LA POLITICA EUROPEA SUI RIFIUTI

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "LA POLITICA EUROPEA SUI RIFIUTI"

Transcript

1 A cura di Maria Carla Palermo LA POLITICA EUROPEA SUI RIFIUTI CONTESTO GENERALE La produzione totale annua di rifiuti nell UE ammonta a 2,6 miliardi (2008) che equivalgono a circa 5,3 tonnellate di rifiuti prodotti per ogni cittadino dell Unione. Questo quantitativo cresce a un tasso superiore rispetto a quello del PIL dell UE e solo circa la metà del totale viene recuperata, riciclata e riutilizzata o incenerita mentre l altra metà viene collocata direttamente in discarica L Agenzia Europea dell ambiente (AEA) ha individuato i principali flussi di rifiuti nell Ue: 1)rifiuti di costruzione e demolizione (33%) 2)rifiuti dell Industria estrattiva (25%) 3)rifiuti dell industria manifatturiera (13%) 4)rifiuti domestici (8%) Al fine di incoraggiare il recupero dei rifiuti e di preservare le risorse naturali, l Unione Europea propone un quadro giuridico articolato in una serie di direttive e regolamenti volti a controllarne tutto il ciclo, dalla produzione allo smaltimento, soffermando la propria attenzione su misure in materia di prevenzione e riduzione degli impatti ambientali della produzione e della gestione dei rifiuti. 1

2 La riduzione dei rifiuti è per l UE una sfida molto importante e il corpus normativo deve essere accompagnato dallo sviluppo di soluzioni ecologicamente ed economicamente sostenibili. REGOLAMENTAZIONE DELL UE I principali atti normativi di carattere generale in materia di rifiuti possono essere sintetizzati in due diverse macro-aree: Gestione e prevenzione dei rifiuti: a) Direttiva quadro sui rifiuti 2008/98/CE del 19Novembre 2008 b) Regolamento 1013/2006 del 14 Giugno 2006, relativo alle spedizioni dei rifiuti Trattamento e smaltimento dei rifiuti c) Direttiva 2000/76/CE del 4 Dicembre del 2000, sull incenerimento dei rifiuti d) Direttiva 1999/31/ CE del 26 Aprile 1999, sul collocamento in discarica dei rifiuti. A) QUALI SONO GLI OBIETTIVI DELLA DIRETTIVA EUROPEA QUADRO SUI RIFIUTI? Introduzione L attuale direttiva quadro sui rifiuti (2008/98/CE) è stata adottata a seguito della strategia tematica sulla prevenzione e il riciclaggio dei rifiuti, e, dal dicembre 2010, ha abrogato la precedente direttiva quadro sui rifiuti (75/442/CEE codificata 2006/12/CE), la direttiva relativa ai rifiuti pericolosi (91/689/CEE) e la direttiva concernente l eliminazione degli oli usati (75/439/CEE). Essa ha lo scopo di riformare e semplificare la politica dell UE in materia di rifiuti, definendo un nuovo quadro e nuovi obiettivi con un accento sulla prevenzione. Impone agli Stati membri di elaborare programmi nazionali di prevenzione dei rifiuti e prevede una gerarchia dei rifiuti. Sono esclusi dall ambito di applicazione di questa direttiva gli effluenti gassosi, i rifiuti radioattivi, materiali esplosivi in disuso, acque di scarico, sottoprodotti di origine animale, carcasse di animali morti per cause differenti dalla macellazione e rifiuti derivanti dalle risorse minerali. 2

3 Gerarchia dei Rifiuti Per garantire una maggiore protezione dell ambiente e per salvaguardare la salute umana, sono stati previsti obblighi per gli Stati membri di adottare misure idonee per il trattamento dei rifiuti sulla base della seguente gerarchia: - Prevenzione: l insieme di tutte le misure adottate prima che un materiale, una sostanza o un prodotto sia diventato un rifiuto. - Preparazione per il riutilizzo: operazioni di controllo, pulizia, riparazione attraverso cui prodotti o componenti dei prodotti diventati rifiuto sono preparati in modo da poter essere reimpiegati senza altro pretrattamento. - Riciclaggio: qualsiasi operazione di recupero attraverso cui i materiali di rifiuto sono ritrattati per ottenere prodotti, materiali e sostanze da utilizzare per la loro funzione originaria o per altri fini. - Recupero: qualsiasi operazione il cui principale risultato sia di permettere ai rifiuti di svolgere un ruolo utile o recupero di altro genere (recupero di energia). -Smaltimento: qualora i rifiuti non possono essere riciclati o riusati, essi dovrebbero essere inceneriti in modo sicuro, lasciando quindi lo smaltimento in discarica come soluzione di ultima istanza alla quale fare ricorso in caso del tutto eccezionali. Sia l incenerimento che lo smaltimento nelle discariche, a causa dell elevata possibilità di generare impatti ambientali di grande portata, richiedono, comunque, controlli attenti e continui così come stabilito dalla Direttiva 1999/31/ CE e dalladirettiva 2000/76/CE (vedi punto c) e d) ). Prevenzione dei rifiuti Una buona gestione dei rifiuti inizia principalmente con la prevenzione. Il rifiuto migliore é quello che non viene prodotto. Seguendo questa logica l UE ha inserito la prevenzione nella produzione di rifiuti tra le proprie iniziative ambientali. Per supportare questa azione la Commissione Europea aveva già lanciato nel 2005 una strategia tematica sulla prevenzione e il riciclaggio dei rifiuti (COM (2005)0666). Questa strategia affrontava il tema dei sostanziali effetti negativi dei rifiuti sull ambiente e a tal fine definiva nuove possibilità di gestione dei rifiuti tese a diminuire la quantità di rifiuti smaltiti nelle discariche e a migliorare sia quantitativamente che qualitativamente il riciclaggio con l introduzione del concetto di analisi di ciclo di vita nelle politiche collegate ai rifiuti. 3

4 La prevenzione nella produzione dei rifiuti veniva collegata al miglioramento nei sistemi di produzione industriali e alla crescita della consapevolezza dei consumatori nel richiedere al mercato prodotti più verdi e meno pesanti. Si intendeva, infatti, considerare i rifiuti non solo come una fonte di inquinamento ma come una potenziale risorsa da sfruttare e mira a garantire una maggiore efficienza ed efficacia ed una riduzione dei costi e degli ostacoli alla realizzazione delle attività di riciclaggio, nonché una riduzione dell inquinamento provocato dai rifiuti. La direttiva quadro, ha ripreso al suo interno i principi e gli obiettivi generali della strategia del 2005 e ha introdotto, inoltre, nuove disposizioni intese a intensificare al massimo gli sforzi di prevenzione. Si sono stabilite una serie di normative in materia di riciclaggio con l introduzione di un obiettivo del 50% per i rifiuti urbani quali, carta, plastica, metalli e vetro. Le campagne di sensibilizzazione rivestono un ruolo di primaria importanza nella prevenzione dei rifiuti. Riciclando di più e meglio conferendo meno rifiuti in discarica e aumentando il compostaggio e il recupero di energia dai rifiuti si possono ottenere benefici notevoli sotto il profilo ambientale, economico e sociale. Gestione dei Rifiuti La direttiva stabilisce alcuni principi fondamentali che gli Stati membri devono seguire: - Principio di Prevenzione: evitare per quanto possibile la produzione dei rifiuti - Responsabilità à del produttore e principio del chi inquina paga : chi produce rifiuti e contamina l ambiente deve pagare interamente il costo di queste operazioni. -Principio di Precauzione: prevedere i problemi potenziali -Principio di Prossimità: smaltire i rifiuti il più vicino possibile al punto di produzione. Ogni produttore o altro detentore dei rifiuti ha l obbligo di provvedere personalmente al loro trattamento oppure consegnarli ad un ente pubblico o un impresa privata qualificata. Qualsiasi ente o impresa che intende compiere il trattamento dei rifiuti deve ottenere un autorizzazione dall autorità competente che determina il tipo e la quantità dei rifiuti trattati e il metodo da utilizzare, e l operazione di monitoraggio e di controllo. 4

5 Lo stoccaggio e il trattamento dei rifiuti altamente pericolosi devono essere eseguiti in condizioni tali da non essere miscelati con altri rifiuti pericolosi e devono essere etichettati secondo le normative internazionali ed europee. B) POSSONO ESSERE I RIFIUTI SPEDITI ALL INTENRO DELL UE? Il regolamento CE 1013/2006 istituisce un sistema di sorveglianza e di controllo per il movimento di rifiuti all interno dell Unione con lo scopo di rafforzare, semplificare e precisare le procedure di controllo delle spedizione dei rifiuti, in entrata e in uscita, per ridurre il rischio che vi siano spedizioni non controllate. Esiste una classificazione tra spedizione di rifiuti non pericolosi e quelli altamente pericolosi. I primi non sono soggetti ad obblighi di notifica preventiva mentre i secondi si, ed anche ad autorizzazioni preventive scritte. Particolare attenzione viene dedicata al fenomeno della spedizione illegale di rifiuti pericolosi i quali spesso vengono abbandonati in discariche abusive o trattati in maniera inadeguata causando problemi ambientali e sanitari. Obiettivo del regolamento è di sostenere e garantire il controllo delle esportazioni e provvedere alle ispezioni da parte degli Stati membri i quali saranno chiamati a valutare i rischi derivanti dai flussi di rifiuti e dalle spedizioni illegali alquanto frequenti. Garantendo il rispetto delle leggi ed eseguendo i dovuti controlli delle spedizioni dei rifiuti non solo si eviteranno gravi ripercussioni sull ambiente e la salute causata dai rifiuti spediti illegalmente, ma si otterranno notevoli risparmi di costi. L assenza di procedure d ispezione possono pregiudicare il buon funzionamento del mercato interno per quanto concerne la spedizione dei rifiuti, inoltre per poter garantire un corretto funzionamento del mercato è necessario che la spedizione rifiuti si svolga in maniera efficiente in tutta l UE. C) E POSSIBILE INCENERIRE I RIFIUTI? DIRETTIVA La direttiva 2000/76 CE dispone misure intese a prevenire la riduzione dell inquinamento dell atmosfera, dell acqua e del terreno provocato dall incenerimento e dai relativi rischi per la salute umana. Per limitare tali rischi l UE impone misure rigorose e prescrizioni tecniche per gli impianti d incenerimento e di co-incenerimento dei rifiuti. 5

