U.E.P.E. Ufficio Esecuzione Penale Esterna Bologna

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "U.E.P.E. Ufficio Esecuzione Penale Esterna Bologna"

Transcript

1 Ministero della Giustizia Dipartimento dell Amministrazione Penitenziaria Provveditorato Regionale dell Amministrazione Penitenziaria dell Emilia Romagna U.E.P.E. Ufficio Esecuzione Penale Esterna Bologna L U.E.P.E. DI BOLOGNA È COMPETENTE PER I SOGGETTI RESIDENTI E/O DOMICILIATI NEI TERRITORI DELLE PROVINCE DI BOLOGNA FERRARA FORLÌ-CESENA Febbraio MEGIR^E *IVVEVE 4EVQE 6IKKMS )QMPME 1SHIRE &SPSKRE 6EZIRRE *SVPv 6MQMRM

2 L U.E.P.E. (Ufficio di Esecuzione Penale Esterna, ex Centro di Servizio Sociale per Adulti) è stato istituito con la legge di riforma penitenziaria n. 354 del È un ufficio periferico del Ministero della Giustizia, Dipartimento Amministrazione Penitenziaria, e si occupa di persone che devono scontare una condanna penale. Su richiesta della Autorità giudiziaria,degli Istituti Penitenziari o di altri UEPE del territorio nazionale, svolge indagini di servizio sociale per conoscere la realtà personale, famigliare, lavorativa delle persone sottoposte ad una condanna o a misure di sicurezza. Si tratta di dati utili per decidere sull applicazione delle misure alternative alla detenzione, o sulle misure restrittive della libertà, o sul programma di trattamento. Incontrando con regolarità gli utenti sia in Ufficio, sia sul posto di lavoro, sia in famiglia, e quando richiesto in Istituto, gli operatori dell U.E.P.E. (finora Assistenti Sociali) seguono l esecuzione della pena sia detentiva che non. Realizzano interventi di aiuto e controllo in modo che la pena sia calibrata sulle esigenze della persona. Costruiscono collegamenti con altri servizi del territorio. Le finalità del servizio sono: sostenere la persona durante l espiazione della pena dentro e/o fuori dal Carcere o in misura di sicurezza (misure applicate a persone che hanno scontato la pena, ma che sono ancora ritenute pericolose socialmente); verificare che l esecuzione della pena si svolga secondo le regole stabilite dall Autorità Giudiziaria; stimolare la persona ad essere più consapevole dei suoi doveri e diritti di cittadino; favorire il reinserimento nella società di coloro che hanno commesso reati in modo da limitare la possibilità di recidiva; contribuire a migliorare la sicurezza sociale. Il personale è composto da un dirigente, da tre responsabili delle aree in cui l Ufficio è organizzato (area di servizio sociale, area amministrativa ed area contabile), da tre coordinatori di zona (Bologna, Ferrara, Forlì-Cesena), da ventiquattro assistenti sociali, tre esperti (psicologi), cinque collaboratori amministrativi, un contabile, e due unità di polizia penitenziaria. Il compito dell U.E.P.E. è svolto nel rispetto di quanto previsto dalla Costituzione: le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato (art. 27).

3 I NOSTRI INTERLOCUTORI Provveditorato Regionale A.P. Formazione professionale Terzo settore Servizi ASL Provincia, Regione Servizi comunali Altri U.E.P.E. Autorità giudiziaria Magistratura di Sorveglianza Utenti Volontariato U.E.P.E. Forze dell ordine Istituti Penitenziari Famiglie Coop. sociali Avvocati Fornitori Magistratura contabile Comunità di recupero Datori di lavoro Sindacati L orbita più interna individua gli interlocutori decisivi per realizzare il doppio mandato dell U.E.P.E.: contribuire alla sicurezza sociale e aiutare le persone sottoposte ad una condanna penale a reinserirsi. Le altre due orbite individuano soggetti con i quali l Ufficio collabora. La maggiore vicinanza al centro del disegno indica semplicemente la maggiore frequenza di rapporti. L U.E.P.E. collabora soprattutto: con i suoi utenti e le loro famiglie; con i Magistrati di sorveglianza, che chiedono informazioni e valutazioni all Ufficio; con gli Istituti penitenziari (in particolare con le Case Circondariali di Bologna, di Ferrara e di Forlì) per il trattamento dei detenuti o internati; con le Forze dell ordine, per il controllo del corretto svolgimento dell esecuzione penale; con altri servizi del territorio, con esponenti del privato sociale e con volontari per realizzare progetti di reinserimento sociale e lavorativo dei condannati; con altri U.E.P.E. per collaborare al trattamento di persone residenti in altri territori. 1

4 COSA FACCIAMO E PER CHI L U.E.P.E. lavora con persone in situazioni diverse: Persone con condanna definitiva ma con pena sospesa, in attesa dell udienza che deciderà sulle misure alternative che hanno richiesto La persona e i famigliari vengono contattati dall Ufficio per colloqui con l assistente sociale e in certi casi con lo psicologo. L U.E.P.E. ha necessità di acquisire alcuni documenti (certificato penale, sentenza, certificati anagrafici, documentazione relativa al lavoro...) e di verificare le informazioni acquisite. L U.E.P.E. completa la raccolta delle informazioni contattando anche altri servizi ed enti del territorio se coinvolti nella gestione del caso. Un documento finale viene inviato al Tribunale di sorveglianza, contribuendo alla decisione sulla misura alternativa richiesta. Persone affidate in prova al servizio sociale anche in relazione allo stato di tossicodipendenza Le persone in queste condizioni devono rispettare le prescrizioni assegnate dal Magistrato (orari, impegni di lavoro, limiti negli spostamenti, obbligo di sottoporsi a programmi terapeutici...). Nei confronti di queste persone l U.E.P.E. interviene con colloqui periodici, verifiche dell attività lavorativa, rapporti con gli altri servizi coinvolti per facilitare la corretta esecuzione della pena. La violazione delle prescrizioni può comportare la sospensione della misura alternativa da parte del Magistrato di sorveglianza e l accompagnamento all Istituto penitenziario più vicino. Sulle violazioni delle prescrizioni e sull'andamento della misura alternativa sino a tale momento, l'u.e.p.e. può essere chiamato a relazionare al Magistrato di Sorveglianza possibilmente dopo opportuno contatto con l'affidato, prima della decisione sulla sospensione cautelativa del beneficio, e/o al Tribunale di sorveglianza per l'udienza di revoca dell'affidamento. Entro trenta giorni il Tribunale di sorveglianza deve decidere se revocare la misura o farla riprendere. In caso di revoca della misura il 2

5 Tribunale dovrà indicare se sussiste un periodo di pena da considerarsi utilmente espiato (ad esempio dall'inizio dell'affidamento sino alla data di violazione delle prescrizioni) tenuto conto di quanto positivamente o negativamente relazionato dallo U.E.P.E., in ordine all'andamento della misura alternativa. Detenuti semiliberi, che lavorano e vivono all esterno ma passano la notte in carcere L Istituto penitenziario a cui la persona è assegnata, predispone il programma di trattamento di cui mantiene la titolarità e la responsabilità. L U.E.P.E. verifica che la persona svolga il lavoro secondo il programma di trattamento approvato dal Magistrato di sorveglianza; vigila sul corretto svolgimento della misura aiutando la persona ad affrontare e superare le difficoltà sia nell ambiente di lavoro sia nelle relazioni famigliari e sociali. Il datore di lavoro è sempre a conoscenza della posizione giuridica della persona e sottoscrive il programma di trattamento predisposto dall Istituto penitenziario. Periodicamente, l assistente sociale riferisce sull andamento della misura alla direzione del carcere, solitamente in sede di riunione di équipe. Detenuti ammessi al lavoro all'esterno art. 21 che lavorano o svolgono attività all'esterno, ma passano il resto del tempo in carcere Quando è richiesto dalla Direzione dell'istituto penitenziario titolare dell'esecuzione, l U.E.P.E. effettua per queste persone interventi diretti a verificare che il lavoro si svolga nel pieno rispetto dei diritti e della dignità. 3

6 Detenuti domiciliari I detenuti domiciliari scontano la pena presso il proprio domicilio o presso una struttura sanitaria o di accoglienza. Anche queste persone devono rispettare le prescrizioni dell ordinanza emessa dal Tribunale di sorveglianza: obblighi di cura, orari, limiti negli spostamenti, impegni di lavoro. Il Tribunale di sorveglianza inoltre determina gli interventi di servizio sociale che l U.E.P.E. deve svolgere. Il primo contatto con la persona avviene tramite una lettera di invito a rivolgersi all Ufficio. In caso di necessità, per gli eventuali bisogni rilevati (casa, sussidi, salute, ecc.) l'u.e.p.e. mette in contatto la persona con gli altri servizi del territorio, competenti per domicilio e residenza (casa, sussidi, assistenza domiciliare, lavoro...). L assistente sociale riferisce al Magistrato sulla situazione della persona, per permettere una valutazione del caso e l'eventuale modifica delle prescrizioni. Detenuti con condanna definitiva, oppure internati in ospedale psichiatrico giudiziario o in case di lavoro o in case di cura e custodia, per cui si chiede all U.E.P.E. una consulenza In favore dei detenuti con condanna definitiva e degli internati, l U.E.P.E. viene attivato per partecipare alla conoscenza della persona e per elaborare un programma di trattamento utile alla sua riabilitazione sociale. Per raccogliere le informazioni necessarie, l assistente sociale incaricato del caso interpella la famiglia, i servizi e gli operatori che si occupano della persona, se necessario incontrandola nella struttura penitenziaria. Questi interventi confluiscono in un documento finale inviato all Istituto penitenziario per contribuire a definire il programma di trattamento e per consentire la compiuta elaborazione della relazione di sintesi o di osservazione concernente il detenuto, richiesta dal Tribunale o dal Magistrato di sorveglianza all'équipe penitenziaria per l'eventuale applicazione di misure alternative o di permessi premio. In carcere si tengono periodicamente équipe a cui l'assistente sociale dell'u.e.p.e. partecipa regolarmente. 4

