UNA BUONA SCUOLA CE L'ABBIAMO GIA', MA NOI LA VOGLIAMO PIU' OTTIMA (COME DICEVA CALAMANDREI)

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "UNA BUONA SCUOLA CE L'ABBIAMO GIA', MA NOI LA VOGLIAMO PIU' OTTIMA (COME DICEVA CALAMANDREI)"

Transcript

1 PREMESSA Lavorare su un documento come La buona scuola è estremamente faticoso, in quanto esso utilizza un linguaggio di tipo pubblicitario, caratterizzato da frequenti slogan (che come tali non richiedono giustificazioni, come invece sarebbe richiesto in un documento tecnico), e dati distorti (vedremo un caso specifico), che mal si adattano ad un'analisi razionale. Un esempio: L'istruzione è l'unica soluzione strutturale alla disoccupazione : fa molto effetto parlare di soluzione per un tema così sensibile come quello della disoccupazione, ma basta fare un confronto tra il nord-est e il sud del nostro paese per capire quanto questa affermazione sia leggera e superficiale. Addentrarsi nelle tante affermazioni di questo tipo, sulle quali non è possibile interloquire, è operazione troppo lunga, e forse poco utile. Facciamo allora lo sforzo di estrapolare da questo testo i contenuti della proposta, per cercare di dare un contributo costruttivo, avendo come obiettivo il miglioramento di questo nostro bene comune inestimabile, che è la scuola. UNA BUONA SCUOLA CE L'ABBIAMO GIA', MA NOI LA VOGLIAMO PIU' OTTIMA (COME DICEVA CALAMANDREI) Iniziare con la frase All'Italia serve una buona scuola è un punto di partenza di totale disconoscimento della qualità della scuola attuale. Meglio sarebbe stato: L'Italia deve farsi maggiormente carico della sua buona scuola, per migliorarla. Fa meno effetto ma è più vicino alla realtà. Per questo occorrono prima di tutto risorse, e poi buona amministrazione, valorizzazione dell'esperienza, valutazione di tutto il sistema, trasparenza, semplificazione, motivazione e valorizzazione del personale. Facciamo nostro lo slogan Non esistono risposte semplici a problemi complessi ed entriamo nel merito di alcuni singoli aspetti. IL PIANO STRAORDINARIO DI ASSUNZIONI. UN DOVERE INELUDIBILE Un piano straordinario di assunzioni è quanto mai necessario per non incorrere nelle sanzioni degli organismi europei, tenuto conto dell'abuso che c'è stato per tanti, troppi anni nell'utilizzo di personale precario per coprire necessità non transitorie di personale. Decongestionare il contenzioso in atto consente anche di scongiurare il pagamento di una somma ingente di spese legali. Facendo tesoro di questa esperienza, non si ripeteranno certi errori in futuro. Questo richiamo all'esperienza permette di introdurre il tema, che verrà ripreso più avanti, del suo valore, compresi gli errori, se si ha l'umiltà di riconoscerli. I numeri di coloro che verrebbero immessi in ruolo nel appaiono in prima analisi fondati e confidiamo che il reperimento delle risorse finanziarie, che da più parti viene messo in dubbio, venga effettuato senza alcun indugio. Sulle modalità organizzative (flessibilità nelle classi di abilitazione, superamento del vincolo provinciale, ecc.) non è il caso in questa fase di disperdersi in dettagli: ci sono i luoghi deputati al confronto sindacale a cui si rimanda. Non si può dare lo stesso giudizio di fondatezza sui grafici di pag. 18 che hanno un impatto visivo che porta a conclusioni smentite dalla lettura dei dati scritti a caratteri minuti. Sono state usate scale verticali diverse. Riportiamo la pagina 18 così com'è (fig. 1): mentre nel grafico delle età degli iscritti alle GaE il valore massimo sull'asse verticale è di 8000 unità, nel grafico delle età del personale di ruolo tale valore è di 34K, ovvero 34000; c'è un rapporto di 4,25; per confrontare correttamente i grafici si sarebbe dovuto procedere come in fig. 2. Ne faremo oggetto di un compito autentico nell'ambito della didattica per competenze di statistica; dobbiamo quindi ringraziare per lo spunto che ci viene fornito per una significativa attività nelle classi.

2 Figura 1: pag. 18 del documento La buona scuola

3 Fig. 3: i due grafici di pag. 18 con la stessa scala verticale

4 IL POTENZIAMENTO DELL'OFFERTA FORMATIVA: CERCHIAMO PRIMA DI ASSICURARE L'ESSENZIALE E' molto positiva l'attribuzione di risorse per avere più classi a tempo pieno nel primo ciclo d'istruzione. Quella buona scuola, che prima dei provvedimenti del 2009 era anche ottima, tornerà a respirare, e a liberare quelle energie che l'avevano portata ad essere un punto di riferimento a livello internazionale. Molto più discutibile è invece l'opportunità di introdurre, nella situazione attuale di saturazione di cattedre, e di alunni per aula, un organico funzionale su rete di scuole, con attribuzioni fumose ed incerte: si crea una nuova complicazione e una nuova rigidità, in un contesto fortemente deprivato di risorse, differenziando in modo innaturale chi avrà funzioni di insegnamento e chi avrà incarichi su progetti, posto in pericolosa lontananza dalle classi (il cui contatto, per rimanere un buon docente, deve essere continuo; al massimo con riduzioni parziali, mai totali, dell'orario cattedra curriculare). La buona scuola, per rimanere tale, e non diventare schizofrenica, ha bisogno che venga garantito prima di tutto l'essenziale, a cominciare da un urgente adeguamento delle numerosità delle classi ai parametri di sicurezza previsti dalla legge (DM 18/12/75 e DM 26 agosto 1992), e una distribuzione uniforme di ore a disposizione nei vari istituti (senza la burocratizzazione di dover elaborare improbabili progetti) per poter permettere la continuità didattica (poter fare cattedre anche a ore permette di seguire le proprie classi) e le supplenze per le assenze improvvise e saltuarie. Da quando le cattedre sono state saturate i ragazzi delle superiori hanno perso un numero imprecisato (perché mai monitorato dal MIUR), ma elevato secondo alcune rilevazioni locali, di ore di scuola per mancanza di copertura delle supplenze. Senza le ore a disposizione per le supplenze si vanifica anche la maggior parte delle occasioni di aggiornamento, a cui tanti docenti rinunciano per non creare disagi organizzativi alla propria scuola. Riteniamo che il numero stimato di insegnanti, previsto dal documento, sia addirittura insufficiente per queste esigenze primarie, che hanno priorità assoluta rispetto all'offerta didattica aggiuntiva e complementare. Riassumendo: occorre dotare le scuole di un organico funzionale d'istituto per 1. ricondurre il numero degli alunni per classe ai limiti previsti dalle norme sulla sicurezza 2. permettere la continuità didattica, le supplenze brevi e improvvise 3. permettere, una volta salvaguardati i livelli minimi delle prestazioni (di cui ai punti 1 e 2) una collaborazione anche su reti di scuole, utilizzando la normativa già esistente (art. 35 del vigente contratto nazionale) Del resto, i posti su reti di scuole ci sono già: si tratta delle cattedre orario esterne, che possono abbracciare fino a tre scuole diverse dislocate in due diversi comuni. Lavorare in queste condizioni, spostandosi a spese proprie, è umanamente tollerabile, ma già molto pesante: si vuole chiedere di più? SOPPRESSIONE DELLE GRADUATORIE DI ISTITUTO DI TERZA FASCIA: PORRE DA SUBITO LE CONDIZIONI PER IL LORO SUPERAMENTO GARANTENDO CONTINUITA' AI PERCORSI ABILITANTI L'intenzione di sopprimere le graduatorie di istituto appare piuttosto illusoria, visto che negli istituti sono presenti, oltre alle tre fasce di graduatorie ufficiali, delle liste di messa in disponibilità, cioè di docenti non inclusi in nessuna di queste graduatorie, che si dichiarano disponibili per supplenze in caso di totale esaurimento di tutte le fasce; e questo accade più frequentemente di quanto non si