6 Impianto d incenerimento: si intende qualsiasi unità e attrezzatura tecnica fissa o mobile destinata al trattamento termico dei rifiuti con o senza recupero del calore prodotto dalla combustione. In questa definizione sono inclusi l incenerimento mediante ossidazione dei rifiuti nonché altri procedimenti di trattamento termico, quali ad esempio i procedimenti del plasma, sempre che le sostanze risultanti dal trattamento siano successivamente incenerite. Impianto di co-incenerimento: si intende qualsiasi impianto fisso o mobile la cui funzione principale consiste nella produzione di energia o di prodotti materiali e che utilizza rifiuti come combustibile normale o accessorio o in cui i rifiuti sono sottoposti a un trattamento termico a fini di smaltimento. Sono esclusi dal campo di applicazione della presente direttiva gli impianti sperimentali volti a migliorare il processo d incenerimento che trattano meno di 50 tonnellate di rifiuti all anno nonché gli impianti che trattano i seguenti rifiuti: - rifiuti vegetali derivanti da attività agricole e forestali; - rifiuti derivanti dalle industrie alimentari di trasformazioni, se l energia termica generata é recuperata; -rifiuti radioattivi; -rifiuti di sughero; -rifiuti animali; -alcuni rifiuti di legno; - rifiuti derivanti dalla prospezione e dallo sfruttamento delle risorse petrolifere e di gas negli impianti offshore e inceneriti a bordo di quest ultimi. Per svolgere attività d incenerimento e di co-incenerimento, gli impianti devono possedere un autorizzazione rilasciata dall autorità competente secondo i criteri definiti nella presente direttiva che fanno riferimento alle categorie e alle quantità dei rifiuti che possono essere trattati oltre a specificare la procedure di campionamento e misurazione degli inquinanti atmosferici e delle acque utilizzate. Il gestore dell impianto d incenerimento/co-incenerimento deve adottare tutte le misure necessarie riguardo alla consegna e alla ricezione dei rifiuti per evitare o limitare gli effetti che possono danneggiare l ambiente, in particolare l inquinamento dell aria, del suolo, delle acque sotterranee i rischi per la salute umana. Prima dell accettazione dei rifiuti pericolosi nell impianto di incenerimento e co-incenerimento, il gestore dell impianto deve disporre dei 6

7 dati di carattere amministrativo sul processo produttivo, sulla composizione fisica e chimica dei rifiuti e sulle loro caratteristiche di pericolosità. Per alcuni tipi di rifiuti, di solito quelli più pericolosi, come possono essere quelli ospedalieri, è previsto un campionamento per un analisi preventiva prima dello smaltimento. Per garantire la combustione completa dei rifiuti, la direttiva stabilisce l obbligo per tutti gli impianti di mantenere il gas derivante dall incenerimento e dal co-incenerimento ad una temperatura minima di 850 C per almeno due secondi. Se sono inceneriti rifiuti pericolosi contenti oltre l 1% di sostanze organiche alogenate, espresse in cloro, la temperatura é portata almeno 1100 C per almeno due secondi. L energia termica generata dal processo d incenerimento deve essere recuperata nella misura del possibile. I residui derivanti dal processo d incenerimento e di co-incenerimento devono essere riciclati nella misura del possibile. D) ESISTE UNA NORMATIVA EUROPEA SULLE DISCARICHE? Con la presente direttiva l UE prevede severe prescrizioni tecniche, al fine di prevenire e ridurre, per quanto possibile, le ripercussioni negative sull ambiente derivanti dalle discariche dei rifiuti. La direttiva inoltre specifica le diverse categorie di rifiuti e si applica a tutte le discariche definite come area di smaltimento dei rifiuti adibita al deposito degli stessi sulla terra. Le discariche vengono classificate in tre categorie: 1) discariche per i rifiuti pericolosi; 2)discariche per i rifiuti non pericolosi; 3)discariche per rifiuti inerti che non subiscono nessuna trasformazione fisica, chimica e biologica significativa. La presente direttiva inoltre, prevede una procedura uniforme di ammissione dei rifiuti allo scopo di evitare qualsiasi pericolo : a) i rifiuti devono essere trattati prima di procedere alla discarica; b) i rifiuti pericolosi che corrispondono ai criteri della presente direttiva devono essere destinati ad una discarica per rifiuti pericolosi; c) le discariche per rifiuti non pericolosi devono essere utilizzati per i rifiuti urbani e per i rifiuti non pericolosi e le discariche per i rifiuti inerti sono riservati esclusivamente ai rifiuti inerti. 7

8 Sono esclusi dall ambito di applicazione della presente direttiva lo spandimento di fanghi, l uso dei rifiuti inerti in lavori di accrescimento e ricostituzione delle discariche. La direttiva inoltre prevede una procedura per la concessione dell autorizzazione di concedere la discarica e tale autorizzazione deve contenere le seguenti informazioni : l identità del richiedente e del gestore se sono diversi, la descrizione dei tipi e dei quantitativi totali dei rifiuti da depositare, la capacità prevista dal luogo di smaltimento, la descrizione del sito ivi comprese le caratteristiche idrogeologiche e geologiche, i metodi previsti per la prevenzione e la riduzione dell inquinamento; il piano previsto per la prevenzione, il controllo e il monitoraggio; la garanzia finanziaria del richiedente; il piano per la chiusura e la gestione successiva alla chiusura e ove occorra una valutazione dell impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati. FOCUS ITALIA E RIFIUTI In Italia si producono ogni anno circa 185 milioni di tonnellate di rifiuti; di questi, meno di un quinto (35 milioni di tonnellate) sono rifiuti urbani, alla cui definizione corrisponde un settore che vale circa 9 miliardi di euro ed occupa persone. Ancora lontano dall obiettivo programmatico (fissato per il 2012 ) del 65% di raccolta differenziata, il comparto dei rifiuti urbani è già di fronte alle nuove sfide poste dalla più recente normativa comunitaria, che sposta il focus dalla differenziazione all effettivo riciclo e recupero: entro il 2020 dovrà essere recuperato il 50% in peso di carta, metalli, plastica e vetro. La dotazione tecnologica a supporto della gestione appare generalmente inadeguata e comunque lontana dalla realtà europea: ancora oggi il 50% dei rifiuti urbani finisce in discarica, contro il 33% della media europea; la valorizzazione energetica riguarda il 12% contro la media europea del 23%; il 38% è avviato a riciclo, compostaggio e trattamento meccanico-biologico, contro la media europea del 44%. In Italia operano 52 impianti di termovalorizzazione dei rifiuti urbani (incenerimento con recupero energetico in forma di elettricità e teleriscaldamento) e circa 250 discariche: nonostante il tributo ambientale che grava sullo smaltimento in discarica, questa soluzione è ancora competitiva, al contrario di quanto accade in altri paesi confrontabili, dove alla discarica si ricorre come ultimo rimedio in presenza di elevati costi differenziali. 8

9 Al di fuori del circuito della gestione municipale resta la parte preponderante della produzione: i cosiddettirifiuti speciali (tutti quelli diversi dagli urbani), difficili da valutare in termini di fatturato ed occupazione, formano un mercato autonomo di gestione e smaltimento, esposto alle influenze della zona grigia dell illegalità economica ed ambientale. In ragione delle ricorrenti crisi, in gran parte dell Italia centro-meridionale (Calabria, Campania, Lazio, Puglia, Sicilia) la gestione dei rifiuti urbani è stata a più riprese commissariata, con costi sociali ed economici (questi ultimi stimati a circa 2 miliardi, corrispondenti ai soli costi diretti delle gestioni commissariali) largamente superiori a quelli che si sarebbero registrati con l approntamento delle infrastrutture richieste da una gestione ordinata e previdente. I RIFIUTI DI PLASTICA Introduzione La plastica é uno dei materiali più comuni nella nostra vita quotidiana. É usata per una vasta gamma di scopi perché economica, versatile, leggera e resistente e tali caratteristiche intrinseche creano problematiche nella gestione dei rifiuti. La plastica è un materiale a buon mercato e si è diffusa in modo esponenziale negli ultimi anni e rifiuti di plastica tendono ad aumentare in maniera costante. La durabilità della plastica è problematica anche sotto il profilo dello smaltimento incontrollato, poiché questo materiale può rimanere intatto nell ambiente per periodi molto lunghi, provocando una serie di danni per l ambiente costiero e marino e per le forme di vita acquatiche nell oceano e nei mari di tutto il mondo, costituiti da materiali che sono stati deliberatamente abbandonati e perduti accidentalmente sulle coste e nel mare. Le principali fonti di rifiuti di plastica nell ambiente marino di origine terrestre sono: reti fognarie, discariche abusive, attività industriali, cosmetici, trasporti inadeguati e rifiuti legati al turismo. La plastica inoltre, è altamente pericolosa in quanto contiene additivi chimici come pertubatori endocrini, sostanze cancerogene e sostante tossiche le quali una volta liberate nell ambiente possono provocare il suo inquinamento, inoltre, gli inquinanti organici come i pesticidi presenti nelle acque possono arrecare una serie di danni entrando nella catena alimentare tramite la fauna marina che 9

