AREA 1: AMBIENTE/SALUTE

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2 BIOGRAFIA Gianpiero Zinzi è nato il 15 gennaio 1983 a Caserta, città dove risiede da sempre. Di formazione salesiana, ha compiuto studi classici prima di iscriversi alla facoltà di Giurisprudenza presso la Seconda Università degli Studi di Napoli, dove ha conseguito la laurea con il massimo dei voti. Attualmente svolge la professione di avvocato ed è professore a contratto di Diritto Amministrativo presso il Dipartimento di Architettura Luigi Vanvitelli della Seconda Università degli Studi di Napoli. Nel 2014 ha ricoperto l incarico di visiting professor presso la UBA, Universidad de Buenos Aires (Argentina) - Docente di Diritto Amministrativo all interno del Master in Planificación Urbana y Regional presso la Facultad de Arquitectura, Diseño y Urbanismo e presso la UNLP, Universidad Nacional de La Plata (Argentina) - Docente di Diritto Amministrativo del corso di laurea in Carrera de Especialización en Derecho Administrativo presso la Facultad de Ciencias Jurídicas y Sociales. È autore di 5 pubblicazioni e di una monografia, aventi ad oggetto tematiche appartenenti al campo del Diritto Amministrativo e dell Ambiente. Ha maturato una significativa esperienza nel campo della politica universitaria dando vita, a partire dal 2002, al movimento giovanile dell Udc in provincia di Caserta. Del partito centrista è stato commissario regionale in Campania e coordinatore nazionale della componente giovanile. È stato candidato con l Udc alle Elezioni Politiche del febbraio 2013 nel collegio Campania 2, risultando il primo dei non eletti. È stato uno dei protagonisti della promozione delle politiche giovanile anche attraverso il Forum Nazionale dei Giovani, facendo parte del Direttivo Nazionale e portando avanti numerose campagne a favore del ricambio generazionale e della centralità dei giovani nella vita pubblica del Paese. Al momento ricopre il ruolo di vicecoordinatore regionale di Forza Italia in Campania con delega ai Rapporti con gli enti locali. 1

3 AREA 1: AMBIENTE/SALUTE Per una Sanità davvero competitiva (Ritorno ad una gestione ordinaria del comparto, trasparenza nella gestione, razionalizzazione dei costi e ottimizzazione dei servizi) La spesa sanitaria in Campania supera il 50% di quella totale. I successi della Giunta Caldoro si sono registrati soprattutto in questo campo e concretizzati nella fine del Commissariamento e nella sopravvivenza di un Servizio Sanitario Regionale uscito devastato dal governo di Bassolino. Ma molto resta ancora da fare, soprattutto per rendere davvero competitiva la nostra sanità rispetto alle altre regioni e limitare i viaggi della speranza ai nostri cittadini. La vera priorità deve essere un RITORNO ALLA NORMALITA, ristabilendo l ordinarietà nella gestione di Asl e Aziende ospedaliere, con riguardo a criteri di managerialità e valorizzando le competenze, che devono tornare ad essere il criterio di base nella scelta dei vertici aziendali. Ad esempio, mi farò promotore di una proposta di legge che renda ancora più efficiente il servizio regionale di trasporto neonatale al fine di evitare casi come quello di recente verificatosi in Sicilia. Tale efficientamento passa, in primis, per l ampliamento dei posti in Terapia Intensiva Neonatale e, inoltre, nei periodi di infezione da virus respiratori, occorrerebbero ovunque più posti per lattanti. Le aziende ospedaliere dovranno essere spinte a modificare i propri piani aziendali dotandosi di reparti di terapia semintensiva pediatrica al fine di non sottrarre posti letto per l assistenza al neonato patologico. Mi batterò per la restituzione dei posti-letto scippati alla nostra città: senza di quelli il Nuovo Policlinico non nascerà mai e senza quello non avremo la tanto auspicata riduzione delle liste d attesa con l ottimizzazione delle ore di specialistica ambulatoriale in Provincia. Infine mi batterò per la piena attuazione degli Screening previsti dal protocollo Terra dei fuochi e pretenderò la massima trasparenza sul registro dei tumori aiutando le campagne informative sulla prevenzione. Allo stesso modo chiederò ai vertici sanitari, anche attraverso un apposito disegno di legge, di porre particolare attenzione alle nuove dipendenze quali la ludopatia. Ogni anno la Campania compensa 300 milioni di euro per migrazione sanitaria a Regioni come Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Toscana, che con questo rimborso pareggiano i bilanci. Lotta alla corruzione - Razionalizzazione delle risorse e delle prestazioni - ridistribuzione sul territorio delle strutture sanitarie - Assistenza ai disabili-incremento Telemedicina con particolare riferimento alle aree rurali e montane. Queste le mie proposte nel dettaglio: Trasparenza e lotta alla corruzione tramite pubblicazione online di tutti i bandi di gara degli ultimi 10 anni delle ASR e relative proroghe con adeguata motivazione e firme responsabili; rotazione del personale delle commissioni di valutazione e di aggiudicazione; rotazione degli incarichi di direzione delle strutture sanitarie dirigenziali, in particolare quelle dedicate ad acquisti e gestione personale; ogni acquisto necessita di competenza finanziaria e tecnica con un capitolato che riporti caratteristiche tecniche di alta qualità e miglior costo. inserimento dei farmacisti ospedalieri per il controllo e la revisione della spesa farmaceutica. Attenta valutazione di qualunque forma di prescrizione informatizzata (es. Duf). 