Fuori i secondi IL PIANO PER GLI ESODATI. il ministero del Lavoro sta studiando,

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Fuori i secondi IL PIANO PER GLI ESODATI. il ministero del Lavoro sta studiando,"

Transcript

1 CON LE MONDE DIPLOMATIQUE + EURO 1,50 Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n.46) art. 1, comma 1, Aut. GIPA/C/RM/23/2013 ANNO XLIV. N. 18. MERCOLEDÌ 22 GENNAIO 2014 EURO 1,50 Fuori i secondi BERLUSCONIANI E CHIERICI Norma Rangeri F a impressione il coro di unanime consenso della stampa, dal Giornale a Repubblica, per la grande riforma, per il frutto sbocciato dalla profonda sintonia tra Renzi e Berlusconi. Evidentemente chi pensava che il capo di Forza Italia è la stessa persona pronta a cancellare la Costituzione sovietica, chi è andato in piazza del Popolo, con Rodotà e Zagrebelsky, per difenderla dagli attacchi di un ventennio, non aveva capito niente. Irrefrenabile è scattato l applausometro per la nuova legge elettorale, infelice fin dal nome (l hanno battezzata Italicum), un concentrato che, tra premio di maggioranza e soglie di sbarramento, tiene stretta la camicia di forza alla nostra asfittica democrazia (in quale paese se prendi il 35% dei voti hai il 60% dei seggi?). Tutto in nome di un bipolarismo coatto, già sperimentato nel 2008 da Veltroni, che recuperò un po di voti al Pd, fece tabula rasa alla sua sinistra e perse, con un distacco, quello sì storico, con Berlusconi. Al pregiudicato miracolato dal rottamatore non sembra vero di essere tornato al centro della scena. Ne dà testimonianza inviando attestati di stima al leader della parte avversa mentre intanto si prepara a replicare il sorpasso, puntando a vincere le elezioni al primo turno grazie alla lunga filiera delle formazioni di destra. Del resto una legge elettorale di questa natura è lo specchio fedele del renzismo, di una politica che va per le spicce, che mal sopporta quel che resta del partito e dei partiti, che vorrebbe fare piazza pulita delle residue resistenze e vedersela nella sfida con il vecchio leone. Nella riunione della direzione del Pd, Renzi ha difeso la profonda sintonia col Cavaliere, e rafforzato il concetto: «Esprimo la mia gratitudine a Berlusconi per aver accettato di discutere». Ma se a discutere è il presidente del Pd, se Gianni Cuperlo non si inchina alla grande svolta e polemizza, allora il segretario lo zittisce in malo modo, e l altro anziché tenere il campo e replicare, stizzito getta la spugna e dà le dimissioni. Che lo stile del sindaco di Firenze sia un po bullesco, che usi, verso chi lo critica, argomenti tipicamente berlusconiani (io rispondo solo ai milioni che mi votano) non c è chi non lo veda. Ma che l opposizione interna sia messa male è altrettanto evidente. Invece di dare battaglia sui contenuti, Fassina prima e Cuperlo a ruota, con le dimissioni a catena sono evidentemente lontanissimi dall intercettare la sfida all altezza in cui Renzi gliela lancia. La battaglia contro il nuovismo non si combatte con la vecchia logica correntizia o con le trappole parlamentari, la competizione con una leadership plebiscitaria non si sviluppa in appartate riunioni di gruppi dirigenti. Qui l asticella è molto più alta, è tra chi sa parlare alla gente attraverso la televisione e i cinguettii e chi si attarda nelle liturgie dell organizzazione. Tra il berlusconiano e il dalemiano, tra l uomo nuovo e il chierico, non è difficile prevedere chi è che si condanna alla definitiva irrilevanza. E anche Gianni Cuperlo lascia. Dopo Fassina, tocca al presidente del Pd farsi da parte. Deficit di democrazia interna e attacchi personali, spiega in una lettera. Ma il segretario Renzi tira dritto: «La legge elettorale la cambia il parlamento, non il Pd» PAGINE 2, 3 BIANI IL PIANO PER GLI ESODATI Ipotesi Giovannini: un prestito ai pensionati P er rimediare al disastro della riforma Fornero il ministero del Lavoro sta studiando, in collaborazione con il Tesoro, un STUDIO SULL OCCUPAZIONE prestito pensionistico garantito da aziende e Stato. Prestito che poi, una volta ricevuto il primo assegno previdenziale, dovrebbe essere restituito dal lavoratore. L ipotesi alla quale si sta lavorando non modificherebbe le regole pensionistiche attualmente esistenti, ma offrirebbe uno strumento aggiuntivo cui si accederebbe su base volontaria. Dubbi dalla Cgil: «Sono proprio le regole della riforma Fornero che vanno L Ue lancia l allarme Italia. È il Paese peggiore per chi perde il lavoro, dopo Romania e Grecia cambiate. Bisogna introdurre un meccanismo di vera flessibilità». SCIOTTO PAGINA 5 ROBERTO CICCARELLI PAGINA 5 CAMPAGNA ABBONAMENTI Un giornale anche per chi non si può abbonare Claudio Crotti GIANNI CUPERLO /FOTO LUIGI MISTRULLI-SINTESI VISIVA Non posso abbonarmi al manifesto, ho una situazione personale critica e come me altre migliaia di compagni: siamo disoccupati, senza un lavoro, quindi senza un salario, e neppure la pensione. Personalmente, con 37 anni di contributi versati e 61 anni che compio a giorni, a causa della riforma Fornero e delle precedenti riforme pensionistiche, sono senza un reddito: il primo anno (2012) ho avuto l indennità di disoccupazione, poi più nulla. Ma sono orgoglioso, perché ho sempre comprato il manifesto e con tutte le mie difficoltà continuo a farlo. Ho eliminato tante cose, ma leggere tutte le mattine il manifesto è la mia base di partenza: so da che parte sono e con che classe sono. Il manifesto è il quotidiano che ti permette di difenderti e ti insegna a farlo. Sono e sono stato critico, spesso in disaccordo ma il giornale indispensabile. Partecipare come disoccupati alla campagna abbonamenti si deve, mi sento coinvolto in varie forme: lo faccio con la spilla Io compro il manifesto e tu? in bellavista sul portaocchiali, ti chiedono cosa è e così dici: compralo, abbonati. E poi, possiamo farlo comprare ai circoli vari, ad esempio l Arci, in abbinamento al quotidiano che già hanno, alle biblioteche pubbliche, di quartiere o di città, chiedere loro di abbonarsi. In molte sale lettura quotidiani, il nostro manifesto manca, dobbiamo chiederlo, fare una raccolta firme per farlo comprare. Questa è militanza ed è indispensabile perché il manifesto è un bene comune prezioso, uno strumento che ti permette di crescere e di crearti una consapevolezza culturale, sociale, politica. È uno strumento di classe, dal basso, è lotta, è conflitto sociale, è antagonismo. Come disoccupati in età matura, non riusciamo ad abbonarci ma, rinunciando a qualcosa, possiamo spendere 1,50 euro al giorno e poi facciamo abbonare, abbonare, abbonare. DAL 24 OGNI VENERDÌ SBILANCIAMO L EUROPA IL NUOVO INSERTO Liberalizzazioni dei servizi essenziali, via libera alle multinazionali «il Trattato intrattabile» tra Usa e Ue SIRIA, PACE LONTANA Ginevra 2, si apre oggi un vertice azzoppato Pesa l esclusione di Tehran, alleata di Damasco e potenza regionale che avrebbe potuto contribuire ad un compromesso per Assad e le opposizioni e fermare la doppia guerra civile che vede la forte presenza di Al Qaeda, alimentata anche dagli «Amici». Sotto pressione di Arabia saudita e opposizione siriana pronta al boicottaggio, Obama ha costretto il segretario Onu Ban Ki moon all imbarazzante ritiro dell invito all Iran. GIORGIO, CRUCIATI PAG. 7 UCRAINA Kiev è un campo di battaglia. Negoziato o repressione? In attesa della resa dei conti in Ucraina. L Europa chiede il compromesso e gli Stati uniti minacciano sanzioni. Stavolta tutto dipende da variabili domestiche. Dal confronto, violento, in corso sulle strade di Kiev, trasformata in un campo di battaglia. In piazza la destra xenofoba e neonazista, definita «eroica» da Yulia Tymoshenko. Il presidente Yanukovich incartato tra repressione e negoziato con le opposizioni TACCONI PAGINA 6

2 pagina 2 il manifesto MERCOLEDÌ 22 GENNAIO 2014 FUORI I SECONDI Bulldozer «Non gli chiedo di ripensarci, ha chiesto lui di essere franchi». Il leader avverte l opposizione: l Italicum non lo possono cambiare i deputati dem Renzi ne asfalta un altro Gianni Cuperlo si dimette da presidente dell assemblea Pd: «Dal leader attacchi personali». Ma la minoranza è divisa ROMA F uori due. Lo «stil nuovo» di Matteo Renzi, neanche un po dolce, fa saltare altri nervi e un altra testa dentro il Pd. Dopo il caso Fassina, sbeffeggiato con un «chi?» che ne ha provocato le dimissioni da viceministro, stavolta tocca a Gianni Cuperlo, lo sconfitto delle primarie che solo dopo infinite pressioni dei suoi (ma non di D Alema) aveva accettato la presidenza dell assemblea del Pd, ruolo poco più che onorario per un organismo che si riunisce due-tre volte l anno. Martedì sera lo scontro in direzione: Cuperlo duro contro la proposta di «Italicum», l accordo elettorale con Berlusconi, e sulla pretesa di «prendere o lasciare». Renzi a passo di carica replica che non può perorare le preferenze chi non è passato per le parlamentarie: «Me lo sarei aspettato da Fassina, che ha preso 12mila preferenze a Roma». Offeso, l uomo della minoranza abbandona la riunione. I suoi attaccano il segretario ma fino a tarda notte cercano di convincere Cuperlo a restare al suo posto. Lui che ha sempre detto che candidarsi alle primarie era stato «forzare il suo carattere». E che, intellettuale e studioso, non sembra adattoa fare il punchball degli uno-due di Renzi. Così ieri all ora di pranzo Cuperlo riunisce i suoi alla camera e legge le sue dimissioni, scritte a caldo nella notte e già inviate ai social network e alle agenzie perché sia inutile chiedergli di ripensarci. Poi dice ai suoi più stretti: «Ora mi sento più libero». Deficit di democrazia interna e attacchi personali, sono le accuse che lancia: «Mi dimetto perché sono colpito e allarmato da una concezione del partito e del confronto al suo interno che non può piegare verso l omologazione, di linguaggio e pensiero», «Ritengo non possano funzionare un organismo dirigente e una comunità politica dove le riunioni si convocano, si svolgono, ma dove lo spazio e l espressione delle differenze finiscono in una irritazione della maggioranza e, con qualche frequenza, in una conseguente delegittimazione dell interlocutore»- «Non per la prima volta, tu hai risposto a delle obiezioni politiche e di merito con un attacco di tipo personale». I social network impazziscono di parodie del siparietto. Renzi dopo qualche ora risponde senza ripensamenti, ringraziando Cuperlo per il lavoro svolto, negando l intenzione di offendere ma di nuovo un po sfotticchiando: «Ci si può sentire offesi perché uno ti dice che sei livoroso» ma anche «si può rimanere con un sorriso anche se ti danno del fascistoide», citando un famoso editoriale dell Unità dell era Bersani, in cui per la verità l autore, il professore Prospero, aveva definito «fascistoide» il linguaggio di Renzi. Stavolta sono pochi i renziani che difendono il segretario. Sarà che in molti sono stati eletti dallo stesso listino di Cuperlo. Ma Renzi tira dritto. A Porta a Porta se la prende con «le liturgie», «se uno si dimette vuol dire che si è dimesso e il rispetto che gli devo non è una lettera per dire ripensaci». E così il rottamatore oggi si scopre grande sostenitore dell obbedienza alla linea di partito: in parlamento si possono fare «cambiamenti» alla legge elettorale, «ma nel Pd si fa quello che ha deciso la direzione», «non è che adesso si blocca tutto per le dinamiche di corrente». Sono avvertiti i deputati che, mentre lui registra il talk televisivo, lo aspettano alla camera per una riunione dei gruppi. Dove il bersaniano Alfredo D Attorre ha già annunciato invece emendamenti alla riforma. Ma la minoranza cuperliana è divisa. Se Stefano Fassina, che porta ancora addosso i segni delle zampate renziane, dice che è «inaccettabile la caricatura di una minoranza rancorosa che boicotta, e ogni tentativo di migliorare la posizione del Pd viene considerato un intrusione», Matteo Orfini, area turchi, esclude l idea di emendamenti in aula per iniziativa «di corrente», che rischiano di portare «a rotture». Rotture, scissioni. Escluse da sempre dalla sinistra Pd, a sua volta divisa in dialoganti e apocalittici antirenziani. Un area uscita al 18 per cento dai gazebo, al 38,4 ai congressi degli iscritti. In minoranza secca negli organismi dirigenti. Verso la quale Renzi, con il vento in poppa, testa le sue migliori battute un po bulle e irresistibili per i media. Convinto che gli appelli all unità che lunedì i «vecchi leoni» gli hanno rivolto (Marini, ma anche Veltroni e Franceschini) siano preoccupazioni di un altra era. d.p. Riforma/ IL PREMIO DI MAGGIORANZA BATTE IL PORCELLUM Legge intoccabile che già scricchiola Tutti protestano, ma aiutino alla Lega GOVERNO Per rubare la scena al leader Pd, il premier punta al 27 gennaio E adesso Letta accelera il rimpasto Andrea Colombo S e Matteo se la gioca su rapidità ed efficienza, anche Enrico deve prendere la rincorsa. Dunque accelera la marcia verso quello che ancora non sa se dovrà essere un semplice rimpasto, ma di quelli extralarge, oppure un vero e proprio Letta-bis, con tanto di nuovo passaggio alle camere per la fiducia. A palazzo Chigi hanno già cerchiato in rosso il numero di ricambi che fa da dead line: cinque poltrone. Oltre, si imporrà il Letta-bis, con tutto quel che comporta in termini di corsa all abbuffata non solo di dicasteri ma anche, forse soprattutto, di sottosegretariati e viceministeri. Il premier ancora non ha scelto, ma certo l idea di avviare la giostra e di ripassare sotto le forche caudine della fiducia non lo alletta. Però sa di dover fare in fretta, perché non può permettere al dinamico rivale di perseverare nel gioco delle parti che vede il capo del governo nel ruolo del bell addormentato e quello del partito nei panni di Speedy Gonzalez. L optimum sarebbe chiudere la partita del rimpasto già per il fatidico 27 gennaio, annunciando le sostituzioni in contemporanea con l avvio dell'iter della riforma elettorale, o al massimo poche ore dopo. Un modo perfetto per rubare la scena al sindaco pigliatutto, e per rimettere al centro l azione del governo. Dal patto Renzi-Berlusconi (benedetto con la dovuta discrezione da Giorgio Napolitano), anche Letta ricaverà il proprio tornaconto. Nelle previsioni, il governo dovrebbe arrivare almeno sino alla primavera del E lo stesso Berlusconi a spendersi ora per un rinvio sino al marzo dell anno prossimo se non oltre. Un po perché, per rivestire il manto onorato del padre della Terza Repubblica e lavarsi così di dosso il tanfo del pregiudicato, occorre che la riforma arrivi in porto. Molto perché spera sul serio che l incandidabilità non vada oltre i confini dell annetto e punta a correre di nuovo in prima Ricambio limitato per evitare un nuovo voto di fiducia. I renziani si chiamano fuori, resta Del Rio, al suo posto persona. Con un anno e passa di governo di fronte, Letta ha così tutte le possibilità di giocarsi la partita. Sempre che la squadra smetta di dormire a bordo campo. Per questo urge rinnovarla di brutta. Quattro ministri sono già più di là che di qua. Nunzia De Girolamo, fulminata da quelle registrazioni galeotte, e Annamaria Cancellieri, un po per colpa delle note telefonate e un po perché nel Pd gode di un indice di popolarità bassissimo, che precipita del tutto nel gradimento del nuovo segretario. La poltrona di Guardasigilli rappresenta la casella più delicata. Il nuovo ministro non dovrà risultare sgradito a Berlusconi, socio contraente del nuovo patto costituente, e si tratterà quasi certamente di un ex dc, anche se la persona giusta non è stata individuata. Altri due ministri vengono dati all unanimità per già quasi dipartiti: Enrico Giovannini, che al Lavoro non ha mai strappato neppure una sufficienza, e Flavio Zanonato, che dirlo poco amato da Matteo il decisionista è un eufemismo. Per il Lavoro, in pole position c è sempre l ex segretario della Cgil e del Pd Guglielmo Epifani. Per lo Sviluppo economico, invece, non sarebbe più in corsa Graziano Delrio. Renzi non solo ha risposto picche alla richiesta di Letta di inserire i suoi dirigenti nel governo, ma si oppone anche a un maggiore coinvolgimento del solo ministro renziano dell esecutivo. Teme che si bruci, e con questo si è detto tutto su quanto il sindaco-segretario scommetta sul successo di Letta. Nelle ultime ore, però, altri due nomi si sono avvicinati pericolosamente alla rosa nera dei ghigliottinandi: Maria Chiara Carrozza, che come ministro dell Istruzione quasi nessuno si è accorto che esistesse, e Gaetano Quaglieriello, perché il suo ministero, avendo il governo mollato la presa sulle riforme, quasi non ha più ragione di esistere. Non verrà toccato, perché non si possono togliere al povero Alfano due ministri. Ma se per miracolo la De Girolamo sopravvivesse al repulisti, la testa da sacrificare al posto di quella della ras di Benevento sarebbe la sua. ROMA I l giorno dopo lo strappo si fa caso alle crepe. Cioè ai rischi che anche la nuova legge elettorale proposta da Renzi e Berlusconi sia incostituzionale, quanto e più del Porcellum. Non c è solo l insistenza della minoranza del Pd, che concentra le sue critiche sulle liste bloccate. Anche il ministro delle riforme Quagliariello, per contro del Nuovo centrodestra, solleva qualche perplessità costituzionale. E poi c è la contrarietà di Sel alle alte soglie di sbarramento. E ci sono i centristi di Scelta civica che vorrebbero alzare la quota sotto la quale si va al ballottaggio, dal 35% al 38%. A loro Renzi replica con la stessa grazia con la quale si era rivolto a Cuperlo: «I partitini si arrabbiano? Si arrangino». Il mantra del segretario, che gli vale la riconoscenza del Cavaliere, è che nemmeno un dettaglio dell accordo si può cambiare: «Sta insieme se vengono mantenuti tutti i tasselli». E nell accordo ci mette anche la trasformazione del senato (ancora in buona parte misteriosa) e le modifiche al Titolo V della Costituzione. Effetto dello strappo è anche la paradossale situazione in cui si è venuta a trovare la commissione affari costituzionali della camera. Che più di un mese fa ha tolto la competenza sulla riforma elettorale alla equivalente commissione del senato, promettendo di correre. Invece è rimasta ferma, prolungando ripetitive audizioni. E ancora non riesce a lavorare perché aspetta il testo dell accordo firmato Renzi-Berlusconi. Ieri, esaurito ogni possibile rinvio, il capogruppo del Pd Fiano ha illustrato un testo che ancora non c è. Si è tenuto sulle linee generali. Oggi il presidente della commissione e relatore Sisto (Forza Italia) dovrebbe ricevere la mail definitiva e presentarsi con la proposta di legge in tutti i suoi articoli. Allora sì che la commissione si metterà a correre. Renzi vuole che sia mantenuta la scadenza simbolica di fine gennaio per il passaggio in aula. Impossibile però che la commissione finisca davvero lunedì prossimo, come da programmi originari, tanto più che per farlo dovrebbe escludere i deputati di Sel che nel fine settimana hanno il congresso del partito. Si arriverà allora a mercoledì. Ma solo se - come vuole Renzi - non si toccherà niente. Forza Italia non vuole l innalzamento della soglia del 35% perché spera di raggiungerla al primo turno e aggiudicarsi il premio: Berlusconi non si fida dei suoi elettori al ballottaggio. E non accetterà mai le preferenze, come Renzi ha ammesso ieri sera. «Non sono riuscito a ottenere le preferenze. Vero, non ce l ho fatta. Su questo punto abbiamo ceduto. Altrimenti saltava tutto», ha scritto ai lettori del suo sito. In serata, però, in televisione, ha corretto un po il tiro. «Le camere possono cambiare il progetto di legge», ha concesso. Ma i parlamentari del Pd no: «Nel Pd si fa quello che ha deciso la direzione dove nemmeno uno, neanche Cuperlo, ha votato contro». Si sono astenuti. Una modifica però, almeno una, Forza Italia ha intenzione di chiederla. Per favorire la Lega, che del resto la sua scappatoia l aveva anche nel Porcellum. L idea è quella di inserire una soglia di sbarramento a livello territoriale (nel sistema spagnolo originale è nei collegi). Altre richieste non paiono destinate allo stesso successo. Nemmeno quella di Alfano, che è tra i principali responsabili di questo sgangherato Italicum e che però si erge a paladino delle preferenze. Mentre l altro ministro diversamente berlusconiano, Quagliariello, dice adesso che il premio di maggioranza del 18% rischia di essere troppo alto rispetto alla sentenza della Consulta. In realtà il gioco incrociato degli sbarramenti e del premio può portare il doping maggioritario fino a vette molto più alte. Addirittura, come abbiamo spiegato ieri, se si fosse votato l anno scorso con il Renzi-Berlusconi il premio per un Pd vincente al ballottaggio sarebbe stato del 28%. Più su del Porcellum. a. fab.

3 MERCOLEDÌ 22 GENNAIO 2014 il manifesto pagina 3 FUORI I SECONDI Democrack Il deputato: «Non dobbiamo chiuderci in una ridotta minoritaria. Che senso ha resuscitare l antiberlusconismo girotondino?» GIANNI CUPERLO E MATTEO RENZI/FOTO SINTESI VISIVA PIER LUIGI BERSANI TORNA A CASA L ex segretario del Pd è stato dimesso ieri pomeriggio dall ospedale Maggiore di Parma, dove era stato ricoverato il 5 gennaio scorso a seguito di emorragia cerebrale, prima in rianimazione, poi in neurochirurgia. Le dimissioni sono arrivate in anticipo di qualche giorno rispetto a quanto inizialmente previsto dai medici. «Grazie a chi mi ha curato. L aria di casa aiuterà. Un abbraccio a tutti quelli che mi hanno mostrato solidarietà», ha scritto su twitter l esponente del Pd che, accompagnato dalla moglie e da una delle figlie, ha raggiunto la sua abitazione di Piacenza, dove rimarrà per la convalescenza, che non sarà breve, proseguendo il programma di riabilitazione. Le sue condizioni di salute continueranno ad essere monitorate. IMMIGRAZIONE La clandestinità non è più reato. Anzi sì LAZIO Esami sulla cimice trovata da Zingaretti È all esame degli inquirenti la microspia ritrovata sabato nella sala riunioni del governatore del Lazio Nicola Zingaretti. I carabinieri hanno eseguito una prima verifica sull apparecchio, nascosto nel bracciolo di una poltrona, e non si tratta di una cimice in uso all autorità giudiziaria. Quella trovata da Zingaretti nella stanza in cui si riunisce con i più stretti collaboratori è un attrezzatura rudimentale che poteva trasmettere fino a 30 metri di distanza. La cimice andava accesa e spenta a mano con un pulsante - procedura a quanto pare non immediata - dunque per farla funzionare serviva qualcuno che avesse accesso alle stanze e tempo a disposizione. ORFINI Il turco: «Non mi piace l accordo, ma o siamo un partito o un casino» Matteo sbaglia, ma no a rotture CORSI E RICORSI La porta della Consulta è aperta I contenuti del patto siglato da Renzi e Claudio De Fiores sentono all elettore di esprimere una preferenza per i candidati, al fine di determi- Berlusconi ci consegnano una legge pasticciata e incompatibile con gran finitiva, appare incapace persino di instaurare narne l elezione». Un vulnus che neppure parte delle indicazioni della Corte Costituzionale. Contraddicendo lo stesso modello spagnolo, al quale dichiara di ispirarsi, l ipotesi illustrata dal segretario del Pd prevede l introduzione di un premio di maggioranza. Una soluzione che la Corte non considera ex se illegittima, a condizione però che la legge stabilisca una soglia minima di scatto e che il relativo meccanismo premiale non sia «foriero di un maturo e stabile bipolarismo tra centro-destra e centro sinistra (il sospetto di aver confezionato un sistema su misura rischia di favorire elettoralmente il terzo polo e non di dissolverlo). Il nuovo sistema elettorale che dovrebbe condurre il paese verso la modernità e la democrazia compiuta, si presenta così ai nostri occhi come una sbiadita e stantia riproposizione delle vecchie ricette del maggioritario all italiana. Le istanze la supposta conoscibilità dei candida- ti in liste brevi può in alcun modo sanare, perché ciò che l ordinamento deve garantire non è solo «l effettiva conoscibilità dei candidati», ma «con essa l effettività della scelta e la libertà di voto». Diversamente «la circostanza che alla totalità dei parlamentari eletti, senza alcuna eccezione, manca il sostegno dell indicazione personale dei cittadini... ferisce la logica della rappresentanza consegnata una eccessiva sovra-rappresentazione politiche che ne sono alla base sono le dalla Costituzione». della lista di maggioranza relativa... tale da comprometterne la compatibilità con il principio di eguaglianza del voto». Una condizione che la legge oggi in gestazione accoglie sì, ma solo in parte non esitando a stabilire un esorbitante premio di maggioranza (18%) pur a fronte di una soglia del 35%. Una percentuale, quest ultima, che Forza Italia e Pd (stando anche agli ultimi sondaggi) potrebbero agevolmente superare... coalizzandosi. Ma dal momento che queste due formazioni più che allearsi avrebbero intenzione di competere, ecco allora che, in soccorso del bipolarismo italiano, interviene il doppio turno. Di qui il delinearsi di un sistema sgangherato che annienta le minoranze, travolge le forze politiche non schierate pur stesse che hanno in questi anni avvelenato le dinamiche politiche, coartato le pratiche democratiche, avvilito la partecipazione sociale: premi di maggioranza esorbitanti, iniezione di anabolizzanti bipolari, disprezzo per le minoranze politiche. Eppure sui meccanismi elettorali la sentenza della Corte Costituzionale era stata chiara: il legislatore - ammoniva - deve limitarsi ad «agevolare» la formazione delle maggioranze di governo, ma non può imporle, perché ciò produrrebbe una «eccessiva divaricazione tra la composizione dell organo della rappresentanza politica e... la volontà dei cittadini espressa attraverso il voto». Una volontà tradita e destinata ad essere, ancora una volta, coartata dalla sopravvivenza delle liste bloccate. Soluzione anche questa in contrasto con la decisione Ai cittadini non resterà allora altra soddisfazione che apprendere (ma nemmeno questo è certo) il nome del presidente del Consiglio «la sera stessa delle elezioni». Avremmo così posto fine ai tormenti degli elettori italiani, debellando con un sol colpo la grave patologia ansiogena della quale in questi anni saremmo stati tutti vittima. Una patologia singolare, tutta italica, che non ha riscontri in nessun altra democrazia parlamentare europea (dalla Germania al Regno Unito), ma che ciononostante deve essere assolutamente debellata. Anche a costo di sacrificare talune istanze fondative della democrazia rappresentativa e della stessa Costituzione. Ci si augura solo che i parlamentari lo abbiano ben presente quando si appresteranno a scrivere la nuova legge eletto- se di notevoli dimensioni (la previsione della Corte che ha dichiarato rale. E si ricordino pure che la porta del- di una soglia di sbarramento dell 8% è qualcosa che grida vendetta) e che, in de- espressamente illegittime quelle disposizioni della legge Calderoli che «non conla Consulta è stata aperta e continuerà ad esserlo anche nei prossimi anni. Daniela Preziosi O rfini, fuori due. Renzi provoca le seconde dimissioni nell opposizione interna. Quella di ieri non è stata una bella pagina del Pd e non ha fatto bene al Pd. Renzi ha sbagliato a rispondere a un osservazione politica con un attacco personale, anche perché le obiezioni di Cuperlo erano a nome di tutta la minoranza, dove ci sono tante persone come me che le primarie le hanno fatte. Quindi Renzi ha offeso un compagno di partito e ha eluso una risposta. Renzi sarà anche ruvido, ma ha solo detto che ci sono parlamentari eletti dal listino. Un fatto. Ma Cuperlo non parlava a titolo personale. Non potevate replicare che anche molti parlamentari vicini a Renzi sono stati eletti dal listino? Non c è dubbio che è così, ma eviterei di usare l argomento. Ma non è questo il punto. Renzi ha il merito, il successo di aver sbloccato una situazione impaludata come quella sulla legge elettorale, costruendo un accordo che speriamo regga e che coinvolge la maggioranza e almeno un pezzo delle opposizioni. Nel merito, io su quell accordo ho delle perplessità. Il premio di maggioranza è uno dei principali guai del paese, da qui sono partoriti tutti quelli che poi appena eletti sono scesi dal taxi e hanno reso ingovernabile il paese. Una correzione maggioritaria si può ottenere con soglie di sbarramento alte o con i collegi uninominali. E poi, più che cercare un metodo per governare con la maggioranza essendo minoranza, ci dovremmo concentrare su come recuperare i voti che stiamo perdendo. Vuol dire che non voterà la legge? Ho queste perplessità ma, lo dico a quelli della minoranza, nella mia cultura politica se l organismo supremo di un partito decide, quella è la posizione anche dei parlamentari. Un conto è lavorare per cambiare alcuni aspetti di questa legge, nel quadro dell accordo definito dal segretario. Fare emendamenti di corrente è contro la mia idea di partito, anzi contro l idea stessa di partito. Chi ha in mente questo predetermina la condizione di una rottura del Pd: sbagliato e grave. Invoca la disciplina di partito a favore di Renzi? Invoco un idea di partito. Se vale tutto non è un partito, è un casino. Nella minoranza però c'è chi non la pensa così. Vi dividerete? Su tante questioni le differenze sono trasversali a maggioranza e opposizione. Dobbiamo ragionare su come stare in questa fase. E allora Renzi si prenda cura della comunità del partito, e 'cambi verso' ad alcuni comportamenti che danneggiano il Pd. Ma noi dobbiamo stare in questo processo con le nostre idee, incalzando Renzi e non chiudendoci in una ridotta minoritaria. Chi si chiude in una ridotta minoritaria? Alcune posizioni a questo portano. Di fronte a un iniziativa del Pd che pure io non condividevo, che senso ha resuscitare l antiberlusconismo militante girotondino? Gli italiani ci chiedono di portare il paese fuori dalla crisi. Tanti invece sono più ossessionati da quello che succede nel nostro 18 per cento piuttosto che da come il Pd incide sulla realtà. Tema che così lasceremmo a Renzi. Lei era contrario alle dimissioni di Fassina. E a quelle di Cuperlo? Se fossi stato al suo posto mi sarei dimesso, ma dal posto mio gli ho chiesto di non farlo. La minoranza del Pd ha un problema di guida politica? Non mi interessa, se c è non lo poniamo noi. E nel paese non interessa a nessuno. Mi interessa come i nostri contenuti possano entrare nel programma di governo. L'Italicum asfalta gli alleati del centrosinistra. Volete prendervi i voti degli altri? I processi politici seri vanno avanti o si fermano a prescindere dai vincoli elettorali. Capisco la difficoltà di ragionare di centrosinistra in una fase in cui con i nostri possibili alleati danno un altra valutazione sul governo. Ma facciamo un ragionamento politico e capiamo se ci sono le condizioni per un centrosinistra più forte o se fare del Pd il luogo in cui culture diverse si ritrovano. Alle europee Sel è tentata di sostenere il greco Tsipras, non Schulz. In un processo di europeizzazione del sistema politico italiano, in cui il Pd e Sel si riconoscono nel Pse, deve portare i compagni di Sel a riflettere sui limiti della costante seduzione per ogni forma di movimento, o sull ecletticità di un posizionamento che li ha portati spesso a interloquire più con qualche salotto radicale che con la parte del paese che soffriva. Ma è un limite che ha avuto anche il Pd. Per questo dico riflettiamoci insieme. Ma Schulz in Germania sostiene le larghe intese. Difficile che Sel possa apprezzare. Sono stato fra quelli che hanno provato a evitare le larghe intese. Ma oggi quando giri l Italia verifichi che il più contrario alle larghe intese è un pezzo dell elettorato del centrosinistra, le élite intellettuali. Importanti, certo. Ma nelle fabbriche gli operai in cassaintegrazione ti chiedono di far fare bene al governo, non di farlo cadere. E' per questo che la sinistra Pd sembra più governista di Renzi? Non è così. Non ho mai fatto mancare le critiche al governo. E condivido la richiesta di Renzi di un salto di qualità. Quello che non si può fare è essere il principale partito di opposizione essendo il principale partito della maggioranza. Dobbiamo mettere tutto il peso del Pd per far funzionare il governo. Poi, se non ci si riesce, non si deve andare avanti a ogni costo. Ma è curioso: in questi mesi molti di quelli che oggi rivendicano l autonomia dei gruppi parlamentari nel rapporto con il partito, sono gli stessi che fin qui hanno fatto in modo che l unico ruolo dei parlamentari Pd fosse dire sì alle mediazioni del governo. Carlo Lania I l reato di clandestinità viene abrogato, ma non del tutto e non definitivamente. Alla fine, dopo tante promesse e altrettante minacce, la soluzione capace come al solito di mettere d'accordo tutti è saltata fuori alle undici di lunedì sera, dopo che per tutto il giorno il Pd aveva promesso che non avrebbe mai ceduto alle pressioni di Alfano per mantenere il reato simbolo della Bossi-Fini. L'accordo messo alla porta fino a poche ore prima, è quindi rientrato dalla finestra consentendo così alla maggioranza di non inciampare, almeno per ora, sulla revisione di una delle peggiori leggi sull'immigrazione. La soluzione - resa possibile grazie a un emendamento del governo al ddl sulle pene alternative al carcere in discussione al Senato - prevede che il reato di clandestinità venga abrogato e torni a essere un illecito amministrativo punito con un'ammenda e l'espulsione. Sanzioni valide però solo per la prima volta in cui un immigrato irregolare viene fermato. Torna infatti ad essere considerato un reato penale - anche se non punibile con il carcere - nei casi di recidiva, vale a dire se l'immigrato non lascia il Paese oppure non rispetta gli altri provvedimenti ammnistrativi emessi nei suoi confronti come, ad esempio, l'obbligo di presentarsi in questura. L'emendamento è stato approvato con 182 voti a favore (Pd, M5S, Ncd e Sc), 16 contrari e 7 astenuti. «Nessun passo indietro» ha assicurato in aula il sottosegretario alla Giustizia Cosimo Ferri, scegliendo non a caso parole capaci di accontentare tutte le anime della maggioranza. «Chi per la prima volta entra clandestinamente nel nostro paese non verrà sottoposto a procedimento penale ma verrà espulso. Ma se rientrasse, a quel punto commetterebbe un reato», ha proseguito Ferri. Di fatto si è tornati alla situazione prevista originariamente dalla Bossi-Fini prima che nel 2009, con il pacchetto sicurezza dell allora ministro degli Interni Maroni, l immigrazione clandestina diventasse un reato penale, e dopo l intervento della Corte di giustizia europea, che nel 2010 vietò il carcere per chi veniva trovato senza documenti. Per dirla con le parole del senatore democratico Nicola Latorre quello di ieri è «il miglior compromesso possibile». Migliore per tutti. Per il Pd e il Ncd che possono presentarsi ai propri elettori vantando di aver mantenuto la promessa fatta (il primo di abrogare il reato di clandestinità, il secondo di mantenerlo). Ma buono anche per la Lega, che ha ricominciato ad agitare lo spauracchio di improbabili invasioni. Peccato che così si sia persa un occasione per cominciare a mandare in soffitta quella cultura - basata solo su paura e criminalizzazione degli stranieri - che ha caratterizzato le politiche sull immigrazione degli ultimi venti anni. Lo ricordava ieri il senatore Luigi Manconi, presidente della commisione diritti umani del Senato e uno dei 16 voti contrari all emendamento: «Una scelta - ha spiegato - che muove dalla necessità di segnare una forte discontinuità con le politiche del centrodestra, che hanno fatto dell immigrazione una pura questione penale e di limitazione della libertà»

