La bussola dell economia italiana

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1 Servizio Studi e Ricerche Settembre 1

2 La bussola dell economia italiana Indice L'evoluzione dello scenario congiunturale Ancora tempi difficili Focus: lo stato dell arte sulle riforme 7 Sintesi della previsione macroeconomica Dall industria rischi verso il basso sul PIL 1 Segnali negativi anche dai servizi Mercato del lavoro volatile, ma in via di stabilizzazione 3 Rientra l ottimismo delle famiglie che si era creato in primavera Export in affanno anche a inizio estate 5 Inflazione in territorio negativo per la prima volta dal Tendenze del settore bancario italiano 7 Calo generalizzato dei tassi bancari nei mesi estivi 7 Confermata la graduale attenuazione del calo dei prestiti 31 Box L opinione delle banche italiane su offerta e domanda di credito 33 Prosegue la buona dinamica dei conti correnti 37 settembre 1 Nota mensile Intesa Sanpaolo Servizio Studi e Ricerche Elisa Coletti Economista Banche Tiziano Lucchina Economista Banche Paolo Mameli Economista Area euro Intesa Sanpaolo Servizio Studi e Ricerche 1

3 settembre 1 L'evoluzione dello scenario congiunturale Ancora tempi difficili L estate ha portato un flusso di notizie negative sul ciclo economico, con l effetto di innescare un generalizzato processo di revisione al ribasso delle stime di crescita sia per l anno in corso che per quello successivo. In teoria le condizioni per la ripresa ci sono, ma l incertezza ancora gravante sullo scenario sia congiunturale che fiscale sta frenando le decisioni di spesa; inoltre, le condizioni reddituali per famiglie e imprese hanno sì registrato un miglioramento dai minimi, ma modesto. Ormai la variazione del PIL 1 è pressoché acquisita, e sarà qualche decimo sotto lo zero; per il 15, manteniamo la previsione di un recupero, ma tagliamo la nostra stima a,6%. Il ciclo resta molto dipendente dall estero: in una condizione di protratta debolezza della domanda domestica, un sostegno verrà dal recente deprezzamento del cambio. È stata un estate assai deludente, dal punto di vista del clima non solo meteorologico ma congiunturale. Una serie di notizie negative si sono avvicendate: prima, il 1 luglio, la doccia fredda del dato sulla produzione industriale di maggio, che ha segnalato la possibilità di un PIL deludente anche nel trimestre dell anno, confermata poi dal dato di contabilità nazionale diffuso il 6 agosto, con il secondo calo consecutivo dell attività economica (-,% dopo il -,1% t/t d inizio anno). Infine, è arrivato (il 1 settembre) l indicatore sulla produzione industriale di luglio: dopo il rimbalzo di giugno, l output è tornato a calare decisamente (-1% m/m) il mese successivo, gettando un ombra sinistra sull andamento dell attività economica anche nel 3 trimestre dell anno; è probabile infatti il terzo calo consecutivo del PIL (per l Italia si inizia a parlare di triple-dip ovvero della terza ricaduta recessiva dopo quelle del 8-9 e 11-13, anche se probabilmente è più corretto dire che la seconda recessione non è mai finita). Nel frattempo, anche gli indici di fiducia sia delle imprese che dei consumatori, che avevano evidenziato un trend di deciso rimbalzo tra la primavera del 13 e quella del 1, sono arretrati decisamente sia in luglio sia soprattutto in agosto, mostrando un peggioramento diffuso del clima di fiducia e in particolare delle aspettative non spiegato da fattori una-tantum e perciò senza attenuanti. Paolo Mameli Le notizie negative dell estate In tale contesto di deciso peggioramento delle prospettive per la domanda domestica, le uniche notizie positive sono di natura esogena e vengono dall annuncio delle misure BCE (ulteriore taglio dei tassi, nuove TLTRO e programma di acquisto di ABS), nonché dal deciso deprezzamento del tasso di cambio (con effetti positivi sulla competitività e dunque sul ciclo). Quanto ai progressi sul tema delle riforme, essi procedono, ma a un passo molto lento (vedi focus). Quello dalle indagini era un falso segnale per l industria? Gli Gli indici anticipatori ora segnalano un rallentamento ciclico Prod.ind. a/a (sx) 35-5 PMI man. +3m (dx) set mar 6 set 7 mar 9 set 1 mar 1 set 13 ago- ago-6 ago-8 ago-1 ago-1 ago-1 Fiducia imprese PIL a/a, dx Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat, Markit Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat Intesa Sanpaolo Servizio Studi e Ricerche

4 settembre 1 Cerchiamo anzitutto di analizzare come mai la congiuntura è stata così deludente nella prima metà dell anno, al fine di capire se tali fattori possano essere considerati o meno temporanei e pertanto possano rientrare nel prosieguo dell anno. La sorpresa negativa è venuta soprattutto dagli investimenti: Perché il ciclo è stato così deludente? 1) le costruzioni sono rimaste ampiamente in recessione, ma ciò era prevedibile e non è certo da questa componente di domanda che occorre attendersi una ripresa nel resto dell anno (e nemmeno, a nostro avviso, nel 15); pertanto, tale freno al ciclo sembra destinato a protrarsi nei prossimi trimestri (in estate non si esclude un impatto negativo dal clima piovoso nella parte settentrionale del Paese); ) al di là della notevole volatilità registrata di recente dagli investimenti in mezzi di trasporto (peraltro, di peso ridotto sul totale), è la componente di spesa in macchinari e attrezzature ad aver deluso le attese (-1,5% t/t nel trimestre): in base ai dati di produzione industriale, nemmeno nel trimestre estivo è lecito attendersi un rimbalzo di tale componente; tuttavia, poiché a nostro avviso almeno in teoria sussistono le condizioni per una ripresa della spesa in conto capitale delle aziende (vedi infra), riteniamo che un recupero possa aversi già nello scorcio finale dell anno; 3) nel 1 trimestre, si è registrato anche, come in altri Paesi europei, un contributo negativo dall energia, visto l inverno particolarmente mite; tale effetto ha cambiato di segno nei mesi primaverili, ma potrebbe aver frenato nuovamente il ciclo (sempre a causa del clima, viste le temperature non certo elevate) nel trimestre estivo. Sempre più a picco la produzione nelle costruzioni Produzione industriale Produzione costruzioni l-7 l-8 l-9 l-1 l-11 l-1 l-13 l-1 Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat In deciso calo l export non soltanto verso la Russia ma anche verso Turchia, OPEC e America Latina OPEC RUS TK LAT l-11 g-1 l-1 g-13 l-13 g-1 l-1 Nota: medie mobili a 3 mesi delle variazioni % a/a. Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat, Banca d Italia L altra componente che ha parzialmente deluso le attese nel 1 semestre dell anno è stata quelle delle esportazioni (appena +,1% t/t sia nel 1 che nel trimestre, contro il +,8% t/t medio della seconda metà del 13). Tra le principali cause: 1) le tensioni geopolitiche che hanno condizionato il commercio con Ucraina e Russia (e in parte altri Paesi dell Est Europa) e con alcuni Paesi mediorientali; in particolare, le esportazioni verso la Russia sono calate dell 8,5% a/a nei primi 7 mesi dell anno (peraltro, il contributo all export totale è tutto sommato limitato, pari a -,%); tali tensioni sono per loro natura un fattore temporaneo, che tuttavia potrebbe persistere per un po di tempo; ) affievolimento della domanda da diversi Paesi emergenti, come si vede dal calo marcato dell export verso America Latina (-7,% a/a nei primi 7 mesi dell anno), Intesa Sanpaolo Servizio Studi e Ricerche 3

