Finanza Creatrice. indagine sul microcredito nella Provincia di Roma. a cura di MAG Roma società cooperativa

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1 Finanza Creatrice indagine sul microcredito nella Provincia di Roma cooperativa a cura di MAG Roma società cooperativa

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3 Prefazione Adriano Labbucci Presidente del Consiglio Provinciale di Roma Per convinzione politica e ideale penso che coloro che hanno responsabilità nelle istituzioni politiche debbano sostenere tutte quelle esperienze che si battono per affermare i diritti umani, sociali, del lavoro e dell ambiente. Dare peso e voce: a chi sa immaginare e praticare un futuro diverso; a chi promuove con le idee e i fatti l autonomia e l autodeterminazione delle persone; a chi non separa economia, politica, società; a chi si impegna perché l etica non sia considerata una sfera separata ma ingrediente essenziale nell orientare la politica e l economia. Si dirà: belle parole e lodevoli intenzioni ma la realtà, benedetto Iddio, va in tutt altra direzione, possibile che non la vediate; e allora invece di perdersi in queste fantasie seguite il corso, datevi da fare e poche chiacchiere. Discorso di assoluto realismo, buon senso e concretezza, apparentemente. Succede infatti che qualche mese fa ad un signore di nome Muhammad Yunus, figlio di uno dei paesi più poveri del pianeta il Bangladesh, venga assegnato il premio Nobel 2006 per la pace. Yunus, il banchiere dei poveri, ha avuto tanti anni fa un idea semplice e rivoluzionaria: il microcredito ai poveri. Prestiti di modeste entità rivolte a tutte quelle persone, in particolar modo donne, escluse dall accesso alle banche perché non in grado di offrire garanzie. Dare i soldi a chi ne ha bisogno, e non a chi già li ha, investendo sulle risorse più importanti: speranza, fiducia, riscatto. Un idea semplice e straordinaria che è la dimostrazione provata dell inadeguatezza del realismo, di quell atteggiamento politico e culturale che non sa vedere altro che ciò che già c è. Non sa immaginare, che significa vedere ciò che non c è e provare a realizzarlo. Non sa pensare l impossibile, dare i soldi ai poveri, e inventare il possibile, il microcredito. Questa ricerca vuole far conoscere queste esperienze, ancora limitate, che anche in Italia e nella nostra Provincia si sono realizzate. E lo sviluppo ulteriore dell impegno che la Provincia di Roma in questi anni sta portando avanti: l adesione alla campagna Control Arms; la guida Comunità Partecipate a cura di Lunaria (Manifestolibri edizioni) in cui abbiamo raccolto 50 buone pratiche locali; la delibera sulla Tesoreria della Provincia dove abbiamo inserito criteri etici nell aggiudicazione del servizio; Prefazione 1

4 la convenzione con Libera per l uso dei beni confiscati alla mafia; la costituzione del Forum pace, diritti umani e solidarietà internazionale che raccoglie le principali associazioni per dare continuità all impegno su questi temi. E l impegno alla fin fine a ridare un anima alle istituzioni e un corpo a parole come libertà, giustizia, dignità. 2 Prefazione

5 Introduzione Una finanza etica per l'innovazione sociale Alessandro Messina Il Nobel per la pace a Yunus aiuterà a parlare nuovamente di finanza etica, in una chiave, ci si augura, che non sia solo legata a illeciti e scandali finanziari. Il premio a Yunus è dunque una bella notizia. Con due ma. Il primo ma riguarda il tipo di premio: uno che inventa un sistema per prestare i soldi ai non bancabili, rigenerare l economia a partire dalla finanza, dare valore economico alle relazioni sociali, non è un grande economista? Non merita il premio all economia? O forse il contenuto delle sue pratiche è troppo eretico per essere accettato dall ortodossia economica dell Accademia di Stoccolma? È evidente che, di fronte a Yunus, Joseph Stiglitz (Nobel all economia 2001, ex vice presidente della Banca mondiale ma molto critico nei confronti della globalizzazione) diventa un borghesotto conservatore... Il secondo ma riguarda l effetto indiretto che avrà questo premio, di cui certo non possiamo dare responsabilità né a Yunus né alla commissione dei Nobel. Già dal 2005, anno che le Nazioni Unite hanno dedicato al microcredito, abbiamo assistito ad un fiorire di iniziative che sotto questo nuovo cappello hanno riciclato vecchie politiche assistenziali fallite nel passato. Tutto è diventato microcredito. In Italia oggi sono circa 60 gli enti che dichiarano di fare microcredito, per un ammontare di prestiti di 75 milioni di euro. I beneficiari sono 8 mila, con un importo medio del credito di 10 mila euro. Un ruolo crescente hanno assunto gli enti locali, che rappresentano il 30 per cento degli operatori complessivi. Il loro ruolo può essere determinante per avviare progetti di microcredito, in partnership con altri soggetti, finanziari o della società civile, mentre è dubbio che possa essere efficace nell erogazione di fondi (mancano competenze e sono troppo soggetti ai cicli elettorali ). Si pensi agli esiti del prestito d onore (uno strumento introdotto con la legge 608 del 1996 per offrire forme di finanziamento agevolato soprattutto ai giovani): in pochi anni sono stati concessi oltre 659 milioni di euro, ma il tasso di sofferenza la percentuale di prestiti non restituiti è stato del 20 per cento, contro il 3 per cento di media dei programmi di microcredito gestiti, ad esempio, dalle MAG (cooperative Mutue Auto Gestione). Inoltre tutte le grandi banche italiane ormai avviano programmi di microcredito; così, mentre con una mano saccheggiano i risparmiatori con i costi più alti d Europa, con l altra devolvono una minima quota del loro Una finanza etica per l'innovazione sociale 3

