Il commercio estero dell Italia con la Cina: bilancia commerciale, specializzazione merceologica e operatori all esportazione Anni

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1 25 settembre 2006 Il commercio estero dell Italia con la Cina: bilancia commerciale, specializzazione merceologica e all esportazione Anni Ufficio della comunicazione Tel Centro di informazione statistica Tel Informazioni e chiarimenti: Statistiche sul Commercio estero Mario Gaggiotti Tel Tra il 2000 e 2005 il valore dei flussi di interscambio commerciale dell Italia con la Cina è all incirca raddoppiato, con aumenti pari al 101,1% per le importazioni e al 93,5% per le esportazioni. Il passivo commerciale negli ultimi tre anni si è nettamente ampliato, risultando pari, nel 2005, a milioni di euro. In termini norma lizzati 1 questo valore rappresenta il 50,8% dell interscambio complessivo tra Italia e Cina. L importanza della Cina come partner commerciale dell Italia è cresciuta in misura significativa negli ultimi cinque anni: la quota di vendite italiane in Cina sul totale delle esportazioni del nostro paese passa dallo 0,9% all 1,6% (dal 2,3% al 3,8% considerando i soli paesi extra Ue). Tuttavia, considerando il valore delle esportazioni italiane per paese di destinazione, nel 2005 la Cina si posiziona solo al sesto posto nell ambito dei paesi extra-europei (nono posto nel 2000) e al sedicesimo posto a livello mondiale (dal ventiduesimo posto nella graduatoria dei paesi nel 2000). Tavola 1 - Interscambio commerciale tra Italia e Cina - Anni (valori in milioni di euro) (a) Importazioni Esportazioni Saldi Saldi normalizzati -49,4-39,1-34,8-42,6-45,3-50,8. (a) Dati provvisori. Figura 1 - Importazioni, esportazioni e saldi normalizzati (valori in milioni di euro) , , , , ,0 Importazioni Esportazioni Saldi normalizzati (scala di destra) 1 Il saldo normalizzato è dato dal rapporto percentuale fra il saldo corrente e la somma di importazioni ed esportazioni. Il suo valore varia tra -100, nel caso in cui il paese sia unicamente importatore, e +100, nel caso in cui il paese sia unicamente esportatore. Se la bilancia risulta in pareggio, il saldo normalizzato è pari a 0.

2 I cambiamenti della struttura settoriale delle importazioni e delle esportazioni da e verso la Cina Tra il 2000 e il 2005 la composizione settoriale delle importazioni e delle esportazioni ha registrato in alcuni casi notevoli modificazioni (Tavola 2). Complessivamente, l intensità del cambiamento della struttura delle importazioni è stata circa tre volte superiore a quella delle esportazioni. Dal lato delle importazioni, nel 2005 il comparto maggiormente rappresentativo è quello dei prodotti dell industria tessile e dell abbigliamento, con una quota sul totale degli acquisti dell Italia dalla Cina del 21,8% (21% nel 2000); segue il settore degli apparecchi elettrici e di precisione (21,4% nel 2005 e 20,1% nel 2000) e quello delle macchine e apparecchi meccanici (12,2%, rispetto all 8,5% nel 2000). Il confronto fra il 2000 e il 2005 evidenzia i comparti che hanno mostrato i maggiori aumenti nel loro peso relativo. Si tratta di quelli delle macchine e apparecchi meccanici (più 3,7 punti percentuali), dei metalli e prodotti in metallo (più 1,7 punti percentuali), degli apparecchi elettrici e di precisione (più 1,3 punti percentuali). In flessione le quote degli altri prodotti dell industria manifatturiera (meno 3,9 punti percentuali), dei prodotti dell agricoltura e della pesca (meno 1,8 punti) e dei prodotti alimentari, bevande e tabacco (meno 1,1 punti). Tavola 2 - Interscambio commerciale Italia-Cina per settori di attività economica - Anni (variazioni percentuali, quote e valori in migliaia di euro) SETTORI DI ATTIVITÀ ECONOMICA