7 Liberi vigilati Nel corso dell'esecuzione della misura di sicurezza l U.E.P.E. svolge nei confronti di queste persone compiti di sostegno e di assistenza. Se richiesto dal Magistrato di sorveglianza per l'applicazione la proroga o la revoca della Misura di sicurezza effettua un' indagine di servizio sociale che si conclude con un documento scritto utile alla valutazione della pericolosità sociale del soggetto. L Ufficio interpella anche gli altri servizi coinvolti. Detenuti che chiedono un permesso premio oppure semiliberi o internati in licenza Se la licenza o il permesso richiesti prevedono la permanenza della persona sul territorio di competenza, anche l U.E.P.E., se richiesto dalla Direzione dell'istituto o dal Magistrato di Sorveglianza, verifica la disponibilità e l idoneità dei famigliari o di coloro presso cui la persona chiede di recarsi. I risultati della verifica confluiscono in una relazione scritta. Se il permesso o la licenza si realizzano nel territorio dell U.E.P.E., l Ufficio deve verificare l andamento del beneficio; se invece è richiesto per un territorio diverso, l Ufficio attiva l U.E.P.E. competente. Persone seguite nel periodo postpenitenziario Persone che hanno terminato di scontare la pena o la misura di sicurezza possono ricevere dall U.E.PE. un particolare aiuto, per un congruo periodo dopo la fine della pena. L U.E.P.E. in questi casi può, per esempio, sostenere ed aiutare le persone nel rivolgersi ai servizi del territorio perché questi prendano in considerazione le loro richieste. Persone che chiedono la L Ufficio fornisce consulenza e sostegno alle persone che si trovano in condizioni economiche disagiate e che chiedono perciò di non pagare il debito economico 5

8 remissione del debito relativo alle spese di giustizia e al mantenimento in carcere. In merito a tale richiesta l U.E.P.E. risponde al Magistrato di Sorveglianza con una relazione scritta, accompagnata dai documenti che attestano la situazione economica della persona. Il Magistrato decide se rimettere o meno il debito. Persone che chiedono l estinzione della pena pecuniaria a seguito di esito positivo dell'affidamento in prova al servizio sociale Se la sentenza di condanna prevede anche una pena pecuniaria e la persona si trova in condizioni economiche disagiate, può chiederne l estinzione. Al termine della misura alternativa l Ufficio scrive una relazione, corredata dalla dichiarazione I.S.E.E. (indicatore di situazione economica equivalente ) nonché ogni utile elemento acquisito nel corso dell'esecuzione della misura alternativa, sul tenore di vita dell'affidato e la invia al Tribunale di Sorveglianza, che decide in merito. Persone per le quali il Magistrato di Sorveglianza deve valutare la pericolosità sociale ai fini dell'applicazione delle misure di sicurezza Quando il Magistrato deve decidere se confermare o meno una misura di sicurezza, (libertà vigilata, espulsione, internamento in Ospedale psichiatrico Giudiziario o in Casa di Cura e Custodia), chiede all U.E.P.E. una relazione e l Ufficio interpella, oltre all interessato e alla sua famiglia, anche gli altri servizi ed organi istituzionali coinvolti. Per i liberi vigilati l U.E.P.E. svolge compiti di sostegno e di assistenza. 6

9 DIRITTI E DOVERI DEGLI UTENTI Diritti Essere accolti come cittadini e come persone, senza pregiudizi sulla condizione famigliare, nazionale, di sesso, di religione o sul tipo di reato per il quale si è stati condannati Essere informati Contribuire a definire i progetti educativi e socializzanti Ricevere le prestazioni professionali previste dal mandato, nei tempi necessari a realizzarle Veder rispettata la propria privacy Inoltrare eventuali reclami e ricevere risposta Esempi di cose che si fanno per rispettare i diritti degli utenti Gli operatori dell Ufficio si relazionano con rispetto e professionalità nei confronti di qualunque persona, indipendentemente da condizione sociale e personale senza pregiudizi sulla condizione famigliare, nazionale, di sesso, di religione o sul tipo di reato per il quale si è stati condannati Durante i colloqui gli utenti vengono informati in modo semplice e chiaro sul percorso e i tempi degli interventi che li riguardano; gli utenti vengono informati sulle opportunità e i diritti previsti dalle leggi, anche quando riguardano altri servizi L assistente sociale ascolta le esigenze che le persone manifestano e quando è possibile le traduce in proposte concrete di intervento tenendo conto dei vincoli stabiliti dalla legge; le persone possono chiedere, motivando, che si ridefinisca il progetto che le riguarda L Ufficio informa le persone sui tempi necessari a realizzare ogni azione e si impegna a rispettarli; l eventuale assenza dell operatore di riferimento viene sostituita con un servizio di segretariato I colloqui sono riservati e gli operatori dell Ufficio rispettano rigorosamente il segreto professionale Qualunque utente, se pensa che l U.E.P.E. non abbia rispettato i suoi diritti, può scrivere una lettera di reclamo al dirigente, che risponde per iscritto entro 30 giorni 7

10 Doveri Esempi di comportamenti degli utenti che realizzano i loro doveri Rispettare il personale dell Ufficio e il lavoro che svolge Rispettare l orario di apertura, presentarsi agli appuntamenti vestiti in modo decoroso, puliti, sobri; rispettare gli spazi di lavoro e le esigenze di chi li frequenta; essere chiari e veritieri; non pretendere che siano soddisfatte richieste che non rientrano nelle competenze dell Ufficio Riconoscersi corresponsabili del buon esito del rapporto con l Ufficio Non chiedere agli operatori di scrivere una bella relazione per il Magistrato, ma fornire gli elementi per cui sia possibile scrivere una bella relazione Rispettare gli accordi presi con l Ufficio Presentarsi puntuali agli appuntamenti, fornire i documenti richiesti; non cercare di strumentalizzare il lavoro degli operatori Attenersi a tutte le prescrizioni previste dalle leggi, dai regolamenti, dai provvedimenti della Autorità giudiziaria Dare la stessa importanza a tutte le prescrizioni stabilite dall autorità Giudiziaria, che vanno rispettate 8

11 COME LAVORIAMO E COSA GARANTIAMO Le attività che l U.E.P.E. svolge per gli utenti o insieme a loro sono varie. Ecco le principali. Apertura e cura del fascicolo personale Le richieste di consulenza che provengono dal carcere o le richieste di indagini che provengono dalla Magistratura o da altri U.E.P.E. danno origine all apertura di un fascicolo per ogni persona. Il fascicolo è ordinato cronologicamente o per argomento (con sotto-fascicoli); ogni fascicolo comprende sempre un indice-diario aggiornato; completo in quanto comprende non solo tutti i documenti emessi dagli organi competenti, ma anche le registrazioni dei colloqui e degli interventi messi in atto, che consentono di avere una visione complessiva del caso; reperibile in quanto è custodito dall assistente sociale incaricata di trattare il caso; quando il caso si chiude il fascicolo è custodito nell'archivio dell'ufficio. L Ufficio è responsabile della protezione dei dati sensibili e della tutela della privacy degli utenti. Interventi individualizzati Ogni intervento ha queste caratteristiche: è attuato sulla base di disposizioni normative (leggi e regolamenti o prescrizioni); ha obiettivi concreti e chiari, che vengono stabiliti a partire dalla situazione della persona; è frutto anche di una interazione con la persona interessata; se cambiano le condizioni e le esigenze della persona si possono proporre modifiche all intervento; si compiono regolarmente verifiche su come l intervento procede. Colloqui Il colloquio è uno strumento molto importante e molto usato nel lavoro con gli utenti. Durante una indagine di servizio sociale quando cioè si raccolgono per la Magistratura le informazioni su un utente quest ultimo viene incontrato almeno due volte dall assistente sociale dell U.E.P.E.; ulteriori colloqui sono possibili a seconda delle esigenze. Il tempo medio di una indagine è di tre mesi. Durante una misura alternativa, i contatti tra l assistente sociale e l utente avvengono almeno ogni quindici giorni. I colloqui si svolgono: dopo aver esaminato i documenti raccolti; 9

12 con un atteggiamento di ascolto, rispetto e attenzione; in un tempo sufficiente (mediamente un ora); chiarendo sempre gli obiettivi; senza giudicare le persone; raccogliendo tutte le informazioni utili; compilando il diario degli interventi dopo il colloquio, in modo da conservarne memoria. Visite domiciliari Durante una indagine di servizio sociale, l assistente sociale compie almeno una visita domiciliare presso l'utente e la sua famiglia. La visita domiciliare si svolge in un giorno e in un ora concordati con gli interessati; in un tempo adeguato per l'espletamento degli interventi necessari (circa un ora); chiarendo sempre gli obiettivi; con un atteggiamento di ascolto, rispetto e attenzione. Verifiche lavorative Sia durante le indagini di servizio sociale sia per valutare l andamento delle misure alternative, l U.E.P.E. compie verifiche sugli impegni di lavoro degli utenti. Fa parte delle verifiche lavorative una raccolta preliminare di documenti (visura camerale, contratto di lavoro, buste paga...). Per il resto le verifiche lavorative si svolgono in modo diverso a seconda dell obiettivo da realizzare. Se una persona condannata è in stato di libertà, la verifica lavorativa serve a raccogliere elementi sull attività che svolge. Il datore di lavoro o i colleghi possono non sapere che l interessato deve scontare una pena. Si procede perciò con particolare riservatezza. Se una persona è in stato detentivo, la verifica lavorativa serve per valutare la concretezza e idoneità delle opportunità lavorative, ai fini della concessione di eventuali misure alternative e del corretto svolgimento della pena. In questo caso il datore di lavoro sa qual è la posizione giuridica della persona. La verifica lavorativa dell affidato o del semilibero serve a controllare l effettivo svolgimento dell attività, a monitorare l impegno e il livello di inserimento nel lavoro, ad affrontare eventuali problemi; l assistente sociale può compiere visite sul luogo di lavoro anche senza preavviso. 10

13 Relazioni per la Magistratura L U.E.P.E. deve inviare alla Magistratura relazioni scritte sugli utenti di cui si occupa. In particolare, per rispondere alle richieste del Magistrato, le relazioni che l U.E.P.E. scrive al termine di una indagine di servizio sociale contengono sempre questi punti: la storia del soggetto e la ricostruzione del contesto in cui è stato compiuto il reato; i punti di forza e di debolezza della persona nei vari ambiti della sua vita: sfera personale, vita famigliare, abitazione, lavoro, studio, situazione sanitaria, relazioni sociali, rapporti con le istituzioni, atteggiamento nei confronti del reato e disponibilità a riparare a quanto si è fatto; una valutazione complessiva; un ipotesi di progetto individuale; L Ufficio si impegna a far pervenire al Magistrato la relazione nei termini richiesti. Contatti con altri servizi e organi L U.E.P.E. mantiene per gli utenti in carico rapporti anche per iscritto con i servizi del territorio e con le Forze dell ordine. Per casi di particolare complessità vi sono incontri periodici di valutazione, cui partecipano tutti gli operatori che si occupano della persona. L U.E.P.E. segnala, all AUSL e ai servizi sociali comunali, utenti in situazioni di bisogno per l erogazione di sussidi, l attivazione di borse-lavoro, interventi sociali di diversa natura, (es. per rispondere ad emergenze abitative, per trattamenti sanitari, ecc). La metodologia utilizzata è il lavoro di rete. Trasmissione di dati L Ufficio inserisce nel più breve tempo possibile nel Sistema di Indagine Interforze (S.D.I.) i dati relativi all inizio, alle modificazioni e al termine di ogni affidamento in prova, in modo che le Forze dell ordine siano informate dell esecuzione in corso e delle prescrizioni imposte dal Magistrato alla persona e possano effettuare gli interventi di vigilanza che competono loro. Continuità del trattamento Se l operatore incaricato di un caso è assente, la continuità del trattamento è assicurata da altri operatori: se l assenza è breve, gli interventi vengono effettuati dagli assistenti sociali incaricati del servizio accoglienza; se l assenza è prolungata il caso viene assegnato ad altro operatore. 11

