UBI Pramerica. RENDICONTO AL 28 DICEMBRE 2012 dei Fondi Comuni di Investimento Mobiliare Aperti Non Armonizzati denominati:

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1 UBI Pramerica RENDICONTO AL 28 DICEMBRE 2012 dei Fondi Comuni di Investimento Mobiliare Aperti Non Armonizzati denominati: UBI Pramerica Alpha Equity UBI Pramerica Active Duration UBI Pramerica Active Beta Istituiti, promossi e gestiti da UBI Pramerica SGR S.p.A. Il presente rendiconto è stato redatto in data 28 febbraio 2013

2 Relazione degli amministratori della società di gestione sul rendiconto al 28 dicembre 2012 Scenario macroeconomico Dopo un moderato rafforzamento nel corso del primo trimestre del 2012, favorito da un temporaneo allentamento delle tensioni sui mercati finanziari internazionali, a partire dal secondo trimestre dell anno il ciclo economico internazionale è tornato a indebolirsi. Il peggioramento del quadro macroeconomico è stato particolarmente accentuato per la zona Euro, in seguito all impatto negativo sulla fiducia delle famiglie e delle imprese derivante dal riacutizzarsi dei timori sull evoluzione della crisi del debito sovrano, a causa della difficile situazione di alcuni paesi della periferia, come la Spagna e la Grecia. A questo si sono aggiunti gli effetti restrittivi sulla crescita derivanti dai programmi di austerità fiscale. Inoltre, sebbene l attività economica abbia continuato a mostrare dinamiche fortemente eterogenee, l aggravarsi della recessione dei paesi periferici e semiperiferici ha iniziato a contagiare anche le economie core, che hanno fornito segnali di rallentamento. Allo stesso tempo, anche i dati resi noti per gli Stati Uniti hanno sorpreso in negativo, a causa principalmente delle difficoltà evidenziate dal mercato del lavoro a stabilizzarsi su una traiettoria di solida creazione di occupazione, e hanno innescato una revisione al ribasso delle stime sulla crescita da parte degli analisti. A partire dal secondo trimestre l attività produttiva è tornata a indebolirsi anche in Giappone, dopo il rimbalzo dei primi mesi dell anno, in seguito al graduale esaurirsi degli impulsi derivanti dalle spese per la ricostruzione dopo il terremoto dello scorso anno. L indebolimento della domanda nei paesi avanzati, unitamente agli effetti ritardati delle politiche restrittive attuate lo scorso anno, hanno contribuito a un estensione della fase di rallentamento anche ai paesi emergenti. Nel corso dei mesi estivi la decelerazione della crescita globale si è ulteriormente accentuata e il quadro economico complessivo è rimasto fragile anche negli ultimi mesi dell anno, sebbene caratterizzato da andamenti diversificati e da segnali di rafforzamento in alcune Economie Emergenti e negli Stati Uniti. In tale contesto un impatto positivo è venuto dal significativo allentamento delle tensioni sui mercati finanziari grazie ai progressi nella gestione della crisi del debito europeo. L annuncio del programma OMT (Outright Monetary Transactions, volto all acquisto di titoli di debito sovrano dei paesi in difficoltà) da parte della Banca Centrale Europea nel corso dell estate e l avvio di un processo per la definizione di un meccanismo unico di vigilanza bancaria hanno favorito una riduzione delle pressioni sui mercati finanziari, contribuendo a frenare il deterioramento del quadro di fiducia delle imprese e dei consumatori. Tuttavia, le condizioni dell area Euro sono rimaste difficili e l attività economica ha continuato a perdere vigore nell ultimo trimestre del I paesi della periferia e semiperiferia sono entrati in una recessione profonda, da mettere in relazione agli effetti delle manovre di consolidamento dei bilanci, al restringimento delle condizioni creditizie e alla crisi di fiducia di imprese e consumatori. Il peggioramento della fase congiunturale ha contagiato anche l economia tedesca che ha fornito segni di rallentamento via via più evidenti. I dati disponibili hanno suggerito che negli ultimi mesi dell anno l attività economica sia diminuita ulteriormente anche nel Regno Unito e in Giappone, sebbene in modo meno marcato rispetto al terzo trimestre. Al contempo, negli Stati Uniti la ripresa è proseguita a ritmi modesti, frenata dal rallentamento del ciclo delle scorte e dall incertezza legata alle trattative per il rinnovo di una serie di incentivi fiscali in scadenza a fine anno, il cosiddetto Fiscal Cliff, che ha avuto un impatto negativo sulla fiducia di imprese e consumatori. Indicazioni positive sono venute, invece, dal mercato immobiliare e da quello creditizio, che hanno fornito solidi segnali di ripresa, mentre il mercato del lavoro ha segnato solo un moderato miglioramento. Infine le economie emergenti hanno fornito qualche segnale di recupero. In Cina e in Brasile la crescita ha segnato una moderata accelerazione, riflettendo l effetto delle politiche espansive attuate nel corso del 2012, mentre in India è apparsa in fase di stabilizzazione.