ESPORTAZIONI IMPORTAZIONI SALDI (a) (a) Assoluti Normalizzati Var % Var % Valore Quota 2005 Valore Quota Valore Quota A-B Prodotti dell agricoltura e della pesca , ,1 88, , ,6-6, C Prodotti delle miniere e delle cave , ,8 107, , ,4 4, CA Minerali energetici 3 0,0 0 0,0-100, , ,0-82, CB Minerali non energetici , ,8 107, , ,4 28, D Prodotti trasformati e manufatti , ,1 93, , ,9 105, DA Prodotti alimentari, bevande e tabacco , ,6 158, , ,3 13, DB Prodotti dell'industria tessile e dell'abbigliamento , ,5 85, , ,8 109, DC Cuoio e prodotti in cuoio , ,5 32, , ,7 94, DD Legno e prodotti in legno (esclusi i mobili) , ,3-40, , ,0 73, DE Carta e prodotti di carta, stampa ed editoria , ,8 184, , ,5 131, DF Prodotti petroliferi raffinati 637 0, ,0 42, , ,6 80, DG Prodotti chimici e fibre sintetiche e artificiali , ,0 86, , ,2 119, DH Articoli in gomma e in materie plastiche , ,3 74, , ,7 65, DI Prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi , ,8-1, , ,5 142, DJ Metalli e prodotti in metallo , ,4 605, , ,2 155, DK Macchine ed apparecchi meccanici , ,5 82, , ,2 187, DL Apparecchi elettrici e di precisione , ,1 87, , ,4 113, DM Mezzi di trasporto , ,6 32, , ,8 76, DN Altri prodotti dell'industria manifatturiera (compresi i mobili) , ,5 31, , ,9 44, DN361 Mobili , ,6 33, , ,5 207, E Energia elettrica, gas e acqua - 0,0-0, ,0-0, Altri prodotti n.c.a , ,0 298, , ,1 141, TOTALE , ,0 93, , ,0 101, (a) dati provvisori. (-) il fenomeno non esiste. Valore Quota (a) (a) Dal lato delle esportazioni la struttura settoriale appare molto più concentrata. Nel 2005 il settore delle macchine ed apparecchi meccanici ha realizzato il 43,5% delle vendite all estero dell Italia verso la Cina (46% nel 2000); al secondo posto il comparto dei prodotti in metallo (13,4% nel 2005 e 3,7% nel 2000), seguito da gli apparecchi elettrici e di precisione (13,1%, dal 13,6% nel 2000). Questi tre settori 2

3 assorbono complessivamente, nel 2005, il 70% delle vendite complessive verso la Cina (nel 2000 la loro incidenza era pari al 63,3%). Tra i settori in forte crescita spicca quello dei metalli e prodotti in metallo, mentre risultano in calo le quote realizzate dai prodotti tessili e dell abbigliamento (dal 5,7% al 5,5%) e soprattutto dal cuoio e prodotti in cuoio (dal 6,7% al 4,5%). Le graduatorie dei prodotti italiani maggiormente esportati in Cina Ad un maggiore livello di dettaglio merceologico 2, sei fra i dodici prodotti italiani che nel 2005 rappresentano singolarmente almeno il 2% del valore delle esportazioni verso la Cina appartengono al settore delle macchine ed apparecchi meccanici (Tavola 3). Tavola 3 - Graduatoria (a) delle categorie merceologiche maggiormente esportate in Cina - Anni 2000 e 2005 (valori assoluti in migliaia di euro, quote e variazioni percentuali) CATEGORIE MERCEOLOGICHE 2005/2000 valore quota % valore quota % variazione % Macchine per la lavorazione delle materie plastiche e della gomma e macchine per impieghi speciali n.c.a. compresi parti e accessori , ,5 33,8 Macchine per le industrie tessili; macchine e impianti per il trattamento ausiliario dei tessili; macchine per cucire e per maglieria (compresi parti e accessori) , ,9 53,3 Prodotti della siderurgia , , ,8 Macchine utensili per la metallurgia (compresi parti e accessori) , ,4 221,1 Cuoi e pelli, scamosciati; cuoi e pelli, verniciati o laccati; cuoi e pelli artificiali o ricostruiti , ,9 19,0 Macchine automatiche per la dosatura, la confezione e l'imballaggio , ,4 98,5 Macchine per la metallurgia (compresi parti e accessori) , ,1 396,7 Apparecchiature per la distribuzione e il controllo dell'elettricità , ,8 227,4 Tubi senza saldatura , ,7 928,6 Pompe e compressori e sistemi idraulici , ,4 135,8 Gioielli e articoli di