Tizio, residente in, ed elettivamente domiciliato in, presso lo studio dell avv., che lo rappresenta e difende per mandato in atti

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1 74 Quesito n. 9 n., rappresentati, assistiti e difesi dall avv., c.f., presso il cui studio in, elettivamente domiciliano per mandato in calce al presente atto, il quale, ai sensi e per gli effetti dell art. 176 secondo comma c.p.c., dichiara di voler ricevere le comunicazioni presso il proprio numero di fax (ovvero presso il proprio indirizzo di posta elettronica certificato, comunicato al proprio ordine) CONTRO Tizio, residente in, ed elettivamente domiciliato in, presso lo studio dell avv., che lo rappresenta e difende per mandato in atti espongono quanto segue FATTO Con atto di citazione ritualmente notificato in data, Tizio chiedeva a Caio e Caia il pagamento di quanto dovuto per il rifacimento della facciata dello stabile condominiale, ma essi rifiutavano di corrispondere quanto richiesto loro sostenendo che tale spesa non rientrava nell ordinaria manutenzione. Tizio, di fronte al rifiuto di Caio e Caia, decideva di agire in giudizio nei loro confronti, sulla base del fatto che la legge regionale del n., faceva rientrare i predetti lavori tra le opere di ordinaria manutenzione, il cui onere gli odierni convenuti si erano assunti contrattualmente. In particolare, l attore chiedeva la somma di euro a titolo di spese eseguite per eseguire i lavori necessari al rifacimento della facciata condominiale ed euro a titolo di risarcimento danni per inadempimento contrattuale. Il tutto con vittoria di spese di lite. Tutto ciò premesso, Caio e Caia, come sopra rappresentati, assistiti e difesi, si costituiscono nel presente giudizio ed impugnano estensivamente l avverso dedotto, eccependo l inammissibilità, l improponibilità, l improcedibilità oltre che l assoluta infondatezza, in fatto ed in diritto, della domanda di Tizio, in particolare per i seguenti MOTIVI In via preliminare occorre individuare le spese di manutenzione ordinaria che la clausola oggetto del contratto di locazione per cui è causa accolla alla parte locatrice, al fine di stabilire se le spese di rifacimento della facciata rientrino tra queste. Al riguardo bisogna escludere che la normativa regionale che parte attrice invoca sia applicabile alla fattispecie in questione, in quanto dettata da altre finalità (regolamentazione degli interventi edilizi e rilascio dei relativi permessi) che nulla hanno a che vedere con la regolamentazione dei rapporti tra privati. In ambito civilistico, che è quello cui occorre fare riferimento, la distinzione tra riparazioni ordinarie e straordinarie deve essere effettuata basandosi esclusivamente sul criterio della prevedibilità e normalità della spesa. Il codice civile

2 Comparsa di costituzione e risposta. Oneri condominiali e nozione di ordinaria e straordinaria manutenzione 75 si riferisce, per individuare le spese gravanti sul conduttore, ad un concetto di tipo quantitativo, sarebbero quindi spese di ordinaria manutenzione e, in quanto tali, gravanti sul conduttore, quelle di modesto valore economico (Cass , n. 2181); mentre tutte le spese che costituiscono adempimento dell obbligazione di mantenere la cosa in buono stato locativo e funzionale all uso cui è destinata sarebbero a carico del locatore (sia ordinarie che straordinarie) (arg. ex artt. 1575, 1576, 1577, 1609 cod. civ.). D altro canto, la legge 392 del 1978, il cui articolo 9 è ancora in vigore nonostante l abrogazione del regime dell equo canone, individua alcune spese aventi ad oggetto servizi di cui usufruisce il conduttore (es. pulizia, fornitura di servizi comuni e ordinaria manutenzione dell ascensore) che sono a carico del conduttore stesso. Testualmente, infatti, la norma stabilisce che, salvo patto contrario tra locatore e conduttore, sono interamente a carico del conduttore: «le spese relative al servizio di pulizia, al funzionamento e all ordinaria manutenzione dell ascensore, alla fornitura dell acqua, dell energia elettrica, del riscaldamento e del condizionamento dell aria, allo spurgo dei pozzi neri e delle latrine, nonché alla fornitura di altri servizi comuni». La disciplina codicistica, all art. 1609, prevede che sono a carico del conduttore di immobile urbano solo le spese di piccola manutenzione della cosa locata rese necessarie dal deterioramento prodotto dall uso, riversando sul locatore anche l obbligo delle altre spese di piccola manutenzione. La definizione di «piccole riparazioni» è rimessa all apprezzamento del giudice. Per individuare, quindi, le spese di manutenzione straordinaria che la clausola del contratto lascia alla parte locatrice, deve farsi riferimento al criterio civilistico della prevedibilità e normalità, valutando nell insieme l entità del valore economico, della destinazione dell immobile e dei corrispondenti obblighi di custodia del locatario, degli usi locali (cfr. Cass , n. 2181), lasciando a carico del locatore tutte le altre spese di manutenzione, sia ordinaria che straordinaria, quale modalità di adempimento della fondamentale obbligazione di mantenere la cosa in buono stato e in modo da servire all uso cui è destinata (artt.1575 n. 2, 1576, 1577, 1609 cod. civ.); mentre il sistema introdotto dalla legge n. 392 del 1978 ha previsto che siano a carico del conduttore, sub specie di oneri accessori (ex art. 9, tuttora in vigore, nonostante l abrogazione del regime del canone legale), alcune spese di carattere continuativo o periodico, correlate a servizi di cui usufruisce il conduttore quali quelle «relative al servizio di pulizia» e «alla fornitura di altri servizi comuni» che, in quanto necessarie a mantenere in buone condizioni di uso le cose comuni, sono ascrivibili all ordinaria manutenzione delle parti comuni, nonché le spese relative «al funzionamento e all ordinaria manutenzione dell ascensore». Si può, quindi, affermare che la manutenzione ordinaria è «quella diretta ad eliminare guasti della cosa o che comunque abbia carattere di periodica ricorrenza e di prevedibilità, essendo connotata inoltre da una sostanziale modicità della spesa» mentre la manutenzione straordinaria ha ad oggetto «quelle riparazioni non prevedibili e di costo non modico, eccezionali nell ambito dell ordinaria durata del rapporto locatizio» ovvero anche quelle «di una certa urgenza e di una certa entità necessarie al fine di conservare o di restituire alla cosa la sua integrità ed efficienza».