4 pagina 4 il manifesto MERCOLEDÌ 22 GENNAIO 2014 ITALIA IN DISSESTO La Corte dei Conti boccia il piano di rientro. De Magistris: il governo approvi legge come per Roma Napoli verso il commissariamento Adriana Pollice NAPOLI «S iamo felici per Roma ma dobbiamo constatare che, ancora una volta, Napoli ce la sta facendo da sola», commentò il sindaco partenopeo Luigi De Magistris subito dopo l approvazione del decreto "salva Roma". Ieri il fastidio per «la politica dei due pesi e due misure» è diventato richiesta esplicita di un «tavolo di confronto permanente con il governo, i partiti politici dentro e fuori il parlamento, le organizzazioni sindacali e sociali». A far precipitare la situazione, il rischio di commissariamento per la terza città d Italia. Lunedì la sezione regionale di controllo della Corte dei conti ha bocciato il piano di riequilibrio finanziario del comune di Napoli (entro 20 giorni il deposito delle motivazioni), valutandone «la non congruenza ai fini del riequilibrio» e provocando l immediato annuncio del ricorso da parte dell amministrazione. Ieri, in una conferenza stampa molto tesa, la disparità di trattamento con la capitale è ritornata più volte nel corso del ragionamento sul Il sindaco indignato per la disparità di trattamento con la Capitale: «Il buco lo abbiamo ereditato» piano di rientro predisposto da Palazzo San Giacomo per aderire alla legge "salva comuni": «Sia chiaro ha spiegato il sindaco noi non abbiamo avuto finanziamenti a fondo perduto, mentre Roma usufruisce per la seconda volta di un provvedimento speciale. Chiedemmo di poter scorporare la gestione ordinaria dai debiti, che abbiamo ereditato dalla precedente gestione Iervolino, da affidare a un commissario. Ci risposero che non era possibile. Dopo due anni vediamo che invece per la capitale si può fare. Il governo e il parlamento devono intervenire, serve una legge speciale come per Roma. C è il rischio che la città esploda». Entro tre mesi l esito del ricorso, in caso di parere negativo il prefetto dovrà inviare un commissario e si aprirebbe la strada al default: a rischio posti di lavoro, creditori e il livello dei servizi, con trasporti e welfare già ora alla canna del gas. Un breve colloquio con il Quirinale, una chiamata al premier Enrico Letta troppo occupato per rispondere ieri, un invito ai parlamentari campani a battere un colpo. La città pare non avere alcun peso sulla scena politica nazionale, come l affaire San Carlo con relativo rischio commissariamento ha dimostrato, quasi anticipando la crisi di questa settimana. Per aderire alla "salva comuni" l amministrazione ha predisposto un piano di rientro decennale da 3,1 miliardi: un taglio alle spese per oltre 700 milioni, 200 già realizzati nel 2013, la cancellazione di 850 milioni di euro di crediti attivi inesigibili o di dubbia riscossione, che gonfiavano i bilanci della precedente giunta, ridimensionamento delle partecipate e dismissione del patrimonio. In cambio arriveranno 300 milioni di euro (58 già incassati) dal fondo di rotazione dello stato da restituire in dieci anni. «Ci hanno contestato cinque punti ha spiegato l assessore al bilancio, Salvatore Palma in particolare sulla dismissione del patrimonio immobiliare, le partecipate e l equilibrio dei conti. Sul primo punto, nel 2012 abbiamo realizzato 108 milioni, poi abbiamo affidato la gestione del patrimonio alla Napoli servizi, togliendola alla Romeo Immobiliare. Per il 2013 abbiamo previsto 31 milioni in considerazione dei tempi di start up. Siamo stati prudenti ma la Corte dei conti dice che le nostre previsioni non sono realistiche in considerazione dell andamento degli ultimi otto anni, cioè quando il piano di dismissione non c era neppure. Nove partecipate tagliate: quattro le abbiamo dismesse nel 2013, altre cinque nel corso del Pagavamo i fornitori in 38 mesi, siamo scesi a 18 così anche il contenzioso si è ridotto drasticamente. Quanto accanimento su Napoli quando a Roma solo per Atac e Ama si parla di un L AQUILA Il sindaco fa pace col Pd e col governo Dietrofront di Cialente: «Resto, la città mi vuole» Eleonora Martini «G li aquilani hanno capito che la città è al centro di un attacco non commensurabile con un avviso di garanzia al vicesindaco, perciò ho deciso di ritirare le mie dimissioni». È stato «ex sindaco» per soli dieci giorni, Massimo Cialente, e oggi torna a capo della sua giunta (che attende comunque un rimpasto) perché «L Aquila dice al manifesto non merita di essere considerata un centro di malaffare, come la stanno dipingendo in questi giorni alcuni media evidente espressione di potentati economici e politici». La notizia sarà diramata questa mattina nell aula consiliare in una conferenza stampa durante la quale, secondo le promesse, Cialente annuncerà «grandi novità»: «L Italia vuole un segnale forte dall Aquila? Glielo daremo», anticipa. Si è «fatto convincere», dice, dagli appelli degli aquilani, ma c è anche una parte della popolazione che giudica un suo ripensamento «un danno enorme per la città», e addirittura i comitati cittadini come il 3e32 si dicono «pronti a occupare, nel caso di un dietrofront, il Consiglio comunale». Soprattutto però Cialente si è fatto convincere dai timori (fondati) della coalizione di centrosinistra che nel capoluogo abruzzese tiene saldamente Prc e Sel in vista della prossima tornata elettorale di maggio. Ma il sindaco Pd è ancora arrabbiato per alcuni articoli apparsi nei giorni scorsi su Repubblica e su Il Sole 24 Ore (in cui, tra l altro, si definisce la senatrice aquilana, Stefania Pezzopane, «lillipuziana, ma solo per la statura»). Ma sembra essersi riconciliato sia col governo che con il suo partito. Per interposta persona gli è arrivata, riferisce Cialente, «la solidarietà e l impegno di Matteo Renzi». E dopo i contatti intercorsi la scorsa settimana con la segreteria nazionale, ora il sindaco aquilano aspetta di incontrare il ministro Saccomanni per discutere di quel miliardo di euro necessario nel 2014 a non fermare la ricostruzione del centro storico. Ma anche quel passaggio di delega, dalle mani del ministro Trigilia direttamente alla Presidenza del consiglio, tanto richiesto da tutto il gruppo dirigente locale del Pd, oggi sembra essere diventato meno urgente: «Durante la sua relazione al Parlamento dice Cialente Trigilia ha poi riconosciuto le nostre ragioni. E soprattutto i nostri conti». Gioia Tauro Silvio Messinetti GIOIA TAURO È una /FOTO DI ANTONIO TOTARO A SINISTRA LUIGI DE MAGISTRIS buco di un miliardo e mezzo». Per ottenere la "salva Napoli" ci vorrebbe un dialogo a più voci: amministrazione, partiti, parlamentari e governo. Per ora si sono visti solo monologhi ma il rischio questa volta è grande e allora le diplomazie ieri hanno battuto un colpo. «Il dovere delle forze politiche è quello di assumere tutte le iniziative necessarie a salvaguardare la città e scongiurarne il default scrivono in una nota congiunta i segretari cittadini e i capigruppo al Consiglio comunale del Pd, Sel e Centro democratico. È impossibile ipotizzare l emarginazione politica della terza città d Italia». I deputati democrat Michela Rostan e Massimiliano Manfredi hanno lanciato un appello a ogni schieramento per mettere in campo strategie anti-fallimento. relazione shock, che sbugiarda i nostri governanti. Un informativa che getta un ombra ancor più fosca sull arsenale siriano che farà rotta verso il porto di Gioia Tauro tra qualche giorno. È Pino Romeo, urbanista, coordinatore del tavolo tecnico di tutela ambientale della Piana, tra i fondatori del comitato contro il rigassificatore di San Ferdinando, a consegnarla al manifesto dopo averla esposta succintamente nell infuocata assemblea di lunedì sera, alla presenza dei sindaci in partenza per Roma. Dove ieri "l operazione Gioia Tauro" ha avuto il via libera del governo. Un atto d imperio, un sopruso. Contro la popolazione. In spregio alla legge italiana e alla Convenzione di Aarhus, ratificata dall Italia con la legge 108 del 2001, che mette al centro di ogni processo decisionale la partecipazione. E lo scenario è alquanto tetro, secondo quanto emerge dalle carte in nostro possesso. «Siamo entrati in contatto con gli alti esponenti della comunità scientifica di Democritos (gli omologhi del Cnr, ndr) di Atene e del Politecnico di Creta, che parlano di completa distruzione dell ecosistema che gravita intorno al Mediterraneo causato dalla distruzione delle ogive» spiega Romeo. La neutralizzazione delle armi siriane, insomma, avrà effetti letali, a due passi da noi. Perchè, una volta scelto Gioia Tauro, come porto su cui effettuare il trasbordo, la questione ancora irrisolta, su cui Bonino, Lupi, Mauro, Orlando e Letta prima o poi dovranno dar conto, riguarda il luogo dove verrà distrutto l arsenale mediante idrolisi. E gli studi degli scienziati greci rassicurano ben poco. «L armamento sarà distrutto nella zona di mare ad ovest di Creta, con la connivenza delle autorità greche, italiane e maltesi» ha detto a chiare lettere il collaboratore scientifico di Democritos, ed ex presidente dell Unione dei chimici greci, Nikos Katsaros. «Se tale neutralizzazione sarà effettuata tramite il processo di idrolisi, non c è da stare tranquilli. Si tratta di un metodo estremamente pericoloso, con conseguenze imprevedibili per l ambiente mediterraneo e i popoli vicini». Gli effetti saranno la necrosi completa dell ambiente interessato e l inquinamento marino tra il mar Libico ed il mar di Creta. Il pesce sarà avvelenato dalla contaminazione, al pari della popolazione che lo consumerà. Di seri rischi parla il professor Evangelos Gidarakos, del Politecnico di Creta, che ha lanciato l allarme alle autorità greche, che per ora preferiscono tacere. «Queste sostanze chimiche sono miscele di agenti pericolosi e tossici» sottolinea. Secondo gli annunci ufficiali, le armi chimiche, dopo essere trasportate dalla Siria, saranno caricate nel porto di Gioia nel recipiente di titanio della nave americana Cape Ray. «E poi saranno distrutte col processo di idrolisi in acque internazionali tra l Italia e la Grecia, nel tratto di mare tra Malta, Libia e Creta». Sulla consistenza dell arsenale, i greci danno poi ben altri numeri rispetto a quelli forniti da Lupi. Gidarakos ha riferito che, da fonti attendibili, esisterebbero tonnellate di armamenti principali ad effetto mortale, come i gas sarin e i gas mostarda, ed altre ARMI CHIMICHE La denuncia arriva da Democritos, il Cnr greco. Ieri è cominciato il trasbordo in acque calabresi. Lo smaltimento avverrà al largo dell isola di Creta 3mld E 163 MILIONI era la manovra di riequilibrio approvata dal Comune: per il 31% garantita da dismissione del patrimonio e per il 40% da economie di spesa per servizi Il dossier degli scienziati greci: «Distruzione letale per l ecosistema» tonnellate di sostanze precursori, utilizzate per la fabbricazione delle armi vere e proprie, principalmente composti chimici di cloro e fluoro, di per sé altamente tossiche. E poi esiste una gamma di altre sostanze acquistate da Damasco dopo l embargo, di provenienza e natura ignota. A mettere inquietudine è, nondimeno, l ultimo punto dello studio del Politecnico cretese. Sostiene Gidarakos che l idrolisi produrrà una terza componente tossica che sarà formata direttamente nelle acque marine. Perché l idrolisi non è più un processo relativamente sicuro (durante la distruzione delle armi chimiche al largo del Giappone nel secondo dopoguerra, ad esempio) in quanto oggi produce anche scarti in forma liquida, cosa che non succedeva in passato. Gli attivisti della Piana, peraltro, sconfessano Lupi anche in merito al transhipment delle armi nel porto di Gioia. «A Roma si vuol annacquare il vino con l acqua usando tecnicismi per creare volutamente confusione. I portuali del Sul, al pari di altri lavoratori, ci hanno confermato che è vero che materiale tossico di questa categoria ne è passato negli anni lungo le banchine gioiesi, ma sostanze letali mai. Sarebbe la prima volta» conclude Romeo. Il porto calabrese si troverebbe, dunque, in una situazione di eccezionale e prolungata pericolosità visto che l imminente carico di gas siriani equivale all intero movimento di un anno. In una zona, che secondo la Protezione civile, è «in piena allerta sismica». Nei due giorni fatidici Gioia dovrà così smaltire un carico di sostanze pericolose che di solito assorbe (da nave a nave) in un anno intero. Possibile? Mantenendo sufficienti e «ordinari» standard di sicurezza? Agli attivisti e ai portuali il dubbio rimane. PALAZZO SAN GIACOMO Le responsabilità della classe dirigente Carlo Iannello N apoli, terza città d Italia, sta attraversando un momento drammatico. Con la bocciatura del piano di rientro da parte della Corte dei Conti si materializza lo spettro del dissesto. Adesso si aprono due fronti: uno giudiziario (il comune ha annunciato ricorso alle sezioni riunite), l altro politico, perché l amministrazione chiede per Napoli un provvedimento sul modello di quello romano. Indipendentemente dall esito di questi due percorsi (che tutti i napoletani auspicano si concludano per il bene della città), il problema è come fare uscire Napoli dal pantano in cui si trova. Occorre, infatti, onestà intellettuale e riconoscere, in primo luogo, che la società napoletana vive da decenni una profonda crisi morale e civile, non solo economica, da cui non è mai uscita e, in secondo luogo, che la responsabilità politica e morale è diffusa e ricade su un ampia porzione della società. Penso innanzitutto a quella che avrebbe il compito di svolgere un ruolo dirigente (cioè alle professioni, alle accademie, alle imprese, al ceto intellettuale, ecc.), che condivide, con il ceto politico, colpe immense. Non è vano ricordare che, a fronte di ogni scelta pubblica scellerata, che ci ha condotti a questo punto, c è sempre stato un gruppo di interesse, un impresa, una cricca di professionisti che ne ha tratto vantaggio particolare (scaricando i costi sulla collettività che adesso, se l iter del dissesto sarà confermato, dovrà pagare un conto più salato di quello che stava già onorando con il pre-dissesto). Quando, nel corso delle precedenti consiliature, si concedevano gratuitamente beni pubblici per 99 anni ai privati, quando si realizzavano opere inutili (a Bagnoli e non solo), quando il comune comprava palazzi in centro spendendo cifre enormi (nonostante l immenso patrimonio immobiliare in stato di abbandono), quando il comune acquistava piazza Garibaldi dalle Ferrovie, quando il Comune si impegnò a sborsare 4 milioni di euro per il marchio del Forum delle culture o quando, per giungere a questa consiliatura, la città spese milioni di euro per aggiudicarsi la Coppa America, voluta dagli industriali, e quando si costituì un ennesima società per gestire l evento, ebbene, in tutti questi (come in altri) casi la decisione non fu mai una scelta isolata della politica professionista (che, in queste occasioni, si salda in un solo corpo, al di là delle pseudo divisioni). Così, anche quando si sono gestite le partecipate come macchine del consenso (pagate cifre scandalose a dirigenti, assunto personale al di fuori di ogni piano industriale), un muro di omertà, dentro e fuori le aziende, ha reso possibile alla politica di beneficiare alcuni a danno di tutti. L intera classe dirigente (professionisti, imprenditori, accademici, ecc.) è stata complice della politica. Non è nuova l accusa alla classe dirigente napoletana di svolgere una funzione regressiva: la migliore letteratura meridionalista ha individuato proprio nell arretratezza dei ceti dirigenti il maggiore ostacolo allo sviluppo della società meridionale. Tuttavia, a Napoli ci sono sempre state (si pensi a Fortunato e a Croce, a Compagna e a Graziani, da poco scomparso), e ci sono ancora, autorità morali in grado di indicarci la strada da seguire, una strada che la nostra classe dirigente, per la sua endemica mediocrità, non ha mai percorso, emarginando così dalla scena pubblica le forze più sane. Per ripartire occorre mobilitare le energie che la città ancora possiede. Napoli può uscire dal pantano solo aggregando (e formando) una nuova classe dirigente che sappia ascoltare (non isolare) i suoi uomini migliori e sappia agire in profonda discontinuità rispetto al passato. *consigliere comunale a Napoli

5 MERCOLEDÌ 22 GENNAIO 2014 il manifesto pagina 5 ECONOMIA Antonio Sciotto ROMA C ambiare la riforma Fornero, senza in realtà cambiarla. Il ministro del Welfare Imprese e Stato finanzierebbero chi anticipa l uscita: ma poi si dovrà restituire tutto. I dubbi Cgil: la legge va cambiata, con più flessibilità FMI La ripresa c è, ma è debole nell Eurozona Le previsioni economiche del Fondo Monetario Internazionale per il 2014 e il 2015 fissano la crescita annua nell Eurozona all'1 per cento nel 2014 era allo 0,9% a ottobre e dell'1,4% nel La Germania, che ha migliorato le attese, non andrà oltre un +1,6% quest'anno e l 1,4% l'anno prossimo. Sembra che sarà superata dalla Francia che dice di puntare all'1,5%. L Italia è il paese che andrà peggio nella gara del prefisso telefonico: quest'anno dovrebbe crescere dello 0,6% invece dello 0,7%. Nel 2015 crescerà dell 1,1% invece dell'1%. Percentuali tutte da dimostrare, negli ultimi anni non si può dire che i vaticini dell Fmi abbiano rispecchiato la realtà.ne è consapevole il capo economista di una delle gambe della Troika, Olivier Blanchard, secondo il quale il Sud Europa resta «la parte più preoccupante dell'economia globale». Il rischio è che l'inflazione si trasformi in deflazione: «Più basso il tasso di inflazione, e a fortiori più alto il tasso di deflazione, più è pericoloso per la ripresa» ha detto Blanchard. La Banca Centrale Europea dovrà «valutare ulteriori misure», tra cui l'iniezione di ulteriore liquidità a lungo termine e prestiti mirati per «rafforzare la domanda e ridurre la frammentazione dei mercati finanziari». Questo significa nuovi fondi alle banche, nella speranza - tutta ancora da dimostrare - che poi stentano a «sgocciolare» in direzione dell economia reale (il cosiddetto «credit crunch». Per l economia mondiale l Fmi prevede una crescita del 3,7% nel 2014 e del 3,9% (invariato) nel Gli Usa cresceranno del 2,2% nel 2014 e del 2,3% nel LA PROPOSTA Il ministro Giovannini: integriamo la riforma Fornero, ma senza modificarla Un prestito e addio esodati? Enrico Giovannini ha annunciato ieri che il governo sta studiando nuovi strumenti previdenziali per evitare in futuro il fenomeno degli esodati (gran parte della sfortunatissima categoria, generata dalla legge Fornero del 2011, si trova ancora in mezzo a una strada). Ma, appunto, Giovannini ha precisato che non verranno modificati i requisiti di accesso alla pensione, cioè di fatto dovrebbero rimanere in vigore i limiti di età (molto alti) introdotti dal governo Monti: piuttosto, si forniranno i lavoratori (che però dovranno contare sul sostegno delle imprese e dello Stato) di una possibilità di uscita anticipata volontaria, aggiuntiva quindi rispetto alle regole attuali. Ma quale strumento si utilizzerà in concreto? Si pensa a una sorta di prestito d onore, sul modello di quello che si concede agli studenti, da rimborsare poi quando l anziano comincerà a ricevere la pensione regolare (così come il ragazzo inizia a rifondere l ente che lo ha finanziato, non appena ha il primo contratto di lavoro). Si parla di un importo pari a circa l 80% della retribuzione, e sarebbe in effetti l uovo di Colombo, anche se il ministro per ora ci va cauto perché si rende conto che il progetto è irrealizzavbile se non ci mettono del loro gli stessi lavoratori (già belli martoriati dalla crisi), le imprese (anch esse mica troppo disponibili a sborsare fondi) e lo Stato. «Stiamo lavorando sugli aspetti tecnici ha spiegato ieri il ministro Il procedimento è complesso. Può prevedere anche il contributo da parte delle aziende. L idea è quella di avere una contribuzione da parte di tutti e tre i soggetti (lavoratore, impresa e Stato, ndr) ma ci deve essere robustezza finanziaria». Al solito, come tutte le riforme ambiziose, c è un problema di risorse: e in un Paese in cui si fa fatica a reperire pochi miliardi per tagli piuttosto inutili (e in molti casi non equi) come quello dell Imu, certo il nodo non è da sottovalutare. Si rischia che sia la solita promessa non mantenuta, un annuncio fatto per puntellare un governo che, anche e soprattutto per altri motivi, si trova già in difficoltà e in bilico costante. «Con il Tesoro ha aggiunto poi Giovannini stiamo lavorando per arrivare a una proposta robusta sul piano finanziario e giuridico da presentare alle parti sociali. Stiamo valutando come avere uno strumento flessibile in funzione delle condizioni soggettive del lavoratore, strumento che andrebbe incontro a persone e a imprese, come quelle di minori dimensioni, che oggi non possono utilizzare gli strumenti previsti». E certo, in un momento di totale «caos» sul futuro degli ammortizzatori sociali, quando addirittura alcune ipotesi di riforme in campo parlano di cancellare la cassa integrazione (vedi il dibattito che ha investito il Jobs Act di Renzi), fa ovviamente piacere che si stia pensando a chi è sprovvisto oggi di tutele, ma forse consolerebbe di più sapere che il sistema attuale di sostegni al reddito (al netto ovviamente del reddito di cittadinanza, che è un capitolo a parte) non venisse cancellato, ma anzi esteso a tutti. Dai sindacati, già parecchio critici sulla riforma Fornero, viene l invito di «passare dalle parole ai fatti» (Cisl). La Cgil, in polemica con la posizione del ministro, si dice favorevole a una riforma più incisiva sulla legge Fornero, che cambi i limiti di età e introduca dei meccanismi di uscita flessibile. «Sono proprio le regole della riforma Fornero che vanno cambiate dice la segretaria confederale Vera Lamonica Per molti esodati il problema non è risolto, FOTO EIDON. A SINISTRA, IL MINISTRO DEL WELFARE ENRICO GIOVANNINI. IN BASSO, LA EX MINISTRA ELSA FORNERO I l 12% degli occupati non riesce ad arrivare a fine mese in Italia. Lo sostiene lo studio della commissione Ue sull occupazione «Employment and Social Developments in Europe Review» presentato ieri a Bruxelles. Solo Romania e Grecia fanno peggio con oltre il 14%. Questo significa che sui 22 milioni e 292 mila occupati registrati dall Istat a novembre 2013, le persone a cui non basta lo stipendio per vivere sono almeno 2 milioni e 640 mila. Sono i cosiddetti «lavoratori poveri» che crescono insieme ai disoccupati, 3 milioni e 254 mila, in aumento dell'1,8% rispetto ad ottobre (+57 mila). Il tasso di disoccupazione generale a novembre si è attestato al 12,7%, con un aumento di 0,2 punti percentuali su ottobre e di 1,4 punti su anno. Insieme alla disoccupazione giovanile, giunta al 41,7%, è un record dall'inizio delle serie storiche nel Secondo l'istat in sei anni, tra novembre 2007 e novembre 2013 in Italia gli occupati sono diminuiti di 1,1 milioni di unità mentre i disoccupati sono più che raddoppiati passando da a (1,725 milioni in più). A completare il quadro, lo studio Ue ha aggiunto un altro tassello. Per chi ha perso il lavoro in questo primo ciclo quinquennale della crisi, le possibilità di trovarne un altro sono tra il 14% e il 15%, le più basse di tutti i 28 Stati membri. «In Italia non cresce solo la disoccupazione ma anche la povertà» ha commentato il commissario Ue al lavoro Lazlo Andor. Sempre secondo l istituto nazionale di statistica, nel 2012 le persone in povertà relativa erano il 15,8% della popolazione (9 milioni 563 mila), quelle in povertà assoluta l'8% (4 milioni 814 mila). Nel nostro paese la sofferenza occupazionale, la disoccupazione e il fenomeno della pauperizzazione riguardano complessivamente più di 15 milioni di persone. Una cifra spaventosa che tuttavia corrisponde a quella europea sul rischio poverta. Secondo Bruxelles, infatti, le persone a rischio poverta ed esclusione sociale sono un quarto dei cittadini europei. Una percentuale più alta della disoccupazione perché riguarda anche chi lavora e ha un reddito basso. Questi sono alcuni degli effetti della recessione iniziata nel Lo studio della commissione li e sono moltissimi coloro che esodati lo stanno diventando. Bisogna introdurre un meccanismo di vera flessibilità che non sia penalizzante per i lavoratori». «Bene che il governo ci stia lavorando, ma vogliamo vedere la proposta nel merito dice il presidente della Commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano (Pd), sostanzialmente d accordo con la Cgil Nonostante i 160 mila esodati già salvaguardati, il tema non può dirsi risolto. Per questo già dalla scorsa legislatura il Pd sostiene l introduzione di un meccanismo flessibile di uscita». Il report Ue/ IL 12% DEGLI ASSUNTI SONO «WORKING POORS» Due milioni e 640 mila occupati non arrivano alla fine del mese descrive come una «double dip recession» o «recessione a forma di W», una lettera che riprende graficamente l andamento del prodotto interno lordo e degli investimenti dal 2008 al Questa espressione è stata inizialmente usata per l economia degli Stati Uniti e oggi viene adottata anche per l Unione Europea. La commissione distingue tre periodi nella recessione: il primo «tuffo» («dip») corrisponde al biennio quando il numero dei disoccupati in Italia, Grecia, Spagna, Irlanda, Portogallo (i «Piigs»), ma anche in Croazia e a Cipro si è deteriorata. Tra il primo trimestre del 2010 e la metà del 2011 il tasso di disoccupazione è rimasto abbastanza stabile, mentre è aumentato l indicatore della carenza di manodopera, cioè la condizione economica nella quale i lavoratori qualificati sono insufficienti per rispondere alla richiesta di occupazione ad ogni costo. Il terzo periodo, che dura dalla metà del 2011, ha registrato un aumento vertiginoso della disoccupazione che ha raggiunto, nel settembre 2013, la quota di 19,4 milioni. Anche dal punto di vista occupazionale si conferma dunque la netta separazione tra i paesi del Sud e quelli del Nord Europa. Nel quinquennio della recessione, i posti di lavoro a tempo indeterminato sono diminuiti per quattro anni consecutivi: 8,3 milioni (-4,6%) dall ultimo trimestre del Nello stesso periodo è stata registrata una forte crescita dei parttime e dei lavori precari: 2,5 milioni in più dall ultimo trimestre del 2008 (+6,4%). Il record è detenuto dall Olandacon il 49,2%, seguito dal Regno Unito, dalla Germania, dalla Svezia e dall Austria. L Italia registra un aumento di poco inferiore a 1,5 milioni di part-time. In questi casi la speranza di trovare un lavoro fisso è crollato tra il 2008 e il 2012 in 24 stati membri, mentre è cresciuto in Lussemburgo, Germania e in Olanda. Danimarca, Cipro e Slovenia. In queste condizioni cresce il tasso degli «scoraggiati», cioè di coloro che pur potendo lavorare non cercano un lavoro, e dei «Neet», in particolare giovani e donne: -3,7% della popolazione europea. Aumenta invece il tasso di attività tra i più anziani: +5 dal 2007 al ro. ci. IL COMMISSIARIO UE AL LAVORO LAZLO ANDOR ILVA/LE MOTIVAZIONI Così la Cassazione sblocca 8 miliardi della famiglia Riva Gianmario Leone TARANTO I l provvedimento di sequestro da parte del gip di Taranto di beni fino a 8,1 miliardi delle società della famiglia Riva non motiva in che modo quelle somme siano «profitto dei reati associativi e ambientali» di cui sono accusate le persone a capo della società «controllante», la Riva Fire, e non spiega perché debbano essere considerati «profitto del reato» e come tali aggredibili con una misura cautelare. Lo scrive la Sesta sezione penale della Cassazione, nelle motivazioni della sentenza con cui il 20 dicembre ha ordinato la restituzione dei beni accogliendo il ricorso dei legali della holding del gruppo lombardo. La Cassazione ha ritenuto di censurare il provvedimento con cui il gip Patrizia Todisco aveva esteso alle società il sequestro originariamente posto a carico di Ilva e Riva Fire, tra l altro in assenza di una richiesta in tal senso da parte della procura. Il provvedimento era stato disposto dal gip su richiesta della procura di Taranto, il 24 maggio, e confermato dal Riesame il 15 giugno. Riguardava i beni e le disponibilità finanziarie della Riva Fire (Finanziaria industriale Riva Emilio), che controlla il 61,62% delle azioni dell Ilva Spa, sulla base della quantificazione elaborata dai custodi giudiziari degli impianti dell area a caldo del siderurgico tarantino, per una cifra equivalente alle somme che nel corso degli anni l Ilva avrebbe risparmiato non adeguando gli impianti. Nell ordinanza il gip «non spiega a giudizio dei giudici della sesta sezione penale della Cassazione, sentenza n le ragioni dell estensione del sequestro rispetto a soggetti e a beni non ricompresi nel provvedimento cautelare» originariamente emesso, «omettendo peraltro di specificare i motivi per i quali tali beni facenti capo a società giuridicamente autonome rispetto a quelle coinvolte nell indagine siano stati considerati profitti dei reati associativi e ambientali oggetti delle imputazioni formulate a carico di persone fisiche nelle posizioni apicali delle società controllate». Lo scorso 10 settembre infatti, il gip Todisco estese il sequestro anche alla Riva Acciaio, Riva Energia e a tutte le società controllate dall Ilva Spa: la stretta riguardò nove società controllate in via diretta e indiretta in forma dominante da Ilva spa, tre società controllate in via diretta in forma dominante da Riva Forni Elettrici spa, una società controllata mediante influenza dominante da Riva Fire spa. Il maggior numero dei sequestri avvenne tra Milano (le società hanno quasi tutte sede nel capoluogo lombardo) e Taranto. La Cassazione nelle sue motivazioni ha sottolineato che nel provvedimento, viziato da «abnormità», non è possibile desumere «alcun tipo di relazione tra le risorse patrimoniali delle società controllate e la destinazione impressa al profitto illecito» che sarebbe stato ottenuto dalle società indagate e controllanti Riva Fire e Ilva spa. Per questo aveva ordinato «il dissequestro e la restituzione delle cose sequestrate agli aventi diritto».