3 La debolezza della fase ciclica nel corso del 2012 ha favorito un generale contenimento delle pressioni inflazionistiche sia nelle economie avanzate che in quelle emergenti. Il rallentamento dell inflazione, in un contesto caratterizzato dalla presenza di significativi rischi al ribasso per la tenuta della ripresa internazionale, ha spinto le principali Banche Centrali, sia dei paesi avanzati che emergenti, ad allentare ulteriormente l orientamento delle politiche monetarie. All interno di questo scenario la BCE ha ridotto il tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali allo 0,75% e ha annunciato una serie di nuove operazioni di rifinanziamento per il sistema bancario, fino alla metà di gennaio del 2013, a tasso fisso e piena allocazione delle richieste, ampliando ulteriormente il novero dei titoli ammissibili come garanzia. Inoltre la BCE ha annunciato un nuovo programma di acquisto di titoli di debito sovrano dei paesi in difficoltà, Outright Monetary Transactions, volto a riattivare il meccanismo di trasmissione della politica monetaria ormai non più correttamente funzionante e sostenere così l economia. Per quanto riguarda il programma OMT la BCE non ha fissato limiti ex ante, di entità o di durata, e ha specificato che gli acquisti saranno subordinati a una stretta condizionalità: alla richiesta di accesso al programma da parte dei paesi interessati, all accettazione di condizioni specifiche e al mantenimento degli impegni assunti nel tempo. La Federal Reserve ha mantenuto i tassi ufficiali sui minimi (nell intervallo 0-0,25%) e nella riunione di giugno ha deciso di estendere di 267 miliardi di Dollari la cosiddetta Operation Twist, l operazione che prevede la vendita di titoli di stato a breve scadenza e l acquisto di un ammontare analogo di titoli a scadenza medio/lunga. A questo annuncio è seguito, in settembre, quello di un nuovo programma di acquisto di titoli legati ai mutui per 40 miliardi di Dollari al mese, che non è stato vincolato a un orizzonte temporale predefinito né a un ammontare determinato. Infine in dicembre la FED ha comunicato che da gennaio l Operation Twist, giunto al termine, sarebbe stato sostituito da un programma di acquisto di obbligazioni del Tesoro a lungo termine per 45 miliardi di dollari al mese. Inoltre, la Banca Centrale americana, per la prima volta, ha reso espliciti i parametri che regolano le decisioni di politica monetaria, dichiarando che i tassi di riferimento saranno mantenuti invariati finché il tasso di disoccupazione rimarrà sopra il 6,5% e le stime sull inflazione a uno o due anni rimarranno al di sotto del 2,5%. Nel corso dell anno anche la Banca del Giappone e la Banca d Inghilterra hanno deliberato un ampliamento dei programmi di acquisto di attività finanziarie, mantenendo i tassi di riferimento sui minimi. Infine, le banche centrali dei principali paesi emergenti, in risposta al deterioramento del quadro congiunturale e a fronte dell attenuazione delle pressioni inflazionistiche, hanno proseguito il graduale allentamento delle condizioni monetarie. La Banca Centrale Cinese, dopo avere ridotto l aliquota di riserva obbligatoria per le banche in due occasioni, ha tagliato per due volte il tasso ufficiale di riferimento sui prestiti di 56 punti base, portandolo al 6%. In Brasile la Banca Centrale, manifestando forti preoccupazioni circa il rallentamento dell economia, ha ripetutamente ridotto i tassi ufficiali per un totale di 3,75%; infine, anche la Banca Centrale Indiana ha ridotto i tassi, dello 0.5% all 8%. Andamento dei mercati Nel corso 2012 i mercati finanziari hanno evidenziato una significativa volatilità, risentendo in maniera preponderante delle tensioni derivanti dalla crisi dei debiti sovrani, dei timori sull evoluzione del quadro di crescita globale e dell incertezza in merito alla politica di bilancio degli USA. Dopo un primo semestre caratterizzato dall emergere di nuove preoccupazioni circa le prospettive di alcuni paesi dell area Euro e dei timori per l entità del rallentamento dell economia globale, nel corso della seconda parte dell anno le tensioni sui mercati finanziari si sono parzialmente stemperate. In questa fase, il miglioramento del clima di fiducia è avvenuto molto probabilmente grazie alla pubblicazione di notizie migliori dal fronte macroeconomico e, soprattutto, all annuncio di nuove modalità di intervento da parte delle principali Banche Centrali, unito ad alcune decisioni politiche ed istituzionali in ambito europeo. Al termine dell anno gli asset

4 ritenuti maggiormente rischiosi, come le azioni e le emissioni sovrane dei paesi cosiddetti periferici, registravano variazioni positive rispetto alla chiusura del Mercati Azionari Nella prima parte dell anno i principali mercati hanno beneficiato di una maggiore propensione al rischio da parte degli investitori, favorita dall allentamento delle tensioni derivanti dalla crisi dei debiti sovrani, reso possibile, soprattutto, dalle misure straordinarie di sostegno alla liquidità adottate dalla BCE (Long Term Refinancing Operation) che hanno ridotto in maniera significativa il rischio percepito di una grave crisi bancaria. Il clima di fiducia ha risentito positivamente anche del miglioramento delle prospettive economiche globali, con notizie abbastanza confortanti dagli USA e dal Giappone e segnali di tenuta dell espansione nelle principali economie emergenti. La tendenza al rialzo dei listini azionari si è interrotta dalla metà di marzo in un contesto caratterizzato da percezioni di rischio crescenti. L umore degli investitori è mutato allorché è divenuto sempre più evidente che i soli interventi di politica monetaria non sarebbero bastati a risolvere in maniera definitiva i problemi economici dell area Euro. Le incertezze degli operatori sono aumentate in seguito alla crisi bancaria spagnola e al drammatico stallo politico in Grecia, che ha intensificato i timori per un eventuale uscita del paese dall area Euro con i suoi potenziali effetti a livello sistemico. Inoltre, una serie di dati macroeconomici peggiori del previsto ha destato ulteriori dubbi sulla tenuta della ripresa a livello mondiale. In questo contesto i listini azionari hanno evidenziato pesanti ribassi, concentrati prevalentemente sul comparto bancario. Nel corso dell estate gli operatori hanno mostrato una maggiore propensione al rischio e i listini sono rimbalzati, iniziando un trend rialzista che è durato, a fasi alterne, fino alla fine dell anno. Il mutamento del clima di fiducia, molto probabilmente, è da ricondurre al maggiore interventismo delle Banche Centrali per rilanciare la crescita e per ridurre drasticamente i rischi sistemici legati alla crisi dell area Euro. La FED, infatti, ha lanciato una nuova fase di Quantitative Easing attraverso l acquisto mensile di 40 mld di MBS, ai quali si sono successivamente aggiunti acquisti per 45 mld di Treasury, senza limiti temporali; la BCE, invece, ha delineato l OMT (Outright Monetary Transactions), il programma che prevede l acquisto potenzialmente illimitato di titoli di stato con durata tra uno e tre anni, a condizione che i governi beneficiari si impegnino preventivamente a seguire un programma di aggiustamento economico. Inoltre, nella parte finale dell anno si è registrato un consolidamento dei segnali congiunturali positivi per la Cina e, in misura minore, per gli USA. Per quanto concerne i singoli mercati, nel primo trimestre dell anno le borse statunitensi hanno evidenziato un trend rialzista molto marcato; in questo periodo lo Standard & Poors 500 (l indice composto dalle 500 società a maggiore capitalizzazione del mercato USA) ha guadagnato circa il 12%, mettendo a segno il maggiore incremento trimestrale degli ultimi dieci anni. Nel secondo trimestre lo scenario è mutato in maniera significativa e i listini hanno evidenziato un andamento negativo, risentendo molto probabilmente delle tensioni derivanti dalla crisi dell area Euro e della pubblicazione di alcuni dati macro più negativi del previsto, soprattutto, sul mercato del lavoro. Nel secondo semestre il mercato statunitense ha generalmente mostrato un impostazione rialzista, anche se nell ultima parte dell anno, malgrado il crescente ottimismo per l attività economica, la propensione al rischio degli operatori è stata frenata dalla protratta incertezza circa la soluzione del problema del Fiscal Cliff. A fine anno lo Standard & Poors 500 segnava una variazione positiva del 13,41% con i migliori settori rappresentati dai finanziari, dai consumi ciclici, dai farmaceutici e dai tecnologici; unico settore in perdita quello delle utilities. L andamento dei mercati europei è stato strettamente connesso con le tensioni nei mercati del debito sovrano e con la problematica definizione di una soluzione strutturale ed organica alla crisi. Nella prima parte dell anno l escalation delle tensioni relative al debito sovrano ha pesato in maniera significativa sulle banche e ha inciso maggiormente sui corsi azionari dei paesi più coinvolti in questa crisi, che hanno adottato politiche di risanamento molto profonde con ricadute recessive sull evoluzione del quadro congiunturale. Il successivo miglioramento del clima di fiducia sui mercati europei ha riflesso, oltre