oreficeria di metalli preziosi o rivestiti di metalli preziosi , ,4 23,0 Materie plastiche in forme primarie , ,1 246,5 Totale prodotti maggiormente esportati , ,7 110,3 Totale esportazioni verso la Cina , ,0 93,5 Fonte: Istat, statistiche del commercio estero (a) la graduatoria si riferisce all'anno (b) dati provvisori (b) La graduatoria di questi dodici prodotti, complessivamente rappresentativi del 46,7% delle esportazioni dell Italia verso la Cina (43% nel 2000) vede come primo prodotto esportato nel 2005 le macchine per la lavorazione delle materie plastiche e della gomma, che copre il 7,5% delle esportazioni italiane verso la Cina (la quota era pari al 10,9% nel 2000); seguono le macchine per le industrie tessili, per cucire e per maglieria, con una quota del 6,9% (8,7% nel 2000); al terzo posto si trovano i prodotti siderurgici, con una quota del 5,1%, in notevole crescita rispetto a quella registrata nel 2000 (0,9%). In questo contesto, largamente caratterizzato dalla prevalenza di beni di investimento, è da rilevare anche la presenza dei gioielli e articoli di oreficeria di metalli preziosi o rivestiti di metalli preziosi. Tuttavia il loro peso relativo scende dal 3,7% del 2000 al 2,4% del 2005, arretrando dal quarto all undicesimo posto nella graduatoria dei prodotti italiani maggiormente esportati in Cina.. 2 Si tratta di una classificazione (CPAteco a cinque cifre) che prevede 833 categorie di prodotti. Tra queste, nel 2005 l Italia ne ha esportate in Cina

4 L andamento dei valori medi unitari Le tendenze dell interscambio commerciale dell Italia con la Cina hanno risentito anche di fattori legati alle dinamiche di prezzo, sia all importazione sia all esportazione. Le consistenti variazioni del valore degli scambi si sono manifestate in un quadro di complessivo apprezzamento dell Euro rispetto al dollaro che, da un lato, ha favor ito la penetrazione delle merci cinesi e, dall altro, ha condizionato l andamento dei prezzi all esportazione dei nostri prodotti. Nel quinquennio (Tavola 4) si riscontra una riduzione media annua dei valori medi unitari 3 all importazione del 2,8% e un aumento dei valori medi unitari all esportazione pari al 5,9%. Parallelamente, i volumi importati sono aumentati a un tasso medio annuo del 26,8%, quelli esportati a un ritmo del 10%. Tavola 4 - Indici dei valori medi unitari e dei volumi delle importazioni ed esportazioni dell Italia da e verso la Cina. Anni (indici, variazioni % sull intero periodo e variazioni % medie annue) Anni Valori medi unitari Volumi Importazioni Esportazioni Importazioni Esportazioni variazione 2005/ variazione media annua Fonte: Istat, statistiche del commercio con l estero Considerando le esportazioni, queste dinamiche aggregate sottendono andamenti settoriali significativamente differenziati. L analisi degli indici dei valori medi unitari e degli indici dei volumi per circa 100 gruppi di prodotti manifatturieri (codici a tre cifre della classificazione CPA) mette in luce che per il 51,8% dei gruppi (rappresentativi del 78,7% del valore delle esportazioni) a un aumento dei valori medi unitari corrisponde un incremento dei volumi, mentre per il 31% circa dei gruppi (rappresentativi del 10,9% del valore delle esportazioni) a dinamiche crescenti di prezzo si associa una riduzione de i volumi esportati (Tavola 5). Inoltre, per il 13,3% dei gruppi (rappresentativi del 10,3% del valore delle vendite verso la Cina) si verifica una riduzione degli indici dei valori medi unitari con un parallelo aumento di quantità esportate e, da ultimo, per il 3,6% dei gruppi (appena lo 0,1% in termini di valori esportati) diminuiscono sia i valori medi unitari sia le quantità esportate. Tavola 5 Distribuzione dei gruppi di prodotti