6 enorme surplus (8 per cento di profitti lo scorso anno) a questa nuova forma di marketing. Ecco i rischi di questo Nobel. Ma vi sono anche delle opportunità da cogliere. Sicuramente, tra tanti progetti, qualcuno sarà di qualità. E poi potremmo trovare nuovi spunti per migliorare gli strumenti della microfinanza che già esistono. Quest ultima, presupponendo una circolarità tra chi presta e chi prende il denaro, è ben più efficace del microcredito praticato dall alto in basso. Ci si augura, ad esempio, che le MAG possano giovarsi del Nobel per ottenere maggiore visibilità e convincere più enti locali a collaborare ai propri progetti. Si tratta di un tema tutt altro che secondario: le politiche pubbliche in materia di finanza e accesso al credito e ai servizi bancari (da considerarsi come un vero e proprio diritto) possono fare molto. In particolare, sono almeno due i livelli di intervento del decisore politico sul tema finanza: uno nazionale, di cornice generale, normativa e fiscale, e uno locale fatto soprattutto di pratiche e misure specifiche. A livello nazionale andrebbe di molto ripensato il quadro normativo in materia bancaria. E evidente che la questione si fa complessa e coinvolge equilibri (che poco sembrano tali) e rapporti di forza tra i più rilevanti. Senza farsi illusioni, però, si ritiene che alcune piccole proposte potrebbero trovare un loro spazio e produrre effetti fortemente positivi. 1) Regolamentazione e controlli Le tendenze in atto in Banca d Italia, con il nuovo governatore Draghi ed i suoi primi atti di riforma interna alla banca, lasciano ben sperare rispetto ad una situazione di degrado senza precedenti. Un livello record delle illiceità e dell immoralità delle banche si è clamorosamente associato ad una fase d oro dei profitti. E evidente l urgenza della creazione di un sistema di controllo e benchmarking molto più forte di quello attuale. Probabilmente non sarà neanche sufficiente ridare slancio e vigore alla Banca d Italia (e alla Consob). La complessità della funzione bancaria, l estensione della sua presenza in ogni ambito dell esistenza di un cittadino e di un impresa richiedono forme di controllo (e sanzioni) nuove e più capillari. Andrebbero coinvolte in modo efficace e puntuale le organizzazioni dei risparmiatori, la società civile, le associazioni anti usura, i confidi ecc. Dunque creare spazio effettivo di denuncia, concertazione, pressione sulle banche dei cittadini organizzati. Operazioni come Pattichiari, promossa dall Abi, possono essere utili solo se accompagnate da un attività di monitoraggio e denuncia svolta dai cittadini. Per tutto questo occorrono due condizioni: (i) spazi giuridici (in prevalenza), che vanno creati con una cornice normativa ad hoc; (ii) risorse (in minima parte), che potrebbero essere recuperate attraverso una piccola tassazione di scopo dei profitti bancari. 2) Borse locali 4 Introduzione

7 Occorre tornare a promuovere le borse locali, per uscire dall'autoreferenzialità dell alta finanza, che non riesce a rappresentare né gli andamenti dell economia reale né la specificità del tessuto produttivo italiano, fatto soprattutto di piccole e medie imprese. Una borsa locale, anche se non esclusivamente in via telematica, potrebbe essere dedicata ad imprese solo sotto certi parametri dimensionali e a risparmiatori degli stessi territori. Lo strumento borsa, dunque, potrebbe tornare ad assumere un ruolo di servizio all economia reale, favorendo anche la conoscenza diretta tra finanziatore e finanziato e migliorando il livello di trasparenza dei mercati. In questa azione, livello nazionale e locale si intersecano, dovendosi necessariamente integrare le politiche di cornice legislativa con i comportamenti degli enti territoriali e degli operatori finanziari locali, come il credito cooperativo. 3) Finanza etica Sulla finanza etica ormai la confusione regna sovrana. Ognuno definisce tale ciò che vuole e mancano forme di controllo a tutela dei cittadini risparmiatori. Il nuovo testo unico sul risparmio assegna alla Consob il compito di emanare un regolamento sugli strumenti di finanza etica, tenendo in considerazione i codici di autodisciplina redatti dalle associazioni di categoria e l'adozione, da parte delle medesime società, di sistemi di certificazione di processo o di prodotto ispirati a criteri di sostenibilità ambientale e sociale e fondati sui più avanzati standard comunitari e internazionali elaborati in materia di responsabilità sociale di impresa. Non si parla di società civile, di dialogo con le parti sociali (sindacati, consumatori), di forme di verifica e aggiornamento dei criteri etici, che, si sa, in tempi di globalizzazione vanno aggiornati costantemente. Il Manifesto della Finanza Etica La finanza eticamente orientata: 1. Ritiene che il credito, in tutte le sue forme, sia un diritto umano 2. Considera l efficienza una componente della responsabilità etica 3. Non ritiene legittimo l arricchimento basato sul solo possesso e scambio di denaro 4. E trasparente 5. Prevede la partecipazione alle scelte importanti dell impresa non solo da parte dei soci, ma anche dei risparmiatori 6. Ha come criteri di riferimento per gli impieghi la responsabilità sociale ed ambientale 7. Richiede un adesione globale e coerente da parte del gestore che ne orienta tutta la attività. Il regolamento ancora non è arrivato, ma certo tale decisione del legislatore non sembra particolarmente felice. Sarebbe ben più opportuno lavorare su una legge quadro della finanza etica, che dia spazio ad una definizione basata su requisiti di processo e non di prodotto: la partecipazione degli stakeholders, la piena trasparenza sulla destinazione del denaro, le modalità di valutazione socio ambientale degli investimenti. Tutto questo fa finanza etica, che va distinta dalla finanza di beneficenza, nell interesse del Una finanza etica per l'innovazione sociale 5