5 creda, proprio in virtù dei grandi numeri coinvolti. Dunque prima di annunciare la chiusura delle graduatorie di istituto è più prudente impegnarsi per ridurle al minimo, prima di tutto dando continuità ai percorsi abilitanti, senza ricadere negli errori del passato. Se un docente non abilitato ha lavorato per 8 anni su una stessa cattedra di uno stesso istituto (esempio reale e documentabile), e in questi 8 anni non sono mai stati attivati percorsi abilitanti, la sua graduatoria d'istituto non sarà mai vuota! E' chiaro cosa non bisogna fare per alimentare le graduatorie di terza fascia: semplicemente non bisogna più interrompere i percorsi abilitanti, ma fornire al sistema gli abilitati di cui ha bisogno, eliminando la discriminazione oggi esistente tra formazione iniziale per la scuola primaria che procede con regolarità, e quella per la scuola secondaria che continua ad andare a singhiozzo. Nel frattempo, per prudenza, è opportuno prevedere la presenza residuale di graduatorie di istituto per non abilitati, curandosi seriamente del problema (condiviso nel documento a pag. 41) che un laureato generico non è ancora un insegnante, ma possiede una professionalità disciplinare non specializzata per una singola professione; esattamente come un laureato in medicina non è un chirurgo specialistico, un laureato in legge non è un avvocato, ecc. Dunque è opportuno che il laureato che entra direttamente in classe a) venga affiancato da un docente con funzioni tutoriali che si metta a sua disposizione (senza interferire con la libertà di insegnamento) per guidarlo nell'ambiente complesso della scuola. E' stato studiato che l'insegnante privo di una preparazione specifica tende a vivere la scuola riproducendo la sua esperienza di studente, e imitando i suoi ex insegnanti, unici modelli di riferimento; ma questa strategia di adattamento all'ambiente è poco adeguata, visti gli enormi cambiamenti avvenuti nella scuola negli ultimi anni, e le diverse tipologie di studente con cui si ha a che fare; b) venga indirizzato ad iniziative di formazione obbligatoria (del tipo di quella del primo anno di ruolo, che oggi viene affrontata spesso da chi ha già molti anni di esperienza trascorsi senza alcuna formazione!), che possono in prospettiva costituire credito formativo per futuri percorsi abilitanti In questo modo anche chi non ha fatto un percorso abilitante viene introdotto alla professione in modo più consapevole, con reciproco vantaggio per il futuro docente e per l'istituzione. Il ricorso però a non abilitati è indice di un cattivo governo del reclutamento degli insegnanti; e questo cattivo governo è durato per molti, troppi anni. Se si permette a chi ne è responsabile di sottrarsi alla valutazione del proprio operato, si perde tutta l'autorevolezza per poter parlare di valutazione di altri soggetti. LA FORMAZIONE INIZIALE I: LA LAUREA MAGISTRALE PER L'INSEGNAMENTO La laurea specialistica per l'insegnamento è già prevista dal DM 249/2010, basta attivarla (sono passati inutilmente altri quattro anni), e non vi è alcun bisogno di nuove norme, salvo gli aggiustamenti suggeriti dall'esperienza (si ribadisce il valore dell'esperienza); è da evitare assolutamente la modifica di norme già in vigore che non sono mai state poste alla prova dei fatti, in quanto l'assenza di esperienza pone nell'impossibilità di stabilire in quali direzioni apportare le modifiche normative, che verrebbero scritte ancora una volta all'insegna dell'improvvisazione. In questo occorre un cambio di rotta e una capacità forte da parte dei decisori politici di mettersi davvero in gioco, sottoponendo alla prova dei fatti quanto già elaborato, ed evitare una iperfetazione normativa che è inconcepibile in uno stato moderno ed efficiente. Per la scuola primaria sono ormai avviati i corsi a ciclo unico, con tirocinio fin dal secondo anno, senza soluzione di continuità con l'ordinamento previgente. Ciò consente alla scuola primaria di avere il flusso continuo di abilitati di cui ha bisogno. Non così per la scuola secondaria. Vista la negazione del valore delle esperienze TFA e SSIS (che invece hanno valore in sé se non altro per stilare un elenco di errori da non ripetere), dobbiamo tornare indietro di venticinque anni, alla legge 341/90. I principi di quella legge

6 non sono mai stati sconfessati: essa prevedeva un percorso formativo, comprendente l'abilitazione all'insegnamento, di sei anni complessivi, aggiungendo alla laurea (allora quadriennale, nella maggior parte dei casi) due anni di Scuola di Specializzazione per l'insegnamento Secondario, per corredare il sapere disciplinare con le competenze necessarie all'esercizio della funzione docente, elencate nell'art. 27 del contratto nazionale di lavoro 1. Una risposta sbagliata o carente (quale sembra essere stata, secondo un giudizio sommario, la SSIS, in mancanza di giudizi più analitici) a questi bisogni non elimina i bisogni stessi, che restano tali finché nessuno se ne farà carico. Attaccare un semestre (ridotto in realtà a un trimestre) di Tirocinio Formativo Attivo ad una laurea quinquennale generica non significa andare incontro a quei bisogni, ma dequalificare la funzione docente; il TFA infatti aveva senso, a regime, dopo una laurea magistrale per l'insegnamento, con adeguati Crediti Formativi Universitari (CFU) in scienze dell'educazione (18 CFU) didattiche disciplinari (18 CFU) laboratori didattici (18 CFU) Ma questa struttura dei CFU prevedeva una concentrazione del tirocinio (475 ore pari a 19 su 60 CFU), esclusivamente nel corso successivo di TFA. In un'ottica più integrata è più opportuno pensare ad un modulo di tirocinio osservativo di almeno 6 CFU già nella laurea magistrale (almeno all'ultimo anno), in modo da decongestionare l'anno di TFA da quel numero abnorme di ore di tirocinio, che ne favorisce l'elusione con soluzioni ingegneristiche e creative che ne abbassano qualità e serietà; questo lo possiamo dire sulla base di un'esperienza (si veda in particolare la nota MIUR , prot. N. 839). Per fare un confronto, basti pensare che nella laurea per la formazione primaria il tirocinio inizia già dal secondo anno e termina al quinto. LA FORMAZIONE INIZIALE II: IL TIROCINIO Appare del tutto inadeguato il tirocinio proposto nel documento La buona scuola, sia in senso qualitativo che quantitativo. Questo voler cambiare le regole prima ancora di essere riusciti a mettere a punto il modello esistente, non diciamo definitivo, ma neanche quello transitorio!... è quantomeno velleitario. 1) La durata. E' un tirocinio che dura soli sei mesi, la metà o meno rispetto a quello di qualsiasi altra professione di livello comparabile; e se l'esperienza ci insegna che un anno accademico può legittimamente essere ridotto anche a tre mesi (vedi ancora la nota MIUR , prot. N. 839) non osiamo pensare a cosa si possa ridurre questo tirocinio, già povero a priori, nella realtà. 2) La totale separazione tra studio e pratica didattica. L'esperienza dei PAS ha dimostrato quanto sia illusorio credere che un tirocinio didattico possa essere fatto di sola pratica, senza riflessione teorica; del resto questa illusorietà era già chiara a Leonardo Da Vinci, più di 500 anni orsono: «Quelli che si innamorano della pratica senza scientia sono come nocchieri che entrano in naviglio senza timone o bussola, che mai hanno certezza dove si vadano.» Punti di forza dei corsi SSIS e TFA erano la presenza contemporanea, nella formazione iniziale del docente, di quattro aree di apprendimento: a) area trasversale per la funzione docente (psicopedagogia, didattica generale normativa scolastica); b) didattica disciplinare; c) laboratorio didattico; d) tirocinio. Questo modo di introdursi nella professione, legando teoria e pratica, favorisce l'attitudine alla formazione continua, che deve essere favorita anche dalle condizioni di lavoro. Separare temporalmente le prime tre aree dalla quarta significa impoverirle tutte, perché non si può apprendere la didattica di una disciplina senza metterla alla prova della pratica in classe; né si può poi applicare in modo efficace ciò che non si è appreso bene, e le eventuali riflessioni teoriche che potrebbero seguire dalla pratica didattica non trovano più uno spazio istituzionale per essere affrontate e discusse con esperti. 3) L'esame abilitante: Una commissione di valutazione del tirocinio formata da due soli soggetti, il docente mentor e il dirigente scolastico, ovvero un docente e un ex docente, entrambi esperti 1 (...) competenze disciplinari, psicopedagogiche, metodologico-didattiche, organizzativo-relazionali e di ricerca, documentazione e valutazione tra loro correlate ed interagenti, che si sviluppano col maturare dell'esperienza didattica, l'attività di studio e di sistematizzazione della pratica didattica.