14 SE NON SI È SODDISFATTI OSSERVAZIONI, SUGGERIMENTI, RECLAMI Cosa fare se non si è soddisfatti del servizio? A chi è possibile rivolgersi? Viene data una risposta? In che modo le segnalazioni vengono prese in considerazione? Ogni persona che sia entrata in contatto con le attività dell U.E.P.E. e che non fosse pienamente soddisfatta riguardo ai servizi ed agli interventi offerti e non è soddisfatto delle prime spiegazioni ottenute dagli operatori dell Ufficio, con cui parla e che lo ascoltano, può avanzare segnalazioni o suggerimenti riguardo agli aspetti critici, ed anche sporgere reclamo, se ritiene che si sia verificato un mancato rispetto degli impegni previsti dalla presente carta dei servizi. Capita qualche volta che alcuni protestino per fatti che non sono responsabilità dell Ufficio. In questi casi il personale indirizza l utente all organo competente. Reclami, segnalazioni e suggerimenti possono essere presentati inviando alla direzione: in forma scritta, con modulo predisposto e reperibile presso la sede U.E.P.E.. La lettera di segnalazione o di reclamo può essere inviata: all indirizzo: U.E.P.E. Via Cairoli Bologna al fax alla il modulo può, infine, essere imbucato nella cassetta posta in sala di aspetto. Chi ha esposto il reclamo o suggerimento riceverà una risposta scritta al massimo entro 30 giorni dalla presentazione della segnalazione. Le osservazioni ed i reclami, qualunque sia la forma nella quale vengono presentati, verranno considerati con attenzione ed utilizzati per accrescere la qualità dell offerta. Di fronte alla segnalazione, il responsabile dell U.E.P.E. si accerta riguardo alla situazione segnalata e adotta i provvedimenti che giudica adatti a migliorare il servizio. 12

15 IL PERSONALE E LA SUA FORMAZIONE All interno dell U.E.P.E. di Bologna - Forlì - Ferrara alla data del novembre 2007 operano 43 persone: 1 dirigente 1 capo area dell'area di esecuzione penale esterna 1 capo area dell area segreteria e affari generali 1 capo area dell area contabile 24 assistenti sociali. 3 coordinatori di zona 3 psicologi con incarico di collaborazione 1 collaboratore con funzioni di centralinista 1 collaboratore con funzioni di filtro e accoglienza 2 collaboratori con funzioni di segreteria tecnica 1 contabile assegnata all area contabile 3 collaboratori dell area amministrativa 1 componente del Corpo di Polizia Penitenziaria che assolve a compiti di autista, di inserimento dati nello SDI (Servizio Dati Interforze), di addetto alla segreteria dell Area dell Esecuzione Penale Esterna, di addetto al ricevimento del pubblico negli orari stabiliti, ecc.. Il dirigente, i responsabili delle Sedi di Servizio, i responsabili di Area ed il personale di servizio sociale sono in possesso di un diploma di laurea. Circa il 40% del personale di servizio sociale, nel corso dell attività lavorativa, ha conseguito altri titoli di studio oltre al diploma di laurea non richiesti dal ruolo ricoperto. L Amministrazione penitenziaria, autonomamente o avvalendosi di agenzie di formazione esterne, promuove frequenti corsi di formazione e di aggiornamento per tutto il personale. 13

16 QUATTRO STORIE Carlo è un tossicodipendente, ha compiuto un reato, è stato condannato ma non è detenuto. Ha presentato al Tribunale di sorveglianza un istanza per una misura alternativa alla detenzione. Il Tribunale fissa un udienza per decidere sulla misura alternativa e incarica l U.E.P.E.di svolgere una indagine sulla situazione personale e famigliare di Carlo. L assistente sociale incontra lui, i suoi famigliari, l eventuale datore di lavoro, i servizi sociali e alla fine scrive per il Tribunale una relazione corredata dal programma terapeutico del SERT (Servizio tossicodipendenze). Il Tribunale di sorveglianza decide in questo caso che Carlo sia affidato in prova all U.E.P.E. e che debba seguire il programma terapeutico con il SERT. Carlo ora ha certi obblighi: per esempio deve rispettare gli orari prescritti, attenersi al programma terapeutico, mantenere regolarmente i contatti con l assistente sociale dell U.E.P.E. la quale periodicamente invia al Magistrato relazioni su come stanno andando le cose. Carlo rispetta tutte le prescrizioni per tutta la durata della pena che deve scontare. Al termine l assistente sociale redige una relazione conclusiva, il Magistrato di sorveglianza la trasmette al Tribunale, che fissa un udienza in cui stabilisce l esito della prova. Poiché tutto nel caso di Carlo è andato bene, la pena viene considerata estinta. Michele è un detenuto. L U.E.P.E., che collabora con il carcere viene interpellato per effettuare una indagine socio-famigliare e lavorativa su Michele, che ha maturato il diritto di chiedere una misura alternativa. Svolta l indagine, l U.E.P.E. invia una relazione al carcere, che fissa una équipe in cui si raccolgono gli elementi da trasmettere al Tribunale di sorveglianza. Michele viene affidato in prova dal Tribunale all U.E.P.E.. Ma non rispetta le prescrizioni che gli sono state imposte, anzi commette un reato. Così torna in carcere, il Tribunale di sorveglianza decide di revocare l affidamento e il periodo che Michele ha passato in affidamento non gli viene conteggiato come pena espiata. Per tre anni Michele non potrà più chiedere misure alternative alla detenzione. Vera è straniera, ha dei figli piccoli, deve scontare una pena e il Tribunale di sorveglianza le ha concesso di scontarla in detenzione domiciliare: Vera vive in un campo nomadi e non potrà uscire dal campo. L U.E.P.E. scrive a Vera una lettera in cui la informa che può rivolgersi al servizio in caso di necessità. Vera in effetti si rivolge all Ufficio per ottenere un aiuto economico; l assistente sociale le chiarisce che l U.E.P.E. non distribuisce sussidi, ma segnala la sua situazione ai servizi sociali del Comune in cui si trova il campo nomadi e sostiene Vera nel trovare l aiuto di cui ha bisogno. Ahmed è semilibero: sconta la pena passando la notte in carcere e la giornata sul posto di lavoro. Anche se non ha mai avuto un regolare permesso di soggiorno rimarrà in Italia finché avrà terminato di scontare la sua pena. Su richiesta del carcere, l U.E.P.E. verifica il comportamento di Ahmed sul lavoro: cioè controlla che lavori regolarmente e con impegno e che rispetti le regole del suo impiego. L U.E.P.E. verifica anche tramite la Questura se Ahmed abbia la possibilità di ottenere un permesso di soggiorno a fine pena; altrimenti, scontata la pena, Ahmed sarà espulso dal territorio italiano. Periodicamente l assistente sociale dell U.E.P.E. invia alla direzione del carcere relazioni sull andamento della semilibertà. 14

17 PERCHÉ QUESTO DOCUMENTO La Carta dei servizi è uno strumento per migliorare la qualità dell offerta. Favorisce l innovazione della cultura organizzativa e orienta a rendere conto dei risultati di ciò che si fa. La qualità di un servizio ha a che fare con la soddisfazione di chi lo riceve e di chi lo eroga. Per l U.E.P.E. ciò significa che bisogna tenere conto delle aspettative di diversi soggetti: l Autorità giudiziaria con cui l Ufficio collabora e che si aspetta servizi efficienti; la comunità civile che si aspetta una crescita della sicurezza e percorsi positivi di risocializzazione; gli utenti che possono essere aiutati a reinserirsi positivamente nella società; i colleghi di altri servizi o enti con cui collaboriamo, che si aspettano competenza e capacità; gli operatori stessi che investono professionalmente nel loro lavoro. Questa Carta dei servizi rappresenta un impegno preso con gli interlocutori dell U.E.P.E., che possono misurare ciò che l Ufficio fa anche con il metro di quanto esso dichiara di garantire. Ci auguriamo di contribuire con questa Carta non solo a diffondere una migliore conoscenza di ciò che siamo, di cosa facciamo, di come operiamo, ma a far fiorire le collaborazioni con altri servizi del territorio e con tutti coloro insieme ai quali siamo chiamati a realizzare i nostri compiti. COME È STATO REALIZZATO Formazione Questa prima edizione della Carta dei Servizi è stata realizzata attraverso sei incontri di formazione svolti tra settembre e ottobre 2006 ed ha visto la partecipazione per l U.E.P.E. di Bologna di Susanna Carboni, Stefania Chiappe, Maria Grazia Cozzolipoli, Marisa Dermes, Monica Gardi, Rosamaria Gatto, Giovanna La Greca, Giuseppina Miglio, Noemi Passaro, Michele Santonastaso, per la Sede di servizio di Ravenna di Grazia Lombardi, Claudia Metri e per la Sede di servizio di Rimini Antonio Salatino, Silvana Sciotto, Giuseppa Valenza. La funzione di tutor d'aula è stata svolta da Laura Furlotti. La formazione per l acquisizione dei contenuti riguardanti la scrittura della Carta è stata curata da Sergio Quaglia Pares (Milano) Scrittura collettiva Presso il Provveditorato Regionale dell Amministrazione Penitenziaria di Bologna per l elaborazione di un documento cui guardare per la redazione delle Linee Guida per la qualità e delle Carte di Servizio, si sono svolti otto incontri di un gruppo di lavoro composto da Stefania De Micheli, Anna Ludovico, Leda Marchi, Mariapia Marconi, Francesca Mele, Patrizia Tarozzi, Maria Paola Schiaffelli, Stefani Milvia. La facilitazione del lavoro di gruppo è stata curata da Emilio Vergani. Presso l U.E.P.E. di Bologna per la scrittura della Carta, tra febbraio e maggio 2007 si sono svolti sei incontri che hanno visto la partecipazione per l U.E.P.E. di Bologna di Stefania Chiappe, Maria Grazia Cozzoli Poli, Marisa Dermes, Monica Gardi, Rosa Maria Gatto, Giovanna La Greca, Giuseppina Miglio, Noemi Passaro, Michele Santonastaso per la sede di Servizio di Ravenna, Grazia Lombardi, Claudia Metri, per la sede di servizio di 15