8 risparmiatore che sceglie e dell operatore che investe in modo corretto su un segmento di mercato. Sicuramente, pertanto, tra i cardini di una tale legge quadro, andrebbero previste delle specifiche forme societarie destinate all auto gestione finanziaria (sul modello cooperativo e mutualistico delle MAG), rimuovendo gli ostacoli normativi che oggi incontrano questi operatori. 4) Bond etici Lo stesso Stato, sia a livello centrale che nelle sue articolazioni territoriali, potrebbe promuovere operativamente i princìpi della finanza etica nella gestione di alcune specifiche iniziative. Potrebbero essere emessi dei titoli vincolati a determinati progetti (per il sud del mondo, la promozione dell economia solidale in Italia, lo sviluppo locale eco compatibile, le energie rinnovabili ecc.) col duplice obiettivo di reperire risorse in termini di cassa e di sperimentare nuove forme di trasparenza amministrativa e partecipazione dei cittadini. E infatti evidente che rispetto a simili progetti la macchina burocratica dovrebbe garantire standard di rendicontazione e informazione ben più efficienti della media, onde sollecitare la fiducia dei risparmiatori e distinguersi nella melassa dell offerta finanziaria buona. Si tratterebbe anche di una buona occasione per testare, su piccola scala, nuove forme di gestione della pubblica amministrazione e del rapporto tra istituzioni e cittadini. Ciò che può essere fatto a livello locale non è comunque meno importante delle politiche nazionali. Anzi, per capacità di incidere sull economia reale e sui comportamenti quotidiani, il livello delle politiche e delle pratiche locali può essere ben più significativo. Parliamo in questo caso di comuni, soprattutto, ma anche di province e regioni. E lì dove vi siano grandi città, sarà importante interpretare al livello minimo della scala amministrativa le potenzialità delle politiche locali che si vanno ad illustrare. 5) Verso nuove MAG Sono molti i comuni (circa 300) che negli ultimi anni hanno aderito al progetto della Banca Popolare Etica, sottoscrivendone quote del capitale sociale e (pochi) avviando con essa progetti di sviluppo locale. Ciò che si propone qui è di andare oltre quella che spesso è stata una blanda adesione politica ad un progetto di economia alternativa e dargli gambe per crescere ancora. Sono troppi, infatti, i territori in cui Banca Etica e gli altri operatori della finanza etica ancora non sono arrivati e non arriveranno presto. Allora occorre trovare sul posto, tra le energie locali, quei presupposti necessari a far decollare un progetto di finanza etica. Si tratta di sollecitare processi di auto organizzazione del risparmio, sul modello MAG, cui eventualmente l ente locale può dare sostegno in diversi modi: entrando nel capitale sociale (aiutando così a raggiungere i requisiti minimi richiesti dalla legge); fornendo servizi logistici (locali dove svolgere le attività, servizi di comunicazione rivolti ai cittadini e alle imprese); approntando servizi 6 Introduzione

9 consulenziali (gestionali, legali, fiscali ecc.) come nel caso di incubatori d impresa. Quando si sarà creato un gruppo abbastanza solido, radicato sul territorio, allora si potranno costruire infiniti progetti in partnership con gli altri operatori di finanza etica e cooperativa e gli enti locali. Ciò che si andrà delineando sarà un forte arricchimento del tessuto economico locale, in grado di integrare al meglio (anche attraverso un apprezzabile azione di stimolo concorrenziale, nel miglior senso del termine) l offerta di servizi finanziari presenti sul territorio. 6) Sostenere la finanza cooperativa Le banche cooperative possono essere ben incentivate anche a partire dal livello locale. Attraverso la preferenzialità che può essergli accordata nell assegnazione dei servizi di tesoreria comunale, ad esempio, laddove il comune può rinunciare alla ottimizzazione delle offerte espresse solo in termini monetari (massimo ribasso) e valutarle, invece, anche in senso sociale e ambientale. Rispetto a tale servizio, inoltre, potrebbe vincolarsi l impiego di eventuali giacenze soltanto a certe tipologie di investimenti (reali, legati al territorio), di cui andrebbero poi documentate accuratamente forme, quantità, tempi. Resta valido anche in questo caso quanto detto al punto precedente: capitalizzare le banche cooperative, partecipare alla loro vita associativa, promuoverle tra i cittadini, favorire la massima trasparenza delle loro decisioni, sono tutti passaggi che rientrano nella cornice di politiche locali indicate al sostegno della finanza utile. 7) Immaginare monete utili Quello delle monete complementari è un tema tabù. Difficile affrontarlo senza passare per secessionisti. Ma ciò avviene solo in Italia. Sono molti i governi (locali e nazionali, si pensi a quello tedesco) che da anni costruiscono politiche di sviluppo locale (reale, sostenibile, equo) basate anche sulla introduzione di monete che si vadano ad affiancare all euro, integrandone la circolazione in canali sociali e settori economici altrimenti ai margini dell economia monetaria. Qualche rara esperienza si è registrata anche in Italia (come l Eco Aspromonte). Le monete complementari servono a contrastare la finanziarizzazione, la tendenza all accumulazione, a dare valore monetario al valore d uso (non solo a quello di scambio), e non meno importante in certi contesti restituire identità ad un territorio, forza ad un progetto. Hanno dunque un valore tanto economico in senso stretto quanto sociale e culturale. Tutte dimensioni di cui è difficile fare a meno in un progetto di sviluppo locale. Tanto più se si vuole orientare la propria azione verso la costruzione di una finanza utile (che per essere tale deve anche contare in parte su una moneta utile ). 8) Sostenere l economia solidale Una finanza etica per l'innovazione sociale 7