7 (ammesso che il dirigente ancora lo sia) di discipline generalmente diverse da quella di insegnamento del tirocinante, e slegati dall'ambiente universitario, non dà assolutamente le stesse garanzie di una commissione di abilitazione, come quella del TFA, formata da docenti universitari, docenti tutor selezionati, ed un rappresentante dell'ufficio Scolastico Regionale (un ispettore o un dirigente scolastico o un docente). Semmai bisognerebbe riequilibrare la commissione prevedendo una presenza maggioritaria di docenti della scuola. 4) Lo spazio di dialogo formativo tra scuola e università deve restare aperto ed anzi deve essere ampliato. La separazione temporale tra laurea magistrale per l'insegnamento e successivo tirocinio richiude gli spazi di dialogo ed interscambio costruttivo che si erano aperti tra scuola ed università, consentendo da una parte un flusso continuo di aggiornamento delle conoscenze disciplinari, e dall'altra la presa di coscienza delle reali necessità della figura professionale che si vuole formare. Una laurea magistrale dell'insegnamento tutta in mano all'università non formerà un buon insegnante, e un tirocinio tutto nelle mani di una singola scuola, senza possibilità di confronto in una classe di tirocinio che raccoglie tirocinanti di varie scuole, è un'esperienza scarsamente significativa. Si propone dunque di mantenere la struttura prevista dal DM 249/2010, che ricalca temporalmente il percorso sessennale previsto dalla legge 341/90; siamo convinti che la funzione docente, dopo i venticinque anni che ci separano da quella data, non sia divenuta meno complessa. E' tuttavia opportuno decongestionare il tirocinio dell'anno di TFA spostando 6 CFU di laboratorio didattico dalla laurea al TFA e 6 CFU di tirocinio dal TFA alla laurea, per un primo periodo di tirocinio osservativo. IL CONCORSO, I CONCORSI E' un segnale importante che siano state accantonate le ipotesi fantasiose di chiamata diretta da parte delle scuole, e che, una volta svuotate le GaE, dal 2016 si entri nella scuola come prevede la Costituzione, cioè per concorso; ed è anche importante che questo sia riservato a chi ne ha pieno titolo, ovvero ai docenti abilitati: quando sarà garantito il flusso di abilitati che la scuola richiede, il concorso non sarà più un terno al lotto; a regime si avrà un ridotto numero di partecipanti, e allora sarà forse possibile abolire quella umiliante prova preselettiva a quiz del concorso del 2012, che con la sua aleatorietà, ha probabilmente buttato a mare risorse professionali che per la scuola potevano essere preziose. Vogliamo che i nostri docenti siano valutati da commissioni competenti, nel merito di ciò che serve per insegnare, e non sulla base della velocità, mista a un certo grado di fortuna, nell'azzeccare umilianti quiz, molti dei quali (come tutti ricordiamo) erano sbagliati. Però ci piacerebbe che fossero chiaramente ammessi gli errori compiuti con questo concorso; perché se l'unico commento che leggiamo nel documento è quello di aver dimostrato di funzionare bene (pag. 30 del documento), beh... se non c'è malafede (come vogliamo credere) dovremmo mettere la classe politica che non riconosce questi errori in quel 33% di non meritevoli (vedi pag. 53), che non imparano nulla dall'esperienza maturata. Per aiutare i decisori politici ad effettuare un processo di autovalutazione, ricordiamo quali sono stati questi errori: 1) il più grave è stato quello di non aver effettuato il concorso per tutte le classi: questo ha fatto perdere un'occasione importante: quella di chiudere una volta per tutte il capitolo dei concorsi per il ruolo aperti ai non abilitati, purché muniti di laurea abbastanza vecchia, creando distorsioni inaudite al principio del merito. Esse sono dovute ad una norma transitoria del 1998 (il D.I. n. 460), che prevedeva che i laureati non abilitati entro il 2002 potessero partecipare al primo concorso successivo al 2002, che è stato, appunto quello del Ma non contenti del già grave danno apportato al sistema con la mancata indizione, per 12 anni, di un concorso ordinario, si è pensato di non indirlo per tutte le classi di

8 concorso, ma solo per alcune, come spiegato nella tabella di pag. 31 del documento. Questo fa sì che anche al prossimo concorso del 2015, cioè dopo ben 17 anni, si dovrà applicare nuovamente quella norma transitoria del 1998, che ci tiene lontani dall'europa; una norma che mortifica le professionalità acquisite da coloro che hanno conseguito l'abilitazione in questi ultimi 14 anni, e che crea un'ingiustizia tutta italiana nel discriminare chi, per il solo fatto di essere di più giovane età, si è laureato nel periodo di chiusura delle SSIS e ha avuto quindi ben poche occasioni per abilitarsi. 2) L'altro grave errore è stato quello di mortificare il lavoro delle commissioni, che sono state formate a stento e con gravi ritardi, senza una seria selezione dei candidati al ruolo di commissario (proprio perché non vi erano disponibilità), attribuendo compensi irrisori a fronte di un lavoro di grande responsabilità. 3) L'aver fissato a priori un numero chiuso per le assunzioni ha determinato una contraddizione con la normativa vigente, in particolare con l'art. 400 comma 17 del TU, laddove specifica che: Le graduatorie relative ai concorsi per titoli ed esami restano valide fino all'entrata in vigore della graduatoria relativa al concorso successivo corrispondente. Il maldestro ripristino della legalità, con il DM 345/14, ha creato ulteriori tensioni nel mondo del precariato scolastico. Di questi gravi errori (ci riferiamo in particolare ai punti 1. e 3.) bisogna che siano individuati i responsabili, perché vengano messi in condizione di non nuocere ulteriormente. Altrimenti non si ha autorevolezza quando si parla di valutazione. Il prossimo concorso dunque: 1) deve essere effettuato su tutte le classi, in modo che gli effetti distorsivi dell'applicazione del D.I. 460/98 non si protraggano ulteriormente (dopo 17 anni questo ce l'aspettiamo) 2) si corrisponda un compenso adeguato ai membri delle commissioni, corrispondente almeno ad un esonero dall'insegnamento per 3-4 ore settimanali, in modo che (a) la funzione sia più appetibile, quindi più richiesta, al fine di poter poi effettuare una rigorosa selezione; (b) i lavori, grazie alla possibilità dell'esonero parziale, si concludano in tempi brevi; (c) chi ritiene di poter svolgere il compito, adeguandosi al ritmo di lavoro, senza l'esonero parziale, abbia un compenso equivalente come attività aggiuntiva 3) il concorso deve essere bandito non su un numero chiuso, ma su tutti i posti annualmente autorizzati fino al momento della pubblicazione della graduatoria del concorso successivo, come prevede l'art. 400 già citato del TU.

Il reclutamento nella scuola

Il reclutamento nella scuola Il reclutamento nella scuola Accesso Art. 97 della Costituzione I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo da assicurare il buon andamento e l'imparzialità dell'amministrazione.

Dettagli

Nell art. 3 del Regolamento troviamo la seguente articolazione dei nuovi percorsi formativi:

Nell art. 3 del Regolamento troviamo la seguente articolazione dei nuovi percorsi formativi: I NUOVI PERCORSI FORMATIVI PER I DOCENTI NORME A REGIME Al termine di un lungo e complesso iter, è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 24 del 31.1.2011, Suppl. Ordinario n. 23, il Regolamento

Dettagli

Indicazioni per laureati non abilitati (e per gli iscritti alle lauree quinquennali e lauree specialistiche che permettono l accesso all insegnamento)

Indicazioni per laureati non abilitati (e per gli iscritti alle lauree quinquennali e lauree specialistiche che permettono l accesso all insegnamento) Indicazioni per laureati non abilitati (e per gli iscritti alle lauree quinquennali e lauree specialistiche che permettono l accesso all insegnamento) DECRETO 10 settembre 2010, n. 249 Regolamento concernente:

Dettagli

SCHEDA TECNICA PAS, TFA E EXCURSUS STORICO SU COSA C'ERA PRIMA DEGLI ATTUALI SISTEMI DI IMMISSIONE

SCHEDA TECNICA PAS, TFA E EXCURSUS STORICO SU COSA C'ERA PRIMA DEGLI ATTUALI SISTEMI DI IMMISSIONE SCHEDA TECNICA PAS, TFA E EXCURSUS STORICO SU COSA C'ERA PRIMA DEGLI ATTUALI SISTEMI DI IMMISSIONE NELL'INSEGNAMENTO Il reclutamento degli insegnanti nelle scuole statali avviene mediante contratto che

Dettagli

L ASSUNZIONE DI TUTTI I DOCENTI DELLE GAE

L ASSUNZIONE DI TUTTI I DOCENTI DELLE GAE L ASSUNZIONE DI TUTTI I DOCENTI DELLE GAE NEL PROSSIMO ANNO SCOLASTICO SARÀ UN BOOMERANG PER LA SCUOLA? LA BUONA SCUOLA E L ASSUNZIONE DELLE GAE Il governo Renzi sta lavorando al decreto che implementa

Dettagli

Reclutamento e formazione iniziale dei docenti: le proposte della FLC CGIL

Reclutamento e formazione iniziale dei docenti: le proposte della FLC CGIL Reclutamento e formazione iniziale dei docenti: le proposte della FLC CGIL Premessa Formazione iniziale e reclutamento dei docenti rappresentano due elementi di fondamentale importanza nella costruzione

Dettagli

La buona scuola Scheda n. 1

La buona scuola Scheda n. 1 La buona scuola Scheda n. 1 Testo La buona scuola - stralci Cap. 1 ASSUMERE TUTTI I DOCENTI di cui la buona scuola ha bisogno [pp. 12-41] Commenti/Osservazioni Nel capitolo si parla di: Assunzioni a settembre

Dettagli

TEMPO INDETERMINATO - RUOLO

TEMPO INDETERMINATO - RUOLO ACCETTO O NON ACCETTO? Versione aggiornata 2013 2014 a cura di Laura Razzano Reclutamento Docenti graduatorie e concorsi TEMPO INDETERMINATO - RUOLO L assunzione dei docenti in ruolo avviene utilizzando

