Reclutamento e formazione iniziale dei docenti: le proposte della FLC CGIL

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1 Reclutamento e formazione iniziale dei docenti: le proposte della FLC CGIL Premessa Formazione iniziale e reclutamento dei docenti rappresentano due elementi di fondamentale importanza nella costruzione di una proposta complessiva di scuola di qualità che vede impegnata da anni la FLC CGIL, a partire dalle lotte contro i provvedimenti di destrutturazione del sistema di istruzione degli ex ministri Tremonti e Gelmini. Tali elementi si ricollegano fortemente a specifici aspetti identitari della FLC cgil, come già illustrato da ultimo nel documento La scuola si salva in 4 mosse : 1. la scuola della Costituzione che tenga insieme l accesso per tutti fino ai più alti livelli di istruzione (pilastro democratico), con un alta qualità dell offerta formativa (pilastro culturale) 2. la lotta senza quartiere contro ogni forma di precarietà 3. la centralità del sistema pubblico di Istruzione nell ambito della formazione dei cittadini di questo paese. La proposta qui presentata ha come punti di riferimento ineludibili: l organico funzionale, a partire dal superamento della distinzione tra organico di diritto e organico di fatto, garanzia della continuità didattica. l organico pluriennale al fine di dare certezza nella definizione, nella realizzazione e nella verifica dell offerta formativa di scuola e di reti di scuole la stabilizzazione del personale su tutti i posti disponibili e definiti in base a quanto detto nei punti precedenti la definizione delle caratteristiche strutturali delle istituzioni scolastiche autonome, di cui il numero complessivo degli studenti è solo uno dei parametri la realizzazione di una offerta formativa coordinata, con particolare riferimento alla secondaria di II grado. RECLUTAMENTO Sul tema del reclutamento del personale docente della scuola si confrontano e si scontrano opzioni di natura ideologica, basti pensare alla chiamata diretta o al reclutamento di scuola e /o di rete di scuole, interessi e aspettative assai divergenti se non inconciliabili, tra le varie categorie di aspiranti alla professione di insegnante, forti pressioni di organismi che erogano percorsi formativi, spesso a costi assai elevati, finalizzati esclusivamente a rilasciare titoli valutabili nelle varie tipologie di graduatorie. Tutto questo ha come inevitabile conseguenza che su tutto il settore del 1

2 reclutamento c è un abitudine diffusa ad utilizzare la frusta giurisdizionale per risolvere qualsivoglia problematica interpretativa o applicativa delle norme vigenti. Per superare questo groviglio di contraddizioni è assolutamente necessario avere obiettivi chiari, fare tesoro di quanto accaduto negli ultimi 15 anni per non incorrere in errori già compiuti, avere ben presenti i rapporti di forza tra i soggetti in campo. Obiettivo n. 1 Svuotare le Graduatorie ad Esaurimento Si tratta di un obiettivo prioritario per una duplice motivazione: 1) in tali graduatorie sono presenti la stragrande maggioranza dei docenti precari che in questi anni difficilissimi hanno contribuito con il lavoro, a garantire la funzionalità del sistema nazionale e pubblico di istruzione. Svuotare le GAE significa, quindi, in primo luogo stabilizzare questo personale 2) le GAE presentano una serie di criticità ed inadeguatezze insormontabili rispetto all attuale quadro normativo sul reclutamento nel settore pubblico testimoniate, tra le altre cose, da un contenzioso senza precedenti che non dà ormai più alcuna certezza sulla validità e sulla applicabilità delle norme vigenti. A queste motivazioni occorre aggiungere una riflessione su quanto avvenuto negli ultimi quindici anni. Le Graduatorie Permanenti, istituite dalla Legge 124/99 e che soppiantavano le vecchie graduatorie per soli titoli, si basavano su un principio fondamentale, peraltro condiviso anche dalla CGIL Scuola: le graduatorie sarebbero state costituite da fasce successive non comunicanti. Tali fasce venivano formate ad ogni aggiornamento periodico mediante l inserimento (diremmo oggi in coda ) del personale che acquisiva via via i requisiti previsti dalla normativa di settore. Contemporaneamente chi era inserito poteva aggiornare il proprio punteggio nell ambito della fascia di appartenenza. Tale principio è stato dapprima annullato dalla giustizia amministrativa e poi superato con il DL 255/01, convertito nella legge 333/01, che unificava la terza e la quarta fascia allora previste. Tutto quello che è successo dopo testimonia i tentativi di tenere in vita un meccanismo che ormai aveva perso definitivamente il pilastro su cui si basava tutta la costruzione progettata dalla Legge 124/99: tabelle di valutazioni che ad un certo punto sono state addirittura definite per Legge, trasformazioni in graduatorie ad esaurimento prevista dalla Legge finanziaria 2007, nuove aperture per specifiche categorie di personale, inserimenti in coda in altre province. Tutte operazioni che hanno dato origine a contenziosi, persino di carattere costituzionale, che hanno visto il più delle volte il MIUR soccombente. Insomma perpetuare ancora per molti anni l esperienza delle GaE presenta delle controindicazioni insormontabili. Proposta operativa. Operazioni Norma primaria da modificare 1) Confermare la natura ad Art. 399 e art. 401 del esaurimento delle GAE non DLgs. 297/94 consentendo ulteriori inserimenti 2) Congelarle ai punteggi Art. 399 e art. 401 del dichiarati nel prossimo DLgs. 297/94 aggiornamento (2014) Note 2

