SEGRETERIE GENERALI PROVINCIALI DI CATANIA

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1 SEGRETERIE GENERALI PROVINCIALI DI CATANIA Prot. n. 2110/SN-A Catania, lì 02/01/2010 Pres. Franco IONTA Capo del DAP Dott. Emilio DI SOMMA Vice Capo Vicario del DAP Cons. Santi CONSOLO Vice Capo del DAP Cons. Riccardo TURRINI VITA Direttore Generale Esecuzione Penale Esterna DAP Dott. Massimo DE PASCALIS Direttore Generale del Personale DAP Cons. Sebastiano ARDITA Direttore Generale Detenuti DAP Dr. Orazio FARAMO Provveditore Regionale Amm. Penit, per la SICILIA PALERMO COOR.TO REGIONALE SICILIA CGIL- PALERMO CISL-F.P PALERMO UNSA-CONFSAL PALERMO UIL P.A. PENITENZIARI SICILIA BARCELLONA P.G. 1/11

2 COOR.TO NAZIONALE OO.SS. CGIL-FP CISL-FP UIL-PA Penitenziari UNSA-CONFSAL Dr.ssa Patrizia GAROFALO Direttore UEPE CATANIA p.c. Ministro della Giustizia On. ALFANO Ministro per la P.A. e Innovazione On. BRUNETTA S.E. PREFETTO CATANIA Commissione di Garanzia per l attuazione della legge sullo sciopero OO.SS. RdB Presidente del Tribunale di Sorveglianza CATANIA Direzioni Istituti Penitenziari CATANIA P.L. CATANIA BICOCCA CALTAGIRONE GIARRE Direzioni U.E.P.E. ITALIA Consiglio Nazionale Ordine Assistenti Sociali Consiglio Regionale Assistenti Sociali Sicilia PALERMO 2/11 STATO DI AGITAZIONE PERSONALE UFFICIO ESECUZIONE PENALE ESTERNA CATANIA

3 STATO DELLA VERTENZA Con la presente si delineano i contenuti delle assemblee del personale, che da alcuni mesi vengono effettuate sistematicamente, a seguito delle problematiche verificatesi nei rapporti con la Direzione UEPE - Catania. Nel documento, oltre alle tematiche di carattere collettivo, confluiscono, pure, alcune questioni, che, sebbene segnalate da alcuni operatori, rivestono un interesse generale, poiché esse afferiscono ad aspetti non secondari di tipo gestionale e operativo. Da circa due anni, sulla base di forti disagi (che saranno nel dettaglio innanzi trattati) imputabili a criticità dell organizzazione del lavoro, il personale dell UEPE di Catania, tramite anche RSU ed OO.SS., ha chiesto alla Direzione 1. di redigere un nuovo modello organizzativo, basato su un adeguata analisi dei processi di lavoro (in relazione ai criteri valutativi di efficacia-efficienza); 2. di provvedere (valorizzando le risorse umane e tenendo presente il carico di lavoro complessivo afferente alle diverse aree) all assegnazione equa di compiti e incarichi nel rispetto della qualifica di appartenenza di ciascun lavoratore. Per superare le contraddizioni interne, nonché per alleviare la tensione consequenziale al senso di bossing vissuto dal personale sottoposto, si chiedeva che tutto ciò avvenisse sulla base di principi quali: 1) la trasparenza delle pratiche decisionali; 2) l applicazione della normativa contrattuale e delle direttive Dipartimentali; 3) il rispetto di corrette relazioni sindacali con l invio delle informative preventive; 4) il rispetto della professionalità acquisita, ai sensi del DPR 165 del 30 marzo 2001 e dell art del codice civile; 5) l ottimizzare e l uso delle risorse disponibili, secondo criteri di priorità che ponessero al primo posto il mandato istituzionale del Servizio; 6) la reingegnerizzazione dei processi di lavoro; 7) l attenzione al benessere organizzativo e al concreto rischio di burnout (data la specificità di professione d aiuto del Servizio Sociale). Tutto ciò perché si potessero liberare quelle energie dei lavoratori assorbite dalle ridondanze e incongruenze burocratiche (interpretazioni delle normative da parte della Direzione UEPE Catania, del tutto soggettive spesso in netto contrasto con la stessa ratio legis ), e