COMUNE DI INVERIGO Provincia di Como

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1 COMUNE DI INVERIGO Provincia di Como REGOLAMENTO COMUNALE PER L ESERCIZIO DELL ATTIVITÀ DI ESTETISTA Approvato con atto C. C. n. 58 del Modificato con atto C.C. n. 7 del Modificato con atto C.C. n 27 del IL SINDACO F.to Alberto Bartesaghi IL SEGRETARIO COMUNALE F.to Dr. Piraino Giuseppe

2 I N D I C E CAPO I - DISPOSIZIONI GENERALI Art. 1 Oggetto del Regolamento Pag. 4 Art. 2 Definizione dell attività Pag. 4 Art. 3 Esercizio dell attività Pag. 4 Art. 4 Requisiti professionali Pag. 5 Art. 5 Tipologia delle autorizzazioni Pag. 5 Art. 6 Attività a domicilio Pag. 6 Art. 7 Commissione Consultiva Comunale Pag. 6 Art. 8 Compiti della Commissione Consultiva Pag. 6 Art. 9 Funzionamento della Commissione Consultiva Pag. 7 Art. 10 Ricorsi Pag. 7 CAPO II - NORME PER L ESERCIZIO DELL ATTIVITÀ Art. 11 Comunicazione di inizio attività Pag. 8 Art. 12 Inizio dell attività Pag. 8 Art. 13 Obblighi successivi l inizio dell attività Pag. 9 Art. 14 Cessazione dell attività o modificazione della titolarità Pag. 9 Art. 15 Trasferimento della sede Pag. 9 CAPO III - REQUISITI STRUTTURALI E FUNZIONALI PER L ESERCIZIO DELL ATTIVITÀ Art. 16 Accertamenti igienico-sanitari Pag. 10 Art. 17 Caratteristiche dei locali Pag. 10 Art. 18 Caratteristiche delle attrezzature Pag. 10 Art. 19 Caratteristiche dei prodotti utilizzati Pag. 11 Art. 20 Informazione e pubblicizzazione delle attività Pag. 11 Art. 21 Controlli sanitari del personale Pag. 11 CAPO IV - ORARI, TARIFFE, DISTANZE E COEFFICIENTI Art. 22 Orari Pag. 11 Art. 23 Tariffe Pag. 12 Art. 24 Distanze tra esercizi Pag. 12 Art. 25 Coefficiente per il rilascio dell autorizzazione Pag. 12 C12APO V - CONTROLLI E SANZIONI Art. 26 Controlli Pag. 12 Art. 27 Sanzioni Pag. 12 Art. 28 Abusivismo Pag. 13 Art. 29 Sospensione, revoca e decadenza dell attività Pag. 13 Art. 30 Provvedimento d urgenza Pag. 13 2

3 CAPO VI - NORME TRANSITORIE E FINALI Art. 31 Conversione delle vecchie autorizzazioni Pag. 13 Art. 32 Abrogazione di norme precedenti Pag. 14 Art. 33 Entrata in vigore del presente Regolamento Pag. 14 3

