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1 INDICE Indice 1 Introduzione 3 1 DALLA CRISI SUBRIME U.S.A. ALLA CRISI ECONOMICA E FINANZIARIA MONDIALE UN QUADRO DELLA CRISI L ORIGINE DELLA CRISI: LA CRISI DEL CREDITO Un passo indietro: la Greenspan fee Il Leverage I MUTUI SUBPRIME La bolla immobiliare I COLLATERALIZED DEBT OBLIGATION ( CDO ) La responsabilità delle agenzie di rating Il credit default swap ( CDS ) LO SCOPPIO DELLA BOLLA IMMOBILIARE LE CONSEGUENZE LA CRISI NEL MONDO IL DEBITO PRIVATO DALL AUMENTO DEL DEBITO PRIVATO ALL AUMENTO DEL DEBITO PUBBLICO DALLA CRISI DEI MERCATI FINANZIARI ALLA CRISI REALE Gli investimenti e il credit crunch I consumi La recessione economica Import-Export Le conseguenze sull occupazione LA RIPRESA NEGLI STATI UNITI L INIZIO DELLA RIPRESA: LA SITUAZIONE IN GENERALE IL SALVATAGGIO DEGLI ISTITUTI DI CREDITO Il Tarp e le cifre del salvataggio degli enti finanziari Le conseguenze del piano di salvataggio COME USCIRE DALLA CRISI IL SOSTEGNO ALLA CRESCITA DELLA FED La Federal Reserve non aumenterà i tassi d interesse LA LENTA RIPRESA USA L OCCUPAZIONE Il tasso di disoccupazione

2 2.7 LE ESPORTAZIONI LE IMPORTAZIONI LA BILANCIA COMMERCIALE IL TASSO DI INFLAZIONE LA FINTA RIPRESA E UNA POSSIBILE NUBE ALL ORIZZONTE LA FIDUCIA DEI CONSUMATORI Il Consumer Confidence Index LA FIDUCIA DELLE IMPRESE IL MERCATO IMMOBILIARE IL SISTEMA BANCARIO E LO STRESS TEST IL DEBITO PUBBLICO ITALIANO UNO SCENARIO SCONVOLGENTE: L ITALIA PUÒ ANDARE IN DEFAULT? L Italia in default La crisi valutaria e la crisi di liquidità Conseguenze sul mercato finanziario Scenario possibile? IL FATTORE CENTRALE: IL DEBITO L ORIGINE DEL DEBITO PUBBLICO ITALIANO RAPPORTO DEBITO/PIL COSA SIGNIFICA DEBITO PUBBLICO IL DEBITO PUBBLICO ITALIANO Il risparmio privato LA COMPOSIZIONE DEL DEBITO PUBBLICO ITALIANO IL COLLOCAMENTO DEI TITOLI STATALI I CREDITORI DEL DEBITO PUBBLICO ITALIANO MANOVRE PER MANTENERE SOTTO CONTROLLO IL DEBITO Conseguenza del debito pubblico sulla crescita economica POSSIBILI SOLUZIONI ALLA CRISI ITALIANA La diminuzione del debito pubblico Incentivare la crescita L EVASIONE FISCALE L evasione fiscale e la burocrazia UN ULTERIORE POSSIBILE SOLUZIONE: GLI EUROBOND LA SPECULAZIONE SUL DEBITO PUBBLICO Gli obiettivi della speculazione LO SPREAD L ITALIA E IL RATING Conclusioni 82 Bibliografia 85 Sitografia 88 2

