COMUNICAZIONE DELLA GIUNTA SULLA SITUAZIONE NELLE ZONE TERREMOTATE A UN ANNO DAL SISMA. Assemblea legislativa 21 maggio 2013

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1 BOZZA COMUNICAZIONE DELLA GIUNTA SULLA SITUAZIONE NELLE ZONE TERREMOTATE A UN ANNO DAL SISMA Assemblea legislativa 21 maggio 2013 Il primo pensiero torna alle vittime innocenti della tragedia del 20 e 29 maggio del C è un solo modo per onorarne degnamente la memoria: ricostruire bene e in tempi ragionevoli e rendere più sicuri tutti gli edifici con gli interventi di miglioramento sismico. La prevenzione è l unica via per non spezzare altre vite, là in quel territorio e in tutte le aree del paese esposte al rischio sismico o idrogeologico, dove vivono rispettivamente 21 milioni e 5 milioni di abitanti. Nell impostare le misure per la ricostruzione non ci siamo limitati a riconoscere i danni. L obiettivo è ricostruire, ma ricostruire con più sicurezza e con più efficienza energetica e in piena legalità. Il secondo pensiero, di gratitudine e ammirazione, va agli amministratori locali, al personale della protezione civile, ai dipendenti pubblici, alle forze dell ordine, ai volontari, ai cittadini tutti, per la straordinaria prova di dedizione, competenza, compostezza e solidarietà che ci ha permesso di superare la prima emergenza, senza lasciare indietro nessuno. E in questi giorni di ringraziamento credo di interpretare il sentimento di tutti rivolgendo un sentito grazie al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, per la sensibilità e la vigile 1

2 attenzione che ci ha dedicato in questo anno difficile e per le parole di partecipazione e di impegno che ci ha rivolto nel suo messaggio. Il Presidente Errani lo ha ringraziato con una telefonata stamattina. Ringrazio anche il Presidente Letta, che ha confermato la sua presenza il 30 maggio, per essere qui con noi e sul territorio. Sarà una occasione importante per rappresentargli il positivo lavoro svolto con la guida del Presidente Errani e per rappresentargli le istanze che oggi raccoglieremo nella risoluzione di questa aula. La ricostruzione dell Emilia ferita è cominciata subito. Gli imprenditori e i lavoratori si sono immediatamente messi al lavoro per sgombrare le macerie, per recuperare macchine e beni, per riprendere l attività con soluzioni di fortuna, per delocalizzare in via temporanea le imprese, per rimanere insomma sul mercato. In meno di un anno i lavoratori in cassa integrazione guadagni a causa del terremoto sono scesi da a Rimangono le esigenze di ammortizzatore sociale per i tanti lavoratori di aziende in crisi: le domande stanno aumentando e noi siamo impegnati ad ottenere da Roma le risorse necessarie per dare una risposta sociale a questi lavoratori e tenere al centro la nostra priorità assoluta che è il lavoro. Occorre una reazione di comunità. Anche tra le famiglie, chi ha potuto, ha provveduto al recupero delle abitazioni, senza attendere le norme e i finanziamenti per gli aiuti pubblici. Come sapete, infatti, siamo partiti da zero. Questo non va mai dimenticato. Abbiamo contribuito a scrivere le norme strada 2

3 facendo, tenendo conto delle esperienze di altre Regioni, in particolare dell Umbria e dell Abruzzo, dialogando con la realtà locale da un lato e con il Governo e il Parlamento dall altro. Abbiamo dovuto conquistare rispetto e fiducia presso l Unione Europea, che ha riconosciuto la nostra serietà e le nostre ragioni con uno stanziamento di solidarietà senza precedenti. Siamo riusciti a riconquistare una buona immagine con il lavoro di quest anno e dopo le difficoltà dovute alla proceduta di infrazione aperta dalla Unione Europea nei confronti dell Italia per la gestione delle calamità passate. Da zero a cento: il riconoscimento del 100% di copertura dei danni agli immobili è stato raggiunto a febbraio, i sei miliardi della Cassa Depositi e Prestiti per i contributi a fondo perduto sono disponibili dal primo gennaio, le ordinanze sono state doverosamente oggetto di aggiornamenti e semplificazioni, d intesa con le associazioni economiche e sindacali, l ABI e gli ordini professionali. L ultimo decreto legge risale al 26 aprile e ha stabilito la prosecuzione dello stato di emergenza al 31 dicembre 2014 e la riapertura parziale dei termini del prestito fiscale, su cui torneremo. Il percorso per sostenere le famiglie e le imprese con gli aiuti pubblici è comunque avviato e procede positivamente. Alla data odierna, le pratiche in lavorazione o concluse per le case sono oltre 2.600; le pratiche già accettate dai comuni sono per unità abitative e abitanti; le ordinanze di pagamento sono 671 e crescono oramai giorno per giorno, per un valore di oltre 47 milioni; 12.6 milioni sono in pagamento. Oltre 3

