Percorsi di lavoro. Dal carcere al lavoro Percorsi per il reinserimento di persone in esecuzione penale

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1 UNIUNEA EUROPEANĂ GUVERNUL ROMÂNIEI MINISTERUL MUNCII, FAMILIEI şi PROțEC IEI SOCIALE AMPOSDRU Fondul Social European POSDRU Instrumente Structurale ADMINISTRAțIA NAțIONALĂ A PENITENCIARELOR Percorsi di lavoro Dal carcere al lavoro Percorsi per il reinserimento di persone in esecuzione penale

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3 DAL CARCERE AL LAVORO PERCORSI PER IL REINSERIMENTO DI PERSONE IN ESECUZIONE PENALE PROGETTO SOCIAL Strategia per l Occupazione e Qualificazione tramite l Apprendimento ed Attività per la Libertà POSDRU/69/61/S/32810 Az PROGETTO COFINANZIATO DALL UNIONE EUROPEA, FONDO SOCIALE EUROPEO, PROGRAMMAZIONE

4 Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Direzione Generale per le politiche attive e passive del lavoro Dirigente: Marianna D Angelo Coordinamento del progetto SOCIAL: Lucilla Di Rico Isfol - Progetto Cooperazione transnazionale Responsabile: Antonella Attanasio Gruppo di lavoro progetto SOCIAL: Gianluca Calzolari Giovanna de Mottoni Maria Di Saverio Maria Grazia Mastrangelo Testo: a cura di Maria Grazia Mastrangelo Editing: a cura di Giovanna de Mottoni e Maria Di Saverio Progetto grafico: Sectio sas Traduzione in romeno: a cura di Clara Oprea Data di pubblicazione: Luglio 2012 Isfol, Corso d Italia, Roma Tel Web:

5 Voci di dentro, voci di fuori: riannodare il filo spezzato RISTRETTI ORIZZONTI

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7 INDICE INDICE Prefazione 9 Introduzione 13 Il lavoro come alternativa al reato: un confronto tra Italia e Romania 17 Parte I Lo stato dell arte in Italia Percorsi di reinserimento Le caratteristiche peculiari Un tentativo di schematizzazione Una possibile visione d insieme Alcuni nodi critici 32 Parte II Lo stato dell arte in Romania Il contesto romeno La sperimentazione del progetto SOCIAL Gli obiettivi generali I risultati principali Gli elementi distintivi e il valore aggiunto Gli elementi di criticità 40 5

8 DAL CARCERE AL LAVORO PERCORSI PER IL REINSERIMENTO DI PERSONE IN ESECUZIONE PENALE Parte III Il confronto tra Italia e Romania 43 3 Analogie e differenze tra i due Paesi Un possibile percorso di reinserimento socio-lavorativo 46 trasferibile nel conte-sto romeno 6

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11 PREFAZIONE Prefazione Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali tra le sue linee di intervento strategiche e di indirizzo promuove la coesione economica e sociale ed un mercato del lavoro inclusivo, in linea con le politiche comunitarie, ritenendo ciò una priorità fondamentale a garanzia di quanti sono a rischio di povertà e di emarginazione sociale. L intento è che queste persone possano fruire delle opportunità e delle risorse necessarie per partecipare pienamente alla vita economica, sociale e culturale del proprio Paese e vivere dignitosamente. Uno dei principali strumenti della politica di coesione é il Fondo Sociale Europeo che sostiene, tra l altro, azioni mirate per l inclusione e l integrazione delle fasce a rischio di emarginazione. Esso supporta, infatti, gli Stati membri nel fornire gli strumenti idonei ad affrontare le nuove sfide del mercato del lavoro nell era della globalizzazione, con particolare attenzione alle fasce svantaggiate. È in tale ambito che si inserisce il progetto SOCIAL per il reinserimento e l integrazione degli ex detenuti, cofinanziato dal PON Sviluppo Risorse Umane FSE Romania 2007/2013 e coordinato dall Amministrazione Penitenziaria Nazionale rumena. L intervento ha un ampio partenariato rumeno e italiano e il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali vi ha aderito con grande interesse, ritenendo molto importante la cooperazione transnazionale in tale ambito sulla base di precedenti esperienze maturate nel Programma di iniziativa comunitaria Equal e nell adesione alla rete europea Ex Offenders Community of Practice ExOCoP. In occasione del Policy Forum 2012, ExOCoP ha ribadito, attraverso la Dichiarazione di Berlino, l impegno della rete a riconoscere il diritto delle persone in esecuzione penale alla riabilitazione e all accompagnamento per il reinserimento a pieno titolo nella società, attraverso l istruzione, la formazione e 9

