CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE COLLEGIO SINDACALE DIREZIONE COMPAGINE SOCIALE

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1 Organi Sociali

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3 CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE Presidente Vice Presidente Consiglieri: GINNASI Giuseppe ALTISSIMI Sandro MATTEI Augusto MUSETTI Vincenzo OLIVIERI Gianfranco SCARAMELLA Massimo TABORRI Antonio TEDESCHI Luca TRAPPOLINI Fabio COLLEGIO SINDACALE Presidente Sindaci effettivi: Sindaci supplenti: MORETTI Fabio BRUZZICHES Pietro CIANTI Guido COSIMI Corrado DE SANTI GENTILI Alberto DIREZIONE Direttore PIZZI Giulio COMPAGINE SOCIALE Al 1 gennaio 2011 Soci n Entrati n. 104 Usciti n. 31 Al 31 dicembre 2011 Soci n

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5 Convocazione dell Assemblea Ordinaria

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7 Convocazione dell Assemblea Ordinaria dei Soci Il Consiglio di Amministrazione ha deliberato la convocazione dell Assemblea Ordinaria dei Soci ai sensi degli artt. 24 e 30 dello Statuto Sociale nei locali siti a Ronciglione in via Sutri snc (Teatro Comunale Ettore Petrolini ), in prima convocazione alle ore 10,00 del 21 aprile 2012 e, occorrendo, in seconda convocazione alle ore 10,00 del 22 aprile 2012, per discutere e deliberare sul seguente O R D I N E D E L G I O R N O 1. Esame ed approvazione del Bilancio d'esercizio 2011: A) Bilancio e Nota Integrativa al 31/12/2011; B) Relazione del Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale sulla gestione; C) Destinazione degli utili 2011 su proposta del Consiglio di Amministrazione; 2. Politiche di remunerazione. Informative all Assemblea; 3. Bilancio Sociale e di Missione anno 2011.

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9 Schemi del Bilancio dell impresa

10 Stato Patrimoniale al 31 dicembre 2011 e raffronto con il 31 dicembre 2010 ATTIVO Voci dell'attivo 31/12/ /12/ Cassa e disponibilità liquide Attività finanziarie detenute per la negoziazione Attività finanziarie valutate al fair value 40 Attività finanziarie disponibili per la vendita Attività finanziarie detenute sino alla scadenza 60 Crediti verso banche Crediti verso clientela Derivati di copertura 90 Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) 100 Partecipazioni Attività materiali Attività immateriali avviamento Attività fiscali a) correnti b) anticipate Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione Altre Attività Totale dell'attivo

11 PASSIVO Voci del passivo e del patrimonio netto 31/12/ /12/ Debiti verso banche Debiti verso clientela Titoli in circolazione Passività finanziarie di negoziazione 50 Passività finanziarie valutate al fair value 60 Derivati di copertura Adeguamento di valore della passività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) 80 Passività fiscali a) correnti b) differite Passività associate ad attività in via di dismissione 100 Altre passività Trattamento di fine rapporto del personale Fondi per rischi ed oneri a) quiescenza e obblighi simili b) altri fondi Riserve da valutazione ( ) di cui: relative ad attività in via di dismissione 140 Azioni rimborsabili 150 Strumenti di capitale 160 Riserve Acconti su dividendi (-) 170 Sovrapprezzi di emissione Capitale Azioni proprie (-) 200 Utile (Perdita) d'esercizio (+/-) Totale del passivo e del patrimonio netto

12 CONTO ECONOMICO Voci 31/12/ /12/ Interessi attivi e proventi assimilati Interessi passivi e oneri assimilati ( ) ( ) 30 Margine di interesse Commissioni attive Commissioni passive ( ) ( ) 60 Commissioni nette Dividendi e proventi simili Risultato netto dell'attività di negoziazione (50.963) (35.549) 90 Risultato netto dell'attività di copertura ( ) (91.607) 100 Utili (Perdite) da cessione o riacquisto di: (58.508) ( ) a) crediti ( ) b) attività finanziarie disponibili per la vendita (74.116) (21.497) c) attività finanziarie detenute sino alla scadenza d) passività finanziarie Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value 120 Margine di intermediazione Rettifiche/riprese di valore nette per deterioramento di: ( ) ( ) a) crediti ( ) ( ) b) attività finanziarie disponibili per la vendita c) attività finanziarie detenute sino alla scadenza d) altre operazioni finanziarie (43.586) Risultato netto della gestione finanziaria Spese amministrative ( ) ( ) a) spese per il personale ( ) ( ) b) altre spese amministrative ( ) ( ) 160 Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (48.704) 170 Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali ( ) ( ) 180 Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali (3.488) (10.184) 190 Altri oneri/proventi di gestione Costi operativi ( ) ( ) 210 Utili (Perdite) delle partecipazioni Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali 230 Rettifiche di valore dell'avviamento 240 Utili (Perdite) da cessioni di investimenti (9.138) 250 Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente ( ) ( ) 270 Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte Utile (Perdita) dei gruppi di attività in via di dismissione al netto delle imposte 290 Utile (Perdita) d'esercizio