10 influisce nella plastica e possono attaccare i tessuti epidermici con effetti cancerogeni e danneggiare la salute delle persone. Nonostante la plastica sia un materiale altamente riciclabile, allo stato attuale solo una quantità minima di rifiuti di plastica viene effettivamente riciclata. Una percentuale di riciclaggio più alto potrebbe contribuire alla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra e delle importazioni di materie prime e combustibili fossili. L adozione di misure specifiche per il riciclaggio della plastica possono giovare anche alla competitività, oltre a creare opportunità economiche e posti di lavoro. Per affrontare il problema alla radice, la Commissione Europea ha presentato un Libro Verde su una Strategia Europea per i rifiuti di plastica nell ambiente che, riconosce il ruolo importante che la plastica svolge nella nostra società e nei processi industriali, illustrando allo stesso tempo le sfide in materia di gestione dei rifiuti che il suo crescente impiego comporta. Il Libro Verde indica inoltre, i vantaggi economici derivanti da tassi più elevati di riciclaggio della plastica. Rafforzare gli obiettivi di riciclaggio e promuovere la raccolta differenziata dei rifiuti di plastica che sarà obbligatoria a partire dal 2015, sono modi per raggiungere questo incremento. Inoltre la Commissione porge la propria attenzione sullo smaltimento incontrollato dei rifiuti e adotta tale strategia per raggiungere un obiettivo di lungo termine, cioè diventare una società fondata sul riciclaggio che evita la produzione dei rifiuti e utilizza i rifiuti come risorse. La commissione, inoltre, ha proposto delle iniziative per rendere più efficacie la legislazione dell Unione Europea in materia di rifiuti e creare le basi per una crescita sostenibile. Nonostante il crescente impatto ambientale, i rifiuti di plastica non sono trattati in maniera specifica dalla normativa UE. Solo la direttiva 94/62/CE sugli imballaggi ha stabilito un obiettivo di riciclaggio specifico per gli imballaggi di plastica. La direttiva quadro sui rifiuti, ossia la direttiva 2008/98/CE, stabilisce un obiettivo di riciclaggio generale per i rifiuti domestici che si applica anche ai rifiuti di plastica. Gestione dei rifiuti di plastica ed uso efficiente delle risorse Logiche più sostenibili nella produzione della plastica e una gestione migliore dei rifiuti attraverso un maggiore ricorso al riciclaggio potrebbe garantire un uso più efficiente delle risorse impiegate. Tale approccio porterebbe ad una riduzione delle importazioni di materie prime e delle emissioni di gas a effetto serra con un notevole risparmio in termini di risorse. In una prospettiva 10

11 orientata all efficienza nell uso delle risorse è particolarmente importante prevenire che i rifiuti di plastica siano smaltiti nelle discariche. Smaltire la plastica nelle discariche chiaramente equivale a uno spreco di risorse. La plastica andrebbe piuttosto riciclata o usata per il recupero energetico. Lo smaltimento dei rifiuti é molto diffuso in diversi stati membri in quanto non vi sono alternative valide e non vi sono strumenti economici efficaci. La fase di riciclaggio inizia infatti, con la progettazione dei prodotti e può diventare uno degli strumenti idonei che può garantire un uso efficiente delle risorse. Tassi di riciclaggio bassi e l esportazione di rifiuti di plastica per il successivo trattamento in paesi terzi rappresentano un importante perdita di risorse non rinnovabili e di posti di lavoro in Europa. E emerso da uno studio recente che il riciclaggio della plastica e le economie di materiale hanno contribuito a ridurre i cambiamenti climatici, l esaurimento dello sostanze abiotiche e l ecotossicità acquatica delle acque dolci. La plastica è una delle principali fonti d inquinamento marino e per affrontare tale problema é necessario intervenire sul piano internazionale. Tale esigenza é stata riconosciuta alla Conferenza delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile nel giugno Le risoluzioni dell ONU, gli accordi globali sull ambiente e le decisioni delle agenzie internazionali più recenti hanno attirato l attenzione sul problema a livello internazionale. La quinta Conferenza Internazionale sui rifiuti marini di Honolulu potrebbe costituire il primo passo verso una strategia globale e verso piani di azione sull inquinamento marino da plastica. Dalla conferenza é convenuto che i sistemi di gestione dei rifiuti poco sviluppati in molti paesi del mondo rappresentano un problema rilevante in quanto incidono sul passaggio dei rifiuti di plastica della terra ferma all ambiente marino. La gerarchia dei rifiuti nella gestione dei rifiuti di plastica Di norma il riciclaggio della plastica é un opzione da preferire al recupero energetico e allo smaltimento nelle discariche anche se attualmente tale soluzione risulta essere quella maggiormente utilizzata infatti il ricorso allo smaltimento é diffuso in molti paesi dell Unione Europea in quanto non vi sono alternative valide. Nonostante il fatto che dal punto di vista del ciclo di vita non tutti i rifiuti si presterebbero al riciclaggio, non ci sono ragioni di ordine tecnico per cui la plastica dovrebbe essere smaltita in discarica piuttosto che essere riciclata o sfruttata ai fini del recupero energetico. 11

12 Inoltre notiamo che in alcuni Stati membri nei quali il livello di smaltimento dei rifiuti é inferiore al 5% come avviene in Germania, nei Paesi Bassi, in Svezia, in Danimarca raggiungono percentuali di recupero dei rifiuti di plastica del 80% e il 100% detto ciò ad un ricorso inferiore allo smaltimento corrisponde un aumento del ricorso al recupero dei rifiuti di plastica mentre in altri stati membri che registrano un elevato tasso di recupero e che hanno introdotto un divieto per le discariche evidenziano livelli più contenuti di riciclaggio circa il 28%. Il rapporto tra livelli di riciclaggio della plastica e quelli relativi al recupero dei rifiuti di plastica potrebbe essere migliorato mediante l adozione di misure relative alla raccolta differenzia, alla cernita e al recupero dei materiali. Nell UE in media quasi il 50% di tutta la plastica, in prevalenza sotto forma di imballaggi viene smaltita in discarica e in molti stati il tasso elevato di smaltimento nelle discariche é riconducibile all assenza diffusa della raccolta differenziata dei rifiuti e dalla mancanza di alternative. La plastica smaltita nelle discariche non garantisce un uso efficiente delle risorse. Iniziative su base volontaria Tali iniziative potrebbero contribuire notevolmente a contrastare il problema dei rifiuti di plastica nell ambiente. Un target facilmente raggiungibile sarebbe dato dai rifiuti di imballaggi di plastica in quanto costituiscono il 63% totale dei rifiuti di plastica generati. L elaborazione degli orientamenti sostenibili cui dovrebbe attenersi i produttori sugli imballaggi costituiscono un passo fondamentale in quanto tale iniziativa potrebbe prevedere la fissazione di parametri volti a misurare la sostenibilità degli imballaggi, migliori tecniche disponibili per i produttori di imballaggi di plastica, campagne di informazioni che sensibilizzano i consumatori sui rischi della plastica e del corretto smaltimento nonché l organizzazione della raccolta differenziata. ATTRIBUIRE IL GIUSTO VALORE ALLA PLASTICA La plastica è percepita come un materiale privo di valore e tale percezione rischia di favorire l inquinamento dei rifiuti ma la plastica é un materiale altamente complesso e tecnologico e i consumatori dovrebbero attribuire un valore per incentivare il riciclaggio e il riutilizzo. 12