6 pagina 6 il manifesto MERCOLEDÌ 22 GENNAIO 2014 INTERNAZIONALE UCRAINA Tymoshenko definisce «eroi» i gruppi neonazisti in piazza A Kiev finale di partita Matteo Tacconi I l ministro degli esteri russo Sergei Lavrov definisce la situazione «fuori controllo» e ne affibbia le colpe all Europa. Bruxelles, dal canto suo, chiede alle parti di negoziare una soluzione concordata. Washington continua a ventilare, minacciosa, l ipotesi delle sanzioni. Ma tutti sono impotenti e attendono la resa dei conti in Ucraina. La partita, in questa fase, non si lega alla competizione tra Mosca e l Ue, per ora vinta dalla prima con gli accordi 15 miliardi di dollari in prestiti e sconti sull import di gas Bruxelles chiede un compromesso, Washington ventila l ipotesi delle sanzioni KIEV, ANCHE IL CLERO ORTODOSSO CONTINUA A RESTARE SULLE BARRICATE/FOTO REUTERS dello scorso dicembre, che hanno scongiurato la bancarotta dell ex repubblica sovietica, facendole (ri)puntare la bussola sul Cremlino. Stavolta tutto dipende da variabili domestiche. Dal confronto, violento, in corso sulle strade di Kiev. A partire da domenica, giorno in cui sono scese in piazza almeno centomila persone, la capitale s è trasformata in un campo di battaglia. Una pattuglia di facinorosi s è staccata dal corpo della protesta, assiepata in piazza dell Indipendenza e rilanciata dall approvazione, avvenuta giovedì, di una serie di misure, promosse dal presidente Yanukovich, che limitano il diritto a manifestare e impongono il bavaglio alla stampa. Questa frangia radicale di manifestanti, intorno a ulica Grushevskoho, una strada del centro, ha iniziato a lanciare bottiglie incendiarie contro i Berkut, i reparti speciali del ministero dell interno, che hanno risposto con lacrimogeni e proiettili di gomma. Il Kyiv Post ha rivelato che i violenti fanno capo principalmente a Pravyi Sektor, gruppo formato da sigle della galassia dell estrema destra. È gente in prima linea dall inizio delle manifestazioni (21 novembre) contro Yanukovich e il governo. Non attendevano che un pretesto, forte, per scatenarsi. L hanno trovato con il varo del pacchetto anti-proteste. Ma a distinguersi, nella mischia, proseguita anche lunedì, sarebbero stati anche alcune decine di titushki, provocatori ingaggiati - così dice l opposizione - dal governo. Lavrov, quindi, non ha torto: lo scenario, sebbene ieri non ci siano state violenze di rilievo, sembra prendere una brutta piega. Come evolverà? L impressione è che si stia scivolando verso lo scontro finale. Diverse le ragioni. Primo: l opposizione non ha il controllo sugli estremisti di ulica Grushevskoho (definiti frettoloasamente eroi dalla Tymoshenko), che con le loro intemperanze stanno togliendo legittimità alla protesta. Secondo: la soluzione concertata alla crisi non sembra così facile da istruire, dato che i colloqui, in queste ore, non si tengono tra Yanukovich e i capi dell opposizione, ma tra i delegati nominati dall uno e dagli altri. L opposizione chiede le dimissioni del governo, del presidente e l azzeramento delle misure restrittive. Pretese eccessive, secondo i più. Yanukovich non intenderebbe accoglierle. Terzo: gli oligarchi, i veri arbitri del sistema economico-politico di Kiev, stanno nuovamente convergendo su Yanukovich, dopo che, quando i Berkut caricarono i manifestanti, il 30 novembre, ne criticarono l operato. I loro referenti in parlamento hanno votato a favore delle leggi repressive; i loro media stanno coprendo i fatti di Kiev in modo molto meno neutrale. Quarto, infine: oggi entrano in vigore le brutte leggi votate giovedì scorso. Yanukovich dunque può procedere con la repressione. Sempre che, ipotesi da non escludere, al momento in cui andiamo in stampa la prova di forza non sia già scattata. La domanda che tutti si pongono è se avrà davvero lo stomaco per una cosa del genere. E in ogni caso, sia che prediliga questa opzione, sia che decida di negoziare, il presidente s è incartato. Ha sì ottenuto i soldi di Mosca, provvidenziali. Ma da qui in avanti sarà sempre più ricattabile. Un anatra zoppa. THAILANDIA Proclamato lo stato di emergenza Il governo thailandese ha annunciato lo stato d emergenza a seguito delle proteste che sono in corso ormai da mesi, e che hanno bloccato la vita politica del paese. «Il Consiglio dei ministri ha deciso di proclamare lo stato di emergenza per far fronte alla situazione e far applicare la legge», ha detto il vicepremier Surapong Tovichakchaikul. Il provvedimento garantisce maggiori poteri alle agenzie di sicurezza, come quello di imporre i coprifuoco, censurare i media o impedire gli assembramenti di più di cinque persone. La crisi thailandese ha causato finora un totale di 9 morti e oltre 500 feriti. Il 2 febbraio in teoria sono previste le elezioni, anticipate dal governo della primo ministro Yingluck Shinawatra, proprio per far fronte alla crisi politica, ma gli osservatori del paese ritengono che una conseguenza dei disordini potrebbe essere proprio il posticipo dell appuntamento elettorale. INDIA/ITALIA Imputazione per i marò il 3 febbraio Secondo quanto scritto da un agenzia indiana verranno presentati i capi di imputazione «invocando la legge anti pirateria» (che prevede la pena di morte) dopo che il governo avrà riferito alla Corte Suprema. Nei giorni scorsi il governo indiano aveva escluso l applicazione della pena di morte nel caso dei due marò, dando ampie garanzie al governo italiano. Anna Maria Merlo PARIGI U n Colombia/ HRW: «ALLARMANTI LE ESECUZIONI EXTRAGIUDIZIALI» Bombardamenti mirati della Cia: uccisi 14 guerriglieri delle Farc SONDAGGIO IPSOS La Francia del socialista Hollande va sempre più a destra, preda di paure e sfiducia nella politica sondaggio a dir poco deprimente su una Francia depressa. I risultati della seconda edizione dell inchiesta di opinione dell istituto Ipsos 2014(per Le Monde, France Inter, Fondation Jean-Jaures e il Cevipof) dedicata alle «fratture francesi» sono allarmanti. Dopo quasi due anni dall arrivo dei socialisti al potere, i francesi si chiudono sempre più nelle paure (dell Altro, dal vicino allo straniero, dell Europa, della mondializzazione ecc.), hanno uno sguardo estremamente deluso sullo stato della democrazia e nelle risposte segnalano una forte domanda di «autorità» e un deciso spostamento a destra. Solo più il 51% considera che il Fronte nazionale sia «un partito pericoloso per la democrazia», mentre per il 47% è «un partito utile», che per un terzo «incarna un alternativa politica credibile a livello nazionale», perché «propone soluzioni realiste» ed è «vicino alle preoccupazioni» della gente. La frattura tra élite e popolo Rispetto a un analogo sondaggio realizzato nel 2013, le risposte del campione di 1005 persone rappresentativo della popolazione francese rivelano Geraldina Colotti N uova mattanza in Colombia. Un bombardamento aereo ha ucciso 14 guerriglieri delle Forze armate rivoluzionarie colombiane (Farc) e ne ha ferito un altro. L attacco è avvenuto nella regione di Arauca, dov è forte la presenza dell opposizione armata. I militari (nella foto reuters) volevano la testa del «comandante Franklin» che dirige il blocco orientale della guerriglia marxista: e che invece secondo il generale Leonardo Barrero - potrebbe essere ferito o «fuggito nel vicino Venezuela». Il generale ha elencato il numero dei bersagli colpiti dall inizio dell anno, prima di quest ultima operazione: 13 uccisi e tre arrestati nella regione, 18 morti e 40 prigionieri nel resto del paese. «Spero che il 2014 sia l anno della vittoria finale», ha detto il ministro della Difesa, Juan Carlos Pinzon, dopo un previo attacco (10 morti) alla seconda guerriglia attiva, l Esercito di liberazione nazionale (Eln). Il modulo operativo è quello documentato a dicembre dal Washington Post: omicidi mirati a guida Cia, finanziati da un programma segreto parallelo al Plan Colombia, attivato dagli Usa durante la presidenza Bush e reiterato da Obama. Un piano rivendicato dall ex presidente colombiano Uribe con l apporto dei servizi segreti britannici. Ai tempi di Uribe ( ) sono stati eliminati 16 comandanti Farc, 46 durante l attuale governo del suo ex ministro della Difesa, Manuel Santos. L opzione militare non ha posto fine né all opposizione armata, né a quella di piazza, come testimoniato dalle manifestazioni dell estate scorsa contro le misure neoliberiste del governo. Che il destino degli oppositori democratici sia sovente il cimitero lo ha ribadito anche il capitolo colombiano della relazione mondiale di Human Rights Watch (Hrw), diffusa ieri. L informativa, come altre del genere, mette sullo stesso piano dominanti e dominati, cause ed effetti, finendo per occultare il diritto alla resistenza contro la violenza multipla di chi detiene le redini della ricchezza e del potere. Tuttavia, i dati emergono: benché ufficialmente dissolti, i gruppi paramilitari sono riorganizzati in nuove bande criminali, e «mantengono il loro potere, grazie anche alla tolleranza e alla connivenza di membri della Forza pubblica locale». C è poi «l allarmante» numero di esecuzioni extragiudiziarie, specie tra il 2004 e il Dal 2009 sembrano diminuiti i «falsi positivi» (persone comuni uccise dalla polizia e fatte passare per guerriglieri), ma in assenza di una categoria specifica, è impossibile quantificarli. Denunciato l operato del Procuratore Alejandro Ordoñez, che spiana la strada alla destra a colpi di sentenze. Ha colpito così il sindaco di Bogotà, Gustavo Petro, destituito per presunte irregolarità nella raccolta dei rifiuti. Per ora Petro mantiene la seconda carica più importante del paese, dopo un altra sentenza a suo favore e mobilitazioni di massa. La mannaia però è sempre sulla sua testa, oggetto di scontro elettorale. Il 25 maggio ci sono le presidenziali, e il piatto grosso è ancora nelle mani della destra: di Santos, che si ripresenta, e del suo mentore Uribe, che a capo di un nuovo partito (Uribe Centro democratico), ha candidato alla presidenza Oscar Zuluaga e si propone per il Senato alle legislative del 16 marzo. In questi giorni, il «partido Tomate» lo ha accolto a colpi di pomodoro, ricordandogli i «falsi positivi». Per il Polo democratico alternativo c è Clara Lopez, sequestrata dalle Farc insieme a Ingrid Betancourt. Aida Abella corre per l alleanza di sinistra Unione Patriotica (Up). «Non ci sono garanzie per l opposizione politica», ha ribadito l ex senatrice Piedad Cordoba (vittima di Ordoñez): ricordando che, nel 2013, sono stati uccisi anche 29 militanti di Marcha patriotica, movimento che sostiene il processo di pace in corso all Avana. Domani termina il terzo ciclo di un agenda in 5 punti che ha già concluso accordi parziali sullo sviluppo rurale e agrario e sulla partecipazione politica. Ora si parla di droghe illecite. Le Farc mettono in primo piano i diritti dei contadini, una prospettiva di genere e la legalizzazione delle sostanze. Nessuna candidatura di destra, ancor meno di estrema destra porta alla pace, hanno detto. Da domani, pausa di sospensione per il II vertice degli Stati latinoamericani e dei Caraibi (Celac). Solo l 8% ha fiducia nei partiti, per il 65% tutti i politici sono corrotti che la «frattura» tra élite e popolo è sempre più grande. La cosiddetta «Francia degli invisibili» si allontana sempre più dalle classi dirigenti. Una domanda discutibile sulla pena di morte (abolita in Francia nell 81) è stata introdotta nel sondaggio di quest anno: il 45% si dice favorevole al suo ripristino, ma scomponendo le risposte si vede che sono a favore il 64% degli operai. La sfiducia nell Europa A pochi mesi dalle elezioni europee, l Europa è un altro buon indicatore della distanza crescente tra élite e popolo. Per l 85% dei francesi, la Francia è in declino e per il 61% la mondializzazione è una minaccia. Solo il 31% ha fiducia nell Europa e il 70% vorrebbe che i poteri di Bruxelles venissero limitati. Ma tra i quadri dirigenti, il 55% ha ancora fiducia nell Europa, mentre è solo il 21% degli operai ad essere su questa posizione. I quadri dirigenti pensano al 67% che l appartenenza all Europa sia una cosa positiva, percentuale che scende sotto il 30% tra i simpatizzanti del Fronte nazionale, partito che cerca di sedurre la classe operaia. Una delle principali proposte del Fronte nazionale l uscita dall euro è condivisa dal 55% degli operai, mentre la respinge il 94% dei quadri dirigenti (la media francese è di un terzo a favore dell uscita dalla moneta unica, in crescita del 5% rispetto all anno scorso). Per il 74% «era meglio prima» La paura del mondo attuale e di ciò che minaccia l avvenire porta alla chiusura e al ripiego su un passato illusorio. I «valori del passato» sono fonte di ispirazione per il 78% di coloro che hanno risposto al sondaggio, per il 74% era «meglio prima». E non sono i più anziani a rispondere in questo modo, ma soprattutto i giovani di meno di 35 anni. Da questo sguardo negativo sull attualità deriva la sensazione di «non essere più a casa propria in Francia» (62%), perché ci sono «troppi stranieri» (66%, percentuale pero in calo di 4 punati rispetto al 2013), che per il 59% «non fanno sforzi per integrarsi». Sempre negativa, ma migliora un po l immagine dell islam, che nel 2014 è giudicata dal 37% «compatibile con i valori della società francese» (nel 2013 erano solo il 26% a pensarlo). Ma quale democrazia... Uno dei dati davvero più inquietanti del sondaggio è la sfida rivolta a tutto il mondo politico: solo l 8% continua ad avere fiducia nei tradizionali partiti politici e il 23% nei media. Per il 78% il «sistema democratico funziona piuttosto male in Francia», il 65% pensa che «la maggior parte delle donne e degli uomini politici sono corrotti» e l 84% che «agiscono principalmente per i loro interessi personali». Le tasse troppo elevate sono diventate in un anno la seconda preoccupazione dei francesi, subito dietro la disoccupazione, che inquieta il 58%. Un dato che contrasta con un sondaggio della Fondazione Bertelsman, dove viene rivelato che 9 tedeschi su 10 sono soddisfatti del loro lavoro e che segnala la progressiva distanza che si sta imponendo nell asse franco-tedesco, invocato costantemente dai politici (almeno in Francia).

7 MERCOLEDÌ 22 GENNAIO 2014 il manifesto pagina 7 SOPRA, BAN KI-MOON ARRIVA A GINEVRA. ACCANTO, BAB AL-HAWA, AGGUATO QAEDISTA AL CONFINE SIRIA-TURCHIA. SOTTO, MILIZIANI DELL ELS A GHOUTHA/FOTO REUTERS Ginevra 2, il vertice dimezzato È «l unica possibilità che abbiamo anche se sarà una strada li. Gode sempre del sostegno di ferenza in Svizzera. ti nuovi attacchi con armi chimi- aiuti in armi e fondi giunti ai ribel- non accetteranno gli esiti della con- prima della conferenza, di presun- lunga, complicata, tortuosa, una porzione importante di siriani Per questo la condizione degli che da parte delle forze governative. con ostacoli ogni giorno», così ripeteva ieri il ministro degli esteri Emma Bonino prima di partire per la conferenza «Ginevra II», che si apre oggi a Montreux in Svizzera, per cercare una soluzione politica alla guerra civile siriana. Parole caute quelle della Bonino che ben sa quanto siano ridotte le chance dell incontro - dovrebbe durare 7 o 10 giorni - segnato dalla clamorosa esclusione dell Iran da parte dell Onu. E si è rivelato un problema anche l arrivo in Svizzera della delegazione siriana, bloccata all aeroporto di Atene: la ditta che vende il e, più di tutto, le opposizioni si sono frantumate. Diverse componenti della Coalizione Nazionale (Cn), sponsorizzata dall Occidente, boicottano Ginevra II, mentre sul campo di battaglia l Esercito libero siriano (la milizia della Cn) è sempre meno influente e a dettare legge sono i tre maggiori raggruppamenti jihadisti: Fronte islamico, Fronte an Nusra e al Qaeda in Iraq e Siria, con decine di migliaia di uomini che hanno già messo in chiaro che Usa e degli alleati di una uscita di scena immediata di un Assad che si sente più forte sul campo di battaglia e sulla scena diplomatica, appare quantomeno irrealistica. Gli americani però insistono che Ginevra II, lo ha ripetuto ieri la portavoce del Dipartimento di Stato, Jen Psaki, avrà come scopo quello di «avviare un processo verso la transizione politica», ossia la rimozione di Assad. E non sono passate inosservate le notizie, diffuse poco Per Mosca invece Ginevra II do- vrebbe bloccare «l escalation dell estremismo e del terrorismo in Siria, il problema più importante», ha detto il ministro degli esteri Lavrov. Secondo il quotidiano arabo al Hayat, la Russia potrebbe sostenere la proposta di Damasco per la formazione di un governo di transizione con il compito di preparare le elezioni presidenziali entro tre mesi, prima della fine del mandato di Assad prevista a luglio. (mi. gio.) carburante si rifiutava di rifornire l aereo sul quale viaggiava. 39 i Paesi presenti. Dagli Stati Uniti agli Stati europei, dalla Russia alla Cina, dall Arabia Saudita all Indonesia. LIBANO Doppio obiettivo: Hezbollah e l accordo di governo con Hariri Autobomba a Beirut sud, quattro morti C è anche il Vaticano. Pesa l esclusione di Tehran, alleata di Damasco e, più di tutto, potenza regionale che avrebbe potuto dare un contributo decisivo ad un A lmeno quattro persone, tra cui due donne, sono mier Saad Hariri, trovare un intesa per dare un governo al Paese, a quasi un anno dalla crisi politica comin- rimaste uccise ieri e 27 ferite nell esplosione di un autobomba condotta da un attentatore suicida ciata con le dimissioni del premier Najib Miqati. Le compromesso accettabile per il regime e le opposizioni. Messa sotto torchio dall Arabia saudita e pressata dall opposizione siriana che minacciava il boicottaggio del summit, l Amministrazione Obama è intervenuta con forza sull Onu costringendo il segretario Ban Ki moon, che appena qualche ora prima aveva invitato l Iran, a una imbarazzante retromarcia. Bonino ieri parlava di «un autoesclusione» dell Iran che, ha detto, «non si è impegnato a partire dalle conclusioni e dalla piattaforma di Ginevra I». Sec- in via Arid, nel quartiere di Haret Harek, nella zona sud e più popolare di Beirut, roccaforte del movimento sciita Hezbollah. L attentato, il quinto da agosto contro gli sciiti e il secondo nel mese di gennaio, è stato rivendicato dal «Jabhat an Nusra», gruppo qaedista operativo in Siria. L attentato ha voluto colpire Hezbollah - alleato sul campo di battaglia della Siria di Bashar Assad - alla vigilia dell apertura in Svizzera di «Ginevra II», la conferenza internazionale finalizzata, almeno sulla carta, a trovare una soluzione diplomatica al conflitto civile siriano. Ma con ogni probabilità è stato anche un tentativo di far deragliare il processo politico interno che negli ultimi giorni ha visto storici avversari come Hezbollah e il potente leader sunnita ed ex pre- parti hanno accettato la formula di un governo di unità nazionale secondo la tripartizione «8-8-8» degli incarichi ministeriali. Ma si discute ancora, l intesa è fragile. Resta da risolvere la questione del trinomio «Popolo, Esercito, Resistenza» che Hezbollah vorrebbe nella dichiarazione costitutiva anche del nuovo governo, per rinnovare la legittimazione della sua guerriglia. Hariri e i suoi alleati si oppongono anche se la dichiarazione fu inserita per la prima volta nel 2009 proprio dal leader sunnita per avere la fiducia al suo governo e poi ribadita nel 2011 dal successore e premier uscente Najib Miqati. L obiettivo di Hariri e della destra cristiana sua alleata è di disarmare Hezbollah e di costringerlo a ritirare i suoi combattenti dalla Siria. (mi. gio.) co il commento del ministro degli esteri iraniano Mohammed Javad Zarif: «Ci dispiace che il segretario Onu abbia ritirato l invito sotto pressione». Il suo vice Abbas Araghcì ha aggiunto che «una soluzione globale non potrà essere trovata se tutte le controparti influenti non saranno coinvolte nel processo...eravamo pronti a partecipare...ma non accettiamo condizioni preventive che impongano una soluzione con parametri definiti». Araghcì si è riferito alle conclusioni di Ginevra I, nel 2012, avvenuta in un contesto molto diverso dall attuale in cui il regime del presidente Bashar Assad appariva in evidente difficoltà militare, vacillante e con un opposizione compatta e in forte ascesa. In quelle circostanze fu approvata l idea della formazione di un esecutivo nazionale come primo e decisivo passo verso un immediata uscita di scena di un Assad debole. Il quadro, a quasi due anni di distanza, è abbastanza diverso. Il presidente siriano non può certo dire di aver vinto la guerra ma il suo esercito da molti mesi mantiene una costante iniziativa sul terreno nonostante gli ingenti Chiara Cruciati M entre a Ginevra si apre la tanto attesa conferenza di pace, in Siria si continua a combattere una guerra civile dai contorni ogni giorno più disumani. Oltre 130mila i morti in tre anni di conflitto interno, milioni gli sfollati in tutto il Medio Oriente. Il Paese è completamente distrutto, le reti sociali ed economiche sono in frantumi. Negli ultimi mesi alla battaglia interna tra opposizioni e governo, si è aggiunta una grave faida armata intestina tra le stesse formazioni di ribelli, tra islamisti-nazionalisti da una parte e qaedisti dall altra, entrambi sunniti ma su fronti opposti. Lunedì due autobomba sono esplose al confine con la Turchia, a Bab al-hawa nella provincia di Idlib, lasciandosi dietro un bilancio di 16 vittime. A controllare Bab al-hawa è il Fronte Islamico, formazione islamista nata nei mesi scorsi e oggi in guerra ormai con il sempre più potente gruppo qaedista dell Isil, lo Stato Islamico dell Iraq e del Levante. Negli ultimi venti giorni oltre mille ribelli sono rimasti uccisi negli scontri intestini alle opposizioni, una guerra civile nella guerra civile che sta permettendo la costante avanzata dell esercito governativo. A Nord, nelle province di Aleppo e Idlib, è SIRIA MONTREUX Oggi il summit, sotto la cappa di Riyad e senza Tehran per volontà Usa. Onu ridicolizzato Dovrebbe fermare la guerra civile, le milizie di al Qaeda e avviare l uscita di scena di Assad IL CONFLITTO L esercito approfitta del sempre più aspro confronto armato tra Esl e al Qaeda Una guerra «civile» dentro l altra l Esercito Libero Siriano sostenuto da altre formazioni islamiste a combattere contro l Isil (lo Stato ilsmaico dell Iraq e del Levante), accusato di fare gli interessi del presidente Bashar al-assad. Nelle regioni settentrionali del Paese si assiste da settimane ad un ampia spaccatura tra gruppi vicini per ideologia o per obiettivi, ma sempre più distanti sul campo di battaglia. Sebbene la maggior parte dei ribelli sia sunnita in opposizione alla Michele Giorgio S ul vertice di Montreux, che parte con il piede sbagliato dopo il ritiro dell invito all Iran, abbiamo interrogato Mouin Rabbani, analista politico del Middle East Report e di Jadaliyya. Dopo gli innumerevoli rinvii, cosa dobbiamo attenderci da Ginevra II? La conferenza sulla Siria, concepita da Usa e Russia quasi un anno fa, ha visto ridursi le sue potenzialità con il passare dei mesi, con il progressivo aggravarsi di problemi sul campo in Siria. La realtà che abbiamo di fronte ci dice che le possibilità di successo sono modeste. Mi riesce difficile immaginare che dai negoziati previsti nei prossimi giorni le parti in lotta escano con in mano un compromesso politico credibile. Pesa l assenza dell Iran, alleato della Siria, giocatore di primo piano sullo scacchiere regionale ma escluso per le pressioni Usa sull Onu. «Senza l Iran la possibilità di una vera soluzione in Siria non è poi così grande», ha avvertito il viceministro degli esteri iraniano, Abbas Araghcì. Ha ragione? Credo di sì. La partecipazione di Tehran assieme a quella di altri attori regionali che recitano sulla scena siriana avrebbe aumentato le possibilità di Ginevra II di raggiungere qualche esito concreto. Una soluzione globale non potrà essere trovata se tutte le controparti influenti non saranno coinvolte nel processo. Purtroppo Washington ha ceduto alle pressioni delle opposizioni siriane che minacciavano di boicottare la conferenza. E anche dei sauditi? Certo. I sauditi avevano contestato sin dal primo momento e con forza l eventuale partecipazione dei loro nemici ai negoziati in Svizzera. L Amministrazione Usa non avrebbe dovuto cedere a minacce e ricatti politici ma puntare a creare le condizioni migliori per le trattative. Da quando Riyadh ha fatto la voce grossa per il mancato attacco americano alla Siria (lo scorso settembre, ndr) e, ancora di più, per l accordo sul nucleare iraniano tra l Occidente e Tehran, Washington famiglia Assad, sciita alawita una parte delle opposizioni resta di natura laica, come l Esercito Libero Siriano. Dall altra il Fronte Al-Nusra e l Isil - entrambi affiliati di Al Qaeda - fanno della Sharia l obiettivo finale dello scontro anche armato e sono sostenuti da numerosissimi jihadisti stranieri. Intorno una galassia di svariati gruppi minori, laici e islamisti. Il Fronte al-nusra, presente in tutto il Paese, controlla per lo più il territorio ad Est ed in particolare Shahadeh e Al-Omar, aree ricche di petrolio. L ISIL, da parte sua, è riuscito in brevissimo tempo a garantirsi il controllo di parte del Nord Ovest siriano e di città chiave come Raqqah e comunità nelle province di Aleppo e Idlib, fino a Latakia. A Nord Est un ruolo consistente è giocato anche dai miliziani curdi, attivi nella provincia di Hasakah e impegnati in scontri contro i gruppi islamisti. Sotto il controllo curdo è caduta parte della stessa INTERVISTA Mouin Rabbani su Ginevra 2 «L esclusione dell Iran impedisce l accordo» ha cercato in ogni modo di assecondare gli alleati sauditi. Per Stati Uniti, Francia, gruppo di Paesi «Amici della Siria», opposizioni e ribelli armati, Ginevra II dovrà avere come sbocco l esclusione di Bashar Assad dal futuro della Siria e la fine del regime al potere. Il presidente siriano però non ha alcuna intenzione di farsi da parte... È una delle questioni aperte alle quali sarà molto difficile dare una risposta accettabile per tutte le parti coinvolte. Qualcuno aveva immaginato la caduta in pochi mesi di Assad e invece a quasi tre anni dai primi scontri che hanno innescato la rivolta, poi sfociata nella guerra civile, il presidente siriano è ancora al suo posto. E non tanto per gli aiuti che riceve da Russia, Iran, Iraq e da Hezbollah, quanto per il sostegno di cui gode da parte di milioni di siriani. Certo i motivi di questo sostegno sono molteplici, a cominciare dalla paura che alcune minoranza hanno dei gruppi islamisti, spesso molto radicali, che combattono il regime. In ogni caso questo sostegno c è e tiene in sella Assad. Parliamo proprio dei sempre più influenti e potenti islamisti. Hanno già avvertito che non riconosceranno gli esiti di Ginevra II. Come sarà possibile applicare un eventuale compromesso politico se la Coalizione Nazionale dell opposizione e il suo braccio armato, l Esercito libero siriano, hanno un controllo sempre più limitato sul terreno? Infatti non credo che questo possibile accordo sarebbe realizzabile. E non solo perché i ribelli armati, o quelli che contano sul terreno, non lo vogliono. L ostacolo principale è che sia Assad che gli oppositori armati sono convinti di poter vincere la guerra civile e, pertanto, continueranno a combattere per sbaragliare l avversario. Ed intenzionati a favorire il proseguimento della guerra sono anche i Paesi alleati delle due parti in lotta. Coloro che prenderanno posto intorno al tavolo del negoziato in realtà alla conferenza ci vanno perchè non hanno potuto dire di no a Washington e a Mosca. In testa hanno ben altri progetti e il sogno di vincere la guerra. città di Hasakah, oltre a diverse comunità della provincia. Gli ultimi mesi hanno però visto un avanzata continua dell esercito governativo verso Nord con la ripresa di Al-Safira, ad Aleppo, di Khanaser, Qara, Nabek e Ariha. Ma la roccaforte del regime di Bashar Assad resta Damasco: gruppi di ribelli mantengono il controllo di alcuni quartieri e periferie intorno alla capitale ma, grazie anche al sostegno dei miliziani di Hezbollah, la capitale siriana resta ancora nelle mani del governo. A Sud il principale fronte di scontro armato resta Daraa dove, a pagare il prezzo del conflitto, sono ancora una volta i civili palestinesi: ieri sei rifugiati del campo profughi di Daraa, al confine con la Giordania, sono rimasti uccisi in una serie di bombardamenti da parte dell aviazione governativa di Damasco. L esercito siriano è da giorni impegnato in combattimenti a Sud per consolidare le proprie posizioni e sta compiendo una serie di attacchi nelle province di Damasco, Homs e Deir Ezzor, tentando di approfittare delle divisioni interne alle opposizioni. Notizie dolorose che si accompagnano a quelle altrettanto drammatiche che giungono dal campo profughi palestinese di Yarmouk, presso Damasco, controllato all interno dai ribelli dell Esercito Libero Siriano e assediato all esterno dall esercito lealista: dopo mesi di assedio, sabato per la prima volta sono entrati aiuti umanitari per una popolazione ridotta letteralmente alla fame. Almeno 41 i morti per malnutrizione, mentre il campo si svuotava: dei 250mila residenti ne restano oggi poco più di 18mila.