3 76 Quesito n. 9 Di conseguenza la spesa di rifacimento delle facciate condominiali, per la sua importanza, nonché per la «natura episodica» nell arco di una gestione condominiale pluriennale, devono essere considerate spese di manutenzione straordinaria, quindi non a carico del conduttore. Al riguardo, si è pronunciata, da ultimo, la Cassazione (sent , n ), affermando il principio di diritto per cui: «per spese straordinarie, facenti carico al locatore, devono intendersi le opere che non si rendono prevedibilmente o normalmente necessarie in dipendenza del godimento normale della cosa nell ambito dell ordinaria durata del rapporto locatizio e che presentano un costo sproporzionato rispetto al corrispettivo della locazione; rientrando nella categoria anche le opere di manutenzione di notevole entità, finalizzate non già alla mera conservazione del bene, ma ad evitarne il degrado edilizio e caratterizzate dalla natura particolarmente onerosa dell intervento manutentivo». Da ciò ne consegue che legittimamente Caio e Caia si sono rifiutati di corrispondere a Tizio quanto da questi preteso per il rifacimento della facciata dell edificio condominiale. Per tutto quanto esposto, Caio e Caia, come in epigrafe rappresentati e difesi, così rassegnano le proprie CONCLUSIONI Voglia l Ill.mo Tribunale adito rigettare la domanda attrice siccome inammissibile, improponibile, improcedibile ed in ogni caso destituita di ogni fondamento e pregio giuridico. Con condanna dell attore alle spese di lite. In via struttoria: si producono i seguenti documenti: Si chiede inoltre l interrogatorio formale di parte attrice sui capitoli seguenti: Con riserva di integrare ed articolare ulteriormente i mezzi istruttori che si renderanno necessari., lì Avv. Formula della procura V. sub Quesito n. 1.

4 Comparsa di costituzione e risposta. Oneri condominiali e nozione di ordinaria e straordinaria manutenzione 77 Riferimenti normativi e giurisprudenziali (V. amplius Simone, Codice Civile Commentato C1, ed In relazione al mantenimento della cosa in buono stato locativo: art c.c.: Obblighi e responsabilità del locatore In relazione alle ripartizioni straordinarie: art c.c.: Distinzione dalle riparazioni ordinarie