18 Rimini Antonio Salatino, Silvana Sciotto, Giuseppa Valenza. La funzione di tutor d'aula è stata svolta da Anna Ludovico. Un incontro di confronto sul lavoro svolto è stato effettuato con il dirigente dell Ufficio dott.ssa Mariagrazia. Cinquetti La facilitazione del lavoro di gruppo è stata curata da Andrea Bortolotti Pares (Milano) Consultazione degli interlocutori prima della pubblicazione La prima edizione delle Carte dei Servizi è stata sottoposta a diversi interlocutori : 1) 30 utenti dell U.E.P.E. di Bologna mediante questionari somministrati dall'assistente sociale Milvia Stefani e dalla volontaria del servizio civile Alessia Serrao 2) sei interviste a rappresentanti regionali significativi realizzate da Graziano Maino 3)un focus group di consultazione al quale hanno partecipato circa 30 interlocutori esterni, istituzionali e non, appartenenti a territori di Bologna, Ferrara e Forlì e 4) un focus group con figure professionali interne all'u.e.p.e. che non hanno preso parte al lavoro di stesura delle Carta. La facilitazione dei Focus Group è stata curata da Maino Graziano Pares (Milano). Il coordinamento per la scrittura della Carta è stato curato da un gruppo di lavoro composto dalla Dott.ssa Maria Paola Schiaffelli, dirigente dell'ufficio EPE-PRAP e responsabile del progetto, dalla dott.ssa Anna Ludovico, assistente sociale presso l'epe -PRAP, dalla dott.ssa Brunilde Serafini Formatore dell'ufficio della Formazione e dal dott.graziano Maino dell'ag.pares. Il progetto, voluto dal Provveditorato Regionale dell'amministrazione Penitenziaria dell'emilia Romagna, è stato ideato dalll'ufficio EPE -PRAP, realizzato in collaborazione tra Ufficio EPE -PRAP e l'ufficio della Formazione del PRAP e l'impegno di tutto il personale coinvolto, è stato sostenuto dall'istituto Superiore di Studi Penitenziari ( Scuola Nazionale per la formazione e l'aggiornamento del personale direttivo e dirigenziale appartenente all'amministrazione Penitenziaria), che ha finanziato sia il progetto G.I.A.N.T. (Gruppo Inter-operativo d Accesso a Networks Territoriali) per la CARTA dei SERVIZI U.E.P.E Regione Emilia Romagna., sia il progetto G.I.A.N.T Bis- Verso il coinvolgimento partecipato degli stakeholder per la CARTA dei SERVIZI U.E.P.E Regione Emilia Romagna. 16

19 Via Cairoli Bologna (centralino, quattro linee) area servizio sociale: area amministrativa e contabile: (non ancora funzionante per corrispondenza con gli utenti) l Ufficio apre al pubblico dal lunedì al sabato dalle ore 9.00 alle negli altri orari tra le 8.00 e le nelle giornate di martedì mercoledì e giovedì gli operatori ricevono su appuntamento INDIRIZZO TELEFONO FAX ORARIO DI RICEVIMENTO per gli utenti di Forlì e Cesena è possibile incontrare l assistente sociale di riferimento presso gli Uffici comunali in via Cobelli 31 a Forlì, il martedì mattina, solo su appuntamento ai colloqui presso l Ufficio si viene normalmente convocati dall assistente sociale attraverso una lettera o una telefonata chi è sottoposto a condanna penale e deve sottoscrivere il verbale di affidamento in prova che dà inizio all esecuzione penale esterna le persone affidate in prova, per i colloqui periodici con l assistente sociale e, se previsto, con lo psicologo chi è sottoposto a misure di sicurezza non detentive (libertà vigilata) o ad altre misure alternative (affidamento, detenzione domiciliare, semilibertà) se l ordinanza o il programma che li riguarda lo prescrive CHI DEVE RIVOLGERSI ALL U.E.P.E. chi è convocato per una indagine di servizio sociale finalizzata alla concessione di misure alternative i famigliari di persone condannate chi ha terminato di scontare una pena e ha bisogno di interventi di supporto i datori di lavoro gli avvocati qualsiasi altra persona lo ritenga utile CHI PUÒ RIVOLGERSI ALL U.E.P.E.

20 UFFICIO ESECUZIONE PENALE ESTERNA Via Cairoli Bologna Tel.: Fax: area servizio sociale: area amministrativa e contabile: Apertura al pubblico: da lunedì a sabato dalle 9.00 alle negli altri orari tra le 8.00 e le nelle giornate di martedì mercoledì e giovedì gli operatori ricevono su appuntamento Dalla stazione ferroviaria 10 minuti a piedi: prendere a destra, per via Pietramellara, al semaforo attraversare e prendere via Amendola; prima di piazza dei Martiri girare a destra in via Cairoli; la via è a traffico limitato e vi sono difficoltà di parcheggio; numerosi mezzi pubblici fermano in via Amendola. L Ufficio è al terzo piano. L UEPE di Bologna e i suoi operatori si impegnano ad aggiornare la Carta dei Servizi entro 3 anni Progetto e illustrazioni: Studio grafico Daniela Garibaldi La stampa è stata realizzata all interno della Casa Circondariale di Bologna dalla tipografia Il PROFUMO DELLE PAROLE Stampato a Bologna nel mese di febbraio 2008

PROTOCOLLO SULLE MODALITÁ ATTUATIVE DELLA MESSA ALLA PROVA EX L. 67/14

PROTOCOLLO SULLE MODALITÁ ATTUATIVE DELLA MESSA ALLA PROVA EX L. 67/14 PROTOCOLLO SULLE MODALITÁ ATTUATIVE DELLA MESSA ALLA PROVA EX L. 67/14 Il Tribunale di Imperia, la Procura della Repubblica sede, l Ufficio Esecuzione Penale Esterna Sede di Imperia, l Ordine degli avvocati

Dettagli

BREVI OSSERVAZIONI sul LAVORO DI PUBBLICA UTILITÀ

BREVI OSSERVAZIONI sul LAVORO DI PUBBLICA UTILITÀ BREVI OSSERVAZIONI sul LAVORO DI PUBBLICA UTILITÀ Tra le modifiche introdotte nell agosto 2010 all art. 186, C.d.S., vi è anche l inserimento del nuovo comma 9 bis, che prevede l applicazione del lavoro

Dettagli

PROCURA DELLA REPUBBLICA DI TORINO TRIBUNALE DI TORINO VADEMECUM PER L APPLICAZIONE NELLA FASE DELLE INDAGINI SOSPENSIONE CON MESSA ALLA PROVA

PROCURA DELLA REPUBBLICA DI TORINO TRIBUNALE DI TORINO VADEMECUM PER L APPLICAZIONE NELLA FASE DELLE INDAGINI SOSPENSIONE CON MESSA ALLA PROVA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI TORINO TRIBUNALE DI TORINO VADEMECUM PER L APPLICAZIONE NELLA FASE DELLE INDAGINI SOSPENSIONE CON MESSA ALLA PROVA (Elaborato a seguito delle disposizioni contenute nella L.

Dettagli

ESECUZIONE DI PENE DETENTIVE. PROBLEMATICHE RELATIVE AL DECRETO DI SOSPENSIONE PER LE PENE DETENTIVE BREVI

ESECUZIONE DI PENE DETENTIVE. PROBLEMATICHE RELATIVE AL DECRETO DI SOSPENSIONE PER LE PENE DETENTIVE BREVI 1 ESECUZIONE DI PENE DETENTIVE. PROBLEMATICHE RELATIVE AL DECRETO DI SOSPENSIONE PER LE PENE DETENTIVE BREVI. LINEAMENTI DELLE MISURE ALTERNATIVE ALLE PENE DETENTIVE BREVI Dott. Umberto Valboa Il pubblico

Dettagli

Il Comitato dei Ministri, ai sensi dell'articolo 15.b dello Statuto del Consiglio d'europa,

Il Comitato dei Ministri, ai sensi dell'articolo 15.b dello Statuto del Consiglio d'europa, CONSIGLIO D EUROPA Raccomandazione CM/REC(2014) 3 del Comitato dei Ministri agli Stati Membri relativa ai delinquenti pericolosi (adottata dal Comitato dei Ministri il 19 febbraio 2014 nel corso della

Dettagli

Forme e termini del procedimento disciplinare nel pubblico impiego

Forme e termini del procedimento disciplinare nel pubblico impiego Forme e termini del procedimento disciplinare nel pubblico impiego La riforma Brunetta, introdotta dal D.Lgs. 150/09, ha modificato profondamente il sistema disciplinare nel pubblico impiego, intervenendo

Dettagli

COSA OFFRONO I SERVIZI SOCIALI DI UN COMUNE AI CITTADINI? A cura di Paola Bottazzi

COSA OFFRONO I SERVIZI SOCIALI DI UN COMUNE AI CITTADINI? A cura di Paola Bottazzi COSA OFFRONO I SERVIZI SOCIALI DI UN COMUNE AI CITTADINI? A cura di Paola Bottazzi Questo documento vuole essere una sintetica descrizione dei servizi e delle opportunità che i servizi sociali del Comune-tipo

Dettagli

CODICE DEONTOLOGICO TITOLO V CAPO I Articoli 41-42-43

CODICE DEONTOLOGICO TITOLO V CAPO I Articoli 41-42-43 CODICE DEONTOLOGICO TITOLO V CAPO I Articoli 41-42-43 1 Gruppo di Lavoro Ambiti 5 Iseo Sebino e 13 Vallecamonica Hanno prestato il proprio contributo per questa giornata: Bottichio Federica Calvetti Sara

Dettagli

REGOLAMENTO PER L'EROGAZIONE DI CONTRIBUTI ALLE PICCOLE IMPRESE

REGOLAMENTO PER L'EROGAZIONE DI CONTRIBUTI ALLE PICCOLE IMPRESE REGOLAMENTO PER L'EROGAZIONE DI CONTRIBUTI ALLE PICCOLE IMPRESE INDICE Art. 1 - Oggetto e finalità del regolamento Art. 2 - Requisiti di ammissibilità al contributo Art. 3 - Tipologie di spese ammissibili

Dettagli

Art. 71 Nomina e funzioni dei magistrati onorari della procura della Repubblica presso il tribunale ordinario.

Art. 71 Nomina e funzioni dei magistrati onorari della procura della Repubblica presso il tribunale ordinario. REGIO DECRETO 30 gennaio 1941 n. 12 ( indice ) (modificato e aggiornato dalle seguenti leggi: R.D.L. n. 734/43, L. n. 72/46, L. n. 478/46, R.D.Lgs. n. 511/46, L. n. 1370/47, L. n. 1794/52, L. n. 1441/56,L.