5 settembre 1 Turchia (-7,3%) e OPEC (-7,9%): tale fattore (il cui contributo negativo sull export totale, considerando queste sole tre aree, è rilevante: -,9%), visto il rallentamento ciclico evidenziato da numerosi Paesi emergenti, non sembra in grado di rientrare nel breve termine; 3) l impatto negativo del rafforzamento dell euro che ha caratterizzato la maggior parte del primo semestre: il cambio EUR/USD si è attestato a 1,37 in media nella prima metà dell anno, contro l attuale 1,9 (sull importanza di tale fattore vedi infra); pertanto, tale effetto ha già cambiato di segno; ) infine, sta rientrando anche il contributo negativo dell export verso la Svizzera derivante dall impennata nelle vendite di oro che si era registrata sui picchi della crisi finanziaria (tra la fine del 11 e l inizio del 13): l export verso la Svizzera è passato dal -,7% a/a di gennaio al -,8% a/a di luglio (per un contributo all export tendenziale passato da -1,1% a zero). Viceversa, non è stato deludente l andamento della domanda per consumi, cresciuta sia pur di poco in entrambi i primi due trimestri dell anno e risultata in crescita di,% a/a a metà 1, per la prima volta in 3 anni. Inoltre, c è stato un impatto speculare da import e scorte: nel 1 trimestre un calo di entrambi (con effetti opposti sul ciclo), nel trimestre viceversa un aumento. In prospettiva, soprattutto dal lato degli investimenti in macchinari e attrezzature riteniamo che vi siano le condizioni per un ritorno alla crescita a partire dall ultimo trimestre di quest anno. Infatti: Restano in piedi le condizioni per vedere una ripresa degli investimenti 1) nonostante il ripiegamento degli indici di fiducia, la situazione dal lato della domanda è prevista comunque migliorare (anche se meno di quanto atteso in precedenza) l anno prossimo rispetto a quest anno; ) le condizioni di credito vanno migliorando, come evidente dai risultati per l Italia dell ultima Bank Lending Survey (i criteri applicati per l approvazione di prestiti e l apertura di linee di credito alle imprese sono diventati più accomodanti nei mesi primaverili come non accadeva da anni e mezzo; inoltre, aumenta l importanza relativa, tra i fattori per la domanda di prestiti e linee di credito, delle esigenze di fondi per investimenti fissi - era successo solo un altra volta negli ultimi 6 anni); 3) le politiche economiche sono di supporto, infatti: a. prosegue il pagamento dei debiti arretrati della PA (al 1 luglio, 6,1 miliardi risultano pagati alle aziende e 3,1 miliardi sono già stati allocati agli enti debitori per il pagamento); è possibile, anche grazie al nuovo meccanismo di sconto presso il settore bancario (che potrebbe trarre giovamento indiretto dal programma di acquisto di ABS da parte della BCE), che si arrivi a 57 miliardi entro la metà del 15; b. un miglioramento delle condizioni finanziarie e dell accesso al mercato dei capitali potrà venire da: i. gli effetti delle misure BCE (TLTRO + programma di acquisto di ABS, anche se l efficacia per l ltalia potrebbe essere significativamente attenuata nel caso in cui gli acquisti riguardino solo le tranche senior); Intesa Sanpaolo Servizio Studi e Ricerche

6 settembre 1 ii. la semplificazione delle regole sui corporate bond e l estensione a compagnie di assicurazione e società di cartolarizzazione della possibilità di erogare credito (misure comprese nel decreto competitività 1 ); iii. gli effetti della legge Sabatini-bis, finalizzata a migliorare l accesso al credito da parte delle PMI, che, operativa dal 31 marzo scorso, ha finora raccolto richieste per oltre miliardi (da PMI); c. diverse recenti misure governative prevedono incentivi fiscali agli investimenti, in particolare il credito d imposta del 15% per gli investimenti in macchinari effettuati tra la seconda metà del 1 e la prima metà del 15, in eccedenza rispetto alla media dei 5 anni precedenti; si tratta di una sorta di riedizione, ma in tono minore, della Legge Tremonti (il governo stima poco più di miliardi incentivabili quest anno e altrettanti l anno prossimo; il bonus vale dunque 1, miliardi, ma potrà essere incassato solo a partire dal 16; inoltre, la soglia piuttosto elevata di investimento unitario esclude dal beneficio le piccolissime imprese). Le condizioni del credito si sono fatte più espansive come non accadeva da anni -5 Condizioni del credito (attuali) 3 Investimenti in macchinari (reali) Vi sono anche segnali di una ripresa della domanda di credito per investimenti 1 Domanda di credito per investimenti 3 5 Investimenti in macchinari (reali) m-5 m-7 m-9 m-11 m-13 m-15 Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat, Banca d Italia -15 s- s-6 s-8 s-1 s-1 s-1 Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat, Banca d Italia -3 Per quanto riguarda l export, è in atto una sorta di staffetta tra vendite verso i Paesi extra-ue e vendite verso i Paesi UE. Sulle prime, se continueranno a pesare almeno nel breve termine le tensioni geopolitiche (la Russia vale il,% dell export italiano; è cruciale per alcuni settori come mobili - 7,1% - e abbigliamento/pelle - 6,% -, peraltro comparti merceologici non soggetti all embargo) e il rallentamento di alcuni paesi emergenti come il Brasile, viceversa sarà di non poco supporto il recente deprezzamento del tasso di cambio. e l export sarà favorito dal recente deprezzamento del cambio. Infatti, nelle nostre stime (condotte sul modello a equazioni simultanee Oxford Economics Forecasting), un deprezzamento del 1% nel cambio EUR/USD (se permanente) ha, dopo un anno, un impatto di ben il,% sull export e dell 1,1% sul PIL. Di conseguenza: 1 Decreto-legge giugno 1, n Disposizioni urgenti per il [ ] il rilancio e lo sviluppo delle imprese, il contenimento dei costi gravanti sulle tariffe elettriche, nonché per la definizione immediata di adempimenti derivanti dalla normativa europea G. U. n. 1 del giugno 1, convertito nella Legge 11 agosto 1, n. 116 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge giugno 1, n. 91 G. U. n. 19 del agosto 1 Intesa Sanpaolo Servizio Studi e Ricerche 5

7 settembre 1 1) nel 15, se il cambio EUR/USD rimanesse agli attuali livelli (1,9 contro l 1,3 medio del 1) ne deriverebbe un impatto di +.% sul PIL; ) nel 15, se il cambio EUR/USD si muovesse in linea con le nostre previsioni (1,6) l impatto sarebbe ancora maggiore e cioè di.6%; 3) l impatto potrebbe essere significativo già nella parte restante del 1: nelle nostre previsioni il cambio si attesterebbe a 1,3 nel semestre, dall 1,37 del primo l impatto sul PIL nella seconda metà dell anno sarebbe di.%. L andamento della fiducia dei consumatori è coerente con una ripresa della spesa per consumi 15 La domanda dall estero resta trainante, in attesa di un recupero per la domanda interna 1 5 Domanda mondiale -1 verso l'italia Investimenti in macchinari (reali) - s- s-6 s-8 s-1 s-1 s Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat, Oxford Economics Forecasting Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat, BIS Dal lato dei consumi, riteniamo che l incipiente ripresa vista nella prima parte del 1 possa continuare nel semestre, sia pure a un ritmo tutto sommato contenuto (,1/,% t/t). Circa l effetto del bonus Irpef (vedi infra), si può dire che esso sia stato più risparmiato che speso. Più in generale, circa la spesa delle famiglie, come anche per quella delle imprese, si può dire che il miglioramento dei fondamentali di reddito (visibile nel caso delle famiglie dal rimbalzo dai minimi del potere d acquisto e nel caso delle imprese dal rimbalzo dei margini di profitto) non si sia tradotto in effettive decisioni di spesa. I motivi a nostro avviso sono due: L incertezza sta frenando le decisioni di spesa 1) nonostante un rimbalzo dai minimi, i livelli di reddito per le famiglie e dei profitti per le imprese restano estremamente bassi; ) l elevata incertezza gravante sullo scenario sia congiunturale che fiscale hanno indotto le famiglie (ma presumibilmente anche le imprese) a risparmiare più che a spendere (in effetti il tasso di risparmio evidenzia un trend al rialzo negli ultimi trimestri). La nostra previsione è che nel momento in cui si consolidi il trend di ripresa, tale incertezza possa quanto meno attenuarsi e dunque i miglioramenti reddituali possano tradursi in maggiore spesa. Fondamentale a tal scopo appare il fatto che il recente rallentamento del ciclo europeo si dimostri temporaneo. Al momento, in assenza di un motore sostenibile di domanda interna, il ciclo italiano resta assai dipendente dall estero, visto che come detto le uniche notizie positive recenti sono venute da fattori che possono avere un impatto positivo sull export prima che sulla domanda domestica (movimenti del cambio in primis). Intesa Sanpaolo Servizio Studi e Ricerche 6

