carocci, Roma 2003

37 Usabilità del web 34 Luca Spinelli, L'italia che non sa usare il computer, in «Login», Gruppo Editoriale Infomedia, Pisa, 2006 Michele Visciola, Usabilità dei siti web, Apogeo, Milano, 2000 Voci correlate Accessibilità (informatica) Ergonomia cognitiva Interfaccia grafica Usabilità Collegamenti esterni Usability.gov [1] usability basics with focus on web usability Evaluating Web Sites for Accessibility [2] accessibility is a crucial subset of usability for people with disabilities. This W3C/WAI [3] suite includes a section on involving users in testing for accessibility. Usability News [4] from the Software Usability Research Laboratory at Wichita State University Usability Professionals' Association [5] Organization for people practicing and promoting usability A list of web usability methods [6] Jakob Nielsen's Alertbox [7] A bi-weekly column about current issues in web usability Guide online The (Usable) Web Style Guide [8] User In Your Face [9] A free, online book about user interface design, written in installments Note [1] / www. usability. gov/ [2] / www. w3. org/ WAI/ eval/ Overview. html [3] / www. w3. org/ WAI/ [4] / www. surl. org/ usabilitynews/ [5] / www. usabilityprofessionals. org/ [6] / jthom. best. vwh. net/ usability/ [7] / www. useit. com/ alertbox/ [8] / www. webstyleguide. com/ [9] / www. usabilityinstitute. com/ resources/ userinyourface/ userinyourface. htm

38 Commercio elettronico 35 Commercio elettronico L'espressione commercio elettronico viene utilizzata per indicare l'insieme delle transazioni per la commercializzazione di beni e servizi tra produttore (offerta) e consumatore (domanda), realizzate tramite Internet. Nell'industria delle telecomunicazioni si può intendere l'e-commerce anche come l'insieme delle applicazioni dedicate alle transazioni commerciali Secondo una terza definizione il commercio elettronico è la comunicazione e la gestione di attività commerciali attraverso modalità elettroniche, come l'edi (Electronic Data Interchange) e con sistemi automatizzati di raccolta dati [1]. Secondo una ricerca italiana del 2008 [2] l'e-commerce in Italia ha un valore stimato di 4,868 miliardi di euro nel 2007, con una crescita del fatturato del 42,2%. Nel 2007 sono stati eseguiti circa 23 milioni di ordini on line in Italia. Evoluzione del termine Il significato del termine "commercio elettronico" è mutato col passare del tempo. All'inizio indicava il supporto alle transazioni commerciali in forma elettronica, generalmente ricorrendo a una tecnologia denominata Electronic Data Interchange (EDI, introdotta alla fine degli anni settanta) per inviare documenti commerciali come ordini d'acquisto o fatture in formato elettronico. In seguito vennero aggiunte delle funzioni che possono venire denominate in modo più accurato come "e-commerce" -- l'acquisto di beni e servizi attraverso il World Wide Web ricorrendo a server sicuri (caratterizzati dall'indirizzo HTTPS, un apposito protocollo che crittografa i dati sensibili dei clienti contenuti nell'ordine di acquisto allo scopo di tutelare il consumatore), con servizi di pagamento on-line, come le autorizzazioni per il pagamento con carta di credito.

39 Commercio elettronico 36 I fattori chiave per avere successo nell'e-commerce Per realizzare un'attività di commercio elettronico di successo sono necessari alcuni fattori chiave. Tra i principali ricordiamo: 1. Generazione di valore per il cliente. Il venditore può raggiungere questo obiettivo offrendo un prodotto o un assortimento in grado di attirare clienti potenziali a un prezzo competitivo come accade nel commercio tradizionale. 2. Offerta di servizi e prestazioni. L'offerta di un'esperienza di acquisto con un alto livello informativo e con un tono amichevole verso il cliente come se fossimo nel negozietto sotto casa può permettere di raggiungere questi traguardi. 3. Realizzare un sito Internet accattivante. Il corretto accostamento di colori, elementi grafici, animazione, fotografie, caratteri tipografici e un rapporto tra spazio della pagina e spazio occupato da testo e immagini può risultare determinante a tale riguardo. 4. Incentivare il cliente all'acquisto e successiva fidelizzazione. La politica commerciale in tal senso può comprendere buoni sconto, offerte speciali e varie tipologie di sconto. Può essere utile il ricorso anche a siti affiliati con la realizzazione di scambio di link come pure la realizzazione di campagne pubblicitarie comuni ad altri siti. 5. Rapporto personalizzato con la clientela. Siti internet che siano il più possibile personalizzabili dal cliente o tramite interfacce apposite, suggerimenti di acquisto e offerte speciali ad personam possono essere degli efficaci sostituti di un contatto diretto commesso-cliente come avviene nei negozi tradizionali. 6. Organizzazione di un senso di comunità tra i visitatori. Chat, Gruppi di discussione su Internet, in modo da ricevere i suggerimenti dei visitatori, programmi di fidelizzazione e integrazioni commerciali con altri siti possono contribuire a rafforzare questo sentimento tra gli utenti. 7. Offrire affidabilità e sicurezza. Server in parallelo, ridondanza hardware, tecnologia a prova di errore, crittografia dei dati e firewall possono migliorare notevolmente questo aspetto. 8. Il rapporto con la clientela va visto in un'ottica a tutto campo, assicurandosi che tutti i dipendenti, i fornitori e i partner abbiano una visione unica e completa del cliente stesso. Attenzione però perché il cliente potrebbe non gradire un'esperienza del tipo Grande Fratello, giudicandola troppo intrusiva. 9. Gestione di tutto il vissuto commerciale del cliente. I negozianti on-line sviluppano questo aspetto gestendo ogni contatto con il cliente come se fosse parte di un'esperienza, che a sua volta si identifica con il marchio. 10. Snellimento dei processi di business, se possibile attraverso una reengineering e il ricorso all'information technology. 11. Realizzare un sito facile da utilizzare senza assistenza, di tipo self-service in modo che i clienti siano indipendenti. In questo modo i clienti si sentiranno più indipendenti e autonomi. 12. Assistere i clienti nella loro attività di consumatori. I negozianti on-line possono aiutare la clientela offrendo assistenza con un'ampia informazione comparativa sui prodotti e servizi offerti e con delle buone funzioni di ricerca. La presenza di informazioni sui componenti e commenti sulla sicurezza e salute dei prodotti possono supportare i negozianti on-line nell'individuare le funzioni da assegnare ai clienti. 13. Realizzare un modello imprenditoriale solido. Se questo fattore fosse stato presente nei manuali del 2000, probabilmente la maggioranza delle dot.com di allora non sarebbe fallita. 14. Progettare una filiera informatica, in cui ciascuno dei partecipanti si focalizza su un numero "limitato" di competenze sui prodotti o servizi offerti - ovvero l'opposto di un'attività generalista (i negozi on-line, a seconda di come sono stati programmati, possono sembrare generalisti o specializzati). 15. Mantenersi il più possibile aggiornati per quanto riguarda le soluzioni tecnologiche adottate sul sito, tenendo comunque presente che le basi del commercio rimarranno inalterate nel tempo. 16. Realizzare un'organizzazione in grado di rispondere agilmente e prontamente ai mutamenti che avverranno in ambito economico, sociale e fisico della società in cui si opera.

40 Commercio elettronico 37 Problematiche del commercio elettronico Anche se un fornitore di beni e servizi di Commercio Elettronico seguisse in maniera rigorosa i sopracitati 16 "fattori chiave" per realizzare una strategia di vendita on-line, possono tuttavia sorgere ugualmente delle difficoltà. Tra le principali citiamo: 1. Difetti di comprensione del comportamento della clientela, vale a dire come e perché acquistano un certo prodotto. Se i produttori e i venditori non sono in grado di cogliere le abitudini di acquisto dei consumatori, come pure le aspettative e le motivazioni, anche un prodotto blasonato o rinomato può non raggiungere i target di vendita prefissati. Il commercio elettronico potrebbe ovviare a tale potenziale inconveniente con ricerche di mercato più aggressive e mirate, simili a quelle intraprese dai canali di vendita tradizionali. 2. Mancanza di analisi dello scenario concorrenziale. È possibile disporre delle capacità tecniche per realizzare un'attività di vendita di libri on-line, ma potrebbe essere che manchi la volontà per competere con Amazon.com. 3. Incapacità di prevedere le reazioni nell'ambiente in cui opera l'impresa. Cosa faranno i concorrenti? Introdurranno marchi in concorrenza con il nostro o addirittura potrebbero realizzare dei siti web analoghi al nostro e farci concorrenza. Amplieranno i servizi offerti? Cercheranno di sabotare il sito di un concorrente? Scoppierà la guerra dei prezzi? Come reagirà il governo? Per attenuare queste possibili conseguenze è consigliabile analizzare la concorrenza, i settori industriali e i mercati coinvolti, proprio come si farebbe nel caso di un'attività tradizionale. 4. Sovrastima delle competenze aziendali. I dipendenti, il sistema hardware, i software adottati e i flussi di informazione tra questi soggetti, possono tutti insieme padroneggiare la strategia adottata? I negozianti on-line sono riusciti a formare adeguatamente i propri dipendenti e a sviluppare le competenze necessarie?. Queste tematiche possono rendere necessarie una pianificazione delle risorse maggiormente dettagliata e una formazione dei dipendenti più estesa. 5. Mancanza di coordinazione. Se i controlli e la reportistica non bastano, è possibile cambiarli adottando una struttura organizzativa maggiormente flessibile, affidabile e lineare, anche se non è detto che questo cambiamento permetta di raggiungere un migliore coordinamento interno. 6. Incapacità nell'assicurarsi l'impegno dei vertici aziendali. Spesso la conseguenza principale si traduce nell'impossibilità di raggiungere un determinato obiettivo societario a causa delle scarse risorse allocate a quest'ultimo. Si consiglia di coinvolgere fin dall'inizio i vertici aziendali nella nuova avventura del commercio elettronico. 7. Incapacità nell'assicurarsi l'impegno da parte dei dipendenti. Se i progettisti non traducono in modo chiaro la loro strategia ai sottoposti, oppure non riescono a delineare loro l'intero quadro in cui si troveranno a operare, un possibile rimedio può essere quello di offrire un percorso di formazione dedicato, come pure di fissare uno schema di incentivi ai dipendenti. 8. Sottovalutazione dei tempi richiesti per il raggiungimento degli obiettivi aziendali. La realizzazione di un'impresa di e-commerce può richiedere un considerevole dispendio di tempo e danaro, e l'incapacità di comprendere la giusta sequenza dei processi imprenditoriali e la tempistica relativa a tali operazioni può portare a rilevanti aumenti dei costi, rispetto a quanto preventivato. Una pianificazione del progetto base, un'analisi di tipo critical path, critical chain, o PERT può attenuare i disagi. La capacità di generare profitti può essere sacrificata per raggiungere una determinata quota di mercato. 9. Incapacità di rispettare la pianificazione dei tempi. Una scarsa verifica del rispetto degli obiettivi fissati inizialmente come pure un ridotto controllo della performance aziendale rispetto a quanto ipotizzato in fase di pianificazione possono far sorgere delle difficoltà nella conduzione aziendale. È possibile ovviare a questi inconvenienti con dei tipici strumenti di gestione aziendale: benchmarks (indicatori dell'attività dei concorrenti presi a riferimento), traguardi interni di performance, analisi della variazione degli indicatori aziendali, istituzione di penalizzazioni per il conseguimento di performance negativa o, viceversa, ricompense per il raggiungimento di obiettivi aziendali, e, infine, misure per riallineare l'attività aziendale.

41 Commercio elettronico 38 Il problema della sicurezza Una delle problematiche più sentite nel mondo dell'e-commerce è indubbiamente la sicurezza nelle modalità di pagamento. Ad oggi, le modalità più diffuse sono il bonifico bancario, il contrassegno e il pagamento con la carta di credito, sicuramente più interessato da questo problema. Inizialmente, il trasferimento delle informazioni e dei dati personali tra venditore e cliente avveniva in chiaro. Questo costituiva un enorme problema per la sicurezza, in quanto i dati trasferiti erano suscettibili di essere intercettati e quindi utilizzati da terzi per operazioni al di fuori della pratica commerciale in atto. Oggi, questa pratica di trasferimento dei dati è stata abbandonata, a favore di pratiche più sicure che garantiscano una maggiore riservatezza delle informazioni personali e che quindi assicurino la bontà delle transazioni. In particolare, la maggior parte dei siti di e-commerce odierni utilizzano livelli di crittografia elevati quali, ad esempio: Transport Layer Security (SSL/TLS). L'abbinamento di questo protocollo al normale HTTP permette di ottenere un nuovo protocollo: l'https. Questi garantisce l'invio delle informazioni personali sottoforma di pacchetti criptati. In questo modo, la trasmissione delle informazioni avviene in maniera sicura, prevenendo intrusioni, manomissioni e falsificazioni dei messaggi da parte di terzi. Il protocollo HTTPS garantisce quindi tanto la trasmissione confidenziale dei dati, quanto la loro integrità. Ad oggi è sicuramente il sistema più usato, in quanto è supportato dalla maggior parte dei browser (Mozilla Firefox, Internet Explorer, Safari, Opera,...) e non necessita di alcun software specifico o La maggior parte dei browser contraddistingue con password. Le pagine protette da questo protocollo sono facilmente un lucchetto i siti protetti riconoscibili, in quanto la scritta "https" precede l'indirizzo del sito protetto e le sue pagine vengono contrassegnate da un lucchetto, visualizzabile nella parte inferiore del proprio browser. Secure Electronic Transaction (SET). Questo protocollo nasce dalla collaborazione di Visa e MasterCard allo scopo di rendere più sicure le operazioni di pagamento online, garantendo una maggiore segretezza e autenticità dei dati. Per utilizzare questo protocollo è però necessario che il venditore disponga sul suo server di alcuni software e che il pc del compratore sia munito di un wallet e di un PIN, rilasciatogli dalla compagnia che ha emesso la sua carta di credito. La grande novità del protocollo SET consiste nel sistema di autenticazione del venditore e del compratore: i "contraenti" hanno, cioè, la possibilità di identificarsi con certezza prima che qualsiasi transazione abbia inizio. Questo avviene attraverso l'utilizzo di certificati digitali, che vengono rilasciati alle due parti dal proprio istituto bancario. In questo modo, l'acquirente può verificare l'identità del venditore, acquisendo così una maggiore garanzia circa i beni o i servizi che riceverà e il venditore può verificare a sua volta l'identità del compratore, acquisendo maggiori garanzie circa il pagamento. Affinché, quindi, il commercio elettronico possa svilupparsi è necessario che gli utenti (l'acquirente da un lato, il venditore dall'altro) possano svolgere le loro transazioni serenamente, senza temere intromissioni esterne. In questo senso, assume molta importanza la procedura di "autenticazione dell'utente". Generalmente, questa procedura avviene tramite la richiesta da parte del server di uno username al quale è associata una password. Tuttavia, è stato dimostrato che questo sistema non può essere considerato del tutto sicuro, in quanto i tempi di individuazione della password da parte di terzi vanno sempre più riducendosi. Per questo motivo, oggi, viene sempre più consigliato all'utente il cambio periodico della propria password. Questo avviene soprattutto per i sistemi di home banking che prevedono che i propri utenti cambino obbligatoriamente la password con una cadenza fissa o che facciano uso di una password "usa e getta" (one-time password) che viene sostituita ogni volta che si accede a un servizio.

42 Commercio elettronico 39 Sebbene, la disciplina riguardante il commercio elettronico sia volta soprattutto alla tutela del consumatore, non bisogna dimenticare l'equivalente diritto del venditore a operare sul mercato online in maniera serena. Una delle principali problematiche che interessa colui che decide di offrire un bene o un servizio online è sicuramente il non ripudio da parte dell'acquirente. In questa direzione opera l'utilizzo della firma digitale che fa sì che un contratto firmato digitalmente non possa essere disconosciuto da coloro che l'hanno sottoscritto. Inizialmente il trasferimento dei dati tra il sito di e-commerce e il cliente avveniva in chiaro. Questo costituiva un possibile problema di sicurezza, soprattutto quando c'era un pagamento con carta di credito. Con l'avvento del Secure socket layer questo rischio è stato ridotto, ma sono poi comparsi altri problemi quale il Phishing e la comparsa di virus trojan che cercano di rubare informazioni utilizzabili per finalità losche. Con la diffusione dell'e-commerce si sono diffuse truffe sempre più insidiose che colpiscono principalmente gli acquirenti. I principali casi sono: Vendita di prodotti da siti civetta: al ricevimento del pagamento non viene inviata la merce, o viene solamente simulata la spedizione. Problema presente anche su ebay con inserzioni truffa. Realizzazione di siti clonati con la finalità di rubare informazioni quali il codice della carta di credito. Aziende fallimentari che accumulano ordini, e introiti, senza la possibilità di evaderli. La normativa italiana prevede che tutti i siti di commercio elettronico riportino nella home page la partita IVA e la denominazione dell'azienda. I siti più importanti di e-commerce hanno un certificato digitale che consente di verificare l'autenticità del sito visitato. Il principale problema dal punto di vista delle aziende è la gestione degli ordini simulati, dove vengono indicate generalità false o non corrette per l'invio dei prodotti. Per ridurre il problema molte aziende accettano solamente pagamenti anticipati. Il problema della sicurezza attiene anche alla tecnologia utilizzata per l'accesso all'e-commerce. Il cellulare è un mezzo poco sicuro per navigare nei siti di e-commerce, e per effettuare pagamenti in genere (v. standard GSM). Tipologia di prodotto Alcune tipologie di prodotti o servizi appaiono maggiormente adattabili alle vendite online, mentre altri sono più indicati per il commercio tradizionale. Le imprese di commercio elettronico che hanno realizzato le migliori performance restando tuttavia un'entità totalmente virtuale (senza aprire fisicamente degli esercizi commerciali) vendono solitamente prodotti informatici come i supporti di archiviazione, il recupero dei dati e il loro trattamento, la vendita di brani musicali, i film, i corsi e i materiali didattici, i sistemi di comunicazione, il software, la fotografia e le attività di intermediazione finanziaria. Tra queste imprese si segnala a titolo di esempio: Schwab, Google, ebay, PayPal, Egghead, e Morpheus.

43 Commercio elettronico 40 I negozianti on-line sono in grado di riscuotere un certo successo anche nel caso in cui vendano anche dei prodotti e servizi concreti, non digitali come software o immagini on-line. I prodotti non digitali che si prestano a essere venduti on-line possono essere quelli che creano imbarazzo nell'acquirente (es. biancheria intima), e/o quei prodotti che hanno caratteristiche standard e che non necessitano di essere provati o valutati dal vivo (es. i libri). Anche i pezzi di ricambio, sia per gli utenti finali (es. lavastoviglie, lavatrici) Il commercio on line è un'alternativa diretta all'acquisto di biancheria intima, ad esempio, sia per le necessità di un'attività presso il banco di un mercato. industriale (es. pompe centrifughe), possono essere considerati dei buoni esempi di prodotti vendibili via Internet. Dato che i negozianti non accumulano pezzi di ricambio presso i punti-vendita al dettaglio, spesso devono successivamente ordinarli; in quest'ultimo caso la competizione non è tra il Commercio Elettronico e il Commercio tradizionale ma con il sistema di ordine al fornitore e/o al grossista. Un fattore di successo in questa nicchia appare la possibilità di offrire al cliente un'informazione precisa e affidabile in merito al prodotto di cui si necessita, per esempio elencando i pezzi di ricambio disponibili insieme al loro codice identificativo. Non appare pertanto sorprendente rilevare che, per le caratteristiche di virtualità (o, se tangibili, ad alto valore aggiunto) e di possibile imbarazzo, gli acquisti di materiale pornografico e attività sessuali a esso correlate siano il settore con il più alto margine di guadagno del Commercio Elettronico. Viceversa, i prodotti che non sono idonei all'attività del Commercio Elettronico sono quelli con un basso rapporto valore/peso, gli articoli che hanno una componente rilevante riguardo al loro odore, gusto o tattile, i beni che necessitano di essere provati (es. camicie) e anche qualora sia rilevante vederli per cogliere tutte le sfumature di colore. Accoglienza del commercio elettronico I consumatori hanno accolto il modello economico dell'e-commerce meno prontamente di quello che i suoi proponenti si aspettavano. Anche in categorie di prodotti appropriati all'e-commerce, lo shopping elettronico si è sviluppato solo lentamente. Diversi motivi potrebbero giustificarne la lenta diffusione, includendo: Dubbi riguardo la sicurezza. Molte persone non usano la carta di credito in Internet per timore di furti e frodi. Mancanza di gratificazione immediata con la maggior parte degli acquisti con Internet. Molta dell'attrattiva nell'acquistare un prodotto sta nella gratificazione immediata di usare e mostrare l'acquisto. Tale attrattiva non c'è quando il prodotto ordinato non arriva per giorni o settimane. Il problema dell'accesso al commercio in rete, specie per le famiglie povere e per le nazioni in via di sviluppo. La scarsa diffusione di accessi ad Internet in tali settori riduce di molto il potenziale per il commercio elettronico. L'aspetto sociale dello shopping. Molta gente ama parlare al personale di vendita, agli altri clienti, o ai loro amici: questo lato sociale dell'attrattiva della shopping-terapia non c'è con la stessa ampiezza nello shopping in internet.