12 DAL CARCERE AL LAVORO PERCORSI PER IL REINSERIMENTO DI PERSONE IN ESECUZIONE PENALE l occupazione. La capacità di lavorare in sinergia, di fare rete di tutti i soggetti coinvolti nel trattamento dei detenuti e nel loro reinserimento sociale, una volta usciti dal carcere, è fondamentale e strategica per un percorso positivo che non solo eviti loro la recidiva, ma che sia anche in grado di restituire dignità, speranza, opportunità di riscatto. Il progetto SOCIAL, partendo dall esperienza delle cooperative sociali di tipo B maturata nel sistema carcerario italiano, ha voluto individuare e sperimentare in Romania alcuni percorsi innovativi di facilitazione all inserimento lavorativo attraverso dispositivi di incrocio tra domanda ed offerta di lavoro, nonché di accompagnamento nel percorso post pena, nel passaggio delicato e cruciale verso la libertà. Giunti al termine dell intervento, sono stati realizzati da Isfol, ente in house del Ministero con consolidata esperienza nel settore, alcuni testi che analizzano ed elaborano i principali risultati emersi e che possono rappresentare preziosi strumenti di lavoro e di sensibilizzazione per coloro che operano nel sistema carcerario e nell economia sociale, dunque operatori, formatori, manager, decisori politici, con la finalità di eliminare le barriere sociali ed i pregiudizi, migliorare i servizi e facilitare il reinserimento delle persone in esecuzione penale, attraverso il lavoro, massima espressione di cittadinanza e di effettiva libertà. Cons. Paola Paduano Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Direzione Generale politiche attive e passive del lavoro 10

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15 INTRODUZIONE Introduzione SOCIAL è un progetto finanziato dal Fondo Sociale Romeno il cui core è rappresentato dallo sviluppo dell economia sociale come strumento per l inclusione degli ex detenuti e dall intervento sugli attori chiave dei sistemi della giustizia, della formazione e del lavoro della Romania. Avviato nel 2009, si concluderà nel settembre 2012, utilizzando il modello italiano delle imprese sociali e le esperienze sull inclusione dei soggetti svantaggiati maturate nella precedente e attuale programmazione, in particolare nell ambito del Transnational Learning Network Fse Ex Offenders Community of Practice ExOCoP. Principali obiettivi di SOCIAL sono: lo sviluppo di cooperative sociali la formazione di ex detenuti in vista del loro reinserimento lavorativo lo sviluppo delle competenze dei detenuti in regime aperto per la loro integrazione nel mercato del lavoro dopo il rilascio la sperimentazione di piani di sviluppo personalizzati durante la detenzione e nella transizione dalla detenzione al post-rilascio il rafforzamento delle capacità e competenze degli operatori dell amministrazione penitenziaria e del settore privato e privato sociale. Il progetto è coordinato dall Amministrazione Penitenziaria rumena e si realizza attraverso un partenariato che in Romania si avvale di enti di ispirazione religiosa, quali Federatia Filantropia e Patriarchia Rumena, e in Italia del Ministero del Lavoro - Direzione Generale per le Politiche Attive e Passive del Lavoro; del Ministero della Giustizia - Dipartimento dell Amministrazione Penitenziaria, Ufficio Esecuzione Penale Esterna di Palermo; dell Unione degli Assessorati alle Politiche Socio-Sanitarie e del Lavoro; di Éupolis Lombardia - Istituto Superiore per la Ricerca, la Stati- 13