13 REDDITIVITA' COMPLESSIVA Prospetto della redditività complessiva Voci 31/12/ /12/ Utile (Perdita) d'esercizio Altre componenti reddituali al netto delle imposte 20 Attività finanziarie disponibili per la vendita ( ) ( ) 30 Attività materiali 40 Attività immateriali 50 Copertura di investimenti esteri 60 Copertura dei flussi finanziari 70 Differenze di cambio 80 Attività non correnti in via di dismissione 90 Utili (Perdite) attuariali su piani a benefici definiti (39.953) 100 Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto 110 Totale altre componenti reddituali al netto delle imposte ( ) ( ) 120 Redditività complessiva (voce ) ( )

14 PATRIMONIO NETTO 31/12/2011 Prospetto delle variazioni del patrimonio netto al 31/12/2011 Allocazione risultato Patrimonio Variazione dell'esercizio esercizio precedente netto al 31/12/2011 Redditività complessiva esercizio Operazioni sul patrimonio netto - Stock options Operazioni sul patrimonio netto - Derivati su proprie azioni Operazioni sul patrimonio netto - Variazione strumenti di capitale Operazioni sul patrimonio netto - Distribuzione straordinaria dividendi Operazioni sul patrimonio netto - Acquisto azioni proprie Operazioni sul patrimonio netto - Emissione nuove azioni Variazioni di riserve Dividendi e altre destinazioni Riserve Esistenze al Modifica saldi apertura Esistenze al Capitale (425) a) azioni ordinarie (425) b) altre azioni Sovrapprezzi di emissione (5.035) Riserve a) di utili b) altre Riserve da valutazione (11.056) ( ) ( ) Strumenti di capitale Acconti su dividendi Azioni proprie Utile (Perdita) di esercizio ( ) (51.113) Patrimonio netto (51.113) (11.056) (5.460) ( ) saldi attivi di rivalutazione monetaria valutazione immobili "deemed cost" (11.056) Utili / perdite attuariali TFR IAS 19 (81.867) (50.187)

15 PATRIMONIO NETTO 31/12/2010 Prospetto delle variazioni del patrimonio netto al 31/12/2010 Allocazione risultato Patrimonio Variazione dell'esercizio esercizio precedente netto al 31/12/2010 Redditività complessiva esercizio Operazioni sul patrimonio netto - Stock options Operazioni sul patrimonio netto - Derivati su proprie azioni Operazioni sul patrimonio netto - Variazione strumenti di capitale Operazioni sul patrimonio netto - Distribuzione straordinaria dividendi Operazioni sul patrimonio netto - Acquisto azioni proprie Operazioni sul patrimonio netto - Emissione nuove azioni Variazioni di riserve Dividendi e altre destinazioni Riserve Esistenze al Modifica saldi apertura Esistenze al Capitale (775) a) azioni ordinarie (775) b) altre azioni Sovrapprezzi di emissione Riserve a) di utili b) altre Riserve da valutazione (41.914) (2.799) ( ) Strumenti di capitale Acconti su dividendi Azioni proprie Utile (Perdita) di esercizio ( ) (60.664) Patrimonio netto (41.914) (60.664) (2.799) (775) saldi attivi di rivalutazione monetaria valutazione immobili "deemed cost" (2.799) (39.953) (81.867) - Utili / perdite attuariali TFR IAS 19 (41.914) (41.914)

