Quali enti sono tenuti a pagare l Irap? Tutti indistintamente, sia che svolgano attività commerciale sia che non la svolgano.

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1 Cos è l Irap? E una sorta di tassa sul costo del lavoro. Se l associazione ha personale dipendente, un collaboratore a progetto o delle prestazioni di lavoro autonomo occasionale deve pagare l Irap su quegli importi. Quali enti sono tenuti a pagare l Irap? Tutti indistintamente, sia che svolgano attività commerciale sia che non la svolgano. Come si paga l Irap? Con una dichiarazione. C è una soglia per la base imponibile dell Irap? Fino a 7.350,00 euro per chi opera per tutto l anno c è un abbattimento sulla base imponibile Irap. Quindi per es. se un associazione ha pagato un collaboratore 1.000,00 euro non pagherà l Irap perché fino a 7.350,00 non si paga. La dichiarazione per l Irap va fatta per un associazione che paga un collaboratore 1.000,00 euro? Sì, anche se non si è tenuti a versare alcunchè. Il conto dell Irap fino alla soglia di 7.350,00 va fatto nel complesso? Sì. Quali sono le aliquote da pagare sull Irap? L aliquota ordinaria è 3,9%; mentre per le onlus è del 2,98%. Sono deducibili le quote associative? No, solo i contributi liberali o le donazioni che sono a fronte di nessuna controprestazione. 1

2 E detraibile anche l adozione a distanza? Sì. Le associazioni possono essere proprietarie di immobili? Si Quali sono i costi di diretta imputazione? Sono i costi sostenuti per svolgere una specifica attività istituzionale Nel caso in cui un ente pubblico eroga un contributo ad un associazione viene applicata una ritenuta? Sì, del 4% se si tratta di un attività non istituzionale ma commerciale. Il 4% infatti sarebbe un acconto sulle tasse da pagare successivamente. Che cos è un regime di accreditamento? E un regime che applicano le strutture socio sanitarie per poter operare. Quali sono le entrate escluse da tassazione? Sono due: la raccolta pubblica occasionale di fondi anche mediante offerte di beni di modico valore in concomitanza di ricorrenze o campagne di sensibilizzazione ed anche i contributi pervenuti ai nostri enti da amministrazione pubblica per lo svolgimento convenzionato o in regime di accreditamento di attività aventi finalità sociali esercitate in conformità ai fini istituzionali degli enti stessi. 2

3 Cosa è la de-commercializzazione? A chi si applica? E quando? Con l emanazione del D.lgs 460/97 è stato introdotto dal legislatore una de-commercializzazione definita speciale che riguarda solo alcune tipologie associative tra cui: le associazioni di promozione sociale, le Associazioni sportive dilettantistiche, le culturali, le assistenziali, di formazione extra-professionali, religiose, politiche, sindacali e di categoria. Per tali soggetti l art. 148 del DPR 917/86 prevede che non si considerino commerciali le attività svolte: - anche se a fronte di corrispettivi specifici; - purché dirette a iscritti o associati propri o facenti parte di un unica associazione di carattere nazionale; - anche la cessione di a terzi di proprie pubblicazioni prevalentemente destinate ai propri associati beneficia di tale agevolazione. Per le sole Associazioni di Promozione Sociale affiliate ad Enti (di cui l art. 3 comma 6 lettera e della Legge 287/91) le cui finalità assistenziali siano state riconosciute dal Ministro degli Interni non sono considerate commerciali: la somministrazione di alimenti e bevande (tipo bar) effettuata presso le sedi in cui viene svolta l attività istituzionale; l organizzazione di viaggi e soggiorni turistici. Tale esenzione si concretizza a patto che queste attività siano svolte in diretta attuazione degli scopi istituzionali e nei confronti degli associati. Se esercitata non occasionalmente è soggetta però ad IVA. In altre parole per le associazioni di Promozione Sociale, oltre alle agevolazioni generiche previste per gli enti non commerciali, non si considerano commerciali le attività rivolte agli associati: 3

