Errori di genere. La comunicazione della violenza di genere e la deontologia professionale. Camilla Gaiaschi. Errori di genere

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1 Errori di genere La comunicazione della violenza di genere e la deontologia professionale Camilla Gaiaschi 1

2 Lefonti 1. Relazione Annuale della Casa delle donne per non subire violenza (Bologna). Dal Fonte: stampa. 2. Indagine Eures - Il femminicidio in Italia nell'ultimo decennio. Dimensioni, caratteristiche e profili di rischio. Fonte: stampa e ministero degli Interni. Dal 2012: report dedicato. 3. Dal Ministero dell Interno: dati (trimestrali) sugli omicidi volontari divisi per genere e omicidi di cui famigliari/affettivi. Fonte: polizia di Stato. Istat (indagini sulla violenza di genere): Indagine sulla violenza (fisica e sessuale) contro le donne (anno di riferimento 2006) - campione di 25mila donne Indagine sulle violenze sessuali nell ambito dell indagine multiscopo sulla sicurezza dei cittadini (anni di riferimento: 2008/2009) -interviste telefoniche su un campione di 60mila famiglie. 2

3 La definizione 1. Omicidio di una donna nella sua dimensione di ruolo materiale, culturale e simbolica (Brookman 2005, Eastel 1993, Frye e Wilt 2001, Mouzos 1999, 2001): casistica ampia (esclusa la vittima di criminalità comune) l autore può essere sia maschile che femminile. 2. Uccisione misogina di una donna da parte di un uomo (Radford 1992) o Gender hate crime (Diana Russell) = omicidio di una donna avvenuto per motivi di genere (Russell 2001) ovvero come affermazione del potere maschile, desiderio di controllo, dominio e possesso dell uomo sulla donna, tanto nelle relazioni intime quanto sociali. Sotto questo profilo il movente del femminicidio va ricercato nella relazione di genere nella asimmetria dei rapporti di potere tra uomo e donna (Casa delle donne maltrattate per non subire violenza, 2012, 2013): casistica ampia, l autore èmaschile. 3. Omicidio di una donna assassinata dal partner o dall ex partner (Ellis & DeKeseredy 1997, Grana 2001): casistica ristretta. L autore èil partner. Femminicidio o feminicidio? Alcune autrici distinguono tra il femminicidio (ogni pratica sociale violenta fisicamente o psicologicamente, che attenta all integrità, allo sviluppo psicofisico, alla salute, alla libertào alla vita delle donne, col fine di annientare l identità attraverso l assoggettamento fisico e/o psicologico (Marcela Lagarde)) e il femicidio (le pratiche che portano all uccisione vera e propria). 3

4 Definizioni diverse = Numeri diversi Eures: definizione # 1 a cui vengono aggiunti gli omicidi nell ambito criminale. Comprende le uccisioni per mano di donne (all interno dell ambito famigliare: la compagna, la sorella/sorellastra, madre/matrigna) Casa delle donne maltrattate per non subire violenza di Bologna: a parole le autrici sembrano adottare la definizione #2 (insistono sul conflitto tra i generi) ma i dati non sono così coerenti. E vero che escludono le autrici donne (coerentemente con la definizione che danno di femminicidi) ma dall altra parte inseriscono i motivi economici e lavorativi (meno coerenti). Non è chiaro il ruolo svolto dagli omicidi nell ambito criminale (forse inseriti tra i conoscenti?). 4

5 I numeri 2013 Fonte: Casa delle donne per non subire violenza 5

6 Provenienzadonne uccise (2013) Fonte: Casa delle donne per non subire violenza 6

7 Provenienza autore (2013) Fonte: Casa delle donne per non subire violenza 7

8 Relazione autore-vittima (sintesi) 58% Fonte: Casa delle donne per non subire violenza. Elaborazione: Camilla Gaiaschi 8

9 Andamento movente (2013) 30% 9

10 Sfatiamo i miti Il 67% delle donne sono italiane, il 71% degli autori sono italiani. Il 58% dei femminicidi avviene nel contesto di una relazione intima (attuale o conclusa) Nel 18% dei casi le donne uccise erano in procinto di porre fine alla relazione o l avevano giàfatto o non ricambiavano i sentimenti. I femminicidi avvengono piùspesso al Nord. Nel 47% dei casi il femminicidio si realizza in casa (in calo tuttavia dal 63% dell anno precedente) Fonte: Casa delle donne per non subire violenza 10