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6 Controricorso con ricorso incidentale in Cassazione 223 del con la quale ha rigettato l istanza a causa della mancata allegazione di idonea documentazione sulla quale svolgere l indagine», nonché limitandosi a qualificare non pertinente il «doc. n.», in quanto riferibile alla «diversa società Emerge invero evidente come trattisi di affermazioni del tutto generiche ed astratte, apodittiche e prive di specifico riferimento alle circostanze concrete del caso, come tali pertanto inidonee a far comprendere l operato vaglio critico delle emergenze processuali; la compiuta disamina delle critiche mosse; le ragioni che hanno delle medesime giustificato il superamento o la reiezione. In altri termini, l iter logico-giuridico seguito per pervenire all adottata decisione. Pur in presenza della ravvisata sussistenza dell an del danno risarcibile, la corte di merito ha infatti rigettato la domanda, argomentando dalla ritenuta mancata prova del relativo quantum, in termini tali da non consentire a questa Corte di prenderne contezza e di considerare quanto valutato e affermato nella richiamata ordinanza istruttoria. In particolare, quali siano stati i documenti e le prove in tale sede prese in esame (avuto specificamente riferimento al «documento n.», alla «diffida doc. 1. nota deposito fase di merito», ai «prospetti riepilogativi riferiti agli anni 2005 e 2006», ai bilanci societari e al «conto economico del 2006», al «doc. 14 nota di dep. Fase di merito» relativo alla avvenuta cessazione dell attività, indicati dalla ricorrente in via incidentale), e le ragioni della ritenuta relativa «in idoneità». Né motivazione alcuna si evince in ordine alla mancata ammissione della richiesta CTU contabile, laddove questa Corte non ha mancato di porre in rilievo come il principio secondo cui il provvedimento che dispone la consulenza tecnica rientra nel potere discrezionale del giudice del merito incensurabile in sede di legittimità vada contemperato con l altro principio secondo cui il giudice deve sempre motivare adeguatamente la decisione adottata in merito a questione tecnica rilevante per la definizione della causa. Con la conseguenza che quando il giudice disponga di elementi istruttori e di cognizioni proprie, integrati da presunzioni e da nozioni di comune esperienza, sufficienti a dar conto della decisione adottata, non può essere censurato il mancato esercizio di quel potere; mentre se la soluzione scelta come nella specie non risulti adeguatamente motivata, la decisione è sindacabile in sede di legittimità sotto l anzidetto profilo (Cass /2007). Senza sottacersi che nell impugnata sentenza non risulta speso argomento alcuno (anche) in ordine alla evidentemente ravvisata impossibilità di farsi nel caso applicazione della prova presuntiva del danno patrimoniale (Cass /2012), e della relativa valutazione equitativa ex art.1126 cc. P.Q.M. chiede che la Corte di cassazione rigetti il ricorso proposto dall Agenzia del territorio e, in accoglimento del ricorso incidentale, annulli, nella parte impugnata, la sentenza n. pronunciata da il e depositata il, con ogni provvedimento conseguente. Con vittoria di spese e compensi.

7 224 Quesito n. 36 Si allegano: 1) 2) 3), lì avv. Formula della procura V. sub Quesito n. 1. Riferimenti normativi e giurisprudenziali (V. amplius SIMONE, Codice di Procedura Civile Commentato C2, ed. 2014) In relazione alle sentenze impugnabili e motivi di ricorso: art. 360 c.p.c.

8 Opposizione di terzo ordinaria Quesito n. 37 Con sentenza n. del, depositata il, il tribunale di ha condannato Caio al rilascio dell immobile di proprietà di Tizio. Tizia, intervenuta nel processo, è stata estromessa con pronuncia divenuta definitiva e deduce l esistenza di un pregiudizio, cagionato dalla pronuncia al proprio diritto, autonomo e incompatibile con quello affermato dalla sentenza intervenuta tra Caio e Mevio. Tizia, infatti, vanta un titolo di locazione autonomo, essendo convivente more uxorio di Caio succeduta, con il figlio Caietto nato fuori dal matrimonio, nel contratto di locazione, e subirebbe un danno dall esecuzione indiscriminata del comando contenuto nel provvedimento giudiziale. Il candidato, assunte le vesti del legale di Tizia, rediga l atto giudiziario più idoneo alle sue difese. Istituti rilevanti L opposizione di terzo è un mezzo di impugnazione straordinario, perché proponibile nonostante l avvenuto passaggio in giudicato della sentenza, concesso al terzo per rimuovere gli effetti pregiudizievoli che una sentenza, pronunciata tra altre persone, può avere sulla sua sfera giuridica. L opposizione di terzo è prevista in due forme: ciascuna ha una propria natura giuridica distinta da quella dell altra, ed è soggetta a presupposti e a termini diversi. L opposizione di terzo ordinaria (o semplice) è quella concessa ai terzi che siano titolari di un diritto assolutamente incompatibile con quello dichiarato nella sentenza pronunciata inter alios, ovvero di un diritto dipendente dal titolo in base al quale il diritto dichiarato nella sentenza fu fatto valere. Costoro, infatti pur non potendo risentire un danno diretto dalla sentenza, potrebbero però incontrare delle difficoltà nell esercizio del loro diritto. L opposizione di terzo di cui all art. 404, co. 1, c.p.c., non può, dunque, essere proposta da tutti i terzi rispetto al giudizio, ma solo da coloro che facciano valere anche un proprio diritto autonomo e incompatibile con il rapporto giuridico accertato o costituito dalla sentenza stessa e ce siano da questa danneggiati anche se non soggetti all effetto del giudicato (Cass /2007).