10 Se il fine è promuovere la finanza utile è evidente che almeno in parte ci si prefigge anche di ri orientare il sistema economico, le sue scelte, la sua cornice culturale di riferimento. Non si potrà allora fare a meno di promuovere anche un altra economia, fatta di relazioni solidali, ancorata al territorio, tesa a incorporare nelle proprie funzioni obiettivo anche le esternalità negative nei confronti della società, dell ambiente, del sud del mondo. La promozione, pertanto, di reti di economia solidale, in forma di distretti o quant altro, potrebbe contribuire in almeno due modi allo sviluppo di una finanza utile locale: (i) aiutando a cambiare la mentalità del tessuto cittadino, orientandola verso scelte di sostenibilità ed equità; (ii) fornendo dei binari, già oliati, su cui far correre il treno della finanza utile, sia per la raccolta (cittadini consapevoli in cerca di operatori locali), sia per gli impieghi (progetti di economia reale ad elevata utilità sociale). Le otto direttrici proposte, equamente suddivise tra nazionali e locali, sono solo dei primi spunti di ragionamento del ruolo fondamentale che la politica può assumere nella promozione di una finanza utile. Accanto ad esse molte altre misure potrebbero essere immaginate, e la stessa suddivisione tra nazionale e locale in molti casi potrebbe sfumare: si pensi al livello legislativo di una regione, che potrebbe applicarsi a quasi tutte le proposte sul versante nazionale, o all emissione di titoli, che oggi può ben riguardare anche i comuni. Restano però dei princìpi fondamentali, trasversali alle proposte ed ai livelli di governo, che sono quelli propri della finanza etica e solidale: partecipazione e trasparenza, coniugate non come slogan, ma come requisiti imprescindibili nella strategia e nella operatività delle misure che verranno lanciate. Si tratta dei veri pilastri della finanza etica, che grazie ad essi diviene fattore innovativo di sviluppo e coesione sociale. Per questo occorre salvaguardarla dalle mistificazioni di comodo di politica e mercato. 8 Introduzione

11 Parte Prima Il microcredito in Italia, una breve panoramica Cinzia Cimini Una definizione di microcredito Nella sua definizione standard, il microcredito si definisce attraverso due elementi: a) la piccola entità del prestito. La definizione e la delimitazione di prestito di piccola entità varia, ovviamente tra nord e sud del mondo e non può essere definita a priori; b) piccole quote di rimborso ravvicinate nel tempo. Anche quando si accenna all aspetto dell entità delle rate di rimborso del prestito, la stessa entità non va presa in termini assoluti bensì va relativizzata rispetto al territorio in cui viene utilizzato lo strumento del microcredito. Questi elementi non sono sempre sufficienti a definire in modo esaustivo il fenomeno del microcredito, che ha ormai circa trenta anni di esperienza al suo attivo nel nord come nel sud del mondo. Un primo aspetto su cui ragionare e porre attenzione è la sua caratteristica di essere un credito solidale, la necessità di conoscere bene il beneficiario del finanziamento, di instaurare con lo stesso una relazione molto forte, non solo fra ente erogatore e finanziato, ma facendo partecipare attivamente alla rete di relazione e al progetto stesso di microcredito un terzo soggetto (o più interlocutori) che rappresenti la comunità entro la quale il finanziato vive e lavora: chi eroga il prestito si assume la responsabilità della buona riuscita del prestito in solido con chi ha ricevuto il prestito e la sua rete di relazioni fiduciarie. Afferma infatti nell intervista Francesco Fantuzzi di MAG 6 di Reggio Emilia: Il lato vincente del microcredito è sicuramente la capacità di lavorare insieme, di instaurare relazioni di scambio fra finanziati e finanziatori in modo da creare un rapporto di fiducia, che può diventare la chiave per il successo nella risoluzione delle problematiche. La responsabilità solidale ripartisce il rischio di insolvenza, derivante dalla selezione del potenziale cliente, tra l istituto erogatore del prestito e la comunità, attraverso la costruzione di relazioni di fiducia, oppure utilizzando le relazioni di fiducia preesistenti sul territorio: in particolare va esplicitato il fatto che mentre la finanza tradizionale, quando si affaccia al microcredito, utilizza le reti preesistenti sul territorio, le organizzazioni di finanza etica si fanno carico della costruzione di reti di fiducia sul territorio, dove le stesse operatrici di finanza etica ne sono parte integrante. Un altro modo di intendere la responsabilità solidale è la costituzione di un fondo di garanzia: come si vedrà nel paragrafo successivo alcuni dei Il microcredito in Italia, una breve panoramica 9

12 programmi di microcredito sono affiancati dalla costituzione di tali fondi, che se da un lato hanno lo scopo di proteggere l istituto creditizio dal rischio di insolvenza, dall altro alcuni declinano la responsabilità solidale nella costituzione del fondo, ripartendo il rischio di insolvenza fra tutti quelli della comunità che partecipano alla costituzione dello stesso, anche se si tratta di una esperienza più mediata rispetto alle fideiussioni personali. La responsabilità solidale ha due meriti, sostanzialmente: ripartire l onere del rischio di insolvenza tra creditore e debitore, senza l utilizzo di garanzie patrimoniali, superando in questo modo quello che in economia si chiama asimmetria informativa, ma soprattutto farsi strumento di tessitura di reti sociali, dove l economia e la finanza si fanno strumento di uno sviluppo locale partecipato 1 : mutuando il concetto di reti di economia solidale 2, secondo cui l obiettivo è quell0 di collegare le realtà locali creando dei circuiti economici, in cui per quanto possibile le esigenze dei vari nodi della rete (consumatori, commercianti, produttori) vengono soddisfatte grazie alla reciproca interazione 3, la responsabilità in solido favorisce la relazione tra il consumatore e il produttore. Il concetto di credito solidale è connesso con la mancanza nel microcredito di garanzie reali. La richiesta di garanzie patrimoniali rappresenta un criterio efficientistico di includere/escludere alcuni dal sistema economico: il rapporto tra costi e ricavi, in un ottica di profitti, determina di fatto l universo bancabile. Se la rischiosità del finanziamento può essere superata attraverso la responsabilità solidale del credito, la scarsa economicità e il costo elevato del personale sono caratteristiche superabili solo se la funzione obiettivo dell imprenditore non è più quella del profitto. La garanzia patrimoniale è uno dei punti cardine della non bancabilità. Le caratteristiche che determinano una restrizione dell universo bancabile possono essere così individuate 4 : 1 «Idea di sviluppo inteso non in senso soltanto economico, costruito quotidianamente chiamando i causa le parti sociali di un territorio, che ha come obiettivo quello di riportare l economico nel sociale, in contrapposizione al pensiero secondo cui l economia sia una parte staccata dalla società, e non uno dei suoi elementi». Tratto da Sviluppo locale partecipato, atti del convegno, 7 settembre 2004, Roma, Assessorato alle Politiche per le Periferie, lo Sviluppo Locale, il Lavoro. 2 L espressione è mutuata da quella utilizzata nell economia tradizionale, distretto industriale con il quale si indica una rete stabile di scambi, prevalentemente locali, di beni e servizi (dell economia tradizionale). La terminologia distretto di economia solidale intende fare riferimento anch esso una rete locale stabile di scambi di beni e servizi, con la differenza che i nodi della rete sono costituiti da organizzazioni di economia solidale. Il primo distretto di economia solidale in Italia, in fase avanzata di realizzazione, è quello di Roma ed è allo studio una stessa esperienza nelle Marche. 3 A. Calori, I distretti di economia solidale, in V. Cobelli e G. Naletto (a cura di), Atlante di un altra economia. Politiche e pratiche del cambiamento, Manifesto Libri, Roma, Tratto da Lunaria, La finanza etica in Italia. Come e perché promuoverla, supplemento BancaNote, novembre Parte Prima