Dettagli

TFA - una guida per orientarsi le domande più frequenti e la normativa di riferimento

TFA - una guida per orientarsi le domande più frequenti e la normativa di riferimento TFA - una guida per orientarsi le domande più frequenti e la normativa di riferimento Questa breve guida è stata realizzata dalla redazione Edises, casa editrice specializzata in formazione universitaria

Dettagli

REGOLAMENTO SULLA FORMAZIONE INIZIALE DEGLI INSEGNANTI

REGOLAMENTO SULLA FORMAZIONE INIZIALE DEGLI INSEGNANTI REGOLAMENTO SULLA FORMAZIONE INIZIALE DEGLI INSEGNANTI * SCHEDE * LA STRUTTURA DEI NUOVI PERCORSI FORMATIVI L avvio dei nuovi percorsi è previsto per l anno accademico 2011/2012. I PERCORSI DI STUDIO PER

Dettagli

Nota per intervento - Convegno ANP Manifesto per la scuola & Codice deontologico per dirigenti e docenti

Nota per intervento - Convegno ANP Manifesto per la scuola & Codice deontologico per dirigenti e docenti Nota per intervento - Convegno ANP Manifesto per la scuola & Codice deontologico per dirigenti e docenti Il manifesto per la scuola che oggi presentate ha un grande valore per la scuola tutta. Richiama

Dettagli

Università degli Studi di Sassari. REGOLAMENTO DIDATTICO Tirocinio Formativo Attivo (TFA) classi A445 e A446

Università degli Studi di Sassari. REGOLAMENTO DIDATTICO Tirocinio Formativo Attivo (TFA) classi A445 e A446 REGOLAMENTO DIDATTICO Tirocinio Formativo Attivo (TFA) classi A445 e A446 Art. 1 Attivazione Presso il Dipartimento di Scienze Umanistiche e Sociali per l A.A. 2014/2015 è attivato, in conformità a quanto

Dettagli

REGOLAMENTO TFA. Decreto n. 351 del 09 ottobre 2014. Art. 1 Finalità ed obiettivi dei corsi di TFA

REGOLAMENTO TFA. Decreto n. 351 del 09 ottobre 2014. Art. 1 Finalità ed obiettivi dei corsi di TFA Decreto n. 351 del 09 ottobre 2014 REGOLAMENTO TFA Art. 1 Finalità ed obiettivi dei corsi di TFA 1.1 Il Tirocinio Formativo Attivo (di seguito corso o corsi ) è un corso di preparazione all'insegnamento

Dettagli

Oggetto : Richiesta chiarimenti decreto direttoriale n. 7 del 16/4/2012 e successive note e circolari Ministeriali

Oggetto : Richiesta chiarimenti decreto direttoriale n. 7 del 16/4/2012 e successive note e circolari Ministeriali COBAS - Comitati di Base della Scuola Sede nazionale: Viale Manzoni,55-Roma Tel. 06-70452452 Fax 06-77206060 Internet : www.cobas-scuola.org e-mail : mail@cobas-scuola.org Al Ministro della Pubblica Istruzione

Dettagli

REGOLAMENTO DIDATTICO TIROCINI FORMATIVI ATTIVI (TFA)

REGOLAMENTO DIDATTICO TIROCINI FORMATIVI ATTIVI (TFA) REGOLAMENTO DIDATTICO TIROCINI FORMATIVI ATTIVI (TFA) (emanato con decreto rettorale n. 67 del 5 maggio 2015) Art. 1 - Istituzione e attivazione 1. Nell Università degli Studi di Camerino sono istituti

Dettagli

VADEMECUM PER L ACCESSO AL TFA

VADEMECUM PER L ACCESSO AL TFA VADEMECUM PER L ACCESSO AL TFA da Orizzonte scuola, 30.4.2012 Aggiornato al 30 aprile 2012. Finalità, durata, requisiti, Università che attivano il TFA, classi di concorso attivate e non attivate, l esame

Dettagli

8477 - EDUCAZIONE PROFESSIONALE (ABILITANTE ALLA PROFESSIONE SANITARIA DI EDUCATORE PROFESSIONALE) (L)

8477 - EDUCAZIONE PROFESSIONALE (ABILITANTE ALLA PROFESSIONE SANITARIA DI EDUCATORE PROFESSIONALE) (L) Page 1 of 6 Facoltà: Corso: Ordinamento: DM270 MEDICINA E CHIRURGIA 8477 - EDUCAZIONE PROFESSIONALE (ABILITANTE ALLA PROFESSIONE SANITARIA DI EDUCATORE PROFESSIONALE) (L) Titolo: EDUCAZIONE PROFESSIONALE

Dettagli

Gazzetta Ufficiale N. 78 del 2 Aprile 2012 MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, DELL'UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA

Gazzetta Ufficiale N. 78 del 2 Aprile 2012 MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, DELL'UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA 1 Gazzetta Ufficiale N. 78 del 2 Aprile 2012 MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, DELL'UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA DECRETO 30 settembre 2011 Criteri e modalità per lo svolgimento dei corsi di formazione per il conseguimento

Dettagli

http://www.pubblica.istruzione.it/ministro/comunicati/2009_miur/2808...

http://www.pubblica.istruzione.it/ministro/comunicati/2009_miur/2808... Ufficio Stampa COME SI DIVENTA INSEGNANTI: ECCO LE NUOVE REGOLE UN ANNO DI TIROCINIO PER LEGARE TEORIA A PRATICA ASSUNZIONI SOLO IN BASE ALLA NECESSITÀ PER EVITARE IL PRECARIATO PIÙ INGLESE E COMPETENZE

Dettagli

LA BUONA SCUOLA UNA SCUOLA BUONA

LA BUONA SCUOLA UNA SCUOLA BUONA LA BUONA SCUOLA Riflessioni sulla proposta del governo per UNA SCUOLA BUONA Bergamo, 31 Ottobre 2014 1 I nuovi 140.000 docenti 2 Opportunità Formazione e carriera 3 Vera autonomia La buona scuola 4 Ripensare

Dettagli

Come si diventa insegnanti

Come si diventa insegnanti Ministero della Pubblica Istruzione Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto Ufficio Scolastico Provinciale di Padova Area della comunicazione e web Come si diventa insegnanti Il reclutamento del personale

Dettagli

Ritaglio stampa ad uso esclusivo del destinatario, non riproducibile.

Ritaglio stampa ad uso esclusivo del destinatario, non riproducibile. 5 1 / 2 5 2 / 2 24 1 5 1 1 / 4 Contattaci Newsletter Pubblicizzati Home Agenda scolastica Speciali Guide Legislazione Home» Graduatorie di istituto docenti: scadenza presentazione domande 23 giugno. Ecco

Dettagli

Nuovi percorsi abilitanti: TFA lo stato dell arte

Nuovi percorsi abilitanti: TFA lo stato dell arte Nuovi percorsi abilitanti: TFA lo stato dell arte A CHE PUNTO SIAMO Nella informativa di fine dicembre 2011 sullo stato dell'arte dei decreti applicativi del Regolamento sulla formazione iniziale (DM 249/10)

Dettagli

TIROCINIO FORMATIVO ATTIVO

TIROCINIO FORMATIVO ATTIVO 2. TIROCINIO FORMATIVO ATTIVO Il Tirocinio Formativo Attivo (TFA) è un corso abilitante all insegnamento istituito dalle università. Esso ha durata annuale e attribuisce, tramite un esame finale sostenuto

Dettagli

Fondazione Giovanni Agnelli. Come dovrebbe funzionare il sistema

Fondazione Giovanni Agnelli. Come dovrebbe funzionare il sistema Note sulle linee guida del nuovo sistema di formazione iniziale e di accesso nei ruoli di docente nella scuola secondaria previste dalla delega al Governo della legge 107/2015 Come dovrebbe funzionare

Dettagli

NOTA DI LETTURA DEL DISEGNO DI LEGGE LA BUONA SCUOLA

NOTA DI LETTURA DEL DISEGNO DI LEGGE LA BUONA SCUOLA NOTA DI LETTURA DEL DISEGNO DI LEGGE LA BUONA SCUOLA Due sono le scelte di cui più si discute fra le molte contenute nel disegno di legge "La buona scuola": - Assunzioni - Ruolo del dirigente scolastico.