5 al nuovo approccio adottato dalla BCE, le iniziative tese alla risoluzione della crisi dei debiti sovrani tra cui quelle per il rafforzamento della stabilità finanziaria tramite una nuova unione bancaria, i progressi nella ristrutturazione del settore bancario spagnolo e l accordo sul programma di salvataggio finanziario della Grecia. L indice Euro Stoxx ha chiuso il periodo di riferimento con un guadagno del 15,40%; a livello di singoli paesi, ottime performance per i paesi core, con il DAX tedesco che ha messo a segno un incremento del 29,19%, mentre fra i maggiori paesi periferici, il FTSEMIB ha ampiamente recuperato le forti perdite del primo semestre, chiudendo l anno con un +7,79%. Dopo un primo semestre di ripresa, l economia giapponese ha evidenziato una marcata decelerazione causata principalmente dal progressivo esaurimento dell effetto positivo derivante dalla ricostituzione delle scorte nel settore automobilistico e dalle nuove misure di stimolo fiscale. Nonostante questo scenario, nella seconda parte dell anno il listino nipponico ha mantenuto un impostazione rialzista ed ha chiuso l anno con un guadagno del 22,89%, risentendo molto probabilmente delle attese per una politica fiscale e monetaria molto più espansiva rispetto al passato. Relativamente alle aree emergenti, nella prima parte dell anno il deterioramento del quadro macroeconomico della Cina e di alcuni paesi dell America Latina, come il Brasile, si è riverberato sui principali listini della regione che hanno evidenziato un andamento molto volatile. Successivamente, in un contesto maggiormente tranquillizzante per la tenuta del quadro di crescita dell area, soprattutto, considerando il graduale venir meno di uno scenario di hard landing per la Cina, i listini hanno evidenziato un impostazione analoga a quella espressa dai listini dei paesi maggiormente sviluppati. L indice MSCI Emerging Markets espresso in dollari ha chiuso il 2012 con un guadagno del 15,24%. (Tutte le variazioni percentuali degli indici sono espresse in valuta locale) Mercati Obbligazionari Durante l anno l andamento dei mercati obbligazionari ha rispecchiato le perduranti tensioni derivanti dalla crisi dei debiti sovrani e il mutamento delle prospettive sull evoluzione del quadro congiunturale a livello mondiale. Nel corso del primo trimestre dell anno i rendimenti dei titoli di stato dei paesi periferici, soprattutto dell Italia, sono calati in maniera considerevole rispetto ai livelli toccati nella parte finale del Questa discesa dovrebbe essere riconducibile agli ingenti acquisti effettuati dalle banche italiane e spagnole in seguito alle operazioni di rifinanziamento effettuate dalla BCE (LTRO), ma anche all attenuarsi dei timori degli investitori circa l evoluzione della crisi dei debiti sovrani. La discesa dei rendimenti è stata particolarmente significativa in Italia, dove il tasso a due anni è passato dal 5,10% ad un minimo dell 1,74% e quello decennale dal 7,15% al 4,80%. Dalla metà di marzo l ottimismo degli operatori ha cominciato a deteriorarsi sulla scia dei rinnovati timori per la situazione dell area Euro e per l incapacità dei policy makers di concordare soluzioni efficaci e condivise. L aumento dell avversione al rischio, unito all esaurirsi degli effetti delle operazioni di rifinanziamento della BCE, ha penalizzato nuovamente i titoli dei paesi ritenuti maggiormente a rischio, con un significativo allargamento degli spread rispetto ai titoli tedeschi. Gli spread si sono allargati ulteriormente dalla metà di maggio, quando sono aumentati i timori circa la situazione del sistema bancario spagnolo e la possibile uscita della Grecia dall area Euro con i suoi potenziali effetti a livello sistemico. Questa tendenza sui mercati obbligazionari è continuata fino a luglio, quando il tasso a due anni italiano ha superato ancora la soglia del 5% e quello spagnolo ha raggiunto massimi storici al 6,64%. In questo scenario la fuga verso asset più sicuri ha continuato a sostenere le emissioni ritenute maggiormente affidabili che hanno raggiunto minimi storici; sulla curva tedesca il tasso a due anni e quello a dieci anni hanno toccato rispettivamente il -0,09% e l 1,16%, mentre sulla curva statunitense le stesse scadenze hanno visto ridursi i rendimenti fino allo 0,20% e all 1,38%. La situazione ha cominciato a mutare dopo la fine di luglio, quando i vertici della BCE hanno chiaramente espresso la volontà di attuare tutte le misure previste dal mandato dell istituto per preservare l Unione Monetaria ed hanno tratteggiato un nuovo piano di acquisto di