13 Rischiosità del finanziamento, perché la decisione di finanziare o meno un soggetto non è presa sulla base di una garanzia reale in grado di coprire la mancata restituzione del credito, ma sulla validità o meno del progetto e sull affidabilità delle persone che lo propongono. Intervengono parametri sia economici sia sociali nella scelta di dare o meno il credito; Scarsa economicità del finanziamento, perché i prestiti richiesti sono irrisori rispetto alle elevate cifre che le banche muovono sul mercato finanziario; Costo del personale elevato, perché occorrono persone per valutare il progetto anche da un punto di vista economico e sociale. Il progetto va seguito, va accompagnato nella sua evoluzione, affinché la banca possa intervenire, qualora ci sia qualcosa che non va nella sua realizzazione, offrendo consulenza e affiancamento. Le banche tradizionali mirano all abbattimento dei costi per aumentare i profitti: le banche si ricordano dei progetti finanziati solo quando il prestito non viene restituito. Le caratteristiche del microcredito in Italia Le esperienze riportate nella Tabella 2 Una mappatura del microcredito italiano 5 non pretendono di essere esaustive di tutte le esperienze presenti in Italia, ma aiutano nell individuare le caratteristiche principali della giovane esperienza italiana in questo ambito. Il primo aspetto da prendere in considerazione riguarda chi eroga microcredito ed appaiono subito due diverse esperienze: quelle che fanno capo alla finanza etica e quelle che invece fanno capo alla finanza tradizionale. La finanza etica si pone un obiettivo ambizioso: non solo allontanare il risparmio da quelle imprese non rispettose dei diritti umani, dei diritti sociali e dell'ambiente, ma incidere sul comportamento del sistema bancario e più in generale del sistema finanziario, garantendo l'accesso al credito a quei soggetti definiti non bancabili dal sistema bancario tradizionale, perché non in possesso di garanzie reali. La finanza etica è quell'insieme di strumenti di raccolta e di impiego che utilizza un tasso di interesse sganciato dal mercato, che propone una gestione trasparente della raccolta del risparmio e degli interessi, che svolge una politica degli impieghi volta a valorizzare le persone. Quest'ultimo requisito rappresenta senz'altro l'aspetto peculiare della finanza etica: essa è orientata ad una idea di sviluppo non legato a doppia mandata con l'economia; si propone come obiettivo quello di generare ricchezza e distribuirla equamente per garantire a tutti gli individui il soddisfacimento 5 I dati e le informazioni riportate in tabella sono tratti dalla ricerca Il microcredito in Italia condotta dall Associazione Finanza Etica. Il microcredito in Italia, una breve panoramica 11

14 dei propri bisogni. La finanza etica pone attenzione al progetto da finanziare e non alle garanzie patrimoniali offerte dal richiedente il prestito, e il risparmio raccolto viene impiegato in progetti sociali e imprenditoriali della comunità stessa. Le Mutue Auto Gestione In Italia le prime esperienze di finanza etica nascono tra la fine degli anni 70 e gli inizi degli anni 80 con l emergere del risparmio autogestito. Sono le cooperative MAG (Mutua Auto Gestione) le figure di riferimento della finanza etica in Italia negli anni 80, la cui filosofia si basa, in breve, sulle seguenti caratteristiche: la partecipazione dei soci alla gestione; interventi rivolti verso progetti di cooperative e associazioni; garanzie patrimoniali sugli impieghi basate sulla conoscenza delle persone e dei progetti da finanziare. I settori di intervento delle MAG sono: la solidarietà sociale, l ambiente e i temi dell ecologia, la cultura e l informazione. Cosa sono, quindi le MAG? Tecnicamente sono cooperative finanziarie, più precisamente intermediari finanziari iscritti all albo tenuto dall'ufficio Italiano Cambi introdotto nel 1991 con la cosiddetta legge anti riciclaggio (d. lgv. n.197/91) che limita l attività di impiego del denaro solo a quelle organizzazioni che possiedono un capitale sociale pari a 600 mila euro. Due anni dopo un altro provvedimento legislativo (Testo Unico in materia bancaria e creditizia, L. 395/93) modifica il requisito per svolgere l attività di risparmio, disponendo che solo le aziende bancarie e le cooperative non finanziarie, a meno che si configurino come finanziarie di gruppo (ad es. MAG 4 Piemonte), possono raccogliere il risparmio dalle persone fisiche. Questo implica che le MAG, per poter operare come soggetti finanziatori, debbono raccogliere quote di capitale sociale, di partecipazione al rischio d impresa. Le MAG (in quanto intermediari finanziari abilitati) normalmente possono finanziare qualsiasi tipologia di soggetti, soci e non, persone fisiche e persone giuridiche, anche se solitamente scelgono di finanziare solo i propri soci. Le MAG attualmente esistenti, pur nella loro diversità nelle modalità di operare, mantengono alcune caratteristiche attraverso cui inquadrare questa esperienza. Innanzitutto nascono sul principio dell autogestione del denaro. In generale l autoorganizzazione si caratterizza come processo inclusivo, in cui una collettività si organizza per rispondere ad una necessità del gruppo. Nei processi di autogestione del denaro il bisogno centrale è quello del suo utilizzo per fini di utilità collettiva, fra cui quello della creazione di reddito attraverso attività inserite il più armonicamente possibile nella vita dell individuo. Il collettivo, fatto di risparmiatori e finanziati, si costituisce attraverso la MAG per rispondere al meglio alla necessità di ognuno (E. Lombardi, Organizzare il lavoro in AA. VV., Lavorare nel terzo settore, Carocci editore, Roma, 2005). Le MAG si sviluppano sul territorio attraverso una rete di relazioni sociali e di fiducia molto forti, che permettono loro di poter agire con più efficacia sul territorio stesso, conoscendone molto bene i bisogni e le carenze. Si tratta, quindi, di una esperienza di finanza etica solitamente collegata al territorio, che facilita la messa in rete e la condivisione di percorsi culturali, nonché il sostegno a progetti sociali concreti. Tutti gli operatori di finanza etica e di finanza critica italiani partecipano ad una o più progetti di microcredito, nel caso delle MAG già dalla metà degli anni ottanta. 12 Parte Prima