3 INTRODUZIONE Questa tesi ha lo scopo di offrire un quadro della situazione che si è venuta a creare a causa dello scoppio della crisi economica e finanziaria che ha colpito negli ultimi anni l intero mondo, rendendo, purtroppo, il futuro delle persone fortemente incerto. A seguito della globalizzazione dei mercati, lo scossone finanziario che ha travolto gli Stati Uniti si è trasferito in tutto il globo provocando una vera e propria catastrofe: strumenti finanziari tossici hanno infettato l intero sistema finanziario mondiale, facendo andare in crisi o fallire banche e istituti finanziari. Questa crisi finanziaria ha avuto tra le tante conseguenze anche il blocco del credito da parte delle banche, le quali, non prestandosi più vicendevolmente il denaro e non erogandolo più neanche ai cittadini e alle imprese, hanno contribuito alla contrazione della crescita economica: senza la liquidità assicurata dalle banche, i consumi e gli investimenti si sono ridotti enormemente fermando di fatto la crescita nei vari Paesi. Un altra causa che è alla base del rallentamento dello sviluppo è la crisi di fiducia da parte dei consumatori, i quali non acquistano più perché hanno preso atto della reale consistenza della crisi. Tutto ciò ha l effetto di provocare una reazione a catena estremamente negativa: la produzione diminuisce, l occupazione si riduce e lo stesso vale per i redditi delle persone. I vari Governi, per salvare le entità finanziarie, sono costretti ad impiegare ingenti quantità di denaro, innalzando, di conseguenza, i rispettivi debiti pubblici che sono già di per se elevati. Questo fatto porta con sé ulteriori implicazioni, tra cui la speculazione. Negli Stati Uniti, Paese di origine della crisi, tuttavia vi è un inizio di ripresa: il PIL cresce, si vengono a creare nuovi posti di lavoro e il tasso di disoccupazione scende, la fiducia dei consumatori è in aumento e quindi si incrementano i consumi. È di fondamentale importanza per il resto del mondo che la principale economia mondiale riesca ad uscire da questa situazione di impasse che si è venuta a creare: se gli USA non riescono a risollevarsi neanche gli altri Paesi potranno farlo. Tutti questi avvenimenti verranno discussi più approfonditamente nel corso del presente lavoro, il quale è strutturato in tre capitoli: Il primo, vuole evidenziare come lo scoppio della crisi dei mutui subprime si è trasformato in una crisi a livello planetario e le conseguenze di questo fenomeno. Discuteremo, inoltre, di come questa crisi si è spostata nell economia reale e degli effetti di questo trasferimento; 3

4 Il secondo sottolinea come gli Stati Uniti si stiano riprendendo dalla crisi finanziaria ed economica che li ha colpiti; Il terzo è incentrato sulla crisi del debito pubblico italiano. Quindi parleremo di come si è originato e prenderemo in considerazione i fattori che possono derivare da questa pessima situazione. 4

5 1 DALLA CRISI SUBRIME U.S.A. ALLA CRISI ECONOMICA E FINANZIARIA MONDIALE Consideriamo naturali, permanenti, sicuri, alcuni dei nostri più singolari e temporanei vantaggi recenti, e ci regoliamo nei nostri piani di conseguenza. Su questa base precaria e ingannevole progettiamo miglioramenti sociali e allestiamo piattaforme politiche, coltiviamo le nostre animosità e le nostre particolari ambizioni, e pensiamo di disporre di un margine bastante per fomentare, anziché mitigare, il conflitto civile nella famiglia. John Maynard Keynes, nell introduzione del suo libro Le conseguenze economiche della pace aveva già previsto tutto. Dopo cinquant anni di progressi, di sviluppo e di una crescente diffusione della fiducia adesso non c è più niente di naturale, permanente, sicuro. I vantaggi recenti sembrano scomparsi a causa della Grande Crisi. Regna l incertezza, le fondamenta su cui le persone costruiscono le proprie vite e le vite dei propri figli sono sempre più precarie e ingannevoli. È quasi impossibile realizzare miglioramenti sociali. 1 Il mondo è entrato in un tunnel dal quale non si vede ancora l uscita. 1.1 Un quadro della crisi Il mondo sta vivendo da cinque anni la più grande crisi economica e finanziaria del dopoguerra (dai tempi della grande recessione). Tutti i mercati (quello dei beni, del lavoro e quello finanziario) stanno attraversando un periodo di estrema difficoltà. Le istituzioni nazionali e sovranazionali stanno cercando una soluzione, ad oggi però non ci sono ancora del tutto riuscite. La crisi finanziaria internazionale ha avuto inizio nell estate-autunno Con il trascorrere degli anni questa crisi si è trasferita nell economia reale di tutti i Paesi sviluppati, con crolli dei consumi e degli investimenti che a loro volta hanno peggiorato ancora di più la situazione sui mercati finanziari. 1.2 L origine della crisi: la crisi del credito Tutto è iniziato negli Stati Unti in seguito a una crisi finanziaria provocata da un'enorme bolla edilizia caratterizzata da mutui concessi a persone con scarse 1 Massimo Giannini, I quaderni di affari&finanza: Capire la crisi, La Repubblica 5