esportati in Cina rispetto alla variazione degli indici dei valori medi unitari e dei volumi tra il 2000 e il 2005 (quote percentuali sul totale dei gruppi e, tra parentesi, in termini di valori esportati) aumenta Volumi diminuisce Valori medi unitari aumenta diminuisce 51.8 (78.7) 13.3 (10.3) 65.1 (89.0) Fonte: Istat, statistiche del commercio con l estero 31.3 (10.9) 3.6 (0.1) 34.9 (11.0) 83.1 (89.6) 16.9 (10.4) 3 Si ricorda che i valori medi unitari delle importazioni e delle esportazioni non sono indici di puro prezzo. Le loro variazioni incorporano infatti sia le dinamiche dei prezzi dei singoli prodotti importati o esportati, sia i cambiamenti di composizione merceologica degli acquisti dall estero e delle vendite all estero, sia, infine, gli effetti dei cambiamenti di qualità dei prodotti. 4

5 Più nel dettaglio, nel primo quadrante (in alto a sinistra) sono inclus i gran parte dei settori dell offerta specializzata (in special modo macchine e apparecchi meccanici e apparecchi elettrici) e, in misura inferiore, settori ad elevate economie di scala (prodotti chimici, prodotti in metallo). Relativamente meno presenti sono i comparti della manifattura tradizionale (prodotti tessili, cuoio, carta, mobili). Nel secondo quadrante (in alto a destra) sono incluse quote consistenti di beni ad elevata tecnologia (prodotti farmaceutici, apparecchi per le telecomunicazioni) e alcuni segmenti tipici del Made in Italy di consumo (mobili, orologi e gioielli, abbigliamento in pelle e pellicce). Tale quadro sottolinea l esistenza di due principali raggruppamenti dei settori, caratterizzati entrambi da un aumento dei valori medi unitari all esportazione ma distinti in due sottoinsiemi: il primo, maggioritario, vede incrementare i volumi esportati, il secondo registra una contrazione delle quantità vendute. Queste evide nze possono essere spiegate sia da dinamiche crescenti dei prezzi in un contesto qualitativo dei prodotti stabile, sia da un riposizionamento delle nostre esportazioni su comparti a più elevato contenuto di valore aggiunto e prezzi più elevati. Qualche indicazione ulteriore, relativa in particolare alla diffusione dei fenomeni di crescita dei valori medi unitari tra i prodotti esportati, può scaturire da un analisi maggiormente disaggregata, che può giungere fino ai singoli prodotti 4 (Tavola 6). Tavola 6 Distribuzione dei singoli prodotti esportati in Cina rispetto alla variazione dei valori medi unitari e delle quantità tra il 2000 e il 2005 (quote percentuali e variazioni percentuali) Variazioni dei valori medi unitari Numero di prodotti Valore delle esportazioni Variazioni medie annue Valori medi unitari Quantità negative 55,6 60,1-9,0 19,5 positive 44,4 39,9 33,4 28,3 Fonte: Istat, statistiche del commercio con l estero 100,0 100,0 9,9 19,7 Considerando la distribuzione delle variazioni dei livelli dei valori medi unitari all esportazione di singoli prodotti venduti in Cina, sia nel 2000 sia nel 2005, si osserva la presenza significativa di prodotti il cui valore medio unitario è diminuito (la quota è pari al 55,6% in termini di prodotti e al 60,1% in termini di valori esportati). Il peso di questi prodotti sul totale delle esportazioni è pari al 60,1%, la diminuzione media annua dei valori medi unitari è pari al 9%, in un contesto di incremento medio annuo delle quantità del 19,5%. Il restante 44,4% dei prodotti ha registrato un incremento del valore medio unitario, con un tasso medio annuo di variazione molto consistente e pari al 33,4%. Anche in questo caso si manifesta un incremento delle quantità (+28,3%). Esaminando alcune caratteristiche della distribuzione dei prodotti per variazione dei valori medi unitari, si osserva che un quarto dei prodotti (che rappresenta però meno di un decimo del valore delle esportazioni nel 2005) ha registrato una diminuzione media annua del valore medio unitario di oltre il 9,4%. Dal lato opposto, il 10% dei prodotti a più elevato incremento ha mostrato una crescita dei valori medi unitari superiore al 37%. Questo gruppo di prodotti pesa però solo il 5,2% del valore delle esportazioni. 