16 DAL CARCERE AL LAVORO PERCORSI PER IL REINSERIMENTO DI PERSONE IN ESECUZIONE PENALE stica e la Formazione; di Obiettivo Lavoro - Agenzia per il Lavoro SpA. Organismo attuatore per il Ministero del Lavoro è l Isfol, Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori, ente di ricerca pubblico sottoposto alla vigilanza del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali - Progetto Cooperazione transnazionale, di cui è responsabile Antonella Attanasio. Il Progetto intende trasferire nella sperimentazione rumena l esperienza pluriennale acquisita in materia di progettazione di percorsi e strumenti per l inclusione di soggetti svantaggiati e, in particolare, di persone in uscita dal circuito penale. Il know-how transnazionale è maturato soprattutto a livello comunitario, sia nella passata programmazione nell ambito del Programma Equal di cui l Isfol è stata Struttura Nazionale di Supporto, sia in quella attuale, nella citata rete europea ExOCoP della quale l Isfol è partner. SOCIAL vede inoltre il concorso fattivo di altre aree dell Istituto, secondo un approccio sinergico che, da un lato, punta a valorizzare le singole professionalità impegnate ma, soprattutto, consente una visione sistemica rispetto alla complessità del target trattato. Le finalità di SOCIAL sono eminentemente pratiche: dotare il sistema dell amministrazione penitenziaria romena di strumenti e metodi che possano favorire l inserimento o il reinserimento nella società civile di detenuti ed ex-detenuti. Dal Carcere al Lavoro - Percorsi per il reinserimento di persone in esecuzione penale, descrive e collega il dibattito in corso in Italia e in Romania sui possibili e molteplici itinerari di reinserimento socio-lavorativo per le persone in uscita dal circuito penale. Si tratta di un prodotto che muove da sperimentazioni effettivamente realizzate in Italia e in corso in Romania, che, lungi dall essere esaustive, intendono offrire un panorama di riferimento utile per quanti operano per l inclusione di tali soggetti. Antonella Attanasio Isfol - Progetto Cooperazione transnazionale 14

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19 INTRODUZIONE Il lavoro come alternativa al reato: un confronto tra Italia e Romania Raggiungere la meta è sempre arduo, soprattutto se si parte svantaggiati. Essere stati in carcere, avere una condanna ancora da scontare, anche se fuori dalla cella, senza un abitazione, con problemi di salute, una famiglia traballante; vivere la sensazione quotidiana di non farcela nella solitudine del presente e con le lacerazioni del passato. Tutto questo può essere un buon presupposto non solo per non farcela, ma per rimanere impantanati chissà dove. Se all orizzonte appare un opportunità di sostegno, qualcuno che ti indichi i luoghi in cui trovare delle risposte, che ti ascolti per capire quanto di positivo esista ancora dentro di te, allora la meta può essere almeno individuata. Se si materializza un aiuto concreto, una possibilità di crescere professionalmente, di avere un opportunità per una messa alla prova, per rimettersi nel giro del lavoro legale, allora la meta esce dalle nebbie che l avvolgono. Se, infine, tutto questo avviene con qualcuno accanto, che ti accompagni nelle difficoltà del percorso e nei momenti di cedimento, allora forse la meta può essere, se non raggiunta, sicuramente avvicinata. 1 Questo in sintesi il significato del progetto SOCIAL, nell ambito del quale questo documento è stato elaborato da Maria Grazia Mastrangelo del gruppo di lavoro del Progetto Cooperazione Transnazionale dell Isfol e che, a partire dallo studio di casi esemplari, ha la finalità di delineare i pos- 1 Associazione Ora D Aria Onlus, Verso il lavoro, Quaderni di Ora D Aria, OKprint, Roma,

