Crediti in sofferenza e crisi bancarie

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1 Crediti in sofferenza e crisi bancarie ISTITUTO PER L ALTA FORMAZIONE E LE ATTIVITA EDUCATIVE (I.P.E.) Napoli, 11 dicembre 2015 Giuseppe Boccuzzi

2 Agenda 1. Crisi bancarie e business model delle banche italiane 2. Il deterioramento del credito durante la crisi economicofinanziaria del Focus sulle procedure di crisi nel periodo

3 1. Crisi bancarie e business model delle banche italiane 3

4 Il modello di business nella vigilanza bancaria L analisi del modello di business delle banche costituisce uno dei pilastri del Supervisory Review and Evaluation Process (SREP) Framework di riferimento SREP Macro ambiti ed elementi chiave Categorisation of institutions (importanza sistemica, presenza geografica, dimensioni, business line) Monitoring of key indicators Business Model Analysis Assessment of internal governance and institution wide controls Assessment of risks to capital Assessment of risks to liquidity and funding Quantitative capital measures Overall SREP assessment Supervisory measures Quantitative liquidity measures Other supervisory measures Early intervention measures 4 Fonte: EBA

5 Il business model italiano è orientato all intermediazione tradizionale Crediti vs clienti / Totale Attività (%) 65% 63% 62% 59% 47% 50% 50% 51% % 29% 27% 39% 59% 57% Raccolta diretta / Totale Passività (%) 53% 56% 58% 58% 61% 62% 66% 65% Breakdown margine di intermediazione (%) 51% 44% 40% 50% 65% 64% 36% 38% 44% 38% 64% 62% 56% 62% 13% 25% 27% 24% 87% 75% 73% 76% Le masse intermediate e i relativi ricavi hanno strutturalmente costituito la componente principale del business model delle banche italiane, anche rispetto agli altri Paesi europei Ricavi banca commerciale (1) Ricavi da finanza (2) 5 Fonte: Banca d Italia, Relazioni Annuali, ABI. Note. (1) Margine di interesse da clientela + commissioni nette. (2) Redditi da attività finanziarie Costo del funding verso banche + Ricavi da trading

6 Il business model lega le performance delle banche italiane all andamento dell economia reale: l esperienza degli anni 90 e della recente crisi economico finanziaria Crisi bancaria anni 90 Rapporto Sofferenze / Impieghi Crisi bancaria anni ,0% 5,0% 0,0% ,0% ROE 8,0% 3,0% 2,0% Numero di procedure avviate Amministrazione Straordinaria Liquidazione Coatta Amministrativa Fonte: Banca d Italia, Relazioni Annuali, ABI.

7 L andamento delle sofferenze è fortemente correlato alle principali variabili macroeconomiche Correlazione Sofferenze vs Tasso di disoccupazione Correlazione Sofferenze vs Debito pubblico / PIL Sofferenze / Impieghi 15% % % % 4% 6% 8% 10% 12% 14% Tasso di disoccupazione Sofferenze / Impieghi 15% % % % 90% 100% 110% 120% 130% 140% Debito pubblico / PIL Sofferenze / Impieghi Correlazione Sofferenze vs Investimenti / PIL % % % % 10% 15% 20% 25% 30% Investimenti / PIL 7 Fonte: Banca d Italia, Relazioni Annuali. Fondo Monetario Internazionale

8 Le innovazioni regolamentari hanno introdotto criteri più stringenti nella classificazione e valutazione dei crediti European Comprehensive Assessment (AQR e stress test) Supervisory Review and Evaluation Proces (SREP) Omogeneizzazione classificazione crediti (forbearance & NPL) IFRS 9: da «incurred loss» a «expected credit loss» (in vigore dal 1 gennaio 2018) Basilea 3: Rischio di credito, Advanced Internal Based Rating Models 8 Fonte: Banca d Italia, Relazioni Annuali. ECB. IMF.

9 Un confronto internazionale della qualità del credito (giugno 2015) Deteriorati / Impieghi Deteriorati / PIL Coverage deteriorati 18,0% 17,1% 45% 7,1% 15,8% 46% 6,5% 0,7% 55% 4,2% 7,0% 51% 3,3% 2,6% 35% 2,9% 2,8% 1,4% 1,4% 1,0% 4,9% 7,2% 4,3% 0,7% 0,6% 2,4% 5,8% 37% 34% 40% 34% 30% 41% Le rettifiche derivanti dall'asset Quality Review ammontano a 12 mld, interamente recepite dalla maggior parte delle banche nel corso del 2014 Post AQR, il livello di coverage medio delle banche italiane è superiore rispetto alla media EU 9 Fonte: Banca d Italia, Relazioni Annuali. ECB. IMF.