6 titoli di stato, che è stato perfezionato nel corso del Consiglio Direttivo del 6 settembre. Il programma OMT (Outright Monetary Transactions) prevede che la BCE acquisti titoli di stato dell area Euro con vita residua di 1-3 anni e accetti di avere lo stesso rango degli altri creditori, a condizione che i governi beneficiari si impegnino preventivamente a seguire un programma di aggiustamento macroeconomico. Queste decisioni hanno contribuito a stemperare le tensioni derivanti dalla crisi dei debiti sovrani ed hanno ridotto in maniera considerevole il rischio di una fine disordinata dell Unione Monetaria. In questo nuovo scenario i premi per il rischio sovrano dei paesi periferici e semiperiferici hanno evidenziato una riduzione significativa che è durata, seppure in modo parzialmente difforme fra i vari paesi, fino al termine dell anno. Il miglioramento del clima di fiducia degli operatori è stato sostenuto anche dai progressi delle politiche nazionali di consolidamento di bilancio, dalle nuove misure di sostegno finanziario alla Grecia e, seppure fra numerose difficoltà, dal primo accordo sull istituzione di un meccanismo unico di vigilanza bancaria, volto ad impedire il circolo vizioso fra debito sovrano e condizioni del sistema bancario. Nonostante questi elementi positivi, però, i rendimenti delle obbligazioni emesse dai paesi finanziariamente più solidi non hanno registrato movimenti significativi di rialzo ed hanno oscillato attorno a valori storicamente molto bassi, evidenziando ancora la presenza di numerosi elementi di incertezza. Per quanto concerne le variazioni dei tassi, sul mercato statunitense il tasso a due anni ha chiuso sullo stesso livello di fine 2011, allo 0,24%, mentre il decennale ha subito un leggero calo dall 1,87 all 1,75%. La ricerca di sicurezza da parte degli operatori ha premiato ancora la curva tedesca che ha evidenziato un calo dei rendimenti sulla maggior parte delle scadenze; il tasso a due anni, infatti, ha chiuso l anno in territorio negativo, -0,02%, mentre il decennale ha subito un calo ancora più marcato passando dall 1,81% all 1,31%. Sul mercato italiano si è registrata una significativa volatilità; ad una prima fase di discesa dei tassi dai livelli particolarmente elevati toccati nell ultima parte del 2011, è seguita una fase di risalita che si è interrotta solo nel corso dell estate a favore di un movimento di ridimensionamento dei rendimenti durato in maniera alterna fino alla fine dell anno. Il bilancio annuale per il mercato italiano è, comunque, ampiamente positivo perché il tasso a due anni si è ridotto dal 5,04% all 1,95% e quello decennale è diminuito dal 7,02% al 4,48%. Sul mercato spagnolo i tassi sono saliti, soprattutto, nel corso dell estate e nei mesi successivi si sono gradualmente ridotti, soprattutto, sulla parte a breve della curva; a fine anno il tasso a due anni era al 2,78% dal 3,16 di fine 2011 e il decennale, invece, al 5,23% dal 5,04%. Per quanto concerne il mercato inglese, la discesa dei rendimenti ha interessato maggiormente la parte più a lunga della curva, con il decennale che è sceso dall 1,97 all 1,82% mentre il due anni è rimasto stabile intorno al livello dello 0,31%. In leggero calo anche i tassi giapponesi, con il decennale che ha chiuso l anno allo 0,79% dallo 0,98% e il due anni allo 0,09% dal precedente 0,13%. Nel corso dell anno, con i rendimenti sovrani dei paesi core ai minimi storici, gli operatori si sono rivolti in misura crescente ad attività diverse dai titoli di stato, alla ricerca di investimenti ragionevolmente sicuri in grado di offrire una remunerazione maggiore. Le obbligazioni societarie sono state interessate da una riduzione degli spread nel momento in cui la propensione al rischio è aumentata ed hanno beneficiato di cospicui afflussi di capitale. In questo scenario, nei paesi avanzati i rendimenti delle obbligazioni societarie sia investment grade sia ad alto rendimento sono scesi ed hanno toccato minimi storici. Questa tendenza ha interessato anche i mercati emergenti, dove sia le obbligazioni societarie che quelle emesse da soggetti sovrani hanno evidenziato un ridimensionamento dei rendimenti. Mercati Valutari e Commodities I movimenti del tasso di cambio dell Euro sono rimasti in larga misura connessi al mutare della percezione degli operatori circa le prospettive economiche e di bilancio dei paesi dell area dell euro

7 in relazione a quelle delle altre principali economie, oltre che all evoluzione dei differenziali di rendimento attesi tra l area e le altre economie avanzate. Dopo un miglioramento del clima di fiducia del mercato finanziario nel mese di marzo, a partire da aprile l Euro ha continuato a deprezzarsi, molto probabilmente come conseguenza dei persistenti timori riguardo alle prospettive di bilancio di alcuni paesi dell area. Questo movimento si è interrotto a fine luglio ed ha lasciato spazio ad un rafforzamento della valuta comune, che ha molto probabilmente riflesso il rapido attenuarsi dell incertezza sulla solidità dell Unione Monetaria e l intonazione più espansiva della politica monetaria negli USA e in Giappone. A fine anno l Euro guadagnava l 1,87% rispetto al Dollaro,chiudendo il periodo di riferimento all 1,31 dopo aver toccato anche un minimo di 1,20 durante l estate. Il movimento dell Euro nei confronti dello Yen è stato abbastanza simile, anche se l apprezzamento nella seconda parte dell anno è stato molto più marcato, portando la valuta comune a 114,45 con un recupero del 14,85% rispetto ai livelli di fine Nel primo trimestre dell anno i corsi del greggio di qualità Brent sono saliti, sostenuti molto probabilmente dall intensificarsi delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e dall accumulo di scorte effettuato dai maggiori paesi emergenti, ed hanno superato il livello di 125 Dollari al barile. Dalla fine di marzo le quotazioni hanno iniziato a scendere ed hanno mantenuto un trend ribassista fino al mese di giugno sullo sfondo delle incertezze circa le prospettive di crescita dell economia mondiale, raggiungendo un minimo a 89 Dollari al barile. Successivamente i corsi petroliferi hanno invertito questa tendenza ribassista ed hanno ripreso a salire, mantenendosi fino al termine dell anno all interno di un range compreso fra 106 e 116 Dollari al barile. Ciò è avvenuto all interno di uno scenario nel quale si sono manifestate spinte al ribasso provenienti dalla debolezza del quadro congiunturale mondiale, controbilanciate dagli effetti delle rinnovate tensioni geopolitiche in Medio Oriente. Al termine del periodo di riferimento il greggio di qualità Brent quotava a 111 Dollari al barile, con una incremento del 2,87% rispetto ai valori di fine Andamento molto altalenante anche per l oro che ha chiuso l anno a 1675 Dollari l oncia, in recupero del 6,9% rispetto a fine 2011.

