Villalta R.*, Giovani C.**, Moretuzzo M:**, Telesca M.**, Tramontin L.**

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1 IL CATASTO REGIONALE DEGLI IMPIANTI RADIOELETTRICI IN FRIULI VENEZIA GIULIA: GEOREFERENZIAZIONE DEGLI IMPIANTI, ANALISI CARTOGRAFICA, VALUTAZIONE TEORICA ED ANALITICA DEI CAMPI ELETTROMAGNETICI Villalta R.*, Giovani C.**, Moretuzzo M:**, Telesca M.**, Tramontin L.** *ARPA FVG Direzione centrale Settore Fisica Ambientale, p.zza Grande, Palmanova (UD) ** ARPA FVG Dip. di Udine Sezione Fisica Ambientale, via Tavagnacco Udine Abstract Con l articolo 4, comma 17, della L.R. 2/2000 [1] è stato istituito nella regione Friuli Venezia Giulia il Catasto Regionale delle sorgenti fisse degli impianti radioelettrici per telecomunicazioni e radiotelevisivi con potenza superiore ai 5 W. La sua realizzazione ha lo scopo di consentire una conoscenza, con un alto grado di aggiornamento, della situazione degli impianti installati sul territorio, utile anche per fini amministrativi e normativi, nonché di permettere la stima dei livelli dei campi elettromagnetici generati da queste sorgenti e la valutazione delle condizioni di esposizione della popolazione. Di seguito sono descritte le caratteristiche dell archivio informatico costituente la parte integrante del catasto, le modalità di realizzazione e di consultazione ed i primi risultati derivanti dalla capillare indagine sul territorio con l individuazione di aree particolarmente critiche. I. INTRODUZIONE Il catasto della regione Friuli Venezia Giulia delle sorgenti fisse degli impianti radioelettrici per telecomunicazioni e radiotelevisivi, con potenza media fornita al sistema radiante superiore a 5 Watt, è stato istituito ai sensi dell art. 4, comma 17, della L.R. n. 2 del [1]; la legge citata ne affida la realizzazione e la gestione all ARPA FVG. I principi di realizzazione del catasto sono definiti da uno specifico decreto della Direzione Regionale dell Ambiente [2] che ne prescrive i requisiti. Questi possono essere suddivisi in tre categorie principali: a) localizzazione geografica e caratteristiche anagrafiche e tecniche degli impianti radioelettrici: gestore, indirizzo del sito, coordinate geografiche, quota della base dell impianto s.l.m., altezza dal suolo dei centri elettrici, numero di celle, orientamenti rispetto al Nord, tilt meccanici ed elettrici, potenza al connettore d antenna, frequenze di funzionamento, diagrammi di irradiazione orizzontale e verticale delle antenne; b) caratterizzazione dell area interessata dall installazione dell impianto nel raggio di 500 m: individuazione delle aree in cui sia prevista una permanenza di persone superiore alle 4 ore giornaliere ovvero edifici e relative pertinenze esterne, scuole di ogni ordine e grado, ospedali, poliambulatori e case di cura, caserme di leva e dei vigili del fuoco e capitanerie di porto, numero di abitanti per sezioni censuarie rilevato dal censimento del 1991, numero di abitanti per

