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1 Ottobre 2014 Nota congiunturale sintetica, aggiornamento al Eurozona Previsioni "La ripresa nella zona euro sta perdendo impulso, la crescita del PIL si è fermata nel secondo trimestre, le informazioni sulle condizioni economiche ricevute durante l'estate sono state più deboli del previsto": questo il quadro economico dipinto al Parlamento UE dal presidente della Banca Centrale Europea (BCE), Mario Draghi. Secondo il numero uno della BCE i rischi sulle prospettive di crescita di Eurolandia "sono chiaramente al ribasso". La situazione geopolitica, ha spiegato poi Draghi, frena lo slancio agli investimenti delle aziende mentre "i rischi di riforme strutturali insufficienti pesano sugli investimenti". Per quanto riguarda il terzo trimestre, i dati delle indagini disponibili fino ad agosto indicano che l espansione ciclica ha perso slancio, pur rimanendo in linea con una modesta crescita. La domanda interna sarebbe sostenuta da varie misure di politica monetaria, dai miglioramenti in atto delle condizioni finanziarie, dai progressi compiuti sul fronte del risanamento dei conti pubblici e delle riforme strutturali e dai ribassi dei beni energetici che sosterrebbero il reddito disponibile reale. Inoltre, la domanda di esportazioni dovrebbe beneficiare della ripresa mondiale. Allo stesso tempo, è probabile che la ripresa continui a esser frenata dall elevata disoccupazione, dall alto grado di capacità inutilizzata, dal protrarsi della crescita negativa dei prestiti delle IFM al settore privato e dagli aggiustamenti di bilancio necessari nei settori pubblico e privato. Questi elementi trovano riscontro nelle proiezioni macroeconomiche per l area dell euro formulate dagli esperti della BCE nel settembre 2014, che prevedono una crescita annuale del PIL in termini reali dello 0,9 per cento nel 2014, dell 1,6 nel 2015 e dell 1,9 nel Rispetto all esercizio condotto in giugno dagli esperti dell Eurosistema, le proiezioni sulla dinamica del PIL reale sono state riviste al ribasso per il 2014 e il 2015 e al rialzo per il 2016.

2 I rischi per le prospettive economiche dell area dell euro restano orientati al ribasso. In particolare, la perdita di slancio dell economia potrebbe frenare gli investimenti privati e l acuirsi dei rischi geopolitici potrebbe determinare un ulteriore impatto negativo sulla fiducia delle imprese e dei consumatori. Un altro rischio al ribasso è connesso alle riforme strutturali insufficienti nei paesi dell area dell euro. Anche in termini di anticipatori, continua a frenare la crescita dell'eurozona, che ha evidenziato un'attività che aumenta al tasso più debole visto finora da inizio anno, in linea con quanto confermato dal Presidente della BCE Mario Draghi. La stima flash dell'indice PMI composito, elaborato da Markit, indica un decremento a 52,3 punti da 52,5 del mese precedente. L'indice PMI manifatturiero cala a 50,5 punti dai 50,7 di agosto, in linea con il consensus, mentre quello dei servizi registra un decremento a 52,8 da 53,1 punti, contro i 53 attesi dal mercato. A motivare il rallentamento ha concorso l'afflusso di nuovi ordini, che si è rivelato modesto, mentre l'occupazione è rimasta ancora una volta largamente invariata, poiché le aziende hanno limitato le nuove assunzioni a causa del debole aumento delle vendite. Dando un'occhiata ai singoli stati, la crescita in Germania si conferma più veloce (54 punti), guidata dal settore terziario (55,4 punti), ma è stata controbilanciata dal continuo calo francese (49,1 punti) e dal rallentamento della crescita nel resto della regione. I dati dell'indagine, secondo Markit, suggeriscono che il PIL va verso una crescita al massimo dello 0,3% nel terzo trimestre, incoraggiato dall'espansione dello 0,4% in Germania, ma rallentato dalla stagnazione in Francia e dalla crescita debole nel resto dell'area della moneta unica. "Ci sono anche segnali preoccupanti che la crescita possa rallentare ulteriormente nel quarto trimestre", ha rivelato il capoeconomista Chris Williamson, sottolineando che il flusso dei nuovi ordini nel manifatturiero sta rallentando ancora e le attese da parte delle aziende sulle attività per i prossimi dodici mesi sono peggiorate.