Dettagli

LEGGE 25 gennaio 1962, n. 20

LEGGE 25 gennaio 1962, n. 20 LEGGE 25 gennaio 1962, n. 20 Norme sui procedimenti e giudizi di accusa (Gazzetta Ufficiale 13 febbraio 1962, n. 39) Artt. 1-16 1 1 Articoli abrogati dall art. 9 della legge 10 maggio 1978, n. 170. Si

Dettagli

Centro per l Impiego Carta dei servizi alle Aziende e agli Enti pubblici

Centro per l Impiego Carta dei servizi alle Aziende e agli Enti pubblici Centro per l Impiego Carta dei servizi alle Aziende e agli Enti pubblici SOMMARIO SERVIZI ALLE AZIENDE E AGLI ENTI PUBBLICI - accoglienza; - consulenza relativa alle comunicazioni obbligatorie; - servizio

Dettagli

Carta. dei Detenuti e degli Internati

Carta. dei Detenuti e degli Internati MINISTERO DELLA GIUSTIZIA Dipartimento dell Amministrazione Penitenziaria Carta dei Diri i e dei Doveri dei Detenuti e degli Internati Decreto del Ministro della Giustizia del 5 dicembre 2012 Con decreto

Dettagli

Protocollo d intesa. tra. Ministero della Giustizia. Autorità garante per l'infanzia e l adolescenza. Bambinisenzasbarre ONLUS

Protocollo d intesa. tra. Ministero della Giustizia. Autorità garante per l'infanzia e l adolescenza. Bambinisenzasbarre ONLUS Protocollo d intesa tra Ministero della Giustizia Autorità garante per l'infanzia e l adolescenza e Bambinisenzasbarre ONLUS IL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA L'AUTORITÀ GARANTE PER L'INFANZIA E L ADOLESCENZA

Dettagli

Camera Penale di Napoli. Il carcere possibile. o.n.l.u.s. Guida ai diritti e ai doveri dei detenuti

Camera Penale di Napoli. Il carcere possibile. o.n.l.u.s. Guida ai diritti e ai doveri dei detenuti Camera Penale di Napoli Il carcere possibile o.n.l.u.s. Guida ai diritti e ai doveri dei detenuti IL CARCERE POSSIBILE ONLUS sede legale Napoli, Centro Direzionale, Palazzo di Giustizia, Camera Penale

Dettagli

A) COMPETENZE DI BASE

A) COMPETENZE DI BASE AVVISO DI PROCEDURA SELETTIVA PER LA COSTITUZIONE DI UN ELENCO DI FORMATORI NELL' AMBITO DEI PERCORSI TRIENNALI DI ISTRUZIONE E FORMAZIONE PROFESSIONALE (FORMAZIONE INIZIALE 14-18 ANNI) CUI CONFERIRE,

Dettagli

QUANTI ANNI DURA LA SCUOLA?

QUANTI ANNI DURA LA SCUOLA? QUANTI ANNI DURA LA SCUOLA? La scuola è obbligatoria dai 6 ai 16 anni e comprende: 5 anni di scuola primaria (chiamata anche elementare), che accoglie i bambini da 6 a 10 anni 3 anni di scuola secondaria

Dettagli

CALENDARIO DELLE OPERAZIONI ELETTORALI

CALENDARIO DELLE OPERAZIONI ELETTORALI PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO PROGETTO PER LO SVILUPPO DELLA RIFORMA ISTITUZIONALE ELEZIONE DEGLI ORGANI DEL COMUN GENERAL DE FASCIA COMUNI DI CAMPITELLO DI FASSA/CIAMPEDEL-CANAZEI/CIANACEI- MAZZIN/MAZIN-MOENA/MOENA-

Dettagli

Carcere & Scuola: ne vale la Pena

Carcere & Scuola: ne vale la Pena PROGETTO DI EDUCAZIONE ALLA LEGALITA E CIVILTA Carcere & Scuola: ne vale la Pena Scuola di Alta Formazione in Scienze Criminologiche, Istituto FDE, Mantova Associazione LIBRA Rete per lo Studio e lo Sviluppo

Dettagli

RIFORMA DELLA LEGGE PINTO. Il DL n. 83/2012, c.d. decreto Sviluppo, convertito in legge n. 134/2012,

RIFORMA DELLA LEGGE PINTO. Il DL n. 83/2012, c.d. decreto Sviluppo, convertito in legge n. 134/2012, RIFORMA DELLA LEGGE PINTO Il DL n. 83/2012, c.d. decreto Sviluppo, convertito in legge n. 134/2012, riforma la legge Pinto (L. n. 89/2001) per l indennizzo per la durata del processo. Le nuove disposizioni

Dettagli

GTECH S.p.A. REGOLAMENTO DELL ORGANISMO DI VIGILANZA. ex D.Lgs. n. 231/2001

GTECH S.p.A. REGOLAMENTO DELL ORGANISMO DI VIGILANZA. ex D.Lgs. n. 231/2001 GTECH S.p.A. REGOLAMENTO DELL ORGANISMO DI VIGILANZA ex D.Lgs. n. 231/2001 Approvato dal consiglio di amministrazione in data 31 luglio 2014 INDICE ARTICOLO 1 - SCOPO ED AMBITO DI APPLICAZIONE... 3 ARTICOLO

Dettagli

COMMERCIO SU AREE PUBBLICHE

COMMERCIO SU AREE PUBBLICHE COMMERCIO SU AREE PUBBLICHE SUBINGRESSO NELL ESERCIZIO DELL ATTIVITÀ DI VENDITA SU AREE PUBBLICHE SIA DI TIPO A (su posteggi dati in concessione per dieci anni) SIA DI TIPO B (su qualsiasi area purché

Dettagli

PRONTUARIO. DELLE PRINCIPALI NOVITA IN MATERIA DI PROCEDIMENTI E TERMINI PROCESSUALI (ad uso delle segreterie)

PRONTUARIO. DELLE PRINCIPALI NOVITA IN MATERIA DI PROCEDIMENTI E TERMINI PROCESSUALI (ad uso delle segreterie) Codice del processo amministrativo - Commissione per l esame dei profili organizzativi ed informatici - PRONTUARIO DELLE PRINCIPALI NOVITA IN MATERIA DI PROCEDIMENTI E TERMINI PROCESSUALI (ad uso delle

Dettagli

DOCUMENTO APPROVATO DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DEL 12 DICEMBRE

DOCUMENTO APPROVATO DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DEL 12 DICEMBRE REGOLAMENTO DI FUNZIONAMENTO DELL ORGANISMO DI VIGILANZA D.LGS 231/01 DI GALA S.P.A. DOCUMENTO APPROVATO DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DEL 12 DICEMBRE 2013 INDICE ARTICOLO 1 SCOPO E AMBITO DI APPLICAZIONE..3

Dettagli

STATO DELLA CITTÀ DEL VATICANO LIV. Legge sulla tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori nei luoghi di lavoro.

STATO DELLA CITTÀ DEL VATICANO LIV. Legge sulla tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori nei luoghi di lavoro. STATO DELLA CITTÀ DEL VATICANO LIV Legge sulla tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori nei luoghi di lavoro. N. LIV Legge sulla tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori nei luoghi

Dettagli

CODICE DI PROCEDURA PENALE PARTE SECONDA LIBRO DECIMO: ESECUZIONE. TITOLO I Giudicato. Art. 648. Irrevocabilità delle sentenze e dei decreti penali.

CODICE DI PROCEDURA PENALE PARTE SECONDA LIBRO DECIMO: ESECUZIONE. TITOLO I Giudicato. Art. 648. Irrevocabilità delle sentenze e dei decreti penali. CODICE DI PROCEDURA PENALE PARTE SECONDA LIBRO DECIMO: ESECUZIONE TITOLO I Giudicato Art. 648. Irrevocabilità delle sentenze e dei decreti penali. 1. Sono irrevocabili le sentenze pronunciate in giudizio

Dettagli

Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) Esercizi di commercio su aree pubbliche SUBINGRESSO IN ATTIVITA' TIPO A TIPO B

Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) Esercizi di commercio su aree pubbliche SUBINGRESSO IN ATTIVITA' TIPO A TIPO B CODICE PRATICA *CODICE FISCALE* GGMMAAAA HH:MM Mod. Comunale (Modello 0047 Versione 002 2014) Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) Esercizi di commercio su aree pubbliche SUBINGRESSO IN ATTIVITA'

Dettagli

PROVINCIA DI REGGIO EMILIA

PROVINCIA DI REGGIO EMILIA PROVINCIA DI REGGIO EMILIA REGOLAMENTO PER IL CONSEGUIMENTO DELL IDONEITA PROFESSIONALE PER L ESERCIZIO DELL ATTIVITA DI CONSULENZA PER LA CIRCOLAZIONE DEI MEZZI DI TRASPORTO - Approvato con deliberazione

Dettagli

IL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE

IL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE IL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE COSA CAMBIA CON LA RIFORMA PREVISTA NEL D.LGS DI ATTUAZIONE DELLA LEGGE DELEGA 15/2009. L OBBLIGO DI AFFISSIONE DEL CODICE DISCIPLINARE La pubblicazione sul sito istituzionale

Dettagli

Corte Europea dei Diritti dell Uomo. Domande e Risposte

Corte Europea dei Diritti dell Uomo. Domande e Risposte Corte Europea dei Diritti dell Uomo Domande e Risposte Domande e Risposte COS È LA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL UOMO? Queste domande e le relative risposte sono state preparate dalla cancelleria e non

Dettagli

Sala Consilina, 20 settembre 2013 Prot. n. 13249/2013

Sala Consilina, 20 settembre 2013 Prot. n. 13249/2013 Sala Consilina, 20 settembre 2013 Prot. n. 13249/2013 E, P.C. EGREGIO DOTT. MATTEO CLAUDIO ZARRELLA PRESIDENTE DEL TRIBUNALE DI LAGONEGRO Via Lagonegro - 85042 LAGONEGRO (Pz) Trasmissione al telefax 0973.2333115

Dettagli

REGOLAMENTO PER L ESERCIZIO DEL DIRITTO DI ACCESSO AGLI ATTI. (approvato con delibera commissariale n 21 del 07/06/2011)

REGOLAMENTO PER L ESERCIZIO DEL DIRITTO DI ACCESSO AGLI ATTI. (approvato con delibera commissariale n 21 del 07/06/2011) REGOLAMENTO PER L ESERCIZIO DEL DIRITTO DI ACCESSO AGLI ATTI (approvato con delibera commissariale n 21 del 07/06/2011) Art. 1 Fonti 1. Il presente regolamento, adottato in attuazione dello Statuto, disciplina

Dettagli

Legge sulla protezione dei dati personali (LPDP) 1)

Legge sulla protezione dei dati personali (LPDP) 1) 1.6.1.1 Legge sulla protezione dei dati personali (LPDP) (del 9 marzo 1987) IL GRAN CONSIGLIO DELLA REPUBBLICA E CANTONE TICINO visto il messaggio 2 ottobre 1985 n. 2975 del Consiglio di Stato, decreta:

Dettagli

REGOLAMENTO IN MATERIA DI TITOLI ABILITATIVI PER L OFFERTA AL PUBBLICO DI SERVIZI POSTALI CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI

