SEZIONE 4. Demografia d impresa

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1 SEZIONE 4 Demografia d impresa 105

2 4 DEMOGRAFIA D IMPRESA Questa sezione è dedicata al consueto quadro generale sulle imprese provinciali sotto gli aspetti della consistenza (con uno sguardo anche agli addetti), della dinamica e della struttura per settori e territorio sulla base dei dati di fonte Infocamere e secondo la classificazione delle attività economiche Ateco Si ricorda che i dati resi disponibili da Infocamere sono desunti dal Registro delle Imprese delle Camere di Commercio e quindi possono essere influenzati da fattori di tipo amministrativo quali ad esempio le trasformazioni d impresa, il limbo delle imprese non classificate e, non da ultimo, le cessazioni d ufficio 2. Ciò premesso, la lettura consapevole del bilancio annuale della demografia d impresa, permette comunque di cogliere informazioni interessanti sulla composizione ed evoluzione del tessuto imprenditoriale della provincia di Treviso 3. L analisi prende le mosse dagli eventi che hanno influito sulla consistenza complessiva delle imprese registrate: iscrizioni e cessazioni al Registro delle Imprese, aperture di procedure concorsuali e aperture di scioglimenti e liquidazioni. Nella parte centrale della sezione viene presa in esame la consistenza, anche in chiave dinamica, delle sedi d impresa attive per settori, territorio, classe dimensionale e forma giuridica. Viene anche dedicato uno specifico paragrafo alle sedi d impresa attive artigiane. Segue il consueto aggiornamento sulle unità locali situate in provincia arricchito di nuove informazioni e affiancato, quest anno, anche da un analisi delle scelte di plurilocalizzazione delle imprese trevigiane. Chiude la sezione uno sguardo alla consistenza e composizione per forma giuridica e settore economico dei contratti di rete attivati a fine 2012, a poco più di tre anni dall emanazione delle legge 33/2009 che ha istituito questo strumento. 1 I dati Infocamere sulla demografia d impresa sono migrati nell ATECO 2007 dal 1 gennaio Per quanto riguarda le annualità precedenti, sono disponibili in Ateco 2007 solo i dati relativi alla consistenza delle sedi d impresa registrate e attive per divisione di attività economica relativi all anno A partire dal 2005, in applicazione del D.p.r. 247 del 23/07/2004 e successiva circolare n 3585/C del Ministero delle Attività Produttive, le Camere di Commercio possono procedere alla cancellazione d ufficio dal Registro delle Imprese di aziende non più operative da almeno tre anni. 3 Alcuni dati con il dettaglio comunale sulle imprese sono disponibili in appendice. 106

3 4.1 - Imprese registrate ed eventi: iscrizioni, cessazioni, aperture di procedure concorsuali, scioglimenti e liquidazioni Lo stock complessivo di imprese registrate al 31 dicembre 2012 risulta pari a unità, in calo di 857 imprese rispetto alla consistenza di fine 2011 (- 0,9%). Al netto del settore agricoltura, le cui variazioni di consistenza sono influenzate, come sempre, da fattori amministrativi, la flessione tendenziale si riduce un poco: -623 imprese registrate, -0,8%. Sempre considerando il complesso dei settori economici al netto dell agricoltura, il calo annuale delle imprese registrate è il risultato di un saldo negativo nei flussi di iscrizioni e cessazioni (-625 unità), peraltro dovuto ad un aumento più che proporzionale delle cessazioni (5.285 unità contro le dello stesso periodo del 2011) rispetto alle iscrizioni (4.660 contro le del 2011). Quanto all analisi delle iscrizioni e cessazioni per settori di attività, va considerato che dall entrata in vigore della Comunicazione Unica una grossa fetta dei flussi di iscrizioni non ha un codice preciso del settore economico di appartenenza 4 ed alimenta pertanto il sottoinsieme delle imprese non classificate (nell anno 2012 si tratta di iscrizioni su 5.204). Pertanto un analisi delle iscrizioni per settori di attività appare poco significativa. Con riferimento ai flussi di cessazioni, invece, l analisi in termini di consistenza non presenta elementi di novità: agricoltura a parte (13,6% delle imprese cessate), il maggior numero di cessazioni appartiene al commercio (23,6%), seguono le imprese delle costruzioni (17,6%), e del manifatturiero (13,3%). Percentuali che salgono rispettivamente al 27,3%, 20,4% e 15,4% se dal totale si esclude l agricoltura. Un analisi della natalità d impresa per settori depurata in parte dalle imprese non classificate è possibile utilizzando la proxy delle imprese che si sono iscritte nell anno. Si collocano nettamente al di sopra del tasso medio di natalità 2012 pari al 5,6% la maggior parte delle attività dei servizi alle imprese, ed in particolare l aggregato delle attività di noleggio, agenzie di viaggio e servizi operativi di supporto alle imprese (9,9%) e l insieme delle attività professionali scientifiche e tecniche (8,6%), ma anche le attività artistiche, sportive, di intrattenimento e divertimento (7,9%) dei servizi alla persona. Il tasso più basso si rileva per le attività immobiliari (1,5%), ma si collocano comunque ben 4 Dal 1 aprile 2010 è attivo il servizio ComUnica che permette di ottemperare agli obblighi di legge verso Camere di Commercio, INPS, INAIL e Agenzia delle Entrate, inoltrando la Comunicazione Unica ad un solo destinatario che si fa carico di trasmettere agli altri Enti le informazioni di competenza di ciascuno. Tale servizio è divenuto l unica modalità per denunciare una nuova impresa o modificare un impresa già esistente. Questo strumento consente di iscriversi senza dare un indicazione puntuale dell attività economica svolta e solo con la successiva dichiarazione di inizio attività viene attribuito il codice del settore economico di appartenenza. 107