8 pagina 8 il manifesto MERCOLEDÌ 22 GENNAIO 2014 REPORTAGE LA EX MONTEFIBRE DI ACERRA/FOTO ANDREA SABBADINI NELLE FOTO PICCOLE, FAMILIARI DELLE VITTIME E UNA PROTESTA DEGLI OPERAI Angelo Mastrandrea INVIATO AD ACERRA (Napoli) I l prossimo 17 maggio Angelo festeggerà i dieci anni di cassa integrazione. Un record tutto italiano, che lui e i suoi colleghi della ex Montefibre di Acerra pensano di salutare con un ricevimento in grande stile, per ricordare ai loro concittadini come, di accordo in accordo, di trattativa in trattativa, di rinvio in rinvio, nella grande finzione italica si possa essere precari a tempo indeterminato e rimanere a bagnomaria, né lavoratori né disoccupati, per un tempo illimitato. Della paralisi industriale che ha colpito l Italia negli ultimi anni loro possono essere considerati dei precursori, lungodegenti nel grande ospedale a cielo aperto in cui si è trasformata questa penisola. Forse quel giorno stapperanno, a scoppio ritardato, le bottiglie di spumante regalate loro a Natale insieme al panettone, quasi fossero dipendenti come tutti gli altri. Un pacco che per loro ha assunto il sapore della beffa. «Ce lo hanno consegnato per strada, perché a noi cassintegrati non è consentito entrare nella fabbrica e non abbiamo un altro luogo di ritrovo», mi dicono alcuni operai che incontro on the road, lungo il corso principale della cittadina napoletana, dove un attività commerciale su tre ha la serranda abbassata per via della recessione. Quella di una macelleria è utilizzata come tazebao per gli annunci funebri. Qui, in piena Terra dei fuochi, la crisi economica combinata allo scempio ambientale ha fatto tabula rasa allo stesso tempo dell industria e dell agricoltura. E il commercio non pare passarsela meglio. L Inps non paga Il 19 dicembre scorso una trentina di lavoratori della Ngp la Nuova gestione polimeri, uno dei tre rami d azienda in cui fu spacchettata la Montefibre nel hanno bloccato i cancelli dello stabilimento: da sei mesi non veniva pagata loro la cassa integrazione, a causa delle lungaggini burocratiche tra il ministero dello Sviluppo economico e l Inps. Un ritardo piuttosto comune perché a ogni nuova proroga necessitano firme e depositi che inspiegabilmente portano via mesi, ma ormai sempre più difficilmente sopportabile da persone che hanno dato fondo a tutti i loro risparmi per mantenere un livello di vita dignitoso. Per fortuna, anche a seguito della protesta, le pratiche sono state accelerate e i soldi sono sbucati fuori nei primi giorni del nuovo anno. In più, gli operai devono ancora riscuotere tre mensilità del Ma l azienda, a cui all epoca spettava pagare l assegno di cassa, sostiene di non avere i soldi. Nel frattempo i cassintegrati della Montefibre vedono sempre più avvicinarsi il baratro: a novembre prossimo gli ammortizzatori sociali saranno esauriti e tutti loro rischiano di ritrovarsi senza un centesimo in tasca, fatta eccezione per quelle poche centinaia di euro al mese che molti di loro riescono a mettere insieme lavorando al nero. C è chi trasporta pizze a domicilio nel fine settimana, chi va a lavorare nei campi per venti euro al giorno insieme agli africani, alla mercé di caporali e sfruttatori esattamente come questi ultimi, chi ha avuto un infarto e chi è invece finito in carcere perché di questi tempi «l unico lavoro che si trova è al soldo della camorra» e «purtroppo qualcuno di noi si è arruolato». Angelo fa il cassintegrato a tempo pieno. «Cosa faccio durante la giornata? Accompagno i figli a scuola e vado a riprenderli. Dopo dieci anni in cui mi hanno tenuto così, a non far niente, non sono più abituato a lavorare e non so fare nulla, il giorno in cui troverò un lavoro sarò costretto ad andare da uno psicoterapeuta Sono in cig dal 2004 e il prossimo dicembre saranno tutti disoccupati e senza reddito. Soprattutto, senza speranza di ritrovare un lavoro che non sia al nero e sottopagato. Sono gli operai della ex Montefibre napoletana, fabbrica killer spacchettata e poi chiusa tra tante promesse di «riconversione» e finanziamenti per la «reindustrializzazione». Loro si preparano a festeggiare il decennale della cig. Con il pacco di Natale offerto dall azienda Vite cassintegrate ad A per farmi aiutare». Quando scadranno gli ammortizzatori sociali, rischia di andare a ingrossare le fila dei cosiddetti neet (not in education, employment or training), un acronimo anglosassone che indica le persone che, per sfiducia, un lavoro neppure più lo cercano e non si formano. Eppure i cassintegrati di Acerra hanno voglia di lavorare: «Abbiamo sempre rifiutato la logica dell assistenza, vogliamo essere produttivi in una società moderna», dicono. Angelo ha fatto un po di calcoli: «In dieci anni ho perso 100 mila euro di reddito», sostiene. Più in generale, spiega, «alla comunità siamo costati finora due miliardi e 400 milioni, tra finanziamenti gettati al vento e ammortizzatori sociali». Finora per la ristrutturazione di quest area industriale sono stati spesi 150 milioni di euro, però la produzione non è mai ripresa. Oggi della ex Montefibre rimangono una centrale elettrica che impiega una ventina di persone e quella che gli stessi cassintegrati definiscono una «lampadina accesa»: si chiama Infra e produce fiocco dalla plastica riciclata, impiegando 35 operai. Pur nelle mani di una multinazionale, la Adler, si tratta di un primo, timido abbozzo di riconversione ecologica, l unica possibilità di ripartire, forse, per uno stabilimento dal passato ingombrante. Ci sarà qualcuno che avrà la volontà di proseguire su questa strada? Il triangolo della morte Il nome Montefibre, qui come a VENETO 500 milioni di ore di cig in cinque anni La ripresa è lenta e non porta lavoro, anche in quella locomotiva economica del Nord-estche negli anni 90 aveva fatto gridare al miracolo. Secondo i dati sulla cassa integrazione pubblicati dall Inps, in Veneto sono state autorizzate oltre 108 milioni di ore di cig, che fanno salire il totale della cassa integrazione autorizzata in regione dal 2009 ad oggi alla cifra impressionante di ore. A crescere in modo sensibile nell'anno appena trascorso è stata la cassa integrazione straordinaria, arrivata a ore: un valore record, superato solo nel 2010, che sopravanza del 25,5% il dato del 2012 ( ore). La cassa ordinaria ( ore) si presenta leggermente inferiore al 2012 ( ), così come la cassa in deroga ( ore contro le del 2012) che però ha fortemente risentito delle limitazioni delle risorse e dei continui blocchi alle autorizzazioni. Una storia che rischia di riprodursi nel 2014, aumentando la sofferenza di vasti strati di lavoratori della piccola impresa e del terziario che risentono in modo particolare del ristagno della domanda interna, spiega la Cgil del Veneto. Porto Marghera o a Porto Torres, provoca ancora qualche brivido. Fa tornare alla memoria morti sospette, anni di battaglie legali, denunce e processi. In questa che per tanti anni è stata, a detta di tutti, una «cattedrale nel deserto» in aperta campagna, in quella che era l area agricola più vasta del napoletano dopo quella di Giugliano, le malattie si sono contate a centinaia: tumori ai polmoni, alla laringe, al fegato e il temibile mesotelioma pleurico. Killer tanto potenti quanto silenziosi e pronti a colpire a scoppio ritardato, rendendo incerte cause e responsabilità. Nella fabbrica di Acerra i rischi per la salute erano legati a diversi fattori di rischio: il contatto con numerose sostanze tossiche, l uso di amianto, fino allo smaltimento dei fusti tossici, un business nel quale saranno accertate infiltrazioni dei padroni del riciclaggio della monnezza: il clan dei Casalesi. I bidoni con gli scarti, accatastati gli uni sugli altri e semplicemente ricoperti con un tendone, sono ancora lì con il loro potenziale velenoso. Molti operai invece non ci sono più, portati via da malattie gravissime a cancellare le quali è però arrivato il colpo di spugna della magistratura. Nella relazione scientifica presentata dalla procura viene evidenziato un aumento «statisticamente significativo» di tumori alla pleura e al fegato. «L ambiente di lavoro della Montefibre di Acer-

9 MERCOLEDÌ 22 GENNAIO 2014 il manifesto pagina 9 REPORTAGE cerra ra si caratterizza, come risulta dalla documentazione agli atti, per la presenza di solventi sia alogenati che aromatici, per i quali esistono nella letteratura scientifica evidenze di azione cancerogena a livello epatico», si legge. Dei 320 casi iniziali di malattia, a processo ne sono arrivati 88, ma solo per uno è stato possibile accertare il nesso di causalità tra l esposizione all amianto e il mesotelioma, e per questo sono stati condannati a un anno e 8 mesi di carcere cinque ex direttori dello stabilimento e due medici aziendali, accusati di omicidio colposo. Difficile giungere a un risultato chiaro, in quest area in cui il cancro tra la popolazione è molto più diffuso che altrove. Già nel 2004 la rivista Lancet definì questa lingua di terra tra Acerra, Nola e Marigliano «il triangolo della morte». Secondo l autorevole rivista scientifica gli alti livelli di diossina rilevati nell ambiente erano da ricollegare allo smaltimento illegale di rifiuti tossici e all attività della Montefibre. Per quanto riguarda i primi, l attività delle ecomafie non si è mai arrestata. L ultima discarica abusiva è stata sequestrata appena qualche giorno fa: una vera e propria «collina della morte» su un area di 60 mila metri quadrati, in mezzo a frutteti e campi coltivati a ortaggi e a un tiro di schioppo dall inceneritore e dalla ex Montefibre, che nascondeva 300 mila metri cubi di rifiuti di ogni genere, interrati per anni da centinaia di camion, bulldozer, ruspe. Sono stati ritrovati persino pezzi di bare e lapidi, più innocui dal punto di vista ambientale ma non meno inquietanti. La Montefibre invece, quando fu pubblicato il dossier nell agosto 2004, aveva chiuso i battenti da due mesi e mezzo. TOSCANA Altro che Jobs act, è boom della cig La cassa integrazione in Toscana fa registrare il suo record assoluto: secondo i dati Inps relativi a dicembre, l'aumento è del 3,2% su base annua e del 15,1% se si prendono in considerazione le domande avanzate ma non ancora accolte. Preoccupazione anche per i dati della cigs, che sale del 2,1%. Secondo Daniele Quiriconi della segreteria regionale Cgil Toscana, «in attesa delle tanto annunciate proposte di riforma, da quelle avanzate dal ministro Giovannini che (puntando al superamento della deroga) aprirebbero la strada a migliaia di licenziamenti, al Jobs Act di Renzi, resta un'emergenza da governare e una domanda aggregata da far ripartire per rilanciare la crescita. Nella consapevolezza che non sono nuove regole a far ripartire l occupazione è bene però essere consapevoli della dura realtà dei fatti: superare o ridurre alcuni istituti porterà più disoccupazione, più sussidi di disoccupazione da pagare e più disperazione sociale». «Superare o ridurre alcuni istituti porterà più disoccupazione, più sussidi di disoccupazione da pagare e più disperazione sociale». «I dati complessivi del ha spiegato in una nota - ci consegnano una situazione di crisi persistente, con qualche attenuazione nell'industria ma con andamenti difformi anche tra province. In altre parole, in molti casi la cassa cala perché sono sparite decine di imprese». «Solo pochi mesi prima avevamo ricevuto una lettera di complimenti dalla Dupont per la qualità del nostro prodotto. Poi, improvvisamente e senza motivo, hanno smantellato tutto», ricorda oggi un operaio. Da allora la fabbrica non si è mai più ripresa, né è stata riconvertita e neppure l area è stata bonificata. Anzi, proprio lì a fianco è stato costruito, tra le proteste dei cittadini, l inceneritore incaricato di risolvere l emergenza rifiuti partenopea: nel 2013 ha lavorato a pieno regime, bruciando 650 mila tonnellate di rifiuti. Da dieci anni gli ex lavoratori della Montefibre vivono nel limbo della cassa integrazione, «senza poter progettare nulla». Anche il nuovo anno, presumibilmente l ultimo se gli ammortizzatori sociali non subiranno l ennesima proroga straordinaria, è cominciato come i precedenti: dopo la firma ministeriale della cig, gli operai dovranno attendere i consueti tempi burocratici per l erogazione degli assegni mensili. «Se l Inps non paga subito come faremo?», dicono. È in questo modo che un sistema sclerotizzato crea un lavoro sommerso di necessità e alimenta la catena dello sfruttamento. Arrivano gli indonesiani? I cassintegrati della Montefibre mi consegnano un pacco di fotocopie: sono verbali di tavoli di concertazione, riunioni «di verifica dell attuazione dei contenuti del Protocollo d Intesa sulla reindustrializzazione del sito» e accordi di proroga della cig siglati dal 2004 a oggi. In tutti si sprecano parole come «riconversione» o «reindustrializzazione», le istituzioni si impegnano «all attuazione del progetto che viene considerato prioritario nella valutazione delle prospettive di ripresa dell area» e le società interessate promettono investimenti mentre chiedono al governo ulteriori stati di crisi. Di verbale in verbale sono trascorsi dieci anni e siamo ancora al punto di partenza: la ex Montefibre è tenuta in vita con il respiratore artificiale, ma è ferma, improduttiva. Ancora il 7 novembre scorso il ministero dello Sviluppo economico richiamava «la necessità che l impianto di Acerra inizi finalmente a produrre poiché oggi ne esistono le condizioni concrete». Invece, pare proprio che non accadrà. La ripresa delle attività, preventivata nel prossimo febbraio anche se non ci credeva nessuno, slitterà ancora una volta perché la società spagnola Seda, che ha acquistato gli impianti, versa in cattive acque e pensa a smantellare piuttosto che a produrre polimeri, men che meno a riconvertire la produzione in senso ecologico. Troppo forte la concorrenza dei mercati orientali, dove il lavoro costa meno e le norme ambientali sono meno stringenti, nonostante il laissez faire che ha regnato per anni incontrastato nella Terra dei fuochi. Gli ultimi boatos parlano del possibile arrivo degli indonesiani di Indorama, che avrebbero presentato una manifestazione d interesse al ministero per lo Sviluppo economico. Come all Inter, si vagheggiano i miliardi di un magnate dall Estremo Oriente per risollevare le sorti della fabbrica. Con chi brinderanno per i dieci anni di cassa integrazione, il prossimo 17 maggio, gli operai di Acerra quando stapperanno lo spumante di Natale?

10 pagina 10 il manifesto MERCOLEDÌ 22 GENNAIO 2014 CULTURE SPAZIO FOTOGRAFICO IMMAGINI DALLA FOTOTECA STORICA NAZIONALE ANDO GILARDI Come evitare il rischio di fare sciocchezze nel proprio mestiere. Il libro postumo, per John & Levi, del partigiano, giornalista e reporter Ando Gilardi. Un manuale pieno di ironia Fabrizio Scrivano Q uando legge un libro dedicato alla stupidità, il lettore di solito è mosso da prudenza e disagio per due motivi principali. Il primo, immediato, è che ad ogni passo teme di vedersi rappresentato e di riconoscersi in qualche forma di stupidità, di vedersi assegnata una patente da cretino senza essersi candidato. A questo rischio non c è rimedio ma almeno sono possibili due reazioni alternative che possono funzionare come riscatto: ci si può sdegnare, rievocando la famosa frase «stupido sarà lei», oppure si può accettare il giudizio, così da «riconoscere onestamente che una punta di sciocco in me c era». Il secondo motivo è più drammatico e inconsolabile: è quello di non capire assolutamente in che consista la stupidità di cui si parla. La cosa, se accade, lascia un disagio, un amaro in bocca, un dubbio non estirpabile e neppure lenibile. Si è travolti da una stupidità ancora più grande e ineffabile, tragicamente propria. Lo scatto stupido è in agguato «WANTED» Un indimenticabile catalogo poliziesco Ando Gilardi è stato autore di importanti libri sulla storia sociale della fotografia, fra cui «Wanted», edito nel 1978 da Feltrinelli e poi riproposto da B. Mondadori nel Nelle sue pagine, scorrevano i ritratti segnaletici di criminali, pazienti psichiatrici, vittime di Auschwitz, prigionieri politici, tutti quei volti anonimi (qualcuno più famoso) rimasti imprigionati in una fototessera che li ha congelati per sempre, non come individui, ma in quanto «fatti viventi». Il volume si apriva con una dedica scanzonata ai «manigoldi con la camera oscura», ai protofotografi della polizia ma anche alle puttane, ai ladri matricolati, ai pregiudicati di varia qualità, agli anarchici e a coloro che «di faccia e di profilo posarono davanti al più fantastico strumento di omologazione dell uomo, le macchine fotografiche della polizia». L atto del riconoscersi Il libro di Ando Gilardi, che è stato un maestro estroso dal quale si è pure disposti ad esser presi per fessi, tanto più che non gli mancò una profonda autoironia come dimostra un suo volume intitolato Meglio ladro che fotografo (Bruno Mondadori 2007) è inequivocabile nelle intenzioni: stanare La stupidità fotografica (Milano, John & Levi, n.10 della collana «Il punto», un piccolo formato che raccoglie interventi sull immagine con una certa versatilità disciplinare). Un particolare tipo di stupidità, che non è tanto o soltanto quella di chi si pone dietro un apparecchio fotografico con la speranza di fare un buono scatto (chi non si riconoscerebbe in questi tentativi?), ma anche di chi si pone davanti all obbiettivo per farsi ritrarre con ostentata stupidità (qui il riconoscersi non è indispensabile). La maggior stupidità, tuttavia, appartiene ad altri due casi: è di chi non teme o non sa che la posa diventerà necessariamente stupida col tempo e ancora di chi sulla fotografia ha qualcosa o troppo da dire, magari senza saperne o capirne granché. Tutti serviti, insomma, a qualsiasi livello di utenza, dei propri margini di potenziale stupidità. Peccato che non sia propriamente un manuale anti stupidità. Ne avrebbe guadagnato in chiarezza e in utilità, mentre quel po di sforzo che richiede va a vantaggio del sarcasmo che lo permea. La tesi di fondo di questo breve scritto, che pure affronta tanti argomenti, si può riassumere in modo molto sintetico e ridurre a una semplicità estrema: ogni tentativo di distogliere la fotografia dalla sua unica e banale motivazione, cioè quella di fare una foto, è un atto di stupidità, e se ciò non apparisse subito, prima o poi accadrà di certo. Ridurre così drasticamente il discorso di Gilardi, costruito artificiosamente in forma di dialogo (molto divertente sebbene, purtroppo, quasi privo di contraddittorio) tra lui e Patrizia Piccini (che nel curare lo scritto postumo del grande fotografo e critico piemontese era nato nel 1921 ha raccolto un antologia di interventi brevi scritti nell arco di 40 anni, fornendo un appendice assolutamente indispensabile e illuminante, e ancora una ventina di foto, tra cui alcune di Gilardi stesso) potrà dar fastidio, ma ha almeno due riflessi positivi. Prima di esporre i quali, tuttavia, andrà ricordato che fotografo sia stato Gilardi e un po della sua storia, che inizia professionalmente negli anni postbellici, incaricato di acquisire prove fotografiche dei crimini di guerra: da qui la sua familiarità con gli archivi. Continua negli anni 50 come fotografo de l Unità e della rivista Il Lavoro della Cgil, mentre è anche, con numerosi interventi scritti, voce essenziale di un dibattito, che forse non si fece mai sufficiente strada nel Partito Comunista, del rapporto tra politica e tecniche della cultura di massa; episodio essenziale è quando nel 1957, insieme al collega Franco Pinna, accompagna Ernesto De Martino in un viaggio di ricerca antropologica in Basilicata. Antonella Russo, nella sua Storia culturale della fotografia, Einaudi 2011, ricorda che Gilardi non fu docile fotografo: aveva intuito una certa artificiosità da parte dei soggetti studiati da De Martino e nelle sue fotografie si peritava di lasciare vedere microfoni e studiosi, con la volontà di documentare soprattutto lo «sguardo medico» piuttosto che i soggetti studiati. A questo periodo, la Fototeca Storica Nazionale ha dedicato la mostra Olive & Bulloni (c è anche il catalogo, 2009), allestita a Treviso (Fondazione Benetton), Milano (Fondazione Corrente) e lo scorso anno a Parigi (Istituto italiano di cultura), che documenta questo radicatissimo impegno dell occhio fotografico sulla vita dei lavoratori dei campi e delle officine. Proprio nei primi anni 60, con la fondazione della Fototeca, che oggi porta il suo nome e detiene un patrimonio di mezzo milione di foto liberamente consultabile anche in rete, Ando Gilardi consolida la sua attività di organizzatore culturale, di promotore, di critico e di studioso della fotografia. Nel 1976 avrebbe pubblicato uno studio importante, Storia sociale della fotografia (Feltrinelli, ora Bruno Mondadori, 2000), che porta l impronta, tanto originale quanto discussa, del suo modo di intendere il lavoro fotografico. Spazio alla fotografia spontanea, cioè gli scatti istantanei e dilettantistici (vedi Lo specchio della memoria: fotografia spontanea dalla Shoah a You Tube, B. Mondadori 2008); spazio alla fotografia di immagini, tanto delle opere d arte quanto dell illustrazione come la cartellonistica, le locandine, i libri; spazio ancora alla fotografia strumentale, come le foto segnaletiche in particolare, che poco dopo raccolse in Wanted! (Mazzotta 1978, ora B. Mondadori, 2003); nonché alla «pornofoto», che distingueva da quella erotica (vedi Storia della fotografia pornografica, B. Mondadori, 2002). Antidoti alle sofisticherie Ma non solo la realtà e l immediata esecuzione della copia del reale sta nei gusti e nelle passioni fotografiche di Gilardi: anche la deformazione, operata col montaggio e poi col photoshop, è largamente praticata e commentata come una delle espressioni essenziali della riproduzione ottica. Gilardi non era un realista ingenuo, era anzi sensibile ai quei fenomeni di impostura involontaria indotti dai luoghi comuni, tra cui c è anche il «mettersi in posa»: «Se alzavi la macchina per fotografare un compagno, quello tirava fuori l Unità e si metteva in posa! Ma vai a cagare, ma vai a cagare, ma piantala lì!», spiegava in modo così colorito a Ferraresi in un intervista del Non si può dire con certezza che avrebbe integralmente sottoscritto ciò che, per esempio, il giornalista e scrittore Paolo Monelli scriveva nei primi anni 30 a proposito della perduta spontaneità di ogni gesto umano: «Ci ha rovinati la stampa e la fotografia. La menzogna non era di questa terra, prima che gli uomini inventassero gli alfabeti». Però poteva essere almeno uno spunto per quella sua idea più complessa e drastica che ogni forma di rappresentazione fosse necessariamente una riproduzione: e non per le motivazioni metafisiche addotte da Platone ma solo per il fatto che nell ambito fotografico la copia per lui è verità e origine di ogni immagine. Come si vede, per Gilardi lo «spazio fotografico» è molto ampio, che addirittura non può essere circoscritto alla tecnica moderna coi suoi apparecchi analogici e digitali. Tramite le tecnologie che erroneamente identifichiamo col fotografare stesso, l impressione automatica dell immagine scopre solo la possibilità di fissazione e durata e poi di manipolazione, mentre è da sempre un azione conosciuta dall uomo, tramite le ombre, i riflessi, il foro stenopeico, fino alla camera oscura, con lente o senza. Fotografare non è che, letteralmente, «disegnare la luce» e solo questo ci sarebbe di essenziale, quasi bene primario dell umanità. Si torna così a uno degli aspetti positivi di quella semplificazione dei discorsi di Gilardi che si era inizialmente proposta, che si capisce non essere segno di faciloneria bensì un atteggiamento di concretezza, antidoto ai rischi di sofisticazione e di sofisticherie intellettuali che riconducono e piegano la fotografia ad aspetti parziali e non condivisi. Verso l essenziale Non bisogna pensare che non avrebbe apprezzato un impegnativo e aggiornatissimo volume antologico come quello proposto da Maurizio Guerri e Francesco Parisi, Filosofia della fotografia (Cortina 2013), ma certo non avrebbe fatto il tifo per nessuna delle tante posizioni lì rappresentate. Un po per sufficienza, un po per impazienza, un po per amore dell atto pratico, un po per amore dell enorme varietà dell immagine fotografica. Semplificare dunque, non per rendere più semplice ma più essenziale, e anche per scongiurare il rischio di stupidità. Ed ecco il secondo riflesso positivo per comprendere la posizione di Gilardi. Chi si mette a interpretare i meccanismi di stupidità, in genere ne è ossessionato come può spaventare un contagio o irritare una costrizione; invece, Gilardi sembra goderne un sacco di tutta questa stupidità da cui si sentiva circondato. Questo dovrebbe tranquillizzare il lettore, abbassare la sua soglia di allarme nell essere colto in fallo o non capire: attenzione però, tutta questa semplicità, praticata da un uomo che ha avuto non sporadico accesso a milioni di immagini, è anche uno strumento per giocare col lettore come gioca il gatto col topo.