20 DAL CARCERE AL LAVORO PERCORSI PER IL REINSERIMENTO DI PERSONE IN ESECUZIONE PENALE sibili percorsi per l inserimento lavorativo e l inclusione sociale di persone in esecuzione penale. Tali percorsi hanno al centro il lavoro come alternativa concreta al reato, sia durante la fase della detenzione quale elemento di rieducazione, sia nella fase post-detentiva al fine di escludere il ricorso al crimine quale unico mezzo di sussistenza. Il detenuto deve essere avviato al lavoro non tanto per essere sottratto all'ozio avvilente, quanto perché il lavoro è insieme un dovere sociale, un diritto costituzionale, un essenziale strumento di rieducazione e di reinserimento e contribuisce al superamento di forme di dipendenza dagli altri a favore di una relazione adulta, connotata da una maggiore autonomia decisionale e dalla consapevolezza di occupare un ruolo attivo e produttivo. Per realizzare inserimenti lavorativi di qualità, però, la presa in carico del detenuto deve essere assunta molto tempo prima dell'inserimento lavorativo, quando il detenuto è ancora in carcere. Con lui si sviluppa un itinerario progressivo (orientamento, formazione e qualificazione professionale, inserimento nei laboratori intramurari) che sfocia nel tirocinio con borsa-lavoro in azienda o nell inserimento in una cooperativa sociale di transizione e si attua completamente con la sottoscrizione di un contratto di lavoro stabile o con l avvio d impresa in forma individuale o collettiva. Le forme che tale itinerario verso il lavoro può assumere sono molteplici, come si è visto dall analisi dei casi di studio, cosicché non è opportuno parlare di un modello d intervento italiano ma di possibili percorsi di reinserimento socio-lavorativo. Di questi percorsi si possono mettere in risalto le caratteristiche e le azioni comuni, che ne costituiscono le costanti pur nella diversificazione dei territori e dei contesti di intervento e che, in quanto tali, ne possono rappresentare i presupposti per la trasferibilità e replicabilità in Romania. Al fine di verificare, appunto, la trasferibilità e la replicabilità nel contesto degli elementi chiave dei percorsi di reinserimento delle persone in esecuzione penale realizzati in Italia, si sono svolte a Roma il 21 e 22 giugno 2011 due giornate di lavoro dal titolo Dal carcere al lavoro: percorsi di reinserimento per ex detenuti. Un confronto tra Italia e Romania. L evento ha inteso promuovere l individuazione dei punti di forza e delle criticità dei percorsi italiani di reinserimento lavorativo di (ex) detenuti e degli elementi di trasferibilità (precondizioni, valore aggiunto, fattibilità), a partire da un confronto 18

21 INTRODUZIONE con la Romania in termini di sistema normativo, assetto organizzativo e ripartizione delle competenze tra gli attori centrali e locali rumeni. Il meeting ha visto la partecipazione di: 1. Referenti istituzionali del Ministero del Lavoro italiano, dell Amministrazione Nazionale Penitenziaria in Romania, dell Isfol; 2. partner italiani e rumeni del progetto SOCIAL; 3. operatori ed esperti, italiani e rumeni, appartenenti alle Amministrazioni/organismi chiave del processo di reinserimento delle persone sottoposte a provvedimenti giudiziari (Province, Comuni, Centri per l impiego, ecc.); 4. rappresentanti di sei progetti italiani; particolare attenzione è stata dedicata agli attori intervistati nell ambito dei case studies che, attraverso la loro testimonianza, hanno cercato di descrivere ai partecipanti il quadro d insieme delle esperienze realizzate. Entrambe le giornate hanno preso avvio da una presentazione del progetto SOCIAL e delle attività realizzate dall ISFOL su mandato del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali italiano. In particolare, la prima era rivolta agli operatori italiani e rumeni e centrata sull illustrazione dei percorsi/casi di studio e sull analisi e confronto, attraverso la realizzazione di due gruppi di lavoro, tra esperienze e metodologie adottate in Italia e in Romania. Alla luce delle esposizioni che delineavano diversi ipotesi di percorso/raccordo tra il carcere e il mondo del lavoro sono state indagate analogie e differenze più evidenti tra i due Paesi, nell ottica di una contaminazione positiva ed efficace a favore del reinserimento degli (ex) detenuti. La seconda giornata è stata dedicata al confronto tra attori istituzionali del sistema italiano e, stakeholder rumeni, a partire dalla presentazione dei risultati emersi durante la prima giornata di lavoro. Nel dettaglio, i macro temi individuati su cui è si è sviluppato il dibattito nei tre panel di discussione sono stati: Panel A. Lavoro (ruolo e mandato delle imprese sociali e for profit); Panel B. Servizi per il (re)inserimento (Centri per l Impiego, servizi sociali, ecc.); Panel C. Servizi di accompagnamento al lavoro ed all inclusione sociale (Terzo Settore). Nella prima parte del presente documento sono illustrati gli elementi di- 19