4 al di sotto del dato medio i tassi di natalità delle attività di trasporto e magazzinaggio (3,2%) e manifatturiere (3,6%). L analisi congiunta dei tassi di natalità e mortalità, permette di verificare la l effettiva crescita di un settore nel periodo. Se lo stock di imprese provinciali nel suo complesso decresce quest anno ad un tasso del -1,0%, vi sono settori che si contraggono ad un tasso ben superiore a tale dato medio ed in particolare le costruzioni (-2,8%), il manifatturiero e le attività immobiliari (- 2,6%) ed le attività di trasporto e magazzinaggio (-2,1%). Unici settori che crescono nell anno sono l aggregato delle attività di noleggio, agenzie di viaggio e servizi operativi di supporto alle imprese (1,9%) e le attività artistiche, sportive, di intrattenimento e divertimento (1%). Guardando alla distribuzione delle iscrizioni e delle cessazioni (settore agricoltura a parte) per forma giuridica si osserva che al saldo negativo annuale di 625 unità contribuiscono in maggior misura le imprese costituite sotto forma di società di persone (-322) e le imprese individuali (-222 unità). Tuttavia va notato che s interrompe quest anno la crescita delle società di capitali (-63 unità), mentre le altre forme giuridiche mantengono un contenuto saldo positivo (+30 imprese). Se si analizzano le imprese cessate nel 2012 con riferimento alla classe di addetti di appartenenza 5, similmente a quanto rilevato a consuntivo dell anno 2011, la quasi totalità delle cessazioni continua a riguardare soprattutto imprese con meno di 10 addetti (75,2%). Questo dato medio sale a circa l 88% nei settori delle costruzioni e del commercio e risulta di poco inferiore con riferimento alle attività di alloggio e ristorazione (84%). Quanto al manifatturiero si segnala che le cessazioni di piccole imprese (10-49 addetti) raggiungono in questo comparto una percentuale non trascurabile (11%), mentre le cessazioni di microimprese rappresentano il 73,8% delle totali. Guardando agli eventi che nella maggior parte dei casi preludono alla cessazione d impresa, ovvero alle aperture di procedure concorsuali, di scioglimenti e di liquidazioni, si osserva che nel 2012 a fronte di un leggero calo delle imprese che entrano in procedura concorsuale - in primis in fallimento - (222 aperture di procedure concorsuali contro le 294 del 2011), si assiste ad un considerevole incremento di scioglimenti e liquidazioni (1.504 eventi contro i del 2011) oltre la metà dei quali riguarda i settori del commercio (312 aperture; il 20,7% del totale), del manifatturiero (254; 16,9%), delle costruzioni (173; 11,5%) e delle attività immobiliari (151; 10%). D altra parte si tratta dei settori interessati anche dal maggior numero di procedure fallimentari. In particolare oltre il 39% di esse riguarda le imprese del manifatturiero (87 aperture di procedure nell anno), mentre gli eventi che interessano le imprese del commercio e delle costruzioni ammontano al 17% in ciascun settore (38 procedure). Infine le aperture di procedure nelle attività immobiliari superano di poco l 8% (18). 5 Si veda il successivo paragrafo 4.3 per una corretta lettura del dato addetti. 108

5 4.2 - Le sedi d impresa attive In termini assoluti al 31 dicembre 2012 si contano in provincia di Treviso sedi d impresa attive, oltre 880 unità in meno rispetto a fine 2011 (-1,0%). Escludendo dall analisi il settore agricoltura, il numero d imprese attive provinciali (68.095) è sceso su base annua di 650 unità (-0,9%), portandosi nuovamente al di sotto di quattro anni fa (-513 unità rispetto a fine 2008). Il manifatturiero ha perso nel corso del 2012 altre 288 imprese ed il bilancio dell ultimo triennio presenta cifre assai pesanti: l intero comparto lascia sul terreno 930 imprese (-7,7%). Anche in quest ultimo anno il settore più colpito è quello della meccanica che perde altre 93 imprese rispetto ai valori di fine 2011 (-2,9%), concentrate per lo più nelle attività di carpenteria metallica (-75 unità; -3,2%). Le perdite maggiori si riscontrano nel segmento degli elementi da costruzione in metallo (-29 imprese; -3,3%), ma guardando al triennio il bilancio più pesante si registra per i segmenti delle lavorazioni meccaniche c/terzi (-107 unità; -12,4%) e della fabbricazione di altri prodotti in metallo (-63; -12,7%). Segue per saldo negativo in valori assoluti il legno-arredo sia su base annua (- 81 imprese;-3,6%), che nel triennio (-195; -8,3%). Il sistema moda risulta il terzo aggregato manifatturiero per perdite registrate dal Dopo la stasi dello scorso anno (dovuta soprattutto al recupero dell abbigliamento per opera di imprenditori stranieri), nel corso del 2012 si registra un calo complessivo di 60 imprese attive (-3,1%), flessione che coinvolge più o meno uniformemente tutti i settori dell aggregato, anche se con diverso peso relativo. In particolare le industrie tessili perdono nell anno altre 19 unità (-5,5%), l abbigliamento chiude il periodo con 27 imprese in meno (- 2,3%) nonostante la tenuta dell imprenditoria straniera nel settore. L edilizia appare ad ogni modo il comparto più penalizzato: altre 420 imprese attive in meno nell anno appena trascorso (-3,1%). Fatte salve le attività di ingegneria civile, le perdite riguardano tutte i settori del comparto. In termini assoluti il calo maggiore si registra nei lavori di costruzione specializzati (-250 unità) e riguarda prevalentemente le attività di completamento e finitura degli edifici (-218 unità in un anno), ma si estende quest anno anche alle attività di installazione di impianti elettrici ed idraulici (-29 imprese). Di poco inferiore la flessione nelle attività di costruzione di edifici (-141 unità nel 2012; -3,7%) anche relativamente allo sviluppo di progetti immobiliari (-32 sedi attive; - 6,1%). Più eterogeneo il bilancio per il comparto del commercio che nel suo complesso chiude il 2012 con 158 imprese attive in meno. Mentre si è ridotto in 109