6 garanzie di solvibilità, cioè non sicure di restituire il capitale e gli interessi (mutui subprime). La forte riduzione del mercato immobiliare statunitense non ha reso possibile per molti proprietari onorare gli impegni finanziari presi. Per questo motivo una grande quantità di immobili sono stati pignorati e molti dei principali istituti finanziari, che concedevano mutui subprime, sono stati costretti al fallimento o a cessare l attività. Molti investitori stranieri si sono riversati sul mercato immobiliare statunitense e per questo motivo l esplosione della bolla americana ha coinvolto mercati e istituzioni finanziarie di altri Paesi. Il sistema finanziario globale non ha più una sua logica: siamo in presenza di una spirale dove perdite creano altre perdite, debiti generano altri debiti, le misure di risanamento portano solo alla recessione. La bomba dei mutui, scoppiata in America e diffusasi in tutto il mondo, ha rilasciato solo disastri materiali e morali. A tutto questo ha contribuito enormemente la Greenspan fee dell ex governatore della Fed che, con il denaro a costo quasi zero e con controlli sull erogazione del credito da parte delle banche non sufficientemente stringenti, ha certamente fatto crescere l economia statunitense ma ha anche creato questa bolla immobiliare, il cui scoppio ha avuto l effetto di provocare il crollo del sistema bancario. Le banche svolgono da sempre tre semplici funzioni, (nonostante la recente super sofisticazione): ricezione dei risparmi da parte delle famiglie, aziende e Stati; finanziamento di questi soggetti; introduzione di sostituti della moneta. Se questi istituti finanziari sono andati in crisi è perché o hanno prestato troppo denaro o lo hanno prestato malamente. La crisi attuale è causata proprio da un'eccessiva erogazione del credito da parte delle banche americane. Questo, tuttavia, non è il solo motivo che ha messo in ginocchio il sistema bancario: bisogna considerare anche la troppa tolleranza da parte dei regolatori e la richiesta di credito da parte di cittadini che non sono stati in grado di rimborsare il prestito e di pagare gli interessi. La conseguenza di questa estrema facilità nel concedere denaro da parte delle banche è stata lo scoppio di una crisi del credito: in un contesto macroeconomico si è in presenza di una crisi del credito quando la domanda di denaro da parte delle aziende è superiore all offerta da parte delle banche e degli investitori. Schematicamente possiamo dire che essa, come vedremo meglio in seguito, ha coinvolto i seguenti termini: 6

7 Mutui subprime; Collateralized debt obligation (CDO): sono obbligazioni garantite da crediti, titoli a reddito fisso derivanti dall unificazione di attività soggette a rischio di credito; Congelamento del mercato del credito: il mercato del credito resta congelato perché le banche non intendono prestarsi vicendevolmente denaro; Credit default swap (CDS): è uno swap (strumento derivato che consiste nello scambio di flussi di cassa tra due controparti) che ha la funzione di trasferire l esposizione creditizia di prodotti a reddito fisso tra le parti. I soggetti che sono stati coinvolti in questa crisi sono: proprietari di immobili, che richiedono mutui, e investitori. Le interazioni fra questi soggetti, broker e banche sono avvenuti a Wall Street, tuttavia per comprendere come essi hanno interagito e per capire il perché della crisi occorre fare un passo indietro Un passo indietro: la Greenspan fee Anni fa, gli investitori conclusero buoni affari in modo da ottenere altro denaro che a sua volta investirono nella banca centrale degli Stati Uniti d America. Acquistarono buoni del tesoro (considerati gli investimenti più sicuri), ma dopo l 11 Settembre 2001, con il crollo delle Torri Gemelle e l attacco al Pentagono a Washington, il presidente della Federal Reserve, Alan Greenspan, decise di abbassare i tassi di interesse all 1% per mantenere l economia forte e più stabile. Gli investitori considerarono la suddetta percentuale molto bassa e decisero di non impiegare il loro denaro in questi titoli. Dall'altro lato, l'abbassamento del tasso, significò che le banche di Wall Street potevano chiedere prestiti di denaro alla banca centrale degli Stati Uniti con un interesse del solo 1%. La conseguenza fu un enorme quantità di credito erogato a basso costo, per cui le banche prestarono denaro con molta facilità. 7

