Deliberazione Giunta Esecutiva n. 34 del 24/09/2012

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1 Deliberazione Giunta Esecutiva n. 34 del 24/09/2012 Oggetto: Approvazione Protocollo di Intesa tra Centro Affidi Comune di Firenze e il Coordinamento UBI MINOR Coordinamento Associativo per la tutela e la promozione dei diritti dei bambini. Stefania Saccardi Paolo Morello Marchese Gianluca Paolucci Presidente Membro Membro L Assessore Proponente: Stefania Saccardi presente assente Ufficio proponente: Servizio Famiglia e Accoglienza P.O. Interventi Minori e Famiglie Dirigente: Alessandro Salvi Direttore: Vincenzo Cavalleri Estensore: Sandra Di Rocco Parere di regolarità tecnica ex art. 49 c.1 T.U.E.L. D.lgs 267/00 Allegati p.i.: - Schema di Protocollo di Intesa.

2 La Giunta Esecutiva della Società della Salute di Firenze PREMESSO CHE: - con deliberazioni C.C. n.919/121 del 17 novembre 2003 e del Direttore Generale dell Azienda Sanitaria di Firenze n.814 del 28/11/03 sono stati approvati la Convenzione e lo Statuto del Consorzio pubblico tra il Comune di Firenze e l Azienda Sanitaria di Firenze denominato Società della Salute di Firenze ; - in data 25 luglio 2006 sono state sottoscritte, da parte degli enti consorziati, le modifiche e integrazioni alla Convenzione costitutiva del Consorzio, approvate con deliberazione del Consiglio Comunale, n. 50 del , e del Direttore Generale dell Azienda Sanitaria di Firenze, n. 542 del ; VISTA la L.R. 10 novembre 2008 n. 60 Modifiche alla L.R. 24 febbraio 2005, n. 40 Disciplina del servizio sanitario regionale e, segnatamente: il capo III bis Società della Salute, art. 71 bis e ss., che disciplina il nuovo assetto organizzativo dei servizi sanitari, socio-sanitari e sociali territoriali tramite la costituzione delle Società della Salute; PRESO ATTO che, con deliberazioni del Consiglio Comunale di Firenze, n. 2009/C/00046 del , e dell Azienda Sanitaria di Firenze, n. 249 del , sono stati approvati i nuovi schemi di convenzione e di statuto della Società della Salute di Firenze, alla luce delle modifiche introdotte dalla L.R. 60/2008; PRESO ATTO che, in data 8 marzo 2010, è stata stipulata dagli enti consorziati la nuova Convenzione della Società della Salute di Firenze, con allegato il nuovo Statuto del Consorzio, entrato in vigore a seguito di detta stipula; RICHIAMATA la delibera dell Assemblea dei Soci, n.15 del 13 maggio 2010 avente ad oggetto: Insediamento dell Assemblea dei Soci: accertamento della regolare costituzione e nomina del componente non di diritto della Giunta Esecutiva ; RICHIAMATA altresì la delibera della Giunta esecutiva n. 10 del 13 maggio 2010 avente ad oggetto: Insediamento della Giunta esecutiva: accertamento della regolare costituzione ; VISTA la deliberazione della Giunta SdS n. 18 del 22/12/2008: Adozione dello schema di Piano Integrato di Salute e della Relazione annuale sullo stato di salute anni ; VISTA la deliberazione dell Assemblea dei soci n.7 del 30 giugno 2011 avente per oggetto Proroga della validità del Piano Integrato di Salute , secondo quanto previsto dalla delibera G.R.T. 243 dell 11 aprile 2011 Approvazione disposizioni operative per il funzionamento delle Società della Salute in Toscana. Modifica alla D.G.R.T. n del 28 dicembre 2009 ; VISTA altresì la deliberazione dell Assemblea dei Soci n. 10 del 30 giugno 2011 avente per oggetto Approvazione Piano attuativo 2011 specificamente recependo le disposizioni attuative di cui al p.b della delibera GRT 243/2011 sopracitata VISTE: - la Legge 4 maggio 1983, n. 184, recante «Disciplina dell adozione e dell affidamento dei minori», modificata con Legge 28 marzo 2001, n. 149 Modifiche alla legge 4 maggio 1983 n.184, recante disciplina dell adozione e dell affidamento dei minori, nonché al titolo VIII del libro primo del codice civile, pubblicata sulla G.U. n.96 del 26/04/01;