11 MERCOLEDÌ 22 GENNAIO 2014 il manifesto pagina 11 CULTURE oltre tutto A FIRENZE, UN CONVEGNO SULLA MENTE ESTETICA «The aesthetic mind and the origin of art - La mente estetica e l origine dell arte» è il convegno internazionale che si terrà a Firenze da domani al 25 gennaio presso la Sede della Scuola di Studi Umanistici e della Formazione (ore 15.30). La tre giorni di convegno, organizzata dalla rivista Aisthesis e dal Seminario Permanente di Estetica, si contraddistingue per il suo carattere interdisciplinare, annoverando tra i suoi relatori, filosofi, fisici, neuroscienziati, antropologi e archeologi. Tra i conferenzieri, Jean-Pierre Cometti, Fabrizio Desideri, Ellen Dissanayake, Roberta Dreon, Filippo Fimiani, Elio Franzini, Fabio Martini, Winfried Menninghaus, Edmund T. Rolls, Mariagrazia Portera, Elisabeth Schellekens, Salvatore Tedesco, Giuseppe Vitiello. Jason Stanley P latone aveva una scarsa considerazione della democrazia. Riteneva che la politica fosse un arte ed era convinto che per comprendere l essenza di quell arte bisognasse avere delle competenze. Il filosofo ha sempre sostenuto che non c è alcuna speranza che la moltitudine possa conseguire le abilità richieste per governare, poiché viene facilmente ingannata dai sofisti. Da ciò ne è conseguito, per il pensatore greco, un rifiuto netto per la democrazia come sistema di potere praticabile. È «probabile che le origini della tirannia si trovino proprio in un regime democratico e in nessun altro luogo» (Platone, La Repubblica). Un giusto sistema di governo deve quindi insediare al potere i filosofi, sono loro gli unici in grado di comprendere l essenza delle cose. Platone aveva ragione a considerare le sue opinioni incompatibili con la democrazia. L idea che i cittadini non siano capaci di dare giudizi sull amministrazione pubblica, che l economia e la politica siano aree di competenza, come il campo medico, è qualcosa di profondamente antidemocratico. Cosa è necessario dunque per una democrazia al fine di evitare la minaccia che si «trasformi in tirannia»? Secondo quanto affermato da molti studiosi, la democrazia esige una cittadinanza informata, qualcuno che possa impegnarsi in dibattiti pubblici motivati su questioni politiche. È uno standard elevato. Un idea più «modesta» dei requisiti necessari alla democrazia è tuttavia difendibile: i cittadini devono avere una ragionevole capacità nel riconoscere quando un azione politica viene fatta nel loro interesse. La visione di Platone è antidemocratica perché parte dal presupposto che anche questo livello sia troppo alto. La moltitudine sarà sempre ingannata dalla propaganda e dalla falsa retorica, indotta a votare contro i propri interessi. Una profonda comprensione di come il linguaggio venga utilizzato per insidiare la democrazia stessa è, quindi, essenziale in ogni stato democratico. Non è necessaria nessuna specializzazione in filosofia del linguaggio o in linguistica per riuscire a individuare alcuni usi della propaganda. Per esempio, è pratica comune negli Stati Uniti dare un nome fuorviante ai disegni di legge. Quello del 2001, che ha permesso alle forze governative di FESTIVAL DELLE SCIENZE Dispositivi del controllo secondo il filosofo del linguaggio. Un anticipazione «Debito», una parola che nasconde molte insidie BIOGRAFIA Indagine su ciò che distingue l uomo Al Festival delle Scienze che si terrà da domani al 26 gennaio presso l Auditorium Parco della Musica di Roma, venerdì 24 gennaio, ore 16, nella Sala Petrassi si terrà un incontro dal titolo «Linguaggio come meccanismo di controllo di Bernhard Nickel, Jason Stanley. Introduce e coordina la conferenza: Salvatore Pistoia-Reda. Jason Stanley (1969) è un epistemologo e filosofo del linguaggio. Fra i suoi libri più recenti si segnala «Knowing How» (Oxford University Press, 2011) e, tra gli altri, «Language in Context: Selected Essays» (Oxford, University Press), «Practical Interests» (Oxford University Press, 2005). L interesse principale dello studioso è quello di cercare di indagare «le proprietà distintive che rendono gli esseri umani tali». Per Stanley, la filosofia deve essere messa in condizione di vivere una continua crisi. Dopo aver conseguito il Ph.D. al MIT nel 1995, Stanley ha insegnato a Oxford, poi a Cornell e nell Università del Michigan. Dal marzo 2013 insegna a Yale. Ha anche scritto per un pubblico più vasto dalle colonne del «The New York Times», dove ha tenuto un blog di filosofia «The Stone». MOSTRE Milano celebra il critico-artista centenario Gillo Dorfles in una rassegna alla Fondazione Marconi La tecnica eclettica dell avanguardia no infatti nuovamente «salvate» se i mercati dei derivati, ancora una volta, subiranno un collasso. È questo in realtà l unico «miglioramento normativo» che il disegno di legge propone. La strategia è particolarmente diffusa nella politica economica, in cui le parole utilizzate per raccontare ciò che sta accadendo con gli Stati vengono prelevate dai contesti che descrivono le finanze di una famiglia normale. La parola «debito» è diversa se applicata all Unione europea, che può stampare la propria moneta, piuttosto che ad una famiglia, che non può farlo. Ma un capofamiglia, che si identifica in colui che cerca di evitare di debito, può essere ingannato e appoggiare politiche che, di fatto, vanno contro gli interessi della sua famiglia; l imbroglio sta nell incapacità di comprendere che «debito» significa qualcosa di molto differente se riguarda un governo o una unione politica. Ci sono poi forme più sottili di propaganda, per le quali un analisi dettagliata del linguaggio e dell uso linguistico risulta assai utile. I linguisti distinguono tra ciò che è presupposto da un enunciato e il punto focale del medesimo. Chi è in disaccordo, deve accettare prima i presupposti di quell enunciato. Se affermo: «È Giovanni che ha risolto il problema», e qualcuno non è d accordo, deve suggerire che un altro abbia agito. È difficile dire «no» e voler con ciò asserire che il problema non sia stato affatto risolto. L espressione «È Giovanni che ha risolto il problema» fa presumere che qualcuno lo abbia comunque districato. Allo stesso modo: «È stato il presidente Obama a causare il disastro», ci dice qualcosa circa il suo tentativo di ampliare l accesso alle cure sanitarie, ma ipotizza che la legge sanitaria sia catastrofica, affermando però che la causa è proprio il presidente Obama (piuttosto che le assicurazioni sanitarie). L attenzione al dibattito in linguistica circa il «presupposto» è essenziale per comprendere a fondo cosa stia accadendo. Un altro tipo di esempio. Lo slogan di canale Fox descrive l emittente come «imparziale ed equilibrata». Ma è abbastanza ovvio, anche al suo stesso pubblico, che il canale Fox News non sia né l uno né l altro. La ragione per cui sfoggia questo slogan è quello di invitare a pensare che non esiste qualcosa che sia giusto ed equilibrato - che non vi è alcuna possibilità di dare notizie obiettive, esiste solo la propaganda. Lo scopo è quello di insinuare che tutti i media siano generalmente insinceri. Gli effetti di un tale pregiudizio sono evidenti nelle società in cui i media statali usano il linguaggio soltanto come un meccanismo di controllo, invece che come fonte di informazione. I cittadini che crescono in uno stato in cui le autorità distribuiscono esclusivamente propaganda non sviluppano alcuna domestichezza con i meccanismi della fiducia. Quindi, anche se i membri di quella società hanno accesso a notizie attendibili, magari via Internet, non si fidano. Sono addestrati al sospetto. Senza fiducia, non vi è alcun modo, per qualsiasi speaker, di essere preso sul serio nel pubblico dominio. Il risultato di questo atteggiamento? È una società in cui le distinzioni tra politici e clowns svaniscono. Uno Stato democratico è quello in cui l ingresso delle persone comuni nelle scelte politiche le Bisogna che il lettore ponga attenzione agli enunciati e ai loro presupposti. Spesso l inganno si annida lì rende legittime. Ma la diffusione e l accettazione della propaganda da parte dei politici e dei media mina la pregnanza della loro partecipazione. Se l opinione pubblica è stata disorientata dalla propaganda costruita da chi detiene il potere, l entrata in politica dei cittadini è irrilevante e lo stato non democratico. Uno Stato democratico necessita una cittadinanza sempre vigile, in grado di monitorare e punire i suoi politici e i media quando piegano il linguaggio ad un meccanismo di controllo, dimenticando che è invece una fonte di informazione. Venerdì, all Auditorium di Roma, lo studioso parlerà dei meccanismi di controllo e dell uso della propaganda violare la Costituzione degli Stati Uniti, con lo spionaggio dei suoi cittadini, senza un mandato, è stato chiamato «Patriot Act», un nome che ha indebolito la possibilità di fare opposizione. Più di recente, nel novembre 2013, la Camera dei Rappresentanti americana ha approvato la legge «Swap Regulatory Improvement Act». Il nome del disegno di legge suggeriva che quel dispositivo avrebbe dovuto migliorare la regolamentazione del mercato nel campo dei derivati, lo stesso che provocò il crollo del sistema finanziario mondiale nel 2008 e obbligò al salvataggio di grandi istituzioni finanziarie in Usa. Eppure, scritto quasi interamente dalla megabanca Citigroup, il disegno di legge permette proprio alle banche di utilizzare i depositi assicurati dal governo federale per speculare sul mercato dei derivati. Tutela in tal modo le stesse banche: saran- Fabio Francione L a politica artistico-culturale milanese ai tempi della crisi pare assestarsi su un crinale foriero, ancora in questo inizio di 2014, di sorprendenti novità: il cui fulcro restano le sedi espositive di Palazzo Reale e il suo Museo del Novecento. Già il cosiddetto «Autunno Americano» aveva evidenziato una prospettiva di lettura del contemporaneo spostata sull economia della proposta affidandosi a mostre che incrociassero opere e artisti notissimi come dire estratti «in convenzione» da collezioni pubbliche e private e in grado di trainare con sé rassegne musicali, incontri cinematografici e letterari. Gli esempi più vistosi sono Pollock e gli irascibili dal Whitney Museum e i 160 Warhol dalla Brant Foundation (le mostre sono ancora in corso). Ma ciò sta accadendo anche con l antologia delle opere di Kandinskij provenienti dal lascito della moglie Nina al Centre Pompidou di Parigi. È piacevole, infatti, andare a visitare la mostra, curata da Luigi Sansone, Gillo Dorfles. Ieri e oggi di scena alla Fondazione Marconi (via Tadino 15, fino al 22 febbraio), e accorgersi, senza essere frenati da assurdi sondaggi critici, come l intellettuale-artista giuliano si ritrovi nell alveo pittorico dissodato dalle «intuizioni teoriche del grande pittore russo-tedesco». Proprio dalla mostra si dirama la sonda biografico-artistica di Dorfles, quantunque la sua carriera intellettuale si snodi nell apparente contraddizione dei ruoli assunti nel corso della sua esistenza centenaria, essendo nato a Trieste nel 1910 da padre d origine goriziana e madre, invece, genovese. «Non c è dubbio che io sia un professore di estetica. Ho percorso tutti i gradi per arrivare ad esserlo, conseguendo prima la libera docenza e poi la cattedra in varie università. Resta il fatto che ciò non toglie che io abbia sempre disegnato e scarabocchiato. Che io ricordi da sempre, dovunque e su ogni superficie e oggetto». Al contrario, l essere a più riprese e in tempi diversi, artista critico filosofo e studioso del gusto, gli hanno fatto comprendere più di altri le difformità estetiche e culturali che hanno reso il 900 e oltre, un secolo unico. In questa unicità risiede l originalità e l eclettismo di Dorfles che si riverbera in una scrittura critica che mette a referto il come ci si pone «di fronte all opera d arte, ma anche di fronte a tutto quello che fa parte della nostra vita». Da qui sono nati libri di riferimento per generazioni di studiosi come Discorso tecnico delle arti del 1952 e di recente riapparso per i tipi della Marinotti e importante per la messa in discussione del metodo estetico crociano o Il Kitsch del 1968 (data discrimine per azzerare l alto dal basso e tutti i valori ad essi collegati), o ancora a fare il paio con la propria duplicità intellettuale Il divenire delle arti del 1959 e Il divenire della critica del Mentre, l attività pittorica (e di scultore incisore e ceramista), che ha subito per lungo tempo quella che con divertente ironia e a suo onor reale condizione, è definita di clandestinità («ho dovuto attendere la pensione per vedere che la mia pittura veniva presa in considerazione, senza maltrattamenti»), lo consacra come uno degli artisti più avanzati del 900 per la capacità di sintonizzarsi sui movimenti d avanguardia internazionali e nazionali della seconda parte del secolo. Non a caso partecipati da Dorfles, anche da protagonista, come quando fondò nel lontano 1948 altra data fondamentale della storia italiana il Mac (Movimento Arte Concreta) con artisti del calibro di Bruno Munari, Atanasio Soldati e Gianni Monnet. «Eravamo tutti concentrati a lavorare sull astrazione in un ribaltamento di gerarchie e di ruoli con la fino ad allora dominazione della figurazione tradizionale. Non che prima non ci fossero in Italia artisti che lavoravano sul non figurativo e la pittura astratta. Uno su tutti, Mauro Reggiani. C era di mezzo la politica. Una politica che vedevo come avrei sperato più vicina alle cose essenziale. Ma ciò non è successo e non sta accadendo». Ed oggi, quel nuovo modo di far pittura lo si capisce di più per come fu compressa dall onda lunga che intreccia nell arte italiana del secondo dopoguerra Picasso e il Surrealismo e i primi prelievi dalle sperimentazioni letterarie dei grandi scrittori del primo novecento (Joyce e Kafka). Tutto questo s irradia nei quadri di Dorfles la produzione in mostra non è solo storica, ma conta tele anche dello scorso anno come non mancano nelle macchie, nei grovigli, nelle campiture colorate e astratte riferimenti alla scienza e alla psichiatria, suoi primi e mai dimenticati amori. Qui, è sorprendente il già richiamato legame «organico» e «minerale» con le opere estreme di Kandinskij che flirtano sia con l egemone e che non voleva saperne nulla di lui, Surrealismo e il nascente «espressionismo astratto» d Oltreoceano.

12 pagina 12 il manifesto MERCOLEDÌ 22 GENNAIO 2014 Sundance VISIONI L infanzia e l adolescenza di un bambino texano, al centro del nuovo lavoro di Linklater «Boyhood», in concorso al festival, con Ethan Hawke e Patricia Arquette L improvvisazione libera di una vita Girato in 39 giorni distribuiti nell arco di 12 anni, il film si muove con pudore tra romanzo di formazione e semplicità del quotidiano ELLAN COLTRANE, SOPRA CON PATRICIA ARQUETTE, IN DUE SCENE DI «BOYHOOD» DI RICHARD LINKLATER Giulia D Agnolo Vallan PARK CITY S e la formula che Sundance ha promosso in America e nel mondo per tutti questi anni è quella di un cinema indipendente molto scritto, drammaticamente risolto, recitato convenzionalmente e fatto di storie dal raggio non particolarmente ambizioso, i film migliori che si stanno vedendo quest anno al festival sembrano essere quelli che, in qualche modo, fanno esplodere quelle sicurezze. Primo fra tutti Boyhood, il bellissimo nuovo lavoro di Richard Linklater presentato in anteprima qui a Park City e tra qualche settimana previsto in concorso alla Berlinale (6-16 febbraio). Fin dal lungometraggio d esordio, Slacker, Linklater ha fatto del tempo una delle ossessioni del suo cinema, sempre instancabilmente a caccia della realtà che «sborda» tra un inquadratura, quella che la precede e quella successiva, tra le parole dei dialoghi fiume che usa così spesso, nel rifiuto di ingabbiare convenzionalmente le sue storie entro i confini dello schermo, di un genere, della dicotomia documentario /fiction. In Slacker, Dazed and Confused e Waking Life Linklater aveva lavorato su un idea sospesa, sincronica del tempo. La trilogia Before Dawn (Prima dell alba), Before Sunset (Prima del tramonto) e Before Midnight- Prima di mezzanotte, gli ha permesso di esplorarlo anche nel suo svolgersi, contemporaneamente fuori e dentro allo schermo. Girato in 39 giorni, distribuiti nell arco di 12 anni, Boyhood spinge ancora più in là questo esperimento. Diversamente da Michael Apted che, nella sua serie di documentari Up (sette episodi, tra il 1964 e il 2005) ogni sette anni intervistava i suoi 14 protagonisti, Linklater si è riunito con il suo G.D.V. PARK CITY D opo una partenza piuttosto torpida, Sundance 2014 inizia a svegliarsi, ad acquistare una fisionomia. Inspiegabilmente presentato fuori concorso (nella sezione Next, e cioè quella delle «promesse», dove l anno scorso avevano seppellito l imperdibile Computer Chess) Listen Up Philip, il terzo film di Alex Ross Perry, nativo della Pennsylvania, trapiantato a New York dove ha studiato alla Tish School di NYU e lavorato come commesso da Kim s video. Se la biografia sa un po di Tarantino, il cinema di Ross Perry è decisamente East Coast, ispirato dalle cronache brooklynesi di Noah Baumbach e Lena Dunham come da Cassavettes. Dopo Impolex (2009), The Color Wheel (2012) e un apparizione in qualità di protagonista di La ultima pelicula di Raya Martin e Mark Peranson, Ross Perry fa quello che ha definito, dopo la proiezione, «un film che non ha nulla a che vedere con il presente» e la cui esperienza, aveva auspicato prima dell inizio, spera si possa vivere, cover to cover, da copertina a copertina, come un libro. La letteratura fa da sfondo a Listen Up Philip, girato in 16mm e con grande inventiva dal direttore della fotografia Sean Price Williams, è romanzescamente narrato da Eric Bogosian e i suoi protagonisti sembrano privi di telefonini, tablet o dell immancabile McAir, ma non c è nulla di disattuale nell idea di cinema che porta avanti. Un po simile al personaggio che interpretava in Rushmore, Jason Schwartzman è un giovane autore cast e troupe ogni anno, per qualche giorno di riprese, in cui il passare del tempo veniva incorporato organicamente nella sceneggiatura del film (anch essa firmata dal regista). Al centro di Boyhood, come suggerisce il titolo, sono l infanzia e l adolescenza di un bambino texano, e la sua famiglia. Complici nel progetto Ethan Hawke e Patricia Arquette, il giovane attore Ellan Coltrane e la figlia del regista, Lorelei Linklater. Incontriamo Mason (Coltrane) per la prima volta a sette anni. Il suo mondo è fatto di una madre che si chiama Olivia (Arquette), affaticata e desiderosa di una vita migliore, di Samantha, una sorella maggiore che lo snobba (Linklater), e di un padre simpatico e completamente inaffidabile (Hawke) che vuole recuperare il rapporto con i figli dopo anni che non vive più con loro e li vede pochissimo. I piccoli scazzi a scuola, i momenti di contemplazione/confusione solitaria, la corse in bicicletta, il dolore di lasciare indietro gli amici, l universo conosciuto, NEXT «Listen Up Philip» di Alex Ross Perry, un tocco newyorchese di commedia L ego «esplosivo» del giovane romanziere JASON SCHWARTZMAN E ELIZABETH MOSS IN «LISTEN UP PHILIP» newyorkese che ha finito di scrivere un discreto secondo romanzo. La sua fidanzata fotografa (Elizabeth Moss) ha probabilmente più talento di lui, ma un quinto dell ego. Jonathan Price è il vecchio scrittore famoso, amareggiato e sul viale del tramonto, che adotta la giovane promessa offrendogli asilo nella sua casa di campagna upstate New York, dove Philip può concentrarsi sul suo soggetto favorito, ovvero se stesso. Conversazioni iperintelligenti che nascondono solitudini devastanti, gesti di arroganza suprema dietro a cui si celano ferite interiore profonde, Listen up Philip, che ogni tanto sembra esistere nello spirito di Girls, è una commedia intricata, buffa e dolorosa di egoismi e del masochismo di tutti i giorni. Come il primo film in concorso visto qui al festival, Whiplash, è anche una parabola (semi-romantica) sulla spietatezza inevitabile della creazione artistica. quando la mamma decide di impacchettare tutto e trasferirsi a Houston, dove vuole studiare psicologia e trovare un lavoro meglio pagato e più interessante. Linklater tratteggia il quotidiano di Mason e dei suoi a pennellate sicure e prive di sentimentalismo. Nel suo sguardo si sente l amore per Truffaut, ma filtrato da un pudore, quasi un austerità che sono molto made in Usa. Non sorprende infatti che tra i fan dichiarati di questo regista ci sia anche Fred Wiseman. Girls è stato evocato al Sundance anche domenica pomeriggio, quando Lena Dunham è apparsa in sala insieme al cast di Happy Christmas, l ultimo film di Joe Swanberg. Si tratta di una storia minima e minimal (come tutti i film mumblecore, il movimento di cinema indie di cui Swanberg fa parte) ambientata durante le vacanze di Natale e interpretata, oltre che da Dunham, da Anna Kendrick, Melanie Lynskey, l attore/regista Mark Webber, dallo stesso Swanberg e da suo figlio di due anni, in cui una sorella giovane e un po irresponsabile (Kendrick) piomba a vivere dalla famiglia del fratello a Chicago, ma non tutta la confusione che segue viene per nuocere. Parzialmente autobiografico, quasi interamente improvvisato sulla base di un trattamento di quindici pagine, anche Happy Christmas, presentato in pellicola, è stato girato in pellicola per sfuggire, ha spiegato Swanberg presentando il film, alle tentazione di girare e montare troppo. Tra attori, registi e stilemi che tornano e/o si incontrano tra di loro, mumblecore è molto presente al Sundance di quest anno. Chi sembra essersi decisamente lasciata indietro lo spirito easy, sciolto, improvvisatorio del movimento è Lynn Shelton, qui nella sezione anteprime con Leggies, un implausibile commedia romantica con Kiera Knightley che si comporta stucchevolmente (e senza ragione) come una teen ager e che ci fa caldamente rimpiangere le crudezze e la temerarietà di Humpday. Ogni volta che reincontriamo la famiglia dopo un certo lasso di tempo, i personaggi sono sempre leggermente diversi - più maturi o problematici i ragazzini, più sicura di sé la madre, più addomesticabile Mason Sr. che torna dall Alaska a bordo di un auto sportiva nera che fa molto «giovane» e va a vivere a Houston anche lui. Amanti e fidanzati/e dei genitori si succedono, prima o dopo arriveranno anche i primi flirt dei ragazzi. Quando Olivia, diventata professore d università, trova un uomo decente lo sposa, ma poi lui si rivela pessimo e la famiglia si restringe, per poi riallargarsi, di nuovo. Intorno ai personaggi che vanno e vengono, si intravedono con la coda dell occhio Harry Potter, la guerra in Iraq, i gadget che cambiano, la campagna presidenziale 2008 in cui Mason Senior e Junior disseminano cartelli «vota Obama» nel territorio ostile di Karl Rove e George W. Bush. Linklater si muove tra una nuova realtà e l altra senza bisogno di spiegazioni, psicologismi. Confonde i riti di passaggio obbligati del romanzo di formazione alla banalità di tutti i giorni. La sua è un aderenza totale al flusso della vita così come viene, perché in essa non c è niente di ordinato, prevedibile, sicuro, «We just wing it», improvvisiamo andando avanti, spiega ridendo al figlio Mason Sr. verso la fine del film, quando ha ceduto la macchina sportiva per un minivan, ha messo su famiglia anche lui e tollera due suoceri iperconservatori ma gentilissimi. È diventato, insomma, l uomo responsabile che Olivia avrebbe voluto solo quindici anni troppo tardi. Se i corpi e i volti di Arquette e Hawke riflettono, con dolce malinconia, il passare degli anni, quella di Mason è una metamorfosi che ti scorre davanti agli occhi. Cuore e guida del film, sboccerà, quando stiamo per lasciarlo, a diciannove anni, in un classico personaggio «alla» Linklater, acuto, introspettivo e loquace. Girato in 35mm (è la tendenza controtendenza del meglio di Sundance 2014), prodotto completamente al buio dalla Ifc che accettò di finanziare la spericolata impresa 12 anni fa, Boyhood dura quasi tre ore, ma si vive come un film stringatissimo, essenziale. Non ha nulla della slabbratezza che spesso si deduce dal basso costo di girare in digitale. E in questa sua disciplina completamente libera e specialissima stanno il punto di partenza e di arrivo di tutto quello che Richard Linklater ha fatto fino ad oggi.

13 MERCOLEDÌ 22 GENNAIO 2014 il manifesto pagina 13 VISIONI ANDREA CACCIA Stasera, al Piccolo Apollo di Roma (ore 21.00), presenta il suo film, «La vita ai tempi della morte», tra i film italiani più intensi e imperdibili degli ultimi anni (è del 2010). Dal programma di sala: «Lo scorrere delle stagioni ai Laghi della Lavagnina. Undici conversazioni in prossimità della fine. Un garage colmo di oggetti da riordinare. Una trilogia sul senso del guardare: un sasso, un volto, lo scorrere della vita tra le cose». Voci di persone che vivono la morte, la grana dell esistenza nel gioco dei ragazzi sul lago, i ricordi del regista del padre da poco scomparso. Un film sulla materia dell esistenza impressa nella grana della pellicola, con dolcezza, lucidamente in equilibrio nella geometria del sentimento. Le storie si susseguono, si intrecciano, si sovrappongono. La macchina da presa affronta il tabù che è filmare la morte, nelle parole e suo corpi, e negli occhi azzurri pieni di ironia come quelli di una delle protagoniste. Al termine della proiezione Andrea Caccia incontrerà il pubblico. ERMANNO OLMI; IN ALTO A SINISTRA, SUL SET; SOTTO «SU TUTTE LE VETTE E PACE» DI GIANIKIAN-RICCI LUCCHI SUL SET Ermanno Olmi ha iniziato le riprese del film sulla Grande guerra Le tracce della Storia nell erba dell Altipiano EVENTI In bus sulle tracce delle trincee Un percorso tra la Slovenia e Gorizia fino al Monte Grappa fiancheggiando il fiume Piave e poi di nuovo su verso l altopiano di Asiago, 300 km suddivisi in 4 tappe distinte per ripercorrere i luoghi della Grande Guerra. Storia ma anche paesaggi e architettura rivissuti grazie all «èstoriabus», l'autobus che viaggia nei luoghi simbolo del Primo Conflitto Mondiale di cui ricorre quest anno il centenario. LLe esigenze militari portarono a una profonda trasformazione del paesaggio, che permane tuttora. «èstoriabus» fa parte del «Progetto Carso 2014» promosso dalla provincia di Gorizia, che in questa settima edizione, dieci percorsi storico-culturali attraverso i luoghi della Prima Guerra. Si comincia sabato 15 febbraio col primo itinerario: «orizia nella Grande Guerra». Il percorso si snoderà a partire dal sottopasso intitolato ad Aurelio Baruzzi, il sottufficiale romagnolo che issò la bandiera tricolore entrando come primo italiano a Gorizia l'8 agosto 1916, all'ossario di Oslavia, dove riposano le spoglie dei caduti nel conflitto. Si sosterà presso i monumenti alla VI Battaglia dell'isonzo, a Enrico Toti e al Fante d'italia, per poi visitare il Parco della Rimembranza, realizzato a ricordo delle vittime della Grande Guerra. Info: tel: di regia del film di Olmi ci dicono che tutto quanto è «realmente accaduto. E poiché il passato appartiene alla memoria, ciascuno lo può evocare secondo il proprio sentimento». Sarà Toni Lunarda la voce di questa memoria, un vecchio pastore che della Grande Guerra è stato protagonista. La figura di Toni arriva da lontano, da un altro film del regista, I recuperanti ( 69, sceneggiato insieme a Rigoni Stern e a Tullio Kezich) nel quale i protagonisti erano gli uomini che, finita la guerra, andavano a cercare le bombe per sopravvivere. Uno di loro era Toni Matto, che è stato anche guida per gli ufficiali; dell Altopiano che aveva cominciato a scoprire con le bestie da bimbetto non gli sfuggiva nulla. Di giorno o di notte sapeva sempre dove si trovava. Asiago venne distrutta dai bombardamenti, racconta Olmi che nell orto, quando si rivolta la terra si scoprono schegge e pallottole. «Al di là di questi reperti precisi che sono inconfondibili nella loro collocazione temporale e storica, verso il tramonto ho visto ancora le tracce delle bombe, degli avvallamenti e di vecchi camminamenti di trincea. Adesso tutto è stato coperto, ma l erba cresciuta sulla carne umana è un velo pietoso. Se la guardiamo in controluce quando il sole è basso all orizzonte, ci riporta tutto ciò che quella guerra ha rappresentato. Sia come grande dolore umano, sia come grande atto di umanità che quella guerra ancora aveva rispetto alle guerre attuali». La prima guerra Olmi non l ha vissuta, suo padre sì, ha combattuto al fronte, e i suoi racconti gli sono rimasti nel cuore. Diceva spesso dei compagni che aveva visto portare via avvolti in un lenzuolo e dentro una semplice bara di legno. «La celebrazione è un atto dovuto. Vorrei riuscire a accendere un emozione nei giovani d oggi, perché è proprio attraverso l emozione che si può capire meglio la realtà». Al di là delle celebrazioni, però, da anni nel nostro immaginario un lavoro sulla Grande guerra, demitizzante ogni vecchio libro di scuola, e soprattutto qualsiasi patina di eroico vanto, lo fanno nel loro cinema Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi, lucidissimi, e implacabili, narratori del Novecento nel cui conflitto ritrovano l attualità incessante del presente. La Grande guerra ce l hanno mostrata in film come Su tutte le vette è pace, ma soprattutto Oh! Uomo. Sono stati gli unici, ma per questi artisti, esploratori nella loro ricerca dell archivio novecentesco, e delle sue zone di ambiguità aperta, la Prima guerra è un Si gira a Asiago dove il regista vive da sempre, e nell orto quando si rivolta la terra si scoprono le schegge passaggio fondante per ciò che sarà il mondo dopo. Forse una prova generale di qualcosa a venire, così tragicamente ripetuto nel tempo. Oh!Uomo raccoglie materiali scartati, e censurati, girati dopo la guerra. Ci sono le tracce visibili sui corpi, nelle mutilazioni di braccia, gambe, negli occhi devastati dalle scheggie. «Prima tanto forte e pieno di vita, ora era sfinito. Steso sul lettino da campo, le labbra bianche, immobile, sembrava un cadavere. Solo una contrazione della bocca, simile ad un sorriso amaro, mostrava ch'egli viveva e soffriva» scrive Emilio Lussu (Un anno sull altipiano). Le immagini di quei muutilati, di quella violenza scritta sui corpi nei fotogrammi «scovati» da Gianikian e Ricci Lucchi ce ne dicono la sostanza. Prima ancora che memoria, una storia che si ripete. Chissà se le celebrazioni saranno anche un occasione per riproporli ovunque in Italia. Sarebbe una magnifica lezione per tutti. SANREMO 64 Tra fiori e canzoni spunta Laetitia Casta S.Cr. M anovre di avvicinamento per l edizione numero sessantaquattro di Sanremo che dal 18 al 22 febbraio animerà la cittadina ligure. E, puntuali, arrivano le indiscrezioni che suonano nella maggior parte dei casi come quasi conferme e servono per creare quel minimo di «suspence» intorno all evento. L ultima in ordine di tempo vede Laetitia Casta pronta a tornare sul palco dell Ariston con Fabio Fazio a distanza di 15 anni dall edizione 1999 che li vide insieme per l intera kermesse. I contatti con l organizzazione del festival sarebbero già a buon punto e prevederebbero la presenza dell attrice francese per una sola serata. Con lei - almeno a rincorrere le voci - sarebbe così definito il gruppo di «super ospiti» che vede Raffaella Carrà animare la puntata di mercoledì, la coppia Gino Paoli e Danilo Rea nella serata di venerdì tutta dedicata alla «canzone nazionale», e poi i cosiddetti big che in gara non ci vanno mai ma un passaggio promozionale in riviera davanti a una platea di 15 milioni di spettatori, non lo rifiutano proprio. In testa Giorgia e Alicia Keys - il «sogno proibito» dice la cantante romana, che con la star americana ha duettato ma solo virtualmente (i soliti file digitali che ci si scambia via mail...) nel suo nuovo disco, le ragazze dovrebbero esibirsi in coppia sulle note della ballatona I will pray, in una sfida all ultimo acuto. Poi a proposito di tenerezzze, amori infranti e relazioni impossibili, è attesa un altra specialista del genere Laura Pausini che sul palco dell Ariston giusto vent anni fa ha spiccato il volo. Una ricorrenza, fa sapere la cantante, «assolutamente da celebrare. Farò il possibile per esserci nonostante sia impegnata con il tour in Sud America». In clima nazional popolare ariecco Claudio Baglioni (il compagno di merende di Fazio dai tempi di Tanti brani «cuore e sentimento». Fuori Battiato e Alice, canzone «troppo metafisica» Anima mia...), Renzo Arbore e si sussurra, Justin Bieber. Ma la scommessa vera per l atto secondo del festival targato Fazio/Littizzetto, è riposta nelle canzoni dei 14 big. Ben 28 perché il «bravo conduttore» ha riesumato la regola del doppio brano: non si elimina più il cantante ma la canzone. E dall ascolto dei pezzi, proposti da Fazio alla stampa nell anteprima milanese, è filtrato un mood decisamente sentimentale: «Effettivamente è così - conferma il presentatore, vuol dire che in un momento così pesante come quello odierno tutti gli artisti puntano ad emozionare». Di sicuro la convinzione degli autori è di trovarsi di fronte a pezzi di livello: «Abbiamo deciso di fare una scelta che tenesse in considerazione le canzoni e la contemporaneità. Musica che abbia un senso per le radio e che gli utenti possano scaricare immediatamente». Per far questo si è perso di strada qualche big importante: Battiato, ad esempio. Il suo brano scritto per Alice (Per Elisa da lui firmata nel 1981, sempre per l interprete forlivese, vinse il festival) e dall autore siciliano definito «metafisico di pura spiritualità», è stato scartato - dalla commissione che l ha bollato come «inadatto a Sanremo». Ma in un Sanremo monstre da 18 milioni di euro - cifra né confermata né smentita dal direttore di Rai1 Giancarlo Leone, che comunque spiega come i costi «saranno interamente coperti dai guadagni realizzati con le inserzioni pubblicitarie», c è chi (assicura) la presenza di almeno due tormentoni forti e vincenti: Pedala il ragamuffin di Frankie Hi_NRG e una decisamente «dance oriented» Liberi e no eseguita a quattro mani da Raphael Gualazzi e Bloody Beetrots. Il progetto fa parte delle celebrazioni del Centenario. Serviranno a diffondere il lavoro di Gianikian e Ricci Lucchi? Cristina Piccino I l film si chiamerà l Italia in guerra, le riprese sono iniziate qualche giorno fa sull Altopiano dei Sette Comuni, il «teatro» della storia è infatti il fronte nordest, dopo gli ultimi sanguinosi scontri del 1917 sugli Altipiani. Alla regia di quella che appare come una delle iniziative più prestigiose per il Centenario della Grande Guerra c è Ermanno Olmi, che ai luoghi della storia è profondamente legato. Bergamasco di nascita Olmi vive infatti da sempre a Asiago, in una casa immersa nella natura, tra silenzio e cielo. Suo vicino, e amico, era Mario Rigoni Stern, e dal Sergente nella neve, il regista doveva fare un film tanto tempo fa. Anzi fu proprio quell incontro, quando era ancora un ragazzo a farlo decidere che l Altopiano era era il posto giusto dove costruire la sua casa, fare famiglia. «Quando vidi per la prima volta questi paesaggi ondulati, simili alla steppa russa, capii che facevano parte del mio futuro» raccontava il regista di L albero degli zoccoli in un intervista qualche anno fa ricordando Rigoni Stern. Del film, poi, non se ne fece nulla, rimase però quell incontro divenuto amicizia profonda e duratura nel tempo l Italia in guerra (tra i protagonisti c è Claudio Santamaria)sarà girato insomma «davanti casa», sulle distese di prati e boschi dell Altopiano ferite profondamente dalle bombe e dalle trincee della Guerra. Nel 59 la Grande Guerra l aveva narrata Monicelli, sceneggiatura di Age&Scarpelli e Vincenzoni, con la coppia Sordi e Gassman, il romano Oreste Iacovacci e il milanese Giovanni Busacca, antieroi comici e demitizzanti la retorica della celebrazione. Fecero infuriare Gadda, che pure partito ragazzo per la guerra, fu tra i primi a metterne dolorosamente a nudo, nell esperienza personale, la ferita. E però quel film, nel racconto nazionale della prima guerra, e della sua memoria, segnò un punto di rottura. Le poche indicazione nelle note RETE 4 Stasera alle la seconda parte di «Hatfield e Mc Coys» regia di Kevin Reynolds Kevin Costner, la saga western è servita I l cappello schiacciato, il baffo e lo sguardo languido e al contempo torvo, assassino. E soprattutto molto macho. Era Kevin Costner in Balla con i lupi, film del 1990 sbanca box office, prodotto, diretto e interpretato da lui stesso. Il picco della sua popolarità con sette premi oscar guadagnati, prima della catastrofe commerciale (175 milioni di dollari spesi e mai rientrati...) in cui rimase coinvolto in Waterworld nel Ventitrè anni dopo Costner è ritornato sul luogo del delitto, in pieno climax western, solo che questa volta non su un set cinematografico ma su quello tv. È la miniserie Hatfield e McCoys su cui Giuseppe Feyles - il direttore di Rete 4 nonché «responsabile» dello sbarco italiano della saga di culto «very british» Downtown Abbey, ha puntato per la prima serata della rete cenerentola Mediaset, portandola in Italia (stasera alle la seconda parte), proprio quando nessuno ci sperava più. E questo nonostante una qualità produttiva di notevole livello, un curriculum di premi alle spalle culminato con il Golden Globe assegnato come «migliore serie» nel 2013, portandosi a casa anche cinque Emmy Awards e diventando un caso a livello di ascolti: 14 milioni di spettatori su History Channell, il programma più visto di un canale via cavo. A dirigerlo, chi si rivede, il redidivo Kevin Reynolds,il regista che diresse Costner in Waterworld, un rapporto turbolento culminato su quel set con la fine tempestosa di una ventennale amicizia. Ma il tempo lenisce tutto (o quasi), così Costner certo della bontà del progetto ha spedito la sceneggiatura a Reynolds convinto che il suo talento potesse dare «un tocco in più». E il risultato è davanti agli occhi, un plot potente e sapientemente girato: una saga familiare drammatica - basata su una vicenda storica vera - ambientata al termine della Guerra di secessione americana, ai confini tra Kentucky e Virginia, dove si scontrano - le famiglie Hatfield e Mc Coy. A scatenare l odio è l omicidio di Asa Mc Coy nel 1865, da quel momento i due ex compagni d armi William Hatfield (Kostner) e Randolp Mc Coy (Bill Paxton) si giurano eterna vendetta. E manterranno il bellicoso proposito attraverso esecuzioni, imboscate, incendi - ma ci sarà il tempo anche per una liaison tra i rispettivi nipoti Johnse e Roseanne. Una storia, girata per risparmiare sui costi in Transilvania, dall impatto visivo molto violento e realistico, che si concluderà solo nel 1891, lasciando sul campo decine di giovani vite. Kevin Costner grazie a questo centrato ruolo televisivo: «Tornare nel West - ha spiegato - è stato molto importante, andare in quei posti per me è come un immersione nell acqua santa», ha visto rilanciata alla grande la sua carriera sul grande schermo. Sarà infatti accanto a Chris Pin in Jack Ryan: L iniziazione, tratto dai romanzi di Tom Clancy, diretto da Kenneth Branagh, nel cast anche Keira Knightley e lo stesso Branagh.