2 comune rilevati dal censimento del 2001, documentazione fotografica dell impianto; c) valori di campo elettrico misurato o calcolato. II. MODALITÀ DI REALIZZAZIONE E FINALITÀ DEL CATASTO A. Localizzazione geografica e caratteristiche anagrafiche e tecniche degli impianti radioelettrici I dati anagrafici e tecnici relativi a questa prima categoria di informazioni sono stati forniti, in prima istanza, dal Ministero delle Comunicazioni Ispettorato Territoriale del Friuli Venezia Giulia ed, in seguito, dai gestori degli impianti. Per quanto riguarda gli impianti di telefonia mobile i dati di catasto sono esaustivi, grazie anche al fatto che la realizzazione di nuove SRB o la riconfigurazione di SRB già esistenti è regolamentata dalle L.R. n. 13 del [3] e L.R. n. 13 del [4] che prevedono l emissione di un parere tecnico preventivo da parte dell ARPA; tale attività, regolata da procedure interne [9], prevede la valutazione teorica dei livelli di campo elettromagnetico, tenendo in considerazione tutti gli impianti presenti nella zona di nuova installazione (o modifica) e, quindi, obbliga i gestori a fornire all Agenzia un progetto completo dell impianto con tutti i dati radioelettrici e, per effetto delle verifiche post-installazione, al rispetto del progetto dichiarato in fase di installazione. Per quanto riguarda gli impianti radiotelevisivi, in alcuni casi i dati tecnici e la georeferenziazione sono da completare. Questa situazione è dovuta principalmente all assenza di una normativa che obblighi i gestori a fornire i dati dei propri impianti all ARPA; di conseguenza, spesso, la risposta alle richieste di integrazione dati è lasciata alla discrezione delle singole emittenti. A questo si può aggiungere il fatto che il mercato delle emittenti radio è in continua e rapida evoluzione tanto da rendere difficile un immediato aggiornamento delle sigle. Vi sono, inoltre, altre sorgenti fisse che rientrano nella definizione della L.R. 2/2000 [1], ad esempio gli impianti radioamatoriali. Per questi ed altri tipi di impianti (polizia, capitanerie di porto, impianti civili,...) la raccolta di informazioni è risultata molto difficoltosa tanto da non permettere, ad oggi, la loro catalogazione. Per tutti gli impianti individuati sul territorio, principalmente SRB e impianti radiotelevisivi, sono state fornite le coordinate piane Gauss-Boaga, fuso Est, (±1 m), per permettere la riferibilità alla Carta Tecnica Regionale, e la quota di base dell impianto s.l.m. Alla data del il numero di impianti radioelettrici sul territorio del Friuli Venezia Giulia è di In tabella 1 è riportata la suddivisione per tipologia. Per impianti radio e TV si intendono i sistemi radianti individuati, per ogni sito, dalla frequenza assegnata. Tabella 1: impianti radioelettrici da catasto FVG SRB 993 TV 448 Radio 468 Totale impianti 1909

3 In figura 1 si riporta la distribuzione territoriale degli impianti suddivisa in impianti SRB per telefonia cellulare ed impianti per la radiotelediffusione. Figura 1 B. Caratterizzazione dell area interessata dall installazione e documentazione fotografica dell impianto Nell intorno di ogni impianto, entro un raggio di 500 m, sono state individuate tutte le aree ove è prevista una permanenza di persone non inferiore alle 4 ore. A tale scopo è stato estrapolato dal tema poligoni della CTRN un tema contenente gli edifici ai quali, mediante una operazione di analisi spaziale, sono state associate la quota piede e la quota gronda. Per rendere più completa la definizione del territorio, sono state isolate anche le aree definite dalle pertinenze private esterne in modo da evidenziare le zone dove, a prescindere dalla frequenza di esercizio dell impianto, sono applicabili come limiti i valori di cautela previsti dall art. 4, comma 2 del D.M. 381/98 [5]. Tra tutti gli elementi descrittivi dell area intorno all impianto, citati nell paragrafo precedente, particolare interesse riveste l individuazione delle scuole, degli ospedali, dei parchi giochi e delle caserme di leva in quanto percepite dalla popolazione come siti sensibili; tale operazione ha richiesto una attività non solo cartografica ma anche di analisi del territorio. Questa parte si completa anche con informazioni relative alla densità di popolazione che insiste sul territorio. Infatti sono stati creati i temi contenenti sia il numero di abitanti per sezioni censuarie rilevati dal censimento del 1991, sia il numero di abitanti per comune come da censimento C. Valori di campo elettrico misurato o valutato Per quanto riguarda il campo elettrico generato dagli impianti presenti nel territorio, le misure sono state eseguite secondo i criteri di seguito specificati. In alcuni casi, relativi a territori comunali con la sola presenza di SRB, il campo elettrico è stato valutato tramite simulazione degli impianti. I criteri per la scelta dei punti di misura in ogni comune sono stati i seguenti: misure in prossimità degli impianti, misure in prossimità di tutte le scuole e, in assenza di impianti e scuole, almeno un punto di misura in ogni frazione del comune in esame, al fine di dare una copertura territoriale la più completa possibile.