4 dietro pagamento di corrispettivo specifi co (eccezione fatta per le attività considerate sempre commerciali dal legislatore art. 148 tuir- es: attività di ristorazione); la somministrazione di alimenti e bevande tipo bar; l organizzazione di viaggi e soggiorni turistici; la cessione anche a terzi di proprie pubblicazioni prevalentemente destinate agli associati. Un associazione di promozione sociale gode di agevolazioni ai fini delle imposte indirette e dei tributi locali? Le A.P.S. iscritte nei registri regionali/provinciali ai sensi della Legge 383/2000 ad oggi non godono di particolari agevolazioni ai fini delle imposte indirette diverse dall IVA: sono pertanto soggette all imposta di Registro, di Bollo, Concessioni Governative, ecc. senza alcuna eccezione. Tuttavia, per quanto riguarda i tributi locali, l art. 23 della L. 383/2000 prevede che gli enti locali possano deliberare riduzioni (non esenzioni) sui tributi di propria competenza nei confronti delle Aps. Un associazione di promozione sociale è soggetta ad IRES? Le A.P.S. iscritte nei registri regionali/provinciali ai sensi della Legge 383/2000, in quanto enti non commerciali, sono soggette ad IRES (Imposta sul Reddito delle Società) per gli eventuali redditi fondiari (immobili affittati od utilizzati direttamente), di capitale esclusi i redditi tassati alla fonte, di impresa e per i redditi diversi. Come vengono considerate le quote e i contributi associativi? Per le Aps, in ogni caso, non sono considerati proventi commerciali le quote ed i contributi associativi. 4

5 Quali agevolazioni fiscali per le Aps nelle raccolte pubbliche di fondi? Non sono tassati i fondi pervenuti a seguito di raccolte pubbliche effettuate occasionalmente in concomitanza di celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione, anche dietro offerta ai sovventori di beni o servizi di modico valore (Art. 143, 3 comma,lett. a) D.P.R. 917/86). Quali agevolazioni fiscali per le Aps su contributi da amministrazioni pubbliche? Non sono tassati i contributi erogati dalle amministrazioni pubbliche per lo svolgimento, in convenzione o in regime di accreditamento, di attività aventi finalità sociali esercitate in conformità ai fini istituzionali delle A.P.S. (Art. 143, 3 comma,lett. b) D.P.R. 917/86 - Attenzione: non esiste una analoga norma esentativa ai fini IVA). Quali agevolazioni fiscali per le Aps nelle prestazioni ai soci? Non sono tassati i corrispettivi incassati a fronte di prestazioni di servizi erogate dalla Aps ai propri soci od a quelli di altre associazioni facenti parte della stessa federazione nazionale, ed ai loro familiari conviventi (individuabili ai sensi dell art. 433 del Codice Civile), quando tali attività siano svolte in diretta attuazione degli scopi istituzionali dell ente (Art. 148 D.P.R. 917/86 art. 20 L. 383/2000). Un associazione di promozione sociale è soggetta ad IVA? Le A.P.S. iscritte nei registri regionali/provinciali ai sensi della Legge 383/2000 sono soggette ad I.V.A. (Imposta sul Valore Aggiunto) per le attività di cessioni di beni e 5

6 prestazioni di servizi effettuate nell esercizio di impresa (art. 4 D.P.R.633/72). Ciò significa che vanno assoggettate ad IVA tutte quelle operazioni attive (cioè svolte dall ente) riferibili ad attività per le quali si verificano le seguenti condizioni: - professionalità (intesa come esercizio abituale dell attività d impresa, anche se non esclusiva); - mediante l ausilio di una organizzazione specifica. In assenza dei suddetti requisiti, le attività commerciali esercitate non saranno soggette ad IVA ma eventualmente tassate solamente ai fini IRES quali attività d impresa occasionali. Un associazione di promozione sociale è soggetta ad IRAP? Le A.P.S. iscritte ai registri regionali/provinciali ai sensi della Legge 383/2000 sono soggette ad IRAP (Imposta Regionale sulle Attività Produttive) quando: a) svolgono una attività commerciale in via continuativa, anche se non prevalente; b) comunque se erogano retribuzioni di lavoro dipendente o assimilati (es. borse di studio), compensi per prestazioni a progetto (ex co.co.co.) o di lavoro autonomo occasionale. Manifestazione Temporanee (art. 31): il sindaco può concedere autorizzazioni temporanee alla somministrazione di alimenti e bevande (in deroga a quanto previsto dall art. 3 comma 4 della L. 287/91) alle APS, in occasione di particolari eventi o manifestazioni e di durata limitata. Chiaramente devono essere rispettate le disposizioni igienico sanitarie e l addetto alla amministrazione deve essere in possesso del requisito professionale. Inoltre, l ente pubblico può concedere in uso non oneroso beni mobili ed immobili per tali manifestazioni. 6

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