8 Criteri di valutazione I principi contabili più significativi utilizzati dalla società di gestione nella predisposizione del Rendiconto di ciascun Fondo sono qui sintetizzati. Essi sono coerenti con quelli utilizzati nel corso dell esercizio per la predisposizione dei prospetti giornalieri di calcolo del valore della quota e della Relazione Semestrale ed analoghi a quelli del precedente periodo e tengono conto delle disposizioni emanate dalla Banca d Italia con il provvedimento dell'8 maggio a) registrazione delle operazioni - le compravendite di strumenti finanziari sono contabilizzate nel portafoglio del fondo sulla base della data di effettuazione delle operazioni; - le sottoscrizioni di strumenti finanziari di nuova emissione vengono registrate nel portafoglio del fondo alla data di attribuzione; - gli interessi, gli altri proventi ed oneri a carico del fondo sono registrati secondo il principio della competenza temporale, mediante rilevazione di ratei e risconti attivi e passivi; agli interessi ed ai proventi viene applicata, quando dovuta, la relativa ritenuta d imposta; - le sottoscrizioni ed i rimborsi delle quote sono rilevate a norma del regolamento del fondo e secondo il principio della competenza temporale; - i dividendi sono contabilizzati il giorno di quotazione ex date (data di stacco del dividendo) del relativo titolo, al netto della eventuale ritenuta d imposta quando applicabile; - le operazioni di pronti contro termine ed assimilabili sono contabilizzate alla data di effettuazione delle stesse e non influiscono sulla posizione netta in titoli. La differenza tra i prezzi a pronti e quelli a termine è quotidianamente distribuita, proporzionalmente al tempo trascorso, lungo tutta la durata del contratto; - le operazioni di acquisto e vendita di contratti futures vengono registrate evidenziando giornalmente nella Sezione Reddituale i margini di variazione (positivi o negativi) con contropartita la liquidità a scadenza del Fondo; - il costo medio di acquisto degli strumenti finanziari è determinato dal valore di libro degli stessi alla fine dell esercizio precedente, modificato dai costi degli acquisti effettuati nel periodo e da altre eventuali operazioni societarie (ad es. stock dividend e bonus issue); - il cambio medio degli strumenti finanziari e determinato dal valore del cambio corrente alla fine del periodo precedente, modificato dal cambio degli acquisti effettuati nel periodo; - gli utili e le perdite da realizzi su strumenti finanziari risultano dalla differenza tra il costo medio di acquisto ed i prezzi di vendita relativi alle cessioni poste in essere; - gli utili e le perdite da realizzi su cambi per operazioni su strumenti finanziari sono originati dalla differenza tra il cambio medio di acquisto ed il cambio corrente alla data dell operazione; - gli utili e le perdite su negoziazioni finalizzate al regolamento delle compravendite di titoli denominati in divise estere sono originati dalla differenza fra il controvalore della divisa convertito al cambio medio di acquisto ed il controvalore della divisa effettivamente negoziata; - gli utili e le perdite da realizzi sulle operazioni a termine in valuta sono determinati quale differenza tra il cambio a termine del contratto di copertura ed il cambio corrente del giorno di chiusura dell operazione; - le plusvalenze e le minusvalenze su strumenti finanziari sono originate dalla differenza tra il costo medio di acquisto degli strumenti finanziari ed il valore corrente degli stessi; le

9 plusvalenze e le minusvalenze su cambi per operazioni in strumenti finanziari sono originate dalla differenza tra il cambio medio di acquisto ed il cambio corrente; - le plusvalenze e le minusvalenze sulle operazioni a termine in valuta sono determinate in base alla differenza tra il cambio a termine negoziato alla data dell operazione ed il cambio a termine corrente per scadenze corrispondenti a quelle delle operazioni oggetto di valutazione; b) valutazione degli strumenti finanziari La valutazione degli strumenti finanziari e determinata secondo i criteri stabiliti dalla Banca d Italia, sentita la Consob, ai sensi del Regolamento di Vigilanza dell'8 maggio L applicazione dei seguenti criteri determina alla fine del periodo il valore di libro delle rimanenze. - Gli strumenti finanziari azionari italiani quotati sono valutati al prezzo di riferimento (prezzo medio ponderato riferito all ultimo dieci per cento delle quantità trattate) della Borsa Italiana; - gli strumenti finanziari azionari esteri quotati sono valutati sulla base dei prezzi di chiusura reperiti nel mercato di negoziazione; i prezzi espressi in divise estere non appartenenti all area Euro vengono convertiti sulla base dei tassi di cambio correnti alla data di riferimento della valutazione, rilevati giornalmente dalla WM Company sulla base delle quotazioni disponibili sui mercati di Londra alle 4 p.m. (ora di Londra); - gli strumenti finanziari azionari italiani ed esteri in attesa di quotazione sono valutati fino al giorno della negoziazione sul mercato ufficiale al costo di acquisizione salvo che vengano forniti dai providers utilizzati prezzi ritenuti come significativi ; - per i titoli di stato italiano la fonte primaria di valutazione è il mercato MTS (Mercato all ingrosso dei Titoli di Stato); - per i titoli di stato del Regno Unito la fonte primaria è il London Stock Exchange, mentre per i titoli di stato degli Stati Uniti la fonte primaria è costituita dal Government Price New York; - per tutti gli altri titoli di stato e obbligazioni la fonte primaria di quotazione è costituita dal sistema degli indici Merrill Lynch: - le quote o azioni di altri OICR sono valutate sulla base dell ultimo valore reso noto al pubblico, eventualmente rettificato secondo le indicazioni del Regolamento Banca d Italia del 8 maggio 2012; - gli strumenti finanziari derivati quotati sono valutati in base al prezzo di chiusura rilevato sul mercato di trattazione; - per gli strumenti finanziari derivati non quotati (c.d. OTC) si seguono le indicazioni dettate dal Regolamento Banca d Italia dell' 8 maggio 2012; - nel caso di strumenti finanziari quotati su più mercati, si fa riferimento al mercato nel quale le quotazioni hanno maggiore significatività; - i titoli strutturati ove presenti sono valutati in base ai prezzi operativi forniti da primari market makers o da controparti qualificate; ove non disponibili, viene effettuata una valutazione che tenga conto in modo distinto di tutte le singole componenti in cui essi possono essere scomposti;