3 - la Legge 8 novembre 2000, n.328 Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali che, all art. 22 comma 2 lettera c), include nel livello essenziale delle prestazioni sociali gli interventi di sostegno per i minori in situazione di disagio tramite il sostegno al nucleo familiare di origine e l inserimento presso famiglie, persone e strutture comunitarie di accoglienza di tipo familiare e per la promozione dei diritti dell infanzia e dell adolescenza ; - la Legge Regionale 24 febbraio 2005, n. 41 Sistema integrato di interventi e servizi per la tutela dei diritti di cittadinanza sociale, che, all art.15 e all art.16 valorizza il ruolo e l apporto delle famiglie e associazioni familiari nella elaborazione di proposte e progetti per la solidarietà e l auto-aiuto, e che all art. 53, indica l affidamento temporaneo a famiglie e a servizi socio-educativi fra gli interventi ed i servizi volti a garantire al minore la protezione e le cure necessarie al suo benessere; - la Delibera Consiglio Regionale 25 Luglio 1994 n.348 direttiva ai Comuni e alle Unità sanitarie Locali per la costituzione ed il funzionamento del servizio per l affidamento familiare ; CONSIDERATO, coerentemente con i principi della L.149/2001, di promuovere il rafforzamento dell istituto dell affidamento familiare quale concreto strumento di aiuto e sostegno ai minori e alle loro famiglie che versino in situazione di difficoltà, anche attraverso la sensibilizzazione diffusa della cittadinanza affinché siano implementate le esperienze di affidamento familiare; PRESO ATTO che, nell ottica di consolidare e potenziare ulteriormente il sistema coordinato degli interventi connessi all affidamento familiare di minori, figura l obiettivo di riconoscere e valorizzare il ruolo delle associazioni di famiglie affidatarie coinvolte in attività di cura e assistenza ai minori loro affidati e contestualmente soggetti impegnati in iniziative e percorsi di avvicinamento all affido o ad altre forme di accoglienza solidale; CONSIDERATA l esperienza già avviata e consolidata, nonché la sensibilità e la competenza in materia di accoglienza delle realtà associative afferenti al Coordinamento Ubi Minor Coordinamento Associativo per la tutela e la promozione dei diritti dei bambini, che da molti anni perseguono esclusivamente scopi di utilità sociale ispirandosi a valori che promuovono la solidarietà e la inclusione sociale attraverso attività di carattere culturale, spirituale e materiale, CONSIDERATO che aderiscono al Coordinamento Ubi Minor le seguenti Associazioni sensibili all istituto dell affidamento familiare: A.I.P.A.A.; A.N.F.A.A; Batya Lucca; C.G.D. Amico Bambino; Codice AD.AF.; Famiglia Aperta; Gruppo Famigliaffido; Il Campanello; I Care; Il Pellicano; Stare fra ; RITENUTO opportuno sottoscrivere con il Coordinamento Ubi Minor, un apposito Protocollo di Intesa finalizzato ad attuare in forma condivisa e concertata con il Centro Affidi del Comune di Firenze un programma di interventi di promozione e sensibilizzazione in materia di accoglienza e di affidamento familiare: PRESO ATTO del parere favorevole relativo alla regolarità tecnica del presente provvedimento, ai sensi dell'art. 49, co.1, del Dlgs 267/00; Con le modalità dell'art. 10 dello Statuto;

4 DELIBERA Per i motivi espressi in narrativa: 1) di approvare lo schema del Protocollo di intesa fra il Centro Affidi del Comune di Firenze e il Coordinamento UBI MINOR Coordinamento Associativo per la tutela e la promozione dei diritti dei bambini, allegato quale parte integrante e sostanziale alla presente deliberazione; 2) di stabilire che il suddetto protocollo avrà una durata di 12 mesi dalla data della sua sottoscrizione, con possibilità di proroga concordato tra le parti; 3) di dare pubblicità alla presente deliberazione mediante affissione all'albo Pretorio del Consorzio ove vi rimarrà per dieci giorni consecutivi e mediante pubblicazione sul sito informatico della Società della Salute, ove resterà accessibile a tempo indeterminato. Il Presidente SdS Ass. Stefania Saccardi Il Direttore SdS Dr. Marco Brintazzoli