2 Reintroduzione di un Agenzia Regionale per la programmazione sociosanitaria Regionale, nonché supporto economico e finanziario alla struttura regionale alle prese con il Piano di Rientro. Una struttura in ogni azienda con professionalità di tipo giuridico-economica, atta a semplificare e a segnalare eventuali sprechi. Nuove modalità e risorse per l integrazione dei sistemi informativi tra ospedali e territorio. Digitalizzazione completa delle prescrizioni, delle prenotazioni e dei referti con creazione di una cartella sanitaria elettronica unica in Regione Campania che sia aggiornabile anche dalle figure professionali presenti sul territorio, comprese le farmacie. La Regione deve avere un registro informatico unico, che deve essere di riferimento strategico nella programmazione degli acquisti e dei servizi. Con i risparmi ottenuti, uscita dal piano di rientro e sblocco del turnover: nuove assunzioni a cominciare dal personale infermieristico. Ridiscutere il protocollo d intesa tra Regione, aziende sanitarie ospedaliere e case di cura private. Fondamentale effettuare verifiche periodiche e certificate sull accreditamento delle strutture sanitarie, compresi il mantenimento dei requisiti richiesti e la regolarità dei contratti del personale operante. Assicurazione del personale ospedaliero; Riqualificazione del ruolo dei policlinici universitari con completamento di quello casertano; Riorganizzazione delle strutture ospedaliere dismesse, tramite una riconversione e ristrutturazione funzionale, mettendo in rete medici di medicina generale (mmg) e pediatri di libera scelta (pls) sulla base dell Accordo Collettivo Nazionale per la Medicina Generale vigente dal 29 luglio 2009, in modo da dare una risposta h24 ai cittadini, sul modello delle AFT/UCCP Supporto all appropriatezza prescrittiva dei mmg e dei medici ospedalieri (a cui deve essere dato direttamente il ricettario SSN) tramite un controllo ospedaliero; obbligo formativo sulla base delle risultanze di detti controlli; Supporto e incentivo alla medicina di iniziativa con controlli periodici degli assistiti dei mmg/pls e valutazioni anche online obbligo di utilizzo sul territorio della stessa cartella clinica elettronica in dotazione agli ospedali o comunque intercomunicabile (risparmio di tempo e di costi); Riorganizzare le strutture distrettuali affinché controllino costantemente la realizzazione effettiva dei percorsi di cura e la spesa. Tale funzione deve essere supportata a livello informatico e di sistema informativo con una banca dati regionale adeguata, per un integrazione e un omogeneità di risposta ai bisogni dei cittadini. Rafforzamento e difesa dell Assistenza Domiciliare ADI, ADO e in generale delle cure domiciliari come umanizzazione della assistenza, anche in caso di fine vita. Potenziamento servizi lungodegenza, country hospital e Hospice. Garantire un sistema efficace in grado di formulare una prima diagnosi e avviare in modo corretto il paziente al centro in cui possa effettuare gli esami diagnostici e terapie salva vita nel rispetto della suddivisione degli ospedali per intensità di cura. Verifica della distribuzione dei mezzi di soccorso a terra ed aerei nel rispetto degli standard previsti dalla Conferenza Stato-Regioni e secondo criteri di densità abitativa, distanze e caratteristiche territoriali. Valutazione sedi elisoccorso. Sistema regionale unico delle aziende integrate tra loro: dagli acquisti, alle manutenzioni, alla contabilità, al personale, al CUP, al Laboratorio Analisi, alla protesica, ecc.. 3

4 Annuario statistico regionale, con i dati sull offerta di servizio ed i posti letto ospedalieri e privati accreditati, Rapporto sull attività di ricovero ospedaliero che utilizza i dati rilevati dalla scheda di dimissione ospedaliera per verificare le ricadute delle linee strategiche settoriali adottate dalla Regione in termini di assistenza erogata. Accesso ai dati rilevati con il certificato di assistenza al parto al fine di valutare l evento nascita ed il miglioramento dell umanizzazione del parto stesso, fornendo importanti indicazioni statistico-epidemiologiche. Accesso ai dati epidemiologici dedotti dalla rilevazione periodica sulle malattie infettive, che consentirebbero di valutare gli interventi in questo settore e la validità delle misure di prevenzione. Stili di vita: azioni coordinate con le scuole contro l obesità ed educazione alimentare e all attività fisica. Lotta al tabagismo e all alcoolismo, alle altre dipendenze da sostanze e al gioco d azzardo. Educazione alla sessualità con la rivitalizzazione dei consultori. Attenzione all anziano per pericoli cadute, depressione, problemi di vista. Collaborazione con famiglie ed associazioni pazienti Alzheimer e con disabilità. Attenzione alle disuguaglianze tra salute fisica e mentale. Potenziare le cure territoriali e la prevenzione del disagio psichico. Le bonifiche produttive (Riconversione delle cave dismesse puntando sulle coltivazioni no food ) Se la questione delle bonifiche è nell agenda di tutti, in attesa dei promessi fondi statali, c è da considerare che qui ci sono moltissime cave dismesse. Senza creare una facilitazione al proprietario per la riconversione di questi siti per fini turistici, ricreativi, sportivi e ambientali, queste diverranno inevitabilmente nuove discariche da bonificare o, nella migliore delle ipotesi, rimarranno delle ferite nel nostro territorio. E allora ogni volta che sento la frase: «prima però bisognerà bonificare» mi viene tristemente da sorridere. I processi di bonifica dei suoli sono estremamente lunghi e costosi, quando poi è necessario intervenire sulle falde gli anni diventano decenni e le tecniche di depurazione talmente costose da rendere impossibile la loro realizzazione. È allora necessario intervenire mentre si bonifica e le coltivazioni no-food sono l ideale per riutilizzare i terreni improduttivi e abbandonati dalle colture agricole: solo in Italia, l Università di Siena ha stimato che vi è una superficie improduttiva di circa Km2, la gran parte in Campania, così come sono numerosi gli impianti abbandonati come zuccherifici o altri impianti adattabili per la produzione di bioetanolo, un biocombustibile ottenuto da fonti rinnovabili quali oli vegetali e grassi animali, analogo al gasolio derivato. Sono dunque da incentivare gli impianti che trasformano questi olii vegetali, attraverso un processo chimico che parte da questi o altri componenti biologici, in Biodiesel, un combustibile ecologico di derivazione naturale. Per la sua produzione vengono utilizzati oli vegetali estratti da alghe, dai semi di colza, di girasole e di soia che danno luogo ad un combustibile di elevata qualità e di basso livello inquinante. Queste coltivazioni, come anche quella del mais, accanto alla canapa (tessile e carta), ai pioppeti e alla canna da zucchero (per le biomasse) sono perfette per riconvertire i nostri terreni anche se la vera occasione di sviluppo per il nostro territorio è rappresentata dalla floricultura e il mio sogno è che il porto di Napoli sia per il Mediterraneo ciò che Rotterdam è per il resto del