15 MAG italiane MAG 2 finance MAG 4 Piemonte MAG 6 Reggio Emilia MAG Verona MAG Venezia MAG Roma Metodo di raccolta Sottoscrizione del capitale sociale Sottoscrizione del capitale sociale e raccolta di depositi da cooperative del gruppo MAG: rete di cooperative che raccolgono prestito sociale e lo investono in MAG 4 e in altri circuiti Sottoscrizione del capitale sociale Sottoscrizione del capitale sociale Sottoscrizione del capitale sociale e libretti di risparmio Sottoscrizione del capitale sociale Metodo di impiego Diretto Diretto Diretto Remunerazione del denaro versato Adeguato all'inflazione e condizionato all'utile di esercizio Adeguato all'inflazione e condizionato all'utile di esercizio Adeguato all'inflazione e condizionato all'utile di esercizio Raccolta (in migliaia di ) Numeros oci Diretto No Attraverso Consorzio Finanza Solidale Attraverso MAG 6 Tabella 1 Dati relativi alle MAG italiane No per il capitale sociale, adeguato all inflazione per i libretti di risparmio Adeguato all'inflazione e condizionato all'utile di esercizio Gli istituti di credito tradizionale hanno iniziato ad utilizzare, in modo circoscritto rispetto alla totalità delle attività svolte dalle banche, lo strumento del microcredito negli ultimi tre o quattro anni circa: dei 19 progetti riportati in Tabella 2, 7 fanno capo ad un operatore di finanza etica, 8 progetti fanno invece capo ad un operatore bancario tradizionale, 1 progetto fa capo alle disposizioni e ai fondi messi a disposizione dalla legge finanziaria, 3 progetti fanno invece capo alla raccolta di donazioni, sia da privati (come il Fondo Essere) che da banche (come il caso del progetto di microcredito della Fondazione S. Carlo). L'elemento del soggetto erogatore disegna uno scenario piuttosto vario del microcredito in Italia. Accanto ad esso anche l importo medio erogato rende visibile la differente interpretazione di quanto è micro il credito che si va ad erogare: come si vede in tabella si va da importi minimi di 2 mila euro fino a 25 mila euro, evidenziando ad esempio che MAG 4 identifica come microcredito tutta la propria attività, anche quando si erogano finanziamenti fino ad un massimo di 150 mila euro, perché ritiene di appartenere alle iniziative di microcredito per il fatto di rivolgersi ai soggetti esclusi dal circuito bancario tradizionale. Il microcredito in Italia, una breve panoramica 13

16 Progetti di Ente Importo medio Modalità microcredito erogatore rimborso Garanzie richieste Almasolidale MAG 2 Finance 3 mila Rate mensili Fideiussione personale Banca del Piemonte e Banca del Parrocchia S.Agostino Piemonte 2 mila Rate mensili Nessuna Rateizzazione Casa delle donne MAG 6 4 mila decisa col Fideiussione personale beneficiario C.O.M.E. Banca 10 mila pf Fondo di garanzia Rate mensili Popolare Etica 20 mila pg Provincia di Torino Confidi Gafiart Artigiancassa Max ,00 Rate mensili Fondo di garanzia Confidi Roma Gafiart Dai slancio alle tue Banche Rate mensili Fondo di garanzia 5.000,00 idee convenzionate o trimestrali Comune di Torino Fondo di garanzia Finanziamenti per Dipartimento IX Bcc di Roma ,00 Rate mensili migranti Servizi Sociali Provincia di Roma Fondazione S. Carlo onlus Donazioni 7.750,00 Rate mensili Nessuna Fondo essere Donazioni 2.500,00 Rate mensili Nessuna Lavoro Autonomo Legge Assicurazione beni ,00 Rate mensili finanziaria finanziati Le Piagge Fideiussione sociale Fondo etico e Rateizzazione 2.600,00 pf illimitata della sociale decisa col 7.000,00 pg cooperativa Il Cerro e beneficiario fideiussione personale MAG 2 finance MAG 4 Piemonte MAG 6 Reggio Emilia MAG Roma Microcredito di solidarietà Microcredito sociale Microcredito Sociale Fondazione Risorsa Donna MAG 2 finance MAG 4 Piemonte MAG 6 Reggio Emilia MAG 6 Reggio Emilia Monte dei Paschi Banca San Paolo Banca San Paolo 5.000,00 pf 5% cap sociale pg Rateizzazione decisa col beneficiario Fideiussione personale Max ,00 Rate mensili Fideiussione personale ,00 Rate mensili Fideiussione personale 8.000,00 Rate mensili Fideiussioni personali 7.500,00 Rate mensili ,00 pf ,00 pg ,00 pf ,00 pg Rate mensili Rate mensili Separati tutelati Bcc di Roma 3.000,00 Rate mensili Tabella 2 Una mappatura del microcredito italiano Fonte: nostra elaborazione su dati della ricerca (2006) e aggiornamento dati ricerca AFE (2004). Nota bene: PF, persone fisiche PG, persone giuridiche Fondo di garanzia Fondazione Monte dei Paschi Fondo di garanzia Compagnia San Paolo Fondo di garanzia Compagnia San Paolo Fondo di garanzia Comune di Roma Questo elemento conferma quanto affermato nel paragrafo precedente: definire il microcredito utilizzando solo la categoria della quantità di prestito erogato ad ogni singolo beneficiario risulta riduttivo, oltre che 14 Parte Prima

