Economia senza banche o banche senza economia? Lezioni da Stati Uniti ed Europa

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1 Economia senza banche o banche senza economia? Lezioni da Stati Uniti ed Europa Seminario per il corso di Laurea Magistrale in Scienze Economiche Gabriele Barbaresco Area Studi Mediobanca Roma, Università degli Studi RomaTre-Dipartimento di Economia,14 aprile 2015

2 Sommario Sezione 1 Posso fidarmi di te? La fragilità dell impresa bancaria Sezione 2 Declino strutturale del business bancario. Il caso italiano Sezione 3 Il Regolatore. Ma lui, la fiducia, se l è guadagnata? Sezione 4 Banche: cresciute o sovrappeso? Sezione 5 Il mare unisce i Paesi che separa: banche europee e statunitensi a confronto 2

3 Sezione 1 Posso fidarmi di te? La fragilità dell impresa bancaria Gabriele Barbaresco Area Studi Mediobanca Roma, Università degli Studi RomaTre-Dipartimento di Economia,14 aprile 2015

4 Come funzionano le banche: quel delicato asset chiamato fiducia Il panico finanziario è la diffusa perdita di fiducia verso un istituzione finanziaria; la sua manifestazione più evidente è la corsa agli sportelli (punic run). Il rischio di panico finanziario i i è intrinsecoi alla logica di funzionamento dell azienda d bancaria Perché può svanire la fiducia verso una banca? Perché la banca svolge due attività intrinsecamente contraddittorie: produce moneta attraverso i depositi e la veicola all economia reale (famiglie e imprese) attraverso il canale dell intermediazione creditizia I depositi devono essere certi (rapporto di conversione fisso e paritetico con la moneta legale) e a breve (liquidabili senza preavviso); i finanziamenti sono incerti (default dell affidato) e illiquidi (liquidi solo a scadenza, prima di essa con sconto); il mestiere del banchiere è la trasformazione dei rischi (certo contro incerto) e delle scadenze (brevi contro lunghe) Perché esiste il deposito? Per rispondere alla domanda di assicurazione contro l incertezza dei depositanti circa il profilo temporale dei propri consumi futuri. Esso rappresenta uno strumento teoricamente massimizzante l utilità del consumatore rispetto a: 1. detenzione di moneta legale (infruttifera e sottraibile); 2. erogazione diretta al soggetto da finanziare (costo del monitoraggio e perdita di liquidità); ma perché il deposito sia preferibile a 1. esso deve essere a vista, ovvero immediatamente trasformabile in moneta legale a domanda del depositante, senza preavviso; perché il deposito sia preferibile a 2., la banca deve mostrare di avere una capacità di discernere il propri prenditori meglio e a minor costo di quanto possa fare il singolo depositante (riduzione delle asimmetrie informative) La banca detiene liquidità per soddisfare le richieste di riscatto dei depositanti, ma essa ha un costo (opportunità); la banca non può fronteggiare una domanda di ritiro simultanea di tutti i depositi (riserva frazionaria dei depositi) La fiducia nella capacità di selezionare la clientela e nella pronta monetizzazione dei depositi tiene in vita la banca. E un equilibrio fragile Dopo 100 anni cambiano solo i colori delle foto, non i protagonisti New York, 1907, Punic run alla 19th Ward Bank Londra, settembre 2007, Punic run alla Northern Rock 4

5 che ha rappresentato una faticosa (e non definitiva) conquista La fiducia ha una variabilità degna del più perturbato dei mercati finanziari Negli Sati Uniti prima dei National Bank Acts ( ) che posero le basi per l emissione di moneta da parte del Governo Federale, circolavano banconote emesse da banche private attive nei singoli Stati dell Unione, denominate free banks. Si contavano fino a banconote diverse. Ad ognuna era attribuito un valore diverso, con sconti variabili rispetto al nominale, in base alla affidabilità riconosciuta alla banca. Questa dipendeva dalla qualità del collaterale posto a garanzia della moneta emessa, depositato presso il revisore dei conti di ciascuno Stato Il grafico riporta gli sconti praticati a Filadelfia sul valore nominale delle banconote emesse da una banca del Tennesse. Ogni negoziante disponeva di un listino (detto banknote detector) sul quale rilevava le quotazioni delle banconote e determinava il prezzo della merce in relazione alla valuta presentata Fiorì un mercato delle banconote in cui speculatori in possesso di informazioni privilegiate sulla solvibilità delle banche lucravano guadagni dalla compravendita di banconote. Il mercato eraquindi efficiente i (il prezzo della banconota eracorretto), ma la moneta era priva di valore certo e quindi la sua funzione pregiudicata Fonte: Gorton B., Misunderstanding Financial Crises: Why we don t see them coming, 2012, Oxford University Press (traduzione italiana a cura di Franco Angeli, 2014) 5