reinvestirle, invece, su obiettivi di qualità, con ricadute sulla soddisfazione dell utenza e della committenza Le OO.SS. nelle varie convocazioni susseguitesi con la Direzione dell UEPE di Catania si sono trovate di fatto: a far fronte a concertazioni stressanti, a concertazioni spesso prive di informativa preventiva, o carente dal punto di vista esplicativo dei criteri e delle modalità proposte, accompagnata da allegati/tabelle numeriche prive di decodificazione, chiaramente intesa all assolvimento di un atto formale e non di un atto sostanziale per la discussione. La frammentazione degli aspetti organizzativi, trattati di volta in volta sulla base delle emergenze del momento, oltre a dare luogo a soluzioni parziali e insufficienti, ha procrastinato sine die la concertazione su un nuovo modello organizzativo, che desse risposte adeguate alle esigenze operative segnalate con carattere di urgenza dagli operatori. 3/11

4 L atteggiamento posto in essere dalla Direzione, formalmente disponibile, ma sostanzialmente elusivo e dilatorio, rispetto alle problematiche espresse dai lavoratori, è stato - nel quotidiano - accompagnato da uno stile direttivo sempre più autoritario, quasiminaccioso-punitivo (soprattutto nei confronti dei lavoratori più esposti, come ad esempio quelli in posizione di distacco), ossessivamente orientato al controllo delle persone fisiche, e arbitrariamente sperequativo tra un operatore e l altro. La situazione così determinatasi è divenuta ormai insostenibile per gli operatori tutti (anche per quelli in qualche modo fidelizzati dalla Direzione), che reclamano una gestione dell ufficio conforme ai dettami normativi e contrattuali, non alterati da interpretazioni soggettive e tendenziose. DISPIACE SEGNALARE CHE AD OGGI LA DIREZIONE DELL UEPE DI CATANIA NON ABBIA ADOTTATO COMPORTAMENTI CONPATIBILI ALLE PROCEDURE DI RAFFREDDAMENTO (si è limitata ad un'unica convocazione con ordine del giorno che ignorava tra l altro gli argomenti motivi di rottura sindacale) e dispiace segnalare che la stessa non abbia mantenuto comportamento rassicuranti per il personale al fine di creare un clima organizzativo confacente al mandato istituzionale. Ciò premesso, di seguito vengono rappresentati alcuni dei punti salienti che hanno portato alla rottura delle relazioni sindacali e alla dichiarazione dello stato di agitazione del personale. ORARIO DI LAVORO E UTILIZZO DELL AGENDA DI SERVIZIO La Direzione, da tempo, ha messo in atto un vero e proprio controllo poliziesco sugli orari di lavoro e sull utilizzo dell agenda di servizio. Detto controllo, di seguito esplicitato nei dettagli, è ritenuto dal personale illegittimo e per nulla conforme alla circolare n.2353/4807 del 31 luglio 1976 e a quanto ribadito dal Direttore Generale dell Esecuzione Penale Esterna, nella sua Lettera n del , quest ultima in riscontro alla nota di comunicazione di vertenza ed interruzione dei rapporti sindacali con l UEPE di Catania. Detta circolare ministeriale (che dispone l annotazione del servizio esterno effettuato giornalmente dall operatore, con specifica dell orario inizio/fine lavoro, nominativo del caso, tipologia di intervento e località di espletamento), definisce l agenda uno strumento tecnico per effettuare, da parte della Direzione una valutazione tecnica dell operato professionale dell Assistente Sociale nell eventualità, fosse necessario, per reindirizzare le priorità operative e armonizzarle con le politiche perseguite in quel momento dal Servizio. Essa è, anche, definita uno strumento amministrativo per la rilevazione dell orario di lavoro effettuato in servizio esterno, nella misura in