4 Le misure sono state eseguite in banda larga, nell intervallo di frequenze tra 100 khz e 3 GHz, prevalentemente a livello del suolo stradale in aree liberamente accessibili dalla popolazione e non in pertinenze private. L accesso a queste ultime è stato limitato ai casi ritenuti strettamente necessari. La metodologia utilizzata per l esecuzione delle misure è conforme alle modalità descritte dalla norma CEI [6] ed alle linee guida applicative ANPA-ARPA relative al DM 381/98. Poichè, in campo lontano, l intensità di campo elettrico, l intensità di campo magnetico e la densità di potenza sono correlate in ogni punto dello spazio tramite relazioni semplici, la rilevazione del solo valore di campo elettrico è sufficiente ad assicurare il rispetto dei limiti di esposizione previsti dalla legge. Su tutti i 219 comuni della regione sono state eseguite circa 7200 misure e in altri 800 punti il campo elettrico è stato calcolato. I risultati sono riassunti in figura 2, ove è evidenziato che la maggior parte (circa il 75 %) dei valori di campo elettrico è inferiore a 0.3 V/m, corrispondente alla sensibilità della strumentazione utilizzata. Figura 2 Le misure hanno portato ad individuare 15 località ove si sono riscontrati superamenti del valore di cautela o dei limiti di esposizione previsti dal D.M. 381/98 [5], dovuti principalmente a sorgenti radiotelevisive (vedi figura 3). In queste aree sono state realizzate o sono in programmazione le necessarie indagini in banda stretta. In alcuni casi è già stata avviata la procedura di riduzione a conformità, come previsto dalla norma vigente e secondo le modalità stabilite dal Protocollo di Intesa tra Regione Friuli Venezia Giulia/ Arpa FVG/ Ministero delle Comunicazioni Ispettorato Territoriale FVG [7]. L attività di valutazione teorica del campo elettrico è stata condotta con un programma di simulazione realizzato dall ARPA Piemonte che consente il calcolo dei livelli di campo in approssimazione di campo libero e lontano, partendo dai dati radioelettrici degli impianti e dai diagrammi di irradiazione delle singole antenne.

5 E comunque opportuno sottolineare che, nei comuni in cui il campo elettrico è stato solamente simulato, si sta procedendo all esecuzione di misure sul territorio al fine di evidenziare il reale livello di campo elettromagnetico. Figura 3a Figura 3b Figura 3: nella figura sono riportati solo i punti in cui si è misurato un campo elettrico superiore ai valori di attenzione fissati nel DM 381/98. Si nota come tali punti siano generalmente coincidenti con i siti che presentano impianti radiotelevisivi (fig.3a.). Generalmente, i siti in cui si sono misurati i livelli di campo maggiori non coincidono con gli impianti SRB (fig 3b). III. OTTIMIZZAZIONE DELL ARCHITETTURA DEL CATASTO SUL SISTEMA INFORMATIVO Una parte consistente dell attività relativa alla creazione del catasto regionale degli impianti radioelettrici è costituita dalla raccolta, dalla archiviazione dei dati e dalla individuazione di un interfaccia per la fruizione degli stessi. A. Database e Programma Gestionale L archiviazione informatica dei dati è organizzata in ambiente RDBMS gestito da un SQL Server L inserimento dei dati nel DB residente su un server centrale è mediato da un programma gestionale prodotto dall Arpa del Piemonte, anch esso residente sul server ma eseguibile sui singoli client previo riconoscimento tramite password dei vari utenti. Tale applicativo consente la gestione completa dei dati tecnico-amministrativi degli impianti nonchè delle misure eseguite sul campo. I dati relativi alle singole emittenti sono organizzati in Siti Logici, intesi come postazioni trasmittenti appartenenti ad un singolo gestore (che, quindi, può possedere molti siti distinti nella regione): questi contengono le informazioni anagrafiche e geografiche del sito; a ciascuno di essi vengono, inoltre, associate le fotografie degli impianti, i dati tecnici delle antenne trasmittenti, l evoluzione storica del sito e gli interventi ad esso collegati. Le misure sono archiviate separatamente in una sezione dell applicativo, che permette di inserire i singoli interventi di misurazione (intesi come singole sessioni di misura) con i dati amministrativi del luogo di verifica e da cui è possibile accedere ad