44 Commercio elettronico 41 Fornitori di servizi professionali per il commercio elettronico PayPal Yahoo! Moneybookers Terashop Bibliografia e-business and e-commerce Infrastructure by Abijit Chaudhury & Jean-Pierre Kuilboer, (2002) McGraw-Hill, ISBN Customers.com by Pat Seybold (2001), Crown Business Books (Random House), ISBN Kessler, M. (2003). More shoppers proceed to checkout online. Retrieved January 13, 2004 [3] Voci correlate Bounce Rate Commercio elettronico Business-to-business Servizi di comparazione prezzi Disintermediazione Social commerce Information brokering Web marketing Altri progetti Wikimedia Commons contiene file multimediali su Commercio elettronico Collegamenti esterni (EN) NetAcademy on Electronic Markets [4] Introduzione al Commercio Elettronico [5] Note [1] Il commercio elettronico può inoltre comprendere anche il trasferimento di informazioni tra attività e EDI. [2] Ricerca sull'e-commerce in Italia 2008 di Casaleggio Associati (http:/ / www. casaleggioassociati. it/ e-commerce/ ) [3] / www. usatoday. com/ tech/ news/ shoppers_x. htm [4] / www. electronicmarkets. org/ [5] / commercioelettronico. freeunixhost. com/

45 Contenuto generato dagli utenti 42 Contenuto generato dagli utenti La dizione contenuto generato dagli utenti (User-Generated Content o UGC in inglese) è nata nel 2005 negli ambienti del web publishing e dei new media per indicare il materiale disponibile sul web prodotto da utenti invece che da società specializzate. Essa è un sintomo della democratizzazione della produzione di contenuti multimediali reso possibile dalla diffusione di soluzioni hardware e software semplici ed a basso costo. Definizione dell'oecd L OECD [1] (Organisation for Economic Co-operation and Development) ha definito tre caratteristiche centrali per gli UGC: 1. Requisiti di pubblicazione: mentre gli UGC possono essere elaborati da un utente e mai pubblicati in rete o altrove, ci si focalizza su ciò che viene pubblicato in un qualche contesto, che sia su un sito internet accessibile da tutti o su una pagina di un social network ristretto a un gruppo selezionato di persone (per esempio: studenti universitari). Questo è un modo utile per escludere l , chat e simili. 2. Sforzo creativo: questo implica che una certa quantità di sforzo creativo sia impiegato nella costruzione del materiale o nell adattamento di qualcosa di preesistente per creare qualcosa di nuovo: questo significa che gli utenti devono aggiungere un proprio valore al lavoro. Lo sforzo creativo dietro agli UGC spesso ha un elemento collaborativo, come nel caso di siti web che gli utenti possono cambiare collaborativamente. Per esempio, copiare semplicemente un pezzo di uno show televisivo e postarlo in un sito web che pubblica materiale video (attività frequente nei siti UGC) non può essere considerato UGC. Se un utente carica le sue fotografie, oppure esprime i suoi pensieri in un blog o crea un nuovo video musicale, questo può essere considerato UGC. Tuttavia è difficile stabilire quale sia il livello minimo di sforzo creativo ammissibile, e rimane una valutazione dipendente dal contesto. 3. Creazione al di fuori delle pratiche e delle routine professionali: il contenuto generato dagli utenti è generalmente creato fuori dalle routine e dalle pratiche professionali. Spesso non ha un contesto di mercato istituzionale o commerciale. In casi estremi, l UGC può essere prodotto da non professionisti senza l attesa di un profitto o di una remunerazione. Fattori motivazionali includono: la connessione con altri utenti, ottenere un certo livello di notorietà, prestigio e il desiderio di esprimersi. Esempi Esempi di contenuto generato dagli utenti sono foto e video digitali, blog, podcast e wiki. Esempi di siti web che si basano su questa filosofia sono Flickr, Friends Reunited, FourDocs, OpenStreetMap, YouTube, Second Life e Wikipedia. Una declinazione del contenuto generato dagli utenti e lo user generated marketing, pubblicità, messaggi e comunicazioni create dagli utenti. Due esempi italiani sono 123brand.it e Zooppa. Un esempio di marketing musicale è stato fornito dal progetto "amore in chat" di Luca Leoni, cantautore pugliese. (primo risultato nella ricerca di Google su "video ugc"). L'avvento del contenuto generato dagli utenti segna una svolta nelle aziende che si occupano di media, dalla creazione di contenuti in linea alla creazione di ambienti e strumenti per permettere a non professionisti (ovvero la "gente comune") di pubblicare i propri contenuti in luoghi importanti. La British Broadcasting Corporation (BBC), ad esempio, organizzò un gruppo di prova "User-Generated Content" (UGC) composto da tre persone, nell'aprile del A seguito dell'attacco terroristico di Londra del 7 luglio 2005 e dell'incendio del deposito petrolifero dell'hertfordshire nello stesso anno, il gruppo divenne permanente e venne ampliato, riflettendo l'arrivo del cittadino giornalista nei media principali. Durante il disastro di Buncefield, la BBC ricevette oltre foto dai suoi spettatori. Il dibattito sulle vignette di Maometto (gennaio 2006) portò a ricevere

46 Contenuto generato dagli utenti 43 oltre da parte degli spettatori nelle prime due settimane. Di norma la BBC non remunera i contenuti generati dai suoi spettatori. In anni recenti i contenuti generati dagli utenti sono stati per alcuni di essi una strada verso il successo. La canzone umoristica Because I Got High, di Afroman, divenne la più richiesta nelle radio statunitensi nel luglio 2002, grazie al suo successo su Napster. Nell'estate del 2006, Brooke Brodack siglò un contratto per lo sviluppo di talenti, dopo la comparsa delle sue brevi scenette su YouTube. Le aziende si stanno sempre più interessando allo sfruttamento di spazi intesi in origine per i contenuti generati dagli utenti, come evidenziato dallo scandalo Lonelygirl15 su YouTube, dove un finto videoblog venne usato per promuovere una aspirante attrice. [2] Voci correlate buzzword giornalismo dei cittadini Sistema di reputazione - spesso usato per valutare il contenuto generato dagli utenti Resident (Second Life) Current TV - una stazione televisiva via cavo che si affida massicciamente ai contenuti generati dagli spettatori Social media TheBlogTV - media company user generated Collegamenti esterni 123brand.it [3] Esempio di user generated marketing TheBlogTV [4] Esempio di "produzioni televisive user generated" e "user generated advertising" Zooppa.com [5] Esempio di "user generated advertising" A Bigger Bang [6] panoramica sulle tendenze del contenuto generato dagli utenti nel 2006 ClipShack [7] Esempio di comunità UGC video FourDocs [8] Esempio di UGC video - canale a banda larga per documentari Polveri alle stelle [9] Documentario collettivo sull'inquinamento a Taranto, nato e distribuito sul web UserFarm [10] Piattaforma internazionale di Crowdsourcing audiovisivo con contenuti generati dagli utenti. EnVible [11] User Generated Learning con conferenza web gratuita, che promuove la condivisione di conoscenze mynumo [12] Esempi di suonerie e sfondi per cellulare generate da utenti. MyPersonalGame [13] Esempio di giochi per cellulare generati da utenti 121 [14] Esempio di UGC basato su testo Scoopt [15] Agenzia per la vendita di UGC per conto di singoli alle aziende dei media (in particolare quelle che si occupano di informazione) ViTrue [16] Compagnia pubblicitaria UGC WorldMadeChannel [17] Canale televisivo basato su UGC Yepic [18] mercato per testi, video e audio UGC Notizie per cellulare generate da utenti - The Wireless Federation [19]

47 Contenuto generato dagli utenti 44 Note [1] OECD [2] [ dataarchivio = Guardian Unlimited website: A Bigger Bang] (archiviato dall'url originale) [3] / www. 123brand. it [4] / www. theblogtv. it [5] / www. zooppa. com [6] / www. guardian. co. uk/ weekend/ page/ 0,, ,00. html [7] / www. clipshack. com [8] / www. channel4. com/ fourdocs [9] / www. polveriallestelle. org [10] / www. userfarm. com/ [11] / www. envible. com/ [12] / www. mynumo. com [13] / www. mypersonalgame. com [14] / www. channel4. com/ 121 [15] / www. scoopt. com [16] / vitrue. com [17] / www. worldmadechannel. tv/ [18] / www. yepic. com/ [19] / wirelessfederation. com/ news/ category/ mobile-user-generated-content/ Rete sociale Una rete sociale (in inglese social network) consiste di un qualsiasi gruppo di persone connesse tra loro da diversi legami sociali, che vanno dalla conoscenza casuale, ai rapporti di lavoro, ai vincoli familiari. Le reti sociali sono spesso usate come base di studi interculturali in sociologia e in antropologia. Si rende possibile anche l'analisi delle reti sociali, ovvero la mappatura e la misurazione delle reti sociali. Le reti sociali sono studiate con un Schema di rete sociale formalismo matematico usando la teoria dei grafi. Più precisamente, il corpus teorico ed i modelli usati per lo studio delle reti sociali sono compresi nella cosiddetta social network analysis. Joi Ito suggerisce che il concetto di rete sociale sia cruciale per quella che egli chiama "democrazia emergente" il collegamento vitale tra la rete creativa di al più una dozzina di persone, le reti di potere create da religione, lingua, tribù e legami di parentela, e le tradizioni etiche ad esse associate. Queste sono da lui viste come l'unico percorso verso una cosiddetta seconda superpotenza.

48 Rete sociale 45 Le reti Sovente nel linguaggio corrente, e in particolare nell'uso del termine social network si sorvola sul fatto che una rete sociale è storicamente e diffusamente una rete fisica. Rete sociale è una comunità di lavoratori, che si incontra nei relativi circoli dopolavoristici e che costituisce una delle associazioni di promozione sociale. Una comunità di sportivi, attivi o sostenitori di eventi, che si incontra per praticare o seguire la propria squadra. Una comunità unita da problematiche strettamente lavorative e di tutela sindacale del diritto nel lavoro. Comunità sono e sono state le confraternite e in generale quelle basate sulla pratica comune di una religione, ed il ritrovo in chiese, templi, moschee, sinagoghe, ed altri luoghi di culto. Una rete sociale si può basare su di un comune approccio educativo come nello scautismo, o nel pionierismo, di visione sociale, come nelle reti segrete della carboneria e della massoneria. Numero di Dunbar Il numero di Dunbar, conosciuto anche come la regola dei 150, afferma che le dimensioni di una vera rete sociale sono limitate a circa 150 membri. Questo numero è stato calcolato da studi di sociologia e soprattutto di antropologia, sulla dimensione massima di un villaggio (in termini più attuali meglio definibile come un ecovillaggio). Viene teorizzato nella psicologia evoluzionista che il numero potrebbe essere una sorta di limite superiore all'abilità media degli esseri umani di riconoscere dei membri e tenere traccia degli avvenimenti emotivi di tutti i membri di un gruppo. In alternativa potrebbe essere dovuto a una questione economica, e al bisogno di individuare gli "scrocconi", in quanto gruppi più grandi tendono a facilitare il prosperare di ingannatori e bugiardi. Densità di una rete Una rete sociale, esprimibile sempre mediante un grafo, è caratterizzata dall'avere una sua propria densità. Se con i nodi di un determinato grafo si isentificano gli individui e con gli archi i lgami che tra di essi si instaurano, allora la densità di una rete dà una idea di quanto sia efficiente l'interscambio relazionale tra i vari elementi della rete stessa. Se tutti gli elementi della rete instaurassero tra loro dei legami allora le densità della rete è pari ad uno, diversamente, nel caso in cui gli elementi della rete non comunicassero tra loro, la densità della rete sarebbe pari a zero (assenza di comunicazione/relazione). Le reti sociali su Internet La versione di Internet delle reti sociali (Social media) è una delle forme più evolute di comunicazione in rete, ed è anche un tentativo di violare la "regola dei 150". La rete delle relazioni sociali che ciascuno di noi tesse ogni giorno, in maniera più o meno casuale, nei vari ambiti della nostra vita, si può così "materializzare", organizzare in una "mappa" consultabile, e arricchire di nuovi contatti. Bibliografia (EN) Freeman, L.C. (2004) The Development of Social Network Analysis': A Study in the Sociology of Science. Vancouver: Empirical Press (EN) Hill, R. and Dunbar, R Social Network Size in Humans. Human Nature, Vol. 14, No. 1, pp pdf [1] Mazzoni, E. (2002). La Social Network Analysis a supporto delle interazioni nelle comunità virtuali per la costruzione di conoscenza TD, Vol. 35, No. 2, pp pdf [2] Mazzoni, E. (2007), Reti sociali e reti virtuali: la Social Network Analysis applicata alle interazioni su web. In A. Salvini (a cura di) Analisi delle reti sociali. Teorie, metodi, applicazioni. Franco Angeli Edizioni (EN) Scott, J. (2000). Social Network Analysis: A Handbook 2nd Ed. Newberry Park, CA: Sage

49 Rete sociale 46 (EN) Wasserman, S., & Faust, K. (1994). Social Networks Analysis: Methods and Applications. Cambridge: Cambridge University Press (EN) Wellman, B. and Berkowitz, S.D. (1988). Social Structures: A Network Approach. Cambridge: Cambridge University Press Salvini, A. (a cura di), Analisi delle reti sociali. Teorie, metodi, applicazioni, FrancoAngeli, Milano, Salvini, A., Analisi delle reti sociali. Risorse e meccanismi, PLUS, Pisa, (EN) boyd,d. m., & Ellison N.B. (2007). Social network sites: Definition, history, and scholarship. Journal of Computer- Mediated Communication, 13 (1), article 11. (EN) Beer D.(2008). Social network(ing) sites..reviting the story so far: A response to danah boyd & Nicoloe Ellison. Journal of Computer- Mediated Communication 13 Casaleggio, D. (2008). TU SEI RETE. La Rivoluzione del business, del marketing e della politica attraverso le reti sociali. Calicchio S. (2010), "Il Fattore Network. Utilizzare le Reti Umane e Sociali per Migliorarsi in Ambito Personale, Professionale e Finanziario", ISBN: , Bruno Editore, Roma Voci correlate Collaborative filtering Comunità virtuale Contratto sociale Sei gradi di separazione (sociologia) Enterperience Intercultura Metanetwork web community Servizio di social network Social network analysis Numero di Dunbar Densità di un grafo Altri progetti Wikiquote contiene citazioni sul social network Collegamenti esterni La mappa mondiale dei Social Network [3], studio sui social network più popolari per nazione. Elementi Teorici per la Progettazione dei Social Network [4], documento collaborativo sulle basi sociali e psicologiche dei social network. Sezione "Teorie e metodi di analisi delle reti sociali e del capitale sociale" [5] dell'università di Pisa (EN) Breve introduzione all'analisi delle reti sociali [6]

50 Rete sociale 47 Note [1] / www. liv. ac. uk/ evolpsyc/ Hill_Dunbar_networks. pdf [2] / www. itd. cnr. it/ TDMagazine/ PDF35/ mazzoni. pdf [3] / www. vincos. it/ world-map-of-social-networks/ [4] / ibridazioni. com/ 2007/ 09/ 25/ elementi-teorici-per-la-progettazione-dei-social-network/ [5] / sna. dss. unipi. it [6] / www. orgnet. com/ sna. html Content management system Un content management system, in acronimo CMS, letteralmente "sistema di gestione dei contenuti", è uno strumento software installato su un server web studiato per facilitare la gestione dei contenuti di siti web, svincolando l'amministratore da conoscenze tecniche di programmazione Web. Esistono CMS specializzati, cioè appositamente progettati per un tipo preciso di contenuti (un'enciclopedia on-line, un blog, un forum, ecc.) e CMS generici, che tendono ad essere più flessibili per consentire la pubblicazione di diversi tipi di contenuti. Tecnicamente un CMS è un'applicazione lato server che si appoggia su un database preesistente per lo stoccaggio dei contenuti e suddivisa in due parti: la sezione di amministrazione (back end), che serve ad organizzare e supervisionare la produzione dei contenuti, e la sezione applicativa (front end), che l'utente web usa per fruire dei contenuti e delle applicazioni del sito. L'amministratore del CMS gestisce dal proprio terminale, tramite un pannello di interfaccia e controllo, i contenuti da inserire o modificare e invia i dati al database del server tramite protocollo FTP. I CMS possono essere realizzati tramite programmazione in vari linguaggi web tra cui più comunemente in ASP, PHP,.NET; il tipo di linguaggio adoperato è indifferente a livello di funzionalità. Alcuni linguaggi rendono il CMS multipiattaforma, mentre altri lo rendono usufruibile solo su piattaforme proprietarie. Cenni storici I content management system sono nati negli Stati Uniti e sono stati inizialmente sviluppati da alcune organizzazioni che producevano notevoli quantità di pubblicazioni, per il loro uso interno. Nel 1995 la CNET rese pubblici gli studi e i prodotti sviluppati internamente, distribuendoli con l'etichetta Vignette. La compagnia cominciò a mettere a disposizione il proprio software come sistema di gestione dei contenuti via web. Per la prima volta un utente poteva creare il proprio sito direttamente dal web, usando l'interfaccia CNET. Nel 1998, la Pencom Web Works, una compagnia di consulenza aziendale, introdusse il server di trasformazione dati (DTS) Metaphoria, che permetteva agli sviluppatori Java di scrivere applicazioni che si potevano collegare ai contenuti e permettevano di distribuire tali contenuti su canali diversi. Il prodotto non ebbe successo, ma il concetto che era stato introdotto costituì le basi di ciò che è diventato il CMS odierno. Il problema della gestione dei contenuti In un approccio sistematizzato al problema della gestione dell'informazione si affrontano le seguenti fasi: Identificazione degli utenti di back-end e dei relativi ruoli di produzione o fruizione dell'informazione Assegnazione di responsabilità e permessi a differenti categorie di utenti per distinti tipi di contenuti (in un progetto complesso il prodotto finito non è frutto del lavoro del singolo, che pertanto non ha possibilità o esigenza di intervenire in tutti gli ambiti) Definizione delle attività di workflow, cioè formalizzazione di un percorso per l'assemblaggio del prodotto finale che, in quanto frutto di produzione frammentaria, deve acquisire la sua unitarietà sottostando a opportune

51 Content management system 48 procedure di supervisione. Più prosaicamente, per poter rendere efficiente la comunicazione tra i vari livelli della gerarchia, è necessaria un'infrastruttura di messaggistica, con la quale i gestori del contenuto possono ricevere notifica degli avvenuti aggiornamenti. Tracciamento e gestione delle versioni del contenuto Pubblicazione del contenuto Definizione del palinsesto editoriale La descrizione appena data è perfettamente applicabile anche a MediaWiki, il software di gestione di Wikipedia. I web content management system Nonostante i CMS non siano stati concepiti per il Web, oggi il loro utilizzo più diffuso è rivolto alla gestione di siti web, soprattutto se sono di grandi dimensioni e richiedono un frequente aggiornamento. Una delle applicazioni più utili dei sistemi di WCMS, infatti, è nella gestione dei portali (intranet, extranet, community, siti di e-commerce...), dove vengono impiegati come strumento di pubblicazione flessibile e multiutente. Ad esempio, gestione di contenuti testuali (notizie, articoli ecc.), link, immagini, liste di discussione, forum, materiale scaricabile. Può essere modificata anche la struttura stessa delle pagine in numero ed organizzazione. A volte i WCMS danno la possibilità di gestire anche più versioni dello stesso sito (ad esempio, HTML o WAP). I WCMS consentono di definire utenti, gruppi e diritti in modo da poter permettere una distribuzione del lavoro tra più persone. Per esempio, è possibile definire una classe di utenti abilitati esclusivamente all'inserimento delle notizie, mentre si può riservare la scrittura di articoli ad un altro gruppo, e limitare tutti gli altri alla sola consultazione. L'introduzione di un web content management system in azienda richiede la definizione di chiari processi interni di approvazione dei contenuti. La scelta di un software di WCMS è strategica per le aziende che generano la maggior parte di volume d'affari su Internet, ma - in proporzione diversa - è molto importante anche per il libero professionista che vuole utilizzare il medium Internet per farsi conoscere. In letteratura esistono numerosi modelli che aiutano a valutare il ritorno di un investimento in un WCMS. I costi di adozione sono spesso elevati, quindi non sono sostenibili per i professionisti o i privati che non fanno del Web la loro competenza di base. Per rispondere a questa necessità di mercato sono nati alcuni application service provider (ASP) che offrono questo servizio direttamente via Web, senza richiedere alcun investimento hardware o software. Gli ASP costano ai loro clienti un canone annuale per il servizio di WCMS erogato. Vantaggi dei CMS Un CMS permette di costruire e aggiornare un sito dinamico, anche molto grande, senza necessità di scrivere una riga di HTML e senza conoscere linguaggi di programmazione lato server (come PHP) o progettare un apposito database. L'aspetto esteriore delle pagine può essere personalizzato scegliendo un foglio di stile CSS appositamente progettato per un determinato CMS. I flat file CMS, altrimenti noti come text-based CMS, sono dei content management system che si basano su file di testo (il più delle volte files XML) e che perciò non necessitano di alcun database come MySQL, PostgreSQL, ecc. Questi CMS sono facilmente installabili e dunque sono particolarmente adatti per siti personali o per piccole comunità. Un CMS open source di questa tipologia è Flatnuke.

52 Content management system 49 Limiti dei CMS Un CMS è tanto più efficiente quanto più è specializzato. Molti piccoli portali fanno ricorso a CMS (scritti da altri e messi a disposizione gratuitamente o a pagamento) di tipo generico; per quanto un CMS possa essere flessibile, un sito basato su questa struttura in genere presenta un aspetto poco personalizzato se non è possibile intervenire direttamente sul codice sorgente del prodotto per modificarlo. Analogamente i contenuti saranno sempre ancorati a quanto previsto da chi ha progettato il CMS e non alle esigenze di chi pubblica il sito. Problemi di gestione possono derivare dal fatto che chi pubblica o gestisce il sito può usare il CMS per intervenire sui contenuti e sull'aspetto, ma generalmente (caso del software proprietario) non è in grado di intervenire direttamente (o far intervenire) sulla struttura del CMS stesso; questo è un limite strettamente connesso al vantaggio primario dei CMS: pubblicare un portale senza doverne progettare la struttura o senza possedere le conoscenze tecniche (o le risorse finanziarie) per uno sviluppo personalizzato. Tuttavia esistono anche CMS particolarmente evoluti che permettono di scrivere direttamente sul database. È il caso per esempio di alcuni CMS proprietari. Questi problemi sono risolvibili utilizzando software open source: la possibilità di accedere al codice sorgente del prodotto permette di personalizzare il software sulla base delle proprie esigenze a patto di non avere necessità di apportare modifiche al prodotto adottato. Anche in questo caso, vanno messi in conto i costi per lo sviluppo di moduli personalizzati o funzioni particolari a meno di non possedere in proprio o nella propria struttura aziendale le conoscenze tecniche per intervenire nel codice sorgente. I portali di una certa importanza generalmente non fanno mai ricorso a CMS distribuiti bensì usano programmi e database progettati su misura, ovvero "CMS personalizzati" e dunque necessariamente specializzati; in questo modo la struttura e la presentazione vengono realizzate tenendo presenti i contenuti che il sito dovrà ospitare e potranno essere modificati in seguito a nuove esigenze. Non mancano però i casi in cui grandi aziende o società si siano affidati a CMS open source liberi: la Sampdoria [1] calcio e la Foppapedretti [2] sono solo due esempi tra le realtà che hanno investito su questo tipo di tecnologia. Premiazioni Dal 2006 la casa editrice inglese Packt Publishing organizza ogni anno il Open Source Content Management System Award dove vengono premiati con piccole somme di denaro i migliori CMS Open Source di varie categorie in base al una votazione effettuata sia da una giuria che dagli utenti. Le categorie sono 5, quella generale e 4 sottocategorie: 1. Overall Award (classifica generale) 2. Hall of Fame (i più gloriosi) 3. Most Promising (i più promettenti) 4. PHP (i migliori scritti in PHP) 5. Other (i migliori scritti in altri linguaggi di programmazione) È possibile vedere sul sito internet di Packt Publishing sia i risultati dell'ultima edizione [3] che di quelle precedenti [4].

53 Content management system 50 CMS open source Segue una lista in ordine alfabetico dei CMS open source più utilizzati: Alfresco ArcaCMF [5] ASP Nuke ASPCode CMS [6] ASPNukers CMS [7] Chiazza CMS [8] CMSaccessibile [9] CMSimple [10] CMS Made Simple [11] CoCoComs [12] Concrete5 [13] Contenido dblog CMS Open Source [14] dir2web [15] Docebo CMS [16] DotNetNuke Drupal ETOMITE [17] e107 [18] ez publish [19] Fedora Commons [20] Flatnuke FlatPress [21] Geeklog [22] GuppY Galatolo WebManager [23] Hippo CMS [24] ICE Integrated content management [25] Icy Phoenix (CMS Integrated System) [26] itcms JAPS JBoss Portal [27] Jimdo Joomla! Lanius CMS LG-Nuke Liferay [28] LucidCMS [29] Magnolia [30] Mambo MdPro MemHT Portal [31] MKPortal [32] Modx [33]

54 Content management system 51 MojoPortal [34] MovableType [35] New-CMS Nuke-Evolution Nuxeo EP OpenASP [36] OpenCms OpenSite CMS [37] Pixie [38] Pepsi CMS [39] Phoenix Portal [40] PhPeace [41] PHPNuke [42] PHP-Fusion phpwcms PigeonCms Plone Portal XL PostNuke [43] Qredd Quick.Cart [44] Rainbow [45] Rockchock [46] Scriobai CMS SPIP Syntax Desktop Textpattern TinyMCE [47] TikiWiki Typo3 WebGUI WebPortal Webmatic [48] Website Baker WordPress Xaraya [49] XCMS XOOPS Xmanager [50] Zen Cart [51] Zikula

55 Content management system 52 Bibliografia Ulrich Kampffmeyer, ECM Enterprise Content Management, Hamburg 2006, ISBN Definitions, Scope, Architecture, Components and ECM-Suites in English, French, and German PDF [52] Voci correlate Lista di CMS Architettura telematica Accessibilità Content management Gestione della conoscenza aziendale Learning management system PHP Collegamenti esterni Content management [53] su Open Directory Project ( Segnala [54] su DMoz un collegamento pertinente all'argomento "Content management") Note [1] Sito ufficiale Sampdoria calcio (http:// www. sampdoria. it/ ) [2] Sito del gruppo Foppapedretti (http:// www. foppapedretti. it/ ) [3] / www. packtpub. com/ award [4] / www. packtpub. com/ open-source-cms-award-previous-winners [5] (EN) www. arcacmf.org (http:// www. arcacmf. org/ ) [6] (EN) (http:// www. aspcodecms. com/ ) [7] (http:// www. aspnukers. it/ ) [8] (http:// www. chiazzacms. org/ ) [9] (EN) (http:// www. cmsaccessibile. net) [10] (http:// www. cmsimple. it/ ) [11] (EN) (http:// www. cmsmadesimple. org) [12] (EN) (http:// www. cococoms. blogspot. com) [13] (EN) www. concrete5.org (http:// www. concrete5. org/ ) [14] (http:// www. dblog. it) [15] (http:// www. dir2web. it) [16] (EN) (http:// www. docebocms. org) [17] (EN) (http:// www. etomite. org/ ) [18] (EN) e107.org (http:// e107. org/ ) [19] (EN) ez.no (http:// ez. no) [20] (EN) (http:// www. fedora-commons. org/ ) [21] (http:// www. flatpress. org) [22] (EN) (http:// www. geeklog. net/ ) [23] (EN) gwm.galatolo.net (http:// gwm. galatolo. net) [24] (EN) (http:// www. onehippo. org/ ) [25] (EN) ice.usq.edu.au (http:// ice. usq. edu. au/ ) [26] (EN) Icy Phoenix (http:// www. icyphoenix. com/ ) [27] (EN) (http:// www. jboss. com/ products/ jbossportal) [28] (EN) (http:// www. liferay. com) [29] (EN) lucidcms.org (http:// lucidcms. org/ ) [30] (EN) (http:// www. magnolia. info) [31] (EN) (http:// www. memht. com) [32] (http:// www. mkportal. it) [33] (EN) modxcms.com (http:// modxcms. com/ ) [34] (EN) (http:// www. mojoportal. com)

56 Content management system 53 [35] (EN) (http:// www. movabletype. org/ ) [36] (http:// www. openasp. it) [37] (http:// www. opensitecms. com) [38] (http:// www. getpixie. co. uk/ ) [39] (EN) sourceforge.net (http:// sourceforge. net/ projects/ pepsicms/ ) [40] (EN) sourceforge.net (http:// sourceforge. net/ projects/ vnknowledge) [41] (EN) (http:// www. phpeace. org) [42] (EN) (http:// www. phpnuke. org) [43] (EN) (http:// www. postnuke. com) [44] (EN) opensolution.org (http:// opensolution. org/ ) [45] (EN) (http:// www. rainbowportal. net) [46] (EN) (http:// www. rocklion. net/ rockchock) [47] (EN) /tinymce.moxiecode.com (http:// tinymce. moxiecode. com) [48] (EN) (http:// www. valarsoft. com) [49] (EN) (http:// www. xaraya. com) [50] (http:// www. x-manager. it/ 1) [51] (EN) (http:// www. zen-cart. com/ ) [52] / www. project-consult. net/ Files/ ECM_White%20Paper_kff_2006. pdf [53] / www. dmoz. org/ Computers/ Software/ Internet/ Site_Management/ Content_Management/ [54] / www. dmoz. org/ cgi-bin/ add. cgi?where=computers/ Software/ Internet/ Site_Management/ Content_Management/ Blog In informatica, e più propriamente nel gergo di internet, un blog (blɔɡ) è un sito internet, generalmente gestito da una persona o da un ente, in cui l'autore (blogger) pubblica più o meno periodicamente, come in una sorta di diario online, i propri pensieri, opinioni, riflessioni, considerazioni ed altro, assieme, eventualmente, ad altre tipologie di materiale elettronico come immagini o video. Il termine blog è la contrazione di web-log, ovvero "diario in rete" [1]. Il fenomeno ha iniziato a prendere piede nel 1997 in America; il 18 luglio 1997, è stato scelto come data di nascita simbolica del blog, riferendosi allo sviluppo, da parte dello statunitense Dave Winer, del software che ne permette la pubblicazione (si parla di proto-blog), mentre il primo blog è stato effettivamente pubblicato il 23 dicembre dello stesso anno, grazie a Jorn Barger, un commerciante americano appassionato di caccia, che decise di aprire una propria pagina personale per condividere i risultati delle sue ricerche sul web riguardo al suo hobby. Nel 2001 è divenuto di moda anche in Italia, con la nascita dei primi servizi gratuiti dedicati alla gestione di blog. Cenni storici Il termine weblog è stato creato da Barger nel dicembre del 1997 e apparve per la prima volta nel suo sito personale. La versione tronca blog è stata creata da Peter Merholz che nel 1999 ha usato la frase "we blog" nel suo sito, dando origine al verbo "to blog" (ovvero: bloggare, scrivere un blog). Attraverso i blog la possibilità di pubblicare documenti su Internet si è evoluta da privilegio di pochi (università e centri di ricerca) a diritto di tutti (i blogger, appunto). I blog hanno qualche somiglianza con i wiki, nel modo in cui vengono gestiti gli aggiornamenti, favoriti i commenti dei lettori e stimolate le nascite di community.