9 272 Quesito n. 48 mento del danno per equivalente quando l esecuzione risulti eccessivamente onerosa per il debitore (art c.c.) o la distruzione dell opera, realizzata in violazione dell obbligo, possa causare pregiudizio all economia nazionale (art c.c.). La procedura ha inizio con ricorso. Giudice competente a decidere dell esecuzione forzata è il «giudice dell esecuzione» del luogo nel quale l obbligo deve essere adempiuto, perché costui determini le modalità dell esecuzione. Il titolo esecutivo è, normalmente, costituito da una sentenza di condanna; tuttavia si ritengono ammissibili anche altri titoli giudiziari, quali possono essere i provvedimenti di urgenza e i provvedimenti in materia di nuova opera e danno temuto. Il giudice dell esecuzione, sentita la parte obbligata designa, con ordinanza, l ufficiale giudiziario incaricato dell esecuzione, nonché le persone che devono materialmente provvedere al compimento dell opera non compiuta o alla distruzione di quella compiuta (art. 612 c.p.c.). Con tale ordinanza il giudice dell esecuzione designa anche l ufficiale giudiziario che deve procedere all esecuzione, nonché indica le persone che devono provvedere al compimento dell opera non compiuta o alla distruzione dell opera illegittimamente eseguita. Tale ordinanza può essere revocata o modificata dal giudice che l ha emessa (Cass. 2021/1993). Il provvedimento che il giudice pronuncia per determinare le modalità dell esecuzione stabilendo in che modo, concretamente, deve essere eseguito ciò che illegittimamente non è stato fatto, ha, dunque, natura ordinatoria e, in quanto atto esecutivo, è impugnabile soltanto nelle forme di cui all art. 617 c.p.c. (Cass /2007). Nel determinare le modalità di esecuzione, il giudice dell esecuzione può anche modificare quelle stabilite nel titolo esecutivo ove risultino inidonee o oggettivamente inattuabili. Quanto alla esecuzione coattiva degli obblighi di non fare, in particolare, si ritiene che la determinazione delle modalità attuative debba essere compiuta avendo riguardo allo stato di fatto preesistente alla violazione. La sorveglianza sul materiale svolgimento delle operazioni è affidata all ufficiale giudiziario, il quale ha facoltà di farsi assistere, eventualmente, dalla forza pubblica, e deve chiedere al giudice i provvedimenti più idonei al superamento delle difficoltà tecniche o pratiche che possono insorgere durante l esecuzione (art. 613 c.p.c.). Per il recupero delle spese anticipate, infine, la parte istante può chiedere l emissione nei confronti dell obbligato di un decreto d ingiunzione, producendo, all uopo, la nota-spese vistata dall ufficiale giudiziario. Il giudice dell esecuzione, verificata la regolarità formale della nota e la congruità della somma richiesta provvede a norma dell art. 642 c.p.c. (art. 614 c.p.c.). Secondo la più recente giurisprudenza (Cass , n. 3722): «In tema di esecuzione forzata, l ordinanza, con la quale il giudice dell esecuzione, ai sensi dell art. 612 cod. proc. civ., determina le modalità dell esecuzione forzata di una sentenza per violazione di un obbligo di fare o di non fare, si caratterizza