Dettagli

LA RIFLESSIONE SULL'ESPERIENZA NELLA PROFESSIONALITÀ DOCENTE NELLA SCUOLA E NELLA FORMAZIONE INIZIALE DEI DOCENTI

LA RIFLESSIONE SULL'ESPERIENZA NELLA PROFESSIONALITÀ DOCENTE NELLA SCUOLA E NELLA FORMAZIONE INIZIALE DEI DOCENTI LA RIFLESSIONE SULL'ESPERIENZA NELLA PROFESSIONALITÀ DOCENTE NELLA SCUOLA E NELLA FORMAZIONE INIZIALE DEI DOCENTI Elefteria Morosini IL RINNOVATO INTERESSE PER LA FORMAZIONE INIZIALE E L'URGENZA DI RINNOVARE

Dettagli

IL MINISTRO DELL ISTRUZIONE, DELL UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA

IL MINISTRO DELL ISTRUZIONE, DELL UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA DECRETO 30 settembre 2011. Criteri e modalità per lo svolgimento dei corsi di formazione per il conseguimento della specializzazione per le attività di sostegno, ai sensi degli articoli 5 e 13 del decreto

Dettagli

REGOLAMENTO INDIRIZZO MUSICALE DELLA SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO

REGOLAMENTO INDIRIZZO MUSICALE DELLA SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO ISTITUTO COMPRENSIVO ANTONIO GRAMSCI CAMPALTO-VENEZIA REGOLAMENTO INDIRIZZO MUSICALE DELLA SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO Riferimenti normativi: - D.M. del 3 Agosto 1979; - D.M. del 13 Febbraio 1996; - D.M.

Dettagli

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI ROMA FORO ITALICO. Ufficio Stampa. Rassegna Stampa. Roma 3 dicembre 2015

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI ROMA FORO ITALICO. Ufficio Stampa. Rassegna Stampa. Roma 3 dicembre 2015 UNIVERSITA DEGLI STUDI DI ROMA Ufficio Stampa Rassegna Stampa Roma 3 dicembre 2015 Argomento Testata Titolo Pag. Università Scuola24 Dalle imprese alla PA fino alla scuola: i dottori di ricerca vanno valorizzati

Dettagli

DIMENSIONI DELLA PROFESSIONALITA DEGLI INSEGNANTI

DIMENSIONI DELLA PROFESSIONALITA DEGLI INSEGNANTI DIMENSIONI DELLA PROFESSIONALITA DEGLI INSEGNANTI Nel corso del 2002-2003 un gruppo di insegnanti ricercatori si è riunito nella elaborazione di una indagine promossa dall Ufficio Scolastico Regionale

Dettagli

Nuova formazione iniziale docenti e TFA abilitante

Nuova formazione iniziale docenti e TFA abilitante Nuova formazione iniziale docenti e TFA abilitante Indicazioni generali e risposte a quesiti sulla fase transitoria del tirocinio formativo attivo a fini abilitanti secondo le disposizioni del DECRETO

Dettagli

GRADUATORIE AD ESAURIMENTO 2014/17

GRADUATORIE AD ESAURIMENTO 2014/17 GRADUATORIE AD ESAURIMENTO 2014/17 TUTTO CIO CHE AVRESTE VOLUTO SAPERE SULLE GAE MA NON AVETE MAI OSATO CHIEDERE A CURA DI Antonio Antonazzo LE GAE SONO COSTITUITE A FASCE SECONDO I SEGUENTI CRITERI: I

Dettagli

ART: 1 - Definizione del tirocinio

ART: 1 - Definizione del tirocinio Regolamento tirocinio professionalizzante in Psicologia, previsto per i laureati delle classi L-24 ed LM-51, ex L- 34 ed ex 58/S ai fini dell ammissione all esame di stato per l abilitazione all esercizio

Dettagli

8841 - FASHION CULTURE AND MANAGEMENT / CULTURA E Corso: MANAGEMENT DELLA MODA (LM) Ordinamento: DM270

8841 - FASHION CULTURE AND MANAGEMENT / CULTURA E Corso: MANAGEMENT DELLA MODA (LM) Ordinamento: DM270 Pagina 1 di 6 Facoltà: LETTERE E FILOSOFIA 8841 - FASHION CULTURE AND MANAGEMENT / CULTURA E Corso: MANAGEMENT DELLA MODA (LM) Ordinamento: DM270 Titolo: FASHION CULTURE AND MANAGEMENT / CULTURA E MANAGEMENT

Dettagli

AI DOCENTI. to della. attività di sostegno per l'anno accademico 2014/2015. CODICE MECCANOGRAFICO PNISOOoOOT. aluzazi. IL DIRIGENTE Prof.

AI DOCENTI. to della. attività di sostegno per l'anno accademico 2014/2015. CODICE MECCANOGRAFICO PNISOOoOOT. aluzazi. IL DIRIGENTE Prof. CODICE MECCANOGRAFICO PNISOOoOOT Sede: Via Stadio - 33077 Sacile (PN) Tel. 0434 733429 * Fax0434 733861 Godice Fiscale:91007780934 E-mail:pnis0ò6007@istruzione.it PEG:PN1S006007@pec.istruzione.it Istituto

Dettagli

CLASSE 32/A - EDUCAZIONE MUSICALE NELLA SCUOLA MEDIA. Ambito Disciplinare 3. Programma d'esame. Temi d'esame proposti in precedenti concorsi

CLASSE 32/A - EDUCAZIONE MUSICALE NELLA SCUOLA MEDIA. Ambito Disciplinare 3. Programma d'esame. Temi d'esame proposti in precedenti concorsi CLASSE 32/A - EDUCAZIONE MUSICALE NELLA SCUOLA MEDIA Ambito Disciplinare 3 Programma d'esame CLASSE 31/A - EDUCAZIONE MUSICALE NEGLI ISTITUTI DI ISTRUZIONE SECONDARIA DI SECONDO GRADO CLASSE 32/A - EDUCAZIONE

Dettagli

PROFILO PROFESSIONALE DI RIFERIMENTO PER I DOCENTI DELLE SCUOLE COMUNALI

PROFILO PROFESSIONALE DI RIFERIMENTO PER I DOCENTI DELLE SCUOLE COMUNALI CISCo Ufficio delle scuole comunali PROFILO PROFESSIONALE DI RIFERIMENTO PER I DOCENTI DELLE SCUOLE COMUNALI Per profilo professionale è intesa la descrizione accurata delle competenze e dei comportamenti

Dettagli

ABILITAZIONE ALL INSEGNAMENTO: COME CONSEGUIRLA

ABILITAZIONE ALL INSEGNAMENTO: COME CONSEGUIRLA ABILITAZIONE ALL INSEGNAMENTO: COME CONSEGUIRLA a cura del DDM-GO (Docenti di Didattica della Musica Gruppo Operativo) 29 marzo 2013 L abilitazione all insegnamento è condizione essenziale per chiunque

Dettagli

FORMAZIONE INIZIALE DEI DOCENTI (DM 249/10)

FORMAZIONE INIZIALE DEI DOCENTI (DM 249/10) ARTICOLI PRECARI! news PER ESSERE LAVORATORI GARANTITI E SOGGETTI PROTAGONISTI NELLA SCUOLA! via Duchessa Jolanda, 38 10138 Torino Tel 011 4347710 Fax 011 4347740 e-mail: torino@flcgil.it Per contatti

Dettagli

2 CONTENUTI GENERALI DEL CORSO

2 CONTENUTI GENERALI DEL CORSO Protocollo 13157-I/7 Foggia 21.05.2013 Rep. A.U.A. n. 229-2013 Area Intestazione Area Didattica, Servizi Agli Studenti e Alta Formazione Responsabile Dott. Antonio Formato Settore Intestazione Settore

Dettagli

Università Politecnica delle Marche

Università Politecnica delle Marche Decreto Rettorale n. 168 del 2 marzo 2015 IL RETTORE VISTO il decreto ministeriale 3 novembre 1999, n.509, e successive modificazioni e integrazioni, concernente " Regolamento recante norme concernenti

Dettagli

Premessa www.flcfirenze.it

Premessa www.flcfirenze.it v. 21/02/13 Premessa Dalle consulenze effettuate nelle nostre sedi FLC-CGIL in occasione dell ultimo aggiornamento delle Graduatorie d Istituto (2011) e dell iscrizione alle prove preselettive per il Tirocinio

Dettagli

possibilità di inserirsi nell'ambito lavorativo da loro desiderato. Tutti questi sacrifici, che mettono in luce quel misto di serietà, passione e

possibilità di inserirsi nell'ambito lavorativo da loro desiderato. Tutti questi sacrifici, che mettono in luce quel misto di serietà, passione e Alla cortese attenzione della Prof.ssa Cardarello e del dott. Malpeli, Referenti del Corso di Specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità dell'università di Modena

Dettagli

contabile; CONSIDERATO

contabile; CONSIDERATO "CONVENZIONE QUADRO" FRA IL MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, DELL'UNIVERSITA' E DELLA RICERCA, Il MINISTERO DELLA GIUSTIZIA ED Il CONSIGLIO NAZIONALE DEI DOTTORI COMMERCIALISTI E DEGLI ESPERTI CONTABILI "Tirocinio

Dettagli

PERCHÉ INSERIRE GLI ABILITANDI ISCRITTI A SCIENZE DELLA FORMAZIONE PRIMARIA NELLE GRADUATORIE AD ESAURIMENTO?