10 2. Il deterioramento del credito durante la crisi economicofinanziaria del

11 Evoluzione dei crediti deteriorati lordi sul totale impieghi in Italia (1) Periodo 2006 giugno ,5% 11,2% 2,1% 9,1% 9,9% ,7% 1,4% 1,4% 4,2% 5,0% 4,8% 5,7% 3,0% 3,1% 3,3% 1,1% 0,7% 1,1% 0,6% 0,6% 1,7% 3,1% 3,1% 3,4% 4,7% 5,4% 6,2% 7,2% ,0% 1,9% 5,3% ,7% 18,0% 1,7% 6,0% 7,7% (2) 8,7% 10,0% 10,3% Deteriorati Incagli e altri deteriorati Sofferenze H2015 Sofferenze Incagli Altri deteriorati Stock deteriorati ( mld) A partire dalla crisi finanziaria del 2008 lo stock di crediti deteriorati in Italia è triplicato attestandosi a 361 mld a giugno 2015 Le partite incagliate hanno subito un incremento più che proporzionale, rappresentando nel 2014 il 7,7% (2) dei crediti totali (vs 1,1%% nel 2006) L elevata consistenza delle partite deteriorate risente dei tempi di recupero dei crediti, significativamente più lunghi in Italia che all estero Fonte: Banca d Italia, Relazioni Annuali. Nota: (1) nel periodo Gruppi bancari, dal 2011 al 1H2015 totale sistema Italia, incluse le banche non appartenenti a Gruppi bancari; (2) include gli incagli e gli altri deteriorati (ristrutturati e scaduti) 11

12 I tassi di default di imprese e famiglie Dafault rate (da bonis a incaglio) (1) Matrici di transizione: imprese 5,5% 5,6% 4,2% 4,3% 3,0% 3,1% 1,9% Matrici di transizione: famiglie 1,3% 1,6% 1,1% 0,9% 1,0% 1,0% 1,1% Cure rate (da incaglio a bonis) (1) 12,7% 12,4% 10,7% 8,4% 6,0% 4,1% 3,9% 13,2% 11,1% 11,9% 11,1% 10,7% 8,5% 8,1% Danger rate (da incaglio a sofferenza) (1) 24,6% 27,9% 21,8% 22,4% 22,7% 30,2% 23,6% ,3% 31,7% 33,9% 36,9% 33,8% 31,6% 27,5% Il deterioramento del credito negli ultimi anni ha riguardato soprattutto le imprese Fonte: Banca d Italia, Relazioni Annuali. Mota: (1) calcolato come flusso di nuovi ingressi durante l anno sullo stock ad inizio anno 12

13 Evoluzione del livello di coverage delle banche italiane Coverage sofferenze Coverage crediti totali 60,4% 64,4% 62,8% 60,3% 58,0% 55,7% 55,0% 57,1% 58,7% 58,7% 8,4% 8,5% 7,2% 5,8% 4,9% 4,6% 4,2% 2,8% 2,9% 3,2% '06 '07 '08 '09 '10 '11 '12 '13 '14 '1H'15 '06 '07 '08 '09 '10 '11 '12 '13 '14 '1H'15 49,5% 46,0% 46,1% Coverage crediti deteriorati 40,1% 40,5% 39,3% 38,9% 41,6% 44,4% 44,7% '06 '07 '08 '09 '10 '11 '12 '13 '14 '1H'15 Il livello di copertura dei crediti totali, negli ultimi anni, si è incrementato notevolmente per effetto di: - Ricomposizione del portafoglio crediti, con aumento dell incidenza dei crediti deteriorati - Aumento del livello di coverage dei deteriorati e dei bonis, anche a seguito dell Asset Quality Review Fonte: Banca d Italia, Relazioni Annuali. 13

14 Il significativo aumento del costo del rischio ha progressivamente eroso il risultato lordo di gestione Rettifiche su crediti / Impieghi 0,30% 0,32% 0,53% 0,74% 0,67% 0,73% 1,31% 1,68% 1,72% Rettifiche su crediti / Margine operativo lordo (1) 101% 100% 87% 48% 50% 60% 35% 13% 15% Per effetto del deterioramento della qualità del credito e dell innalzamento del livello di copertura dei crediti, negli ultimi anni il costo del rischio è aumentato notevolmente attestandosi all 1,72% nel 2014 (vs 0,30% nel 2006) L aumento delle rettifiche su crediti ha eroso il margine operativo lordo (1) delle banche nell ultimo biennio Fonte: Banca d Italia, Relazioni Annuali. Nota: (1) Margine di intermediazione Costi Operativi 14