5 PROTOCOLLO D INTESA tra il Centro Affidi del Comune di Firenze e il Coordinamento Ubi Minor Coordinamento Associativo per la tutela e la promozione dei diritti dei bambini Interventi di promozione e sensibilizzazione in materia di accoglienza e di affidamento familiare Premessa La legge 28 marzo 2001 n.149 Modifiche alla legge 4 maggio 1983 n.184 recante disciplina dell adozione e dell affidamento di minori, nonché al titolo VII del libro I del Codice Civile prevede all art.1, comma 3 che lo Stato, le Regioni e gli Enti Locali, nell ambito delle proprie competenze ( ) promuovono iniziative di formazione dell opinione pubblica sull affidamento e l adozione e di sostegno all attività delle comunità di tipo familiare, organizzano corsi di preparazione ed aggiornamento professionale degli operatori sociali, nonché incontri di formazione e preparazione per le Famiglie e le persone che intendono avere in affidamento o in adozione minori. I medesimi Enti possono stipulare convenzioni con Enti e Associazioni senza fini di lucro che operano nel campo della tutela dei minori e delle famiglie per la realizzazione delle attività di cui al presente comma. Art. 1 Finalità 1.1. In osservanza delle finalità previste dalla legge n. 149/2001, il Coordinamento Ubi Minor e gli aderenti al coordinamento stessi (di seguito denominati il Coordinamento e gli aderenti ) collaborano con il Centro Affidi del Comune di Firenze (di seguito denominato Centro Affidi ) nelle attività di promozione, sensibilizzazione e informazione alle coppie e alle persone singole disponibili all affidamento familiare, secondo quanto previsto nel presente protocollo. Art. 2 Piano attuativo e impegni delle parti 2.1.I firmatari del presente accordo promuovono l accoglienza familiare di minori attraverso l organizzazione di iniziative di sensibilizzazione con l intento di: - accrescere l attenzione e il senso di corresponsabilità nei confronti dei minori in difficoltà e dei loro nuclei familiari; - di incentivare le famiglie ad aprirsi all esperienza dell affido e orientare coloro che stanno maturando la scelta di proporsi come affidatari; - di promuovere una rete informale di famiglie solidali prossima alle rete delle famiglie accoglienti Il Coordinamento e gli aderenti promuovono altresì, in stretto raccordo con il Centro Affidi, un piano di incontri informativi nonchè altre forme di collaborazione che le esperienze potranno far emergere, aperti a tutti gli interessati al tema dell accoglienza ed in particolare all affido familiare Il Coordinamento e gli aderenti mettono a disposizione del Centro Affidi le proprie esperienze e competenze per favorire percorsi di avvicinamento all affido aperti alle famiglie che manifestano interesse ad approfondire l argomento ed a valutare la disponibilità verso l affidamento o verso altre forme di accoglienza solidale I firmatari si impegnano a ricercare sul territorio i target di destinatari del piano attuativo di sensibilizzazione e informazione secondo i rispettivi ambiti di competenza Le parti concordano le modalità ed il contenuto della comunicazione nelle diverse modalità che saranno utilizzate (note illustrative, media, pieghevoli, programmi per incontri e eventi, siti web, ecc). 2.6.Le parti si impegnano a costituire un tavolo di consultazione al fine di monitorare, valutare e verificare, con cadenza quadrimestrale, l applicazione del presente protocollo. Art. 4 Durata del protocollo 4.1. Il presente protocollo avrà una durata di 12 mesi a partire dalla data della sua sottoscrizione Al termine del periodo di durata, le parti, valutata la positività dell esperienza e dei risultati del lavoro di rete insieme promosso, decideranno se e con quali modalità proseguire nella collaborazione.

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