22 DAL CARCERE AL LAVORO PERCORSI PER IL REINSERIMENTO DI PERSONE IN ESECUZIONE PENALE stintivi dei percorsi di reinserimento italiano e di cui si è cercato di fornire una visione d insieme, non tralasciandone però quelli che sono ancora i punti di criticità. Nella seconda parte sono illustrati il contesto, la strategia rumena per il reinserimento socio-occupazionale delle persone in esecuzione penale, la sperimentazione implementata dal progetto SOCIAL e la sua portata innovativa in Romania, gli elementi di debolezza che, nel sistema, ancora permangono. Infine, nella terza parte vengono delineate le differenze e le similitudini tra i sistemi e gli approcci nei due Paesi così come sono emersi dallo scenario meeting di Roma, nonché quelli che sono gli elementi mutuabili dai percorsi di reinserimento in Italia. 20

23 INTRODUZIONE 21

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25 PARTE I LO STATO DELL ARTE IN ITALIA

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27 PARTE I 1.Percorsi di reinserimento 1.1 Le caratteristiche peculiari I percorsi esaminati 2 hanno come prima caratteristica quelli di proporre, seppur diversamente combinate ed organizzate, azioni integrate di: a) informazione ed orientamento professionale/al lavoro, con la finalità di intervenire sull aumento di occupabilità dei detenuti attraverso azioni informative individuali e di gruppo, colloqui volti alla predisposizione di banche dati di detenuti nelle condizioni di accesso a percorsi di inserimento (da incrociare con banche dati aziende disponibili dei Centri per l Impiego), colloqui di orientamento volti alla definizione di progetti personalizzati, colloqui di sostegno, motivazione e preparazione all inserimento lavorativo. b) formazione professionale, con la finalità di intervenire sull aumento dell occupabilità dei detenuti, attraverso attività formative in impresa o volte alla costituzione d impresa per aumentare le competenze professionali e trasversali. Le attività sono riferibili a percorsi di tirocinio/stage in aziende esterne o all alternanza formazione/lavoro intramuraria. c) accompagnamento al lavoro, con la finalità di supportare la persona, accompagnandola nella fase di inserimento lavorativo. In questa area 2 Cfr. Report Studio di Casi Dal carcere al lavoro: il reinserimento socio lavorativo di persone in esecuzione penale, report Studio di Casi, ISFOL, Progetto SOCIAL, Roma,