cui tale orario non venga altrimenti registrato. La nuova modalità di gestione, da parte della Direzione UEPE di Catania, del controllo delle agende di servizio, esprime in modo inequivocabile il paradigma della deriva autoritaria e intimidatoria cui la stessa è approdata: Richiesta di specificare indirizzi e numero civico del luogo degli interventi e tempo impiegato per ciascuno di essi. Conteggio minuzioso delle ore e dei minuti impiegati dall operatore per spostarsi da un luogo all altro; raffronto con i tempi di percorso riportati dalle mappe on-line e, in caso di discordanza, decurtazione delle ore e/o dei minuti di lavoro per il tempo eccedente. Annotazioni, giudizi e richiami a piè pagina, e divieto per l Assistente Sociale di annotare a sua volta le argomentazioni a chiarimento. 4/11

5 Imposizione di annotare in agenda anche gli orari del lavoro espletato in ufficio, ferie, malattie, permessi già autorizzati e registrati tramite il badge. Del tutto assente il confronto con l operatore per la valutazione tecnica dell agito professionale e per l azione di indirizzo sulle scelte operative. Con particolare riferimento agli orari di servizio esterno, il personale denuncia la complessità e la ridondanza della procedura, che consiste nel registrare 6 volte! lo stesso intervento tramite le seguenti azioni: 1 obliterazione del badge elettronico; 2 contemporanea timbratura del cartellino marcatempo nel rilevatore meccanico, del quale (come sarebbe stato opportuno dopo l installazione di quello elettronico) non è stata disposta la soppressione, decisamente in controtendenza rispetto all attuale orientamento verso lo snellimento delle procedure. La doppia timbratura, voluta anche per l orario di lavoro interno, è imposta dalla Direzione principalmente al personale di Servizio Sociale, sperequandolo rispetto al personale delle altre aree. 3 Annotazione a penna sul retro del cartellino cartaceo degli orari di servizio esterno, già trascritti nella propria agenda di servizio, già in gran parte rilevabili dalla doppia timbratura, accompagnati da una dichiarazione a firma dell Assistente Sociale, attestante la veridicità degli orari dichiarati. 4 Registrazione da parte di ogni Assistente Sociale, improrogabilmente entro ogni venerdì, degli interventi programmati per la settimana successiva, completa in ogni suo giorno, sia per le attività all interno dell ufficio che per gli interventi all esterno (questi ultimi comprensivi di nominativi dei casi, indirizzi con via e n.c., località e tipologia di intervento) da annotare su un foglio volante, all interno di un quadratino di circa 4x4 cm (con frequenti e prevedibili sconfinamenti nei quadratini altrui). Detto foglio, nato come strumento autorizzativo delle uscite per il servizio esterno e dell eventuale trattamento di missione (quando ancora tale indennità veniva corrisposta) è diventato uno strumento di controllo, debordante i suoi limiti originari (infatti è imposto l obbligo di annotare anche la previsione del servizio interno e di farlo con una settimana di anticipo), intimidatorio e pessimamente organizzato: l utilizzo di un foglio volante, facilmente asportabile dalla sua allocazione abituale (il tavolo della Direzione), comporta spesso di doverlo reperire, in altre allocazioni o, anche quando il foglio rimane al suo posto, non è infrequente dover aspettare dietro la porta chiusa della Direzione, impegnata in attività riservate e quindi non disturbabile. La Direzione, qualora detta registrazione sia assente o incompleta (ciò può avvenire anche perché alcuni impegni non sono definibili con una settimana di anticipo), il sabato di ogni settimana, controlla il foglio e appone nota a carico dell operatore che ha omesso la registrazione. ALLA DIREZIONE E STATO CHIESTO IL SIGNIFICATO DELLA NOTA, E LA STESSA HA DICHIARATO TRATTARSI DI UN PROMEMORIA PER L OPERATORE. IN REALTA RISULTA CHE DETTA NOTA E STATA USATA ANCHE PER IMPLEMENTARE PROCEDIMENTI DISCIPLINARI. 