3 3) Prevedere un meccanismo che permetta agli inclusi nelle GAE di altre province di poter ottenere il contratto a tempo indeterminato nelle province nelle quali la corrispondenti GAE risulta esaurita. (graduatoria nazionale o simili) Art. 399 e art. 401 del D. Lgs. 297/94 Questo meccanismo si rende ancora più necessario in considerazione che nel prossimo triennio ai sensi del DL 104/13 (Legge 128/13) le assunzioni in ruolo avverranno su tutti i posti disponibili e quindi in assenza di aspiranti per un determinato insegnamento non sarebbe possibile ridistribuire le assunzioni su altri insegnamenti- Obiettivo n. 2 Opportunità di lavoro per gli abilitati non inclusi in GAE In attesa della definizione dei meccanismi a regime del reclutamento è necessario dare una risposta concreta ai docenti che si sono abilitati o che si abiliteranno attraverso il TFA ordinario e i PAS. Tale obiettivo può essere perseguito attraverso due azioni: 1) La riduzione del ricorso alle graduatorie d'istituto per le supplenze annuali e fino al termine delle attività didattiche 2) Il superamento della normativa sull attribuzione degli spezzoni orari fino a 6 ore Azione n.1 Riduzione del ricorso alle graduatorie d'istituto per le supplenze annuali e fino al termine delle attività didattiche. E doveroso sottolineare come da tempo la FLC CGIL richiede che la compilazione delle graduatorie di istituto venga spostata dalle scuole ad altri centri dell amministrazione scolastica. Si tratta di una legittima battaglia contro le molestie burocratiche e contro l affido a scuole di pratiche seriali che non assicurano l uniformità di valutazione, danneggiano i supplenti e causano molto contenzioso. Operazione Costituire una graduatoria provinciale dei docenti abilitati con cadenza triennale e la possibilità di accodamento negli anni intermedi dei nuovi abilitati. Da tale graduatoria, che sarà utilizzata per le supplenze a livello provinciale una volta esaurite le corrispondenti GAE, si genera anche la II fascia d'istituto analogamente Norma primaria da modificare Art. 4 Legge 124/99 3

4 a quanto avviene per la I fascia. La tabella di valutazione è quella dell attuale terza fascia di istituto con la valorizzazione in termini di punteggio dell abilitazione Azione n. 2 Superamento della normativa sull attribuzione degli spezzoni orari fino a 6 ore Operazione Restituire la disponibilità degli spezzoni fino a 6 ore alle supplenze Possono essere previsti una serie pluralità di interventi: a) l istituzione dell organico funzionale porterebbe con se l abolizione degli spezzoni orario b) Abolizione della specifica norma prevista dall art. 22 comma 4 della Legge 448/01 c) Obbligo delle scuole di comunicare agli AT tutte le disponibilità. Quelli pari o inferiori a 6 ore possono essere utilizzati nelle operazioni provinciali se, unite ad altri spezzoni, formino consistenze orarie di almeno 12 ore. Norma primaria da modificare Art. 22 comma 4 della Legge 448/01 Obiettivo n. 3 Sistema di reclutamento a regime 1) Concorsi in presenza di GaE Bandire i concorsi con cadenza biennale non prima del 2015 (vanno prima completate le assunzioni del Concorso 2012) per il 2016/17 e 2017/18 con programmazione che tenga in considerazione sia i flussi di pensionamenti e trasferimenti che la corrispondente consistenza delle GAE. 2) Concorsi a regime Bandire i concorsi con cadenza biennale, garantendo un regime di doppio canale per i docenti abilitati, a partire da coloro che siano in possesso di almeno tre anni di servizio, come richiede la normativa europea. Ai fini di quanto previsto nel presente paragrafo occorre utilizzare la delega prevista dalla Legge 244/07 che all art. 2 comma 416 prevede che con uno specifico decreto sia definita la attività procedurale per il reclutamento del personale docente, attraverso concorsi ordinari, con cadenza biennale, nei limiti delle risorse disponibili a legislazione vigente per il reclutamento del personale docente, senza maggiori oneri a carico della finanza pubblica e fermo restando il vigente regime autorizzatorio delle assunzioni 4