8 settembre 1 Nonostante il recente ripiegamento, le indagini restano coerenti con una sia pur modesta crescita dei consumi Ma il rimbalzo dai minimi del reddito disponibile si è riflesso pressoché interamente in un aumento del tasso di risparmio 8% 6% % % % -% -% -6% m-5 s-6 m-8 s-9 m-11 s-1 m-1 s-15 m-17 s Potere d'acquisto a/a Tasso di risparmio (dx) Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat In sintesi, l andamento deludente del ciclo nel 1 semestre, e la possibilità concreta di un altra flessione dell attività economica nei mesi estivi, abbassa la variazione attesa del PIL quest anno ad almeno -,%; ma i rischi su questa previsione sono verso il basso e dipenderanno soprattutto da quanto negativa sarà la contrazione del PIL nei mesi estivi (il dato sarà comunicato il 1 novembre). L effetto di trascinamento dall anno in corso, oltre a una lieve revisione al ribasso sulle prospettive per la parte finale del 1 e il 1 semestre 1, ci inducono a tagliare anche la stima sul 15, a,6%. Le nostre previsioni sono inferiori a quelle di consenso, che a settembre si collocavano a -,1% per l anno in corso e a,9% per il 15. Rivediamo al ribasso le stime sul PIL 1-15 Focus: lo stato dell arte sulle riforme A oltre sei mesi dall insediamento del governo, rimane ancora molto da fare per allinearsi alle raccomandazioni della Commissione Europea. Due misure economiche intraprese dall esecutivo che a nostro avviso hanno avuto un impatto sul ciclo (se non altro, nell attenuarne la debolezza) sono state il bonus Irpef e il decreto Poletti sul lavoro. Quattro importanti riforme ancora in elaborazione (riforma delle istituzioni, del lavoro, della giustizia e della scuola) sono in grado, se implementate efficacemente, di avere effetti positivi sul PIL potenziale, ma i tempi sembrano lunghi. Su altri temi, come riforma della PA, concorrenza e semplificazioni, c è ancora troppo poco. Anche in ottica di spendibilità in sede europea, qual è lo stato dell arte circa l ambizioso programma di riforme annunciato dal governo? Nella valutazione useremo la griglia di raccomandazioni espresse all Italia dalla Commissione Europea lo scorso giugno in sede di giudizio del Programma di Stabilità e del Programma Nazionale di Riforme 1. Paolo Mameli Una valutazione secondo la griglia delle raccomandazioni della Commissione Europea 1) POLITICHE DI BILANCIO: a. rispetto della regola di riduzione del debito. L Italia non sembra in grado di soddisfare questo criterio nemmeno nel 15: nelle nostre stime, il rapporto debito/pil potrebbe anzi salire ulteriormente l anno prossimo (la revisione dei dati di contabilità nazionale secondo il nuovo sistema Europeo Sec1 fa scendere il livello ma non la dinamica del rapporto debito/pil); d altronde, non è neppure auspicabile un inseguimento di saldi primari più elevati nell attuale contesto di stagnazione economica. b. portare a compimento l ambizioso piano di privatizzazioni. Nel DEF di aprile il governo aveva previsto un programma che fruttasse lo,7% del PIL all anno Intesa Sanpaolo Servizio Studi e Ricerche 7

9 settembre 1 per tutto il periodo 1-17; il raggiungimento di tale target per l anno in corso (circa 11 miliardi) è assai improbabile, visto che al momento gli unici proventi incassati vengono dal rimborso anticipato dei Monti bond sottoscritti dal Mef a favore del Monte dei Paschi di Siena (3,5 mld); il governo ha approvato i decreti che riguardano le cessioni di Poste Italiane (per il %) ed Enav (per una quota massima del 9%), preferibilmente nella forma dell Opv ( in presenza di un adeguato contesto di mercato ), dalle quali si attende di ottenere rispettivamente -5 e 1,8 miliardi; tuttavia, secondo le dichiarazioni degli stessi Amministratori Delegati delle due aziende, potrebbe essere a rischio l obiettivo di una quotazione entro l anno; più probabile l altrettanto annunciata cessione per 8 milioni del 13,7% detenuto dal Mef in STM al Fondo Strategico Italiano, braccio operativo di Cdp; quanto alla cessione di un 5% circa delle quote in Eni ed Enel, da cui si potrebbero ricavare non oltre 5,5 miliardi ai prezzi attuali (se lo Stato volesse mantenere il controllo delle due società), il presidente del Consiglio Renzi nell intervista al Sole Ore dello scorso 3 settembre ha dichiarato di non ritenere prioritaria tale vendita; anche sul capitolo della cessione (o riorganizzazione) delle partecipate degli enti locali, il governo ha predisposto gli obiettivi di fondo (tra cui quello di tagliare da 8 a 1 il numero delle stesse nell arco di 3 anni), ma ha scelto di non trattare il tema per decreto rimandandolo a un successivo intervento legislativo (dunque da questo capitolo non sembra lecito attendersi proventi nel breve periodo). c. miglioramento duraturo dell'efficienza e della qualità della spesa pubblica (preservando la spesa in ricerca e sviluppo, innovazione, istruzione e progetti di infrastrutture essenziali). Il processo di spending review procede, anche se con qualche ritardo rispetto agli auspici iniziali; il processo di definizione dei tagli, completato lo scorso marzo secondo la best practice del FMI dal Commissionario Cottarelli, si è sostanziato nelle Nuove proposte di revisione della spesa, che prevedono miliardi di risparmi massimi nel 15 (e 3-3 nel 16); tuttavia, restano dubbi sulla volontà politica di procedere sulla strada indicata da Cottarelli: in passato sono emerse divergenze riguardo al perimetro di spesa aggredibile e il presidente del Consiglio nella citata intervista al Sole Ore ha parlato della proposta di un taglio del 3% delle spese di ciascun ministero, che difficilmente a nostro avviso potrebbe fruttare più di 7-8 miliardi (più probabilmente saranno 3- mld), e assomiglierebbe molto alla logica dei tagli lineari del passato piuttosto che di un miglioramento duraturo dell'efficienza e della qualità della spesa pubblica. Inoltre, difficilmente sarà possibile raggiungere i 13-1 miliardi mancanti del piano Cottarelli (circa 3,5 sono stati già inclusi nel decreto Irpef dello scorso aprile), visto che la maggior parte delle misure richiede tempi lunghi e l esperienza del passato segnala che i tagli lineari hanno efficacia limitata. d. garantire l'indipendenza e la piena operabilità dell'ufficio Parlamentare di Bilancio entro settembre 1. Il nuovo ente (presieduto da Giuseppe Pisauro) è stato creato lo scorso maggio; a luglio sono state definite le linee guida, e lo scorso 16 settembre è stata siglata la firma, del protocollo di intesa che regolerà la trasmissione dei flussi informativi tra Mef e Upb; sono Decreto-legge n. 66 del aprile 1 recante misure urgenti per la competitività e la giustizia sociale, convertito nella Legge, convertito con modificazioni nella Legge 3 giugno 1 n. 89 Intesa Sanpaolo Servizio Studi e Ricerche 8

