Due scommesse per il decollo della previdenza integrativa

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1 SILENZIO/ASSENSO E TFR ALL INPS Due scommesse per il decollo della previdenza integrativa di Giovanni Maggiorano Risorse Umane >> Fondi pensione

2 Sommario Introduzione...3 Tre le ipotesi percorribili...4 La nascita della cultura previdenziale...4 Il metodo contributivo, il taglia pensioni...6 Aziende orfane di un prestito vantaggioso...6 Riforme necessarie...7 Glossario...8 Pagina 2 di 8

3 Introduzione Conto alla rovescia per il decollo delle pensioni integrative. La nuova normativa, che anticipa i tempi d applicazione della riforma della previdenza complementare (Dlgs n. 252/05), è contenuta nella Manovra Finanziaria e nel D.L. n. 279/06 (che dà attuazione alle direttive Covip da applicarsi agli statuti dei fondi pensione). Il meccanismo utilizzato è il medesimo elaborato dal precedente governo, cioè il silenzio/assenso. Il lavoratore, a partire dal 1º gennaio 2007, dovrà decidere se investire la propria liquidazione in un fondo pensione. Il Tfr (Trattamento di fine rapporto) «inoptato», cioè che non sarà investito in un fondo, andrà all Inps nel caso di impresa con più di 49 dipendenti, altrimenti rimarrà nelle casse dell azienda. Pagina 3 di 8

4 TRE LE IPOTESI PERCORRIBILI Da quest anno, dunque, fischio di inizio per il così detto secondo pilastro previdenziale. Si è utilizzata una soluzione «facoltativa», nel senso al lavoratore è lasciata la libertà di decidere. A partire dal 1º gennaio 2007 sarà recapitata una lettera dal datore di lavoro, attraverso la quale esprimere la propria scelta. Nel caso di silenzio, cioè di una mancata risposta, il Tfr sarà automaticamente investito in un fondo pensione. Il tempo per prendere una decisione è fissato in sei mesi (30 giugno 2007). Si possono verificare tre ipotesi: Dipendenti assunti prima del 29 aprile 1993 La manovra finanziaria ha introdotto alcune novità per i lavoratori più anziani. Per questi soggetti rimane la medesima scadenza, il 30 giugno 2007, entro la quale decidere se tenere la liquidazione o destinarla in un fondo pensione. Nel caso il dipendente non abbia già aderito a un fondo integrativo, può stabilire di investire, alternativamente, l intero Tfr; la quota stabilita dagli accordi aziendali, oppure una quota non inferiore al 50% del Tfr maturando. 1) il lavoratore, esplicitamente, prevede di investire la liquidazione in fondo pensione che può essere: un fondo negoziale chiuso, un fondo aperto o, infine, un piano pensionistico offerto, per esempio, da una compagnia di assicurazione; 2) il lavoratore non decide nulla. In questo caso il Tfr finisce al fondo al quale hanno aderito la maggioranza dei dipendenti dell azienda o, in mancanza, in uno speciale fondo Inps da costituirsi; 3) il lavoratore decide di tenere la liquidazione: in questo caso se l impresa ha più di 50 dipendenti finisce all Inps in un fondo destinato a finanziare lo sviluppo delle opere pubbliche. Se l impresa ha meno di 50 dipendenti il Tfr rimane nelle proprie casse. Va precisato che nel caso di conferimento del Tfr all Inps, il lavoratore mantiene, comunque, le garanzie e i diritti, anche di rivalutazione. LA NASCITA DELLA CULTURA PREVIDENZIALE Ci sono le premesse per una reale partenza della previdenza integrativa. Passo quanto mai necessario visto che, entrando a pieno regime il riforma Dini, con la sostituzione del metodo retributivo con quello contributivo, ai futuri pensionati spetteranno trattamenti pensionistici molto bassi. Ma il silenzio/assenso e la soluzione migliore? Sì e no. Pagina 4 di 8

5 Si, perché, culturalmente, nel limbo dell attività lavorativa giovanile o, comunque, non ancora anziana, si presentano in maniera esplicita due concetti: a) la futura pensione sarà esigua; b) si deve trovare una soluzione, ovvero è necessario sacrificare la liquidazione per avere la garanzia di una vecchiaia relativamente serena. No, perché è lasciata libertà di scelta. E se andiamo a guardare le intenzioni attuali di chi lavora, l ora dell integrativa sembra ancora molto lontana. Diversi sondaggi, pubblicati dai maggiori media, indicano che la stragrande maggioranza di chi lavora non intende rinunciare al gruzzolo di fine rapporto. SEI MESI DI TEMPO PER DECIDERE Pagina 5 di 8