17 particolarmente complicato, poiché l ammontare del micro prestito va contestualizzato nel territorio di utilizzo dello strumento finanziario, l importo medio dei microcredito nei paesi del sud del mondo non può essere utilizzato come parametro quantitativo di misurazione del microcredito. Ci sono altri due elementi interessanti che emergono dalle informazioni raccolte dai progetti di microcredito, la modalità di rimborso e, di particolare rilievo, le garanzie richieste per l erogazione del prestito. Per quanto riguarda la modalità di rimborso, l idea generale è che si preferisce accordare modalità di rimborso che facilitino il rientro del prestito e che non mettano in difficoltà il beneficiario; da qui la scelta della rateizzazione mensile, consigliata dalle organizzazioni il più delle volte, oppure decisa insieme al beneficiario in alcuni casi, quali ad esempio MAG 6 e MAG Roma. La responsabilità solidale del credito erogato, in mancanza di garanzie reali del finanziato (o in sostituzione delle stesse) viene declinata, principalmente, in fideiussioni personali, oppure nella costituzione di un fondo di garanzia. Come possiamo vedere nella Tabella 3 Destinatari del microcredito, le soluzioni approntate sono diverse: su 19 progetti indagati, 11 sono quelli che usufruiscono di un fondo di garanzia, di cui 3 sono fondi di garanzia messi a disposizione da un ente locale. Tre progetti non hanno nessuna garanzia: il Fondo Essere, ad esempio, chiede al beneficiario del prestito un impegno morale alla restituzione, perché questo acquista un significato di partecipazione ad una comunità solidale, per cui chi restituisce il prestito viene inteso come facesse una donazione al fondo. Il Fondo Essere lavora molto sulla solidarietà e sulla rete di relazioni della comunità 6 : ad esempio uno dei requisiti richiesti per avere il prestito è risiedere nel quartiere ed essere presentati da una delle associazioni partner del progetto, anch essa del Quartiere 4 di Firenze; nell istruttoria vengono coinvolte tutte le associazioni aderenti all iniziativa per svolgere una indagine sulla situazione complessiva del beneficiario. Infine il Fondo Essere molte volte non eroga il prestito direttamente all utente, bensì va a coprire direttamente le situazioni debitorie con il fornitore dell utente. 6 il Fondo Essere svolge la propria attività dal 2002 nel Quartiere 4 di Firenze. Il microcredito in Italia, una breve panoramica 15

18 Progetti di microcredito Almasolidale Banca del Piemonte e Parrocchia S.Agostino Casa delle donne C.O.M.E. Confidi Gafiart Dai slancio alle tue idee Finanziamenti per migranti Fondazione S.Carlo onlus Fondo essere Lavoro Autonomo Le Piagge MAG 2 finance MAG 4 Piemonte MAG 6 Reggio Emilia MAG Roma Microcredito di solidarietà Microcredito sociale Ente promotore Associazione Almaterra Parrocchia S.Agostino Associazione Nondasola e MAG 6 Provincia di Torino Confartigianato Comune di Torino Provincia di Roma Fondazione S.Carlo Associazioni quartiere 4 Firenze Stato Quartiere Le Piagge MAG 2 finance MAG 4 Piemonte MAG 6 Reggio Emilia MAG Roma Misericordia di Siena Compagnia San Paolo Destinatari del servizio Donne Immigrati Donne Immigrati Artigianato e piccola impresa Piccole imprese Migranti con residenza nella Provincia di Roma Persone svantaggiate Persone in precarietà sociale e/o economica Ditte individuali Individui e imprese, italiani e stranieri, del quartiere Le Piagge Non profit e individui in difficoltà sociale e/o economica Non profit Individui e realtà collettive Individui e realtà collettive Immigrati, donne e persone a basso reddito Immigrati e persone in cerca di occupazione Fabbisogno Dare credito a chi è in difficoltà economica Favorire l accesso al credito e arginare l usura Favorire il percorso di autonomia economica Arginare il rischio di povertà Includere nel circuito creditizio soggetti esclusi Favorire l accesso al credito a buone idee imprenditoriali Accesso al credito per l inserimento lavorativo e l integrazione sociale Includere le persone escluse dal sistema bancario tradizionale Creare una comunità solidale Includere persone a rischio di esclusione dai circuiti tradizionali del credito. Includere le persone escluse dal sistema bancario tradizionale Includere le persone e i progetti esclusi dal sistema bancario tradizionale Sostegno a progetti di autogestione e di cooperazione Includere le persone e i progetti esclusi dal sistema bancario tradizionale e fornire uno strumento di credito alternativo Includere le persone e i progetti esclusi dal sistema bancario tradizionale e fornire uno strumento di credito alternativo Includere le persone escluse dal sistema bancario tradizionale Includere le persone escluse dal sistema bancario tradizionale Tipologia progetto Microimpresa Microimpresa Microcredito di emergenza Microimpresa Microimpresa Microimpresa Microimpresa Avvio lavoro autonomo Microcredito di emergenza Prestito d onore Microimpresa e microcredito di emergenza Microimpresa Imprese sociali Microimpresa imprese sociali e microcredito di emergenza Microimpresa imprese sociali Microimpresa e microcredito di emergenza Microimpresa 16 Parte Prima