4 700 abitanti sono già rientrati a seguito della conclusione dei lavori. Il Commissario ha destinato 39 milioni di euro ai fini del ripristino e della ricostruzione degli alloggi di proprietà pubblica gestiti dalle ACER. Altri 25 milioni del bilancio regionale sono stati distribuiti a 17 Comuni per l acquisto di nuovi appartamenti. Gli interventi di ripristino di alloggi pubblici sono stati 3.039; 330 famiglie sono rientrate su un totale di 591 sgomberate. L ordinanza per riconoscere i contributi alle ONLUS e alle altre entità non economiche è in fase di pubblicazione. Grazie al contributo di autonoma sistemazione abbiamo assicurato inizialmente oltre famiglie; oggi le famiglie sono e grazie anche ai 540 contratti di locazione abbiamo potuto ridurre al minimo il ricorso ai moduli abitativi provvisori, che sono 960 in tutto. Non abbiamo costruito new town, non abbiamo ceduto allo sprawl, abbiamo creato le condizioni per tutelare e migliorare il paesaggio urbano e rurale e per salvaguardare l identità e la storia dei luoghi. Le imprese che hanno fatto domanda sui vari filoni di finanziamento sono complessivamente 2.554: 386 sulla misura del fondo rurale (?), 117 presso la Regione (83 mil), 615 presso i comuni, 138 nel bando INAIL (72 mil), 241 nel bando per lo sviluppo (15 mil), per le delocalizzazioni temporanee (15 mil). Come ha già informato il collega Rabboni, l assessorato all agricoltura sta sviluppando un bando per luglio 2013 di 65 milioni di Euro per progetti di sviluppo di imprese agricole del cratere. 4

5 Abbiamo constato che le coperture del mondo assicurativo sono andate oltre le nostre previsioni. Dai primi dati risulta un impegno complessivo di oltre 1 miliardo di euro, ma naturalmente potremo trarre un bilancio compiuto solo in una fase più avanzata. Per agevolare la compilazione delle domande i nostri tecnici assicurano una presenza sistematica sul territorio: sono state incontrate oltre 350 aziende e con tutti si verificano e risolvono le mille e mille peculiarità. Dai dati del sistema informatico risulta che i professionisti coinvolti nei lavori di ricostruzione sono 595 e le imprese 704. Gli imprenditori - ed è questo un fatto da porre in grande risalto - guardano già oltre il terremoto: allargano gli stabilimenti, investono in tecnologie, assumono nuovo personale. Anche noi, fin dall inizio, abbiamo pensato al futuro e non solo all emergenza. A questo serve il fondo di 50 milioni per la ricerca; a questo servono i corsi di formazione e lavoro finanziati con i 40 milioni di solidarietà delle altre Regioni, la formazione tecnica postdiploma per il biomedicale, il campus-laboratorio biomedicale per le scuole superiori appena inaugurato e il progetto di tecnopolo biomedicale da insediare a Mirandola. Il traguardo per completare tutto è però ancora lontano. Come ha ricordato la collega Gazzolo, il Commissario Errani con le ordinanze ha impegnato un pacchetto di risorse per oltre 1 miliardo e 270 milioni. 5

6 Abbiamo coperto gli interventi provvisionali (1.393, per 155 mil), di sicurezza idraulica (22 mil), di sgombero delle macerie (359 mila ton per 22,3 mil più 430 mila ton in programma per 15 mil), di riapertura delle scuole (230 mil) e degli altri servizi fondamentali per la vita delle comunità (215 mil per interventi sui servizi socio-sanitari in corso o in programma). Le zone rosse erano 22: sedici hanno riaperto e sei hanno ripristinato la viabilità principale. Grazie al lavoro del collega Peri, sul versante del recupero dei beni pubblici e privati di valore storico e artistico abbiamo completato la verifica preliminare dei danni con i Comuni, il Ministero dei Beni Culturali e le Curie. Le proposte di intervento sono 1400, per un valore di 1,350 miliardi, ma i fondi sono carenti, nell ordine di almeno un miliardo. E auspicabile che Governo e Parlamento trovino la copertura entro l anno, in modo tale da garantire l integrale realizzazione del programma che è in corso di elaborazione. La legge regionale n ha innovato le procedure e le regole urbanistiche per facilitare il recupero e la riqualificazione dei centri storici, degli edifici rurali e degli agglomerati urbani in genere all interno del cratere. I Comuni stanno procedendo alla perimetrazione delle UMI e alla elaborazione dei piani per la ricostruzione. La struttura tecnica del Commissario sta predisponendo una apposita ordinanza per le UMI, fondamentale per il recupero dei centri storici, ove i provvedimenti favoriranno gli interventi aggregati e la riqualificazione degli agglomerati. Ci aspettiamo che il nuovo Governo sblocchi tempestivamente le misure adottate da lungo tempo e ancora in stallo: dal trasferimento dei fondi per la ricerca e per gli ammortizzatori dei 6