10 settembre 1 ) POLITICA FISCALE: quindi soddisfatte le condizioni affinché l ufficio preposto possa procedere alla validazione del quadro macroeconomico e alla valutazione delle stime di finanza pubblica contenute nei documenti programmatici, che troverà la sua prima applicazione con la Nota di Aggiornamento al DEF (attesa il 1 ottobre). a. trasferire ulteriormente il carico fiscale dai fattori produttivi ai consumi, ai beni immobili e all'ambiente (a tal fine, valutare l'efficacia della recente riduzione del cuneo fiscale assicurandone il finanziamento per il 15, riesaminare la portata delle agevolazioni fiscali dirette e allargare la base imponibile). Il governo quasi certamente renderà strutturale il taglio Irpef deciso nell aprile scorso (restano da finanziare 7,3 miliardi sul 15), di cui ha fatto una bandiera della propria azione di politica economica (non sembrano esserci invece le condizioni per un allargamento della platea di beneficiari); non è da escludere che nella Legge di Stabilità o nella legge di delega fiscale si proceda a una semplificazione o eventualmente a una potatura della pletora di agevolazioni fiscali, in particolare alle imprese; il processo di riduzione del peso delle imposte sul lavoro e sui profitti (a discapito delle imposte sui consumi e sugli immobili) sembra appena iniziato; quanto alle imposte ambientali, non si segnalano progressi dopo che nella leggedelega fiscale era stata soppressa all ultimo momento la norma (in linea con la nuova direttiva UE) che prevedeva finalità ambientali e la Carbon tax a sostegno delle rinnovabili. b. attuare la legge delega di riforma fiscale (legge n. 3 dell 11 marzo scorso) entro marzo 15, in particolare approvando i decreti che riformano il sistema catastale. A tal fine, il governo ha approvato lo scorso giugno il primo decreto attuativo, che prevede la definizione delle commissioni censuarie; successivamente, il governo ha accolto le modifiche espresse dalle Commissioni Finanze della Camera e Finanze e Tesoro del Senato e ha predisposto una versione finale del testo, attesa tornare alle commissioni parlamentari che entro settembre dovrebbero esprimere una nuova valutazione; peraltro, occorre sottolineare che si tratta solo dell intervento iniziale e propedeutico a portare a termine la revisione degli immobili catastali: l obiettivo di completare la riforma entro marzo 15 appare assai ambizioso, tuttavia una riforma attesa da oltre trent anni sembra finalmente entrata nelle fasi conclusive; c. sviluppare ulteriormente il rispetto degli obblighi tributari, rafforzando la prevedibilità del fisco, semplificando le procedure, migliorando il recupero dei debiti fiscali e modernizzando l'amministrazione fiscale; perseverare nella lotta all'evasione fiscale e adottare misure aggiuntive per contrastare l'economia sommersa e il lavoro irregolare. Il governo, sempre sulla base della legge delega, ha trasmesso al Parlamento lo scorso luglio una bozza di decreto legislativo recante disposizioni in materia di semplificazioni fiscali (n. 99), che ha ricevuto il parere favorevole delle commissioni parlamentari, e che prevede semplificazioni sia per le persone fisiche (tra cui la dichiarazione dei redditi precompilata) sia per le società, con eliminazione di adempimenti superflui e procedure facilitate per i rimborsi e per la fiscalità internazionale (il decreto è ora in Parlamento per il secondo parere e potrebbe essere finalizzato ed entrare in vigore per metà ottobre); in merito, nello specifico al contrasto all evasione fiscale, all economia sommersa e al lavoro irregolare Intesa Sanpaolo Servizio Studi e Ricerche 9

11 settembre 1 non sembrano esserci progressi tangibili nella recente attività legislativa (sebbene il governo abbia disposto nel decreto Irpef l obiettivo di definire misure al fine di conseguire nell anno 15 un incremento di almeno miliardi di euro di entrate dalla lotta all evasione fiscale rispetto a quelle ottenute nell anno 13, da utilizzare a copertura del bonus Irpef), se non l istituzione, pervista nella legge-delega fiscale, di una Commissione presso il ministero dell'economia composta da membri dell'istat, della Banca d Italia e delle amministrazioni interessate, che elaborerà un rapporto annuale sulla lotta all'evasione. In generale, il governo è vicino a rendere strutturale il taglio del cuneo fiscale e a finalizzare il decreto sulle semplificazioni fiscali; ha avviato la riforma del catasto; in merito agli altri punti-chiave della legge-delega fiscale, è in ritardo su certezza del diritto e revisione dei regimi contabili (prevista l introduzione della nuova imposta sul reddito imprenditoriale, Iri) e ancor di più sulla riforma della riscossione degli enti locali (che dovrà essere assoggettata a regole pubblicistiche, con soggetti operanti secondo un codice deontologico con norme di incompatibilità) che per ora dipende dal destino di Equitalia, sulla riforma del mercato dei giochi (riordino del prelievo sui singoli giochi; tutela dei minori da fenomeni di ludopatia; rivisitazione degli aggi e compensi che spettano ai concessionari; controlli ed accertamento dei tributi gravanti sui giochi), nonché sul contenzioso tributario. 3) RIFORMA DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E DELLA GIUSTIZIA: a. precisare le competenze a tutti i livelli di governo. La riforma del Senato e del titolo V della parte seconda della Costituzione, approvata dal Senato lo scorso 7 agosto e assegnata alla Commissione Affari Costituzionali della Camera il 6 agosto, va in questa direzione, in quanto sancisce la fine del bicameralismo perfetto, l eliminazione delle province e la scomparsa della legislazione concorrente tra Stato e Regioni (il DDL costituzionale necessita, oltre che dell approvazione alla Camera, di una seconda deliberazione a maggioranza assoluta da parte delle due camere a distanza di almeno 3 mesi dalla prima, ed è suscettibile di referendum popolare quando, entro tre mesi, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o 5 mila elettori o cinque Consigli regionali); in sintesi, la riforma appare efficace nel perseguire l obiettivo indicato, ma richiede tempi lunghi (almeno un anno). b. garantire una migliore gestione dei fondi dell'ue. Secondo la stampa italiana, in luglio la Commissione Europea avrebbe espresso diversi rilievi critici all Accordo di Partenariato 1-, il documento inviato dal governo a Bruxelles il aprile che illustra come saranno utilizzati i fondi europei che il Paese riceverà per il periodo 1- (oltre 1 miliardi, di cui quasi 3 per la politica di coesione e quasi 1 legati al Fondo agricolo); i rilievi riguarderebbero in particolare la scarsa capacità amministrativa, un identificazione ancora insufficiente degli interventi strutturali necessari per riguadagnare competitività, l assenza di una vera strategia sull Agenda digitale e sulla difesa del patrimonio culturale e l insufficienza delle risorse destinate al contrasto dell abbandono scolastico. L unica recente azione di governo in tale direzione è rappresentata dalla costituzione del Gruppo di Lavoro del Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione economica che parteciperà all'attuazione dell'azione nazionale di rafforzamento amministrativo, con attività di indirizzo, verifica e sostegno all'attuazione dei Intesa Sanpaolo Servizio Studi e Ricerche 1