6 modo pressoché costante il numero delle imprese operanti nel commercio all ingrosso e soprattutto nell intermediazione (-88 nel 2012, -124 nel triennio), le imprese del commercio al dettaglio hanno conosciuto nell ultimo anno una contrazione di 46 unità, ma sono aumentate complessivamente di 214 unità nell ultimo triennio. Va altresì evidenziato che ove si guardi all interno della tipologia al dettaglio emerge chiaramente un andamento a forbice tra le imprese che esercitano il commercio in sede fissa che continuano a diminuire, rispetto alle attività di commercio al di fuori dei negozi: bancarelle, ambulanti e porta a porta, vendite via internet. Queste ultime, tuttavia, nell ultimo anno sono rimaste stazionarie. Il settore dell alloggio e ristorazione chiude il 2012 in sostanziale stazionarietà non intaccando così la crescita realizzata nel triennio della crisi (+216 unità negli ultimi tre anni, +5,3%). La tenuta è alimentata principalmente dalle attività di ristorazione del tipo bar, servizi di preparazione di cibi d asporto, nonchè gelaterie e pasticcerie le quali più che compensano il deciso calo dei ristoranti (-50 unità nell anno; -3,5%). Il settore delle attività immobiliari cresce nel 2012 di 23 unità, realizzando così, nel triennio di crisi, un aumento complessivo di 202 sedi attive (+3,4%). Ove si scenda nel dettaglio del settore, tuttavia, si osserva che il saldo positivo è dovuto alla crescita delle attività di affitto e gestione di immobili in proprietà o in leasing (+159 unità su base annua; +6,7%) che più che compensa la continua contrazione delle attività di compravendita di beni immobili (132 unità in meno nel 2012 (-4,3%), 279 nel triennio (-8,7%). Negli altri servizi alle imprese, continua la contrazione del settore Trasporti e magazzinaggio: anche nel 2012 si sono perse 27 imprese (-1,2%) per un bilancio che sale così a -163 imprese nel triennio , peraltro tutte concentrate nel trasporto merci su strada. Il terziario avanzato, costola fondamentale del manifatturiero evoluto, ha invece continuato a crescere, seppur in modo più lento. In particolare il settore delle Attività professionali scientifiche e tecniche, guadagna nell ultimo anno 45 unità (+1,5%) confermando l andamento più che positivo mantenuto nel periodo della crisi (+236 unità nel triennio;+8,3%). L aumento dello stock del settore è imputabile all ulteriore crescita delle attività di consulenza gestionale e delle attività professionali, scientifiche e tecniche non altrimenti classificate 6 che mantengono il saldo in positivo nonostante il calo 6 In particolare delle attività rientranti nei segmenti delle altre attività di consulenza tecnica (consulenza ambientale; consulenza tecnica per l'ottenimento dei brevetti industriali; consulenza per il risparmio energetico) e delle altre attività professionali non altrimenti classificate (attività di intermediazione aziendale, ad es. per la compravendita di piccole e medie imprese, inclusi gli studi professionali; attività di intermediazione per l'acquisto e la vendita di licenze d'uso; attività peritali per antiquariato, gioielleria ecc.; attività dei periti calligrafici, sommelier ecc.; agenzie finalizzate alla ricerca di acquirenti tra gli editori, produttori ecc. per i libri, le opere teatrali, le 110

7 delle attività degli studi di architettura, ingegneria ed altri studi tecnici (-12 unità, -4,0%), nonché delle attività di pubblicità e ricerca di mercato (-27 sedi attive nell anno; -4,1%). Nel 2012 il settore dei servizi finanziari ed assicurativi contribuisce con 33 sedi attive in più (+1,8%) agli incrementi del comparto. A sostenere il trend di crescita del settore, non solo nel 2012, ma nell intero triennio considerato, sono state le holding finanziarie che risultano più che raddoppiate nel triennio con un aumento di 25 unità solo nell ultimo anno, (+27,1%) e, tra le altre attività dei servizi finanziari, le società veicolo, ovvero società che hanno per oggetto esclusivo la realizzazione di una o più operazioni di cartolarizzazione e che, in tale ambito, emettono strumenti finanziari negoziabili. Queste ultime nel triennio sono quasi quintuplicate, passando dalle appena 13 unità del 2009 a 76 a fine Solo nell anno appena trascorso sono cresciute di 30 unità (+65%). Nell ambito delle attività ausiliarie ai servizi finanziari ed assicurativi, invece, calano nel 2012 gli agenti, i mediatori ed i procacciatori in prodotti finanziari (-22; -7,6%) a fronte di un leggero aumento dei sub-agenti, produttori, procacciatori ed altri intermediari delle assicurazioni. Sostanzialmente stabile nel 2012 lo stock di sedi attive dei servizi di informazione e comunicazione. All interno del settore continuano hanno continuato ad aumentare nel 2012, anche se in misura più contenuta, le attività di consulenza informatica (+13 unità; +16,7%). Il complesso dell aggregato Noleggio, Agenzie di viaggio e dei Servizi di supporto alle imprese contribuisce con 59 unità in più su base annua (+3,9%) alla crescita del comparto servizi alle imprese. L incremento, comunque, origina esclusivamente dai servizi operativi di supporto alle imprese, ed in particolare dalle attività dei servizi per edifici e paesaggio sia nella fattispecie della pulizia e disinfestazione (+20 unità, +6,3%) che della cura e manutenzione del paesaggio (+24 unità nel 2012, +9,8%). Infine, il comparto dei servizi alle persone, nonostante la crisi, ha conosciuto nel triennio un incremento di quasi 220 unità, anche se di anno in anno il trend di crescita si affievolisce. Nel 2012 lo stock complessivo sale di appena 16 unità (+0,4%) ed ove si guardi alle componenti di questo risultato si osserva che contribuiscono all incremento annuale soprattutto: le attività ambulatoriali specialistiche ed odontoiatriche, probabilmente in forma associata (+11 unità; +11%); le attività riguardanti le lotterie, le scommesse e le case da gioco nella fattispecie della gestione di apparecchi che consentono vincite in denaro funzionanti a moneta o a gettone (passano da 5 a 14 unità in un anno, ed erano assenti nel 2009); opere d'arte, le fotografie ecc. dei propri clienti; servizi di gestione dei diritti d'autore e loro ricavi; gestione dei diritti connessi alla proprietà industriale: licenze ecc.; attività degli archeologi). 111