5 Registrazione del servizio esterno in agenda di servizio, con specifica dell orario, del nominativo, dell indirizzo, della località, e del tipo di intervento. 6 Registrazione del servizio esterno (con specifica dell orario per i casi in EPE) e del relativo esito nel diario degli interventi agli atti del fascicolo dell utente. Per quanto sopra rappresentato si denuncia: 1) la difficoltà degli operatori, obbligati ad numero eccessivo di passaggi per la registrazione, a garantirne la correttezza, nei quali non si possono escludere errori di trascrizione, poiché quest ultima avviene necessariamente in tempi differenti. 5/11

6 2) il controllo comparato tra agenda, foglio di programmazione settimanale, cartellino marcatempo cartaceo e badge elettronico (effettuato dal capo area di servizio sociale e dal collaboratore amministrativo) perché ridondante e opprimente psicologicamente, per l ansia che ingenera negli operatori in ordine alla perfetta corrispondenza di tutte le registrazioni; 3) il sequestro di fatto dell agenda di alcune Assistenti Sociali, che la Direzione trattiene per molti giorni per effettuare detto controllo 4) l apposizione su di essa di note da parte della Direzione, contenenti sia l invito (legittimo) a completare le registrazioni, sia giudizi e richiami, che dovrebbero essere espressi in altra sede, possibilmente dando al lavoratore la possibilità del contraddittorio; 5) i richiami formalizzati sulla stessa da parte della Direzione, diretti a vietare all operatore redarguito, di annotare sull agenda le proprie ragioni in risposta alle note della Direzione; disconoscendo in tal modo il diritto al contradditorio. SI CHIEDE PERTANTO LO SNELLIMENTO DELLA PROCEDURA RELATIVA ALLA REGISTRAZIONE DEGLI ORARI DI LAVORO, IL RIPRISTINO DELLE MODALITA PREVISTE DALLA CIRCOLARE MINISTERIALE SULL USO DELL AGENDA DI SERVIZIO. BUONI PASTO Il buono pasto all UEPE di Catania non è riconosciuto a tutti coloro che effettuano l articolazione oraria delle 7.12 ore giornaliere, come previsto dal CCNL. In una concertazione, ormai datata nel tempo, la Direzione, in cambio della concessione di tale articolazione oraria, aveva posto la pregiudiziale che avrebbe assegnato solo 2 buonipasto al giorno, da corrispondere solo a chi, di volta in volta, avrebbe provveduto alla chiusura dell ufficio. Detta concertazione si ritiene viziata da clausola vessatoria per i seguenti motivi: - crea disparità di trattamento tra il personale che effettua l orario di lavoro di 7.12; - non ben strutturato, ai lavoratori della fascia ex A, il compito di chiusura dell ufficio; - non consente la fruizione di un orario flessibile, con possibilità di recupero in giornata, agli operatori che chiudono l ufficio, essendo la chiusura prevista improrogabilmente per le ore 15.30, a pena di richiami scritti (si veda la nota della Direzione ad un operatore di turno per la chiusura). Riguardo ai buoni pasto, inoltre, si sono verificate altre situazioni di illegittima mancata corresponsione. La Direzione, dopo l emanazione di un OdS (senza alcuna concertazione sindacale) ove disponeva solo l obbligo (ovvio) della timbratura della pausa pranzo, non ha esplicitato formalmente nello stesso OdS la attribuzione della mezz ora di pausa, la contemporanea detrazione dall orario di lavoro per coloro che hanno