13 NUOVE SFIDE MEDIANTE L UTILIZZO DI MATERIALI INNOVATIVI L uso di materiali innovativi come i nanomateriali presenti nelle bottiglie PET o negli imballaggi in genere consentono che la penetrazione selettiva dei gas negli imballaggi di alimenti potrebbero fare emergere nuovi rischi. L approccio dell UE é volto a valutare caso per il caso il rischio dei singoli nanomateriali. Anche l uso di macroplastiche vergini costituiscono delle preoccupazioni LE BIOPLASTICHE É difficile immaginare il mondo moderno senza la plastica, tuttavia questo materiale così versatile entra spesso in conflitto con la crescente propensione ad adottare stili di vita a basso impatto ambientale, che portano alla ricerca di materiali alternativi più ecosostenibili. Una delle soluzione più promettenti risiede nelle bioplastiche. Dato che le bioplastiche non sono immediatamente distinguibili dalle plastiche tradizionali é opportuno adottare un meccanismo che le identifichi tramite opportuna etichettatura, assicurandone la qualità. Il 99% del mercato é dominato dalle plastiche a base di petrolio, ma vi é un mercato in espansione per le bioplastiche prodotte con risorse rinnovabili. La bioplastica é ricavata da materiale organico come mais, frumento e ha il pregio di scomparire letteralmente sotto l azione degli agenti naturali presenti nella terra e nell atmosfera e si dissolve senza lasciare residui inquinanti e può essere usata per diversi utilizzi di uso quotidiano e può sostituirsi agli oggetti di plastica di uso comune. Un aumento della produzione di bioplastiche a un livello paragonabile a quello delle plastiche convenzionali potrebbe avere un impatto negativo sulla produzione delle culture per alimenti provocando risvolti negativi sulle economie in vie di sviluppo. Gruppo S&D: posizione su rifiuti e sacchetti di plastica La posizione del gruppo socialista all interno del Parlamento è sempre stata molto chiara ha richiesto più volte di limitarne l utilizzo sia per gli imballaggi sia nei prodotti. Il 16 aprile in seduta plenaria il Parlamento europeo ha chiuso la prima lettura sulla proposta di direttiva sugli imballaggi e il riuso degli imballaggi di plastica e il gruppo S&D ha avuto un ruolo centrale nello svolgimento dei negoziati con le altre forze politiche che ha portato a chiare e a migliorare la proposta della Commissione europea. Il ruolo del gruppo è stato 13

14 determinante per definire tre categorie di sacchetti di plastica: molto leggero, leggero e riutilizzabile, riuscendo anche a inserire un obiettivo di riduzione del 50% rispetto al consumo medio in Europa riferito al 2010, nei tre anni successivi all entrata in vigore della direttiva. Tale percentuale arriverà all 80% nei 5 anni successivi. Al fine di scoraggiare l uso di sacchetti di plastica monouso a questi sarà applicata una sorta di tassa. E stato quindi iniziato, grazie all azione svolta dal gruppo S&D un azione che porterà man mano alla riduzione progressiva nell utilizzo dei sacchetti di plastica monouso che si sono contraddistinti per l elevato tasso di tossicità. 14

Vivere bene entro i limiti del nostro pianeta

Vivere bene entro i limiti del nostro pianeta isstock Vivere bene entro i limiti del nostro pianeta 7 PAA Programma generale di azione dell Unione in materia di ambiente fino al 2020 A partire dalla metà degli anni 70 del secolo scorso, la politica

Dettagli

Cos'è e come funziona una discarica.

Cos'è e come funziona una discarica. Cos'è e come funziona una discarica. La discarica di rifiuti è un luogo dove vengono depositati in modo non differenziato i rifiuti solidi urbani e tutti i rifiuti provenienti dalle attività umane. La

Dettagli

Scheda 8 «La gestione integrata dei rifiuti» LA GERARCHIA PER UNA CORRETTA GESTIONE DEI RIFIUTI. GREEN JOBS Formazione e Orientamento

Scheda 8 «La gestione integrata dei rifiuti» LA GERARCHIA PER UNA CORRETTA GESTIONE DEI RIFIUTI. GREEN JOBS Formazione e Orientamento Scheda 8 «La gestione integrata dei rifiuti» LA GERARCHIA PER UNA CORRETTA GREEN JOBS Formazione e Orientamento LA GERARCHIA PER UNA CORRETTA La Direttiva 2008/98/CE introduce una importante distinzione

Dettagli

LA GESTIONE SOSTENIBILE DELLE RISORSE NATURALI IN EUROPA. Silva Marzetti

LA GESTIONE SOSTENIBILE DELLE RISORSE NATURALI IN EUROPA. Silva Marzetti L EUROPA E LE RISORSE AMBIENTALI, ENERGETICHE E ALIMENTARI BOLOGNA, 16 MARZO 2015 LA GESTIONE SOSTENIBILE DELLE RISORSE NATURALI IN EUROPA Silva Marzetti Scuola di Economia, Management e Statistica Università

Dettagli

Misure per la tutela dell ambiente e degli ecosistemi

Misure per la tutela dell ambiente e degli ecosistemi Misure per la tutela dell ambiente e degli ecosistemi Carlo Zaghi Dirigente Ministero dell Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Direzione Generale per le Valutazioni e le Autorizzazioni Ambientali

Dettagli

Supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 288 del 10 dicembre 2010 - Serie generale DELLA REPUBBLICA ITALIANA. Roma - Venerdì, 10 dicembre 2010

Supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 288 del 10 dicembre 2010 - Serie generale DELLA REPUBBLICA ITALIANA. Roma - Venerdì, 10 dicembre 2010 Supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 288 del 10 dicembre 2010 - Serie generale Spediz. abb. post. 45% - art. 2, comma 20/b Legge 23-12-1996, n. 662 - Filiale di Roma GAZZETTA UFFICIALE PARTE

Dettagli

1.3 IMPORTAZIONE/ESPORTAZIONE DEI RIFIUTI SPECIALI

1.3 IMPORTAZIONE/ESPORTAZIONE DEI RIFIUTI SPECIALI 1.3 IMPORTAZIONE/ESPORTAZIONE DEI RIFIUTI SPECIALI L analisi dettagliata del rapporto tra importazione ed esportazione di rifiuti speciali in Veneto è utile per comprendere quali tipologie di rifiuti non

Dettagli

DIRETTIVA 2006/12/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 5 aprile 2006 relativa ai rifiuti

DIRETTIVA 2006/12/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 5 aprile 2006 relativa ai rifiuti 27.4.2006 IT Gazzetta ufficiale dell Unione europea L 114/9 DIRETTIVA 2006/12/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 5 aprile 2006 relativa ai rifiuti (Testo rilevante ai fini del SEE) IL PARLAMENTO

Dettagli

I regimi di qualità riconosciuti a livello comunitario: D.O.P., I.G.P., S.T.G. e indicazioni facoltative di qualità TITOLO RELAZIONE

I regimi di qualità riconosciuti a livello comunitario: D.O.P., I.G.P., S.T.G. e indicazioni facoltative di qualità TITOLO RELAZIONE TITOLO RELAZIONE I regimi di qualità riconosciuti a livello comunitario: D.O.P., I.G.P., S.T.G. e indicazioni facoltative di qualità A partire dal 3 gennaio 2013 è entrato in vigore il regolamento (UE)

Dettagli

AALBORG+10 ISPIRARE IL FUTURO

AALBORG+10 ISPIRARE IL FUTURO AALBORG+10 ISPIRARE IL FUTURO LA NOSTRA VISIONE COMUNE Noi, governi locali europei, sostenitori della Campagna delle Città Europee Sostenibili, riuniti alla conferenza di Aalborg+10, confermiamo la nostra

Dettagli

INCONTRO DI ROMA DEI MINISTRI DELL ENERGIA DEL G7 INIZIATIVA DELL ENERGIA DEL G7 DI ROMA PER LA SICUREZZA ENERGETICA DICHIARAZIONE CONGIUNTA

INCONTRO DI ROMA DEI MINISTRI DELL ENERGIA DEL G7 INIZIATIVA DELL ENERGIA DEL G7 DI ROMA PER LA SICUREZZA ENERGETICA DICHIARAZIONE CONGIUNTA INCONTRO DI ROMA DEI MINISTRI DELL ENERGIA DEL G7 INIZIATIVA DELL ENERGIA DEL G7 DI ROMA PER LA SICUREZZA ENERGETICA DICHIARAZIONE CONGIUNTA Noi, i Ministri dell Energia di Canada, Francia, Germania, Italia,

Dettagli

Potenzialità e benefici dall impiego dei Combustibili Solidi Secondari (CSS) nell industria

Potenzialità e benefici dall impiego dei Combustibili Solidi Secondari (CSS) nell industria Potenzialità e benefici dall impiego dei Combustibili Solidi Secondari (CSS) nell industria A cura di NE Nomisma Energia Srl Responsabile di Ricerca: Davide Tabarelli (Presidente), Carlo Bevilacqua Ariosti

Dettagli

REGOLAMENTO REGIONALE 14 luglio 2008, n. 12. Regolamento per la realizzazione degli impianti di produzione di energia alimentata a biomasse.

REGOLAMENTO REGIONALE 14 luglio 2008, n. 12. Regolamento per la realizzazione degli impianti di produzione di energia alimentata a biomasse. 13464 PARTE PRIMA Leggi e regolamenti regionali REGOLAMENTO REGIONALE 14 luglio 2008, n. 12 Regolamento per la realizzazione degli impianti di produzione di energia alimentata a biomasse. IL PRESIDENTE

Dettagli

RISORSE ENERGETICHE AREA 9 FONTI DI ENERGIA DA DOVE PROVIENE L ENERGIA? 10/12/2013 COME SFRUTTIAMO L ENERGIA DEL SOLE?