8 le attività sportive, ed in particolare i club sportivi (+13 unità; +39%); le altre attività di servizi per la persona (+9 unità), principalmente parrucchieri e altri trattamenti estetici, tra cui le attività di tatuaggio e piercing. Penalizza il risultato del comparto il calo delle attività di riparazione di beni per uso personale e per la casa (in particolare orologi, gioielli e prodotti elettronici di consumo audio e video) che nel 2012 si riducono di ulteriori -16 unità (- 2,9%) La distribuzione delle sedi d impresa attive e degli addetti per classe di addetti e settori Dal 2011 confluisce sistematicamente nel Registro Imprese il dato proveniente dagli archivi Inps, che permette di coprire oltre il 90% delle posizioni di lavoro dipendente e indipendente delle imprese attive provinciali. Restano più disallineati il settore primario (per la fisiologia di alcuni rapporti di lavoro) e alcuni segmenti del terziario. Per quanto la fonte non sia confrontabile con le stime degli occupati rese note dall Istat sulla base della Rilevazione sulle Forze di Lavoro 7, si ha così la possibilità di proporre una stima attendibile della distribuzione delle imprese e degli addetti per settori e per classi dimensionali 8. Ciò premesso, a fine 2012 il numero complessivo degli addetti, afferenti ad imprese trevigiane, supera di poco le unità. Di questi, circa il 38% (poco più di ) è impiegato nel manifatturiero. Seguono a distanza gli addetti del commercio (il 16% circa), dei servizi alle imprese al netto delle attività immobiliari (13%) e delle costruzioni (10%). Non svela nulla di nuovo la distribuzione delle sedi attive provinciali per classe dimensionale di addetti: le microimprese rappresentano, infatti, il 76,5% delle sedi attive provinciali, percentuale che sale ulteriormente (79,3%) se si escludono le imprese agricole. In esse trova impiego il 40% degli addetti 7 La Rilevazione Continua sulle Forze di Lavoro è un indagine Istat, svolta attraverso un campione di famiglie estratto dalle anagrafi comunali, che consente una stima degli occupati in un certo territorio. Il dato addetti di fonte Infocamere, invece, si riferisce agli occupati di una sede d impresa iscritta al Registro Imprese. Infocamere rileva gli addetti complessivi d impresa (sede ed eventuali unità locali in provincia e non), pertanto si configura come parametro dimensionale dell impresa e non ha alcun riferimento con il livello di occupazione del territorio. 8 La ripartizione delle sedi d imprese e degli addetti per classi dimensionali viene effettuata in base al solo parametro degli addetti. Sulla base di questo parametro le classi dimensionali si distinguono in: microimprese (1-9 addetti); piccole imprese (10-49 addetti); medie imprese ( addetti); grandi imprese (250 addetti e più). Al parametro occupazionale, per completezza, andrebbe associato anche il parametro del fatturato (<2 milioni per le micro, <10 milioni per le piccole, < 50 milioni per le medie). 112

9 totali. Le piccole imprese incidono per meno del 6% (4.815 unità), ma occupano quasi il 30% degli addetti complessivi, mentre le imprese di medie e grandi dimensioni, che non raggiungono l 1% del totale (poco più di 600 imprese, di cui solo 64 grandi) occupano il restante 30% (circa il 19% nelle medie imprese e l 11% nelle grandi). Permane poi il limbo delle imprese a zero addetti (il 16,9% del totale, che scende al 12,8% se si esclude l agricoltura): difficile dire, a questo livello di analisi, se siano solo scatole vuote, o imprese che semplicemente non hanno dichiarato addetti, con conseguente sottostima dello stock addetti complessivo. Nel manifatturiero, per ovvi motivi, il peso delle piccole e medie imprese e la relativa consistenza degli addetti è significativamente superiore al dato medio: le piccole imprese manifatturiere pesano per il 21% e impiegano il 38,5% degli addetti del comparto (oltre unità), mentre le medie imprese rappresentano il 3,4% delle sedi manifatturiere, ed impiegano circa il 29% degli addetti (poco più di addetti). Quanto alle grandi imprese, il loro peso nel comparto è dello 0,3%, ma il numero di addetti supera le unità (il 13% del totale manifatturiero). Anche nel comparto dei servizi alle imprese (escluse le attività immobiliari), gli addetti delle imprese di medie e soprattutto grandi dimensioni assumono un peso elevato, sia in termini assoluti che relativi. In particolare i quai addetti delle grandi imprese del comparto rappresentano il 19,3% del totale, pari a quasi 640 addetti per impresa, contro i 509 della media. Ovviamente, su tale dato, influisce in misura preponderante il settore dei servizi finanziari ed assicurativi che occupa in grandi imprese oltre addetti (più della metà di tutto il comparto), pari al 51% degli addetti del settore Si segnala, infine, la consistenza non trascurabile degli addetti nelle grandi imprese del commercio e dei servizi alle persone (3.985 e unità rispettivamente). Il dato del commercio è condizionato non solo da alcune grandi imprese della GDO, ma anche da imprese storicamente manifatturiere, operanti nel sistema moda, che nel tempo hanno trasformato la loro attività prevalente da produttiva a commerciale. Nei servizi alle persone pesano in termini di addetti le attività di assistenza sociale non residenziale e, per il rimanente, i settori dell istruzione primaria e secondaria Le sedi d impresa attive provinciali per forma giuridica A fine 2012 le società di capitali in provincia di Treviso sono (15.769, se si esclude l agricoltura). Si tratta di una consistenza di poche unità superiore a quella dell anno precedente (+0,4%), a dispetto dei trend più vivaci del passato (+1,6% nel 2011 e +2,5% nel 2010). Il tasso di crescita è in linea con il dato medio regionale (+0,5%), ma al di sotto di quello nazionale (+1,2%). Le società di capitale rappresentano in provincia il 19,1% del totale, quota che 113