4 CAPO I - DISPOSIZIONI GENERALI Art. 1 - Oggetto del Regolamento 1) Il presente Regolamento disciplina in tutto il territorio comunale l attività di estetista, sia essa esercitata da imprese individuali, sia in forma societaria di persone o di capitale e svolta in luogo pubblico e privato, anche a titolo gratuito, secondo quanto stabilito dalla L.R n. 48 e dalla Legge n. 1 nonché, ove applicabili e compatibili, dalle norme di cui alla Legge n. 161, modificata dalla Legge n ed integrata dalla Legge n ) Tale attività e l uso dei prodotti definiti in base alle direttive CEE e alla L.R. n. 713 dell e delle apparecchiature in essa consentite, sono regolamentate dalla Legge 01/90 nonché dal Decreto n del 13 marzo 2003 della Direzione Generale della Sanità n Art. 2 Definizione dell attività 1) L attività di estetica comprende tutti gli interventi posti in atto sulla persona e volti a mantenere o migliorare l aspetto fisico, secondo canoni e criteri condivisi dalla persona stessa. Gli interventi possono essere effettuati sulla cute e annessi, a condizione che non abbiano finalità curative e quindi non coinvolgano aree cutanee o di annessi affette da manifestazioni patologiche. In particolare gli interventi di piercing sono consentiti esclusivamente sul lobo dell orecchio. Il piercing su mucose, cartilagini o altre sedi cutanee, anche in relazione al possibile utilizzo di strumenti chirurgici, può essere effettuato nelle strutture ove viene esercitata l attività di estetista o con caratteristiche igienico-sanitarie similari, purchè da personale medico, in attesa che vengano istituiti corsi di qualificazione professionale anche per operatori sanitari. 2) Non rientrano tra le attività di estetica la correzione chirurgica di inestetismi o malformazioni che, per le implicazioni ed i possibili effetti collaterali, sono ricondotti tra le attività sanitarie e/o di medicina estetica, istituti di estetica medica, profumerie e qualsiasi altro luogo, anche a titolo gratuito per soci o per promozione di qualche prodotto, devono sottostare alle leggi e disposizioni di cui all articolo 1 del presente Regolamento. 3) L applicazione di piercing può essere esercitata nei confronti di minorenni solamente previo consenso di chi ne abbia la potestà. 4) Nel caso in cui tale attività venga svolta in palestre, club, circoli privati, case di cura, ospedali, ricoveri per anziani o a domicilio degli stessi, istituti di estetica medica, profumerie e qualsiasi altro luogo, anche a titolo gratuito per soci o per promozione di qualche prodotto, devono sottostare alle leggi e disposizioni di cui all articolo 1 del presente Regolamento. Art. 3 Esercizio dell attività 1) Chiunque intenda esercitare nell ambito territoriale comunale l attività di estetista deve presentare comunicazione di inizio attività al Comune, nell ambito dello Sportello Unico per le Imprese, ove questo sia costituito, e per conoscenza, al dipartimento di prevenzione dell ASL, previo parere della competente commissione comunale prevista dal successivo art. 7 e tenuto conto delle disposizioni disciplinate dai successivi artt. 24 e 25. 4

5 2) Ogni modifica sostanziale dei locali che comporta l utilizzo di nuove attrezzature successivo all inizio dell attività, è soggetta alla sola comunicazione all ASL. 3) Non è consentito lo svolgimento dell attività di estetista in forma ambulante, salvo che la stessa sia esercitata a favore di persone impegnate in attività inerenti la moda e lo spettacolo, o persone ammalate, immobilizzate o handicappate, ovunque esse residenti, da titolari collaboratori, soci o dipendenti di imprese già autorizzate ad operare in sede fissa, come previsto dal presente Regolamento. 4) Può essere esercitata l attività congiunta di barbiere o parrucchiere nella stessa sede, compatibilmente con la disponibilità prevista dal successivo art. 25, purché per ogni specifica attività il titolare sia in possesso delle rispettive qualificazioni professionali o esista un socio lavorante provvisto delle relative qualificazioni professionali. 5) I locali adibiti all attività di estetista devono essere separati da quelli eventualmente destinati all attività di barbiere o parrucchiere. Art. 4 Requisiti professionali 1) L attività di estetista può essere esercitata previo accertamento del possesso, da parte dell impresa richiedente, dei seguenti requisiti: a) iscrizione al Registro ditte della C.C.I.A.A. nel caso di società non artigiane; b) idoneità sanitaria del personale addetto, ivi compreso il titolare, ai sensi delle disposizioni vigenti in materia; c) idoneità igienico-sanitaria dei locali e delle attrezzature attestata dall ASL di competenza; d) qualificazione professionale previo acquisizione da parte del titolare o della maggioranza dei soci lavoranti o del direttore dell azienda, conseguita ai sensi dell art. 2 della Legge n. 1142, dell art. 4 della L.R. n. 48 del e dell art. 3 della Legge n. 1; e) il rispetto delle distanze minime tra il nuovo esercizio e i preesistenti ai sensi del successivo art ) Le attività di piercing sul lobo dell orecchio e di tatuatore possono essere effettuate nelle Strutture ove viene esercitata l attività di estetista o con caratteristiche igienico sanitarie similari, purché da estetiste per le quali sia valutata l abilità tecnica e la conoscenza dei rischi sanitari e delle modalità per evitarli. Art. 5 - Tipologia delle autorizzazioni 1) Nel caso di società non artigiana deve essere indicata la persona che assume la direzione dell azienda. Il direttore dovrà essere in possesso della qualificazione professionale relativa all autorizzazione richiesta. I soci ed i dipendenti che esercitano professionalmente l attività di estetista devono essere comunque in possesso della qualificazione professionale. 5