RISORSE ENERGETICHE AREA 9 FONTI DI ENERGIA DA DOVE PROVIENE L ENERGIA? 10/12/2013 COME SFRUTTIAMO L ENERGIA DEL SOLE? RISORSE ENERGETICHE ENERGIA 2 AREA 9 FONTI DI ENERGIA E INDISPENSABILE ALLA VITA SULLA TERRA ELEMENTO INDISPENSABILE PER SVILUPPO SOCIALE ED ECONOMICO FINO AD ORA: CONTINUO INCREMENTO DI PRODUZIONE E CONSUMO

Dettagli

Prodotti di cui ti puoi fidare

Prodotti di cui ti puoi fidare Prodotti di cui ti puoi fidare Vogliamo offrirti alimenti di buona qualità a prezzi bassi, prodotti in modo responsabile. Stiamo lavorando in tutte le parti della catena alimentare, dalla fattoria al negozio

Dettagli

Partenariato transatlantico su commercio e investimenti. Parte normativa

Partenariato transatlantico su commercio e investimenti. Parte normativa Partenariato transatlantico su commercio e investimenti Parte normativa settembre 2013 2 I presidenti Barroso, Van Rompuy e Obama hanno chiarito che la riduzione delle barriere normative al commercio costituisce

Dettagli

Gestione delle avversità in agricoltura biologica

Gestione delle avversità in agricoltura biologica Gestione delle avversità in agricoltura biologica Anna La Torre Consiglio per la ricerca in agricoltura e l analisi dell economia agraria Centro di ricerca per la patologia vegetale «Noi ereditiamo la

Dettagli

Relatore: per.agr. Roberto Nataloni Dlgs 150/2012 Art. 1 Oggetto Il presente decreto definisce le misure per un uso sostenibile dei pesticidi, che sono prodotti fitosanitari come definiti all articolo

Dettagli

SCENARI ENERGETICI AL 2040 SINTESI

SCENARI ENERGETICI AL 2040 SINTESI SCENARI ENERGETICI AL 24 SINTESI Leggi la versione integrale degli Scenari Energetici o scaricane una copia: exxonmobil.com/energyoutlook Scenari Energetici al 24 Gli Scenari Energetici offrono una visione

Dettagli

Impianto di compostaggio e di produzione di energia rinnovabile

Impianto di compostaggio e di produzione di energia rinnovabile Impianto di compostaggio e di produzione di energia rinnovabile Come ottenere energia rinnovabile e compost dai rifiuti organici Un percorso di educazione ambientale alla scoperta dell impianto di compostaggio

Dettagli

DALLE FOSSILI ALLE RINNOVABILI

DALLE FOSSILI ALLE RINNOVABILI MANIFESTO PER L ENERGIA SOSTENIBILE DALLE FOSSILI ALLE RINNOVABILI COSTRUISCI CON NOI UN SISTEMA ENERGETICO SOSTENIBILE PER L ITALIA Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale. FINALITà Favorire la

Dettagli

Progetto Infea: 2006, energia dallo spazio

Progetto Infea: 2006, energia dallo spazio Progetto Infea: 2006, energia dallo spazio 1 lezione: risorse energetiche e consumi Rubiera novembre 2006 1.1 LE FONTI FOSSILI Oltre l'80 per cento dell'energia totale consumata oggi nel mondo è costituita

Dettagli

Digestato da rifiuti e da matrici agricole

Digestato da rifiuti e da matrici agricole Ravenna 2012 Workshop I CIC Consorzio Italiano Compostatori Ravenna, 27 settembre 2012 Digestato da rifiuti e da matrici agricole Lorella ROSSI C.R.P.A. - Reggio Emilia, Comitato Tecnico CIC DIGESTIONE

Dettagli

IL PROGRAMMA NAZIONALE DI PREVENZIONE DEI RIFIUTI

IL PROGRAMMA NAZIONALE DI PREVENZIONE DEI RIFIUTI IL PROGRAMMA NAZIONALE DI PREVENZIONE DEI RIFIUTI Con decreto direttoriale del 7 ottobre 2013, il Ministero dell Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ha adottato il Programma Nazionale di

Dettagli

Che cos'è il radon? Il gas radon è rilevabile con i sensi?

Che cos'è il radon? Il gas radon è rilevabile con i sensi? Che cos'è il radon? Il Radon è un gas inodore e incolore presente in natura. Il suo isotopo (atomo di uno stesso elemento chimico con numero di protoni fisso e numero di neutroni variabile) 222Rn è radioattivo

Dettagli

L impatto ambientale degli inchiostri da stampa

L impatto ambientale degli inchiostri da stampa FEDERCHIMICA CONFINDUSTRIA AVISA Gruppo inchiostri da stampa e serigrafici L impatto ambientale degli inchiostri da stampa Marzo 2013 Questa nota informativa è stata preparata da EuPIA basandosi su di

Dettagli

Contenuti dello studio di impatto ambientale (SIA)

Contenuti dello studio di impatto ambientale (SIA) Contenuti dello studio di impatto ambientale (SIA) Ai progetti sottoposti alla procedura di impatto ambientale ai sensi degli articoli 52 e seguenti, è allegato uno studio di impatto ambientale, redatto

Dettagli

Il ruolo delle bio-energie nell'uso sostenibile delle fonti energetiche rinnovabili (FER)

Il ruolo delle bio-energie nell'uso sostenibile delle fonti energetiche rinnovabili (FER) Il ruolo delle bio-energie nell'uso sostenibile delle fonti energetiche rinnovabili (FER) Maurizio Gualtieri ENEA UTTS 0161-483370 Informazioni: eventienea_ispra@enea.it 14 maggio 2014 - ISPRA Sommario

Dettagli

GliimpiantiperiltrattamentodeirifiutiinItalia. Con il Patrocinio di: In collaborazione con: Osservatorio Nazionale sui Rifiuti Rimini Fiera

GliimpiantiperiltrattamentodeirifiutiinItalia. Con il Patrocinio di: In collaborazione con: Osservatorio Nazionale sui Rifiuti Rimini Fiera GliimpiantiperiltrattamentodeirifiutiinItalia Con il Patrocinio di: In collaborazione con: Osservatorio Nazionale sui Rifiuti Rimini Fiera Ulteriora mirari, praesentia sequi. (Guardare al futuro, stare

Dettagli

Recuperare energia dai

Recuperare energia dai Recuperare energia dai rifiuti del tabacco Riduzione dell impatto ambientale e sanitario delle cicche di sigaretta e produzione di energia mediante pirogassificazione Raffaella Uccelli- Ricercatore ENEA

Dettagli

Scheda di dati di sicurezza Ai sensi del Regolamento CE 1907/2006 REACH Stampato il 01/06/08 Denominazione commerciale: EFFE 91 ACC-U-SOL ml.

Scheda di dati di sicurezza Ai sensi del Regolamento CE 1907/2006 REACH Stampato il 01/06/08 Denominazione commerciale: EFFE 91 ACC-U-SOL ml. Pagina: 1/ 6 1. IDENTIFICAZIONE DELLA SOSTANZA/PREPARATO E DELLA SOCIETA /IMPRESA Articolo numero: art.04920 Utilizzazione della Sostanza / del Preparato: Rivelatore fughe gas Produttore/fornitore: FIMI

Dettagli

"IMPARIAMO A RICICLARE"

IMPARIAMO A RICICLARE COLLEGIO ARCIVESCOVILE Castelli PROGETTO DI EDUCAZIONE AMBIENTALE "IMPARIAMO A RICICLARE" (progetto di durata annuale) Anno scolastico 2008/2009 Classi terze e quarte - Scuola primaria FINALITA' Il Progetto

Dettagli

La Raccolta Differenziata Utenze non domestiche

La Raccolta Differenziata Utenze non domestiche La Raccolta Differenziata Utenze non domestiche istruzioni per l uso Raccolta Differenziata Una soluzione alla portata di tutti La produzione di rifiuti è in continuo aumento e deve essere gestita in modo

Dettagli

Criteri Ambientali Minimi (CAM) Gestione del verde pubblico

Criteri Ambientali Minimi (CAM) Gestione del verde pubblico Criteri Ambientali Minimi (CAM) Gestione del verde pubblico Marco Glisoni Maria Lisa Procopio Incontro formativo Progetto APE settembre 2014 Il Piano d Azione Nazionale per il GPP Piano d azione per la

Dettagli

ASSESSORATO REGIONALE TERRITORIO E AMBIENTE

ASSESSORATO REGIONALE TERRITORIO E AMBIENTE D.A. 175/GAB ASSESSORATO REGIONALE TERRITORIO E AMBIENTE L ASSESSORE Visto lo Statuto della Regione Siciliana; Vista la legge 4 gennaio 1968, n. 15 ( Norme sulla documentazione amministrativa e sulla legalizzazione

Dettagli

Energia in Italia: problemi e prospettive (1990-2020)

Energia in Italia: problemi e prospettive (1990-2020) Energia in Italia: problemi e prospettive (1990-2020) Enzo De Sanctis Società Italiana di Fisica - Bologna Con questo titolo, all inizio del 2008, la Società Italiana di Fisica (SIF) ha pubblicato un libro

Dettagli

I cambiamenti di cui abbiamo bisogno per il futuro che vogliamo

I cambiamenti di cui abbiamo bisogno per il futuro che vogliamo I cambiamenti di cui abbiamo bisogno per il futuro che vogliamo Le raccomandazioni della CIDSE per la Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile (Rio, 20-22 giugno 2012) Introduzione Il

Dettagli

Carta programmatica dell Associazione Medici per l'ambiente ISDE Italia

Carta programmatica dell Associazione Medici per l'ambiente ISDE Italia Carta programmatica dell Associazione Medici per l'ambiente ISDE Italia (affiliata all International Society of Doctors for the Environment, in rapporto consultivo con l'organizzazione Mondiale della Sanità