19 Progetti di microcredito Microcredito Sociale Fondazione Risorsa Donna Separati tutelati Ente promotore Compagnia San Paolo Comune di Roma Destinatari del servizio Immigrati e persone in cerca di occupazione Cittadini/e residenti a Roma separati/e titolari di assegno di mantenimento Tabella 3 Destinatari del microcredito Fabbisogno Includere le persone escluse dal sistema bancario tradizionale Dare la possibilità ad una fascia sociale in condizioni di disagio e fragilità di soddisfare delle esigenze derivanti dalla violazione del diritto all'assegno di mantenimento Fonte: nostra elaborazione su dati della ricerca (2006) e aggiornamento dati ricerca AFE (2004) Tipologia progetto Microimpresa Credito al consumo Tornando alla Tabella 3, sono 4 i progetti che chiedono invece fideiussioni personali: persone o organizzazioni che garantiscono la restituzione del prestito a favore del beneficiario. Tra gli operatori di finanza etica, sono le MAG ad utilizzare questo strumento con alcuni distinguo: MAG 6 chiede fideiussioni solidali, ciascun fideiussore è in obbligo per la totalità dell ammontare del prestito, MAG 4 invece chiede fideiussioni parziarie, cioè ciascun fideiussore è in obbligo solo per la quota parte del prestito, al massimo 15 mila euro per ciascun fideiussore. In entrambi i casi il numero dei fideiussori per ciascun beneficiario deve essere congruo rispetto alla capacità di ciascuno di far fronte alla possibilità che il prestito non venga restituito, anche se va precisato che le MAG lavorano molto sull accompagnamento dei beneficiari dopo l erogazione del prestito e, quando è necessario, modulano in itinere il piano di ammortamento del prestito. Dei 19 progetti, ben 16 (l 80% dei casi) sono progetti rivolti a finanziare la microimpresa e l impresa sociale; di questi, 4 si occupano anche del microcredito di emergenza, solo un progetto ha come target solo il microcredito di emergenza, infine il progetto di avvio al lavoro autonomo si tratta di prestito d onore e il progetto di micro finanziamenti ai separati si tratta di credito al consumo: questi ultimi due progetti verranno ripresi e descritti nel paragrafo successivo. Comunemente si classificano le tipologie di intervento del microcredito in: microcredito alle imprese, quando si erogano finanziamenti per l avvio di piccole e piccolissime attività produttive collettive o individuali, possibilmente con un valenza sociale; microcredito al consumo collettivo, come ad esempio condomini, mutue, cooperative, che vogliono attivare progetti di ristrutturazione di immobili secondo criteri di eco compatibilità, oppure di accessibilità per disabili; Il microcredito in Italia, una breve panoramica 17

20 microcredito di emergenza, quando il prestito viene erogato per far fronte a spese non previste di discreta entità riguardanti le spese sanitarie, istruzione, locazione, ecc. quindi spese che hanno a che fare con la possibilità di valersi di diritti sociali, quali ad esempio il diritto alla salute, o all istruzione, o alla casa. Mentre le realtà di finanza etica sono implicate in tutte le diverse tipologie di interventi, gli istituti di credito tradizionale sono coinvolti soltanto nel microcredito alle imprese. La Banca Popolare Etica La Banca Etica è una banca popolare, dunque in forma cooperativa, nata nel Sono due le matrici culturali di riferimento non necessariamente in sintonia fra loro che hanno contribuito alla nascita di questo anomalo istituto di credito. La prima è strettamente legata al movimento della finanza etica. La banca è nata per iniziativa diretta di alcune MAG (MAG 4 Piemonte e MAG 6 Reggio Emilia sono le due strutture che si sono lasciate coinvolgere meno dal progetto e che nel tempo hanno anche assunto le posizioni più critiche, seppur con modalità diverse:la prima entrando e poi uscendo, la seconda restandone sempre fuori), con l obiettivo di dare alla finanza etica uno strumento operativo che sapesse da un lato rispettare i nuovi vincoli della legislazione, dall altro ampliare le possibilità di incidere sul sistema culturale ed economico nazionale. Questa radice è sicuramente la più forte e ha determinato promuovendo i valori della finanza etica la convinta adesione di migliaia di cittadini all iniziativa (al 30 settembre 2006 sono i soci persone fisiche e i soci persone giuridiche ). L altro elemento principale è l idea di creare una banca per il terzo settore. Tale impronta è connaturata alla fase storica in cui la banca è nata, la metà degli anni novanta. Si tratta di un periodo in cui il terzo settore italiano assume una soggettività politica e corporativa forte, rappresentata in particolare dal ruolo dell organizzazione ombrello denominata Forum permanete del terzo settore. È attraverso questo soggetto che la costituenda banca recluta i suoi soci più grandi : le associazioni nazionali, le centrali cooperative, i consorzi. Questa doppia matrice ha caratterizzato tutta la fase della raccolta del capitale sociale necessario a fondare una banca popolare. La Banca Etica privilegia i rapporti con le organizzazioni senza scopo di lucro ma senza che l elemento non profit diventi un vincolo: quando l attività lo giustifichi, come nel caso dell agricoltura biologica, si possono finanziare anche società di capitali. Di recente, poi, la banca ha avviato alcune sperimentazioni di prestiti a persone fisiche, per il momento rivolti solo ai soci. (tratto da: A. Messina, Denaro senza lucro, Carocci, Roma, 2003). In ogni iniziativa di microcredito, così come per qualsiasi tipo di finanziamento, esistono elementi caratterizzanti da cui dipenderanno la buona riuscita del progetto finanziato. Tra questi elementi particolare importanza ricopre il procedimento d istruttoria. Dall indagine svolta non è stato possibile far emergere uno standard d istruttoria applicabile a tutti i progetti e ad ogni caso che si presenti all esaminatore, tuttavia è presente una certa costanza negli elementi su cui si indaga durante i colloqui con i possibili beneficiari del prestito, soprattutto nel caso di finanziamenti a favore di sviluppo o creazione d impresa. L istruttoria economica è svolta da ogni ente creditizio prima dell erogazione di un prestito e riguarda appunto gli aspetti più strettamente 18 Parte Prima

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