14 pagina 14 il manifesto MERCOLEDÌ 22 GENNAIO 2014 RI-MEDIAMO La causa si è persa Vincenzo Vita H a profondamente ragione Stefano Rodotà a dire che in un incontro sulla riforma elettorale conta anche «chi» si siede al tavolo. E Silvio Berlusconi non è un interlocutore che sbaglia, ma con cui è indispensabile fare i conti. Il segretario del Partito democratico, personalità decisamente coeva al tempo mediatico, avrà pur pensato al valore simbolico di una simile riunione. Svoltasi presso la sede nazionale del Pd con un signore recentemente condannato in via definitiva e prossimo a scontare un anno di pena. E ben poco contano le risposte ai critici - buone maniere a parte - in quanto rei della stessa colpa. È vero. La subalternità al berlusconismo è una patologia antica e inquietante. La fuga dei gruppi dirigenti dalla necessità di applicare adeguatamente già nel 1994 la normativa sulle ineleggibilità fu il sintomo preoccupante della malattia, diventata stabile e infettiva nell elusione del grumo del conflitto di interessi. Il non aver avuto il coraggio di mettere mano secondo lo stato di diritto al trust televisivo diventato impero politico è una delle cause decisive per capire ciò che accade oggi. Per comprendere quanto l humus si sia omologato: declinando le diverse sfumature di berlusconismo che hanno sussulto anche buona parte delle postazioni dell ex sinistra. Incredibile ma vero. Come nel giro dell oca si è ripiombati a vent anni fa. A meno che Renzi non pensi di tornare a Waterloo per vincere, a dispetto di chi ha perso. Forse la fenomenologia del tycoon di Arcore andrebbe analizzata con strumenti diversi rispetto alla classica polarità dialettica di media e politica. C è qualcosa di profondo che attiene alla cultura di massa e alla debolezza morale di uno stato mai divenuto pienamente nazione. Spunti si trovano nell interessante volume di Orsina sul berlusconismo nella storia italiana (2013) o nelle recenti analisi di Carlo Formenti (2013) sulla parabola postdemocratica. Del resto, la Storia si incarna sempre in qualcuno, non necessariamente buono e virtuoso. Anzi. Però, se è così, diventa insopportabile che i temi cruciali del conflitto di interessi e della televisione non entrino nel vasto capitolo delle riforme istituzionali. I rischi di incostituzionalità del progetto avanzato da Matteo Renzi si moltiplicano a dismisura se non si tocca il core business del potere contemporaneo, quello della società dell informazione. Detto in altre parole: accanto ai meccanismi elettorali è essenziale rimettere ordine nella sconquassata sovrapposizione di ruoli nella vita pubblica. La prova elementare di simile urgenza sta nella riproposizione, come se niente fosse, della prima scena del primo atto (Berlusconi dietro la scrivania) dell eterna tragedia. C è poco da cantare vittoria. Così facendo si lede l edificio democratico e si elimina la possibilità di sperare in un alternativa. Qualcuno, persino autorevole, sostiene che continuare a parlare di riforma della comunicazione e di conflitto di interessi è una causa persa. Si legga - autorevolezza per autorevolezza - quanto scrive In difesa delle cause perse (2013) Slavoy Zizek: «La nostra difesa delle Cause perse non si propone un gioco decostruttivo... al contrario... di assumere coraggiosamente la piena realizzazione della Causa...». E sì, perché l illusione di vincere perdendo è la peggiore delle Cause perse. EMILIA ROMAGNA Mercoledì 22 gennaio, ore 21 DONNE OMSA Nuova data promossa dal Teatro Due Mondi con il contributo del Comune di Faenza, Regione Emilia Romagna e il sostegno di Cgil Ravenna, Cgil Emilia Romagna e Fondazione Argentina Altobelli, dello spettacolo dedicato alla vicenda delle operaie dell Omsa. Con gli attori Monica Camporesi, Tanja Horstmann, Angela Pezzi, Maria Regosa, Renato Valmori e Angela Cavalli, ex-operaia Omsa. Regia di Alberto Grilli - musiche originali e direzione musicale Antonella Talamonti. Ingresso libero. Centro sociale Borgo, via Saviotti, 1, Faenza LAZIO Giovedì 23 gennaio, ore 18 AMICI PER LA STORIA Delio Cantimori e Gastone Manacorda sono gli autori di «Amici per la storia lettere », a cura di albertina vittoria. Ne discutono nel corso di un incontro: Michele Ciliberto, Leonardo Rapone, Silvan Seidel Menchi, Giuseppe Vacca. Sarà presente la curatrice. Biblioteca del Senato Giovanni Spadolini, Sala degli Atti Parlamentari, Piazza della Minerva, 38, Roma LOMBARDIA Mercoledi 22 gennaio, ore 21 SHOOT Viene proiettato domani sera «The Film - Documentario sulla Resistenza palestinese». A presentarlo Samantha Comizzoli che racconterà i tre mesi di riprese. Una testimonianza sulla resistenza palestinese non violenta. Alla serata saranno presenti Hakima Motlaq Hassan e Odai Qaddomi. Circolo Arci Via d'acqua, viale Bligny 83, Pavia Lunedì 27 gennaio, ore 10 CRISI Incontro dibattito a tema: Mercato del lavoro e società di fronte alla crisi: scenari possibili e sfide per le scienze sociali. Con la partecipazione di Carlo Trigilia, Ministro per la Coesione territoriale. L incontro è aperto al pubblico e ad accesso libero fino a esaurimento dei posti disponibili. Università degli Studi di Milano Bicocca, Auditorium Guido Martinotti, U12, via Vizzola 5, Milano PIEMONTE Sabato 25 gennaio, ore 21 IL VIAGGIO DI NICOLA CALIPARI Fabrizio Coniglio, Alessia Giuliani e con la partecipazione di Giuliana Sgrena in «Il viaggio di Nicola Calipari» di Fabrizio Coniglio Teatro Civico Garybaldi, via Partigiani, 4, Settimo Torinese (To) UMBRIA Giovedì 23 gennaio, ore 21 VISIONI Era il 2004 quando Visioninmusica muoveva i primi passi nella scena musicale nazionale, passi, che anno dopo anno, concerto dopo concerto, sono divenuti orme di grandi successi. Un decennio segnato da musica, produzioni, lezioni-concerto, nel corso del quale si sono esibiti artisti provenienti da ogni angolo del pianeta. Ad aprire la rassegna domani sera Nicki Nicolai & Stefano Di Battista Jazz Quartet nello spettacolo «Mille bolle blu». Saranno accompagnati da uno straordinario Trio: Andrea Rea al pianoforte, Roberto Pistolesi alla batteria, Daniele Sorrentino al contrabbasso - reinterpreteranno gli anni dall oro della musica italiana e internazionale in chiave swing e jazz, proponendo brani famosi di Mina come «Sse stasera sono qui» «Non gioco più», «Se telefonando». Info: Auditorium Gazzoli, Terni Tutti gli appuntamenti: COMMUNITY le lettere Abbado Speriamo che non gliel abbiano detto. La morte di Abbado ci addolora, soprattutto perché avviene pochi giorni dopo lo scioglimento dell Orchestra Mozart, una perdita grande e non risarcibile: i giovani musicisti avevano diritto a non perdere nuove possibilità, ma, una volta dispersi, torneranno solo quando verranno uno a uno come - glielo auguriamo - grandi solisti. Occorre tuttavia dire la mortificazione di tanti di noi per il poco coraggio delle imprese bolognesi e dei privati, che non hanno difficoltà a finanziare la nuova tv della Curia, ma non sono stati capaci di fare una cordata per salvare l orchestra Mozart. Si vede che non hanno mai visto dirigere il «maestro», che non era tale solo per il genio musicale che lo distingueva. La passione di trasmettere l arte era quella del vero maestro. Non dimenticheremo mai l amoroso, confidenziale rispetto con cui i giovani lo avvolgevano nelle prove e la sua resistenza a tenere solo per sé l applauso finale per la generosità di fare largo a chi condivide con te la perfezione del suono. Era tale la gioia di quelle esperienze musicali che a fine concerto i giovani interpreti si abbracciavano tra loro, diffondendo più forte e più completa emozione umana. «The gentle power of music», dice Shakespeare: che pena sapersene privati. Giancarla Codrignani L Europa al bivio L appello che vede quale primo firmatario Andrea Camilleri, è assolutamente condivisibile nei Carla Ravaioli Morire di solitudine a Roma contenuti. Il suo punto debole a mio avviso è nella proposta operativa, relativa alla modalità di formazione delle liste elettorali. L appello invita partiti, comitati, associazioni culturali, centri sociali a presentare delle proposte di candidature, che verranno vagliate dal comitato dei garanti, o dei promotori, che non si comprende sulla base di quali criteri verrà formato. Quali saranno le modalità di selezione delle proposte di candidature che perverranno al comitato dei promotori? quale investitura partecipata e condivisa avrà questo comitato dei promotori? Il rischio della proposta è quello di ricadere in una logica di autoreferenzialità che potrebbe portare a una reiterazione degli errori del passato e pregiudicarne il successo, che nelle potenzialità ci starebbe tutto. Auspico pertanto che il comitato dei promotori valuti quanto sia necessario sottoporre le candidature all approvazione della base, mediante una consultazione territoriale (primarie di collegio), che avrebbe l effetto di coinvolgere tutte le realtà locali, senza il rischio di ricadere in logiche di primogenitura che avrebbero un effetto escludente. Solo così si può sperare di coinvolgere uno spettro di popolazione ampio quanto il movimento che ha sostenuto il referendum sull acqua pubblica, e tutte le altre iniziative portate avanti compattamente dalla c.d. «società civile». Sarebbe indispensabile promuovere una iniziativa allargata alle istanze di tutte e tre le grandi manifestazioni che si sono svolte quest anno a ottobre a Roma, come quella del 15 ottobre del Dario Rossi Genova Da porcata a truffa La storica «legge truffa», del 1953 prevedeva un premio di maggioranza inferiore al 15%, infatti alla coalizione che avesse preso più del 50% dei voti, sarebbero stati conferiti il 65% dei seggi alla Camera. La proposta truffa del duo Renzi-Berlusconi, prevede un premio sino al 18% dei seggi in più, a chi raggiunga il 35% dei voti. Ma non solo, considerato infatti che il premio va ad una coalizione, e che tale coalizione deve prendere appunto il 35% dei voti, poiché nell ambito di tale coalizione si prevede uno sbarramento per ciascun componente del 5%, si potrebbe verificare che una coalizione composta di quattro partiti, ad esempio Pd, Sel, Pr di Pannella, e Psi di Nencini, prenda giusto il 35,1%, e Sel, Pr e Psi, cucchino il 4,9% ciascuno, lasciando al Pd il 20,4%, il tutto si tradurrebbe nel fatto che il Pd si vedrebbe di fatto gratificato di un premio massimo del 37,6%. In questo esempio di scuola quasi il doppio dei voti presi. E questa sarebbe una legge priva di vizi di costituzionalità? (...) Direi che il percorso compiuto dal 1953 al 2014 è servito per passare da una legge truffa a una truffa e basta. Senza dire del silenzio sulla possibilità che oltre i mitici «collegi plurinominali» corti che nascono, si mantengano in vita anche i «pluricandidati» capaci di azzerare l ultima residua differenza fra eletto ed elettore, per cui è un super Carla Ravaioli è stata trovata morta il 16 gennaio. Morta in perfetta solitudine nella sua bella casa di via del Seminario, al centro di Roma, accanto al Pantheon. C è da riflettere su come una persona così pubblica possa morire in una grande città senza quasi che nessuno dei suoi amici lo sappia; sparire nel nulla, nell oblio della dimenticanza. Della solitudine degli anziani, dello sfaldamento dei legami comunitari, della dissoluzione delle relazioni amicali, la politica non se ne occupa. Dei sentimenti, di ciò che ci lega l uno all altro, della rete invisibile di amicizie, percorsi, storie condivise, non ne rimane traccia se non nel privato del dolore personale. Carla ne soffriva; era troppo fiera per lagnarsene in pubblico, ma ne soffriva. E il suo carattere già ruvido, poco incline alle lusinghe e spesso provocatorio, in questa solitudine aveva accentuato questi aspetti. Eppure quando ci si vedeva a cena tutti insieme, lei finiva col mostrare quel lato dolce e affettuoso che teneva riservato; esprimeva a volte una ingenuità contrastante con quella sua immagine severa e burbera. In questo desolato vuoto della politica occorre ripensare i rapporti umani, le nostre soggettività frammentate e imbarbarite, i sentimenti troppo facilmente rimossi da inadeguata vergogna. Altrimenti nessuna politica è possibile. Carla era una militante, una compagna, una persona che aveva attraversato tutte le grandi questioni novecentesche: il lavoro, l ambiente, il femminismo, il disarmo. Vivere a due passi dal Pantheon non le ha evitato di morire in solitudine. A Roma succede anche questo: si può scomparire in mezzo alla folla, diventare una pratica ingombrante, un corpo privato della pietà degli amici, sottoposto alla umiliazione dell autopsia. È sconcertante la distanza della politica dalla vita quotidiana. C è da chiedersi in che direzione stiamo andando perché senza più la solidarietà che ci lega, senza quei sentimenti di pietà, di riconoscimento umano, niente funzionerà mai, nessuna nuova sinistra sarà mai possibile. Questa nostra città - Roma - è anche una città imbarbarita, una città crudele; una città che, forse, distratta dalla sua gloriosa storia, è spietata e indifferente alla sorte di ognuno di noi, chiusa nella sua austera e vetusta fissità, quasi fosse ancora la città degli imperatori, dei papi, del fascismo e del clericalismo. Roma così non l avevo mai vista è il titolo del racconto che Pasolini fa della città in occasione dei funerali di Di Vittorio: [ ] Guardo anche gli altri. Piangono, con una smorfia di dolore disperato. Non si curano né di nascondere né di asciugare le lacrime di cui hanno pieni gli occhi. Se la politica non incrocia la sofferenza degli uomini e delle donne, allora ha perso di vista la propria direttiva primaria: il valore di essere insieme. E di questa politica non sappiamo che farcene. Enzo Scandurra I funerali di Carla Ravaioli, si svolgeranno domani, giovedì 23 gennaio, alle ore 11, al Tempietto Egizio del Verano di Roma eletto che sceglie il sottoeletto scartato dagli elettori. Vittorio Melandri Il mio manifesto Io «il manifesto» lo compro tutti i giorni in edicola. Me lo infilo nella tasca della giacca e lo leggo ovunque. È il modo migliore per farlo conoscere e diffondere, non una sola volta mi sono sentito dire: «Ma ancora esiste il manifesto?!...». Gli altri quando mi vedono in mano «il manifesto» si sanno regolare. In un bar un tipo alto e robusto si è fatto avanti e mi ha urlato che «il manifesto» gli faceva schifo, mi ha voltato le spalle ed è uscito. In treno una ferroviera, non si è trattenuta, mi è venuta vicino e mi ha voluto dire che anche lei leggeva «il manifesto». Un giorno «il manifesto» ha pubblicato una lettera, di una mia alunna di soli undici anni, rivolta a Melissa Bassi, quando l attentato alla scuola di Brindisi non era più preso in considerazione da nessun giornale nazionale. Ma le parole della giovane alunna - Ilenia Madaghiele - devono aver toccato la sensibilità di chi fa la fatica di leggere tutte le lettere che arrivano in redazione ogni giorno. «Il manifesto» se lo leggi e lo porti a passeggio non fa dimenticare che c è una guerra di classe in corso ed è la classe, che ci ha dichiarato guerra, che sta vincendo la classe dei ricchi Ma se una bambina come Ilenia riesce a far sentire la sua voce allora sappiamo che qualche battaglia la possiamo vincere anche noi consapevoli che il nemico di classe è - proprio come l attentatore della Morvillo Falcone - avido, spietato e banale. Ermanno Battaglini Oria (Br) FUORILUOGO Canapa: le città tornano protagoniste? Susanna Ronconi INVIATE I VOSTRI COMMENTI SU: Le municipalità italiane - dopo gli sconfortanti appelli ispirati dal Dipartimento Antidroga (Dpa) contro i consumatori di sostanze psicoattive visti come sostenitori delle mafie - tornano a essere soggetti attivi nelle politiche sulle droghe? Presto per cantar vittoria, ma i due ordini del giorno sulla cannabis approvati dal Consiglio Comunale di Torino il 13 gennaio scorso quanto meno aprono uno spiraglio (www.fuoriluogo.it). Il primo, promosso dal radicale Silvio Viale, approvato a grande maggioranza con soli tre voti contrari, invita la Regione Piemonte a dare il via libera all utilizzo di farmaci a base di cannabinolo e il ministero della Sanità ad autorizzarne la produzione sia su base naturale, sia su base chimica. Il secondo, primo firmatario Marco Grimaldi di Sel, riprendendo la proposta di legge dei senatori Ferrante e Della Seta, impegna Sindaco e Giunta «ad attivarsi presso il Parlamento affinché sia iniziato il confronto sul passaggio da un impianto di tipo proibizionistico ad un impianto di tipo legale della produzione e della distribuzione delle droghe cosiddette "leggere"», prevedendo anche che «un successivo decreto potrebbe determinare le caratteristiche dei prodotti destinati alla vendita al dettaglio, della tipologia degli esercizi autorizzati alla vendita». Non è una rivoluzione, ma nello scenario iperproibizionista che regna nel nostro paese, nonché nella distrazione sul tema droghe che caratterizza la gran parte delle città italiane, è un passaggio cui prestare attenzione. Innanzitutto perché la municipalità di una grande città in cui il fenomeno dei consumi è rilevante e plurale si esprime per una revisione della legge Fini-Giovanardi, rilevandone i limiti. Ma anche perché una città fa sentire la propria voce, candidandosi - di nuovo o finalmente - a essere propositiva, ricordando come approcci di maggiore tolleranza e lo stesso approccio di riduzione del danno sono stati, dal 1980, in tutta Europa proprio il prodotto dell azione locale e municipale. Un primo effetto già si vede: altre città stanno per presentare ordini del giorno simili, e questo può aprire a nuove sensibilità anche nel mondo della politica, che sul tema potrebbe recuperare almeno po della distanza che la separa dai cittadini, e trovare un terreno propositivo d azione, magari proprio sostenendo con maggiore convinzione le politiche di riduzione del danno. Sono moderatamente ottimisti anche a Infoshock, la realtà autorganizzata torinese che sta lavorando a una possibile versione italiana dei Cannabis Social Club (Csc), sull onda delle esperienze europee che cercano vie di legalizzazione e gestione controllata dal basso di produzione e consumo individuale, terapeutico e ludico. Ma soprattutto, per i futuri Csc, l ordine del giorno apre e invita alla possibilità di una regolamentazione «i cui punti a favore sono la non punibilità della coltivazione a uso personale e la possibile cessione per consumo immediato di una piccola quantità di sostanza». Come da copione, dalla curia ad alcuni media locali e alcune comunità, si è scatenata la campagna terroristica contro la canapa, adeguatamente adottata a distanza dal Dpa, ma la pragmatica ricerca di una soluzione ragionevole e regolamentata, che gli stessi consumatori stanno elaborando, dà loro torto: c è una diversa sensibilità, nel paese, e una diversa ricerca in tutta Europa, e non sarà un nuovo terrorismo ideologico a fermarle. Intanto, per chi volesse seriamente informarsi, vale sempre l attualissimo testo di Morgan e Zimmer, Marijuana. I miti e i fatti (Vallecchi), oltre le trappole di un informazione drogata.

15 MERCOLEDÌ 22 GENNAIO 2014 il manifesto pagina 15 COMMUNITY Socialisti nel nome di Pertini INTERVENTO /VERSO IL CONGRESSO DI SEL La «terra di mezzo» a sinistra Con Tsipras, non contro il Pse G uardo Renzi e mi sento come il marziano di Ennio Flaiano, scrive il professor Asor Rosa. Anagrafe ed esperienze politiche mi accomunano alla medesima condizione, denunciata con arguzia e profondità su queste colonne: anch'io mi sento «marziano» rispetto al «nuovo corso» della politica impersonato dal segretario del Pd. Oppure «marziano» è lui, il che poi è lo stesso; resta incontrovertibile il dato di una certa «incomunicabilità» tra il nostro mondo e il nostro modo di guardare alla realtà e quello del sindaco fiorentino. Potrebbe sembrare effetto di un salto generazionale, amplificato dall'incedere tecnologico e dall'uso assai disinvolto dei tweet o dei post (mai avrei immaginato, per esempio, un presidente del consiglio che li ritenesse sostitutivi dei comunicati ufficiali di palazzo Chigi), se non fosse che in questa sensazione di «straniamento» non avessi incontrato lungo la strada, in questi mesi, tanti altri «marziani» come me, come Asor Rosa. In buona sostanza, degli «esodati» dall'empireo della casta e di una politica che fa della fretta e dell'annuncio estemporaneo la propria cifra saliente. Si tratta di persone di tutte le età e di ogni condizione sociale. E più la condizione economica è dirimente rispetto al loro «status», più sembra contare il dato dell «incomunicabilità» rispetto a Renzi. Che non colpevolizzo affatto, opponendosi egli - come Asor Rosa spiega da par suo - con le stesse armi ai suoi fratelli carnali e maggiori, il berlusconismo e il grillismo. Di più: penso che rispetto alla morta gora della politica italiana, il renzismo potrebbe persino sortire qualche effetto positivo. Per eterogenesi dei fini, oserei dire. Ma i mali che rischia di produrre il «nuovo corso» sono maggiori e più duraturi di qualche eventuale, effimero risultato. Questo perché c'è un altro punto dell intervento di Asor Rosa che ritengo fon- Elio Veltri Asor Rosa ha ragione. Ma contro il «marziano» Renzi bisogna affondare le radici nella tradizione damentale, e mi fa piacere l'arrivo del professore nella schiera di «irriducibili» cui mi onoro di appartenere. La sua critica alle leadership del Pci-Pds-Ds è coerente e a me nota da tempo, eppure non sapevo che egli assegnasse agli errori commessi dalla vecchia dirigenza post-comunista anche un peccato originale, fonte dei mali che entrambi denunciamo: il mancato approdo all «opzione socialista» da parte degli uomini del Pci, frutto di un calcolo opportunistico che alla lunga ne ha dimostrato la miopia di visione. Non aver fatto i conti con la propria storia, con la storia del movimento degli operai e dei contadini, con l influenza perniciosa che in Italia ebbe un filone del movimento operaio legato agli interessi dell'unione Sovietica, fino a relegare il partito socialista in secondo piano rispetto al Pci, credo che abbia condizionato fortemente l intera storia del nostro paese e, come segnala anche Asor Rosa, vanificato un identità e reso vacuo un orizzonte, fino all'esito del «renzismo» come versione edulcorata di un berlusconismo di centrosinistra. Ora occorre ricreare una cultura di sinistra, dice Asor Rosa. E socialista, aggiungo io. Confortato dal fatto che in giro per l Italia ho incontrato e incontro sempre più persone che a quella storia non vogliono rinunciare, che non accettano una facile equazione socialisti=ladri (e posso ben dirlo io, dopo una vita spesa a combattere certe derive craxiane nel Psi e la corruzione imperante in ogni ganglio della prima come della seconda Repubblica). Si tratta di un patrimonio che nasce attorno all azione dei socialisti nelle prime battaglie di rivendicazione dei lavoratori, e poi all azione dei socialisti nei parlamenti post-unitari, da Andrea Costa a Filippo Turati a Giacomo Matteotti. Si tratta, aggiungo, di una lezione che attraverso anche il lievito del Partito d'azione, dei Riccardo Bauer e Riccardo Lombardi, dei Ferruccio Parri e dei Norberto Bobbio, arriva nel dopoguerra a ricostruire dalle macerie il paese e, con esso, il partito socialista. Un impegno professionale e politico totalizzante, che ho conosciuto da bambino in famiglia in Calabria, con l adesione di mio padre, medico, e di un gruppo di contadini, al Partito d Azione. Un Pantheon di nomi che va dai fratelli Rosselli a Pietro Nenni e alle decine di personalità che tralascio per brevità, trova nel partigiano Sandro Pertini il punto d incontro e la «summa» possibile di un socialismo popolare e concreto, fatto di azione e onestà, di giustizia e libertà. La risposta moderna che affonda le radici nella tradizione: quello che ci vorrebbe. Perciò io sfido chi ci sta a partire proprio da qui, dalla grandezza di Pertini, che faceva dell'esempio l unico insegnamento possibile per i giovani. L unico antidoto al vortice di parole vuote, e parolai, che stringono l Italia nella morsa. Sì a una federazione di liste che batta le destre e non tagli i ponti con gli eurosocialisti Federico Martelloni A l congresso fondativo di Sel, trovai entusiasmante l idea che si potesse e si dovesse riaprire una partita a sinistra, costituendo un soggetto che nasceva con l esplicita finalità di sciogliersi in qualcosa di più grande. Alla vigilia del II imminente congresso, so che Sel può essere utile alla sinistra e all Europa soltanto a condizione di compiere un decisivo passo in quella direzione. Senza questo coraggio, non c è futuro né per Sel né, forse, per la sinistra italiana in Europa, destinata come ha scritto Asor Rosa (il manifesto, 16 gennaio 2014) a rimanere inesorabilmente muta per una lunga stagione. Abbiamo cercato, in questi anni, un vocabolario del cambiamento. Talvolta ne abbiamo persino rintracciato frammenti, in sintonia con la nostra gente e col desiderio di trasformazione diventato, non per caso, maggioranza. Poi, la «non vittoria» che forse sarebbe tempo di chiamare «sconfitta» di Italia Bene Comune ci ha spezzato in bocca le parole. La ragione è semplice: non erano le parole giuste. Si faceva strada, frattanto, un nuovo lessico che «rottamava» non solo e non tanto una classe dirigente colpevole di errori e sconfitte, ma un intero secolo tanto duro quanto prezioso di sfide collettive e assalti al cielo: «il secolo della politica» lo ha chiamato un ragazzo del secolo scorso che siede, con qualche imbarazzo, sui banchi del senato nelle file del Pd di Matteo Renzi. Così siamo usciti dal Novecento nel verso sbagliato. Così è venuto il tempo dei lupi, dei legami sociali frantumati, delle reti strappate, delle solitudini incantate dalle sirene dei populismi, del lavoro come ricatto e della fine della politica come riscatto. Capita di pensare che la scommessa sia rimasta appesa a cavallo di due secoli: il «culo» troppo pesante per scavallare il crinale e venir giù dalla parte del nostro tempo. Giocavamo, forse, nel campo sbagliato. Perché, come oggi dicono i più accorti (pur tra loro diversi), da Barbara Spinelli a Toni Negri e Sandro Mezzadra, da Yann Moulier Boutang a Stefano Rodotà, il campo della sfida è lo spazio pubblico europeo. È innanzitutto in Europa che si consuma oggi quel vero e proprio divorzio tra democrazia e capitalismo, che tanto inquieta, innanzitutto le punte di diamante del pensiero democratico e persino liberale, da Streek a Bauman, da Beck al nostro Luciano Gallino. È al crepuscolo del modello sociale europeo, testimone del lungo matrimonio tra democrazia e capitalismo, che si avverte, per intero, quanto sia salato il prezzo delle disuguaglianze. Il fiscal compact è, da questo punto di vista, il miglior indicatore di una crisi che è, insieme, crisi sociale, culturale e democratica dell Europa intera. Lo spazio europeo è stato, sino ad oggi, sempre evocato e mai attraversato. È giunto il momento, per Sel e per molti, moltissimi compagni di strada, di calpestare, senza tentennamenti né paure, la «terra di mezzo» che alberga tra la famiglia socialista e la sinistra europea. Non si può, tuttavia, difendere un luogo dell immaginario, uno spazio che ancora non esiste. O meglio: esso esiste nel corpo vivo della società, quello dei movimenti per lo jus soli ei beni comuni, il reddito di cittadinanza e la riduzione del tempo di lavoro, l accesso al sapere e ai diritti civili, il social compact e la democrazia. Ma va difeso e puntellato come spazio politico, perché è oggi del tutto privo di rappresentanza. Per esser chiari, se il Pse di Martin Schulz è argine indispensabile alle pulsioni antieuropee fatte di populismi riottosi e piccole patrie, altrettanto è essenziale, se vogliamo battere l austerity e disegnare un altra Europa, raccogliere e rilanciare l appello per la candidatura del giovane Alexis Tsipras alla presidenza della commissione, con una grande lista civica di cittadinanza europea. È questa la scommessa che Sel deve accettare, rinunciando a tutto ciò che non sia l intelligenza e la generosità dei compagni e delle compagne che se ne sono, sin qui, presi cura. Non basta né serve aprirsi a questa o quella figura, mutuare in trentaduesimi strumenti come le primarie o, peggio ancora, replicare consunte sommatorie di piccole miserie. Se federazione dev essere, sia piuttosto federazione di poleis e comunità di base che raccolgono dalla polvere la sfida di una cittadinanza europea da giocare in una nuova e inedita partita. Abbiamo sempre imboccato, con convinzione, vie potenzialmente maggioritarie, per governare il cambiamento. Non è bastato a scrollarci integralmente di dosso i rituali della vecchia politica, e quel «voluto tacere, sorvegliato parlare, denigrare senza odio, esaltare senza amore» che Pasolini rimproverò, in un tempo lontano, ai propri compagni. Questo è il nodo. Fino ad oggi abbiamo, anche sinceramente e generosamente, tentato di scioglierlo. Ora si tratta di tagliarlo. * delegato di Bologna al congresso di Sel Tutto digitale 20 euro al mese 220 euro l anno Abbonamenti 2014 Postale + Digitale 30 euro al mese 320 euro l anno SI PUÒ PAGARE SUL SITO con CARTA DI CREDITO O PAYPAL oppure con bonifico bancario su conto presso BANCA ETICA intestato a: IL NUOVO MANIFESTO SOCIETÀ COOP EDITRICE iban: IT 30 P Coupon 35 euro al mese 335 euro l anno Sostenitore 45 euro al mese 500 euro l anno Se pagate con bonifico è necessario inviare una mail a indicando nome, cognome, indirizzo e tipo di abbonamento il manifesto DIR. RESPONSABILE Norma Rangeri CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE Benedetto Vecchi (presidente), Matteo Bartocci, Norma Rangeri, Silvana Silvestri, Luana Sanguigni il nuovo manifesto società coop editrice REDAZIONE, AMMINISTRAZIONE, Roma via A. Bargoni 8 FAX , TEL REDAZIONE AMMINISTRAZIONE SITO WEB: TELEFONI INTERNI SEGRETERIA 576, ECONOMIA 580 AMMINISTRAZIONE ARCHIVIO POLITICA MONDO CULTURE 540 TALPALIBRI VISIONI SOCIETÀ 590 LE MONDE DIPLOM LETTERE 578 iscritto al n del registro stampa del tribunale di Roma autorizzazione a giornale murale registro tribunale di Roma n ilmanifesto fruisce dei contributi statali diretti di cui alla legge n.250 ABBONAMENTI POSTALI PER L ITALIA annuo 320 semestrale 180 versamento con bonifico bancario presso Banca Etica intestato a il nuovo manifesto società coop editrice via A. Bargoni 8, Roma IBAN: IT 30 P COPIE ARRETRATE 06/ STAMPA litosud Srl via Carlo Pesenti 130, Roma - litosud Srl via Aldo Moro 4, Pessano con Bornago (MI) CONCESSIONARIA ESCLUSIVA PUBBLICITÀ poster pubblicità srl SEDE LEGALE, DIR. GEN. via A. Bargoni 8, Roma tel , fax TARIFFE DELLE INSERZIONI pubblicità commerciale: 368 a modulo (mm44x20) pubblicità finanziaria/legale: 450 a modulo finestra di prima pagina: formato mm 65 x 88, colore 4.550, b/n posizione di rigore più 15% pagina intera: mm 320 x 455 doppia pagina: mm 660 x 455 DIFFUSIONE, CONTABILITÀ. RIVENDITE, ABBONAMENTI: reds, rete europea distribuzione e servizi, v.le Bastioni Michelangelo 5/a Roma - tel , fax certificato n del chiuso in redazione ore tiratura prevista