mondo. La rete di connessione c è e il know-how pure ma servono: sgravi fiscali 4 regionali, una riconversione dei finanziamenti del Ministero dell Ambiente destinati alle bonifiche per la realizzazione di serre e imprenditori coraggiosi, vogliosi di investire. Mi impegno a trovare tutte e tre le condizioni necessarie alla rinascita di Terradeifiori. Completare il ciclo dei rifiuti con impianti moderni e sicuri (mai più discariche e inquinamento ambientale, ma una gestione in linea col resto d Europa) Appare urgente e necessario proseguire l attività di bonifica ambientale del territorio già intrapresa negli ultimi 5 anni dalle amministrazioni che ne avevano la titolarità (Regione Campania e Provincia di Caserta). Va completata con la massima sollecitudine l opera di recupero e riqualificazione ambientale di vaste parti del territorio che in passato sono state utilizzate come veri e propri depositi di rifiuti di ogni genere provenienti, in larga parte, da altre regioni. L attività intrapresa negli ultimi 5 anni da Regione Campania e Provincia di Caserta, tesa a svuotare i numerosi siti di stoccaggio creati ed utilizzati in occasione delle innumerevoli emergenze rifiuti degli anni scorsi, va proseguita. Ancora molti sono gli interventi funzionali a restituire completamente dignità ad un territorio ferito, che troppe pene ha sofferto a causa dell irresponsabilità di alcuni amministratori locali. Senza dubbio il primo passo da compiere per il totale recupero ambientale è quello della realizzazione delle bonifiche. Tuttavia, contestualmente, va approntato un sistema efficiente e moderno di recupero e smaltimento dei rifiuti, da realizzarsi attraverso un impiantistica all avanguardia, che riesca a coniugare l efficienza del ciclo integrato dei rifiuti con il rispetto per l ambiente e la salute dei cittadini. L idea è quella di tirare fuori la Campania dalle sue ricorrenti emergenze, evitando il riproporsi di quelle immagini indecenti dei rifiuti che invadevano le strade della nostra regione, coprendo di vergogna il territorio campano e producendo danni irreparabili al tessuto economico e produttivo. Con forza diciamo mai più a quelle scene terribili. L unico modo per evitare l insorgere di nuovi allarmi e di nuove situazioni emergenziali è quello di realizzare gli impianti che consentano di chiudere il ciclo integrato dei rifiuti, ponendo un argine chiaro e definitivo all apertura di nuove discariche, l unico vero fattore di inquinamento certo dell aria, dei terreni e dell intero ecosistema campano. Bisogna essere chiari: gli impianti, moderni e sicuri, uguali a quelli adottati nel resto d Italia e negli altri Paesi occidentali, sono l unica e vera alternativa alle discariche. Solo in questo modo possiamo tornare ad essere credibili come territorio. Solo risanando un ambiente per troppi anni ferito possiamo rilanciare interi comparti produttivi (in primis quello agroalimentare), che hanno subito dei contraccolpi di immagine tremendi causati dagli scempi ambientali ma anche da campagne di stampa spesso contraddistinte da toni chiaramente speculativi e denigratori nei confronti di una provincia, quella di Caserta, che per gran parte è sana e composta da cittadini seri e laboriosi, capaci di realizzare prodotti di ineguagliabile qualità. 5

5 Spegniamo i fuochi del pregiudizio e salviamo la nostra terra (Rilanciare l immagine del nostro territorio e dare vita ad una seria attività di prevenzione) È innegabile che vi sia un aumento delle malattie tumorali e non c è bisogno di attendere altri studi scientifici per individuare nell inquinamento ambientale la causa principale. Tuttavia è difficile credere alla teoria del sistematico avvelenamento del nostro territorio da parte della criminalità organizzata. Di sicuro l aumento delle neoplasie è tanto incontrovertibile quanto la mancanza di impianti di trattamento dei rifiuti, ma i dati sulla matrice ambientale suolo parlano di una percentuale che si aggira intorno al 3% della sesta provincia della Campania. Terra dei fuochi, quindi, e non poteva essere altrettanto, atteso che la suggestione popolare nasce da una falla del sistema: il mancato completamento del ciclo dei rifiuti e che su questo la criminalità organizzata ha lucrato trasformando cave abusive in discariche abusive. Fondamentale è prevedere un attività di prevenzione a tutto tondo, che vada dalla gestione del ciclo integrato dei rifiuti alla tutela dell agricoltura e dell intero comparto produttivo della regione. Solo la prevenzione può salvare il nostro territorio dai drammi che stiamo vivendo oggi. Punto di partenza per questa attività dovrà essere sicuramente una caratterizzazione dell intero territorio di Terra di Lavoro che possa tranquillizzare la popolazione residente e possa indicare con certezza gli interventi da realizzare e l urgenza degli stessi. Agricoltura: creiamo un polo ortofrutticolo basato sulle eccellenze ( Tornare alla terra non deve essere uno slogan, ma un vero investimento. La nostra terra vanta prodotti di eccellenza unici nel panorama nazionale e non solo) L agricoltura è uno dei punti di forza della nostra economia. Basti pensare che questo settore da solo rappresenta circa il 17% del pil della provincia di Caserta. In un momento di crisi dell industria e di difficoltà crescenti dei diversi settori produttivi, il tornare alla terra non è solo un auspicio ma può rappresentare un importante investimento, una scommessa basata su solide basi, ovvero su una terra di rara fertilità che riesce a dare prodotti dalla qualità unica e inimitabile. Vanno tutelati i prodotti di eccellenza a marchio dop (si pensi alla mozzarella di bufala, ma anche alla mela annurca, al maiale nero casertano, al vino Falerno o alle castagne di Roccamonfina) e vanno realizzate quelle strutture capaci di mettere in pratica concretamente questi processi. In tal senso appare fondamentale pensare all istituzione di un Polo Ortofrutticolo, da allocarsi nella zona di Francolise e che favorisca la valorizzazione, la tutela e la commercializzazione di alcune fra le più importanti specialità della provincia di Caserta: un polo che possa essere competitivo con quello confinante di Fondi dove noi casertani, ormai, ci riforniamo, considerando i prodotti di quel territorio più sani e sicuri. Prevediamo, allora, un rigido protocollo di verifiche da parte delle nostre ASL e delle nostre Università, che possa garantire una certificazione di genuinità, che faccia venir meno la diffidenza e ridia slancio a questo settore che ha reso la nostra regione la Campania felix di antica memoria. 