8 1.2.2 Il Leverage Tutto questo portò ad un problema con il Leverage (leva finanziaria) o rapporto di indebitamento, cioè un indice utilizzato in ambito finanziario, per misurare la proporzione fra il capitale proprio e quello di terzi impiegato per finanziare le loro attività. Nel settore bancario la leva finanziaria si ottiene attraverso il rapporto tra il capitale netto della banca e il totale delle sue attività. Una leva uguale a uno significa che i due valori coincidono. Negli ultimi anni l effetto leva è cresciuto enormemente e questo perché sono stati effettuati investimenti molto superiori al patrimonio netto. Per permettere ciò sono stati chiesti dei prestiti da parte delle banche, con la conseguenza di mettere sotto pressione la capacità di restituire il debito. 2 Ciò significa che gli istituti di credito hanno finanziato i loro portafogli con sempre meno capitale aumentando così il tasso di ritorno su quello stesso capitale. 1.3 I mutui subprime Wall Street crebbe moltissimo e le banche continuarono ad emettere prestiti obbligazionari. I mutui erogati alle famiglie furono acquistati dagli investitori attraverso una procedura chiamata cartolarizzazione. Il meccanismo che permise ciò è semplice, occorre però fare una premessa: le finanziarie decisero di concedere mutui per l acquisto delle case, attraverso un piano di ammortamento a rate variabili, anche a chi non poteva permetterselo: in questo modo i clienti riuscivano a corrispondere le prime rate basse mentre per le altre, di maggiore valore, erano costretti a chiedere un ulteriore mutuo. L immobile acquistato garantiva il prestito: qualora il debitore non riusciva a versare il capitale e l interesse la finanziaria le pignorava la casa. Attraverso questa strategia gli istituti finanziari guadagnarono il doppio e il rischio non esisteva, poiché i mutui erano garantiti dalle case il cui valore era in crescita. Le persone interessate ad acquistare un appartamento anche se con scarse garanzie di solvibilità, potevano rivolgersi ad un broker per ottenere informazioni su un prestito. L intermediario a sua volta individuava la 2 Dario Guidi, Il vocabolario della crisi economica e finanziaria, 8

9 finanziaria disposta a concedere il mutuo e intascava così la sua commissione. Per il soggetto creditore (la banca, la società finanziaria) queste operazioni risultavano più rischiose, poiché vi era la possibilità che la somma erogata non venisse restituita, ma anche più vantaggiose in quanto più redditizie. Inoltre, questi mutui coprivano l intero valore dell'immobile e venivano concessi senza pretendere anticipi. Per il debitore invece era un doppio svantaggio: aumentavano sia i costi che i rischi, esso infatti aveva già difficoltà a sostenere le rate di un prestito accessibile, in più, rischiava di perdere il bene dato in garanzia La bolla immobiliare La conseguenza di questa facilità di acceso al credito aumentò notevolmente sia la domanda di immobili che i loro prezzi. A ciò si aggiunse l'afflusso di speculatori (non solo le famiglie povere cercarono la prima casa) che hanno visto nel settore immobiliare maggiori profitti. Da questa situazione si è venuta a creare una "bolla" immobiliare, destinata, come vedremo, a scoppiare. 1.4 I collateralized debt obligation ( CDO ) I contratti di mutuo (anche i subprime) conclusi dai broker furono trasformati dalle finanziarie in titoli bancari negoziabili sul mercato attraverso la cartolarizzazione. In questo modo furono scaricati su altri soggetti i rischi di possibili insolvenze da parte dei debitori. Senza la garanzia di un controllo adeguato da parte del regolatore, i mutui furono cartolarizzati dalle banche emittenti e successivamente rivenduti, per finanziare le attività bancarie, sotto forma di collateralized debt obligation (CDO), cioè obbligazioni strutturate che furono acquistate dagli investitori (spesso banche, ma anche risparmiatori) pur sapendo della presenza dei prestiti subprime e del relativo rischio. Questi, furono ottimisti perché l economia degli Stati Uniti in questo periodo stava crescendo ad un tasso del 4%. Gli investitori incassarono così, un elevato rendimento con il rimborso delle rate da parte dei proprietari degli immobili. 3 Giovanni Martino 20 Ottobre 2008, La crisi finanziaria: che cos è, quali sono state le cause, 9