4 I singoli prodotti sono qui individuati dai codici a 6 cifre della classificazione del Sistema Armonizzato. Si tratta quindi di un livello di dettaglio molto fine che individua gruppi di beni merceologicamente molto omogenei. 5

6 La dinamica recente delle esportazioni italiane verso la Cina Nei primi sette mesi del 2006 le esportazioni italiane verso la Cina sono aumentate del 24,1%, a fronte di un incremento delle vendite complessive pari al 12,4% verso i paesi extra Ue e al 9,5% verso il resto del mondo (Tavola 7). Ordinando i settori merceologici in base al loro contributo alla variazione complessiva delle esportazioni italiane verso la Cina (Figura 2), al primo posto si trova quello delle macchine ed apparecchi meccanici, la cui crescita (+24,1%) spiega il 42,8% di quella complessiva delle esportazioni verso la Cina. Tavola 7 - Esportazioni dell'italia verso la Cina per settore di attività economica nel periodo gennaio-luglio 2005 e 2006 (a) (variazioni percentuali, quote e valori in migliaia di euro) SETTORI DI ATTIVITA' ECONOMICA Valori Variazione % Quote A-B Prodotti dell agricoltura e della pesca ,3 0,1 0,1 0,3 C Prodotti delle miniere e delle cave ,7 0,7 0,8 1,1 CA Minerali energetici 114-0,0 0,0 0,0 CB Minerali non energetici ,1 0,7 0,8 1,0 D Prodotti trasformati e manufatti ,9 99,2 99,1 98,5 DA Prodotti alimentari, bevande e tabacco ,3 0,5 0,8 2,5 DB Prodotti dell'industria tessile e dell'abbigliamento ,9 5,7 5,2 3,4 DC Cuoio e prodotti in cuoio ,8 4,5 5,1 7,6 DD Legno e prodotti in legno (esclusi i mobili) ,3 0,4 0,3-0,2 DE Carta e prodotti di carta, stampa ed editoria ,6 0,9 1,0 1,2 DF Prodotti petroliferi raffinati ,0 0,0 0,3 1,6 DG Prodotti chimici e fibre sintetiche e artificiali ,7 8,9 9,1 9,9 DH Articoli in gomma e in materie plastiche ,4 1,3 1,6 2,9 DI Prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi ,5 0,7 0,9 1,6 DJ Metalli e prodotti in metallo ,7 14,9 12,7 3,5 DK Macchine ed apparecchi meccanici ,1 42,8 42,8 42,8 DL Apparecchi elettrici e di precisione ,9 12,7 13,2 15,3 DM Mezzi di trasporto ,2 2,5 2,6 3,1 DN Altri prodotti dell'industria manifatturiera (compresi i mobili) ,7 3,4 3,4 3,4 di cui DN361 Mobili ,1 0,6 0,5-2,7 E Energia elettrica, gas e acqua ,0 0,0 0,0 Altri prodotti n.c.a ,9 0,0 0,0 0,1 TOTALE ,1 100,0 100,0 100,0 (a) dati provvisori. (-) il fenomeno non esiste Contributo alla variazione % Figura 2 - Esportazioni dell'italia verso la Cina - Periodo Gennaio-luglio 2005 e 2006 (a) (scomposizione della variazione percentuale delle esportazioni verso la Cina) Macchine e apparecchi meccanici Apparecchi elettrici Prodotti chimici Cuoio e prodotti in cuoio, pelle e similari Metalli e prodotti in metallo Altri prodotti manifatturieri Tessile e abbigliamento Mezzi di trasporto Gomma e materie plastiche Alimentari Prodotti petroliferi raffinati Minerali non metalliferi Carta, stampa e prodotti dell'editoria Minerali energetici e non energetici Prodotti dell'agricoltura e della pesca Altri prodotti n.c.a. Legno e prodotti in legno -0,2 3,5 3,4 3,4 3,1 2,9 2,5 1,6 1,6 1,2 1,1 0,3 0,1 7,6 9,9 15,3 42,8 (a) dati provvisori. 6