PERCHÉ INSERIRE GLI ABILITANDI ISCRITTI A SCIENZE DELLA FORMAZIONE PRIMARIA NELLE GRADUATORIE AD ESAURIMENTO? PERCHÉ INSERIRE GLI ABILITANDI ISCRITTI A SCIENZE DELLA FORMAZIONE PRIMARIA NELLE GRADUATORIE AD ESAURIMENTO? Coordinamento Precari Scienze Della Formazione Primaria L Aquila Dott.a Clara Calvacchi Gli

Dettagli

MANIFESTO. Formare Insegnanti che sappiano Insegnare A.N.F.I.S. ASSOCIAZIONE NAZIONALE DEI FORMATORI, INSEGNANTI, SUPERVISORI INIZIALE FORMAZIONE

MANIFESTO. Formare Insegnanti che sappiano Insegnare A.N.F.I.S. ASSOCIAZIONE NAZIONALE DEI FORMATORI, INSEGNANTI, SUPERVISORI INIZIALE FORMAZIONE ASSOCIAZIONE NAZIONALE DEI FORMATORI, INSEGNANTI, SUPERVISORI per la FORMAZIONE INIZIALE Formare Insegnanti che sappiano Insegnare COORDINAMENTO NAZIONALE DEI SUPERVISORI DEL TIROCINIO 2 2 3 PRESENTAZIONE

Dettagli

FINO AL TERMINE DELLE ATTIVITÀ DIDATTICHE (1 SETTEMBRE 30 GIUGNO)

FINO AL TERMINE DELLE ATTIVITÀ DIDATTICHE (1 SETTEMBRE 30 GIUGNO) ACCETTO NON ACCETTO 2012-2013 a cura di Laura Razzano Il Ministero dell'istruzione ogni anno definisce le procedure e le regole per l'individuazione degli insegnanti precari a cui assegnare le supplenze

Dettagli

Documento del Collegio dei Docenti dell'ipsia "A. MEUCCI" di Cagliari.

Documento del Collegio dei Docenti dell'ipsia A. MEUCCI di Cagliari. Riforma Moratti. Documento del Collegio dei Docenti dell'ipsia "A. MEUCCI" di Cagliari. marzo 2005 AL MINISTRO DELL'ISTRUZIONE LETIZIA MORATTI Alla Presidenza della Repubblica Ai genitori degli studenti

Dettagli

SCUOLA LE COSE SI POSSONO FARE CI STIAMO PROVANDO

SCUOLA LE COSE SI POSSONO FARE CI STIAMO PROVANDO LE COSE SI POSSONO FARE CI STIAMO PROVANDO 1. Investire nel capitale umano per essere una superpotenza culturale Il Ddl di riforma della scuola è stato approvato alla Camera. A giugno sarà votato al Senato.

Dettagli

Con l occasione si porgono cordiali saluti.

Con l occasione si porgono cordiali saluti. Roma, 23 maggio 2007 Prot. n. 1517/2007 Al Ministro on. Fabio Mussi Al Sottosegretario on. Luciano Modica Ministero dell Università e Ricerca LORO SEDI OGGETTO: Consultazione telematica. Gentile Ministro,

Dettagli

LA FORMAZIONE DEGLI INSEGNANTI IN EUROPA

LA FORMAZIONE DEGLI INSEGNANTI IN EUROPA LA FORMAZIONE DEGLI INSEGNANTI IN EUROPA Credo che sia molto importante parlare di formazione degli insegnanti in generale ed in particolare credo che sia importante fare un confronto tra la nostra situazione

Dettagli

LINEE GUIDA DIDATTICO AMMINISTRATIVE - RICONOSCIMENTO CREDITI PREGRESSI TFA 2014/15

LINEE GUIDA DIDATTICO AMMINISTRATIVE - RICONOSCIMENTO CREDITI PREGRESSI TFA 2014/15 LINEE GUIDA DIDATTICO AMMINISTRATIVE - RICONOSCIMENTO CREDITI PREGRESSI TFA 2014/15 1) TIROCINIO SCOLASTICO Ai sensi del d.m. n. 249 del 2010 il tirocinio ha un valore pari a 19 crediti formativi universitari

Dettagli

Come si diventa insegnanti: ecco le nuove regole Nuovo regolamento per la formazione degli insegnanti

Come si diventa insegnanti: ecco le nuove regole Nuovo regolamento per la formazione degli insegnanti Come si diventa insegnanti: ecco le nuove regole Nuovo regolamento per la formazione degli insegnanti Il Ministro dell'istruzione, Mariastella Gelmini, ha presentato il 10 settembre 2010 a Palazzo Chigi

Dettagli

TFA, lauree magistrali, sostegno, corsi infanzia e primaria, nuovo reclutamento

TFA, lauree magistrali, sostegno, corsi infanzia e primaria, nuovo reclutamento TFA, lauree magistrali, sostegno, corsi infanzia e primaria, nuovo reclutamento DECRETO 8 novembre 2011. Disciplina per la determinazione dei contingenti del personale della scuola necessario per lo svolgimento

Dettagli

RELAZIONE FINALE PROGETTI PON

RELAZIONE FINALE PROGETTI PON Unione Europea Fondo Sociale Europeo P.O.N Competenze per lo Sviluppo Con l Europa, investiamo nel vostro futuro Ministero della Pubblica Istruzione Dipartimento per la Programmazione Direzione Generale

Dettagli

(1) Dopo il comma 9 dell articolo 11 della legge provinciale 12 dicembre 1996, n. 24, e successive modifiche, sono aggiunti i seguenti commi 10 e 11:

(1) Dopo il comma 9 dell articolo 11 della legge provinciale 12 dicembre 1996, n. 24, e successive modifiche, sono aggiunti i seguenti commi 10 e 11: q) Legge provinciale 26 gennaio 2015, n. 1 1) Modifiche di leggi provinciali in materia di istruzione, di stato giuridico del personale insegnante e di apprendistato 1) Pubblicato nel supplemento n. 1,

Dettagli

La scuola che cambia, cambia l Italia

La scuola che cambia, cambia l Italia Dip.to Scuola Università e Ricerca La scuola che cambia, cambia l Italia 1. Investire nel capitale umano per essere una superpotenza culturale La buona scuola in Italia esiste già, grazie a tanti docenti,

Dettagli

ART. 1 - OGGETTO DEL REGOLAMENTO Il presente regolamento disciplina il Master di I livello in Didattica dell Italiano a Stranieri.

ART. 1 - OGGETTO DEL REGOLAMENTO Il presente regolamento disciplina il Master di I livello in Didattica dell Italiano a Stranieri. REGOLAMENTO DIDATTICO DEL MASTER DI I LIVELLO IN DIDATTICA DELL ITALIANO A STRANIERI ART. 1 - OGGETTO DEL REGOLAMENTO Il presente regolamento disciplina il Master di I livello in Didattica dell Italiano

Dettagli

Un progetto di formazione, nell ambito matematico-scientifico, promosso dalla Regione Toscana

Un progetto di formazione, nell ambito matematico-scientifico, promosso dalla Regione Toscana Un progetto di formazione, nell ambito matematico-scientifico, promosso dalla Regione Toscana Il Progetto di Educazione Scientifica promosso dalla Regione Toscana ha coinvolto i docenti in un attività

Dettagli

Schema di regolamento concernente la formazione iniziale degli insegnanti (Atto 205) PARERE APPROVATO

Schema di regolamento concernente la formazione iniziale degli insegnanti (Atto 205) PARERE APPROVATO Schema di regolamento concernente la formazione iniziale degli insegnanti (Atto 205) PARERE APPROVATO La Commissione VII (Cultura, scienza, istruzione), esaminato lo schema di decreto del Presidente della

Dettagli

DECRETO-LEGGE 1 settembre 2008, n. 137. Disposizioni urgenti in materia di istruzione e universita'. (GU n. 204 del 1-9-2008 )

DECRETO-LEGGE 1 settembre 2008, n. 137. Disposizioni urgenti in materia di istruzione e universita'. (GU n. 204 del 1-9-2008 ) DECRETO-LEGGE 1 settembre 2008, n. 137 Disposizioni urgenti in materia di istruzione e universita'. (GU n. 204 del 1-9-2008 ) IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;

Dettagli

REGOLAMENTO DEI TIROCINI

REGOLAMENTO DEI TIROCINI 1 REGOLAMENTO DEI TIROCINI Consiglio di Facoltà 09/01/2007 Allegato n. SCIENZE DELLA FORMAZIONE PRIMARIA REGOLAMENTO DEI TIROCINI 1. Il Tirocinio è considerato attività didattica del corso di Laurea in

Dettagli

parlamentari ART. 1 (Oggetto del regolamento) ART. 1 (Oggetto del regolamento)

parlamentari ART. 1 (Oggetto del regolamento) ART. 1 (Oggetto del regolamento) Schema di decreto del Ministro dell istruzione, dell università e della ricerca, recante regolamento concernente Definizione della disciplina dei requisiti e delle modalità della formazione iniziale degli