6 una tabella contenente i punti misurati e georeferenziati, inseriti attraverso un interfaccia tra DBSQL e ambiente GIS. B. L ambiente GIS La fruizione delle informazioni archiviate è possibile sia attraverso l applicativo (accesso di tipo tabulare) sia attraverso il sistema informativo geografico Arcview 3.2 della ESRI (accesso in mappatura geografica). Questa seconda tipologia permette di associare le informazioni tecnicoamministrative degli impianti alla loro distribuzione sul territorio. Essa è realizzata predisponendo su ciascun client un collegamento alla fonte dati basato su tecnologia ODBC (accesso in sola lettura per le tabelle desiderate), che viene sfruttata per la creazione dinamica di oggetti geografici (detti Temi Evento ), i quali riflettono in modo automatico lo stato di aggiornamento del DB, con il vantaggio di limitare al solo ambiente SQL l archiviazione delle nuove informazioni; tale automatismo ovvia alla necessità di estrarre i dati in file temporanei per la visualizzazione su GIS degli impianti o delle misure. Il GIS consente quindi una mappatura in tempo reale dei siti e permette la visualizzazione contemporanea della posizione dei vari impianti sovrapposti alla Carta Tecnica Regionale ed alle altre informazioni territoriali (edifici, scuole, sanità,...). Con questa mappatura è stato anche creato un collegamento all archivio fotografico, tramite Hot Link, con la possibilità di visualizzare alcune immagini relative agli impianti. Per l inserimento delle misurazioni sul territorio, si è scelta una procedura che sfrutta le potenzialità dell ambiente GIS. I punti vengono georeferenziati grazie ad un interfaccia realizzata, da questa Agenzia, in ambiente Arcview (Avenue) e residente sui singoli client. Questa estensione permette di collegarsi al DB, richiamando l intervento amministrativo precedentemente codificato. A quest ultimo resteranno associate le misurazioni. Contestualmente viene creato un tematismo geografico che permette la visualizzazione dei dati appena inseriti. Tale sistema ha il vantaggio di rendere immediata la localizzazione dei punti di misura sulla CTR e la loro automatica georeferenziazione anche in assenza di sistemi di rilevazione GPS (figura 4).