10 Poiché i mutui sulle case sono prestiti ad elevata durata temporale (perché bloccano le risorse delle banche per molto tempo), per ridurre il rischio di credito, svincolare la liquidità ed erogare nuovi prestiti, la recente ingegneria finanziaria ha creato degli strumenti appositi: una banca specializzata nell emissione dei mutui può chiedere infatti, un prestito ad un altra banca dando in garanzia i mutui stessi e rimborsando questo prestito negli anni, attraverso le rate incassate. In questo modo la prima banca ha la liquidità necessaria per fare nuove operazioni, mentre la seconda trae beneficio guadagnando sul prestito concesso. Nel dettaglio, i mutui furono ceduti dalla banca erogatrice ad un altro soggetto chiamato Special Purpose Vehicle, il quale unì tutti questi prestiti e li scompose in tante piccole parti, rappresentate da titoli, che furono negoziate sui mercati. Ogni parte costituiva un CDO (le cosiddette salsicce finanziarie ), ciascuna delle quali contenente una quota di mutui, anche i subprime, che erano nascosti insieme ad altri titoli più sicuri. Per agevolare il collocamento, a questi titoli gli fu attribuito un rating, cioè una valutazione del rischio che portavano con se. All interno dei CDO c erano: Debiti senior : la parte più buona; le agenzie di rating gli attribuirono la migliore e più sicura valutazione che si possa trovare sul mercato (AAA); Debiti mezzanine : considerati di buon livello dalle agenzie di rating le quali gli attribuirono un giudizio intermedio (da AA a BB). Il loro rendimento era superiore a quello dei senior perché erano più rischiosi; Debiti equity : senza rating (unrated), cioè non venivano considerati dalle agenzie di rating. Offrivano interessi molto elevati poiché erano più rischiosi dei senior e delle mezzanine. Il risultato fu la formazione di titoli che, grazie alla presenza dei prestiti subprime, garantivano un tasso d interesse elevato. Qualora i flussi di cassa generati dai crediti posti a garanzia del debito non fossero stati sufficienti a far fronte al pagamento degli interessi sul CDO o al suo rimborso, sarebbero stati effettuati prima i pagamenti relativi alle categorie con priorità più alta (senior e mezzanine) e, solo in via subordinata, quelli relativi alla categoria con minore priorità (equity). Questi strumenti finanziari furono i principali protagonisti dell enorme aumento delle capacità delle banche di erogare credito e dell indebitamento dei privati. 10

11 1.4.1 La responsabilità delle agenzie di rating Le agenzie di rating sono enti private che esprimono un giudizio sui titoli borsistici e sull attività di Governi e di imprese. Si tratta di una valutazione molto importante perché da essa dipende il costo del denaro ricercato sui mercati da questi soggetti. Nel 2003, davanti al parlamento tedesco, l ex presidente dell Autorità Federale per la Supervisione Finanziaria (BaFin) li ha definite come il più grande potere incontrollato del sistema finanziario internazionale e quindi anche dei sistemi finanziari nazionali. Queste società sono sparse in tutto il mondo, ma quelle più importanti e che in realtà influiscono sono tre: Standard&PPoor s, Moody s e Fitch. Di seguito vengono riportate le valutazioni e il significato dei rating assegnati dalle tre principali agenzie: Tabella 1 Fonte: el economista.es Ma perché sono coinvolte nella crisi? Il sospetto è che per nascondere ancora di più i titoli subprime, le agenzie di rating abbiano assegnato ai CDO che li contenevano un giudizio superiore alla 11