16 RENDICONTO FINANZIARIO Metodo Indiretto Importo 31/12/ /12/2010 A. ATTIVITA' OPERATIVA 1. Gestione risultato d'esercizio (+/-) plus/minusvalenze su attività finanziarie detenute per la negoziazione e su attività/passività finanziarie valutate al fair value (+/-) plus/minusvalenze su attività di copertura (-/+) ( ) ( ) - rettifiche/riprese di valore nette per deterioramento (+/-) rettifiche/riprese di valore nette su immobilizzazioni materiali e immateriali (+/-) accantonamenti netti a fondi rischi ed oneri ed altri costi/ricavi (+/-) imposte e tasse non liquidate (+) rettifiche/riprese di valore nette dei gruppi di attività in via di dismissione al netto dell'effetto fiscale (+/-) - altri aggiustamenti (+/-) ( ) ( ) 2. Liquidità generata/assorbita dalle attività finanziarie ( ) ( ) - attività finanziarie detenute per la negoziazione (716) - attività finanziarie valutate al fair value - attività finanziarie disponibili per la vendita ( ) - crediti verso banche: a vista ( ) crediti verso banche: altri crediti - crediti verso clientela ( ) ( ) - altre attività ( ) ( ) 3. Liquidità generata/assorbita dalle passività finanziarie debiti verso banche: a vista debiti verso banche: altri debiti - debiti verso clientela titoli in circolazione ( ) passività finanziarie di negoziazione - passività finanziarie valutate al fair value - altre passività Liquidità netta generata/assorbita dall'attività operativa B. ATTIVITA' DI INVESTIMENTO 1. Liquidità generata da vendite di partecipazioni - dividendi incassati su partecipazioni vendite di attività finanziarie detenute sino alla scadenza - vendite di attività materiali vendite di attività immateriali - vendite di rami d'azienda 2. Liquidità assorbita da acquisti di partecipazioni - acquisti di attività finanziarie detenute sino alla scadenza - acquisti di attività materiali acquisti di attività immateriali acquisti di rami d'azienda Liquidità netta generata/assorbita dall'attività di investimento ( ) C. ATTIVITA' DI PROVVISTA - emissioni/acquisti di azioni proprie emissioni/acquisti di strumenti di capitale - distribuzione dividendi e altre finalità (51.114) (60.066) Liquidità netta generata/assorbita dall'attività di provvista (562) (13.394) LIQUIDITA' NETTA GENERATA/ASSORBITA NELL'ESERCIZIO Legenda: (+) generata (-) assorbita

17 Riconciliazione Metodo indiretto Importo Voci di bilancio 31/12/ /12/2010 Cassa e disponibilità liquide all'inizio dell'esercizio Liquidità totale netta generata/assorbita nell'esercizio Cassa e disponibilità liquide: effetto della variazione dei cambi Cassa e disponibilità liquide alla chiusura dell'esercizio

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19 Relazione sulla gestione 19

20 Stato Patrimoniale Riclassificato (importi in migliaia di euro) ATTIVO Var.% annue Cassa e disponibilità liquide ,4% Attiività finanziarie: ,8% attività finanz. detenute per la negoziazione ,3% attività finanz. disponibili per la vendita ,5% attività finanz. detenute sino alla scadenza 0 0 0,0% Crediti: ,3% crediti verso banche ,6% crediti verso clientela ,0% Partecipazioni ,0% Immobilizzazioni ,4% immobilizzazioni materiali ,3% immobilizzazioni immateriali ,0% - di cui: avviamento ,0% Attività fiscali: ,9% attività fiscali correnti ,3% attività fiscali anticipate ,3% Altre voci dell'attivo ,8% Totale dell'attivo ,5% Composizione delle attività Banche Clientela attività finanziarie Immobilizzazioni Altre voci 20

21 (importi in migliaia di euro) PASSIVO Var.% annue Debiti: ,9% debiti verso Banche ,8% debiti verso Clientela ,3% Titoli in circolazione ,3% Passività finanziarie di negoziazione 0 0 0,0% Derivati di copertura ,2% Passività fiscali: ,6% passività fiscali correnti ,0% passività fiscali differite ,0% Altre voci del passivo ,3% Patrimonio netto ,7% Totale del passivo ,5% Composizione delle passività Banche Clientela Titoli in circolazione Patrimonio Altre voci Derivati di copertura Passività fiscali: 21