7 Figura 4: schermata del programma Arcview 3.2 con evidenziata l interfaccia grafica di inserimento misure. Lo stesso applicativo consente, quindi, l esportazione dei dati inseriti (indirizzo del punto di misura, valore del campo elettrico, coordinate, quota slm,...) in un formato leggibile da SQL Server. Questa fase intermedia permette di operare un ulteriore verifica sui dati da inserire: infatti, quotidianamente, i files esportati da ogni singolo client vengono controllati e compattati da un eseguibile sviluppato in Visual Basic.NET; possono, quindi, essere importati in SQL Server attraverso un DTS package appositamente creato. I dati così inseriti sono disponibili, in lettura e modifica, direttamente nel gestionale, associati al corrispondente intervento amministrativo. Per agevolare l analisi territoriale, è stata predisposta una mappatura dinamica che permette la visualizzazione di un tema geografico contenente le misure, opportunamente filtrate per comune, campo elettrico e quota della misura. Per adempiere pienamente alla delibera citata in introduzione, che prevede la possibilità da parte della Regione e degli enti pubblici autorizzati di accedere ai dati tecnici presenti nel DB, si sono create delle specifiche viste in SQL server che, tramite opportune query, estraggono i dati necessari ai singoli utenti e vengono esportate in formato tabulare quotidianamente ed in modo automatizzato. Sono, inoltre, stati forniti, in formato compatibile con qualsiasi ambiente GIS, i dati cartografici e territoriali. È stata, infine, predisposta una procedura per la pubblicazione dei dati aggiornati sul sito internet dell ARPA FVG.

8 IV. CONCLUSIONI La conoscenza del territorio dal punto di vista dell ubicazione degli impianti e l individuazione di aree a rischio è sicuramente uno dei più importanti risultati conseguiti dall istituzione del catasto. Alcune aree, infatti, sono ora sotto stretto monitoraggio; in esse sono state avviate campagne di misura mirate, allo scopo di documentare gli eventuali superamenti e dar seguito alle riduzioni a conformità previste nel D.M. 381/98 [5]. Un risultato, non meno importante, conseguito con la realizzazione dell archivio informatico del catasto, è la possibilità di accedere ai dati tecnici, pressoché completi, degli impianti di telefonia mobile. Questo permette la valutazione teorica dei livelli di campo elettromagnetico generato da tali sorgenti e consente, visto il ritmo di crescita delle richieste di installazione di nuovi impianti, un adeguato controllo sul territorio. Infine, l ottimizzazione dell architettura del catasto sul sistema informativo, gestendo la mappatura in tempo reale dei siti e l estrazione dei punti di misura, ha permesso di ottenere informazioni complete ed aggiornate per un monitoraggio del territorio sempre più efficace. La possibilità di consultazione delle informazioni da parte della Regione e degli enti autorizzati consente di poter dare risposte chiare ed immediate alla sempre più pressante domanda da parte della popolazione sullo stato dell inquinamento elettromagnetico in Friuli Venezia Giulia. V. REFERENZE [1] Bollettino Ufficiale della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Legge Regionale n. 2 del , art. 4, co. 17 [2] Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Direzione Regionale dell Ambiente, Decreto n. AMB/672-INIEL/1 del [3] Bollettino Ufficiale della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Legge Regionale n. 13 del [4] Bollettino Ufficiale della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Legge Regionale n. 13 del [5] D.M. 10 settembre 1998, n. 381 Regolamento recante norme per la determinazione dei tetti di radiofrequenza compatibili con la salute umana pubblicato nella G.U. 3 novembre 1998, n. 257 [6] GUIDA CEI Guida per la misura e la valutazione dei campi elettromagnetici tra 10 khz e 300 GHz, con riferimento all esposizione umana [7] Protocollo d intesa tra la Regione Friuli Venezia Giulia Direzione Regionale dell Ambiente, il Ministero delle Comunicazioni Ispettorato territoriale FVG e l Agenzia Regionale per la Protezione dell Ambiente per l esecuzione delle misure in contraddittorio in procedimenti di riduzione a conformità ai sensi del D.M , n. 381 e delle successive azioni di risanamento ai sensi della Legge 20 marzo 2001, n. 66, siglato il [8] Agenzia Nazionale per la Protezione dell Ambiente, RTI CTN_AGF 4/2001, Standard per la realizzazione delle banche dati delle sorgenti di inquinamento elettromagnetico (alte e basse frequenze)

9 [9] Agenzia Rergionale per la Protezione dell Ambiente del Friuli Venezia Giulia, Procedure per il rilascio di Pareri Tecnici preventivi all installazione di stazioni radiobase per il Servizio Pubblico di telefonia mobile, giugno 2002.

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