dimenticato la timbratura della pausa (o in uscita o in entrata) e non la erogazione del buono pasto. Ancora, nei casi in cui la pausa viene fruita durante il Servizio Esterno, l attribuzione del buono pasto avverrebbe a discrezione del Direttore. Detta procedura è stata applicata, anche nei confronti di chi era nelle condizioni di dimostrare che aveva dimenticato di timbrare perché non era neanche uscito dall ufficio. Si evidenzia, inoltre, che l ufficio di Catania è costituito da 42 unità e la Direzione ad oggi non ha provveduto a destinare un locale per la pausa. SI CHIEDE IL RIPRISTINO DELLA PROCEDURA CONTRATTUALE IN MATERIA DI BUONI PASTO E L ANNULLAMENTO DELLE DISPOSIZIONI EMANATE DALLA DIREZIONE UEPE-CATANIA, NON CONFORMI AI DETTATI DI LEGGE E CONTRATTUALI. PROTOCOLLO 6/11

7 All UEPE di Catania il servizio protocollo della segreteria amministrativa non prevede di fornire in tempi reali al dipendente che consegna la documentazione da protocollare il relativo numero di protocollo; ogni documento da protocollare passa al vaglio della Direzione, che decide sull opportunità della sua registrazione e/o di convocare l interessato per valutare l opportunità, a seconda del contenuto, da protocollare. Si rileva che, in base a detta procedura (certo informale), gli operatori non hanno possibilità di fare rimostranze senza che la Direzione adotti un comportamento di controllo sui contenuti, che spesso sfocia in un comportamento pressante sull operatore interessato. SI CHIEDE L APPLICAZIONE DELLA NORMATIVA IN MATERIA DI ATTI AMMINISTRATIVI E AI SENSI DELLA LEGGE SULLA TRASPARENZA. DAY HOSPITAL Diversi operatori, per mesi, sono stati in contrasto con la Direzione in relazione all applicazione delle norme sul conteggio dei giorni di malattia in regime di day hospital, della durata di due settimane consecutive (da lunedì a venerdì), ritenendo la Direzione doversi considerare come giorni di malattia anche il sabato (che nei casi specifici era giornata di riposo compensativo) e la domenica, con relativo invio di visita fiscale. La tensione si è attenuata a seguito dell intervento sindacale, per cui la Direzione, costretta a porre un quesito al Provveditorato, ha dovuto restituire al personale i giorni decurtati. SPEREQUAZIONE DI TRATTAMENTO TRA I DIPENDENTI Si è verificata disparità di trattamento tra alcuni dipendenti, che, a motivo di documentate patologie, hanno richiesto alla Direzione delle agevolazioni organizzative, in modo da poter continuare a svolgere il loro lavoro in condizioni compatibili con lo stato di salute. La Direzione ha arbitrariamente deciso chi agevolare. Disparità, inoltre, è stata riscontrata e denunciata dagli operatori nella distribuzione dei casi tra gli Ass. Sociali dello stesso distretto circa le tipologie dei casi assegnati; disparità, ancora, si è rilevata circa le note apposte dalla Direzione sui fascicoli (nel corso di controllo tecnico effettuato in assenza dell operatore incaricato) in circostanze simili tra operatori diversi. Ulteriore disparità è stata adottata dalla direzione nella destinazione dei fondi economici relativi all orario di lavoro straordinario effettuato dai lavoratori: la Direzione, senza preventiva concertazione locale e violando ogni normativa in materia, ha arbitrariamente assegnato i relativi fondi solo a due unità. SI CHIEDE IL RIPRISTINO DELL EQUITA DI TRATTAMENTO DEI DIPENDENTI in applicazione delle relative normative e in applicazione degli enunciati della deontologia professionale. CIO E ASSOLUTAMENTE NECESSARIO IN QUANTO L ATTUALE GESTIONE E IL CONSEGUENTE CLIMA ORGANIZZATIVO NON HA ESCLUSO L INNESTO DI INTERVENTI NEGATIVI TRASVERSALI. DISPOSIZIONI INTERNE FRAMMENTATE SU MATERIE GIA REGOLAMENTATE (CCNL-COMPARTI MINISTERI, CIRCOLAREP.DFP , GDAP DEL , ECC.) FERIE, PERMESSI, MALATTIA, RECUPERO/COMPENSO ORE, STRAORDINARIO. 7/11