6 IL METODO CONTRIBUTIVO, IL TAGLIA PENSIONI Eppure la progressiva entrata a regime della riforma Dini, cha ha sostituito i metodo retributivo con quello contributivo, non lascia aperte soluzioni diverse. In futuro il cosiddetto tasso di rimpiazzo sarà molto basso. Si passerà dall attuale 65/70% a un misero 40/50%. Naturalmente escludendo l investimento del Tfr in un fondo pensione. Dice bene l economista Tito Boeri nell affermare che la discriminante da utilizzare per decidere le sorti del Tfr non dovrebbe essere la dimensione dell impresa, ma l età del lavoratore. La soluzione proposta è semplice: i lavoratori più anziani possono anche tenersi la liquidazione, mentre per i più giovani deve essere incentivato il trasferimento nei fondi. D altro canto è bene sottolineare che le riforme del sistema previdenziale degli anni Novanta hanno un senso solo con il decollo della previdenza complementare. La posta in gioco è veramente alta e porta con se il rischio, se non si interviene in maniera efficace, di avere una schiera di persone con pensioni troppo basse per vivere dignitosamente. Eppure lo stesso legislatore sembra non cogliere l importanza della questione. Prima, colpevolmente, non ha incentivato la nascita di un sistema integrativo adeguato. Poi è arrivato il turno del silenzio/assenso, con tutti i limiti che abbiamo descritto, salvo, in un secondo momento, rinviare la riforma al Ora il nuovo governo, rompendo gli indugi, ha anticipato la partenza del secondo pilastro a gennaio Peccato che questo passo, rilevi un aspetto contraddittorio. Infatti, da un lato si vuole incentivare l investimento del Tfr nei fondi pensioni, dall altro «si spera» che ciò non avvenga in grande stile, visto che la liquidazione «inoptata», finendo nelle casse dell Inps, sarà utilizzata per la realizzazione di nuove infrastrutture. Una profonda contraddizione che è anche un segnale di quanto poco la politica si renda conto dell estrema necessità di fare partire con decisione la previdenza integrativa. AZIENDE ORFANE DI UN PRESTITO VANTAGGIOSO L avvio della riforma previdenziale avrà un prezzo da pagare: la perdita per le aziende di un prestito qual è la liquidazione a tassi d interesse assolutamente vantaggiosi. Per le imprese con più di 50 dipendenti, che sono circa il 30% di quelle operanti nel Paese, il sacrificio sarà totale, perché saranno private anche del Tfr «inoptato» che finirà all Inps. Per le Pmi il sacrificio sarà inversamente proporzionale al numero dei lavoratori che decideranno di investire il Tfr in un fondo. Certo le imprese avranno dei benefici fiscali e si potrebbero prospettare accordi con il sistema bancario per un accesso agevolato al credito. Però l impegno richiesto sarà notevole, anche se è in parte contro bilanciato dal cosiddetto taglio del cuneo fiscale previsto nella Finanziaria. Inoltre l uso di un sistema come il silenzio/assenso nelle Pmi fa sorgere un dubbio. Nel caso di crisi strutturale, l imprenditore avrà interesse a licenziare il lavoratore che lo finanzia oppure quello che ha deciso di trasferire il Tfr nell integrativa? Pagina 6 di 8

7 Durante gli anni Novanta, per esempio, alcune ricerche hanno messo in luce la maggiore probabilità di perdere il posto di lavoro per quei lavoratori che avevano prelevato in anticipo la loro liquidazione. Le misure compensative per le imprese Dal 1º gennaio 2007, è previsto che il datore di lavoro sia esonerato dal versamento del contributo al fondo garanzia Tfr (0,20% oppure 0,40% per i dirigenti industria) nella stessa misura percentuale del Tfr maturando conferito alla previdenza complementare per le azienda con almeno 50 addetti, al nuovo fondo Inps. La riduzione contributiva si aggiunge a quella prevista dal D.L. n. 203/2005, legge n. 248/2005. Il provvedimento, secondo modifiche presenti nel disegno di legge della Finanziaria, prevede una graduale riduzione delle aliquote contributive delle gestioni temporanee Inps con decorrenza 1º gennaio Naturalmente l agevolazione sarà applicabile nella stessa misura percentuale del Tfr maturando conferito alla previdenza complementare e, per le azienda con almeno 50 addetti, al nuovo fondo Inps. Rimane invece confermato l obbligo, per i datori di lavoro, di versare il contributo di solidarietà del 10% (aliquota da applicare sulle somme, a carico datore di lavoro - diverse dal Tfr - versate ai fondi di previdenza complementare). Per le somme che verranno versate a un fondi di previdenza complementare, il datore di lavoro (cosý`come già avviene per l attuale normativa) non avrà più il costo relativo alla rivalutazione. Il D.Lgs. n. 252/2005, prevede, a favore dei datori di lavoro e sempre come misura compensativa per lo smobilizzo del Tfr, una deducibilità dal reddito d impresa nella misura pari al 4% (6% per imprese con meno di 50 addetti) dell ammontare del Tfr annualmente destinato ai fondi pensione o versato al fondo Inps. RIFORME NECESSARIE Sicuramente il passaggio alla previdenza integrativa è necessario, anzi non va esclusa l ipotesi che la scelta diventi in futuro obbligatoria, così come appare sempre più irrinunciabile riaprire il dossier pensioni. Ma tutto ciò avrà un prezzo che sarà pagato sia dai singoli lavoratori sia dalle imprese. Pagina 7 di 8

8 GLOSSARIO Liquidazione La liquidazione o Trattamento di fine rapporto è un credito dei lavoratori verso l impresa. Tramite la liquidazione ogni lavoratore presta alla impresa circa il 7% del proprio reddito. Questo prestito ha una particolarità: il tasso d interesse è fissato dalla legge ed è pari al 1,5% più il 75% dell inflazione dell anno precedente. Ciò si traduce, per l impresa, in un finanziamento assolutamente conveniente, con dei tassi largamente inferiori a quelli applicati dalle banche Tasso di rimpiazzo E la percentuale di salario precedentemente percepito rappresentata del sussidio. E dato dal rapporto tra prima prestazione pensionistica e ultimo salario. INTESA SANPAOLO: arriva il finanziamento TFR per le imprese >> Finanziamento a medio termine a copertura dei nuovi fabbisogni finanziari delle imprese, collegati all'entrata in vigore della riforma del TFR.. Documento reperibile, assieme ad altre monografie, nella sezione Dossier del sito Documento pubblicato su licenza di WKI - Ipsoa Editore Fonte: PMI Il mensile della piccola e media impresa, Ipsoa Editore Copyright: WKI - Ipsoa Editore Pagina 8 di 8

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