Dettagli

PCB NEI MOLLUSCHI BIVALVI

PCB NEI MOLLUSCHI BIVALVI PCB NEI MOLLUSCHI BIVALVI I. SCARONI, G. CASTELLARI, D. PANNIELLO, A. SANTOLINI, D. FOSCOLI, E. RONCARATI, P. CASALI ARPA EMILIA-ROMAGNA SEZ. RAVENNA Il destino e gli effetti dei PCB nell ambiente sono

Dettagli

ITALIA: PRESENTAZIONE DEL SOSTEGNO FINANZIARIO STIMATO E DELLE AGEVOLAZIONI TRIBUTARIE PER I COMBUSTIBILI FOSSILI

ITALIA: PRESENTAZIONE DEL SOSTEGNO FINANZIARIO STIMATO E DELLE AGEVOLAZIONI TRIBUTARIE PER I COMBUSTIBILI FOSSILI ITALIA: PRESENTAZIONE DEL SOSTEGNO FINANZIARIO STIMATO E DELLE AGEVOLAZIONI TRIBUTARIE PER I COMBUSTIBILI FOSSILI Risorse energetiche e struttura del mercato L Italia produce piccoli volumi di gas naturale

Dettagli

MOSSE PER COSTRUIRE UN INDUSTRIA EUROPEA PER IL TERZO MILLENNIO

MOSSE PER COSTRUIRE UN INDUSTRIA EUROPEA PER IL TERZO MILLENNIO MOSSE PER COSTRUIRE UN INDUSTRIA EUROPEA PER IL TERZO MILLENNIO Premessa: RITORNARE ALL ECONOMIA REALE L economia virtuale e speculativa è al cuore della crisi economica e sociale che colpisce l Europa.

Dettagli

Incentivazione dell energia elettrica da altre fonti rinnovabili

Incentivazione dell energia elettrica da altre fonti rinnovabili Incentivazione dell energia elettrica da altre fonti rinnovabili Beneficiari Riferimenti normativi Finalità dello strumento Regime transitorio Impianti, alimentati da fonti rinnovabili diverse da quella

Dettagli

Scheda dei Dati di Sicurezza Secondo le Direttive 91/155/CEE

Scheda dei Dati di Sicurezza Secondo le Direttive 91/155/CEE 1. Identificazione della sostanza/preparato e della societá o ditta 1.1 Identificazione della sostanza o del preparato Denominazione: Catalizzatore Kjeldahl(Se) pastiglie 1.2 Nome della societá o ditta:

Dettagli

I vantaggi dell efficienza energetica

I vantaggi dell efficienza energetica Introduzione Migliorare l efficienza energetica (EE) può produrre vantaggi a tutti i livelli dell economia e della società: individuale (persone fisiche, famiglie e imprese); settoriale (nei singoli settori

Dettagli

Risanamento delle tubazioni dall interno

Risanamento delle tubazioni dall interno La soluzione di oggi per le tubazioni di ieri: Risanamento delle tubazioni dall interno Costi inferiori fino al 50% niente demolizioni, niente sporco, niente macerie nessuna interruzione nella gestione

Dettagli

Italia e Unione Europea: una valutazione comparata della gestione dei rifiuti

Italia e Unione Europea: una valutazione comparata della gestione dei rifiuti una valutazione comparata della gestione dei rifiuti Parte una valutazione comparata della gestione dei rifiuti La Commissione europea nell Aprile del 01 ha presentato gli esiti di una ricerca eseguita

Dettagli

CAPITOLO 10 RIFIUTI. Coordinatore statistico: Cristina FRIZZA 1. Coordinatore tematico: Rosanna LARAIA 1 con il contributo di Andrea LANZ 1) ISPRA

CAPITOLO 10 RIFIUTI. Coordinatore statistico: Cristina FRIZZA 1. Coordinatore tematico: Rosanna LARAIA 1 con il contributo di Andrea LANZ 1) ISPRA 10. RIFIUTI CAPITOLO 10 RIFIUTI Autori: Letteria ADELLA 1, Gabriella ARAGONA 1, Patrizia D ALESSANDRO 1, Valeria FRITTELLONI 1, Cristina FRIZZA 1, Andrea Massimiliano LANZ 1, Rosanna LARAIA 1, Irma LUPICA

Dettagli

Anche se non è ancora stato definito nei dettagli il testo della nuova legge, il lungo lavorìo di preparazione ha fatto condensare alcune idee-guida

Anche se non è ancora stato definito nei dettagli il testo della nuova legge, il lungo lavorìo di preparazione ha fatto condensare alcune idee-guida Anche se non è ancora stato definito nei dettagli il testo della nuova legge, il lungo lavorìo di preparazione ha fatto condensare alcune idee-guida Anche la legge sulla riqualificazione urbana è un tassello

Dettagli

Protocollo di intesa con l Ass. Città del Bio nell ambito della Convenzione delle Alpi. Tra

Protocollo di intesa con l Ass. Città del Bio nell ambito della Convenzione delle Alpi. Tra Protocollo di intesa con l Ass. Città del Bio nell ambito della Convenzione delle Alpi Tra Il Ministero dell Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, con sede in Via Cristoforo Colombo, 44, 00187

Dettagli

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE. Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO. relativa ad orientamenti strategici comunitari per lo sviluppo rurale

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE. Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO. relativa ad orientamenti strategici comunitari per lo sviluppo rurale COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE Bruxelles, 5.7.2005 COM(2005) 304 definitivo 2005/0129 (CNS) Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa ad orientamenti strategici comunitari per lo sviluppo rurale

Dettagli

1. Quali sono gli estremi per l iscrizione all Albo Nazionale Gestori Ambientali?

1. Quali sono gli estremi per l iscrizione all Albo Nazionale Gestori Ambientali? Domanda: Risposta (a cura di Maurizio Santoloci): Oggi un impresa edile che trasporta in proprio i rifiuti non pericolosi con proprio mezzo al contrario di quanto accadeva nella previdente disciplina deve

Dettagli

Sistema innovativo agricolo italiano e nuova Pac: alcune riflessioni

Sistema innovativo agricolo italiano e nuova Pac: alcune riflessioni Ferrara, giovedì 27 Settembre 2012 Sistema innovativo agricolo italiano e nuova Pac: alcune riflessioni Giacomo Zanni (Dipartimento di Ingegneria ENDIF, Università di Ferrara) giacomo.zanni@unife.it SOMMARIO

Dettagli

Risorse energetiche, consumi globali e l ambiente: la produzione di energia elettrica. Alessandro Clerici

Risorse energetiche, consumi globali e l ambiente: la produzione di energia elettrica. Alessandro Clerici Risorse energetiche, consumi globali e l ambiente: la produzione di energia elettrica Alessandro Clerici Presidente FAST e Presidente Onorario WEC Italia Premessa La popolazione mondiale è ora di 6,7 miliardi

Dettagli

CIMSA SUD CHIMICA INDUSTRIALE MERIDIONALE SRL SCHEDA DI SICUREZZA PROCESS OIL Conforme al regolamento CE n 1907/2006 del 18.12.

CIMSA SUD CHIMICA INDUSTRIALE MERIDIONALE SRL SCHEDA DI SICUREZZA PROCESS OIL Conforme al regolamento CE n 1907/2006 del 18.12. 1. IDENTIFICAZIONE DELLA SOSTANZA/MISCELA E DELL IMPRESA 1.1 Identificazione della sostanza o preparato -Tipologia Reach : Miscela -Nome commerciale : PROCESS OIL 32-46-68 1.2 Utilizzo : Olio per usi generali

Dettagli

Metodologie per la misura, il campionamento delle emissioni di ossidi di azoto prodotte dagli impianti termici civili.

Metodologie per la misura, il campionamento delle emissioni di ossidi di azoto prodotte dagli impianti termici civili. REGIONE PIEMONTE BU12 20/03/2014 Codice DB1013 D.D. 12 marzo 2014, n. 52 Metodologie per la misura, il campionamento delle emissioni di ossidi di azoto prodotte dagli impianti termici civili. Con D.C.R.

Dettagli

La gestione delle risorse energetiche e naturali del territorio nella programmazione comunitaria 2014-2020

La gestione delle risorse energetiche e naturali del territorio nella programmazione comunitaria 2014-2020 La gestione delle risorse energetiche e naturali del territorio nella programmazione comunitaria 2014-2020 Giuseppe Gargano Rete Rurale Nazionale - INEA Varzi, 18 giugno 2014 Priorità dell'unione in materia

Dettagli

Ricerca, Qualità, Sicurezza e Salute

Ricerca, Qualità, Sicurezza e Salute Ricerca, Qualità, Sicurezza e Salute Chi Siamo Hygeia Lab S.r.l. nasce nel 2011 dalla passione e dal desiderio di giovani laureati di continuare la crescita e la formazione scientifica. E una Start-Up

Dettagli

4. Processo di elaborazione: Descrivi brevemente il processo di elaborazione/creazione del vostro progetto/pratica

4. Processo di elaborazione: Descrivi brevemente il processo di elaborazione/creazione del vostro progetto/pratica Descrizione della pratica 1. Identificazione Istituto scolastico dove si sviluppa la pratica ISIS A. GRAMSCI-J.M. KEYNES Nome della pratica/progetto Consumare meno per consumare tutti Persona referente

Dettagli

S.C. Igiene degli alimenti di origine animale. Requisiti igienico-sanitari applicati al settore della pesca

S.C. Igiene degli alimenti di origine animale. Requisiti igienico-sanitari applicati al settore della pesca Requisiti igienico-sanitari applicati al settore della pesca La Spezia 20 ottobre 2009 Requisiti : Strutturali (Strutture ed attrezzature) Funzionali Requisiti strutturali : n Applicabili a tutte le imbarcazioni

Dettagli

TERMOMETRO DIGITALE MODELLO TE01B MANUALE D USO. Leggere attentamente le istruzioni prima dell utilizzo o conservarle per consultazioni future.