22 Conto Economico Riclassificato (importi in migliaia di euro) Variazioni annue assolute relative Interessi attivi e proventi assimilati ,1% Interessi passivi e oneri assimilati (4.671) (3.217) ,2% MARGINE DI INTERESSE ,3% Commissioni attive ,0% Commissioni passive (331) (244) 87 35,7% COMMISSIONI NETTE ,0% Dividendi e proventi simili ,5% Risultato netto dell'attività di negoziazione (51) (36) 15 41,7% Risultato netto dell'attività di copertura (115) (92) 23 25,0% Utili da cessione o riacquisto di: (59) (659) ,0% a) crediti - (644) ,0% b) attività finanziarie disponibili per la vendita (74) (21) ,4% c) attività finanziarie detenute sino alla scadenza 0 0-0,0% d) passività finanziarie ,0% Risultato netto delle attività e passività fin. valutate al fair value ,0% MARGINE DI INTERMEDIAZIONE ,5% Rettifiche riprese di valore nette per deterioramento di: (1.745) (1.061) ,5% a) crediti (1.701) (1.079) ,6% b) attività finanziarie disponibili per la vendita ,0% c) attività finanziarie detenute sino alla scadenza ,0% d) altre operazioni finanziarie (44) ,4% RISULTATO NETTO DELLA GESTIONE FINANZIARIA ,4% Spese amministrative: (7.509) (7.248) 261 3,6% a) spese per il personale (4.244) (4.110) 134 3,3% b) altre spese amministrative (3.265) (3.138) 127 4,0% Accantonamenti netti ai Fondi per Rischi ed Oneri (49) ,0% Rettifiche di valore nette su attività materiali (280) (292) -12-4,1% Rettifiche di valore nette su attività immateriali (3) (10) -7-70,0% Altri proventi di gestione ,8% COSTI OPERATIVI (7.073) (6.909) 164 2,4% Utile delle partecipazioni ,0% Utile da cessione di investimenti (9) ,0% UTILE DELLA OPER. CORRENTE AL LORDO DELLE IMPOSTE ,9% Imposte sul reddito del periodo (674) (605) 69 11,4% UTILE DI PERIODO ,9% 22

23 1. RELAZIONE SULLA GESTIONE DELL ESERCIZIO 2011 Signori Soci, anche per il 2011 possiamo rinnovare riflessioni e considerazioni già espresse nell assemblea dello scorso anno circa le difficoltà del momento. La crisi, iniziata nel 2008 negli Stati Uniti come crisi finanziaria, poi mutata in crisi dell economia reale, è divenuta, nel corso del 2010 e soprattutto nel 2011, crisi del debito pubblico, con impatti pesanti anche per il nostro Paese. Le banche italiane, ancorché lontane dagli eccessi dell ingegneria finanziaria, sono state così coinvolte in una spirale negativa, rischiando di pagare prezzi pesanti semplicemente per il fatto di essere italiane. L economia continua a soffrire. La ripartenza non sembra imminente. Per troppo tempo il mondo occidentale ha adottato un modello di sviluppo basato soprattutto sulla crescita del consumo e, spesso, su un eccesso di debito privato e pubblico, all interno di un processo di forte finanziarizzazione dell economia. La necessità di correzioni profonde nelle scelte dell Italia era nota da anni. La cultura del rinvio dei problemi, del vediamo domani, del qualcun altro risolverà, che consente di non affrontare i nodi nell immediato, ha offerto un vantaggio di corto respiro. Che diventa un danno, appena si guarda oltre l orizzonte del breve termine. Prima o poi, chi non sceglie, paga. In genere con gli interessi. E non c è una salvezza che magicamente si produce senza un proprio deciso intervento. Non ci sono salvatori da attendere. Ci sono piuttosto soluzioni, da individuare e mettere rapidamente in pista. Questo vale per l Italia, ma anche per il Credito Cooperativo e la Banca. In tale ambito, la nostra Banca, pur in un contesto di permanente difficoltà della realtà economica - produttiva locale, ha continuato a praticare una politica di sostegno al territorio di appartenenza erogando crediti e servizi alle famiglie ed alle aziende di piccola e piccolissima dimensione. Quest ultimi soggetti, che rappresentano il tessuto imprenditoriale e produttivo del territorio presso cui la Banca opera, sono quelli che hanno continuato a registrare le maggiori difficoltà di accesso al credito presso istituzioni bancarie diverse dal Credito Cooperativo. 23