Dettagli

Regolamento TFA speciale -scheda tecnica

Regolamento TFA speciale -scheda tecnica Regolamento TFA speciale -scheda tecnica Testo definitivo 25 marzo 2013 commenti REGOLAMENTO RECANTE MODIFICHE AL DECRETO DEL MINI- STRO DELL ISTRUZIONE, DELL UNIVERSITA E DELLA RICERCA 10 SETTEMBRE 2010,

Dettagli

DIDATTICA E PSICOPEDAGOGIA PER I DISTURBI SPECIFICI DELL APPRENDIMENTO

DIDATTICA E PSICOPEDAGOGIA PER I DISTURBI SPECIFICI DELL APPRENDIMENTO MASTER UNIVERSITARIO DI I LIVELLO Anno Accademico 2012 2013 II Edizione DIDATTICA E PSICOPEDAGOGIA PER I DISTURBI SPECIFICI DELL APPRENDIMENTO Accordo Quadro 5/07/2011 del Ministero dell'istruzione, dell'università

Dettagli

#PattoconlaScuola qualità della formazione costo standard autonomia parità scolastica

#PattoconlaScuola qualità della formazione costo standard autonomia parità scolastica #PattoconlaScuola La scuola appartiene a tutti noi e tutti noi abbiamo il dovere di prendercene cura nei diversi livelli di responsabilità in cui operiamo. PRINCIPI: Promuovere un alleanza centrata sulla

Dettagli

Master universitario di 2 livello in. Anno Accademico 2015/2016

Master universitario di 2 livello in. Anno Accademico 2015/2016 Master universitario di 2 livello in Progettazione avanzata dell'insegnamento della lingua e cultura italiane a stranieri (ITALS 2 livello) Anno Accademico 2015/2016 10 CICLO NOTE E CALENDARIO DIDATTICO

Dettagli

REGOLAMENTO DIDATTICO DI CORSO DI STUDIO Scuola di Ingegneria - Sede di Bologna Laurea Magistrale in Ingegneria energetica Classe: LM-30 Ingegneria

REGOLAMENTO DIDATTICO DI CORSO DI STUDIO Scuola di Ingegneria - Sede di Bologna Laurea Magistrale in Ingegneria energetica Classe: LM-30 Ingegneria REGOLAMENTO DIDATTICO DI CORSO DI STUDIO Scuola di Ingegneria - Sede di Bologna Laurea Magistrale in Ingegneria energetica Classe: LM-30 Ingegneria Energetica e Nucleare Art. 1: Requisiti per l'accesso

Dettagli

Università degli Studi di Palermo

Università degli Studi di Palermo D.R. n 2881/2014 del 31 luglio 2014 Università degli Studi di Palermo Bando di concorso per l accesso alla graduatoria dei docenti in servizio nella scuola dell infanzia e nella scuola primaria da utilizzare

Dettagli

SCUOLA DI FORMAZIONE IN PSICOTERAPIA PSICOANALITICA

SCUOLA DI FORMAZIONE IN PSICOTERAPIA PSICOANALITICA SCUOLA DI FORMAZIONE IN PSICOTERAPIA PSICOANALITICA REGOLAMENTO MODIFICATO AI SENSI DEL REGOLAMENTO MINISTERIALE (approvato dal Consiglio dei Docenti del 16/09/2012-mod.) Art. 1) Allo scopo di perseguire

Dettagli

DECRETA. Articolo 1 Oggetto della selezione e numero di posti

DECRETA. Articolo 1 Oggetto della selezione e numero di posti Il Rettore I Decreto Rep. n 395/2015 Prot. n 4440 Data 27/01/2015 Avviso di Selezione per l individuazione del personale docente in servizio nella Scuola Secondaria di I e II grado per lo svolgimento dei

Dettagli

LINEE GUIDA DIDATTICO-AMMINISTRATIVE CORSO T.F.A. A.A. 2011/12

LINEE GUIDA DIDATTICO-AMMINISTRATIVE CORSO T.F.A. A.A. 2011/12 LINEE GUIDA DIDATTICO-AMMINISTRATIVE CORSO T.F.A. A.A. 2011/12 Il presente documento riassume: la normativa nazionale relativa al TFA per le parti di interesse, la nota MIUR n. 549 del 28/02/2013 inviata

Dettagli

e-mail.: luic82400r@istruzione.it Fax:0583-730098-74010 Prot. n. Gallicano lì 29 settembre 2015

e-mail.: luic82400r@istruzione.it Fax:0583-730098-74010 Prot. n. Gallicano lì 29 settembre 2015 I S T I T U T O C O M P R E N S I V O GALLICANO scuola dell infanzia scuola primaria scuola secondaria di I grado Via dei Cipressi, 55027 Gallicano (Lucca) 0583 74019 /74010 e-mail.: luic82400r@istruzione.it

Dettagli

ACCREDITAMENTO DELLE SCUOLE PER LO SVOLGIMENTO DEL TFA

ACCREDITAMENTO DELLE SCUOLE PER LO SVOLGIMENTO DEL TFA ACCREDITAMENTO DELLE SCUOLE PER LO SVOLGIMENTO DEL TFA Schema di Decreto del Ministro dell istruzione, dell università e della ricerca concernente la definizione delle modalità di accreditamento delle

Dettagli

DEL SOSTEGNO/SPECIALI E METODI DIFFERENZIATI)

DEL SOSTEGNO/SPECIALI E METODI DIFFERENZIATI) 1) FAQ - Chi ha barrato la preferenza Q, avendo prestato servizio nella scuola alle condizioni previste dalla predetta lettera Q, della sez. H2 (titoli di preferenza) del Mod 1 ha titolo a barrare anche

Dettagli

#IOVOGLIOINSEGNARE. Controguida all accesso all insegnamento

#IOVOGLIOINSEGNARE. Controguida all accesso all insegnamento #IOVOGLIOINSEGNARE Controguida all accesso all insegnamento Questa non è la Buona Scuola. La Buona Scuola del Governo Renzi presenta profonde criticità in tutto il suo complesso: va a scardinare tutti

Dettagli

LINEE GUIDA TFA FISICA

LINEE GUIDA TFA FISICA LINEE GUIDA TFA FISICA PREMESSA La macchina dei TFA si è ormai messa in moto in molte Università italiane e la Commissione Didattica della SIF ha ritenuto opportuno individuare delle linee guida da proporre

Dettagli

Ingegneria Meccanica

Ingegneria Meccanica Ingegneria Meccanica (Classe L-9 Ingegneria Industriale) Presentazione alla matricole Prof. Gian Luca Garagnani Presidente CUCdL Area Industriale Sommario Presentazione piano di studio Come studiare a

Dettagli

Università degli Studi di Perugia Dipartimento di Chimica, Biologia e Biotecnologie

Università degli Studi di Perugia Dipartimento di Chimica, Biologia e Biotecnologie Università degli Studi di Perugia Dipartimento di Chimica, Biologia e Biotecnologie REGOLAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI TIROCINIO FORMATIVO ATTIVO CLASSE DI ABILITAZIONE Classe A060 - Scienze Naturali,

Dettagli

L esperienza delle Scuole di Specializzazione all Insegnamento Secondario Claudio Bernardi (Sapienza, Università di Roma)

L esperienza delle Scuole di Specializzazione all Insegnamento Secondario Claudio Bernardi (Sapienza, Università di Roma) L esperienza delle Scuole di Specializzazione all Insegnamento Secondario Claudio Bernardi (Sapienza, Università di Roma) la SSIS è stata attiva dal 1999 al 2009 ripensiamo in maniera serena a questi 10

Dettagli

TECNICHE DELLA PREVENZIONE NELL'AMBIENTE E NEI LUOGHI DI LAVORO (AB. ALLA PROF. SANITARIA DI TECNICO DELLA PREV. NELL'AMBIENTE E NEI LUOGHI DI LAVORO)

TECNICHE DELLA PREVENZIONE NELL'AMBIENTE E NEI LUOGHI DI LAVORO (AB. ALLA PROF. SANITARIA DI TECNICO DELLA PREV. NELL'AMBIENTE E NEI LUOGHI DI LAVORO) Page 1 of 5 Facoltà: Corso: Ordinamento: DM270 MEDICINA E CHIRURGIA 8487 - TECNICHE DELLA PREVENZIONE NELL'AMBIENTE E NEI LUOGHI DI LAVORO (ABILITANTE ALLA PROFESSIONE SANITARIA DI TECNICO DELLA PREVENZIONE

Dettagli

Prot. A/2 2309 Firenze, 18 maggio 2016 IL DIRETTORE

Prot. A/2 2309 Firenze, 18 maggio 2016 IL DIRETTORE DIRETTORE Prot. A/2 2309 Firenze, 18 maggio 2016 IL DIRETTORE VISTO VISTA CONSIDERATO CONSIDERATO VISTA RITENUTA l Art. 3, comma 8 del D.M. 509/99 attraverso il quale le Università possono attivare, disciplinandoli