10 sale al 23,2% se si esclude l agricoltura, percentuale superiore sia alla media regionale che nazionale. Si tratta della forma giuridica maggiormente presente, in termini assoluti e relativi: nel manifatturiero, nelle attività immobiliari e nei restanti servizi alle imprese. In questi comparti l incidenza di tale forma giuridica sul totale del comparto è rispettivamente del 37%, del 43,6% e del 29,4% contro il 36,3%, il 44,4% e 28,9% del Nel 2012, a Treviso, le società di persone, al netto dell agricoltura ed attività connesse, si contraggono di oltre 330 unità (-2,0%), passando dalle unità del 2011 a Il loro peso sul totale dei settori non agricoli scende ulteriormente al 24,2%, restando tuttavia superiore al dato medio regionale (22,7%) e ancor più a quello nazionale (18,7%). Rimane la forma giuridica più utilizzata nel settore dell alloggio e ristorazione e delle attività immobiliari dove l incidenza raggiunge rispettivamente il 48,4% ed il 44,6%. Tuttavia, in termini di numerosità, le società di persone risultano maggiormente concentrate nel commercio (3.740) dove però pesano per il 20,3% e nel manifatturiero (2.940 unità; 26,0%). Dopo la lieve ripresa registrata due anni fa, nel 2012 le imprese individuali tornano in saldo negativo. Al netto dell agricoltura si contano a fine anno imprese, 399 in meno rispetto a fine 2011 (-1,1%). Tuttavia, il peso relativo medio di questa tipologia di forma giuridica rimane invariato e pari al 51,5%. Le imprese che prediligono questa forma societaria risultano concentrate nei settori del commercio ( unità pari ad un incidenza del 64,1% sul totale) e delle costruzioni (8.704, il 66,4% delle imprese del settore). Si noti, inoltre, che pur se nei piccoli numeri, risulta la forma giuridica preferita da oltre 6 imprese su 10 del comparto dei servizi alle persone (65,7%). A fine 2012 l insieme delle Altre forme societarie risulta, sia in termini assoluti che relativi, in aumento rispetto all anno precedente (+3,2%, al netto dell agricoltura). Ciononostante le imprese di questa tipologia continuano a rappresentare in provincia appena l 1,2% del totale delle imprese, contro l 1,7% della media regionale ed il 2,6% dell Italia. Se però si entra nel dettaglio dei settori, e si guarda ai comparti dei servizi alle imprese e alle persone, dove si concentra il maggior numero di imprese di questa tipologia giuridica si osservano dinamiche superiori al dato medio. In particolare nel comparto dei servizi alle persone, dove le Altre forme societarie rappresentano il 5,8% delle imprese totali, il tasso di crescita è stato del +4,4% ed ha prevalentemente interessato il settore delle attività sportive ed in parte residua i servizi sanitari ambulatoriali. 114

11 4.5 - Le sedi d impresa artigiane A fine 2012 le imprese artigiane in provincia di Treviso sono : uno stock che, visto nel complesso delle attività, conosce una riduzione di ben 520 unità rispetto al 2011, per un peso del 29,8% sul totale imprese attive (in lieve calo rispetto al 30,1% dell anno prima). Scostamenti più significativi, nelle consistenze come nelle incidenze, si registrano per singoli comparti e settori. In particolare il comparto manifatturiero (6.739 aziende artigiane) chiude il 2012 con 209 sedi in meno (-3,0%), 298 unità sotto la consistenza di fine 2010 (-4,2%). Meno accentuata la riduzione del peso delle artigiane nel manifatturiero che scende dal 60,7% del 2011 al 60,4%. Tra i settori del comparto si segnalano: - la carpenteria metallica: perde nel 2012 altre 62 unità (-3,8%) e 109 nel biennio (-6,5%); - il legno arredo: a fine anno conta complessivamente 43 unità in meno su base annuale (-3,2%) e un calo di 73 imprese rispetto allo stock di due anni fa (-5,2%); - il sistema moda: lo stock diminuisce nel 2012 di 44 sedi artigiane attive (-3,8%), che appesantiscono la perdita nel biennio portandola a 56 unità (-4,8%). Consistente anche la flessione nel settore delle costruzioni che registra una variazione tendenziale negativa pari a 346 unità (-3,3%), con un gap rispetto al livello di dicembre 2010 di 397 imprese (-3,7%). Resta il settore dove le aziende artigiane sono in maggior numero (10.231), con un peso sul totale sedi attive del 78,1%. Nell ambito del terziario continuano le perdite nel settore dei trasporti e magazzinaggio: altre 33 sedi artigiane in meno rispetto a fine 2011 (-2,0%), unità la variazione biennale (-6,0%). Al netto dei trasporti e magazzinaggio, il comparto dei servizi alle imprese registra una crescita tendenziale di 43 sedi artigiane attive (+4,1%) che porta lo stock di fine 2012 sopra di 105 unità rispetto a due anni fa (+10,7%). All interno del comparto si segnala: - il settore dei Servizi di informazione e comunicazione: +7 sedi artigiane attive rispetto a fine 2011 (+4,1%) e 19 unità in più rispetto a dicembre 2010 (+12,1%). In particolare aumentano le software house artigiane, ovvero aziende che provvedono alla creazione o sostanziale modifica e personalizzazione di procedure informatiche; 115