6 Le autorizzazioni ambientali La questione ambientale di Terra di Lavoro non sta solo nella diffusa incuria delle sue risorse naturali, ma anche e, soprattutto, nella carenza di impianti e di attrattori economici. Senza i primi non sarà mai possibile depurare il suolo, le acque e smaltire la produzione di rifiuti, senza i secondi mancherà l interesse a recuperare tanto il paesaggio quanto la qualità della vita. Il DPR 59/2013 ha introdotto un principio di semplificazione amministrativa per le PMI prima soggette a numerose autorizzazioni ambientali settoriali. L Autorizzazione Unica Ambientale ne sostituisce ben sette, ma si può fare di più. Il Decreto, infatti, demandava alle Regioni la possibilità di modificare ulteriormente il neo-procedimento che individuava nelle Province le Autorità Competenti ma, a seguito dei numerosi tagli, è emerso che questi Enti non sono in grado di gestire lo stesso. Presenterò, al riguardo, una Legge che rimandi le competenze sull AUA all Assessorato all Ambiente, gli assegni i funzionari provinciali attualmente in forza agli uffici AUA e assorba, inoltre, le competenze del Genio Civile in materia di cave, polizia mineraria. Chiederò infine con forza di sapere quali siano i risultati ad oggi raggiunti da ARCADIS e da qualsiasi altra Agenzia Regionale o Commissariato, atteso che ad oggi l unica autorità di controllo riconosciuta come autorevole è l ARPAC e che, pertanto, tutte le competenze in materia ambientale possono essere semplificate sull asse Regione (autorizzazione) e ARPAC (controllo). Riformiamo il Servizio Idrico Integrato e riprendiamoci il nostro mare (Abbiamo 50 km di costa: una risorsa eccezionale nonché un formidabile fattore di sviluppo economico) In tema di Servizio Idrico Integrato la Giunta Regionale ha, nel dicembre 2014, reintrodotto gli ATO sotto forma di EIATO ma nel numero e nella forma sbagliati. Il fallimento della Legge 36 in tutta Italia non era insito nella norma ma è stato un fallimento dovuto all assenza dei partiti e alla mancata adeguatezza della classe dirigente locale ma non per questo è riproponibile. Occorre che la gestione sia affidata a un unico Ente Regionale suddiviso in articolazioni territoriali che, come esplicitato dal Decreto Salvaitalia, devono avere come dimensione territoriale quello della provincia; poi ciascuna potrà procedere all aggiornamento del piano d ambito, all affidamento al Gestore e all articolazione tariffaria, ma tutto senza il peso delle assemblee dei Sindaci che si sono rivelate, per i suddetti motivi, l anello debole del sistema. Peccato che fosse necessaria una Legge Regionale che recepisse quella delibera di Giunta e la sua mancata approvazione rappresenta un fatto grave in quanto è una legge fondamentale che manca ormai solo alla Campania. Sebbene qui la popolazione residente servita da reti fognarie arrivi all 80%, solo il 61% dei Comuni è dotato di almeno un impianto di depurazione. Peccato che solo il 65% di questi risultino in esercizio con costi di gestione che sono mediamente 3-6 volte maggiori rispetto a quanto si spende nelle altre regioni. Per quanto riguarda il tema della distribuzione e quello, più scottante, del bilancio idrico, le perdite annue stimate (tra mc distribuiti e mc fatturati) superano i 20 milioni (il 40%) per un mancato introito di circa 8 milioni di euro all anno. Perciò, in attesa di una Legge Regionale di settore, è indispensabile attirare risorse per la bonifica del litorale domizio (circa 50 km di spiaggia larga e in minima erosione) che nel Mediterraneo ha pochissimi pari e che rappresenta uno straordinario giacimento turistico nascosto. 7

6 Per farlo è necessario piazzare qui una bandiera blu ripulendo innanzitutto i corsi d acqua a partire dalle loro foci che vanno però rivitalizzate. La realizzazione del porto turistico e mercantile di Foce Agnena diventa quindi una straordinaria idea per riattivare innanzitutto l offerta interna, che adesso si dirige verso Gaeta e Pozzuoli. Baia Domitia, poi, rappresenta un luogo visionario per concezione urbanistica. Una volta depurato il mare, i casertani se ne riapproprieranno innescando un meccanismo di crescita virtuosa per l intero comparto turistico. La riqualificazione urbanistica (Riappropriamoci della capacità di progettare il futuro. No a microinterventi, ma diamo importanza ad una pianificazione organica) L urbanistica è completamente scomparsa dall agenda politica nazionale ed ogni regione ha le sue leggi in materia ed ogni comune regolamenta a piacer proprio decidendo, ad esempio, cosa entra e cosa no nel calcolo dei volumi urbanistici o quale sia il concetto di periferia. Stefano Boeri, nel suo testo l Anticittà, descrive le periferie come: un arcipelago fatto di degrado, povertà, assenza di servizi e non una cintura. Arrivano ovunque: negli edifici sfitti del centro, nei parchi, nelle fabbriche dismesse. Riappropriarsi della capacità di progettare il futuro significa evitare inutili microinterventi disseminati sul territorio senza alcuna correlazione fra di loro e con il contesto stesso, significa legiferare su una urbanistica partecipata, che risponda a ciò che realmente i cittadini si aspettano da uno strumento di pianificazione che, ancora oggi, viene declinato con una sola domanda: quante case posso fare?. Occorre che la Regione promuova, con detassazioni e sgravi, il recupero degli immobili esistenti prevedendo progetti integrati di ristrutturazione per periferie e zone industriali abbandonate: pensiamo a quanto fatto in tal senso in altri paesi europei, che hanno previsto investimenti per verde pubblico e trasporti consentendo, di fatto, la riduzione di nuove costruzioni che andassero a gravare su territori già appesantiti. L unica eccezione consentita può e deve essere l edilizia popolare che necessita di incremento e sviluppo. 