7 lavoratori autonomi e precari, al credito d imposta per le assunzioni qualificate e gli investimenti, al contributo in conto interessi per le grandi imprese (FRI). Sulle questioni più critiche ancora aperte e che rischiano di ostacolare pesantemente la ricostruzione e i suoi tempi, abbiamo chiesto ai parlamentari emiliano-romagnoli di tutti i partiti di sostenere una serie di emendamenti fondamentali in sede di conversione in legge del decreto 26 aprile 2013 n 43. Non starò a farne l elenco dettagliato, perché mi pare che i gruppi li abbiano già colti in una proposta di ordine del giorno. Provo a riassumerne il senso. Un primo blocco riguarda gli enti locali: per gestire le procedure di assegnazione e controllo dei contributi e per gli investimenti bisogna approvare l esenzione dal patto di stabilità interno per i Comuni e le Province del cratere e la correzione delle norme sul personale, al fine di consentire le assunzioni necessarie, la continuità contrattuale e il riconoscimento del lavoro straordinario svolto in mesi di duro e incessante impegno. Il recupero e la ricostruzione delle imprese e delle abitazioni incontra invece un difficile ostacolo nella crisi di liquidità del sistema, dovuta alle cadute del mercato, ai ritardi dei pagamenti pubblici e privati, alla stretta del credito. Per rimediare, abbiamo aumentato il numero degli stati di avanzamento lavori, cui è legata la liquidazione dei contributi, e abbiamo introdotto la possibilità di un anticipo del 20% dei fondi pubblici, in presenza di una fideiussione dell impresa che realizza i lavori a favore del Commissario. Anche in questi giorni incontreremo le banche per verificare la situazione e studiare 7

8 altre formule di garanzia per agevolare il finanziamento dell inizio lavori, fermo restando che la soluzione del credit crunch deve venire dall azione congiunta della BCE e dei Governi. In particolare, Governo e Banca d Italia devono trovare il modo di riconsiderare il merito creditizio delle imprese nell area del cratere. La riposta principale si trova però, in questo momento, nel prestito di sei miliardi per il pagamento dei tributi, contributi e premi delle imprese, con interessi a carico dello Stato e restituzione del capitale in due anni. Il Governo Monti ha riaperto questa possibilità alle sole imprese con danni strutturali e fino al 30 settembre. Noi chiediamo che il prestito copra gli oneri fino al 31 dicembre 2013, che siano incluse fra i beneficiari anche le imprese con gravi danni al fatturato e che si valuti la possibilità di portare a cinque anni il periodo di restituzione, così come su cinque anni devono essere distribuite le perdite 2012 delle società di capitali. Chiediamo inoltre che gli studi di settore per le imprese danneggiate siano sospesi e che sia introdotto un fattore di correzione per tutti. Dobbiamo infine dire due parole chiare sul tema del miglioramento sismico, che continua a suscitare preoccupazioni, incomprensioni e richieste non sempre giustificate e giustificabili. A questo proposito noi abbiamo già chiesto che negli emendamenti al decreto ci sia anche lo spostamento della data del 8 giugno per la verifica sismica dei capannoni senza danni, abbiamo già esteso agli interventi di miglioramento sismico l accesso ai fondi del bando INAIL e abbiamo chiesto di correggere i decreti per i finanziamenti INAIL in modo da includere gli agricoltori e gli artigiani senza dipendenti. 8

9 Ma, tutto ciò premesso, occorre ribadire con determinazione che le misure dell art.3 del decreto legge 74, legge , non sono state scritte contro le imprese, ma per consentire la ripresa più celere possibile delle attività e tutelare la sicurezza. Il miglioramento sismico delle strutture che non sono esentate dalle mappe di scuotimento va realizzato in un periodo di tempo che va da 4 a 8 anni: dunque non c è il pericolo di provocare chiusure o delocalizzazioni di imprese. C è, in altri termini, il tempo per chiedere e ottenere un provvedimento nazionale di sostegno, che a nostro parere potrebbe avere la forma del credito d imposta. Naturalmente ci sarebbero altri punti importanti da citare e altrettanto naturalmente queste proposte non precludono la libera iniziativa dei gruppi parlamentari per introdurre ulteriori agevolazioni a sostegno della popolazione e dell economia locale. Diciamo che questi sono i provvedimenti indispensabili, sui quali è auspicabile la massima convergenza politica dentro un impianto chiaro di legalità: imprese sane e pulite, niente lavoro nero, niente concorrenza sleale, controllo dei cantieri, tracciabilità e controllabilità dei finanziamenti, rigore nei comportamenti. Ma più in generale, l esperienza dell Emilia-Romagna può essere la base per rimediare ai pesanti vuoti normativi del paese. L Italia non può più permettersi il lusso irresponsabile di non avere né un programma di prevenzione sismica, né una legislazione quadro per gli aiuti in caso di calamità naturale. Non possiamo più piangere morti innocenti, non possiamo più esporre al rischio i nostri figli, non possiamo più ripartire da capo ogni volta e trattare gli italiani con metri diversi. E giunta l ora di girare pagina. 9

10 Molto abbiamo fatto, molto dobbiamo fare. Noi continueremo pancia a terra con la disponibilità totale al confronto, all ascolto per migliorare i nostri provvedimenti tutti insieme, finché l ultimo non riceverà come il primo e tutto sarà tornato meglio di prima e con più opportunità di lavoro, benessere e serenità di prima. 10

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