12 - bilancio positivo per il settore delle attività professionali, scientifiche e tecniche, in particolare crescono le attività di design specializzato (+14 sedi artigiane attive; +12,7%) compensando il calo delle agenzie pubblicitarie; - all interno dell aggregato noleggio, agenzie di viaggio e servizi operativi di supporto alle imprese crescono le attività di servizi per edifici e paesaggi: +30 imprese artigiane attive (+6,7%) su base annuale, +74 nel biennio (+18,5%). Anche per il settore dell alloggio e ristorazione l anno si chiude in crescita: lo stock delle sedi artigiane attive risulta superiore di 15 unità rispetto alla consistenza di fine 2011 (+2,3%) e 50 unità in più rispetto a due anni fa (+8,2%). Similmente a quanto rilevato per il complesso delle sedi d impresa, l incremento è sostenuto da gelaterie, pasticcerie e take away. Nei servizi alle persone, il settore predominante delle altre attività di servizi mantiene uno stock stabile rispetto allo stesso periodo del 2011 e superiore di 42 sedi attive rispetto a fine 2010 (+1,5%), con un incidenza sul totale attive dell 87,8%, il lieve aumento rispetto all 87,6% del Le unità locali Un unità locale, così come definita dall Istat ai fini dei censimenti, è l'impianto (o insieme di impianti) situato in un dato luogo e variamente denominato (stabilimento, laboratorio, negozio, ristorante, albergo, bar, ufficio, studio professionale, ecc.) in cui viene effettuata la produzione e/o distribuzione di beni o la prestazione di servizi. In tale accezione le unità locali sono la somma delle sedi e degli altri impianti produttivi e/o distributivi delle imprese. Ciò premesso, nel presente paragrafo si prendono in esame solo le unità locali diverse dalle sedi d impresa delle quali si è già ampiamente parlato in precedenza. La prima parte del paragrafo propone il consueto aggiornamento sulla consistenza per settori delle unità locali attive nel territorio provinciale. Come anticipato, nuove elaborazioni dei dati amministrativi del Registro delle Imprese messe a disposizione da Infocamere, permettono quest anno di arricchire l analisi con informazioni in merito alla provenienza delle sedi d impresa da cui dipendono le unità locali presenti in provincia. Nella seconda parte, invece, i nuovi dati forniti da Infocamere, consentono di prendere in esame le scelte di plurilocalizzazione delle sedi d impresa trevigiane in termini di consistenza, composizione per settori, forma giuridica e territorio di localizzazione. 116

13 Le Unità locali attive nel territorio provinciale A fine 2012 in provincia di Treviso si contano unità locali, consistenza pressoché stazionaria rispetto a fine 2011 (+0,1%) contro una crescita media nelle province venete del +1,1%. Circa i due terzi del totale (11.080) sono filiali d imprese trevigiane, mentre dipendono da sedi fuori provincia unità locali, 29 in più da inizio anno (+0,5%), crescita inferiore alla media regionale pari al +2,1%. Oltre la metà delle unità locali presenti in provincia (53%) dipende da imprese costituite sotto forma di società di capitali e poco meno di un altro quarto da società di persone (21,4%). Ove si considerino le sole filiali d imprese fuori provincia, l incidenza di quelle dipendenti da società di capitale raggiunge il 71,7%, mentre si riduce quella delle filiali dipendenti da società di persone (12%). Concentrando l attenzione sulle sole filiali d imprese fuori provincia, si osserva che il nostro territorio attrae in prevalenza imprese con sede in Veneto (2.577 unità locali, il 46,6%). Si tratta di una quota superiore alla media regionale pari al 41%, che risulta influenzata in particolare dalla provincia di Verona nella quale solo il 21,7% delle unità locali dipende da sedi attive in regione. Il dato medio presenta comunque scostamenti considerevoli ove si guardi ai diversi settori di attività: nell alloggio e ristorazione le filiali d imprese venete raggiungono l 80%, mentre al contrario rappresentano solo il 19% nel settore di Trasporti e magazzinaggio. Poco meno di un migliaio di unità locali dipende comunque da imprese del Nord Est (990; il 18%), mentre solo un terzo sono filiali d imprese con sede in altre regioni d Italia (1.823). Percentuali decisamente più elevate si osservano in altre province venete, in primis a Verona (56,7%), e a seguire a Padova (42,6%) e Vicenza (42,3%). Anche in questo caso vi sono settori che attraggono più della media. In primis il settore dei Trasporti e magazzinaggio che conta 308 filiali dipendenti da sedi fuori Nord Est, pari al 70% delle unità locali dipendenti da imprese fuori provincia, ma anche negli Altri servizi alle imprese sono presenti 300 unità locali di sedi extra ripartizione (il 40% delle filiali d imprese non trevigiane). Infine, va notato che pur nell esiguità dei numeri Treviso è una delle province venete con la maggior numerosità di unità locali dipendenti da sedi estere: con 136 filiali (che rappresentano il 2,5% delle filiali dipendenti da sedi fuori provincia) è testa a testa con Venezia (137; 1,8%), mentre primeggia Verona con 195 (il 3,3%). Esse si concentrano prevalentemente nel Commercio (50) e negli Altri servizi alle imprese (29). 117

14 Un indicazione più precisa del grado di apertura/dipendenza del sistema imprenditoriale provinciale si ottiene guardando alla numerosità delle prime unità locali dipendenti da sedi fuori provincia in rapporto alle sedi d impresa del territorio. Considerando l insieme dei settori, a fine 2012 tale rapporto per Treviso è pari a 5,7 prime unità locali dipendenti da sedi fuori provincia ogni 100 sedi attive provinciali e risulta in lieve aumento rispetto allo scorso anno (5,6%). La media regionale è superiore (6,4%) grazie ad altre province venete in cui il fenomeno si manifesta in modo più intenso: innanzitutto Venezia, con 8,9 prime unità locali ogni 100 imprese, seguita da Rovigo (8,5%) e Belluno (7,5%). Guardando ai settori di attività si osserva che nel manifatturiero questo rapporto è di poco superiore al dato medio (5,9%). Tuttavia, per alcune voci all interno del comparto il grado di attrattività/dipendenza è assai elevato. Si segnalano: il settore degli altri mezzi di trasporto con l indicatore che si attesta al 29,7%, la produzione metalli e loro leghe (28%) ed il settore dei prodotti chimici (27,4%). Sul fronte opposto il rapporto risulta al di sotto del dato medio di comparto per la carpenteria (4,4%), l industria del legno (3,2%) e tutti i settori del sistema moda: industrie tessili (4,3%), abbigliamento (3,6%) e calzature (2,5%). Il comparto dei servizi presenta nel complesso un grado di attrattività/dipendenza maggiore (6,2%). I settori nei quali il fenomeno è più accentuato sono: il magazzinaggio e attività di supporto ai trasporti (38,7%), i servizi delle agenzie di viaggio, dei tour operator e di prenotazione (24,7%) l assistenza sanitaria (23,7,%), ed i servizi finanziari (23,0%) Le scelte di plurilocalizzazione delle imprese trevigiane A fine 2012 le imprese attive in provincia di Treviso vantano unità locali, consistenza di poco superiore alla numerosità di fine 2011 (+0,2%). Di queste, si è visto, sono in territorio provinciale, mentre il restante 32% (5.250) è situato fuori provincia. Di queste, comunque, più della metà rimane entro i confini regionali (51,8%; unità), contro una media regionale del 44,7%, su cui influisce la provincia di Verona con meno del 20% delle unità locali di imprese veronesi site in Veneto. Il 22,3% rimane all interno della ripartizione Nord Est, percentuale superiore al dato medio regionale che si attesta al 18,4% influenzato dalle province di Padova (15%) e Vicenza (16%). Solo il 25% delle filiali trevigiane fuori provincia è situato in altre regioni d Italia, mentre la media veneta è del 36%. Questa percentuale, tuttavia, è fortemente influenzata dal dato veronese: le imprese di tale provincia, infatti, hanno 118