8 AREA 2: SCUOLA / FORMAZIONE SVILUPPO E LAVORO La Scuola (È una delle istituzioni fondamentali per la coesione sociale. Diamo la giusta attenzione all edilizia scolastica e rimotiviamo il corpo docente) La scuola va rilanciata con forza perché, al pari della famiglia, rappresenta l istituzione principale per favorire la coesione sociale ed è necessario farlo con il corpo docente, che deve ritrovare motivazione e importanza. Tenendo conto delle azioni del MIUR regionale, che attua le direttive ministeriali, e che l Ufficio Scolastico Regionale gestisce direttamente (concorsi, esami di Stato, progetti finanziati sia con fondi EU sia strutturali e dispone le sedi e le nomine dei dirigenti scolastici come di tutto il personale della scuola anche attraverso i CSA provinciali) mi domando: Cosa può fare/ proporre un consigliere regionale per la scuola, l università e la ricerca in Campania? Può, ad esempio: sostenere le iniziative delle scuole e delle agenzie formative ma, anche, contribuire alla risoluzione di problemi annosi come quello del trasporto degli studenti universitari e delle scuole superiori sia all interno della provincia sia verso Napoli. Promuovere azioni di riqualificazione dell edilizia scolastica attraverso finanziamenti statali. Proporre percorsi e progetti finanziati dalla Regione finalizzati all implementazione della didattica nelle discipline scelte dalle scuole con particolare attenzione a: agricoltura, manifattura, enogastronomia e turismo; Promuovere sinergie tra Soprintendenze e Poli Museali con le scuole per aumentare l offerta formativa; attivare sinergie con le associazioni e gli osservatori per la Legalità per sostenere progetti nelle scuole; Promuovere la relazione scuola-famiglia attivando, anche, un sostegno per le famiglie che vivono disagi sociali; Porsi all ascolto delle rappresentanze degli studenti universitarie e provinciali per sostenere la risoluzione di problematiche connesse ai trasporti verso Napoli e verso i dipartimenti collocati nella provincia di Caserta; Sperimentare un meccanismo di co-finanziamento degli stipendi degli insegnanti che accettino il tempo pieno, atteso che le paghe degli insegnanti sono tra le più basse d Europa e che è indispensabile aumentare le ore che i ragazzi passano a scuola; Pertanto, in attesa che il Governo centrale introduca dei meccanismi che sostituiscano la logica degli scatti d anzianità con criteri legati al merito, alla produttività e alla capacità di saper costruire generazioni forti, consapevoli nell affrontare le sfide dell età adulta, in Campania dobbiamo creare un modello di scuola a tempo pieno che rappresenti agli adolescenti una sana alternativa alla strada. 9

7 L accesso al lavoro (Ridiamo centralità alla formazione: no a corsi utili a chi li organizza ma a chi vi partecipa. Puntiamo allo sviluppo delle competenze tecniche e artigianali) Esistono centinaia di corsi di formazione professionale che vivono solo per mantenere in vita le organizzazioni che svolgono i corsi medesimi e, quindi, senza nessun beneficio pubblico. Bisogna spostare le risorse da questo ambito verso altri, dove possono produrre benefici reali, in particolare sulle competenze tecniche e artigianali che rappresentano la vera forza del modello produttivo italiano. In sostanza è necessario eliminare la formazione che serve solo ai formatori attivando una rilevazione sistematica del tasso di coerenza tra la formazione impartita e sbocchi occupazionali effettivi, a sei mesi e tre anni dalla fine del corso, e pubblicazione online di questi dati in modo che tutti possano conoscere i risultati del passato recente prima di scegliere cosa fare da grandi. Per gli over-55 occorre consentire l intreccio tra lavoro parziale e pensionamento parziale e va promossa una forte incentivazione economica dell assunzione dei sessantenni. I giovani professionisti e le nuove imprese (Agevoliamo i giovani che hanno voglia di fare impresa, specie quelli che sono alla loro prima esperienza) I giovani professionisti che hanno una partita Iva sanno bene quanto sia difficile tenere i conti in ordine tra fornitori che ritardano nei pagamenti, tasse che vanno invece sempre pagate e una pressione fiscale alle stelle. Se a ciò sommiamo i pagamenti obbligatori pretesi dagli ordini professionali si delinea un quadro in cui quelli che hanno studiato sono quelli a cui il futuro è reso più arduo. Auspicando che il Governo elimini i minimi contributivi fino alla soglia di fatturato di euro annui va aumentata la rateizzazione delle tasse regionali per quei soggetti che non hanno visto saldate più del 50% delle proprie fatture entro l anno solare. La Regione può, la Regione deve stipulare degli accordi con le banche per diminuire i tassi di interesse su prestiti a persone o piccole società che si trovano in questa condizione, anche includendo in modo automatico e obbligatorio un aumento del costo della fattura da incassare per tutti quelli che non se la sono vista pagata entro 6 mesi dalla sua emissione. A corollario, ecco 3 idee forti per società composte da almeno 3 neo-imprenditori fino a 33 anni alla prima esperienza e per i primi 3 anni di attività (3x3x3 fino a 33). I nostri campioni sono dei ragazzi che non hanno mai fatto nulla di simile prima e che non sono, quindi, imprenditori riciclati. Il tutto è a costo zero e con nessun danno per l erario poiché stiamo parlando di nuove attività, mentre quelle precedenti continuerebbero ad assicurare il medesimo gettito fiscale: 1. La detassazione totale degli utili reinvestiti nella società per lo sviluppo economico aziendale comporta che la neo-società avrà agevolazioni giacché gli utili prodotti non saranno soggetti al calcolo delle imposte. Essi, cioè, non pagheranno nulla a condizione che reinvestano nella società stessa acquistando nuove attrezzature per migliorare la produzione dei beni o servizi, acquistando approvvigionamenti di merce per la rivendita. In pratica, tutto l utile che matura dalla società alla fine dell anno rimane in azienda; La detassazione contributiva e retribuiva per le nuove assunzioni fino al 70%, per tutte le nuove assunzioni di under 35, è una fortissima agevolazione e intacca la piaga della disoccupazione giovanile; La riduzione del 40% dei contributi (fissi e in gestione separata INPS) fornisce ai neo imprenditori il tempo di entrare e consolidarsi nel mondo del lavoro prima di caricarsi del pagamento dei contributi. Infrastrutture: poche ma utili (Puntiamo a quelle infrastrutture che possono