8 Detta normativa primaria è reinterpretata dalla Direzione sempre in forma restrittiva e integrata con disposizioni interne che ne alterano il contenuto. Tali disposizioni sono impartite a più riprese, sotto forma di ordini di servizio, (frequente l assenza di un accordo sindacale), comunicazioni, avvisi (gli ultimi due molto frequenti), in maniera talmente frammentata e incongruente da disorientare il lavoratore. I lavoratori spesso si trovano di fronte a paradossi nell applicazione della norma; si vedano, per esempio a tal proposito, le note di richieste, post malattia, di certificazioni mediche, notificate ad alcuni operatori con avviso, nella stessa nota, di procedimenti disciplinari in caso di mancato adempimento a quanto richiesto nei tempi stabiliti La RSU, ha richiesto alla Direzione (ad oggi senza alcun riscontro) di fornire tutti i provvedimenti interni emanati da cinque anni a questa parte, al fine di proporre, eventualmente, il riordino di tutte le disposizioni. SI CHIEDE, IN MATERIA L ANNULLAMENTO DI OGNI DISPOSIZIONE INTERNA NON OGGETTIVAMENTE CONFORME ALLE FONTI LEGISLATIVE PRIMARIE E IL RISPRISTINO DELL APPLICAZIONE DEL CONTRATTO E DELLE CIRCOLARI ESPLICATIVE DEL DIPARTIMENTO E DELLA F.P. DINIEGO DI INTERPELLI INTERNI, NOMINE CAPI AREA, INCARICHI E FORMAZIONE La Direzione, già da qualche anno, in assenza delle figure professionali ex C3, ha effettuate, sulla base della graduatoria di ruolo del personale, le nomine dei capi area. La procedura della loro designazione è regolamentata da disposizioni ministeriali e provveditoriali (es. n Lettera Circolare PU-GDAP-40D-03 n del ; Lettera Circolare PRAP Sicilia n.p s/iii del e PRAP Sicilia n.p S/III del ). SI CHIEDE L APPLICAZIONE TRASPARENTE DI DETTE DISPOSIZIONI. Quanto all assegnazione del personale ai progetti e alla formazione, la Direzione, in caso di disponibilità eccedenti, laddove non siano già a monte prestabiliti criteri e requisiti, adotta criteri non concordati con le OO.SS. e ritenuti del tutto non trasparenti. Si verificata, ad oggi, un inaccettabile disparità di trattamento che vede alcuni operatori inseriti in più progetti e/o in più corsi di formazione e personale privo di incarichi. SI CHIEDE LA TRASPARENZA DEI CRITERI DI ASSEGNAZIONE E L ATTUAZIONE DEL CRITERIO DI TURNAZIONE, AL FINE DI ASSICURARE EQUITA NEL TRATTAMENTO DEL PERSONALE. APPLICAZIONE CIRCOLARI OPERATIVE Sul clima organizzativo degli uffici della P.A. sono state emanate svariate disposizioni, sia da parte del Dipartimento sia da parte della F.P., (per esempio la lettera circolare della GDAP del pag. 3, ulteriormente divulgata dal Provveditorato Regione Sicilia il n. p ) e gli operatori, che avvertono con forza l esigenza di affrontare radicalmente tale argomento (in considerazione della sfiducia dimostrata dalla Direzione nei loro confronti, ad es. controllo poliziesco agende, diari degli interventi, impossibilità di far valere nei confronti della Direzione le istanze professionali, ecc..), più volte hanno richiesto che la Direzione si adoperasse in tal senso. Ad oggi non si è avuto alcun riscontro. 8/11