28 DAL CARCERE AL LAVORO PERCORSI PER IL REINSERIMENTO DI PERSONE IN ESECUZIONE PENALE di intervento si possono distinguere l inserimento lavorativo esterno in azienda (con borse lavoro o contratti di assunzione nelle sezioni di inserimento) e quello interno nei laboratori di produzione e lavoro (gestiti da cooperative sociali con commesse da imprese profit o con servizi per l Amministrazione penitenziaria). La sperimentazione in un contesto produttivo interno o esterno al carcere rappresenta anche per i detenuti un esperienza per l acquisizione di competenze professionali e trasversali ed una risorsa occupazionale. Nell ambito di tali azioni integrate esistono, poi, interventi direttamente rivolti ai beneficiari finali ed interventi rivolti ai sistemi. Entrambi concorrono al raggiungimento dell obiettivo dell inclusione sociale attraverso il lavoro, al potenziamento dell occupabilità delle persone in esecuzione penale ed al miglioramento dei contesti che ne favoriscono l occupazione. Azioni rivolte direttamente ai beneficiari finali Relativamente alle azioni dirette ai beneficiari finali si può affermare che tutte le esperienze analizzate sono caratterizzate ed accomunate da: - attività di accoglienza, informazione, azione filtro-diagnostica, counselling orientativo (interno ed esterno al carcere), creando così un forte anello di congiunzione tra il dentro e il fuori - attività di presa in carico globale dell individuo, non rivolta esclusivamente all inserimento lavorativo (con bilancio delle competenze, sottoscrizione di un patto, preparazione portfolio, Cv, vidimazione dell'ispettorato del lavoro della documentazione occorrente, ecc.), ma comprensiva di interventi che toccano una sfera più ampia: famigliare, alloggiativa, sanitaria, giuridica (ricongiungimento familiare, genitorialità, reperimento alloggio, accesso al diritto, accesso ai servizi di cura, ecc.). In generale, Il flusso delle attività per la presa in carico dei soggetti beneficiari degli interventi si differenzia, per alcuni aspetti, a seconda che il detenuto si trovi ancora in carcere, in misura alternativa, in art. 21 o sia già in libertà. Le differenze, peraltro marginali, riguardano gli attori coinvolti nel processo, alcune attività ed i luoghi di esecuzione delle stesse - attività per l elaborazione concertata del progetto di intervento e supporto socio lavorativo, il reperimento delle imprese disponibili e l inserimento in tirocinio, con borsa lavoro, in work experience, in sezioni d inserimento con assunzione 26

29 PARTE I - attività di formazione non tradizionali e strettamente collegate al mercato del lavoro locale - attività di tutoring (affiancamento, accompagnamento, mediazione, supporto, consulenza al tirocinante e all'azienda, verifica periodica, ricerca e proposte per la prosecuzione delle attività lavorative in forma subordinata o autonoma) - attività di ricostruzione di una rete amicale e sociale. Senza la ricostruzione di una rete sociale ed amicale le persone possono tornare a fare nuovamente scelte di devianza o di criminalità. Azioni rivolte ai sistemi Per quanto riguarda le azioni rivolte ai sistemi, gli elementi distintivi delle esperienze considerate fanno unanimemente riferimento alla modalità ed agli approcci di seguito descritti. La prima è una modalità di intervento fortemente centrata sul coordinamento interistituzionale 3, nel rispetto delle reciproche competenze, di condivisione di risorse/opportunità e sulla transdisciplinarità dell equipe operativa. In generale, lo schema organizzativo 4 proposto è così articolato: 1. Gruppo interistituzionale con funzioni di coordinamento generale e supervisione, composto da: - Dirigente dell Assessorato regionale Formazione e Lavoro - Dirigente dell Assessorato regionale Politiche sociali - Dirigente/responsabile del Centro per I Impiego (CPI) - Direzione Area Trattamentale Interna - Direzione Ufficio Esecuzione Penale Esterna (UEPE) - Garante dei diritti delle persone private della libertà personale, - Direzione/Responsabili Divisione Lavoro (Provincia e Comune) - Direzione/Responsabile Divisone Adulti in difficoltà (Provincia e Comune) - Coordinamento Gruppi/Comitati di azione locale (Es. GOL progetto CaRTeSIO o Comitati Locali Area Esecuzione Penale Adulti del progetto PEGASO). 3 Il coordinamento interistituzionale è generalmente ratificato da protocolli, accordi quadro, convenzioni. 4 L elenco dei due gruppi di lavoro non ha pretesa di esaustività. 27