10 - gli strumenti finanziari ammessi alla quotazione su un mercato regolamentato che non presentano prezzi significativi in relazione ai volumi ed alla frequenza degli scambi vengono valutati secondo le indicazioni dettate dal Regolamento Banca d Italia dell' 8 maggio 2012; - gli strumenti finanziari non quotati sono valutati in base al principio del presunto valore di realizzo, individuato su una ampia base di elementi di informazione, con riferimento alla peculiarità dei titoli, alla situazione patrimoniale e reddituale degli emittenti, nonché alla generale situazione di mercato; allo scopo sono utilizzati, quando necessari, i prezzi forniti da primari market makers o da controparti qualificate; - i criteri adottati per individuare gli strumenti finanziari, che pur risultando ammessi alla negoziazione su un mercato regolamentato sono ricondotti tra i titoli non quotati, sono i seguenti: sospensione del titolo dalla negoziazione da oltre tre mesi; volumi poco rilevanti o prezzo di chiusura identico per piu di 20 giorni di borsa aperta per i titoli azionari; volumi poco rilevanti o prezzo di chiusura identico per piu di 20 giorni di borsa aperta per i titoli obbligazionari, a fronte di una vita residua superiore a 3 mesi; sia trascorso un anno dall emissione senza che gli stessi siano stati ammessi alla negoziazione.

11 Forma e contenuto dei Rendiconti UBI Pramerica SGR S.p.A ha redatto i Rendiconti di Gestione dei Fondi Comuni al 28 dicembre 2012 (ultimo giorno di borsa italiana aperta dell anno) in conformità alla normativa ed alle disposizioni emanate dagli Organi di Vigilanza. Il documento si compone di una Situazione Patrimoniale, di una Sezione Reddituale di una Nota Integrativa. Il Rendiconto di ogni fondo è altresì accompagnato dalla Relazione degli Amministratori. La contabilità è tenuta in Euro ed i prospetti sono redatti in unità di Euro, nel rispetto delle disposizioni dettate dagli Organi di Vigilanza. Si precisa che nella Nota Integrativa sono state inserite tutte le tabelle richieste dal Regolamento di Banca d Italia dell 8 maggio 2012, ancorché non interessate da operazioni. Variazioni intervenute nel Regolamento di Gestione In data 18 settembre 2012, il Consiglio di Amministrazione di UBI Pramerica SGR S.p.A. ha approvato talune modifiche al Regolamento dei fondi non armonizzati denominati UBI Pramerica Alpha Equity, UBI Pramerica Active Duration e UBI Pramerica Active Beta. In particolare, l organo amministrativo ha approvato le seguenti modifiche: - recepimento della modifica della denominazione sociale della banca depositaria dei fondi da RBC Dexia Investor Services Bank S.A. a RBC Investor Services Bank S.A. ; - per tutti i fondi, eliminazione delle informazioni sullo scopo, non più necessarie conformemente al nuovo contenuto minimo del Regolamento di gestione previsto dal Regolamento sulla Gestione Collettiva del Risparmio adottato con Provvedimento della Banca d Italia dell 8 maggio Le modifiche regolamentari sono entrate in vigore il 15 novembre In data 30 ottobre 2012, il Consiglio di Amministrazione di UBI Pramerica SGR S.p.A. ha approvato un ulteriore modifica al Regolamento di gestione dei fondi comuni di investimento non armonizzati denominati UBI Pramerica Alpha Equity, UBI Pramerica Active Duration e UBI Pramerica Active Beta. In particolare, l organo amministrativo, con riferimento al fondo UBI Pramerica Active Duration, ha approvato l inserimento della facoltà per la SGR di effettuare investimenti in depositi bancari, nel rispetto delle disposizioni prudenziali tempo per tempo vigenti. La modifica regolamentare entrerà in vigore il 4 marzo 2013.

12 Fatti di rilievo intervenuti nel corso dell esercizio La direttiva 2009/65/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 13 luglio 2009 (UCITS IV), concernente il coordinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative in materia di organismi di investimento collettivo in valori mobiliari (OICVM), ha introdotto una serie di misure per promuovere una maggiore integrazione del mercato europeo del risparmio gestito, attraverso regole che agevolano l operatività transfrontaliera delle società di gestione. Le norme della direttiva sono completate dalle misure di esecuzione contenute in regolamenti e direttive di secondo livello nonché dalle linee guida del Committee of European Securities Regulators (ora, European Securities and Markets Authority). Nel mese di maggio 2012, nell ambito dei lavori connessi al recepimento della Direttiva 2009/65/CE (cd. UCITS IV ) in materia di OICR armonizzati: - la Commissione ha approvato, il 9 maggio 2012, modifiche ai regolamenti Consob 11971/99 ( Regolamento Emittenti ) e 16190/2007 ( Regolamento Intermediari ); - la Banca d'italia ha approvato, l 8 maggio 2012, il nuovo Regolamento sulla gestione collettiva del risparmio e la nuova disciplina della banca depositaria di OICR e fondi pensione (12 aggiornamento della Circolare n. 263 del 27 dicembre 2006 Nuove disposizioni di vigilanza prudenziale per le banche); - la Banca d'italia e la Consob hanno approvato definitivamente il 9 maggio 2012, il provvedimento di modifica del Regolamento congiunto Banca d Italia Consob in materia di organizzazione e procedure degli intermediari. L approvazione dei suddetti atti normativi, pubblicati nella Gazzetta Ufficiale, hanno completato il recepimento della direttiva UCITS IV. La nuova disciplina è entrata in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale ad eccezione della disciplina in materia di banca depositaria, entrata in vigore il 13 maggio La delibera di modifica dei regolamenti Emittenti e Intermediari prevede un regime transitorio che completa quello disciplinato dal decreto di recepimento. La direttiva UCITS IV, le relative misure di esecuzione contenute nella normativa di secondo livello e le linee guida del CESR sono state recepite da UBI Pramerica S.G.R S.p.A con le modalità e le tempistiche previste dalla normativa stessa. Ad agosto 2012 è stata introdotta in Francia la tassa sulle transazioni finanziarie pari allo 0,2%. L applicazione dell aliquota riguarda le operazioni di acquisto a titolo oneroso di azioni e titoli assimilati, emessi da parte di società con sede legale in Francia almeno dal 1 gennaio del 2012, quotate sul mercato regolamentato francese e caratterizzate da una capitalizzazione in borsa almeno un miliardo di euro. Analogamente, il Parlamento Italiano, ha introdotto con l approvazione della Legge di Stabilità per il 2013, un imposta sulle transazioni finanziarie ed particolare sui trasferimenti di azioni e strumenti finanziari partecipativi che dal mese di marzo 2013

13 saranno soggetti a regime d imposta dello 0,2% del controvalore della transazione. L aliquota è ridotta alla metà, lo 0,1%, se il trasferimento avviene nei mercati regolamentati e per mezzo di sistemi multilaterali di negoziazione L imposta va ad affiancarsi alle imposte di bollo dovute per la detenzione degli stessi. La stessa, solo per l esercizio 2013, è aumentata allo 0,22% in luogo dello 0,2% ovvero allo 0,12% in luogo dello 0,1%. L imposta è dovuta dal soggetto acquirente (quindi il fondo) e sono esclusi i soggetti che si interpongono nell operazione. L introduzione di nuove imposte sulle transazioni finanziarie, avrà impatti sulle spese sostenute dal fondo in particolare sulla voce relativa agli oneri di negoziazione su strumenti finanziari (Parte C Sez. IV Oneri di gestione). Fatti di rilievo intervenuti dopo la chiusura dell esercizio Non si segnalano fatti di rilievo intervenuti dopo la chiusura dell esercizio.