11 I dati, oltre la stampa (Eures 2012) Nel contesto familiare èstato compiuto in media il 70.8% dei delitti nei 12 anni presi in considerazione. Eures, Report Femminicidio

12 Relazione autore-vittima Tra i femminicidi familiari, il 66% di chi li commette èpartner o ex partner 12

13 3. I dati del ministero dell Interno Tab. 1. Omicidi volontari commessi in Italia 15 OTT FEB OTT FEB 2014 Omicidi commessi ,64%...di cui con vittime di sesso femminile ,00%...di cui in ambito familiare/affettivo ,84%.di cui con vittime di sesso femminile ,78% 13

14 RealtàVS rappresentazione (Giomi 2010) 1. L identitàdell omicida: Realtà Rappresen_ tazione Giomi, E. (2013) 2006, 152 vittime e la copertura giornalistica nei TG prime time. Se all interno del Gruppo 1 si considerano solo i casi di autori sconosciuti e li si confrontano con il gruppo 2 il rapporto, nella realtà, èdi 1 a 12. Nei media il rapporto èdi 1 a 4: le vittime in relazione intima ricevono 4 servizi in media, quelle da estranei16,6. 14

15 Realtà e rappresentazione (Giomi 2010) 2. La nazionalitàdella vittima e dell autore: Giomi, E. (2013) 15

16 Il racconto del movente Vengono prese in considerazione le 98 vittime in relazione intima. Le espressioni usate dalla stampa: Possesso: dramma o tragedia della gelosia, raptus di gelosia, delitto passionale. Conflittualità: frequenti contrasti o litigi Disperazione: angoscia, compagni di sventura Problemi psichici: delirio depressivo, problemi psichici, manie persecutorie Controllo: delitto passionale. Giomi, E. (2013) 16

17 Due frame utilizzati dai media: 1. Alterizzazione del femminicidio: l estraneo lo straniero il raptus improvviso/la follia. Ovvero: Il femminicidio non abita le nostre case. 2. Banalizzazione / normalizzazione del femminicidio: come amore romantico, tragedia della gelosia. Ovvero: l eccesso di amore, l onore lo giustifica, lo rende normale. 17

18 Non stupiamoci Fino al 1981 il codice penale contemplava il delitto d onore: prevedeva una seria riduzione di pena per l omicida che cagiona la morte del coniuge, della figlia o della sorella, nell'atto in cui ne scopre la illegittima relazione carnale e nello stato d'ira determinato dall'offesa recata all'onor suo o della famiglia. Abrogato con legge 442/1981. Fino al 1996 la violenza carnale era classificata come delitto contro la morale. Abrogata con legge 66/

19 E ora la rassegna stampa! Occhio al sottotesto! 19

20 Da: Il Giorno, 28 Agosto 2011, p. 2 #1 20

21 Camilla Gaiaschi 31Marzo 2014 #2 Da: Il Giorno, 28 Agosto 2011, p. 3 21

22 Nécarnefice névittima Da: 22

23 #3 Da: 23 agosto

24 #4 Da 2 settembre

25 Da: 27 ottobre 2012 Errori di genere #6 25

26 Concludendo Se il femminicidio èun fenomeno sociale e culturale di tipo strutturale, il giornalismo invece lo riduce a: Raptus di follia Raptus di gelosia Devianza Alterizzazione del fenomeno Eccesso di amore Amore romantico 26

27 Che fare? Per combattere la violenza di genere è necessario intervenire làdove si insinuano le sue condizioni di possibilità, e cioè nell incontro tra stereotipi culturali e dinamiche relazionali (Serena Ballista) Il giornalismo può intervenire combattendo gli stereotipi culturali che sono alla base della violenza di genere. 27

28 Qualche dritta Innanzitutto chiamiamo le cose con il loro nome: violenza di genere. Movente 1: evitare le espressioni stereotipate quali delitto passionale o delitto d amore. Evitiamo di ricorrere al dramma della gelosia o dramma passionale. Facciamo attenzione al termine raptus di gelosia. Movente 2: in ogni caso, attenzione a non veicolare l idea di una causa-effetto dove la causa è esterna all omicida e, il piùdelle volte, generata dalla vittima. La gelosia non uccide! Tanto meno l amore! Evitiamo l equiparazione di vittima e carnefice. Laddove verificato, ricordare le eventuali molestie precedenti l omicidio. Eventualmente concludere l articolo ricordando il numero delle vittime da inizio anno e dando informazioni utili per le donne minacciate di violenza. 28

29 GRAZIE! 29

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