30 DAL CARCERE AL LAVORO PERCORSI PER IL REINSERIMENTO DI PERSONE IN ESECUZIONE PENALE 2. Equipe operativa transdisciplinare che garantisce unitarietà agli interventi attraverso la loro gestione integrata. L equipe operativa è costituita da operatori provenienti dai diversi ambiti disciplinari individuati in funzione della costruzione dei percorsi e della gestione degli stessi. In genere, partecipano ai lavori dell equipe gli operatori di: - CPI territorialmente competente - Direzione Trattamentale Interna - U.E.P.E./SP.IN. (sportello informativo) - Servizi sociali Comune - Servizi sanitari (in particolare con gli operatori dei SER.T.) - Soggetti attuatori (Agenzie di formazione, orientamento e inserimento lavorativo, Cooperative Sociali, Imprese, Associazioni di promozione sociale e volontariato, culturali, sportive,..). All interno dell equipe transdisciplinare si può ravvisare il coinvolgimento di differenti profili professionali: responsabili del caso/coordinatori/case manager, operatori di sportello, orientatori, educatori professionali, assistenti sociali, psicologi/psicoterapeuti, mediatori socio culturali, agenti di accesso al diritto, tutor dell accompagnamento sociale, tutor dell accompagnamento lavorativo, tutor aziendale, tutor della formazione, operatori professionisti nella ricerca imprese, fund raiser, tecnici artigiani, docenti, formatori, responsabili della transizione al lavoro, promotori d impresa, consulenti di marketing. Alcuni svolgono un ruolo costante, altri intervengono per le attività che richiedono la loro specifica competenza professionale. La seconda modalità è rappresentata dal lavoro di rete e, in particolare, dal consolidamento ed animazione delle reti territoriali di sostegno attivate, affinché siano capaci di: - aggregare tutti gli attori coinvolti (multiattoriali) - proporre strumenti di partecipazione e condivisione delle strategie e delle modalità operative - estendersi e coinvolgere, di volta in volta, tutte le agenzie/servizi pubblici e del privato sociale che possono farsi carico delle difficoltà vissute dalla persona e dalla sua famiglia (formali ed informali). In sostanza le reti devono essere nel contempo stabili (quelle interistituzionali) ma anche mobili e temporanee perché centrate sul soggetto preso in carico. 28

31 PARTE I Infine, la terza modalità fa riferimento alla continuità/stabilizzazione delle iniziative attraverso l attività di ricerca di risorse economiche con: - elaborazione e presentazione progetti ad Enti pubblici, ad associazioni, a privati (Fondazioni bancarie), ecc. - richiesta di donazioni ed elargizioni liberali - fund raising - sensibilizzazione del mondo imprenditoriale per l assunzione di soggetti usciti dall esperienza del carcere e/o la messa a disposizione di reti di commercializzazione dei prodotti - coinvolgimento attivo dell economia sociale e sua alleanza con il sistema imprenditoriale del territorio per l esternalizzazione e l affidamento di attività produttive da parte dell imprese profit. 1.2 Un tentativo di schematizzazione Le griglie riassuntive delle macroaree di intervento che seguono rappresentano naturalmente solo un tentativo, non esaustivo, di descrivere i possibili percorsi e le tipologie di attività in atto in Italia per il reinserimento socio-lavorativo delle persone in esecuzione penale, così come sono risultati dall analisi delle esperienze esemplari selezionate. Va, inoltre, precisato che la schematizzazione in sequenza delle attività ha solo la funzione di semplificarne la descrizione, poiché nella realtà il principio che regola gli interventi è spesso quello della contemporaneità (ad es. accoglienza/informazione/orientamento e coordinamento servizi integrati per l accompagnamento al lavoro, inserimento lavorativo esterno e formazione in alternanza con tirocini, borse lavoro, ecc.). Allo stesso modo, nelle macroaree descritte sono presenti, al contempo, azioni rivolte direttamente ai beneficiari e azioni rivolte ai sistemi. Infine, non sempre tutte le attività sono implementate. 29