3 Italia Previsioni L'Italia si conferma in recessione anche nel 2014, anno che avrebbe dovuto sancire una ripresa modesta del Paese. A rivelarlo è l'ultimo rapporto dell'ocse, in cui vengono tagliate le previsioni sull'italia a -0,4% per il 2014 e a +0,1% per il Un peggioramento incisivo dato che le precedenti stime di maggio indicavano un +0,5% al 2014 ed un +1,1% al 2015 e che risponde al netto peggioramento del quadro congiunturale. In questo modo, il Paese resta in coda alla classifica dell'ocse per i "big seven" che comprendono anche Eurozona, Regno Unito, Stati Uniti e Giappone. I segnali di debolezza evidenziati dagli ultimi indicatori qualitativi sul settore manifatturiero non offrono, infatti, grossi margini per previsioni ottimistiche. La velocità di deterioramento della produzione industriale visto a luglio allontana attese positive, in un quadro complessivo di debolezza alimentato dalle tensioni geopolitiche e dalla scarsa domanda estera, soprattutto da parte delle economie emergenti. Inoltre le indicazioni sul mercato del lavoro segnalano attese di persistenti difficoltà occupazionali da parte di famiglie e imprese con riflessi sulla domanda interna. L'Istat prevede nel terzo trimestre un andamento piatto per l'economia italiana come effetto di una lieve ripresa dei consumi interni, di una minor crescita della domanda estera a causa delle tensioni in varie aree mondiali e del contributo negativo di investimenti e scorte. Fonte: Istat La variazione congiunturale del Pil prevista per il terzo trimestre "è pari a zero con un intervallo di confidenza compreso tra +0,2% e -0,2%. Alla variazione nulla contribuirebbero positivamente i consumi privati e in misura inferiore la

4 domanda estera netta e negativamente la dinamica di investimenti e scorte". In base a queste previsioni, la crescita acquisita per il 2014 è pari a -0,3%. Variabili congiunturali reali Anticipatori di tendenza ISTAT fiducia imprese Peggiora il clima di fiducia delle imprese che, nel mese di settembre scende a 86,6 punti dagli da 88,1 di agosto. questo è peggiorato in tutti i settori: manifatturiero, dei servizi di mercato, delle costruzioni e del commercio al dettaglio. ZEW Il mese di settembre ha registrato un'altra netta flessione della fiducia di analisti e investitori nei confronti delle prospettive dell'economia italiana, secondo l'istituto tedesco Zew. L'indice omonimo - elaborato sulla base di 234 interviste condotte tra il primo e il 15 settembre - si è attestato questo mese a 3,2 punti, in calo dai 12,9 di agosto. Si tratta della terza rilevazione consecutiva in calo. In deterioramento risulta anche la percezione della situazione economica corrente, con l'indice relativo che arretra di 3,3 punti, a quota -83,8. Markit PMI delle vendite al dettaglio Calano ulteriormente le vendite al dettaglio di agosto, registrando il più rapido tasso di contrazione su nove mesi. L Indice destagionalizzato Markit PMI delle vendite al dettaglio in Italia ha indicato 40.8, in ribasso rispetto alla lettura di luglio di Il clima d indebolimento della domanda ha spesso spinto le aziende a mantenere basso il livello dei magazzini e a tagliare conseguentemente le attività di approvvigionamento. Istat fiducia consumatori Migliora, anche se marginalmente, il clima di fiducia dei consumatori italiani, nonostante il perdurare di una situazione economica difficile. Secondo i dati dell'istat, l'indice di fiducia a settembre è risalito a 102 punti dai 101,9 del mese di agosto, rivelandosi oltre le attese (consensus 101,5). A livello territoriale il clima di fiducia aumenta nel Nord-est mentre, diminuisce in tutte le altre regioni italiane. Variabili reali PIL reale Nel secondo trimestre del 2014 il prodotto interno lordo (PIL), espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2005, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è diminuito dello 0,2% sia rispetto al