12 settembre 1 Piani di Rafforzamento Amministrativo (PRA) per il ciclo di programmazione 1-. In agosto, il governo replicò di aver chiarito i punti più importanti e di essere vicino alla chiusura del testo definitivo dell accordo, allora prevista per settembre. c. potenziare ulteriormente l'efficacia delle misure anticorruzione, in particolare rivedendo l'istituto della prescrizione entro la fine del 1 e rafforzando i poteri dell'autorità nazionale anticorruzione. La legge anti-corruzione approvata il 6 novembre 1 aveva affrontato per la prima volta il problema rafforzandone l aspetto preventivo e potenziando la responsabilità dei pubblici ufficiali; a giugno 13 erano state ratificate la convenzione penale sulla corruzione e la convenzione civile sulla corruzione del Consiglio d Europa; a settembre 13 l Autorità Nazionale Anticorruzione CIVIT aveva approvato il Piano nazionale anticorruzione predisposto per tre anni dal Dipartimento della funzione pubblica, che si concentra sulle misure preventive e di trasparenza all interno della PA, pur non stabilendo chiare scadenze per la realizzazione degli interventi. Venendo agli interventi del governo Renzi, nel decreto Sblocca-Italia 3 sono previste norme anticorruzione in merito alla normativa sugli appalti (lo strumento scelto è ancora una volta una legge delega per la riforma del Codice degli Appalti in recepimento delle direttive europee); nella riforma della giustizia, è previsto un aggravio di pene per i reati di corruzione (nonché la reintroduzione del reato di falso in bilancio), anche se la riforma della prescrizione è debole in quanto si limita a introdurre due nuove ipotesi di sospensione temporanea ed eventuale del suo decorso; infine, nella riforma della PA, è previsto il rafforzamento dei poteri dell autorità anti-corruzione; d. monitorare tempestivamente gli effetti delle riforme adottate per aumentare l'efficienza della giustizia civile. I governi precedenti hanno iniziato una riforma della giustizia civile, con i seguenti passi: i) il DL 8/1 ha introdotto la mediazione obbligatoria, il cui ambito di applicazione è stato poi allargato nel 11, ma che è stato dichiarato incostituzionale nell ottobre del 1; ii) la Legge 98/13 ( Decreto del Fare ), oltre a reintrodurre la mediazione obbligatoria, ha nominato giudici ausiliari per deflazionare il contenzioso civile pendente presso le Corti d'appello, introdotto la possibilità per i laureati in giurisprudenza di effettuare tirocinio formativo presso gli uffici giudiziari, previsto la formulazione di una proposta di conciliazione da parte del giudice alla prima udienza e accelerato la fissazione dell udienza di comparizione delle parti; iii) la Legge 9/1 ( Destinazione Italia ) ha introdotto la piena digitalizzazione dei processi (da completarsi entro giugno 1), che ha consentito di risparmiare milioni di euro nei 1 mesi a luglio 1, ha esteso le competenze dei giudici di pace e ha introdotto restrizioni sul ricorso in appello; iv) la riforma della giustizia approvata dal governo Renzi il 9 agosto fa ulteriori passi nella direzione dell abbattimento dell arretrato civile in quanto potenzia gli istituti della mediazione e dell arbitrato (anche a processo già iniziato) e le competenze dei tribunali delle imprese e introduce la negoziazione assistita (dagli avvocati); la riforma interviene anche sugli incentivi economici in quanto eleva il tasso di interesse moratorio (in 3 Misure urgenti per l apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, l emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle attività produttive (decreto-legge n. 133 del 1 settembre 1) Intesa Sanpaolo Servizio Studi e Ricerche 11

13 settembre 1 base a quanto previsto dalla normativa in materia di transazioni commerciali vincolata dal diritto UE) e aumenta i casi in cui le spese processuali sono interamente a carico di chi perde (oggi spesso i giudici le dividono tra le parti); la riforma prevede anche altre misure per aumentare la produttività dei tribunali, come la riduzione del periodo di chiusura estivo, ed estende la riorganizzazione dei tribunali già prevista dagli interventi legislativi precedenti. Tuttavia, sinora l unico atto normativo già in vigore del pacchetto di agosto è il decreto di riforma del processo civile, numero 13/1, pubblicato in G.U. il 1 settembre. In generale, in merito alla riforma delle istituzioni, essa si articola in due provvedimenti: il Ddl costituzionale di riforma del Senato del Titolo V e il Ddl di riforma della legge elettorale. In merito al primo, i tempi come detto sono lunghi: il provvedimento è stato approvato dal Senato, ma la Camera quasi sicuramente vi apporterà modifiche dopodiché il testo dovrà tornare al Senato; a distanza di almeno 3 mesi è attesa la seconda doppia lettura, seguita quasi sicuramente dal referendum. Quanto alla riforma elettorale, il testo è stato approvato dalla Camera ed è ora al Senato (con ordine di priorità elevato); tuttavia, stanno emergendo possibili modifiche rispetto al testo approvato alla Camera (innalzamento dal 37% al % della soglia da raggiungere per ottenere il premio di maggioranza, variazione delle soglie di sbarramento, reintroduzione delle preferenze), che renderebbero più lungo e non privo di insidie l iter parlamentare. Per quanto concerne la riforma della giustizia, mentre sulla giustizia civile il decreto è già entrato in vigore (approda in Senato per la conversione in legge il settembre; l iter parlamentare non dovrebbe presentare difficoltà), viceversa non vi è ancora un testo legislativo (ma solo linee-guida) in merito alle misure annunciate, sempre in sede di CdM il 9 agosto, in materia penale (falso in bilancio, autoriciclaggio, prescrizione). In merito alla riforma della pubblica amministrazione, il cosiddetto decreto Madia (n. 9 del giugno) è diventato legge a inizio agosto, e tra ottobre e novembre dovrebbero essere completati i ben 3 provvedimenti attuativi (il percorso però è reso difficile dalle resistenze all annunciato prolungamento del blocco del contratto del pubblico impiego). Tuttavia, più che una riforma organica della PA in grado di migliorare significativamente l efficienza della macchina amministrativa, il decreto si focalizza soprattutto su un giro di vite sul pubblico impiego, prevedendo misure come l aumento della mobilità, la riduzione dei permessi sindacali, il divieto di consulenze e incarichi dirigenziali a personale in quiescenza, la semplificazione del turnover, il divieto del trattenimento in servizio oltre l età pensionabile. Previste anche razionalizzazioni organizzative (vengono unificate le scuole di formazione delle amministrazioni statali, è soppressa l Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici e rafforzate le competenze dell Autorità nazionale anticorruzione, sono razionalizzate le autorità indipendenti, è prevista la ricognizione degli enti pubblici e l unificazione delle banche dati sulle società partecipate) e misure di semplificazione (è inserito il divieto alle PA di richiedere al cittadino informazioni e dati già presenti entro l'anagrafe nazionale della popolazione residente, sono introdotte numerose semplificazioni per i disabili e i malati cronici, è ridotto alla metà il contributo dovuto dalle imprese alle camere convertito nella legge 11 datata 11 agosto 1 Intesa Sanpaolo Servizio Studi e Ricerche 1