REGOLAMENTO IN MATERIA DI TITOLI ABILITATIVI PER L OFFERTA AL PUBBLICO DI SERVIZI POSTALI CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI Allegato A alla delibera n. 129/15/CONS REGOLAMENTO IN MATERIA DI TITOLI ABILITATIVI PER L OFFERTA AL PUBBLICO DI SERVIZI POSTALI CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI Articolo 1 Definizioni 1. Ai fini del presente

Dettagli

Comune di Lecco AVVISO DI MOBILITA VOLONTARIA FRA ENTI PUBBLICI ABILE CATEGORIA

Comune di Lecco AVVISO DI MOBILITA VOLONTARIA FRA ENTI PUBBLICI ABILE CATEGORIA Comune di Lecco Prot. n. 50286 AVVISO DI MOBILITA VOLONTARIA FRA ENTI PUBBLICI PER LA EVENTUALE COPERTURA RA A TEMPO INDETERMINATO DI UN POSTO DI FUNZIONARIO DA INQUADRARE NEL PROFILO AMMINISTRATIVO, O

Dettagli

In questo servizio si svolgeranno le seguenti attività:

In questo servizio si svolgeranno le seguenti attività: Insieme si può Arcigay Pistoia La Fenice dopo le varie attività svolte sul territorio pistoiese e zone limitrofe, ha valutato l opportunità di realizzare un progetto con la collaborazione di personale

Dettagli

Repubblica Italiana Assemblea Regionale Siciliana

Repubblica Italiana Assemblea Regionale Siciliana Repubblica Italiana Assemblea Regionale Siciliana Ambito dell'accesso REGOLAMENTO PER L'ACCESSO AGLI ATTI ED AI DOCUMENTI AMMINISTRATIVI DELL'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA (G.U.R.S. n. 28 del 20/06/2008)

Dettagli

Procedura per il riconoscimento della Protezione Internazionale. La fase amministrativa

Procedura per il riconoscimento della Protezione Internazionale. La fase amministrativa Procedura per il riconoscimento della Protezione Internazionale La fase amministrativa Nella prima fase, amministrativa, le autorità competenti in materia di protezione sono la Polizia uffici di frontiera

Dettagli

REGOLAMENTO PER L ACCESSO AGLI ATTI AMMINISTRATIVI.

REGOLAMENTO PER L ACCESSO AGLI ATTI AMMINISTRATIVI. REGOLAMENTO PER L ACCESSO AGLI ATTI AMMINISTRATIVI. Foglio notizie: APPROVATO con deliberazione di Consiglio Comunale n. 23 del 05.05.2009 MODIFICATO PUBBLICATO All Albo Pretorio per 15 giorni: - all adozione

Dettagli

All. 2 REGOLAMENTO SUI DIRITTI, DOVERI E MANCANZE DISCIPLINARI DEGLI STUDENTI. Art. 1-

All. 2 REGOLAMENTO SUI DIRITTI, DOVERI E MANCANZE DISCIPLINARI DEGLI STUDENTI. Art. 1- All. 2 REGOLAMENTO SUI DIRITTI, DOVERI E MANCANZE DISCIPLINARI DEGLI STUDENTI Art. 1- Diritti e doveri degli studenti I diritti e i doveri degli studenti sono disciplinati dagli art. 2 e 3 del D.P.R. 21

Dettagli

COMUNE DI ORBETELLO (Provincia di Grosseto)

COMUNE DI ORBETELLO (Provincia di Grosseto) COMUNE DI ORBETELLO (Provincia di Grosseto) REGOLAMENTO DI ISTITUZIONE DELLE POSIZIONI ORGANIZZATIVE Art. 1 - Area delle posizione organizzative 1. Nel rispetto dei criteri generali contenuti nelle disposizioni

Dettagli

Articolo 55 D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 Elettorato passivo

Articolo 55 D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 Elettorato passivo ALL. 1) Articolo 55 D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 Elettorato passivo 1. Sono eleggibili a sindaco, presidente della provincia, consigliere comunale, provinciale e circoscrizionale gli elettori di un qualsiasi

Dettagli

Allegato sub. A alla Determinazione n. del. Rep. CONVENZIONE

Allegato sub. A alla Determinazione n. del. Rep. CONVENZIONE Allegato sub. A alla Determinazione n. del Rep. C O M U N E D I T R E B A S E L E G H E P R O V I N C I A D I P A D O V A CONVENZIONE INCARICO PER LA PROGETTAZIONE DEFINITIVA - ESECUTIVA, DIREZIONE LAVORI,

Dettagli

Commissione indipendente per la Valutazione, la Trasparenza e l Integrità delle amministrazioni pubbliche Autorità Nazionale Anticorruzione

Commissione indipendente per la Valutazione, la Trasparenza e l Integrità delle amministrazioni pubbliche Autorità Nazionale Anticorruzione Commissione indipendente per la Valutazione, la Trasparenza e l Integrità delle amministrazioni pubbliche Autorità Nazionale Anticorruzione Delibera n.12/2013: Requisiti e procedimento per la nomina dei

Dettagli

CODICE DI COMPORTAMENTO INTEGRATIVO ARTICOLO 1 OGGETTO

CODICE DI COMPORTAMENTO INTEGRATIVO ARTICOLO 1 OGGETTO CODICE DI COMPORTAMENTO INTEGRATIVO ARTICOLO 1 OGGETTO 1. Il presente Codice di Comportamento integrativo definisce, in applicazione dell'art. 54 del DLgs. n. 165/2001 come riformulato dall'art.1, comma

Dettagli

PER IMPRESE/SOCIETA. Presentata dall Impresa

PER IMPRESE/SOCIETA. Presentata dall Impresa PER IMPRESE/SOCIETA DOMANDA DI PARTECIPAZIONE ALL AUTORITÀ NAZIONALE ANTICORRUZIONE Via M.Minghetti 10 00187 Roma CIG 6253408B85 GARA EUROPEA A PROCEDURA APERTA PER L AFFIDAMENTO DEI SERVIZI CONCERNENTI

Dettagli

Deliberazione n.57/pareri/2008

Deliberazione n.57/pareri/2008 Deliberazione n.57/pareri/2008 REPUBBLICA ITALIANA CORTE DEI CONTI SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA composta dai magistrati: dott. Nicola Mastropasqua Presidente dott. Giorgio Cancellieri

Dettagli

DOMANDA DI NUOVO CONTRIBUTO PER L AUTONOMA SISTEMAZIONE C H I E D E DICHIARA QUANTO SEGUE

DOMANDA DI NUOVO CONTRIBUTO PER L AUTONOMA SISTEMAZIONE C H I E D E DICHIARA QUANTO SEGUE MODULO DOMANDA / NUOVO CAS-SISMA MAGGIO 2012 DOMANDA DI NUOVO CONTRIBUTO PER L AUTONOMA SISTEMAZIONE (Dichiarazione sostitutiva di certificazione e di atto di notorietà resa ai sensi degli artt. 46 e 47

Dettagli

Servizio Amministrativo di Supporto alle Autorità Indipendenti Via Michele Iacobucci, 4 L Aquila

Servizio Amministrativo di Supporto alle Autorità Indipendenti Via Michele Iacobucci, 4 L Aquila Modello B) REGIONE ABRUZZO CONSIGLIO REGIONALE Servizio Amministrativo di Supporto alle Autorità Indipendenti Via Michele Iacobucci, 4 L Aquila acquisito di materiale di cancelleria per l Ufficio amministrativo

Dettagli

Legge 15 luglio 1966 n. 604 Norme sui licenziamenti individuali. pubblicata nella G.U. n. 195 del 6 agosto 1966. con le modifiche della

Legge 15 luglio 1966 n. 604 Norme sui licenziamenti individuali. pubblicata nella G.U. n. 195 del 6 agosto 1966. con le modifiche della Legge 15 luglio 1966 n. 604 Norme sui licenziamenti individuali pubblicata nella G.U. n. 195 del 6 agosto 1966 con le modifiche della legge 4 novembre 2010, n. 183 (c.d. Collegato Lavoro) Legge 28 giugno

Dettagli

di entrare in CARCERE 1

di entrare in CARCERE 1 di entrare in CARCERE 1 INDICE Introduzione Un elemento preliminare Si entra in carcere Visita medica e colloquio psicologico In cella Il patrocinio a spese dello stato Il personale del carcere Trasferimenti

Dettagli

ORGANIZZAZIONE DEI RIPOSI E DURATA DEL LAVORO NOTTURNO

ORGANIZZAZIONE DEI RIPOSI E DURATA DEL LAVORO NOTTURNO Scheda esplicativa per la trattativa decentrata maggio 2009 ORGANIZZAZIONE DEI RIPOSI E DURATA DEL LAVORO NOTTURNO a cura di Giuseppe Montante e Carlo Palermo componenti la Delegazione trattante nazionale

Dettagli

REGOLAMENTO SUGLI ACCERTAMENTI DELLA IDONEITÀ/INIDONEITÀ PSICO-FISICA DEL PERSONALE DELLA ASL CAGLIARI

REGOLAMENTO SUGLI ACCERTAMENTI DELLA IDONEITÀ/INIDONEITÀ PSICO-FISICA DEL PERSONALE DELLA ASL CAGLIARI Allegato alla Deliberazione n. 1576 del 19/11/2012 REGOLAMENTO SUGLI ACCERTAMENTI DELLA IDONEITÀ/INIDONEITÀ PSICO-FISICA DEL PERSONALE DELLA ASL CAGLIARI Art. 1 OGGETTO E DESTINATARI Il presente regolamento

Dettagli

Al Responsabile del S.U.A.P.