5 trimestre precedente, sia nei confronti del secondo trimestre del Il secondo trimestre del 2014 ha avuto una giornata lavorativa in meno del trimestre precedente e una giornata lavorativa in meno rispetto al secondo trimestre del La variazione acquisita per il 2014 è pari a -0,2%. Occupati e disoccupati A luglio 2014 gli occupati sono 22 milioni 360 mila, in diminuzione dello 0,2% rispetto al mese precedente (-35 mila) e dello 0,3% su base annua (-71 mila). Il tasso di occupazione, pari al 55,6%, diminuisce di 0,1 punti percentuali sia in termini congiunturali sia rispetto a dodici mesi prima. Il numero di disoccupati, pari a 3 milioni 220 mila, aumenta del 2,2% rispetto al mese precedente (+69 mila) e del 4,6% su base annua (+143 mila). Produzione industriale Torna a scendere la produzione industriale che registra a luglio decisi cali sia su base annua sia su base mensile risultando anche peggiore delle aspettative. Secondo gli ultimi dati dell'istat, l'indice della produzione è diminuito dell'1% rispetto a giugno. Inflazione Secondo i dati dell'istat, nel mese di agosto i prezzi al consumo sono aumentati dello 0,2% rispetto al mese precedente, ma evidenziano una diminuzione dello 0,1% nei confronti dello stesso mese del 2013 (il dato tendenziale era pari a -0,1% in luglio). La dinamica tendenziale dell'indice generale è principalmente dovuta all'accentuarsi della flessione annua dei prezzi dei Beni energetici (con quelli non regolamentati che da +0,4% di luglio passano a -1,2%) e al rallentamento della crescita tendenziale dei prezzi dei servizi. Variabili finanziarie Fabbisogno del settore statale Conti pubblici in costante miglioramento, grazie ad una spesa per interessi in costante calo, a causa dei minori rendimenti pagati sui titoli di stato emessi. Negli otto mesi a fine agosto, il fabbisogno statale è crollato a 50,4 miliardi di euro, segnando un calo di 10,6 miliardi rispetto al pari periodo del Considerando il solo mese di agosto, il fabbisogno è caduto a 7,5 miliardi rispetto ai 9,421 miliardi di agosto 2013.

6 Fabbisogno del settore statale (dati provvisori, fonte MEF) 2013 ( md.euro) Gen/ago 60, ( md.euro) Gen/ago 50,4 Finanziamenti al settore privato Nuovo massimo di sempre per le sofferenze bancarie che, a luglio, hanno raggiunto 172,3 miliardi di euro rispetto ai 170,3 miliardi di giugno. Secondo quanto emerge dal rapporto mensile dell'abi, il rapporto sofferenze lorde su impieghi è salito così al 9%, dal 7,2% di luglio 2013, toccando il top da ottobre In lieve miglioramento i prestiti ad agosto. Su base annua la contrazione è stata pari a -2,3%, in miglioramento rispetto al -2,5% di luglio In particolare, i finanziamenti a famiglie e imprese hanno registrato una flessione annua dell'1,1%, dal -1,3% del mese precedente. Quello di agosto 2014 per i prestiti bancari "è il miglior risultato da luglio I tassi d'interesse sui nuovi mutui hanno toccato i minimi dal Ad agosto, secondo l'abi, il tasso medio sulle nuove operazioni per l'acquisto di abitazioni si è ridotto al 3,19% rispetto al 3,23% di luglio, segnando il valore più basso da giugno.a luglio, rallenta il tasso di crescita delle sofferenze bancarie. Secondo quanto comunicato dalla Banca d'italia il tasso, senza correzione per le cartolarizzazioni, ma tenendo conto delle discontinuità statistiche, è risultato pari al 20,5% contro il 20,8% di giugno. Sempre nel mese di luglio, il tasso di crescita sui dodici mesi dei depositi del settore privato è stato pari al 2,9% (2,4% a giugno) mentre la raccolta obbligazionaria, includendo le obbligazioni detenute dal sistema bancario, è diminuita del 13,4% sui dodici mesi. Torna ad espandersi il calo dei prestiti delle banche al settore privato: - 2,6% su base annua (-2,3% a giugno). I prestiti alle famiglie sono scesi dello

7 0,8%, come nel mese precedente, quelli alle società non finanziarie sono diminuiti del 3,9%. In aumento i depositi (+2,6%).

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