6 Chi produce la fiducia (1)? Il fragile bilancio bancario. Impieghi: famiglie e imprese 97 Raccolta: depositi e interbancario 97 Si consideri un bilancio semplificato: l attivo consiste di impieghi a famiglie ed imprese per 97 e di liquidità per 3 (un dato storicamente plausibile). Il passivo è composto da depositi e interbancario per 97 e da capitale netto per 3. Anch esso plausibile: le nuove regole di Basilea III propongono un livello minimo di leva pari a 33 volte Qualunque banca considererebbe imprudente e inaffidabile un richiedente con loan to value del 97%: chi finanzierebbe un mutuo per l intero importo? Il prenditore banca fa eccezione ed Regolatore lo legittima. Contabilmente è un azzardo Liquidità 3 Mezzi propri 3 Impieghi: famiglie e imprese 94 Fonte: R&S-Mediobanca Default per 3 sugli impieghi Raccolta: depositi ed interbancario 97 Liquidità 3 Mezzi propri 0 6 Infatti, considerato che il capitale netto copre le perdite inattese (quelle attese sono scontate nelle condizioni del prestito, il tasso richiesto), il default del 3,1% dei prestiti (3/97) è sufficiente ad assorbire l intero capitale netto. I depositanti temono l insolvenza della banca e ritirano i depositi. La liquidità li può coprire solo per il 3,1% (3/97) Ogni maggiore prelievo dei depositanti costringe la banca a vendere gli asset che sono illiquidi e si cedono a sconto. Maturano ulteriori perdite che alimentano altri riscatti. Se ad essi non si può fare fronte, altre banche subiscono una perdita sugli impieghi (interbancario), vedono eroso il proprio capitale e si trovano a fronteggiare a loro volta una spirale di riscatti Il default di un istituto ne contagia altri e la crisi da individuale diviene sistemica

7 manovrato dal banchiere oscillante tra prudenza e profitto Il banchiere dispone quindi di due leve, il capitale ela liquidità, idità che deve utilizzare sotto il doppio vincolo della profittabilità e della stabilità dell impresa bancaria. Profitto e prudenza, oppure prudenza e profitto? Un capitale abbondante ripara dal rischio di indebolire la banca a seguito di perdite inattese. Ma una banca il cui passivo fosse costituito integralmente da capitale proprio sfuggirebbe al servizio di liquidità che è chiamata a svolgere attraverso i depositi (sarebbe un fondo chiuso); inoltre, il capitale e una fonte di finanziamento più costosa del debito Una liquidità abbondante ripara dal rischio di insolvenza della banca verso le obbligazioni di pagamento sui debiti assunti. Una banca il cui attivo fosse integralmente costituito da liquidità sarebbe in grado di fronteggiare per definizione qualunque richiesta di riscatto dei creditori, anche massiva. Ma sfuggirebbe al servizio di collegamento tra i settori che dispongono di risorse finanziarie (depositanti) e coloro che le richiedono (famiglie e imprese). Sarebbe cioè un fondo monetario; inoltre la liquidità rende meno dei prestiti Quindi: una banca molto capitalizzata e liquida, massimizza la stabilità a discapito del profitto, ma è, in ultima istanza, la negazione stessa del business bancario (trasformazione di rischi e scadenze). Il banchiere è un imprenditore e ha il dovere di un uso efficiente delle risorse scarse (capitale e liquidità) che gli sono affidate. E infatti, liquidità e capitale, storicamente, si sono ridotti (grafici) Altro: liquidità (tre nozioni) in % del totale attivo, banche inglesi Basso: mezzi propri in % del totale attivo (Usa e Uk) Fonte: G. Haldane, Banking on the State, BIS Review, 139/2009 7