14 settembre 1 di commercio, sono semplificati e accelerati i controlli della Corte dei conti, sono accelerati i giudizi amministrativi in materia di appalti pubblici). La riforma dovrebbe essere completata dal Ddl delega attualmente in commissione al Senato; i tempi però non saranno brevi in quanto la precedenza è stata data alla riforma della legge elettorale. Il decreto non sembra in grado di aumentare significativamente la produttività e l efficienza della PA, il che richiederebbe uno sforzo a lungo termine di analisi e miglioramento dei processi organizzativi in uso. ) RAFFORZAMENTO DEL SETTORE FINANZIARIO: a. rafforzare la resilienza del settore bancario, continuare a promuovere e monitorare pratiche efficienti di governo societario in tutto il settore (il riferimento è alle banche popolari e alle fondazioni). Non si segnalano particolari interventi normativi in merito: le uniche indiscrezioni riguardano la possibilità, peraltro niente affatto certa, che il governo inserisca nella legge concorrenza in preparazione (vedi infra) una norma sul rafforzamento della separazione tra fondazioni e società bancarie. Considerando il rafforzamento patrimoniale e la pulizia dei bilanci in corso con il comprehensive assessment sulle maggiori banche, e l intensificazione della vigilanza da parte di Banca d Italia sulle banche minori, è probabile che su questo tema la Commissione non chieda molto al governo. La Banca centrale sta comunque continuando a premere sul mondo delle banche popolari per imporre un modello di governance più moderno. b. promuovere l'accesso delle imprese, soprattutto di quelle di piccole e medie dimensioni, ai finanziamenti non bancari. Il Decreto Competitività ha previsto la semplificazione delle regole sui corporate bond e l estensione a compagnie di assicurazione e società di cartolarizzazione della possibilità di erogare credito (da tali misure il governo stima un credito aggiuntivo di circa miliardi). 5) RIFORMA DEL MERCATO DEL LAVORO: a. valutare entro la fine del 1 gli effetti delle riforme del mercato del lavoro e del quadro di contrattazione salariale, valutando la necessità di ulteriori interventi. Il governo è intervenuto in materia di riforma del lavoro in due tempi: i) il decreto Poletti (entrato in vigore lo scorso 1 marzo e convertito nella Legge 78/1 del 16 maggio), che riduce le rigidità introdotte dalla riforma Fornero in materia di contratti a tempo determinato e somministrazione a tempo determinato (acausalità, proroga fino a una durata massima di 36 mesi e a un massimo del % dei dipendenti a tempo indeterminato) e apprendistato; ii) il Ddl delega Jobs Act, che prevede una più ampia riforma del mercato del lavoro, che ha superato il 18 settembre l esame della Commissione Lavoro del Senato ed è calendarizzato in Aula dal 3 settembre. Il punto più spinoso è quello della delega sull articolo ovvero sul contratto unico e le modifiche allo Statuto dei lavoratori: la posizione maggioritaria nel PD sembra quella di un contratto unico che preveda un periodo iniziale di 3 anni con tutele crescenti e successivamente l attuale disciplina sui licenziamenti (articolo 18 compreso), sul modello Boeri-Garibaldi. Una parte del PD e della maggioranza di governo spinge anche per una modifica dell attuale disciplina sul reintegro (da sostituire con un indennizzo monetario, tranne i casi di licenziamenti discriminatori) anche dopo i primi 3 anni di contratto (sul modello Ichino). La riforma prevede Intesa Sanpaolo Servizio Studi e Ricerche 13

15 settembre 1 anche il riordino degli ammortizzatori sociali (superamento della CIG straordinaria e in deroga, rimodulazione dell Aspi), un rafforzamento delle politiche attive (agenzia per l occupazione, riordino degli incentivi), semplificazioni e sostegno alla maternità. Sembra mancare allo stato una ulteriore spinta alla decentralizzazione della contrattazione salariale, sul modello della recente riforma spagnola. b. rafforzare il legame tra le politiche del mercato del lavoro attive e passive, e potenziare il coordinamento e l'efficienza dei servizi pubblici per l'impiego; intervenire per aumentare il tasso di occupazione femminile; migliorare l'efficacia dei regimi di sostegno alla famiglia e la qualità dei servizi a favore dei nuclei familiari a basso reddito con figli. La delega sul Jobs Act prevede l istituzione di una Agenzia nazionale per l occupazione, con l obiettivo di favorire il coinvolgimento dei disoccupati con incentivi per l autoimpiego (da riordinare), destinati soprattutto ai giovani fino a 9 anni, donne e lavoratori con almeno 5 anni; in merito al sostegno alla maternità e alla conciliazione lavoro-famiglia, la delega prevede il diritto all indennità di maternità indipendentemente dal tipo di contratto, più flessibilità dell orario di lavoro e l introduzione di un tax credit per le lavoratrici con figli minori; c. fornire in tutto il paese servizi idonei ai giovani non registrati presso i servizi pubblici per l'impiego ed esigere un impegno più forte da parte del settore privato a offrire apprendistati e tirocini di qualità entro la fine del 1, in conformità agli obiettivi della garanzia per i giovani. Garanzia giovani, il piano europeo per la lotta alla disoccupazione giovanile, prevede finanziamenti per i Paesi Membri con tassi di disoccupazione superiori al 5% (per l Italia 1,5 mld), da investire in politiche attive di orientamento, istruzione e formazione e inserimento al lavoro, a sostegno dei giovani che non sono impegnati in un'attività lavorativa né inseriti in un percorso scolastico o formativo (Neet - Not in Education, Employment or Training). In Italia, gli obiettivi della Garanzia giovani sono stati anticipati con il cosiddetto decreto Iva-lavoro (D.L. 76/13), che ha istituito una Struttura sperimentale di missione che opera in attesa del riordino dei servizi per l'impiego e comunque non oltre il 31 dicembre 15. Il programma prevede: un sistema universale di informazione e orientamento; l indicazione, dopo la registrazione e un primo colloquio, di un percorso di orientamento individuale destinato a definire un progetto personalizzato di formazione o lavorativo/professionale; un colloquio specializzato da parte di orientatori qualificati che preparino i giovani all'ingresso nel mercato del lavoro; un finanziamento diretto (bonus, voucher, ecc.) per accedere a diversi percorsi con un contratto di lavoro dipendente, un apprendistato o un tirocinio, l'impegno nel servizio civile, una formazione specifica professionalizzante, l accompagnamento in una iniziativa imprenditoriale o di lavoro autonomo; un piano di comunicazione integrata per informare i giovani delle misure messe in campo dal piano; tuttavia, l efficacia di tale programma appare limitata, in quanto i dati aggiornati a settembre parlano di quasi 18 mila iscrizioni (contro oltre milioni di Neet), per i quali gli annunci pubblicati sono 1 mila per un totale di 15 mila posizioni (di cui solo 17 a tempo indeterminato); ad oggi sono stati effettuati appena colloqui e sono stati chiamati dai servizi soltanto giovani; d. adoperarsi per una piena tutela sociale dei disoccupati, limitando tuttavia l'uso della CIG per facilitare la riallocazione dei lavoratori, ed estendere Intesa Sanpaolo Servizio Studi e Ricerche 1