7 Segue il settore degli apparecchi elettrici e di precisione che, con un incremento del 28,9%, contribuisce per il 15,3% alla crescita complessiva delle vendite; al terzo posto si colloca il settore dei prodotti chimici, con un aumento del 26,7 % ed un contributo del 9,9% e al quarto posto quello del cuoio e prodotti in cuoio; segue il settore de i metalli e prodotti in metallo, con variazioni pari al 40,8% e al 5,7%, che spiegano rispettivamente il 7,6 % e il 3,5 % dell andamento delle vendite. Gli commerciali nelle esportazioni dell Italia verso la Cina Nel 2005, in base ai dati provvisori, poco meno di 12 mila hanno realizzato scambi commerciali con la Cina (erano nel 2000) (Tavola 8). Di questi, più di 8 mila possono essere considerati micro-esportatori, in quanto ognuno realizza sul mercato cinese vendite per un valore annuo inferiore ai 75 mila euro, appena il 3% del totale delle esportazioni italiane in Cina. Tavola 8 - Operatori ed esportazioni per classe di valore - Anni (Valori assoluti in migliaia di euro e quote percentuali) Classi di valore delle esportazioni Operatori Esportazioni Valore medio delle esportazioni per operatore esportazioni ,9 3, ,2 6, ,7 12, ,3 19, ,6 15, ,9 22,4 oltre ,3 20,7 Totale ,0 100, (a) ,6 3, ,8 5, ,8 9, ,9 17, ,6 14, ,1 22,9 oltre ,3 27,4 Totale ,0 100,0 (a) Dati provvisori. Fra il 2000 e il 2005 aumenta il grado di concentrazione delle esportazioni verso la Cina : considerando il valore corrente de lle vendite dirette, gli che dichiarano di esportare beni per un valore superiore ai 15 milioni di euro annui erano in tutto venti nel 2000, realizzando poco meno del 21% delle esportazioni nazionali dirette verso la Cina; nel 2005 il loro numero sale a 36 e la quota di esportazioni cresce fino ad oltre il 27% nel Anche per gli la cui classe di fatturato all export è compresa fra i 5 e i 15 milioni di euro si è verificato un incremento, seppur contenuto, della quota di vendite dirette in Cina, passando dal 22,4% del 2000 al 22,9% del 2005, in presenza di un modesto incremento dell incidenza de gli (pari a 0,2 punti percentuali). Contestualmente, è diminuito il peso relativo degli di piccole e medie dimensioni: la quota realizzata dagli esportatori con un fatturato all export inferiore a 75 mila euro (pari, nel 2005, al 69,6%, contro il 67% circa del 2000) ha registrato una contrazione di 0,6 punti percentuali, attestandosi nel 2005 al 3,0%; quella afferente agli esportatori con fatturato all export compreso fra i 75 e i 750 mila euro (nel 2005 pari a poco meno de l 23% del complesso degli, contro il 25% circa del 2000) è passata dal 18,2% al 15% del 2005; quella relativa agli con fatturato esportato in Cina 7

8 compreso tra 750 mila e i 5 milioni di euro (pari a circa il 7% del totale) è diminuita, dal 35,1% al 31,7%. La graduatoria dei primi dieci settori merceologici ordinata in base al numero degli esportatori presenta alcune differenze fra il 2000 e il 2005 (Tavola 9). Il comparto dell abbigliamento ris ulta al decimo posto della graduatoria relativa al 2005, guadagnando una posizione rispetto al Gli esportatori di questo comparto sono più che triplicati, passando da 239 del 2000 a 770 del 2005, con un valore medio all export in forte crescita (pari nel 2000 a 46 e nel 2005 a 73 mila euro). Allo scopo di fornire una misura della concentrazione all export dei diversi comparti si è calcolato, per ogni divisione merceologica, il peso dei primi 5 e dei primi 25 esportatori rispetto al complesso delle esportazioni della medesima divisione nei due anni analizzati. Per il settore dell abbigliamento, si rileva un decremento del peso relativo dei primi 5 esportatori, che passa dal 37,5% del 2000 al 30,6% del 2005; un calo, sebbene più contenuto, si rileva anche considerando il peso dei primi 25 esportatori (passato dal 67,1% al 63,1%). Tavola 9 - Graduatoria (a) delle divisioni merceologiche in base al numero degli e valore dell'export - Anni (Valori assoluti in migliaia di euro e quote