57 Blog 54 Struttura e funzionamento La struttura è costituita, solitamente, da un programma di pubblicazione guidata che consente di creare automaticamente una pagina web, anche senza conoscere necessariamente il linguaggio HTML; questa struttura può essere personalizzata con vesti grafiche dette template (ne esistono moltissimi). Il blog permette a chiunque sia in possesso di una connessione internet di creare facilmente un sito in cui pubblicare storie, informazioni e opinioni in completa autonomia. Ogni articolo è generalmente legato a un thread (il filo del discorso), in cui i lettori possono scrivere i loro commenti e lasciare messaggi all'autore. Il blog è un luogo dove si può (virtualmente) stare insieme agli altri e dove in genere si può esprimere liberamente la propria opinione. È un sito (web), gestito in modo autonomo, dove si tiene traccia (log) dei pensieri; quasi una sorta di diario personale. Ciascuno vi scrive, in tempo reale, le proprie idee e riflessioni. In questo luogo cibernetico si possono pubblicare notizie, informazioni e storie di ogni genere, aggiungendo, se si vuole, anche dei link a siti di proprio interesse: la sezione che contiene link ad altri blog è definita blogroll. Tramite il blog si viene in contatto con persone lontane fisicamente ma spesso vicine alle proprie idee e ai propri punti di vista. Con esse si condividono i pensieri, le riflessioni su diverse situazioni, poiché raramente si tratta di siti monotematici. Si può esprimere la propria creatività liberamente, interagendo in modo diretto con gli altri blogger. Un blogger è colui che scrive e gestisce un blog, mentre l'insieme di tutti i blog viene detto blogsfera o blogosfera (in inglese, blogsphere). All'interno del blog ogni articolo viene numerato e può essere indicato univocamente attraverso un permalink, ovvero un link che punta direttamente a quell'articolo. In certi casi possono esserci più blogger che scrivono per un solo blog. In alcuni casi esistono siti (come Slashdot) simili a blog, ma aperti a tutti. Alcuni blog si possono considerare veri e propri diari personali o collettivi, nel senso che sono utilizzati per mettere on-line le storie personali e i momenti importanti della propria vita. In questo contesto la riservatezza, il privato, il personale va verso la collettività. Tipologie di blog La maggior parte dei blogger usa il blog come diario personale, per far conoscere i propri sentimenti e le proprie opinioni ai lettori che hanno a loro volta un blog, ma anche a sconosciuti che vagano per la blogsfera (o Blogosfera) passando di link in link. Sono molto diffusi anche i blog tenuti da giornalisti, oppure i blog umoristici e autoironici, impegnati, satirici o "televisivi"; non mancano infine blog di scrittori o di poeti. Alcuni blog includono interviste o vere e proprie trasmissioni radiofoniche. Tra le tipologie più diffuse troviamo: Blog personale - Come già accennato, è la categoria più diffusa. L'autore vi scrive le sue esperienze di ogni giorno, poesie, racconti, desideri (più o meno proibiti), disagi e proteste. Il contributo dei lettori nei commenti è in genere molto apprezzato e dà vita a discussioni molto personali (ma anche a flame). Questo tipo di blog è usato spesso da studenti di scuola superiore o universitari, con un gran numero di collegamenti incrociati tra un blog e l'altro. Social blog - È un tipo di blog dove gli articoli vengono pubblicati da tutti gli utenti del blog. Come dice il nome si tratta di blog "sociali" ovvero scritti dalla massa. Il social blog nasce dall'esigenza di non far disperdere in Internet i contenuti scritti dagli utenti, ma bensì di raccoglierli in un unico grande contenitore dove tutti possano postare liberamente. Blog collettivo - Si tratta di un blog nel quale gli articoli vengono scritti da un gruppo ristretto di autori. Di solito questi blog sono orientati verso un campo d'interesse particolare (letteratura, informatica, politica, attualità, ecc.) e sono, proprio per la varietà degli articoli pubblicati, tra i più visitati in rete. Blog di attualità - Molti giornalisti utilizzano i blog per dare voce alle proprie opinioni su argomenti d'attualità o fatti di cronaca o, più semplicemente, per esprimere la propria opinione su questioni che non trovano

58 Blog 55 quotidianamente spazio fra le pagine dei giornali per i quali scrivono. Altre persone utilizzano il blog per commentare notizie lette su giornali o siti internet. Corporate blog o blog aziendale - Il blog tenuto da uno o più dipendenti di un'azienda: una voce più informale rispetto al sito internet. I blogger sono tenuti a rispettare un codice aziendale, ma i blog aziendali sono spesso visitati per la semplicità e l'immediatezza delle informazioni che vi si trovano. Blog tematico - Ogni essere umano ha un hobby o una passione. Spesso questo tipo di blog diventa un punto d'incontro per persone con interessi in comune. Blog directory - Una delle caratteristiche peculiari dei blog è la gran quantità di link. Alcuni blog si specializzano nella raccolta di link su un argomento particolare. Anche alcuni siti di news possono rientrare in questa categoria. Photoblog - Blog su cui vengono pubblicate prevalentemente fotografie invece che testi. Blogames - Sono blog su cui vengono pubblicati giochi invece che testi. Blog vetrina - Alcuni blog fungono da "vetrina" per le opere degli autori, come vignette, fumetti, video amatoriali o altri temi particolari. Blog politico - Vista l'estrema facilità con la quale è possibile pubblicare contenuti attraverso un blog, diversi politici lo stanno utilizzando come interfaccia di comunicazione con i cittadini, per esporre i problemi e condividere le soluzioni, principalmente a livello locale. Urban blog - Blog riferiti ad una entità territoriale definita (una città, un paese, un quartiere) e che utilizzano la tecnica del passaparola digitale per compiti di socializzazione diretta e indiretta anche con l'utilizzo di immagini e video riferiti alla comunità. Interessante l'utilizzo di mappe e di sistemi di social bookmarking per aumentare il livello di condivisione e di collaborazione. Watch blog - Blog in cui vengono criticati quelli che l'autore considera errori in notiziari on-line, siti web o altri blog. M-blog - Blog utilizzati per pubblicizzare le proprie scoperte musicali e renderne gli altri partecipi attraverso la pubblicazione di mp3 (da qui il prefisso) o file audio dei più disparati formati. Vlog o video blog [2] - Si tratta di un blog che utilizza filmati come contenuto principale, spesso accompagnato da testi e immagini. Il vlog è una forma di distribuzione di contenuti audiovideo. I vlog sono utilizzati da blogger, artisti e registi. Audio Blog - Si tratta di blog audio pubblicati attraverso il Podcasting. La peculiarità di questo tipo di blog è la possibilità di scaricare automaticamente sia sul proprio computer che sui lettori mp3 portatili come l'ipod gli aggiornamenti attraverso i feed RSS con gli audio incapsulati. Nanopublishing - Blog scritto a più mani, solitamente facente parte di un più ampio gruppo di blog, realizzato a scopo di lucro da un editore. Moblog - Blog che si appoggia alla tecnologia "mobile", ovvero dei telefoni cellulari. I contenuti sono spesso immagini (inviate via MMS) o video (in alcuni casi registrati direttamente in video chiamata). Multiblogging - Si tratta della possibilità di gestire più blog con uno script solo, spesso supportano la multiutenza. Blognovel o blog novel o blog fiction - Un romanzo o un racconto suddiviso in brevi tranches che si sviluppa su un blog e che è quindi rivolto a un pubblico. Il più delle volte i commenti di altri blogger o visitatori possono essere utili indicazioni per l'autore nello sviluppo della storia. Lit-blog o blog letterario - Si tratta di un blog, personale o collettivo, nel quale vengono pubblicati articoli di natura letteraria (recensioni, brevi saggi critici, poesia, interviste, ecc.). Blog didattico - Tipo di blog utilizzato in contesti scolastici e universitari come strumento di apprendimento online, di condivisione di contenuti didattici, di comunicazione tra il docente e gli allievi.

59 Blog 56 Piattaforme blog Dal 2001 ad oggi sono nati molti servizi in italiano che permettono di gestire un blog gratuitamente. Tra i più utilizzati citiamo: Blogger, Wordpress.com, Splinder, Clarence, Blogsome, Tiscali, Il Cannocchiale, Io Bloggo, Bloggerbash, Blogdrops, NoiBlogger, Libero, LiveJournal, Windows Live Spaces, MySpace, Skyrock. Esistono poi alcuni network autogestiti. Chi invece vuole creare un blog da gestire in totale autonomia, può utilizzare una delle numerose piattaforme di gestione blog; le più diffuse sono: Blogger, Wordpress, MovableType, TypePad, dblog, Nucleus, Pivot, Dotclear, Drupal. Queste piattaforme possono essere utilizzate su un dominio proprio (anche con hosting a pagamento), per generare un servizio maggiormente personalizzato. La parola nella lingua italiana La parola straniera blog viene pronunciata in italiano /'blɔg/, usando la «g dura» [g] come nella pronuncia originale inglese /'blɒg/, la quale viene mantenuta nel parlato anche per tutte le parole derivate italianizzate: Verbo: /blog'gare/ - blog[ging] Nome: /blog'gista/ - blogger Aggettivo: /blog'gistiko/ La g dura viene mantenuta e raddoppiata e, se questo non crea problemi di trascrizione quando la doppia g è seguita dalle vocali a, o e u (bloggare viene infatti scritto il verbo), alcuni problemi di coerenza ortografica sorgono quando la g precede le vocali e e i. Nei dizionari più aggiornati infatti si trovano registrate forme quali bloggista e bloggistico, frequenti anche nella rete, ma incongruenti con le regole di pronuncia delle parole italiane, in quanto in quella forma andrebbero pronunciate /bloʤ'ʤista/ e /bloʤ'ʤistiko/; le forme corrette infatti sarebbero blogghista e blogghistico, con l inserimento di un h, come richiedono le regole ortografiche dell italiano per la resa della g dura davanti a e e i. [3] Le polemiche In Italia sono sorte polemiche se il mondo dei blog debba rimanere senza vincoli legislativi e soggetto solo ad una autoregolamentazione, oppure, se debbano essere applicate le norme sulla stampa. Nell'ottobre del 2007 il governo ha presentato un disegno di legge sulla riforma dell'editoria in cui aveva stabilito per i blog l'obbligo della registrazione. La dura replica del mondo web ha portato alla precisazione da parte del sottosegretario Levi che la norma non avrebbe trovato applicazione ai blog. [4] La disputa si è trasferita sul piano giudiziario quando il tribunale di Oristano, con sentenza del 25 maggio 2000 [5], stabilì che un sito web non era assimilabile a una testata [6]. Orientamento poi recepito dalla Corte di Cassazione con la sentenza n [7] secondo cui non serve un giornalista per gestire un blog [8]. Appare quindi minoritario l'orientamento del Tribunale di Modica, che con una discussa sentenza [9] ha condannato lo storico Carlo Ruta per il reato di stampa clandestina [10], [11]

60 Blog 57 Bibliografia Giuseppe Granieri, Blog Generation. Bari, Laterza, ISBN Sergio Maistrello, Come si fa un blog. Tecniche Nuove, ISBN Alberto D'Ottavi, Tommaso Sorchiotti, Come si fa un blog 2.0. Tecniche Nuove, ISBN Voci correlate Social blog Strip blog Metablog Video blog Forum Hackergotchi Splog Tumblelog Microblogging Antipixel Social web Personal publishing Moblog Altri progetti Wikimedia Commons contiene file multimediali su Blog Wikizionario contiene la voce di dizionario «blog» Wikiquote contiene citazioni sul blog Wikisource contiene Sentenza tribunale di Modica su Blog Collegamenti esterni Blog [12] su Open Directory Project ( Segnala [13] su DMoz un collegamento pertinente all'argomento "Blog") Note [1] Log ha propriamente significato di 'diario, giornale' solo nella terminologia nautica dove il logbook è il cosiddetto giornale o diario di bordo. La scelta della parola log, in luogo di diary, è stata dovuta probabilmente alla frequente analogia che si fa del Web in chiave nautica. [2] (EN) Has vlogging, vidblogging etc found a name--video Podcasting? (http:// www. businessweek. com/ the_thread/ blogspotting/ archives/ 2005/ 10/ has_vlogging_vi. html). BusinessWeek. URL consultato il [3] «Bloggista» (!) (http:// www. achyra. org/ cruscate/ viewtopic. php?t=1156) sul forum Cruscate. [4] Levi (http:// blog. panorama. it/ culturaesocieta/ 2007/ 10/ 19/ ddl-editoria-e-rivolta-dei-blog-le-precisazioni-di-ricardo-franco-levi/ ) [5] / www. ictlex. net/?p=890 [6] Un sito web non è stampa. PC Professionale n.113 (http:// www. ictlex. net/?p=747) [7] / www. ictlex. net/?p=999 [8] PC Professionale n.218 (http:// www. ictlex. net/?p=1053) [9] / www. ictlex. net/?p=948 [10] Sicily News (http:// www. sicily-news. com/ news. cfm?id=3023) [11] Blog a rischio di chiusura? PC Professionale n. 212 (http:// www. ictlex. net/?p=1027) [12] / www. dmoz. org/ World/ Italiano/ Computer/ Internet/ Comunicare/ Weblog/ [13] / www. dmoz. org/ cgi-bin/ add. cgi?where=world/ Italiano/ Computer/ Internet/ Comunicare/ Weblog/

61 58 Esempi Google Google URL Tipo di sito Proprietario Creato da / www. google. com Motore di ricerca Google Inc. Larry Page, Sergey Brin Stato corrente del sito Attivo Google (in inglese /ˈguːg(ə)l/ [ˈguːgɫ ], adattamento italiano /ˈgugol/) è un motore di ricerca per internet ed è in assoluto il sito più visitato del mondo. Oltre a catalogare e indicizzare il World Wide Web si occupa anche di immagini, foto, newsgroup, notizie, mappe e video. Di tutte le pagine che indicizza, Google mantiene una copia cache. Il motore di ricerca è talmente popolare che in inglese è nato il verbo transitivo "to google", col significato di "fare una ricerca sul web"; con lo stesso significato, in tedesco è nato il verbo "googeln" e in Italia il verbo "googlare" (pron: guglare) o googolare (pron: gugolare, che recentemente si è imposta come versione autonoma, "gugolare"). Una particolarità di Google è quella che in determinate date il caratteristico logo cambia, indicando l'avvenimento speciale accaduto quel determinato giorno. Storia Larry Page e Sergey Brin, allora studenti dell'università di Stanford, dopo aver sviluppato la teoria secondo cui un motore di ricerca basato sull'analisi matematica delle relazioni tra siti web avrebbe prodotto risultati migliori rispetto alle tecniche empiriche usate precedentemente, fondarono l'azienda il 27 settembre Convinti che le pagine citate con un maggior numero di link fossero le più importanti e Vecchio logo di Google usato nel 1997 meritevoli (Teoria delle Reti), decisero di approfondire la loro teoria all'interno dei loro studi e posero le basi per il loro motore di ricerca. [1] Il 7 maggio 2010 Google ha subito dei considerevoli aggiornamenti riguardanti l'aspetto grafico e l'aggiunta di miglioramenti e nuove funzioni. Viene definito l'aggiornamento più importante nella storia di Google. [2]

62 Google 59 Etimologia I due fondatori, Page e Brin, cercavano un nome che potesse rappresentare la capacità di organizzare l'immensa quantità di informazioni disponibili sul Web; avevano bisogno di un'iperbole. Utilizzarono un nome già esistente: Googol, termine coniato dal nipote del matematico statunitense Edward Kasner nel 1938, per riferirsi al numero rappresentato da 1 seguito da 100 zeri. A Page e Brin sembrò perfetto come metafora di infinito. Il termine viene inoltre associato, con un gioco di parole, a goggles, binocolo in inglese, appunto perché il motore permette di esplorare la rete fino a "guardarla da vicino". I server Google utilizza un parco macchine con più di computer GNU/Linux per rispondere alle ricerche e catalogare il web. Grazie a questa enorme potenza di calcolo, Google è in grado di effettuare una ricerca su milioni di pagine Web in alcuni millisecondi, di indicizzare un elevato numero di contenuti ogni giorno, di fare molti mirror e istanze dello stesso processo informatico su più server. Per quest'ultimo, il fatto che Google sia il sito più visitato del Web [3], e il numero contemporaneo di richieste che arrivano da più utenti, non rallentano l'efficienza di queste ricerche. La catalogazione è fatta dal programma spider Googlebot, che richiede periodicamente nuove copie delle pagine web che conosce. I link in queste pagine vengono esaminati per scoprire nuove pagine e aggiungerle nel database, il cui indice, insieme alla cache, occupa centinaia di terabyte. Ottimizzazione Da quando Google è diventato uno dei motori di ricerca più popolari, molti webmaster hanno cominciato a seguire e cercare di spiegare i cambiamenti nel posizionamento (rank) del loro sito. Una nuova categoria professionale è nata per assistere i webmaster e le aziende nel migliorare la posizione dei loro siti nei risultati delle ricerche su Google, così come su altri motori di ricerca. Questi consulenti si occupano di un'attività chiamata "ottimizzazione per i motori di ricerca" (dall'acronimo statunitense SEO: Search Engine Optimization) che si propone di creare pagine e siti che rispettino le regole (i "gusti") dei motori di ricerca riuscendo a migliorare la propria posizione nei risultati delle ricerche. Sul web si possono trovare discussioni su forum o siti che fanno riferimento a fenomeni come la Google dance. Si riferisce a un fenomeno, ora non più presente, che si verificava in un periodo di pochi giorni (circa ogni mese) in cui Google aggiornava il suo database e di conseguenza i risultati delle ricerche. Fra una dance e l'altra i risultati rimanevano inalterati. Il termine dance si riferiva al fatto che per alcuni giorni i risultati delle ricerche variavano continuamente prima di assestarsi. Nell'estate del 2003 Google ha cambiato le sue abitudini di catalogazione limitando gli effetti della "danza": ora i risultati delle ricerche variano in modo dinamico e continuativo senza nessuno stravolgimento periodico. Una delle sfide più importanti di Google, ora che il motore è diventato popolare tra gli utenti del web, è impedire che soggetti spregiudicati riescano a forzare le debolezze dell'algoritmo per sovvertire i risultati delle ricerche a loro vantaggio. Molti consulenti di ottimizzazione scarsamente professionali hanno utilizzato tecniche artificiose e dannose per influire sul posizionamento dei siti di alcuni loro clienti. Google è riuscito a limitare molti di questi tentativi raffinando il proprio algoritmo per individuare i siti che realizzano abusi e limitarne la rilevanza nei risultati (o addirittura rimuovere questi siti dai suoi archivi). Un corretto posizionamento fra i risultati di Google può portare a ritorni economici elevati, soprattutto per i siti di e-commerce. La scelta di un consulente serio è spesso strategica per la sopravvivenza o il successo di un sito. Per questi motivi, Google ha pubblicato un insieme di linee guida per aiutare i proprietari di siti a capire come individuare i consulenti professionali e come evitare truffe e raggiri da parte

63 Google 60 di operatori scorretti [4] Controversie Google è stato criticato per via dei cookie a lungo termine che posiziona sul computer degli utenti; in ogni caso la maggior parte dei servizi di Google possono essere usati anche con i cookie disabilitati. Un numero di organizzazioni hanno usato le leggi sul DMCA (Digital Millennium Copyright Act) per chiedere a Google di rimuovere link a materiale su altri siti sul quale esse rivendicavano diritti di copyright. Google risponde a queste richieste rimuovendo il link e includendone uno alla richiesta nei risultati della ricerca. Ci sono anche state critiche sul fatto che la cache di Google violi il copyright, in ogni caso il caching è una normale parte delle funzioni del web e il protocollo HTTP mette a disposizione meccanismi (che Google rispetta) per disabilitarlo. Nel 2002 si diffuse la notizia [5] che in Cina l'accesso a Google era stato vietato (il governo ha il controllo della rete e può impedire il collegamento verso alcuni siti). Un sito mirror (in tutti i sensi, compreso il testo da sinistra verso destra; mirror letteralmente significa "specchio") chiamato "elgoog" si rivelò efficace nell'aggirare il divieto. Tempo dopo, il divieto cessò e fu detto che non era stato istituito per impedire le ricerche, ma l'accesso alla cache (che permetteva di aggirare altri divieti imposti dal governo). Esiste anche un mirror dinamico di Google che funziona come proxy server [6]. È interessante notare che un servizio di caching viene realizzato anche da Internet Archive, al quale però non fu vietato l'accesso. Diversamente da Yahoo!, Google non è anche una directory; tutte le pagine di Google sono indicizzate in maniera automatica da un algoritmo statistico che valuta la pertinenza del sito con le parole chiave indicate, quale parole assegnargli, il numero di accessi e altri parametri come indicatori di qualità del sito. Tuttavia, Google conserva una copia (cache) di tutte le pagine indicizzate e la cancella dai suoi server solo su esplicita richiesta del titolare del sito/provider Internet. Il tentativo dichiarato da Google è di costruire un World Wide Web, di premiare i siti di qualità dando maggiore risalto nei primi risultati delle varie ricerche, di servire agli utenti per avere risposte soddisfacenti alle loro ricerche. Tuttavia spesso i motori di ricerca come Google svolgono anche una funzione commerciale, infatti varie aziende pagano un ranking fra i primi 10 risultati come una spesa pubblicitaria. Censura Il servizio Google News cinese, di recente introduzione, sarebbe modellato sulle necessità di censura del paese orientale. Alcune news appartenenti a siti censurati dal governo di Pechino non verrebbero pubblicate accedendo al portale da una connessione cinese. Il tutto è emerso grazie alle segnalazioni giunte da un volontario di DynaWeb (proxy che permette agli utenti cinesi un accesso anonimo in grado di svincolarsi dalla potente censura governativa): in base alla località delle ricerche i risultati restituiti sono differenti, ed in particolare sembrano essere tagliate fuori particolari testate. Con tanto di screenshot viene dunque dimostrato come testate quali / www. epochtimes. com. au/ o / www7. chinesenewsnet. com/ non sono rintracciabili tra i risultati quando la ricerca avviene all'interno del territorio cinese. Secondo quanto riferito da P2Pnet.net, il sito che ha fatto emergere la storia, Google attribuisce ad «una varietà di motivi» la scelta di negare il link ad alcune testate, e tra tali motivi viene citata la fattiva impraticabilità dell'accesso al sito da talune località. Il primo portavoce delle accuse contro il "Matrix" cinese è Bill Xia, CEO del DIT (Dynamic Internet Technology, il gruppo del servizio DynaWeb), il quale spinge direttamente sulla matrice ideologica i motivi del tutto. L'ipotesi di Xia sembra confermata da alcuni documenti interni pubblicati dal San Francisco Chronicle secondo i quali l'attività nel paese orientale sarebbe vincolata da leggi che arrivano anche a prevedere appositi filtri web per siti dai contenuti illegali.