12 realtà. In questo modo riuscirono a persuadere gli investitori, i quali furono attratti dall alto rendimento e dal basso rischio di questi titoli. 4 Il rischio di insolvenza così non fu più solo della banca che aveva emesso il mutuo, ma condiviso da tanti altri soggetti. Perché le agenzie di rating attribuirono un giudizio sbagliato ai CDO contenenti titoli subprime? La ragione è che per eseguire questa valutazione, le agenzie furono retribuite dalle banche emittenti questi titoli e per questo motivo cercarono di favorire i propri datori di lavoro. Si è trattato di un classico conflitto di interesse. Il vicepresidente della Commissione dell Unione Europea Olli Rehn ha sostenuto infatti che le agenzie di rating non sono istituti di ricerca imparziali ma hanno i loro interessi e svolgono le loro mansioni molto in linea con il capitalismo finanziario americano. 5 Le tre principali agenzie internazionali (Standard&PPoor s, Moody s e Fitch) sono indipendenti e non regolamentate, anche se non sono del tutto autonome poiché sono controllate dai privati, soprattutto americani. Una possibile soluzione per evitare che in futuro si ripetano casi simili è la regolamentazione. Secondo Stefano Caselli, economista dell Università Bocconi di Milano, le agenzie di rating devono essere regolamentate come una banca. Devono essere vigilate, devono diventare oggetto di ispezione e sottoposte a regole certe Il credit default swap ( CDS ) Le banche, al fine di mantenere i debiti senior più sicuri, li assicurarono per una piccola spesa, chiamata Credit default swap (CDS), fornita da compagnie assicurative o dalla banche stesse. Questo, nella finanza, appartiene alla categoria di strumenti derivati e consiste nello scambio di flussi di cassa tra due controparti. Il CDS è uno swap che ha la funzione di trasferire, tra le parti, l esposizione creditizia di prodotti a reddito fisso. Rappresenta l accordo tra l acquirente e un venditore di protezione su un rischio di credito. Il compratore versa al venditore un premio periodico fino a che non si verifica l evento creditizio assicurato (credit event), cioè il fallimento 4 Angelo Aquaro 18 settembre 2009, USA, indagate le agenzie di rating Responsabilità penali nella crisi, 5 Ilaria Molinari 16 Gennaio 2012, Agenzie di rating, ecco di chi sono e perché Olli Rehn parla di conflitto di interesse, 12

13 del debitore. Quando tale evento si verifica, il venditore di protezione corrisponde all altra parte il valore della perdita. 6 Per il sottoscrittore, sostanzialmente, ha la funzione di polizza assicurativa e di copertura per il mancato pagamento di un'obbligazione o contro il fallimento di una società. Le banche e gli altri soggetti finanziari, mediante i CDS, si trasferirono i rischi legati alla possibilità che i cittadini statunitensi non riuscissero a rimborsare la propria rata del mutuo. L ammontare dei CDS è passato tra il 2000 e il 2007 da 2000 a miliardi di dollari, un valore equivalente al PIL mondiale Lo scoppio della bolla immobiliare Questo procedimento sembrò far guadagnare chiunque. Nessuno si preoccupò poiché tramite la vendita del mutuo si trasferiva anche il problema e in questo modo si facevano milioni. Le famiglie non riuscirono a pagare le rate dei loro mutui, le case poste a garanzia dei prestiti vennero così pignorate dalle banche che cercarono di rivenderle. La situazione cominciò ad essere insostenibile poiché questo iniziò ad essere un problema di molte persone. Il mercato immobiliare risultò saturo di appartamenti in vendita, l offerta superò la domanda e di conseguenza i prezzi calarono. Questo, creò ulteriori problemi per le famiglie ancora alle prese con il pagamento del loro mutuo e che videro il valore delle loro abitazioni continuare a scendere. Perché continuare a pagare le rate per una casa che valeva molto meno? Per questo motivo decisero di interrompere i pagamenti, pur avendone la possibilità di farlo, e abbandonarono le loro case. 6 Rainer Masera, I quaderni di affari&finanza: Capire la crisi, La Repubblica 7 Silvano Scajola 2008 La crisi finanziaria e gli effetti sull economia reale 13

14 1.6 Le conseguenze Come possiamo vedere dal grafico 1, che riporta la media del valore delle proprietà USA in oro, i prezzi continuarono a scendere vertiginosamente e il Paese iniziò a collassare. Grafico 1 Fonte: Wall Street Italia Gli investitori si ritrovarono in possesso di troppi CDO, che nessuno voleva e che diventarono come delle bombe. Cercarono di rivenderli ma le banche non furono disposte ad acquistarli. L'intero sistema finanziario mondiale fu infettato da questi titoli, definiti tossici. I broker persero il lavoro, tutto il mercato finanziario si congelò e la situazione continuò a peggiorare. Gli investimenti delle famiglie persero il loro valore. La forte svalutazione di questi strumenti provocò grandissimi problemi in alcuni fra i più grandi istituti di credito americani. Bear Sterns e AIG (la più grande compagnia assicurativa USA che garantiva i mutui, con titoli nei fondi pensione e acquistati dalla Cina) collassarono e in seguito vennero messi in sicurezza dall'intervento del Tesoro statunitense in accordo con la FED; la Lehman Brothers fallì, provocando il panico nel sistema bancario, mentre la Merrill Lynch venne salvata grazie al suo acquisto, a metà del valore di capitalizzazione, da parte della Banca d America. 14