Al Responsabile del S.U.A.P. Marca da bollo Da inviare al Comune competente mediante lettera A/R Al Responsabile del S.U.A.P. Comune di Penna Sant Andrea (TE) M0297/83-AB OGGETTO: Domanda di rilascio nuova autorizzazione di tipo A

Dettagli

Dir.P.C.M. 27 gennaio 1994 Princìpi sull erogazione dei servizi pubblici

Dir.P.C.M. 27 gennaio 1994 Princìpi sull erogazione dei servizi pubblici Dir.P.C.M. 27 gennaio 1994 Princìpi sull erogazione dei servizi pubblici IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI Visto l art. 5, comma 2, lettere b), e) ed f), della legge 23 agosto 1988, n. 400; Ritenuta

Dettagli

Bando speciale BORSE LAVORO 2015

Bando speciale BORSE LAVORO 2015 Bando speciale BORSE LAVORO 2015 PREMESSA La Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia considera la mancanza di occasioni di lavoro per i giovani, in misura non più conosciuta da decenni, come

Dettagli

IL DIRETTORE. Data 20.03.2015. Protocollo 7481-VII.1. Rep. DDIP n. 169. Settore Amministrazione e contabilità. Oggetto 1/10

IL DIRETTORE. Data 20.03.2015. Protocollo 7481-VII.1. Rep. DDIP n. 169. Settore Amministrazione e contabilità. Oggetto 1/10 Protocollo 7481-VII.1 Data 20.03.2015 Rep. DDIP n. 169 Settore Amministrazione e contabilità Responsabile Maria De Benedittis Oggetto Procedura selettiva pubblica per titoli e colloquio per la stipula

Dettagli

RICHIESTA RILASCIO LICENZA PER MANIFESTAZIONI TEMPORANEE DI PUBBLICO SPETTACOLO

RICHIESTA RILASCIO LICENZA PER MANIFESTAZIONI TEMPORANEE DI PUBBLICO SPETTACOLO C O M U N E D I R O V E R B E L L A Via Solferino e San Martino, 1 46048 Roverbella Tel. 0376/6918220 Fax 0376/694515 PEC PROTOCOLLO : roverbella.mn@legalmail.it RICHIESTA RILASCIO LICENZA PER MANIFESTAZIONI

Dettagli

CONVENZIONE TRA LA SANTA SEDE E IL GOVERNO DELLA REPUBBLICA ITALIANA IN MATERIA FISCALE

CONVENZIONE TRA LA SANTA SEDE E IL GOVERNO DELLA REPUBBLICA ITALIANA IN MATERIA FISCALE CONVENZIONE TRA LA SANTA SEDE E IL GOVERNO DELLA REPUBBLICA ITALIANA IN MATERIA FISCALE La Santa Sede ed il Governo della Repubblica Italiana, qui di seguito denominati anche Parti contraenti; tenuto conto

Dettagli

UNIONE TERRED ACQUA IL RESPONSABILE P.O.

UNIONE TERRED ACQUA IL RESPONSABILE P.O. SERVIZIO PERSONALE SCADENZA 13/08/2015 AVVISO DI MOBILITA PER EVENTUALE ASSUNZIONE A TEMPO INDETERMINATO E TEMPO PIENO, DI N. 1 POSTO DI ISTRUTTORE DIRETTIVO AMMINISTRATIVO CAT. GIUR. D1, DEL COMUNE DI

Dettagli

Codice Disciplinare - Roma Multiservizi SpA. Roma Multiservizi SpA CODICE DISCIPLINARE

Codice Disciplinare - Roma Multiservizi SpA. Roma Multiservizi SpA CODICE DISCIPLINARE Codice Disciplinare - Roma Multiservizi SpA Roma Multiservizi SpA CODICE DISCIPLINARE C.C.N.L. per il personale dipendente da imprese esercenti servizi di pulizia e servizi integrati / multi servizi. Ai

Dettagli

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Consiglio di Stato. in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) DECISIONE

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Consiglio di Stato. in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) DECISIONE N. 01133/2010 01471/2009 REG.DEC. REG.RIC. R E P U B B L I C A I T A L I A N A ha pronunciato la presente IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) DECISIONE

Dettagli

Direzione scolastica congiunta per gli istituti scolastici di Medio Malcantone, Croglio Monteggio, Ponte Tresa, Pura e Sessa

Direzione scolastica congiunta per gli istituti scolastici di Medio Malcantone, Croglio Monteggio, Ponte Tresa, Pura e Sessa Concorso per l assunzione di un/a direttore/direttrice scolastico/a con un grado di occupazione al 100% per le scuole elementari e dell infanzia dall anno scolastico 2015-2016 Il Municipio di Novaggio

Dettagli

REGIONE TOSCANA. AZIENDA U.S.L. N. 12 di VIAREGGIO (LU)

REGIONE TOSCANA. AZIENDA U.S.L. N. 12 di VIAREGGIO (LU) REGIONE TOSCANA AZIENDA U.S.L. N. 12 di VIAREGGIO (LU) AVVISO DI SELEZIONE PUBBLICA PER IL CONFERIMENTO DI UN INCARICO DI LAVORO AUTONOMO LIBERO PROFESSIONALE A T. D. PER L'ACQUISIZIONE DI PRESTAZIONI

Dettagli

Procura della Repubblica presso il Tribunale di MILANO

Procura della Repubblica presso il Tribunale di MILANO INFORMAZIONI GENERALI PER LA PERSONA INFORMATA SUI FATTI CITATA A COMPARIRE DAVANTI AL PUBBLICO MINISTERO Il decreto di citazione di persona informata sui fatti, per rendere sommarie informazioni testimoniali

Dettagli

LEGGE 27 LUGLIO, N.212. "Disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente"

LEGGE 27 LUGLIO, N.212. Disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente LEGGE 27 LUGLIO, N.212 "Disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente" pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 177 del 31 luglio 2000 Art. 1. (Princìpi generali) 1. Le disposizioni della

Dettagli

CITTA DI BARLETTA Medaglia d oro al Valor Militare e al Merito Civile Città della Disfida

CITTA DI BARLETTA Medaglia d oro al Valor Militare e al Merito Civile Città della Disfida ALL. 5 CITTA DI BARLETTA Medaglia d oro al Valor Militare e al Merito Civile Città della Disfida ***** Regolamento sul funzionamento dell Organismo Indipendente di valutazione \ Approvato con deliberazione

Dettagli

DEFINIZIONE DELLE COMPETENZE E DELLE MODALITA PER ACCERTAMENTO DELLA RESPONSABILITA DISCIPLINARE IN CAPO AI DIPENDENTI DELL ERSU DI CAMERINO.

DEFINIZIONE DELLE COMPETENZE E DELLE MODALITA PER ACCERTAMENTO DELLA RESPONSABILITA DISCIPLINARE IN CAPO AI DIPENDENTI DELL ERSU DI CAMERINO. 5 del consiglio di Amministrazione 242 Allegato A DEFINIZIONE DELLE COMPETENZE E DELLE MODALITA PER ACCERTAMENTO DELLA RESPONSABILITA DISCIPLINARE IN CAPO AI DIPENDENTI DELL ERSU DI CAMERINO. Art. 1 Oggetto

Dettagli

CODICE DI COMPORTAMENTO DEI DIPENDENTI DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI. Art. 1 (Disposizioni di carattere generale)

CODICE DI COMPORTAMENTO DEI DIPENDENTI DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI. Art. 1 (Disposizioni di carattere generale) CODICE DI COMPORTAMENTO DEI DIPENDENTI DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI Art. 1 (Disposizioni di carattere generale) 1. I princìpi e i contenuti del presente codice costituiscono specificazioni esemplificative

Dettagli

COMUNE DI ROTTOFRENO Provincia di Piacenza SETTORE: SVILUPPO ECONOMICO cod: SE UFFICIO: COMMERCIO cod: ELENCO DEI PROCEDIMENTI

COMUNE DI ROTTOFRENO Provincia di Piacenza SETTORE: SVILUPPO ECONOMICO cod: SE UFFICIO: COMMERCIO cod: ELENCO DEI PROCEDIMENTI rev.0 -data:pagina 1 di 10 TTORE: SVILUPPO ECONOMICO cod: 01 COM 1- Esercizio di vicinato: (Sup di vendita fino a 250 mq.) apertura, trasferimento di sede, ampliamento della superficie, subentro, cessazione,

Dettagli

REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DEL DIPARTIMENTO AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DI MEDICINA INTERNA

REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DEL DIPARTIMENTO AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DI MEDICINA INTERNA REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DEL DIPARTIMENTO AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DI MEDICINA INTERNA Art. 1 Finalità e compiti del Dipartimento ad attività integrata (DAI) di Medicina Interna

Dettagli

REGOLAMENTO PER L ACCESSO AGLI ATTI E AI DOCUMENTI AMMINISTRATIVI

REGOLAMENTO PER L ACCESSO AGLI ATTI E AI DOCUMENTI AMMINISTRATIVI REGOLAMENTO PER L ACCESSO AGLI ATTI E AI DOCUMENTI AMMINISTRATIVI Premessa L accesso agli atti ed ai documenti amministrativi, introdotto nel nostro ordinamento dalla Legge 7 agosto 1990, n. 241, costituisce

Dettagli

Regolamento per l'accesso agli atti amministrativi

Regolamento per l'accesso agli atti amministrativi MINISTERO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE PER IL LAZIO LICEO GINNASIO STATALE "M. T. CICERONE" RMPC29000G Via Fontana Vecchia, 2 00044 FRASCATI tel. 06.9416530 fax 06.9417120 Cod.

Dettagli

COMUNE DI SORAGA COMUN DE SORAGA BANDO DI CONCORSO PER LA REALIZZAZIONE DI UN OPERA D ARTE PER L ABBELLIMENTO DE LA GRAN CIASA NEL COMUNE DI SORAGA

COMUNE DI SORAGA COMUN DE SORAGA BANDO DI CONCORSO PER LA REALIZZAZIONE DI UN OPERA D ARTE PER L ABBELLIMENTO DE LA GRAN CIASA NEL COMUNE DI SORAGA BANDO DI CONCORSO PER LA REALIZZAZIONE DI UN OPERA D ARTE PER L ABBELLIMENTO DE LA GRAN CIASA NEL COMUNE DI SORAGA ai sensi dell art. 20 della L.P. 3 gennaio 1983 n.2 e s.m. e i. e del relativo Regolamento

Dettagli

RP 04/14 AVVISO DI SELEZIONE PER INFORMATORE TURISTICO ALTA VALSUSA

RP 04/14 AVVISO DI SELEZIONE PER INFORMATORE TURISTICO ALTA VALSUSA RP 04/14 AVVISO DI SELEZIONE PER INFORMATORE TURISTICO ALTA VALSUSA Si rende noto che è indetta una procedura selettiva per individuare un soggetto idoneo a ricoprire la posizione di Informatore/trice

Dettagli

Protocollo per l inclusione degli alunni con Bisogni Educativi Speciali

Protocollo per l inclusione degli alunni con Bisogni Educativi Speciali Protocollo per l inclusione degli alunni con Bisogni Educativi Speciali L Istituto Leopoldo Pirelli si propone di potenziare la cultura dell inclusione per rispondere in modo efficace alle necessità di

Dettagli

L'anno duemilaquattordici, il giorno ventidue del mese di agosto, nel proprio ufficio, IL RESPONSABILE DEL SERVIZIO

L'anno duemilaquattordici, il giorno ventidue del mese di agosto, nel proprio ufficio, IL RESPONSABILE DEL SERVIZIO C O M U N E D I A L A N N O (PROVINCIA DI PESCARA) DETERMINAZIONE DEL RESPONSABILE DEL SERVIZIO AREA AFFARI GENERALI - UFFICIO PERSONALE N. 162 del Reg. Oggetto: PROCEDURA DI MOBILITA, PER TITOLI E COLLOQUIO

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI IN SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA

REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI IN SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA Lombardia/169/2015/PAR REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI IN SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA composta dai magistrati: dott.ssa Simonetta Rosa dott. Gianluca Braghò dott. Donato Centrone