64 Google 61 Ancor più allarmante della notizia di una possibile censura delle notizie, è l'abilitazione nei normali risultati di ricerca del Google cinese del filtro "Safesearch" in modo permanente. Tale filtro ha la funzione di proteggere i minori dal materiale pornografico presente sul web. Se si effettuano però alcune particolari ricerche sul Google cinese, si viene avvertiti che il filtro "SafeSearch" è attivo. La cosa singolare è che le voci in questione sono ad esempio "Dalai Lama", "Falun Gong", assieme alle parole "libertà", "democrazia" e simili. Altrettanto impressionante la censura relativa al movimento spirituale pacifista "Falun Gong". Il Google occidentale non risparmia le immagini della durezza della repressione del governo cinese ai danni di questa setta che chiede diritti civili e libertà religiosa per il popolo cinese. Sempre come da esempio seguente, il Google orientale restituisce ben altri risultati, riportando siti e commenti alla setta perfettamente allineati alla propaganda di regime. Versione italiana [7] Versione Pin Ying [8] Versione cinese [9] Dalle pesanti accuse mosse dall'opinione pubblica, Google si difende ribadendo che si tratta semplicemente di controllo di pornografia e materiale illegale. Questo è facilmente smentibile da una prova diretta, eppure Google non modifica le proprie dichiarazioni. Nel marzo 2010, Google ha deciso di reindirizzare il traffico verso il proprio sito di Hong Kong, eludendo in questo modo la forte censura Cinese. Il sito / www. Google. com. hk permette di effettuare ricerche non filtrate dal "Great Firewall". Però la censura resta: dalla Cina è ancora impossibile effettuare ricerche scomode per il regime, come quelle sul Tibet. Alcune opzioni di ricerca avanzata Ricerca con "+" e "-", stringa esatta e carattere jolly Per cercare testi dove compaiono in sequenza (una subito dopo l'altra) due o più parole chiave occorre separarle col segno "+": es. l'istruzione "wikipedia+google" fa comparire le pagine in cui compare la parola wikipedia subito seguita da google. Nelle posizioni più basse (con minore ranking) si trovano le pagine che risultano anche da una ricerca senza l'operatore "+" che non è esattamente l'operatore booleano "OR", in quanto oltre a cercare entrambi i termini nel testo, li cerca uno di seguito all'altro. Per cercare invece solo i risultati che contengono le due parole in sequenza si usano le virgolette ("), si scrive quindi la frase desiderata tra virgolette, e google troverà solo i risultati che contengono l'intera frase. In maniera complementare, l'operatore "-" esclude i testi che contengono una certa parola chiave, e funziona da filtro: es. "wikipedia -google" ricerca alcune pagine di Wikipedia, in ciascuna delle quali non compare la parola "google". Se il testo è racchiuso fra doppie virgolette, Google ricerca le pagine Web che contengono esattamente la sequenza di caratteri digitata, senza altri spazi o caratteri intermedi. Esempio: "enciclopedia wikipedia" fornirà tutte le pagine che contengono di seguito le due parole digitate. Il carattere jolly è il simbolo di asterisco. Esempio: "enciclopedia * wikipedia" fornirà tutte le pagine che contengono le due parole digitate di seguito e con un ulteriore stringa di caratteri intermedia. Fornirà quindi anche "enciclopedia multilingue wikipedia", "enciclopedia, wikipedia", ma non "enciclopedia libera e multilingue wikipedia", che contiene più di un termine fra le due parole separate da asterisco.

65 Google 62 Ricerca interna ad un sito Per effettuare una ricerca di parole chiave all'interno di un sito occorre digitare l'istruzione: site:nomesito.com spazio bianco e le parole chiave. Un altro modo è scrivere nella barra degli indirizzi: Compare una barra di Google con un'opzione selezionabile per la ricerca all'interno del sito richiesto. Altri comandi: filetype:doc site:it.wikipedia.org, per cercare i documenti.doc nel sito Wikipedia. intitle:"directory of" site:it.wikipedia.org, per cercare una cartella di nome "Directory of" nel sito o una pagina che contiene nel testo le parole "Directory of". Ricerca di una definizione Per cercare la definizione di un termine o il significato di un acronimo basta digitare nel campo di ricerca di Google "define: termine" dove "termine" indica la parola da cercare. Ad esempio "define: TCP" darà come risultato la definizione della sigla. I risultati di Google-define spesso sono di Wikipedia. Ricerca dei link a un sito Digitando link:it.wikipedia.org (senza spazi e virgolette), si trovano tutti i siti che contengono un link all'indirizzo it.wikipedia.org o ai sottodomini, gli indirizzi come "it.wikipedia.org/google", che contengono "it.wikipedia.org". Conversione unità di misura e valute Digitando "1 to USD" google convertirà il valore di un euro in dollari americani. Funziona con tutte le valute e con le unità di misura di tutto il mondo. Calcoli matematici e costanti Si può ottenere il risultato di un calcolo anche complicato digitandolo nel campo di ricerca utilizzando i comuni operatori matematici. Esempi: 9*2, (5+6)/8, 2^16, sqr 81 Si possono anche introdurre le costanti matematiche e fisiche: c, e, G, h, k, pi, phi Indicizzare una pagina web Occorre scrivere nella barra degli indirizzi / www. google. it/ addurl. html, e nella pagina aperta digitare l'url della pagina web e le parole chiave. Se Google indicizza la pagina, essa comparirà fra i risultati. Altre funzionalità particolari del motore di ricerca, anche in fase di beta testing, si trovano all'indirizzo / labs. google. com/. Curiosità Così come scrivendo "pi" viene identificato il pi greco, inserendo answer to life, the universe and everything, ovvero la versione originale de La risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l'universo e tutto quanto, il servizio calcolatrice [10] di Google riconoscerà la stringa come una costante matematica, e darà come risultato 42. [11] Il 31 gennaio 2009 Google ha vissuto il suo primo grave incidente a livello mondiale. Per circa un'ora tutti i siti risultati di qualsiasi ricerca (perfino il sito della stessa Google) presentavano la scritta Questo sito potrebbe arrecare danni al tuo computer; in caso di settaggi di sicurezza ordinariamente restrittivi sul computer dell'utente, poteva risultare impossibile o macchinoso seguire i link trovati. Dopo l'allarme lanciato da centinaia di blog e siti sul web, Google Inc. è intervenuta, prima rendendo noto che stava lavorando per riparare alcuni inconvenienti e

66 Google 63 poi risolvendo i guasti, specificando, qualche ora più tardi, che la causa è stato "un errore umano" di alcuni tecnici i quali avrebbero accidentalmente accluso il carattere "/" (che è presente in tutte le URL) fra gli elementi di riconoscimento dei siti contenenti malware. [12] Il 25 giugno 2009, data della morte di Michael Jackson, il sito di Google è stato sospeso per circa 30 minuti, a causa dell'alto numero di accessi contemporanei sul suo nome. [13] Il logo di Google è stato disegnato da Ruth Kedar che ha usato come carattere il font Catull. Cercando su Google "ascii art" il logo del motore di ricerca assumerà lo stile Oldskool. Il 21 maggio 2010 il logo di Google è stato cambiato con un logo raffigurante lo schema di gioco di Pac-Man con il quale era possibile giocare, in onore del trentesimo anno di vita del gioco. [14] Dato il successo, Google ha deciso di dedicare un'url fissa al gioco. [15] Digitando "mondiali 2010" durante il torneo in Sudafrica, in fondo alla pagina comparivano i soliti numeri di pagina della ricerca, con una differenza: non c'era scritto "google", bensì "goal", con tante "o" quante erano le pagine individuate. L'azienda americana Join the company ha creato una parodia del famoso motore di ricerca [16] : effettuando una ricerca, si viene automaticamente dirottati a caso tra le pagine dei risultati di Google. Al posto del tasto I'm feeling lucky ("mi sento fortunato") è stato posto il tasto I'm feeling unlucky ("mi sento sfortunato"). Cliccando sulle note legali, si legge che l'azienda che ha creato il sito parodia è un fan di Google, e che non potrebbe immaginare un motore di ricerca migliore. Tuttavia è in grado di studiarne uno peggiore. Nel settembre 2010 è stato introdotto Google Instant, un meccanismo che permette di risparmiare dai 2 ai 5 secondi di tempo per ogni ricerca, prevedendo in anticipo quello che l'utente sta cercando, e mostrando la pagina dei risultati mentre l'utente sta ancora digitando la sua richiesta [17]. Google e il risparmio energetico Intorno al 2001 lo United States Department of Energy spiegò in un articolo come, nei monitor a tubo catodico, fosse possibile risparmiare fino al 20% di energia elettrica utilizzando in prevalenza il nero o comunque colori scuri come sfondo. [18] Citando questo articolo, all'inizio del 2007 il blogger statunitense Mark Ontkush (che nella propria pagina personale si definisce green computing consultant, ossia consulente in informatica ecologica) pubblicò un articolo secondo il quale Google potrebbe far risparmiare al mondo un'enorme quantità di energia adottando uno sfondo nero al posto di quello bianco. [19] Ispirata dal post di Ontkush, l'azienda australiana Heap Media creò Blackooogle, un sito web che effettua ricerche appoggiandosi a Google, ma con sfondo nero. [20] In seguito nacquero altri front-end analoghi, tra i quali Gaatle, promosso da Lifegate, [21] The Dark Side of Google [22], Googlxe con funzionalità Extra [23], Neroogle e molti altri [24] In molti hanno criticato sia l'articolo originale, sia il proliferare di front-end in nero: in particolare, il risparmio energetico effettivo sarebbe infatti inferiore rispetto a quanto dichiarato da Ontkush, inoltre il risparmio sarebbe nullo nei monitor a cristalli liquidi (lo studio del Department of Energy del 2001 si riferiva infatti solo ai tubi catodici), che tendono ad essere sempre più diffusi e a soppiantare i tubi catodici. [24] [25] Un test eseguito nel 2008 da Altroconsumo sui monitor LCD non ha rilevato differenze sostanziali tra una pagina bianca ed una nera; anzi, in alcuni dei modelli presi in esame una schermata nera avrebbe addirittura comportato un consumo lievemente maggiore. [26]

67 Google 64 Ricerche in HTTPS All indirizzo https:/ / www. google. com'' è possibile accedere alla versione beta del motore di ricerca protetto da SSL, protocollo di crittografia usato normalmente nelle applicazioni web che manipolano dati sensibili in trasferimento dal computer di chi le usa. La differenza con la versione normale di Google sta nella presenza nell indirizzo di https a differenza del solito http, che indica appunto la presenza di una connessione protetta da SSL. [27] Logo della versione in HTTPS di Google Ancora in fase beta, lo scopo del progetto è quello di proteggere le ricerche effettuate sul web dai visitatori del motore, adottando nei prossimi tempi questa soluzione in via definitiva, come già fatto su Gmail. Il brevetto dell'homepage Dal 1 settembre 2009, dopo una richiesta da parte di Google inoltrata nel 2004, è stato accettato dall'united States Patent and Trademark Office un brevetto che mira a difendere il design minimalista della celebre pagina principale di Google. Il fatto in questione è senza precedenti, si tratta infatti del primo caso in assoluto in cui una pagina web o parte di essa viene protetta da un brevetto allo scopo di proteggerne la sua unicità. Attacchi informatici Secondo gli enti esterni delle difese informatiche dei server di Google, questi per ora risultano essere gli unici attacchi che sono stati rilevati: nel 2003 da cracker cinesi nel 2004 da cracker iraniani nel 2009 da cracker cinesi

68 Google 65 International Google è disponibile in molte lingue ed è stato localizzato per molti paesi. [28] Languages Afrikaans Akan Albanese Amarico Arabo Armeno Azero Basco Bielorusso Bengalese Bihar Bosniaco Bretone Bulgaro Cambogiano (Khmer) Catalano Cinese semplificato Cinese tradizionale Corso Croato Ceco Danese Tedesco Inglese (Regno Unito) Inglese (Stati Uniti) Esperanto Estone Faroese Filippino Finlandese Francese Frisone occidentale Gallico Georgiano Germanico Greco Guaranì Gujarati Hausa Creole Haitiana Hawaiano Ebraico Hindi Ungherese Islandese Igbo Indonesiano Interlingua Irlandese Italiano Giapponese Giavanese Kannada Kazako Kinyarwanda Kirundi Coreano Curdo Kirghizo Lao Latino Lettone Lingala Lituano Luganda Luo Macedone Malagascio Malese Malayalam Maltese Māori Marathi Creolo mauriziano Moldavo (Romania) Mongolo Montenegrino Nepalese Norvegese Norvegese (Nynorsk) Occitano Oriya Oromo Pashto Persiano Polacco Portoghese (Brasile) Portoghese (Portogallo) Punjabi Quechua Rumeno Romancio Runyakitara Russo Gaelico Scozzese Serbo Serbo-Croato Sesotho Setswana Shona Sindhi Singalese Slovacco Sloveno Somalo Spagnolo Sundanese Swahili Svedese Tagico Tamil Tataro Telugu Thai Tigrino Tongano Turco Turkmeno Twi Uiguro Ucraino Urdu Uzbeko Vietnamita Gallese Xhosa Yiddish Yoruba Zulu L'interfaccia è anche stata resa disponibile in alcune lingue per motivi umoristici: Elmer Fudd Hacker Klingon Pig Latin Bork, bork, bork! Pirate Bibliografia Alessandro Melazzini, «Google, ma le notizie non sono un algoritmo» [29], La Stampa, 14 agosto 2003 John Battelle. Google e gli altri. Come hanno trasformato la nostra cultura e riscritto le regole del business. Milano, Raffaello Cortina Editore, ISBN Ippolita [30]. Luci e ombre di Google. Milano, Giangiacomo Feltrinelli Editore (collana Nuova Serie Feltrinelli), (testo integrale in formato PDF disponibile sotto licenza Creative Commons) [31] ISBN D. Vise e M. Malseed. Google Story. (in inglese) Egea. Google Hacks. Tips & Tools for Smarter Searching. 2 a ed. (in inglese) O'Reilly & Associates. Gnassi B.; Noury R., "La rete che cattura. Il ruolo di Yahoo!, Microsoft e Google nelle violazioni dei diritti umani in Cina", EGA Elmar Burchia. Google, il logo per un giorno senza «l», Corriere della Sera, 15 febbraio 2007 (testo dell'articolo) [32] Lavinia Hanay Raja "Come ti aggiro Google in 4 mosse" [33] Corriere della sera, 24 agosto 2008 Gruppo di ricerca Ippolita [30] Motore in Panne [34], Left-Avvenimenti, 12 settembre 2008

69 Google 66 De Robbio La gestione dei diritti nelle digitalizzazioni di massa. Un'analisi alla luce del caso Google Book Search «Bibliotime», anno XII, numero 2 (luglio 2009) [35] Vincenzo Letta, «In Google we trust. Storia, vizi e virtu' di un motore di ricerca nordamericano» [36], Tesi in Filosofia, Università di Pisa, con una intervista a Marco Pancini, European Policy Counsel di Google Voci correlate Google Inc. Google Friend Connect Google Palimpsest Google Voice Google Cina Logo Google Altri progetti Wikimedia Commons contiene file multimediali su Google Wikinotizie contiene notizie di attualità su Google Collegamenti esterni Sito ufficiale in lingua italiana [37] Leet style [38] I Laboratori Google [39] - Tecnologie sperimentali Note [1] / dbpubs. stanford. edu:8090/ pub/ [2] / blog. tsw. it/ search-marketing/ anche-google-italia-ha-una-nuova-interfaccia-grafica_ html [3] / alexa. com/ topsites [4] / www. google. it/ intl/ it/ webmasters/ seo. html [5] / www. corriere. it/ Primo_Piano/ Scienze_e_Tecnologie/ 2006/ 01_Gennaio/ 25/ google. shtml [6] / www. zensur. freerk. com/ google/ [7] / images. google. it/ images?svnum=10& hl=it& lr=& safe=off& q=falun+ gong& btng=cerca [8] / images. google. cn/ images?svnum=10& hl=zh-cn& lr=& cr=countrycn& q=falun+ gong& btng= 搜 索 [9] / images. google. cn/ images?hl=zh-cn& lr=& cr=countrycn& q=%e6%b3%95%e8%bd%ae%e5%8a%9f& sa=n& start=84& ndsp=21 [10] Descrizione della funzione "Calcolatrice" (http:// www. google. it/ intl/ it/ help/ features. html). [11] I risultati di Google per la domanda fondamentale (http:// www. google. it/ search?q=answer+ to+ life,+ the+ universe+ and+ everything) [12] Google si ferma per un "errore umano" (http:// www. rainews24. rai. it/ ran24/ rainews24_2007/ tema/ _dallarete_196. aspl) [13] / www. cwi. it/ notizia/ 18297/ / La-morte-di-Michael-Jackson-manda-in-tilt-Google. html [14] «Buon compleanno Pac-Man, firmato Google.» (http:// punto-informatico. it/ / PI/ News/ buon-compleanno-pac-man-firmato-google. aspx), Punto Informatico, 21 maggio URL consultato in data 24 maggio [15] / www. google. it/ pacman/ [16] / unluckytime. com/ [17] Google, ricerche più rapide con Instant (http:// netslash2010. myblog. it/ archive/ 2010/ 09/ 10/ google-con-instant-ricerche-piu-rapide-di-2-5-secondi. html) [18] DOA Energy Star. Monitor Energy Information (http:// web. archive. org/ web/ / / microtech. doe. gov/ EnergyStar/ info. htm) in Internet Archive URL consultato il [19] Mark Ontkush. Black Google Would Save 750 Megawatt-hours a Year (http:// ecoiron. blogspot. com/ 2007/ 01/ black-google-would-save-3000-megawatts. html) in ecoiron. 20 gennaio URL consultato il [20] Blackle Italia (http:// it. blackle. com) [21] Gaatle (http:// www. lifegate. it/ gaatle/ ) [22] The Dark Side of Google (http:// www. thedarksideofgoogle. com/ ) [23] Googlxe Italia (http:// it. googlxe. com/ )

70 Google 67 [24] Mark Ontkush. Facts and Fallacies on Black Google (http:// ecoiron. blogspot. com/ 2007/ 07/ facts-and-fallacies-on-black-google. html) in ecoiron. 27 luglio URL consultato il [25] Paolo Attivissimo. Schermate scure per risparmiare energia? (http:// attivissimo. blogspot. com/ 2007/ 07/ nerooogle-e-soci-promettono-risparmio. html) in Il Disinformatico. 24 luglio URL consultato il [26] Di circa 2 watt: «il maggior consumo (...) è dovuto alla chiusura dei transistor che regolano i pixel». Tratto da: Siti in abito scuro: schermo nero non riduce i consumi, in Hi-Test N.5, Milano, Altroconsumo Edizioni, gennaio 2008, p.6 [27] Download Blog. Google mette le ricerche in HTTPS sotto SSL (http:// www. downloadblog. it/ post/ 12455/ google-mette-le-ricerche-in-https-sotto-ssl). 22/05/2010. URL consultato il 22/05/2010. [28] Language Tools (http:// www. google. com/ language_tools?hl=en) [29] / www. melazzini. com/ it/ giornalismo/ htm#google [30] / ippolita. net [31] / www. ippolita. net/ files/ thedarksideofgoogle. pdf [32] / www. corriere. it/ Primo_Piano/ Cronache/ 2007/ 02_Febbraio/ 15/ google. shtml [33] / www. corriere. it/ scienze_e_tecnologie/ 08_agosto_24/ come_aggirare_google_60c8a6bc-71f5-11dd f02aabc. shtml [34] / www. avvenimentionline. it/ content/ view/ 2317/ 1/ [35] / didattica. spbo. unibo. it/ bibliotime/ num-xii-2/ derobbio. htm [36] / etd. adm. unipi. it/ theses/ available/ etd / [37] / www. google. it/ [38] / www. google. com/ intl/ xx-hacker/ [39] / labs. google. it/ Google documenti e fogli di lavoro Google documenti e fogli di lavoro Sviluppatore Google SO Genere Multipiattaforma (applicazione web) Software di produttività personale Licenza Sito web / docs. google. com/ Google documenti e fogli di lavoro (in inglese Google Docs & Spreadsheets) è un programma la cui versione beta è disponibile sul sito di Google dal 24 febbraio È un diretto concorrente del pacchetto Microsoft Office. Esso permette di salvare documenti di testo e fogli di calcolo nei formati.doc,.odt e.pdf. Descrizione e caratteristiche La peculiarità dell'applicazione è di risiedere sul server Google ed essere lanciata da remoto, non richiedendo l'installazione di alcun software sul computer locale. Diversamente da altri applicativi che lavorano da remoto, nemmeno i dati sono salvati in locale. Questo consente di condividere il file con altri utenti invitati con diversi livelli di privilegio (sola lettura, accesso in scrittura ad alcune parti o a tutto il documento) e di utilizzare il file da qualunque computer si colleghi alla casella di posta. La conservazione dei dati non in locale pone però seri problemi di privacy per le aziende e per i singoli, sia per l'utilizzo delle informazioni a scopo di schedature che potrebbe essere fatto da chi gestisce il servizio, sia per il maggiore rischio di attacchi e manipolazioni da parte di soggetti esterni, che si verifica quando i dati risiedono su server sempre connessi a Internet. Esiste una policy di sicurezza, ma le legislazioni nazionali sulla privacy non sono allineate verso uno standard internazionale. La cifratura dei dati e l'adozione di protocolli di comunicazione sicura (come SSL) contribuiscono a ridurre il rischio di attacchi esterni, ma non garantiscono un utilizzo appropriato delle informazioni.

71 Google documenti e fogli di lavoro 68 Collegamenti esterni Google documenti e fogli di lavoro [1] Note [1] / docs. google. com Google Maps Sviluppatore Google SO Genere Multipiattaforma (applicazione web) cartografia Licenza Sito web / maps. google. com/ Google Maps (nome precedente Google Local) è un servizio accessibile dal relativo sito web e che consente la ricerca e la visualizzazione di mappe geografiche di buona parte della Terra. Oltre a questo è possibile ricercare servizi in particolari luoghi, tra cui ristoranti, monumenti, negozi, trovare un possibile percorso stradale tra due punti e visualizzare foto satellitari di molte zone con diversi gradi di dettaglio (per le zone che sono state coperte dal servizio si riescono a distinguere in molti casi le case, i giardini, le strade e così via). Le foto sono statiche (non in tempo reale), buona parte delle quali sono riferite alla fine degli anni novanta. Oltre a queste funzioni, Google Maps offre anche una ricerca di attività commerciali sulle stesse mappe. Un difetto è che non sono ortofoto, ossia sono schiacciate per essere adattate alla proiezione cartografica. Ciò è evidente se le immagini vengono confrontate con, ad esempio, quelle dell'istituto Geografico Militare o del Portale Cartografico Nazionale. Caratteristiche La visione del pianeta si può effettuare come mappa o come semplice cartina stradale. Ultimamente solo per alcuni paesi, è stata implementata la funzione traffico che visualizza le strade con problemi di traffico. Google Moon e Google Mars Dopo Google Maps sono nati due nuovi progetti di cartografia: Google Moon con lo scopo di mappare le terre lunari e Google Mars per mappare invece le terre di Marte. Google Street View Il servizio Street View permette di visualizzare fotografie a 360 di numerose località del mondo. Tali immagini sono state riprese da automezzi dotati di fotocamere e pertanto non sono in tempo reale. Per la strumentazione Google si è affidata all'azienda canadese Immersive Media, produttrice delle fotocamere Dodeca 2360, con 11 obiettivi in grado di fotografare a 360 gradi. La risoluzione è molto elevata in alcune città, mentre in altre è ridotta, probabilmente artificialmente.