8 ma il fascino del profitto è troppo forte Stato patrimoniale Struttura Fonte: R&S-Mediobanca su bilanci Deutsche Bank, 1980 vs

9 Chi produce la fiducia (2)? La banca centrale, tra autonomia e politica Il banchiere attratto dal profitto può creare banche instabili, che rischiano di perdere la fiducia Chi può ristorare la fiducia? Le banche centrali nella propria funzione di prestatore di ultima istanza: erogazione di liquidità alle banche in difficoltà dietro presentazione di collaterale a garanzia. Il tasso a cui viene regolato il prestito deve essere penalizzante, perché nessuno ne abusi (azzardo morale). Si tratta della regola di Bagehot ( ) Funziona sempre la rete di protezione delle banche centrali? Prima della Fed, negli Usa il salvataggio delle banche era affidato a istituzioni privare (clearing house) che però mancavano delle risorse e della credibilità necessarie. Tra il 1873 ed il 1914 i dissesti bancari furono numerosi (grafico a sx). La Fed fu istituita nel 1913 (Federal Reserve Act) e divenne operativa nel Il ritardo con cui fu creata (1668 in Svezia, 1694 in Inghilterra, 1800 in Francia) fu il frutto di resistenze politiche (contrasto alle lobby finanziarie di New York e Filadelfia). La sua originale articolazione territoriale (dodici distretti, per lo più lungo la East Coast) ne prova la nascita sofferta (grafico al centro) Il primo vero banco di prova della Fed fu la crisi del 1929, ma essa fallì il proprio mandato. La strenua difesa del Gold Standard indusse la Fed a tenere una politica monetaria restrittiva a difesa dagli attacchi speculativi contro il dollaro (la Gran Bretagna ne era stata vittima nel 1931, abbandonando il Gold Standard). Ciò creò deflazione, portando al collasso il settore agricolo. Inoltre l adesione alle teorie liquidazioniste indusse la Fed a lasciare fallire molte banche, circa su 25mila attive negli anni 30 (grafico dx) Solo nel 1951 la Fed si emancipa formalmente dal potere esecutivo (Fed-Treasury Accord) Banche statunitensi fallite ( ) Articolazione territoriale della Fed Banche statunitensi fallite ( ) 9

10 e viene soccorsa dallo Stato che assicura i depositi, ma in cambio Nel 1934 Roosvelt introdusse l assicurazione i dei depositi con l istituzione della Federal Deposit Insurance Corporation (Fdic). Fino agli anni 60 gli Usa sono stati il solo Paese avanzato ad avere un sistema di assicurazione dei depositi. Da allora in numero dei Paesi che lo hanno introdotto è aumentato arrivando ad un centinaio. Durante la crisi alcuni Paesi (tra cui Usa, Uk e Germania) hanno ampliato i limiti di copertura, alcuni li hanno eliminati pro tempore, altri in modo definitivo. Fonte: Haldane A. G., Banking on the State, BIS Review, 139/

11 Chi produce la fiducia (3)? impone il regolatore: prima strutturale Lo Stato mette la propria garanzia sui depositi, ma chiede alle banche di vincolarsi a modelli di business più stabili che minimizzino il rischio di escussione della garanzia pubblica. Le banche private accettano di cedere una quota della propria autonomia gestionale in cambio dell assicurazione statale sulle passività che le rende più affidabili (degne di fiducia). Ciò avviene attraverso la regolazione. Si pongono le premesse dell azzardo morale e della reciproca cattura tra pubblico e privato La vigilanza o regolazione bancaria storicamente ha oscillato tra due separate impostazioni: quella strutturale e quella microprudenziale. La prima ha carattere intrusivo e proibitivo: vieta ex lege al banchiere di intraprendere attività che, nell ottica del regolatore, esacerbano il mismatch rischio/scadenze tra passivo ed attivo bancario che è alla radice delle crisi. La vigilanza microprudenziale lascia il banchiere libero di esercitare la propria azione imprenditoriale senza alcuna preclusione, ma gli impone di assumere dotazioni di capitale e liquidità ritenute congrue con il livello di rischio assunto La legislazione statunitense degli anni 30 offre un buon esempio di vigilanza strutturale. Nel 1927 negli Stati Uniti il McFadden Act vieta l apertura di filiali al fuori dei singoli Stati dell Unione. La crisi degli anni 30 porta alla approvazione del Glass Steagall Act nel 1933, paradigma della regolazione strutturale. Esso impone la separazione tra banca retail e banca d investimento, vietando alle banche commerciali di acquisire e negoziare azioni o svolgere attività assicurativa; nel 1935 si perfeziona lo spin-off di Morgan Stanley (investment bank) da J.P. Morgan & Co (banca retail). La Regulation Q della Glass-Steagall impone un limite massimo (5,25%) ai tassi di interesse corrisposti sui depositi (interest rate ceilings) con l obiettivo di prevenire guerre al ribasso dei tassi, ma anche impedire che si raggiungano livelli usurai Questa imbragatura regge fino ai primi anni 80 quando le banchepercepisconol eccessivaangustiadelle limitazioni loro imposte dalla regolamentazione. Perché? Fonte: elaborazioni R&S-Mediobanca 11