Dettagli

OGGETTO: Sospensione feriale: si riparte il 17 settembre

OGGETTO: Sospensione feriale: si riparte il 17 settembre Informativa per la clientela di studio N. 131 del 05.09.2012 Ai gentili Clienti Loro sedi OGGETTO: Sospensione feriale: si riparte il 17 settembre Gentile Cliente, con la stesura del presente documento

Dettagli

> IL RIMBORSO PARTE VI DELLE IMPOSTE 1. COME OTTENERE I RIMBORSI 2. LE MODALITÀ DI EROGAZIONE DEI RIMBORSI

> IL RIMBORSO PARTE VI DELLE IMPOSTE 1. COME OTTENERE I RIMBORSI 2. LE MODALITÀ DI EROGAZIONE DEI RIMBORSI PARTE VI > IL RIMBORSO DELLE IMPOSTE 1. COME OTTENERE I RIMBORSI Rimborsi risultanti dal modello Unico Rimborsi eseguiti su richiesta 2. LE MODALITÀ DI EROGAZIONE DEI RIMBORSI Accredito su conto corrente

Dettagli

DIPARTIMENTO DI SCIENZE NEUROLOGICHE E PSICHIATRICHE Eugenio Ferrari

DIPARTIMENTO DI SCIENZE NEUROLOGICHE E PSICHIATRICHE Eugenio Ferrari Decreto Direttoriale n. 51 del 20.06.2011 SELEZIONE PUBBLICA, PER TITOLI E COLLOQUIO, PER IL CONFERIMENTO DI UN INCARICO INDIVIDUALE CON CONTRATTO DI COLLABORAZIONE COORDINATA E CONTINUATIVA VISTA DEL

Dettagli

CODICE FISCALE: DNG LDA 65R17 F205S PARTITA IVA: 12131140159 Corso Matteotti, 56 20081 ABBIATEGRASSO (MI) Tel/Fax: 02.94.60.85.56

CODICE FISCALE: DNG LDA 65R17 F205S PARTITA IVA: 12131140159 Corso Matteotti, 56 20081 ABBIATEGRASSO (MI) Tel/Fax: 02.94.60.85.56 Cosa devo fare per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro se assumo il primo dipendente/collaboratore? Come datore di lavoro devo: 1. valutare i rischi a cui andrà incontro questa persona compiendo il

Dettagli

COMUNE DI BRIGNANO GERA D ADDA (Provincia di Bergamo) Regolamento recante la disciplina dei Controlli interni

COMUNE DI BRIGNANO GERA D ADDA (Provincia di Bergamo) Regolamento recante la disciplina dei Controlli interni COMUNE DI BRIGNANO GERA D'ADDA (c_b178) - Codice AOO: AOOBRIGNANOADDA - Reg. nr.0001628/2013 del 18/02/2013 ALLEGATO A alla deliberazione del Consiglio comunale n. 2 del 04.02.2013 COMUNE DI BRIGNANO GERA

Dettagli

SCIA valida anche ai fini dell art. 86 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, approvato con R.D. 18/6/1931, n. 773.

SCIA valida anche ai fini dell art. 86 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, approvato con R.D. 18/6/1931, n. 773. Modulo di segnalazione certificata di inizio attività per la somministrazione di alimenti e bevande all' interno dei circoli privati da presentare in carta libera Spazio per apporre il timbro di protocollo

Dettagli

REGOLAMENTO DISCIPLINANTE L ACCESSO AGLI ATTI DELLE PROCEDURE DI AFFIDAMENTO E DI ESECUZIONE DEI CONTRATTI PUBBLICI DI FORNITURE E SERVIZI

REGOLAMENTO DISCIPLINANTE L ACCESSO AGLI ATTI DELLE PROCEDURE DI AFFIDAMENTO E DI ESECUZIONE DEI CONTRATTI PUBBLICI DI FORNITURE E SERVIZI REGOLAMENTO DISCIPLINANTE L ACCESSO AGLI ATTI DELLE PROCEDURE DI AFFIDAMENTO E DI ESECUZIONE DEI CONTRATTI PUBBLICI DI FORNITURE E SERVIZI ART. 1 Campo di applicazione e definizioni 1. Il presente regolamento

Dettagli

C:\DOCUME~1\ascanim\IMPOST~1\Temp\Domino Web Access\34\schema SCIA pe.doc Pagina 1 di 34

C:\DOCUME~1\ascanim\IMPOST~1\Temp\Domino Web Access\34\schema SCIA pe.doc Pagina 1 di 34 TIMBRO PROTOCOLLO MODULO DI SEGNALAZIONE CERTIFICATA DI INIZIO ATTIVITA PER LA SOMMINISTRAZIONE DI ALIMENTI E BEVANDE (SUBINGRESSO NUOVA APERTURA (di cui art. 4 comma 5^ L.R. 14/2003) - CESSAZIONE VARIAZIONI

Dettagli

COMUNE DI CAPOTERRA Provincia di Cagliari

COMUNE DI CAPOTERRA Provincia di Cagliari COMUNE DI CAPOTERRA Provincia di Cagliari UFFICIO DEL SEGRETARIO GENERALE Responsabile Settore Affari del Personale-Anticorruzione-Trasparenza CODICE DI COMPORTAMENTO INTEGRATIVO ARTICOLO 1 OGGETTO Il

Dettagli

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA DIRETTIVA DEL MINISTRO DELLA FUNZIONE PUBBLICA SULLA RILEVAZIONE DELLA QUALITA PERCEPITA DAI CITTADINI A tutti i Ministeri - Uffici

Dettagli

A chi mi rivolgo? Cos è il diritto di accesso? Qual è la normativa di riferimento?

A chi mi rivolgo? Cos è il diritto di accesso? Qual è la normativa di riferimento? IL DIRITTO DI ACCESSO AGLI ATTI A chi mi rivolgo? L' dell garantisce a tutti i soggetti interessati l'esercizio dei diritti d informazione e di accesso ai documenti amministrativi, e favorisce la conoscenza

Dettagli

Gabinetto dell On. le Ministro. Organismo Indipendente di Valutazione. Presidente del Consiglio Superiore dei LL.PP.

Gabinetto dell On. le Ministro. Organismo Indipendente di Valutazione. Presidente del Consiglio Superiore dei LL.PP. Dipartimento per le Infrastrutture, gli affari generali ed il personale Direzione generale del personale e degli affari generali Divisione 4 Ufficio Ispettivo e Disciplina Via Nomentana, 2 00161 Roma tel.06.4412.3285

Dettagli

REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE

REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E DI FUNZIONAMENTO DELLO SPORTELLO UNICO PER L EDILIZIA S U E Settore URBANISTICA ED EDILIZIA PRIVATA Febbraio 2013 TITOLO I PRINCIPI GENERALI... 3 Art. 1 Definizioni... 3

Dettagli

Enti Pubblici ASL AZIENDA UNITA' SANITARIA LOCALE ROMA G

Enti Pubblici ASL AZIENDA UNITA' SANITARIA LOCALE ROMA G Enti Pubblici ASL AZIENDA UNITA' SANITARIA LOCALE ROMA G Avviso Avviso pubblico, per titoli e colloquio, per la copertura a tempo determinato di n. 12 posti di Dirigente medico - Area medica e delle specialità

Dettagli

REGOLAMENTO PER IL DIRITTO DI ACCESSO AGLI ATTI DELL AMMINISTRAZIONE COMUNALE

REGOLAMENTO PER IL DIRITTO DI ACCESSO AGLI ATTI DELL AMMINISTRAZIONE COMUNALE = = = = = = REGOLAMENTO PER IL DIRITTO DI ACCESSO AGLI ATTI DELL AMMINISTRAZIONE COMUNALE Adottato con deliberazioni consiliari n. 56 dell 08.11.95 e n. 6 del 24.01.96 INDICE Art. 1 Oggetto e finalità

Dettagli

Consiglio Nazionale del Notariato

Consiglio Nazionale del Notariato Consiglio Nazionale del Notariato REGOLAMENTO DEL FONDO DI GARANZIA DI CUI AGLI ARTT. 21 E 22 DELLA LEGGE 16 FEBBRAIO 1913, N. 89 E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI Capo I Istituzione e finalità del Fondo di garanzia

Dettagli

La definizione L approccio

La definizione L approccio I BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI (BES) La definizione Con la sigla BES si fa riferimento ai Bisogni Educativi Speciali portati da tutti quegli alunni che presentano difficoltà richiedenti interventi individualizzati

Dettagli

Legge 22 maggio 1978, n. 194. Norme per la tutela sociale della maternità e sull interruzione volontaria della gravidanza

Legge 22 maggio 1978, n. 194. Norme per la tutela sociale della maternità e sull interruzione volontaria della gravidanza Legge 22 maggio 1978, n. 194 Norme per la tutela sociale della maternità e sull interruzione volontaria della gravidanza (Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale Gazzetta Ufficiale del 22 maggio 1978, n. 140)

Dettagli

Regolamento per gli interventi e servizi sociali del Comune di Milano

Regolamento per gli interventi e servizi sociali del Comune di Milano Regolamento per gli interventi e servizi sociali del Comune di Milano approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 19 del 6 febbraio 2006 e rettificato con deliberazione del Consiglio Comunale

Dettagli

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI MODENA E REGGIO EMILIA DIPARTIMENTO DI BIOLOGIA. (Avviso al pubblico) IL DIRETTORE DEL DIPARTIMENTO DI BIOLOGIA

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI MODENA E REGGIO EMILIA DIPARTIMENTO DI BIOLOGIA. (Avviso al pubblico) IL DIRETTORE DEL DIPARTIMENTO DI BIOLOGIA UNIVERSITA DEGLI STUDI DI MODENA E REGGIO EMILIA DIPARTIMENTO DI BIOLOGIA Modena, il _ 11.01.2012 Prot. N 9 Pos. N /_ (Avviso al pubblico) IL DIRETTORE DEL DIPARTIMENTO DI BIOLOGIA VISTO il DPR 22 dicembre

Dettagli

NUOVE REGOLE IN MATERIA DI STATO DI DISOCCUPAZIONE DAL 1 GENNAIO 2014

NUOVE REGOLE IN MATERIA DI STATO DI DISOCCUPAZIONE DAL 1 GENNAIO 2014 NUOVE REGOLE IN MATERIA DI STATO DI DISOCCUPAZIONE DAL 1 GENNAIO 2014 COME ACQUISIRE LO STATO DI DISOCCUPAZIONE Lo stato di disoccupazione si compone di un elemento oggettivo (lo stato di privo di lavoro),

Dettagli

TERMINI E CONDIZIONI DI UTILIZZO

TERMINI E CONDIZIONI DI UTILIZZO Informazioni Societarie Fondazione Prada Largo Isarco 2 20139 Milano, Italia P.IVA e codice fiscale 08963760965 telefono +39.02.56662611 fax +39.02.56662601 email: amministrazione@fondazioneprada.org TERMINI

Dettagli