9 Stessa cosa i lavoratori hanno chiesto alla Direzione per quanto attiene le circolari tecnico-operative (es. DGEPE n del , DGEPE n dell , DGEPE n del del , DGEPE n del , GDAP n del ecc..,) al fine di permettere un confronto giuridico e un analisi delle modalità di attuazione delle nuove prassi nel contesto operativo dell UEPE di Catania. La richiesta è stata disattesa, non ravvisando la Direzione l opportunità di un approfondimento giuridico e di un confronto, per i risvolti applicativi, con la Magistratura di Sorveglianza, con la quale spesso si verificano, in relazione ai soggetti in esecuzione penale esterna, varie difficoltà nell adottare un linguaggio operativo condiviso. Si denuncia: la prevalenza dell aspetto burocratico-amministrativo e autoreferenziale della Direzione (es. progetti o attività con scarsissima o nulla ricaduta sull utenza, sulla crescita della professionalità, sul miglioramento dei processi di lavoro) che rifiuta, pregiudizialmente, gli orientamenti della grande maggioranza delle Assistenti Sociali,. L autorità perseguita dalla Direzione, che frequentemente lede la sfera dell autonomia professionale dell Assistente Sociale (es. delegittima la scelta degli interventi espletati dall operatore sui casi, apponendo note sui fascicoli, spesso in sede di controllo tecnico effettuato in assenza dell Ass. Soc. incaricata del caso), l assenza del dialogo tecnico professionale e il non rispetto dei principi basilari della deontologia e della comunicazione professionale (trasforma il confronto tecnico in una relazione asimmetrica del tipo allievo/maestro che lede la dignità dell operatore, anche con commenti personali devi ancora crescere, devi ancora fare la gavetta, certo sai tutto tu ; se non stai bene in questo ufficio potresti andartene ecc). L assoggettamento dei diritti e doveri del personale più alle decisioni della Direzione che alle leggi dello Stato. I lavoratori, paradossalmente, debbono sforzarsi di mantenere saldo il proprio senso di appartenenza ad un ufficio della Pubblica Amministrazione, a fronte del vissuto quotidiano che li induce a pensare di appartenere ad un ufficio privato, in cui il potere si concentra nell unica figura del Direttore. Il procurato stato di black-out informativo in cui vengono, spessissimo, tenuti i lavoratori dell UEPE di Catania, che li induce ad apprezzare come non mai il servizio intranet messo a disposizione dal Dipartimento. ATTIVITA SINDACALE Quanto alle concertazioni all UEPE di Catania questo documento è già esplicativo delle procedure e dei contenuti adottati dalla Direzione. Per le OO.SS e la RSU è rilevante, inoltre, ritenere del tutto inopportuno sindacalmente che la posta sindacale, intestata ai lavoratori, non venga loro, immediatamente, resa pubblica appena trasmessa all UEPE, invece di attendere che la Direzione la vagli, decida la sua affissione (si veda nota apposta su ogni comunicazione sindacale in bacheca) e ordinare la notifica alla RSU, quando ad essa intestata. Ad oggi non è stata istituita la stanza sindacale. E INEVITABILE SEGNALARE CHE LA DIREZIONE NON ESITA AD ADOTTARE COMPORTAMENTI ALQUANTO DISCUTIBILI NEI CONFRONTI DI MOLTI OPERATORI CHE RICOPRONO INCARICHI SINDACALI (INTERNI OD ESTERNI). SI CHIEDE IL RIPRISTINO DELL APPLICAZIONE DELLE REGOLE IN MATERIA DI ATTIVITA SINDACALE. CODICE DISCIPLINARE 9/11

10 Si denuncia la grave pressione psicologica che è stata messa in atto dalla Direzione a seguito di una lettera sottoposta alla firma dei lavoratori, invitati a dichiarare (falsamente) la regolarità dell affissione del codice disciplinare. Detta lettera è stata sottoposta al personale a seguito di rigetto di un procedimento disciplinare da parte del Collegio Arbitrale di disciplina per mancata affissione del codice! Si rileva che la Direzione in detta materia ha disatteso - già a monte una sequela di disposizioni del D.lgs 30 marzo 2001, n 165 pubblicato nella G.U 9 maggio 2001 n. 106 S.O., all art. 54 c. 7 e la recente