12 poi liberista negli anni 80 L inflazione torna alta: oltre il 12,6% nel I depositanti in cerca di rendimenti reali lasciano i depositi bancari attratti dall offerta di società finanziarie non bancarie che, libere dai lacci della vigilanza, iniziano a offrire rendimenti elevati canalizzando il risparmio verso fondi di investimento specializzati in attività liquide L aumento della concorrenza fa cadere il valore del charter value, la licenza bancaria. La prudente gestione bancaria indotta dal timore di perdita della licenza perde motivo: la raccolta del risparmio è possibile anche al di fuori del quadro regolamentare Aumenta anche la concorrenza esterna : il mercato si apre e si fa internazionale. In diversi paesi il regolatore assume un atteggiamento più permissivo: prende corpo la concorrenza regolamentare al ribasso fra supervisori (competition in laxity). Si diffonde il timore che a causa della regolazione restrittiva i capitale bancari statunitensi possano migrare verso paesi ove il business è più redditizio Lo Stato abdica dal proprio ruolo di regolatore attivo e delega al mercato il ruolo sanzionatorio. Un mutamento che trova il proprio corrispettivo nella teoria dei mercati efficienti (Fama e la scuola di Chicago), che confida nelle capacità di autoregolazione dei mercati finanziari, e nelle soluzioni analitiche che consentono di governare del rischio attraverso la diversificazione e la copertura con derivati (Black & Scholes) Cade il presupposto della regolazione strutturale che muove da fondamenti basati sulla separazione e sulla restrizione, ovvero la negazione della diversificazione e dell assicurazione finanziaria. La regolazione si muove di conseguenza: nel 1980 (presidenza Carter) si decide il progressivo abbandono dei massimali su tassi (Didmca); nel 1984 la Continental Illinois National Bank viene salvata dalla Fed (nasce il TBTF); nel 1986 la Fed rilegge il Glass-Steagall stabilendo che una quota di ricavi da attività di investment banking pari al 5% sia compatibile con lo status delle banche commerciali; nel 1987 si insedia Greenspan e successivi regolamenti della Fed consentono alle banche di espandere le attività di investment banking dapprima fino al 10% (1996) e poi fino al 25% dei propri ricavi; nel 1994 il Riegle-Neal Act (bi-partisan) rimuove tutti i limiti geografici all interno dell Unione imposti nel 1927 (McFadden Act); nel 1998 si perfeziona la fusione tra Travelers Insurance Group e Citicorp, tecnicamente illegale, ma consentita sotto impegno del nuovo gruppo di dismettere entro due anni il business assicurativo Non ve ne sarà bisogno: nel 1999 il Gramm-Leach-Bliley Act cancella il Glass-Steagall e sancisce il ritorno alla banca universale, già avvenuto nei fatti. Fonte: elaborazioni R&S-Mediobanca 12