6 Art. 6 - Attività a domicilio 1) L attività di cui all art. 1 può essere svolta anche presso il domicilio dell esercente a condizione che i locali, gli ingressi ed i servizi igienici siano separati dagli altri adibiti a civile abitazione ed abbiano un idonea sala di attesa. Le caratteristiche dei locali dovranno soddisfare le esigenze previste dal Regolamento locale di igiene, beninteso che tali ambienti dovranno essere accessibili a soggetti portatori di handicap, come previsto dalla vigente legislazione per l eliminazione delle barriere architettoniche. L esercente, inoltre, dovrà consentire, con dichiarazione scritta e sottoscritta, i controlli da parte delle competenti autorità nei locali adibiti all esercizio della professione. Art. 7 - Commissione Consultiva Comunale 1) La Commissione Consultiva Comunale, prevista dall art. 2 bis della Legge n. 161, come modificata dalla Legge n. 1142, è nominata dalla Giunta Comunale e dura in carica 5 anni. 2) La Commissione Consultiva è presieduta dal Sindaco o da un suo delegato ed è così composta: a) da 3 rappresentanti della categoria artigiana designati dalle organizzazioni sindacali di categoria; b) da 3 rappresentanti dei lavoratori nominati dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori più rappresentative; c) dal responsabile del settore igiene pubblica dell ASL o da un suo delegato; d) dal Comandante dei Vigili Urbani o da un suo delegato; e) da un rappresentante della Commissione Provinciale per l artigianato o da un suo delegato artigiano della categoria residente nel Comune. Art. 8 - Compiti della Commissione Consultiva 1) La Commissione esprime pareri obbligatori ma non vincolanti nei seguenti casi: a) domande di nuove autorizzazioni; b) domande di trasferimento nei laboratori esistenti; c) domande di modifica o di aggiunta di una nuova tipologia in un laboratorio preesistente; d) revoca dell autorizzazione nei casi previsti dai successivi articoli; e) domande di subingresso in un attività preesistente se vengono richieste modificazioni all autorizzazione. 2) La Commissione dovrà essere sentita nel caso di modifica o revisione del presente Regolamento. 3) Il Presidente potrà sottoporre all esame della Commissione quegli argomenti che l Amministrazione comunale ritenesse utili per una corretta gestione dello specifico comparto. 4) Le domande devono essere esaminate secondo l ordine cronologico di presentazione delle stesse all Ufficio Protocollo del Comune. Nel caso in cui la domanda venga presentata incompleta, si prenderà per valida la data di presentazione del documento che successivamente la completerà. 6

7 Art. 9 - Funzionamento della Commissione Consultiva 1) Al fine di assicurare in ogni caso il funzionamento della Commissione, il Sindaco, qualora non pervenissero le anzidette designazioni entro il termine di 30 giorni dalla richiesta, provvede a scegliere i membri fra i titolari di imprese artigianali esplicanti l attività nel Comune, oppure fra i cittadini, rispettivamente in rappresentanza degli artigiani e delle organizzazioni sindacali, demandando alla Giunta Comunale la costituzione della medesima. 2) Per la validità delle riunioni della Commissione è necessaria, in prima convocazione, la presenza di almeno la metà più uno dei suoi componenti, e in seconda convocazione con qualsiasi numero di membri purché non inferiore a quattro. I pareri sono adottati con la maggioranza dei voti espressi dai presenti. In caso di parità prevale il voto del Presidente. 3) Tra la prima e la seconda convocazione della Commissione deve intercorrere un intervallo di almeno 2 giorni. 4) In caso di dimissioni o perdita dei requisiti, decesso o assenza ingiustificata per oltre 3 sedute consecutive di uno o più rappresentanti di cui alle lettere a), b), e) del precedente art. 7, la Giunta Comunale provvede alla sostituzione. La designazione del nuovo membro spetta all organizzazione che aveva provveduto alla prima designazione; in caso di silenzio valgono le norme di cui al primo comma del presente articolo. 5) Il segretario della Commissione è un funzionario comunale, nominato dal Sindaco, senza diritto di voto. 6) Il voto della Commissione può essere segreto quando ciò sia richiesto da almeno un terzo dei presenti. 7) Qualora la Commissione non si pronunci entro 30 giorni dalla presentazione della domanda al Comune, il Sindaco è tenuto a decidere immediatamente sul rilascio dell autorizzazione. 8) L ordine del giorno deve essere inviato ai membri almeno 5 giorni prima della seduta e può essere modificato o integrato solo con il consenso di tutti i componenti presenti. 9) La procedura per il rinnovo della Commissione va iniziata almeno 3 mesi prima della sua scadenza. Art Ricorsi 1) Il provvedimento del Sindaco di rifiuto di accordare l autorizzazione, deve essere sufficientemente motivato e notificato al richiedente entro 60 giorni dalla presentazione della domanda. 2) Contro il provvedimento del Sindaco, che rifiuta l autorizzazione o ne dispone la revoca, è ammesso il ricorso alla Giunta Regionale entro il termine di 30 giorni, o al Tribunale Amministrativo Regionale entro il termine di 60 giorni, dalla data di notificazione della decisione. 7