15 Sulla piazza rimasero, come banche d affari indipendenti, la Goldman Sachs e la Morgan Stanley, anche se si trasformarono velocemete in holding bancarie per accedere alle garanzie pubbliche. 8 Anche le grandi banche europee, come la britannica Northern-Rock (quinto istituto di credito inglese), la svizzera Ubs, la belga Fortis, la francobelga Dexia, la tedesca Hypo Real Estate e l'italiana Unicredit, furono colpite dalla svalutazione dei titoli immobiliari, venendo in seguito o nazionalizzati o costretti a ricapitalizzarsi. Dopo diversi mesi di debolezza e perdita di impieghi, la situazione precipitò tra il 2007 e il 2008 provocando la bancarotta di istituti di credito ed entità finanziarie, determinando una caduta dei valori borsistici, dei consumi e dei risparmi della popolazione. Il rapido crollo del mercato immobiliare fu inoltre accelerato dal graduale rialzo del tasso di sconto applicato dalla FED negli anni dell'esplosione della crisi dei mutui. Gli Stati Uniti, l'economia più grande del mondo, patirono anche la svalutazione del dollaro rispetto all'euro e ad altre valute. La vendita di un ingente quantità di titoli del settore bancario causò un immediato peggioramento delle borse. A provocare ciò è stata la crisi di fiducia degli azionisti verso le banche. L indice S&P500 di Wall Street, segnale dello stato di salute della finanza mondiale, tra settembre e ottobre 2008 segnò una flessione del 25,9%, con momenti di vere e proprie vendite da panico (panic selling) in alcuni giorni. 8 Silvano Scajola 2008 La crisi finanziaria e gli effetti sull economia reale, La Repubblica 15

16 Grafico 2 Questi due grafici mostrano il trend degli indici borsistici sia nelle economie dei Paesi avanzati che in quella dei Paesi emergenti: Dal 2002 in poi i prezzi delle azioni aumentarono costantemente: Dalla seconda metà del 2007 i prezzi delle azioni cominciarono a diminuire; Dall autunno del 2008 i prezzi delle azioni crollarono. 1.7 La crisi nel mondo Ma perché questa crisi ha avuto e continua ad avere ripercussioni anche nel resto del mondo? La risposta è che i mercati finanziari globali sono collegati: il rischio di credito, cioè il rischio di una possibile insolvenza del debitore, è in possesso dell istituto finanziario che ha erogato il mutuo. Attraverso la cartolarizzazione il rischio di credito viene trasferito ai mercati finanziari globali e quindi anche agli investitori di tutto il mondo. Il fatto che nessuno conosca la reale collocazione dei titoli, collegati ai prestiti subprime, ha fatto sì che in ogni parte del globo ci siano persone che hanno investito in questi titoli. Come vedremo nelle prossime sezioni, la crisi non è circoscritta solo negli Stati Uniti, ovvero nel Paese di origine, ma è diventata un tragico fenomeno a livello planetario, anche se alcuni Stati ne hanno risentito in modo minore. 16

17 Questa crisi ha colpito tutti i settori sia quelli finanziari che economici, oltre ad aver aumentato, come noteremo nei due paragrafi seguenti, i debiti pubblici dei vari Paesi. 1.8 Il debito privato Il grande aumento del debito pubblico attuale è stato causato dall incremento del debito privato. Tutto ha avuto origine principalmente dal settore immobiliare che, attraverso l aumento dei prezzi delle case, ha spinto le banche a finanziare sia l acquisto delle abitazioni sia gli incrementi di valore di quello stesso immobile. Come abbiamo visto precedentemente, la novità è stata la democratizzazione del debito: i prestiti sono stati concessi a chiunque ne abbia fatto richiesta, anche a coloro senza garanzie da offrire, senza occupazione o reddito. A tutto ciò si è aggiunta la cartolarizzazione del debito stesso, ovvero, i debiti privati contratti dai singoli individui con le banche sono stati trasformati in titoli negoziabili sui mercati finanziari di tutto il mondo. Così facendo gli istituti di credito hanno aumentato di molto la loro capacità di erogazione del credito. 1.9 Dall aumento del debito privato all aumento del debito pubblico Il risultato di tutto ciò è stata la creazione di un ingente ammontare di debiti sia pubblici che privati rappresentati da titoli e in parte coperti da immobili. Quando il prezzo delle abitazioni è iniziato a scendere, anche i titoli rappresentativi delle stesse hanno cominciato a perdere valore. Le banche più coinvolte sono andate in difficoltà e gli Stati, per salvarle, hanno dovuto spendere ingenti quantità di denaro pubblico aumentando di conseguenza i rispettivi debiti pubblici. Le passività pubbliche, inoltre, sono cresciute anche per il sostegno che i vari Governi hanno dato all economia durante il periodo più buio della crisi. 17