cambiare il volto del territorio e sono realmente realizzabili: la Caserta-Benevento e il definitivo potenziamento dell interporto Marcianise-Maddaloni) Basta con le chimere irrealizzabili: è importante puntare su poche opere ma realmente strategiche per il territorio della provincia di Caserta. Pensiamo alla realizzazione di una strada a percorrenza veloce che colleghi Caserta a Benevento, risolvendo un problema annoso che è quello dell interconnessione del Casertano col Sannio. Questa nuova arteria, naturalmente, dovrà risultare sostitutiva dell attuale sistema di collegamento tra i due capoluoghi, completamente insufficiente ed inadeguato (e pericoloso per l incolumità dei cittadini-automobilisti) nonché causa di intasamento delle città di Maddaloni e dei Comuni della Valle di Suessola. Altro obiettivo importante, in tal senso, è l accelerazione dell apertura del casello autostradale dell A30 a Maddaloni. Un ulteriore traguardo, questo, che assicurerebbe strategicità logistica al nostro territorio. Sempre sotto il profilo infrastrutturale, non possiamo non fare un riferimento all Interporto Marcianise-Maddaloni, una struttura che deve essere ulteriormente potenziata e che ha delle enormi potenzialità. L Interporto non può che svolgere una vera e propria attività di stoccaggio che lavori per il porto di Napoli, struttura ormai completamente satura. Si tratta di un infrastruttura di enorme importanza per l intero territorio della provincia di Caserta, che deve costituire la vera porta commerciale del Mediterraneo. La famiglia è il caposaldo della nostra società (introduciamo il quoziente familiare regionale e facciamo sì che alcune spese legate all educazione possano essere detratte dalle addizionali regionali) Tutelare la famiglia è un dovere di tutti e introdurre il quoziente familiare regionale significa che, a parità di reddito, pagheranno meno IRPEF quelle con più componenti. Inoltre dovrà essere possibile detrarre dalle addizionali regionali alcune voci di spesa legate all educazione, alla conduzione della casa, all assistenza per gli anziani. Ogni anno dovrebbe essere emanata una lista delle spese specifiche che possono essere detratte dalla dichiarazione dei redditi (i costi delle baby sitter, il latte in polvere, la scuola d inglese, le attività sportive ecc.). In questo modo si creerebbe un conflitto tra chi paga il servizio e chi riceve il compenso che favorirà l emersione del nero. 11

8 Dal timbro al clic (aumentiamo in maniera sensibile il ricorso all e-government. Semplifichiamo la burocrazia nella Pubblica Amministrazione) Un nuovo modello di gestione dei beni culturali (Favoriamo un maggiore coinvolgimento dei privati nella gestione dei beni culturali, sperimentando lo strumento del project-financing) Il grande vantaggio di essere un Paese arretrato, nel campo dell amministrazione pubblica, sta nella possibilità di sfruttare l esperienza dei Paesi più avanzati con tecniche di benchmarking, compiendo in poco tempo il percorso che gli altri hanno compiuto in decenni di sperimentazione e affinamento delle pratiche migliori. La Pubblica Amministrazione italiana è al 25esimo posto (su 34 paesi OCSE) nell e-government e anche in Campania il sistema è tutto frammentato. Si pensi che le grandi multinazionali hanno un solo sistema informatico per decine di paesi. In Campania quasi ogni ASL ha un sistema informatico diverso. Proponiamo: Un Chief Information Officer (CIO) per la Regione, con la creazione di un dipartimento presso l ufficio del Presidente della Giunta con l incarico di gestire e razionalizzare l informatica delle diverse AGC, coordinare l informatica pubblica per digitalizzare i servizi e gestire meglio il welfare, l educazione, la sanità, i trasporti. Inversione dell onere della prova. Per ogni provvedimento, la modalità di trasmissione deve essere la PEC. Diversamente, nella relazione economica di accompagnamento, bisognerà dimostrare che costa meno non farla online. Investire nelle attività culturali e nel turismo non è cosa facile in Italia sia per un atavica diffdenza di fronte al giusto tentativo di evidenziare gli aspetti economici delle attività legate allo sfruttamento della cultura e anche, anzi soprattutto, perché questi timidi tentativi di organizzare le attività culturali sotto forma d impresa, restano solo e sempre collegate alla sfera pubblica. Oggi, nell emergenza della conservazione del patrimonio culturale e del paesaggio, le funzioni di tutela sono purtroppo totalmente esercitate dallo Stato. Per questo, la maggior parte dei musei non ha nessuna autonomia rispetto al Ministero dei Beni Culturali in fatto di dipendenti (numero, compenso, inquadramento), non incassano gli introiti dei biglietti né possono differenziarli: tutto va nel calderone del bilancio statale e questo modello non funziona più. Ad esempio, la direttrice del Museo Egizio di Torino non ha autonomia di decisione sul prezzo del biglietto, sugli orari, sulle mansioni e competenze dei custodi, perché non dipendono da lei. Qualche timida apertura venne fatta con la circolare del Ministro dei Beni Culturali n. 131 dell ottobre 2005, nell intenzione di dare un assetto più certo alle concessioni di servizi. Essa prevedeva gestioni nelle quali ai privati veniva riservato maggior peso per: favorire le concessioni integrate (e non parcellizzate per sito o per servizio); allungare il termine delle concessioni a nove anni; innalzare fino al 30% l aggio sui biglietti (prima fissato nel limite del 15%) riconosciuto ai privati; Ma le Soprintendenze quasi mai hanno dato attuazione a tali intenti e, comunque, non certo in Terra di Lavoro. Noi proponiamo che ciascun sito diventi un unità economica in senso pieno: raccolga gli introiti, crei joint-venture temporanee con i privati, paghi le spese relative alla gestione del bene, sia pure riconoscendo delle royalties alle Soprintendenze per le attività di conservazione e tutela. In provincia di Caserta proponiamo di concentrarci sul Real Sito di Carditello, sui Ponti della Valle e, naturalmente, sulla Reggia di Caserta, sperimentando l unico strumento che garantisce la proficua gestione del bene ed un sicuro ritorno per lo Stato: il project-financing. Esso prevede un promotore con un progetto messo a gara, in una procedura concorrenziale e trasparente, che