72 Google Maps 69 Il servizio è stato criticato dopo che sono state notate alcune foto in cui comparivano persone in situazioni imbarazzanti ed è stato evocato il diritto di privacy, dal momento che nelle immagini spesso le persone sono riconoscibili. Il problema è stato sollevato anche da periodici come il New York Times e Wired. Dopo le proteste di alcune associazioni di consumatori, i legali di Google, pur facendo notare che le immagini sono legali perché scattate in luoghi pubblici, si sono detti disponibili, previa segnalazione dell'interessato, ad eliminare le immagini in questione. [1] Attualmente Google Street View impiega un algoritmo che riconosce automaticamente targhe e volti, offuscandoli. Google Transit Google Transit è una nuova funzionalità introdotta nel Canada e negli Stati Uniti, e per prima in Europa, per la regione Toscana e le città di Torino, Firenze, Genova, Como, Brescia, Modena e Reggio Emilia in via sperimentale e presto attivo anche a Venezia, per creare un itinerario esclusivamente con mezzi di trasporto pubblici [2]. Google Maps Mobile Per i dispositivi mobili che supportano la piattaforma Java (o anche quelli basati sui sistemi operativi Android, ios, Windows Mobile, Palm OS o Symbian) e che dispongono di una connessione a Internet via GPRS, UMTS o HSDPA esiste dal 2006 una apposita versione Google Maps, detta Google Maps Mobile [3], che permette di accedere alle mappe da tali dispositivi. Curiosità A gennaio 2010, per parecchi giorni, Google Maps ha avuto gravi problemi nella ricerca delle attività commerciali. Google non ha mai pubblicato un articolo in merito, ma probabilmente si è trattato di un errore nell'algoritmo di ricerca. [4] Voci correlate Google Google Map Maker Google Street View Cartografia Geody - motore di ricerca geografico Google Earth Panoramio Virtual Earth WikiMapia Placeopedia Live Search Maps (Servizio Web della Microsoft) OpenStreetMap Google Latitude

73 Google Maps 70 Altri progetti Wikimedia Commons contiene file multimediali su Google Maps Collegamenti esterni Tool per trovare le coordinate (latitudine e longitudine) in Google Maps [5] Sito di Google Maps [6], tradotto in italiano Google Transit [7] Portale Cartografico Nazionale [8] Raccolta di risorse su google maps [9] con istruzioni per usare le google maps API, tool gratuiti per creare google maps mashup] Google mappe [10] (per cellulari) Google Maps [11] (per MediaWiki) Video Georeferenziati su Google Maps [12] Note [1] Sorridi, sei sul web (Corriere.it) (http:/ / www. corriere. it/ Primo_Piano/ Cronache/ 2007/ 06_Giugno/ 08/ google_street_view. shtml) [2] Arriva in Italia Google Transit Consigli sui mezzi pubblici - Motori - Repubblica.it (http:/ / www. repubblica. it/ 2008/ 03/ motori/ motori-marzo-2008/ motori-google-transit/ motori-google-transit. html?ref=mothpstr6) [3] Google Mobile (http:/ / www. google. it/ mobile/ gmm/ index. html). URL consultato il [4] «Google e le mappe temporaneamente impazzite.» (http:/ / blog. tsw. it/ search-engine-optimization/ google-e-le-mappe-temporaneamente-impazzite_ html), 22 gennaio [5] / kmlcollection. googlepages. com/ coordinate_click. html [6] / maps. google. it/ [7] / www. google. it/ transit [8] / www. pcn. minambiente. it [9] / google-mapping. blogspot. com [10] / www. google. com/ gmm/ index. html [11] / wiki. nuke-evolution. it/ index. php/ Googlemap [12] / maps. google. it/ maps/ mpl?moduleurl=http:/ / www. videomap. it/ mapplet. xml

74 Blogger (piattaforma) 71 Blogger (piattaforma) Blogger URL Commerciale? Tipo di sito Registrazione Proprietario blogger.com [1] Si Blog hosting Si Google Inc. Creato da Lancio 2001 Stato corrente del sito Attivo Blogger Nazione Tipologia Sito web Blog host Stati Uniti [2] Blogger è un servizio di blogging attualmente gestito da Google a cui è possibile accedere gratuitamente. Si tratta di una piattaforma di blogging puro, che a differenza di altre concorrenti non presenta significative aperture verso il Social Network. Blogger permette di postare, oltre al solo testo, anche immagini e video; Questo ne fa una soluzione ideale per webmaster alle prime armi. Permette anche di postare contemporaneamente a più di un autore consentendo di creare veri e propri giornali online. Storia Blogger nasce il 23 agosto del 1999 in una piccola società di San Francisco, la Pyra Labs. È proprio da questo progetto che partirà il fenomeno della blogsfera. Inizialmente Blogger rimane un progetto quasi amatoriale portato avanti dai fondatori della società più per passione che per fini commerciali. Tuttavia la celebrità del sito cresce rapidamente al pari del numero degli iscritti. Vengono progressivamente introdotte nuove funzionalità che facilitano la gestione, l'amministrazione e l'aggiornamento dei Blog. Il successo d'immagine non è però sufficiente a coprire i costi di sviluppo della piattaforma che vive a cavallo del 2001 una preoccupante crisi finanziaria associata anche alla generale flessione della così detta New economy. La situazione ha una svolta nel 2003 quando la società viene acquistata da Google. Sotto la nuova gestione Blogger è stato integrato all'interno degli altri servizi offerti da Google, inoltre è stata rimossa ogni forma di pubblicità forzata. Nel corso del 2006 la piattaforma è stata profondamente rinnovata aggiungendo funzioni per la personalizzazione delle pagine, l'uso dei tag e annullando i tempi di aggiornamento dei database. Attualmente si stima che Blogger ospiti tra i 15 ed i 20 milioni di Blog.

75 Blogger (piattaforma) 72 Creazione di un blog La gestione del blog avviene tramite una interfaccia web denominata pannello di controllo, dal quale si può accedere a tutte le funzioni relative al posting (postare) degli articoli e alla modifica del template del blog (ovvero all'aspetto grafico gestito tramite Fogli di stile CSS). Tra le altre caratteristiche da segnalare vi è la possibilità di moderare i commenti ai post, inviare i nuovi post attraverso la posta elettronica tramite un indirizzo mail dedicato e la possibilità di ricevere un avviso via mail quando un commento viene aggiunto in coda ad un post. Blogger supporta anche la modalità ad autori multipli che consente a più persone di postare sullo stesso blog con identità distinte. Sviluppo della piattaforma Nel 2009, in occasione dei dieci anni di vita, precedentemente si chiamava Blogspot, sono state introdotte numerose novità che riguardano tra l'altro il Read More - possibilità di visualizzare in homepage solo il riassunto dei post Visualizzazione degli avatar dei commentatori Pagine statiche - per contenuti svincolati dalla cronologia che possono essere usate per moduli di contatto o per il disclaimer del blog Designer Modelli - per la creazione online del proprio template personalizzato Bottoni ufficiali di condivisione - per postare gli articoli sui social quali Google Buzz, Facebook, Twitter Moderazione commenti - funzionalità che consente di filtrare in automatico i commenti di spam Critiche Essendo la piattaforma gratuita è anche vittima del fenomeno dello Splog. Si tratta di Blog creati al solo scopo di riferire altri siti ed aumentarne la visibilità nei motori di ricerca. Collegamenti esterni Sito ufficiale di Pyra Labs [3] Pagina iniziale di Blogger [4] Rascunhos Blogger: Tips for Blogger, Wordpress, SEO and Widgets (In Portuguese) [5] Blogger Templates [6] Forum di assistenza di Blogger [7] Note [1] https:/ / www. blogger. com/ [2] / www. blogger. com [3] / www. pyra. com/ [4] https:/ / www. blogger. com/ start [5] / www. rascunhosblogger. com [6] / www. templatesc. com/ [7] / www. google. com/ support/ forum/ p/ blogger?hl=it

76 Wikipedia 73 Wikipedia Wikipedia Screenshot del portale multilingue di Wikipedia URL / www. wikipedia. org Commerciale? Tipo di sito Registrazione Proprietario Creato da No Enciclopedia online Opzionale Wikimedia Foundation Jimmy Wales, Larry Sanger Lancio 15 gennaio 2001 Stato corrente del sito In progresso Slogan L'enciclopedia libera Wikipedia è un'enciclopedia multilingue collaborativa, online e gratuita, nata con il progetto omonimo intrapreso da Wikimedia Foundation, una organizzazione non a scopo di lucro statunitense. Etimologicamente Wikipedia significa cultura veloce, dal termine hawaiano wiki (veloce), con l'aggiunta del suffisso di origine greca -pedia (cultura). Per chiarire molti aspetti di ciò che Wikipedia è, e di ciò che non è, è possibile consultare la pagina in italiano a cura di Wikimedia Italia intitolata 10 cose essenziali da sapere [1].

77 Wikipedia 74 Descrizione WikiGuida su Wikipedia: video di sette minuti che riassume storia, principi e funzionamento. È pubblicata in oltre 270 lingue differenti (di cui circa 180 attive; la versione in inglese è quella con il maggior numero di voci) e contiene voci sia sugli argomenti propri di una tradizionale enciclopedia sia su quelli di almanacchi, dizionari geografici e di attualità. Il suo scopo è quello di creare e distribuire un'enciclopedia libera e ricca di contenuti, nel maggior numero di lingue possibile. Wikipedia è uno dei dieci siti più visitati al mondo: [2] riceve, infatti, circa 60 milioni di accessi al giorno. La caratteristica primaria di Wikipedia è il fatto che dà la possibilità a chiunque di collaborare, utilizzando un sistema di modifica e pubblicazione aperto. All'inizio di aprile 2008, Wikipedia conteneva in totale più di 10 milioni di voci, 34 milioni di pagine (modificate 470 milioni di volte) e 11 milioni di utenti registrati. [3] È nata il 15 gennaio 2001 come progetto complementare di Nupedia (un progetto con scopo analogo ma la cui redazione era affidata ad esperti). La Wikimedia Foundation ha successivamente dato vita a progetti complementari tra cui Wiktionary, Wikibooks, Wikisource, Wikispecies, Wikiquote, Wikinotizie e Wikiversità. È curata da volontari seguendo un modello di sviluppo di tipo wiki, nel senso che le pagine possono essere modificate da chiunque e non c'è un comitato di redazione né alcun controllo preventivo sul materiale inviato. Uno dei principi alla base di Wikipedia è il punto di vista neutrale, [4] secondo il quale le opinioni presentate da personaggi importanti o da opere letterarie vengono riassunte senza tentare di determinarne una verità oggettiva. A causa della sua natura aperta, vandalismi ed imprecisioni sono problemi riscontrabili in Wikipedia. Le voci di Wikipedia sono spesso citate dai mass media tradizionali e da istituti accademici. Wikipedia è stata rilasciata originariamente sotto la licenza GFDL, ma nel giugno 2009 è avvenuta una migrazione alla licenza Creative Commons cc-by-sa 3.0 più compatibile con gli scopi e gli usi di Wikipedia ed in generale dei progetti Wikimedia (le licenze Creative Commons non esistevano nel 2001, data di nascita del progetto). Il cambiamento di [5] [6] licenza è stato sottoposto a votazione della comunità. Le edizioni in lingua tedesca, quella in lingua italiana ed una selezione di voci tratte dalla versione in lingua inglese sono state distribuite su compact disc e DVD, mentre di molte edizioni sono stati creati dei mirror online o dei progetti derivati. Caratteristiche «L'"enciclopedia partecipata" mi preoccupa meno: la uso regolarmente, e trovo che la qualità e l'affidabilità delle informazioni sia notevole. Qualche problema c'è solo quando il soggetto è estremamente controverso. In questo caso la neutralità, e le reciproche obiezioni, spingono verso il minimo comun denominatore, e bisogna accontentarsi. Ma questo è inevitabile, e in fondo accadeva già con le enciclopedie tradizionali.» (Beppe Severgnini [7] ) L'obiettivo di Wikipedia è di creare un'enciclopedia libera ed "universale", in termini sia di ampiezza che di profondità degli argomenti trattati. Wikipedia è stata descritta da uno dei suoi fondatori (Jimmy Wales) come uno sforzo per creare e distribuire un'enciclopedia libera della più alta qualità possibile ad ogni singola persona sul pianeta nella sua propria lingua.

78 Wikipedia 75 Wikipedia deriva il suo nome dalla composizione della parola wiki, termine hawaiano che significa "veloce" e con cui viene chiamato un tipo di software collaborativo, e da pedia, suffisso di enciclopedia che in greco significa "insegnamento". Wikipedia, nelle intenzioni di Wales, dovrebbe raggiungere una qualità pari o migliore dell'enciclopedia Britannica ed essere pubblicata anche su carta. Su Internet esistono o sono esistiti molti altri progetti di enciclopedie. Alcuni si basano sulle consuete politiche editoriali di proprietà intellettuale sulle voci, come l'enciclopedia Stanford di Filosofia o l'ormai defunta Nupedia, entrambe compilate da esperti. Siti web più informali, come h2g2 o Everything2, servono come guide generali le cui voci sono scritte e controllate da persone comuni. Progetti come Wikipedia, Susning.nu, e la Enciclopedia Libre, sono invece wiki le cui voci sono sviluppate da numerosi autori e in cui non esiste alcun processo formale di revisione. Wikipedia è diventata il più grande di questi wiki enciclopedici per numero di voci. A differenza di molte enciclopedie, il contenuto di Wikipedia è stato rilasciato sotto la licenza GNU Free Documentation License. Wikipedia possiede un insieme di linee guida volte ad identificare quali tipi di informazioni siano adatte ad esservi inserite. Ad esse si fa spesso riferimento nelle dispute per decidere se un particolare contenuto debba essere aggiunto, rivisto, trasferito ad un progetto affine oppure rimosso. Contenuto libero La GFDL, la licenza sotto la quale le voci di Wikipedia sono rese disponibili, è una delle molte licenze di copyright di tipo permissivo (copyleft), in quanto permette la redistribuzione, la creazione di opere derivate e l'uso commerciale del contenuto a condizione che si mantenga l'attribuzione agli autori e che il contenuto rimanga disponibile sotto la GFDL. Quando un autore contribuisce al progetto con materiale originale, i diritti d'autore rimangono in suo possesso ma egli acconsente a rilasciare la propria opera sotto la GFDL. Il materiale di Wikipedia può quindi essere distribuito a, o incorporato da, fonti che a loro volta usino questa licenza. Del contenuto di Wikipedia sono stati creati numerosi mirror o progetti derivati a partire da copie dei database. Wikipedia è rilasciata in Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo Dal 15 giugno 2009 Wikipedia è rilasciata anche secondo la licenza Creative commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo 3.0 Unported (CC-BY-SA). [8] Sebbene tutti i testi siano disponibili sotto la GFDL, una percentuale significativa di immagini e suoni in Wikipedia non sono liberi. Elementi come loghi aziendali, saggi, testi di canzoni o foto giornalistiche protette da copyright sono usate con una rivendicazione di fair use (tuttavia, in alcuni paesi il concetto di fair use non è presente nel corpo legislativo, e quindi opere che Il logo del progetto GNU contenessero questi elementi potrebbero essere inammissibili). Wikipedia ha ricevuto anche del materiale a condizione che non si possano produrre lavori derivati o che possa essere usato solo all'interno di Wikipedia. Alcune edizioni comunque accettano solo contenuti multimediali liberi da copyright. Wikipedia è stata usata dai media, da membri della comunità accademica e da altri come strumento informativo principale o secondario. Alcuni organi d'informazione hanno citato le voci di Wikipedia come fonte usata per le proprie voci o le hanno segnalate tra le informazioni aggiuntive disponibili sul Web, in alcuni casi in modo reiterato. Secondo gli elenchi tenuti dai redattori di Wikipedia, le sue voci sono state citate con maggiore frequenza nei media di contenuto informativo, più raramente in studi accademici, libri, conferenze e aule giudiziarie. Ad esempio, il sito

79 Wikipedia 76 del Parlamento del Canada cita la voce inglese di Wikipedia sui matrimoni gay tra le letture consigliate riguardo il proprio progetto di legge C-38. Alcuni utenti curano la tenuta di liste (incomplete) dei casi in cui Wikipedia è stata citata come fonte. Storia Wikipedia prese il via come progetto complementare di Nupedia, un progetto per la creazione di una enciclopedia libera online le cui voci erano scritte da esperti attraverso un processo formale di revisione. Nupedia venne fondata il 9 marzo 2000 dalla società Bomis, proprietaria dell'omonimo portale di ricerca. Le figure principali erano Jimmy Wales, allora CEO della Bomis, e Larry Sanger, redattore capo di Nupedia e successivamente di Wikipedia. Per il concetto di wiki, Wales e Sanger dichiararono di essersi ispirati ai siti WikiWikiWeb o Portland Pattern Repository di Ward Cunningham. Wikipedia, che esisteva già come servizio di Nupedia.com dal 10 gennaio 2001, venne formalmente lanciata il 15 gennaio successivo sul sito Wikipedia.com, in lingua inglese. Verso maggio giunse la prima flotta di utenti registrati e nel corso dell'anno si svilupparono le edizioni in francese, tedesco, inglese, catalano, spagnolo, svedese, portoghese e - a fine anno - italiano. Jimmy Wales (Jimbo), fondatore di Wikipedia Alla fine del suo primo anno di esistenza l'enciclopedia arrivò a contare quasi 20mila voci, su 18 versioni in lingue differenti. Raggiunse 26 edizioni in lingua alla fine del 2002, 46 alla fine del 2003 e 161 alla fine del Nupedia e Wikipedia coesistettero finché i server della prima furono chiusi definitivamente nel 2003 e i suoi testi incorporati in Wikipedia (Nupedia aveva sofferto un tasso di crescita estremamente lento, a causa dei complicati processi di revisione); Sanger uscì di scena e si ebbe una biforcazione della Wikipedia in spagnolo per formare l'enciclopedia Libre. Da Wikipedia e Nupedia nacque nel 2003 la Wikimedia Foundation, Il logo della Wikimedia Foundation l'organizzazione non profit che sostiene Wikipedia e i progetti fratelli (il primo dei quali fu In Memoriam: September 11 Wiki) che nel tempo si sono aggiunti, ognuno dei quali è specializzato in un determinato ambito del sapere. Wales cedette tutti i diritti alla fondazione da lui promossa, che tuttora gestisce i marchi e l'infrastruttura informatica, garantendo che la gestione dei contenuti rimanga affidata alla comunità degli utenti. Se nei primi due anni cresceva alla velocità di poche centinaia o meno di nuove voci al giorno, l'edizione in inglese di Wikipedia raggiunse il traguardo delle voci nel gennaio 2003, mentre nel 2004 subì un boom, raddoppiando le dimensioni in un anno (con un aumento da a voci al giorno). Wikipedia ha raggiunto la sua milionesima voce, tra le 105 edizioni in lingua all'epoca presenti, il 20 settembre A partire dal 2004 è iniziata a costituirsi una rete di organismi nazionali collegati alla Wikimedia Foundation; nel 2005 è stata fondata Wikimedia Italia. Nel settembre dello stesso anno l'edizione in italiano ha superato le voci.

80 Wikipedia 77 Da quando Wikipedia ha raggiunto un considerevole numero di voci, i mass media la citano sempre più spesso. È diventata un tipico fenomeno del Web 2.0 grazie anche alla sua particolarità di essere modificabile e aggiornabile da chiunque. Nel settembre 2007 l'edizione in inglese ha tagliato lo storico traguardo di 2 milioni di voci, divenendo la più vasta enciclopedia mai scritta, superando l'enciclopedia Yongle (1407), che ha detenuto tale primato per 600 anni esatti; [9] nel Guinness World Record del 2008 è riportata come la più grande enciclopedia al mondo. Il 27 marzo 2008 Wikipedia, con oltre 250 edizioni locali, ha raggiunto i 10 milioni di voci. [10] Vi sono 23 versioni di Wikipedia scritte in altrettante lingue ciascuna delle quali mette a disposizione più di voci: per le statistiche aggiornate si veda il portale globale di Wikipedia. [11] Il 17 settembre 2008 Wikipedia comprendeva 35 edizioni in lingua con più di voci, 80 con più di voci, 158 con più di 1000 voci e 232 con almeno 100 voci. Le varie edizioni in lingua sono sviluppate indipendentemente l'una dall'altra. Esse non sono vincolate ai contenuti presenti nelle altre, sono tenute unicamente al rispetto delle linee guida generali del progetto come il punto di vista neutrale. Tuttavia i testi delle voci e i contenuti multimediali sono spesso condivisi tra le varie edizioni, i primi grazie alle traduzioni, i secondi attraverso il progetto condiviso chiamato Wikimedia Commons. Le voci tradotte rappresentano una percentuale relativamente piccola di quelle presenti in ciascuna edizione. Redazione Wikipedia non è regolata da nessun comitato di redazione centrale: le sue voci sono scritte spontaneamente da centinaia di migliaia di volontari non pagati, che si organizzano autonomamente stabilendo da soli le regole interne e lo svolgimento degli argomenti nelle voci. Wikipedia, infatti, è costruita sulla convinzione che la collaborazione tra gli utenti possa nel tempo migliorare le voci, più o meno nello stesso spirito con cui viene sviluppato il software libero. Nel caso del software, se è libero, chiunque può prelevarne i sorgenti, modificarli e ridistribuirli, eppure solitamente i programmatori si limitano a proporre alcune modifiche agli autori, i quali le adottano oppure no a loro insindacabile giudizio. Wikipedia mantiene un approccio più ottimistico sulla bontà delle modifiche proposte: tutti coloro che Restituzione in 3D del logo di Wikipedia e di una schermata visitano il sito di Wikipedia hanno la possibilità di creare o modificare una voce e vedere pubblicate all'istante le loro modifiche. Gli autori delle voci, che non devono avere necessariamente alcuna competenza o qualifica formale sugli argomenti trattati, sono però avvertiti che i loro contributi possono essere cancellati, o a loro volta modificati e redistribuiti da chiunque, nei termini della licenza e delle linee guida interne a Wikipedia. Le voci sono controllate dalla comunità con il supporto di un comitato di amministratori e le decisioni da prendere sul contenuto e sulle politiche editoriali di Wikipedia sono ottenute di norma per consenso [12] e in alcuni casi per votazione, sebbene in passato Jimbo Wales si sia riservato alcune decisioni in alcuni casi. [13] Data la natura aperta di Wikipedia, spesso si verificano delle discussioni prolungate quando i partecipanti alla stesura di una voce non raggiungono un accordo, o talvolta delle guerre di modifica o edizione (dall'inglese edit war). [14] Alcuni membri delle comunità hanno descritto il processo di redazione in Wikipedia come un lavoro collaborativo, o un processo evolutivo di darwinismo sociale, [15] ma non tutti la ritengono una descrizione precisa del fenomeno. Le voci sono sempre aperte alle modifiche (tranne quando vengono protette a tempo determinato a causa di vandalismi o guerre di edizione) e non si dichiara mai conclusa la stesura di una voce. Accade che alcuni utenti provino ad inserire delle informazioni malevole o goliardiche ma enciclopedicamente irrilevanti, o vandalizzino esplicitamente alcune voci: di norma le modifiche di questo genere vengono rimosse velocemente.

81 Wikipedia 78 Gli utenti regolari spesso mantengono una lista di osservati speciali [16] con le voci di loro interesse, per sapere immediatamente quali hanno subito delle modifiche dall'ultimo accesso e seguire le correzioni apportate giorno per giorno. Ciò consente di impedire il proliferare di false informazioni e spam e di tenersi aggiornati sulle opinioni di chi contribuisce alle voci espresse nelle pagine di discussione. [17] Grazie al principio wiki, tutte le modifiche alle voci di Wikipedia sono mantenute in una cronologia delle versioni accessibile a chiunque. Wikipedia perciò è anche la prima in assoluto tra le grandi enciclopedie ad offrire a chiunque la possibilità di osservare lo sviluppo nel tempo di una voce e di verificare se, come e dove il contenuto è stato oggetto di controversie. Persino le cancellazioni e gli altri vandalismi che una pagina subisce sono di norma visibili a tutti. Tutti i punti di vista contestati, espressi in un dato momento e successivamente cancellati, rimangono visibili a chiunque e forniscono informazioni complementari sull'argomento di cui è oggetto la voce e sul suo grado di controversia, aggiungendovi inoltre la dimensione temporale. Linee di condotta Wikipedia richiede ai propri collaboratori di osservare un punto di vista neutrale [4] quando scrivono e di non inserire alcuna ricerca originale, dal momento che un'enciclopedia è una fonte terziaria. Il punto di vista neutrale, di per sé una linea di condotta non negoziabile, rende chiaro che l'obiettivo dell'enciclopedia è quello di presentare le dispute e descriverle piuttosto che impegnarsi per esse. Qualora fosse completamente raggiunto, Wikipedia non si troverebbe ad essere scritta sulla base di un singolo punto di vista "oggettivo" ma a presentare in modo imparziale tutti gli aspetti di una questione, attribuendoli in modo neutrale ai propri sostenitori. Questa politica impone che ciascun punto di vista debba ricevere una trattazione adeguata al suo seguito. Le opinioni e teorie inedite sono considerate ricerche originali, e non sono pubblicabili in Wikipedia. Le ricerche originali sono incompatibili con il concetto di enciclopedia e non possono essere presentate con un punto di vista neutrale. I collaboratori di Wikipedia mantengono in più una varietà di politiche e linee guida minori. In contrasto con altri progetti di tipo wiki, come il Portland Pattern Repository di Ward Cunningham (considerato l'inventore del wiki), i wikipediani usano le cosiddette pagine di discussione [18] per discutere le modifiche alle voci, piuttosto che farlo all'interno delle voci stesse. I collaboratori di Wikipedia spesso modificano, spostano e cancellano le voci che sono considerate inadatte a una enciclopedia, come le definizioni da dizionario (per cui esistono progetti ad hoc come il Wikizionario) o testi da fonti originali. Spesso le varie edizioni di Wikipedia stabiliscono convenzioni stilistiche.