18 1.10 Dalla crisi dei mercati finanziari alla crisi reale Gli effetti della bolla speculativa sul mercato azionario si sono trasferiti sull economia reale con drastiche conseguenze sulla produzione e sul mercato del lavoro. A ciò ha contribuito sicuramente la crisi del mercato delle abitazioni, la quale ha provocato un rallentamento del mercato edilizio, riducendo così l occupazione. Un ulteriore conseguenza è che attualmente le famiglie consumano di meno poiché si sentono più povere e perché non riescono più a contrarre prestiti a causa dell innalzamento dei tassi d interesse praticati dalle banche. La fiducia dei cittadini è al minimo in quanto hanno preso atto della reale dimensione della crisi Gli investimenti e il credit crunch Il clima di pessimismo e di diffidenza tra le stesse banche ha portato in breve tempo alla carenza di liquidità nel sistema economico, dando inizio al fenomeno che viene definito credit crunch, cioè restrizione del credito. Gli istituti di credito che posseggono denaro, infatti, sono riluttanti nel prestarlo sul mercato interbancario, come ordinariamente avviene, perché dubitano della solvibilità delle banche richiedenti e perché nessuna sa quanti titoli tossici ci sono nel portafoglio delle altre. Quando le banche non hanno fiducia reciproca, non si scambiano più denaro, il credito si interrompe: chi ha poca liquidità preferisce trattenerla in caso di momenti più negativa. 9 I tassi di interesse su questo mercato sono diventati artificiosamente elevati e proibitivi. 9 Marco Panara, I quaderni di affari&finanza: Capire la crisi, La Repubblica 18

19 Grafico 3 Questo grafico mostra la tendenza delle condizioni del credito negli Stati Uniti e nell Euro zona: dalla seconda metà del 2008 per le famiglie e per le imprese è stato sempre più difficile ottenere credito. Le banche centrali hanno cercato di risolvere questo problema allentando le condizioni di accesso al credito, tagliando i tassi d interesse e immettendo liquidità nel sistema economico, in modo da incentivare gli investimenti e di conseguenza rilanciare l'economia: Bce, Fed, Banca d Inghilterra e la Banca del Giappone infatti, hanno invaso il sistema bancario di liquidità così da consentire agli istituti finanziari di rifinanziarsi a tassi minimi e con ogni tipo di garanzie. In questo modo la situazione critica è stata superata, infatti nel 2010 l economia, sostenuta da una buona capacità di credito, è stata protagonista di un discreto recupero. Il problema, come vedremo meglio nel terzo capitolo, affrontando il caso italiano, si è riproposto recentemente in Europa a causa della crisi dei debiti pubblici: le banche americane hanno ridotto e, in alcuni casi, cessato i finanziamenti alle loro controparti europee, le quali hanno iniziato nuovamente a non prestarsi più denaro vicendevolmente, questa volta però a causa dei titoli di Stato. Per questo motivo l offerta di credito alle imprese dell economia reale è divenuta scarsa, contribuendo alla loro crisi di fiducia. 19

20 Negare il credito alle imprese, però, significa frenare gli investimenti I consumi La liquidità fornita alle banche per estinguere i loro debiti ed evitare i fallimenti è acquisita dagli Stati attraverso maggiori imposte: gli unici a subirne le conseguenze, dunque, sono i contribuenti. La crisi e le manovre economiche, in aggiunta, hanno di fatto ridotto in maniera importante il potere di acquisto delle persone, soprattutto quelle a reddito fisso. Se le retribuzioni rimangono approssimativamente uguali (nei migliori casi, dato che molti lavoratori perdono il posto di lavoro) lo stesso non si può dire dei prezzi, i quali continuano la loro progressiva crescita facendo di conseguenza aumentare l inflazione detta anche, in questi casi, stagflazione. Questa avviene quando: aumentano i costi di produzione di un bene o di un servizio e, quindi, i prezzi di vendita; l economia sta attraversando un periodo di recessione o di stagnazione. Grafico 4 20

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