15 localizzato quasi i due terzi delle loro unità locali al di fuori del Nord Est. Ove si guardi ai settori di attività, comunque, si osservano percentuali superiori al dato medio, oltre che nelle attività creditizie ed assicurative (168 unità locali; il 42,3% delle unità locali fuori provincia), negli altri servizi alle imprese (186; 30,1%) e nell industria in senso stretto (269, il 28,5%). Si segnala, infine, in termini di consistenza il commercio con 427 unità locali ubicate fuori Nord est che tuttavia rappresentano solo il 22% delle unità locali fuori provincia. Infine, un esiguo numero di filiali si trova all estero (41) pari allo 0,8% delle filiali fuori provincia. Esse dipendono da imprese industriali (16), dei servizi alle imprese (15) e del commercio (8) La maggior parte delle filiali trevigiane dipende da imprese costituite in forma di società di capitali (50,4%) e poco più di un quarto appartiene a società di persone. Ove si considerino solo le filiali situate extra regione, o ancor più, extra ripartizione nord orientale, la quota delle unità locali di società di capitali aumenta sensibilmente (76%), mentre diminuisce quella dipendente da società di persone. 4.7 I contratti di rete Il Contratto di rete è stato introdotto nell'ordinamento italiano con l'art. 3 del decreto legge 10 febbraio 2009, n. 5 convertito, con modificazioni dalla Legge 9 aprile 2009, n. 33. Si tratta di un contratto plurilaterale di cooperazione interaziendale mediante il quale le imprese possono collaborare, scambiarsi informazioni e prestazioni, esercitare in comune una o più attività rientranti nel proprio oggetto sociale. Le attività da svolgere con il contratto di rete costituiscono il programma comune. La normativa ha subìto, nel tempo, numerose modifiche. Nel 2012, in particolare, è stata riconosciuta al contratto di rete la possibilità, nel caso in cui venga costituito un fondo patrimoniale comune e un organo comune destinato a svolgere attività con i terzi, di acquisire soggettività giuridica. Il contratto di rete è soggetto ad iscrizione nel Registro delle Imprese. Se la rete non ha soggettività giuridica il contratto viene iscritto nella sezione in cui è iscritta ciascuna impresa. Se la rete acquista soggettività giuridica, la rete si iscrive in un apposita posizione nella sezione ordinaria del Registro Imprese nella cui circoscrizione è stabilita la sua sede. Sulla base dei dati Infocamere, al 29 dicembre 2012 risultano attivati in Italia 647 contratti di rete per un totale di soggetti aderenti 9. A marzo erano 9 Si tratta prevalentemente di imprese, ma si contano anche 10 aderenti classificati come Enti morali/fondazioni e Associazioni. 119

16 291: in meno di un anno ne sono stati sottoscritti più di 350 e il numero degli aderenti è più che raddoppiato. In Veneto 267 soggetti partecipano a 91 contratti di rete. In provincia di Treviso si contano 48 soggetti che hanno sottoscritto 24 contratti di rete. Tra le province venete è seconda per numero di aderenti dietro a Verona (91 soggetti coinvolti e 28 contratti). Va precisato che un contratto può coinvolgere sottoscrittori di diversi territori provinciali, all interno o all esterno di uno stesso ambito regionale. Guardando ai contratti che insistono sulla provincia di Treviso, più della metà resta all interno della regione (14) e poco meno di un altro terzo coinvolge due regioni (7). Prevalgono i contratti con sottoscrittori della stessa provincia o tutt al più di due province (rispettivamente 7 e 9), ma vi sono anche contratti che insistono in 5 e più province (fino a 18). Al momento prevalgono i contratti che non superano i tre aderenti (12), seguiti da quelli che coinvolgono da quattro a nove imprese (7). Vi è un contratto che vanta oltre 30 soggetti aderenti. Guardando ai settori economici, oltre il 60% di aderenti (29) appartiene all industria in senso stretto (incluse le public utilities), contro un 46% medio veneto ed un 42% italiano. Seguono per numerosità i sottoscrittori dei servizi (16) che in termini relativi rappresentano un terzo degli aderenti provinciali, contro una media regionale e nazionale rispettivamente del 40% e 42%. Infine, appena 3 sottoscrittori (il 6%) appartengono al settore delle costruzioni: peso in linea con la media veneta, ma al di sotto di quella nazionale (10%) Dal punto di vista della forma giuridica dominano le società di capitali: in provincia di Treviso 41 su 48 soggetti sottoscrittori rientrano in questa forma giuridica, pari ad un incidenza dell 85% sul totale, contro il 77% in Veneto e il 68% a livello nazionale. Le altre tipologie di forma giuridica rivestono un peso del tutto residuale: vi sono 4 sottoscrittori costituiti sotto forma di Società di persone (8%), due società cooperative ed una sola Impresa individuale. 120