8 CAPO II - NORME PER L ESERCIZIO DELL ATTIVITA Art. 11 Comunicazione di inizio attività 1) La comunicazione di inizio attività di estetista deve essere presentata al Comune, nell ambito dello Sportello Unico delle Imprese, ove questo sia costituito, e deve contenere i seguenti requisiti essenziali: a) cognome e nome, luogo e data di nascita, residenza e codice fiscale del richiedente; b) denominazione della ditta che intende esercitare l attività; c) precisa ubicazione del locale o dei locali ove esercitare l attività; d) caratteristiche strutturali di arredo e attrezzature inerenti l esercizio dell attività. 2) Alla comunicazione devono essere allegati, al momento della presentazione, i seguenti documenti: a) certificato di residenza; b) planimetria dei locali in scala 1/50, ove si intende esercitare l attività; c) certificazione della qualificazione professionale del richiedente o della maggioranza dei soci o del Direttore nel caso di Società non artigiana; d) copia autentica dell atto costitutivo e dello statuto della Società depositato c/o la cancelleria del Tribunale o dell atto costitutivo di S.D.F. depositato c/o l Ufficio del Registro. 3) Nel caso di impresa individuale, la comunicazione deve essere presentata dal titolare della stessa in possesso della qualificazione professionale ; qualora l autorizzazione sia richiesta da impresa gestita in forma societaria, questa deve essere presentata dal legale rappresentante della società o da tutti i soci nel caso di S.D.F. 4) Nel caso di società artigiana ai sensi della Legge n. 443, deve essere indicato il socio o i soci in possesso della qualifica professionale relativa all autorizzazione richiesta. Art. 12 Inizio dell attività 1) L attività può essere iniziata solo dopo il parere della Commissione di cui al precedente art. 7 e previo accertamento dei requisiti di cui al precedente art. 4 e dei successivi artt. 24 e 25. 2) La comunicazione di inizio attività deve essere altresì corredata da un atto notorio sostitutivo in cui il titolare dichiarerà che le apparecchiature utilizzate sono conformi alla Legge 1/90. 3) Prima dell inizio dell attività il richiedente dovrà presentare il nulla-osta di agibilità dei locali, rilasciato dal Sindaco, ai sensi degli artt. 220 e 221 del T.U. Leggi Sanitarie. 4) L autorizzazione dovrà essere esposta nel locale destinato alle attività ed esibita ad ogni richiesta di funzionari od agenti della forza pubblica o di quelli preposti al controllo sanitario. 5) Coloro che esercitano l attività presso Enti, Istituti, Associazioni ed eccezionalmente presso il domicilio del cliente, devono recare con sé l autorizzazione o copia di essa ed esibirla ad ogni richiesta degli organi di vigilanza. 8