16 pagina 16 il manifesto MERCOLEDÌ 22 GENNAIO 2014 L ULTIMA Barbara Maffeo ROMA «F arsi prendere le impronte digitali, in Italia, per loro significa finire la vita». Mi guarda dritto negli occhi Biniam e rimane in silenzio. Una pausa lunga, che toglie il fiato. Il suo sguardo contiene la voce di migliaia di persone, di storie, di vite. Vite che in questi anni di lavoro come mediatore culturale ha vissuto come se fossero la sua. Biniam è eritreo. Quando è arrivato lui, dieci anni fa, in Italia i centri di accoglienza non esistevano ancora. Lo incontro in via Giorgio Morandi, al civico 153 di un complesso di palazzine popolari, tra la fine di via Prenestina e la Palmiro Togliatti. «In questo momento abbiamo 84 persone tra iraniani, libici, siriani, eritrei, curdi e pakistani. Oltre all'ospitalità, garantiamo assistenza medica, legale, sociale e psicologica». Il Centro A.m.i.c.i. dove Biniam lavora è un centro d'accoglienza molto particolare. Qui arrivano i «dublinati», o «Dublino di ritorno»: quei migranti che si sono spostati in un paese diverso da quello in cui sono entrati in Europa e che per l'applicazione del regolamento di Dublino, una volta individuati, vengono rispediti nel paese dove gli sono state prese le impronte digitali per la prima volta. Biniam dice che qui «a Giorgio Morandi» accolgono però solo i «dublinati» più «vulnerabili», che sono i minori, le persone con patologie per cui è necessaria una cura medica, le famiglie con un solo genitore, le donne che viaggiano sole e i nuclei famigliari in cui uno dei membri è malato. Pensare un po prima al futuro «Il progetto A.m.i.c.i.», co-gestito da Università Cattolica e Croce Rossa e finanziato dai Fondi europei per i rifugiati, «è nato per andare incontro a questa particolare categoria di richiedenti asilo». Il professor Emanuele Caroppo dell'università Cattolica, direttore del progetto, mi spiega le ragioni che l'hanno spinto, insieme alla collega dottoressa Patrizia Brogna, a percorrere questa strada: «Ospitare al massimo 88 persone ci permette di personalizzare e velocizzare ogni intervento. Già il giorno dopo il loro arrivo i migranti ricevono la tessera sanitaria e in IMMAGINI TRATTE DAL DOCUMENTARI O«NON MORIRE FINO A PRIMAVERA», GIRATO NEL CENTRO A.M.I.C.I. DI ROMA storie ROMA N on morire fino a primavera. È il titolo del documentario di prossima distribuzione di Camilla Ruggiero, prodotto da Giorgio Valente e il Labirinto, con il contributo della Provincia di Roma e il sostegno del Dipartimento di Comunicazione e Spettacolo dell'università Roma- Tre. Il lavoro, girato all'interno del centro d'accoglienza A.m.i.c.i. di Roma, racconta con sensibilità e pudore lo stato di sospensione prolungata in cui i migranti richiedenti asilo sono costretti a vivere. Come spiega nel film uno dei protagonisti, «Asino, non morire fino a primavera!» è un proverbio curdo: «Diciamo così perché è primavera quando cresce l'erba e quando può mangiare». Ma intanto l'asino deve affrontare tutto l'inverno. Questo, di fatto, L odissea DEI «DUBLINATI» IL DOCUMENTARIO Con pudore e sensibilità, gli effetti perversi del regolamento di Dublino Vite sospese che aspettano la primavera è quello che si chiede ai migranti «dublinati». Di aspettare. Le immagini (montate da Eros Achiardi) mettono in luce i risvolti negativi che l'applicazione del regolamento di Dublino ha sulla vita delle persone: famiglie smembrate, obbligo di rimanere in un Un lavoro di Camilla Ruggiero racconta il dramma di chi è costretto a restare in un paese diverso da quello in cui vorrebbe andare paese diverso da quello in cui si vuole andare, macchinosità di un sistema incapace di dare risposte esaurienti e immediate. Sono alcune delle criticità che l'applicazione di Dublino III (entrato in vigore a gennaio) aspira a limare. Si ritoccano le norme ma non il principio base: lo Stato identificato dal sistema Dublino come competente all'esame della richiesta di protezione internazionale, di fatto, è anche lo Stato in cui il migrante dovrà rimanere una volta ottenuta la protezione. Secondo l'alto commissariato delle Nazioni Unite, le persone coinvolte in migrazioni forzate nel 2012 hanno raggiunto quota 45,1 milioni. Di questi quasi un milione erano richiedenti asilo. Nel nostro paese a dicembre dello stesso anno i rifugiati erano Negli ultimi dodici mesi il maggior numero di richieste è stato presentato in Germania che ha ricevuto domande, segue la Francia (64.500) e la Svezia (46.340). L'Italia è al sesto posto con domande (dati Eurostat). b.m. meno di una settimana i bambini entrano a scuola. In tre mesi riescono ad ottenere la risposta della Commissione in merito alla richiesta di asilo. Negli altri centri ci vogliono in media nove mesi! Per queste persone significa poter cominciare a pensare al futuro, un po' prima». L'incontro con la Commissione è il momento più delicato. Il migrante deve affrontare gli spettri della sua storia. E non è facile. Come per Said. È alto, magrissimo, il volto segnato. Lo incontro nel corridoio. Rimane per tutto il tempo in allerta, come pronto a scappare. Mi mostra una foto, l'unica che gli hanno permesso di tenere. Allunga le mani verso di me: «Le vedi queste? Non sono le mie». Se le porta al volto. «Questo non sono io». Said quando si guarda allo specchio non si riconosce e anche io faccio fatica a trovare qualcosa di lui in quella foto. In Pakistan Said lavorava per Save the Children, insegnava informatica ai bambini. Con il fratello avevano un negozio di computer. Ma internet per i talebani è una minaccia. Said trova la testa mozzata del fratello davanti alla serranda. E il negozio è ganimat, requisito in nome di Dio per il popolo. «Per 41 giorni sono stato picchiato e torturato con le scosse elettriche». La storia di Said è complicatissima, non c'è di mezzo solo l'efferatezza dei talebani, ma anche quella dell'esercito pakistano che ti usa e poi cerca di eliminarti. «Mi dica perché non vuole tornare nel suo paese d'origine», recita il verbale. «Se torno rischio di essere ucciso dai talebani, ma questo è un problema che hanno tutti. Io ho paura delle torture dell'esercito. Quelli non ti lasciano né vivere né morire! La seduta con la Commissione è lunghissima. Sfiancante. Come il viaggio di Said. Dal Pakistan all'iran. 6 notti. Alla Turchia. 3 notti. Alla Grecia. 17 giorni. Alla Macedonia, alla Serbia, all'austria. Qui la sua richiesta di asilo non viene accettata. «Finisco in Italia», anche se non sa spiegare il perché. Prima a Milano, poi a Crotone, infine a Roma. Al Centro A.m.i.c.i. arrivano i richiedenti asilo più vulnerabili, tra quelli che vengono rispediti in Italia perché qui sono stati identificati per la prima volta. Ecco le loro voci Un caso di patomimia «Era di competenza di Crotone, ma lì non sono riusciti a capire come trattarlo e hanno chiesto il nostro intervento». Il professor Caroppo spiega che improvvisamente Said comincia a sanguinare, perde sangue ovunque, da occhi, bocca, naso, orecchie. Ma Said non soffre di nessun disturbo di coagulazione. La sua è una patomimia: in pratica "mette in scena" i traumi che ha vissuto e che non riesce a esprimere a parole. Per farlo usa il trucco dei fachiri pakistani: si ferisce il timpano, aspira il sangue in gola, si tappa il naso e decomprimendo lo spinge fuori da ogni orifizio. «Scoperto il meccanismo, abbiamo cominciato ad ignorare queste manifestazioni, finché ha smesso». A quel punto Said comincia a tirar fuori i ricordi, ma siccome sono troppo dolorosi lo fa identificandosi con il suo aggressore. «Io ho messo bomba! Io ho ucciso!». Poi, durante una seduta, mentre cerca di raccontare di quando la sua ragazza è saltata in aria, scoppia a piangere. «In quel momento Said mi dice: "Dottore, è la prima volta che non piango più sangue ma piango lacrime vere". Ecco lì ho capito che potevamo cominciare il vero lavoro di recupero». Incontro la dottoressa Brogna al complesso dei villini di via Grotte di Torre Rigata, poco fuori la via Tiburtina. È questa la sede che, dalla fine di febbraio, sostituirà il Centro A.m.i.c.i. e accoglierà tutti i dublinati, non solo quelli vulnerabili. «Abbiamo chiamato questo nuovo progetto "Arco e Arca" proprio perché il nostro ruolo è di traghettatori. Aiutiamo i nostri ospiti a recuperare il senso di fiducia che hanno perso negli altri, per spingerli di nuovo a muoversi nel mondo». Saroghi però non si vuole proprio spostare. «Patrisia, why i must leave my room?». Nel suo inglese stiracchiato quest'uomo minuto chiede perché deve lasciare la sua casa. Tra una settimana verrà mandato a Latina. Si è liberato un posto allo Sprar (che si occupa di seconda accoglienza). Lì avrà un lavoro e l'aiuto di qualcuno che nel frattempo si occuperà della figlia. Mentre ascolta, Saroghi ha gli occhi di terrore. Fa resistenza, vuol lasciare quella certezza appena afferrata. Maliheh invece è determinata a lasciare l'italia. Con il marito e la figlia sono scappati dall'iran per questioni religiose. In Svezia sono rimasti 6 mesi. Avevano un appartamento tutto per loro. «Non come qui». Anche il cibo era buono. «Non come qui». Però la gente in Italia è bella e generosa. Non come in Svezia. Ma è lì che è vuole tornare, anche perché «in Italia per lavorare devi sapere la lingua» ed è stanca di aspettare. Polizia italiana «malissima» Giuliette, invece, al complesso dei villini ha la sensazione di vivere in una casa «vera». Suo marito, Bashar, era il direttore dell'ufficio legale di una grande multinazionale americana. «A Damasco avevamo 3 auto e un casa di 240 metri quadri. Adesso non abbiamo più nulla». «Anche qui, quando siamo arrivati non c'era niente. Il frigorifero e il divano li ho dovuti comprare dai rom per 20 euro». In Svezia, a due ore dall'atterraggio, avevano già un appartamento e una carta di credito con 600 euro. All'aeroporto di Fiumicino sono rimasti 3 giorni, dormendo sulle poltroncine, senza poter prendere i pannolini dalla valigia per la bambina. Con un panino e una bottiglia di acqua. «Credevo che la polizia in Siria fosse malissima. Quando ho visto quella italiana, la polizia siriana angeli!». Biniam dice che quasi tutti sanno del trattato di Dublino. Grazie al passaparola. Però partono lo stesso perché «sperano di essere tra i fortunati». Su 100, 70 non vengono fermati. «Il Regolamento ha l'obiettivo di evitare gli spostamenti dei richiedenti asilo dal paese di prima accoglienza, loro invece hanno l'obiettivo di raggiungere il paese in cui pensano di sentirsi maggiormente tutelati». Se non ci riescono subito, ci riprovano. E Biniam non riesce a biasimarli. Lui qui ha un lavoro, una casa. Ma la sua vita rimane "sospesa". «Il mio permesso va rinnovato ogni 2 anni. Se voglio trasferirmi dai miei fratelli in Inghilterra non lo posso fare. Loro dopo 5 anni hanno la cittadinanza, io che sono stato il primo a uscire dall'eritrea non ce l'ho». Prima di salutarci, Biniam mi confessa: «Faccio il mediatore, dovrei riuscire a convincere le persone a rimanere in Italia, ma come posso, se in fondo, qui, sono io il primo a non sentirmi accolto». Questo articolo è uno dei lavori finali del corso «Il reportage sociale» tenuto da Giuliano Battiston e Massimo Loche alla Scuola del Sociale della Provincia di Roma

MENO TASSE, SUD E INVESTIMENTI: LA MANOVRA CHE NON VEDRETE MAI

MENO TASSE, SUD E INVESTIMENTI: LA MANOVRA CHE NON VEDRETE MAI 1057 www.freenewsonline.it i dossier www.freefoundation.com MENO TASSE, SUD E INVESTIMENTI: Editoriale de Il Giornale, 1 novembre 2015 1 novembre 2015 a cura di Renato Brunetta 2 Era fine agosto e la confusione

Dettagli

RELAZIONE CONGRESSO DI CIRCOLO DELL 11 OTTOBRE 2014 CANDIDATO SEGRETARIO: LOCCI ROSALINA CONDIVISIONE - RESPONSABILITA - COMPETENZE

RELAZIONE CONGRESSO DI CIRCOLO DELL 11 OTTOBRE 2014 CANDIDATO SEGRETARIO: LOCCI ROSALINA CONDIVISIONE - RESPONSABILITA - COMPETENZE RELAZIONE CONGRESSO DI CIRCOLO DELL 11 OTTOBRE 2014 CANDIDATO SEGRETARIO: LOCCI ROSALINA CONDIVISIONE - RESPONSABILITA - COMPETENZE Saluto tutti i presenti: iscritti, simpatizzanti rappresentanti dei partiti..

Dettagli

i dossier IL GOVERNO GIOCA COI PENSIONATI: RESTITUISCA I SOLDI O VADA A CASA Editoriale per Il Giornale, 17 maggio 2015

i dossier IL GOVERNO GIOCA COI PENSIONATI: RESTITUISCA I SOLDI O VADA A CASA Editoriale per Il Giornale, 17 maggio 2015 1024 www.freefoundation.com www.freenewsonline.it i dossier IL GOVERNO GIOCA COI PENSIONATI: RESTITUISCA I SOLDI O VADA A CASA Editoriale per Il Giornale, 17 maggio 2015 17 maggio 2015 a cura di Renato

Dettagli

Seminario Fiom-Cgil: Riprendere il cammino dello sviluppo si può: serve una. vera Europa sociale ed un altra politica industriale

Seminario Fiom-Cgil: Riprendere il cammino dello sviluppo si può: serve una. vera Europa sociale ed un altra politica industriale Seminario Fiom-Cgil: Riprendere il cammino dello sviluppo si può: serve una vera Europa sociale ed un altra politica industriale Roma Camera dei Deputati 14 Gennaio 2015 Maurizio LANDINI segretario generale

Dettagli

Il PD vuole aprire le porte ai nuovi italiani

Il PD vuole aprire le porte ai nuovi italiani Il PD vuole aprire le porte ai nuovi italiani Autore: Alban Trungu Categoria : Mondo Migrante Data : 15 febbraio 2011 Intervista con Khalid Chaouki, responsabile immigrazione e seconde generazioni dei

Dettagli

Giuseppe Iosa. Documento programmatico per la candidatura alla segreteria del Circolo Moro-Berlinguer di Peschiera Borromeo

Giuseppe Iosa. Documento programmatico per la candidatura alla segreteria del Circolo Moro-Berlinguer di Peschiera Borromeo Giuseppe Iosa Documento programmatico per la candidatura alla segreteria del Circolo Moro-Berlinguer di Peschiera Borromeo Domenica, 19 aprile 2015 Premessa Il Partito Democratico di Peschiera Borromeo,

Dettagli

COMUNE DI ANZOLA Venerdì, 23 gennaio 2015

COMUNE DI ANZOLA Venerdì, 23 gennaio 2015 COMUNE DI ANZOLA Venerdì, 23 gennaio 2015 COMUNE DI ANZOLA Venerdì, 23 gennaio 2015 Politica locale 23/01/2015 La Repubblica (ed. Bologna) Pagina 7 SILVIA BIGNAMI Riforme, i renziani ai dissidenti Pd:

Dettagli

Siamo in tanti, oggi, in questa sala e questo è un fatto positivo per il nostro partito e per gli appuntamenti che lo stanno attendendo.

Siamo in tanti, oggi, in questa sala e questo è un fatto positivo per il nostro partito e per gli appuntamenti che lo stanno attendendo. Sintesi del discorso di presentazione della mozione per la candidatura a segretario provinciale di Renato Veronesi, espressosi liberamente, senza l ausilio di una traccia scritta, durante i lavori della

Dettagli

Convegno Prospettive future per il volontariato 9 novembre 2012 Bari - Hotel Mercure Villa Romanazzi Carducci - Via Capruzzi, 326

Convegno Prospettive future per il volontariato 9 novembre 2012 Bari - Hotel Mercure Villa Romanazzi Carducci - Via Capruzzi, 326 Convegno Prospettive future per il volontariato 9 novembre 2012 Bari - Hotel Mercure Villa Romanazzi Carducci - Via Capruzzi, 326 Intervento di Stefano Tabò Condivido molto, quasi tutto di quello che è

Dettagli

Quirinale, grazia al Cav? 'Segno di analfabetismo'

Quirinale, grazia al Cav? 'Segno di analfabetismo' http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/daassociare/2013/03/19/pd-verso-speranza-zanda-capigruppo-camera-senato_8425205.html Pagina 1 di 5 Il sito Internet dell'agenzia ANSA Speciali Quirinale, grazia

Dettagli

SPECIALE RIENTRO NELLA SCENA POLITICA DI SILVIO BERLUSCONI Il Presidente di Forza Italia alla scuola di formazione politica Forza Futuro, a Calvagese

SPECIALE RIENTRO NELLA SCENA POLITICA DI SILVIO BERLUSCONI Il Presidente di Forza Italia alla scuola di formazione politica Forza Futuro, a Calvagese SPECIALE RIENTRO NELLA SCENA POLITICA DI SILVIO BERLUSCONI Il Presidente di Forza Italia alla scuola di formazione politica Forza Futuro, a Calvagese della Riviera. L intervento del nostro leader in 20

Dettagli

L EMENDAMENTO Di Giorgio Mottola

L EMENDAMENTO Di Giorgio Mottola L EMENDAMENTO Di Giorgio Mottola MILENA GABANELLI IN STUDIO Buonasera, l inchiesta di oggi è dedicata al centro unico di spesa di tutti gli uffici pubblici: se invece di comprare una sedia ne compro mille

Dettagli

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE. d iniziativa del deputato LAURICELLA. Disposizioni in materia di elezione della Camera dei deputati

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE. d iniziativa del deputato LAURICELLA. Disposizioni in materia di elezione della Camera dei deputati Atti Parlamentari 1 Camera dei Deputati XVII LEGISLATURA DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI DOCUMENTI CAMERA DEI DEPUTATI N. 3385 PROPOSTA DI LEGGE d iniziativa del deputato LAURICELLA Disposizioni in materia

Dettagli

Un esame del DdL n. 1385 e connessi non può esimersi dal considerare il contesto in cui tale disegno è nato e i vincoli che esso incontra:

Un esame del DdL n. 1385 e connessi non può esimersi dal considerare il contesto in cui tale disegno è nato e i vincoli che esso incontra: Un esame del DdL n. 1385 e connessi non può esimersi dal considerare il contesto in cui tale disegno è nato e i vincoli che esso incontra: Un primo vincolo è rappresentato dalla sentenza della Corte Costituzionale

Dettagli

Maschere a Venezia CAP I

Maschere a Venezia CAP I Maschere a Venezia 7 CAP I In un pomeriggio di fine marzo Altiero Ranelli, un giovane giornalista de Il Gazzettino di Venezia, entra nell ufficio del direttore. - Ho una grande notizia. - grida contento.

Dettagli

RASSEGNA STAMPA Sabato, 06.09.2014

RASSEGNA STAMPA Sabato, 06.09.2014 RASSEGNA STAMPA Sabato, Il Sole 24 Ore 1 Partecipate avanti, sanità alt La Repubblica 1 Fecondazione eterologa via libera in Liguria Cerchiamo donatori ticket in base al reddito Il Secolo XIX 1 Eterologa,

Dettagli

Ministero dell Economia e delle Finanze Sala del Parlamentino Commissione Tecnica per la Finanza Pubblica Avvio del progetto di Spending Review

Ministero dell Economia e delle Finanze Sala del Parlamentino Commissione Tecnica per la Finanza Pubblica Avvio del progetto di Spending Review Ministero dell Economia e delle Finanze Sala del Parlamentino Commissione Tecnica per la Finanza Pubblica Avvio del progetto di Spending Review Intervento del Ministro dell Economia e delle Finanze Tommaso

Dettagli

Tutti vogliono le primarie, forza con la Leopolda blu. Dal nostro sondaggio molte sorprese, anche quella di Fini.

Tutti vogliono le primarie, forza con la Leopolda blu. Dal nostro sondaggio molte sorprese, anche quella di Fini. Tutti vogliono le primarie, forza con la Leopolda blu Dal nostro sondaggio molte sorprese, anche quella di Fini. Il nuovo sondaggio politico che abbiamo realizzato nell'universo del nostro indirizzario

Dettagli

Presentazione della relazione: "Proposte per nuove misure di contrasto alla povertà"

Presentazione della relazione: Proposte per nuove misure di contrasto alla povertà Presentazione della relazione: "Proposte per nuove misure di contrasto alla povertà" Roma, 18 settembre 2013 Senato della Repubblica Intervento del Ministro Enrico Giovannini Buongiorno a tutti, oggi ci

Dettagli

Ecco chi incasserà il bonus pensioni maggiore

Ecco chi incasserà il bonus pensioni maggiore Ecco chi incasserà il bonus pensioni maggiore di Gianni Trovati19 maggio 2015 il sole 24 ore Un rimborso quasi integrale per le più basse fra le pensioni coinvolte dal blocco-monti appena bocciato dalla

Dettagli

PRESENTAZIONE DELLA NUOVA FIAT PANDA

PRESENTAZIONE DELLA NUOVA FIAT PANDA PRESENTAZIONE DELLA NUOVA FIAT PANDA Intervento dell Amministratore Delegato della Fiat, Sergio Marchionne Pomigliano d Arco (NA) - 14 dicembre 2011 h 9:00 Signore e signori, buongiorno a tutti. E un piacere

Dettagli

Elezioni Regionali. A rischio la proclamazione degli eletti in Puglia

Elezioni Regionali. A rischio la proclamazione degli eletti in Puglia Elezioni Regionali. A rischio la proclamazione degli eletti in Puglia Rischia di slittare la proclamazione degli eletti al Consiglio Regionale della Puglia a causa della scorretta trascrizione e conseguente

Dettagli

Sindaco BERGAGNA Stefano Poi, vediamo l ordine del giorno. Qui mi. pare che qualcuno voleva cambiare. Briante, avevi chiesto una

Sindaco BERGAGNA Stefano Poi, vediamo l ordine del giorno. Qui mi. pare che qualcuno voleva cambiare. Briante, avevi chiesto una 1 Sindaco BERGAGNA Stefano Poi, vediamo l ordine del giorno. Qui mi pare che qualcuno voleva cambiare. Briante, avevi chiesto una modifica dell ordine del giorno? (Voci confuse). Io direi che per logica

Dettagli

I Militari possono far politica?

I Militari possono far politica? I Militari possono far politica? Il personale in servizio attivo delle Forze Armate (Esercito, Marina, Aeronautica, Arma dei Carabinieri e Guardia di Finanza) può fare politica? Siccome ci sono tanti mestatori,

Dettagli

27/11. Il Mattinale. Al diavolo la decadenza BERLUSCONI: Riconquistiamo l Italia! Speciale Manifestazione. ore 18.00

27/11. Il Mattinale. Al diavolo la decadenza BERLUSCONI: Riconquistiamo l Italia! Speciale Manifestazione. ore 18.00 Il Mattinale Roma, mercoledì 27 novembre 2013 27/11 ore 18.00 a cura del Gruppo Forza Italia-Pdl alla Camera Speciale Manifestazione Al diavolo la decadenza BERLUSCONI: Riconquistiamo l Italia! Mentre

Dettagli

INTERVENTO DELL AVV. MONTEZEMOLO ALLA INAUGURAZIONE DELLA LUISS SCHOOL OF GOVERNMENT Roma 23 febbraio 2010

INTERVENTO DELL AVV. MONTEZEMOLO ALLA INAUGURAZIONE DELLA LUISS SCHOOL OF GOVERNMENT Roma 23 febbraio 2010 INTERVENTO DELL AVV. MONTEZEMOLO ALLA INAUGURAZIONE DELLA LUISS SCHOOL OF GOVERNMENT Roma 23 febbraio 2010 Caro Signor Presidente della Repubblica, Dott. Giorgio Napolitano, Cari ospiti stranieri e relatori,

Dettagli

ORDINE DEL GIORNO. preso atto. dichiara

ORDINE DEL GIORNO. preso atto. dichiara VERBALE DI ASSEMBLEA ORDINARIA Verbale N 1 Data 23 giugno 2014 Il giorno ventitre del mese giugno dell anno duemilaquattordici alle ore 21,00 presso la Sala Buozzi, posta in GIULIANOVA c.a.p. 64021 prov.

Dettagli

Mediterranea INTRODUZIONE

Mediterranea INTRODUZIONE 7 INTRODUZIONE guerrieri Palermo, anno 1076. Dopo che - per più di duecento anni - gli arabi erano stati i padroni della Sicilia, a quel tempo nell isola governavano i normanni, popolo d i guerrieri venuti

Dettagli

UN SISTEMA PREVIDENZIALE PIÙ FLESSIBILE

UN SISTEMA PREVIDENZIALE PIÙ FLESSIBILE UN SISTEMA PREVIDENZIALE PIÙ FLESSIBILE ALDO SMOLIZZA* Qualche anno fa svolgevo un attività internazionale e a seguito di quell attività conoscevo molto bene le indicazioni del Fondo Monetario Internazionale.