TERMOMETRO DIGITALE MODELLO TE01B MANUALE D USO. Leggere attentamente le istruzioni prima dell utilizzo o conservarle per consultazioni future. TERMOMETRO DIGITALE MODELLO TE01B MANUALE D USO Leggere attentamente le istruzioni prima dell utilizzo o conservarle per consultazioni future. ATTENZIONE: Utilizzare il prodotto solo per l uso al quale

Dettagli

Istruzioni per l uso sicuro delle batterie al piombo-acido

Istruzioni per l uso sicuro delle batterie al piombo-acido Istruzioni per l uso sicuro delle batterie al piombo-acido Questo documento è stato redatto in collaborazione con la Commissione per gli Affari Ambientali di EUROBAT (maggio 2003) ed esaminato dai membri

Dettagli

EUROPA 2020 - FAR CONOSCERE I FONDI EUROPEI AI COMMERCIALISTI

EUROPA 2020 - FAR CONOSCERE I FONDI EUROPEI AI COMMERCIALISTI EUROPA 2020 - FAR CONOSCERE I FONDI EUROPEI AI COMMERCIALISTI di Giulia Caminiti Sommario: 1. Premessa. 2. La politica di coesione. 3. Fondi a gestione diretta. 4. Fondi a gestione indiretta. 5. Conclusioni.

Dettagli

Verifica della corretta applicazione del Regolamento Import-Export

Verifica della corretta applicazione del Regolamento Import-Export Verifica della corretta applicazione del Regolamento Import-Export Dott.ssa Luigia Scimonelli ISS - Min. del lavoro, della salute e delle politiche sociali Roma, 26 novembre 2008 Indice Convenzione di

Dettagli

Scheda dei Dati di Sicurezza Secondo le Direttive 91/155/CEE

Scheda dei Dati di Sicurezza Secondo le Direttive 91/155/CEE 1. Identificazione della sostanza/preparato e della societá o ditta 1.1 Identificazione della sostanza o del preparato Denominazione: Mercurio II Solfato soluzione 200 g/lin acido solforico diluito 1.2

Dettagli

L ECO-UFFICIO. Buone pratiche per l efficienza energetica in ufficio

L ECO-UFFICIO. Buone pratiche per l efficienza energetica in ufficio Comune di Udine L ECO-UFFICIO Buone pratiche per l efficienza energetica in ufficio Efficienza energetica: di necessità virtù L efficienza energetica non è semplice risparmio: è riduzione del consumo di

Dettagli

Valdigrano: quando l ambiente è un valore!

Valdigrano: quando l ambiente è un valore! Valdigrano: quando l ambiente è un valore! Valutazione di impatto ambientale delle linee Valdigrano, Valbio e La Pasta di Franciacorta Programma per la valutazione dell impronta ambientale Progetto co-finanziato

Dettagli

Il suolo è una risorsa essenzialmente non rinnovabile, che garantisce la sopravvivenza degli ecosistemi e fornisce servizi essenziali per le attività

Il suolo è una risorsa essenzialmente non rinnovabile, che garantisce la sopravvivenza degli ecosistemi e fornisce servizi essenziali per le attività Il suolo è una risorsa essenzialmente non rinnovabile, che garantisce la sopravvivenza degli ecosistemi e fornisce servizi essenziali per le attività umane. Le pressioni ambientali a cui è sottoposto sono

Dettagli

FARMACI DI IMPORTAZIONE PARALLELA

FARMACI DI IMPORTAZIONE PARALLELA FARMACI DI IMPORTAZIONE PARALLELA Anna Rosa Marra, Ugo Santonastaso (Ufficio Valutazione e Autorizzazione, Agenzia Italiana del Farmaco) Cosa significa farmaco di importazione parallela Il farmaco, come

Dettagli

Relazione specialistica

Relazione specialistica Relazione specialistica Dipl.-Ing. Hardy Ernst Dipl.-Wirtschaftsing. (FH), Dipl.-Informationswirt (FH) Markus Tuffner, Bosch Industriekessel GmbH Basi di progettazione per una generazione ottimale di vapore

Dettagli

PROFESSIONALITÀ AFFIDABILITÀ RESPONSABILITÀ

PROFESSIONALITÀ AFFIDABILITÀ RESPONSABILITÀ PROFESSIONALITÀ AFFIDABILITÀ RESPONSABILITÀ LE SOLUZIONI AMBIENTALI INTEGRATE DI UN GRUPPO LEADER SOLYECO GROUP ha reso concreto un obiettivo prezioso: conciliare Sviluppo e Ambiente. Questa è la mission

Dettagli

Dipartimento Ambiente e Sviluppo Servizio Ambiente. U.O. C. Sviluppo Sostenibile, Agenda XXI, Comunicazione SINTESI PROGETTO

Dipartimento Ambiente e Sviluppo Servizio Ambiente. U.O. C. Sviluppo Sostenibile, Agenda XXI, Comunicazione SINTESI PROGETTO Dipartimento Ambiente e Sviluppo Servizio Ambiente U.O. C. Sviluppo Sostenibile, Agenda XXI, Comunicazione SINTESI PROGETTO ATTUAZIONE DEL PROGETTO REBIR Risparmio Energetico, Bioedilizia, Riuso Data 29.01.2009

Dettagli

L AUDIT ENERGETICO DEGLI EDIFICI E IL RISPARMIO ENERGETICO

L AUDIT ENERGETICO DEGLI EDIFICI E IL RISPARMIO ENERGETICO COMUNE DI CANZO COMUNE DI CASTELMARTE COMUNE DI EUPILIO COMUNE DI LONONE AL SERINO COMUNE DI PROSERPIO COMUNE DI PUSIANO L AUDIT ENERETICO DELI EDIFICI E IL RISPARMIO ENERETICO Una politica energetica

Dettagli

Guida alla compilazione della DOMANDA DI AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE

Guida alla compilazione della DOMANDA DI AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE Guida alla compilazione della DOMANDA DI AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE Indice INTRODUZIONE ------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Dettagli

Approvazione del modello unico di dichiarazione ambientale per l anno 2015.

Approvazione del modello unico di dichiarazione ambientale per l anno 2015. Supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 299 del 27 dicembre 2014 - Serie generale Spediz. abb. post. 45% - art. - 1, art. comma 2, comma 1 20/b Legge 27-02-2004, 23-12-1996, n. n. 46-662 Filiale

Dettagli

Guida introduttiva al regolamento CLP

Guida introduttiva al regolamento CLP Guida introduttiva al regolamento CLP Il regolamento CLP è il regolamento (CE) n. 1272/2008 relativo alla classificazione, all etichettatura e all imballaggio delle AVVISO LEGALE Il presente documento

Dettagli

I Leader nella Tecnologia dell'agitazione. Agitatori ad Entrata Laterale

I Leader nella Tecnologia dell'agitazione. Agitatori ad Entrata Laterale I Leader nella Tecnologia dell'agitazione Agitatori ad Entrata Laterale Soluzione completa per Agitatori Laterali Lightnin e' leader mondiale nel campo dell'agitazione. Plenty e' il leader di mercato per

Dettagli

Scheda di dati di sicurezza ai sensi del regolamento 1907/2006/CE, Articolo 31

Scheda di dati di sicurezza ai sensi del regolamento 1907/2006/CE, Articolo 31 Pagina: 1/5 1 Identificazione della sostanza o della miscela e della società/impresa Identificatore del prodotto Usi pertinenti identificati della sostanza o miscela e usi sconsigliati Utilizzazione della

Dettagli

REGISTRO DI CARICO E SCARICO

REGISTRO DI CARICO E SCARICO REGISTRO DI CARICO E SCARICO Registro di carico e scarico Soggetti obbligati Gestione dei rifiuti chiunque effettua a titolo professionale attività di raccolta e trasporto di rifiuti commercianti ed intermediari

Dettagli

Master La pulizia sostenibile come opportunità FORUM PA Roma, 17-20 maggio 2010. L attività di ASSOCASA per una detergenza sostenibile

Master La pulizia sostenibile come opportunità FORUM PA Roma, 17-20 maggio 2010. L attività di ASSOCASA per una detergenza sostenibile Master La pulizia sostenibile come opportunità FORUM PA Roma, 17-20 maggio 2010 L attività di ASSOCASA per una detergenza sostenibile A cura di ASSOCASA Assocasa Associazione Nazionale Detergenti e Specialità

Dettagli

212312 Tween 20 QP 1. Identificazione della sostanza/preparato e della societá o ditta 1.1 Identificazione della sostanza o del preparato