9 6) Dell avvenuto inizio dell attività il Comune, o lo Sportello Unico delle Imprese ove questo sia costituito, provvede ad informare i seguenti uffici: a) la Commissione provinciale per l artigianato; b) la Camera di Commercio I.A.A. c) l Ufficio Igiene pubblica dell ASL. Art. 13 Obblighi successivi l inizio dell attività 1) Chi ha iniziato l attività dovrà produrre, entro 120 giorni dall inizio della stessa, al competente ufficio comunale, il certificato di iscrizione all Albo Imprese Artigiane o Registro delle Ditte per le imprese non artigiane. 2) La mancata presentazione della suddetta documentazione comporta la sospensione dell attività sino alla regolarizzazione di quanto richiesto. 3) L apertura dell esercizio dovrà avvenire entro 180 giorni dalla comunicazione di inizio attività pena la decadenza dell autorizzazione, come previsto dal successivo art. 27 del presente Regolamento. Art Cessazione dell attività o modificazione della titolarità 1) Entro 30 giorni dalla cessazione dell attività il titolare deve darne comunicazione scritta al Comune, unitamente alla riconsegna dell autorizzazione al competente ufficio comunale. Trascorso tale termine l autorizzazione è da intendersi revocata per decadenza. 2) Nel caso in cui il richiedente, in possesso della qualificazione professionale, succeda ad un attività esistente e regolarmente autorizzata, questi potrà continuare l attività del cedente dopo aver presentato la comunicazione di cui all art. 3 con allegata copia del contratto di cessione dell azienda debitamente registrato. 3) In caso di morte o di invalidità permanente del titolare dell autorizzazione, il coniuge ed i figli potranno trasferire ugualmente ad altri l autorizzazione come previsto dal precedente comma. 4) In caso di decesso del titolare, il coniuge, i figli maggiorenni o minori emancipati o il tutore dei figli minorenni dell imprenditore deceduto, possono essere titolari dell autorizzazione per un periodo massimo di 5 anni o fino al compimento della maggiore età dei figli minorenni, senza l accertamento della qualificazione professionale, purché l attività venga svolta da personale qualificato. 5) Decorso il citato periodo l autorizzazione potrà essere revocata, salvo che uno dei legittimi eredi non comprovi di essere in possesso dei requisiti di cui all art. 3 della Legge 1/90. Art Trasferimento della sede 1) Coloro che intendono trasferire la sede dell attività in un altra località del territorio comunale, dovranno presentare apposita comunicazione al Comune, o allo Sportello Unico delle Imprese ove questo sia costituito, osservando le norme del presente Regolamento ad eccezione delle norme sulle distanze di cui al successivo art

10 CAPO III REQUISITI STRUTTURALI E FUNZIONALI PER L ESERCIZIO DELL ATTIVITÀ Art Accertamenti igienico-sanitari 1) L accertamento dei requisiti igienico-sanitari dei locali, delle attrezzature e delle suppellettili destinati allo svolgimento dell attività di estetista, nonché dell idoneità sanitaria delle persone addette all esercizio, è di competenza dell Ufficio Igiene Pubblica dell ASL. Art. 17 Caratteristiche dei locali 1) I locali devono essere adeguatamente aeroilluminati ed il numero dei posti lavoro, rispetto alla superficie complessiva, deve essere tale da consentire che il diametro di ciascuna postazione sia pari ad almeno 1,5 m. 2) Pavimenti, pareti ed arredi debbono essere di materiale tale da consentire una facile pulizia e sanificazione. 3) Il servizio igienico, disimpegnato, deve essere in uso esclusivo all attività in presenza di almeno 5 posti-lavoro o tre addetti, o, comunque, direttamente raggiungibile dall area lavoro. Il servizio igienico deve essere dotato di rubinetteria a comando non manuale, distributore di sapone liquido e di asciugamani monouso. Art. 18 Caratteristiche delle attrezzature 1) Le attrezzature utilizzate per l esercizio delle attività devono corrispondere alle caratteristiche di conformità anche ai fini della sicurezza ed essere mantenute in tale stato. 2) Per l esercizio delle attività di estetista possono essere utilizzate le attrezzature di cui alla legge 1/90 e all allegato della Legge Regionale 48/89 ed ulteriori successive modifiche o integrazioni. 3) Tutte le attrezzature che prevedono il contatto diretto con cute e mucose devono essere o del tipo monouso o sottoposte, dopo ogni uso, al lavaggio con soluzioni detergenti ed asciugate naturalmente o con salviette monouso. 4) Le attrezzature taglienti o comunque utilizzate per tatuaggi, piercing, manicure e pedicure, debbono essere monouso o sottoposte dopo ogni trattamento a sterilizzazione con mezzi fisici o chimici, le cui modalità siano certificate e la cui efficacia sia verificabile e documentata. 5) I cicli di somministrazione di raggi UVA, i tatuaggi, i piercing al di fuori del lobo auricolare, devono essere registrati nominalmente: i dati derivanti sono soggetti alla tutela di cui al vigente Codice Privacy e possono essere acquisiti dai soli organi di vigilanza. 6) Nel caso in cui l attività venga svolta presso il domicilio dell esercente o presso Enti, Associazioni, Istituti ed uffici, questi ambienti devono avere i requisiti di cui all art. 6 del presente Regolamento. 10