Dettagli

Amnistia-indulto, sondaggi a confronto

Amnistia-indulto, sondaggi a confronto Amnistia-indulto, sondaggi a confronto Dopo il messaggio del Capo dello stato Giorgio Napolitano alle Camere si è acceso il dibattito sull amnistia e sui provvedimenti di clemenza. Gli istituti di ricerca

Dettagli

Rilevazione 25 Novembre 2013. OSSERVATORIO SOCIO-POLITICO Le due arene: lo stadio della società contro il ring della politica

Rilevazione 25 Novembre 2013. OSSERVATORIO SOCIO-POLITICO Le due arene: lo stadio della società contro il ring della politica Rilevazione 25 Novembre 2013 OSSERVATORIO SOCIO-POLITICO Le due arene: lo stadio della società contro il ring della politica Le notizie della settimana: la Sardegna concentra tutta l attenzione L alluvione

Dettagli

Dio ricompensa quelli che lo cercano

Dio ricompensa quelli che lo cercano Domenica, 22 agosto 2010 Dio ricompensa quelli che lo cercano Ebrei 11:6- Or senza fede è impossibile piacergli; poiché chi si accosta a Dio deve credere che Egli è, e che ricompensa tutti quelli che lo

Dettagli

RACCONTO TRATTO DAL LIBRO. DONNE CHE RACCONTANO IL LAVORO a cura di

RACCONTO TRATTO DAL LIBRO. DONNE CHE RACCONTANO IL LAVORO a cura di RACCONTO TRATTO DAL LIBRO DONNE CHE RACCONTANO IL LAVORO a cura di Roberta Griffini, Francesca Matichecchia, Debora Roversi, Marzia Tanzini Disegno di Pat Carra Filcams Cgil Milano Margherita impiegata

Dettagli

Regionali in Sicilia, Crocetta vince nell Isola degli astenuti. Boom del Movimento 5 Stelle

Regionali in Sicilia, Crocetta vince nell Isola degli astenuti. Boom del Movimento 5 Stelle Regionali in Sicilia, Crocetta vince nell Isola degli astenuti. Boom del Movimento 5 Stelle di Vincenzo Emanuele Che la Sicilia non fosse più l Eden del consenso berlusconiano lo si era capito già alcuni

Dettagli

LETTERA APERTA A MARIO DRAGHI: O LA GERMANIA LA SMETTE CON LE SUE OSSESSIONI O FINISCE IL SOGNO EUROPEO di Renato Brunetta

LETTERA APERTA A MARIO DRAGHI: O LA GERMANIA LA SMETTE CON LE SUE OSSESSIONI O FINISCE IL SOGNO EUROPEO di Renato Brunetta 833 LETTERA APERTA A MARIO DRAGHI: O LA GERMANIA LA SMETTE CON LE SUE OSSESSIONI O FINISCE IL SOGNO EUROPEO di Renato Brunetta 20 novembre 2014 a cura del Gruppo Parlamentare della Camera dei Deputati

Dettagli

IL CAOS NORMATIVO IN MATERIA DI PROVINCE *

IL CAOS NORMATIVO IN MATERIA DI PROVINCE * IL CAOS NORMATIVO IN MATERIA DI PROVINCE * di Federica Fabrizzi (Ricercatore di Istituzioni di diritto pubblico Università Telematica Internazionale Uninettuno) 8 gennaio 2014 Servirebbe una relazione

Dettagli

Unione Italiana Lavoratori Pubblica Amministrazione

Unione Italiana Lavoratori Pubblica Amministrazione Unione Italiana Lavoratori Pubblica Amministrazione Via Arenula 69/70-00186 ROMA - tel. 06 68852036 - fax 06 6869555 www.uidag.it - giustizia@uilpa.it AUDIZIONE PARLAMENTARE DISEGNO DI LEGGE C. 1248 Innanzitutto

Dettagli

Le novita del correttivo su formazione e organismi paritetici

Le novita del correttivo su formazione e organismi paritetici Le novita del correttivo su formazione e organismi paritetici Alcuni quesiti per chiarire dubbi interpretativi sulla formazione dei lavoratori prevista dal Testo Unico: cosa significa collaborare con gli

Dettagli

QUANTITATIVE EASING I principali commenti delle testate internazionali e nazionali

QUANTITATIVE EASING I principali commenti delle testate internazionali e nazionali a cura del Gruppo Parlamentare della Camera dei Deputati Forza Italia Berlusconi Presidente Il Popolo della Libertà 864 QUANTITATIVE EASING I principali commenti delle testate internazionali e nazionali

Dettagli

Informativa urgente del Ministro dell Economia e delle Finanze Prof. Pier Carlo Padoan sugli sviluppi della situazione del debito della Grecia

Informativa urgente del Ministro dell Economia e delle Finanze Prof. Pier Carlo Padoan sugli sviluppi della situazione del debito della Grecia Camera dei deputati Informativa urgente del Ministro dell Economia e delle Finanze Prof. Pier Carlo Padoan sugli sviluppi della situazione del debito della Grecia Roma, 1 luglio 2015 www.mef.gov.it 1 Il

Dettagli

VERBALE DI DELIBERAZIONE DI CONSIGLIO COMUNALE N. 19 del 11-05-2011

VERBALE DI DELIBERAZIONE DI CONSIGLIO COMUNALE N. 19 del 11-05-2011 COMUNE DI PONTE SAN NICOLÒ PROVINCIA DI PADOVA COPIA VERBALE DI DELIBERAZIONE DI CONSIGLIO COMUNALE N. 19 del 11-05-2011 Sessione Ordinaria - Seduta Pubblica di Prima Convocazione Oggetto: SURROGA DEL

Dettagli

belotti1.indd 1 10/06/11 15:35

belotti1.indd 1 10/06/11 15:35 belotti1.indd 1 10/06/11 15:35 CLAUDIO BELOTTI LA VITA COME TU LA VUOI La belotti1.indd vita come tu 2 la vuoi_testo intero.indd 3 23/05/11 10/06/11 14.02 15:35 la vita come tu la vuoi Proprietà Letteraria

Dettagli

PRESIDENTE DEL CONSIGLIO ENRICO LETTA IN CONFERENZA STAMPA

PRESIDENTE DEL CONSIGLIO ENRICO LETTA IN CONFERENZA STAMPA DEBITI P.A. decreto del fare Di Emanuele Bellano PRESIDENTE DEL CONSIGLIO ENRICO LETTA IN CONFERENZA STAMPA L impegno che il Ministero dell Economia in particolare sta attuando con grande determinazione

Dettagli

SPECIALE 2X1000. APPELLO AL CETO MEDIO Destinate il vostro due per mille a Forza Italia entro il 30 settembre!

SPECIALE 2X1000. APPELLO AL CETO MEDIO Destinate il vostro due per mille a Forza Italia entro il 30 settembre! SPECIALE 2X1000 APPELLO AL CETO MEDIO Destinate il vostro due per mille a Forza Italia entro il 30 settembre! PASSAPAROLA! Ti ricordiamo di indicare la quota del 2x1000 Irpef in favore di Forza Italia

Dettagli

Roma 17 luglio 2008 DOCUMENTO CONGIUNTO DELLE ORGANIZZAZIONI SINDACALI DELLE FORZE DI POLIZIA

Roma 17 luglio 2008 DOCUMENTO CONGIUNTO DELLE ORGANIZZAZIONI SINDACALI DELLE FORZE DI POLIZIA Roma 17 luglio 2008 DOCUMENTO CONGIUNTO DELLE ORGANIZZAZIONI SINDACALI DELLE FORZE DI POLIZIA Il recente decreto-legge 112/2008, emanato dal Governo il 25 giugno scorso e riguardante la manovra correttiva

Dettagli

SIRIA, UNA CRISI SENZA FINE

SIRIA, UNA CRISI SENZA FINE 544 www.freenewsonline.it i dossier www.freefoundation.com SIRIA, UNA CRISI SENZA FINE Le reazioni degli attori internazionali 25 luglio 2013 a cura di Renato Brunetta INDICE 2 Le reazioni degli attori

Dettagli

Trascrizione dell intervento di Rino Campioni 17 maggio 2011

Trascrizione dell intervento di Rino Campioni 17 maggio 2011 Trascrizione dell intervento di Rino Campioni 17 maggio 2011 La relazione di Sergio Veneziani contiene tutta la struttura dell idea che noi abbiamo di Auser attraverso gli strumenti per qualificare e migliorare,

Dettagli

Parteciperò all evento: Sì No Forse Ignora

Parteciperò all evento: Sì No Forse Ignora Parteciperò all evento: Sì No Forse Ignora Febbraio 2008 La nazionale egiziana è in finale: domenica si giocherà la Coppa d Africa. Non serve certo che io mi registri all evento su facebook, per ricordarmi

Dettagli

B- Si, infatti lui non avrebbe mai pensato che avrei potuto mettere un attività di questo tipo

B- Si, infatti lui non avrebbe mai pensato che avrei potuto mettere un attività di questo tipo INTERVISTA 9 I- Prima di svolgere questa attività, svolgeva un altro lavoro B- Io ho sempre lavorato in proprio, finito il liceo ho deciso di non andare all università, prima ho avuto un giornale di annunci

Dettagli

Quello Che Non Ti Dicono Sul Network Marketing

Quello Che Non Ti Dicono Sul Network Marketing Quello Che Non Ti Dicono Sul Network Marketing Ciao da Matteo Nodari di Network Marketing Top Strategy! Come ti dicevo il network marketing è uno dei settori più controversi e fraintesi di tutti i tempi.

Dettagli

OSSERVATORIO SOCIO-POLITICO L Italia nella bufera: crisi e proteste. Rilevazione 16 Dicembre 2013

OSSERVATORIO SOCIO-POLITICO L Italia nella bufera: crisi e proteste. Rilevazione 16 Dicembre 2013 OSSERVATORIO SOCIO-POLITICO L Italia nella bufera: crisi e proteste Rilevazione 16 Dicembre 2013 Le notizie della settimana: i Forconi COSA RICORDANO GLI ITALIANI Le proteste in piazza/ il movimento dei

Dettagli

LA FECONDAZIONE ASSISTITA TRA SCIENZA ED ETICA

LA FECONDAZIONE ASSISTITA TRA SCIENZA ED ETICA LA FECONDAZIONE ASSISTITA TRA SCIENZA ED ETICA Martedì 7 giugno 2005, dalle ore 15 alle ore 20, si è svolto il 3 convegno alla Camera dei Deputati dell Associazione Nazionale ConVoglio Valori (per il 1

Dettagli

Discorso del Presidente del Parlamento Europeo, Prof. Dr. Hans-Gert Poettering. Palazzo del Quirinale Roma, 24 Giugno 2008

Discorso del Presidente del Parlamento Europeo, Prof. Dr. Hans-Gert Poettering. Palazzo del Quirinale Roma, 24 Giugno 2008 Discorso del Presidente del Parlamento Europeo, Prof. Dr. Hans-Gert Poettering Palazzo del Quirinale Roma, 24 Giugno 2008 Signor Presidente della Repubblica italiana Giorgio Napolitano, Signor Presidente

Dettagli

Sono nato in Marocco. Ho un esperienza di lavoro di 14 anni nel mio paese. Ho fatto anche ruolo di sindacato anche nel mio paese. Sono venuto qua in

Sono nato in Marocco. Ho un esperienza di lavoro di 14 anni nel mio paese. Ho fatto anche ruolo di sindacato anche nel mio paese. Sono venuto qua in Sono nato in Marocco. Ho un esperienza di lavoro di 14 anni nel mio paese. Ho fatto anche ruolo di sindacato anche nel mio paese. Sono venuto qua in Italia non solo per motivi di lavoro, ma per motivi

Dettagli

Esito del voto elettorale nazionale: nel nuovo Parlamento sarà difficile garantire una stabilità di governo.

Esito del voto elettorale nazionale: nel nuovo Parlamento sarà difficile garantire una stabilità di governo. RINNOVO DEL PARLAMENTO ITALIANO RINNOVO DEL CONSIGLIO REGIONALE : Lombardia Lazio Molise Esito del voto elettorale nazionale: nel nuovo Parlamento sarà difficile garantire una stabilità di governo. La

Dettagli

Elezioni Comune di Napoli 2011

Elezioni Comune di Napoli 2011 Elezioni Comune di Napoli 2011 Alcune riflessioni sulle tendenze emerse dai sondaggi elettorali a cura di Michele Caiazzo, componente Assemblea Nazionale PD / responsabile Centro Studi e Ricerche PD Campania

Dettagli

- 1 reference coded [1,02% Coverage]

<Documents\bo_min_2_M_17_ita_stu> - 1 reference coded [1,02% Coverage] - 1 reference coded [1,02% Coverage] Reference 1-1,02% Coverage Sì, adesso puoi fare i filmati, quindi alla fine se non hai niente da fare passi anche un ora al cellulare

Dettagli

REGOLAMENTO PER L ELEZIONE DELLE ASSEMBLEE E DEI COORDINATORI MUNICIPALI. Parte I

REGOLAMENTO PER L ELEZIONE DELLE ASSEMBLEE E DEI COORDINATORI MUNICIPALI. Parte I 1 REGOLAMENTO PER L ELEZIONE DEL SEGRETARIO E ASSEMBLEA DELLA FEDERAZIONE, E DEI SEGRETARI E DEI COMITATI DIRETTIVI DEI CIRCOLI DELLA CITTA DI ROMA E DELLE ASSEMBLEE E DEI COORDINATORI MUNICIPALI Parte

Dettagli

Il Quotidiano in Classe. Classe III sez. B

Il Quotidiano in Classe. Classe III sez. B Il Quotidiano in Classe Classe III sez. B Report degli articoli pubblicati Dagli studenti sul HYPERLINK "iloquotidiano.it" Ilquotidianoinclasse.it Allestimento di Lorenzo Testa Supervisione di Chiara Marra

Dettagli

E ora inventiamo una vita.

E ora inventiamo una vita. E ora inventiamo una vita. - Venga Cristina, facciamo due chiacchiere. Il ragioniere dell'ufficio personale si accomoda e con un respiro inizia il suo discorso. Lei sa vero che ha maturato l'età per il

Dettagli

Sindaco BERGAGNA Stefano Passiamo al successivo punto all ordine del. giorno. Cedo un attimo la presidenza al Vice Sindaco perché devo un

Sindaco BERGAGNA Stefano Passiamo al successivo punto all ordine del. giorno. Cedo un attimo la presidenza al Vice Sindaco perché devo un 1 Sindaco BERGAGNA Stefano Passiamo al successivo punto all ordine del giorno. Cedo un attimo la presidenza al Vice Sindaco perché devo un attimo assentarmi, ma è una questione di cinque minuti. Devo uscire,

Dettagli

RASSEGNA STAMPA TAGLI AL SOCIALE DEL COMUNE DI ROMA. 17 LUGLIO 2014 e giorni seguenti

RASSEGNA STAMPA TAGLI AL SOCIALE DEL COMUNE DI ROMA. 17 LUGLIO 2014 e giorni seguenti RASSEGNA STAMPA TAGLI AL SOCIALE DEL COMUNE DI ROMA 17 LUGLIO 2014 e giorni seguenti TELEVISIONI Trasmissione 56 Live : in studio: Francesca Danese e Claudio Cippitelli Conferenza stampa Social Pride,

Dettagli

ALTRO CHE ATTACCO ALLA MAGISTRATURA

ALTRO CHE ATTACCO ALLA MAGISTRATURA a cura del Gruppo Parlamentare della Camera dei Deputati Il Popolo della Libertà Berlusconi Presidente 87 ALTRO CHE ATTACCO ALLA MAGISTRATURA Stralcio del discorso del Presidente Silvio Berlusconi sulla

Dettagli

CAPITOLO CINQUE MANTENERE UNO STILE DI VITA SANO

CAPITOLO CINQUE MANTENERE UNO STILE DI VITA SANO CAPITOLO CINQUE MANTENERE UNO STILE DI VITA SANO Sommario Questo capitolo l aiuterà a pensare al suo futuro. Ora che è maggiormente consapevole dei suoi comportamenti di gioco e dell impatto che l azzardo

Dettagli

INTERROGAZIONE DEL CONSIGLIERE COMUNALE DI FORZA ITALIA GIANNI MONTALI SULL ACQUISTO DA PARTE DEL COMUNE DEL PALAZZETTO DELLA SCHERMA

INTERROGAZIONE DEL CONSIGLIERE COMUNALE DI FORZA ITALIA GIANNI MONTALI SULL ACQUISTO DA PARTE DEL COMUNE DEL PALAZZETTO DELLA SCHERMA INTERROGAZIONE DEL CONSIGLIERE COMUNALE DI FORZA ITALIA GIANNI MONTALI SULL ACQUISTO DA PARTE DEL COMUNE DEL PALAZZETTO DELLA SCHERMA Il sottoscritto Gianni Montali consigliere comunale di Forza Italia,

Dettagli

VI COMMISSIONE PERMANENTE

VI COMMISSIONE PERMANENTE Giovedì 13 novembre 2014 73 Commissione VI VI COMMISSIONE PERMANENTE (Finanze) S O M M A R I O INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA: 5-04016 Causi: Questioni relative all ipotesi di collegamento telematico

Dettagli

INNOCENTI EVASIONI Il lavoro minorile

INNOCENTI EVASIONI Il lavoro minorile INNOCENTI EVASIONI Il lavoro minorile Novembre 2011 Nel primo incontro di questo giornalino ognuno di noi ha proposto la sua definizione di lavoro minorile e ha raccontato la sua esperienza. personale.

Dettagli

Se chiedo aiuto mi porteranno via i bambini?

Se chiedo aiuto mi porteranno via i bambini? Lettera alle Mamme_Layout 1 11/09/2015 17:10 Pagina 1 Tribunale per i Minorenni dell Emilia Romagna Se chiedo aiuto mi porteranno via i bambini? Dialogo con le mamme che subiscono violenza in famiglia

Dettagli

Se chiedo aiuto mi porteranno via i bambini?

Se chiedo aiuto mi porteranno via i bambini? Priority mom Tribunale per i Minorenni dell Emilia Romagna Cosa posso fare per interrompere subito la violenza? rivolgiti alle Forze dell Ordine o al Servizio Sociale più vicino chiedi aiuto al Centro

Dettagli

Se chiedo aiuto mi porteranno via i bambini?

Se chiedo aiuto mi porteranno via i bambini? Tribunale per i Minorenni dell Emilia Romagna Se chiedo aiuto mi porteranno via i bambini? Dialogo con le mamme che subiscono violenza in famiglia per conoscere l intervento della giustizia minorile Indice:

Dettagli

PRIMA PAGINA Edilizia e Territorio - 2013-01-19 - Pag. 1 Vedi ritaglio giornale» RIFORMA FORNERO «Fine lavori» più cara dal 2016

PRIMA PAGINA Edilizia e Territorio - 2013-01-19 - Pag. 1 Vedi ritaglio giornale» RIFORMA FORNERO «Fine lavori» più cara dal 2016 PRIMA PAGINA Edilizia e Territorio - 2013-01-19 - Pag. 1 Vedi ritaglio giornale» RIFORMA FORNERO «Fine lavori» più cara dal 2016 Contributi di licenziamento, nuova Aspi, «decantierizzazione». La macchina

Dettagli

PROVA DI ITALIANO - Scuola Primaria - Classe Seconda

PROVA DI ITALIANO - Scuola Primaria - Classe Seconda Rilevazione degli apprendimenti PROVA DI ITALIANO - Scuola Primaria - Classe Seconda Anno Scolastico 2011 2012 PROVA DI ITALIANO Scuola Primaria Classe Seconda Spazio per l etichetta autoadesiva ISTRUZIONI

Dettagli

Cosa devono fare le banche per favorire i processi di aggregazione?

Cosa devono fare le banche per favorire i processi di aggregazione? Cosa devono fare le banche per favorire i processi di aggregazione? Prima di provare a rispondere a questa domanda mi pare indispensabile una premessa che contestualizzi l attuale situazione. Perché a

Dettagli

Consultazione how-to. Guida alla consultazione pubblica sulle Riforme Costituzionali

Consultazione how-to. Guida alla consultazione pubblica sulle Riforme Costituzionali Consultazione how-to Guida alla consultazione pubblica sulle Riforme Costituzionali 1 2 3 4 5 Autonomie Territoriali Forma di Governo e Parlamento Parlamentarismo o Presidenzialismo? Secondo te, l attuale

Dettagli

Perché andare a votare? Quando? Con quali regole? Qual è la posta in gioco?

Perché andare a votare? Quando? Con quali regole? Qual è la posta in gioco? Perché andare a votare? Quando? Con quali regole? Qual è la posta in gioco? Le elezioni per il prossimo Parlamento europeo sono state fissate per il 22-25 maggio 2014. Fra pochi mesi quindi i popoli europei

Dettagli

Formazione civica. Materiali per la programmazione di percorsi di cittadinanza per adulti stranieri

Formazione civica. Materiali per la programmazione di percorsi di cittadinanza per adulti stranieri Formazione civica Materiali per la programmazione di percorsi di cittadinanza per adulti stranieri EUROPA e ITALIA EUROPA L'UNIONE EUROPEA 28 paesi (fino al 1945 spesso in guerra fra loro) Norme e istituzioni

Dettagli

Questo libro è scritto da me su dettatura di Gesù Cristo. Voglio raccontare la malattia di mio marito e lo voglio fare con l aiuto di Dio.

Questo libro è scritto da me su dettatura di Gesù Cristo. Voglio raccontare la malattia di mio marito e lo voglio fare con l aiuto di Dio. Questo libro è scritto da me su dettatura di Gesù Cristo. Voglio raccontare la malattia di mio marito e lo voglio fare con l aiuto di Dio. Siccome il cancro è una malattia incurabile, Gesù vuole spiegare

Dettagli

INTERVISTA 1 DI DEBORA ROSCIANI A MAURIZIO ZORDAN, FOCUS ECONOMIA, RADIO24

INTERVISTA 1 DI DEBORA ROSCIANI A MAURIZIO ZORDAN, FOCUS ECONOMIA, RADIO24 25 ottobre 2013 INTERVISTA 1 DI DEBORA ROSCIANI A MAURIZIO ZORDAN, FOCUS ECONOMIA, RADIO24 Audio da min. 12:00 a 20:45 su http://www.radio24.ilsole24ore.com/player.php?channel=2&idprogramma=focuseconomia&date=2013-10-25&idpuntata=gslaqfoox,

Dettagli

MOVIMENTO EUROPEO CONSIGLIO NAZIONALE ROMA Spazio Europa, 14 ottobre 2014

MOVIMENTO EUROPEO CONSIGLIO NAZIONALE ROMA Spazio Europa, 14 ottobre 2014 MOVIMENTO EUROPEO CONSIGLIO NAZIONALE ROMA Spazio Europa, 14 ottobre 2014 PREMESSA Il Consiglio nazionale del Movimento europeo ha discusso della situazione europea alla vigilia del voto di fiducia del

Dettagli

Domenica, 19 aprile 2009. Il Signore è con te

Domenica, 19 aprile 2009. Il Signore è con te Domenica, 19 aprile 2009 Il Signore è con te Marco 16:15-20- E disse loro: Andate per tutto il mondo, predicate il vangelo a ogni creatura. Chi avrà creduto e sarà stato battezzato sarà salvato; ma chi

Dettagli

Ci relazioniamo dunque siamo

Ci relazioniamo dunque siamo 7_CECCHI.N 17-03-2008 10:12 Pagina 57 CONNESSIONI Ci relazioniamo dunque siamo Curiosità e trappole dell osservatore... siete voi gli insegnanti, mi insegnate voi, come fate in questa catastrofe, con il

Dettagli

Europee 2014 Analisi del voto In Italia a cura di Ipsos PA

Europee 2014 Analisi del voto In Italia a cura di Ipsos PA Europee 2014 Analisi del voto In Italia a cura di Ipsos PA Europee 2014 - commento La consultazione europea ha avuto l effetto di un terremoto che ha modificato il panorama politico in profondità. La nettissima

Dettagli

UNA POLTRONA PER DUE - AGGIORNAMENTO del 18/10/2009

UNA POLTRONA PER DUE - AGGIORNAMENTO del 18/10/2009 UNA POLTRONA PER DUE - AGGIORNAMENTO del 18/10/2009 di Sabrina Giannini MILENA GABANELLI IN STUDIO Un mese e mezzo fa ci eravamo occupati della concorrenza sleale che sta mettendo in ginocchio molte imprese

Dettagli

CASA DI CHARLIE. In scena la mamma che cucina, la nonna che cuce e Charlie che fa i compiti. Entra il nonno.

CASA DI CHARLIE. In scena la mamma che cucina, la nonna che cuce e Charlie che fa i compiti. Entra il nonno. NONNO: Sera a tutti. MAMMA: Ciao papà. CASA DI CHARLIE In scena la mamma che cucina, la nonna che cuce e Charlie che fa i compiti. Entra il nonno. CHARLIE: Ciao nonno. NONNA: Ciao caro. MAMMA: La zuppa

Dettagli

(Messa vigiliare del sabato: la voce guida prima che l organo introduca con solennità l ingresso della processione.)

(Messa vigiliare del sabato: la voce guida prima che l organo introduca con solennità l ingresso della processione.) 23 febbraio 2014 penultima dopo l Epifania h. 18.00-11.30 (Messa vigiliare del sabato: la voce guida prima che l organo introduca con solennità l ingresso della processione.) Celebriamo la Messa vigiliare

Dettagli

La Domanda Perfetta Scopri Subito Chi ti Mente

La Domanda Perfetta Scopri Subito Chi ti Mente La Domanda Perfetta Scopri Subito Chi ti Mente Una tecnica di Persuasore Segreta svelata dal sito www.persuasionesvelata.com di Marcello Marchese Copyright 2010-2011 1 / 8 www.persuasionesvelata.com Sommario

Dettagli

ANSA. Giustizia: Oua a Letta, ottimistiche previsioni su civile

ANSA. Giustizia: Oua a Letta, ottimistiche previsioni su civile ANSA Giustizia: Oua a Letta, ottimistiche previsioni su civile (ANSA) - ROMA, 30 SET - "Con il premier Letta siamo d' accordo su una cosa importante: il Paese ha bisogno di interventi sulla giustizia a

Dettagli

La Grecia strozzata Lunedì 20 Giugno 2011 23:00. di Ilvio Pannullo

La Grecia strozzata Lunedì 20 Giugno 2011 23:00. di Ilvio Pannullo di Ilvio Pannullo Sembra quasi si nascondano. Le decisioni da prendere sono molto importanti e invece di condividere la responsabilità delle scelte con le popolazioni interessate, i governanti europei

Dettagli

ELEZIONI SUBITO? UN CATTIVO AFFARE PER IL PDL

ELEZIONI SUBITO? UN CATTIVO AFFARE PER IL PDL ELEZIONI SUBITO? UN CATTIVO AFFARE PER IL PDL Simulazioni elettorali sulla base del più recente sondaggio sulle intenzioni di voto - A cura di Piercamillo Falasca, 9 dicembre 2010 SINTESI Le elezioni anticipate

Dettagli

Femminicidio, da Bongiorno e Carfagna proposta di legge per l ergastolo

Femminicidio, da Bongiorno e Carfagna proposta di legge per l ergastolo Femminicidio, da Bongiorno e Carfagna proposta di legge per l ergastolo Le parlamentari di Fli e Pdl propongono di modificare le aggravanti dell'omicidio quando la violenza nasce da un atteggiamento discriminatorio".

Dettagli

Pensioni: correggere le gravi criticità della riforma Futuro a rischio per 350 mila lavoratori. La questione non è chiusa

Pensioni: correggere le gravi criticità della riforma Futuro a rischio per 350 mila lavoratori. La questione non è chiusa Pensioni: correggere le gravi criticità della riforma Futuro a rischio per 350 mila lavoratori. La questione non è chiusa Secondo le stime più attendibili, di 350 mila lavoratori che si trovano a dover

Dettagli

Alfredo Bertelli. Sottosegretario alla Presidenza della Giunta Regione Emilia-Romagna

Alfredo Bertelli. Sottosegretario alla Presidenza della Giunta Regione Emilia-Romagna Alfredo Bertelli Sottosegretario alla Presidenza della Giunta Regione Emilia-Romagna Il convegno organizzato oggi dalla Prefettura di Bologna rappresenta un occasione importante di confronto. Proprio per

Dettagli

QUESTIONARIO DI OFFER PER ADOLESCENTI SULLA IMMAGINE DI SE

QUESTIONARIO DI OFFER PER ADOLESCENTI SULLA IMMAGINE DI SE QUESTIONARIO DI OFFER PER ADOLESCENTI SULLA IMMAGINE DI SE INTRODUZIONE AL QUESTIONARIO Questo questionario viene usato per scopi scientifici. Non ci sono risposte giuste o sbagliate. Dopo aver letto attentamente

Dettagli

Il mondo diviso. Francesco Ciafaloni

Il mondo diviso. Francesco Ciafaloni Menu Il mondo diviso Francesco Ciafaloni 30 gennaio 2016 Sezione: Mondo, Società Oggi circa l 80% della popolazione del mondo possiede solo il 6% della ricchezza. Circa il 61% non ha un contrattto di lavoro

Dettagli

La rivolta di regioni ed enti locali contro il ritorno alla tesoreria unica

La rivolta di regioni ed enti locali contro il ritorno alla tesoreria unica 1 di 6 04/03/2012 21:47 Quotidiano di Informazione Giuridica Diretto da Avv. Carmelo Giurdanella 2 marzo 2012, 16:30 La rivolta di regioni ed enti locali contro il ritorno alla tesoreria unica Le iniziative

Dettagli

ECCO PERCHÈ LA PACE INIZIA PROPRIO DA TE

ECCO PERCHÈ LA PACE INIZIA PROPRIO DA TE ECCO PERCHÈ LA PACE INIZIA PROPRIO DA TE - di Deepak Chopra Sette esercizi spirituali per portare la pace all interno delle tua vita e nel mondo che ti circonda. L approccio alla trasformazione personale

Dettagli

La Democrazia spiegata dal Difensore Civico del Comune di Segrate, avv. Fabrizia Vaccarella, al Consiglio Comunale dei Ragazzi

La Democrazia spiegata dal Difensore Civico del Comune di Segrate, avv. Fabrizia Vaccarella, al Consiglio Comunale dei Ragazzi La Democrazia spiegata dal Difensore Civico del Comune di Segrate, avv. Fabrizia Vaccarella, al Consiglio Comunale dei Ragazzi Vi avevo anticipato l anno scorso che il Difensore Civico s interessa dei

Dettagli

OSSERVATORIO RENZI Il Rottamatore da rottamare

OSSERVATORIO RENZI Il Rottamatore da rottamare a cura del Gruppo Parlamentare della Camera dei Deputati Il Popolo della Libertà Berlusconi Presidente 1/10 OSSERVATORIO RENZI Il Rottamatore da rottamare 20 giugno 2013 INDICE 2 Perché l osservatorio

Dettagli

LA#SCOPERTA## Giardino#dei#Gius5# # # #Associazione#Gariwo#

LA#SCOPERTA## Giardino#dei#Gius5# # # #Associazione#Gariwo# LA#SCOPERTA##!!!!!!Giardino#dei#Gius5# #####Associazione#Gariwo# CHI#SONO#I#GIUSTI#,#PROF?## LA#NOSTRA#SCELTA## Un#nome#fra#tuC#con5nuava#a# tornare#con#insistenza## !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!Educare#al#coraggio#civile#!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!Svetlana#Broz#

Dettagli

Come vivere senza ansia con accanto un amico di nome Gesù.

Come vivere senza ansia con accanto un amico di nome Gesù. PREFAZIONE Voglio sottolineare che questo libro è stato scritto su dettatura di Gesù Cristo. Come per il libro precedente, desidero con questo scritto arrivare al cuore di tante persone che nella loro

Dettagli