17 Tavola Sedi d'impresa registrate per settori di attività economica e status. Provincia di Treviso. Anni (valori assoluti e incidenze percentuali) Settori di attività REGISTRATE var. ass /11 12/ VALORI ASSOLUTI di cui: Attive Sospese Inattive Con procedure concorsuali in Scioglimento o Liquidazione Agricoltura, silvicoltura pesca Manifatturiero Costruzioni Commercio Alloggio e ristorazione Servizi alle imprese Servizi alle imprese (escl. Att. Imm.) Servizi alle persone Altro Totale Totale escl. Agricoltura, silvic. e pesca COMPOSIZIONE PERCENTUALE Agricoltura, silvicoltura pesca 100,0 100,0 100,0 99,3 99,3 99,3 0,0 0,0 0,0 0,4 0,4 0,4 0,1 0,1 0,1 0,2 0,2 0,2 Manifatturiero 100,0 100,0 100,0 87,5 87,1 86,9 0,1 0,1 0,1 3,6 3,7 3,6 4,5 4,8 5,1 4,8 5,0 4,9 Costruzioni 100,0 100,0 100,0 94,1 93,9 93,4 0,5 0,3 0,3 1,5 1,6 1,8 1,7 1,8 2,0 2,3 2,5 2,6 Commercio 100,0 100,0 100,0 92,7 92,6 92,4 0,2 0,3 0,3 3,3 3,5 3,6 1,2 1,2 1,3 2,6 2,6 2,5 Alloggio e ristorazione 100,0 100,0 100,0 83,2 83,2 83,0 1,0 0,9 1,0 12,3 12,4 12,5 1,3 1,3 1,3 2,3 2,4 2,4 Servizi alle imprese 100,0 100,0 100,0 91,3 91,4 91,4 0,1 0,1 0,1 3,5 3,3 3,3 1,3 1,3 1,4 3,9 4,0 3,9 Servizi alle imprese (escl. Att. Imm.) 100,0 100,0 100,0 92,2 92,3 92,2 0,2 0,1 0,1 2,5 2,5 2,5 1,4 1,4 1,4 3,8 3,9 3,8 Servizi alle persone 100,0 100,0 100,0 95,1 94,8 94,6 0,1 0,2 0,1 2,3 2,4 2,5 0,5 0,5 0,5 2,1 2,2 2,3 Altro 100,0 100,0 100,0 9,4 10,6 12,3 0,0 0,0 0,0 81,5 80,7 79,2 8,3 6,9 6,6 8,3 8,0 7,6 Totale 100,0 100,0 100,0 90,7 90,5 90,3 0,2 0,2 0,2 4,9 5,0 5,1 1,5 1,6 1,7 2,8 2,9 2,9 Totale escl. Agricoltura, silvic. e pesca 100,0 100,0 100,0 88,9 88,7 88,5 0,3 0,2 0,2 5,8 6,0 6,0 1,8 1,9 2,1 3,3 3,4 3,4

18 122 Tavola Sedi d'impresa registrate, iscritte, cessate e relativo saldo per sezioni e divisioni di attività economica (Ateco 2007). Provincia di Treviso. Anni (valori assoluti, variazioni assolute e percentuali, incidenze percentuali) SETTORI Registrate variazioni ass. variazioni % 12/'11 12/'08 12/'11 12/'08 Cessazioni(*) Saldi Incid. % A Agricoltura, silvicoltura e pesca ,5-8, , , A 01 Coltivaz. agricole, prodotti animali, caccia e connessi ,5-8, , , A 02 Silvicoltura ed utilizzo di aree forestali ,0 5, , , A 03 Pesca e acquacoltura ,7-21, , B Estrazione di minerali da cave e miniere ,8-17, , B 07 Estraz. di minerali metalliferi ,0 0, B 08 Altre att. estraz. minerali da cave e miniere ,3-18, , B 09 Servizi di supporto all'estrazione ,0 0, C Attività manifatturiere ,3-6, , , C 10 Alimentari ,2-2, , , C 11 Bevande ,0-0, , , C 13 Tessile ,8-14, , , C 14 Abbigliamento ,6-5, , , C 15 Calzature e altri art. in pelle e simili ,7-13, , , C 16 Ind. del legno ,6-8, , , C 17 Ind. della carta ,4-3, , , C 18 Stampa e riproduz. supporti registrati ,4-4, , , C 19 Coke e derivati raffinazione petrolio ,0 50, C 20 Prodotti chimici ,4-3, , , C 21 Prodotti e preparati farmaceutici ,0-33, C 22 Articoli in gomma e materie plastiche ,4-4, , , C 23 Lavorazione minerali non metalliferi ,5-9, , , C 24 Metallurgia ,8-11, , C 25 Prodotti in metallo (esclusi macchinari/attrezz.) ,6-10, , , C 26 Computer, app. elettromedicali, di misurazione e orologi ,4-11, , , C 27 App. elettriche per uso domestico non elettriche ,1-4, , , C 28 Macchinari ed apparecchiature nca ,0-8, , , C 29 Autoveicoli, rimorchi e semirimorchi ,2-1, , , C 30 Altri mezzi di trasporto ,5-13, , , C 31 Mobili ,4-7, , , C 32 Altre industrie manifatturiere ,8-6, , , C 33 Riparaz., manutenz. e installaz. macchine/app ,2 74, , , D Energia elettr., gas, vapore, aria condiz ,5 295, , , E Acqua, reti fognarie, gestione rifiuti, risanamento ,4-0, , E 36 Raccolta, trattamento e fornitura acqua ,0 0, E 37 Gestione delle reti fognarie ,6-5, , E 38 Raccolta, trattamento, smaltimento rifiuti ,1 5, , E 39 Risanamento e altri servizi gestione rifiuti ,9-55, , F Costruzioni ,6-5, , , F 41 Costruzione di edifici ,5-8, , , F 42 Ingegneria civile ,9 4, , , F 43 Lavori di costruzione specializzati ,3-3, , , G Commercio, riparaz. veicoli e moto ,7 0, , , G 45 Commercio e riparazione auto e moto ,0 0, , , G 46 Commercio all'ingrosso ,1-1, , , G 47 Commercio al dettaglio ,3 3, , , H Trasporto e magazzinaggio ,0-8, , , H 49 Trasporto terrestre e mediante condotte ,9-10, , , H 50 Trasporto marittimo e per vie d'acqua ,0 166, , H 51 Trasporto aereo ,0-50, H 52 Magazzinaggio e attività supporto trasporti ,2 1, , , H 53 Servizi postali e attività di corriere ,8 36, , , segue Iscrizioni Incid. % 2012

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