13 quindi microprudenziale negli anni 90 Nel 1988 entra in vigore il primo Accordo di Basilea ( Basilea I); seguono Basilea II (2004) e III (2010) GliobiettiviufficialidiBasileaIsono: 1. Tutelare i depositanti (widows and orphans) 2. Prevenire effetti sistemici it ii( (panic run) 3. Creare pari condizioni competitive tra i competitor (level playing field) 4. Disincentivare la concorrenza regolamentare fra supervisori (competition in laxity) e l imprudenza bancaria (race to the bottom) 5. Contrastare la riduzione della patrimonializzazione delle banche Sui punti 3 e 4: prima del 1988 in alcuni Paesi le banche mostravano una leva superiore ai competitors internazionali: Giappone circa 50x, Germania 30x, USA e UK 20x, Svizzera 16x. Nel 1989, il Giappone aveva nove delle dieci maggiori banche mondiali, era il primo creditore netto mondiale e poteva finanziare in dollari a tassi inferiori a quelli praticati dalle banche Usa. Le securities houses giapponesi dominavano New York Non è estranea a Basilea I la volontà statunitense di limitaregliistitutigiapponesicheconbasileafurono costretti a ridurre la propria esposizione, dapprima internazionale poi domestica; scoppiò la bolla immobiliare e il Giappone entrò in una recessione, poi stagnazione, tuttora irrisolta E infatti il sistema ponderale di Basilea I non è un invenzione svizzera ma statunitense : il building-block approach fu introdotto negli anni 50 negli Usa, su iniziativa della Fed di New York e del Board of Governors della Fed Dieci anni dopo Basilea I, otto delle prime dieci banche mondiali erano statunitensi. Obiettivo raggiunto (!) Fonte: elaborazioni R&S-Mediobanca 13

14 di nuovo strutturale Dopo la crisi del ha ripreso quota la vigilanza strutturale :nelluglio2010èstatoapprovatoildodd-frankact che contiene, tra l altro, la Volcker Rule che prospetta la separazione delle attività (retail e trading) ed ha ispirato progetti analoghi in Europa (Rapporto Liikanen per l ambito comunitario e Rapporto Vickers per lo UK) Si torna agli anni 30 e l idea di fondo appare chiara: proteggere i depositanti dal rischio di default indotto dalle attività rischiose della banca. La divisione consentirebbe il fallimento delle attività speculative all uopo separate, senza innescare le esternalità negative rappresentate da panic run e paralisi del sistema dei pagamenti Inoltre, la separazione favorirebbe: il disinnesco di qualunque incentivo all azzardo morale, ovvero alla disinvolta assunzione di attività rischiose confidando nella safety net pubblica una maggiore concentrazione delle banche nella pura attività di intermediazione creditizia il cui volume risulterebbe accresciuto in assenza di distrazione di risorse finanziarie dirottate su impieghi speculativi la riduzione del livello di interconnessione degli istituti, che vedrebbero drasticamente semplificata la dimensione e la struttura del proprio attivo (solo finanziamenti all economia) e passivo (solo depositi), recidendo tutti i canali (rapporti interbancari e con altre istituzioni non regolamentate) fonte di rischio sistemico generale semplificazione del business che sarebbe più facilmente vigilabile, con vantaggio per lo stesso regolatore. Tutte le argomentazioni o riferite appaiono o opponibili, in quanto: la concentrazione delle banche nella sola intermediazione le priva della possibilità assumere attività (derivati) che possono svolgere una funzione di riduzione del rischio complessivo attraverso la sua diversificazione ed assicurazione. In ultima istanza, la costrizione del raggio di azione della gestione della banca all interno di un accezione monobusiness ne accrescerebbe la rischiosità e ridurrebbe stabilità l assunzione delle attività bandite da parte di altri intermediari non regolamentati (fondi hedge, società finanziarie et similia), lasciando inalterati i rischi di instabilità sistemica ed anzi sottraendoli all occhio del vigilante l impoverimento della gamma di servizi che la banca è in grado di offrire: la copertura dei rischi imprenditoriali (di tasso, cambio, prezzo delle commodities) sarebbe soddisfatta da altre istituzioni, con segmentazione ed inefficienze tanto dal lato dell offerta (limitazione delle economie di scalaescopo)chedaquellodelladomanda(finedelconcetto di one-stop shopping, ovvero dell erogazione erogazione al cliente di un pacchetto di servizi da parte di un solo fornitore) Fonte: elaborazioni R&S-Mediobanca 14