Dettagli

PERCORSI DI FORMAZIONE DEGLI INSEGNANTI DELLA SCUOLA DELL INFANZIA, PRIMARIA, SECONDARIA DI PRIMO GRADO E DI SECONDO GRADO

PERCORSI DI FORMAZIONE DEGLI INSEGNANTI DELLA SCUOLA DELL INFANZIA, PRIMARIA, SECONDARIA DI PRIMO GRADO E DI SECONDO GRADO 1 PERCORSI DI FORMAZIONE DEGLI INSEGNANTI DELLA SCUOLA DELL INFANZIA, PRIMARIA, SECONDARIA DI PRIMO GRADO E DI SECONDO GRADO Osservazioni generali e preliminari L esigenza di ridisegnare il percorso di

Dettagli

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI UDINE REGOLAMENTO DIDATTICO DI CORSO DI LAUREA. Corso di laurea magistrale in Architettura. Classe di laurea magistrale LM 4

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI UDINE REGOLAMENTO DIDATTICO DI CORSO DI LAUREA. Corso di laurea magistrale in Architettura. Classe di laurea magistrale LM 4 UNIVERSITA DEGLI STUDI DI UDINE REGOLAMENTO DIDATTICO DI CORSO DI LAUREA Corso di laurea magistrale in Architettura Classe di laurea magistrale LM 4 DM 270/2004, art. 12 R.D.A. art. 5 RIDD Approvato dal

Dettagli

Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Dipartimento per l Istruzione Direzione Generale per il personale scolastico

Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Dipartimento per l Istruzione Direzione Generale per il personale scolastico Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Dipartimento per l Istruzione Direzione Generale per il personale scolastico Prot. n. AOODGPER 4133 Roma, 28 aprile 2014 Uff. III Ai Direttori

Dettagli

Incontri nel territorio della regione FVG per l ascolto e il confronto sulla proposta del governo Promossi dall On. Giorgio Zanin

Incontri nel territorio della regione FVG per l ascolto e il confronto sulla proposta del governo Promossi dall On. Giorgio Zanin Incontri nel territorio della regione FVG per l ascolto e il confronto sulla proposta del governo Promossi dall On. Giorgio Zanin Al nostro Paese serve una BUONA SCUOLA Perché è l unica risposta alla nuova

Dettagli

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PADOVA

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PADOVA UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PADOVA DIREZIONE AMMINISTRATIVA Servizio Segreterie Studenti Avviso di selezione per l assegnazione di contratti per attività di tutorato (tutor junior) presso le Facoltà dell

Dettagli

IL RETTORE. Data 05/03/2014. Protocollo n. 6019-V/9. Rep. D.R.n. 360-2014. Area Intestazione Area. Settore Intestazione Settore.

IL RETTORE. Data 05/03/2014. Protocollo n. 6019-V/9. Rep. D.R.n. 360-2014. Area Intestazione Area. Settore Intestazione Settore. Protocollo n. 6019-V/9 Data 05/03/2014 Rep. D.R.n. 360-2014 Area Intestazione Area Responsabile Dott. Antonio Formato Settore Intestazione Settore Responsabile Dott. Tommaso Vasco Oggetto: INDIZIONE PER

Dettagli

Dipartimento di Scienze Economiche, Aziendali, Ambientali e Metodologia Quantitative (SEAM) Università degli Studi di Messina

Dipartimento di Scienze Economiche, Aziendali, Ambientali e Metodologia Quantitative (SEAM) Università degli Studi di Messina Dipartimento di Scienze Economiche, Aziendali, Ambientali e Metodologia Quantitative (SEAM) Università degli Studi di Messina REGOLAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI LAUREA IN ECONOMIA AZIENDALE Classe L 18

Dettagli

Barbara Pes Manager didattico Facoltà di Economia. Un analisi dei rendimenti della didattica delle Facoltà: punti di forza e di debolezza*

Barbara Pes Manager didattico Facoltà di Economia. Un analisi dei rendimenti della didattica delle Facoltà: punti di forza e di debolezza* Barbara Pes Manager didattico Facoltà di Economia Un analisi dei rendimenti della didattica delle Facoltà: punti di forza e di debolezza* I Manager didattici hanno il principale obiettivo di facilitare

Dettagli

D.R. n. 3056 IL RETTORE DECRETA

D.R. n. 3056 IL RETTORE DECRETA D.R. n. 3056 Facoltà di Medicina e Psicologia Anno Accademico 2014-2015 Bando relativo alle modalità di ammissione al percorso d eccellenza per il corso di laurea magistrale in Psicologia della Comunicazione

Dettagli

Laurea in Ingegneria Energetica Art. 1 Requisiti per l'accesso al corso

Laurea in Ingegneria Energetica Art. 1 Requisiti per l'accesso al corso REGOLAMENTO DIDATTICO DI CORSO DI STUDIO Laurea in Ingegneria Energetica Scuola di Ingegneria e Architettura Sede di Bologna Classe: L-9 - Ingegneria industriale Art. 1 Requisiti per l'accesso al corso

Dettagli

PRIME OSSERVAZIONI DELLO SNALS-CONFSAL SUL DOCUMENTO DEL GOVERNO LA BUONA SCUOLA

PRIME OSSERVAZIONI DELLO SNALS-CONFSAL SUL DOCUMENTO DEL GOVERNO LA BUONA SCUOLA PRIME OSSERVAZIONI DELLO SNALS-CONFSAL SUL DOCUMENTO DEL GOVERNO LA BUONA SCUOLA CONFERENZA DEI SEGRETARI PROVINCIALI E REGIONALI 17-18 SETTEMBRE 2014 Lo Snals-Confsal, il più rappresentativo sindacato

Dettagli

REGOLAMENTO PER L'ISTITUZIONE E LA DISCIPLINA DEI MASTER UNIVERSITARI, DEI CORSI DI PERFEZIONAMENTO E DEI CORSI DI FORMAZIONE

REGOLAMENTO PER L'ISTITUZIONE E LA DISCIPLINA DEI MASTER UNIVERSITARI, DEI CORSI DI PERFEZIONAMENTO E DEI CORSI DI FORMAZIONE REGOLAMENTO PER L'ISTITUZIONE E LA DISCIPLINA DEI MASTER UNIVERSITARI, DEI CORSI DI PERFEZIONAMENTO E DEI CORSI DI FORMAZIONE SENATO ACCADEMICO 19/02/2008; 23/09/2008; 19/12/2008; 27/03/2009; CONSIGLIO

Dettagli

Bozza,NV 20 Settembre DOCUMENTO INTRODUTTIVO

Bozza,NV 20 Settembre DOCUMENTO INTRODUTTIVO Bozza,NV 20 Settembre DOCUMENTO INTRODUTTIVO Comitato per lo Sviluppo della Cultura Scientifica e Tecnologica Roma, 8 Ottobre 2010 Premessa Il problema dello sviluppo della cultura Scientifica e Tecnologica

Dettagli

ACCORDO. tra L ORDINE DEI DOTTORI COMMERCIALISTI E DEGLI ESPERTI CONTABILI DI LECCE e L UNIVERSITA DEL SALENTO FACOLTA DI ECONOMIA

ACCORDO. tra L ORDINE DEI DOTTORI COMMERCIALISTI E DEGLI ESPERTI CONTABILI DI LECCE e L UNIVERSITA DEL SALENTO FACOLTA DI ECONOMIA ACCORDO tra L ORDINE DEI DOTTORI COMMERCIALISTI DI LECCE e L UNIVERSITA DEL SALENTO FACOLTA DI ECONOMIA visto - l articolo 43 del Decreto Legislativo 28 giugno 2005, n. 139 e l art. 6 del DM 7 agosto 2009,

Dettagli

Scuola di Giurisprudenza

Scuola di Giurisprudenza Scuola di Giurisprudenza PARTE NORMATIVA DEL REGOLAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI LAUREA MAGISTRALE A CICLO UNICO IN GIURISPRUDENZA - sede di Bologna ART. 1 REQUISITI PER L'ACCESSO AL CORSO Per essere ammesso

Dettagli

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA D.Lgs. 17 novembre 1997, n. 398. Modifica alla disciplina del concorso per uditore giudiziario e norme sulle scuole di specializzazione per le professioni legali, a norma dell'articolo 17, commi 113 e

Dettagli

Regolamento didattico Tirocinio Formativo Attivo (TFA) TECNOLOGIA E DISEGNO TECNICO Classe A071 A.A. 2014/2015

Regolamento didattico Tirocinio Formativo Attivo (TFA) TECNOLOGIA E DISEGNO TECNICO Classe A071 A.A. 2014/2015 Regolamento didattico Tirocinio Formativo Attivo (TFA) TECNOLOGIA E DISEGNO TECNICO Classe A071 A.A. 2014/2015 1 Sommario ART 1. ATTIVAZIONE TFA... 3 ART. 2 FINALITA E OBIETTIVI FORMATIVI... 3 ART.3 QUADRO

Dettagli