assume l onere del finanziamento a fronte di una gestione complessiva del bene culturale e la P.A. che conserva proprietà e tutela del bene. È chiaro che l impresa ha tutto l interesse a chiudere un bilancio in attivo ed esempi in tal senso ci sono stati con la cessione per 50 anni di beni del demanio come Villa Tolomei, vicino Firenze, o la Reggia di Venaria Reale, vicino Torino. Si tratta di qualcosa di molto diverso dalla strada della fondazione pubblico-privata applicata per il Museo Egizio, proposta per la Pinacoteca di Brera e per Carditello, perché queste sono sostenute da denaro pubblico o da finanziamenti delle fondazioni bancarie. Si pone perciò il problema dell indipendenza della gestione dalla politica, impossibile se la governance resta in mano pubblica. Benché le condizioni della Reggia di Caserta sia migliore degli altri due, il problema principale del sito vanvitelliano sta proprio nel non riuscire a garantire ai turisti un profilo minimo e standard di qualità, fare marketing territoriale, assicurare comfort e sicurezza, essere al centro di percorsi turistici interessanti, nonostante gli oltre 500 dipendenti. Un modello del genere sostituirebbe la parte pubblica nelle attività di promozione e garantirebbe la creazione di opportunità di lavoro legate alla concreta fruizione dei principali asset artistico-culturali del territorio. AREA 3: BENI CULTURALI / TURISMO MARKETING TERRITORIALE Turismo, turismo e ancora turismo (la nostra regione ha enormi potenzialità in questo campo ma non sempre vengono sfruttate nella maniera migliore). La Campania è una regione ad altissimo interesse turistico al quale, però, non sempre fa seguito una politica del turismo all altezza della situazione. Questo discorso va riferito soprattutto alla provincia di Caserta, il cui flusso di turisti è infinitamente inferiore rispetto al patrimonio artistico-culturale che va a connotare questa bellissima terra. Pensiamo ad un modello completamente nuovo di gestione dei beni artistici e culturali. Un modello sostenibile, che veda il coinvolgimento attivo e diretto dei privati nella direzione dei beni culturali, la cui proprietà, naturalmente, rimarrebbe in mano pubblica. Solo una gestione manageriale di immensi giacimenti culturali ed artistici (su tutti basti pensare ai siti Unesco, ovvero la Reggia di Caserta, il Belvedere di San Leucio e i Ponti della Valle) può determinare un aumento sensibile del numero dei visitatori, attratti da una gestione vitale, dinamica e innovativa dei beni culturali. Va proseguita, poi, la valorizzazione dei numerosi musei di Terra di Lavoro e la loro messa in rete, avvalendosi anche del ruolo delle Pro Loco, autentiche custodi delle tradizioni locali, che con impegno e passione tengono vive la bellezza e l autenticità dei luoghi

9 La sicurezza è la precondizione per il rilancio dell economia (Allarghiamo la rete di controllo del territorio mediante l installazione di nuove telecamere nelle città e implementando le centrali operative, laddove già esistono) La sicurezza è un bene primario per i cittadini, nonché precondizione per qualsiasi forma di sviluppo. Va allargata la rete di controllo del territorio mediante l installazione di nuove telecamere all interno delle città e nei luoghi maggiormente sensibili della provincia di Caserta. Le regioni Puglia, Calabria e Lombardia negli ultimi 5 anni hanno speso, soprattutto grazie ai Fondi Europei destinati alla sicurezza, diversi milioni di euro in tal senso. Anche la Campania ha iniziato questo percorso che, però, è rimasto allo stato embrionale: occorre potenziare i finanziamenti regionali in tal senso soprattutto nei territori più a rischio. Inoltre, bisogna pensare, laddove già esistano, all implementazione delle centrali operative integrate e interforze, che consentano ai vari corpi armati dello Stato di avere un controllo capillare e di poter svolgere al meglio attività di prevenzione del crimine: rendere il territorio meno aggredibile da fattispecie criminose che rappresentano un grave ostacolo allo sviluppo economico, alla civile convivenza, alla qualità e produttività del lavoro e all attrattività dei territori. Tanto è stato già fatto grazie anche al PON Sicurezza per lo sviluppo ma occorre che la Regione incentivi il Governo nazionale a spingere l acceleratore in tal senso, per far diventare la nostra regione un posto dove far crescere bene i nostri figli e far sviluppare le nostre imprese. I finanziamenti europei (perché senza fondi non si programma il futuro) Dopo aver enunciato i miei buoni propositi vi chiederete: Ma questo dove li prende i soldi? e avete ragione, vediamo un po di essere chiari. In una fase come quella attuale, caratterizzata dalla esiguità delle risorse ordinarie destinate a investimenti pubblici, non ci si può esimere dall indicare le fonti di finanziamento degli interventi proposti. È proprio in questo senso che l Europa, spesso additata come causa prima di tutti i mali che affliggono l economia nazionale e quelle regionali, può e deve essere considerata, al contrario, una formidabile opportunità per la nostra economia e per il nostro territorio. E allora diventa cruciale un corretto, tempestivo e realmente efficace utilizzo delle risorse aggiuntive costituite dai fondi europei. Abbiamo vissuto anni bui costellati da mille e più occasioni sprecate, anni in cui ingentissime risorse provenienti da Bruxelles sono state sacrificate sull altare di un utilizzo distorto per progetti inutili, quando non apertamente clientelari. Alla Giunta regionale guidata da Stefano Caldoro va dato atto di aver operato un deciso cambio di rotta rispetto al passato, in particolare per quanto riguarda il tempestivo utilizzo delle risorse; una virata tale da permettere alla Campania di non perdere quote consistenti di finanziamenti per mera inerzia, incapacità o lungaggini burocratiche. In base agli ultimi dati relativi all attuazione del Por-Fesr forniti a gennaio 2015 dal Governo, la Regione Campania risulta prima in Italia per la spesa certificata in valore assoluto, prima per target di certificazione della spesa, prima nel trend tra le Regioni dell Obiettivo Convergenza, seconda per spesa certificata in valore percentuale (vedi tabella allegata). Performance positive sono state ottenute anche nella certificazione