nota circolare UPPA n. 41/08. CONTEGGIO ORARIO DI TRAGITTO PER IL SERVIZIO ESTERNO La Direzione ha stabilito, senza alcun accordo sindacale, e sulla base della sfiducia negli operatori, che il tragitto del servizio esterno è conteggiato secondo i riferimenti delle mappe Michelin, senza considerare eventuali contrattempi e problemi vari di locomozione su strada, in cui si può trovare un operatore. Si ritiene ciò arbitrario, limitativo e ostativo per l espletamento sereno del servizio esterno da parte degli operatori, che dichiarano la loro assoluta diligenza nell espletare detto servizio e la veridicità di quanto registrano circa l orario di lavoro esterno. SI CHIEDE L ABBROGAZIONE DI DETTA DISPOSIZIONE E IL RICONOSCIMENTO DELLA VALIDITA DELLE DICHIARAZIONI DEGLI OPERATORI SUGLI ORARI DEL SERVIZIO ESTERNO EFFETTUATO. PER QUANTO SOPRA DENUNCIATO, IL PERSONALE, LE OO.SS E LA RSU DELL UEPE DI CATANIA, CONFERMANO IL PROSEGUIMENTO DELLO STATO DI AGITAZIONE, COSÌ STRUTTURATO: 10/11 1) Effettuazione dei compiti istituzionali (indagini, esecuzioni, segretariato). 2) Partecipazione alle attività di formazione, solo con il criterio della rotazione. Si diffida la Direzione ad assegnare incarichi con ordini di servizio, che alla luce dello stato di agitazione assumono, per il personale e le OO.SS. e la RSU, carattere di intimidazione. 3) Astensione dalla partecipazione a progetti, incontri, riunioni ed ogni altra attività integrativa promossa dalla Direzione, fatta eccezione per quelle di iniziativa Provveditoriale, alle quali il personale parteciperà su base volontaria e con il criterio della turnazione. 4) Assemblee sindacali a scadenza sistematica. 5) Si riterranno inapplicabili tutti gli ordini di servizio emanati dalla Direzione senza la concertazione locale. 6) Si applicheranno in materia di malattia, ferie, permessi solo le normative primarie e le circolari ministeriali. 7) Si segnalerà agli Organi Superiori, alle OO.SS., a tutti gli Uepe di Italia, agli organi di stampa, a cadenza settimanale, qualsiasi evento o atto emesso dalla Direzione, non compatibile con lo stato di agitazione dell ufficio, con le procedure di raffreddamento (delibera n. 03/162 del 3 dicembre 2003: la commissione di garanzia dell attuazione della legge sullo sciopero dei Servizi Pubblici Essenziali ha precisato che

11 le parti sono tenute all espletamento delle procedure, anche nelle ipotesi in cui il conflitto di lavoro insorga in relazione a questioni riguardanti un singolo lavoratore.) e con le esigenze operative dei lavoratori, che potrebbero rendere ancora più difficile la vivibilità all interno dell ufficio, la relazione tra gli operatori e tra questi ultimi e la direzione; 8) Volantinaggio attestante la difficile situazione dei lavoratori dell UEPE di Catania. 9) Il personale declina ogni responsabilità civile, penale e disciplinare, qualora la Direzione perseveri nell emanare ordini di servizio, o dia ordini informali durante lo stato di agitazione. Detto stato di agitazione, così strutturato, si protrarrà fino all esito dell incontro con il Provveditore, stabilito per giorno , da cui ci si auspica che possano essere concordate idonee soluzioni per la risoluzione delle suddette problematiche Firmato Firmato Firmato Firmato Firmato A. Priolo L. Maugeri A. Algozzino A. Ferrara M. Zappalà S. Trinullo 11/11

LE PARTI PREMESSO CHE

LE PARTI PREMESSO CHE AZIENDA UNITA SANITARIA LOCALE DI MODENA ACCORDO RELATIVO ALLA REGOLAMENTAZIONE DELL ORARIO DI SERVIZIO, DELL ORARIO DI LAVORO E RELATIVA ARTICOLAZIONE DEL PERSONALE DELL AREA COMPARTO Il giorno 28 marzo

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