11 Art. 19 Caratteristiche dei prodotti utilizzati 1) Nella pratica del tatuaggio debbono essere utilizzati pigmenti atossici-sterili. 2) I prodotti cosmetici utilizzati debbono essere a norma dell attuale legislazione in materia. Essi devono essere rigorosamente impiegati per gli usi consentiti e secondo le indicazioni riportate sulle confezioni. In particolare è vietato miscelare tra loro prodotti cosmetici: questi devono essere sempre conservati nelle confezioni originali. 3) Non possono essere venduti alla clientela prodotti cosmetici destinati ai soli usi professionali; i prodotti destinati alla vendita diretta della clientela devono essere in confezione originale con etichettatura ed avvertenze in lingua italiana. Art. 20 Informazione e pubblicizzazione delle attività 1) Ogni esercizio deve dotarsi di una carta dei servizi che sarà trasmessa, per conoscenza, alla ASL competente per territorio. Qualora tale strumento non fosse disponibile, in occasione di campagne pubblicitarie dovrà essere trasmesso alla ASL il relativo materiale divulgativo. 2) Prima di ogni trattamento, il cliente deve essere informato sugli effetti attesi e gli eventuali indesiderati, come pure sulle controindicazioni. 3) Per i trattamenti fisici di esposizione ai raggi UVA, i tatuaggi ed i piercing deve essere acquisita per ognuno il consenso informativo al trattamento. In particolare deve essere acquisito il consenso, da parte di chi ne abbia la potestà, nei confronti dei minori. 4) La pubblicizzazione delle attività è consentita nelle forme previste per le attività artigiane, ma non può prevedere, in alcun modo, l attribuzione di proprietà terapeutiche né di effetti non documentati ai trattamenti proposti. Art Controlli sanitari del personale 1) Il personale addetto all esercizio dell attività di estetista non può essere assunto in servizio o prestare la sua opera, anche se trattasi del titolare dell esercizio, se non dopo che, a richiesta dei singoli interessati, il settore Igiene Pubblica dell ASL di competenza abbia accertato e certificato l idoneità fisica e l assenza di malattie infettive e contagiose. 2) Tale visita dovrà essere annualmente rinnovata e l esito sarà annotato nell apposito libretto sanitario che deve essere conservato nel negozio per gli opportuni controlli. 3) Le visite periodiche sopra menzionate sono valide anche ai fini dei controlli sanitari previsti per il personale apprendista. CAPO IV - ORARI, TARIFFE, DISTANZE E COEFFICIENTI Art Orari 1) Gli orari giornalieri dell attività di estetista e delle giornate di chiusura annuali, vanno stabiliti con Ordinanza del Sindaco, sentite le organizzazioni sindacali di categoria e la Commissione comunale. 11

12 2) È fatto obbligo al titolare dell esercizio di esporre l orario, preventivamente segnalato e vidimato dall Amministrazione Comunale, in maniera ben visibile dall esterno del negozio. 3) In deroga all orario stabilito è concessa la facoltà di proseguire l attività a porte chiuse per l ultimazione delle prestazioni in corso oltre i limiti di orario. Art Tariffe 1) Le organizzazioni di categoria stabiliscono le tariffe di riferimento comunicandole al Sindaco. 2) Il titolare dell esercizio dovrà esporre le proprie tariffe in maniera ben visibile all attenzione della clientela, possibilmente in prossimità della cassa dell esercizio stesso. Art Distanze tra esercizi 1) L autorizzazione all apertura di un esercizio viene rilasciata a condizione che tra l esercizio di cui si chiede l apertura ed i preesistenti esercizi, intercorra almeno una distanza di 600 metri. 2) Per le autorizzazioni all esercizio di attività plurime le distanze devono essere riferite ai parametri previsti per le singole attività oggetto di autorizzazione. 3) La misurazione delle distanze fra gli esercizi dovrà effettuarsi dalle mezzerie degli ingressi più vicini, anche se secondari, seguendo il percorso pedonale più breve. L attraversamento della strada verrà effettuato ad angolo retto, non seguendo necessariamente un attraversamento pedonale. In caso di dubbio fra i diversi sistemi di misurazione verrà tenuta valida la distanza minore. Art Coefficiente per il rilascio dell autorizzazione 1) Il rapporto tra la popolazione residente e fluttuante ed il numero di esercizi viene stabilito in n. 1 esercizio di estetista ogni abitanti. 2) Nel caso in cui l incremento della popolazione, sia residente che fluttuante, sia tale da consentire il rilascio di una ulteriore autorizzazione, oltre a quelle esistenti al momento dell entrata in vigore del presente Regolamento, la stessa dovrà essere rilasciata prioritariamente nelle Frazioni in cui non operano esercizi per l attività di estetista. CAPO V - CONTROLLI E SANZIONI Art Controlli 1) Gli Agenti della Polizia Locale e della Forza Pubblica, incaricati alla vigilanza delle attività previste nel presente Regolamento, sono autorizzati ad accedere per gli opportuni controlli in tutti i locali, compresi quelli presso il domicilio in cui si svolgono le attività suddette. Art Sanzioni 1) L esercizio dell attività di estetista senza i requisiti professionali è soggetto alla sanzione amministrativa prevista dall art. 12, comma 1, della Legge n