percentuali) DIVISIONI MERCEOLOGICHE Operatori (b) Esp. (c ) Valore medio esp. per operatore dei primi 5 delle esp. dei primi 25 Operatori (b) Esp. (c ) Valore medio esp. per operatore dei primi 5 delle esp. dei primi (d) 2000 Macchine ed apparecchi meccanici ,1 36, ,4 33,1 Prodotti tessili ,5 40, ,0 56,6 Prodotti chimici e fibre sintetiche e artificiali ,5 50, ,4 65,1 Cuoio, articoli da viaggio, borse, marocchineria, selleria e calzature ,7 48, ,3 65,4 Macchine ed apparecchi elettrici n.c.a ,8 63, ,4 71,4 Mobili e altri prodotti delle industrie manifatturiere n.c.a ,7 61, ,5 68,7 Apparecchi medicali, apparecchi di precisione, strumenti ottici e orologi ,0 52, ,0 63,1 Prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti ,2 63, ,7 61,2 Articoli in gomma e materie plastiche ,9 54, ,3 64,6 Articoli di abbigliamento; pellicce ,6 63, ,5 67,1 Totale dei primi 10 settori ,4 44, ,2 46,8 Totale (a) Ordinata in base ai dati del (b) Ogni operatore può essere presente in più settori a seconda del diverso tipo di merce che movimenta, quindi il totale è diverso da quanto indicato nella tavola 6. (c) Dati provvisori. (d ) Il valore delle esportazioni si riferisce ai soli identificati. Il settore delle macchine ed apparecchi meccanici si conferma invece quello con il maggior numero di esportatori, che passano da a 4.029, con un leggero incremento del valore medio de lle esportazioni per operatore (491 mila euro nel 2005 rispetto ai 481 del 2000). Per questo settore, il peso delle esportazioni attivate dai primi 5 aumenta in misura significativa, passando dal 10,4% del 2000 al 15,1% del 2005; l incremento viene confermato anche considerando il peso dei primi 25, che coprono nel 2005 il 36,2% rispetto al 33,1% del Anche i prodotti tessili e i prodotti in cuoio permangono al medesimo posto della graduatoria (rispettivamente al secondo e al quarto). Il numero di attivi all export cresce in entrambi i settori: nel 2005 è pari a per i prodotti tessili (817 del 2000) e a per i prodotti in cuoio (622 nel 2000). Per ambedue i comparti si registra inoltre una diminuzione del grado di concentrazione delle vendite dirette verso la Cina; infatti, per i prodotti tessili i primi 5 coprono, nel 2005, il 16,5% delle esportazioni totali del settore (31% del 2000), mentre i primi 25 coprono il 40,2% (56,6% nel 8

9 2000). Per i prodotti in cuoio le esportazioni attivate dai primi 5 assorbono nel 2005 il 23,7% delle vendite complessive in Cina (con un decremento superiore al 18% rispetto al 2000) e quelle attivate dai primi 25 il 48,5% rispetto al 65,4% del Anche il valore delle esportazioni per operatore subisce una contrazione nei due settori, passando, per i prodotti tessili, da 144 mila euro del 2000 ai 134 mila del 2005 e, per i prodotti in cuoio, da 251 a 201 mila euro. I mobili e gli altri prodotti delle industrie manifatturiere, invece, perdono qualche posto nella graduatoria, scendendo dal terzo al sesto posto: nonostante un incremento del numero degli esportatori (da 644 a 999 unità), si riduce il valore medio delle esportazioni per operatore, da 178 mila euro nel 2000 a 152 mila nel Anche per questo settore nel 2005 si registra una minore concentrazione all export rispetto al 2000, il peso delle vendite attivate dai primi 5 e dai primi 25 rappresenta a fine periodo rispettivamente il 31,7% e il 61,5% del totale delle esportazioni, rispetto al 35,5 e 68,7% del I prodotti chimici migliorano invece la loro posizione nella graduatoria, attestandosi al terzo posto nel 2005 (quinto nel 2000). Il numero degli esportatori risulta pari, nel 2005, a unità (569 del 2000), con una sostanziale stabilità del valore medio delle esportazioni per operatore. Anche questo settore presenta nel 2005 una minore concentrazione