10 Ricorso per l esecuzione degli obblighi di fare e di non fare (artt. 612 ss. c.p.c.) 273 come un provvedimento con il quale vengono fissate le regole dello svolgimento del procedimento esecutivo e, quindi, non attiene al diritto della parte di procedere all esecuzione, bensì ai modi con cui questa deve essere condotta, con la conseguenza che essa è soggetta soltanto al rimedio dell opposizione agli atti esecutivi per eventuali vizi formali; mentre il provvedimento con cui il giudice, ancorché in forma di ordinanza (come espressamente indicato nell art. 612 cod. proc. civ.), nel determinare le modalità dell esecuzione, dirima una controversia insorta fra le parti in ordine alla portata del titolo esecutivo ed all ammissibilità dell azione esecutiva intrapresa, ha natura sostanziale di sentenza in forza del suo contenuto decisorio sul diritto della parte istante a procedere ad esecuzione forzata, cioè su una opposizione all esecuzione ex art. 615 cod. proc. civ., proposta dall esecutato o rilevata d ufficio dal giudice, ed è, pertanto, impugnabile con l appello». Redazione dell Atto Sig. giudice dell esecuzione, Tribunale di... Ricorso ex art. 612 c.p.c. Tizio, residente in, via, n., c.f., elettivamente domiciliato in, via, n., presso lo studio dell avv., c.f., fax, dal quale è rappresentato e difeso in virtù di procura in calce al presente atto, espone quanto segue. PREMESSA Caio è stato condannato, con sentenza del tribunale di n. del, notificata il, a eliminare la veduta diretta sulla proprietà di Tizio, realizzata a seguito della costruzione dell autorimessa sul proprio terreno. L eliminazione delle vedute abusive, che consentono di affacciarsi e guardare nel fondo altrui, non necessariamente deve essere disposta dal giudice tramite la demolizione di quelle porzioni immobiliari costituenti il corpus della violazione denunciata, ben potendo la violazione medesima essere eliminata per altra via, mediante idonei accorgimenti, i quali, pur contemperando i contrastanti interessi delle parti, rispondano ugualmente al precetto legislativo da applicare al caso oggetto di cognizione; spetta, poi, al giudice dell esecuzione la determinazione delle concrete modalità dell opera o la scelta tra diverse articolazioni concrete di opere aventi comuni finalità e connotazioni (Cass /2011). Tutto ciò premesso, Tizio

11 274 Quesito n. 48 CHIEDE che il giudice dell esecuzione voglia emettere un provvedimento ordinatorio idoneo a eliminare le vedute. Allega il titolo esecutivo notificato e l atto di precetto notificati il Ai fini del contributo unificato dichiara che, lì avv. Formula della procura V. sub Quesito n. 1. Riferimenti normativi e giurisprudenziali (V. amplius SIMONE, Codice Civile Commentato C1, ed. 2014; Codice di Procedura Civile Commentato C2, ed. 2014) In relazione all esecuzione forzata degli obblighi di fare: art c.c.: Profili generali, Poteri del giudice In relazione al provvedimento: art. 612 c.p.c.: Legittimazione, Competenza, Revocabilità del provvedimento, Opere edili

12 Opposizione all esecuzione (art. 615 c.p.c.) Quesito n. 49 Con atto di precetto Tizio intima alla soc. Alfa s.p.a. il pagamento della somma di euro 800,00 in virtù di una sentenza di condanna emessa dal Giudice di pace. La sentenza era già stata notificata alla società, la quale aveva inviato al difensore di Tizio un assegno circolare per la somma di euro 600,00, comprensiva di capitale, interessi maturati fino a quel momento e compensi liquidati in sentenza. Il candidato rediga l atto di opposizione per la soc. Alfa s.p.a. Istituti rilevanti Il processo di esecuzione tende alla attuazione materiale del diritto accertato in sede di cognizione o risultante da un titolo esecutivo stragiudiziale. Il titolo esecutivo giudiziale o stragiudiziale è condizione necessaria (nulla executio sine titulo) e sufficiente per procedere ad esecuzione forzata, dovendo l organo esecutivo limitarsi a dare attuazione al diritto la cui esistenza è documentata in tale titolo senza indagare in ordine alla sua attuale sussistenza (si pensi, ad esempio, all ipotesi in cui il debitore abbia, in un momento successivo alla formazione del titolo esecutivo, estinto l obbligazione). Si suole parlare, al riguardo, di efficacia incondizionata del titolo. Nel titolo esecutivo si esauriscono le condizioni dell azione esecutiva, atteso che possibilità giuridica ed interesse ad agire sono impliciti nel fatto che il diritto è accertato come eseguibile e che la legittimazione ad agire, è anch essa, implicita nella coincidenza tra i soggetti attivo e passivo dell azione esecutiva e coloro che dal titolo esecutivo risultano essere creditore e debitore. Efficacia incondizionata del titolo non significa, naturalmente, impossibilità assoluta di arrestare l esecuzione di un diritto estinto o che, successivamente alla formazione del titolo esecutivo, sia stato giudizialmente riconosciuto come non mai esistito, o, ancora, attuata sulla base di un titolo esecutivo o attraverso atti processuali (o preannunciata da atti) posti in essere in maniera irregolare. Ma significa impossibilità di arrestare l esecuzione forzata, se non facendo valere quelle eventuali discordanze dalla realtà o eventuali irregolarità formali, anziché nel processo esecutivo, in un autonoma sede di cognizione quella, appunto, delle opposizioni che si inserisce in questo come un incidente (MANDRIOLI).

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