14 UBI Pramerica Alpha Equity Fondo Comune di Investimento Mobiliare Aperto non Armonizzato Rendiconto al 28 dicembre 2012 Relazione degli Amministratori sulla gestione del Fondo Per quanto riguarda il commento sui mercati, i criteri di valutazione, la forma e i contenuti, si rimanda alla Relazione degli Amministratori. Politica di gestione Nel corso dell anno il fondo ha mantenuto un impostazione multi strategica basata su differenti metodologie per lo stock picking sui mercati azionari, con la copertura pressoché totale del rischio mercato. Le metodologie impiegate sono state caratterizzate da un elevata diversificazione; sono state, infatti, implementate sia strategie discrezionali che quantitative. Per quanto concerne la parte del fondo gestita con la strategia Long/Short Euro Hedged, la politica di investimento seguita ha dato molta enfasi al processo di selezione dei singoli titoli attraverso un attenta analisi delle prospettive di sviluppo delle singole società, della solidità patrimoniale, delle capacità reddituali e delle valutazioni di mercato. Questa attenta selezione e un opportuna diversificazione settoriale consente al risparmiatore di mantenere l investimento azionario anche in difficili fasi di mercato e di poter beneficiare del necessario ristabilimento nel medio-lungo termine della relazione che deve sussistere tra valori aziendali e prezzi di borsa. I titoli detenuti nella parte long sono stati circa 35; la parte short del portafoglio è stata realizzata tramite opzioni put sul DJ Eurostoxx 50 per un controvalore simile alla parte lunga. Il Team di Gestione ha mantenuto una view prudente/neutrale sui mercati azionari, che in termini di sectors allocation si è tradotta in un sovrappeso di beni di consumo non ciclici e telecomunicazioni e nel sottopeso di banche, chimici e industriali. Una parte del fondo è stata gestita con approccio Beta Neutral utilizzando modelli quantitativi sector neutral, che neutralizzano l esposizione al mercato e ai settori. La metodologia quantitativa di allocazione dinamica dei pesi dei modelli di stock picking ha suggerito una progressiva riduzione del rischio complessivo, in quanto vi era una minor diversificazione in termini di fattori utilizzati. L utilizzo del budget di rischio assegnato è comunque sempre stato parziale. Il fondo ha avuto posizioni esclusivamente sull area Euro e il rischio sistematico è stato mantenuto prossimo allo zero. Da inizio anno questa parte del fondo ha registrato una performance negativa. L applicazione delle metodologie di selezione quantitativa ha portato ad incrementare l esposizione verso le società con valutazioni più attraenti rispetto alla media di settore e, nella prima metà dell anno, alle strategie di momentum (che consistono nel selezionare i titoli che abbiano manifestato ritorni più stabili ed elevati rispetto al mercato/pair group). L esposizione agli indicatori legati alla crescita degli utili/fatturato e alla qualità/solidità patrimoniale in pressoché tutti i settori è stata incrementata a partire dalla seconda parte del primo semestre. La modellistica di allocazione settoriale ha generato un esposizione settoriale pro-ciclica nella prima parte dell anno, conservando un sovrappeso sul settore dei consumi discrezionali e degli industiali. Sono stati mantenuti in sottopeso, invece, i titoli finanziari ad eccezione del comparto assicurativo. Il beta di portafoglio si è mantenuto intorno allo zero, con una copertura media del 97%.

15 Eventi di particolare importanza Vedere paragrafo Variazioni intervenute del Regolamento di Gestione all interno della Relazione degli Amministratori. Motivazioni di eventuali performance negative Il fondo ha registrato una performance assoluta non positiva da ricondurre al contributo negativo dell approccio Beta Neutral e della strategia quantitativa multifattoriale. Operatività su strumenti finanziari derivati Nel corso del periodo di riferimento si è fatto ricorso all utilizzo di strumenti derivati, quali futures quotati su indici di mercato, allo scopo di coprire il rischio sistematico. Linee strategiche Nel corso del 2012 proseguirà l attività di ricerca finalizzata allo sviluppo di nuove fonti di alpha. Rapporti intrattenuti con altre società del Gruppo La SGR intrattiene rapporti con Centrobanca S.p.A (Gruppo Unione di Banche Italiane Scpa) e con Unione di Banche Italiane Scpa in qualità di controparti di mercato autorizzate all operatività per conto dei portafogli gestiti. Canali distributivi Il collocamento delle quote avviene per il tramite della SGR.

16 Alpha Equity SITUAZIONE PATRIMONIALE ATTIVITA' Valore complessivo Situazione al 28/12/2012 In percentuale del totale attività Valore complessivo Situazione a fine esercizio precedente In percentuale del totale attività A. STRUMENTI FINANZIARI QUOTATI , ,032 A1. Titoli di debito , ,875 A1.1 Titoli di Stato , ,875 A1.2 Altri A2. Titoli di capitale , ,412 A3. Parti di O.I.C.R , ,745 B. STRUMENTI FINANZIARI NON QUOTATI B1. Titoli di debito B2. Titoli di capitale B3. Parti di O.I.C.R. C. STRUMENTI FINANZIARI DERIVATI , ,374 C1. Margini presso organismi di compensazione e garanzia C2. Opzioni, premi o altri strumenti finanziari derivati quotati , ,262 C3. Opzioni, premi o altri strumenti finanziari derivati non quotati ,112 D. DEPOSITI BANCARI D1. A vista D2. Altri E. PRONTI CONTRO TERMINE ATTIVI E OPERAZIONI ASSIMILATE F. POSIZIONE NETTA DI LIQUIDITA' , ,107 F1. Liquidità disponibile , ,135 F2. Liquidità da ricevere per operazioni da regolare , ,311 F3. Liquidità impegnata per operazioni da regolare , ,339 G. ALTRE ATTIVITA' , ,487 G1. Ratei attivi , ,487 G2. Risparmio di imposta G3. Altre ,007 TOTALE ATTIVITA' , ,000