16 settembre 1 gradualmente il regime pilota di assistenza sociale. Il Ddl delega punta a eliminare lo stato di disoccupazione come requisito per l accesso ai servizi assistenziali e indica la necessità di accedere alla cassa integrazione solo in caso di esaurimento delle possibilità contrattuali di riduzione dell orario di lavoro ; il decreto prevede anche la sperimentazione (anticipata rispetto a quanto previsto dalla riforma Fornero) dell assegno universale di disoccupazione. In generale, sulla riforma del lavoro il ddl Jobs Act prevede 5 deleghe (statuto e articolo 18, ammortizzatori, politiche attive, semplificazioni, conciliazione lavorofamiglia) da emanare entro sei mesi; nella migliore delle ipotesi dunque i primi provvedimenti delegati arriveranno non prima del luglio 15. Le difficoltà riguardano il finanziamento della riforma degli ammortizzatori sociali e delle politiche attive (entrambe condivise, ma servono almeno 1,5- miliardi) e il nodo della revisione dello Statuto dei Lavoratori, articolo 18 compreso, su cui una parte rilevante della maggioranza resta molto critica. 6) RIFORMA DELLA SCUOLA: a. rendere operativo il sistema nazionale per la valutazione degli istituti scolastici. Il governo ha presentato lo scorso 3 settembre le linee-guida della riforma della scuola 5, sulle quali è stata avviata una consultazione in rete dal 15 settembre al 15 novembre; in conferenza stampa sia Renzi che il ministro Giannini hanno proposto la data di gennaio 15 per l'attuazione dei provvedimenti normativi (in attuazione delle riforme così come scaturiranno dalla consultazione), che dunque dovrebbero essere implementati a partire dall anno scolastico 15/16; in merito al punto considerato, la riforma prescrive che il Sistema Nazionale di Valutazione, previsto dal DPR 8/13 (dopo un percorso iniziato nel 1), sia reso operativo dal prossimo anno scolastico per tutte le scuole, sia statali che paritarie (i criteri di valutazione riguarderanno indicatori su contesto e risorse, esiti e processi del percorso di apprendimento); i tempi effettivi appaiono però più lunghi: in base alla direttiva firmata il 18 settembre dal Ministero dell Istruzione con le azioni per il prossimo triennio, entro luglio 15 ogni istituto dovrà pubblicare sul proprio sito e sul portale Scuola in chiaro del Miur i risultati dell autovalutazione (partendo dai livelli di apprendimento degli studenti ma tenendo conto anche di altri indicatori, che dovranno essere definiti entro ottobre 1); bisognerà però attendere la fine dell anno scolastico 16/17 per vedere pubblicato sul web un vero e proprio rapporto di rendicontazione sociale che renda trasparente la valutazione degli istituti scolastici (e dei presidi); b. accrescere l'apprendimento basato sul lavoro negli istituti per l'istruzione e la formazione professionale del ciclo secondario superiore e rafforzare l'istruzione terziaria professionalizzante. La riforma prevede di potenziare i laboratori di tutte le scuole secondarie superiori (anche attraverso l acquisto di nuovi macchinari) e di rafforzare i già esistenti Poli Tecnico-Professionali, Istituti Tecnici Superiori e il sistema di Formazione Professionale. 5 Intesa Sanpaolo Servizio Studi e Ricerche 15

17 settembre 1 c. istituire un registro nazionale delle qualifiche per garantire un ampio riconoscimento delle competenze. Nelle linee-guida della riforma si legge che un gruppo di lavoro dedicato e composto da esperti del settore lavorerà per un periodo di tre mesi per formulare il quadro italiano di competenze dei docenti nei diversi stadi della loro carriera ; ovviamente, il processo è ad una fase assolutamente embrionale. d. assicurare che i finanziamenti pubblici premino in modo più congruo la qualità dell'istruzione superiore e della ricerca. In merito, la riforma prevede un più congruo utilizzo, rispetto al passato, dei fondi destinati al MOF (Fondo per il miglioramento dell offerta formativa), nonché dei fondi europei, differenziando le risorse per istituti non solo in base ai criteri dimensionali ma all offerta formativa e predisponendo un monitoraggio nell uso dei fondi stessi; la riforma prevede anche incentivi per mobilitare risorse private. In generale, in merito alla riforma della scuola, oltre ai tempi lunghi (la consultazione si concluderà il 15 novembre e nella migliore delle ipotesi i primi provvedimenti attuativi sono attesi da gennaio), la difficoltà riguarda anche il reperimento delle risorse ( miliardi) necessarie non solo a stabilizzare 18.1 docenti ma alle varie altre misure comprese nella riforma. 7) SEMPLIFICAZIONE NORMATIVA, POLITICHE DELLA CONCORRENZA, APPALTI E SERVIZI PUBBLICI LOCALI: a. approvare la normativa in itinere volta a semplificare il contesto normativo a vantaggio delle imprese e dei cittadini e colmare le lacune attuative delle leggi in vigore. Sia il governo attuale che quello precedente sono intervenuti a più riprese sul tema della semplificazione normativa: già il Decreto Semplifica Italia (Decreto legge 9 febbraio 1, n. 5, recante disposizioni urgenti in materia di semplificazione e sviluppo) introduceva misure di semplificazione sia per i cittadini che per le imprese (in particolare, il governo stimava, utilizzando la metodologia adottata dalla Commissione Europea Standard Cost Model, che su un totale di oneri burocratici per le imprese pari a 6,5 miliardi di euro, il risparmio derivante dalle misure adottate sarebbe stato "a regime" di oltre 8 miliardi all'anno per le PMI). Il governo Renzi è poi intervenuto, oltre che negli ambiti già ricordati della semplificazione fiscale e di quella riguardante i rapporti con la pubblica amministrazione, soprattutto con il cosiddetto Decreto Competitività (DL 91 del giugno, poi convertito nella Legge 116 dell 11 agosto), specie sul tema della semplificazione degli oneri per le imprese, e con lo Sblocca Italia in merito alla semplificazione delle procedure per le opere pubbliche. Peraltro, vista la cronicità del problema, molto sembra ancora da fare in merito, e la complicatezza e l instabilità del quadro normativo in Italia appaiono come uno dei freni alla competitività del nostro Paese. Non giova il frequente rinvio per l attuazione a provvedimenti regionali, così come la stratificazione di norme, fino al livello comunale. b. promuovere l'apertura del mercato e rimuovere gli ostacoli rimanenti e le restrizioni alla concorrenza nei settori dei servizi professionali e dei servizi pubblici locali, delle assicurazioni, della distribuzione dei carburanti, del Intesa Sanpaolo Servizio Studi e Ricerche 16

18 settembre 1 commercio al dettaglio e dei servizi postali. Non si segnalano specifici interventi normativi in merito; tuttavia secondo indiscrezioni di stampa 6 il Ministero dello Sviluppo Economico starebbe preparando il disegno di legge annuale per il mercato e la concorrenza : si tratta di un obbligo previsto dalla legge sviluppo del 9 e sinora mai ottemperato (nonostante quattro segnalazioni dell Antitrust). Il Ddl potrebbe essere pronto entro metà ottobre e contenere misure di liberalizzazione nei seguenti settori: Rc auto (recuperando le norme contenute nel decreto Destinazione Italia, poi approdate al Cdm del 6 febbraio e mai finalizzate), settore bancario (maggiore trasparenza e libertà di scelta del consumatore), carburanti (recupero del Ddl collegato alla Legge di Stabilità e approvato in CdM a metà dicembre 13 ma mai esaminato dal Parlamento in tema di ristrutturazione della rete, eliminazione dei vincoli sul self service, deregulation della vendita di prodotti non oil, liberalizzazione delle forme contrattuali tra titolare di autorizzazione e gestore), energia (riforma del sistema delle gare per la distribuzione del gas), poste (la richiesta dell Antitrust era quella di una separazione societaria delle attività bancarie/finanziarie di Poste Italiane, ma il processo di privatizzazione in corso potrebbe frenare questa riforma), servizi pubblici locali (incentivi per il ricorso alle gare e riordino delle norme su società in house, società miste e altre tipologie societarie), farmacie (la proposta dell Antitrust prevedeva il passaggio dal numero massimo al numero minimo di farmacie nonché l eliminazione di vincoli regolamentari che ritardano l ingresso sul mercato dei farmaci equivalenti) e professioni in generale (questo è il capitolo più spinoso, in quanto le diverse misure di liberalizzazione già intraprese dai governi precedenti sarebbero secondo l Antitrust vanificate da norme che si prestano a interpretazioni non univoche, in particolare per ciò che concerne avvocati e notai). c. potenziare l'efficienza degli appalti pubblici, specialmente tramite la semplificazione delle procedure attraverso l'uso degli appalti elettronici, la razionalizzazione delle centrali d'acquisto e la garanzia della corretta applicazione delle regole relative alle fasi precedenti e successive all'aggiudicazione. Il governo è intervenuto sul tema nel Decreto Sblocca Italia approvato dal Consiglio dei Ministri il 9 agosto, nel quale si dispone un aumento della semplificazione e della trasparenza degli appalti in attuazione delle direttive europee su contratti di concessione e appalti pubblici. d. in materia di servizi pubblici locali, applicare con rigore la normativa che impone di rettificare entro il 31 dicembre 1 i contratti che non ottemperano alle disposizioni sugli affidamenti in house. Il piano sulla riorganizzazione delle partecipate locali predisposto dal governo (che al momento in cui si scrive non si è ancora concretato in un testo legislativo) prevede una netta limitazione ( anche al di là della disciplina comunitaria ) e disincentivazione degli affidamenti in house (che spesso, attraverso scatole vuote, nascondono sub-appalti che gestiscono affidamenti in una situazione di scarsa trasparenza), a vantaggio dell affidamento diretto per gara. 6 vedi Il Sole Ore del 18 settembre scorso Intesa Sanpaolo Servizio Studi e Ricerche 17