212312 Tween 20 QP 1. Identificazione della sostanza/preparato e della societá o ditta 1.1 Identificazione della sostanza o del preparato 1. Identificazione della sostanza/preparato e della societá o ditta 1.1 Identificazione della sostanza o del preparato Denominazione: Tween 20 1.2 Nome della societá o ditta: PANREAC QUIMICA, S.A. E 08110

Dettagli

Imballaggio primario. Imballaggio secondario. Imballaggio terziario. Funzioni primarie dell imballaggio

Imballaggio primario. Imballaggio secondario. Imballaggio terziario. Funzioni primarie dell imballaggio ALTO BELICE AMBIENTE S.p.A. Cos'è l'imballaggio L uomo ha sempre fatto uso di contenitori e già 3500 anni fa le popolazioni egizie immagazzinavano e trasportavano unguenti, oli e vino in contenitori di

Dettagli

I testi sono così divisi: HOME. PRODUZIONE DI ENERGIA VERDE o Energia eolica o Energia fotovoltaica o Energia a biomassa

I testi sono così divisi: HOME. PRODUZIONE DI ENERGIA VERDE o Energia eolica o Energia fotovoltaica o Energia a biomassa Testi informativi sugli interventi e gli incentivi statali in materia di eco-efficienza industriale per la pubblicazione sul sito web di Unioncamere Campania. I testi sono così divisi: HOME EFFICIENTAMENTO

Dettagli

UNIVERSITÀ DI BOLOGNA

UNIVERSITÀ DI BOLOGNA ALMA MATER STUDIORUM UNIVERSITÀ DI BOLOGNA LA VALUTAZIONE DELLA SICUREZZA DEL PRODOTTO COSMETICO FINITO Andrea Tarozzi Dipartimento di Farmacologia - Facoltà di Farmacia Seminario PER FARE DELLA BELLEZZA

Dettagli

Organizzazioni di produttori di ortofrutticoli nell UE: situazione e prospettive

Organizzazioni di produttori di ortofrutticoli nell UE: situazione e prospettive Organizzazioni di produttori di ortofrutticoli nell UE: situazione e prospettive Organizzazioni di produttori di ortofrutticoli nell UE: situazione e prospettive Il settore ortofrutticolo riveste un importanza

Dettagli

Dar da mangiare agli affamati. Le eccedenze alimentari come opportunità

Dar da mangiare agli affamati. Le eccedenze alimentari come opportunità Dar da mangiare agli affamati. Le eccedenze alimentari come opportunità Paola Garrone, Marco Melacini e Alessandro Perego Politecnico di Milano Indagine realizzata da Fondazione per la Sussidiarietà e

Dettagli

15067 NOVI LIGURE AL. Tel.: 0143 744516 - Fax: 0143 321556 e-mail: srtspa@srtspa.it

15067 NOVI LIGURE AL. Tel.: 0143 744516 - Fax: 0143 321556 e-mail: srtspa@srtspa.it Allegato 4) Regolamento... li... ALLA SRT - SOCIETA PUBBLICA PER IL RECUPERO ED IL TRATTAMENTO DEI RIFIUTI S.p.A. Strada Vecchia per Boscomarengo s.n. 15067 NOVI LIGURE AL Tel.: 0143 744516 - Fax: 0143

Dettagli

Scheda di sicurezza FULCRON CASA RIMUOVI MUFFA ML500

Scheda di sicurezza FULCRON CASA RIMUOVI MUFFA ML500 Scheda di sicurezza del 4/12/2009, revisione 2 1. IDENTIFICAZIONE DELLA SOSTANZA/PREPARATO E DELLA SOCIETÀ/IMPRESA Nome commerciale: Codice commerciale: 2544 Tipo di prodotto ed impiego: Agente antimuffa

Dettagli

più credito per la tua impresa

più credito per la tua impresa Sei un impresa che vuole acquistare nuovi macchinari, impianti o attrezzature? più credito per la tua impresa : Agevolazioni anche per i settori di pesca e agricoltura Beni strumentali, l agevolazione

Dettagli

La gestione dei limi di decantazione del lavaggio degli inerti di cava

La gestione dei limi di decantazione del lavaggio degli inerti di cava La gestione dei limi di decantazione del lavaggio degli inerti di cava Ordine dei Geologi della Toscana Commissione Terre e rocce da scavo Firenze 09/12/2008 ORIGINE impianti di lavaggio degli inerti di

Dettagli

COS E LA PRODUZIONE INTEGRATA?

COS E LA PRODUZIONE INTEGRATA? Cos è la Produzione Integrata (PI). Con questo scritto desidero fare una cronistoria sulla produzione integrata, un sistema di lotta iniziato negli anni 80, dove un ticinese nella persona del Dott. Mario

Dettagli

BILANCIO ENERGETICO NAZIONALE 2012

BILANCIO ENERGETICO NAZIONALE 2012 DIPARTIMENTO PER L'ENERGIA Direzione generale per la sicurezza dell'approvvigionamento e le infrastrutture energetiche DIV. VII - Statistiche ed analisi energetiche e minerarie BILANCIO ENERGETICO NAZIONALE

Dettagli

ENERGIA. Massimo Telesca ARPA FVG Indirizzo tecnicoscientifico. e coordinamento dei Dipartimenti provinciali

ENERGIA. Massimo Telesca ARPA FVG Indirizzo tecnicoscientifico. e coordinamento dei Dipartimenti provinciali ENERGIA 269 ENERGIA Il ricorso all utilizzo di fonti rinnovabili sovvenzionate comporta dei potenziali impatti ambientali. Fra questi, vi sono l alterazione dei corsi d acqua a causa delle derivazioni

Dettagli

DIRETTIVE COMUNITARIE INTERESSATE DAL REGOLAMENTO

DIRETTIVE COMUNITARIE INTERESSATE DAL REGOLAMENTO DIRETTIVE COMUNITARIE INTERESSATE DAL REGOLAMENTO 1. Direttiva 66/401/CEE: commercializzazione sementi di piante foraggere 2. Direttiva 66/402/CEE: commercializzazione di sementi di cereali 3. Direttiva

Dettagli

REALIZZAZIONE DI UNA BANCA DATI AMBIENTALE

REALIZZAZIONE DI UNA BANCA DATI AMBIENTALE REALIZZAZIONE DI UNA BANCA DATI AMBIENTALE Arch. Alverio Camin Progetto Speciale Recupero Ambientale e Urbanistico delle aree Industriali - PAT REALIZZAZIONE DI UNA BANCA DATI AMBIENTALE 1. Esperienza

Dettagli

Scheda di dati di sicurezza ai sensi del regolamento 1907/2006/CE, Articolo 31

Scheda di dati di sicurezza ai sensi del regolamento 1907/2006/CE, Articolo 31 Pagina: 1/5 * 1 dentificazione della sostanza o della miscela e della società/impresa 1.1 dentificatore del prodotto 1.2 Usi pertinenti identificati della sostanza o miscela e usi sconsigliati Non sono

Dettagli

LINEA GUIDA LA GESTIONE DEI RIFIUTI DA MANUTENZIONE. settore antincendio

LINEA GUIDA LA GESTIONE DEI RIFIUTI DA MANUTENZIONE. settore antincendio LINEA GUIDA LA GESTIONE DEI RIFIUTI DA MANUTENZIONE settore antincendio Maggio 2011 Al fine di contribuire a un adeguata gestione dello smaltimento dei rifiuti prodotti durante l attività di manutenzione,

Dettagli

REGOLAMENTI REGOLAMENTO (CE) N. 834/2007 DEL CONSIGLIO. del 28 giugno 2007

REGOLAMENTI REGOLAMENTO (CE) N. 834/2007 DEL CONSIGLIO. del 28 giugno 2007 20.7.2007 IT Gazzetta ufficiale dell Unione europea L 189/1 I (Atti adottati a norma dei trattati CE/Euratom la cui pubblicazione è obbligatoria) REGOLAMENTI REGOLAMENTO (CE) N. 834/2007 DEL CONSIGLIO

Dettagli

Progetto Life Mo.Re.&Mo.Re.

Progetto Life Mo.Re.&Mo.Re. Progetto Life Mo.Re.&Mo.Re. STRUMENTI PRATICI PER UNA VIRTUOSA ED EFFICACE GESTIONE DEI RIFIUTI PREMESSA Il Mo.Re.&Mo.Re., progetto europeo LIFE+, cofinanziato dalla regione Lazio ed iniziato nel Gennaio

Dettagli

Divieto di commercializzazione dei sacchetti non biodegradabili e compostabili

Divieto di commercializzazione dei sacchetti non biodegradabili e compostabili Divieto di commercializzazione dei sacchetti non biodegradabili e compostabili Vademecum operativo Con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale della legge 11 agosto 2014, n. 116 che converte il Dl 91/2014,

Dettagli

SCHEDA DI SICUREZZA ESSENZA MIRRA-VANIGLIA PER EMANATORE SANDOKAN

SCHEDA DI SICUREZZA ESSENZA MIRRA-VANIGLIA PER EMANATORE SANDOKAN SCHEDA DI SICUREZZA ESSENZA MIRRA-VANIGLIA PER EMANATORE SANDOKAN 1. Identificazione della sostanza / del preparato e della Società 1.1. Identificazione della sostanza o del preparato Miscela di oli essenziali

Dettagli