17 Alpha Equity PASSIVITA' E NETTO Situazione al 28/12/2012 Valore complessivo Situazione a fine esercizio precedente Valore complessivo H. FINANZIAMENTI RICEVUTI I. PRONTI CONTRO TERMINE PASSIVI E OPERAZIONI ASSIMILATE L. STRUMENTI FINANZIARI DERIVATI L1. Opzioni, premi o altri strumenti finanziari derivati quotati L2. Opzioni, premi o altri strumenti finanziari derivati non quotati M. DEBITI VERSO I PARTECIPANTI M1. Rimborsi richiesti e non regolati M2. Proventi da distribuire M3. Altri N. ALTRE PASSIVITA' N1. Provvigioni ed oneri maturati e non liquidati N2. Debiti di imposta N3. Altre TOTALE PASSIVITA' VALORE COMPLESSIVO NETTO DEL FONDO (comparto) Numero delle quote in circolazione , ,588 Valore unitario delle quote 4,825 4,901 Movimenti delle quote nell'esercizio Quote emesse 4.762,669 Quote rimborsate ,889

18 Alpha Equity SEZIONE REDDITUALE Rendiconto al 28/12/2012 Rendiconto esercizio precedente A. STRUMENTI FINANZIARI QUOTATI A1. PROVENTI DA INVESTIMENTI A1.1 Interessi e altri proventi su titoli di debito A1.2 Dividendi e altri proventi su titoli di capitale A1.3 Proventi su parti di O.IC.R. A2. UTILE/PERDITA DA REALIZZI A2.1 Titoli di debito A2.2 Titoli di capitale A2.3 Parti di O.I.C.R. A3. PLUSVALENZE/MINUSVALENZE A3.1 Titoli di debito A3.2 Titoli di capitale A3.3 Parti di O.I.C.R. A4. RISULTATO DELLE OPERAZIONI DI COPERTURA DI STRUMENTI FINANZIARI QUOTATI Risultato gestione strumenti finanziari quotati B. STRUMENTI FINANZIARI NON QUOTATI B1. PROVENTI DA INVESTIMENTI B1.1 Interessi e altri proventi su titoli debito B1.2 Dividendi e altri proventi su titoli capitale B1.3 Proventi su parti di O.I.C.R. B2. UTILE/PERDITA DA REALIZZI B2.1 Titoli di debito B2.2 Titoli di capitale B2.3 Parti di O.I.C.R. B3. PLUSVALENZE/MINUSVALENZE B3.1 Titoli di debito B3.2 Titoli di capitale B3.3 Parti di O.I.C.R. B4. RISULTATO DELLE OPERAZIONI DI COPERTURA DI STRUMENTI FINANZIARI NON QUOTATI Risultato gestione strumenti finanziari non quotati C. RISULTATO DELLE OPERAZIONI IN STRUMENTI FINANZIARI DERIVATI NON DI COPERTURA C1. RISULTATI REALIZZATI C1.1 Su strumenti quotati C1.2 Su strumenti non quotati C2. RISULTATI NON REALIZZATI C2.1 Su strumenti quotati C2.2 Su strumenti non quotati

19 Alpha Equity Rendiconto al 28/12/2012 Rendiconto esercizio precedente D. DEPOSITI BANCARI D1. INTERESSI ATTIVI E PROVENTI ASSIMILATI E. RISULTATO DELLA GESTIONE CAMBI E1. OPERAZIONI DI COPERTURA E1.1 Risultati realizzati E1.2 Risultati non realizzati E2. OPERAZIONI NON DI COPERTURA E2.1 Risultati realizzati E2.2 Risultati non realizzati E3. LIQUIDITA' E3.1 Risultati realizzati E3.2 Risultati non realizzati F. ALTRE OPERAZIONI DI GESTIONE F1. PROVENTI DELLE OPERAZIONI DI PRONTI CONTRO TERMINE E ASSIMILATE F2. PROVENTI DELLE OPERAZIONI DI PRESTITO TITOLI Risultato lordo della gestione di portafoglio G. ONERI FINANZIARI G1. INTERESSI PASSIVI SU FINANZIAMENTI RICEVUTI -2 G2. ALTRI ONERI FINANZIARI Risultato netto della gestione di portafoglio H. ONERI DI GESTIONE H1. PROVVIGIONE DI GESTIONE SGR H2. COMMISSIONI BANCA DEPOSITARIA H3. SPESE PUBBLICAZIONE PROSPETTI E INFORMATIVA AL PUBBLICO H4. ALTRI ONERI DI GESTIONE I. ALTRI RICAVI ED ONERI I1. INTERESSI ATTIVI SU DISPONIBILITA' LIQUIDE I2. ALTRI RICAVI I3. ALTRI ONERI Risultato della gestione prima delle imposte L. IMPOSTE L1. IMPOSTA SOSTITUTIVA A CARICO DELL'ESERCIZIO L2. RISPARMIO DI IMPOSTA L3. ALTRE IMPOSTE Utile/perdita dell'esercizio

20 Alpha Equity NOTA INTEGRATIVA Parte A - Andamento del valore della quota Valore quota Valore Quota minimo 4,784 Valore Quota massimo 4,931 Prima Quota dell'anno 4,896 Ultima Quota dell'anno 4,825 Performance Rendimento annuo composto ultimi 10 anni Performance benchmark riferimento 2012 Performance netta esercizio ,55 % Performance benchmark riferimento 2011 Performance netta esercizio ,35 % Performance benchmark riferimento 2010 Performance netta esercizio ,73 % Performance benchmark riferimento 2009 Performance netta esercizio ,2 % Performance benchmark riferimento 2008 Performance netta esercizio 2008 Performance benchmark riferimento 2007 Performance netta esercizio 2007 Performance benchmark riferimento 2006 Performance netta esercizio 2006 Performance benchmark riferimento 2005 Performance netta esercizio 2005 Performance benchmark riferimento 2004 Performance netta esercizio 2004 Performance benchmark riferimento 2003 Performance netta esercizio Benchmark non previsto

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