82 Wikipedia 79 Autori Su Wikipedia non vi sono distinzioni formali tra chi collabora al progetto: le decisioni sono idealmente prese raggiungendo il consenso tra coloro che sono coinvolti. Nel mese di settembre 2006, secondo i dati statistici sugli utenti attivi, [19] utenti hanno contribuito a Wikipedia con almeno cinque interventi ciascuno; di questi, oltre nell'ambito delle tre edizioni maggiori, ovvero quelle in lingua inglese, tedesca e giapponese. Un gruppo ancora più attivo, composto da utenti, di cui circa il 60% lavorava per le tre edizioni maggiori, ha fornito 100 contributi o più a testa nel corso del mese. Secondo Wikimedia, un quarto del traffico di Wikipedia proviene da utenti non registrati, che difficilmente diventeranno collaboratori. I lavori di manutenzione sono svolti da un gruppo di volontari sviluppatori, [20] steward, [21] check user, [22] oversight, [23] burocrati [24] e amministratori, [25] che conta alcune centinaia di persone. Gli amministratori sono i più numerosi e godono dei privilegi tecnici di impedire la modifica delle voci, di cancellare e ripristinare le voci o di togliere in modo temporaneo o permanente ad alcuni utenti la facoltà di Riunione di wikipediani dal vivo (Baku, Azerbaigian, dicembre 2009) modificare Wikipedia, secondo quanto stabilito dallo statuto della comunità. Gli atti di vandalismo o le infrazioni più lievi alle linee guida possono comportare un avvertimento o un blocco temporaneo, mentre blocchi a lungo termine o permanenti in conseguenza di infrazioni prolungate e gravi sono decisi dalla comunità, da Wales o, come in alcune edizioni, da un comitato arbitrale. [26] L'ex redattore capo di Wikipedia Larry Sanger ha affermato che avere la licenza GFDL come garanzia di libertà, è una forte motivazione a lavorare in una enciclopedia libera. In uno studio su Wikipedia come comunità, il docente di economia Andrea Ciffolilli [27] sostenne che il basso costo di transazione nella partecipazione ad un software wiki crea un catalizzatore per lo sviluppo collaborativo e che un approccio alla costruzione creativa incoraggia la partecipazione. Wikipedia è stata vista come un esperimento sociale di anarchia o democrazia. Il suo fondatore ha replicato che non è stata pensata come tale ma piuttosto ne è una conseguenza. [28] In una pagina a proposito del fare ricerche con Wikipedia, i suoi autori spiegano che Wikipedia è importante come comunità sociale. Cioè, agli autori di voci può venir chiesto di difendere o spiegare il loro lavoro e le discussioni sono immediatamente visibili. Le edizioni di Wikipedia contengono spesso anche uno sportello informazioni in cui la comunità risponde alle domande. Nel gergo della comunità di wikipedia, gli autori si chiamano wikipediani. Reputazione «L'atteggiamento dell'accademico medio verso il principale strumento di consultazione della nostra epoca, e in particolare dei nostri studenti, conferma conclusioni cui eravamo già arrivati. Egli quasi sempre consulta Wikipedia (non per propria scelta, ma perché i motori di ricerca lo dirigono automaticamente alle sue voci), ma non prende in considerazione la possibilità di contribuirvi per tre motivi principali: perché la ritiene di livello troppo basso nel proprio settore specialistico; perché ritiene se stesso troppo incompetente in qualsiasi altro settore e perché non ha tempo da perdere in lavori che non assicurano né compensi economici né titoli utili alla carriera.» (Lucio Russo, La cultura componibile) La reputazione di Wikipedia come sistema di consultazione è spesso soggetta a discussioni: è stata da una parte elogiata per la sua libera distribuzione, libera compilazione ed ampia gamma di argomenti trattati, d'altra parte criticata per presunti pregiudizi sistemici (per cui sono privilegiate le voci di interesse per gli stessi collaboratori

83 Wikipedia 80 indipendentemente dalla loro oggettiva importanza), lacune su alcuni argomenti e mancanza di responsabilità ed autorità in rapporto alle enciclopedie tradizionali. La qualifica di Wikipedia come enciclopedia è stata oggetto di discussioni, a maggior ragione da quando ha acquistato importanza. È stata criticata sulla base di una percepita mancanza di affidabilità, conoscenza ed autorevolezza. Molti bibliotecari, accademici, redattori ed editori delle enciclopedie compilate in maniera più formale, la considerano di nessuna o limitata utilità come sistema di consultazione. Altri ritengono Wikipedia di qualità sufficiente in almeno alcune aree, tanto da vincere un test comparativo proposto da una rivista tedesca di informatica (la c't). Molti degli elogi le sono attribuiti per il fatto di essere sia a contenuto libero sia aperta alle modifiche di chiunque. I redattori stessi di Wikipedia sono stati piuttosto attivi nel valutare, sia positivamente sia negativamente, l'enciclopedia. Altre critiche portate a Wikipedia riguardano inoltre l'avere un obiettivo irraggiungibile, l'essere superflua con un materiale largamente privo di credenziali e il permettere che vengano rappresentati aspetti moralmente offensivi. Robert Cailliau uno degli scienziati che al CERN hanno ideato il web, ha affermato [29] che "Rappresenta proprio ciò che non volevamo che diventasse il web"; questo perché Wikipedia concentra in un solo "luogo" un gran numero di informazioni, invece nelle menti degli ideatori vi era una struttura a rete, in cui la parte tecnica ma anche le informazioni fossero distribuite equamente sui suoi nodi, in modo che se venisse a mancare uno di questi nodi non si formasse una voragine d'informazione. [30] Osservazioni, critiche ed apprezzamenti I critici ritengono che permettere a chiunque di scrivere renda Wikipedia un lavoro inaffidabile. Wikipedia non contiene alcun processo formale e sistematico di revisione e, dunque, di controllo dei fatti: gli stessi contributori potrebbero non essere esperti negli argomenti di cui scrivono. In un'intervista dell'ottobre 2004, concessa al quotidiano inglese The Guardian, il bibliotecario e consulente per internet Philip Bradley ha dichiarato che non userebbe Wikipedia e che «non è a conoscenza di un solo bibliotecario che lo farebbe. Il problema principale è la mancanza di autorevolezza. Per le pubblicazioni stampate, gli editori devono garantire che i loro dati siano attendibili in quanto il loro sostentamento dipende da ciò. Ma con qualcosa come questo, tutto ciò perde di significato.» [31] In modo analogo, l'editore esecutivo dell'enciclopedia Britannica Ted Pappas è stato citato sul The Guardian con queste parole: «Il presupposto di Wikipedia è che il continuo miglioramento porterà alla perfezione. Tale presupposto non è assolutamente dimostrato.» Nel discutere su Wikipedia come fonte accademica, Danah Boyd, ricercatrice presso la School of Information Management and Systems (SIMS) dell'università della California a Berkeley, ha scritto nel 2005 che «[Wikipedia] non sarà mai un'enciclopedia, ma conterrà una vasta conoscenza piuttosto valida per diversi scopi.» Alcuni articoli accademici sottoposti a revisione paritaria (peer review), come quelli pubblicati sulla rivista scientifica Science, hanno riportato dei riferimenti a voci di Wikipedia. I circoli accademici non hanno avuto esclusivamente un atteggiamento in termini dispregiativi verso Wikipedia come sistema di consultazione. Le voci di Wikipedia sono state citate nelle enhanced perspectives (prospettive potenziate, ossia brevi descrizioni delle più recenti ed entusiasmanti ricerche scientifiche) disponibili on line sul sito di Science. La prima di queste prospettive che ha fornito un collegamento ipertestuale a Wikipedia è stata "A White Collar Protein Senses Blue Light" (Linden, 2002), e da allora dozzine di altre hanno incluso collegamenti a Wikipedia. Comunque questi collegamenti sono proposti al lettore come fonti supplementari, non come le fonti usate dall'autore dell'articolo, e le enhanced perspectives non sono pensate per servire, esse stesse, da materiale di riferimento. In un articolo del 2004 chiamato L'Enciclopedia basata sulla fede (The Faith-Based Encyclopedia) l'ex editore dell'enciclopedia Britannica Robert McHenry, ha criticato l'approccio wiki scrivendo:

84 Wikipedia 81 «Per quanto vicina - in qualche punto della sua vita - al raggiungimento della credibilità, una voce di Wikipedia è sempre aperta a qualche ficcanaso poco informato o semi acculturato... L'utente che visita Wikipedia per apprendere qualche argomento, per confermare qualche dato di fatto, è piuttosto nella posizione dell'avventore di un bagno pubblico. Potrebbe essere palesemente sporco, così che egli sa di dover fare molta attenzione, o potrebbe sembrare discretamente pulito, così che egli potrebbe farsi cullare dal falso senso di sicurezza. Ciò che certamente non può sapere è chi ha usato i servizi prima di lui.» In risposta a questa critica sono state fatte alcune proposte per fornire varie modalità al fine di indicare l'origine del materiale nelle voci di Wikipedia. L'idea è di fornire una provenienza della fonte (source provenance) su ciascun intervallo del testo di una voce, e una provenienza temporale (temporal provenance) per indicarne l'annata. In questo modo il lettore può conoscere chi ha usato i servizi prima di lui e quanto tempo la comunità ha impiegato per elaborare e giudicare le informazioni contenute in una voce allo scopo di fornire una calibratura sul "senso di sicurezza". Comunque, queste proposte riguardanti la provenienza sono abbastanza controverse. Uno degli ideatori del progetto, Larry Sanger, ha criticato Wikipedia, alla fine del 2004, perché avrebbe, secondo lui, una filosofia anti-elitaria di attivo disprezzo per la competenza. Il processo di redazione di Wikipedia presuppone che l'esposizione di una voce a molti utenti conduca, con il tempo di per sé, all'accuratezza. Facendo riferimento alla Legge di Linus sullo sviluppo open source, Sanger ha affermato in passato: «Dati sufficienti occhi, tutti gli errori sono superficiali». Joi Ito, personaggio di spicco del mondo tecnologico, ha poi scritto, a proposito dell'autorità in Wikipedia, che «sebbene dipenda un po' dall'argomento, l'interrogativo è se qualcosa sia con tutta probabilità vera quando provenga da una fonte il cui curriculum suoni autorevole oppure da una fonte che sia stata esaminata da centinaia di migliaia di persone (con la capacità di commentare) e sia sopravvissuta.» Al contrario, in un test informale sulla capacità di Wikipedia di individuare informazioni errate, l'autore sottolineò che il processo usato in Wikipedia «non è realmente un meccanismo in grado di verificare i fatti tanto quanto lo sarebbe un meccanismo di voto» e che un materiale che non apparisse apertamente falso verrebbe accettato come vero. Wikipedia è stata accusata di insufficienza nella conoscenza a causa della sua natura volontaria e di riflettere i pregiudizi sistemici dei suoi collaboratori. Il redattore capo dell'enciclopedia Britannica, Dale Hoiberg, ha commentato che «le persone scrivono di cose alle quali sono interessate, perciò molti argomenti non vengono coperti e le notizie di attualità sono trattate con molto dettaglio. [Nell'edizione inglese di Wikipedia] la voce sull'uragano Frances è lunga cinque volte quella sull'arte cinese, e la voce sulla soap opera Coronation Street è lunga il doppio di quella sul primo ministro inglese Tony Blair.» L'ex redattore capo di Nupedia, Larry Sanger, affermò nel 2004 che «quando si tratta di argomenti relativamente specializzati (al di fuori degli interessi di molti dei collaboratori), la credibilità del progetto è molto irregolare». Wikipedia è stata elogiata poiché, come wiki, permette alle voci di essere aggiornate o create in risposta ad avvenimenti di attualità. Per esempio, la voce sul maremoto dell'oceano Indiano nella sua edizione inglese venne citata spesso dalla stampa poco dopo l'episodio. I suoi redattori hanno anche affermato che Wikipedia, come sito web è capace di includere voci su un più ampio numero di argomenti di quanto potrebbe fare un'enciclopedia stampata. La rivista di informatica tedesca c't nell'ottobre 2004 ha fatto un confronto tra le enciclopedie Brockhaus Premium, Microsoft Encarta e Wikipedia. Degli esperti hanno valutato 66 voci in varie discipline. Nel punteggio complessivo, Wikipedia ha ottenuto 3,6 punti su 5, la Brockhaus Premium 3,3 e Microsoft Encarta 3,1. In un'analisi sulle enciclopedie online, i professori della Indiana University Emigh e Herring, hanno poi sostenuto che «Wikipedia apporta miglioramenti alle tradizionali fonti di informazione, specialmente per le aree in cui è forte, come tecnologia e avvenimenti d'attualità». Alla fine del 2005 è sorta una controversia dopo che il giornalista John Seigenthaler Sr. aveva notato come la sua biografia fosse stata vandalizzata inserendo informazioni false. Ciò ha portato alla decisione di restringere - nell'edizione di Wikipedia in inglese - la possibilità di creare nuove voci ai soli utenti registrati. La rivista scientifica Nature nel 2005 riportava (anche in risposta al caso Seigenthaler) i risultati di uno studio comparato secondo cui le voci scientifiche in Wikipedia erano comparabili in accuratezza a quelle presenti

85 Wikipedia 82 nell'enciclopedia Britannica (sull'edizione inglese di Wikipedia furono riscontrati una media di 4 errori per voce [32] [33] [34] contro i 3 della Britannica). Tra il 28 dicembre 2005 e il 10 gennaio 2006 l'edizione in lingua italiana di Wikipedia è stata sottoposta a un esperimento da parte del settimanale L'espresso, che ha inserito volutamente quattro errori in altrettante voci dell'enciclopedia (Alvaro Recoba, Ugo Foscolo, Giovanni Spadolini, Georg Hegel) e una voce del tutto inventata su un inesistente poeta di nome Carlo Zamolli. La voce Alvaro Recoba è stata corretta in poco più di un'ora. La voce Georg Hegel è stata corretta dopo dieci giorni. Le altre due voci contenenti gli inserimenti errati e la voce inventata sono state corrette solo dopo l'uscita del settimanale nelle edicole. Come ulteriore esempio una voce intitolata Elia Spallanzani, del tutto inventata, inserita l'8 gennaio 2005 non è stata corretta fino al 19 maggio 2006: nel corso della procedura di cancellazione la voce è stata modificata in modo da chiarire che si trattava di una biografia immaginaria. A conferma dell'affidabilità di Wikipedia, alcuni suoi utenti hanno evidenziato come autorevoli quotidiani utilizzino frequentemente Wikipedia come fonte (in qualche caso riportando intere voci), anche se non la citano sempre. Nella puntata 12x06 di South Park, Internet dipendenti, alla notizia che le famiglie potevano utilizzare internet solo per 40 secondi al giorno, Randy Marsh esclama: "40 secondi? Ma non bastano neanche per controllare wikipedia!"; nell'episodio 12x11, Pan-demia 2 - Lo spavento, un esponente del Governo americano afferma di aver scoperto tramite wikipedia che i porcellini d'india provengono dalle montagne andine. Comunità Wikipedia possiede una comunità di utenti che sono in proporzione pochi ma molto attivi. Emigh e Herring affermano che «pochi utenti attivi, quando agiscono in concerto con norme stabilite all'interno di un sistema redazionale aperto, possono raggiungere il controllo totale sul contenuto prodotto nel sistema, cancellando letteralmente diversità, controversie e inconsistenze, e omogeneizzando le voci dei collaboratori.» I redattori di Wikinfo, un progetto derivato da Wikipedia, sostengono analogamente che i contributori nuovi o controversi di Wikipedia sono spesso ingiustamente etichettati troll o utenti problematici e viene loro impedito di apportare modifiche. La comunità di Wikipedia è stata anche criticata per il fatto di rispondere alle lamentele riguardo la qualità di una voce consigliando a chi si lamenta di correggere la voce. Premi e riconoscimenti Wikipedia ha vinto due premi importanti nel maggio 2004: il primo è stato un Golden Nica per le Comunità Digitali all'interno del Prix Ars Electronica di Linz in Austria, in cui annualmente sono consegnati premi nel campo dell'arte elettronica ed interattiva, dell'animazione al computer, della cultura digitale e della musica. Questo premio fu accompagnato da un finanziamento di euro e da un invito a presenziare al PAE Cyberarts Festival di quell'anno. Il secondo è stato I premi vinti da it.wiki per il Premio WWW 2005 un Webby Award (premio annuale per i migliori siti web) proposto dalla giuria per la categoria "Comunità". Wikipedia è anche stata nominata per il premio della categoria "Migliori attività". Nel settembre 2004 l'edizione giapponese di Wikipedia ha ottenuto un Premio per la Creazione Web dalla Associazione Inserzionisti del Giappone. Questo premio, normalmente consegnato a singole persone che si sono distinte per il loro contributo al web in giapponese, è stato ritirato da un collaboratore di lunga data, per conto del progetto. Wikipedia ha ricevuto plausi da fonti giornalistiche quali BBC News, USA Today, The Economist, Newsweek, BusinessWeek, il Chicago Sun-Times, Time Magazine e Wired Magazine.

86 Wikipedia 83 A dicembre 2005 la Wikipedia in italiano ha ricevuto due premi nell'ambito del Premio WWW 2005, organizzato da Il Sole 24 Ore: come miglior sito nella categoria Istruzione e Lavoro; il premio speciale Internet Educational assegnato in collaborazione con il Ministero per l'innovazione e le Tecnologie con la motivazione: È un'enciclopedia libera, frutto di un'intelligenza collettiva che esalta la condivisione del sapere e il suo libero accesso. Wikipedia è una fonte informativa in continuo divenire che consente il superamento della staticità dei tradizionali supporti enciclopedici cartacei e che è sottoposta ad una costante opera di monitoraggio/revisione effettuata dagli utenti stessi. Nell'edizione 2007 dello stesso premio si aggiudica la categoria Portali, siti di informazione & community. Nel 2009 il lancio di Wikipedia (avvenuto nel 2001) è stato inserito da Webby Awards nei 10 momenti più importanti per Internet nell ultima decade ( ).[35] Distribuzione Il contenuto di Wikipedia viene distribuito in diverse modalità. A parte la distribuzione nella sua forma originale online, attraverso i siti ufficiali o i molti mirror creati su altri server web, anche le versioni stampate o pronte alla stampa di Wikipedia hanno ottenuto popolarità. I cosiddetti WikiReader (pubblicazioni su carta con selezioni di voci) sono stati lanciati dalla Wikipedia tedesca nel tardo febbraio 2004 con il primo WikiReader sulla Svezia di Thomas Karcher. Hanno fatto seguito altri WikiReader preparati nel formato PDF o con le versioni stampate in preparazione per la vendita. L'esempio tedesco è stato ripreso altrove per cui sono nati altri progetti WikiReader ad opera degli utenti cinesi, inglesi, francesi e polacchi. Wikipress[36] ha messo in vendita un libro in brossura dell'edizione comprensivo di un DVD. La home page della versione in italiano del sito web Wikipedia.org In seguito, nel 2009, è stata aggiunta a Wikipedia un'estensione con la quale ogni utente può raccogliere più voci dell'enciclopedia in "libri" che possono essere consultati offline e distribuiti come e-book gratuiti o anche essere stampati in volume grazie ad un servizio online a pagamento. Sono disponibili anche CD e DVD di Wikipedia. Il progetto tedesco di Wikipedia è stato il primo a rilasciarne una versione su questi supporti nel 2004; attualmente è giunto alla seconda edizione. A partire dal settembre 2007 anche l'edizione in italiano di Wikipedia è stata pubblicata in una versione in DVD, diventando così la seconda ad essere distribuita su tale supporto.[37] Wikipedia in italiano e le lingue minori Il DVD di de.wiki La versione in lingua italiana di Wikipedia è soprannominata it.wiki ed è nata a maggio del 2001, sotto il nome a dominio di terzo livello it.wikipedia.org. Nel 2003 nascono le Wikipedia in latino ed in occitano.

87 Wikipedia 84 Ad aprile 2004 nasce la Wikipedia in sardo, poi ad ottobre, la Wikipedia in siciliano, a gennaio 2005 la Wikipedia in friulano e a seguire, nel corso del 2005, le wikipedie in corso, napoletano, romancio, veneto, e lombardo. Nel 2006 sono nate poi le edizioni in ligure, piemontese, francoprovenzale e tarantino. Nel 2007 è nata quella in emiliano e in romagnolo. Software e hardware Wikipedia è gestita esclusivamente da software open source che opera su alcuni cluster di server dedicati su piattaforma LAMP, dislocati principalmente in Florida. Il sistema attualmente in uso è la terza generazione di software a supporto dei progetti Wikimedia. In origine Wikipedia girava su UseModWiki di Clifford Adams (Fase I). All'inizio il software richiedeva l'uso del CamelCase per i collegamenti; più tardi fu possibile anche l'uso delle doppie parentesi quadre. Wikipedia iniziò a girare su un software wiki con estensioni PHP e database MySQL nel gennaio Tale software (Fase II) venne scritto espressamente per il progetto Wikipedia da Magnus Manske. Numerose modifiche furono applicate per migliorare le prestazioni in risposta alla crescente domanda. Server Wikimedia a Tampa, Florida Il software Fase II venne quindi riscritto di nuovo, questa volta da Lee Daniel Crocker. Realizzata nel luglio 2002, la Fase III del software fu chiamata MediaWiki. Rilasciata sotto licenza GNU General Public License, è la piattaforma attualmente usata da tutti i progetti Wikimedia. [38] Server Wikimedia ad Amsterdam Wikipedia è stata gestita da un solo server fino al 2003, quando la configurazione fu espansa in un'architettura distribuita n-tier. Nel gennaio 2005 il progetto girava su 39 server dislocati in Florida. Questa configurazione prevedeva un singolo database server principale basato su MySQL e alcuni database server dipendenti, 21 web server per il software Apache e 7 cache server Squid per velocizzare il traffico. A luglio 2005 le dimensioni del cluster erano aumentate a più di 80 server. Ad agosto 2006 i server sono cresciuti fino a diventare 240. [39] La configurazione attuale comprende un cluster principale a Tampa, Florida, che ospita tutti i database server e alcuni cache server, e due gruppi di cache server destinati ad alleggerire il traffico europeo e asiatico, rispettivamente ad Amsterdam e Seoul, per un totale di circa 350 server. [40] In funzione della loro provenienza geografica, le richieste sono gestite da un primo livello di server che contengono delle copie statiche delle pagine (squid cache). Tali server gestiscono la maggior parte del traffico del sito, costituito dalla lettura delle voci da parte di utenti non registrati, senza coinvolgere il livello applicativo né il database. Le richieste che non possono essere soddisfatte dalla squid cache sono invece inviate ai server dedicati al bilanciamento del carico che a loro volta inoltrano la richiesta ad uno dei web server Apache. Su tali server applicativi viene effettuato il rendering della pagina richiesta a partire dai dati contenuti nel database. Ulteriori livelli di cache e replicazione dei dati consentono di ridurre al minimo il peso di ciascuna richiesta. Server separati sono dedicati alla gestione delle immagini e dei file multimediali, così come ad altre attività di servizio, monitoraggio, ecc. [41]