19 settembre 1 8) POLITICA DEI TRASPORTI E DELLE INFRASTRUTTURE: a. garantire la pronta e piena operatività dell'autorità di regolazione dei trasporti entro settembre 1. L autorità ha ormai un anno di vita; il 1 giugno ha convocato la prima riunione dell advisory board e il 16 luglio scorso ha presentato la sua prima Relazione Annuale al Parlamento; nello scorso mese di luglio, l autorità ha tra l altro approvato il regolamento sulla tutela dei passeggeri nel trasporto ferroviario e avviato la consultazione sulle regole per le gare nel trasporto pubblico locale. b. approvare l'elenco delle infrastrutture strategiche del settore energetico. Dopo il decreto semplificazioni (DL 5 del 9 febbraio 1) che conteneva l individuazione (da aggiornare con cadenza biennale) delle infrastrutture energetiche strategiche nei settore dell elettricità e del gas naturale, non si segnalano interventi normativi recenti. c. potenziare la gestione portuale e i collegamenti tra i porti e l'entroterra. Non si segnalano interventi normativi recenti. In sintesi, a nostro giudizio le aree dove sono stati fatti i maggiori progressi riguardano le raccomandazioni dalla seconda alla sesta (almeno nella predisposizione delle linee-guida, sebbene la strada dell implementazione resti ancora lunga), in particolare sulle riforme istituzionali, della giustizia, del lavoro, della scuola e del fisco. Sulla prima e le ultime due raccomandazioni (in particolare in merito a riduzione del debito, semplificazioni, concorrenza, infrastrutture) i lavori appaiono ancora in fase embrionale. Veniamo ora a una valutazione di sintesi sull azione riformatrice del governo a sei mesi dal suo insediamento. Sembra di poter dire che solo poche misure (il taglio Irpef, la maggiore flessibilità in entrata nel mercato del lavoro, il pagamento dei debiti della PA) siano in grado di pagare un dividendo di breve termine in termini di maggiore crescita/occupazione. Una valutazione di sintesi: poche misure con efficacia di breve termine sul ciclo Quanto al bonus Irpef, è vero che la sua efficacia non sembra sinora essere stata evidente, ma i dati sono troppo provvisori per trarre conclusioni adeguate (occorrerebbe un analisi controfattuale); in ogni caso l impatto del bonus, che sarebbe potuto essere rilevante, è stato attenuato in misura significativa da: 1) l aumento delle imposte sulla casa (nel numero di giugno di questa pubblicazione indicavamo che il combinato disposto di Tari e Tasi avrebbe abbattuto per oltre la metà l effetto del bonus Irpef); ) l incertezza gravante sullo scenario sia congiunturale (non solo in Italia, visto che le sorprese negative dal ciclo negli ultimi 6 mesi hanno riguardato tutta l Europa) sia fiscale (probabilmente hanno inciso i dubbi che il bonus potesse essere non permanente, o comunque i timori della necessità di una restrizione fiscale a valere sul 15). In merito al decreto Poletti, sebbene anche in questo caso sia presto per un analisi approfondita, la crescita degli occupati a tempo determinato registrata nel trimestre (+3,8%, pari a 86 mila unità, nel confronto tendenziale), per la prima volta dopo 5 trimestri di calo, potrebbe essere stata trainata proprio dalle minori restrizioni sui contratti temporanei. Oltre alle due citate, anche il potenziamento e la probabile accelerazione (grazie al nuovo meccanismo di sconto presso le banche) del pagamento dei debiti arretrati della PA sembra poter avere un efficacia tangibile sul ciclo. Come nel caso delle famiglie, anche le imprese presumibilmente hanno utilizzato solo in misura limitata i fondi arrivati finora per nuove spese: secondo l indagine della Banca d Italia, ferma a settembre 13, una quota maggioritaria delle imprese indicava quale destinazione prevalente dei fondi recuperati il pagamento di fornitori e dipendenti e la riduzione dell esposizione verso il sistema finanziario; la quota di aziende che indicava di destinare direttamente i fondi a nuovi investimenti era pari ad appena il %; tuttavia, Intesa Sanpaolo Servizio Studi e Ricerche 18

20 settembre 1 riteniamo che con la ripresa dei rimborsi e soprattutto al diminuire dell incertezza sul ciclo tale percentuale sia destinata inevitabilmente ad aumentare. Il nuovo meccanismo predisposto dal governo Renzi dovrebbe accelerare la disponibilità dei fondi (grazie al risconto presso il settore bancario) e far salire la quota complessiva di debiti rimborsabili entro metà 15 a 57 miliardi (dai 7 previsti dai precedenti governi); si tratta di ben il 3,6% del PIL. Nell ipotesi prudenziale della Banca d Italia che le risorse aggiuntive destinate al finanziamento di nuovi investimenti fossero il 1% del totale (e che la quota residua fosse ripartita in parti uguali tra finanziamento del capitale circolante e accantonamenti per finalità precauzionali), ne deriverebbe un impatto complessivo sul ciclo di,7-1% (da spalmare però sul triennio 13-15). Se dunque solo poche misure sembrano in grado di produrre effetti positivi sul ciclo nel breve termine, tuttavia il governo ha avviato quattro riforme che, se portate a compimento, sono in grado di avere significativi effetti su produttività e crescita potenziale dell Italia (dunque con effetti tangibili nel medio/lungo termine). Si tratta delle riforme istituzionali, di quella della giustizia, della scuola e della riforma del mercato del lavoro. Anche una riforma della tassazione che riuscisse a far calare in misura significativa il peso della tassazione sui fattori produttivi andrebbe in tale direzione. ma alcune importanti riforme, se implementate, sono in grado di avere effetti positivi sul PIL potenziale Viceversa, su semplificazioni, riforma della PA, politiche della concorrenza e recupero di base imponibile, c è ancora troppo poco, soprattutto in termini di misure già implementate, per poter pensare ad effetti significativi sul potenziale di crescita dell Italia. Intesa Sanpaolo Servizio Studi e Ricerche 19

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