15 Un ritratto del regolatore: ondivago, bicefalo, logorroico e vessatorio Il regolatore ha quindi oscillato nel tempo tra gli estremi t strutturai tt e liberisti-microprudenziali i i i li I provvedimenti di ring-fencing ora in via di discussione (o approvazione come in Germania, Francia e UK) creano un quadro regolatorio bifronte, nel quale assieme a provvedimenti di natura micro-prudenziale (Basilea) si innescano misure di impronta strutturale (a la Glass-Steagall), creando congestione regolatoria, problemi di coordinamento normativo e, certamente, ulteriori oneri di compliance in capo agli istituti e di vigilanza in capo al regolatore Il costo derivante, di difficile determinazione, sarebbe sopportato dalla clientela per la quota in capo alle banche, dalla collettività per la quota in capo al regolatore I costi regolamentari relativi all espansione organizzativa delle autorità gravano sulla collettività. Si consideri che: negli Stati Uniti nel 1935 vi era un addetto alla regolazione ogni tre banche vigilate, oggi il rapporto è di tre ad uno nel Regno Unito negli anni 80 vi era un impiegatoi nelle autorità di vigilanza iil ogni 11mila dipendentid bancari, oggi la proporzione è di uno a trecento l avvento di Basilea III si stima abbia richiesto ad una banca europea di medie dimensioni l assunzione di 200 nuove risorse full-time dedicate alla compliance, ovvero circa 70mila posizioni per l Eurozona nei primi dodici mesi dalla sua approvazione, circa il 10% delle disposizioni del Dodd-Frank Act è divenuto effettivo, comportando la creazione di circa 1000 nuovi posti di lavoro presso le istituzioni vigilate; a regime si arriverebbe a 10mila posizioni con riferimento ai ventilati progetti di separazione bancaria, il Rapporto Vickers quantifica i costi a carico del sistema bancario in una forbice tra i 4 ed i 7 miliardi di sterline il primo accordo di Basilea (Basilea I) formava un documento di 30 pagine, recepito in 18 pagine dall ordinamento Usa e il 13 dallo UK; negli stessi paesi il recepimento dell accordo di Basilea III ha prodotto documenti di oltre 1000 pagine la legge Glass-Steagall ( ) era composta da 37 pagine; il Dodd-Frank Act del 2010 è di 848 pagine e richiede l emanazione di 400 regolamenti attuativi; essi, realizzati solo per un terzo, hanno prodotto pagine, a regime saranno circa nel 1974 la reportistica regolamentare del Regno Unito richiedeva ihid ad una banca di fornire circa 150 dati; oggi sono 7.500; in Europa si stima che a regime un grosso gruppo bancario sia chiamato a fornire 30/ informazioni in almeno 60 differenti moduli di reportistica. Fonte: elaborazioni R&S-Mediobanca su dati tratti fa Haldane A. G., The dog and the frisbee, August 2012, Bank of England (Speech) 15

16 Sezione 2 Declino strutturale del business bancario. Il caso italiano Gabriele Barbaresco Area Studi Mediobanca Roma, Università degli Studi RomaTre-Dipartimento di Economia,14 aprile 2015

17 Prestare denaro: un mestiere in crisi ( ) Margine di interesse / prestiti (in %) Spread sui prestiti (tassi attivi-tassi passivi) Fonte: Elaborazioni R&S su: AAVV, Nuove serie storiche sull attività di banche e altre istituzioni finanziarie dal 1861 al 2011: che cosa ci dicono?, Quaderni di Storia Economica, Banca d Italia, giugno

18 Offerta di credito e cicli economici ( ) Prestiti in % del Pil Var. % Pil reale (media mobile a 5 anni) Fonte: Elaborazioni R&S su: R&S su: AAVV, Nuove serie storiche sull attività di banche e altre istituzioni finanziarie dal 1861 al 2011: che cosa ci dicono?, Quaderni di Storia Economica, Banca d Italia, giugno

19 La ricomposizione del passivo: depositi e titoli ( ) 1,8 1,6 1,4 1,2 1 0,8 0,6 0, Funding gap (prestiti / depositi) Obbligazioni / depositi (in %) Fonte: Elaborazioni R&S su: AAVV, Nuove serie storiche sull attività di banche e altre istituzioni finanziarie dal 1861 al 2011: che cosa ci dicono?, Quaderni di Storia Economica, Banca d Italia, giugno