13 2) L esercizio dell attività di estetista senza l autorizzazione comunale è soggetto alla sanzione amministrativa prevista dall art. 12, comma 2, della Legge n. 1. 3) Le altre violazioni alle norme del presente Regolamento, quando non costituiscano un reato contemplato dal codice penale o da altre leggi o regolamenti generali, sono soggette alla sanzione da un minimo di. 77,00 ad un massimo di. 500,00 con la procedura di cui alla Legge n Art Abusivismo 1) Il Sindaco ordina in via immediata la cessazione dell attività quando questa viene esercitata senza autorizzazione e dispone l esecuzione dell ordinanza mediante applicazione della formula di cui all art. 475 del c.p.c. Art Sospensione, revoca e decadenza dell attività 1) L attività per l esercizio di estetista, può essere sospesa per violazione delle disposizioni vigenti in materia, tenuto conto della gravità e della recidività delle stesse, o per la mancata presentazione della documentazione di cui al precedente art. 12, entro i termini prescritti. 2) La chiusura dell esercizio di estetista e la revoca dell autorizzazione è disposta qualora vengano meno i requisiti soggettivi ed oggettivi che ne hanno determinato l inizio della attività. La medesima sarà dichiarata decaduta qualora il titolare non attivi l esercizio entro 180 giorni dalla comunicazione di inizio attività o l abbia sospesa per un periodo di 3 mesi senza preventiva autorizzazione del Sindaco. 3) I relativi provvedimenti sono notificati all interessato entro 20 giorni. 4) La sospensione dell attività per comprovati gravi motivi di salute, non comporta la decadenza al diritto di esercitare. Art Provvedimenti d urgenza 1) Indipendentemente dall applicazione delle penalità contemplate nel precedente art. 25, nei casi contingibili ed urgenti determinati da ragioni di igiene, anche se non previsti nel presente Regolamento, potranno essere adottati dal Sindaco provvedimenti d ufficio a norma del T.U. D.Lgs. n. 267/000, quali: la chiusura dell esercizio; la sospensione dell autorizzazione; l allontanamento del personale affetto da malattie infettive e diffusive e non più fisicamente idoneo; l effettuazione di disinfezioni speciali e straordinarie, o qualunque altra misura necessaria ed idonea alla tutela della pubblica igiene e sanità. CAPO VI - NORME TRANSITORIE E FINALI Art Conversione delle vecchie autorizzazioni 1) Entro 6 mesi dall entrata in vigore del presente Regolamento, i titolari di autorizzazioni per l esercizio dell attività di estetista, rilasciata a norma della Legge n. 161 modificata dalla Legge n. 1142, dovranno presentare apposita istanza di conversione della precedente autorizzazione in base alle disposizioni contemplate nel presente Regolamento. 13

14 2) L assegnazione delle nuove tipologie verrà stabilita dal Sindaco, sentita la Commissione di cui al precedente art. 7. Art Abrogazione di norme precedenti 1) Restano abrogate tutte le precedenti disposizioni riguardanti la materia e, in modo particolare, il Regolamento adottato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 141 in data Art Entrata in vigore del presente Regolamento 1) Il presente Regolamento entrerà in vigore, nel rispetto del vigente Statuto Comunale, il primo giorno del mese successivo all esecutività della deliberazione di approvazione. 14

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