32 RACCOMANDAZIONI DI POLICy PER IL REINSERIMENTO DI PERSONE IN ESECUZIONE PENALE Macroarea Tipologia di servizio Tipologia di attività INFORMAZIONE ED ORIENTAMENTO PROFESSIONALE / AL LAVORO Sportelli di Informazione orientamento interni ed esterni A. Accoglienza/informazioni (rilevazione bisogni, scheda anagrafica, ecc.) B. Counselling orientativo (scheda anagrafica professionale, bilancio competenze, orientamento individuale e di gruppo, costruzione Cv e lettera presentazione, ecc.) C. Supporto all inserimento lavorativo (progetto professionale, ricerca aziende per tirocini, stage, borse lavoro, ecc.) D. Azioni di supporto al sistema aziende/raccordo con gli attori dell inserimento (reti multiattoriali, ecc.) E. Interventi di segretariato sociale F. Accompagnamento ai servizi del territorio G. Mediazione culturale H. Azioni di accesso al diritto (legale)/ai diritti I. Orientamento extra - professionale (progetto di vita, reti familiari, amicali) L. Sostegno psicologico individuale/mediazione familiare FORMAZIONE PROFESSIONALE Attività formative volte all inserimento lavorativo in azienda Attività formative volte alla costituzione d impresa A. Formazione propedeutica all inserimento lavorativo B. Formazione di base C. Formazione tecnica D. Orientamento ai tirocini d impresa E. Avvio di tirocini formativi A. Attività formative volte alla costituzione d impresa B. Consulenza alla costituzione d impresa C. Costituzione d impresa (collettiva o individuale) D. Attività di promozione dell impresa/ cooperativa sociale 30

33 PARTE I Macroarea Tipologia di servizio Tipologia di attività Inserimento lavorativo esterno A. Presa in carico per l inserimento lavorativo esterno B. Formazione in situazione (tirocini, stage, work experience) C. Inserimento lavorativo (borsa lavoro, socio lavoratore in cooperativa di transizione, contratto subordinato, lavoro autonomo) D. Affiancamento/accompagnamento nell inserimento o nello start up impresa ACCOMPAGNAMENTO AL LAVORO Laboratori di produzione e servizi interni al carcere A. Rilevazione bisogni dei detenuti B. Progettazione laboratori (identificazione delle filiere praticabili nell ambiente carcerario) C. Selezione attori del territorio per avvio attività (Istituzioni, imprese, cooperative sociali, soggetti attuatori, ecc D. Pianificazione attività laboratoriali E. Orientamento all inserimento nei laboratori (ricostruzione motivazione al lavoro, recupero abilità trasversali e sociali, ecc.) Coordinamento e concertazione di servizi integrati A. Censimento degli attori locali per l inserimento e definizione delle loro funzioni (costituzione gruppo interistituzionale ed equipe interdisciplinare) B. Accesso al servizio (per l impiego, agenzia lavoro inclusione, mediazione al lavoro, sociale, sanitario ecc.) C. Elaborazione percorso personalizzato D. Presa in carico globale (dalla scarcerazione al reinserimento sociale e lavorativo) E. Tutoraggio sociale F. Case management 31

34 RACCOMANDAZIONI DI POLICy PER IL REINSERIMENTO DI PERSONE IN ESECUZIONE PENALE 1.3 Una possibile visione d insieme GRUPPO INTERISTITUZIONALE Impresa di inserimento e lavoro o cooperativa sociale di produzione e servizi ACCOMPAGNAMENTO DA DENTRO IMPIANTO DI LABORATORI A FUORI DI PRODUZIONE E LAVORO INTRAMURARIO Accoglienza / orientamento / informazione Sviluppo ed animazione di reti formali ed informali COORDINAMENTO E CONCERTAZIONE DI SERVIZI INTEGRATI DENTRO Accompagnamento al lavoro intramurario Beneficiari Accompagnamento all inserimento lavorativo esterno Beneficiari FUORI FORMAZIONE LAVORO TUTORAGGIO Formazione in situazione/alternanza formazione/lavoro Identificazione di filiere produttive praticabili nell ambiente intramurario Cooperativa sociale REINSERIMENTO SOCIO LAVORATIVO EQUIPE TRANS-DISCIPLINARE 1.4 Alcuni nodi critici Come si è visto, se il carcere viene accompagnato da meccanismi di controllo, di responsabilizzazione, di avvicinamento alle vittime, di risarcimento del danno e di lavoro, allora il percorso non è più effimero e provvisorio, ma si trasforma in qualcosa di concreto e solido. Nella speranza di poter consolidare i percorsi già sperimentati ed affrontare nuove risposte e nuove sfide, appare opportuno, per concludere, enucleare alcuni dei maggiori nodi critici (intra ed extra murari) che tutt ora permangono, anche allo scopo di stimolare il confronto e la discussione tra i partner del progetto SOCIAL. 32

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