della spesa del fondo Fse, che finanzia gli interventi in materia di 14 lavoro e formazione professionale. Ma bisogna allo stesso tempo sottolineare che tutto ciò non basta. Vediamo un po di numeri: gli stanziamenti (in mln di Euro) impegnati e stanziamenti a rischio disimpegno nell Obiettivo Convergenza del Programma nelle regioni italiane nel periodo (Fonte: Elaborazione Eurispes su dati Dipartimento per lo Sviluppo e la coesione economica): Programma operativo regionale (POR) FESR FSE Totale stanziamenti 300,87 113,73 128,95 33,14 429,82 146,87 Calabria 1.499,12 951,94 430,25 173, , ,76 Campania 3.432, ,41 559,00 228, , ,04 Puglia 2.619, ,02 639,60 243, , ,37 Sicilia 3.269, , ,15 454, , ,91 Totale , , , , , ,95 Basilicata Abbiamo speso solo il 37% del totale e allora abbiamo la concreta possibilità di recuperare finanziamenti per far ripartire la Campania e Terra di Lavoro investendo sia sulle infrastrutture sia nei diversi comparti, a partire dall agroalimentare fino o quello turistico. È prioritario, per il bene della regione Campania, cambiare radicalmente l approccio all utilizzo dei fondi europei nella nostra regione. Dalla revisione delle programmazioni in corso su tutti i fondi si libererà almeno un miliardo di euro da destinare ad un primo programma di interventi da realizzare nelle prime cento settimane della legislatura - risorse da destinare in interventi a sostegno delle imprese e del territorio. Potrebbe in questo senso adottarsi un modello di trasformazione economica che, in linea con la guida Smart Specialization Strategy contenuta in Europa 2020, sia in grado di intervenire in modo equilibrato sull intero territorio regionale, valorizzandone i punti d eccellenza e stimolando la promozione del partenariato pubblico-privato, privilegiando la visione territoriale rispetto a quella settoriale atteso che, da punto di vista del PIL Regionale, il territorio regionale è già diversamente aggregato. Ora che finalmente ci si è liberati delle inefficienze ereditate del passato, occorre migliorare sempre di più la qualità delle scelte strategiche e delle iniziative da finanziare. La lezione che abbiamo appreso dal recente passato è che una priorità assoluta diventa il miglioramento della capacità amministrativa (cd Capacity building ) dando continuità alla svolta politica e amministrativa sperimentata in questi anni. Il passo successivo è la responsabilizzazione della politica rispetto ai risultati di spesa e quindi mi batterò per un più efficiente sistema di affidamento dei lavori e delle procedure di appalto, secondo modelli improntati a standard di maggiore semplicità procedurale, trasparenza, 15

10 verificabilità per arrivare ad una buona spesa dei Fondi Quando i Piani operativi regionali, attraverso cui saranno investite le risorse comunitarie (alle quali bisogna aggiungere i cofinanziamenti nazionali), saranno definitivamente approvati, il mio impegno sarà far sì che l intera Terra di Lavoro abbia lo spazio che merita sia dal punto di vista della progettazione degli interventi che in merito all assegnazione delle risorse. I finanziamenti provenienti da Bruxelles (1,1 mld di euro per il Feasr dedicato all agricoltura, 3 mld per il Fesr, quasi 630 milioni per l Fse) possono e devono cambiare in meglio il volto della Campania e di Terra di Lavoro. Per realizzare un inversione di rotta ancora più netta rispetto al passato servono però obiettivi di cambiamento definiti, rilevabili e quantificabili. Occorre utilizzare al meglio gli strumenti approntati dall Ue per la nuova programmazione: come l ITI, per intervenire su un perimetro territoriale definito in funzione di specifici obiettivi da raggiungere, sia che si tratti della valorizzazione di un giacimento turistico ancora da scoprire come la Reggia di Caserta e il suo comprensorio che, ad esempio, di migliorare le relazioni di una città di media dimensione con le aree limitrofe. Bisogna promuovere lo sviluppo dal basso servendosi di strumenti come il Clld (Community led local development), basato sulla progettazione e gestione degli interventi per lo sviluppo da parte di attori locali che si associano in partnership pubblico-privata e affidano un ruolo operativo a un Gruppo di Azione Locale. Sempre per le azioni finalizzate allo sviluppo bisogna perseguire prioritariamente alcuni tra gli obiettivi tematici individuati nell Accordo di partenariato tra Italia e Ue: in particolare, per la Campania e Terra di Lavoro, si tratta di migliorare l accesso alle Tecnologie dell Informazione e della Comunicazione; promuovere la competitività delle piccole e medie imprese, del settore agricolo e del settore della pesca; sviluppare sistemi di trasporto sostenibili; favorire un occupazione di qualità e sostenere la mobilità dei lavoratori, promuovere l inclusione sociale e combattere la povertà e ogni discriminazione. Un capitolo a parte merita poi il Piano di sviluppo rurale Si tratta di una opportunità enorme per un territorio immeritatamente e frettolosamente finito nel calderone mediatico costruito sul tema dei roghi. Ma il Piano costituisce, più in generale, uno straordinario strumento per la valorizzazione e il consolidamento di imprese e prodotti delle aree interne della regione, per la riorganizzazione e innovazione delle filiere produttive, per favorire forme di aggregazione a supporto della competitività del territorio. In linea con le strategie fissate dall Accordo di partenariato, occorre elaborare politiche che riducano la differenziazione a livello territoriale dei sistemi agricoli e agroalimentari, per migliorare le forme di integrazione con il contesto urbano e industriale. Anche in questo caso Caserta e Terra di Lavoro dovranno recitare un ruolo da protagonista nelle dinamiche di sviluppo che quei fondi e quegli interventi innescheranno. Bisogna infine valorizzare il ruolo di animazione e diffusione che la Regione può svolgere nell ambito dei programmi di sostegno specifici gestiti direttamente da Bruxelles, alcuni noti ai più, altri molto meno: penso in particolare a Erasmus Plus (per l Istruzione, la Formazione, la Gioventù e lo Sport ), Cosme (per la competitività delle imprese), Horizon 2020 (il Programma Quadro europeo per la Ricerca e l Innovazione). Gianpiero Zinzi 16

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