20 Cambia la ricchezza finanziaria delle famiglie ( ) Depositi in % della ricchezza finanziaria Prestiti in % dei depositi Fonte: Elaborazioni R&S su: Bonci R., Coletta M., I conti finanziari dell Italia dal 1950 a oggi, in AAVV I conti finanziari: la storia, i metodi, l Italia, i confronti internazionali, Banca d Italia, 2006 e La ricchezza delle famiglie, Supplemento al Bollettino Statistico, Banca d Italia, vari anni 20

21 E alla fine? La banca lascia l economia e abbraccia la finanza Protecting the banks from the cycle e Protecting the cycle from the banks : un quadro ingessato Gestione bancaria passiva e difensiva: razionamento del credito, deleveraging, derisking e preferenza per impieghi liquidi Adattamento della provvista alla liquidità dell attivo: rinuncia alle fonti volatili (interbancario, obbligazioni), preferenza per quelle stabili pur se a vista (depositi) Rinuncia delle banche alla propria funzione core, la trasformazione delle scadenze e dei rischi Calo della redditività, ità insufficiente a remunerare il capitale di rischio; ma il regolatore spinge alla raccolta di capitale che le banche sono riluttanti a chiedere al mercato il quale, a sua volta, le penalizza Implicazioni di policy: la leva dei tassi non è fruibile (troppo bassi), le operazioni di rifinanziamento (Ltro e seguenti) accentuano la liquidità del bilancio bancario (attivo e passivo) senza che le risorse defluiscano al canale dell intermediazione. Si forza la mano con esercizi non convenzionali (rifinanziamenti con vincolo sugli impieghi, QE et similia) Esito finale e paradossale: la banca liquida, con molti titoli pubblici e capitalizzata, ma che non fa credito. E la negazione di se stessa Titoli al netto delle Titoli Prestiti al netto delle Prestiti rettifiche di valore rettifiche di valore Fonte: grafico a sinistra tratto da Noeth B., Sengupta R., Global European Banks and the Financial Crisis, Federal Reserve of St. Louis Review, November/December 2012 grafico a destra tratto da Banca d Italia, Rapporto sulla stabilità finanziaria, Novembre

22 e lo Stato, caricandosi del debito che ha concorso a formare Cds su banche e governi all atto del sussidio e quote di debito pubblico domestico in portafoglio alle banche 30% 20% 10% 0% ITALY SPAIN 40% 30% 20% 10% 0% 1997_4 1998_4 1999_4 2000_4 2001_4 2002_4 2003_4 2004_4 2005_4 2006_4 2007_4 2008_4 2009_4 2010_4 2011_4 2012_4 2013_4 1997_4 1998_4 1999_4 2000_4 2001_4 2002_4 2003_4 2004_4 2005_4 2006_4 2007_4 2008_4 2009_4 2010_4 2011_4 2012_4 2013_4 20% 15% 10% 5% 0% 5% 10% UK 50% IRELAND 40% 30% 20% 10% 0% 1998_2 1999_3 2000_4 2002_1 2003_2 2004_3 2005_4 2007_1 2008_2 2009_3 2010_4 2012_1 2013_2 2014_3 2001_3 2002_3 2003_3 2004_3 2005_3 2006_3 2007_3 2008_3 2009_3 2010_3 2011_3 2012_3 2013_3 2014_3 Fonte: grafici sulle quote del debito pubblico iscritto nei bilanci bancari tratti da Bruegel database of sovereign bond holdings 22

23 Banche UK: più depositi, più capitale e quindi più cassa mld mld Customer Equity Bank Debt Other Total deposits deposits 200 Cash -560 Customer loans Loans to financials Trading inventory -150 Other -850 Total Tra il 2008 ed il giugno 2014 le maggiori banche inglesi hanno: ridotto la provvista da mercati e interbancario per 1.200mld di sterline accresciuto i depositi 300mld di sterline, i mezzi propri di 100mld di sterline aumentato la liquidità per 200mld di sterline ridotto la provvista più volatile: il 70% dei minori fondi wholesale è a breve termine programmato di dismissione di non-core assets per 1.400mld di sterline dal 2008 (completato al 60%) ridotto i finanziamenti alle imprese (soprattutto overseas) Ridotto il portafoglio di trading del 30%, con shrinking dell attivo pari a circa un terzo Fonte: Bank of England, Financial stability report, December 2014, Issue n

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