88 Wikipedia 85 Pronuncia di Wikipedia In inglese si dice normalmente [ˌwɪki'piːdiə] o [ˌwiːki'piːdiə], ma non esiste una pronuncia ufficiale. Una breve indagine tra i wikipediani italofoni ha portato alla luce che ognuno lo pronuncia a modo suo. Tuttavia, le pronunce più utilizzate in italiano, comprendendo anche quelle con enfasi scherzosa, sono: uikipedìa, IPA [wikipe'diˑa] uikipèdia, IPA [wiki'pɛːdja] uikipìdia, IPA [wiki'piːdja] uaikipìdia, IPA [waiki'piːdja] vikipedìa, IPA [vikipe'diˑa] vikipèdia, IPA [viki'pɛːdja] vikipìdia, IPA [viki'piːdja] vaikipìdia, IPA [vaiki'piːdja] In hawaiiano (lingua da cui deriva la parola, col significato di "veloce") la consonante iniziale della parola è per la precisione un'approssimante labiodentale sonora ([ʋ]), suono intermedio tra [v] (l'iniziale dell'italiano voto) e [w] (l'iniziale dell'italiano uomo). [42] Adattando all'italiano la pronuncia inglese, i più pronunciano uìki ['wiːki] la parola wiki. La pronuncia hawaiiana giustifica però anche la variante italiana vìki ['viːki], sebbene l'idioma parlato in quelle isole non conosca affatto la fricativa labiodentale sonora ([v]) dell'italiano; quest'ultima variante risulta preferibile se si considera che in italiano la lettera w è generalmente percepita come una consonante. [43] Per quanto riguarda -pedia, lo stesso suffisso di enciclopedia, la pronuncia più normale in italiano dovrebbe chiaramente essere pedìa [pe'diˑa]. Per il nome completo della presente enciclopedia, le opzioni di pronuncia meglio giustificabili in contesto italiano sono dunque vikipedìa [vikipe'diˑa] e, in secondo luogo, uikipedìa [wikipe'diˑa]. La pronuncia italiana anglicizzante (o pronuncia inglese italianizzata) uikipìdia [wiki'piːdja], meno integrata nel sistema linguistico dell'italiano, è tuttavia estremamente diffusa, benché poco conforme allo spirito costituzionalmente internazionalistico e linguisticamente democratico del progetto. Le rare varianti con [wai-] o [vai-], iperanglicizzanti, saranno preferibilmente da evitare. Bibliografia In italiano Jane Koblas, Oltre Wikipedia. I wiki per la collaborazione e l'informazione, Sperling & Kupfer, ISBN Andrew Lih, La rivoluzione di Wikipedia, Codice Edizioni, ISBN Cristina Ortolani, Wikipedia. L'enciclopedia sul Web, IALweb, ISBN Wikipedia: il caos e l'ordine [44], in n+1, giugno 2006 Luciano Paccagnella (2007). La gestione della conoscenza nella società dell'informazione: il caso di Wikipedia [45]. Rassegna italiana di sociologia: p Don Tapscott, Anthony D. Williams. Wikinomics. La collaborazione di massa che sta cambiando il mondo, Etas, collana Economia e storia economica, 2007, ISBN Non in italiano Phoebe Ayers; Charles Matthews, How Wikipedia Works: And How You Can Be a Part of It [46], (in inglese) No Starch Press, settembre pp. 507 ISBN John Broughton, Wikipedia: The Missing Manual [47], (in inglese) O'Reilly Media, marzo pp. 502 ISBN L. Buriol, C. Castillo, D. Donato, S. Leonardi, S. Millozzi. Temporal analysis of the Wikigraph (pdf) [48], in Proc. of the Web Intelligence Conference, Hong Kong, 2006

89 Wikipedia 86 A. Capocci, V. Servidio, F. Colaiori, L. Buriol, D. Donato, S. Leonardi, G. Caldarelli. Preferential attachment in the growth of social networks: the case of Wikipedia (pdf) [49], Phys. Rev. E, 74:036116, 2006 Jim Giles. Internet encyclopaedias go head to head [50], Nature, 438: , 2005 Kurt Jansson. Wikipedia. Die Freie Enzyklopädie. Lettura al 19 Chaos Communications Congress (19C3), Berlino, 27 dicembre Descrizione on line. A. Lih. Wikipedia as participatory journalism: reliable sources? (pdf) [51], in Proc. 5th International Symposium on Online Journalism, Austin, Texas, 2004 Oded Nov. What Motives Wikipedians? [52], in Communications of the ACM, November 2007/Vol. 50, No. 11 Guillaume Paumier; Florence Devouard, Wikipédia, découvrir, utiliser, contribuer [53], (in fr) Presses universitaires de Grenoble, gennaio pp.80 ISBN Melanie Remy. Wikipedia: The Free Encyclopedia. Online Information Review. v.26, n.6, 2002, pp.434. Larry Sanger, The Early History of Nupedia and Wikipedia: A Memoir [54], nel sito Slashdot, consultato il 23 maggio 2007 B. Stvilia, M. B. Twidale, L. C. Smith, L. Gasser. Assessing information quality of a community-based encyclopedia (pdf) [55], in Proc. ICIQ 2005, pages , Cambridge, MA, 2005 F. B. Viegas, M. Wattenberg e K. Dave. Studying cooperation and conflict between authors with history flow visualizations (pdf) [56]. In Proceedings of SIGCHI, pages , Vienna, Austria, ACM Press. J. Voss. Measuring Wikipedia (pdf) [57], in Proc. ISSI 2005, Stoccolma, 2005 D. M. Wilkinson e B. A. Huberman, Assessing the value of cooperation in Wikipedia (pdf) [58], laboratori Hewelett Packard, Palo Alto, California, 22 febbraio 2007 Antonella Elia, Cogitamus ergo sumus. Web 2.0 the case of Wikipedia, Roma, Aracne, ISBN Axel Bruns, Blogs, Wikipedia, second life and beyond: from production to produsage, New York, Lang, ISBN Una bibliografia più completa è reperibile alla voce Academic studies about Wikipedia (in inglese). Voci correlate Tutte le Wikipedia Wiki Wikimedia Wikipedia in italiano Memex Digital Universe Nonciclopedia Wikitruth Truth in Numbers: The Wikipedia Story, documentario su Wikipedia Wikipedia:Dimensione in volumi DBpedia Produzione paritaria

90 Wikipedia 87 Altri progetti Wikisource contiene opere originali di o su Wikipedia Wikimedia Commons contiene file multimediali su Wikipedia Wikiquote contiene citazioni di o su Wikipedia Wikizionario contiene la voce di dizionario «Wikipedia» Collegamenti esterni Wikipedia.org - Sito ufficiale [1] Wikimedia Foundation - Sito ufficiale [59] Meta-wiki - Progetto di coordinamento Wikimedia [60] Wikipedia per cellulari e PDAs [61] Wikipedia per iphone [62] Articoli scientifici recenti che parlano di Wikipedia [63] Info di attualità riguardo Wikipedia [64] su Wikio (EN) WikiScanner - Elenca edit anonimi da parte di organizzazioni note [65] Note [1] / www. wikimedia. it/ index. php/ 10_cose_da_sapere [2] Fonte Alexa.com (http:/ / www. alexa. com/ site/ ds/ top_500?qterm=) ( dettagli (http:/ / www. alexa. com/ data/ details/ traffic_details?q=& url=http:/ / www. wikipedia. org)) - agg. 15 giugno Il Rapporto Nielsen-netratings (http:/ / www. nielsen-netratings. com/ pr/ PR_032207_IT. pdf) (febbraio 2007) indica Wikipedia all'ottavo posto fra i siti internet maggiormente visitati in Italia. [3] (EN) Wikistats (http:/ / s23. org/ wikistats/ wikipedias_html. php). [4] (EN) Neutral point of view - Meta (http:/ / meta. wikimedia. org/ wiki/ Neutral_point_of_view). [5] Licensing update (http:/ / meta. wikimedia. org/ wiki/ Licensing_update) [6] Wikipedia Community voting on change of licence (http:/ / www. h-online. com/ open/ Wikipedia-Community-voting-on-change-of-licence--/ news/ ). URL consultato il [7] Beppe Severgnini, E se Internet fosse una fregatura? (http:/ / www. corriere. it/ solferino/ severgnini/ / 01. spm), [8] (http:/ / meta. wikimedia. org/ wiki/ Licensing_update/ Implementation) [9] "Encyclopedias and Dictionaries". Encyclopædia Britannica, 15th ed. 18. (2007). Encyclopædia Britannica [10] L'edizione di Wikipedia in lingua italiana conta in questo istante 0 voci [11] Wikipedia.org (http:/ / www. wikipedia. org) [12] (EN) Consensus - Meta (http:/ / meta. wikimedia. org/ wiki/ Consensus); vedi anche in italiano Wikipedia:Consenso. [13] Nell'edizione in inglese di Wikipedia. [14] (EN) Edit-wars - Meta (http:/ / meta. wikimedia. org/ wiki/ Edit_wars) - vedi anche in italiano Wikipedia:Edit war [15] (EN) Darwikinism - Meta (http:/ / meta. wikimedia. org/ wiki/ Darwikinism) [16] Speciale:OsservatiSpeciali [17] Wikipedia:Pagine di discussione [18] (EN) Talk page - Meta (http:/ / meta. wikimedia. org/ wiki/ Help:Talk_page) [19] Statistiche it.wikipedia (http:/ / stats. wikimedia. org/ IT/ TablesWikipediansEditsGt5. htm) [20] (EN) Developers - Meta (http:/ / meta. wikimedia. org/ wiki/ Developers) [21] (EN) Stewards - Meta (http:/ / meta. wikimedia. org/ wiki/ Stewards) [22] (EN) CheckUser policy - Meta (http:/ / meta. wikimedia. org/ wiki/ CheckUser_policy) [23] (EN) Hiding revisions - Meta (http:/ / meta. wikimedia. org/ wiki/ Hiding_revisions) [24] (EN) / meta. wikimedia. org/ wiki/ Bureaucrat Bureaucrat - Meta] [25] (EN) Administrator - Meta (http:/ / meta. wikimedia. org/ wiki/ Administrator) [26] (EN) Arbitration Committee - Meta (http:/ / meta. wikimedia. org/ wiki/ Arbitration_Committee) [27] Andrea Ciffolilli. Phantom authority, self selective recruitment and retention of members in virtual communities: The case of Wikipedia (http:/ / firstmonday. org/ htbin/ cgiwrap/ bin/ ojs/ index. php/ fm/ article/ view/ 1108/ 1028). [28] (EN) Mailing list di en.wikipedia - Lettera di Jimbo Wales (http:/ / mail. wikimedia. org/ pipermail/ wikien-l/ 2005-January/ html) [29] Marina Rossi. «A Genova il futuro del web e della scienza» (http:/ / www. corriere. it/ Primo_Piano/ Scienze_e_Tecnologie/ 2007/ 09_Settembre/ 28/ festival_scienza. shtml). Corriere della Sera, URL consultato in data [30] Wikipedia: ciò che non volevamo (http:/ / www. oneweb20. it/ 15/ 10/ 2007/ wikipedia-cio-che-non-volevamo/ ) [31] Waldman, 2004

91 Wikipedia 88 [32] USATODAY.com - 'Nature': Wikipedia is accurate (http:// www. usatoday. com/ tech/ news/ nature-wiki_x. htm) [33] / en. wikinews. org/ wiki/ Wikipedia_and_Britannica_about_as_accurate_in_science_entries,_reports_Nature [34] Per i risultati dello studio, con i riferimenti alle rimostranze da parte dei vertici dell'enciclopedia Britannica e la relativa risposta di Nature, si veda / www. nature. com/ news/ 2005/ / pf/ a_pf. html (accesso limitato) [35] Welcome to the Webby Awards (http:// www. webbyawards. com/ press/ topwebmomentsdecade. php) [36] WikiPress (http:// wikipress. wikidev. net/ ) [37] Vedi Wikipedia in italiano#pubblicazione su altri media e Wikipedia:DVD. [38] (EN) Wikipedia Technical FAQ. [39] (EN) Wikimedia servers - MetaWiki. [40] (EN) Wikimedia architecture, aprile 2007 (http:// www. nedworks. org/ ~mark/ presentations/ san/ Wikimedia architecture. pdf). [41] Wikipedia: Site internals, configuration, code examples and management issues (the workbook), aprile 2007 (http:// dammit. lt/ uc/ workbook2007. pdf). [42] Il suono [ʋ] si trova nella pronuncia di una consistente minoranza degli italofoni come una delle possibili R mosce (la cosiddetta èvve, ma non la sua variante velarizzata) o, in italiano, anche come realizzazione veloce e/o trascurata del fonema /v/ in posizione intervocalica: è un suono frequente, ad esempio, in esecuzioni più o meno rapide di frasi come andava via veloce, dove i diversi /v/ tendono a realizzarsi [ʋ] anche per dissimilazione. [43] Cfr. una scheda (http:// www. accademiadellacrusca. it/ faq/ faq_risp. php?id=6600& ctg_id=93) dell'accademia della Crusca: «il normale parlante italiano è intimamente convinto che la w rappresenti (anzi sia ) una consonante, come in Walter, e che solo per una convenzione straniera si debba pronunciarla come la semivocale di uomo». [44] / www. quinterna. org/ rivista/ 21/ wikipedia_caos_ordine. htm [45] / hdl. handle. net/ 2318/ 614 [46] / howwikipediaworks. com/ index. html [47] / en. wikipedia. org/ wiki/ Help:Wikipedia:_The_Missing_Manual [48] / www. dcc. uchile. cl/ ~ccastill/ papers/ buriol_2006_temporal_analysis_wikigraph. pdf [49] / arxiv. org/ pdf/ physics/ [50] / www. nature. com/ news/ 2005/ / full/ a. html [51] / journalism. utexas. edu/ onlinejournalism/ 2004/ papers/ wikipedia. pdf [52] / delivery. acm. org/ / / / p60-nov. pdf?key1= & key2= & coll=acm& dl=acm& CFID= & CFTOKEN= [53] / fr. wikibooks. org/ wiki/ Wikipédia [54] / features. slashdot. org/ article. pl?sid=05/ 04/ 18/ [55] / mailer. fsu. edu/ ~bstvilia/ papers/ quantwiki. pdf [56] / alumni. media. mit. edu/ ~fviegas/ papers/ history_flow. pdf [57] / eprints. rclis. org/ archive/ / 01/ MeasuringWikipedia2005. pdf [58] / arxiv. org/ pdf/ cs. DL/ [59] / wikimediafoundation. org [60] / meta. wikimedia. org [61] / it. wapedia. org [62] / www. gameldigital. com/ net/ iphone/ iphone-it-wikipedia. php [63] / it. citeulike. org/ tag/ wikipedia [64] / www. wikio. it/ high_tech/ internet/ web_2/ wikipedia [65] / wikiscanner. virgil. gr/

92 WordPress 89 WordPress WordPress Visualizzazione di default di WordPress Sviluppatore Matt Mullenweg Ryan Boren Donncha O Caoimh Mark Jaquith Andrew Ozz Peter Westwood Ultima versione 3.0 (17 giugno 2010) Ultima beta SO Genere Licenza Sito web 3.0 Beta 2 (24 aprile 2010) Web / PHP / SQL Blogging GPL it.wordpress.org [1] WordPress è una piattaforma di "personal publishing" e content management system (CMS), scritta in PHP e che usa come database MySQL, che consente la creazione di un blog personale. Creata da Matt Mullenweg, è distribuita con la licenza GNU General Public License. Ogni versione del programma è dedicata ad un musicista jazz. WordPress supporta un solo blog per installazione ma ne esiste una versione multi-utente, WordPress MU, anch'essa distribuita con la stessa licenza.

93 WordPress 90 Caratteristiche Estensione delle funzionalità tramite plugin [2] ; Disponibilità di migliaia di temi gratuiti [3] per personalizzare l'aspetto del blog; Gestione delle pagine a template; URL permanenti che aiutano l'ottimizzazione nei motori di ricerca; Gestione delle categorie; Funzioni di Trackback e Pingback; Editor WYSIWYG per la formattazione dei testi; Creazione di pagine statiche; Supporto multi-autori; Log degli utenti che visitano il blog; Blocco di utenti in base all'indirizzo ip; Possibilità di specificare meta-tag; Dalla versione 2.7 è presente un sistema di aggiornamento automatico. Interfaccia di amministrazione di WordPress, versione 2.8 Storia Il nome Wordpress fu suggerito da Christine Selleck, ma le varie versioni furono chiamate con nomi legati al jazz: per esempio la versione 1.5 fu chiamata in codice Strayhorn da Billy Strayhorn, e la 2.1 Ella, da Ella Fitzgerald. Finora soltanto la versione ha interrotto questa tradizione in onore della nascita del figlio di uno degli sviluppatori, il nome del quale è appunto Ronan. Multi-blogging Wordpress permette di creare un blog per ogni installazione, anche se diverse installazioni possono convivere sullo stesso server e sullo stesso dominio, in directory e database separati. Wordpress Multi-User o Wordpress MU è la piattaforma multi-blogging derivata da Wordpress. Consente infatti di gestire con una sola installazione un network di blog, amministrati tutti tramite un unico pannello. Nonostante non sia supportato dal core di Wordpress è possibile avere anche più installazioni di Wordpress che condividono gli stessi utenti e lo stesso database con un' unica autenticazione [4]. Dalla Versione 3.0 le versioni di wordpress e wordpress MU vengono integrate in quanto tramite la modifica del file wp-config.php è possibile trasformare la propria installazione di Wordpress in un multiblog.

94 WordPress 91 Voci correlate BBpress piattaforma per forum BuddyPress serie di plugin per trasformare un'installazione di WordPress MU in un social network Wordpress.com Servizio per la creazione di Blog basato su Wordpress MU Altri progetti Wikimedia Commons contiene file multimediali su WordPress Collegamenti esterni (EN) Sito ufficiale [5] (IT) Community italiana [6] Note [1] / it. wordpress. org [2] Plugin directory (http:// wordpress. org/ extend/ plugins/ ) su wordpress.org [3] Free Themes Directory (http:// wordpress. org/ extend/ themes/ ) su wordpress.org [4] / www. nemoprincess. it/ wordpress/ diario-di-bordo/ single-sign-su-wordpress-28. html [5] / wordpress. org/ [6] / it. wordpress. org/

95 92 Reti Sociali Facebook URL Tipo di sito Registrazione Proprietario Creato da [1] Rete sociale Gratuita Facebook, Inc. Mark Zuckerberg Lancio 4 febbraio 2004 Fatturato 550 milioni di dollari (nel 2009) 1.1 miliardi di dollari (stima 2010) [2] Stato corrente del sito Attivo Slogan Facebook ti aiuta a connetterti e rimanere in contatto con le persone della tua vita. Facebook è un sito web di social network, di proprietà della Facebook, Inc., ad accesso gratuito. È nel 2010 il secondo sito più visitato del mondo dopo Google. Il nome del sito si riferisce agli annuari con le foto di ogni singolo membro (facebook) che alcuni college e scuole preparatorie statunitensi pubblicano all'inizio dell'anno accademico e distribuiscono ai nuovi studenti ed al personale della facoltà come mezzo per conoscere le persone del campus. Secondo i dati forniti dal sito stesso, nel 2010 il numero degli utenti attivi ha raggiunto e superato quota 500 milioni [3] in tutto il mondo. Il sito nel 2009 è divenuto profittevole segnando il primo bilancio in attivo. [4]

96 Facebook 93 Storia Facebook è stato fondato il 4 febbraio 2004 da Mark Zuckerberg all'epoca studente diciannovenne presso l'università Harvard, con l'aiuto di Andrew McCollum e Eduardo Saverin. Per la fine del mese, più della metà della popolazione universitaria di Harvard era registrata al servizio. A quel tempo, Zuckerberg fu aiutato da Dustin Moskovitz e Chris Hughes per la promozione del sito e Facebook si espanse all'università di Stanford, alla Columbia University e all'università Yale. Questa espansione continuò nell'aprile del 2004 quando si estese al resto della Ivy League, al MIT, alla Boston University e al Boston College. Alla fine dell'anno accademico, Zuckerberg e Moskovitz si trasferirono a Palo Alto in California con McCollum, che aveva seguito uno stage estivo alla Electronic Arts. Affittarono una casa vicino all'università di Stanford dove furono raggiunti da Adam D'Angelo e Sean Parker. Il dominio attuale, facebook.com, fu registrato soltanto in seguito, tra l'aprile e l'agosto 2005, [5] e molte singole università furono aggiunte in rapida successione nell'anno successivo. Col tempo, persone con un Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook indirizzo di posta elettronica con dominio universitario (per esempio.edu,.ac.uk ed altri) da istituzioni di tutto il mondo acquisirono i requisiti per parteciparvi. Quindi il 27 febbraio 2006 Facebook si estese alle scuole superiori e grandi aziende. Dall'11 settembre 2006, chiunque abbia più di 13 anni può parteciparvi. Gli utenti possono fare parte di una o più reti partecipanti, come la scuola superiore, il luogo di lavoro o la regione geografica. Se lo scopo iniziale di Facebook era di far mantenere i contatti tra studenti di università e licei di tutto il mondo, con il passare del tempo si è trasformato in una rete sociale che abbraccia trasversalmente tutti gli utenti di Internet. Dal settembre 2006 al settembre 2007 la posizione nella graduatoria del traffico dei siti è passata secondo Alexa dalla sessantesima alla settima posizione. Dal luglio 2007 figura nella classifica dei 10 siti più visitati al mondo ed è il sito numero uno negli Stati Uniti per foto visualizzabili, con oltre 60 milioni di foto caricate settimanalmente. Nel 2007 Microsoft acquista una quota dell'1,6% per 240 milioni di dollari [6] e un gruppo di investitori russi compra il 2% per 200 milioni di dollari. Il valore del sito era stimato da Microsoft all'epoca in 15 miliardi di dollari [7], ma successivamente smentito e corretto in 3.7 miliardi di dollari nel 2009 [8]. In Italia c'è stato un boom nel 2008: nel mese di agosto si sono registrate oltre un milione e trecentomila visite, con un incremento annuo del 961%; [9] il terzo trimestre ha poi visto l'italia in testa alla lista dei paesi con il maggiore incremento del numero di utenti (+135%) [9]. Secondo i dati forniti da Facebook e raccolti nell'osservatorio Facebook, [10] gli utenti italiani nel mese di giugno 2010 sono 16,6 milioni. A inizio 2010 l'azienda è stata valutata a 14 miliardi di dollari. [11] Nel 2010 il social network ha superato, negli Stati Uniti per una settimana, come numeri di accessi, il motore di ricerca Google. [12]

97 Facebook 94 Funzionamento Il sito è gratuito per gli utenti e trae guadagno dalla pubblicità, inclusi i banner. Molti analisti invece sostengono che i ricavi monetari di Facebook non sono così elevati rispetto alle potenzialità di un social network, aggirandosi intorno ai 230 milioni di dollari nel Infatti solo nel 2009, dopo 5 anni dalla sua nascita, il portale è riuscito a chiudere il primo bilancio in attivo. I ricavi commerciali derivanti dalla pubblicità riescono a coprire solo in parte i costi fissi di gestione del sito (archiviazione, server, ecc) tanto da rendere necessario l'apporto dei soci (tra cui l'1,6% di Microsoft). [13] Gli utenti creano profili che spesso contengono fotografie e liste di interessi personali, scambiano messaggi privati o pubblici e fanno parte di gruppi di amici. La visione dei dati dettagliati del profilo è ristretta ad utenti della stessa rete o di amici accettati dall'utente stesso. Secondo TechCrunch, "circa l'85% degli studenti dei college ha un profilo sul sito. Di quelli che sono iscritti il 60% accede al sito quotidianamente. Circa l'85% almeno una volta la settimana, e il 93% almeno una volta al mese". Secondo Chris Hughes, il portavoce per Facebook, "Le persone passano circa 19 minuti al giorno su Facebook". [14] Gli iscritti a Facebook possono scegliere di aggregarsi a una o più reti, organizzate per città, posto di lavoro, scuola e religione. Facebook è paragonabile a Myspace, ma una significativa differenza tra le due piattaforme è il livello di personalizzazione della pagina personale. Mentre Myspace consente agli utenti di decorare i profili usando l'html e il CSS, su Facebook è possibile inserire solo del testo. Dal 2007 su Facebook è disponibile il Marketplace, che consente agli utenti di inserire annunci, che sono visibili solo da utenti presenti nella stessa rete. Facebook include alcuni servizi che sono disponibili sul dispositivo mobile, come la possibilità di caricare contenuti, di ricevere e rispondere ai messaggi, di mandare e ricevere poke, scrivere sulla bacheca degli utenti o semplicemente la possibilità di navigare sul network. Un'altra funzione del profilo di Facebook è il "mini-feed" che mostra le proprie azioni e quelle degli amici, in una timeline pubblica non molto dissimile da quella di Twitter. La differenza è che con gli aggiornamenti di Twitter si decide direttamente cosa sarà condiviso, mentre con il newsfeed di Facebook ogni azione viene monitorata e trasmessa. Tuttavia solo gli utenti aggiunti alla propria lista di amici verranno a conoscenza di tali informazioni. Facebook utilizza la tecnologia AJAX nelle sue pagine web. Giochi Oltre alle naturali attività del social network, sono state sviluppate numerose applicazioni, che hanno permesso una rapida diffusioni di semplici videogiochi online gratuiti, arrivando a coinvolgere milioni di utenti nel mondo. Tra questi vi sono FarmVille, sviluppato dalla software-house californiana Zynga, che ha raggiunto 11 milioni di utenti attivi (non occasionali) quotidianamente; [15] sempre di Zynga, Mafia Wars è arrivato a 5 milioni di utenti, [16] mentre Pet Society, sviluppato da Playfish, è stato classificato come l'applicazione Facebook più popolare nell'aprile [17] [18] Privacy e controversie Diversi problemi [19] sono sorti riguardo l'uso di Facebook come un mezzo di controllo e come miniera di dati. Inizialmente non esisteva un controllo granulare di chi-può-vedere-cosa. Dal 31 maggio 2010 è possibile applicare le impostazioni di privacy anche ai singoli post o ai singoli commenti [20]. Inoltre è stata estesa la lista dei "livelli", aggiungendo anche un livello personalizzato. I livelli disponibili sono: Io (solo per le foto) Amici Amici di amici Amici e Reti