5 Tempi Mai come sul tema del reclutamento la forza e la credibilità delle proposte deve andare di pari passo con i tempi della loro effettiva trasformazione in norme primarie e secondarie. In particolare la trasformazione delle GaE in graduatorie non più aggiornabili e con valenza anche nazionale, nonché l istituzione delle seconda fascia provinciale, devono essere effettuate attraverso l approvazione delle specifiche norme legislative prima dell emanazione dei decreti sulle GaE e sulle Graduatorie di Istituto per il triennio 2014/17. FORMAZIONE INIZIALE La formazione iniziale dei docenti rappresenta un elemento di straordinaria importanza nella definizione delle politiche nell ambito del settore dell istruzione da parte della FLC CGIL, crocevia tra l idea di scuola, il profilo professionale degli insegnanti, la concreta prestazione lavorativa. Essa inoltre rappresenta il paradigma di quello che dovrebbero essere le direttrici fondamentali della formazione in servizio. Tutto questo per segnalare anche le rilevantissime ricadute in termini contrattuali di un tema che sembrerebbe solo circoscritto negli angusti confini del dibattito accademico. Il percorso formativo del docente La complessità del profilo del docente richiama la necessità di una profonda rivisitazione degli attuali percorsi di formazione iniziale dei docenti definiti dal DM 249/10 e s.m.i. La prima scelta è quella di uniformare la durata dei percorsi per i docenti di tutti gli ordini e gradi di scuola: quindi non solo per la primaria e l infanzia, ma anche per la secondaria la laurea magistrale deve consentire l acquisizione dell abilitazione sullo specifico posto o classe di concorso. Questa proposta è coerente con l idea di profilo unico della docenza che la FLC CGIL ritiene un approdo ormai non più rinviabile anche a livello contrattuale. Nell ambito della scuola secondaria devono essere chiaramente delineate le differenze tra laurea triennale e laurea magistrale: la laurea triennale deve essere orientata verso l acquisizione delle competenze disciplinari e culturali. La laurea magistrale insieme allo sviluppo delle competenze didattico pedagogiche riferite alla specifica disciplina, deve essere connotata da un ruolo sempre più rilevante della parte relativa alle competenze nel contesto classe e nel contesto organizzativo di scuola. L accesso alla laurea magistrale ad indirizzo didattico, al termine della quale si consegue l abilitazione, è a numero programmato con esame di accesso. Occorre ricordare che la laurea magistrale ad indirizzo didattico per la secondaria avrebbe effetti positivi anche i termini di contribuzione studentesca in quanto anche questi percorsi rientrerebbero nei tetti previsti dalle norme vigenti (DPR 396/07). Riguardo alla strutturazione della laurea magistrale è necessario predisporre una serie di dispositivi anche di carattere normativo: 5

6 occorre definire il grado di responsabilità e di autonomia delle scuole che collaborano ai percorsi di formazione iniziale rispetto alle strutture accademiche delle università il tirocinio deve essere disseminato di prove esperte relative ad esempio alle diverse tipologie di lezione, all organizzazione del gruppo classe, ecc. il tirocinio organizzativo deve prevedere prove in situazione relative ad esempio alle modalità di costruzione di un curricolo di scuola o di classe, la risoluzione di controversie negli organi collegiali, ecc. Da un punto di vista strettamente normativo, la proposta richiede la sostituzione del DM 249/10 con un nuovo decreto sulla formazione iniziale. E il caso di segnalare che la costruzione delle tabelle relative alle lauree magistrali abilitanti della secondaria potrà avvenire solo dopo la definizione delle classi di concorso coerenti con il riordino di questo segmento del sistema educativo. Contemporaneamente e per un certo numero di anni legato ai tempi di esaurimento delle GaE, dovrebbero proseguire i percorsi TFA e i percorsi brevi per i maestri destinati a coloro che siano già in possesso del titolo valido per insegnare. 6

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