24 Signori Soci, presso il territorio in cui la Banca opera, l esercizio appena concluso ha fatto registrare uno scenario di prolungata difficoltà economica e finanziaria ed accresciuta concorrenza per l elevata concentrazione di banche anche appartenenti al sistema del Credito Cooperativo. Pur nel contesto economico e concorrenziale appena descritto, sono stati conseguiti positivi risultati che sinteticamente vi rappresentiamo: 1. è stata confermata la capacità reddituale della Banca con un utile dell operatività corrente al lordo delle imposte pari ad 1,9 milioni. Il risultato in esame rappresenta l utile della gestione ordinaria che è stato positivamente influenzato dal margine di interesse attestatosi ad 9,6 milioni, in linea con il margine interesse registrato nel precedente esercizio 2010 ( 9,6 milioni). Tale risultato, è frutto di una politica volta ad incrementare i volumi medi intermediati dalla Banca, in un contesto di stabilità di tassi di interesse sui livelli minimi. In virtù del citato risultato positivo, la Banca ha potuto fronteggiare da un lato l aumento dei costi di struttura determinato in parte anche dall incremento dei volumi operativi, dall altro l aumento delle previsioni di perdita su crediti determinate sia dalla sfavorevole congiuntura economica, sia da prudenziali politiche di svalutazione praticate in un contesto di perdurante crisi economica e di prospettive per l esercizio 2012 ancora incerte. Il risultato economico in esame è stato altresì solo in parte interessato da un incremento del margine di intermediazione di 463 mila che pur avendo incassato meno commissioni ha beneficiato del fatto che nell esercizio 2011 non è stata effettuata nessuna cessione pro-soluto di crediti in sofferenza; 2. si è determinata una struttura patrimoniale, dopo l'imputazione alle riserve dell'utile netto d'esercizio, che consente in misura adeguata di presidiare i rischi complessivi connessi con l attività bancaria e partecipa positivamente alle dinamiche reddituali aziendali contribuendo alla formazione e stabilizzazione futura del reddito di esercizio. Per questa ragione si sono ravvisati i presupposti per redigere il bilancio d esercizio nella prospettiva della continuità aziendale. Il patrimonio netto aziendale comprensivo dell utile netto di esercizio, attribuito a riserve, ammonta alla fine dell esercizio 2011 ad 24 milioni; 24

25 3. è stata confermata la positiva dinamica degli aggregati patrimoniali per effetto dei maggiori volumi sviluppati dalla Banca. Tale positiva dinamica, ha determinato un valore delle risorse finanziarie amministrate a fine esercizio 2011 pari ad 336 milioni in aumento di 8 milioni rispetto al precedente esercizio (pari al 2,5%). In tale ambito, coerentemente alle strategie aziendali ed alla vocazione di banca locale, l incremento di fondi raccolti presso la clientela è stato impiegato come concessione di crediti alla stessa clientela per il sostegno e la crescita dell economia locale. Gli impieghi a clientela si sono collocati a fine esercizio 2011 ad 272,9 milioni in aumento di 10,4 milioni rispetto al precedente esercizio (pari al 4%). 25

26 1.1 IL QUADRO GENERALE La congiuntura economica Il 2011 è iniziato con indicazioni promettenti per la crescita mondiale. La ripresa procedeva in linea con le aspettative, segnali incoraggianti sul fronte della sua sostenibilità. Le prospettive di crescita hanno iniziato a deteriorarsi nel secondo trimestre, quando si sono avvertiti i primi segnali di un rallentamento dell economia mondiale, per subire un deterioramento più marcato nel mese di agosto a causa dell inasprirsi delle tensioni sui mercati finanziari legate all intensificarsi della crisi del debito sovrano nell area euro, che si sono ripercosse sulla fiducia e sui costi di finanziamento dei consumatori e delle imprese. L escalation della crisi del debito nei mesi successivi ha dato luogo ad una risposta da parte dei paesi dell area euro che si è concretizzata in un accordo su un piano di ricapitalizzazione per le banche europee, un nuovo patto fiscale inter-governativo con regole più stringenti in ambito fiscale e la decisione di anticipare il varo del meccanismo europeo di stabilità. Ciò è stato accompagnato da significative misure di consolidamento fiscale nei paesi considerati più vulnerabili e da interventi della Banca Centrale Europea volti a supportare la liquidità nel settore bancario. Dopo un accentuata fase di rallentamento, il 2011 si è chiuso con primi segnali di stabilizzazione. Per quanto riguarda l inflazione, nei paesi avanzati si è avuta una stabilizzazione nella seconda metà dell anno, mentre nei paesi emergenti c è stato un rallentamento negli ultimi mesi dell anno rispetto a livelli, comunque, elevati. Nell area euro, il tasso di crescita per il 2011 nel suo insieme è stato dell 1,5%, rispetto all 1,8% nel In particolare, la crescita economica, dopo una prima metà dell anno relativamente favorevole in cui il prodotto interno lordo è cresciuto del 2,0% (tasso annualizzato), ha registrato un deterioramento nella seconda metà dell anno. La perdita di fiducia da parte degli investitori ha spinto gli spreads tra i titoli governativi italiani e spagnoli ed i titoli di stato tedeschi a livelli record forzando i rispettivi governi a intraprendere un consolidamento fiscale significativo e causando difficoltà di finanziamento per il settore bancario. Tutto ciò ha avuto ripercussioni sulla fiducia e sui costi di finanziamento delle imprese e dei consumatori e quindi, attraverso questi canali, sull economia reale. Il prodotto interno lordo è cresciuto soltanto dello 0,1% nel terzo trimestre e si è 26