delle esportazioni: ne 2005 i primi 5 all export attiva no il 19,5% del totale delle esportazioni del settore contro il 34,4% del 2000, mentre il peso dei primi 25 passa dal 65,1% al 50,4%. I prodotti e gli commerciali nel comparto delle macchine e apparecchi meccanici Analizzando più in dettaglio le categorie merceologiche del comparto delle macchine e apparecchi meccanici (che pesa per oltre il 40% sul totale delle esportazioni nazionali verso la Cina), la graduatoria dei primi 5 prodotti calcolata in base al numero degli all export subisce alcune variazioni fra il 2000 e il 2005 (Tavola 10). Tavola 10 - Graduatoria (a) delle categorie merceologiche delle macchine e apparecchi meccanici in base al numero di e valore dell'export Anni (Valori assoluti in migliaia di euro e quote percentuali) CATEGORIE MERCEOLOGICHE Operatori (b) Esp. (c ) Valore medio esp. per operatore dei primi 5 dei primi 25 Operatori (b) Esp. (c ) Valore medio esp. per operatore dei primi 5 dei primi 25 Macchine per la lavorazione delle materie plastiche e della gomma e macchine per impieghi speciali n.c.a ,1 51, ,4 57,8 Macchine per impiego generale ed altro materiale meccanico n.c.a ,0 69, ,9 76,6 Rubinetti e valvole ,8 71, ,6 82,5 Pompe e compressori e sistemi idraulici ,9 76, ,4 90,8 Macchine per le industrie tessili; macchine e impianti per il trattamento ausiliario dei tessili; macchine per cucire e per maglieria ,4 83, ,3 77,0 Totale dei primi 10 settori ,0 68, ,2 70,1 Totale macchine e apparecchi meccanici (a) Ordinata in base ai dati del (d) 2000 (b) Ogni operatore può essere presente in più settori a seconda del diverso tipo di merce che movimenta, quindi il totale è diverso da quanto indicato nella tavola 7. (c) Dati provvisori. (d ) Il valore delle esportazioni si riferisce ai soli identificati, per cui il dato è diverso da quello indicato nella tavola 4, che si riferisce anche agli non identificati. 9

10 Al primo posto in entrambi gli anni si confermano le macchine per la lavorazione delle materie plastiche e della gomma, con un incremento consistente del numero di esportatori, da 687 nel 2000 a nel Il valore medio delle esportazioni per operatore subisce però una contrazione, attestandosi a 221 mila euro (346 mila del 2000). Si riduce anche la concentrazione del settore: le esportazioni attivate dai primi 5 nel 2005 costituiscono il 26,1% delle vendite del comparto in Cina contro il 28,4% del 2000, mentre il peso delle esportazioni dei primi 25 ha subito una contrazione di oltre 6 punti percentuali, attestandosi nel 2005 al 51,5%. Al secondo posto della graduatoria si posizionano le macchine per impiego generale, che guadagnano una posizione rispetto al 2000 e raddoppiano il numero di esportatori (pari a 515 unità nel 2005 e rispetto alle 253 del 2000) e il valore medio delle esportazioni per operatore (129 mila euro nel 2005 contro i 91 mila del 2000). Le esportazioni attivate dai primi 5 e dai primi 25 rapportate al totale delle vendite in Cina del settore subiscono una forte contrazione, pari a circa 13 e 7 punti percentuali, attestandosi nel 2005 rispettivamente al 34% e al 69,9%. Tendenze analoghe si rilevano per il comparto dei rubinetti e valvole, che nel 2005 guadagna una posizione rispetto al 2000 (dal quarto al terzo posto); gli risultano in crescita (da 232 a 448) e così come il valore medio delle esportazioni per operatore (da 128 a 196 mila). Il peso relativo dei primi 5 esportatori rispetto alle vendite totali in Cina del settore subisce una contrazione, passando dal 46,6 al 43,8%; la riduzione è ancora più rilevante se si considera il peso dei primi 25 esportatori che, nel 2005,raggiunge il 71,4% rispetto all 82,5% del

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