98 Facebook 95 Tutti Personalizzato Questi livelli possono essere impostati indipendentemente per ciascuna "categoria" di informazioni del profilo, sui singoli dati (commenti, post, ecc.) oppure sui dati personali (come "Data di nascita", "Orientamento politico e [21] [22] religioso", "Istruzione e lavoro", ecc.). Agendo opportunamente sulle impostazioni del profilo è quindi possibile limitare la diffusione dei dati personali. In particolare nel menù Impostazioni è disponibile la voce Impostazioni sulla privacy, dalla quale sarà possibile agire sulle categorie di dati tra cui: profilo, ricerca, notizie e bacheca. Naturalmente tali impostazioni non limitano l'accesso ai dati di coloro cui i gestori del sito attribuiscono privilegi di amministrazione, per motivi di ordine e legali. Inizialmente Facebook consentiva solamente di disattivare l'account in modo che non fosse più visibile nel sito e nei motori di ricerca. A partire dal 28 febbraio 2008 l'utente ha anche a disposizione un'opzione che cancella in modo permanente i suoi dati dai server del sito. Tuttavia si pensi a foto e video ripresi nella bacheca di altri utenti, o alle foto pubblicate da terzi in cui un utente è taggato, al limite dietro suo consenso. Una volta taggato in una foto, non appena un testo foto o video è stato copiato nel profilo di altri utenti, questo materiale non può essere eliminato (se non espressamente richiesto), anche quando l'interessato decide di cancellare il suo profilo. La cancellazione è limitata al profilo personale, ma non a tutto ciò che è stato copiato da terzi o condiviso con altri. Di più, i contenuti pubblicati dagli iscritti (come fotografie, video e commenti) sono proprietà del sito. Caso raro in giurisprudenza, il sito si dichiara proprietario, ma non responsabile dei contenuti, e, come molti altri content provider, rifiuta di censurare o limitare la visibilità di contenuti e gruppi, respinge le critiche in merito a contenuti diffamatori, che istigano a reati penali, e alle richieste di risarcimento dei danni che possono essere mosse in tali circostanze. Secondo il codice italiano della protezione dei dati personali, la proprietà dei contenuti non estingue i diritti soggettivi degli interessati. Se questi sono autori dei contenuti, il passaggio di proprietà al sito al momento della pubblicazione, di nuovo, estingue i diritti inerenti al copyright, non quelli soggettivi. L'utente ha il diritto di ottenere informazioni in merito al trattamento dei propri dati personali, dei soggetti terzi che ne sono entrati in possesso, di vietarne la pubblicazione, e di rendere definitiva la propria cancellazione dal sito, che è tenuto a distruggere ogni copia dei dati personali in suo possesso, e a divulgare la richiesta di cancellazione ai soggetti terzi che per suo tramite abbiano acquisito tali dati. [23] Le critiche e l'attenzione internazionale di diversi soggetti sia nazionali che associazioni hanno portato a maggio 2010 ad una revisione della gestione della privacy che aumenta leggermente la granularità ma con certezza la precisione e la chiarezza con cui l'utente con l'uso e la visione di una sola griglia accederà all'impostazione dei diversi aspetti della privacy del proprio profilo. [24] Due studenti del Massachusetts Institute of Technology riuscirono a scaricare più di profili di Facebook utilizzando uno shell script automatico. Nel maggio del 2008 un programma della BBC, Click, mostrò che era possibile sottrarre i dati personali di un utente e dei suoi amici con delle applicazioni maligne. [25] [26] [27] Facebook è inoltre soggetto al fenomeno di creazione di falsi profili di personaggi famosi. Numerosi i casi in Italia di violazione della privacy per la pubblicazione di foto "scomode". Il 14 maggio vengono scoperte foto di pazienti intubati visibili sul sito; l'infermiera che le aveva pubblicate non si era accorta che fossero alla portata di tutti. [28] Alla fine di ottobre 2009 su Facebook, sono comparse ingiurie ed insulti da parte di un gruppo di discussione intitolato "Uccidiamo Berlusconi". In seguito al risalto mediatico il ministro Maroni ha promesso di denunciare chi è intervenuto e di procedere penalmente. [29]

99 Facebook 96 Sul sito sono stati creati vari gruppi che in passato hanno inneggiato a Salvatore Riina e al massacro di [30] [31] Srebrenica. Nel maggio 2010 il Pakistan e il Bangladesh hanno deciso l'oscuramento di Facebook e Youtube per evitare la diffusione delle caricature del profeta Maometto. [32] A fine agosto sul sito apparvero delle minacce di morte contro dei ragazzi colombiani che poi si sono avverate. [33] Analisi delle dinamiche sociali su Facebook In un articolo pubblicato sul suo blog personale, il sociologo ingaggiato da Facebook, Cameron Marlow, [34] ha reso pubblici i dettagli di uno studio [35] condotto dal Facebook Data Team sulle dinamiche sociali degli utenti iscritti a questo social network. Lo scopo della ricerca era stabilire se Facebook accresce la dimensione della rete personale di un individuo. [36] Per rispondere a questa domanda, nello studio si è creata una distinzione qualitativa degli amici su Facebook in tre sottogruppi interni ad un gruppo generale. Il gruppo generale si riferisce a tutti gli amici, [35] ovvero alla lista di persone che un utente di Facebook considera come tali. Secondo Marlow, la parola amici in questo contesto appare un po ambigua. Alla curiosità di utenti che gli chiedono di valutare se hanno abbastanza amici su Facebook o se ne hanno pochi, il sociologo risponde che il linguaggio usato potrebbe indurre a commettere un errore. Infatti, quelli che nel linguaggio in uso vengono considerati come amici, potrebbero essere più semplicemente persone che un individuo ha incontrato ad un certo punto della sua vita. Riguardo il numero di questa rete sociale, i dati ufficiali di Facebook [37] riproposti da Marlow parlano di 120 amici per l utente medio. Lo stesso Marlow afferma però che questo dato può non essere significativo per stimare la dimensione della rete sociale di una persona. Innanzitutto perché il sito di social network è ancora abbastanza giovane e il numero di iscritti è ancora relativamente basso. Il che vuol dire che non tutte le persone conosciute da un utente registrato su Facebook potrebbero essere iscritte al social network e questo minerebbe la possibilità dell individuo di costruire una sua rete sociale nel social network corrispondente a quella che potrebbe costruire con altri mezzi. A tal proposito, Marlow cita un altro strumento di stima della dimensione della rete sociale di un individuo: è stato citato dallo scrittore Malcolm Gladwell all interno del suo libro Il punto critico e fa riferimento agli studi di Peter Killworth e dei suoi collaboratori. [38] Questi studiosi usarono una lista di nomi e cognomi presi da un elenco telefonico e stimarono la dimensione della rete sociale di un individuo sulla sua capacità di riconoscere i nomi presenti nella lista come persone incontrate. Questo metodo condusse a una stima della rete sociale maturata durante la vita che va da 300 fino a 3000 persone. I dati relativi ai tre sottogruppi sono stati elaborati monitorando per 30 giorni l attività di un campione casuale di utenti. [35] Le attività monitorate fanno riferimento ai tipi di comunicazione che Facebook mette a disposizione dell utente per mantenersi in contatto con gli appartenenti della sua rete sociale personale. Il primo sottogruppo fa riferimento alle relazioni mantenute in maniera passiva con l uso di strumenti quali il News Feed o gli RSS readers. La ricerca include questi strumenti tecnologici nella gestione della relazione perché, a detta di Marlow, il consumo di contenuti fruibili con questi mezzi può tramutarsi in altre forme di comunicazione. [39] Ad esempio, se la ex compagna di classe alle scuole superiori pubblica su Facebook una foto del suo nuovo cagnolino, si può cliccare sulla notizia, dare un occhiata a molte altre foto e scoprire tra l altro che si è fidanzata, o ha avuto un bambino, e ciò potrebbe indurre a mettersi in contatto con lei. Nel misurare la dimensione di questo sottogruppo, i ricercatori si sono limitati a registrare il numero di amici che un utente ha visitato con una certa ripetizione, più di due volte nell'arco dei trenta giorni della ricerca, cliccando sul News Feed o visualizzando il profilo. Il secondo sottogruppo viene costruito attorno all uso di tecnologie di comunicazione a senso unico (one-way communication) come lo sono i commenti alle foto, ai messaggi di status o post sul wall di un amico. Il terzo sottogruppo viene costruito attorno all uso di tecnologie basate su una comunicazione reciproca, o su uno scambio attivo di informazioni tra due persone: chat o scambio di messaggi tramite posta elettronica.

100 Facebook 97 La tendenza generale degli utenti, [35] [40] indistintamente considerati sul piano sessuale, dimostra che la gente su Facebook usa le varie forme di comunicazione manifestando un impegno diverso a seconda del tipo di tecnologia. Rapportato alla propria lista di amici, gli utenti si mantengono informati (cliccando sul News Feed o sull RSS, oppure visitando il profilo) con un numero meno cospicuo di amici. Il numero scende ulteriormente quando si tratta di usare una tecnologia a senso unico (commenti a foto o a messaggi di status, o post sul wall), fino a ridursi ulteriormente con l uso di una comunicazione reciproca (chat e scambio di ). I dati in base al tipo di sesso dell utente dimostrano una diversa propensione dei due sessi [35] [41] [42] nell uso di queste tecnologie: le donne sarebbero mediamente più attive degli uomini nel loro uso. Quando gli utenti, maschi e femmine, hanno una lista di 500 amici, le donne in media si tengono informate per mezzo di RSS, News Feed e visite al profilo di 47 componenti della loro rete sociale; gli uomini, d'altro canto, utilizzano questa tecnologia per mantenersi informati in media su 39 dei loro 500 amici su Facebook. Le donne utilizzano la comunicazione a senso unico con in media 26 dei loro amici; gli uomini con 17. L uso della tecnologia reciproca (chat e scambio di messaggi tramite ) è ancora più ridotto: rispetto ai 500 amici le donne s intrattengono tramite questo tipo di comunicazione con 16 amici, gli uomini con 10. Gli utenti con una lista composta da 150 amici costruiscono attorno a sé un sottoinsieme di rapporti tramite Facebook che per le donne è in media di 22 su 150 per le relazioni mantenute, 19 per gli uomini; le donne inviano le comunicazioni a senso unico a 11 dei loro 150 amici, gli uomini a 7; 7 su 150 sono in media le comunicazioni reciproche con gli amici per le donne, 5 per gli uomini. Piattaforma Facebook API FBML FQL Facebook Connect Nell'autunno 2008 Facebook ha reso disponibile un sistema di API utilizzabili per integrare i siti esterni con il social network. Usando Connect è possibile collegare il proprio account Facebook con quello utilizzato per inserire commenti o articoli su un sito esterno, come ad esempio un blog. In pratica, è possibile portare la propria identità Facebook all'esterno, utilizzandola nei siti che supportano Facebook Connect. Dal punto di vista tecnico Connect è reso possibile da una particolare libreria Javascript rilasciata da Facebook e da una estensione del linguaggio XHTML chiamata FBML, che permette agli sviluppatori di inserire elementi dinamici generati da Facebook sulle pagine di un sito. Film L'8 maggio 2009 è stato proiettato per la prima volta nelle sale cinematografiche italiane un film dedicato al mondo di Facebook e dei social network, intitolato Feisbum. [43] Sony Pictures e Aaron Sorkin, presentando "The West Wing il miglior film della storia", hanno confermato la preparazione di un film sul social network Facebook. [44] Il film non ha ancora un titolo, sarà prodotto da Scott Rudin e probabilmente sarà incentrato su Mark Zuckerberg. [44] Viene confermata la sua uscita per il 12 novembre 2010, titolo del film The Social Network diretto da David Fincher [45].

101 Facebook 98 Voci correlate Facebook Beacon Mark Zuckerberg Playfish Zynga Koobface Altri progetti Wikimedia Commons contiene file multimediali su Facebook Articolo su Wikinotizie: Web designer rivendica l'84% delle azioni di Facebook 14 luglio 2010 Collegamenti esterni Sito ufficiale [1] Note [1] / www. facebook. com [2] / msnickcreatornews. wordpress. com/ 2010/ 03/ 15/ facebook-fatturato-stimato-per-1-miliardo-di-dollari/ [3] (IT) 500 Million Stories (http:// blog. facebook. com/ blog. php?post= ) URL consultato il [4] (IT) Facebook, 300 milioni di utenti e guadagni prima del previsto (http:// www. repubblica. it/ 2009/ 02/ sezioni/ tecnologia/ facebook-world/ facebook-300milioni/ facebook-300milioni. html). La Repubblica, URL consultato il [5] Prime versione di Facebook.com su Archive.org (http:// web. archive. org/ web/ / / facebook. com/ ) [6] / www. msnbc. msn. com/ id/ / [7] / www. msnbc. msn. com/ id/ / [8] / www. downloadblog. it/ post/ 8917/ facebook-il-nostro-valore-di-mercato-e-di-37-milioni-di-dollari [9] Internet, in Italia boom di Facebook. In un anno cresce del 963% - L'Unità (http:// www. unita. it/ index. php?section=news& idnotizia=72294) [10] Osservatorio Facebook, osservatorio indipendente Facebook in Italia (http:// www. vincos. it/ osservatorio-facebook/ ) [11] / blogs. barrons. com/ techtraderdaily/ 2010/ 01/ 20/ facebook-valuation-14-billion/ [12] Facebook supera Google (http:// www. repubblica. it/ tecnologia/ 2010/ 03/ 17/ news/ facebook_supera_traffico_google / ) [13] Facebook: 5 anni, 150 milioni di utenti ma i ricavi non decollano (http:// www. ilsole24ore. com/ art/ SoleOnLine4/ Tecnologia e Business/ 2009/ 02/ facebook. shtml?uuid=ff f464-11dd-abee-65a3c57bba01& DocRulesView=Libero) Il Sole 24 Ore URL consultato il 12 dicembre 2009 [14] Michael Arrington. [ dataarchivio = 85% of College Students use FaceBook]. TechCrunch, URL consultato il (archiviato dall'url originale) [15] Statistiche sull'uso di FarmVille (http:// blog. to. it/ 11-million-facebook-users-flock-to-virtual-farming-daily) [16] «Mafia Wars, Mobsters Meet in Court» (http:// www. virtualworldsnews. com/ 2009/ 06/ mafia-wars-mobsters-meet-in-court-. html). Virtual Worlds News, URL consultato in data [17] «Top Applications» (http:// www. developeranalytics. com/ search_app. php), DeveloperAnalytics, 17 April URL consultato in data 17 April [18] «Pet Society» (http:// www. developeranalytics. com/ app. php?id= ), DeveloperAnalytics, 17 April URL consultato in data 17 April [19] / punto-informatico. it/ / PI/ News/ facebook-privacy-senato-usa-chiede-trasparenza. aspx [20] Nuove impostazioni privacy (http:// www. pcworld. it/ notizia/ / / Facebook-e-privacy-la-guida-alle-nuove-impostazioni. html/ page2) [21] Impostazioni sulla privacy di Facebook (http:// facebook-italia. net/ index. php/ archives/ 560) [22] Guida all'uso dei settaggi sulla privacy di Facebook (http:// it-it. facebook. com/ privacy/ explanation. php) [23] Risoluzione (http:// www. garanteprivacy. it/ garante/ doc. jsp?id= ) sulla tutela della privacy nei servizi di social network. Raccomandazioni, punto 7 [24] / punto-informatico. it/ / PI/ News/ facebook-ritorno-alla-privacy. aspx [25] "Facebook: Threats to Privacy" Massachusetts Institute of Technology, 2008 (http:// www. swiss. ai. mit. edu/ 6095/ student-papers/ fall05-papers/ facebook. pdf) [26] Ranieri: "Nel finale siamo usciti alla grande" - La Gazzetta dello Sport, 5 febbraio 2009 (http:// archiviostorico. gazzetta. it/ 2009/ febbraio/ 05/ Ranieri_Nel_finale_siamo_usciti_ga_3_ shtml)

102 Facebook 99 [27] Chiuso il «finto Bersani» su Facebook - Corriere della Sera, 10 marzo 2009 (http:// www. corriere. it/ cronache/ 09_marzo_10/ davide_casati_bersani_facebook_ e-0d7d-11de-82af-00144f02aabc. shtml) [28] I pazienti intubati finiscono su Facebook - Corriere della Sera, 14 maggio 2009 (http:// www. corriere. it/ cronache/ 09_maggio_14/ ospedale_udine_pazienti_facebook_9490d de-aa9a-00144f02aabc. shtml) [29] notizie.yahoo Maroni: chiuderemo gruppo e denunceremo chi è intervenuto (http:// it. notizie. yahoo. com/ 10/ / ttc-berlusconi-maroni-chiuderemo-sito-mi-f6763c2. html) [30] Chiuso il gruppo pro genocidio di Srebrenica (http:// mediterranei. wordpress. com/ 2008/ 12/ 12/ facebook-chiuso-il-gruppo-pro-genocidio-di-srebrenica/ ) [31] Nessuna censura per i gruppi pro Totò Riina (http:// www. haisentito. it/ articolo/ facebook-nessuna-censura-per-i-gruppi-pro-toto-riina/ 13248/ ) [32] Caricature di Maometto anche il Bangladesh blocca Facebook (http:// www. repubblica. it/ esteri/ 2010/ 05/ 30/ news/ anche_il_bangladesh_blocca_facebook / ) la Repubblica 30 maggio 2010 [33] Minacce di morte (http:// it. notizie. yahoo. com/ 53/ / twl-una-lista-della-morte-su-facebook-tr-6ae0455. html) [34] [ dataarchivio = About me: Cameron Marlow (ENG)] (archiviato dall'url originale) [35] [ dataarchivio = Maintained Relationships on Facebook (ENG)] (archiviato dall'url originale) [36] [ dataarchivio = Social Network: Primates on Facebook - Even online the neocortex is the limit on Economist.com Feb 26th 2009 (ENG)] (archiviato dall'url originale) [37] [ dataarchivio = Facebook's statistics page (ENG)] (archiviato dall'url originale) [38] [ dataarchivio = Estimating the size of personal networks (PDF)(ENG)] (archiviato dall'url originale) [39] [ dataarchivio = Time.com Does Facebook Replace Face Time or Enhance It? (ENG)] (archiviato dall'url originale) [40] [ dataarchivio = Active Network Sizes (ENG)] (archiviato dall'url originale) [41] [ dataarchivio = The maintained relationship of a Facebook user: gender comparison (ENG)] (archiviato dall'url originale) [42] / www. unibg. it/ lazzari/ doc/ marco-lazzari-uso-di-strumenti-di-comunicazione-telematica-fra-gli-adolescenti-facebook-msn-scambio-di-fotografie. htm [43] Descrizione di Feisbum sul sito ufficiale del film (http:// www. feisbum. com/ page. php?id=film) [44] (EN) West Wing writer tackles Facebook - bbc.com, (http:// news. bbc. co. uk/ 1/ hi/ entertainment/ stm) [45] «" The Social Network " il nuovo film su Facebook» (http:// www. filmissimo. it/ blog/ facebook-sbarca-al-cinema-con-the-social-network. html), Filmissimo.it, URL consultato in data Tumblr Tumblr URL Tipo di sito Proprietario Creato da [1] tumblelog, micro-blogging, social network Tumblr, Inc. David Karp, Marco Arment Lancio 2007 Tumblr è una piattaforma che consente di creare un tumblelog offrendo sia la piattaforma software che lo spazio web necessario. Tumblr è stata una delle prime piattaforme a cogliere il fenomeno del tumblelog ed è ancora oggi una delle più utilizzate.

103 Tumblr 100 Caratteristiche Centro delle attività degli utenti su Tumblr è la così detta dashboard. È da qui infatti che partono gran parte delle attività. La creazione dei post è facilitata da moduli diversi che avviano una procedura diversa a seconda che si voglia pubblicare un testo, una immagine, una citazione, un link, una conversazione, un file sonoro e un filmato. La grafica di Tumblr può essere gestita tramite modelli grafici forniti dal sito o da altri soggetti. L'utente ha pieno accesso al codice che gestisce la grafica del tumblelog e può quindi modificarlo secondo le proprie esigenze. Dopo una prima fase in cui non era previsto alcun supporto ai commenti, la versione attuale di Tumblr offre questa funzione la cui attivazione è però facoltà degli utenti. Sempre nella logica del tumblelog, Tumblr non offre supporto diretto al blogroll. L'inserimento di link verso altri siti/blog va quindi effettuato eventualmente modificando il codice. Viceversa lo scambio di informazioni tra gli iscritti alla piattaforma è facilitato dalla funzione di ripubblicazione, che consente di ripubblicare rapidamente un post pubblicato da altri, e dalla possibilità di sottoscrivere altri tumblr i cui aggiornamenti appariranno direttamente nella dashboard. Voci correlate Blog Tumblelog Collegamenti esterni Tumblr [2] Posterous [3] Note [1] / www. tumblr. com/ [2] / www. tumblr. com [3] / posterous. com

104 Twitter 101 Twitter URL Tipo di sito Registrazione Proprietario Creato da Twitter / www. twitter. com microblogging gratuita Jack Dorsey, Chairman Evan Williams, CEO Biz Stone, Creative Director Jack Dorsey Lancio Luglio 2006 Stato corrente del sito attivo Slogan What's happening? Twitter è un servizio gratuito di social network e microblogging che fornisce agli utenti una pagina personale aggiornabile tramite messaggi di testo con una lunghezza massima di 140 caratteri. Gli aggiornamenti possono essere effettuati tramite il sito stesso, via SMS, con programmi di messaggistica istantanea, , oppure tramite varie applicazioni basate sulle API di Twitter. Twitter è stato creato nel marzo 2006 dalla Obvious Corporation di San Francisco. Gli aggiornamenti sono mostrati istantaneamente nella pagina di profilo dell'utente e comunicati agli utenti che si sono registrati per riceverli. È anche possibile limitare la visibilità dei propri messaggi oppure renderli visibili a chiunque. Il nome "Twitter", corrispondente sonoro della parola tweeter, deriva dal verbo inglese to tweet che significa "cinguettare". Tweet è anche il termine tecnico degli aggiornamenti del servizio. [1] I tweet che contengono esattamente 140 caratteri vengono chiamati twoosh. Il servizio è diventato estremamente popolare, anche come avversario di Facebook, grazie alla semplicità ed immediatezza di utilizzo. Esistono diversi esempi in cui Twitter è stato usato dagli utenti per diffondere notizie, come strumento di giornalismo partecipativo. Ad esempio, nel caso del terremoto in Abruzzo del 6 aprile 2009, gli utenti Twitter hanno segnalato la notizia prima dei media tradizionali. [2] L'insieme degli status message pubblicati su Twitter dagli utenti costituisce un'enorme mole di materiale, che può essere utilizzata anche dalle aziende: ad esempio Dell ha aperto un canale di comunicazione con i propri clienti su Twitter e molti servizi offrono il monitoraggio della reputazione dei brand su Twitter. La società che gestisce il servizio non è quotata in borsa ma in base agli ultimi investimenti effettuati da investitori esterni è stato valutato che la società vale circa un miliardo di dollari. [3] Nel giugno 2009 a Twitter è stata dedicata la copertina di Time e un articolo di Steven Berlin Johnson sull'innovazione portata da questo servizio. [4] Da quanto riferito nel luglio 2009 da James Halton, capo-marketing della società Microsoft, Twitter e Facebook avrebbero fatto parte di un servizio online della Xbox 360 prima del Natale dello stesso anno. [5] Dall'11 dicembre 2009 le lingue attive in Twitter sono il francese, l'italiano, il tedesco e lo spagnolo insieme all'inglese ed al giapponese che erano presenti fin dall'inizio. Da aprile 2010, Twitter ha introdotto la possibilità di creare tweet sponsorizzati, chiamati "Promoted Tweets". Per il momento sono disponibili solo ad un numero ristretto di account. [6]

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