27 contratto dello 0,3% nell ultimo trimestre dell anno. Durante il mese di dicembre, comunque, si sono manifestati i primi segnali di stabilizzazione dell attività economica. L inflazione, dopo aver raggiunto un picco del 3,0% a novembre, ha intrapreso un trend di rallentamento scendendo al 2,7% in dicembre. Per quanto riguarda la politica monetaria, la Banca Centrale Europea, alla luce dell intensificazione delle tensioni sui mercati finanziari e del deterioramento delle prospettive di crescita, ha ridotto il tasso di riferimento di 25 punti base a novembre e a dicembre portandolo dall 1,5% all 1,0%. La BCE ha anche annunciato una serie di misure straordinarie volte ad assicurare un corretto funzionamento dei canali di trasmissione della politica monetaria, quali l introduzione di operazioni di rifinanziamento a lungo termine con durata di uno e tre anni, un nuovo programma di acquisto di covered bonds, ed un allentamento delle regole per il collaterale. Sul quadro congiunturale dell economia italiana pesano il rallentamento del commercio mondiale e l aggravarsi della crisi del debito sovrano, che ha spinto al rialzo i costi di finanziamento, nonché l effetto sul reddito disponibile delle manovre correttive di finanza pubblica, che tuttavia hanno evitato conseguenze più gravi sull economia reale. Nel terzo trimestre del 2011 il PIL dell Italia è sceso dello 0,2% sul periodo precedente, segnando la prima flessione dall inizio del La dinamica del prodotto ha risentito della debolezza della domanda interna, in presenza di un calo dei consumi delle famiglie (-0,2%) e degli investimenti (-0,8%). L interscambio con l estero ha continuato a sostenere la dinamica del PIL, per circa 0,8 punti percentuali: le esportazioni sono cresciute dell 1,6% sul periodo precedente; le importazioni, in connessione con l indebolimento della domanda interna, sono ulteriormente diminuite (-1,1%). La variazione delle scorte ha sottratto circa mezzo punto percentuale alla dinamica del prodotto. Il recupero dell occupazione, iniziato nel quarto trimestre del 2010, si è arrestato negli ultimi mesi dello scorso anno: i dati provvisori relativi ai mesi di ottobre e novembre segnalano un calo degli occupati rispetto al mese precedente e una ripresa del tasso di disoccupazione, che tra i più giovani ha raggiunto valori molto elevati. Anche se continua a ridursi il ricorso alla Cassa integrazione, peggiorano 27