15 15,9% I driver della redditività delle banche italiane Lo sforzo fatto dalle banche per mantenere adeguati livelli di redditività e per ottimizzare la struttura operativa è stato progressivamente annullato dall aumento del costo del rischio, riducendo la capacità di autofinanziamento Utile ante imposte adj. (1) / Capitale e riserve 12,5% Grandezza economica CAGR Principale driver Margine d interesse da clientela Margine d interesse da finanza (4,6%) (7,5%) 4,5% 30,0% Riduzione strutturale di ~ 1 p.p. dello spread a clientela Aumento dell attività di carry trade 6,7% 5,3% 4,0% 2,6% 1,0% 0,1% 0,0% Commissioni nette Costi operativi (0,6%) (1,5%) 0,9% 2,0% Focus su modello di servizio «fee based» ~ 40 mila dipendenti e sportelli dal 2008 '06 '07 '08 '09 '10 '11 '12 '13 '14 Rettifiche su crediti 26,1% 29,8% Incremento del costo del rischio dallo 0,30% nel 2006 all 1,72% nel 2014 Fonte: Banca d Italia, Relazioni Annuali. Nota: (1) non include le componenti straordinarie CAGR '06 '14 CAGR '11 '14 15

16 Il sistema ha risposto alla crisi attraverso processi di ricapitalizzazione, con il ricorso al mercato Common Equity Tier 1 ratio Banche Italiane Entrata in vigore della normativa Basilea 3 Aumenti di capitale per ca. 11 mld 7,3% 7,2% 7,0% 8,2% 8,3% 9,3% 10,7% 10,5% 11,8% Negli ultimi anni i coefficienti patrimoniali di Vigilanza sono aumentati: il CET1 ratio medio del sistema bancario italiano nel 2014 si attestava all 11,8% Il rafforzamento patrimoniale è avvenuto soprattutto attraverso aumenti di capitale. Nel 2014, infatti, le banche italiane hanno reperito sul mercato nuovi capitali per circa 11 mld, anche per far fronte al Comprehensive Assessment Fonte: Banca d Italia, Relazioni Annuali. 16

17 3. Focus sulle procedure di crisi nel periodo

18 Le banche interessate da carenze gestionali e nel governo dei rischi sono state sottoposte a procedure di crisi Evoluzione dello stock di banche in Amministrazione Straordinaria Numero banche in AS Fondi Rimborsabili in mld euro 0 0 Banche in AS FR in mld di euro Negli ultimi anni si è verificato un significativo incremento sia del numero banche in Amministrazione Straordinaria sia delle dimensioni delle banche coinvolte Fonte: FITD

19 mld Focus sui recenti commissariamenti Sofferenze / Impieghi 16,3% Coverage sofferenze 63,8% Periodo A.S. 1/1/ /7/2014 Soluzione Salvataggio Acquisizione Banco Desio 20,6% 59,7% 1/1/ /9/2014 Intervento FITD Acquisizione BP Bari 30,9% Valutazione indipendente ai fini della Risoluzione ~83% 26,4% ~80% 23,3% ~80% 34,0% ~86% 27/5/ /11/ /10/ /11/ /9/ /11/ /2/ /11/2015 Intervento Fondo di Risoluzione approvato il 22 novembre 2015 dal Consiglio dei Ministri Media sistema Fonte: Banca d Italia 10,3% 58,7% 8,5 mld di sofferenze lorde (4% dell intero sistema) da trasferire ad una bad bank con un tasso di svalutazione di ca. 83% 19

20 Gli interventi di risoluzione e la valutazione indipendente BRRD Articolo 36 Valutazione ai fini della risoluzione «Prima di avviare un azione di risoluzione o di esercitare il potere di svalutare o di convertire gli strumenti di capitale pertinenti, le autorità di risoluzione provvedono a che una persona indipendente effettui una valutazione equa, prudente e realistica delle attività e passività dell ente La valutazione si fonda su ipotesi prudenti, anche per quanto concerne i tassi di default e la gravità delle perdite non presuppone la possibilità di offrire sostegno finanziario pubblico straordinario o di un assistenza di liquidità La valutazione include una riserva per perdite aggiuntive, con adeguata motivazione» Processo di Risoluzione Valutation 1 Accertare l esistenza dei presupposti per la risoluzione Approccio al «valore contabile» Valutazione ex ante (prima della risoluzione) Valuation 2 Quantificazione delle diverse misure di risoluzione Approccio al «valore economico» che tiene conto dell applicazione degli strumenti di risoluzione Valutazione ex post (dopo la risoluzione) Valuation 3 Determinare il trattamento di azionisti e creditori nel caso in cui la banca fosse stata posta in liquidazione 20

21 Conclusioni Gestione evoluta dei NPLs e contenimento del costo del rischio sono diventati priorità strategiche per le banche italiane Per la gestione dello stock di sofferenze esistenti, che ha raggiunto dimensioni significative, sono necessarie soluzioni sistemiche In ottica prospettica, contenimento del costo del rischio di credito e recupero di livelli adeguati di redditività attraverso: - Rafforzamento del processo del credito e del governo del rischio - Ottimizzazione della gestione e del recupero dei crediti deteriorati con diverse modalità: - rafforzamento delle strutture interne - soluzioni di outsourcing - cessione e cartolarizzazione di portafogli 21

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