28 le aspettative occupazionali delle imprese. Le retribuzioni calano in termini reali, anche per il blocco delle retribuzioni pubbliche. Negli Stati Uniti, la crescita nel 2011 nel suo insieme è stata moderata (1,7% rispetto a 3,0% del 2010). Dopo una performance solida di fine 2010, la crescita è stata frenata da fattori temporanei quali gli effetti del terremoto in Giappone sulla catena di distribuzione mondiale, e l aumento dei prezzi delle materie prime che ha ridotto il reddito disponibile delle famiglie. Il prodotto interno lordo è cresciuto soltanto dello 0,4% (tasso trimestrale annualizzato) nel primo trimestre e dell 1,3% nel secondo trimestre. La crescita, una volta svanito l effetto di questi fattori temporanei, ha acquistato di nuovo momentum registrando tassi più sostenuti nel terzo e quarto trimestre (1,8% e 2,8%, rispettivamente). Nonostante la crescita nel suo insieme sia stata moderata, il tasso di disoccupazione è diminuito di un punto percentuale, dal 9,4% a dicembre del 2010 a 8,5% a dicembre del Insieme al permanere di un alto tasso di disoccupazione, il debito pubblico rimane una delle questioni più spinose. In agosto, Standard and Poor s ha tagliato il rating del debito sovrano da AAA a AA+, a causa della mancanza di misure concrete per la riduzione del debito federale. L inflazione è aumentata nella prima metà dell anno principalmente a causa dei prezzi delle materie prime. Alla luce di una moderazione nei ritmi di crescita, la Federal Reserve ha allentato ulteriormente la politica monetaria nel Dopo aver portato a termine il programma di acquisto di 600 miliardi di dollari in titoli pubblici a lungo termine che era stato annunciato alla fine del 2010, la Banca Centrale Europea ha annunciato che intende mantenere i Fed funds fermi almeno fino alla fine del Lo scopo di quest ultimo annuncio è abbassare i tassi di lungo termine influenzando le attese dei partecipanti ai mercati finanziari Contesto bancario e mercati finanziari Sul finire del 2011 si è accentuata la dinamica di rallentamento del credito al settore privato nell area euro, in coerenza con il rallentamento dell attività economica, che ha toccato probabilmente il punto peggiore negli ultimi mesi del 2011, e con il forte inasprimento dei criteri di erogazione del credito alle famiglie 28

29 ed alle imprese. Le banche partecipanti all Indagine sul Credito Bancario, condotta dalla Banca Centrale Europea, hanno evidenziato che il forte irrigidimento delle condizioni di offerta nell ultimo trimestre del 2011 ha riflesso soprattutto le forti difficoltà di raccolta sui mercati delle banche, oltre che crescenti rischi di credito. Nell area euro, nel complesso, i prestiti bancari al settore privato (famiglie ed imprese) hanno mostrato negli ultimi due mesi del 2011 un marcato trend di rallentamento, con la crescita su base annua che si è attestata all 1,0% nel mese di dicembre, rispetto ad un ritmo di espansione superiore al 2,5% a/a nel corso dell intero anno. La dinamica di espansione del credito in Italia ha evidenziato un trend di rallentamento particolarmente pronunciato. Qui le banche hanno subito più direttamente i contraccolpi dell aggravarsi della crisi del debito sovrano, con evidenti riflessi in termini di un netto irrigidimento delle condizioni di offerta dei prestiti nell ultimo trimestre del 2011, riportatosi su livelli prossimi a quelli osservati dopo il collasso di Lehman. Come conseguenza, in Italia, i prestiti al settore privato hanno mostrato in dicembre una crescita su base annua di solo l 1,8%, ben distante dal tasso di espansione prossimo al 7% annuo che si era osservato a febbraio del Più in dettaglio, i prestiti alle famiglie hanno continuato a registrare una dinamica di decelerazione, attestandosi al 4,3% annuo in dicembre, mentre il tasso di crescita dei prestiti alle imprese, dopo un trend di recupero nel corso dell anno, si è deteriorato sensibilmente proprio negli ultimi due mesi del 2011, scendendo al 3,1% annuo in dicembre. La dinamica della raccolta del sistema delle banche, sebbene abbia evidenziato in generale una lieve ripresa nella seconda parte del 2011 a livello Europeo, si è confermata più debole in Italia. In particolare, a livello nazionale la dinamica di rallentamento dei depositi alla clientela ha riflesso principalmente il proseguire di una dinamica di contrazione dei depositi in conto corrente (di circa -3,0% annuo nel mese di dicembre) e di una decelerazione dei depositi rimborsabili con preavviso, che hanno segnato una incremento su base annua di solo l 1,7% in dicembre (da un +5,4% annuo in dicembre 2010). A pesare su entrambe le forme di raccolta presso la clientela privata è stato il progressivo deterioramento del tasso di risparmio delle famiglie italiane, in un contesto di estrema debolezza del reddito disponibile. 29

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